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PERSONALITA' - vedi:
Spirito +
Cervello
+
Modelli mentali
La parola "Persona" in greco significa "maschera" dell'IO
SONO, e' tutto dire, infatti e' la verita'...!
Ogni persona umana ha sin dalla nascita una base di
partenza Psico-biologica: il patrimonio organico innato
che ciascuno riceve attraverso la trasmissione
ereditaria (costituzione ereditaria =
DNA), da cui derivano le forme e proporzioni
del corpo (costituzione morfologica) e le modalità di
funzioni vitali (circolatoria, respiratoria, digestiva,
ecc.) dipendenti dal sistema nervoso e endocrino
(costituzione fisiologica).
Il complesso di questi elementi assieme alle
informazioni "nascoste" nel
DNA, determinano una
"consequenziale" struttura psichica o temperamento
assieme alle altre informazioni contenute nel
DNA
(predisposizioni anche Psichiche).
Perché "consequenziale" ?
Perché al condizionamento dei
fattori ereditari si deve aggiungere quello dovuto ai
fattori famigliari ed ambientali, specie i vari
traumi Psico-fisici subiti nella prima e
seconda infanzia, es. anche i traumi
Vaccinali
Psico-fisici
dell'eta'
pediatrica, ecc.), che interessano ed possono
interferire modulando tutta la futura vita del soggetto,
alterando fin dalle sue origini la personalita' del
soggetto specie se
Vaccinato.
La personalità è frutto di questi condizionamenti
e della reazione a questi condizionamenti.
Con la parola
temperamento s'intende la risposta
psichica naturale al corredo organico ereditario: essa
esprime impulsi, tendenze istintive, disposizioni,
necessità, stati affettivi...
Il
carattere invece è frutto dell'iniziativa
del soggetto sotto l'influsso dell'ambiente. Nel bambino
il carattere non si distingue ancora dal temperamento,
la decisione non si distingue dall'impulso, i processi
di inibizione sono poco sviluppati, gli schemi mentali
sono troppo semplici, ecc.
Man mano che il
cervello si in-forma, dal concepimento fino alla
nascita ed oltre, in esso si formano in continuazione i
collegamenti nervosi fra le varie aree del cervello, che
si chiamano
sinapsi;
infatti la personalita' e l'essere stesso si in-formano
utilizzando il
cervello e le sue sinapsi che, in caso di
traumi infantili, possono alterare le aree interessate
alle connessioni sinaptiche da un'area del cervello ad
un'altra, alterando la zona collegata rispetto a
quell'area naturale che avrebbe dovuto collegarsi in
mancanza di trauma infantile importante, cioe' con i
traumi importanti (come ad esempio il
trauma vaccinale), si alterano certi
collegamenti psico-sinaptici che avrebbero dovuto
verificarsi-attuarsi in assenza di tale trauma.
Le alterazioni
sinaptiche sono
facilmente indotte nell'infanzia, anche e
soprattutto dai
vaccini, se inoculati in
tenera eta’ come nel caso dei
vaccini pediatrici; infatti queste
induzioni
facilmente prodotte dalle
sostanze
tossico-nocive
vaccinali anche e NON solo
nelle
ghiandole endocrine e nel
cervello, possono
indurre anche e non solo a comportamenti
e/o movimenti compulsivi,
oppure ad iper eccitazione, anche sessuale
(maniacali, ninfomania, ecc.), alterazioni della
Personalita’
di vario tipo, deviazioni
psichiche da quella
naturale,
(es.:
funzioni cognitive, isolatamente o più
diffusamente, di comunicazione, linguaggio,
apprendimento, capacità prassiche,
relazionali, di autocontrollo, incapacita’ alla
concentrazione, a forme minimali od
importanti di
autismo, dislessia, incapacita’ a
fare certi movimenti, oppure a movimenti
compulsivi,
ecc, oltre a
Ninfomania,
Satiriasi,
Sex addiction,
ecc., o
devianza anche sessuale rispetto al proprio
tipo di sesso fisico (omosessualita’),
violenza nei giovani e successivamente
negli adulti, ecc. ecc.,
come ogni buon
Psicologo sa molto bene.
Da alcuni anni i ricercatori
riconoscono un altro tipo di infiammazione, la
cosiddetta Infiammazione Silenziosa. Questo tipo di
infiammazione interna ha una natura insidiosa ed è
responsabile di molti disturbi cronici anche Psichici,
fino ad interessare la formazione anomala della
Personalita'.
Il processo infiammatorio è il primo dei meccanismi
naturali del nostro organismo a far fronte ad un evento
infettivo, virale (anche vaccinale) o batterico,
traumatico-forte stress,
intossicazione da farmaci e
vaccini,
metalli pesanti
Tali disturbi sono causati principalmente nel lattante e
nel bambino, da inquinanti ambientali (metalli
tossici, magari le
amalgami dentali
della madre che hanno intossicato il feto, ma e
soprattutto dalle
sostanze
tossico-nocive dei vaccini, propinate ai
lattanti, da farmaci, e successivamente da quelli
ambientali, nei ragazzi ed adulti), e nell'adulto anche
e non solo da un inadeguato stile di vita, portando
anche e non solo ad uno squilibrio ormonale, che causerà
l'Infiammazione Killer, infiammazione che agisce a
livello organico, sistemico e quindi anche
Psichico.
Un fattore importante nella formazione dell’Infiammazione
Silente Sistemica nei tessuti, anche nervosi,
è un’alta presenza di Radicali Liberi. Questa condizione
di squilibrio è chiamata
Stress
Ossidativo. La presenza di
Stress
Ossidativo nei tessuti genera facilmente una
risposta
infiammatoria,
ad es. nei muscoli e nelle articolazioni, cellule
nervose del
cervello di sopra e
di sotto,
ecc., generando quindi soprattutto nel lattante le
alterazioni della personalita' di cui stiamo parlando.
Ricordiamo che la
Personalita' si forma - vedi
Psicosomatica - in funzione delle
indicazioni contenuto del
DNA
ricevuto dai genitori + le informazioni (di
qualsiasi tipo) ricevute nella
placenta, nello sviluppo del
feto + quelle alla nascita + quelle che
si ricevono dalla nascita in poi, + in
funzione del tipo di
sinapsi generate nel
cervello
soprattutto dal concepimento, alla nascita e
nei primi 12 anni.
OGNI tipo di trauma Fisiologico e
soprattutto Psichico, modifica
inevitabilmente il tipo di collegamento
informazionale-sinaptico e quindi
puo' modificare la
Personalita' del
Feto-Bambino-Ragazzo-Adulto, secondo il tipo
di trauma subito, (i
Vaccini
sono
traumi
NON da poco), e la Personalita', lo
ricordiamo, non finisce mai di svilupparsi e
modificarsi, arricchendosi di informazioni e
sinapsi, fino alla morte.
In occidente, il più antico
precursore dello studio della personalità fu
Ippocrate che, in un'ottica di considerazione
dell'uomo con lo stesso grado di differenziazione di un
microcosmo.
Con il termine Personalità si intende l'insieme
delle
caratteristiche psichiche e delle modalità
comportamentali che definiscono il nucleo delle
differenze individuali, nella molteplicità dei contesti
in cui la condotta umana si sviluppa. La personalità non
solo unifica gli aspetti biologici del temperamento e
quelli psichici del carattere, influenzati
dall'ambiente, ma crea anche valori, modelli di
comportamento, forme di organizzazione sociale in grado
di modificare l'ambiente e la stessa personalità.
La personalità è semplicemente il modo usuale con cui si
agisce e reagisce nei confronti della vita, è il proprio
modo di essere e di relazionarsi agli altri, nella
specificità dei contesti in cui si vive. La personalità
è l'espressione dinamica del nostro Io, per cui una
buona personalità riflette la forza della mente (personalita')
dell'IO
ed il suo equilibrio. Il problema fondamentale è quindi
quello di rafforzare l'Io, l'autonomia del soggetto e la
sua capacità di rapportarsi a se stesso e agli altri con
coerenza ed efficacia (autostima).
Una buona autostima rafforza la mente dell'IO
SONO,
la sua identità e lo rende più efficace nei confronti
delle sfide della vita quotidiana.
La migliore strategia per prevenire il disagio psichico,
a qualsiasi età è quella di considerare l’importanza dei
fattori di vulnerabilità e di autoefficacia.
In psicologia si parla di Personalità per indicare
caratteristiche individuali che si manifestano
attraverso il modo di reagire al mondo esterno, i
vissuti soggettivi, la visione del mondo;… in termini
generali: attraverso il
comportamento.
I cambiamenti patologici della personalità possono
essere dovuti a un’esperienza Psico-fisica catastrofica
(anche e soprattutto dal
trauma Vaccinale) od a una
affezione psichiatrica, su base
infiammatoria,
tipica delle reazioni a farmaci e soprattutto Vaccini !
Nel primo caso l’evento deve aver provocato una grave
minaccia o un danno all’integrità fisica, e ne deriva
una tendenza all’isolamento con atteggiamenti ostili, di
sfiducia e sentimenti di estraneità, passività e
sensazioni di estraneamento (chiusura in se stessi).
L’autostima
rappresenta un valore profondo della persona, esprime la
forza del suo “IO”, è la
valutazione che una persona dà di se stessa e applica a
se stessa e rappresenta la conservazione di una
concezione soggettiva del proprio valore. Inoltre
esprime il bisogno di stabilità psicologica per
affrontare il mondo.
E’ tuttavia talvolta difficile accettarsi come persona
ed essere sicuri e determinati rispetto al proprio modo
di esistere (autoefficacia), essere soddisfatti delle
scelte e avere la giusta dose di fiducia in se stessi
che rende possibile la gestione dei problemi della vita.
Ma ciò che è ancora più importante è il ruolo che gioca
l’autostima nel promuovere il benessere.
Appare infatti evidente che l’autostima consente alla
persona di formulare progetti innovativi e di aprirsi
con fiducia a nuove esperienze.
Essere soddisfatti del
presente. Non aspettare il futuro per chiedersi cosa
fare per essere contenti della propria vita; il livello
di soddisfazione del presente è un indice importante di
salute psicologica.
Quando non si è contenti della propria vita occorre
fermarsi ed individuare le problematiche da risolvere in
modo da cogliere gli aspetti più importanti della vita.
Ciò presuppone anche un’analisi profonda del proprio
passato che porti alla valorizzazione delle esperienze –
sia positive che negative -. Il passato – anche quando è
stato triste – non deve rappresentare un peso, non deve
essere il fardello che condiziona il presente; imparare
a cogliere nel passato gli insegnamenti opportuni e a
dare il giusto peso psicologico alle esperienze passate
costituisce un prerequisito fondamentale per essere
soddisfatti del presente.
Ciò premesso occorre essere ottimisti rispetto al futuro
ed imparare ad intraprendere iniziative mirate a
realizzare progetti specifici per essere protagonisti
della propria vita.
In sintesi: essere contenti del presente, essere
consapevoli del passato, progettare il futuro !
Un
Disturbo di Personalita' e' un modo
abituale di esperienza interiore e di comportamento che
devia marcatamente rispetto alle aspettative della
società e della cultura in cui vive il soggetto.
Questa diversità, che si esprime con pensieri e modi di
interpretare se stessi e gli altri, nelle risposte
emotive, nel comportamento con gli altri e nel controllo
degli impulsi, e' rigida e pervasiva, influenzando
numerose situazioni personali e sociali, e persistente
nel tempo, risalendo generalmente all'età adolescenziale
o infantile. Essa inoltre provoca, se intensa, al soggetto un disagio
clinicamente significativo, oltre a compromissione del
funzionamento sociale, lavorativo, familiare.
"Sdoppiamento
della personalità.
Disturbo dissociativo di gravità variabile,
caratterizzato dall'esistenza nella stessa persona di
due (o piu’ = personalita’ multipla) personalità
distinte, ognuna con caratteristiche proprie più o meno
sviluppate.
Tale disturbo dell'identità è in relazione a
un'alterazione dei normali processi associativi e
integrativi. Alternativamente e per periodi di tempo
variabili, ciascuna personalità può assumere il
controllo del comportamento dell'individuo e interagire
con l'ambiente.
La consapevolezza dell'altra struttura spesso è
presente, ma può anche mancare. Lo sdoppiamento della
personalità può osservarsi, per esempio, nella
psiconevrosi isterica in cui rientra tra i disturbi
della coscienza". By "Enciclopedia DeAgostini"
vedi anche:
http://psychomedia.it +
http://www.lupus-italy.org/spcsaluteartles.html
vedi:
Psicosomatica - 1 +
Psicosomatica - 2
+
PsicoNeuroEndocrinoImmunologia
+
CONFLITTI
SPIRITUALI IRRISOLTI + STRESS = MALATTIA
+
Come nasce la malattia ?
+
Memi -
Engrams
+ Ego/IO
+ Mente
+ Anima +
Sistema Immunitario +
Stress +
Stress e funzioni
vitali
IMPORTANTE
Una delle regole della
Medicina Naturale e' questa: "una
scopata
al giorno toglie il medico di torno...",
cio' significa che un buon e sano
sesso, fatto con gioia nella coppia (meglio se
maschio + femmina) e NON di nascosto, scaricando le
tensioni emotive-mentali, evita lo
stress intenso e quindi la salute ne trae
beneficio, il contrario porta comunque facilmente verso
la
malattia, prima mentale e poi fisica !
Studio
finlandese rivela come le Emozioni si manifestano nel
corpo modificandolo
ECCO perche' OCCORRE
ASSOLUTAMENTE il
PROTOCOLLO
ADATTO per TENTARE di RIABILITARE CONTEMPORANEAMENTE SPIRITUALMENTE
ed
ENERGETICAMENTE
il MALATO, QUANDO lo si CURA fisicamente con le
GIUSTE e NATURALI
TERAPIE
RISANATRICI.
Questa
e'
l’enorme responsabilita'
che
anche
i
tecnici
che lavorano nella sanita',
debbono assumersi, ma che per ora latitano !
vedi
Cure
Naturali
+
Protocollo
della Salute
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La nostra vera identità:
di che cosa è fatta la coscienza di Sé - 8 Apr. 2013
Ecco come capiamo chi siamo: il ruolo della nostra
storia, degli altri e perfino della nostalgia Non ce lo
chiediamo tutti i giorni, ma ogni tanto farebbe bene
domandarsi chi
siamo.
Per esempio, da un punto di vista psicologico siamo più
simili a una collana di perle o a una corda ?
La collana è fatta di elementi che cambiano restando
però sempre uguali e che sono tenuti insieme da un filo
continuo, mentre una corda è costituita da fibre che
stanno saldamente insieme, anche se non c'è nessuna
fibra che corra per intero lungo tutta la corda.
L'esperienza comune porta a credere che l'identità
personale sia più simile a una collana di perle con il
suo filo unico e continuo, ma le prove che vengono dalla
ricerca sembrano indicare che assomigliamo di più a una
corda.
Quindi, nel tempo non ci sono componenti della nostra
vita mentale che persistono costanti. E non solo:
singole componenti di noi stessi possono manifestarsi
autonomamente e prendere decisioni, che erroneamente
crediamo essere state prese dal nostro Sé completo.
A questo complesso argomento dell'identità personale e
della sua costanza o incostanza nel tempo ha dedicato
recentemente ampio spazio la rivista New Scientist. Se
dunque la ricerca ha dimostrato che la nostra identità è
più che altro un insieme non continuo di componenti,
qualcosa deve tenere insieme tutti questi pezzi,
altrimenti non potremmo percepirci come persona unica;
qualcosa ci tiene insieme dal punto di vista
psicologico, integra tutte le informazioni che
provengono dall'interno del corpo e dal mondo esterno,
oltre che dalla nostra storia personale, illudendoci di
essere un'identità unica. È questo «qualcosa» che «tiene
insieme» a costituire ciò che chiamiamo la nostra
personalità, il Sé, l'identità, che è anche l'agente che
pensa i nostri pensieri e compie le nostre azioni.
Si tratta del risultato di un'azione complessa di cui
quasi mai ci rendiamo conto, e che dipende dal buon
funzionamento del
cervello.
Ma c'è di più.
Oltre all'illusione del Sé esisterebbe
anche l'illusione di essere gli autori coscienti delle
nostre azioni, che invece sarebbero determinate da
imperscrutabili meccanismi inconsci, come peraltro già
Freud aveva intuito.
Dicono in proposito gli psicologi Daniel Wegner e Thalia
Wheatley dell'University of Virginia, autori di un
classico articolo pubblicato sulla rivista American
Psychologist: «Credere che i nostri pensieri coscienti
siano la causa delle nostre azioni è un errore basato
sull'esperienza illusoria della volontà». E poi, dato
che sembra non esserci limite all'incertezza, forse non
esiste neanche il presente, che è proprio il tempo nel
quale percepiamo la nostra identità corrente.
Diversi studi sulla percezione hanno dimostrato che c'è
un piccolo ma significativo scarto tra gli eventi del
mondo che ci circonda e la nostra percezione. Un
esperimento, chiamato flash lag illusion (l'illusione
del flash che resta indietro) dimostrerebbe che il
presente che percepiamo è solo una ricostruzione di
qualcosa che è appena passato.
L'esperimento viene realizzato con un disco rotante sul
quale è disegnata una freccia con la punta rivolta verso
il bordo del disco. Vicino al disco c'è una luce che si
accende ogni volta che passa la punta della freccia e
che dovrebbe quindi essere percepita esattamente al suo
passaggio. Invece, quello che succede è che la luce
viene percepita in ritardo rispetto al passaggio della
punta della freccia.
Il fenomeno è stato studiato da
David Eagleman del Baylor College of Medicine di
Houston, in Texas, e dal Terrence Sejnowski del Salk
Institute for Biological Studies di La Jolla, in
California. Dato che non è possibile pensare che la
nostra mente possa estrapolare il futuro, la spiegazione
che i ricercatori danno del fenomeno è che il
cervello
usa il passato immediato per costruire quello che
percepiamo come presente. Viviamo un passo indietro a
ciò che realmente accade.
Un rinforzo alla costruzione
del Sé viene però dalla relazione con gli altri, come
afferma lo psicologo Bruce Hood dell'University of
Bristol, autore del libro The Self Illusion: «In quanto
esseri umani abbiamo una radicata tendenza a interagire
con gli altri e questo ci aiuta a scoprire chi siamo». E
per poter interagire adeguatamente è prima necessario
aver ben fissato i confini della propria identità.
Operazione che non riesce del tutto alle persone che
soffrono di autismo
(danno
vaccinale), le quali mostrano un
ritardo nel riconoscere se stessi allo specchio, ma
hanno anche la tendenza a costruire un minor numero di
ricordi autobiografici.
Un'ipotesi neurofisiologica oggi accreditata è che chi
soffre di autismo possa avere un
malfunzionamento
di un’area della corteccia cerebrale prefrontale
destinata proprio a questo tipo di compiti, ma
contemporaneamente anche a quello di comprendere le
azioni degli altri.
L'importanza dell'interazione sociale nella costruzione
e nel mantenimento del Sé è tale che lo psicologo
Antonio Damasio, dell'University of Southern California,
ha coniato l’espressione The social me (Il me sociale).
Visto che una funzione primaria dell’autoidentità è
costruire relazioni, ne consegue che le caratteristiche
del Sé dipendono in gran parte dall'ambiente in cui esso
vive. E ci sono prove sperimentali del fatto che
esistono differenze marcate nelle identità che si
sviluppano in contesti culturali differenti (NdR:
o che hanno subito traumi, ad esempio
quello vaccinale
in tenera eta' (pediatrica).
Ad esempio, gli orientali tendono a focalizzare le loro
memorie personali su fatti storici e di rilevanza
sociale, mentre gli occidentali danno maggior peso a
eventi personali e di raggiungimento di specifici
obiettivi. Una differenza che testimonia come in diverse
culture si formino Sé diversi, ciascuno con un suo
bagaglio di memorie autobiografiche che contribuiscono a
tenere insieme l'identità personale.
Interessanti ricerche sono state realizzate a proposito
di quella che può essere considerata un tipo particolare
di memoria autobiografica associata a un forte
sentimento: la nostalgia. Secondo un gruppo di
ricercatori statunitensi guidati da Constantine
Sedikides, dell'University of Southhampton, il
sentimento della nostalgia avrebbe come scopo principale
il mantenere una condizione psicologica di continuità
del Sé. Chi vive il proprio passato con quel tipico
senso agrodolce che dà il ricordo nostalgico, sta in
realtà dando valore alle proprie identità passate e
anche alle persone, ai luoghi e agli eventi della sua
vita trascorsa.
Un'operazione al servizio dell'unità del Sé. «La
nostalgia viene dispiegata al servizio di un incremento
della continuità del Sé — dicono i ricercatori
statunitensi —. Attraverso le fantasticherie nostalgiche
la persona va avanti e indietro tra i suoi Sé
individuali e collettivi, nello sforzo di esplorare e
comprendere in maniera significativa non solo la propria
rilevanza per le vite degli altri, ma anche il posto
tenuto dagli altri nella propria vita».
Una funzione
psicologicamente decisiva, che contribuisce a tenere
insieme le varie identità che l'individuo sviluppa nel
corso della sua vita e al tempo stesso a proteggere la
salute psichica. È stato infatti dimostrato che quando
il Sé interiore diventa troppo frammentato, possono
insorgere manifestazioni patologiche di
depersonalizzazione, ma anche, più semplicemente,
episodi di ansia, depressione e difficoltà di
integrazione sociale.
By Danilo Di Diodoro - Tratto da: corriere.it
Commento NdR: pur
essendo in massima parte d'accordo con questo articolo,
non posso non notare che siccome siamo principalmente
un'insieme di informazioni, alla
morte
queste informazioni tenute assieme da un perche' che qui
non viene indicato, ne' spiegato, dove si localizzano,
dove vanno e perche' ?
Le risposte le troviamo qui:
Chi siamo - 1
+ Chi siamo -
2 +
Conclusioni
+ Morte
cosa sei - 2 +
Vuotoquantomeccanico
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