|
ABORTO -
Legislazione sull'aborto
Se
siete stati attenti osservatori, leggendoci, avrete compreso sicuramente
il nostro pensiero in merito. Desideriamo
comunque soffermarci per precisare diverse motivazioni sull’argomento.
Innanzi
tutto bisogna saper che cosa è un “aborto”; sul dizionario di
Italiano trovate questa definizione:
“Interruzione
nella donna, spontanea o provocata della gravidanza prima del 180
giorno”.
Si dice anche in senso figurato: Di opera non riuscita o non portata al
necessario compimento, con senso di miserevole e sconcertante fallimento “.
Come possiamo vedere, esistono diversi tipi di aborto:
1)
l’aborto delle “Idee” che NON prendono forma, azione o corpo.
2)
nella donna, l’aborto spontaneo della gravidanza, quello provocato per
qualsiasi causa, intenzionale e non.
Il
problema della scelta sull’aborto investe ogni
donna; quasi tutte prima
o poi se hanno rapporti sessuali completi con un maschio, si troveranno,
se rimarranno gravide non desiderando avere un figlio/a, a dover scegliere
se abortire o meno.
Per
il maschio, se è a conoscenza del problema, cioè se la femmina lo mette
al corrente della propria gravidanza, dovrà esservi una partecipazione
alla scelta sull’aborto.
Scegliere
nel modo giusto, significa per la coppia o per la donna,
assumersi grandi
responsabilità nei due casi, per il sì o per il no. E’ di tutta
evidenza che da parte della coppia, la miglior scelta è la
“prevenzione” cosciente, cioè
compiere atti sessuali nei momenti nei quali la donna non presenta
fertilità.
Per conoscere i momenti i fertilità e quindi di non fertilità,
vi sono tecniche naturali ben precise da conoscere e praticare, con le
quali si hanno le indicazioni necessarie.
Vi e' persino un mini computer che permette di
conoscere questi giorni non fecondi.
In
Medicina Biologica o Naturale
insegniamo come fare per prevenire un
concepimento;
ma nel caso ci si trovasse a dover scegliere se
abortire o meno, la prima cosa da fare è mettere
al corrente il proprio partner, in modo che la
coppia si assuma la completa partecipazione alla
scelta, in piena libertà di coscienza.
Ma comunque vi sono oggi
diverse tecniche anche non naturali
per evitare di mettere al
mondo figli indesiderati, esempio i
preservativi, e qui si apre un capitolo "doloso"
che investe la chiesa cattolica, la quale
impedendo l'utilizzo del preservativo (essa
insegna il NON uso), incentiva di fatto l'aborto
in molti casi !
Non
interrompere la maternità, significa accettare di formare una famiglia:
assumersi la responsabilità di Padre, di Madre, per il futuro figlio/a.
Interromperla invece,
significa assumersi la responsabilità
impedendo di partecipare a questa Vita, ad un
altro Essere identico a NOI.
La
Vita E’, non solo era, ma anche sarà per tutti noi, anche per il
figlio/a, nella placenta in grembo alla propria madre. Il voler dire, per
voler abortire: “è un essere non ancora nato”, “è
un feto, non è un essere umano” è fuggire al problema, è aver
paura di affrontare la realtà, la quale è molto semplice, nel caso
dell’aborto si tratta di sopprimere una Vita in fase di formazione, quindi di omicidio
di un futuro Uomo.
Perché diciamo questo ? Per diversi motivi che vi
esponiamo; sappiamo che un Essere Umano, dal
momento del concepimento (formazione dell'embrione
> Feto) alla nascita (Bambino),
ha 56 moltiplicazioni cellulari e dalla nascita
alla morte ne ha solo 50.
Le fasi della
formazione di un essere vivente Uomo sono
queste:
1 - fase embrionale (intrauterina)
2 - fase fetale (intrauterina)
3 - fase Umana, DOPO la nascita
Comunque l'embrione
non e' ancora il il
Feto
ed il Feto NON e'
un
Bambino, ne' un
Uomo, il
Feto (uomo
in fase di formazione) lo e' SOLO, Uomo, nel suo
divenire e SOLO se nascera' !
Infatti il Feto abbisogna della madre per
crescere e svilupparsi, senza di essa non puo'
vivere essa per il Feto rappresenta la macchina
biologica che lo fara' nascere; se per vivere il
Feto ha bisogno della placenta della madre per
respirare, è un feto, se e' indipendente, cioè
puo' respirare in maniera autonoma, allora e' un
bambino....ma la natura e' rivelatrice, la
risposta e'... la prima domanda.
Nell'embrione, il sistema nervoso centrale non
e’ ancora formato, comprendendo nella
formazione non solo le entita' (parti)
anatomiche, ma anche tutto quel "vissuto" che
danno origine alla psiche dell’individuo.
Man mano che l’embrione si trasforma in
Feto,
ovviamente le cose si rendono piu’ complesse
fino a far nascere un Bambino che diviene tale
SOLO con il primo respiro.
La
“nascita” dunque rappresenta
biologicamente,
più della
META’
della Vita di ogni essere umano che
NASCE.
E’
chiaro che la vera età biologica si misura diversamente da quella
“anagrafica”; infatti utilizzando particolari
apparecchiature Bio
elettroniche, si è in grado di definire
abbastanza bene l’età biologica di un essere appena nato, il quale può
avere in certi casi il corpo biologico cellulare come quello di un vecchio
di 90 anni, infatti quel bimbo non vivrà molto; se invece la sua età
biologica sarà quella di un bimbo appena nato, vuol dire che godrà buona
salute.
Nei
capitoli seguenti dimostriamo anche come tutto ciò che è Vivente è
anche Pensante, cioè auto cosciente di Essere. Quando un Essere è
concepito, esso E’, ed in quanto VIVENTE, non dovrebbe essere
soppresso.
Chiamiamo
per nome la realtà: desiderereste essere soppressi ? Non crediamo
assolutamente che rispondiate si, a questa domanda, ed allora perché
voler sopprimere qualcun altro ?
La legge dell’Uomo definisce la
soppressione premeditata di un altro Essere: Assassinio, Omicidio,
Omicidio colposo. Ed ora si parla per essere piu' precisi anche di:
Embriocidio,
Feticidio,
Infanticidio, Omicidio.
Ogni
soppressione di vita ha sempre le sue motivazioni: può essere legittima
difesa; può essere colposa (senza premeditazione); può essere
premeditata, cioè scelta e quindi pre-meditata; anche nel caso dell’aborto
potrebbero essere
invocate queste 3 motivazioni.
Comunque
la decisione se abortire o meno, è e deve essere sempre solo nelle mani
del padre e della madre del figlio creato, dal concepimento fino al
momento della nascita, in quanto l’essere umano in quello stato, non è
ancora partecipe della società umana, egli
NON è ancora un soggetto sociale, perciò deve essere considerato
parte integrante ed esclusiva della madre e del padre e lo stato
NON puo'
ne' DEVE INTERFERIRE !.
Fino
al momento della nascita, sono
solamente i genitori che possono decidere
sul dare la vita o meno al nascituro;
solo essi
hanno deciso inconsapevolmente o consapevolmente di richiamarlo nel
nostro mondo, cioè di concepirlo, generarlo, dargli la vita,
quindi
solo essi hanno il
diritto esclusivo di vita e di morte su di lui; pertanto
solo ed
unicamente essi, possono decidere se
far abortire (l'embrione) o meno, il frutto della loro
creazione e la società o lo Stato o potere religioso NON possono, né devono intervenire, e
neppure formulare un qualsiasi giudizio
!
Il maschio e la
femmina (genitori) debbono avere il
piacere od il desiderio
di fornire un corpo all'Essere Spirituale che
sta arrivando in questa dimensione per
reincarnarsi. Se non danno il loro consenso (non
hanno piacere o desiderio) facendolo crescere
nella pancia della mamma e quindi portando a
maturazione completa il Feto fino alla nascita
del Bambino, essi hanno il
diritto-dovere di impedire che cio'
avvenga.
La vita di un neonato e', volenti o nolenti,
legata intimamente con quella dei genitori. Se i
genitori NON POSSONO in nessun modo sostenere un
altro membro della famiglia o l'enorme dolore di
DAR VIA a TERZI, un proprio bambino gia' nato,
respirante, in salute ecc, allora l' aborto e'
l' unica via.
Infatti sarebbe utile che si suggerisse la
vasectomia in coppie che gia' hanno avuto
bambini e non ne vogliono piu'. Vasectomia, o
contraccezione quanto piu' attenta possibile.
Dal momento della nascita, con l’uscita dall’utero materno,
l’Essere diviene partecipante alla società della quale diviene e quindi
solo in quel momento Soggetto
sociale, di conseguenza anche la società se ne deve prendere carico
ed quindi essa ha anche il diritto ed il dovere di tutelarlo per garantire
la sua migliore sopravvivenza nella comunità sociale; di conseguenza lo
Stato ha la possibilità ed il dovere da quel momento
solamente (dalla nascita in poi), di condannare fisicamente ogni tipo di uccisione.
Ovviamente
nel contesto dell’aborto, la madre ha più voce in capitolo del padre in
quanto pur essendo tutti e due i generatori della creatura, è solo la
madre che lo porta nel suo seno, pertanto essa deve necessariamente avere
più voce in merito, nella decisione eventuale sull’aborto.
Già
la legislazione Italiana è impostata in questo
senso, (Codice
Civile), nel Libro Primo al Titolo
1:
Delle persone fisiche 1-: “La
capacità giuridica si acquista dal momento della nascita. I diritti che
la legge riconosce a favore del concepito sono subordinati all’evento
della nascita “.
Le
leggi sull’aborto di tutte le nazioni del mondo DEVONO essere in linea
con questa semplice, naturale e GIUSTA deduzione, senza lasciarsi prendere
la mano da estremismi o da false morali da essi derivanti.
La
Natura, nostra madre, segna i giusti limiti che gli uomini si devono
porre.
Infine
i genitori e lo Stato, DEVONO anche giustamente ed assolutamente informare
sul sesso i loro figli o cittadini. Non
si tratta di fare “educazione” ma informazione
sessuale fin dalla tenera età, per lo Stato fin dalle prime classi
elementari e questo per tutti i cittadini, che tutti quanti sono nati
attraverso il sesso, al fin di aiutarli nel crescere per diventare
autosufficienti prevenendo l’aborto, che va effettuata con l’opportuna
contraccezione, sia essa di tipo naturale od innaturale, secondo il detto:
“Autosufficienza in tutto, con il
minor danno”. Se la famiglia è inadempiente nell’informazione, è
lo Stato che la DEVE sostituire.
Abbiamo
già parlato dell’apertura dei “Templi della Cultura” ove si dovrà
insegnare anche l’informazione (teorica e pratica) sul Sesso, fin
dall’età puberale per maschi e femmine, come si effettuava già
nell’antichità.
Purtroppo
oggi assistiamo nelle scuole, ad una pratica che si contrabbanda per
informazione sessuale; in realtà NON si fa informazione sul sesso, ma
bensì si effettua informazione sui “genitali”, sull’anatomia degli
stessi.
L’informazione
sessuale è un’altra cosa: inizia con quella sui genitali, passa per
l’insegnamento delle posizioni sessuali dell’atto amoroso della
penetrazione del pene nella vagina ed arriva a spiegare i
significati della penetrazione (cioè i perché dell’atto
stesso), per condurre infine ai significati Spirituali più profondi e
sacri del sesso e della proCreazione, cioè il senso della Natura; più
avanti troverete altri particolari su questo argomento che chiariranno
questi concetti.
La
repressione sessuale fino ad ora insegnata e praticata dalla famiglia,
sopra tutto quella di tipo “fanatico/religioso” e dallo Stato permeato
da idee derivanti dalla religione, sono la vera “vergogna ed
impudicizia”; infatti è questa repressione che ha scatenato nell’uomo
moderno la cosiddetta “pornografia”; è perché l’uomo è represso
sull’argomento sesso, che egli lo ricerca sempre ma di nascosto, perché
lo vive in maniera “sporca” ed esclusivamente trasgressiva.
La
famiglia e lo Stato dovrebbero, dopo aver informato sul Sesso i giovani ed
i Cittadini, chiarire che l’aborto è: l’uccisione ovvero Omicidio
di un Essere Vivente in fase di formazione, che avrebbe lo stesso diritto alla vita di coloro che
sono “fuori” dalla placenta della madre, ma che
SOLO I GENITORI ed in primis la madre hanno il
DOVERE DIRITTO di decidere
sul
far o meno nascere
il frutto del loro concepimento creativo.
Si
pone il problema di come legiferare in materia, ma almeno che “colui”
che amministra la Giustizia, lo Stato, sia chiaro e sempre più aderente
alla realtà ed alla Verità, se così non è, quale Giustizia può
amministrare ? ......NESSUNA.
Ognuno
comunque è sempre libero di fare ciò che crede ed in ciò sta il nostro
immenso potere di decisione e di libertà di scelta, che il sistema tenta
sempre di togliere o di reprimere; ma impariamo comunque a definire con
chiarezza ogni nostra scelta ed ad assumercene TUTTE le responsabilità,
senza essere ipocriti, tanto NON si
sfugge alla LEGGE della VITA: “Chi
la fa l’aspetti”,
che in parole diverse suona così:
“ad ogni azione
corrisponde una reazione uguale e contraria, non nel medesimo istante;
oppure occhio per occhio, dente per dente; legge
di causa ed effetto”.
In
merito all’aborto lo Stato dovrebbe modificare la sua posizione e ben
definire ciò che è questo atto, ed educare a prevenire l’aborto con
una coerente campagna di informazione sul sesso, dato che la famiglia di
oggi ha abdicato già da tempo in tal senso; speriamo che la famiglia del
futuro riprenda questo legittimo diritto/dovere.
I
padri e le madri, sposati, conviventi e non, dovrebbero essere comunque
coscienti del fatto che essi sopprimono una parte di Se stessi quando
effettuano un aborto.
Dopo
che la famiglia o lo Stato avranno informato la coppia o la singola
persona che desidera abortire, sul fatto che l’aborto è un omicidio,
questi ultimi potranno decidere se persistere nella decisione presa; ma
comunque NON dovranno, né potranno essere condannati dalla società o
dallo Stato, se essi decideranno di abortire.
Comunque
ogni persona che decide di farlo, lo potrà effettuare solamente dopo
essere stata informata sul come prevenire l’aborto e se decide
per il sì, dovrà pagare la struttura medico/sanitaria (pubblica o
privata) che ha effettuera' l’aborto.
La libertà di scelta anche su questo argomento è il
nostro “diritto
divino” che diviene nei fatti, un dovere/diritto umano; quindi volere e sapere
scegliere (non importa quale strada si sceglie) è fondamentale per la
propria evoluzione Spirituale, anche perché ogni prova è matrice di
possibilità e dovere di scelta, quindi è un “male” relativo (è un
bene potenziale) che porta al bene, la conoscenza.
Solo
con le procedure sociali sopra elencate, la persona comprenderà veramente
cosa significa togliere un essere dalla Vita per la propria stupidità o
disinformazione oppure per libera scelta, salvo i casi particolari come lo
stupro; per le persone meno abbienti (se non possono pagare l'aborto),
esse dovranno lavorare gratuitamente per un periodo concordato, per
risarcire la struttura che li ha aiutati.
NON
è giusto ed è anzi diseducativo, che si aiutino “gratuitamente”
anche per l’aborto, attraverso organismi statali, l’INPS (Ist. Naz.
Previdenza Sociale) coloro che sbagliano Etica, essi vanno in primis
informati sul problema. Non è giusto che attraverso le tasse, coloro che
non sono in accordo con tale NON etica, “paghino” gli errori, le
stupidità o le scelte altrui.
Lo
Stato DEVE stipulare convenzioni o assumere degli operatori sanitari
occorrenti per il buon funzionamento di tutti i servizi di medicina e
sanità. Devono essere coinvolti anche il Ministero della Sanità e quello
della Pubblica Istruzione ed obbligare le TV, Radio, Giornali a fornire
spazi a tariffe preferenziali convenzionate, prima per il servizio sociale
di Informazione sulla Salute e poi per quella Sanitaria.
Occorre
ricordare che lo Stato non può né DEVE assumersi il mantenimento
dell’assistenza sanitaria di quei cittadini (anche di quelli non
abbienti che hanno l’assistenza sanitaria gratuita) che non vogliono
istruirsi sulle regole che mantengono la Perfetta Salute, e che continuano
per loro stupidità e di conseguenza per loro scelta, a trasgredire quelle
Leggi fondamentali, pensando: ...tanto ci pensa lo Stato !
Questi
dovrebbero essere obbligati a pagare le loro cure e contemporaneamente ed
obbligatoriamente rieducati alle regole principali sull’Educazione alla
Salute, aiutando anche gli altri gratuitamente nell’applicazione pratica
di quegli insegnamenti, negli ospedali od in centri appositamente
costituiti ed attrezzati.
Ogni
trasgressione alle regole della Salute, NON deve essere solo punitiva,
perché ci pensa la malattia stessa a punire, ma DEVE essere fonte di
Rieducazione della persona.
NON
è Giusto che si paghino attraverso l’Inps, medicinali e posti letto in
strutture ospedaliere a persone che per DOVERE personale e sociale
dovrebbero imparare ad auto gestire la propria Salute, cioè dovrebbero
essere responsabili evitando di cadere malati e così evitare di gravare
finanziariamente sulla collettività.
Inoltre
è fortemente diseducativo pagare la “malattia” ad una persona che non
si è educata alla salute, questa persona non tenderà mai ad auto
gestirsi nell’ambito della Salute, ella penserà che: “tanto
lo stato paga le mie stupidità ed i miei vizi, nel mangiare, nel fumare,
nel bere, così potrò gestirmi come mi pare e senza nessuna etica”.
Non è neanche giusto partecipare, con il pagamento delle tasse all’Inps,
allo sperpero finanziario che si effettua in materia di Sanità.
Per
colui che paga le tasse allo Stato per i servizi della "sanita" e si mantiene in buona Salute, è
offensivo che si sprechi anche il suo denaro, che si spenda denaro
pubblico per ingrassare le industrie farmaceutiche che vendono farmaci
tossici; finanziare certe strutture mediche per fare ricerca sulle
malattie che sono invece indotte da
vaccini e
farmaci appositamente
commercializzati per creare il mercato dei malati e quello della ricerca
fasulla; foraggiare con tangenti certi individui che possono decidere se
commercializzare o meno certi farmaci o vaccini; acquistare certe
apparecchiature medicali, che poi alle volte non verranno neanche
utilizzate per i malati, come purtroppo avviene spesso oggigiorno.
Spendiamo
saggiamente le nostre tasse attraverso una Sana e Vera Prevenzione che è
solamente l’INFORMAZIONE sulla SALUTE secondo i princìpi della
Autogestione - vedi
Protocollo della Salute
- attraverso la Medicina Biologica che non è basata sulla
“repressione farmacologica della malattia”.
vedi
Danni dei
Vaccini
Solo
così avremo vera Prevenzione. Certo è molto più semplice
strumentalizzare la terapia per i propri fini siano essi speculativi o
“religiosi”, magari per dei “principi” di comodo.
Le
malattie come abbiamo già più volte affermato e lo ricordiamo ancora, sono la conseguenza dei
Conflitti Spirituali
che “scendono dal cielo
dello Spirito” (pensiero) nella ”terra fisiologica” (fisico) e quando trovano il
Terreno,
Matrice
adatta - vedi Bio
elettronica - proliferano generando
il corpo del conflitto, la malattia, ovvero l’azione del male, cioè
dell’ignoranza.
Ciò significa che ogni conflitto irrisolto quindi,
tende a scendere nel corpo fisico ed a fissarsi nell’organo bersaglio
collegato all’archetipo conflittuale.
Gli
errori Spirituali fanno compiere al soggetto azioni sbagliate che alterano
SEMPRE l’autoregolazione ormonale ed il potere acido/basico (pH)
ossido/riducente (rH)
e la
resistenza elettrica
(rò) di
tessuti e
cellule,
quindi i processi omeostatici si alterano e anche la
Termica corporea, perche' nascono le
intossicazioni e le
infiammazioni,
producendo moria della flora batterica intestinale, alterazioni
Nutrizionali e quindi intossicazione di tutti i liquidi corporei, (il
terreno), con apparizione della o delle malattie.
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Secondo il "diritto degli antichi romani"
il feto veniva considerato "pars viscerum
matris", cioe' parte delle viscere della
madre.
Successivamente, il cristianesimo-cattolicesimo
invento' la faccenda dell'anima che veniva
infusa direttamente da dio, e quindi si
considero' il feto come un'individualita'
separata dalla madre.
I padri di quella setta-chiesa discussero per
secoli sul momento in cui quest'anima sarebbe
entrata nel corpo: secondo alcuni l'anima
"entrava" al terzo mese, secondo altri al
sesto, e secondo altri ancora al terzo
mese nei maschi, al sesto mese per le
femmine.
Dopo diversi secoli si convenne che
l'anima si formava al momento del concepimento.
Secondo la legge dello stato italiano, invece :
"La capacita' giuridica si acquista al
momento della nascita " (art.1 Cod.civile):
in particolare, per "nascita" si intende la
completa fuoriuscita dall'alvo materno e il
compimento del primo atto respiratorio.
Cio' e' perfettamente allineato con la logica e
la natura - si viene al mondo nel qui ora SOLO
quando si nasce e ci si fa' riconoscere dalla
societa' !, anche se l'Ego/IO
e' gia' presente fin dal concepimento.
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
L'ONU e la
promozione globale dell'aborto - UNFPA, nuova
campagna globale per l'aborto
Il Fondo delle Nazioni Unite per la Popolazione
(UNFPA) ha recentemente preparato un piano
quadriennale da 224 milioni di dollari per una
strategia di propaganda che ha lo scopo di
sostenere e far crescere "la consapevolezza dei
diritti riproduttivi".
Il Fondo delle Nazioni Unite per la Popolazione
(UNFPA) ha raccolto le istanze delle diverse
regioni del mondo e malgrado alcune differenze
legate a circostanze locali, propone come
soluzione la diffusione dei "servizi di salute
riproduttiva", un'espressione che le agenzie e
le commissioni dell'ONU usano come sinonimo di
aborto.
L'UNFPA ha recentemente preparato un piano
quadriennale da 224 milioni di dollari per una
strategia di propaganda che ha lo scopo di
sostenere e far crescere "la consapevolezza dei
diritti riproduttivi". Affermando che "il
diritto alla salute riproduttiva si applica a
tutte le persone di tutti i tempi", il programma
dell' UNFPA mira ad "aumentare la domanda per i
servizi di salute sessuale e riproduttiva e per
i diritti riproduttivi" in tutto il mondo,
lavorando con tutti i settori della società: dai
governi e leader delle comunità fino alle
Organizzazioni Non Governative (ONG) e ai media.
L'UNFPA asserisce che il nuovo programma tiene
conto della cultura e del clima socioeconomico
di particolari regioni, ad esempio la
problematicità nel promuovere l'aborto negli
stati arabi. Guardando alle azioni proposte per
l'Africa, nel mirino dell'UNFPA ci sono i tassi
relativamente alti di fertilità della regione,
sostenendo che la crescita della popolazione sta
"oltrepassando la capacità delle economie di
generare posti di lavoro", per cui l'obiettivo è
"rispondere ai bisogni insoddisfatti di
contraccezione".
L'UNFPA sembra ignorare il fatto che i tassi di
fertilità nella maggior parte dei paesi africani
stanno scendendo drasticamente e che la
longevità in alcuni paesi è ormai scesa intorno
ai 40 anni.
Il programma dell'UNFPA inoltre propone
l'aumento dell'uso dei preservativi tra gli
adolescenti.
Il progetto dell'UNFPA riconosce il declino
della fertilità in Asia e in Europa ma in questo
caso dice che l'elevato tasso di aborti richiede
la diffusione di "servizi di pianificazione
familiare di alta qualità" e "servizi di salute
riproduttiva di alta qualità".
Secondo la Commissione dell'ONU
incaricata di applicare la Convenzione sull'Eliminazione delle
Discriminazioni Contro le Donne (CEDAW) questa definizione
include l'aborto, sebbene l'Assemblea Generale dell'ONU non
l'abbia mai definita in questo modo.
Nei paesi arabi ci sono "conflitti e problemi di sicurezza" che
rendono necessari, secondo l'UNFPA, i "servizi di salute
riproduttiva". Ma l'UNFPA riconosce che spingere per "i servizi
di salute riproduttiva" stile-ONU sarebbe problematico, percio’
si propone di "promuovere dibattiti politici culturalmente
sensibili" e di migliorare l'accessibilità ai servizi di salute
riproduttiva.
Nella regione America Latina e Caraibi è "l'alta fertilità degli
adolescenti" a spingere l'UNFPA a chiedere la diffusione dei
"diritti riproduttivi e dei bisogni di salute riproduttiva".
Anche in America Latina il programma dell'UNFPA prevede
l'incoraggiamento dei giudici a "monitorare e applicare
politiche e leggi che proteggono i diritti riproduttivi", che
significa ricorrere ai tribunali per legalizzare l'aborto.
I critici dell'UNFPA fanno notare che l'agenzia usa come
intercambiabili i termini "servizi di salute riproduttiva",
"diritti riproduttivi" e "salute riproduttiva". Sia "servizi di
salute riproduttiva" sia "diritti riproduttivi" sono però
espressioni molto discusse nella politica sociale dell'ONU
perché continuano a essere "forzate" da potenti ONG e agenzie
dell'ONU per includervi l'aborto.
Il piano dell'UNFPA per ripartire i 224 milioni di dollari del
programma, prevede di spenderne 47 per l'Africa, 33 per l'Asia
Pacifico, 26 per America Latina e Caraibi, 14 l'uno per stati
arabi ed Europa Orientale-Asia centrale. I restanti 90 milioni
finanzieranno il programma globale dell'UNFPA.
Sebbene queste somme possano sembrare relativamente modeste,
esse sono invece importanti per governi poveri che permetteranno
all'UNFPA di promuovere i suoi progetti anche se nel loro paese
l'aborto non è legale. L'approvazione del piano da parte della
direzione dell'UNFPA è attesa per l'inizio di settembre.
By Samantha Singson - Tratto da:
www.svipop.org 13-8-2007
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Perché ci
ostiniamo a chiamarli clandestini ?
Si fa un gran parlare di aborti clandestini, ma
perché non provi! amo a farli divenire e
chiamarli privati? Una donna per
un’appendicectomia è libera di scegliere il
medico ed il luogo di cura, per un’interruzione
di gravidanza è costretta invece a servirsi di
strutture pubbliche, delle quali può non avere
piena fiducia; è il risultato della legge 194,
nata trenta anni fa dall’ipocrita compromesso
tra democrazia cristiana e comunisti.
All’estero è completamente diverso, la paziente
può rivolgersi all’ospedale o scegliere un
ginecologo in una clinica privata autorizzata.
Certo bisogna cambiare la legge, che attualmente
obbliga a rivolgersi unicamente verso gli
ospedali ed operare i dovuti controlli per
evitare abusi.
E smettiamola anche di evocare lo spettro delle
Mammane (*)
e delle donne rovinate dall’aborto. Le mammane
non lavorano più da decenni ed il famigerato
laccio è andato definitivamente in pensione.
Oggi se una paziente sceglie un medico privato è
perché sa molto bene che gli specialisti che si
dedicano a questa attività sono molto più abili
dei colleghi ospedalieri, adoperano il metodo
Karman (A)
molto meno cruento della metodica chirurgica
tradizionale e soprattutto permettono di evitare
le defatiganti attese, gli interrogatori
imbarazzanti, gli interminabili e spesso inutili
accertamenti, la promiscuità delle corsie,
l’ansia di una decisione sempre dolorosa e
traumatizzante, che spetta solo alla donna dopo
aver interrogato la sua coscienza.
In Italia la legge prevede che le cliniche
private possano chiedere l’autorizzazione a
praticare l’interruzione di gravidanza ed
addirittura il convenzionamento con l’Asl, ma
questa richiesta solo eccezionalmente viene
accolta, per cui un ginecologo che volesse
seguire una sua paziente, in cura da anni ed
alla quale ha preso i parti precedenti, deve
invece abbandonarla a colleghi, quasi sempre
giovani e che spesso si dedicano
all’interruzione per trovare un primo lavoro,
pronti a divenire obiettori appena ottenuto un
contratto a tempo indeterminato.
Presso le Asl in tutta Italia dormono decine di
domande di autorizzazione ed i politici debbono
decidersi ad affrontare il problema, che da
tempo attende una soluzione rispettosa delle
richieste di tante cliniche qualificate, che
vogliono mettersi al servizio della legge e
delle donne.
Dimenticavo le pazienti che oggi ricorrono ad un
medico privato pagano una cifra in linea con i
prezzi delle prestazioni sanitarie e fanno
risparmiare allo Stato circa 2000 euro, dobbiamo
esserle grate.
By Achille della Ragione -
abortolibero@tin.it
(*) NdR:
Mammana, e' uno dei termini con cui
s'indicano le donne che procurano o assistevano
gli aborti clandestini, prima che la pratica
venisse regolamentata.
(A)
Metodo Karman: Si inserisce uno speculum
nella vagina, per vedere l'ingresso dell'utero
che si trova un po' in fondo, si allarga
l'ingresso dell'utero, che normalmente è grande
pochi millimetri, o anche meno, con una serie di
bastoncini (dilatatori di Hegar) di misura
sempre più grande, fino a quasi un centimetro.
Poi si entra con una cannuccia vuota grande come
l'ultimo bastoncino (cannula di Karman) e
collegandolo a un apparecchio che fa il vuoto,
si aspira il contenuto dell'utero.
Con cannule più piccole si controlla che non ci
siano residui ed alla fine si entra (non in
tutti i casi) con un cucchiaino di metallo di
pochi millimetri con il quale si passa senza
vedere, ma ascoltando il rumore prodotto, sulle
pareti dell'utero per accertarsi che sia ben
pulito.
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Il
Divino Aborto, commedia dell'Italia a Sovranita'
zero. Otto buoni consigli per il
neo-ministro Sacconi
I popoli non dovrebbero aver paura dei
propri governi, sono i governi che dovrebbero
aver paura dei propri popoli.
(By Thomas Jefferson)
Chi di noi ha figli conosce bene l'impulso di
avere speranza per loro, anche quando non ne ha
piu troppa per se'.
(By Michele Serra, La Repubblica, 15.04.2008)
I cittadini tutti, i giovani, gli anziani che
credono nella liberta' individuale, come in
tutte le liberta', credono nel valore
dell'autodeterminazione dell'uomo, avverso ogni
prevaricazione, religiosa, razziale, politica,
sappiano che le conquiste delle liberta', quando
si pensa che siano raggiunte, necessitano sempre
di essere vigilate, nutrite, protette, giorno
dopo giorno, contro ogni rischio del loro
restringimento.
Nella nostra Italia del delirio da meta' '800,
la Chiesa Romana si prodiga a deliziosa cornice,
"abbellendo" il quadro politico italico. Noi
spettatori, con gli occhi scintillanti, e non di
felicita'…
L'attacco e' giornaliero, come la buona azione
quotidiana che fa bene, "ci sono i numeri in
Parlamento per cambiare il
mito dell'aborto" continuano dal settimanale
cattolico "Famiglia Cristiana" (fino a pochi
anni fa il settimanale piu' diffuso e venduto
d'Italia spedito capillarmente in tutte le
parocchie).
Il fatto ha tutta l'aria della guerra dei 30
anni, era il 22 Maggio 1978, quando un
referendum popolare, massima espressione del
popolo sovrano, con maggioranza schiacciante,
sanci' la liberta' delle donne a poter
abortire umanamente negli ospedali, e non come
era stato fin a quel momento, nella illegalita',
nella clandestinita', come le bestie, nelle
cantine, tra le mani delle mammane.
Rantzinger, all'attacco: parodie e dintorni di
un Papa. Ecco cosa asserisce, sue testuali
parole….
"l'aver permesso di ricorrere
all'interruzione della gravidanza, non solo non
ha risolto i problemi che affliggono molte donne
e non pochi nuclei familiari, ma ha aperto
un'ulteriore ferita nelle nostre societa', gia'
purtroppo gravate da profonde sofferenze". E
continua: "puo' non riconoscere che
difendere la vita umana e' diventato oggi
praticamente piu' difficile, perche' si e'
creata una mentalita' di progressivo svilimento
del suo valore, affidato al giudizio del singolo".
La vita e' affidata al giudizio del singolo ?
Ed il singolo chi e' se non la medesima donna
che porta in grembo un essere che ha deciso di
non avere ?
Unicamente e moralmente responsabile ed unica a
poter aver il diritto inviolabile di poter
scegliere, in base alle sue convinzioni
profonde, se avere o non avere quel futuro
bambino, se portare avanti o non portare avanti
con l'amore di colei che desidera , o con la
disperazione di colei che non desidera.
Ma Ratzinger, vescovo supremo, conosce solo la
Legge di Dio,
perche' la vita e' di Dio quindi non la tua, non
la mia, soffocando ogni diritto dell'uomo, anche
quelli piu' inalienabili.
Ratzinger continua a essere disorientato nello
spazio e nel tempo, crede di trovarsi in un
tempo passato remoto, quando la Chiesa Romana
razzolava e razzolava, il tempo nella quale si
confondevano meravigliosamente poteri temporali
e poteri spirituali.
L'amato Papa, si abbandona - per interessata
disperazione - in una kermesse mediatica con
forti sapori delle piu' drastiche, basse,
deplorevoli ingerenze vaticane della vita
pubblica di questa sfortunata nazione.
Analizziamo a fondo qualche passaggio del
pensiero apostolico ratzingeriano, osserviamo
l'espressione "aver permesso" … chi ha
permesso se non il Popolo Sovrano ?
Ma Ratzinger, sicuramente non sa bene cosa sia
un popolo sovrano. Noi gli sussurriamo,
dolcemente e delicatamente: caro Papa, questo
e' il 2008, non il 1808….
Ratzinger sempre disorientato
spazio-temporalmente, nella patetica "divina"
difesa della vita umana (anche una cellula ),
fa trapelare un qualcosa di parallelamente
veritiero: la legge 194/78 va cambiata.
Noi, difatti, sull'onda lunga del verbo
pontificio, asseriamo medesimamente: la legge va
cambiata.
Con urgenza chiediamo al neo-ministro Sacconi,
che la legge 194/78 sia modificata, garantendo
la sua reale applicazione.
Non e' piu' tollerabile che una legge di Stato a
sovranita' popolare, sia continuamente
osteggiata e impedita nel suo esercizio.
Come stanno le cose ?
In quasi tutta l'Italia, per abortire secondo la
legge 194/78, devi inserirti in lista di attesa.
La lista e' infinita, stramaledettamente
infinita, peggio di fare una TAC, o la
mammografia. Ad esempio nel capoluogo campano, i
tempi di attesa per una regolare interruzione
volontaria di gravidanza (Ivg), sono di oltre 30
giorni.
Sempre nel capoluogo campano, su oltre 1300
donne che si presentano in un anno per una Ivg, oltre
500 non la effettueranno mai (scoraggiate dai
"filtri" e dalla mole delle liste di attesa) e,
di quasi tutte queste 500 anime, si perderanno
le tracce; la qualcosa significa che non si sa
dove vanno a finire, vuoi vedere nelle cliniche
ovattate a pagamento sommerse o, peggio, nelle
nuove clandestinita', fresche mammane ?
Cosa dice la legge 194/78 ?
Nella timida quanto ombreggiata relazione
dell'ex-ministro della Salute Livia Turco al
Ministero della Salute lo scorso marzo al
Parlamento, la legge citata rimane una tra le
piu' brillanti, ponderate, simboliche
espressioni del grado di civilta' giuridica del
Bel Paese. La legge 194, intitolata "Norme
per la tutela sociale della maternita' e
sull'interruzione volontaria della gravidanza",
garantisce, riconosce e tutela il diritto della
donna ad interrompere, gratuitamente e nelle
strutture pubbliche, la gravidanza nei primi 90
giorni di gestazione, quando circostanze per le
quali la prosecuzione della gravidanza, il parto
o la maternita' comporterebbero un serio
pericolo per la sua salute fisica e/o psichica,
in relazione od al suo stato di salute, e/o alle
sue condizioni economiche, e/o sociali e/o
familiari, e/o alle circostanze nelle quali e'
avvenuto il concepimento, o a previsioni di
anomalie o malformazioni del concepito (art. 4)
.
La procedura dell'Ivg puo' essere effettuata
presso le strutture pubbliche. Sono previste
azioni educativo-informative per prevenire
l'aborto, e ai medici che dissentono e'
consentita l'obiezione di coscienza. Pertanto,
non un mezzo per il controllo delle nascite
(specificato gia' nell'art. 1), ma una norma che
tutela, protegge, garantisce il Diritto e la
Liberta' di scelta delle donne di fronte alla
gravidanza, alla procreazione cosciente e
responsabile.
"Lo Stato garantisce il diritto alla
procreazione cosciente e responsabile, riconosce
il valore sociale della maternita' e tutela la
vita umana dal suo inizio".
Marco Pannella e' il padre storico della
liberta' delle donne a non morire nelle cantine,
tra le gelide mani delle mammane. Pannella
asserisce, senza mezzi termini, che le parole di
Ratzinger risuonano come una autentica bestemmia
contro la verita' storica di questa legge, una
reiterata bestemmia contro la laicita' dello
Stato Repubblicano e della sovranita' popolare.
Pannella dice il vero.
Gli aspetti medico-legali.
E' chiaro che quello che da un punto di vista
scientifico e medico-legale valeva 30 anni fa,
oggi potrebbe essere superato. I progressi
scientifici nel campo medico-chirurgico
( 1) dovrebbero permettere anche di applicare la
procedura dell'Ivg ambulatorialmente, come
ambulatorialmente oggi si applicano con
facilita' e senza alcun rischio, tante
tecniche chirurgiche, e non solo quelle
dentistiche.
La procedura effettuata ambulatorialmente, in
presidi predisposti e ai quali le autorita'
sanitarie avranno dato il permesso di svolgere
la procedura Ivg, permetterebbero di evitare il
disagio che la stragrande maggioranza di donne
ha di fronte alle liste di attesa ospedaliere.
Oltremodo,
(2) la pratica ambulatoriale dovrebbe essere
estesa a strutture private, e non ai soli
presidi ospedalieri pubblici. Si potrebbero
(3) usare i gia' presenti sul territorio
consultori famigliari –seppur in scarno numero-
che si potrebbero attrezzare alla bisogna.
Tuttavia, seppur siano bassissimi i rischi di
complicanze post-operatorie dell'Ivg, le
acquisizioni scientifiche
(4) hanno dato luogo a nuovi protocolli che in
Italia per amore del Papa sono disattesi,
contrariamente a quanto accade nella quasi
totalita' dei Paesi della Ue. Ci riferiamo alla
possibilita' di abbassare ancora di piu' il
trauma chirurgico con la prescrizione della
pillola RU486, in una pratica esterna a quella
ospedaliera per due ordini di motivi:
(5) evitare di ingolfare ancor di piu' le
abbondanti liste di attesa, e una riduzione dei
costi sanitari che nel caso della
ospedalizzazione coatta della procedura RU486,
sarebbero pesantemente onerose per il Ssn .
L'iter della Ivg, garantito dalla legge 194/78,
e' una procedura sanitaria ben precisa, che
risponde a delle esigenze motivate e mirate di
una donna, seppur la certificazione medica
(6) rientri nella logica di tutte le procedure
di accertamento medico-legale prima di un
intervento sanitario, si dovrebbe creare un
percorso alternativo, abolendone l'obbligo della
automaticita' di una prescrizione che in questo
singolo caso risulta essere fin troppo una
banale formalita', che nella totalita' dei casi
rimane vissuta con un senso di frustrazione per
la donna.
La prevenzione dell'aborto, come di quanto di
salute interessi la sfera sessuale, non deve
venire per caso. Sono necessarie mirate, mature,
coscienti politiche sociali,
(7) di conoscenza e coscienza della
sessualita'
individuale, della contraccezione urgente e
programmata, dando vita ad un processo di
maturazione personale e sanitario che non puo'
piu' restare retaggio di scoperte casuali, ma
deve essere integrato in un piano sociale e
programmatico nelle scuole, partendo dagli
istituti elementari.
Il neo-ministro Sacconi si prodighi come il
neo-ministro Brunetta:
(8) il licenziamento coatto dei bigotti, quelli
che intendono fare il medico ginecologo,
tralasciando quanto e' predisposto alla loro
operabilita', mascherandosi e nascondendosi
dietro il dito della "obiezione di coscienza"
che a noi pare piu' una "obiezione" per lavorare
di meno.
Fare il medico ginecologo significa garantire,
senza ritrosie alcune, ogni tipologia di
pratica come anche quella dell'Ivg, le A.S.L.O. dovrebbero accertarsi
che il medico espleti tutte le funzioni
sanitarie e chirurgiche specifiche per la sua
specializzazione, oltremodo non assumendo
ginecologi obbiettori.
Anche nelle scuole di specializzazione in
Ginecologia ed Ostetricia, devono essere
ammessi medici che in futuro non
possano avere "illuminazioni divine" stile
Giuliano Ferrara, perche' in tal caso potra'
essere ammesso il cambio di specialita', e
quando non operabile, il licenziamento del
medico ginecologo obbiettore.
In Italia si raggiunge, per i medici obbiettori
di coscienza, l'80% del totale dei medici
ginecologi, sono tutti devoti cristiani?
Ebbene, se un medico e' cattolico, deve
tranquillamente evitare di lavorare in
ginecologia, qualora non intendesse operare
nella interruzione volontaria della gravidanza,
dovra' scegliersi altra specializzazione, o
dovra' cambiare lavoro.
Il sistema sanitario e' profumatamente pagato da
tutti noi, e non possiamo permetterci di
avere medici bigotti che, di fronte al loro
dovere si nascondono dietro il dito del
Vaticano, creando non pochi disagi alla
collettivita' ed alla dignita' della donna, come
accade anche per quei medici bigotti che si
rifiutano di prescrivere la "pillola del giorno
dopo". Noi potevamo comprendere un medico
ginecologo obbiettore di coscienza nel 1978,
quando entrava in vigore la legge, il medico per
un attimo era disorientato, si trovava ad un
bivio e in quel caso poteva scegliere, in
quanto fino quel momento l'Ivg non era legge di
Stato.
Ma cosa c'entra l'obiezione di coscienza oggi,
dopo 30 anni dalla legge ?
E' una posizione garantita da uno Stato che nei
fatti e' quello del fondamentalismo vaticano.
Dobbiamo abbattere l'ideologia prevaricatrice
vaticana, aprendo la strada al senso pratico
delle faccende che devono facilitare la vita dei
cittadini invece di complicarla.
Si licenzino senza mezzi termini i medici
bigotti che non applicano la legge e che creano
disagi alla collettivita'.
Il cittadino esige un sistema sanitario
funzionante in ogni sua parte, e' inaccettabile
quello che avviene in Italia, salvo poi scoprire
che un certo numero di obbiettori, nelle
cantine, diventano mammane.
E' anche inaudito che un ospedale come il
Galliera di Genova, prelevando fondi del Ssn,
dallo Stato da Noi tutti, vieti l'Ivg: e' legge
di Stato e deve essere garantita, altrimenti si
blocchino i fondi economici all'ospedale, e si
proceda coi sigilli.
Sapete chi e' il direttore dell'Ospedale
Galliera ? L'arcivescono di Genova Angelo
Bagnasco…. , il Presidente della CEI… dove
vogliamo finire ?
La nostra vita, non vuole essere come intendono
insegnarci Bertone, Bagnasco e Ratzinger.
Chi vuole seguirli, lo faccia nella propria
intimita' personale, che non intacchi il
laicismo di uno Stato repubblicano, altrimenti
il risultato e' non credere nelle
Istituzioni laiche e liberali, ma in un sistema
uguale alla Teocrazia Iraniana. Non ci
attendiamo molto sul piano dell'onesta' laica
del ministro Sacconi, che' essere ostaggio del
Vaticano in Italia e' un fatto comune, sia tra i
parlamentari di destra come in quelli di
sinistra. Ci attendiamo viceversa, uno scatto
che nasca da esigenze del cittadino, che non
possono restare appese al fondamentalismo dei
vescovi.
In Italia il grottesco e' superato, ormai siamo
oltre.
Siamo oltre, siamo al delirio, quando osserviamo
certi politici riempirsi di parole
come presenziare i family-day, e poi, nei fatt,i
avere due, tre o piu' … famiglie….
La societa' civile ha bisogno di crescita,
civilta', progresso, non il medioevo dei
vescovi. Se lo tengano per loro, e lascino stare
il Parlamento, luogo di laica sacralita' del
popolo sovrano. Pontificano sulla famiglia e
sulla educazione dei figli nostri, su cosa
devono fare le donne, proprio loro che di
famiglia hanno una grande esperienza pratica,
quale essa sia non lo comprendiamo e non
intendiamo comprenderlo.
Pontificano di giovani impediti nell'unione
sacra del matrimonio sacro, perche' precari e
senza dimora ove vivere, mentre i denari
vaticanensi sono gonfi di migliaia e migliaia di
residence, condomini, appartamenti sparsi
ovunque su tutto il territorio italiano, perche'
non metterli a disposizione dei giovani da unire
nella sacralita' del matrimonio sacro ?
Si occupano della "vita" della cellula
impregnata dallo spermatozoo e non della fame
nel mondo, dei bambini negli orfanotrofi con la
legislazione quellaItaliana tra le peggiori in
tema di adozioni, mai della salute,
dell'ambiente, della terra, delle acque, del
mondo intero.
Che si blocchino urgentemente le onde di Radio
Vaticana, indecorosa e irrispettosa degli
ordinamenti dello Stato Repubblicano, diabolica
verso la salute dei cittadini tutti in special
modo dei bambini -
http://www.ilvelino.it/articolo.php?Id=544423
.
Che si blocchi urgentemente il "furto
legale" votato dai Parlamentari "servili"
dell'8 per mille, fondi indispensabili allo
sviluppo e alla ricerca scientifica, al
progresso contro le malattie nel mondo, 4
miliardi di euro all'anno, sottratti
indebitamente al popolo italiano, che
gonfiano le nutrite casse della Cei, una
intera finanziaria tra fondi dell'8 per mille,
defiscalizzazioni, tasse che il Vaticano non
rende all'erario dello Stato Italiano, quindi a
tutti Noi, molti di essi, hotels, agenzie viaggi
e tanto altro business nascosto e segregato nel
simbolo vaticanense.
Risorse economiche ingentissime sottratte al
futuro dell'Italia, ai giovani, alla
ricerca scientifica.
Cosi i giovani cervelli fuggono all'estero,
Rubia in Spagna.
Nessun Paese Estero si muove come il "granchio"
italico.
Noi ritorneremo al nucleare vecchio, perche' non
ci sono stati, e ancora non ci saranno, fondi
per studiare il nucleare di 4a generazione,
certamente molto piu' sicuro di quello attuale.
Con fondi economici insufficienti e sovente
assenti, abbiamo tralasciato, altresi', le
ricerche sulle fonti energetiche alternative,
come da anni ricercano e perfezionano
all'Estero, loro non hanno la palla al piede
vaticana.
Questo potra' significare ancora sofferenze,
ancora malattie e ancora morti premature.
Ma al Vaticano la sofferenza piace, perche'
purifica ed avvicina al Creatore.
Vogliamo augurarci, per il bene dell'Italia, che
nel programma del neo-ministro per le Riforme
Umberto Bossi, ci sia nella sua vistosa agenda
politica anche una laica urgente riforma di uno
intollerabile concordato Stato-Chiesa.
Noi lo auspichiamo con urgenza, per il bene di
tutti gli Italiani e del nostro prossimo.
P.S.
- Senza attendere i lavori di un Parlamento che
stentera' a non essere servile verso il
Vaticano, il cittadino da subito puo' indebolire
la prevaricazione ed il fanatismo
religioso evitando di ingrassare le casse della
CEI, non lasciando lo spazio per la devozione
dell'8 per mille in bianco, ma scegliendo enti
morali e laici, e quando non lo si hanno
devolvendo alla Chiesa Valdese.
By
Giuseppe
Parisi (medico)
Tratto da:
http://www.aduc.it/dyn/sosonline/schedapratica/sche_mostra.php?Scheda=222098
|
"Questo sito
WEB vi informa"
Non siamo
responsabili della correttezza e/o della solvibilità
degli inserzionisti del ns. Network
Webmaster
- Copyright © 1998, Publisher Bamico ltd - All rights reserved
Tutti i diritti riservati - Vietata
la copia anche parziale dei contenuti, se non viene citata la fonte |
|
|