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I
TRAPIANTI sono il
dichiarato FALLIMENTO
della
medicina ufficiale, impotente di fronte alle
malattie, essendo incapace a sanare, essa porta
lentamente ma inesorabilmente il malato verso il
trapianto o la morte prematura.
Il silenzio degli INNOCENTI - 08/12/2004
Orrore in Mozambico: decine di bambini rapiti e uccisi per
alimentare un traffico clandestino di organi
Sembra che i vicoli di Nampula stiano inghiottendo orfani e piccoli
mendicanti di strada. Sono decine, forse centinaia, i bambini
scomparsi negli ultimi mesi tra la polvere di questa grande città del
Mozambico.
E' un giallo dai contorni torbidi e inquietanti: i fanciulli
svaniscono all'improvviso, senza lasciare traccia. Oppure vengono
ritrovati quando ormai è tardi: ai margini delle strade o sotterrati
nei campi riaffiorano piccoli cadaveri abbandonati, corpi di bimbi
squartati e sezionati orribilmente al solo scopo di prelevarne gli
organi.
Pare un film dell’orrore, ma è l’angosciante trama di una
storia reale che ha portato sotto i riflettori uno dei paesi più
poveri del mondo. E più precisamente la città di Nampula, teatro di
questa macabra vicenda, capoluogo dell'omonima provincia
settentrionale del Mozambico, situata duemila chilometri a nord dalla
capitale Maputo. Qui negli ultimi mesi si sono moltiplicate oscure
sparizioni di giovani e raccapriccianti rinvenimenti di cadaveri senza
reni, fegato, pancreas, cuore, occhi, organi sessuali.
Sono oltre cento i casi denunciati alle autorità. Secondo alcuni
missionari locali, i bambini di strada - indifesi, affamati e
facilmente avvicinabili - sarebbero vittime di un traffico clandestino
di organi verso il Sudafrica. «La scorsa primavera sedici medici
chirurghi furono arrestati a Johannesburg perché non sapevano
giustificare la presenza di numeri spropositati di organi nel loro
ospedale», dice Frate Avallone, missionario rientrato recentemente
dal Mozambico per fare da megafono alle denunce. «Ma è bastato
pagare la cauzione perché tornassero in libertà, senza che si
procedesse a indagini».
Un rebus inquietante
«Non c’è alcun dubbio: c’è un traffico di minori che punta
ai loro piccoli organi per trapianti e per rituali tribali», afferma
Alice Mabota, presidente della ”Lega dei Diritti Umani” del
Mozambico. «Non si ha ancora la certezza che ci sia un vero e proprio
traffico di organi», commenta con più cautela il giornalista
mozambicano Carlos Coelho. «Esistono tuttavia indizi significativi:
molte famiglie hanno denunciato la scomparsa di bambini piccoli e
alcuni medici dell'ospedale hanno testimoniato di aver visto cadaveri
a cui mancavano degli organi. C'è anche chi parla di membri di
qualche setta che si servono dei cadaveri per le loro cerimonie».
La polizia locale sta indagando, con pochi mezzi e poca
convinzione. I risultati tardano ad arrivare: «Qualcosa di strano sta
succedendo a Nampula, ma per il momento non abbiamo ancora elementi
certi per dire cosa», ha spiegato all'agenzia MISNA il procuratore
della Repubblica del Mozambico, Joaquim Madeira, titolare delle
indagini sul presunto traffico di minori e di organi. «L'unico punto
fermo è la misteriosa sparizione di numerose persone, soprattutto
bambini. Stiamo cercando di capire che fine hanno fatto queste persone
e perché sono scomparse». Tradotto: l'inchiesta è ancora in alto
mare. Ma potrebbe esserci una svolta in tempi rapidi, grazie alle
testimonianze di sei persone arrestate la scorsa primavera per
l'uccisione e la mutilazione di una donna e della sua bambina. Secondo
alcune indiscrezioni, pubblicate dal giornale "Noticias",
alcuni degli arrestati avrebbero confessato il crimine spiegando di
aver agito su commissione e di essere stati pagati per asportare alle
vittime organi destinati a rituali magici. Mancano però conferme
ufficiali.
La denuncia delle suore
Il caso Nampula è esploso a livello internazionale verso la fine
dell'anno scorso, quando alcune missionarie presenti sul posto, le
Monache Serve di Maria, hanno denunciato alla stampa la scomparsa di
decine di bambini e il ritrovamento di cadaveri segnati da profonde e
inspiegabili amputazioni. Racconta suor Juliana, 64 anni, spagnola e
madre superiora del convento-orfanatrofio Mater Dei: «Hanno tentato
in ogni modo di farci tacere. I poliziotti dicono che non abbiamo
prove. Quali altre prove vogliono ? Cadaveri senza organi, decine di
bambini e ragazzi scomparsi, una nostra consorella uccisa in un
agguato, una lunga serie di intimidazioni e minacce. A mancare non
sono le prove, ma la volontà di fermare quest'ignobile commercio».
Le denunce delle religiose sono supportate dalle testimonianze di
ragazzini fuggiti fortunosamente ai sequestratori. E da uno
sconvolgente dossier fotografico che è stato consegnato alla polizia:
decine di foto di cadaveri privi di organi, scattate da una laica
brasiliana, Elida Dos Santos, collaboratrice per lungo tempo delle
suore, minacciata di morte e per questo costretta a lasciare il Paese.
Una donna coraggiosa che, prima di andarsene da Nampula, non ha avuto
paura di dire a voce alta come la pensava: «Esiste una vera e propria
rete malavitosa che coinvolge tutti, dai semplici contrabbandieri ai
poliziotti, dal personale medico alle autorità portuali, e chissà
quali altri Paesi africani, asiatici o europei. Ci sono nomi, fatti,
testimonianze. Ma il Governo nega tutto».
Storie raccapriccianti
Le autorità di Maputo sono state costrette ad ammettere le
"strane sparizioni di Nampula" perché la vicenda è stata
amplificata dalla stampa internazionale. Ciononostante il Governo
tende a minimizzare, parla di casi isolati, e non vuole la
collaborazione di polizia e intellingence di altri paesi. «Anche a me
hanno detto di non occuparmi della vicenda, ma non mi sono fatta
intimidire», commenta Elida. «Un giorno ho visto tre ragazzi che
stavano chiedendo la carità al mercato. Sono arrivati i poliziotti e
tre sono fuggiti.
Gli agenti ne hanno preso uno e l'hanno picchiato selvaggiamente con i
manganelli e il calcio dei fucili. L'hanno portato via che non si
muoveva più. Era morto. Mi sono personalmente recata all'ospedale
della città e solo dopo incessanti richieste mi è stata data la
possibilità di vederlo. Aveva quindici anni e il ventre
inspiegabilmente aperto». Prosegue a raccontare madre Juliana: «Alcuni
dei bambini che sono riusciti a scappare dopo il rapimento ci hanno
raccontato di essere stati portati in celle buie dove stavano altri
bambini, tra i 10-15 anni, tenuti come polli all’ingrasso. I
sequestratori davano loro da mangiare quattro volte al giorno, cosa
che per un bambino africano è molto rara. Quando uno dei loro
compagni di sventura veniva fatto uscire con la scusa di essere
portato ad una festa, non faceva più ritorno».
Una moderna e tremenda rivisitazione della storia di Hansel e Gretel ?
Parrebbe frutto della fantasia.
Fuggire o morire
Eppure tanti particolari agghiaccianti arrivano da Nampula. Uno
degli ultimi bimbi che sono riusciti a scappare è il piccolo
Marcelino, 13 anni. «Un giorno, mentre facevo il bagno nel fiume, mi
si è avvicinato un uomo. Mi ha promesso del denaro, 30mila Metical
(circa 3 euro NDR), se lo avessi aiutato a trovare un vicolo che
cercava. Ma era un inganno: in quel posto c'erano due bianchi che mi
hanno acchiappato, imbavagliato e legato i polsi, e mi hanno caricato
a forza in una macchina. Mentre l'automobile si muoveva, sono riuscito
a strapparmi l’adesivo dalla bocca e ho gridato a squarciagola. I
sequestratori mi hanno portato in un magazzino buio dove c'erano altri
bambini. Per fortuna qualcuno aveva sentito le grida e seguito
l'automobile fino al magazzino: poiché non c'era nessuno a
sorvegliarci, siamo stati liberati».
Per una storia a lieto fine come questa, ce ne sono decine che si
finiscono nel mistero. Come quella di Sarima, scomparsa all'età di 12
anni: «Dopo la scuola andavamo assieme a vendere frutta lungo la
strada», racconta Amizinha, la giovanissima zia. «Un pomeriggio un
uomo si è avvicinato al banchetto e ha chiesto a Sarima di portare in
macchina le banane: le avrebbe comprato tutte. Ma quando lei è
salita, l'auto è partita di corsa. Sarima non è più tornata».
Indizi e sospetti
Testimonianze simili si raccolgono numerose oggi a Nampula. E tutte
ruotano attorno al medesimo interrogativo: cosa c'è dietro questi
misteriosi rapimenti ? Chi è il regista oscuro della strage di decine
di bambini mozambicani?
Le religiose hanno puntato il dito contro due persone, un uomo ed
una donna "bianchi" (lui è un sudafricano, lei una danese)
giunti di recente in città e il cui arrivo sarebbe coinciso con
l'inizio delle sparizioni.
Secondo le missionarie, sarebbero loro le menti del traffico di minori
e di organi. Ma nessuna prova finora ha dato consistenza ai sospetti:
ci sono solo misteri e fatti curiosi. I due vivono in una grande
fattoria, a poca distanza dal monastero-orfanotrofio delle suore:
affermano di avere un allevamento di polli, ma nessuno ha mai visto
entrare né uscire volatili. In compenso le missionarie hanno sentito,
di notte, un viavai di aerei ultra leggeri che atterravano e
decollavano su una pista di atterraggio situata dentro la loro
proprietà.
Dal dicembre scorso la coppia si trova agli arresti domiciliari. Ma
finora la polizia non ha trovato alcun indizio che provi il loro
presunto coinvolgimento nella sparizione dei bambini.
«E' naturale che i poliziotti mozambicani non trovino nulla»,
commenta frate Claudio Avallone, confratello delle suore missionarie.
«I due sospettati sono molto ricchi e
influenti. La polizia è immischiata in questa sporca vicenda». Lo
stesso procuratore capo del Mozambico, Joaquim Madeira, ha dichiarato
all'agenzia di stampa mozambicana Aim che i sospettati godrebbero
"di un alto tasso di protezione da parte delle autorità
provinciali". Parole riprese da Alice Mobota, attivista
mozambicana per i diritti umani. «La lentezza e la superficialità
con cui il Governo e la polizia del distretto di Nampula stanno
portando avanti le indagini è una prova chiara della potenza
dell’organizzazione che gestisce il traffico e degli interessi che
coinvolgono uomini di potere».
Vivere nella paura -
Del resto, l'ipotesi del traffico internazionale di organi non è
l'unica pista seguita dagli inquirenti.
Le sparizioni dei minori potrebbero essere legate alla diffusione dei
riti tradizionali di anziani guaritori e 'feticeiros' locali che,
nelle loro 'pozioni', utilizzerebbero anche parti del corpo umano. «Si
tratta comunque di riti diffusi da sempre in Mozambico, così come in
molte altre zone del continente, un fatto che non aiuta a spiegare il
numero insolitamente alto di cadaveri mutilati», fa notare l'agenzia
di stampa Misna.
E le autorità mozambicane ripetono: «Allo stato attuale delle
indagini non abbiamo prove sufficienti per confermare nessuna ipotesi».
In attesa che sulla vicenda venga fatta piena luce, la gente di
Nampula continua a vivere nel terrore. I genitori hanno paura a
lasciare incustoditi i figli e quando cala il buio in pochi si
arrischiano ad uscire per le strade. Il clima è tutt'altro che
rilassato anche tra i quaranta orfanelli che vivono assieme alle suore
missionarie. Il cammino che conduce al monastero si è fatto
pericoloso: una stradina di campagna costeggiata da canne di bambù e
platani è diventata la via dell’orrore.
E’ sul ciglio di questa via che fu trovato uno dei corpi privato
degli organi. Ora tutti i giorni le monache accompagnano e riprendono
da scuola i "loro" bambini, inquieti e spaventati. «Speriamo
che questa orribile storia finisca presto», dicono. Per il momento la
strage silenziosa di Nampula resta avvolta nel mistero.
Fonte:
http://www.missionaridafrica.org
Testo di Alida Vanni e Marco Trovato
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