|
I
TRAPIANTI sono il
dichiarato FALLIMENTO
della
medicina ufficiale, impotente di fronte alle
malattie, essendo incapace a sanare, essa porta
lentamente ma inesorabilmente il malato verso il
trapianto o la morte prematura.
Traffico
di organi, limiti della scienza
A
tutt’oggi nessuno sa se Joseph Mengele, il medico delle SS
responsabile di aver prostituito la sua professione con orribili
esperimenti sui prigionieri di Auschwitz, sia ancora vivo in qualche
angolo sperduto del pianeta. Una cosa però la sappiamo con certezza:
egli ha avuto dei seguaci, ne sta avendo di sempre più numerosi. Forse
il dottor Mengele è morto, ma i dottor Mengele sono tra noi.
L’ultima
conferma viene da un medico cinese fuggito poco tempo fa negli Usa e di
cui hanno parlato le cronache di questi giorni, Wang Guoqui.
Il
dottor Wang, in forza presso un ospedale della polizia, ha testimoniato
di avere per anni prelevato organi nonché pelle, cornee ed altri
tessuti dai corpi dei condannati a morte: tutto materiale destinato
dalle autorità di Pechino a un ampio e lucroso commercio, specie sui
mercati "capitalistici".
Dalla sua testimonianza, che si
aggiunge a molte altre dello stesso tipo, esce un quadro agghiacciante:
condannati preparati al "prelievo" con la somministrazione
preventiva di sostanze anticoagulanti, espianti eseguiti su persone
ancora semivive, corpi trattati come cose:
"Dopo
aver preso tutti i tessuti estraibili e gli organi - recita la
deposizione - ciò che rimaneva era uno sgradevole ammasso di muscoli
con i vasi ancora sanguinanti e tutte le viscere di fuori, il quale
veniva consegnato agli addetti alla cremazione".
Mi
auguro che siano ancora in molti a provare un sentimento di orrore di
fronte a una simile descrizione.
Ma
deve essere chiaro che con ogni verosimiglianza spettacoli più o meno
analoghi si svolgono quotidianamente in numerose località della Terra,
dove ormai dilaga, incontrollato e incontrollabile, il traffico di
organi umani.
A
sostenere il quale è sorta e si è ormai consolidata una vera e propria
ramificata professionalità medica criminale. Limitata all’ambito
degli espianti illegali? Certo è in quest’ambito che si raggiungono
vertici ineguagliati, ma l’impressione è che in margine (solo in
margine?) a molti altri settori della medicina (per esempio la
procreazione assistita) si sia insediata una spregiudicatezza di
comportamenti dotata di impensabili capacità espansive.
L’impressione
è che la professione medica, questa specialissima professione connessa
al rapporto di ogni essere umano con la propria vita e la propria morte,
stia andando incontro alla perdita di standard etici condivisi, vittima
di sempre più soverchianti spinte economiche.
Se
ciò accade è innanzitutto a motivo della ricerca scientifica. È
questa, infatti, con i suoi progressi e le sue applicazioni
tecnologiche, che ha messo a disposizione di ogni singolo operatore una
varietà di tecniche avanzate che hanno ampliato a dismisura la sua
possibilità di muoversi autonomamente secondo il proprio arbitrio o il
proprio tornaconto.
Naturalmente si potrebbe a tal proposito sottolineare ancora una volta
quanto risulti superficiale ogni rivendicazione attuale in termini
galileiani di una "libertà di ricerca" che oggi può assai
facilmente tramutarsi - e si tramuta - in libertà per molti di usarne
in modo criminale i risultati. Ma a parte ciò, quel che colpisce è
l’assenza - non solo in Italia ma un po’ dappertutto - di un vero
dibattito etico-professionale all’interno della corporazione o di
quelle contigue alla medicina.
Che
differenza con quanto accadeva alcuni decenni fa nel campo della fisica,
a proposito delle ricerche atomiche e delle loro applicazioni belliche!
Oggi nella corporazione medica nessuno tra gli addetti ai lavori sembra,
invece, interessato a porsi domande scomode, così come nessuno tra i
non addetti, nessuna istituzione o istanza sociale, sembra intenzionata
realmente a interpellare la coscienza dei medici o lo statuto morale
della loro professione.
Ci
accontentiamo delle algide e inutili pronunce di un qualche ordine
professionale, destinate a lasciare il tempo che trovano mentre i dottor
Mengele affilano i bisturi.
By Ernesto della Loggia
vedi:
Articoli
di giornale + Interrogazione
Parlamentare
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
TRAFFICO ORGANI, MARONI CONVOCATO DA
COMMISSIONE PARLAMENTARE - Ansa, Italy: Roma - 30/01/2009
La Commissione parlamentare d'inchiesta sul Servizio sanitario
nazionale (Ssn), presieduta dal senatore Ignazio Marino (Pd), ha
convocato "d'urgenza" il ministro dell'Interno Roberto Maroni in
merito alle sue affermazioni a proposito del traffico di organi
illegale da minori in Italia.
"Le parole del ministro dell'Interno - afferma Marino in una nota -
sono di una gravità inaudita e vanno al più presto chiarite e
approfondite. A questo scopo la commissione parlamentare d'inchiesta
del Senato sul Ssn, da me presieduta, ha deciso di convocare
d'urgenza il ministro, che verrà a riferire nel corso della prossima
settimana".
MARONI, EVIDENZE TRAFFICO ORGANI DI MINORI IN ITALIA
Ci sono ''evidenze''
che vi sia un traffico di organi che vede coinvolti ''minori
extracomunitari presenti o rintracciati in Italia''. L'allarme
del ministro dell'Interno Roberto Maroni piomba sull'assembla
annuale dell'Unicef a Roma poco dopo la presentazione del
rapporto dell'agenzia dell'Onu in cui si dice che nel 2009 sara'
necessario oltre un miliardo di dollari per aiutare i bambini e
le donne in 36 paesi in grave emergenza. Ed e' un allarme che il
ministro non spiega citando inchieste o condanne della
magistratura ma, appunto, ''evidenze''.
E cioe' ''l'analisi incrociata dei dati sui minori
extracomunitari scomparsi dopo esser arrivati a Lampedusa e le
segnalazioni relative al traffico d'organi inviate dai paesi
d'origine alla polizia italiana tramite Interpol''. ''Solo nel
2008 - dice - di 1.302 minori arrivati sull'isola, circa 400
sono spariti. Di loro non abbiamo piu' notizie''. Ragazzi che,
aggiunge, solo la banca dati del Dna, che con l'approvazione del
trattato di Prum da parte del Parlamento vedra' la luce,
potranno essere protetti meglio.
La traccia del traffico di organi che riguarderebbe il nostro
paese, insomma, e' rintracciabile ''negli esposti provenienti da
diversi paesi del mondo che negli anni - prosegue Maroni - e
anche nel 2008, sono stati segnalati alla polizia italiana, che
ha iniziato un'attivita' di indagine''. Paesi come Brasile, Sri
Lanka, Congo, Thailandia ma anche altri se e' vero che, come
afferma l'ex presidente della commissione d'Infanzia Burani
Procaccini, sono almeno 60mila i bambini vittime del traffico.
Una conferma all'allarme del ministro, seppur indiretta, arriva
dal sottosegretario alla Salute Francesca Martini secondo cui il
fenomeno ''potrebbe trovare connivenze anche in Italia'': e'
ovvio ''che non si parla della rete legale dei trapianti ma di
un fenomeno delinquenziale di assoluta' gravita'''.
Le parole di Maroni attivano comunque un immediato corto
circuito in Parlamento. Il ministro dell'interno del governo
ombra del Pd Marco Minniti dice che ''il ministro ha il dovere
di fare chiarezza'' mentre il presidente della Commissione
d'Infanzia Alessandra Mussolini prima chiede la costituzione di
una ''task force'' del Viminale e del ministero degli Esteri
''per combattere questa atrocita''' e poi, assieme agli
esponenti di Pdl e Pd in Commissione presenta un'interrogazione
urgente sia alla Camera sia al Senato affinche' il ministro
''venga urgentemente in aula per chiarire la questione''. E pure
la Commissione parlamentare d'inchiesta sul Servizio sanitario
nazionale vuole sentire il titolare del Viminale con
''urgenza''.
''Le sue parole sono di una gravita' inaudita e vanno al piu'
presto chiarite e approfondite - dice il presidente Ignazio
Marino (Pd) - In Italia il sistema dei trapianti e' sicuro e
proprio per questo e' ancora piu' importante avere chiarimenti
immediati''. Che il sistema sia sicuro lo afferma anche il
direttore del Centro nazionale trapianti (Cnt) Alessandro Nanni
Costa: ''la rete trapiantologica ''e' sicura e estranea al
fenomeno del traffico di organi - spiega - e nessun organo di
provenienza sconosciuta puo' entrare nel circuito'' perche'
''tutti gli organi prelevati nelle rianimazioni italiane e
utilizzati nei centri trapianto hanno un percorso dal donatore
al ricevente chiaramente definito e immediatamente
rintracciabile''.
Dubbi li sollevano anche le organizzazioni che si occupano di
infanzia. ''Aspettiamo riscontri alle parole del ministro Maroni
- chiede preoccupata
Save the Children - perche' noi non abbiano riscontri
di questo e non ci risulta''. E lo stesso presidente dell'Unicef
Italia, meno di dieci giorni alla Camera, aveva detto che sulla
vicenda ''non esistono ne' dati ne' riscontri''.
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
USA - MEDICI
SEMPRE PIU' a FAVORE VENDITA di RENI per TRAPIANTO
Oggi vietata. Per sostenitori, rimedierebbe a scarsità donazioni
New York, 13 nov. (Apcom) - Vista la
persistente scarsità di organi da trapianto, un'idea considerata
fino ad oggi improponibile sta guadagnando inaspettata popolarità
negli Stati Uniti: la creazione di un "mercato" per i reni, dove
donatori volontari possano mettere in vendita uno dei loro organi e
malati abbastanza facoltosi e bisognosi di trapianto, possono
acquistarli.
Come riportato oggi dal Wall Street Journal, la proposta è stata
rilanciata da un medico di origine canadese, Arthur Matas, meglio
conosciuto per la sua ricerca all'università del Minnesota, e che
recentemente ha iniziato a viaggiare per tutto il paese cercando di
promuovere la vendita di reni, vietata negli Usa, sostenendo che il
bando è di fatto una condanna a morte per migliaia di malati.
L'idea ha tuttavia ancora molti che si dicono assolutamente
contrari, tra cui l'amico e collega di Matas, Francis Delmonico,
docente ad Harvard, che ha avuto un ruolo centrale nella stesura
delle leggi che regolano il trapianto di organi negli Stati Uniti.
Secondo lui, la vendita di organi avrebbe l'effetto di attrarre i
più poveri, vulnerabili e malati, mentre altri donatori, spinti
solo da altruismo, potrebbero invece cambiare idea.
"Il
pagamento porta sempre allo sfruttamento dell'individuo" ha
detto Delmonico, che ha espresso anche preoccupazioni sulla
possibile creazione di un mercato nero tra gli Usa e i paesi poveri.
"Sono i poveri che vendono".
Il
bando federale alla vendita di organi risale al 1983, quando un
medico della Virginia, Barry Jacobs, propose di acquistare reni - la
maggior parte donati da persone indigenti - e di rivenderli a chi
avesse i soldi per pagarli.
L'idea fu accolta da un'ondata di indignazione. In Congresso,
l'allora deputato Al Gore, futuro vice presidente, introdusse una
legge che vietava la vendita di organi, entrata in vigore l'anno
successivo. Da allora la differenza tra la domanda e l'offerta di
reni è aumentata vertiginosamente: nel 1988, il primo anno i cui
dati sono stati raccolti, i pazienti in attesa di trapianto erano 14
mila, i donatori la metà.
Oggi la lista di attesa è aumentata di ben 5 volte, soprattutto a
causa dell'aumento dell'incidenza di diabete, mentre il numero di
donatori è rimasto praticamente uguale.
Lo scorso anno, 4.400 persone sono morte negli Stati Uniti in attesa
di trapianto di reni.
I
pro e i contro della vendita di organi sono stati recentemente
dibattuti in molte conferenze mediche in tutto il paese, e i medici
hanno iniziato seriamente a considerare la creazione di un mercato
regolato dal governo.
Lo scorso gennaio, Matas e Delmonico sono intervenuti ad un incontro
dell'American Society of Translant Surgeons, ciascuno rappresentando
la propria posizione.
Alla fine i presenti sono stati invitati a schierarsi da una parte o
dall'altra e, a sorpresa, la maggior parte si è dichiarata
favorevole a sperimentare il mercato di organi. L'idea tuttavia non
ha ancora il supporto politico necessario a cambiare la legge.
Il dottor Matas e i suoi sostenitori, tuttavia, sperano che la
crescente attenzione possa portare in futuro ad un cambiamento del
bando.
Il piano del medico prevede solo la vendita di reni, dal momento che
l'asportazione di uno di questi due organi non comporta gravi rischi
per la salute in donatori ancora in vita (NdR: questo lo dice uno
che non ha mai provato - basta andare in
estremo oriente, ove questo
ignobile traffico avviene da qualche anno, per
conoscere la verita' ! ), mentre per altri organi, come
parte del fegato, i rischi sono molto elevati.
Il prezzo sarebbe stabilito dal governo, e pagato dall'assicurazione
sanitaria del paziente. Attualmente chi ha bisogno di un trapianto
di reni viene inserito in una lista di attesa per ricevere l'organo
da donatori morti. E' anche possibile ricevere il rene da un
donatore in vita, saltando così la lista di attesa, ma quest'ultimo
deve attestare di non aver ricevuto soldi in cambio.
Commento NdR: Questo e' il mondo
verso il quale stiamo andando...i poveri sono le fabbriche dei pezzi
di ricambio per i ricchi....
ma che bello....anzi che schifo !
|