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DORMIRE = Il buon
Sonno e l'insonnia
Questa
è una delle situazioni che meritano la nostra attenzione; senza dormire non possiamo
vivere, questo lo sanno tutti; però pochi sanno come, quanto e quando dormire.
Come
?
Abbisogniamo tutti, per il nostro assetto scheletrico/muscolare, di giacigli, letti, con
il fondo rigido non troppo morbido, infatti i nostri progenitori dormivano per terra;
ricordarsi: niente reti metalliche nei nostri letti, ma delle assi di legno, oppure reti
chiamate doghe, fatte di
strisce di legno duro che permetteranno di dormire bene e con un assetto regolare;
ovviamente anche i materassi devono essere di lana dinverno, di crine in estate od
altri prodotti naturali, non sintetici, tipo il fouton, ma meglio quelli di tipo ortopedico cioè duri;
cuscini bassi non spessi, di lana o cotone od altri prodotti vegetali, in modo da
permettere la posizione giusta da tenere durante il sonno.
Per il cuscino: e' una regola necessaria alla
persona, ognuno ha bisogno di un tipo diverso di
cuscino, alcuni ne fanno a meno; attenzione: se vi
sono problemi
cervicali e dorsali e' bene fare molta
attenzione al tipo ed allo spessore
del cuscino.
Queste
le regole naturali per un buon dormire: Se si ha sonno è segno evidente che occorre
dormire.
Occorre un luogo
aerato e privo di rumori e/o musiche alienanti,
tipo le musiche moderne...
Si
deve cercare di dormire un certo numero di ore senza interruzioni in quanto lo svegliarsi
facilmente e più volte durante le ore notturne, rende le persone irritabili e sopra tutto
impedisce un vero riposo.
E
bene andare a letto ed alzarsi sempre alla stessa ora; non si dovrebbe aver bisogno della
sveglia al mattino.
Non
cercare di recuperare il sonno dormendo più a lungo la mattina, questo è un modo per
turbare il ritmo veglia/sonno.
E
meglio recuperare il sonno perso andando al letto per più sere consecutive più presto
(almeno 15, 30, 60 minuti prima).
E importante riportare in pareggio le ore
settimanali normali di sonno.
Se
per vari problemi si soffre di una carenza cronica di sonno, è bene anticipare ogni
giorno e per un periodo di almeno 8 settimane, di almeno mezzora, il coricarsi.
Lesercizio
fisico e la ginnastica, aiutano a dormire meglio, ma occorre evitare lattività
fisica intensa nelle 3 ore precedenti il sonno, in quanto sarete eccitati ed avrete
difficoltà ad addormentarvi.
Evitate
il consumo di caffe', cioccolato, od altri stimolanti, che durante la notte riducono le fasi del sonno
REM e possono accentuare durante il giorno ansietà e depressione, perché le
cellule
cerebrali non si rilassano.
Provate
la pausa/pisolino giornaliera diurna, di almeno 5 o 20 minuti; aiuta ad aumentare
produttività e creatività. Evitate di dormire più di 45 minuti, cadreste nel sonno
profondo e vi svegliereste peggio di prima.
Quanto
dobbiamo dormire ? Una regola fissa non cè, ma il ciclo naturale ci dice già
molto.
Guardando
gli animali diurni, notiamo che al tramonto del sole vanno a dormire e si alzano poco
prima dellalba; purtroppo gli uomini non fanno altrettanto, approfittando
dellinvenzione dellelettricità, perdono le ore migliori, quelle che vanno dal
tramonto alla mezzanotte circa e così non utilizzano al massimo le facoltà ristoratrici
e rigeneratrici delle prime ore del sonno.
Di
notte nella posizione orizzontale, facilitiamo la riMagnetizzazione cellulare corporea,
che è una componente indispensabile per il buon funzionamento della macchina elettronica
umana e per utilizzarla al massimo, alcuni affermano che occorre dormire in un senso
preciso rispetto al Nord magnetico: il meglio dicono è essere orientati con la testa a
NORD, se si è nellemisfero Nord, nellemisfero Sud la posizione deve essere
invertita.
Se
si dorme con la testa a Nord, allequinozio di Primavera e per 4 settimane od una
Luna, invertire la posizione del letto in modo che la testa sia a Sud; passata la
lunazione, riportare il letto od il corpo nella posizione iniziale.
Il
magnetismo corporeo è una componente armonica del magnetismo terrestre.
Altro
importante fatto per ottenere un buon sonno ristoratore è aerare bene il locale ove si
dorme, è meglio avere un po di luce piuttosto che avere aria viziata.
Secondo
la Bio Elettronica Vincent (BTA),
il sonno normale corrisponde ad una polarizzazione
(con l’H2) di neuroni, sotto l’effetto di attività
che portano alla fatica. La polarizzazione con
l’H2 produce il sonno, interrompendo le correnti
elettrochimiche delle attività nervose dei neuroni
nel cervello. Il sonno normale corrisponde ad un
abbassamento dello
rH2
sanguigno; tutti gli stati di coma, danno dei rH2
molto bassi (15 e sotto).
Ugualmente
il sonno prodotto artificialmente con farmaci
(anche i
Vaccini
perche' sono pericolosi per tutti); ricordarsi che purtroppo questi ultimi
hanno sempre controindicazioni.
Colui
che soffre di insonnia è dunque una persona i cui neuroni non possono cambiare facilmente
di polarità, egli continua a creare sinapsi (collegamenti neuronali) cioè pensieri ed è
di fatto impolarizzabile, per eccesso di carica positiva.
Per
dormire occorre eliminare l'eccesso di carica positiva (Elettrosmog), cioè occorre NEGATIVARSI
- vedi
Equilibratore Ionico ed Urino
Terapia, bere un dito della propria orina
concilia molto bene il sonno a qualsiasi ora.
La
migliore riserva di carica negativa NATURALE è la nostra TERRA; per dormire colui che
soffre di insonnia deve, oltre a bere un po' di orina, dovrebbe mettersi in contatto con
la Terra, cioè negativarsi naturalmente.
Numerosi
altri esperimenti effettuati dal Prof. Vincent, padre della BEV (Bio Elettronica
Vincent)
e la BTA (sono la stessa tecnica, hanno dimostrato lefficacia del metodo della negativazione, nella
prevenzione di tutti i disturbi causati collateralmente anche dallinsonnia.
Ricordiamo
comunque la necessità di integrare a questa tecnica elettronica luso,
assunzione, giornaliera di
integratori microbici (preparati
multibatterici),
minerali,
vitamine,
enzimi,
fattori vitali adatti, conoscendo preventivamente eccedenze e
carenze con i test adatti, oltre ad una alimentazione crugivora (solo crudità
vegetali),
per aiutare ad eliminare le intossicazioni corporee che impediscono sempre un buon sonno
ristoratore.
Buona
norma sarà disporre, in certi casi (specie d'inverno) durante la notte, di un buon umidificatore a freddo
con spugna e ventola, nella camera da letto e tenuto acceso per tutta la notte;
lumidificatore dovrebbe essere a freddo e non ad evaporazione di acqua con il caldo;
questo è importante per poter trarre il massimo beneficio dagli umidificatori, sopra
tutto nei casi di influenze persistenti e di tutte le infiammazioni croniche alle vie
respiratorie, sarà indispensabile dormire tutte le notti (sopra tutto quelle estive) con
lumidificatore acceso nella stanza; non utilizzate quelli reclamizzati per i
lattanti, che sono in genere insufficienti a fornire la giusta dose di umidità ed in più
essi funzionano con evaporazione di acqua a caldo.
Si
può aditivare lacqua con essenza di Timo o Eucalipto, Lavanda ecc.; una delle
funzioni dellumidificatore è anche quella di far precipitare a terra tutto il
pulviscolo che galleggia nellaria.
Ciò
favorirà la disinfiammazione delle mucose interne nelle vie respiratorie, evitando la
congestione con conseguente produzione abnorme di catarro, che si trasformerà certamente
in sinusiti, bronchiti ecc.; questa tecnica DEVE essere effettuata in concomitanza, per i
primi 3 o 7 giorni, ad unalimentazione di tipo curativo, come indicato
in Alimentazione
Biologica.
In
certi casi sarà utile dormire per tutta la notte e per più notti, con una fasciatura
(panno di lino o di cotone) bagnata di acqua fredda (con qualche cubetto di ghiaccio) ,
messa dal basso stomaco fino al pube, dentro il pigiama oppure con cataplasmo di fango
freddo, vedi Cure
Naturali , voce Cataplasmi.
Lattività
onirica (sogno) è funzione assolutamente indispensabile al buon funzionamento della
macchina umana. Nella veglia noi utilizziamo di più e quasi sempre la parte analitico
razionale della mente/organo, mentre nella notte dormendo, diamo sfogo alla parte
istintiva emotiva (detta irrazionale, anche se non lo è), così facendo le
ghiandole del cervello secernono i prodotti indispensabili allorganismo ed alla sua
miglior operatività durante il giorno.
Durante
il sonno ognuno di noi ha delle fasi di sonno leggero alternate da sonno profondo con
sogni ed in certi casi visioni; i
sogni sono esperienze e stati interiori della coscienza
che per mezzo della mente/organo che li crea, li evidenzia e possono essere correlati a
motivazioni razionali, esperienziali o irrazionali, istintuali, legati agli stati emotivi
della personalità.
Nei
sogni irrazionali la mente/organo fa affiorare e scaricare almeno in parte
evidenziandole in un vissuto reale notturno, le paure, le ansie, i desideri della
personalità, in esperienze notturne godute o sofferte dallessere stesso in stati di
coscienza coinvolgenti, tantè che si gode o si soffre realmente con tutto il corpo.
Nei
sogni razionali invece prevediamo e viviamo in anteprima le
importanti esperienze (per la personalità) di ciò che faremo dopo, nel futuro durante la
cosiddetta veglia; ecco perché in molti casi ci pare di aver già vissuto
quellesperienza, infatti lo consideriamo, già visto, dejà vù (già
visto), lo abbiamo già vissuto nel sogno (questo non ha nulla a che vedere con le
reincarnazioni dellessere).
Oppure
unaltra spiegazione del dejà vù, potrebbe essere questa: siccome tutte
le informazioni del nostro presente, passato, futuro prossimo, sono già inserite nel DNA
e precisamente negli Atomi dei suoi Geni, in certe condizioni fisiologiche in cui il DNA
percepisce di essere nel posto giusto ove egli ha già linformazione delle
coordinate del luogo, i Geni rilasciano circolare linformazione fornita dagli Atomi
entro contenuti e tutti Cromosomi si mettono a vibrare dando quella sensazione forte di
presenza allEssere, gli Atomi dei geni potrebbero essere già stati sul
posto con altri corpi oppure potrebbero rivedere e risentire il programma del tipo
di vita scelto per la reincarnazione e di conseguenza viverlo nel fisico con il nuovo
corpo.
Le
visioni sono invece dei particolari sogni che sono sempre Veritieri, nel senso che essi
hanno o contenuti simbolici o rappresentano una realtà futura o contemporanea; queste
visioni si ricordano bene al mattino ed alle volte per tutta la vita; esse aiutano
lEgo/IO nella sua
evoluzione verso la Conoscenza.
Con
una semplice TECNICA da fare alla sera, avrete la possibilità di utilizzare meglio la
mente/organo: impostate tutti i vostri problemi alla sera in fase di relax, introducendo
tutte le vostre risposte razionali, aggiungete la possibilità di una incognita, la
cosiddetta X, lasciate lo spiraglio a che la risposta che otterrete sia anche in netto
contrasto o diversa a quello che pensavate razionalmente su quel problema, vedrete, se non
proprio al mattino ma sicuro al più presto, otterrete risposta dal vostro computer, la
Mente/Organo, che deve essere sempre al servizio dellEgo/IO,
come un antico detto dice: "la
notte porta consiglio".
Prima
di coricarsi alla sera, occorre aver digerito bene il cibo ingerito del pasto serale, per
cui si raccomanda di mangiare poco alla sera e soprattutto non ingerire molte proteine
vegetali ed ancor meno animali; ciò favorirà il sonno profondo e ristoratore, così la
vostra attività onirica non si caricherà di angosce e di quelle agitazioni inutili, che
sono quasi sempre causate anche da cattive digestioni.
Un buon massaggio
sulla testa facilitera' la sonnolenza e quindi
l'addormentarsi.
Anche fare benne all'amore (sesso)
e' utile in tutti i casi.
Il
fatto di svegliarsi dopo aver fatto sogni da incubo, non faciliterà di certo la vostra
giornata lavorativa ed i buoni rapporti con il vostro prossimo.
Se
vi svegliate di notte con dei dolori o pesantezze di stomaco, bevete un dito
della vostra urina,
vedrete tutto passerà.
I dolori alla schiena e non solo alla schiena, passano (ma non
eliminate le cause), spalmandovi le parti doloranti con una pomata di aloe vera dal 5% al 30% di concentrazione.
Ma se i dolori
persistono, vi e' sicuramente un non allineamento
dell'asse:
Cranio-Atlante-Epistrofeo.
Dormire sul lato sinistro fa bene - 27
ottobre 2010
Non lo si poteva immaginare eppure dormire sul
lato sinistro o destro può fare la differenza.
C’è una lunga serie di studi che lo dimostra,
anche se non se ne spiega del tutto la ragione.
Di sicuro c’è che chi dorme sul lato destro
riscontra una maggiore incidenza di disturbi
legati allo stomaco – reflusso, acidità,
bruciori di stomaco – rispetto a chi, invece,
sceglie il lato sinistro.
Sarà il caso di modificare le nostre
abitudini, sempre che sia possibile
controllare la posizione che si assume durante
il sonno. Le ipotesi sui motivi sono varie,
tutte abbastanza credibili ma non del tutto
esaustive. Nel dubbio è bene evitare di mangiare
pesante prima di andare a dormire e provare a
girarsi sulla destra.
Tratto da:
NYTimes
vedi:
Inquinamento Acustico + Stress + Posizioni nel sonno
+
Significato delle Posizioni nel sonno +
Equilibratore Ionico
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Dormi che
ti passa -
Uno studio
italiano indaga i meccanismi che regolano il
rapporto tra il
sonno
e la risposta
immunitaria
dell’organismo. Su Nature Reviews
Neuroscience
Quando la
prossima influenza ci renderà particolarmente
assonnati, sapremo a chi dare la colpa: alle citochine. Ma i frequenti pisolini, al contempo,
aiutano a combattere le infezioni.
In un
articolo pubblicato su
Nature Reviews Neuroscience, Luca Imeri
dell’Università
degli Studi di Milano e Mark Opp dell’Università
del Michigan, spiegano che il sonno e il
sistema immunitario si influenzano a vicenda per
mezzo di una particolare classe di proteine, le
citochine, per l’appunto, tra le quali troviamo
l’interleuchina-1. Un risultato che arriva dopo
dieci anni di studi.
Sino a oggi si pensava che l’interleuchina-1
agisse solo nel sistema immunitario, in risposta
alle infezioni, mentre i due ricercatori hanno
scoperto che viene prodotta e opera anche nel
cervello, sia in condizioni normali, sia nel
corso di una malattia.
Questa molecola agisce sui neuroni che regolano
il sonno, nonché sulla serotonina - uno dei
neurotrasmettitori che mediano la comunicazione
neuronale. Secondo i ricercatori, quando si
attiva il sistema immunitario, i ritmi del sonno
vengono alterati a causa dell’azione delle
citochine. Questa alterazione, a sua volta,
serve per rispondere alla febbre e aiutare
l’eliminazione dell’agente infettivo. Durante
una sindrome influenzale, infatti, ci si
addormenta più frequentemente, mentre
vaccinarsi
durante periodi in cui si dorme male diminuisce
l’efficacia delle
vaccinazioni.
“Il sonno, fenomeno essenzialmente cerebrale,
coinvolge tutte le funzioni di un organismo,
dalla regolazione della pressione arteriosa alla
modulazione della risposta immunitaria”, spiega
Luca Imeri. “Il sonno, a sua volta, risente di
quello che avviene nell’organismo”, conclude
Imeri, “compresa la risposta immunitaria”.
(m.s.)
Riferimento: Nature Reviews Neuroscience, DOI:
10.1038/nrn2576
Tratto da: galileonet.it:
vedi:
Danni dei VACCINI
Sonno e salute
Le ricerche dimostrano che un sonno
insufficiente o disturbato indebolisce le
difese
immunitarie e favorisce alcuni disturbi
metabolici. '"Il sonno è per noi ciò che la
carica è per un'orologio", scriveva Arthur
Schopenhauer, uno dei più grandi filosofi
dell'Ottocento, dimostrando di aver intuito che
questo stato misterioso, nel quale trascorriamo
circa un terzo della vita, è indispensabile per
sostenere le funzioni e la salute dell'intero
organismo, oltre che per il riposo della
mente e
del cervello.
ByThomas Pollmächer
Tratto da: Mente&Cervello, Ottobre 2010, n.70
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Avete problemi ad addormentarvi, oppure
vi risvegliate nel
cuore della notte e non riuscite a
riprendere
sonno ?
Purtroppo il 40% delle persone soffre di
problemi di
insonnia e il restante 60% ha sofferto
almeno una volta di difficoltà a dormire.
Insomma, non smettiano di ripeterci quanto
sia importante
dormire bene, profondamente e per il
giusto tempo, questo per assicurarsi buona
salute, sembra che, complice lo
stress e le abitudini sbagliate,
alimentari e non, il sonno non sia affatto
un momento rilassante e scontato per tutti.
Cosa si può fare per conciliare il sonno ?
Innanzitutto occorre fare attenzione a ciò
che si mangia al pasto serale.
Per prima cosa, occorre che il pasto
serale sia “parco”, cioe’ ridotto (con
un solo tipo di cibo senza primo e secondo);
quindi occorre che non ci si alimenti (alla
sera) con un pasto completo !
Ecco gli
alimenti che conciliano il sonno:
- Riso
biologico, integrale a chicco lungo: uno
studio pubblicato sull’American
Journal of Clinical Nutrition ha
scoperto che il riso a chicco lungo, condito
con salsa alle verdure, favorisce il sonno.
Perché ? L’ipotesi dei ricercatori e’ che il
consumo di riso con più alto indice
glicemico, possa aiutare l’azione di un
aminoacido (triptofano) che favorisce
la sintesi della
serotonina, la quale combatte lo
stress e stimola quindi il sonno, che
puo’ essere aiutato anche con una tecnica di
rilassamento effettuata nel proprio letto,
appena prima di dormire.
- Cereali integrali: orzo e altri
cereali integrali sono ricchi di
magnesio e, stando a uno studio apparso
sul
Journal of Orthomolecular Medicine, una
carenza di magnesio può essere causa di
problemi di sonno.
- Pesce: salmone, tonno, (da assumere con
parsimonia, attenzione e raramente), sono
ricchi di
vitamina B6 che sono indispensabili per
la produzione di
melatonina, l’ormone
che induce al sonno notturno.
La vitamina B6 si trova anche nelle banane
(attenzione perche' dopo un pasto e'
indigesta, per cui NON concilia il sonno,
anzi..), nei ceci e nei cereali arricchiti.
- Una tazza di succo di ciliegia: uno studio
ha scoperto che il succo di ciliegia, ricco
di
melatonina, potrebbe alleviare i
problemi legati all’insonnia,
oppure degli infusi di erbe rilassanti.
- 1/2 bicchiere della propria
urina puo' essere molto utile nel
conciliare il sonno, oltre a fare da
digestivo.
- Anche lo
Yogourt,
latte e
latticini, possono aiutare il sonno, ma
sono alimenti sconsigliati per stare
bene, salvo lo
Yogourt, che in certi casi, puo' essere
utile, per i batteri ivi presenti, che hanno
gia' predigerito i grassi del latte e la
caseina; quest'ultima sostanza proteica,
puo' dare, molto frequentemente reazioni
allergiche.
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Il SONNO
DISTURBATO PUO' AUMENTARE RISCHIO di
DIABETE
Riduce la capacità di regolare il livello di
zucchero nel
sangue
Washington, 1. gen. 2008 (Ap) - Ricercatori
americani hanno accertato che un sonno
disturbato riduce la capacità del corpo di
regolare il livello di zucchero nel sangue,
aumentando potenzialmente il rischio di
sviluppare un diabete di tipo 2.
Milioni di
persone soffrono di diabete e la forma più
diffusa è quella di tipo 2, nella quale
l'organismo diventa resistente all'insulina
oppure non riesce più a produrne in misura
sufficiente a regolare il livello di
zucchero nel sangue.
Nel corso di un
esperimento, i ricercatori sotto la
direzione del dottor Esra Tasali, professore
al centro medico dell'università di Chicago,
hanno scoperto che disturbare le fasi più
profonde del sonno comporta una riduzione
della capacità di regolare il livello di
zucchero nel sangue. I risultati sono
pubblicati nell'edizione on-line dei
resoconti dell'Accademia nazionale delle
scienze.
L'esperimento è stato eseguito su nove
volontari, cinque uomini e quattro donne, di
peso normale, in buona salute, di età tra i
20 e i 31 anni. Il sonno è stato diviso in
diverse fasi. Ogni volta che i volontari
sprofondavano nel sonno lento, gli
scienziati si impegnavano a fare rumore in
modo da disturbarne il sonno, senza però
svegliarli completamente.
Dopo tre giorni di questo trattamento, la
capacità dei volontari di regolare il loro
tasso di zucchero nel sangue era diminuita
del 25 per cento. "Questa riduzione durante
il sonno lento corrisponde alle modifiche
del sonno causate dall'età" ha dichiarato il
dottor Tasali in un comunicato.
I giovani adulti
passano da 80 a 100 minuti a notte in sonno
lento, mentre i sessantenni hanno un sonno
lento di circa 20 minuti. Nell'esperimento
"abbiamo imposto ai ventenni il sonno dei
sessantenni" ha precisato il professore.
"Poichè la riduzione del sonno profondo è
tipica dell'invecchiamento e dei disturbi
del sonno degli obesi, come l'apnea nel
sonno, i risultati di questo studio
suggeriscono strategie per migliorare la
qualità e la quantità del sonno. In tal modo
si potrebbe prevenire o ritardare l'inizio
del diabete di tipo 2 nelle popolazioni a
rischio" ha spiegato il dottor Eve Van
Cauter, coautore dello studio.
Accademia nazionale delle scienze:
http://www.pnas.org
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Medicina del
Sonno, Ospedale Niguarda, Milano - 28
gennaio 2011
Cari Colleghi
Per C/C Membri della - Soc. Intern.
Semeiotica Biofisica Quantistica
Oggi con un
semplicissimo test clinico, cioè utilizzando un
fonendoscopio, è possibile individuare soggetti
predisposti all'insonnia (e ovviamente pazienti
insonni).
Il test - messo a punto da un membro della
www.SISBQ.org , alla quale potete
rivolgervi, magari a mio nome - è basato sulla
valutazione della microcircolazione nel Nucleo
Sopra-Chiasmatico, effettuata prima di base e
poi durante la Manovra di Secrezione della
Melatonina Endogena (= l'esaminando chiude gli
occhi!).
La valutazione è basata sulla analisi della
vasomotility e della vasomotion, secondo
Hammersen, delle piccole arterie, arteriole,
capillari e venule post-capillari nell'epifisi,
nel nucleo sopra-chiasmatico, ma anche a livello
di circonvoluzioni pre- e post-frontali (per
valutare le onde Delta).
Nel sano, l'incremento del flusso
microcircolatorio, o attivazione
microcircolatoria di tipo I, associata, per
esempio, nel Nucleo Sopra-Chiasmatico, è del
33%, mentre nei soggetti predisposri
all'insonnia, o evidentemente nei pazienti con
disturbi del sonno l'aumento della flow-motion
microcircolatoria, nel nucleo riferito, non
supera il 15%, in relazione con la gravità della
sottostante condizione patologica.
Ne consegue che la terapia contro l'insonnia,
se EFFICACE, deve ristabilire i normali valori
parametrici nella microcircolazione dei centri
del SONNO, valutata sia di giorno, sia di notte.
A tale fine, nella SISBQ si stanno studiando
i meccanismi d'azione e l'efficacia terapeutica
di singolari dispositivi (Cerotti), emittenti
energia biocompatibile, forniti da un Membro che
li ha ricevuti da un centro di ricerca
statunitense.
Di più non so dire.
Più precise informazioni vi potranno essere
fornite dalla SISBQ (dott. Simone Caramel,
Presidente), naturalmente se siete interessati
al problema brevemente illustrato.
Cordiali saluti.
By Sergio Stagnaro (Medico)
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Infarto,
svelato il mistero del "boom" nelle ore
piccole -
Svelato il mistero del
pericolo
delle ore piccole - Roma, 11 Nov. 2008
Già diversi studi, infatti, hanno
dimostrato che fino all'alba, prima del canto
del gallo, è proprio il momento più
pericoloso
per il cuore: quello in cui si verificano più
spesso casi di
ictus e infarto.
Secondo un team
dell'Emory University (Atlanta) la chiave di
tutto è nei ritmi giornalieri delle
cellule che
formano i vasi sanguigni.
Gli scienziati, infatti, hanno scoperto che
l'attività di queste
cellule è al livello più
basso proprio nelle primissime ore del mattino.
Lo studio, riferisce la Bbc online, suggerisce
che questo ciclo della vita cellulare potrebbe
rendere i vasi meno in grado di rilassarsi,
aumentando così il pericolo di problemi in un
particolare momento della giornata.
Le cellule progenitrici entoteliali sono
chiamate in causa perché hanno un ruolo
importante nel mantenere il rivestimento dei
vasi.
Si tratta essenzialmente di staminali che
aiutano a rimpiazzare le cellule endoteliali che
formano i vasi proprio nel punto di una lesione,
e favoriscono la 'costruzione' di nuovi vasi
nelle aree prive di un adeguato rifornimento di
sangue.
Il team della Emory ha indagato su una serie di
'cavie umane' per capire se l'attività di questa
cellule chiave e, dunque, le proprietà dei vasi
variassero con il passare del tempo nel corso di
una giornata. A questo scopo i ricercatori hanno
monitorato 12 volontari sani di mezza età,
sottoponendoli a test specifici ogni 4 ore, per
un periodo di 24 ore.
Misurando le reazioni dei
volontari, i ricercatori hanno scoperto che
l'abilità dei vasi di rilassarsi e quella delle
cellule "chiave" di crescere raggiungono un
picco a mezzanotte (quando il numero delle
cellule progenitrici epiteliali arriva a quota
2.000). Dopodiché tutti questi elementi iniziano
a sperimentare un calo.
"La funzione endoteliale è particolarmente
depressa nelle prime ore del mattino",
sottolinea Ibhar Al Mheid, fra gli autori della
ricerca.
Il team suggerisce così che il
controllo di questo meccanismo sia legato ai
ritmi circadiani. Insomma al nostro orologio
biologico.
"E' noto da tempo che il numero di
persone che subiscono un attacco cardiaco sembra
registrare un picco nelle prime ore del mattino.
E i ricercatori continuano a studiare per far
luce sui meccanismi responsabili - commenta alla Bbc online Ellen Mason, infermiera specializzata
nelle cure cardiovascolari alla British Hearth
Foundation -
Anche se questo studio è piccolo, è importante
continuare a indagare su come le pareti dei vasi
siano influenzate dalle varie fasi della
giornata".
Tratto da: adnkronos.com
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SONNO
INSUFFICIENTE CAUSA COMPORTAMENTO
"IRRAZIONALE"
Studio dell'Università di Berkeley
Roma, 27 ott. 2006 (Apcom) - Dormire meno di
sette-otto ore per notte altera le risposte
del lobo prefontale, la parte del cervello
che regola le emozioni, e porta a
comportamenti "irrazionali e primitivi": è
il risultato di uno studio condotto da
Matthew Walker, neurologo dell'università
californiana di Berkeley.
Come spiega il
quotidiano spagnolo El Mundo, stando agli
esperimenti il sonno "rigenera i circuiti
emotivi e così facendo ci prepara per le
sfide e le interazioni sociali del girono
successivo": al contrario, sostiene Walker,
la mancanza di sonno fa inceppare i
meccanismi che ci proteggono dalle malattie
mentali.
"Normalmente si associa il sonno
insufficiente con uno stato letargico e poco
reattivo, ma quel che abbiamo scoperto è che
la amigdala (che regola le emozioni) diventa
fino al 60% più attiva: è come se si
producesse una inversione dello stato
evolutivo del cervello, che adotta una linea
di condotta più irrazionale primitiva",
continua Walker, secondo il quale lo studio
prova che è possibile una connessione tra la
crescente mancanza di sonno e l'aumento
delle malattie mentali:
"La
questione di fondo è che
il
sonno non è un lusso,
ma una necessità
biologica per
mantenerci emotivamente sani".
Tratto da:
http://notizie.alice.it:80
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Gli
effetti cerebrali della deprivazione del
sonno
I
periodi di funzionalità cerebrale
apparentemente normale potrebbe dare un
falso senso di competenza e di sicurezza,
quando in realtà i deficit cognitivi
potrebbero dare serie conseguenze
I
neuroscienziati della
Graduate Medical School della Duke-NUS di
Singapore hanno mostrato per la prima
volta ciò che succede alla percezione visiva
di soggetti sani ma deprivati di sonno che
cercano di rimanere svegli, come accade agli
automobilisti o agli autotrasportatori che
cercano di restare svegli per guidare di
notte.
Gli studiosi
hanno verificato come anche dopo la
deprivazione di sonno le persone abbiano
periodi di funzionalità cerebrale normale,
durante i quali potrebbero portare a termine
velocemente i compiti richiesti. Tuttavia,
questa “normalità” dei processi attentivi è
inframmezzata da periodi di risposta lenta e
da numerose cadute nei processi visivi, come
spiegato ampiamente nell’articolo apparso
sull’ultimo numero della rivista “Journal
of Neuroscience”.
“L’aspetto interessante della ricerca
consiste nell’aver trovato come il cervello
possa elaborare normalmente semplici segnali
visivi anche in condizioni di deprivazione
del sonno, ma risultano compromesse le
aree visive superiori, quelle
responsabili dell’attribuzione di senso a
ciò che vediamo”, ha detto Michael Chee,
primo autore dell'articolo e professore del
Neurobehavioral Disorders Program della
Duke-NUS. “Per questo motivo - ha
aggiunto - la deprivazione di sonno viene
ritenuta pericolosa.”
Nel corso dello
studio i ricercatori hanno utilizzato la
tecnica di imaging a risonanza magnetica per
misurare il flusso sanguigno nel cervello
durante i compiti proposti ai volontari. A
questi ultimi era richiesto di identificare
alcune lettere che comparivano per breve
tempo sullo schermo di un computer: grandi
“H” o “S” formate da lettere molto più
piccole, a volte corrispondenti a quelle più
grandi e a volte no.
Il compito consisteva nell’individuare le
lettere grandi o quelle piccole premendo
alcuni tasti.Durante le risposte i volontari
deprivati di sonno mostravano notevoli
diminuzioni nell’attività della corteccia
visiva e allo stesso tempo le “regioni di
controllo” erano meno efficaci
nell'effettuare le correzioni.
Gli scienziati
hanno evidenziato brevi deficit di queste
ultime capacità anche in volontari che
avevano seguito un protocollo di riposo
normale, mentre l’elaborazione visiva aveva
problemi solo dopo la deprivazione di sonno.
Lo studio potrebbe avere così notevoli
implicazioni pratiche per coloro che si
trovano a dover far fronte a un servizio
lavorativo durante le ore notturne.
“I periodi di funzionalità apparentemente
normale potrebbe dare un falso senso di
competenza e di sicurezza, quando in realtà
i deficit cognitivi che abbiamo evidenziato
potrebbero dare serie conseguenze”,
ha concluso Chee. (fc)
Tratto da:
http://lescienze.espresso.repubblica.it
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L’insonnia
è molto diffusa, ben il 35 % degli italiani ne soffre
Meglio seguire poche ma buone regole.
I SONNIFERI NON SERVONO e sono nocivi !
Andare a letto sempre alla stessa ora.
Se si va a letto tardi, alzarsi sempre alla stessa ora.
Imparare una tecnica di rilassamento per ridurre la tensione mentale.
Non bere troppi caffe' durante il giorno e/o troppo alcol la sera; ci si
addormenta ma ci si sveglia presto.
Non cenare tardi, né fare pasti serali pesanti, ma frugali e leggeri.
Non guardare la TV fino a tardi perché stimola la veglia.
Non fare sport la sera prima di andare a letto.
Non fare il sonnellino per tentare di recuperare il senso di sonno.
Non fare bagni caldi prima di coricarsi.
Eliminare i
cuscini dal letto; al massimo utilizzare piccoli
cuscini molto bassi (poco spessi).
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In USA
l'insonnia si cura con la
Medicina Integrata
Secondo il National Institute of Health
americano, l'insonnia viene definita come
l'incapacità di prendere sonno in assenza di
cause ambientali o di altre patologie
correlate che possono oggettivamente
influenzare in modo negativo questa
funzione; basandosi su questa definizione,
gli Stati Uniti si sono scoperti un popolo
di insonni, almeno secondo quanto è emerso
dall'ultima Science Conference of
Manifestations and Management of Chronic
Insomnia, che ha stimato tra il 10% e il
34% il numero degli americani vittime di
questo problema (Leger, 2005).
Un'analisi approfondita di queste cifre,
condotta in modo specifico dal National
Health Interview Survey Data (NIH,
2005), ha anche rivelato che la maggior
parte di questi "insonni", non riuscendo a
risolvere il problema con i farmaci
tradizionalmente prescritti per questo
scopo, si sono rivolti a discipline
complementari e sono stati monitorati
nell'arco di un intero anno solare: dati
interessanti che, in realtà, hanno
circoscritto l'utilizzo di tali metodiche in
modo pressoché esclusivo a coloro ("solo" il
4,5%, ovvero più di un milione e 600.000
individui!) che non associavano l'insonnia
ad altre problematiche quali obesità,
ipertensione e sindromi ansioso-depressive,
ma non il diabete.
Questo ha permesso di valutare la reale
efficacia delle discipline complementari (MC)
nell'insonnia idiopatica, ovvero quella che
in effetti risulta essere di più complessa
risoluzione, non avendo una causa primaria
da perseguire con i mezzi terapeutici
convenzionalmente intesi.
Solo il 7,5% di coloro che utilizzavano
prodotti fitoterapici e il 13,6% di coloro
che hanno fatto ricorso a tecniche di
rilassamento si sono espressi in modo
negativo, non avendo rilevato alcun tipo di
miglioramento; per tutti gli altri i
risultati sono stati evidenti, con picchi di
efficacia che hanno sfiorato il 50% fra
coloro che avevano manifestato un notevole
beneficio dal trattamento complementare,
scelto dal 63,8% dei pazienti come
integrazione alla strada farmacologica
classica.
Molti elementi di analisi in questo lavoro
confermano il ruolo di primo piano che le MC
possono avere nel miglioramento, spesso
definitivo, di patologie contro le quali la
medicina accademicamente intesa non ha a
disposizione strategie terapeutiche
risolutive, ma che comunque influenzano in
modo determinante la qualità di vita del
paziente e il livello dei costi sociali
indirettamente legati a tali problemi.
Partendo da questa ricca raccolta di
informazioni - concludono gli autori - i
tempi sembrano essere finalmente maturi per
nuove linee di ricerca miranti ad
approfondire efficacia e possibilità
d'impiego di queste nuove strategie di
medicina complementare.
By Antonella Bondi
Arch Intern Med, 2006, 166, (16), 1775
-
Per leggere l'abstract >>> cliccare
qui
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Camera da letto
: Igiene ambientale. Consigli pratici
La camera da letto
riveste nella vita di ogni individuo
un'importanza rilevante dato il tempo di
permanenza nella stessa nell'arco della vita
nella fase di sonno In cui vi è un abbassamento
delle funzioni vitali e quindi una minor difesa
contro agenti (parassiti) che
possono in vario modo favorire o scatenare
problemi patologici.
La presenza di acari e funghi è fondamentalmente
legata al grado di umidità dell'ambiente, per
cui mantenere l'ambiente asciutto (inferiore al
50%) è già buona norma per limitare la
proliferazione di questi organismi.
Gli acari sono
piccoli artropodi (circa 0,1 mm in fase adulta)
che si trovano nel letto, sui tessuti, tappeti,
moquette e polvere di casa. Già dagli anni 60
era stato studiato il rapporto con i miceti
(funghi) e le malattie derivanti (principalmente
reazioni allergiche).
Le spore dei funghi, come minutissime antenne,
entrano dalle finestre attirate dai ferormoni
umani e vanno a colonizzare l'ambiente favorite
dall'umidità; sul letto si crea una sorta di
simbiosi con gli acari in quanto l'acaro si
mitre principalmente di desquamazioni cutanee
che riesce ad assimilare grazie all'azione di
caseificazione (trasformazione in materiale più
digeribile) da parte dei funghi. Le secrezioni e
i derivati dall'acaro hanno un'effetto
pruriginoso e il grattamento produce squame che
alimentano il circolo suddetto.
Oltre al cambio e
sterilizzazione di lenzuola e federe mediante
lavaggio a temperatura è buona nanna mantenere
il letto asciutto per un sonno confortevole e
limitare la crescita di organismi patogeni
soprattutto in caso di eccessiva sudorazione con
un uso adeguato di coperte a seconda della
temperatura dell'ambiente.
L'aerazione del locale dovrebbe essere
effettuata nelle ore più calde in quanto lo
sbalzo termico tende a depositare la condensa
con innalzamento del grado di umidità.
Particolare attenzione va posta nel caso di
stati febbrili che dopo la fase di brivido,
provocano abbondante sudorazione come reazione
per abbassare la temperatura corporea, per cui
si deve regolare la copertura sul letto e
asciugare il sudore onde evitate anche un colpo
di freddo alla scopertura del corpo.
Una buona precauzione è sicuramente l'uso di
materassi, cuscini e tessuti con trattamento
antiacaro comunemente in commercio. Ovviamente è
sconsigliato il soggiorno di animali in camera
da letto in quanto ottimo veicolo di
contaminazione.
Nel caso di forte
contaminazione da miceti (funghi)
si può effettuare un trattamento specifico di
tutto l'ambiente a mezzo di prodotto funghicida
che viene nebulizzato su tutte le superfici
colonizzate compresi i vestiti dentro gli
armadi, quindi viene acceso un candelotto
fumogeno fungicida sigillando la camera che deve
rimanere chiusa per 2 giorni, ma questo è
preferibile sia tatto da persona competente.
Concludo
sottolineando l'importanza dell'argomento per un
sonno ristoratore e per l'alta incidenza
attualmente di manifestazioni patologiche in cui
acari e funghi costituiscono fattore allergenico
scatenante e , soprattutto riguardo ai lunghi
fattore enologico rilevante in numerose
patologie che coinvolgono praticamente tutto
l'organismo.....
By Dott. Arturo Greco (medico)
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Perché a
qualcuno bastano poche ore di sonno per essere
sveglio e brillante ?
Lo spiega un gene
Esiste un gene che
decide quante ore di sonno siano sufficienti per
ogni persona: il suo nome è Period 3 e sarebbe a
causa sua se a una persona bastano quattro ore
di sonno per rimettersi in forma e un’altra non
riesce mai a dormire a sazietà. Il gene è
presente in ogni essere umano e può trovarsi in
due versioni: una più lunga ed una più corta.
Alcuni studiosi dell’Università del Surrey hanno
esaminato ventiquattro persone che presentavano
la versione ‘lunga’ del gene e altrettante con
la versione corta: tutti i volontari sono stati
tenuti svegli per 48 ore in laboratorio.
I ricercatori hanno osservato che alcuni
partecipanti all’esperimento non avevano alcun
problema a tenersi svegli, mentre altri avevano
grandi difficoltà; a tutti i volontari sono
stati proposti alcuni test di attenzione e
reazione.
Come spiegato sull’’ultimo numero della
pubblicazione Current Biology, le persone
con la versione lunga del gene mostravano
maggiori difficoltà a tenersi svegli. Questi
soggetti, soprattutto tra le 4 e le 8 del
mattino, ottenevano inoltre punteggi veramente
minimi ai test per la memoria e l’attenzione.
“Questa è la parte della notte durante la
quale i lavoratori che fanno i turni di notte
hanno maggiori difficoltà a tenersi svegli”
hanno spiegato i ricercatori che hanno osservato
che, quando i volontari erano lasciati liberi di
dormire normalmente, quelli con la versione
lunga del gene trascorrevano più del 50% della
notte nella fase più profonda del sonno R.E.M.:
un chiaro segnale della necessità di altro
sonno.
E giunge dalla Germania una notizia bizzarra.
Secondo quanto scoperto dai ricercatori
dell’Università di Lubeck, infatti, alcuni odori
annusati durante il sonno stimolano la memoria e
le funzioni intellettive.
Gli studiosi tedeschi hanno esposto alcuni
volontari durante il sonno alla fragranza di
rosa e hanno osservato che, il mattino dopo,
queste persone ottenevano punteggi maggiori ai
test per la memoria.
L’ipotesi, pubblicata su Science, è che
alcuni stimoli olfattivi possano, durante il
sonno, agire sull’ippocampo, la zona del
cervello
dove risiedono memoria e ricordi.
MFL - 12/03/2007
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Il sonno e i suoi
disturbi - 8 agosto 2007 - Intervista al
Prof. Luigi MURRI Professore Ordinario di
Neurologia, Direttore del Dipartimento di
Neuroscienze e Preside della Facoltà di Medicina
e Chirurgia dell’Università di Pisa. Presidente
dell’ISBEM di Brindisi
Quali sono i
principali disturbi del sonno ?
Il termine
disturbi del sonno raggruppa una serie di
problematiche di diversa origine di cui le varie
forme di insonnia costituiscono solo una parte.
In realtà l’insonnia non è una malattia, ma un
sintomo soggettivo per cui un individuo si
lamenta di dormire poco e/o male. Può essere
legata a difficoltà di addormentamento, a
difficoltà di mantenimento del sonno oppure a
risveglio precoce.
Si può parlare di parasonnie, caratterizzate da
comportamenti anomali o da eventi
fisiopatologici che si verificano durante il
sonno come il bruxismo, il sonnambulismo, il
sonniloquio, la sindrome delle gambe senza
riposo.
Vi sono poi i
disturbi del sonno secondari a malattie
internistiche, ma specie psichiatriche, ad
esempio, l’insonnia correlata alla depressione.
Esistono, infine, le dissonnie, nelle quali si
verifica un’alterazione della quantità, della
qualità o del ritmo del sonno; fanno parte di
questa categoria la narcolessia e i disturbi
respiratori legati al sonno.
Uno dei più
frequenti disturbi del sonno è rappresentato
dalla sindrome delle apnee ostruttive durante il
sonno (OSAS) (4% della popolazione), che è
caratterizzata da un importante russamento e
dalla comparsa durante il sonno di numerosi
episodi di ostruzione delle vie aeree superiori,
con conseguente, interruzione del flusso aereo;
generalmente sono i parenti o i conviventi del
soggetto che riferiscono di percepire delle
interruzioni del respiro durante la notte ma
talvolta anche i pazienti raccontano episodi di
risveglio improvviso con sensazione di
soffocamento.
Quali sono le
principali implicazioni cardio-polmonari (apnee ostruttive o OSAS) dei disturbi del sonno ?
Nell’adulto tale
sindrome si associa ad un’importante morbilità e
mortalità cardiovascolare e cerebrovascolare,
senza contare il fatto che può rendersi
responsabile della comparsa, o
dell’aggravamento, di uno stato di ipertensione
arteriosa (il 30 % dei pazienti ipertesi sono
apnoici ed il 50 % dei pazienti affetti da OSAS
sono ipertesi). La sindrome sembra inoltre
aumentare il rischio di infarto del miocardio,
di insufficienza cardiaca e di accidenti
vascolari, cerebrali e la mortalità è
nettamente più elevata nei pazienti con più di
20 apnee per ora di sonno.
Quanto sono diffuse
?
L’insonnia come
problema cronico - cioè di durata superiore ad
un mese ed importante per il paziente - è di
circa il 10% e può arrivare fino al 30% come
problema transitorio.
L’OSAS colpisce il 4%
della popolazione (dati forniti dall’AIMS,
Associazione Italiana Medicina del Sonno).
Quale può essere il
risparmio sui costi sanitari, diagnosticando un
OSAS o DRSC, piuttosto che curando gli effetti o
i sintomi secondari ?
Intanto la mancata
diagnosi di un OSAS porta spesso al ricorso ad
accertamenti sanitari per tutti quei sintomi non
inquadrati nel contesto delle OSAS, quali i
sintomi cardiaci, psichiatrici, pneumologici,
endocrini, ecc. Questo processo induce anche al
largo ed inappropriato uso di farmaci
antiipertensivi, antiaritmici, ipnoinducenti,
antidepressivi. Non dimentichiamo, inoltre, le
conseguenze delle OSAS che non sono state
curate, riferendoci in particolare agli esiti di
infarto o ai postumi invalidanti di incidenti
stradali o sul lavoro, alla ridotta
produttività, dovuti all’eccessiva sonnolenza.
Un inappropriato approccio diagnostico e
terapeutico alle problematiche legate all’OSAS
comporta, quindi, un inutile spreco di denaro
senza apprezzabili risultati sul piano
terapeutico.
Qual è lo stato
dell’arte in Italia nella pratica clinica e
nella ricerca ?
Le più recenti linee
di ricerca sulla sindrome delle apnee istruttive
nel sonno riguardano le correlazioni tra questa
sindrome e le patologie cardio- e
cerebro-vascolari. E’ sempre più evidente,
infatti, come l’OSAS si associ ad ipertensione,
soprattutto nei pazienti più giovani, così come
ad alterazioni dei sistemi neurovegetativi con
incremento dell’attività simpatica,
modificazioni dell’asse
ipotalamo-ipofisi-surrene e modificazioni
metaboliche quali intolleranza glucidica e
alterazioni del profilo lipidico, determinando
così un aumentato rischio vascolare. D’altro
canto, le patologie cardio- e cerebro-vascolari
- come lo scompenso e l’ictus - possono
associarsi alla presenza di un disturbo
respiratorio nel sonno che è significativamente
correlato ad una peggiore prognosi.
Il problema
correlato ai disturbi respiratori nel sonno sta
quindi aumentando di dimensioni e di importanza,
dato l’invecchiamento della popolazione generale
e l’aumentata incidenza di obesità, che
costituisce il principale fattore di rischio per
OSAS. Un ulteriore interesse clinico e di
ricerca riguarda le conseguenze dell’OSAS sulle
performance cognitive, che si estendono oltre la
sonnolenza che questi pazienti presentano, e
riguardano anche deficit di memoria,
concentrazione e funzioni esecutive, e che non
sembrano essere completamente risolte dalla
terapia attuale.
Qual è il rapporto fra il russare e le apnee
ostruttive nel sonno? Come mai si russa e si
interrompe il respiro durante il sonno ?
Durante il
russamento si verifica una parziale ostruzione
delle vie aeree superiori. Nei casi più marcati,
il rilassamento della parete faringea può
determinare un’ostruzione completa delle vie
aeree, con interruzione della respirazione
(apnea ostruttiva). Questo termine indica che il
cervello dà il normale “comando” di respirare ma
un’ostruzione meccanica ne impedisce la
realizzazione (per fortuna soltanto per alcuni
secondi).
L’ostruzione
completa della faringe avviene perché durante il
sonno profondo c’è un fisiologico calo del tono
muscolare, che interessa anche i muscoli
dilatatori della faringe stessa, per cui viene a
mancare l’attività muscolare dilatatoria e la
faringe e il palato molle diventano ancora più
flaccidi. Quando le apnee superano un
determinato livello - per numero, durata o
diminuzione di ossigeno nel sangue - si
configura il quadro della Sindrome delle apnee
ostruttive del sonno.
Cosa avviene durante
un’apnea ?
Durante l’apnea, si
verifica una diminuzione della quantità di
ossigeno presente nel sangue. A questa
emergenza, il nostro organismo reagisce
alleggerendo il sonno con un breve risveglio non
percepito dal paziente (arousal) al fine di
aumentare il tono muscolare delle vie aeree
superiori. Successivamente, il paziente ricade
nuovamente nel sonno profondo e quindi si
verifica una nuova apnea. Le conseguenze della
Sindrome delle apnee ostruttive nel sonno sono
determinate prevalentemente da questi due
fattori: la frammentazione del sonno notturno e
le riduzioni periodiche delle quantità di
ossigeno del sangue.
Quali sono i sintomi
più importanti nella sindrome ?
Il russamento
abituale - non limitato cioè a situazioni
occasionali, e che si verifica in tutte le
posizioni - rappresenta senz'altro il primo
sintomo. L'altro sintomo importante è
l'eccessiva sonnolenza diurna che porta il
paziente ad addormentarsi involontariamente
durante il giorno, dapprima in situazioni di
particolare relax (ad esempio guardando la
televisione) e successivamente - con il
progredire della sindrome - anche in situazioni
potenzialmente a rischio quali la guida. Altri
sintomi frequentemente rilevabili sono la
cefalea e la sensazione di “secchezza della
gola” al risveglio, la difficoltà di
concentrazione, difetti di attenzione e di
memoria, maggiore irritabilità.
Fattori predisponenti al russamento e alle apnee
sono l'obesità (soprattutto quella aneroide) e i
fattori anatomici locali quali l'eccessiva
lunghezza e l'ipertrofia del palato molle e
dell'ugola o della lingua (macroglossia), la
mandibola di dimensioni più piccole rispetto al
normale (micrognazia) o in posizione più
arretrata (retrognazia), nonchè l'ipertrofia
delle adenoidi e delle tonsille palatine,
soprattutto nei bambini. Con l’andare del tempo,
possono comparire conseguenze generali quali
ipertensione arteriosa e un aumentato rischio di
malattie cardio- e cerebro-vascolari.
Come e dove si fa la
diagnosi ?
La diagnosi viene
fatta nei Centri di Medicina del Sonno, che sono
però ancora pochi. E’ importante quantificare le
apnee (sia numericamente che per le loro
conseguenze), che il paziente non può stimare
soggettivamente. L’apnea viene individuata come
interruzione del flusso aereo dal naso e dalla
bocca, mentre i movimenti toraco-addominali
continuano (apnea ostruttiva). Il russamento
viene valutato mediante un microfono; vengono,
inoltre, rilevate le variazioni della
saturazione di ossigeno e l’elettrocardiogramma.
In base al quadro clinico, il medico sceglie di
valutare il paziente nel Laboratorio, sotto la
sorveglianza del personale tecnico o medico, e
con metodiche avanzate. Nei casi in cui la
sintomatologia è più facile da studiare
ambulatorialmente si può consentire al paziente
di dormire a casa propria mentre l’apparecchio
portatile registra i parametri
cardio-respiratori. La valutazione diagnostica
viene in genere completata con visite
specialistiche (pneumologia, cardiologia e
otorinolaringoiatria) e con una valutazione
neurologica della vigilanza.
Quali sono le
possibilità terapeutiche odierne ?
Nei pazienti con
apnee di grado lieve può essere sufficiente
modificare lo stile di vita con sospensione
dell’alcol e dei sedativi nelle ore serali,
evitando la posizione supina durante il sonno e
perdendo peso. Il dimagrimento si è mostrato
realmente efficace nel controllare tutti i
sintomi della sindrome, con il solo limite che
non sempre è facile ottenere e mantenere il
decremento ponderale.
La terapia
strumentale si effettua con l’apparecchiatura
C-PAP (continuous positive air pressure), basata
sull’applicazione di pressione positiva continua
all’aria respirata per via nasale, attraverso un
piccolo e silenzioso compressore, che viene
collegato attraverso un tubo di plastica ad una
mascherina automodellante che copre il naso del
paziente durante il sonno. L’uso di questo
semplice apparecchio consente di ottenere un
modesto aumento della pressione dell’aria che
entra nelle vie aeree superiori e di impedire
così la chiusura delle vie aeree superiori
durante l’inspirazione.
La CPAP è in grado
di correggere in breve tempo tutti i sintomi
della sindrome, sonnolenza compresa e - dopo 3-6
anni di utilizzo - provoca un significativo
aumento della sopravvivenza dei soggetti
trattati. Nonostante l’efficacia, questo tipo di
trattamento può essere di difficile attuazione
in alcuni pazienti principalmente per
intolleranza alla maschera, per il disagio di
essere connessi a una macchina o per complicanze
a carico del naso. Un ulteriore approccio
strumentale nelle apnee lievi e nel russamento è
dato dai dispositivi orali o dentali che
spostano la lingua in avanti o anteriorizzano la
posizione della mandibola per mantenere la
pervietà delle vie aeree. Anche questo approccio
non è facile da accettare per l’eccessiva
salivazione o per fastidi alla articolazione
temporo-mandibolare.
La terapia chirurgica è rivolta a correggere i
fattori anatomici primitivi e secondari che
determinano stenosi delle vie aeree superiori.
Il tipo di intervento o di interventi, cui il
paziente deve essere sottoposto, va naturalmente
scelto in base alle caratteristiche anatomiche
individuali.
Per ridurre le
eccessive dimensioni (ipertrofia) del palato
molle e dell’ugola l’intervento più comunemente
praticato è l’uvulopalatofaringoplastica (UPPP).
E’ un intervento che si esegue in anestesia
generale e richiede il ricovero in ospedale.
Quando invece l’ostruzione è localizzata
inferiormente, a livello della base della
lingua, si possono effettuare interventi a
carico dell’osso ioide. Se lo spazio aereo
faringeo è ridotto a causa delle dimensioni
ridotte della mandibola (micrognazia) o a causa
della posizione più arretrata della mandibola (retrognazia)
la chirurgia è rivolta a questa struttura
anatomica.
Considera lo studio
del sonno una tipica area neurologica,
psicologica, pneumologica, oppure un’area
multidisciplinare o cosa altro ?
Come tutto in
medicina, l’approccio multidisciplinare
integrato, plurispecialistico e in rete,
favorisce non solo la comprensione dei fenomeni
come i disturbi del sonno ma facilita il
trattamento delle loro complicanze, sia
cardiache che respiratorie che neurologiche,
psicologiche e psichiatriche. La qualità della
vita, quindi, si raggiunge impegnandosi ognuno
per la propria parte al meglio, ma lavorando
tutti assieme in un sistema integrato che
condivide principi, valori e protocolli, per
avere risultati credibili e utilizzabili da
tutti. I pazienti in primis.
Quali sono gli
sviluppi futuri nella pratica clinica e nella
ricerca ?
In Italia vi è uno
scarso numero di Centri del Sonno, e in genere
sono collegati ad Istituti Universitari. I costi
delle strutture, ma specialmente i costi del
personale, hanno limitato la diffusione nei
Centri ospedalieri, anche per la scarsa
popolarità della medicina del Sonno da parte
degli Organizzatori e dei decisori sanitari
nelle varie Regioni.
E’ quindi necessario incrementare – in
particolare nel Mezzogiorno – i laboratori del
Sonno di alta qualità anche per frenare lo
spostamento dei sofferenti dei disturbi del
Sonno verso altre sedi.
E’ vero che esiste
una Fondazione Nazionale che si occupa dei
disturbi del sonno ed aiuta a creare rete di
centri/laboratori per studiare i disturbi del
sonno in modo da far crescere nella popolazione
la consapevolezza dell’importanza di questi
disturbi ?
Esistono due Società
Scientifiche Nazionali ed una Europea; quest’ultima
ha stimolato la crescita in ogni nazione delle
Sleep Foundations. L’Italian Sleep Foundation,
nata a Pisa, si propone di migliorare – con la
formazione e la ricerca - la conoscenza del
sonno e dei suoi disturbi nella popolazione. La
fondazione può anche aiutare a creare una rete
di centri/laboratori per far crescere nella
popolazione la consapevolezza di questo tema. A
questo proposito, il gruppo negli anni ha curato
l’organizzazione di numerosi congressi e
incontri dedicati in particolar modo alla
sonnolenza diurna e alle sue conseguenze
sociali, sia in ambito lavorativo che per la
sicurezza stradale.
Potrebbe l’ISBEM
avere un ruolo per diffondere la cultura
scientifica sul tema sonno/vigilanza, magari
realizzando una rete nel Mezzogiorno che faccia
ricerca e formazione, oltre che servizi
avanzati, anche tecnologici, in questo settore ?
Nato come
piattaforma multistituzionale e
interdisciplinare, l’ISBEM può rafforzare il
raccordo fra il Sistema Sanitario Regionale, le
Istituzioni Nazionali/Internazionali e il
territorio, collegandosi soprattutto con
l’Università e lo stesso CNR, oltre che con le
altre Fondazioni (fra cui quella appena creata
dal CNR e dalla Regione Toscana ed intestata ad
un nostro conterraneo, Gabriele MONASTERIO,
grande e rimpianto clinico). Tramite l’ISBEM,
l’Università di Pisa sta facendo il proprio
dovere qui nel Salento:
a) diffondendo le
evidenze scientifiche maturate nei progetti di
ricerca e nella pratica assistenziale già
sperimentata e continuamente rinnovata a Pisa;
b) formando nuovo
capitale umano che viene avvicinato e preparato
al tema sonno/vigilanza con deciso approccio
multidisciplinare.
Tuttavia, per avere
nuovi specialisti del settore quali freschi
giovani capaci di rispondere ai bisogni dei
cittadini – anche creando reti scientifiche ed
assistenziali - c’è bisogno che i Soci dell’ISBEM
(società di ricerca senza scopo di lucro), gli
stessi Enti locali, oltre che gli stessi
cittadini facciano il proprio dovere di
investitori sulle strutture innovative e sui
giovani che le rendono vive, guardando con
simpatia, fiducia e lungimiranza, oltre che con
motivata speranza, a realtà positive come l’ISBEM.
Infatti, l’ISBEM costituisce una buona
piattaforma e quindi una ghiotta opportunità per
poter crescere nel settore biomedico e
sanitario, anche su temi così complessi, nuovi
ed importanti da conoscere quale i DISTURBI del
SONNO e della VIGILANZA.
Tratto
da: brindisisera.it
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La malattia del
poco sonno -
Dormire poco è
un vero rischio: di
obesità,
diabete e forse
cancro
Le ultime ricerche hanno scoperto un
rapporto stretto fra il debito di sonno e
certe malattie
C'è chi sta alla televisione fino a notte
fonda, chi fa le ore piccole su internet,
chi punta la sveglia all'alba per portarsi
avanti con il lavoro. Ritmi frenetici, mille
impegni, stimoli continui: la tentazione di
rosicchiare ore al sonno notturno è
irresistibile, ma il prezzo da pagare può
essere salato. Negli ultimi cinque anni si
sono accumulate decine di ricerche e tutte
puntano in una direzione: dormire poco fa
male. Da qualche decennio si parla di
epidemia per l'obesità, il diabete e i
tumori e nello stesso periodo è diventata
epidemica la mancanza di sonno (in Italia
dagli anni Sessanta ad oggi abbiamo «perso
per strada» un paio di ore per notte):
nessuno crede più che si tratti di una
coincidenza.
L'ultimo numero della rivista Nature
Medicine snocciola le prove, a cominciare
dalla tendenza inesorabile all'accumulo di
peso: due chili in più in pochi anni, se il
sonno non dura oltre 6 ore. Dormire poco
aumenta la quantità di grelina, un ormone
che stimola l'appetito, e riduce quella
della leptina, che blocca la fame; di pari
passo sale l'orexina, ormone che tiene
svegli e in cerca di cibo.
Così ora c'è chi
vuole anche verificare se basta aumentare le
ore di sonno per dimagrire:
Giovanni Cizza, dei
National Institutes of
Health di Bethesda, negli Stati Uniti, sta
arruolando 150 obesi che dormono meno di 6
ore per farli riposare un'ora in più e
vedere se questo li farà perdere chili. La
scarsità di riposo, poi, aumenta il rischio
di diabete perché altera il metabolismo
degli zuccheri: si utilizza peggio il
glucosio, si riduce la sensibilità
all'insulina; l'insulina stessa funziona
male. «Dormire poco fa aumentare il
cortisolo, esponendo ad un maggior rischio
cardiovascolare — aggiunge Luigi Ferini
Strambi, responsabile del Centro di Medicina
del Sonno dell'Ospedale San Raffaele di
Milano — . Inoltre, riduce la sintesi di
mediatori del sistema immunitario, che si
indebolisce e rende più suscettibili alle
infezioni e perfino al cancro». I tumori al
seno, alla prostata e al colon-retto
sembrano più frequenti in chi dorme poco:
alcuni ricercatori di Harvard, ad esempio,
dopo aver seguito per 12 anni migliaia di
infermiere, hanno dimostrato qualche tempo
fa che il rischio di tumore al seno è più
alto del 36 per cento se si lavora facendo i
turni e si perdono notti di sonno.
Indiziata numero
uno, la carenza di melatonina: prodotta
quando c'è buio, è chiamata l'ormone-
Dracula perché «esce» solo di notte e basta
accendere una lampadina per vederne crollare
la quantità in circolo, ma ha proprietà
anticancro ormai riconosciute. David Blask,
del Bassett Research Institute di New York,
ha «nutrito » cellule di tumore al seno con
sangue preso da studentesse che dormivano
più o meno a lungo: ebbene quello delle
insonni, povero di melatonina, permetteva al
tumore di crescere al doppio della velocità.
Così, nessuno si è sorpreso quando è stato
dimostrato che le persone con bassi livelli
di melatonina registrano un maggior rischio
di cancro. Ma c'è dell'altro: stando a
quanto riferisce un recente rapporto dei
Centers for Disease Control statunitensi,
non dormire abbastanza è una specie di
indicatore di vita poco sana perché chi
dorme meno di 6 ore a notte più spesso cede
all'alcol, alle sigarette, alla
sedentarietà.
A questo punto viene da pensare che per non
correre rischi basti stare a letto 12 ore
filate. Sbagliato: anche dormire troppo
espone a pericoli, visto che aumenta il
rischio cardiovascolare e la mortalità in
generale. Il perché lo spiega Franco
Ferrillo, presidente dell'Associazione
Italiana di Medicina del Sonno: «Dormire è
una fase di recupero dell'organismo: ridurla
espone a rischi, ma c'è uno squilibrio anche
se il corpo ha bisogno di riposare troppo a
lungo per riprendersi. Chi si trova in uno
stato di equilibrio vive meglio e dorme
meglio: il sonno è perciò una spia eloquente
del nostro benessere. Considerare solo il
numero di ore dormite è riduttivo: il
parametro che conta davvero è la qualità del
sonno».
By Elena
Meli - Tratto da: Corriere.it - 25
maggio 2008
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Insonnia
Che fare quando in famiglia qualcuno si
ammala e non ci sono farmaci in casa ? La
medicina cinese ha un asso nella manica: il
tuina, micro massaggio sui punti
dell'agopuntura.
È efficace e facile da imparare - i punti
indicati vanno stimolati più volte al giorno
con piccoli movimenti circolari del pollice
e con una certa pressione, da mantenere per
qualche minuto. Insieme a tisane a base di
erbe cinesi, per affrontare tanti piccoli
disturbi.
Secondo la
medicina cinese, l'insonnia dipende da un
eccesso di "fuoco", cioè di agitazione. Le
cure cinesi aiutano a riequilibrare le
energie e, in sette casi su dieci, danno
buoni risultati anche in chi assume
sonniferi.
Shanzhong, la zona principale da trattare
per rilassarsi, si trova al centro del
petto, sullo sterno tra i capezzoli e
presiede ai ritmi del corpo: va massaggiata
con delicatezza in senso orario quando non
si riesce a dormire.
Oppure si può stimolare con l'unghia due o
tre volte al giorno il punto sulla piega del
polso, più interno, in corrispondenza del
mignolo. Evitare a cena i cibi piccanti, gli
alcolici e la carne rossa che "riscaldano"
l'energia. Mangiare al contrario minestre,
riso e verdure (cotte). Per favorire il
sonno basta sciogliere mezzo cucchiaino di
polvere di jujuba ziziphus (Giuggiolo
comune - Rhamnaceae)
in acqua calda (infuso) da bere la sera
prima di andare a letto.
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Per riprendere il ritmo e aiutare
il nostro organismo a “riorganizzarsi”,
ritrovando un bel sonno naturale e fisiologico,
la soluzione la possiamo trovare “dentro di noi”
e risponde al nome di
melatonina.
La melatonina è una sostanza prodotta dalla
ghiandola pineale per sincronizzare l’orologio
biologico, rinforzare le difese, tenere
sotto controllo la pressione e proteggere il
sistema nervoso centrale. La melatonina
comincia ad essere prodotta all’età di tre anni,
ma diminuisce con l’età.
Quindi un’integrazione può essere utile per gli
adulti che hanno problemi a dormire bene, ma
anche per superare le difficoltà legate al
cambiamento di fuso orario e per regolarizzare
la vita dei cosiddetti “gufi” , cioè coloro che
vanno a letto a notte fonda e si svegliano molto
tardi la mattina; per fare cio’, senza
utilizzare la melatonina sintetica (farmaco)
basta un mezzo bicchiere delle propria
urina bevuto 15 minuti prima di coricarsi ed
il sonno sara’ assicurato.
Al mattino bere 1 bicchiere di
urina tonifica l’organismo e vi
prepara ad una giornata lavorativa con
soddisfazione.
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Bimbi
irrequieti e insonni, Chamomilla e Iodum
- vedi anche:
Danni dei Vaccini
Uno dei problemi pediatrici più frequenti è
l'irrequietezza, spesso accompagnata da
disturbi del sonno che rischiano di spezzare
l'armonia familiare e mettere in crisi anche
il rapporto fra i genitori.
In questi casi occorre valutare con
attenzione tutte le possibili cause e
risolvere i problemi relazionali e
ambientali che favoriscono l'instaurarsi di
questi comportamenti.
Possono aiutare a riequilibrare il bambino
rimedi come Chamomilla, da prendere
in considerazione quando il piccolo è
agitato, irrequieto, e si calma solo se
viene preso in braccio. Fa i capricci, vuole
una cosa ma appena questa gli viene offerta
la rifiuta e la butta via; niente insomma
sembra soddisfarlo. E' molto sensibile al
dolore e piange continuamente senza un
motivo apparente.
Si utilizza Lodum quando il bimbo è
molto irritabile e non riesce a stare fermo,
mangia di continuo ma non ingrassa,
consumando tutta l'energia con il movimento
continuo.
Il bambino a cui si prescrive Lycopodium
è in genere molto collerico. Si arrabbia
violentemente se non ottiene subito quello
che richiede oppure se viene contraddetto.
Sono crisi di rabbia esplosiva che non
riesce a controllare e che, di solito, si
associano anche a manifestazioni di mancanza
di fiducia nelle proprie possibilità,
timidezza e paure.
Una caratteristica del bambino a cui si
prescrive Argentum nitricum è
l'impulsività: questo bambino fa tutto in
fretta e in modo ansioso. Spesso non vuole
uscire di casa e talvolta rifiuta di andare
a scuola. Anche Anacardium orientalis
è considerato adatto a bambini impulsivi che
sono spesso maleducati con i propri
familiari, mentre sembrano angeli con gli
estranei. Sono provocatori e se la prendono
in modo esagerato per problemi di scarsa
importanza.
By Elio Rossi - Tratto da: larepublica.it
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