Uno dei principi della
Medicina Naturale e' questo: "Cio'
che NON si Esprime, si
Imprime sull'organismo" !..significa
che una volta impresso nel fisico il Conflitto
Spirituale va risolto, contemporaneamente al riordino
delle funzioni
metaboliche cellulare nei tessuti colpiti dal
Conflitto Spiritual-Biologico.
Il Conflitto Spirituale Irrisolto
blocca l'entrata e l'uscita delle energie
Universali (informazioni) dai 7
Ciakra,
e da e per il
DNA, quindi la vera Terapia e' l'eliminazione del blocco
risolvendo il Conflitto e quindi riattivando l'entrata e
l'uscita (la ccomunicazione dell'informazione e quindi
la respirazione energetica) dell'organismo per
mezzo dei
Ciakra.
La
malattia e la sofferenza, come abbiamo già
affermato, sono la conseguenza dei Conflitti
Spirituali
irrisolti,
che “scendono dal cielo dello
Spirito” nella
”terra fisiologica” e quando trovano il
Terreno
adatto (la
matrice), proliferano
generando
il corpo del
conflitto, la malattia, in altre parole l’azione
del male, cioè dell’ignoranza. Ciò significa
che ogni conflitto irrisolto quindi, tende a
scendere nel corpo fisico ed a fissarsi
nell’organo bersaglio collegato all’archetipo
conflittuale.
vedi anche:
BioEtica +
PsicoNeuroEndocrinoImmunologia
+
Stress
quotidiani +
Stress e
funzioni vitali +
Ansia
+
Depressione + Terreno
Oncologico +
Elettroshock
+
Suicidio +
Modelli mentali
Ormai e' molto noto
che lo stress della vita quotidiana, oltre a
quello da farmaci e soprattutto da Vaccini, può
nuocere alla salute mentale, portando a disturbi
come
ansia e
depressione.
Anche le piccole difficoltà della vita di tutti
i giorni - una lite in famiglia o col capo, lo
smarrimento delle chiavi, o dei documenti, la
perdita del lavoro o di un a persona amata, il
furto in casa o dell'automobile, ecc. -
colpiscono negativamente soprattutto chi tende a
reagire male allo stress.
L'allarme arriva da uno studio di Susan Charles
della University of California ad Irvine su 711
soggetti dai 25 anni, pubblicato in versione
integrale su
Psychological Science.
Cura
naturale dello Stress e/o sovraaffaticamento:
una cura della pianta della Rhodiola
IMPORTANTE
Una delle regole della
Medicina Naturale e' questa: "una
scopata al giorno toglie il medico di torno...",
cio' significa che un buon e sano
sesso, fatto con gioia nella coppia (meglio
se maschio + femmina) e NON di nascosto,
scaricando le tensioni emotive-mentali, evita lo
stress intenso e quindi la salute ne trae
beneficio, il contrario porta comunque
facilmente verso la
malattia, prima mentale e poi fisica !
Studio
finlandese rivela come le Emozioni si manifestano nel
corpo modificandolo
Lo stress
fa male, si sa. Fino ad oggi però non era chiaro
in che modo stress e disturbi collegati, come
ansia e depressione,
influenzassero il nostro organismo e riuscissero
a peggiorare il nostro livello di salute.
A fare
chiarezza arriva un nuovo studio pubblicato
sulla rivista Psychotherapy and Psychosomatics
dai ricercatori delle università tedesche di
Konstanz e di Ulm, che dimostra come i disturbi
da stress creino danni al livello del Dna,
peggiorando inoltre la capacità di riparazione
delle cellule. Oltre al problema, i ricercatori
sembrano però aver trovato anche la soluzione:
la psicoterapia, che sarebbe in grado di
invertire il fenomeno a livello cellulare.
In un primo esperimento, i ricercatori tedeschi
hanno analizzato campioni di Dna provenienti da
34 pazienti che soffrivano di disturbo da stress
post traumatico (Ptsd), mettendoli a confronto
con quelli prelevati da 31 soggetti sani. I
risultati della loro analisi hanno dimostrato
che nei soggetti con Ptsd il Dna presentava un
quantità molto più alta di danni e una minore
capacità di auto-riparazione rispetto ai
soggetti sani, una situazione che può
determinare un rischio più alto di sviluppare
diversi tipi di patologie, come ad esempio i
tumori.
Al termine del primo studio, i ricercatori hanno
quindi deciso di verificare l'efficacia della
psicoterapia, dividendo i 34 pazienti in due
gruppi, uno dei quali è stato sottoposto ad una
terapia definita Narrative Exposure Therapy,
mentre l'altro veniva tenuto il lista d'attesa.
Analizzando lo stato di salute mentale e il Dna
dei pazienti dopo un anno di terapia, i
ricercatori hanno quindi accertato che erano
spariti non solo i sintomi del Ptsd, ma anche i
danni presenti nel loro materiale genetico.
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Svolgere un lavoro stressante si associa a un
aumento del rischio di ictus
Svolgere un'attività stressante potrebbe
accrescere le probabilità di un ictus, secondo
una metanalisi pubblicata su Neurology.
«Lo stress lavorativo è correlato a un aumentato
rischio di malattie cardiovascolari, ma ricerche
analoghe sugli eventi cerebrovascolari hanno
dato finora risultati discordanti» esordisce Xu
Dingli dell'Università di Guangzhou in Cina, tra
gli autori dell'articolo, ipotizzando che i
lavori più stressanti portino a stili di vita
meno salutari con cattive abitudini alimentari,
eccesso di fumo e alcolici oltre alla mancanza
di esercizio fisico.
Per scoprire di più, i ricercatori hanno
esaminato gli studi disponibili sulla
correlazione tra attività lavorativa e rischio
di ictus, selezionando sei trial per un totale
di 138.782 partecipanti seguiti per periodi
variabili da tre a 17 anni.
I lavori sono stati suddivisi in quattro gruppi
in base al controllo esercitato dal lavoratore
sulla propria attività, all'intensità di
quest'ultima, al coinvolgimento psicologico e
alle mansioni di coordinamento di altro
personale.
Gli esempi vanno dai bidelli ai minatori fino
agli insegnanti, ai medici, agli ingegneri e
agli architetti passando per infermieri e
lavoratori dei servizi, come le receptionist o
le cameriere d'albergo.
Nei sei studi, la percentuale di chi svolge
lavori ad alto contenuto stressante, come gli
infermieri e i medici di pronto soccorso o
terapia intensiva, variava dall'11% al 27% dei
partecipanti, e i dati raccolti suggerivano che
all'interno di tale categoria il rischio di
ictus tra i maschi è del 22% più elevato
rispetto a quello osservato in coloro che
svolgono lavori a bassa componente stressogena.
Viceversa, le donne con attività a elevato
coinvolgimento psicologico hanno un rischio di
ictus del 33% maggiore delle coetanee con lavori
meno stressanti. «Sulla base di questi risultati
è ragionevole considerare come potenzialmente
preventive e di impatto sulla salute pubblica le
strategie volte ad aumentare il controllo sul
proprio lavoro, come il decentramento del
processo decisionale e la flessibilità nello
svolgimento dell'attività, come nel caso del
telelavoro» commenta in un editoriale Jennifer
Majersik dell'Università dello Utah a Salt Lake
City e membro della American Academy of
Neurology.
Neurology 2015. doi:
10.1212/WNL.0000000000002098
http://neurology.org/lookup/doi/10.1212/WNL.0000000000002098
Neurology 2015. doi:
10.1212/ WNL.0000000000002107
http://neurology.org/lookup/doi/10.1212/WNL.0000000000002107
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L'arte della longevità - Gestire lo stress
- 05/05/2010
La parola stress deriva dal latino stringere che
significa “provocare tensione”. In inglese la
parola strain, significa “tensione, sforzo”.
Possiamo definire lo stress come una reazione
arcaica di fronte a diversi fattori, chiamati “stressori”,
che preparano l’organismo a lottare, fuggire o
adattarsi ad una supposta minaccia.
Lo stress è uno stato di eccitazione, a partire
dal quale l’organismo reagisce di fronte alle
diverse esigenze della vita. È chiaro che non
possiamo vivere senza una certa tensione o
stress, dal momento che vivere significa essere
esposti ad ogni tipo di sfida. Ogni giorno tutti
dobbiamo fare fronte agli alti e bassi della
vita. Lo stato di stress si instaura quando le
richieste, cui il soggetto deve fare fronte,
superano ciò che egli è in grado di sopportare.
La società ha creato nuove esigenze che mettono
alla prova la nostra capacità di sopravvivere.
Pertanto lo stress sarebbe una risposta
incontrollata, o non adeguata, nel processo di
adattamento a certi stimoli ambientali.
Pertanto esistono due dimensioni nello stress:
1) Lo stimolo o situazione minacciante.
2) La capacità della persona di reagire alla
minaccia.
Il tipo di risposta che diamo di fronte agli
stimoli è determinante.
Ognuno di noi, in base alla propria personalità,
reagisce alle situazioni della vita in modo
differente. In altre parole noi soffriamo per il
significato che diamo alle situazioni. Spesso è
il contesto sociale che predispone alle
situazioni stressanti. La stessa situazione, che
si rivela angustiante per alcune persone, per
altre può essere fonte di piacere.
Molto spesso le nostre reazioni hanno poco a
vedere con i fatti reali, ma sono più il frutto
delle interpretazione e dei pensieri distorti
che elaboriamo.
Se il soggetto interpreta una situazione come
pericolosa o minacciosa, reputando che le sue
risorse siano scarse per fronteggiarla, vi sarà
una reazione di stress, che può essere
sproporzionata e tale da creare disturbi fisici
e psichici.
Per esempio, la collera e l’ostilità aumentano
il rischio di ipertensione arteriosa e quindi le
probabilità di infarto, ma non aiutano ad
affrontare un problema.
Comunque, lo stress prolungato nuoce alla salute
e accelera i processi di invecchiamento.
La cosa più semplice ed efficace che possiamo
fare per neutralizzare gli effetti dello stress
è di imparare a rilassarci. “Rilassarsi
significa interrompere un’attività che richiede
concentrazione o un grosso sforzo fisico per
fare qualche cosa di piacevole o niente del
tutto. Rilassamento significa concedersi tempi e
spazi per riprendersi fisicamente e
psicologicamente da situazioni che sono state
fonte di stress e ansia.” Dopo un intenso sforzo
fisico o mentale, dobbiamo rigenerarci
dedicandoci a qualcosa che ci piace e che ci
permette di rilasciare tutti i muscoli, la cui
contrazione - spesso involontaria- è una
risposta a stati d’ansia. Imparare qualche
tecnica di rilassamento ci permette di tornare
nuovamente in una condizione di normalità e
serenità.
Esistono svariate
tecniche che possono essere utili per
raggiungere lo scopo. Il rilassamento muscolare
progressivo (PMR), ideato dal medico-fisiologo
Edmund Jacobson, è basato sul principio che,
liberando la tensione mentale e fisica, possiamo
entrare in maggiore sintonia con i messaggi
provenienti dal nostro organismo.
A chi svolge un lavoro sedentario a contatto con
il pubblico io consiglio, prima di esercitarsi
sul rilassamento, di effettuare dei movimenti
energici del corpo per liberarsi dall’eccesso
d’energia e di tensione che si è accumulata
nell’organismo.
L’esercizio consiste nello stendersi in
posizione comoda e, dopo avere fatto alcuni
respiri profondi, nello stringere forte per
cinque secondi le dita dei piedi per poi
espirare e lasciare la tensione. Dopo 20 secondi
di rilassamento si ripete con l’altro piede e
quindi con tutte le rimanenti parti del corpo.
Durante l’esercizio bisogna prestare attenzione
alla respirazione e percepire la tensione dei
muscoli che si allenta.
Altra tecnica molto diffusa in occidente è il
Training autogeno, ideato dal neuropsichiatra
svizzero Shultz.
L’attenzione è focalizzata sulle sensazioni
associate al rilassamento, come la pesantezza
degli arti e la regolarità del battito cardiaco.
Tante altre tecniche possono essere utili per
evitare o neutralizzare gli effetti dello
stress, che, perdurando a lungo, influenza
negativamente il funzionamento del sistema
immunitario e può provocare malattie, anche
gravi. È importante che impariamo a percepire i
segnali del corpo, anziché ignorarli. Per questo
può essere utile, ogni volta che sia possibile,
provare a rallentare il ritmo con cui facciamo
le cose: mangiare, parlare, camminare,
assaporando in pieno il momento presente. Con la
pratica costante diverrà un’abitudine, che
potrebbe regalarci la sorpresa di constatare che
la nostra “performance” (in italiano rendimento,
prestazione) è migliorata.
Prestando attenzione alla vostra postura,
potrete anche notare come questa sia collegata
con gli stati emotivi: noterete che quando
chinate la testa e lasciate cadere le spalle in
avanti siete depressi, quando serrate le
mascelle e stringete i pugni siete in preda alla
collera. Il linguaggio del corpo rispecchia le
vostre emozioni e invia messaggi a chi vi
circonda. Prestando attenzione ai messaggi non
verbali che voi inviate agli altri, imparando a
capire il linguaggio corporeo e il comportamento
del vostro interlocutore, eviterete
incomprensioni e motivi di tensione.
Tratto da: L'arte della Longevita' pag. 50-52 by
V. Calogero
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Il 70%
ITALIANI MUORE per MALATTIE da
STRESS - Lo rivela
uno studio dell'Università La Sapienza e dell'Aisic
AGI - Roma, 13 Ott., 2009 - Il 70% degli
italiani muore per malattie causate da stress.
E' il dato preoccupante contenuto in uno studio
del Dipartimento di Studi Clinici dell'Universita'
La Sapienza di Roma" in collaborazione con
l'AISIC.
Tanto che il presidente dell'Ordine dei Medici
di Roma, Mario Falconi, ha proposto
l'istituzione di una commissione permanente
sullo stress e l'organizzazione di evento
dedicato a questo tema.
"Lo stress cronico e' tra i fattori piu'
rilevanti della nella genesi delle patologie
piu' diffuse nei paesi industrializzati", ha
spiegato la presidente dell'AISIC, Cinzia De
Vendictis durante la conferenza stampa tenutasi
stamane al CNR.
"Si tratta delle malattie cronico-degenerative,
che includono le patologie cardiovascolari,
tumori, broncopneumopatie croniche ostruttive,
cirrosi epatica, le malattie intestinali che
nell'insieme costituiscono piu' del 70% delle
cause di morte". Un allarme lanciato anche
dall'OMS, secondo cui entro il 2020 tumori e
bronco pneumopatie cronico ostruttive
costituiranno la terza causa di morte. Tra i
disturbi causati dallo stress anche
l'ipertensione che, oltre alle patologie
cardiovascolari, puo' essere causa di diabete e
infarto. Colpisce il 25% degli italiani, circa
15 milioni di persone, percentuale che raggiunge
l'80% se si considerano gli "over 65". "Ansia,
depressione, alcolismo, disadattamento sociale,
abuso di farmaci, sono tutte possibili
complicazioni dell'ansia da stress", sottolinea
De Vendictis. "Particolare attenzione merita la
depressione, che colpisce nell'arco della vita
il 15-20% della popolazione. Tuttavia 6 depressi
su 10 non vengono diagnosticati come tali dai
medici e e dei 40 su 100 che vengono
identificati come depressi, solo al 51% viene
prescritta una cura. Di conseguenza solo il 18%
dei depressi riceve una terapia appropriata".
Gli esseri umani sono possono tollerare solo un
certo grado di stress, cioe' quello che consente
di sopravvivere anche in circostanze eccezionali
e che viene definito "stress buono".
Esiste pero' lo stress cronico, che
deriva dal persistere nel tempo di piu'
stressori - cioe'
eventi
traumatici, condizioni ambientali,
cognitivi, stili di vita - che fanno superare la
cosiddetta soglia critica oltre la quale
l'organismo non riesce piu' a difendersi e la
naturale capacita' di adattarsi viene a mancare.
Di conseguenza il
sistema
immunitario si indebolisce,
l'organismo diventa piu' vulnerabile alle
infezioni, alle malattie e allo sviluppo di
patologie autoimmuni: e' evidente che ognuno
reagisce in base alle caratteristiche e
predisposizioni costituzionali.
Luciana Sinisi, presidente della commissione
ambiente e salute dell'Ordine dei Medici di
Roma, ha puntato l'indice anche sui fattori
ambientali come causa di stress (inquinanti
domestici, inquinamento acustico ed
elettromagnetico, ecc.) e responsabili di
malattie ad esso correlate. Se inoltre si
considera che e' ansioso un cittadino su tre,
uno su cinque si rivolge allo psichiatra, 12
milioni e mezzo di italiani fa uso di
ansiolitici, aumenta la depressione tra i piu'
giovani, i disturbi del sonno riguardano il 14%
della popolazione, aumenta l'ipertensione da
stress, si comprende, oltre al disagio
generalizzato della popolazione, anche l'aumento
dei costi. E' stato infatti calcolato che solo
nello scorso anno, l'importo per terapie da
malattie causate da stress ha rappresentato piu'
della meta' della spesa sanitaria nazionale.
L'OMS ha calcolato che
in Italia, il solo costo di giornate di lavoro
perse a causa della depressione, e delle sue
conseguenze sulle relazioni interpersonali,
delle sofferenze dei nuclei familiari e degli
atti auto-lesivi incide per 5 mld di euro
all'anno.
"Lo stress non risparmia nessuno", conclude De
Vendictis. "Per questo e' necessario mettere la
persona nel suo complesso al centro
dell'attenzione nel rapporto medico-paziente.
Solo cosi' possono essere identificate in tempo
tulle le possibili cause di stress personale,
lavorativo, ambientale, relazionale".
Tratto da:
salute.agi.it
vedi:
Ansia, Stress e Cancro + Stress Ossidativo
+ Stress
e FUNZIONI Vitali - 2
+
Conflitti
Spirituali +
Senso di Colpa
+
Sistema Immunitario
+
Stress Ossidativo - 2
Commento NdR: Nei fatti la
malattia (qualsiasi)
nasce fisiologicamente, proprio
nel
microcircolo, (vedi per i particolari:
circolazione sanguigna) per l'intossicazione
dell'organismo e/o la iper produzione di globuli
bianchi (dovute alle iperstimolazioni del
sistema immunitario dovute a
vaccini,
stress, ecc.), e/o per il diminuito apporto alle
cellule di
ossigeno, nutrienti e sostanze necessarie alla
produzione di certe proteine ecc., e/o alla loro
specializzazione, oltre ad impedire la distribuzione delle
sostanze prodotte e/o specializzate alle altre cellule
dell'organismo e/o l'eliminazione delle eccedenze e/o
delle tossine dalle
cellule stesse, e quindi dai tessuti alle quali esse
appartengono ! )
Le RICERCHE
MOSTRANO un NESSO fra
MICROBIOMA
Intestinale (intestino)
e
CERVELLO - 09/01/2015
Chiamate collettivamente microbioma, le migliaia
di miliardi di microbi che abitano il corpo
umano vivono principalmente nell’intestino, dove
ci aiutano a digerire il cibo, a sintetizzare le
vitamine e a difenderci dalle infezioni. Ora,
recenti ricerche sul microbioma hanno dimostrato
che la sua influenza si estende ben oltre l’intestino,
fino ad arrivare al cervello. Negli ultimi 10
anni, vari studi hanno collegato il
microbioma intestinale a una serie di
comportamenti complessi, come umori ed emozioni,
appetito e ansia.
Il microbioma intestinale sembra contribuire al
mantenimento della funzionalità cerebrale, ma
non solo: potrebbe anche incidere sul rischio di
disturbi psichiatrici e neurologici, fra cui
ansia,
depressione e
autismo. Una delle modalità più
sorprendenti con cui il microbioma influisce sul
cervello è durante lo sviluppo.
“Esistono delle finestre evolutive critiche in
cui il cervello è più vulnerabile poiché si sta
preparando a rispondere al mondo circostante”,
spiega Tracy Baie, docente di neuroscienze
presso la facoltà di veterinaria dell’Università
della Pennsylvania. “Così, se l’ecosistema
microbico della madre si modifica - per esempio
a causa di infezioni, stress o diete - ciò
cambierà il micro bioma intestinale del neonato,
e gli effetti possono durare tutta la vita.”
Altri ricercatori stanno esplorando la
possibilità che il microbioma abbia un ruolo
nelle malattie neurodegenerative come
l’Alzheimer e il Parkinson.
Fonte: MedicalXpress.com :
http://tinyurl.com/kaa2j36
Commento NdR: ma cio’ puo’ accadere anche
e non solo per i
vaccini che il neonato subisce dai
due, tre mesi in avanti…infatti se una
madre ha delle
amalgami dentali in bocca (contengono
mercurio) il neonato potra’ subire delle
conseguenze anche gravi.
Infine vi sono i
Batteri detti "Psicobiotici" - vedi:
Spirito
Cosa sono gli psicobiotici ?
Sono probiotici che alterano la
mente,
e i ricercatori affermano che possono
migliorare l’umore, diminuire l’ansia
e la
depressione
e apportano molti
altri benefici. I probiotici sono microrganismi
vivi che sono simbiotici con i
batteri intestinali positivi e che riescono
ad arrivare nell’intestino integri. Ad esempio i
fermenti dello yogurt non sono considerati
probiotici perché muoiono appena entrano in
contatto con i succhi gastrici non sopportandone
l’acidità.
Fino a qualche anno fa era difficile credere che
alterando i
batteri nell’intestino, si potesse gestire
meglio lo stress, migliorare
l’umore, e anche
curare ansia o depressione. Eppure ci sono
moltissime ricerche scientifiche pubblicate da
vari ricercatori in tutto il mondo che
riguardano la connessione
intestino-cervello e che stanno dimostrando
proprio questo.
Ora sappiamo che è possibile modificare i batteri
intestinali in modo da influenzare
positivamente l’umore e la funzione del
cervello. Uno dei principali modi è quello di
assumere gli psicobiotici.
Gli psicobiotici sono organismi vivi che, se
ingeriti in quantità adeguate, producono un
beneficio per la salute nei pazienti affetti da
malattie psichiatriche.[1] Questa definizione,
coniata nel 2013, è troppo limitante se ci si
basa sulla più recente ricerca che dimostra che
non c’è bisogno di avere una depressione
clinica, un disturbo d’ansia, o qualche altro
disturbo psichiatrico affinché gli psicobiotici
influenzino positivamente il cervello.[2] Chi
soffre di stress cronico, depressione, o di
ansia ha il potenziale per beneficiare di questa
classe di probiotici.
Come gli psicobiotici agiscono sul
cervello
1. Uno dei modi per cui questi probiotici
“alterano la
mente” è attraverso la loro capacità di
produrre vari composti biologicamente attivi,
come i neurotrasmettitori. Diverse
molecole con funzioni neuroattive come l’acido
gamma-amminobutirrico (GABA), la serotonina, le
catecolamine e l’acetilcolina possono essere
prodotti dai batteri intestinali.[3] Quando
questi neurotrasmettitori sono secreti
all’interno dell’intestino, possono attivare
cellule all’interno del rivestimento epiteliale
che a loro volta rilasciano molecole che
stimolano la funzionalità cerebrale e
influenzano il comportamento.
2. Una seconda modalità attraverso cui gli
psicobiotici agiscono sul cervello è esercitando
effetti sul sistema di risposta allo stress del
corpo, che coinvolge il cervello e le ghiandole
surrenali.[4] Questo sistema, noto come asse
ipotalamo-ipofisi-surrene (HPA), diventa
disfunzionale in caso di stress cronico o
malattia. Quando si verifica una disfunzione
dell’asse HPA, la produzione ritmica di
cortisolo e di altri ormoni legati allo stress
diventa perturbata. Questo potrebbe svolgere un
ruolo centrale nel provocare disturbi dell’umore
e problemi cognitivi.[5]
3. Un terzo modo per cui gli psicobiotici
possono agire sul cervello è attraverso la loro
azioni anti-infiammatoria.[6]
I livelli cronicamente elevati di infiammazione
in tutto il corpo e nel cervello sono ormai noti
essere una delle principali cause della
depressione e di altri disturbi dell’umore e
cognitivi. Questa infiammazione può derivare
dall’intestino, e alcuni psicobiotici
apportare i loro effetti benefici nel cervello
abbassando l’infiammazione.
Quali probiotici sono psicobiotici ?
La ricerca sta cominciando a identificare quali
probiotici abbiano effetti sul sistema nervoso e
quali siano questi effetti.
Negli studi effettuati in persone sane, diversi
psicobiotici hanno dimostrato di migliorare
l’umore e la funzione cognitiva e di diminuire i
sintomi di stress e ansia. Alcuni psicobiotici
hanno anche dimostrato di curare la depressione,
l’ansia, e altri problemi di salute mentale e
cognitivi nei pazienti con disturbi psicologici
e / o altre condizioni mediche.
Psicobiotici per la
depressione e l’ansia
E’ stato effettuato uno studio clinico su
pazienti con disturbi depressivi maggiori, in
cui alcuni hanno assunto integratori prebiotici,
altri un placebo per otto
settimane.[7] L’integratore prebiotico era
costituito da Lactobacillus acidophilus,
Lactobacillus casei, Bifidobacterium bifidum (2
miliardi di CFU ciascuno). Dopo otto settimane,
i pazienti che hanno ricevuto il probiotico
avevano diminuito in modo significativo i
punteggi totali sulla Beck Depression Inventory,
un test ampiamente utilizzato per misurare la
gravità della depressione, rispetto ai pazienti
che avevano assunto il placebo. Inoltre, avevano
una significativa diminuzione della
infiammazione sistemica come misurato dal hs-CRP,
i livelli di insulina erano significativamente
più bassi, si era ridotta la resistenza
all’insulina, e si era verificato un
significativo aumento di glutatione, un
antiossidante.
Altri psicobiotici hanno conseguenze benefiche
sull’umore e sui sintomi di ansia, ma anche in
persone senza questi disturbi. In uno studio per
analizzare i possibili effetti su ansia,
depressione, stress in volontari sani, è stato
utilizzato un probiotico che contiene Lactobacillus
helveticus r0052 e Bifidobacterium longum
R0175 (Probio’Stick®), ed è stato dimostrato
che esso aveva alleviato lo stress psicologico,
in particolare la depressione, la rabbia,
l’ostilità, e l’ansia quando assunto per 30
giorni.[8] I ricercatori hanno concluso che L.
helveticus r0052 e B. longum R0175 hanno effetti
psicologici benefici nei soggetti sani. Possono
contribuire a rafforzare l’umore e alleviare
l’ansia nelle persone affette da varie malattie
croniche.
Lo stesso probiotico studiato sopra (Lactobacillus
casei ceppo Shirota) è stato utilizzato in un
altro studio controllato con placebo nei
pazienti con sindrome da stanchezza
cronica.[9] I pazienti sono stati divisi in
gruppi in cui uno ha ricevuto 24 miliardi di
unità formanti colonie di Lactobacillus casei,
ceppo Shirota e un altro un placebo al giorno
per due mesi. Le persone che avevano assunto il
probiotico avevano una significativa diminuzione
dei sintomi di ansia. Molti psicobiotici
supplementari hanno dimostrato di poter curare
la depressione e l’ansia in studi su animali. Il
Lactobacillus plantarum, ceppo PS128, per
esempio, è noto per l’effetto di aumentare la
dopamina e la serotonina e di diminuire i
comportamenti di depressione nei topi.[10]
Nei topi depressi che sono stati sottoposti a
stress precoce, questo stesso psicobiotico
diminuisce il cortisolo, normalizza il sistema
di risposta allo stress (HPA), e diminuisce la
depressione.[11] Sia il Bifidobacterium longum e
sia il Bifidobacterium breve riducono l’ansia e
migliorano le prestazioni nei test cognitivi nei
topi.[12] [13]
Psicobiotici per lo stress
E’ stato anche dimostrato che gli psicobiotici
aiutano le persone e gli animali sottoposti a
stress. Una bevanda di latte fermentato (kefir)
contenente il Lactobacillus casei, ceppo Shirota, ha
impedito un aumento di cortisolo ed ha aumentato
i livelli di serotonina negli studenti di
medicina stressati.[14] Inoltre, la bevanda
probiotica ha diminuito i sintomi fisici legati
allo stress come dolore addominale e sintomi del
raffreddore.
Gli autori dello studio hanno concluso che
l’assunzione di Lactobacillus casei, ceppo
Shirota “può esercitare effetti benefici per
prevenire l’insorgenza di sintomi fisici nei
soggetti sani esposti a situazioni di stress.”
Il Lactobacillus helveticus NS8 è stato
confrontato con l’SSRI (citalopram) nei ratti
con depressione, ansia e disfunzioni cognitive a
causa dello stress cronico.[15] Il prebiotico ha
funzionato meglio del citalopram nel ridurre
l’ansia indotta da stress, depressione e
disfunzioni cognitive. Esso ha abbassato il
cortisolo e riportato i livelli di serotonina e
di altri neurotrasmettitori cerebrali alla
normalità.
Altri probiotici contenenti Lactobacillus
helveticus hanno anche dimostrato, in studi
condotti su animali, di poter ridurre la
depressione legata allo stress e all’ansia,
influenzando la serotonina, il cortisolo, e
altri composti neuroattivi.[16]
Ad esempio, il Lactobacillus helveticus
r0052 combinato con il Lactobacillus rhamnosus
R0011 ha normalizzato i comportamenti simili
all’ansia e le carenze di apprendimento e di
memoria nei ratti immuno-deficienti con
disfunzioni dell’asse HPA.[17]
Alcuni prebiotici sono anche psicobiotici ?
I prebiotici possono anche agire come importanti
regolatori dell’umore e della funzione del
cervello. I prebiotici non sono organismi vivi
come i probiotici, ma sono sostanze vegetali che
stimolano la proliferazione dei batteri positivi
intestinali.
In un recente studio è stato dimostrato che essi
riducono la secrezione dell’ormone dello stress,
il cortisolo, e migliorano l’elaborazione
emotiva in volontari sani. I partecipanti hanno
ricevuto uno dei due prebiotici
(frutto-oligosaccaridi, FOS, o
Bimuno-galactooligosaccharides, B-GOS) oppure un
placebo (maltodestrine) al giorno per tre
settimane. I livelli di cortisolo al mattino
erano significativamente più bassi dopo
l’assunzione B-GOS rispetto a chi aveva assunto
il placebo. I partecipanti che avevano assunto
B-GOS hanno anche mostrato aumenti positivi
sulla vigilanza e attenzione, che è
un’indicazione che il prebiotico ha avuto
effetti anti-ansia. Nessun effetto è stato
trovato dopo la somministrazione di FOS.[18]
Le persone con l’intestino
irritabile spesso hanno l’ansia e / o
depressione, condizioni correlate direttamente
con la disbiosi e
con la diminuzione dell’attività intestinale e
della diversità microbica.[19] Uno studio ha
trovato che una miscela prebiotica contenente
galactooligosaccaride ha dato benefici
sull’ansia nella sindrome dell’intestino
irritabile.[20] Il trattamento giornaliero con
questa miscela per 4 settimane ha ridotto i
punteggi di ansia e ha avuto un notevole impatto
positivo sulla qualità della vita.
Conclusione
Nel complesso, i risultati di questi studi
dimostrano che gli psicobiotici hanno il
potenziale di avere un impatto positivo sulla
funzionalità del cervello, sul miglioramento
dell’umore, sul trattamento della depressione e
dell’ansia, e aiutano a gestire lo stress. I
migliori psicobiotici ed i relativi dosaggi
devono ancora essere determinati. In generale
sono raccomandati almeno 10 miliardi di CFU al
giorno per la maggior parte dei probiotici, tra
cui gli psicobiotici, ma possono anche essere
utili apporti superiori o inferiori. Basta fare
una prova per almeno un mese prima di decidere
se funzionano o meno.
La
chiave della salute è nel nostro intestino e
gli antichi di ogni tradizione lo sapevano
benissimo. Ippocrate, padre della medicina
moderna, ha detto 2400 anni fa: “Tutte
le malattie hanno origine nell’intestino“.
Commento NdR: anche e pur rispettando gli
autori dello studio, precisiamo: non e' che un
singolo batterio influisce sulla psiche, ma e'
l'insieme sinergico di TUTTI i
batteri autoctoni della flora intestinale,
il microbioma, che permette al soggetto di avere
una
psiche / mente lucida ed attenta,
senza distrazioni dai malesseri causati dalle
alterazioni della flora foriera di qualsiasi
danni o
ammalamento.
Riferimenti
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class of psychotropic. Biol
Psychiatry. 2013 Nov 15;74(10):720-6.
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fermented milk product with probiotic modulates
brain activity. Gastroenterology.
2013 Jun;144(7):1394-401, 1401.e1-4.
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compounds produced by psychobiotics. Adv
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stress-induced brain activity abnormality in
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function in mood disorders.
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J Physiol Gastrointest Liver Physiol. 2014 Oct
15; 307(8): G793–G802.
[18] Psychopharmacology
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[19] Neuropsychiatr
Dis Treat. 2015; 11: 715–723.
[20] Aliment
Pharmacol Ther. 2009 Mar 1;29(5):508-18.
Tratto da dionideam.it
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Salute,
facilmente "malati di stress" i lavoratori e gli
impiegati - 08/01/2007 (Adnkronos/Adnkronos
Salute)
Dal mal di testa ai dolori di stomaco,
dall'insonnia alle difficoltà digestive, dal
colon irritabile a episodi di tachicardia e
picchi di pressione alta, ecc.
Non solo calo produttivo e disagio psicologico.
Anche malesseri fisici 'specchio' di una vera e
propria sindrome: dal mal di testa ai dolori di
stomaco, dall'insonnia alle difficoltà
digestive, dal colon irritabile a episodi di
tachicardia e picchi di pressione alta con seri
rischi per la salute del cuore. Sono solo alcuni
dei molti sintomi dello “stress da ufficio”, che
secondo statistiche europee valide anche per
l'Italia colpisce piu’ o meno tutti i
lavoratori.
vedi
Vestiti Sintetici:
accumulano e generano altro stress
Lo STRESS AUMENTA il RISCHIO d'INFARTO
"......A questo proposito è molto interessante
lo studio di Anne Underwood sulle cause
psicologiche della cardiopatia. La ricerca prese
il nome di 'Effetto Northridge', dal nome del
terremoto del 1994, che colpì una zona nelle
vicinanze di Los Angeles. Nei mesi seguenti al
potente sisma alcuni ricercatori universitari
avevano esaminato i referti dei medici legali e
avevano rilevato un notevole incremento dei
decessi per crisi cardiovascolari, da una media
giornaliera di 15,6 ai 51 del giorno del
terremoto. Questo significava che le persone
rimaste illese dal terremoto si erano, comunque,
spaventate a tal punto da essere, in seguito,
colte da infarto. Per dirla in parole più
semplici, si erano spaventate a morte....."
".........Infine, anche i traumi infantili
sembrano produrre conseguenze sulle malattie
cardiache, lo dimostra una recente inchiesta
condotta dalla dottoressa Maxia Dong, del Centro
per il controllo e la prevenzione delle
malattie, su oltre 17.000 adulti residenti a San
Diego. La dottoressa rilevò che il rischio di
attacchi cardiaci aumentava del 30 o del 70 per
cento nelle persone che avevano riferito di aver
avuto, durante l'infanzia, traumi dovuti ad
abusi fisici, sessuali od emotivi, o che avevano
subito violenze da parte di genitori che
abusavano di droga o alcol."
Tratto da:
http://italia.6seconds.org/modules.php?name=News&file=article&sid=89
http://marcomarilungo.splinder.com/
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Studioso italiano
dimostra legame tra stress e immunita' - 01/09/2007
ROMA - Il patologo
Pietro Muretto, dell'ospedale San Salvatore di
Pesaro, ha dimostrato per la prima volta il
legame che esiste fra il sistema nervoso e le
difese immunitarie. I risultati della sua
ricerca, pubblicata sull'International
Journal of Surgical Pathology, danno
un'evidenza scientifica a quella che sinora era
un'ipotesi della medicina psicosomatica. Il
sistema nervoso e quello immunitario sono
collegati dalle cellule di Langerhans o cellule
dendritiche, che non nascono come si riteneva
nel midollo osseo ma nella struttura
dell'embrione dalla quale si forma una parte del
sistema nervoso periferico, chiamata cresta
neurale. (Agr)
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Ammalarsi dipende molto da noi -
By dott. Bottaccioli (medico)
II modello medico-sanitario dominante
è vecchio e superato
e
non è in grado di spiegare le connessioni tra psiche, sistema nervoso, sistema endocrino e
sistema immunitario
C'è una rivoluzione in corso d'opera nelle
scienze biomediche. Essa è il prodotto di
altrettante rivoluzioni all'interno di
discipline tradizionalmente separate: la
neurofisiologia, l'immunologia,
l'endocrinologia.
La PsicoNeuroEndocrinoImmunologia - che
potremmo siglare per brevità PNEI - è il
prodotto di questi cambiamenti e, a sua volta,
imprime un'accelerazione nel ritmo e nella
qualità del cambiamento in corso nelle singole
discipline, a soprattutto essa reclama con forza
una radicale modificazione del modello medico
dominante, un modello vecchio, scadente nella
pratica clinica e ormai d'impaccio allo sviluppo
della ricerca scientifica.
Quali sono le idee portanti del vecchio modello che la PNEI mette
in discussione ? Provo a riassumerle.
Il cervello umano è simile a un computer, una
stazione di comando centrale che conosce
l'esterno leggendolo come un calcolatore legge
un nastro magnetico e governa l'interno tramite
gli ordini impartiti dall'alto al basso
attraverso la rete nervosa. Il cervello è il
reparto speciale e inaccessibile dell'organismo,
i suoi codici e i suoi componenti sono unici e
non rintracciabili in nessun altro organo.
A loro volta, le
difese
immunitarie sono di tipo meccanico e
automatico: l'anticorpo blocca l'antigene
neutralizzandolo.
Gli ormoni sono un sistema di bioregolazione
automatica, la loro influenza sulle malattie
comuni è praticamente nulla: essi interessano la
diagnosi in quei rari casi di grave squilibrio
endocrino che si presentano all'osservazione
clinica.
Le neuroscienze e la PNEI invece dimostrano che il cervello, pur
essendo ovviamente la sede delle funzioni
intellettive umane, non solo non è paragonabile
a un calcolatore nel suo modo di leggere la
realtà esterna, ma è, al tempo stesso e a tutti
gli effetti, una grande ghiandola endocrina,
recuperando così una geniale intuizione
dell'antica medicina occidentale ("il
cervello è una ghiandola, come una mammella",
Ippocrate) e orientale ("il cervello è il
lago del midollo", medicina tradizionale
cinese).
Così, il sistema immunitario
può essere definito un vero e proprio organo di
senso, l'occhio interno, organizzato in network
per sorvegliare sia l'esterno sia l'interno.
In questa nuova concezione le ghiandole endocrine non sono dei
semplici 'termostati', ma costituiscono un
sistema strutturato a più vie che, in
collaborazione con i sistemi nervoso e
immunitario, mette in atto le reazioni vitali di
adattamento dell'organismo ai cambiamenti che
provengono dall'esterno.
E le reazioni vitali nell'organismo umano includono funzioni
cognitive cui partecipano organi e molecole di
origine non nervosa: per esempio è ormai
accertata la partecipazione di alcuni ormoni
alla costruzione della memoria. Infine e quindi:
la comunicazione all'interno dell'organismo non
è di tipo gerarchico, ma bidirezionale e
diffuso.
D'altra parte senza queste nuove idee non
sarebbe possibile spiegare e inquadrare
risultati della ricerca altrimenti confusi e
contraddittori.
In sostanza nei laboratori di ricerca e nelle università più
avanzate del mondo si è dimostrato in modo
chiaro che il cervello - e quindi anche la
nostra volontà - è in grado di influenzare il
sistema immunitario e che a sua volta, fatto
ancor più sorprendente, quest'ultimo fa sentire
i suoi effetti sul
cervello.
Sono state decifrate anche le “parole” di questo
dialogo interno al nostro corpo: si tratta di
piccole molecole, dette “neuropeptidi”,
che vengono rilasciate e captate sia dalle
cellule nervose sia da quelle immunitarie ed
endocrine.
La portata di questa rivoluzione non sta solo
nel rappresentare un punto di incontro tra le
ricerche della medicina organica e quelle della
psicosomatica, ma nell'interpretare in modo
nuovo vecchie malattie - infettive, cardiache,
infiammatorie, metaboliche, tumorali - e nel
suggerire più appropriate terapie, visto che le
dinamiche del loro nascere e svilupparsi non
sono più quelle che si sono fino ad oggi
ritenute valide.
Stress emozionale e malattie infettive
Spesso il virus ci assale se noi glielo permettiamo. Questi i
risultati delle ultime ricerche scientifiche che
dovranno rivoluzionare l'interpretazione di
malattie infettive e
vaccini
!
Gli studi sulle relazioni tra
stress
e
malattia, infiammatoria
in particolare, iniziano negli anni Cinquanta e alternano esperienze su animali
(topi perlopiù) ed esseri umani. - vedi
stress ossidativo
Un esempio: i cadetti di West Point
Stanislaw Kasl, della Yale University nel New Haven, Connecticut,
sul finire degli anni Settanta realizzò uno
studio di ampie dimensioni per verificare
l'incidenza dello stress sulle malattie
infettive. Il terreno era privilegiato: la
elitaria accademia militare di West Point. Un
luogo in cui lo stress si mangia a colazione,
nel quale la particolare stupidità della
disciplina militare si somma alle aspettative di
carriera che nutrono giovani e famiglie, così
come ci hanno raccontato decine di film
americani.
Vennero reclutati circa 1400 cadetti appena
entrati in accademia. All'analisi del sangue si
vide, come è nella norma, che circa i due terzi
mostravano anticorpi contro il virus Epstein V
Barr.
Occorre considerare che la maggior parte degli
esseri umani presenta questo virus senza
ammalarsi, il quale però, in determinate
circostanze, può provocare una febbre con
ingrossamento delle ghiandole linfatiche
conosciuta come “mononucleosi infettiva”.
Qui cito solo gli studi sugli umani: la tabella fornisce una
sintesi dei più importanti negli ultimi
quarant'anni.
|
|
Stress emozionale, immunità e
infezioni: sintesi degli studi più
importanti |
|
|
AUTORE e SOGGETTI |
MALATTIA |
RISULTATI |
|
|
Sparer (1956)
volontari maschi e femmine |
Tubercolosi |
La malattia ha una maggiore incidenza tra le persone
depresse. |
|
|
Imboden (1961)
600impiegati maschi/femmine |
Influenza |
L'influenza è preceduta dalla depressione e le persone depresse
ritardano nella guarigione. |
|
|
Meyer (1962)16 famiglie
(100 persone) |
Angina streptococcica |
Gli stress acuti e cronici aumentano l'incidenza della
malattia. |
|
|
Kasi (1979) 1400 cadetti |
Mononucleosi |
11 rischio di sviluppare la malattia appare significativamente
aumentato in situazioni di stress. |
|
|
Mason (1979) 48 reclute |
Influenza |
Le situazioni stressanti (soprattutto dell'addestramento)
producono
una depressione immunitaria due tre giorni prima di ammalarsi. |
|
|
Glaser (1984) 70 studenti di medicina |
Mononucleosi in- |
Depressione immunitaria maggiore negli studenti che più
soffrivano di solitudine. |
|
|
Glaser (1985) 49 studenti |
Herpes simplex |
La depressione immunitaria conseguente allo stress fa uscire
dalla latenza il virus. |
|
|
Costa (1989)
|
Herpes
labialis, genitalis, Zoster, cheratocongiuntivite erpetica |
Lo stress emozionale si associa ad un'inibizione
dell'attività delle
cellule immunitarie (fagociti). |
|
FONTE:
M. Biondi e A. Palma, "Stress e malattie infettive", in M.
Biondi, La psicosomatica nella pratica cllnica,
II Pensiero Scientifico, Roma, 1992.
Un terzo dei cadetti quindi, nello studio di S. Kasl, non era mai
entrato in contatto con il virus. Dopo un anno
di vita militare, però, il 20% di loro mostrò
nel sangue gli anticorpi contro il virus. Di
questi però solo uno su quattro si ammalò di
mononucleosi. Perché? S. Kasl elaborò un
dettagliato questionario che somministrò ai
cadetti.
Giunse alla conclusione che i soggetti che
soffrivano per le aspettative che non erano in
grado di soddisfare o quelli che avevano i
propri padri sul collo, si ammalavano molto più
facilmente dei soggetti che, per una ragione o
per l'altra, vivevano con più relax la propria
carriera. Insomma è raro che una malattia sia
il prodotto di una sola causa.
Anche nel caso delle malattie infettive, come
abbiamo visto, non basta che ci sia un batterio
o un virus in azione per produrre la patologia:
occorre anche una disposizione di quello che i
medici ottocenteschi chiamavano 'terreno' e che
oggi potremmo definire la "grande connessione",
il bilanciamento integrato dei grandi sistemi di
regolazione dell'organismo.
Fonte: dr. Francesco Bottaccioli, ha scritto il
libro:
Psiconeuroimmunologia, Red, Corno, 1997, pp.
148-154.
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
vedi anche
in
Iridologia:
..........L’iride si manifesta fisicamente nel centro
esterno, dell’Uovo oculare,
il globo oculare; quest’ultimo è la proiezione dell’Uovo
energetico emanato - vedi
Campo Toroidale del Cuore - o (CEI) Campo Psico
Energetico Informato, nel quale viviamo e che quando siamo
ammalati, diminuisce di dimensione e varia di colore; la
cosiddetta “aura” è il suo primo segmento elettromagnetico;
esso risuona con i colori dall’infrarosso all’ultravioletto
nella materia ed è riflesso anche nei vari colori delle
iridi che troviamo.
Nell’Uovo oculare è “inserito o proiettato” tutto il
corpo umano; analogicamente l’Uovo o campo energetico
informato contiene l’immagine, proiettata del corpo fisico
ed è inserito a sua volta in un immenso “Corpo pensante”,
la Vita nel corpo dell’UniVerso.
Il “buco pupillare”,
è il riflesso dell’’Ego/IO
e rappresenta nel finito, il “grande
nulla” ovvero l’InFinito; ciò significa
che l’Ego/IO è
un
Punto dell’Infinito
che manifesta se stesso per comunicare con gli
altri infiniti punti e quindi definirsi e
definire l’Infinito; egli è proiettato/riflesso
nel buco pupillare.
Saper creare e mantenere il processo Osmotico,
lo scambio biochimico, elettromagnetico,
informazionale, nei giusti rapporti fra l’Ego,
il “buco nero” dell’Infinito e la Sua
manifestazione, la fisicita': gli Elettroni, gli
Atomi che compongono il Campo Psico Energetico
Informato, le Molecole, le Cellule, gli Organi,
i sistemi, l’Ambiente esterno l’Universo; ciò
significa poter raccogliere il maggior numero di
informazioni sulla Vita e vivere Godendo una
Perfetta Salute.
L’Ego/IO/NOI,
il “dentro”
dello
Spirito
nel corpo, per comunicare con il “fuori”,
l’Ambiente (per Ambiente si intende Tutto ciò
che sta fra l’Ego ed i confini dell’Universo) e
tendere così all’Infinito le sue
Consapevolezze sulla Vita che tende
all’Infinito.
Lo Stress e' anche un sintomo di determinate
carenze di minerali e vitamine, cioe' sintomo
anche di malnutrizione.
L’unico
e vero mezzo per determinare realmente le necessità
Termico/Nutrizionali di ogni individuo, è quello
di riuscire a capire completamente tutti i
cambiamenti psico/fisici a cui il soggetto va
incontro nel suo vivere quotidiano, nel suo
adattamento allo “stress”.
Se
i meccanismi naturali difensivi automatici
rispondono in pieno alle sue necessità, le
funzioni della tiroide e delle surrenali
rispondono ai fabbisogni energetici dei momenti
stressanti e l’omeostasi
si riordina; se al contrario la produzione di
energia è insufficiente lo stress imposto alle
stesse ghiandole per lungo tempo, le esaurisce,
diventano carenti croniche ed al limite tendono
a non funzionare più, ma quello che ancor più
grave è che sotto lo stress, le surrenali
inviano l’ordine ai reni di drenare, distillare,
più sostanze vitali del necessario, in modo che
queste finiscano nell'urina; questo per favorire l’ammalamento
di qualsiasi malattia, in quanto quest’ultima è
la Giusta conseguenza delle Trasgressioni Etiche
che l’Essere produce, essendo Incoerente con le
Leggi che regolano i sistemi Viventi esistenti
nella Manifestazione Universale.
Questo
decadimento funzionale porterà inevitabilmente ad
uno squilibrio energetico ed a una patologia
sicura.
Analizzando
questo problema seriamente e da vicino potremo però
con un giusto apporto nutrizionale, e ribevendo la
propria
urina, e/o supplementare l'alimentazione
appropriata con delle
micro
diete e quindi invertire la tendenza ghiandolare e
mantenere condizioni adatte alla normale
produzione energetica di queste importanti
funzioni.
La
produzione energetica dipende quasi esclusivamente
dal giusto rapporto fra le colonie Microbiche
(riordino della
flora batterica intestinale) esistenti,
Vitamine,
Minerali
e sostanze vitali.
vedi anche:
Protocollo
della Salute
Il
ciclo di interdipendenza che, attivato dal
Pensiero/Psiche, (conscio od inconscio) genera a
tutti i livelli lo stress e quindi la malattia, lo
ricordiamo ancora una volta, è questo: la Psiche
sottoposta a Stress di Incoerenza rispetto alle
Leggi dei Giusti rapporti con la Manifestazione
della vita nell’UniVerso, attiva l’Ipotalamo e
l’Ipofisi (ghiandola endocrina posizionata al
centro del Cranio), la quale invia opportuni
messaggi bio elettrochimici alle Surrenali, le
quali a loro volta attivano i Reni ad espellere più
del normale, le sostanze Vitali (vitalie) nell’urina
e quindi se quest’ultima viene gettata via,
l’organismo si indebolisce man mano che il
processo Nutrizionale si và via via depauperando,
permettendo quindi la nascita di QUALSIASI tipo di
malattia.
Ricordiamo
che la Luce inFormata, (le frequenze modulate
ricevute o create dall’essere) si memorizza nei
corpi viventi, nel substrato che ha alla base la
“terra” fisiologica, cioè nei metalli amorfi
a base di minerali rari.
Quindi
la malattia è chiaramente un metodo che la Natura
ha messo a punto per far comprendere all’essere
che non deve trasgredire le Leggi della
Manifestazione, vivendo una vita di Incoerenza, in
quanto egli, se continuerà nell’incoerenza,
somatizzerà sicuramente qualsiasi tipo di
malattia; ma comunque essa è la base dalla quale
partire per riprendere coscienza su se stessi, sui
propri errori e quindi iniziare ad invertire la
“rotta” di Vita.
Ogni
volta che lo stress compare, vi deve essere un
adeguamento del corpo alla produzione di energia e
di conseguenza ciò produce una perdita più o
meno intensa di tali sostanze, sopra tutto
nell’orina.
La
modifica dei giusti rapporti fra questi elementi
FONDAMENTALI porta SEMPRE ad una mal funzione dei
principali sistemi Omeostatici
corporei:
A)
Quello
Acido/BASICO,
+ quello di
Ossido -Riduzione modifica i valori di pH, rH,
rò dei liquidi del corpo, il
terreno,
vedi:
Bio
elettronica
Questa
funzione basilare è modificata da vari cofattori:
disequilibrio idrico/salino; mal funzione del
processo di
nutrizione cellulare; squilibrio
cronico
dieto-alimentare; insufficiente
funzionalità endocrina (ghiandolare); mal
funzione polmonare respiratoria.
B)
Quello IDRICO/SALINO (precipitazione e conseguente
accumulo di determinati minerali con produzione di
elementi tossici, (virus mutati, prioni,
parassiti, tossine, ecc.) questi giusti rapporti
Termico/Nutrizionali devono mantenersi entro
determinate tolleranze, pena la mal funzione e
l’intossicazione di tutto l’organismo.
La
diminuzione o l’aumento sopra tutto degli
elettroliti porta inevitabilmente a ridurre gli
scambi che avvengono attraverso le membrane delle
cellule ed ecco che gli organi interessati passano
ad una ipo funzionalità; (ecco perché il citrato
di potassio o ancor meglio l’Ascorbato di Potassio
sono indispensabili per coloro che accumulano
minerali nell’organismo, ammalando le cellule
per intossicazione e somatizzando patologie
degenerative in modo veloce), salvo l’assunzione
quotidiana della propria urina
C)
Quello del SISTEMA ENDOCRINO (mal funzione sopra
tutto delle ghiandole e delle correlazioni fra i
vari sistemi ad esso collegati).
L’importanza
del giusto equilibrio ormonale è noto a tutti ed
in questo sistema dobbiamo dire che si tratta di
interazioni fra le varie ghiandole che lo
compongono e che quando vengono ad essere
compromesse vi è una disfunzione totale del
sistema.
Antagonismo
diretto fra timo e surrenali; pancreas endocrino e
surrene; surrenali e gonadi e paratiroide; gonadi
e timo e ghiandola pineale.
L’unica
che può essere considerata la “direzione” del
sistema, è la ghiandola ipofisaria ma la sua mal
funzione può influenzare logicamente TUTTE le
altre.
D)
Quello del SISTEMA NERVOSO AUTONOMO (squilibrio
fra simpatico e parasimpatico).
Questa
mal funzione del SNA è sempre la concausa
primaria di ogni disturbo “psico somatico”; la
dominanza di una delle 2 parti del SNA, Sistema
Nervoso Simpatico (SNS) e quello Parasimpatico (PSNS),
porta inevitabilmente alle patologie psico/fisiche.
Il
controllo sul SNA si può effettuare con:
1)
Controllo Nutrizionale, compresa l'assunzione
della propria urina.
2)
Per mezzo dell’articolazione Temporo/Mandibolare.
Le
lussazioni dell'Atlante e le
mal occlusioni dentali sono fra le principali
cause di tale anomalia; (esiste una tecnica
manipolativa Osteopatica, Chiropratica,
Kinesiologica adatta per normalizzare tale
disfunzione) oltre a modificare le mal occlusioni
presso un serio dentista capace.
3)
Per mezzo del controllo Cranio/Occipito/Sacrale.
(esiste
una tecnica manipolativa adatta Osteopatica, Chiropratica, Kinesiologica, che lavora sopra
tutto sul sistema neurovegetativo, per
normalizzare tale disfunzione).
Qualsiasi
disturbo è sempre la risultante di variazioni
funzionali di questi sistemi
omeostatici.
Vi
sono sempre nella mal funzione due “opposti
funzionali” chiamati: IPERfunzione od
IPOfunzione che facilmente producono sintomi
simili, pur provenendo da concause opposte.
Ricordiamo
che la pancia ha il suo cervello
di sotto
(intestino) o encefalo enterico, con la sua rete
di innervazioni, dalle pareti dello stomaco e
dell’intestino, rete che è in correlazioni con
i due rami del sistema nervoso autonomo (simpatico
e parasimpatico) con circa 100 milioni di neuroni,
in grandissima parte autonomi dal cervello di
sopra a cui è certamente collegato ma da cui non
dipende per il suo funzionamento anche e sopra
tutto per i sensori (terminazioni nervose) delle
mucose interne delle viscere (stomaco ed
intestino); la prova sta nel fatto che recenti
scoperte hanno dimostrato che interrompendo le
connessioni fra cervello superiore e quello di
sotto, quest’ultimo continua a funzionare
autonomamente.
Questo
cervello (di sotto) è in stretta relazione con il
sistema endocrino, perché nell’intestino vi
operano cellule endocrine sparse nella sua mucosa
e lo è anche con il sistema immunitario, inteso
come organo di senso e di riconoscimento, che
nell’intestino ha la sua principale funzionalità
con appositi sensori e con un’ampia rete
linfatica ove circolano i linfociti inviati dal
sangue in tutto l’organismo, per
“riconoscere” ciò che serve alla vita ed alla
protezione totale del corpo per la sua migliore
sopravvivenza.
La nostra pancia è un potente complesso neuro,
endocrino, immunitario integrato, che svolge
complesse funzioni in gran parte autonome, avendo
reazioni immediate con cibi e sistema informatico
del cervello di sopra (nel cranio), quindi con
interazione istantanea con le InFormAzioni,
emozioni, lo stress ed i Conflitti dell’Essere
stesso; infatti ad ogni forte situazione di
stress, tutta la pancia reagisce bloccando od
accelerando la peristalsi intestinale,
l’evacuazione della orina e con l’aumento o la
diminuzione dell’appetito.
Noi “sentiamo” inconsciamente ogni
avvenimento, con la pancia, che è il nostro
recettore più sensibile.
I
cicli (bioritmi) biologici, personali ed
ambientali (variazioni ioniche dell’atmosfera
ecc.), sono determinanti per la
“sincronizzazione” delle varie funzioni vitali
di tutto il sistema corporeo,
quindi anche le
malattie stagionali,
NON dipendono
da
virus e
batteri
(vedi
influenze) , ma bensì dalle variazioni iono-psico
(alterazioni ioniche - elettroniche -
dell'atmosfera + le errate informazioni su cosa
e' la salute o la malattia) del “Terreno”,
i liquidi corporei, - vedi Bio
Elettronica - interdipendenti
ed interrelazionate con
l’ambiente esterno.
I ritmi biologici corporei (endogeni) che sono
caratteristici di ogni specie, hanno una origine
genetica, ma sono sincronizzabili con l’habitat
biologico esterno e l’ambiente sociale, che a
loro volta interreagiscono con l’UniVerso.
Lo
stress desincronizza questi ritmi
creando caos
nei
sistemi corporei.
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Scala
dei Valori STRESSANTI
(messa a punto dal Prof. T.H. Holmes e R.H.
Rahe dell’Università di Washington nel 1967)
|
Morte del Coniuge
Divorzio
Separazione fra Coniugi
Carcerazione
Morte di un famigliare stretto
Malattia o ferita
Matrimonio
Licenziamento
Riconciliazione coniugale
Pensionamento
Malattia di un famigliare
Gravidanza
Difficoltà sessuali
Acquisizione di un nuovo membro della famiglia
Riassesto negli affari
Mutamento delle condizioni finanziarie
Morte di un amico stretto
Cambiamento di lavoro
Aumento di conflittualità con coniuge
Creazione di mutuo oltre i 25.000 Euri
Preclusione di mutuo o di un prestito
Mutamento di responsabilità sul
lavoro
Abbandono della casa di un figlio
Disaccordo con i parenti
Rilevante successo personale
Moglie inizia o cessa un lavoro
Inizio fine scuola
Cambiamenti nelle condizioni di vita
Correzioni delle prime abitudini di vita
Fastidi con un superiore
Mutamenti di orario e condizioni di
lavoro |
100
73
65
63
63
53
50
47
45
45
44
40
39
39
39
38
37
36
35
31
30
29
29
29
28
26
26
25
24
23
20 |
Studi
condotti da P. Cugini (ricercatore italiano) hanno
dimostrato che, il soqquadro dei sistemi
oscillatori è pressoché universale e tende a
peggiorare in rapporto alla gravità ed alla
permanenza della condizione stressante,
coinvolgendo i
sistemi biologici corporei, quelli
ambientali e sociali”.
Pur
non conoscendo che una minima parte del cervello
totale (ghiandole endocrine essi stessi, quello di
sopra, quello di sotto e della complessa rete di
neuroni anche autonomamente intelligenti con le
loro molteplici funzioni, abbiamo compreso e ciò
solo recentemente, che innanzi tutto è la
struttura più complessa che l’UniVerso
conosciuto abbia creato e che i 2 Cervelli ed il
sistema neuro endocrino, devono essere visti come
un computer complesso, definibile come una rete di
micro computers (PC) con i Chips, che sono i
neuroni (nel solo cervello di sopra ve ne sono
circa 100 miliardi, con 1 milione di miliardi di
contatti o sinapsi ed ognuno di essi può essere
“contattato” da un minimo di 50 sinapsi ad
massimo di 100.000), le ghiandole endocrine, gli
ormoni ed i linfociti (altri chips del cervello
immuno-mobile) con possibilità indipendenti, ma
collegati a due computer “server”, (cervello
di sopra e di sotto) con un programma (software)
unitario indirizzato alla migliore sopravvivenza
con il minor danno in un “network” elettronico
(di tipo psico/bioelettrico) o dialogo
informazionale continuo (cybernetico), per poter
acquisire informazioni di qualsiasi tipo, riguardo
alla Vita stessa ed alla sua Manifestazione
nell’UniVerso.
Con
Hans Selye nel 1936, si è aperta la via alla
comprensione di questi complessi meccanismi perché
egli descrisse e segnalò lo stress come un
aumento fisico e funzionale della “corteccia”
surrenale (parte delle ghiandole surrenali) o
“cortico surrenale”, una riduzione od atrofia
della ghiandola del timo, posta dietro lo sterno,
che svolge un ruolo fondamentale nel sistema
immunitario e quella delle ghiandole linfatiche,
determinando anche la comparsa di mal funzione
immediata e riflessa di tutti gli organi, sistemi
e parti del corpo, per mezzo del “network”
immunitario con i “neuropeptidi”, sostanze
prodotte da tutto il sistema del cervello totale,
stimolano in primis l’ipofisi e quindi tutte le
altre ghiandole del sistema endocrino a secernere
o rallentare la produzione, di certe sostanze, in
genere ormoni, messaggeri di informazione.
Lo
stress è l’essenza della vita, ma se questo
persiste oltre certi limiti ai quali siamo
“tarati” (stress senza cattivo stress), esso
si ripercuote contro il sistema stesso (corpo) che
dovrebbe aiutare a sopravvivere.
E’
la cronicità derivante dalla non soluzione del Conflitto
esistente fra ciò che siamo e ciò che dovremmo
essere, che tiene sotto pressione l’essere (psico/fisico),
quello che genera il malessere (essere nel male) e
quindi la malattia od azione del male, perché
genera perdita di sostanze vitali che finiscono
nell’orina che viene gettata - vedi Urino
terapia -,
quindi depressione spirituale, generando
contemporaneamente mal nutrizione cellulare e
corporea, con alterazione del metabolismo delle
cellule stesse e quindi alterazione termica detta
infiammazione e di conseguenza immuno soppressione
cioè caduta delle difese immunitarie, circolo
vizioso dal quale si esce rimuovendo la causa che
genera il tutto: il Conflitto
Spirituale
che genera stress cronico, infiammazione,
depressione, alterazione del peso.
Lo
stress che genera maggior danno, lo ricordiamo, è
quello generato dalla “convinzione” di non
potere uscire dal conflitto esistente, che
“crea” tutte le malattie e sopra tutto quelle
degenerative che portano precocemente alla morte.
L’infiammazione
è un mezzo di difesa del corpo, ma se perdura
troppo (oltre i limiti della propria
“taratura”), diviene ulteriore fonte di
concause e mette nei guai tutto il sistema
corporeo: psico/neuro, endocrino, gastrico,
intestinale, immunitario. Essa è anche e sempre
strettamente correlata “sincronizzata”, alle
azioni/reazioni
bio elettroniche indotte
dall’aria, acqua, terra, fuoco, gli elementi
base dell’ambiente esterno al corpo, ma essa
è “accesa” dall’energia del
“Conflitto” Spirituale dell’essere stesso.
Con
la cronicità del
Conflitto
irrisolto =
stress cronico,
infiammazione,
Intossicazione,
acidosi,
generalizzate su tutto il sistema corporeo, la
malattia od azione del male è assicurata.
I
medici dell’era prima dell’avvento degli
antibiotici affermavano che: “il
Terreno
è
tutto ed il batterio è nulla”, essi avevano
perfettamente ragione, dopo la "sbornia e lo stress"
provocati dall'uso dell'antibiotico su tutti i sistemi,
occorre ricostruire per esempio il ciclo del
sistema immunitario, leso dalla perdita della
flora batterica simbiotica intestinale (che ne è
la base) perché il ciclo si ricostituisca.
Il
coinvolgimento del sistema immunitario segue la
via di tutte le mucose: stomaco, intestino, naso,
bocca, faringe, trachea, bronchi, polmoni, vagina,
in quanto abbondantemente associate al tessuto
linfoide.
L’infiammazione a sua volta altera la
funzionalità di organi e sistemi, producendo la
caduta totale della funzionalità del sistema
intero corporeo, generando depressione e quindi
nuova immuno soppressione, con la ulteriore
perdita contemporanea di sostanze vitali
nell’urina.
Riprendere
possesso della ConoScienza, dell’inFormAzione
sul come mantenere o ripristinare la Salute è la
BASE per mantenersi sani ! ecco lo scopo di questo
trattato.
vedi
Protocollo
della Salute
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Una coppia felice fa vivere più a lungo, ma
è difficile sopravvivere al partner.
Succede, soprattutto nelle coppie di lunga
data, che la morte di uno dei partner sia
seguita, nel giro di pochi giorni o
settimane, da quella dell'altro. Il senso
comune ha sempre attribuito questi decessi
al dolore causato dal lutto, e un'analisi
condotta nel 2011 dall'Università di
Harvard (Usa) e di Yamanashi (Giappone) sui
dati di 2,2 milioni di persone, già
confermava questa credenza: nei 6 mesi
successivi alla perdita, per il coniuge
sopravvissuto, indipendentemente dalla sua
età ma in misura maggiore se è maschio, il
rischio di morte aumenta del 41%.
Uno studio inglese, pubblicato
quest'anno su Jama Internal Medical, è
giunto a conclusioni molto simili. Nel mese
successivo alla morte del partner, il
rischio di infarto e di ictus, per chi
rimane solo, raddoppia.
La “sindrome del cuore spezzato” come è
stata soprannominata dagli scienziati,
deriva principalmente dallo stress emotivo
provocato dal lutto (che causa tra l'altro
un picco nel rilascio di adrenalina). Non è
però solo il sistema circolatorio a
sopportare i colpi e la fatica della
sofferenza, anche il sistema immunitario si
indebolisce, esponendo a un maggiore rischio
di infezioni.
E ancora, secondo gli scienziati, sono da
studiare gli effetti negativi sull'organismo
del brusco stop nel rilascio nel cervello
delle sostanze legate alle relazioni felici,
quelle che si aumentano con le carezze e la
vicinanza emotiva, come dopamina
(neurotrasmettitore) e ossitocina (ormone).
By Patrik Giardino – Corbis - Tratto da:
Focus.it
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Ipertensione
e tachicardia: per la prima volta uno studio
italiano dimostra perché lo stress uccide -
Incertezza. Frustrazione….ed il sistema
nervoso esplode in azioni anomale e
patologiche
Di lavoro non si
muore. Ma sicuramente ci si può ammalare, con
chiari effetti concreti come aumento della
pressione, tachicardia e fastidi all'apparato
digerente.
Perché lo stress non è solo psicologico. E,
soprattutto, se
cronico,
può davvero porre le basi per possibili
malattie future.
A provarlo è una ricerca condotta su un
centinaio di colletti bianchi di una grande
multinazionale della chimica, la DuPont, con
sede a Milano.
Lo studio, pubblicato sulla
rivista "Hypertension" che ha dedicato
l'editoriale a questa ricerca tutta italiana, è
stato interamente condotto all'interno
dell'azienda nel periodo della ristrutturazione.
Una fase complessa, in cui le persone temono per
il proprio lavoro o sono comunque preoccupate
per un possibile mutamento delle mansioni.
«La ristrutturazione è sicuramente un momento
di grande impatto su chi lavora, perché assomma
diverse condizioni in grado di indurre stress»,
fa notare Daniela Lucini, autrice della ricerca
che lavora al Centro di ricerca sulla terapia
neurovegetativa dell'Ospedale Sacco di Milano.
«Si sommano infatti tre situazioni
psicologicamente stressanti che hanno un impatto
immediato sul sistema nervoso centrale: la paura
di perdere il lavoro, l'impossibilità di
controllare quanto avviene perché i cambiamenti
sono decisi da altri, il rischio che si
modifichi la condizione operativa di ogni
giorno. Il nostro studio ha considerato un
centinaio di dipendenti di questa grande
azienda, che sono stati seguiti e studiati in
ufficio. Ci ha permesso di dimostrare che lo
stress non è solo una reazione psicologica, ma
può essere valutato e misurato anche in termini
clinici e diagnostici ben definiti. Ma
soprattutto che questa condizione può essere
trattata nel tempo, direttamente sul posto di
lavoro».
L'indagine ha preso in esame volontari sani
sottoposti a una batteria di test, poi
confrontati con i valori di una popolazione di
controllo, composta anch'essa da persone sane ma
senza la tensione indotta dalla spada di Damocle
della ristrutturazione.
I risultati dimostrano chiaramente che nella
popolazione sottoposta a stress lavorativo,
oltre a uno stato di sofferenza psicologica, si
ha un incremento medio della pressione
arteriosa.
E soprattutto sono presenti spesso i sintomi
legati all'attivazione cronica del sistema
nervoso autonomo, come respirazione accelerata,
disturbi digestivi, tachicardia. Proprio
l'effetto sul cuore è un parametro delle moderne
misurazioni dello stress.
Lo studio milanese ha analizzato la sequenza dei
battiti cardiaci registrata, per cinque minuti,
nei lavoratori del campione e l'ha poi
confrontata con un'analisi analoga effettuata
sulla popolazione di controllo. Spiega Lucini: «Visto
che il battito del cuore non è regolare, ma
variabile, con una valutazione di cinque minuti
si possono avere informazioni importanti su come
la frequenza cardiaca viene controllata
dall'azione del sistema nervoso autonomo, da cui
dipendono molti sintomi dello stress ».
Questo test è alla base della valutazione
neurovegetativa, non è invasivo, è ripetibile,
ed è utilizzato in tutte le occasioni in cui è
importante indagare il funzionamento del sistema
nervoso autonomo, ad esempio nei malati di
ipertensione arteriosa, in quelli che hanno
sofferto un infarto miocardio, nei diabetici.
Oggi è il test principe, anche se non il solo,
della misurazione dello stress.
Perché questo dimostra, da ultimo, lo studio
milanese: che lo stress è patogeno e si misura.
E non è uno studio isolato: ancorché molto
importante, è solo l'ultimo di una serie.
Una ricerca condotta in Israele, su 677
lavoratori di mezza età, apparsa su "Psychosomatic
Medicine", indica che l'eccessivo stress
professionale potrebbe addirittura aumentare il
pericolo di ammalarsi di diabete. «Lo stato
di stress da lavoro è cronico ed è associato a
un maggior rischio di diabete analogamente ad
altri fattori di rischio come l'alto indice di
massa corporea, il fumo e la mancanza di
attività fisica», spiega il coordinatore
dello studio, Samuel Melamed, dell'Università di
Tel Aviv: «I ricercatori hanno notato che i
lavoratori stressati con pressione alta
presentavano un rischio quattro volte maggiore
di sviluppare il diabete di tipo 2 della
popolazione generale»
Insomma, lo stress fa male.
E non quando è associato a una situazione
particolare, legata ad esempio ad un test
professionale o a un colloquio importante, ma
quando è generatore di una tensione cronica che
si scarica sull'organismo.
Quando il carico di lavoro e la tensione emotiva
diventano eccessivi, i problemi superano le
nostre capacità di gestirli, la motivazione
manca o non si riesce più ad avere il controllo
della situazione, ecco che possono iniziare i
problemi. «Lo stress negativo nasce quando
esiste un disequilibrio tra le richieste e le
nostre risorse», spiega Massimo Pagani,
docente di Medicina Interna all'Università di
Milano, ospedale Sacco: «In questi casi una
condizione emotiva come la paura di perdere il
lavoro o il timore di profondi mutamenti in
ambito professionale possono tradursi in sintomo
fisico o malattia vera e propria».
Per capire come questo possa accadere si può
pensare ad una situazione acuta, un momento clou
della nostra vita. È esperienza comune percepire
il cuore che batte forte, lo stomaco che si
stringe, l'agitazione e la mente che non ricorda
nulla.
Tutti questi sintomi sono fisiologici, perché si
tratta di una normale risposta dell'organismo.
Infatti in seguito a un evento emotivo, indotto
ad esempio dalla consapevolezza di una
condizione difficile o pericolosa, alcune parti
del nostro cervello inviano impulsi nervosi ad
alcuni centri specializzati (centri che
controllano il sistema nervoso autonomo,
l'ipotalamo) dai quali partono dei veri ordini
che raggiungono i nostri organi periferici
facilitandone l'azione e inducono la secrezione
di alcuni ormoni particolari, come il cortisolo
o le catecolamine.
Risultato: il battito cardiaco accelera, lo
stomaco "si stringe".
Ma finito il momento clou, tutto torna nella
norma. «Se invece la condizione di stress si
mantiene nel tempo ed è prolungata, cioè esiste
uno stress cronico, ecco che l'attivazione del
sistema nervoso autonomo che manda fuori
controllo le funzioni dei nostri organi permane,
e di conseguenza si mantengono anche i sintomi»,
spiega Pagani: «Stanchezza, mal di testa,
cuore che batte forte, disturbi
gastrointestinali, difficoltà a riposare e
dolori muscolari possono diventare presenti
anche in momenti di apparente tranquillità e
senza che vi sia una malattia che li possa
giustificare».
Ovviamente sulla risposta soggettiva allo stress
cronico incidono molto altri elementi: le
caratteristiche individuali, il comportamento
che la persona assume in modo consapevole o meno
in conseguenza dell'evento stressante, la
percezione dello stress da parte dell'individuo.
Insomma: predisposizione genetica, psicologia
del soggetto, eventuali condizioni cliniche
preesistenti come patologie cardiovascolari o
diabete, fumo, l'abuso di alcol sono tutti
fattori che giocano un ruolo chiave nel
determinare l'effetto dello stress
sull'organismo e nel favorire alcune patologie
come l'ipertensione o le aritmie.
Ma si può
vincere, lo stress da lavoro ?
Le tecniche sono molte: da quelle di
rilassamento mentale e muscolare, alle terapie
psicologiche individuali o di gruppo, passando
per il recupero delle buone abitudini come una
regolare attività fisica, il controllo
dell'alimentazione e l'addio al fumo.
Ma proprio dalla ricerca condotta a Milano
emerge un modello promosso a pieni voti da "Hypertension".
Si basa su una tecnica di intervento che
promette di salvare mente, cuore e rendimento:
trasformare la pausa pranzo in una scuola di
benessere, con un programma specifico fatto di
lezioni ad hoc,
dieta sana anche in mensa, attività fisica
in palestra e allenamento al relax.
«Abbiamo sviluppato una serie di interventi
sulle persone che liberamente hanno deciso di
sottoporsi a questo trattamento», conclude
Lucini. «Una volta alla settimana sono stati
approntati corsi di ginnastica respiratoria
attiva sul sistema nervoso autonomo, e sono
stati effettuati nel tempo alcuni incontri per
aiutare le persone, fornendo strumenti per la
gestione del cambiamento.
Dopo un anno di osservazione sono stati ripetuti
i test strumentali e psicologici condotti
all'inizio dello studio, e nei dipendenti che
avevano seguito questo training la situazione
generale è migliorata».
Uno studio pilota, s'intende. E per tutti gli
stressati senza programmi ad hoc ?
Una ricerca condona all'Università di Atene
promuove la classica "pennichella" postmensa.
Chi schiaccia un pisolino pomeridiano avrebbe un
rischio inferiore del 34 per cento di morire per
problemi di cuore, e la riduzione arriverebbe
fino al 64 per cento nel caso dei maschi che
lavorano.
Commento NdR:
quello che questi ricercatori non dicono e’ che
le Condizioni fisiologiche (sopra tutto
intestinali) e capacita’ di reagire, fanno la
differenza, le condizioni genetiche non sono
molto influenti, mentre un’intestino in
disordine per cattive abitudini
alimentari, uso di
Farmaci e
Vaccini
portano il sistema nervoso enterico ad uno
stress cronico e quindi a predisporsi a
qualsiasi malattia, per malnutrizione indotta
dalle
intossicazioni,
infiammazioni,
acidosi
sempre presenti quanto l’intestino e’ in
disordine, se poi vi sommiamo lo “stress
psicologico” la malattia e’ sempre piu’ grave !
Quanto pesano i
problemi degli altri
Cosa
hanno in comune medici, infermieri, poliziotti,
giudici e insegnanti ? A prima vista poco o
niente. Ma scavando si scopre che tutte queste
professioni si "occupano" di altre persone,
facendosi spesso carico dei loro problemi. E
quindi chi lavora in questi settori è a rischio
di una nuova, insidiosa patologia: la ”Sindrome
da Burnout”. Che può portare a conseguenze
pesantissime, a sintomi psicosomatici come mal
di testa, tensione muscolare, ipertensione,
difficoltà nell'andare di corpo regolarmente e
un incomprensibile affaticamento. Nelle forme
più gravi si può arrivare a depressione e
insonnia. Non solo.
La Sindrome da Burnout si presenta, sotto il
profilo soggettivo, con tre sintomi predominanti
e in successione: fatica, cinismo e
inefficienza. L'esaurimento viene considerata la
prima reazione allo stress prodotto dalle
richieste di lavoro o da cambiamenti
significativi.
La persona in queste condizioni sente di aver
superato il limite massimo sia a livello
emozionale che fisico, fino ad essere quasi
prosciugata, incapace di rilassarsi e
recuperare. Poi si passa al cinismo, che può
essere considerato il segnale della seconda
"fase" sintomatologica. Infatti quando una
persona diventa cinica assume un atteggiamento
distaccato nei confronti del lavoro e delle
persone con cui si relaziona in questo ambito.
In pratica, secondo le chiavi di interpretazione
psicologica, il cinismo può essere considerato
come una reazione difensiva, nel senso che
rappresenta il tentativo di proteggere se stesso
dall'esaurimento e dalla delusione.
Infine l'inefficienza è forse l'indice più grave
del burnout, perché quando un individuo si sente
inefficiente cresce il suo senso di
inadeguatezza: qualsiasi progetto, atto anche a
migliorare la sua condizione, viene vissuto come
opprimente. Si perde la fiducia di poter
realizzare qualcosa di valido e si perdere la
fiducia in sé stessi. Secondo gli esperti la
sindrome da burnout è legata ai cambiamenti
sostanziali avvenuti nei posti di lavoro e nel
modo in cui si lavora.
Oggi infatti il posto di lavoro viene
considerato freddo, ostile ed esigente sia sotto
l'aspetto economico che psicologico. Il che
sfinisce a livello emozionale, fisico e
spirituale molti operatori.
Come migliorare la situazione ?
Prima di tutto occorre dar modo alle persone di
sentirsi realizzate nell'ambito della propria
attività. Evitare che i valori umani della
professione, ad esempio del medico o del
poliziotto, scendano molto più indietro rispetto
a quelli economici, che debbono risultare
soddisfacenti: progetto che prevede una
rivisitazione della struttura aziendale. Infine,
un approccio corretto a questa problematica
prevede un "checkup" dell'organizzazione, da
ripetersi con regolarità nel tempo.
Ma soprattutto occorre che i dipendenti non
subiscano un processo, ma contribuiscano a
stabilire cosa verrà valutato e nel completare
il controllo finale. Solo così i risultati
ottenuti potranno riflettere il punto di vista
di tutti e quindi potranno fornire un quadro
accurato dell'intera organizzazione.
Come si misura lo
stress ?
Nei centri di ricerca si arriva ad utilizzare
strumenti particolarmente sofisticati, come la
risonanza magnetica funzionale e la Pet, che
possono dimostrare la "rete" del sistema nervoso
all'interno dell'encefalo e addirittura fornire
risposte "dinamiche" su quanto avviene nel
cervello nelle fasi di stress. Nella pratica,
sia in diagnostica che in terapia, si utilizzano
misurazioni più semplici.
Misurazione
Ormonale
Può essere utile seguire il ritmo circadiano del
cortisolo, un ormone dello stress, con esami
fatti al mattino e alla sera. L'esame viene
effettuato sulla saliva.
Per valutare lo stato di tensione può essere
indicato anche il controllo di marcatori
infiammatori come le citochine, ma attualmente
questa misurazione può essere considerata
solamente sperimentale.
Ritmo Cardiaco
Questo test valuta le oscillazioni del ritmo
cardiaco, cioè come si modifica il ritmo dei
battiti del cuore in un determinato periodo di
tempo. Si pratica registrando un
elettrocardiogramma continuato, poi attraverso
un'analisi di spettro si valutano i tempi
necessari per il compimento di un intero ciclo
del cuore (intervallo Rr).
Questo test fornisce informazioni sia sulla
regolazione "simpatica", cioè non controllabile
dal nostro sistema nervoso, sia sull'attività
del nervo vago a carico del nodo del seno.
Questo è una sorta di centralina riccamente
innervata e pronta a ricevere segnali ormonali
per cui un'alterazione sugli stimoli in arrivo
si "scarica" sul ritmo cardiaco.
Le oscillazioni sono nascoste nelle piccole
variazioni del ritmo cardiaco, e vengono
studiate sia a riposo che in risposta a uno
stimolo eccitatorio, come la posizione eretta o
il Tilt test (con la persona sdraiata a testa in
giù).
Questa semplice variazione determina una
attivazione simpatica con conseguente
tachicardia e amplificazione delle oscillazioni
a bassa frequenza. Alterazioni sia del ritmo a
riposo che della sua risposta sono indicatori,
in un contesto clinico, di livelli di stress.
In genere questi indicatori sono correlati
statisticamente (forse causalmente) a variazioni
del livello di percezione sia dello stato di
stress (questionario) che di sintomi soggettivi
fastidiosi, che potrebbero simulare una
patologia (aritmia, ipertensione, dolore
toracico, insonnia). In casi più impegnativi
possono essere impiegate le registrazioni per 24
ore dell'elettrocardiogramma con l'esame Holter,
che per questi controlli richiede l'impiego di
specifici programmi di analisi.
La
felicità abbassa la pressione
La
pressione arteriosa media è un indice affidabile
della serenità degli abitanti di un paese.
Quanto più è bassa, tanto più le persone si
sentono felici.
È la conclusione di una curiosa ricerca condotta
all'Università di Warwick, in pubblicazione su "National
Bureau of Economie Research", che per la prima
volta ha correlato l'indice di felicità di una
nazione con la pressione dei suoi abitanti non
solo con la loro ricchezza. «Abbiamo trovato che
l'ipertensione rappresenta un parametro molto
affidabile per valutare lo stato generale di
serenità degli abitanti di una nazione».
I risultati non sono certo consolanti per il
nostro paese.
Ai vertici del benessere ci sarebbero gli
abitanti dei paesi nordici, Finlandia esclusa,
seguiti da Olanda, Irlanda, Francia,
Lussemburgo. L'Italia si trova nella seconda
metà della classifica e precede paesi come la
Germania e il Portogallo.
Lo studio ha preso in esame 15 mila persone in
numerosi stati del vecchio continente.
A ognuno sono state chieste informazioni sulla
vita, sul livello di soddisfazione generale,
sullo stato di salute generale con particolare
riferimento alla condizione psicologica. Infine
sono stati valutati i livelli di pressione
arteriosa e si è considerata anche
l'ipertensione pregressa. I valori pressori, a
detta di Andrew Oswald dell'Università di
Warwick, potrebbero diventare in futuro un
fattore chiave per valutare lo stato di salute
economico e psicologico di un'intera nazione.
Questa tecnica
prevede l'apprendimento di modalità di
respirazione particolarmente salutari.
Si possono usare anche tecniche di feed back
muscolare, per favorire il rilassamento o anche
tecniche di
feed back più complesse, miranti a favorire
una condizione elettroencefalografica
particolare chiamata ritmo alfa.
Molto semplice è anche il feed back termico. In
questo caso il rilassamento si associa a
vasodilatazione e aumento di temperatura
superficiale, per cui il paziente riferisce un
piacevole senso di calore.
Tratto da: L’Espresso, Apr. 2007
vedi:
Stress
e FUNZIONI Vitali - 2
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Anche di fronte a
stimoli di bassa entità, si manifesta
un'attività dell'amigdala molto superiore a
quella presente nei soggetti normali
L'esposizione a un
grave trauma può provocare modificazioni
cerebrali capaci di indurre anche a distanza di
anni reazioni spropositate di fronte a gesti
innocui, anche in persone che non soffrano o
abbiano sofferto, in seguito all'evento, di
disturbo post-traumatico da stress (PTSD).
Lo
afferma una ricerca svolta da psicologi del
Weill Medical College della Cornell University,
pubblicata sull'ultimo numero della rivista
Emotion, edita dalla
American Psychological
Association. Secondo quanto hanno scoperto i
ricercatori, il trovarsi coinvolte in una
situazione traumatica può avere effetti di lungo
termine sul cervello e sul comportamento di
persone che non manifestino al momento sintomi
clinici rilevabili, effetti che possono
aumentare la suscettibilità a successivi
problemi di salute mentale. Nell'esperimento, i
ricercatori hanno sottoposto un gruppo di
persone a risonanza magnetica funzionale mentre
venivano mostrate loro fotografie di facce
serene e spaventate, così da monitorare il
livello di attività delle diverse aree cerebrali
e in particolare dell'amigdala, il centro che
presiede alla valutazione dell'intensità emotiva
e concorre alla formazione della memoria
emotiva.
Il campione dei soggetti traumatizzati era
costituito da persone che al momento
dell'attacco terroristico dell'11 settembre 2001
si trovavano a non più di tre chilometri dalle
torri gemelle, mentre il gruppo di controllo era
formato da persone che all'epoca vivevano a 400
chilometri da Manhattan e che si erano
trasferite a New York solo successivamente.
Dall'esame delle risonanze è risultato che, di
fronte al pur ridotto stimolo visivo
rappresentato dai volti impauriti, nei soggetti
"traumatizzati" (anche in quelli non soffrivano
di PTSD, depressione o ansia patologica) si
manifestava un livello di attività dell'amigdala
notevolmente superiore a quello presente nel
gruppo di controllo. "Da tempo sappiamo che
l'esposizione a un trauma può rendere
successivamente più suscettibili a problemi
mentali", ha detto Barbara Ganzel, che ha
diretto lo studio. "Questa ricerca ci fornisce
indicazioni sulla biologia sottostante a questa
vulnerabilità, e aiuta a darci un'idea su come
meglio aiutare queste persone."
Fonte: Le Scienze - 07 maggio 2007
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IMPORTANTE per i ragazzi e per gli adulti
A volte, quando i ragazzi affrontano periodi di
stanchezza l'alimentazione può venire loro in
aiuto.
Alcuni cibi contengono sostanze in grado di
aiutare a stimolare il cervello, e a
riequilibrare le membrane cellulari nervose.
Se i nostri
adolescenti cambiano umore ogni momento, si
chiudono nel loro mondo e lontano dai pasti li
vediamo rimpinzarsi di cioccolato, focaccine,
merendine, forse possiamo cercare la causa dei
loro comportamenti nello stress e aiutarli a
mangiare meglio, per risolvere “da dentro” i
problemi.
Il
magnesio per esempio, (NdR.ma non e' il solo
minerale utile) è particolarmente
indicato contro i disturbi del comportamento e
gli spasmi nervosi. Si trova soprattutto nei cereali
integrali, poi anche nelle
verdure
crude a foglia verde, nella
carne, nel
latte, nei legumi e nelle noci.
La biotina, se non assunta correttamente,
provoca depressione. Per integrarla bisogna
preferire le uova, le verdure a foglia verde e i
piselli.
Quando manca la vitamina PP si può cadere in
episodi di irritabilità ! Bisogna mangiare
cereali, noci, uova.
L'acido pantotenico quando è carente
nell'organismo provoca insonnia e irrequietezza.
Si trova nel fegato, nella carne, nei cereali,
nelle noci, nelle uova, nel lievito.
Il cromo interviene nei disturbi dell'umore ed è
contenuto naturalmente nei grassi, negli oli
vegetali, nella carne, nei molluschi, nei
cereali.
Lo iodio è indicato contro i disturbi della
tiroide che alterano il fisico e la psiche. Si
trova nel pesce, nei frutti di mare, nello
Yogurt,
nel sale, nelle verdure.
Come si può intuire,
basta seguire una
dieta sbilanciata per incorrere in gravi problemi alimentari:
150 grammi di
carne 4 volte alla settimana, 150 di pesce ogni
due giorni, 100 grammi di pasta e di pane.
Latte ? fino a mezzo litro al giorno e almeno 50 grammi
di formaggio o un vasetto di
yogurt... e
poi anta
frutta e verdura
CRUDA
dopo i pasti.....
Il genitore può fare
molto a tavola, ma deve fare molto anche lontano
da questa. L'adolescenza è il periodo delle
trasgressioni: psichiche, sessuali e
intellettuali. Nel cibo i ragazzi diventano più
anticonformisti e iniziano a fumare e bere
alcolici.
Si inizia spesso dalla birra, più frizzante e
piena di schiuma per passare poi al vino e ai
superalcolici, specialmente se si passa una
serata in discoteca o al bar. Inoltre si
frequentano più spesso i fast food: hamburger e
patatine fritte, panini e cheeseburgers, gelati
e coca cola.
Se sapete che vostro figlio ha pranzato al Mc
Donald fategli trovare per cena uno sformato di
verdure e del riso !
Tratto in parte da:
kidzone.blogosfere.it
Cancro
e
Pineale
- vedi:
BioElettronica
Dopo 25 anni di ricerche il dott.
Paolo Lissoni, oncologo della
divisione di Radioterapia
del San Gerardo è riuscito nel suo
intento. Infatti, il National cancer institute
di Washington, l'istituto oncologico che divulga
notizie scientificamente attendibili, ha
corroborato la fondatezza dei suoi studi sulla
ghiandola pineale.
Lissoni parte
dalla teoria di Cartesio che a metà del '600
teorizzava il ruolo della ghiandola pineale
(alla base del cranio) come collegamento tra il
corpo e l'anima.
Infatti, Lissoni si
rifà agli antichi filosofi che parlavano di
unità della persona tra corpo e anima, dai Magi
a Platone, secondo cui la malattia era il
distacco dall'universale. Dall'ipotesi
filosofica, poi è passato a quella scientifica:
la ghiandola produce quattro ormoni (fra cui la
melatonina), in alcuni casi utili come
antitumorali.
Secondo Lissoni non
basta curare solo la parte fisica del tumore, ma
bisogna occuparsi anche della psiche del
paziente, perché la cura della malattia non è
semplicemente organica, ma deriva anche da un
malessere esistenziale. I quattro ormoni vengono
prodotti nelle quattro diverse fasi della
giornata, seguendo il ritmo del sole. Le teorie
del medico monzese sono state a lungo derise, ma
il National
Cancer Institute di Washington le ha
riconosciute come valide. Lissoni è stato
chiamato dal National
cancer institute di Washington, il
tempio della scienza medica mondiale a cui
venerdì riferirà dell'uso dei 4 ormoni prodotti
dalla ghiandola pineale.
Nel frattempo, il tempio della ricerca
internazionale sta compiendo gli stessi studi
sugli animali, mentre a Monza Paolo Lissoni ha
già una casistica di 2500 pazienti in 25 anni
(circa il 15% dei pazienti del reparto).
Di conseguenza, il San Gerardo si ritrova ad
essere l'unico centro al mondo con una
tradizione di studio sulla ghiandola
pineale.
«Non ho mai voluto spaccare il mondo degli
oncologi come fece il professor Di Bella -
dichiara il dottor Lissoni - ma auspico l'unione
fra gli specialisti del settore, l'unità delle
terapie per rendere, per esempio le
chemioterapie sempre meglio accettate ed
efficaci».