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GUIDA  alla  SALUTE con la Natura

"Medicina Alternativa"   per  CORPO  e   SPIRITO
"
Alternative Medicine"
  for  BODY  and SPIRIT
 

 
 


Il PENSIERO CREA
(Salute o malattia)
Lo Spirito crea attraverso il Verbo che si manifesta attraverso il Suono = Linguaggio
L'acidosi e' la base fisiologica del Cancro sulla quale scende lo stress del Conflitto Spirituale Irrisolto,
che ne e' la Causa primaria attivando il Tumore nell'organo bersaglio dell'archetipo conflittuale.
Cancro = Combattere l'acidita' per sconfiggerlo - Le ultime ricerche
Universo Intelligente + Universo Elettrico + SOVRANITA' INDIVIDUALE (Dichiarazione)
PsicoNeuroEndocrinoImmunologia
Paolo-Lissoni: i-segreti-della-pineale-anticancro-io-oncologo-vi-spiego-perche-la-medicina-esclude-di-bella/
 

I NOSTRI PENSIERI SONO CREATIVI

Questa è la più importante legge della natura che abbiamo bisogno di conoscere. Un piccolo pensiero non fa una grande differenza, ma i pensieri sono come gocce d'acqua. Si accumulano nel tempo. Ed è così che se continuiamo a ripetere gli stessi pensieri ancora e ancora, loro crescono, e la goccia diventa una pozzanghera, e la pozzanghera uno stagno, e lo stagno un oceano. Se sono positivi, possiamo galleggiare nell'oceano della vita. Se i pensieri sono negativi, possiamo affogare in un mare di negatività. 
Qual è il vostro normale atteggiamento quando vi svegliate la mattina ? Se è un continuo lamentarsi e arrabbiarsi, quello sarà il tipo di giornata che avrete. Se è un'attitudine di speranza, fede, e amore, quello sarà il giorno che vivrete perché è quello di cui avete bisogno. Sedete quietamente per qualche minuto e notate i vostri pensieri. Veramente volete il tipo di vita che questi pensieri creano ? Scegliete pensieri che vi nutrono. I nostri pensieri sono creativi e tu sei il pensatore !
Qualsiasi oggetto o impresa è stato prima un pensiero nella mente di qualcuno, un'idea. Che idea abbiamo di noi stessi ?
Quante volte nella vita ci fermiamo a creare, pardon pensare, a quello che vogliamo veramente ? 
Se vogliamo realizzare qualcosa ci dobbiamo pensare, visualizzare, portare attenzione. 

AUTO-APPROVAZIONE e AUTO-ACCETTAZIONE SONO la CHIAVE per i CAMBIAMENTI  POSITIVI
Quando siamo arrabbiati con noi stessi, quando giudichiamo e critichiamo qualunque cosa facciamo, quando abusiamo di noi stessi, le nostre vite non funzionano. Le vecchie credenze negative a proposito di noi stessi sono solo vecchi modi di pensare e non hanno base nella verità. Come possiamo aspettarci che gli altri ci amino e ci accettino se noi per primi non ci amiamo e non ci accettiamo ? "Io amo e accetto me stesso esattamente come sono" è il più potente pensiero che vi aiuterà a creare un mondo di gioia. 

NOI POSSIAMO LASCIARE ANDARE il PASSATO e PERDONARE CHIUNQUE
Il passato esiste soltanto nella nostra mente. Trattenere vecchi dolori è un modo per punire noi stessi oggi per qualcosa che qualcuno ha fatto molto tempo fa. Questo non ha per niente senso. Troppo spesso noi sediamo in una prigione di risentimento auto-creato, e questo è un modo terribile per vivere. Libera te stesso. 
Perdonare non vuol dire giustificare il cattivo comportamento di qualcun altro; vuol dire lasciare andare il nostro risentimento su quella situazione. Chiunque, inclusi voi stessi, sta facendo il meglio che può in ogni momento, con la Comprensione, l'Attenzione, e la Conoscenza che ha in quel momento. Rinunciare al nostro risentimento e rimpiazzarlo con la comprensione libera noi stessi. Il Perdono è un dono a
  noi stessi

Ii PERDONO APRE la VIA all'AMORE
L'Amore è l'obiettivo. L'Amore Incondizionato. Come ci arriviamo ? Attraverso la porta del Perdono. Il perdono è come gli strati di una cipolla. Qualche volta è meglio cominciare con il perdonare le persone che sono più facili da perdonare, muovendosi verso dolori sempre maggiori man mano che diveniamo più esperti in questo processo. E così possiamo "sfogliare" i dolori uno ad uno fino a che non arriviamo ad un livello più profondo di comprensione. Troveremo l'Amore ad aspettarci. Amore e Perdono vanno mano nella mano. 

L'AMORE E' la PIU' POTENTE FORZA di GUARIGIONE che C'E'
L'Amore stimola il nostro sistema immunitario. Noi non possiamo guarire, o diventare interi, in un'atmosfera di odio. E mentre impariamo ad amare noi
stessi diventiamo potenti. L'Amore ci aiuta a passare da vittime a vincitori. Il nostro Amore per noi stessi ci attrae verso quello di cui abbiamo bisogno per il nostro cammino di guarigione. Le persone che si sentono a posto con se stesse sono attraenti naturalmente. 

SEMPLICEMENTE DECIDETE di VOLERE
Non è necessario aspettare di sapere come fare tutte queste cose. Tutto quello che dobbiamo fare è volerle fare. Perché i nostri pensieri sono creativi. Se avete un pensiero, "Io voglio cominciare a rilasciare il giudizio, o a perdonare, o ad amare me stesso", voi state mandando quel messaggio nell'Universo. E nel ripeterlo ancora e ancora, mettete in moto le Leggi dell'Attrazione. Nuove strade si dispiegheranno per aiutarvi. 
L'Universo vi ama ed è lì pronto ad aiutarvi a manifestare qualunque cosa voi decidiate di credere e di pensare. Sii veramente desideroso di avere una buona vita !
Tratto da: http://list.sublimen.com
vedi:
PsicoNeuroEndocrinoImmunologia + Modelli mentali

IMPORTANTE
Una delle regole della Medicina Naturale e' questa: "una scopata al giorno toglie il medico di torno...", cio' significa che un buon e sano sesso, fatto con gioia nella coppia (meglio se maschio + femmina) e NON di nascosto, scaricando le tensioni emotive-mentali, evita lo stress intenso e quindi la salute ne trae beneficio, il contrario porta comunque facilmente verso la malattia, prima mentale e poi fisica !
Studio finlandese rivela come le Emozioni si manifestano nel corpo modificandolo


Cancro e Pineale - vedi: BioElettronica
 Dopo 25 anni di ricerche il dott. Paolo Lissoni, oncologo della divisione di Radioterapia del San Gerardo è riuscito nel suo intento. Infatti, il National cancer institute di Washington, l'istituto oncologico che divulga notizie scientificamente attendibili, ha corroborato la fondatezza dei suoi studi sulla ghiandola pineale
 Lissoni parte dalla teoria di Cartesio che a metà del '600 teorizzava il ruolo della ghiandola pineale (alla base del cranio) come collegamento tra il corpo e l'anima. Infatti, Lissoni si rifà agli antichi filosofi che parlavano di unità della persona tra corpo e anima, dai Magi a Platone, secondo cui la malattia era il distacco dall'universale. Dall'ipotesi filosofica, poi è passato a quella scientifica: la ghiandola produce quattro ormoni (fra cui la melatonina), in alcuni casi utili come antitumorali. 
 Secondo il
dott.Paolo Lissoni non basta curare solo la parte fisica del tumore, ma bisogna occuparsi anche della psiche del paziente, perché la cura della malattia non è semplicemente organica, ma deriva anche da un malessere esistenziale. I quattro ormoni vengono prodotti nelle quattro diverse fasi della giornata, seguendo il ritmo del sole. Le teorie del medico monzese sono state a lungo derise, ma il National Cancer Institute di Washington le ha riconosciute come valide. Lissoni è stato chiamato dal National cancer institute di Washington, il tempio della scienza medica mondiale a cui venerdì riferirà dell'uso dei 4 ormoni prodotti dalla ghiandola pineale. 
 Nel frattempo, il tempio della ricerca internazionale sta compiendo gli stessi studi sugli animali, mentre a Monza Paolo Lissoni ha già una casistica di 2500 pazienti in 25 anni (circa il 15% dei pazienti del reparto).
 Di conseguenza, il San Gerardo si ritrova ad essere l'unico centro al mondo con una tradizione di studio sulla ghiandola pineale
 «Non ho mai voluto spaccare il mondo degli oncologi come fece il professor Di Bella - dichiara il dottor Lissoni - ma auspico l'unione fra gli specialisti del settore, l'unità delle terapie per rendere, per esempio le chemioterapie sempre meglio accettate ed efficaci».


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Studio finlandese rivela come le Emozioni si manifestano nel corpo modificandolo
Un gruppo di ricercatori delle università di Aalto e Tampere, in Finlandia, ha individuato attraverso un test scientifico i legami tra le emozioni che proviamo e le parti dell’organismo che reagiscono nello specifico a queste emozioni, somatizzandole, e ha creato una mappa di queste correlazioni in cui ad ogni emozione viene associato il distretto corporeo corrispondente.
Lo studio, intitolato “Bodily maps of emotions”, è stato pubblicato il 31 dicembre 2013 su Proceedings oftbe National Academy of Sciences (la rivista ufficiale dell’Accademia Nazionale delle Scienze statunitense) ed è il frutto di una ricerca condotta su più di 700 persone di nazionalità e cultura diversa, soprattutto finlandese, svedese e taiwanese, che sono state indotte ad identificarsi in svariate situazioni emotive (attraverso racconti, filmati ed immagini) e riportare ciò che sentivano nel proprio corpo durante l’identificazione su una mappa dell’organismo umano.

Nella grafica, in giallo e in rosso sono indicate le zone che vengono particolarmente accese dalla reazione emotiva, mentre in azzurro e blu quelle private progressivamente di calore.

 

Le emozioni che producono maggiore calore nel corpo risultano l’innamoramento (lungo le braccia, la sommità della testa e la zona interna delle cosce), ma anche la vergogna (busto, torace e testa), l’invidia (testa e torace) e la rabbia (che scalda in particolare le mani). L’ansia sembra riscaldare il busto ed in parte la testa, ma raffredda gli arti, in particolare le gambe, così come la vergogna e l’invidia.
Significativo come la felicità (o le condizioni di contentezza o soddisfazione che le si avvicinano di più) riscaldi invece tutte le regioni del corpo (seppure in gradazioni diverse), mentre la tristezza e ancor più la depressione privano di calore ed indeboliscono tutto l’organismo, in particolare gli arti.
Emozioni più complesse, come ansia, innamoramento, depressione, disprezzo, orgoglio, invidia, vergogna, hanno mostrato una minore incisività nel corpo (forse perché agiscono nel lungo termine, a seconda dell’abitudine ad identificarvisi), a differenza di emozioni primarie quali rabbia, paura, disgusto, felicità, tristezza e sorpresa.
Secondo gli autori, il fatto che questi risultati siano uguali sia tra gli europei sia tra gli asiatici dimostrerebbe che le emozioni non sono influenzate, nel loro manifestarsi nel corpo, dall’ambiente culturale di riferimento, e conferisce ulteriori validazioni accademiche al legame tra emotività, pensiero e sensazioni fisiche.
Tratto da: Punto Zero-Ediz. Nexus, supp, al n 112

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Il premio Nobel per l’HIV - AIDS Luc Montagnier ha dichiarato:

“L’aids non porta necessariamente alla morte, specialmente se si eliminano i co-fattori che supportano la malattia.
E’ molto importante dare a questi co-fattori lo stesso peso che diamo all’hiv.

I FATTORI PSICOLOGICI SONO di VITALE IMPORTANZA per SOSTENERE il SISTEMA IMMUNITARIO. E se si elimina questo sostegno, DICENDO a chi e' MALATO che e' CONDANNATO a MORIRE, BASTERANNO queste  PAROLE a CONDANNARLO (riportato anche su Wikipedia)

 “…..alcuni individui si infettano ma non sviluppano la malattia  (Aids) e mantengono spontaneamente sotto controllo la replicazione del virus. Questi individui vengono chiamati élite proprio perché il loro sistema immunitario ha trovato il sistema giusto per bloccare il virus.  La nostra speranza sta nello studio di questi individui……” (pag. 9 Nova “Il sole24 ore” – 11 dicembre 2008)

 “…..test genetici possono rilevare fattori ossidativi…… lo stress ossidativo - vedi Stress ossidativo - può creare una mutazione del DNA ed è sovente correlato anche allo stress psicologico …….Mens sana in corpore sano….. bisogna convincere medici e politici…..”

dalla Trasmissione televisiva “Che tempo che fa” Rai 3 – 1 febbraio 2009

 

Queste dichiarazioni, davvero molto importanti nonostante il  disaccordo con la scoperta di Montagnier, aiutano  tutti coloro che, in ogni tempo e, a volte, con grande sacrificio, si sono occupati di ricercare le cause delle malattie.
Già gli
Antichi conoscevano le correlazioni psicosomatiche.

Penso ai testi Vedici e  Teosofici. Penso alle affermazioni della Teosofa H.P. Blawatsky “…
La potenza dell’immaginazione sulle nostre condizioni fisiche si può constatare in molti modi.
Il medico intelligente non esita ad accordare a quella un potere curativo o morbigeno di gran lunga superiore alle pozioni. ….
La paura spesso uccide ed i dispiaceri hanno un grande effetto sui fluidi sottili del corpo…” (Iside Svelata  La Scienza– 1875 – pag. 126)  e a quelle dell’antropologo-Teosofo Bernardino del Boca     
“…….G.B. Morgagni, (1682-1771) il grande medico fondatore dell’anatomia patologica ora sa che la sua scienza è basata su errori per aver conosciuto solo la parte materiale del corpo umano ignorando la realtà eterica ed astrale…… ora si sa come è nato il flagello dell’aids e come guarirlo…….” (Rivista Età dell’Acquario pag. 4 n. 77/92)

Penso ai processi e al carcere  subito da  R.G. Hamer che ha scoperto le correlazioni fra psiche-cervello-organi e che scrive, tra l’altro sull’aids: “ Aids ?: malattia da diagnostica……
Dalle mie osservazioni e da quelle di altri studiosi dell’Aids, risulta precisamente che si possono manifestare i tipici (presunti) sintomi dell’aids solo allorché la persona sa o sospetta di essere hiv positiva……l’aids è quindi un errore colossale” (pagg.225-228 “Il cancro e tutte le cosiddette  “malattie” ”)

Penso al processo penale subito da Stefan Lanka genetista virologo tedesco: accusato di 14 omicidi e di cinquecento tentati omicidi per aver affermato che non è mai riuscito ad isolare il retrovirus hiv, e che quindi dichiarava ufficialmente errate le scoperte di Montagnier, fu assolto perché durante il processo non si presentò nessun scienziato a giurare di aver isolato tale retrovirus (sentenza del Tribunale di Gottingen del 24/2/97)

Penso anche a tutti gli altri ricercatori, in parte sotto elencati, che con il loro lavoro, occultato dai media, hanno certamente contribuito anche loro ad aiutare  la ricerca e le persone coinvolte direttamente con questo problema e che, quindi, forse proprio grazie  a questo enorme lavoro svolto, Montagnier abbia potuto rivedere alcune sue iniziali posizioni come le affermazioni suindicate rivelano.

Penso infine, e  soprattutto, a coloro che sono passati al di là del velo per errori che non investono certo solo il karma personale, come sovente si è portati a pensare, ma  anche  il karma collettivo, e quindi di tutti,  allorché si persegue ad incentivare una ricerca basata solo sulle analisi di laboratorio procrastinando “il dividi et  impera”.

 

Le affermazioni di Montagnier evidenziano dunque  che il presunto virus diventerebbe mutante allorché si abbassano le difese immunitarie e, contemporaneamente, evidenziano che tali difese dipendono anche dalle paure psichiche. E’ esattamene quel che succede anche per le diagnostiche di tumore. Nel primo caso (hiv)  si attribuisce la sindrome aids all’opera del virus “mutante”, nel secondo caso (tumore) si attribuiscono le sindromi  alle cosiddette “metastasi”.
Biologicamente è lo stesso
processo scatenato dal panico che, a seconda dell’immaginazione, muterà il Terreno biologico nella parte del corpo oggetto dell’immaginazione medesima. Non sono teorie; esiste ora a comprova  una ricchissima raccolta di testimonianze corredate da relativa documentazione scientifica . 
Ne cito una molto significativa: sono state presentate ad un gruppo di medici due tac cerebrali effettuate nello stesso giorno ed esattamente uguali: la prima non evidenziava alcunché; la seconda, effettuata dopo alcune ore, evidenziava quello che viene definito il segno di un trauma psichico.
Il paziente interrogato affermò che, dopo aver effettuato la prima tac, gli fu  consigliata una seconda per un approfondimento ed il dubbio gli creò  una
violenta crisi di panico che produsse la modifica riscontrata  nella tac successiva.

E’ opinione di molti dunque che quel gruppo di individui definiti da Montagnier  “elitari” che saranno oggetto di studio da parte del medesimo, come sopra riportato, evidenzieranno che il loro sistema immunitario è tale, oltre che per lo stile di vita ecc., anche, e forse soprattutto, per l’assenza di panico poiché costoro erano o sono stati subito informati circa  la verità inerente a tale diagnostica.

Come sopra detto esistono infatti oramai numerosi ricercatori, oltre a quelli già citati, che da tempo dissentono dalle prime affermazioni di Montagnier  relativamente alla scoperta dell’hiv ed al rapporto hiv=aids. 
Ne elenco alcuni:

- P. Duesberg, massimo esperto in virologia autore di numerosi libri tra cui “Aids: il virus inventato”

- Heinrich Kremer direttore di cliniche specializzate per tossicodipendenti di Berlino, Brema, Amburgo e Bassa Sassonia

- Kary Mullis premio Nobel 1993

- Heinz Ranger, professore di biologia molecolare e virologia, premio Koch nel 1978

- Alfred Hassig, professore di immunologia all’università di Berna e direttore della banca del sangue della Croce Rossa svizzera

- Eleni Papadopulos-Eleopulos, Turner, Papadimitriou, scienziati australiani

- De Marchi e Franchi autori del libro “Aids la grande truffa”

- Elio Rossi, patologo clinico e psicologo autore del libro “hiv e aids: fine degli opposti estremismi” Ed anche i professori e medici: Harry Rubin, Roger Cunninghan, Gordon Stewart, Charles Thomas, Joseph Sonnabend, Andrei Herxheimer, Etienne de Harven, Bernard Forscher Giuseppe de Micheli, Paolo Brunetti, Antonio Tagliati, Livia Ileana Duce, Guglielmo Campione ed altri ancora  oltre  ai sopracitati Hamer, Lanka  e Bernardino del Boca.

 By Paola Botta Beltramo - OTS
 

Le RICERCHE MOSTRANO un NESSO fra MICROBIOMA Intestinale (intestino) e CERVELLO - 09/01/2015
Chiamate collettivamente microbioma, le migliaia di miliardi di microbi che abitano il corpo umano vivono principalmente nell’intestino, dove ci aiutano a digerire il cibo, a sintetizzare le vitamine e a difenderci dalle infezioni. Ora, recenti ricerche sul microbioma hanno dimostrato che la sua influenza si estende ben oltre l’intestino, fino ad arrivare al cervello. Negli ultimi 10 anni, vari studi hanno collegato il microbioma intestinale a una serie di comportamenti complessi, come umori ed emozioni, appetito e ansia.
Il microbioma intestinale sembra contribuire al mantenimento della funzionalità cerebrale, ma non solo: potrebbe anche incidere sul rischio di disturbi psichiatrici e neurologici, fra cui ansia, depressione e autismo. Una delle modalità più sorprendenti con cui il microbioma influisce sul cervello è durante lo sviluppo.
“Esistono delle finestre evolutive critiche in cui il cervello è più vulnerabile poiché si sta preparando a rispondere al mondo circostante”, spiega Tracy Baie, docente di neuroscienze presso la facoltà di veterinaria dell’Università della Pennsylvania. “Così, se l’ecosistema microbico della madre si modifica - per esempio a causa di infezioni, stress  o diete - ciò cambierà il micro bioma intestinale del neonato, e gli effetti possono durare tutta la vita.”
Altri ricercatori stanno esplorando la possibilità che il microbioma abbia un ruolo nelle malattie neurodegenerative come l’Alzheimer e il Parkinson.
Fonte: MedicalXpress.com : http://tinyurl.com/kaa2j36

Commento NdR: ma cio’ puo’ accadere anche e non solo per i vaccini che il neonato subisce dai due, tre mesi  in avanti…infatti se una madre ha delle amalgami dentali in bocca (contengono mercurio) il neonato potra’ subire delle conseguenze anche gravi.


Infine vi sono i Batteri detti "Psicobiotici" - vedi: Spirito
Cosa sono gli psicobiotici ?
Sono probiotici che alterano la
mente, e i ricercatori affermano che possono migliorare l’umore, diminuire l’ansia e la depressione e apportano molti altri benefici. I probiotici sono microrganismi vivi che sono simbiotici con i batteri intestinali positivi e che riescono ad arrivare nell’intestino integri. Ad esempio i fermenti dello yogurt non sono considerati probiotici perché muoiono appena entrano in contatto con i succhi gastrici non sopportandone l’acidità.
Fino a qualche anno fa era difficile credere che alterando i batteri nell’intestino, si potesse gestire meglio lo stress, migliorare l’umore, e anche curare ansia o depressione. Eppure ci sono moltissime ricerche scientifiche pubblicate da vari ricercatori in tutto il mondo che riguardano la connessione intestino-cervello e che stanno dimostrando proprio questo.
Ora sappiamo che è possibile modificare i batteri intestinali in modo da influenzare positivamente l’umore e la funzione del cervello. Uno dei principali modi è quello di assumere gli psicobiotici. 
Gli psicobiotici sono organismi vivi che, se ingeriti in quantità adeguate, producono un beneficio per la salute nei pazienti affetti da malattie psichiatriche.[1] Questa definizione, coniata nel 2013, è troppo limitante se ci si basa sulla più recente ricerca che dimostra che non c’è bisogno di avere una depressione clinica, un disturbo d’ansia, o qualche altro disturbo psichiatrico affinché gli psicobiotici influenzino positivamente il cervello.[2] Chi soffre di stress cronico, depressione, o di ansia ha il potenziale per beneficiare di questa classe di probiotici.

Come gli psicobiotici agiscono sul cervello
1. Uno dei modi per cui questi probiotici “alterano la mente” è attraverso la loro capacità di produrre vari composti biologicamente attivi, come i neurotrasmettitori. Diverse molecole con funzioni neuroattive come l’acido gamma-amminobutirrico (GABA), la serotonina, le catecolamine e l’acetilcolina possono essere prodotti dai batteri intestinali.[3] Quando questi neurotrasmettitori sono secreti all’interno dell’intestino, possono attivare cellule all’interno del rivestimento epiteliale che a loro volta rilasciano molecole che stimolano la funzionalità cerebrale e influenzano il comportamento.
2. Una seconda modalità attraverso cui gli psicobiotici agiscono sul cervello è esercitando effetti sul sistema di risposta allo stress del corpo, che coinvolge il cervello e le ghiandole surrenali.[4] Questo sistema, noto come asse ipotalamo-ipofisi-surrene (HPA), diventa disfunzionale in caso di stress cronico o malattia. Quando si verifica una disfunzione dell’asse HPA, la produzione ritmica di cortisolo e di altri ormoni legati allo stress diventa perturbata. Questo potrebbe svolgere un ruolo centrale nel provocare disturbi dell’umore e problemi cognitivi.[5]
3. Un terzo modo per cui gli psicobiotici possono agire sul cervello è attraverso la loro azioni anti-infiammatoria.[6] 
I livelli cronicamente elevati di infiammazione in tutto il corpo e nel cervello sono ormai noti essere una delle principali cause della depressione e di altri disturbi dell’umore e cognitivi. Questa infiammazione può derivare dall’intestino, e alcuni psicobiotici apportare i loro effetti benefici nel cervello abbassando l’infiammazione.

Quali probiotici sono psicobiotici ?
La ricerca sta cominciando a identificare quali probiotici abbiano effetti sul sistema nervoso e quali siano questi effetti.
Negli studi effettuati in persone sane, diversi psicobiotici hanno dimostrato di migliorare l’umore e la funzione cognitiva e di diminuire i sintomi di stress e ansia. Alcuni psicobiotici hanno anche dimostrato di curare la depressione, l’ansia, e altri problemi di salute mentale e cognitivi nei pazienti con disturbi psicologici e / o altre condizioni mediche.

Psicobiotici per la depressione e l’ansia
E’ stato effettuato uno studio clinico su pazienti con disturbi depressivi maggiori, in cui alcuni hanno assunto integratori prebiotici, altri un placebo per otto settimane.[7] L’integratore prebiotico era costituito da Lactobacillus acidophilus, Lactobacillus casei, Bifidobacterium bifidum (2 miliardi di CFU ciascuno). Dopo otto settimane, i pazienti che hanno ricevuto il probiotico avevano diminuito in modo significativo i punteggi totali sulla Beck Depression Inventory, un test ampiamente utilizzato per misurare la gravità della depressione, rispetto ai pazienti che avevano assunto il placebo. Inoltre, avevano una significativa diminuzione della infiammazione sistemica come misurato dal hs-CRP, i livelli di insulina erano significativamente più bassi, si era ridotta la resistenza all’insulina, e si era verificato un significativo aumento di glutatione, un antiossidante.
Altri psicobiotici hanno conseguenze benefiche sull’umore e sui sintomi di ansia, ma anche in persone senza questi disturbi. In uno studio per analizzare i possibili effetti su ansia, depressione, stress in volontari sani, è stato utilizzato un probiotico che contiene Lactobacillus helveticus r0052 e Bifidobacterium longum R0175 (Probio’Stick®), ed è stato  dimostrato che esso aveva alleviato lo stress psicologico, in particolare la depressione, la rabbia, l’ostilità, e l’ansia quando assunto per 30 giorni.[8] I ricercatori hanno concluso che L. helveticus r0052 e B. longum R0175 hanno effetti psicologici benefici nei soggetti sani. Possono contribuire a rafforzare l’umore e alleviare l’ansia nelle persone affette da varie malattie croniche.
Lo stesso probiotico studiato sopra (Lactobacillus casei ceppo Shirota) è stato utilizzato in un altro studio controllato con placebo nei pazienti con sindrome da stanchezza cronica.[9] I pazienti sono stati divisi in gruppi in cui uno ha ricevuto 24 miliardi di unità formanti colonie di Lactobacillus casei, ceppo Shirota e un altro un placebo al giorno per due mesi. Le persone che avevano assunto il probiotico avevano una significativa diminuzione dei sintomi di ansia. Molti psicobiotici supplementari hanno dimostrato di poter curare la depressione e l’ansia in studi su animali. Il Lactobacillus plantarum, ceppo PS128, per esempio, è noto per l’effetto di aumentare la dopamina e la serotonina e di diminuire i comportamenti di depressione nei topi.[10] 
Nei topi depressi che sono stati sottoposti a stress precoce, questo stesso psicobiotico diminuisce il cortisolo, normalizza il sistema di risposta allo stress (HPA), e diminuisce la depressione.[11] Sia il Bifidobacterium longum e sia il Bifidobacterium breve riducono l’ansia e migliorano le prestazioni nei test cognitivi nei topi.[12] [13]

Psicobiotici per lo stress
E’ stato anche dimostrato che gli psicobiotici aiutano le persone e gli animali sottoposti a stress. Una bevanda di latte fermentato (kefir) contenente il Lactobacillus casei, ceppo Shirota, ha impedito un aumento di cortisolo ed ha aumentato i livelli di serotonina negli studenti di medicina stressati.[14] Inoltre, la bevanda probiotica ha diminuito i sintomi fisici legati allo stress come dolore addominale e sintomi del raffreddore.
Gli autori dello studio hanno concluso che l’assunzione di Lactobacillus casei, ceppo Shirota “può esercitare effetti benefici per prevenire l’insorgenza di sintomi fisici nei soggetti sani esposti a situazioni di stress.”
Il Lactobacillus helveticus NS8 è stato confrontato con l’SSRI (citalopram) nei ratti con depressione, ansia e disfunzioni cognitive a causa dello stress cronico.[15] Il prebiotico ha funzionato meglio del citalopram nel ridurre l’ansia indotta da stress, depressione e disfunzioni cognitive. Esso ha abbassato il cortisolo e riportato i livelli di serotonina e di altri  neurotrasmettitori cerebrali alla normalità.
Altri probiotici contenenti Lactobacillus helveticus  hanno anche dimostrato, in studi condotti su animali, di poter ridurre la depressione legata allo stress e all’ansia, influenzando la serotonina, il cortisolo, e altri composti neuroattivi.[16] 
Ad esempio, il Lactobacillus helveticus r0052 combinato con il Lactobacillus rhamnosus R0011 ha normalizzato i comportamenti simili all’ansia e le carenze di apprendimento e di memoria nei ratti immuno-deficienti con disfunzioni dell’asse HPA.[17]

Alcuni prebiotici sono anche psicobiotici ?
I prebiotici possono anche agire come importanti regolatori dell’umore e della funzione del cervello. I prebiotici non sono organismi vivi come i probiotici, ma sono sostanze vegetali che stimolano la proliferazione dei batteri positivi intestinali.
In un recente studio è stato dimostrato che essi riducono la secrezione dell’ormone dello stress, il cortisolo, e migliorano l’elaborazione emotiva in volontari sani. I partecipanti hanno ricevuto uno dei due prebiotici (frutto-oligosaccaridi, FOS, o Bimuno-galactooligosaccharides, B-GOS) oppure un placebo (maltodestrine) al giorno per tre settimane. I livelli di cortisolo al mattino erano significativamente più bassi dopo l’assunzione B-GOS rispetto a chi aveva assunto il placebo. I partecipanti che avevano assunto B-GOS hanno anche mostrato aumenti positivi sulla vigilanza e attenzione, che è un’indicazione che il prebiotico ha avuto effetti anti-ansia. Nessun effetto è stato trovato dopo la somministrazione di FOS.[18]
Le persone con l’intestino irritabile spesso hanno l’ansia e / o depressione, condizioni correlate direttamente con la disbiosi e con la diminuzione dell’attività intestinale e della diversità microbica.[19] Uno studio ha trovato che una miscela prebiotica contenente galactooligosaccaride ha dato benefici sull’ansia nella sindrome dell’intestino irritabile.[20]  Il trattamento giornaliero con questa miscela per 4 settimane ha ridotto i punteggi di ansia e ha avuto un notevole impatto positivo sulla qualità della vita.

Conclusione
Nel complesso, i risultati di questi studi dimostrano che gli psicobiotici hanno il potenziale di avere un impatto positivo sulla funzionalità del cervello, sul miglioramento dell’umore, sul trattamento della depressione e dell’ansia, e aiutano a gestire lo stress.  I migliori psicobiotici ed i relativi dosaggi devono ancora essere determinati. In generale sono raccomandati almeno 10 miliardi di CFU al giorno per la maggior parte dei probiotici, tra cui gli psicobiotici, ma possono anche essere utili apporti superiori o inferiori. Basta fare una prova per almeno un mese prima di decidere se funzionano o meno.
La chiave della salute è nel nostro intestino e gli antichi di ogni tradizione lo sapevano benissimo. Ippocrate, padre della medicina moderna, ha detto 2400 anni fa: “Tutte le malattie hanno origine nell’intestino“.

Commento NdR: anche e pur rispettando gli autori dello studio, precisiamo: non e' che un singolo batterio influisce sulla psiche, ma e' l'insieme sinergico di TUTTI i batteri autoctoni della flora intestinale, il microbioma, che permette al soggetto di avere una psiche / mente  lucida ed attenta, senza distrazioni dai malesseri causati dalle alterazioni della flora foriera di qualsiasi danni o ammalamento.

Riferimenti
[1] Dinan TG et al. Psychobiotics: a novel class of psychotropic. Biol Psychiatry. 2013 Nov 15;74(10):720-6.
[2] Tillisch K et al. Consumption of fermented milk product with probiotic modulates brain activity. Gastroenterology. 2013 Jun;144(7):1394-401, 1401.e1-4.
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Tratto da dionideam.it