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GUIDA  alla  SALUTE con la Natura

"Medicina Alternativa"   per  CORPO  e   SPIRITO
"
Alternative Medicine"
  for  BODY  and SPIRIT
 

 
 


DOVE LOCALIZZARE la MENTE ?
L'acidosi e' la base fisiologica del Cancro sulla quale scende lo stress del Conflitto Spirituale Irrisolto,
che ne e' la Causa primaria attivando il Tumore nell'organo bersaglio dell'archetipo conflittuale.
Cancro = Combattere l'acidita' per sconfiggerlo - Le ultime ricerche
Universo Intelligente + Universo Elettrico + SOVRANITA' INDIVIDUALE (Dichiarazione)
PsicoNeuroEndocrinoImmunologia
Paolo-Lissoni: i-segreti-della-pineale-anticancro-io-oncologo-vi-spiego-perche-la-medicina-esclude-di-bella/
 

Una Mente estesa - Mente, cervello e telepatia - Dov’è localizzata la nostra mente ?  

Ci hanno insegnato a credere che la mente sia solo dentro la nostra testa, che l’attività mentale non sia altro che attività cerebrale. Alcune prove sperimentali descritte in quest’articolo suggeriscono che la nostra mente si estenda ben oltre il cervello; estendendosi attraverso dei campi che ci collegano al nostro ambiente e gli uni agli altri.

I campi mentali sono radicati nel cervello, proprio come i campi magnetici che circondano un magnete sono radicati nel magnete stesso, o come i campi di trasmissione attorno ai telefoni cellulari sono radicati nel telefono e nella sua attività elettrica interna. I campi mentali inoltre si estendono attorno al cervello allo stesso modo in cui i campi magnetici si estendono attorno ai magneti, ed i campi elettromagnetici attorno ai telefoni cellulari.
I campi mentali (la Psiche utilizza onde elettromagnetiche per esprimersi nel corpo del Vivente) ci aiutano a spiegare la telepatia, la sensazione di essere osservati ed altre capacità molto diffuse ma tuttora prive di spiegazione. Soprattutto, i campi mentali sono alla base della normale percezione quale parte essenziale della vista.

(NdR:
La mente mente  - vedi: Modelli mentali
Il mondo che si vede non è la vera realtà, ma è quello che la nostra mente ci fa vedere.  La mente è condizionata da cio' che ha appreso e seleziona (filtra e/o risuona) fra tutti i segnali esterni quelli che meglio si adattano alla sua concezione del mondo.
In effetti la mente mente
(mentisce).
In sistesi, la mente e' parte integrate dello Spirito e' il suo "muscolo" per mettere ordine, se ne e' capace e fintanto che la mente glielo permette, nelle esperienze vissute o nelle cose viste, per elaborarle in immagini che l'Ego - l'
IO SONO (lo Spirito personalizzato) visiona, gusta, gioisce o meno !

Definiamola come l'insieme dei programmi e delle informazioni che stanno nel suo cervello

La differenza, rispetto all'elettronica, è che nei sistemi biologici il software è in grado di costruire e modificare l'hardware, ma a parte questo importante dettaglio, per il resto il discorso è molto simile.

"L’IO SONO-Ego/IO e' l'Ente/Essere che acquisisce e distribuisce lo Spirito per mezzo della mente del “Computer”, il corpo in questo caso diviene un'Ani+ma Vivente; il cervello/mente e' il “processore” che lavora, elaborando i dati dello spirito (le in-form-azioni), per mezzo dei programmi (schemi mentali), e quel lavoro è dato dall'integrazione dei dati ricevuti in input (consci ed inconsci), elaborati in un certo modo (che in gran parte deriva dal suo software, ma anche dai supporti fisici, con la loro velocità, consumo energetico, ecc) ed inviati alle unità di output.

Cosi come il SNC riceve “informazioni” (dall’interno e dall’esterno), le modula in diverse sedi dal primo neurone al neurone corticale e da questo alla rete neuronale della corteccia di associazione, mettendole a disposizione e scambiandole anche con i vari atomi ed elettroni che sono presenti nel DNA di ogni neurone e certo grazie a come è strutturato ontologicamente e filogeneticamente, ma anche come si è strutturato fisicamente dalla nascita in poi (neuroplasticità), e dai "programmi", quelli ricevuti per mezzo del DNA e di quelli appresi, dalla mole dei dati registrati (la memoria), dalle possibilità operative di inviare dati in uscita, motori essenzialmente, ma non solo (per es.: modulativi)

Oggi dobbiamo usare molte parole convenzionali comunemente accettate e comprensibili per poterci capire, per arrivare a definire bene questo suono/parola: Ego/IO.

Es.: Per ottenere le migliori “prestazioni” dal nostro computer biologico (i 3 cervelli), occorre che i liquidi (vedi il Terreno  Matrice ) nel quali sono immersi i vari organi, cervello compreso, abbiano un pH vicino a 7,35, un potenziale elettronico rH vicino a 28  ed una resistività rò, molto alta.
vedi: Bio Elettronica

In questi valori l’intelligenza sarà evidente e molto abile nel risolvere i problemi della vita; al contrario se questi valori si abbasseranno verso l’acidità o si innalzeranno verso il basico, con un basso potenziale, ed un’alta resistivita’, il “computer” sarà sempre più lento e meno abile a fornire risposte utili ai fabbisogni giornalieri.


vedi: Definizione della parola: Anima
Uomo Psicoelettronico + PsicoNeuroEndocrinoImmunologia


IMPORTANTE
Una delle regole della Medicina Naturale e' questa: "una scopata al giorno toglie il medico di torno...", cio' significa che un buon e sano sesso, fatto con gioia nella coppia (meglio se maschio + femmina) e NON di nascosto, scaricando le tensioni emotive-mentali, evita lo stress intenso e quindi la salute ne trae beneficio, il contrario porta comunque facilmente verso la malattia, prima mentale e poi fisica !
Studio finlandese rivela come le Emozioni si manifestano nel corpo modificandolo

 

Immagini Fuori della nostra Testa
Guardatevi attorno. Le immagini che vedete sono dentro al vostro cervello
O sono al di fuori di voi – proprio dove sembrano essere ?
Secondo la teoria convenzionale, c’è un processo a senso unico: la luce entra, ma niente è proiettato all’esterno. Il movimento verso l’interno della luce è abbastanza familiare. Se guardate questa pagina, la luce riflessa si muove dalla pagina attraverso il campo elettromagnetico dentro ai vostri occhi. Le lenti dei vostri occhi focalizzano la luce per formare immagini capovolte sulla retina. Questa luce che cade sui bastoncelli e sui coni della retina provoca dei cambiamenti elettrici al loro interno, che danno luogo a cambiamenti caratteristici nei nervi della retina stessa. Gli impulsi nervosi si muovono lungo i nervi ottici fino al cervello, dove provocano forme complesse di attività elettrica e chimica. Fin qui, tutto bene. 
Tutti questi processi possono essere, e sono stati, studiati in dettaglio da neurofisiologi ed altri esperti della vista e dell’attività cerebrale.
Poi succede qualcosa di molto misterioso. Si fa esperienza consapevole di quello che si sta guardando, la pagina che vi sta di fronte. Si diventa consapevoli anche delle parole stampate e del loro significato. 
Dal punto di vista della teoria standard, non c’è alcun motivo per cui si dovrebbe esserne consapevoli. 
I meccanismi cerebrali dovrebbero procedere bene lo stesso senza la consapevolezza.
Ne consegue un altro problema. Quando vedete questa pagina, non sperimentate la vostra immagine di essa come fosse dentro al cervello, dove dovrebbe essere. Sperimentate invece la sua immagine a circa sessanta centimetri di fronte a voi. L’immagine è fuori dal vostro corpo.
La teoria standard, nonostante tutta la sua fisiologica sofisticazione, non ha alcuna spiegazione per la vostra esperienza più immediata e diretta. Tutta la vostra esperienza dovrebbe essere dentro al cervello, una specie di reality show virtuale dentro la vostra testa. Questo significa che il vostro cranio deve trovarsi al di là di qualsiasi cosa che state vedendo: se state guardando il cielo, il vostro cranio deve essere oltre il cielo ! 
Per quanto appaia un’idea assurda, sembra essere un’implicazione necessaria della teoria mente-nel-cervello.
L’idea che propongo è così semplice che è difficile da cogliere. La vostra immagine di questa pagina è esattamente dove sembra essere, di fronte ai vostri occhi, non dietro. Non è dentro al vostro cervello, ma fuori.
Così la visione implica sia un movimento della luce verso l’interno, sia una proiezione all’esterno di immagini. Attraverso i campi mentali la nostra mente si protende per toccare quello che stiamo guardando. 
Se guardiamo una montagna a dieci miglia di distanza, la nostra mente di protende per dieci miglia. 
Se guardiamo le stelle lontane, le nostre menti si protendono nei cieli, letteralmente per distanze astronomiche.
 

La Sensazione di Essere Osservati
A volte quando guardo qualcuno da dietro, lui o lei si volta e guarda dritto verso di me. E talvolta mi volto all’improvviso per scoprire che qualcuno mi sta fissando. Le statistiche dimostrano che oltre il 90% delle persone hanno avuto esperienze come queste. La sensazione di essere osservati non dovrebbe avvenire se l’attenzione è tutta dentro la testa. Ma se si protende all’infuori e ci collega a quello che stiamo guardando, allora il nostro guardare potrebbe avere un effetto su quello che guardiamo. 
È solamente un’illusione, o esiste veramente la sensazione di essere osservati ?
Questa questione può essere esplorata con esperimenti semplici e poco costosi. Si lavora a coppie. 
Una persona, il soggetto, si siede voltando la schiena all’altro, indossando una benda. L’altra persona, l’osservatore, si siede dietro al soggetto, e in una serie casuale di esperimenti guarda o il collo del soggetto, o distoglie lo sguardo e pensa a qualcos’altro. L’inizio di ciascun esperimento è segnalato da un clic o da un bip meccanico. Ogni esperimento dura circa dieci secondi ed il soggetto indovina dicendo “guarda” o “non guarda”.
Finora sono stati fatti più di 100.000 esperimenti, ed i risultati sono notevolmente positivi ed altamente significativi statisticamente, con probabilità che sia casuale di quadrilioni (N.d.T.: 10²?) a uno. La sensazione di essere osservati funziona anche quando si guarda la gente attraverso una TV a circuito chiuso. 
Anche gli animali sono sensibili all’essere osservati dalle persone, e le persone dagli animali. 
Questa sensibilità agli sguardi sembra molto diffusa nel regno animale e potrebbe essersi evoluta nel contesto delle relazioni predatore-preda: un animale che si fosse accorto quando un predatore nascosto lo stesse osservando avrebbe avuto una probabilità migliore di sopravvivere di un animale senza questo senso.
 

Telepatia
Le persone istruite sono state educate a credere che la telepatia non esista. Alla stregua di altri cosiddetti fenomeni psichici, la telepatia è respinta come un illusione. La maggior parte delle persone che aderiscono a queste opinioni, cosa che facevo anch’io, non lo fanno sulle basi di un attento esame delle prove. Lo fanno perché
c’è un tabù sul considerare seriamente la telepatia.
Questo tabù è correlato al paradigma prevalente o modello della realtà nella scienza istituzionale, cioè alla teoria della mente-dentro-il-cervello, secondo la quale la telepatia ed altri fenomeni psichici, che sembrano implicare misteriose specie di ‘azioni a distanza’, non possono assolutamente esistere.
Questo tabù risale come minimo all’Illuminismo, alla fine del diciottesimo secolo. Ma questo non è luogo per esaminarne la sua storia (che esamino ne The Sense of Being Stared at - N.d.T.: La Sensazione di Essere Osservati).
Piuttosto voglio riassumere alcuni esperimenti recenti, che suggeriscono che la telepatia non solo esiste, ma che è una parte usuale della comunicazione animale.
 

Animali Domestici Psichici
Mi sono inizialmente interessato al soggetto della telepatia circa quindici anni fa, e cominciai a cercarne delle prove negli animali che conosciamo meglio, cioè gli animali domestici. 
Presto iniziai a trovare numerose storie di proprietari di cani, gatti, pappagalli, cavalli ed altri animali che insinuavano che questi animali sembravano capaci di leggere la loro mente e le loro intenzioni.
Attraverso annunci al pubblico mi sono costruito un’ampia banca dati di questo tipo di storie, al momento contenente oltre 3.500 casi. Queste storie si suddividono in varie categorie. 
Ad esempio, molti proprietari di gatti affermano che il loro animale sembra intuire quando hanno intenzione di portarlo dal veterinario, ancora prima che abbiano tirato fuori la gabbietta o manifestato qualsiasi apparente indizio della loro intenzione. Alcuni sostengono che i loro cani sanno quando li porteranno a fare una passeggiata, anche quando sono in un’altra stanza, senza essere visti o sentiti, e quando la persona sta solamente pensando di portarli a fare una passeggiata. 
Certamente, nessuno pensa che questo comportamento sia sorprendente se succede in un orario di routine, o se i cani vedono la persona che si prepara ad uscire, o sentono la parola “andiamo”. 
Deducono che sia telepatico perché sembra succedere in assenza di tali indizi.
Una delle affermazioni più comuni e più testabili sui cani e sui gatti è che sanno quando i loro proprietari stanno tornando a casa, in alcuni casi anticipando il loro ritorno di dieci minuti o più. 
Nelle statistiche di famiglie scelte a caso in Gran Bretagna e in America, i miei colleghi ed io abbiamo trovato che circa il 50% di proprietari di cani ed il 30% di proprietari di gatti credono che i loro animali anticipino l’arrivo di un membro della famiglia. Attraverso centinaia di esperimenti videoregistrati, i miei colleghi ed io abbiamo dimostrato che i cani reagiscono alle intenzioni dei loro proprietari di tornare a casa anche se sono distanti parecchie miglia, anche quando ritornano ad orari casuali, ed anche quando viaggiano con veicoli insoliti come i taxi. 
La telepatia sembra la sola ipotesi che possa rendere conto dei fatti.
 

Telepatia Telefonica
Nel corso della mia ricerca sui poteri senza spiegazioni degli animali, ho sentito di molti cani e gatti che sembravano anticipare le chiamate telefoniche da parte dei loro padroni. Ad esempio, quando il telefono squilla nella famiglia di un noto professore dell’Università di California a Berkeley, sua moglie sa quando suo marito è dall’altra parte del telefono perché Whiskins, il loro gatto argentato, corre al telefono e raspa il ricevitore con le zampe. «Molte volte riesce a staccare la cornetta ed emette miagolii di apprezzamento che sono chiaramente udibili da mio marito all’altro capo – afferma - Se qualcun altro telefona, Whiskins non ci fa caso». Il gatto risponde anche quando telefona da viaggi sul campo in Africa o Sud America.
Questo mi ha portato a riflettere che io stesso ho avuto tale esperienza, in quanto, senza alcun apparente motivo, avevo pensato a delle persone che poco dopo hanno chiamato. 
Ho chiesto alla mia famiglia e agli amici se avevano mai avuto questo tipo di esperienza, e presto ho scoperto che la maggior parte la conosceva molto bene. Alcuni dissero che sapevano quando la loro madre o il fidanzato o un’altra persona significativa stava chiamando perché il telefono aveva un suono diverso!
I miei colleghi ed io abbiamo scoperto, attraverso
sondaggi approfonditi, che la maggior parte della gente ha apparentemente avuto esperienze telepatiche con le telefonate. 
Questo è in realtà il tipo più comune di telepatia apparente nel mondo moderno.
È tutta una questione di coincidenza, e memoria selettiva, dove la gente si ricorda solo quando qualcuno a cui stavano pensando ha telefonato, e dimentica tutte le volte che si sono sbagliati ? 
La maggior parte degli scettici presume che questo sia il caso, ma fino a poco tempo fa non c’era mai stata alcuna ricerca scientifica sull’argomento.
Ho messo a punto un semplice esperimento per testare la telepatia telefonica. I partecipanti ricevono una chiamata da quattro diverse persone ad un’ora prestabilita, ed essi stessi scelgono le persone che chiamano, di solito amici intimi o membri della famiglia. Per ciascun test, la persona che chiama è scelta a caso dallo sperimentatore gettando un dado. Il partecipante deve dire chi è che chiama prima che la persona parli. Se la gente stesse solamente indovinando, dovrebbero essere esatti una volta su quattro, o il 25% delle volte.
Abbiamo sinora eseguito più di 800 prove di questo tipo, e la percentuale media di successo è del 42%, molto significativamente al disopra del livello casuale del 25% con astronomiche probabilità contro la casualità (10²? a 1).
Abbiamo anche effettuato una serie di prove in cui due dei quattro chiamanti erano familiari, mentre gli altri due erano estranei, i cui nomi erano noti ai partecipanti, ma che non avevano mai incontrato. 
Con i chiamanti familiari, la percentuale di successo fu del 56%, altamente significativa statisticamente. 
Con gli estranei fu al livello della casualità, in accordo con l’osservazione che la telepatia tipicamente si manifesta tra gente che condivide legami emotivi o sociali.
Inoltre, abbiamo trovato che questi effetti non diminuiscono con la distanza. 
Alcuni dei nostri partecipanti erano dall’Australia o dalla Nuova Zelanda, ed essi potevano ugualmente identificare chi stava chiamando sia che fosse dall’altro capo del mondo o solo ad alcune miglia di distanza.


Menti Estese

Gli studi di laboratorio di parapsicologi hanno già dato prove statisticamente significative per la telepatia. 
Ma la maggior parte delle ricerche di laboratorio ha prodotto effetti piuttosto deboli, probabilmente perché la maggior parte dei partecipanti e “trasmittenti” erano estranei gli uni agli altri, e la telepatia normalmente dipende dai legami sociali.
I risultati degli esperimenti sulla telepatia telefonica danno effetti più marcati e più ripetibili perché coinvolgono persone che si conoscono bene. Ho anche scoperto che ci sono sorprendenti legami telepatici tra le madri che allattano ed i loro bambini. Ugualmente, le reazioni telepatiche degli animali domestici ai loro proprietari dipendono da forti legami sociali.
Voglio dire che questi legami sono aspetti dei campi che collegano assieme membri di gruppi sociali (che definisco campi morfici) e che agiscono da canali per il trasferimento di informazioni tra membri separati del gruppo. Telepatia letteralmente significa “sentire da lontano”, e tipicamente implica la comunicazione di bisogni, intenzioni e pericolo. A volte le reazioni telepatiche sono sperimentate come sensazioni, talvolta come visioni o il sentire delle voci, e talvolta nei sogni. 
Molte persone ed animali domestici hanno reagito quando coloro ai quali erano legati hanno avuto un incidente, o stavano morendo, anche se questo succede a molte miglia di distanza.
C’è un’analogia di questo processo nella fisica quantistica: se due particelle sono state parte dello stesso sistema quantistico e sono separate nello spazio, queste mantengono una misteriosa connessione. Quando Einstein si rese conto per la prima volta di questa implicazione della teoria quantistica, pensò che quest’ultima fosse sbagliata perché implicava quello che chiamava una “sconcertante azione a distanza”.
Gli esperimenti hanno dimostrato che la teoria quantistica ha ragione e che Einstein ha torto
Un cambiamento in una parte separata di un sistema può avere un effetto sull’altro istantaneamente. Questo fenomeno è conosciuto come non-località o non-separabilità quantistica. - vedi: Vuotoquantomeccanico
La telepatia, come la sensazione di essere osservati, è paranormale solo se definiamo come “normale” la teoria che la mente è ristretta al cervello. Ma se la nostra mente si protrae oltre il nostro cervello, proprio come sembra fare, e si connette con altre menti, proprio come sembra fare, allora fenomeni come la telepatia e la sensazione di essere osservati sembrano normali. 
Non sono affatto sconcertanti e strani, ai margini della psicologia umana anormale, ma sono parte della nostra natura biologica.
Certo, non sto dicendo che il cervello sia irrilevante per la nostra comprensione della mente. 
È molto rilevante, e recenti progressi nella ricerca sul cervello hanno molto da dirci. 
La nostra mente è centrata nel corpo, e nel nostro cervello in particolare. Però, non è limitata al nostro cervello, ma si estende ben oltre. Questa estensione avviene attraverso i campi della mente, o campi mentali, che esistono sia all’interno che oltre il cervello stesso.
L’idea della mente estesa dà più senso alla nostra esperienza rispetto alla teoria della mente-nel-cervello. Soprattutto, ci libera. Non siamo più imprigionati entro il limitato raggio del nostro cranio, le nostre menti separate ed isolate le une dalle altre.
Non siamo più alienati dai nostri corpi, dal nostro ambiente e dalle altre persone. Siamo interconnessi.
Tratto dal sito: www.sheldrake.org


Note sull’autore
Il Dr. Rupert Sheldrake è un biologo di fama mondiale e l’autore del recente libro THE SENSE OF BEING STARED AT, AND OTHER ASPECTS OF THE EXTENDED MIND (N.d.T.: La SENSAZIONE di ESSERE OSSERVATI, ed altri ASPETTI della MENTE ESTESA)  - Hutchinson, Membro dell’Istituto di Scienze Noetiche, vicino a San Francisco, vive attualmente a Londra. 
Secondo la
scienza noetica: i pensieri hanno una massa e quindi sono dotati di gravità che come tale, attrae le cose di massa inferiore che si trovano a passare vicino alle loro orbite. In alte parole, i pensieri possono effettivamente attrarre altre cose!


Prove e approfondimenti sulla telepatia
Per ulteriori dettagli sulla telepatia animale: Rupert Shaldrake - I poteri straordinari degli animali. Mondadori, Milano, 2000.
Dean Radin - The Conscious Universe (N.d.T.: L’Universo Cosciente), Harper, San Francisco, 1997)
vedi: Chi siamo noi ?+ Cervello, Mente Coscienza 2 + CERVELLO, come funziona + Due Cervelli + EGO / IO + ANI+MA  +  Definizione della parola Anima + Anima 3 +  Anima 4 +   Definizione di ANIMA  +  Il senso della Vita

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PRECISAZIONE IMPORTANTE:
L'Ego/IO (Ente = che diviene essere od anima vivente) nei fatti, utilizza la mEnte piu' il cervello, come interfaccia, per relazionarsi con la materia (spazio/tempo)
; la mEnte elabora i dati e li porge all'Ego/ IO SONO, che e' la Manifestazione dell'Infinito nel Finito, cioe' l'Essere = voce del verbo Essere coniugata all'Infinito, che nel tempo presente si identifica con l'IO SONO = ma significa anche colui che', e che quindi era, e sara'...all'Infinito..

La Persona (dal greco: maschera) e quindi la sua Personalita' - la forma esteriore manifestata ed amministrata=gestita dall'Ente =
ESSENZA - e' il corpo fisico, fatto di carne, ossa, sangue e Spirito, ma e' anche uno degli aspetti della mEnte che circoncide l'Ego/IO e puo' essere rappresentata, per essere meglio compresa, come la parete esterna sulla circonferenza di una bolla di sapone, sulla quale si identificano e si vedono le immagini che si modificano ad ogni istante, il cui insieme di dette immagini della mEnte che li identifica, la quale le porge all'Essere=Essenza nella sua manifestazione in quel dato spazio/tempo che e' corrispondente, per essere meglio compreso, simbologicamente rappresentato dall'aria esistente all'interno della bolla di sapone.
La mEnte manifesta la sua Personalita', e quest'ultima e' la parte mentale, parte che va continuamente informata, aggiornata, infatti essa cerca continuamente di in-formarsi per educarsi e far vivere con il minor danno nel qui ora, la Persona e quindi l'Essere, lo Spirito incarnato.
Essa cerca anche di scoprire da dove viene e dove va, chi siamo, ed il percorso da fare per la propria evoluzione fino ad arrivare all'illuminazione.
La mente si divide grossolanamente in due parti: conscio ed inconscio ed e' presente  e suddivisa nei 3 cervelli: Cervello di sopra (cranio) cervello di mezzo (cuore) e di sotto (intestino).

L'inconscio "vive" soprattutto nell'intestino, il conscio soprattutto nel cranio, il tutto mediato dalla mente del cuore (ove "vive" la parte mentale delle emozioni), il tutto in un colloquio permanente ed interdipendente fra queste 3 parti.

Cancro e Pineale - vedi: BioElettronica
Dopo 25 anni di ricerche il dott. Paolo Lissoni, oncologo della divisione di Radioterapia del San Gerardo è riuscito nel suo intento. Infatti, il National cancer institute di Washington, l'istituto oncologico che divulga notizie scientificamente attendibili, ha corroborato la fondatezza dei suoi studi sulla ghiandola pineale
Lissoni parte dalla teoria di Cartesio che a metà del '600 teorizzava il ruolo della ghiandola pineale (alla base del cranio) come collegamento tra il corpo e l'anima. Infatti, Lissoni si rifà agli antichi filosofi che parlavano di unità della persona tra corpo e anima, dai Magi a Platone, secondo cui la malattia era il distacco dall'universale. Dall'ipotesi filosofica, poi è passato a quella scientifica: la ghiandola produce quattro ormoni (fra cui la melatonina), in alcuni casi utili come antitumorali. 
Secondo il dott.Paolo Lissoni non basta curare solo la parte fisica del tumore, ma bisogna occuparsi anche della psiche del paziente, perché la cura della malattia non è semplicemente organica, ma deriva anche da un malessere esistenziale. I quattro ormoni vengono prodotti nelle quattro diverse fasi della giornata, seguendo il ritmo del sole. Le teorie del medico monzese sono state a lungo derise, ma il National Cancer Institute di Washington le ha riconosciute come valide. Lissoni è stato chiamato dal National cancer institute di Washington, il tempio della scienza medica mondiale a cui venerdì riferirà dell'uso dei 4 ormoni prodotti dalla ghiandola pineale. 
Nel frattempo, il tempio della ricerca internazionale sta compiendo gli stessi studi sugli animali, mentre a Monza Paolo Lissoni ha già una casistica di 2500 pazienti in 25 anni (circa il 15% dei pazienti del reparto).
Di conseguenza, il San Gerardo si ritrova ad essere l'unico centro al mondo con una tradizione di studio sulla ghiandola pineale
«Non ho mai voluto spaccare il mondo degli oncologi come fece il professor Di Bella - dichiara il dottor Lissoni - ma auspico l'unione fra gli specialisti del settore, l'unità delle terapie per rendere, per esempio le chemioterapie sempre meglio accettate ed efficaci».


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Abbiamo due menti !
Detta cosi pare una cavolata, ma senza comprendere e riconoscere questo fatto, ci mettiamo spesso nei guai.
La mente abituale è quella che conoscete meglio! Anzi a dire il vero è lei che consce voi, mentre voi non la conoscete. Innanzitutto voi la situate all'interno di voi stessi, in un tentativo di chiuderla dentro il cervello e dentro il cranio che ha del patetico, ma non è cosi, è solo la vostra interpretazione dei fatti, ma sono fatti illusori. Non c'è nessuna prova che la mente sia nel cervello !
La mente abituale è fuori di voi, fuori di testa ...il fatto che voi la localizziate dentro è uno dei motivi per cui si ha tutto il casino che abbiamo a controllarci , a ottenere ciò che vogliamo. Questo equivoco sulla localizzazione della mente abituale, è un trucco sensoriale, che ci spinge verso la constatazione falsa che esista questa realtà.
Se la mente abituale non è dentro il cervello allora dov'è ?
Come la Vodafone: tutto intorno a te ! E' per questo che c'è l' influenza ! La mente abituale essendo tutta intorno a te, è influenzabile da altre menti che a loro volta sono tutte intorno ad altri. Questa roba costituisce un essere complessivo che Jung chiamava Inconscio Collettivo !
Ma ecco il punto: esiste anche un'altra Mente ! Lo scrivo con la maiuscola perchè cosi saprete di cosa si parla.
La Mente, ha ricordi diversi dalla mente abituale. I ricordi della mente abituale sono la prassi in uso del Inconscio Collettivo. Sono ricordi della tua linea di memoria, sono cioè ricordi di vecchie credenze , quelle dei tuoi antenati per parte di madre e per parte di padre. I ricordi sono spesso idee condizionanti di altre persone che sopravvivono in tutto intorno a te ! Comprendere un tale fatto vi farà tirare un sospiro di sollievo.
Uno nasce e ha determinate paure, non avendo esperienze, come ha formato tali paure ? Se la sua mente è nuova, come mai ha rezioni di timidezza ?
Per esempio ? Ecco, la mente ha questa capacità di leggere il passato delle idee, delle credenze. Un fatto rivoluzionario e condizionante. Se ha questa capacità e ce l'ha, ecco che questo spiega il persistere di limiti e impossibilità del genere umano.
E' questa mente tutta intorno a voi, che piano piano, quando nascete, vi contamina e vi procura tutti i limiti che avete:
Come fa a farlo ? Lo fa grazie al meccanismo delle domande, come illustrato nella conferenza N 15.
Non avendo opinioni vostre, nel senso che nei primi anni voi siete senza credenze, lei assorbe le credenze stampate nei cromosomi dei vostri genitori, dei vostri nonni, che a loro volta le avevano assorbite nella stessa maniera ... Insomma siete in trappola.
Volevate i superpoteri e avete dei superdifetti. Fantastico vero ?
Comunque sia, avete ancora la possibilità di averli i superpoteri, ma dovete avere la coscienza dell'altra Mente, quella che ricorda diversamente !
Cosa ricorda questa Mente ? Ricorda Dio ! Ricorda lo stato di pura unità, se ne frega dei ricordi della mente abituale e dei suoi limiti atavici e collettivi.
Se voi affermate che preferite questi ricordi, quelli della Mente, avrete una sorta di guerra tra queste due menti, ma lo scontro è impari. Chi sceglierebbe di essere brutto, grasso, malato e povero e antipatico e indifeso, quando potrebbe essere bello , ricco , magro, sano, simpatico e potentissimo ? Solo un folle !
Ecco, la non comprensione di questa Mente, fa si che la mente abituale domini incontrastata.
Naturale che una delle credenze principali, la morte, viene considerata inevitabile in quanto suffragata da ricordi inconsci che non ci appartengono, ma che abbiamo fatto nostri per influenza, per incomprensione, e per la scelta di ricordare le cose della mente abituale anziche' i ricordi della Mente.
Tutto questo ha generato la persistenza di questo mondo. Esso è una illusione ! Solo attraverso la scelta di usare la Mente, possiamo rompere questo schema. Ogni volta che vi viene un pensiero e un'idea fatevi la domanda: chi fa questa domanda ?
La mente abituale ? Allora affermate che essa non è voi, affermate che volete la versione della Mente, le cose cambiano subito ! In un paio di giorni, noterete l'indebolimento delle vecchie memorie.
Ma seguite gli articoli, vi darò esempi pratici rivoluzionari...
Tratto da: dodicesima.com


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PERCEZIONE INCONSCIA
- Provata l'esistenza dell'apprendimento subliminale
Anche senza elaborazione conscia, il cervello può apprenderne il valore di indizi contestuali e sfruttarli per indirizzare il processo decisionale.
Sfruttando sofisticate tecniche di visualizzazione cerebrale, modellazione computazionale e mascheramento percettivo, ricercatori del Wellcome Trust Centre for Neuroimaging presso l'University College di Londra hanno dimostrato che è possibile realizzare un apprendimento finalizzato a uno scopo di ricompensa, senza la contestuale presenza di processi consci.
 Si tratta cioè di quell' "apprendimento subliminale" di cui da quasi un secolo si parla, ma del quale finora non era stata dimostrata in modo inequivoco l'esistenza.
"Spesso le persone affermano che la loro intuizione porta a decisioni migliori di un ragionamento consapevole", ha osservato Mathias Pessiglione, che firma un articolo sulla ricerca pubblicato sull'ultimo numero della rivista "Neuron". "Questa affermazione può essere in relazione a un apprendimento associativo subconscio basato su segnali subliminali presenti in una certa situazione". Un esempio, spiega il ricercatore, potrebbe essere quello di un esperto giocatore di poker che vince grazie a una associazione appresa fra esiti in termini di vincita delle giocate e manifestazioni comportamentali subliminali degli avversari.

Per studiare il fenomeno i ricercatori hanno sottoposto un gruppo di volontari a una serie di test, nei quali venivano creati indizi visivi, alcuni dei quali apparivano "mascherati" ma potevano essere utili a ottenere una ricompensa: "abbiamo pensato che se i soggetti non erano in grado di percepire una differenza fra i diversi indizi mascherati, sarebbero stati incapaci di costruire una rappresentazione conscia degli esiti connessi a tali indizi", ha spiegato Pessaglione.
Nel corso dei test i ricercatori hanno raccolto le scansioni di risonanza magnetica funzionale del cervello dei soggetti per studiare gli specifici circuiti cerebrali collegati al condizionamento subliminale. "Lo striato ventrale risponde sia a indizi subliminali sia agli esiti visibili in un modo che approssima strettamente il nostro algoritmo computazionale, esprimendo i valori aspettati di ricompensa e la predizione degli errori", ha notato Pessaglione. "Ne concludiamo che anche senza l'elaborazione conscia degli indizi contestuali, il nostro cervello può apprendere il loro valore di ricompensa e sfruttarli per indirizzare il processo decisionale." (gg)
Tratto da. lescienze.espresso.repubblica.it

La mente che vaga rende infelici – Nov. 2010
Molte tradizioni filosofiche e religiose insegnano che la felicità può essere trovata vivendo nell'attimo. Uno studio sembra dar loro ragione
Le persone passano il 46,9 per cento del loro tempo di veglia pensando a qualcosa di diverso da ciò che stanno facendo, e questo vagare della mente le rende insoddisfatte. E' quanto afferma uno
studio condotto da due psicologi della Harvard University, pubblicato su Science.
"La mente umana è vagabonda e una mente vagabonda è infelice", affermano Matthew A. Killingsworth e Daniel T. Gilbert.
A differenza degli altri animali, gli esseri umani passano molto tempo a pensare a che cosa non va attorno a loro, riflettendo sugli eventi avvenuti in passato e su quelli che potrebbero avvenire in futuro, o potrebbero non verificarsi mai. Tanto che quella di lasciar vagare la mente sembrerebbe la modalità di default del cervello.
Per cercare di tracciare questo comportamento, i ricercatori hanno sviluppato un'applicazione per iPhone che contattava a intervalli casuali 2250 volontari chiedendo quanto si sentivano felici in quel momento, che cosa stavano facendo e se stavano pensando alla loro attività, a qualcosa di piacevole, di spiacevole o di emotivamente neutro.
I soggetti potevano scegliere fra 22 attività di carattere generale, come camminare, mangiare, fare acquisti, guardare la televisione ecc. In media, gli interrogati riferivano che la loro mente stava vagando il 46,9 per cento delle volte, senza mai scendere sotto il 30 per cento, con la sola eccezione di quando come attività indicavano "fare l'amore".
"Il vagare della mente si verifica durante tutte le attività. E questo studio mostra che la nostra vita è pervasa, in misura davvero notevole, dal 'non-presente' ", dice Killingsworth.
La ricerca ha inoltre rilevato che le persone erano più felici quando facevano l'amore, facevano esercizio fisico o stavano conversando, mentre erano maggiormente insoddisfatte quando riposavano, durante il lavoro, e quando usavano il computer di casa.
"Il vagare della mente è un eccellente predittore della felicità delle persone. Di fatto, la frequenza con cui la nostra mente abbandona il qui e ora tende a essere predittivo dello stato di felicità più dell'attività in cui si è impegnati."
Secondo i ricercatori, solo il 4,6 per cento della felicità di una persona in un certo istante era attribuibile alla specifica attività che stava eseguendo, mentre lo stato di vagabondaggio o meno della mente dava conto del 10,8 per cento.
L'analisi temporale condotta dai ricercatori ha inoltre loro fatto ipotizzare che il vagare della mente era in generale la causa e non la conseguenza dello stato di insoddisfazione.
"Molte tradizioni filosofiche e religiose insegnano che la felicità può essere trovata vivendo nell'attimo, e insegnano a resistere al vagabondare della mente per essere 'qui e ora'. Queste tradizioni suggeriscono che una mente che vaga sia una mente infelice.
Ed il nostro risultato sembra confermarlo", commentano Killingsworth e Gilbert. (gg)
Tratto da: lescienze.espresso.repubblica.it
 

La mente che mente....

L'umore influenzato dai problemi intestinali 
La Ricerca trova un nesso fra cambiamenti comportamentali e malattie intestinali - Mag. 2011 - vedi: 2 cervelli

Non è solo nervosismo quello provocato dai problemi all'intestino. Una ricerca canadese della McMaster University è giunta alla conclusione che esiste un nesso diretto tra la flora batterica intestinale e il funzionamento cerebrale.
I risultati, pubblicati su Gastroenterology, indicano che diverse malattie intestinali, come ad esempio la sindrome del colon irritabile, sono associabili a sintomi depressivi e stati d'ansia. Stephen Collins, l'autore dello studio, commenta: “questo eccitante risultato fornisce lo stimolo a un ulteriore studio della componente microbica nella genesi dei disturbi comportamentali”.

Sono miliardi i batteri coinvolti nel funzionamento dell'intestino, analizzati da questa ricerca che ha voluto verificare l'effetto di antibiotici sulla flora batterica, e la compresenza di cambiamenti comportamentali.
I ricercatori hanno scoperto su modello murino che murino che l'azione degli antibiotici determinava un innalzamento dei livelli di ansietà. A questa modificazione era associato anche un aumento del fattore neurotrofico derivato (BDNF), anch'esso in relazione con sintomi depressivi e ansiosi.
Una volta sospesa la somministrazione degli antibiotici, il chimismo cerebrale e la flora batterica si normalizzavano.
In una seconda fase, i ricercatori hanno provveduto a colonizzare topi dall'intestino sterile con batteri provenienti da altri ratti che mostravano schemi comportamentali diversi.
In questo modo hanno scoperto che, a causa di questa “iniezione” di batteri i topi modificavano il loro comportamento, diventando più attivi e aggressivi. Lo stesso avveniva, ma in maniera speculare, se i topi “donatori” erano associati a un comportamento passivo.
Secondo il parere di Collins, lo studio getta le premesse per un'analisi più approfondita delle proprietà dei probiotici da utilizzare nel trattamento dei disturbi del comportamento.
Tratto da italiasalute.it

Commento NdR: e ci voleva una ricerca per la medicina ufficiale con i suoi medici impreparati per capire cio' che la Medicina Naturale afferma da tempo: l'intestino e' un secondo cervello e quindi influisce su tutti gli stati d'animo !

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Black out della percezione: il cervello (la mEnte) deve mediare – 15/05/2014
La nostra consapevolezza che le cose non mutano repentinamente fa sì che ciò che vediamo è condizionato da ciò che abbiamo appena visto.
Ecco perché non ci accorgiamo di improvvisi cambiamenti tra le scene di un film e che non abbiamo una visione precisa delle quantità. A scoprirlo, un gruppo di ricercatori dell'Università di Firenze e dell'Istituo di neuroscienze del Cnr di Pisa. Lo studio è pubblicato su Pnas

Chi si è accorto che la maglietta di Harry Potter, nel film 'L'Ordine della Fenice' cambiava da girocollo a scollatura in una frazione di secondo ? E chi ha notato che il croissant di Julia Roberts si trasforma in una frittella nel film 'Pretty Woman' ? Se non ve ne siete resi conto, non vi preoccupate.
Un gruppo di ricercatori dell'Università di Firenze e dell'Istituto di neuroscienze del Consiglio nazionale delle ricerche (In-Cnr) di Pisa ha scoperto i meccanismi cerebrali che ci rendono 'ciechi' a piccoli e rapidi cambiamenti, nei film così come nella vita reale.
Lo studio - pubblicato sulla rivista 'Proceedings of the National Academy of Science' - suggerisce che il nostro sistema visivo unisce costantemente le informazioni presenti con quelle del passato immediato ed è così che un cambiamento repentino passa inosservato.
"Questi meccanismi servono ad armonizzare la percezione del mondo che altrimenti sarebbe fortemente discontinua", dice David Burr, professore della facoltà di psicologia all'Università di Firenze e coautore dello studio. "A differenza che nei film, l'ambiente che ci circonda è sostanzialmente stabile, con pochi cambiamenti improvvisi.
Il cervello (NdR: in realta' e' la mEnte), sembra aver imparato che le cose non cambiano improvvisamente e, se un'informazione attuale non è completamente affidabile, ci si può basare su quello che si è visto prima".
"La ragione che sottende questo comportamento, prosegue il coautore Marco Cicchini dell'In-Cnr, è che gli apparati sensoriali non sono perfetti bensì contengono, come tutti i sistemi di comunicazione, fluttazioni casuali e 'rumore di fondo'.
Queste fluttuazioni, se registrate, potrebbero essere interpretate come veri e propri cambiamenti nel mondo esterno. Per questo motivo il sistema visivo cerca continuamente di mettere insieme gli stimoli che sono simili tra di loro e di costruirne una sorta di media".
Secondo lo studio, il sistema sacrifica l'accuratezza della singola informazione sull'altare della continuità e della stabilità della percezione. "Nel mondo reale, un cornetto non diventa una frittella in una frazione di secondo, quindi il campo di continuità percettiva stabilizza ciò che vediamo nel corso del tempo, portando a una più prevedibile sensazione stabile del mondo", spiegano i ricercatori. "La risposta non dipende solo dall'intensità dello stimolo ma anche da quella dello stimolo che l'ha preceduto: se quello precedente conteneva 20 oggetti, uno che ne contiene 30 sembra contenerne meno, circa 25; all'opposto, se lo stimolo precedente conteneva 40 oggetti, quello corrente che ne ha 30 sembra averne 35".
Lo studio rivela un meccanismo percettivo secondo cui il presente di cui siamo coscienti è a tutti gli effetti una media di ciò che abbiamo esperito negli ultimi quindici secondi circa. "Senza questa integrazione degli stimoli nel tempo, saremmo ipersensibili alle fluttuazioni visive innescate da ombre, dal movimento e da una miriade di altri fattori: i volti e gli oggetti potrebbero sembrare trasformarsi da un momento all'altro con un effetto sconvolgente", conclude Cicchini.
Tratto da lastampa.it

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Conclusione e sintesi sulla Mente & Cervello - La mente Infinita
Perché tante persone desiderano  ed altre pensano che la mente continui  ad esistere anche dopo la morte ?
Invece che un prodotto della culture religiose,  questa convinzione nasce dalla natura stessa della nostra coscienza, ed e’ una sua proprieta’ intriseca, in quanto essa e’ parte integrante della Consapevolezza Universale ed Infinita, che i religiosi chiamano impropriamente dio..
Il pensiero che di fatto e’ informazione (cio che sta formandosi), e’ parte integrante del Vuotoquantomeccanico (la “mente Infinita”) , esso fa parte della sua intrinseca  “sostanza”, e da questo “luogo” proviene ed a questo “luogo”  tutto ritorna.
Il cervello è come un qualunque altro organo del corpo, nei fatti e’ un “muscolo”. E la mente è il programma software che e’ insita, e' inserita nel cervello e proviene dal Programma di Vita inserito a sua volta negli atomi che ci compongono e quindi anche nel DNA; la mente quindi e’ ciò che il cervello fa: la parola mente e’ più un verbo=azione, che un nome, ed ha insita nella sua radice etimologica, la stessa radice della parola “mentire”.Quindi occorre capire che la mente puo’ anche mentire all'Essere
Allora perché ci domandiamo dove va la mente quando il corpo muore ?
Non dovrebbe essere evidente che alla morte del corpo, anche la mente è muore ? Ma lo ricordo ancora, la mente e’ nei fatti il programma per l’elaborazione dei dati per il buon funzionamento della parte hardware, il corpo, che e’ il sensore dell’Essere manifestato in questo spazio-tempo, per portare e ricevere, cioe’ per scambiare informazioni, elaborarle e rinviarle al Vuotoquantomeccanico = Infinito e serve all’Essere che appare in questa dimensione, per relazionarsi ad essa fin tanto che non trapassa in un’altro spazio-tempo, cioe’ muore, diviene invisibile in questa dimensione in quanto cambia proprio di dimensione.
Eppure, gente di ogni cultura crede in qualche tipo di vita nell'aldilà o, per lo meno, non è sicura di cosa accada alla mente al momento della morte.
Le mie ricerche mi hanno portato a ritenere che questa credenza e/o certezza, invece che derivare dalla religione o servire a proteggerci dal terrore dell'inesistenza, sia un sottoprodotto intrinseco dell'autoconsapevolezza e provenga direttamente dal Vuotoquantomeccanico attraverso il buco nero insito in ogni atomo e quindi questa consapevolezza e’ insita in Ogni cosa creata.. esistente nell’UniVerso.