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Parlare
significa tradurre sul piano fisico del
suono, delle idee e/o sensazioni e
quindi delle parole, frasi e/o dei numeri semplici o dei
numeri frazionari; ecco anche perché gli antichi avevano legato ogni lettera
dell’alfabeto al suo numero corrispondente.
Parlare
con la “Giusta Voce”, pronunciare le parole con la “giusta
Armonia” ed il “giusto Timbro”, significa formare il “giusto
Numero”, la “giusta Vibrazione” per muovere le potenze (frequenze), le forze sui
vari piani della Manifestazione.
La
Parola detta con la Giusta Voce diviene sinonimo di Parola o Verbo
Creatore.
vedi:
ALFABETO
+
Pensare bene
+
Il linguaggio e' contenuto nel DNA ? +
Progetto di Vita
Gli antichi, del medio oriente (Egizi, Fenici,
Ebrei), attraverso
questi 22 iDei, Archetipi o Forme basi, 22 Funzioni fondamentali, 22
Lettere concettuali, 22 Numeri o Leggi basilari, unite alla forma binaria
dei 2 lati contrapposti dell’Energia Fondamentale (Em ed Ef) in eterno
movimento, l’InFinito ARTE-FICE (fare-Arte) costruisce tutto
l’UniVerso (verso l’Uno) secondo finalità ben precise: manifestare ciò
che non è manifestabile, il Pensiero, la CoScienza di sé e
dell’Infinito, in corpi definiti.
Parlare
significa Creare, portare sul piano fisico, l’iDea informale (la
divinità)
che è in noi.
Anche
il vangelo di Giovanni cap. 1 verso 1 a 3 afferma: “Nel
principio (nelle i-Dee) era la Parola, il Verbo (l’azione del
linguaggio) e la parola era con Dio e la parola era Dio. Essa era nel
principio (nell’i-Dea).
Ogni cosa è stata fatta per mezzo di essa e nulla di ciò che è stato
fatto è stato fatto senza di essa”.
In questo contesto si inserisce l’Idea
della Guarigione anche attraverso il Linguaggio, il Verbo.
Quindi:
I-DEA, VERBO (Parola), NUMERO, sono sinonimi su diversi piani di
Manifestazione; infatti anche la parola “carattere” ha una duplice
definizione: essa è sinonimo della “lettera” nella parola e significa
anche carattere come “personalità”; usare il Carattere può
significare anche spostare dal piano ideale, intellettuale il desiderio
nell’azione scritta.
Ecco
la Legge Trinitaria del Creato (IDea + Verbo + Numero = forza
dell’Azione creatrice), la quale deriva da un’Unità primordiale e
tende ad una nuova Unità, relativamente alle finalità ed ai piani di
manifestazione possibile; di conseguenza le lettere del Vero Alfabeto,
saranno numerate dall’UNO al DIECI per il Primo gruppo, dalla ALEF alla
IOD; con le DECINE per il Secondo gruppo dalla CAF alla ZADE’; con le
CENTINAIA per il Terzo gruppo, dalla KAF alla TAU.
Si
segue di fatto la sequenza 10 : 8 : 4 , il “ternario”: il 10 (che
corrisponde anche alle “dimensioni” di questo piano) il mondo
Intellettuale.
L’8
(che corrisponde anche alle dimensioni dei piani ai quali siamo collegati)
il mondo mediano, astrale o delle Energie.
Il
4 (che corrisponde anche alle dimensioni del nostro piano) il mondo
Elementale o Fisico.
A
queste 3 sequenze, bisogna aggiungere una sequenza finale che è fatta di
6 lettere, dalla CAF finale, con valore 500 e che con il 4° gruppo,
continua le Centinaia fino all’ALEF finale a valore 1000.
Aggiungendo
la 4a sequenza, abbiamo prodotto il concetto del “Perfetto”,
l’Incarnato, che è l’Uomo riportato al suo titolo di DIVINO in Carne,
quello che dice di sé:
IO SONO, l’Alef nell’ALEF, (l’Alef e la Tau)
ovvero l’UNO ed il MILLE, il BARASCIT (il Principio, l’Idea) negli
AELOHIM (negli Elettroni/Positroni, come prima forma della Materia
Pensante e l’Uomo come forma presente) ovvero Dio nell’UOMO; oppure in
altri termini, l’Ego/IO che diventa anche un NOI; l’Uomo Consapevole
di sé, degli Altri e dell’Infinito; è l’equivalente dell’Uomo
trasformatore e manifestante per il Bene Comune che partecipa alla
Manifestazione dell’ImManifesto nel Finito.
Quando
gli antichi compresero questi stupendi concetti, capirono anche che con le
22 lettere dell’alfabeto potevano creare un enorme numero di
combinazioni; il numero di queste combinazioni è chiamato dai matematici
“numero fattoriale”; questo numero è così grande che se scritto, non
potrebbe essere contenuto da questa pagina.
Ecco
perché si è sempre detto nell’antichità che con 22 segni e dieci
criteri di combinazione (il sistema metrico decimale), si può costruire
l’Universo; NON si possono ovviamente introdurre segni doppi
nell’alfabeto o segni sbagliati, essi devono essere veri ed autentici
ideogrammi; questi ideogrammi devono rappresentare “fatti
fondamentali”, cioè FUNZIONI.
Essi
rappresentano anche 22 suoni, movimenti, vibrazioni fondamentali della
struttura dell’Universo; questi suoni modulati dalla bocca sono diversi
a seconda della forza con cui la corrente d’aria è emessa dalla bocca
ed a seconda della parte di bocca interessata alla modulazione del suono,
labbra, palato, gola, denti.
Non
sappiamo più con esattezza quali siano i VERI suoni corrispondenti alle
22 Lettere ed a queste Forme, Funzioni fondamentali; nel corso dei
millenni esse si sono un po' alterate; è comunque molto utile riprendere
in considerazione questi suoni che abbiamo supposto veri; essi ci
aiuteranno a risalire al concetto di Nome
Vero e di Lingua Vera.
Esempio:
se volessimo rappresentare una lampadina elettrica, attraverso le sue
forme, funzioni elementari, vedremmo che questo oggetto è caratterizzato
solamente da 3 Archetipi:
1)
La forma dell’energia.
2)
La forma Resistente, cioè la resistenza elettrica.
3)
La forma di tutti i contenitori, cioè l’ampolla di vetro.
Sostituendo
a queste funzioni le lettere corrispondenti, con i presunti suoni avremmo:
per la 1 = A; per la 2 = T; per la 3 = B. La conseguente radice della
parola vera diviene A+T+B.
Unendo
nell’ordine giusto questi 3 concetti si deve raggiungere l’Idea della
Lampadina.
Questa
è la grammatica del Pensiero, la strada per recuperare la “Lingua
Vera”, i “Nomi Veri” delle cose; un utile libro da leggere su questi
temi è: “Gli Archetipi”, gli atomi del pensiero, di Mario Pincherle - ediz.
Filelfo, Ancona.
Dopo
che avrete letto la parte del
DIZIONARIO in questo capitolo, provate a
tradurre la parola: AUTIUT che in Italiano è tradotta in ARCHETIPO; essa
si scrive in antico Fenicio, Ebraico con queste lettere: ALEF, VAU, TAU,
IOD, VAU, TAU e scoprirete i veri significati di questa sublime parola
!
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CERVELLO e MAPPAMONDO
Qual è la ragione per cui nel mondo si parlano tante lingue diverse
?
Nel mondo si parlano tante lingue diverse perché l'area di Broca
nel cervello sferico si trova nella stessa area del
mappamondo, del luogo geografico, dove una certa lingua si parla.
Anche questa volta la soluzione non era facile.
La
risposta a questa domanda è stata rincorsa dalle menti più geniali.
Lo dicemmo nel formulare la domanda, che il grande Fisico Murray
Gell-Mann, Nobel per la scoperta dei QUARK nel 1969, ha riflettuto
a lungo sulla questione e gli sembrò incredibile di non poter
capire l'origine delle parole diverse, nelle varie lingue, a lui che
con grande versatilità affrontava appassionato materie
apparentemente lontane dalla fisica, come per esempio
l'archeologia. Dato che è una brava persona, estremamente aperto
alla conoscenza, sarà un onore per noi fargli pervenire la Rivista.
Lo confessiamo, gli daremo anche la
Nuova Tavola
Periodica.
L'area
di Broca
Che si dovesse partire dall'area di Broca, che com'è noto è quella
porzione di corteccia cerebrale, la cui posizione appare in modo
bizzarro (!!??) mollo "incostante" (i giapponesi ce l'hanno a
destra), posta come "interfaccia" tra tutta la corteccia cerebrale,
disseminata di vocali e consonanti, come fosse la tastiera di un
computer e gli effettori della funzione "fonatoria"; lo avevamo
fatto capire con molta generosità e ci sembrava uno spunto
sufficiente per arrivare alla soluzione.
Nessun lettore ha colto il suggerimento, distolto da tutt'altre
considerazioni: il clima, il cibo, i "campi morfogenetici",
l'egoismo della specie Homo e quant'altro...
La Torre
di Babele
Ha ragione il lettore che fa notare, rassegnato al mito di Babele,
che gli uomini sono stati disseminati da
Dio sul globo, destinati
a non capirsi più tra loro. Oggi con i traduttori elettronici
portatili, il problema sembra risolto !
È pur sempre una 'nemesi", che nel 2006 non debba esserci una base
di neuro-linguistica per avere cognizione scientifica del perché una
parola in inglese si debba dire in un ceno modo e in francese in un
altro, creando incomunicabilità o quantomeno difficoltà al colloquio
fluente tra due persone di nazionalità diversa, che si incontrano.
Impara
l'arte e mettila da parte
La figura 1, nella sua schematicità e’ eloquente in modo
impressionante: un cervello in sezione, sollevato all'interno
di un cranio e la "sovrapposizione" di un globo terrestre - il cui
asse ruota nel tempo astronomico, dando ragione della rotazione
consonantica di Grimm - in cui spicca la "mappa del mondo",
sintetizzano quello che è stato finora un mistero di
neuro-fisiologia.
Scomodiamo un attimo Sigmund Freud, il quale aveva già
proposto il concetto del: "1 neurone = 1 complesso", per riproporre
la cosa con l'immagine dei tasti del computer, ognuno
collegato ad un neurone corticale, come se le vocali e le consonanti
fossero disseminale nella calotta cranica alla rinfusa.
Per coordinarle fino ad emettere parole, c'è una specie di zona di
"connessione", che a seconda di dove si trova, determina il "Fonema"
di lingua diversa. Bisogna anche dire che ogni singola vocale e
consonante, ha eziologia e significalo. Es.: sapevate che A è alef =
a - la testa di una mucca con le corna ? E che Z = zed = è il
profilo grafico della femmina ? ZETA diventa OMEGA –
omega , detta "minuscola" in
contrapposizione della OMEGA "maiuscola" = da maieus
= partorire ? No ?
Posso comprendere dunque che vi è nuova la cosa, se vi dico che le
due lettere sono l'ideogramma grafico del profilo della femmina in
posizione "ostetrica" e girata a pancia sotto, quando di dolore
ne sente "minus".
Ce ne sono di cose da sapere, eh !.
Che si chiami maiuscola, minuscola e viceversa, e il portalo della "anatreptica",
l'arte del "girare" le cose. Lo scientismo ci sguazza nell’anatreptica
!
(nella
logica antica, l’arte dialettica di rovesciare le tesi
dell’avversario)
Le
prove sperimentali del "modello" neuro-geografico
Qualora
l'argomento sia stato di interesse generale e accadrà di ricevere
sollecitazioni a trattare più approfonditameli le la questione, il
sottoscritto si impegnerà a portare il contributo di colleghi della
Neuro-Chirurgia del S. Andrea di Roma, ai quali è capitato, per
esempio, di osservare "estensioni" dell'area di Broca in persone
poliglotte o "strani" fenomeni di conservazione di una lingua dopo
interventi chirurgici e definitiva incapacità di parlare quella
corrispondente all'area escissa.
Quello che deve essere chiaro è che ogni nozione "nuova" da me
riportala, non è mai il portato di ipotesi avventate, bensì di serie
rilevazioni scientifiche ad altissimo livello, che purtroppo avranno
dignità di nozione ufficiale tra qualche anno. (Che gli orientali
abbiano l'arca di Broca a destra e riportato sui libri, seppure in
nota si dica che non si capisce il perché).
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Basi NEURO-GEOGRAFICHE del linguaggio:
"BRAIN-PANGEA"
L'area
di Broca è un’interfaccia di connessione delle varie vocali e
consonanti; per creare le parole nelle varie lingue del
mondo. Sorpresa ! La sua posizione nel cervello riflette la
geografìa !
Tratto da: Scienza & Conoscenza n° 18 - 2006
Scoperta Russa sul DNA
Il biofisico e biologo
molecolare Russo, Pjotr Garjajev ed i suoi colleghi, hanno anche
analizzato le qualità vibrazionali del
DNA. In breve
sostengono che “i cromosomi vivi funzionano esattamente come un
computer olografico che usa radiazioni laser di DNA endogeno”.
Gli studiosi sono stati in grado, per esempio, di proiettare
determinate frequenze (suono)
con una specie di raggio laser sul DNA, modificando la frequenza
di esso e quindi l'informazione genetica stessa.
Dato che la struttura base del DNA è uguale alla struttura della
lingua, non è necessaria alcuna codifica del DNA. Si possono
semplicemente usare parole e frasi della lingua umana !
Anche questo è stato provato
scientificamente.......
........I ricercatori russi hanno anche scoperto che il nostro
DNA può creare delle
interferenze in un
vuoto, producendo un “tunnel spaziale” ! Questi
tunnel sono l'equivalente microscopico dei cosiddetti “ponti
Einstein-Rosen” in prossimità di
buchi neri
(lasciati da stelle estinte).
Sono dei collegamenti tra aree completamente diverse
nell'universo, attraverso i quali si può
trasmettere
al di fuori di spazio e tempo. Il DNA attrae questi pezzi
d'informazione e li trasmette alla nostra coscienza.
Questo processo di ipercomunicazione (telepatia, channeling) è
più efficace in uno stato di rilassamento.
Stress,
preoccupazione o un
cervello troppo attivo rendono inefficace l'ipercomunicazione,
o le informazioni trasmesse saranno completamente distorte e
inutili.
Tratto da:
http://www.ecplanet.com/canale/scienza-1/genomica-142/0/0/16735/it/ecplanet.rxdf
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Cifrario progenitore dei numeri e delle
lettere
Una leggenda araba
pubblicata da
Florian Pharaon nella Storia di Napoleone III in
Algeria fa venire i nostri numeri da una sigla che la tradizione
vuole già incisa sull'anello di Salomone, il Re passato nella «
Storia » come simbolo dì saggezza e di sapienza.
Questa sigla rappresenta un quadrato diviso da due diagonali, e
infatti tutte le cifre della nostra numerazione sono frammenti di
detta sigla:

Alcune linee rette di queste cifre divennero curve:

La leggenda contiene dunque un fondo di verità.
Mi parve che le cifre 4, 5, 7 delineassero meglio aggiungendo
alla sigla originale una linea orizzontale e una perpendicolare
intersecantesi al centro con le diagonali :

Iscrivendo il rombo
nel quadrato ottenni il numero 4
esattamente come lo facciamo noi:

Data questa
conoscenza volli provare se dalla sigla incisa sull'anello di
Salomone potessero pure risultare le lettere, e mi avvidi che in
essa v'è il germe del nostro alfabeto:

Evoluzione delle
linee rette in linee curve - Caratteri corsivi.
Il circolo crociato
ebbe lo stesso valore del quadrato crociato, che coi suoi quattro
punti equidistanti sulla circonfe renza, ha di comune con questa il
centro e il raggio. Altrettanto si dica del triangolo equilatero.
Abbiamo già
incontrato nei segni alfabetiformi dei popoli primitivi sigle
letterali a forma di circolo col punto nel mezzo o tagliato
diagonalmente, o crociato; ci sfilarono dinanzi circoli concentrici
e semicerchi, con o senza termini, nonché circoli divenuti ovali,
romboidali, quadrati, pur serbando lo stesso valore di
significazione; perciò non fu parto di mia fantasia l'aver
assoggettato le linee rette a divenir curve. Le trasversali nel
circolo furono anche curvate com'è carattere della Svastica Coreana
a due, tre, quattro e più raggi:

Riunendo i raggi
della
Svàstica e della Sauvàstica (simbolo di cui i raggi rotano
in senso opposto della Svàstica), si ottennero le volute e gli
svolazzi di tutti i caratteri:

Con il cifrario
doppiamente crociato ottenni TUTTE le lettere meglio delineate e
perpendicolari.
Ecco come sono nati
TUTTI gli alfabeti del mondo !
Tratto da: L'alfabeto Sacro, di Gennaro d'Amato - F.lli
Melita Editori
Comparazione tra gli alfabeti di Mu, Maya ed Egitto
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