|
I
TRAPIANTI sono il
dichiarato FALLIMENTO
della
medicina ufficiale, impotente di fronte alle
malattie, essendo
incapace a sanare, essa porta
lentamente ma inesorabilmente il malato verso il
trapianto o la morte prematura.
"GEMELLI
DONATI in GREMBO" - CONTRO
LEGGE
Abbiamo trasmesso alla Procura della Repubblica presso il
Tribunale di Napoli il Comunicato – Esposto
Va
ricordato che la Legge 91/99 art. 4 c.3
"Disposizioni in materia di prelievi e di
trapianti di organi e di tessuti"
stabilisce che: "Non è consentita la
manifestazione di volontà (dei genitori) in
ordine alla donazione di organi per i
nascituri..." cioè per i figli che non
sono ancora nati.
Quindi questi genitori non dovevano rendere
pubbliche le loro intenzioni, peraltro non
attuabili.
Il
loro comportamento illegale di fatto si è
trasformato in protagonismo e pubblicità
promozionale alla donazione dei figli malformati.
Va
ricordato che la Legge 578/93 e il DM 582/94
prevedono la dichiarazione di cosiddetta
"morte cerebrale" (premessa agli
espianti) sempre e solo su malati sotto
ventilazione: quindi questi gemelli acranici sono
esclusi perché, se sopravvivono al parto,
respirano da soli.
Se venissero sottoposti a ventilazione sarebbe un
abuso condannato dalle legge e dalla deontologia
medica, perché tale ausilio non sarebbe fornito
per curarli, ma solo ed esclusivamente per usarli
come pezzi di ricambio.
Questi
feti/bambini disgraziati, se nasceranno vivi,
dovrebbero essere assistiti, non dal ventilatore,
ma dalle braccia della mamma, per morire in pace,
visto che i medici non possono curarli.
Infatti
c'è una terza via al di là dell'aborto e
dell'espianto: è quella di vivere e morire in
pace, senza preti che promuovono la donazione e
senza aguzzini che squartano.
I genitori dovrebbero tornare alla loro funzione di protezione dei figli
e aborrire la funzione di fornitori d'organi.
Il
Presidente:
Nerina Negrello
vedi video
Espianto a cuore battente
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
p.c. Procura della Repubblica
c/o Tribunale di Napoli
COMUNICATO
STAMPA
Anno XVIII – n. 25
11 dicembre 2002
MICHELA
INGENITO di POMPEI STA GENERANDO DUE GEMELLI PER
TRAPIANTI
QUINDI NON E' UNA MADRE, MA UNA FATTRICE D'ORGANI
Possiamo capire che una donna non si senta di
abortire neppure se il feto è malformato. Non
possiamo però capire come mai quella madre
che si rifiuta di abortire possa cullare nel suo
ventre due feti malformati, farli sviluppare, col
preciso obiettivo di "donare" la loro
vita non appena partoriti.
È
male uccidere con l'aborto mentre è bene uccidere
con l'espianto ?
I
medici le hanno detto che l'espianto avviene a
cuore pulsante e sangue circolante ?
Un "anencefalico" o un "acranico"
respira da solo, può succhiare il latte da solo.
In genere muore durante il parto naturale. Se
sopravvive ha poche ore o giorni di vita. Non ha
scampo. Non ha senso intubarlo perché il
trattamento della ventilazione forzata può essere
valido solo se giova alla sua salute (come è
d'uopo in qualsiasi trattamento medico onesto).
I due gemelli verranno tolti dal ventre materno
con parto cesareo, come un bottino prezioso, poi
verranno intubati, non per essere curarti, ma per
dichiararli con stratagemma in cosiddetta
"morte cerebrale" e procedere
all'espianto degli organi, dopo una settimana di
vita extrauterina (D.M. 582, art. 3, c.3).
La
legge non permette che gli "anencefalici"
o gli "acranici" siano fatti a pezzi, ma
i medici trapiantisti delle leggi se ne
infischiano e cavalcano le 'donazioni' illegali e
incostituzionali di genitori sprovveduti da loro
manipolati.
Se i due gemelli avessero una madre con dei
sentimenti naturali quella madre li terrebbe fra
le braccia, quei fagottini, per rendere dolci quei
pochi giorni di vita che dio/la natura concederà
loro. Ma questa è una madre col cervello
deformato dalla persecutoria propaganda
trapiantistica.
Forse lei stessa esaltata dalla mattanza
pediatrica appena compiuta nella notte tra l'8 e
il 9 dicembre scorso.
Si
sta comportando da fattrice d'organi e auguriamoci
che questi comportamenti non diventino un mestiere
a pagamento: può succedere quando si dimentica
che un figlio non è proprietà, nel senso
"d'uso", della madre e tantomeno dei
medici e dello Stato.
Troppe
donne sono vittime delle subdole pressioni di
medici sperimentatori. Donne culturalmente
fragili, affette da protagonismo sacrificale
indotto dalla Chiesa che le rende cavie ideali di
questa medicina violenta e vivisezionista.
Ma che eroismo c'è nella madre che dona i figli
anencefalici ? Semmai la convenienza a
liberarsene, coperta dalla adulazione di medici
predatori d'organi, dei giornalisti di regime e
dai preti azzeccagarbugli.
È
solo stupidità fare una ecografia per sapere il
"vero" e poi portare avanti la
gravidanza nell'incubo: le cattoliche non
dovrebbero fare ecografie, così non
partorirebbero idee da incubo.
È
stupidità subire un parto cesareo per non
sciupare gli organi da trapiantare facendo
rischiare la donna.
Gli
anencefalici MAI soddisfano i requisiti della
legge per la dichiarazione della cosiddetta
"morte cerebrale" a cuore battente
necessaria all'espianto degli organi.
I
medici che architettano questi piani agiscono
nell'illegalità. Di tanto in tanto ci provano a
superare la barriera legale e dell'etica:
ricordate Valentina nel '92 e Gabriele nel '98 ?
By
Nerina
Negrello
-
Presidente
della Lega Contro la Donazione di Organi
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
COMUNICATO STAMPA -
ANNO XXIV - n. 17 - 27 Ottobre 2008
PRIMO NEONATO ESPIANTATO DOPO
ACCERTAMENTO ABBREVIATO di MORTE
CEREBRALE GRAZIE al DECRETO di LIVIA TURCO -
Tutela azzerata per facilitare gli espianti
L' Agenzia
Adnkronos Salute ha reso noto il primo
espianto da neonato successivo al Decreto che
abbrevia i tempi per la certificazione di
cosiddetta "morte cerebrale" (D.M. 11.4.2008).
Comunicazione data a qualche mese dal fatto con
l'alibi di proteggere la privacy della famiglia.
Il primario di terapia intensiva neonatale
dell'ospedale di Caserta, dott. Falco, fa
riferimento al neonato espiantato a cuore
battente utilizzando termini come "piccolo
donatore", ma è chiaro che un neonato non può
mai essere definito "donatore" in quanto non è
in grado di comunicare ad altri le proprie
volontà, può diventare solo una facile preda dei
medici quando ha dei genitori disinformati.
Sempre il dott. Falco dichiara che l'espianto
pediatrico "deve rispettare requisiti
feroci a tutela dei piccoli donatori".
Il termine "ferocia" si riferisce
evidentemente al fatto che i neonati posti sotto
ventilazione, non possono per legge essere
dichiarati in cosiddetta "morte cerebrale" prima
di una settimana di vita extrauterina. Veramente
'feroci' però appaiono i medici che allo scadere
della settimana espiantano quei corpicini
indifesi, sommando tortura (ventilazione) alla
tortura (espianto).
Nessuna tutela dei neonati, ma uso ed abuso da
parte degli adulti.
Il neonato in questione è stato intubato a
seguito di "una forma aggressiva di asfissia
perinatale" e dopo una settimana gli sono stati
espiantati reni, fegato, intestino e cuore dal
corpo pulsante.
Ricordiamo che i bambini e i neonati sono stati
di fatto equiparati nei tempi della
dichiarazione di "morte cerebrale" agli adulti
con Decreto 11 aprile 2008 emesso dall'ex
Ministra Livia Turco, quindi il tempo di
osservazione è passato da 24 a sole 6 ore e a
soli 2 controlli (vedi comunicato stampa n° 13
del 02/07/2008
www.antipredazione.org).
Inoltre, in riferimento all'EEG
(elettroencefalogramma) va sottolineato che "i
soggetti neonati possono avere un tracciato
piatto che di per sé non è assolutamente
definibile patologico" (Prof. Lodovico Bergamini
- Manuale di Neurologia Clinica).
Il Decreto 11 aprile 2008, appositamente creato
per favorire le dichiarazioni di "morte
cerebrale" e quindi incrementare gli espianti,
apre la strada a nuovi crimini soprattutto in
ambito pediatrico.
La facilità con cui si possono espiantare in
Italia i neonati ha agevolato un accordo
relativo al trapianto pediatrico di fegato tra
gli Ospedali Riuniti di Bergamo e il "Rigshospitalet"
di Copenaghen. Si sacrificano i bambini
italiani, in quanto in Danimarca gli organi per
trapianto scarseggiano perché la cosiddetta
"morte cerebrale" è considerata una condizione
di vita in cui si possono prelevare organi, ma
solo in caso di donazione esplicita: per i
danesi vige il diritto del "silenzio-dissenso".
L'espianto di questo neonato di Caserta è stato
propagandato come primo caso in Italia. Falso!
Per fare un esempio vi ricordiamo Gabriele,
neonato che fu espiantato il 30 gennaio 1998
all'ospedale Regina Margherita di Torino.
Comitato Giovani: Matteo Ciarimboli
By
Nerina
Negrello
-
Presidente
della Lega Contro la Donazione di Organi
|