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COMUNICATO
STAMPA
Anno XVIII – n. 9 - 12 marzo 2002
PRESENTATO
ESPOSTO AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA ING. ROBERTO CASTELLI
AFFINCHE' POSSA VALUTARE L'OPERATO DEL PUBBLICO MINISTERO
NEL PROCEDIMENTO CHE VEDE COME VITTIMA PIETRO TARANTINO
DA SUBITO DESTINATO ALL'ESPIANTO SENZA DIAGNOSI, PROGNOSI E CURE
OMICIDIO
COLPOSO O DOLOSO ?
DOPO
13 ANNI INSPIEGABILMENTE LE INDAGINI PRELIMINARI ANCORA NON SONO
CONCLUSE
Ospedale
di Bergamo - Neurochirurgia / Rianimazione - I medici indagati sono:
Dr.
Gravame Vincenzo, Dr. Lubrano Francesco, Dr. Rizzi Maurizio, Dr.
Bonito Virgilio, Dr. De Gonda Federico.
I
FATTI: Pietro
Tarantino ha un incidente la mattina del giorno 23 marzo '89.
Ricoverato al Pronto Soccorso dell'ospedale di Vaprio D'Adda viene
trasferito in elicottero all'ospedale di Bergamo ove giunge alla
Neurochirurgia alle 9.20 ca. Ai familiari che giungono alle 11/11.30
il medico dice che il fratello è morto (sic) e chiede gli organi:
opposizione immediata della famiglia. Dalle cartelle si rileverà che
non fu né trattato, né curato: tolti perfino gli antiedemigi
iniziati dal P.S. di Vaprio, cura base ed indiscussa in questi casi;
tenuto pesantemente disidratato nelle 24 ore rimasto in Neurochirurgia
dove fin dal primo giorno vengono chiesti esami di laboratorio urgenti
"X ESPIANTO". Trasferito col timbro "DONATORE
D'ORGANI" alla Rianimazione, dove il 24 marzo, giorno precedente
al cosiddetto accertamento di "coma depassè", viene
eseguita una coronariografia invasiva e dannosa, finalizzata non al
paziente, ma alla valutazione del cuore da trapiantare. I parenti si
opposero andando in Questura ben 3 volte. Di nascosto, nel mancato
rispetto della legge, il giorno 25 fu dichiarato, illegalmente,
"morto cerebrale" a cuore battente ed espiantato nonostante
l'opposizione. Cuore e reni furono prelevati inspiegabilmente col
"nulla osta" della Procura, il pancreas senza il "nulla
osta" e si scoprì dall'autopsia che il fegato e l'aorta furono
prelevati clandestinamente e scomparsi.
Questo
procedimento penale presso il Tribunale di Bergamo è caratterizzato
da 13 anni di ritardi, disguidi, richieste di archiviazione,
opposizioni, riaperture, rinvii, richieste di avocazione a fronte di
reiterate omissioni nello svolgimento delle indagini.
In
data 19 gennaio 2002 il Pubblico Ministero Dr. Carmen Pugliese,
titolare delle indagini, ha chiesto per l'ennesima volta
l'archiviazione del procedimento dopo aver inspiegabilmente omesso di
compiere le indagini indicate dal Giudice, Dr. Stefano Storto, con le
ORDINANZE del 16.9.'99 e del 3.1.2001 con la quale ultima il Giudice
aveva per la seconda volta statuito che "non vi sono
sufficienti elementi di giudizio per affermare se la morte di
Tarantino fu determinata da negligenza, imperizia, imprudenza dei
sanitari indagati ovvero da una condotta cosciente e volontaria degli
stessi... e che dunque occorre proseguire nelle
investigazioni...".
Le reiterate omissioni nelle indagini avevano indotto i familiari
e il loro difensore, Avv. Stefano Tessa del Foro di Torino, a chiedere
per ben due volte l'avocazione del procedimento alla competente
Procura Generale della Repubblica presso la Corte d'Appello di
Brescia: atti resi vani la prima volta dalla richiesta del P.M. di
proscioglimento per intervenuta prescrizione (respinta dal Giudice),
la seconda dall'ennesima richiesta di archiviazione del 19 gennaio.
Sicché in data 7.2.2002 è stato presentato l'atto d'opposizione.
A
maggior determinazione il fratello Mario Tarantino ha presentato un
esposto di oltre 100 pagine al Ministro della Giustizia, confidando
nel suo ruolo istituzionale e nel suo senso di giustizia, affinché
valuti l'operato del P.M. e provveda a questa vicenda umana e
processuale che a distanza di 13 anni rischia di trasformarsi
irrimediabilmente in un caso di denegata e "mala" giustizia.
By Nerina
Negrello - Presidente
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