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COMUNICATO STAMPA
Anno XVIII – n.14 - 6 maggio 2002
OSPEDALI RIUNITI DI
BERGAMO
GIACOMO ZAMBETTI DI 6 MESI CONSIDERATO
IN COMA IRREVERSIBILE
DOPO LA CADUTA DAL BALCONE
E' STATO TENUTO SOTTO VENTILAZIONE PER 11 GIORNI,
NON PER SALVARLO MA PER INDIVIDUARE UN RICEVENTE
RIFLESSIONI SU:
MADRE, PADRE, MAGISTRATURA, MEDICI, STAMPA
sulla base degli articoli del 18, 19, 20, 28, 29, 30 aprile e 1° e 3
maggio
Giacomo, 6 mesi, cade dal balcone di
casa il 17 aprile, mercoledì, intorno alle 21.
Scivola dalle braccia della
mamma o viene da lei buttato nel vuoto?
Madre Quando lei grida
"è caduto", "sono inciampata", nessuno le crede.
Ma quando il 19 maggio, sotto la pressione del magistrato,
"confessa" (sic) di averlo buttato dal balcone, tutti tirano
un sospiro di sollievo, tutti le credono.
L'aspettativa di questa società dozzinale è soddisfatta. Vanno di moda
le mamme assassine dopo Cogne e le depressioni post-partum giustificano
troppe cose. è tutto così ovvio!
Eppure, imbottita di psicofarmaci com'era (uscita dallo
psichiatrico quel giorno stesso) sarebbe stato più logico pensare che
fosse inciampata, che fosse un incidente, e non avesse avuto la
prontezza necessaria al caso.
Già nella notte del 18 (24 ore dopo i fatti) le rotative fissavano
sulla stampa la sua condanna con queste parole: "In un momento di
disperazione e di follia ha gettato dal balcone il figlioletto".
E ancor prima, nella tragica sera del 17, la mamma viene ricoverata in
psichiatria in stato d'arresto per tentato omicidio volontario.
Pare che gli inquirenti non abbiano considerato l'ipotesi di possibili
responsabilità d'altri.
Giacomo Già la notte del 17 le rotative stampavano: "Il
piccolo è in fin di vita" "... in coma irreversibile".
Nella notte del 18: "Il piccolo è in condizioni disperate... il
padre ha già detto... che darà l'assenso all'espianto degli
organi". "E' morto il bimbo lanciato nel vuoto" (sic).
Ma quando è stato eseguito il cosiddetto "accertamento dei
protocolli di Stato" per la dichiarazione di cosiddetta morte
cerebrale ? (Per un piccolo di 6 mesi deve essere di 24 ore). Dalla sera
del 17 alla sera del 18 ? (visto che i medici avevano già parlato di
espianto).
Oppure dopo la "donazione", dal 18 al 19 ?
Oppure
Giacomo è stato considerato "morto cerebrale" ma l'
"accertamento" è stato eseguito 10 giorni dopo quando hanno
trovato i riceventi ?
E perché non hanno consultato la madre, informandola del suo diritto
d'opposizione ?
La legge prevede che per i minori entrambi i genitori
siano d'accordo nel "non fare opposizione". La legge non
prevede la donazione, tanto meno di un solo genitore.
Giacomo resterà sotto ventilazione per 11 giorni e almeno 10 solo come
"fornitore di organi". Verosimilmente i medici non trovando
riceventi in Italia hanno dovuto trafficare con l'estero per collocare
quel cuoricino a Londra e quel fegato in Germania.
Nessuna pietà per lui usato come do ut des con l'European Transplant.
La tortura della ventilazione finirà dopo l'espianto sabato 27 aprile.
Padre Dona il figlio (così scrivono) il giorno dopo il tragico
fatto. Forse non sapeva che l'espianto degli organi avviene sempre
mentre il cuore pulsa autonomamente e il sangue circola. Forse non
sapeva che l'operazione viene eseguita sotto farmaci paralizzanti. E
forse non sapeva che la ventilazione senza trattamenti finalizzati
alla salvezza, è solo inutile tortura. Forse era così sconvolto da
non ricordarsi che si dona solo le proprie cose e non la vita del
figlio. E certo non sapeva che trovare un ricevente della misura di
Giacomo è cosa lunga.
Magistratura Concede il nulla osta all'espianto di Giacomo in
quanto "donato" dal padre.
Curioso che non si sia accorta che mancava l'opinione della madre.
Curioso che non abbia vietato l'espianto trattandosi di un omicidio
considerato volontario, ma non chiaro, non colto in flagrante. Infatti
la magistratura per il buon esito dell'autopsia aveva facoltà di non
concedere il nulla osta all'ospedale.
Curioso anche che la stessa neghi il nulla osta ai funerali del 30
aprile a motivo della necessità di effettuare l'autopsia sul corpo del
piccolo "per la ricerca delle cause della morte e della dinamica
dell'episodio".
Curioso che un esame autoptico medico legale di questo peso si faccia
dopo l'espianto, su un corpo già macellato, privo di cuore e di fegato
e forse d'altro... rendendo l'esame di dubbia completezza e validità.
Per certo la mamma aveva il diritto di pretendere un'autopsia che desse
più garanzie ai suoi diritti di difesa. Ma i diritti della madre -una
folle- sono stati posposti agli interessi dei medici trapiantisti.
Medici Da subito hanno detto che Giacomo era in "fin di
vita". Parole che sempre preludono alla richiesta d'organi. Il
pessimismo li caratterizza, però non gli manca l'ottimismo nella
ricerca della collocazione degli organi. Nessuno in Italia ne ha
bisogno? Ci si rivolge all'Inghilterra: "volete un cuore piccolo
piccolo?", alla Germania: "volete un fegato piccolo
piccolo?". Si sa che sono misure preziose quelle dei neonati.
Ecco perché tengono Giacomo intubato nella tortura per 11 giorni finché
non trovano dove destinarlo a pezzi.
Nessuna pietà per lui: li acceca lo sfrenato utilitarismo, la libido
chirurgica, il delirio di onnipotenza della chirurgia sostitutiva.
Si sono inventati una "morte cerebrale" che dichiarano sui
vivi a loro arbitrio, nel momento che gli conviene.
Stampa Ha scritto: 1) "Il bimbo è stato considerato dai
sanitari clinicamente morto non appena giunto in ospedale".
2) "Dopo 24 ore il bimbo era clinicamente morto".
3) "Il piccolo era in coma irreversibile".
4) "E' morto il bambino lanciato nel vuoto".
5) "A nulla sono valsi i tentativi dei medici di strapparlo alla
morte".
6) "Il piccino si è spento dopo 11 giorni di agonia"
7) "Il cuore del piccolo ha cessato di battere" (sic).
I giornalisti non si accorgono di tutte queste contraddizioni?
Come farà ad essere morto il 17 e spirare il 27, come farà ad essere
usato per trapianto, se è morto, se è spirato?
Pare che i giornalisti ancora non sappiano che l'espianto di organi è
sempre su persona in coma, o se preferite "su un corpo vivo e
cervello cosiddetto morto".
Intorno a questa fondamentale ignoranza si consumano pagine di parole
melense "donare per dare la vita", "Giacomo ha riacceso
due vite", di fatto malaiformazione e propaganda.
By Nerina Negrello - Presidente
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