Complimenti.....Sei entrato nel piu' completo Portale sulle Medicine Alternative, Biologico  Naturali e Spirituali - la Guida alla Salute Naturale - Leggi, Studia, Pratica e starai in Perfetta  Salute, senza Farmaci ne' Vaccini


GUIDA  alla  SALUTE con la Natura

"Medicina Alternativa"   per  CORPO  e   SPIRITO
"
Alternative Medicine"
  for  BODY  and SPIRIT
 

 
 


CANCRO e SPIRITO -  PSICHE
 (Italiano + English)
Lo Spirito crea attraverso il Verbo che si manifesta attraverso il Suono = Linguaggio
E' INDISPENSABILE per stare sempre BENE e' l'assunzione quotidiana, per certi periodi,
di acqua Basica a pH min. di 7,35 > 11 (almeno 1,5 lt)
Le bevande troppo saline e/o le bevande industriali, non vanno bevute giornalmente e/o spesso,
anche e per le loro forti acidita', in quanto influiscono sull'alterazione dei giusti valori di pH dell'acqua del corpo.

L'acidosi e' la base fisiologica del Cancro -  Il Conflitto Spirituale Irrisolto, ne e' la Causa primaria
Universo Intelligente + Universo Elettrico + SOVRANITA' INDIVIDUALE (Dichiarazione)
PsicoNeuroEndocrinoImmunologia
 

La Mente ed il Cancro - Il dibattito nella comunità scientifica
Sono decenni che la comunità scientifica è divisa sulla relazione mente-cancro.
Soprattutto negli anni Ottanta, è stata combattuta una vera e propria battaglia a colpi di studi epidemiologici. Alcuni di questi studi hanno dimostrato relazioni molto nette tra depressione e cancro, mentre altri le hanno decisamente negate.

Il culmine dello scontro si ebbe nel 1985, quando l'autorevole The New England Journal of Medicine pubblicò una ricerca di Barrie Cassileth del Centro tumori dell'Università della Pennsylvania. La studiosa non riscon­trò alcun legame tra depressione e tumori. Come è regola della rivista, gli studi più significativi vengono accompagnati da editoriali redatti da esperti sull'argomento. In quel caso l'editoriale non venne affidato a un esterno, ma a Marcia Angeli, della direzione del New England Journal of Medicine, che concluse: "È giunto il momento di riconoscere una volta per tutte che la nostra credenza che le malattie siano una rappresentazione diretta delle nostre emozioni appartiene quasi del tutto al mondo dei sogni".
Come era prevedibile, l'editoriale della più importante rivista medica americana scatenò un putiferio nella comunità scientifica.
Soprattutto gli psiconeuroimmunologi reagirono con forza criticando il semplicismo dell'analisi di Marcia Angeli. Coloro che indagano le relazioni esistenti tra mente e cancro, infatti, non pensano che la malattia tumorale sia una rappresentazione diretta delle nostre emozioni.
Il lettore di questo libro sa che, se si adotta il punto di vista della grande connessione, la malattia non è mai il prodotto lineare di alcunché, figuriamoci una malattia complessa, multifattoriale e con un lungo periodo di incubazione come il cancro !
No, il punto non è questo. Il punto è che il cervello ha vie di collegamento bidirezionali con gli altri sistemi di regolazione generale e, anche per loro tramite, con l'insieme dell'organismo.
L'attività mentale, le emozioni, transitano in questi circuiti, diventano modulatori, modificatori degli stati biologici e quindi possono funzionare come facilitatori dell'azione dei cancerogeni ambientali, o, al contrario, come ostacoli alla cancerogenesi. Ipotizzare queste possibilità non significa fare concessioni al semplicismo antiscientifico, significa al contrario allargare gli orizzonti della scienza.

Modificazioni biologiche indotte da stati mentali
È per questo che alcuni studi si sono concentrati nella ricerca delle prove delle modificazioni biologiche, in senso cancerogenetico, indotte da stati mentali.
Ronald Glaser, dell'Università dell'Ohio, per esempio, ha analizzato un certo numero di pazienti psichiatrici divisi in due gruppi a seconda del grado di depressione (maggiore o minore). I linfociti prelevati dai due gruppi sono stati danneggiati con radiazioni. Successivamente è stata misurata la capacità di riparazione del danno dei linfociti, che è risultata maggiore nel gruppo con depressione minore e viceversa.
Analisi più complesse sono state realizzate, negli anni Ottanta, da L. Temoshok che, in gruppi di persone sofferenti di cancro, ha trovato minori ostacoli alla diffusione del tumore (minore presenza di linfociti nei tumo­ri, minore resistenza dei tessuti alla limitazione della diffusione, maggiore indice di divisione cellulare) in quelle persone maggiormente represse dal punto di vista emozionale.
L. Temoshok, da questi studi, arrivò a formulare la teoria della personalità di tipo C (cancer risk personality) e cioè di quell'insieme di tratti individuali che espongono maggiormente al rischio di cancro.
La tabella ne mostra le caratteristiche distintive paragonate a quelle della personalità di tipo A, di cui si e' parlato nel capitolo “Le malattie infiammatorie”.

CARATTERISTICHE PSICOLOGICHE DEL TIPO C E DEL TIPO A
 Fonte: L. Grassi, M. Biondi Personalità di tipo C, stress e cancro, in M. Biondi La psicosomatica nella pratica cllni­ca, II Pensiero Scientifico, Roma, 1992.

Atteggiamenti e stati d'animo

Tipo C

Tipo A

Atteggiamenti non verbali.

Giù, coartato, lento, pa­ziente, meticoloso, passivo, triste, mite, rinunciatario, inerme, disperato, tranquil­lo, pacifico, sincero, riti­rato.

Su, instabile, veloce, impa­ziente, frettoloso, attivo, arrabbiato, veemente, com­battivo, speranzoso, circo­spetto, invadente.

Si irrita quando fa la fila.

No.

Sì.

Si irrita se chi è alla guida va piano.

No.

Sì.

Sente pressione e responsa­bilità sul lavoro.

No.

Sì.

Si arrabbia più di una vol­ta la settimana.

No.

Sì.

La rabbia è spesso diretta dentro di sé.

Sì.

No.

Stress cronico da inibizione emozionale e cancro
P. Pancheri e la sua scuola hanno da tempo ipotizzato che l'inibizione emo­zionale, producendo una risposta non efficiente allo stress (nel senso che il soggetto in questione non è in grado di attivare e disattivare rapidamen­te la reazione di stress, mantenendosi invece in uno stato di iperattivazio-ne cronica di grado moderato), sopprime o altera la risposta immunitaria lasciando così campo libero alla cancerogenesi.
Questa teoria ha trovato, nel corso degli anni, vari riscontri sperimentali anche in studi su animali.
Si è visto infatti che animali da laboratorio sottoposti a stress cronico e/o comunque non evitabile, a inibizione dell'azione, si ammalano di cancro più facilmente di altri.
Studi giapponesi recenti sugli effetti della privazione materna hanno mostrato che la perdita precoce della madre installa, nei soliti topolini, una risposta inefficiente allo stress che si protrae per tutta la vita e da luogo a pesanti disordini immunitari.
Tratto da: "Psiconeuroimmunologia" di F. Bottaccioli - Ediz Red

IMPORTANTE
Una delle regole della Medicina Naturale e' questa: "una scopata al giorno toglie il medico di torno...", cio' significa che un buon e sano sesso, fatto con gioia nella coppia (meglio se maschio + femmina) e NON di nascosto, scaricando le tensioni emotive-mentali, evita lo stress intenso e quindi la salute ne trae beneficio, il contrario porta comunque facilmente verso la malattia, prima mentale e poi fisica !
Studio finlandese rivela come le Emozioni si manifestano nel corpo modificandolo

vedi:
 BioEtica + PsicoNeuroEndocrinoImmunologia + Stress quotidiani + Stress e funzioni vitali + Cancro e Psiche + Ansia e Cancro + Stress + Attacchi di panico 1 + Attacchi di panico 2 +  Danni dei vaccini + Depressione +  Terreno Oncologico + Elettroshock + Suicidio

>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

Does Your Attitude Affect Your Health ?  - CONSUMER HEALTH INTERACTIVE
Below:
-
Does my outlook on my health really matter ? - Why is attitude so important ?

 Does my outlook on my health really matter ?
Curious about your health and your future ? You can put yourself through a battery of medical tests, fill out stacks of questionnaires, and see every specialist in town. But for a simple and surprisingly reliable prediction, just ask yourself a simple question: How healthy do you feel ?

When it comes to health, your opinion definitely matters. That's what Duke University found when they asked almost 3,000 heart patients to classify their health as poor, fair, good, or very good. As reported in the December 1999 issue of Medical Care, those who chose "very good" were about 70 percent less likely to die within three years than those who answered "good." And they had three times the survival rate of those who claimed "poor" health.

At first, such results may not seem surprising. After all, people who chose "poor" probably had good reason. But here's the astounding thing: In this study and many others, researchers did their best to adjust for age, smoking, activity levels, socioeconomic class, weight, blood pressure, cholesterol, current diseases, and practically everything else that could affect a person's survival.

Even with all of these factors removed from the equation, a person's opinion of his or her health still stands out as a key to longevity. Take a roomful of 60-year-olds with the same lifestyles and identical results from their last physicals, and that single question can tell you which ones are most likely to see 70.

Here's another dramatic example of the power of perceptions. In a study of more than 5,000 people over the age of 65, researchers at Johns Hopkins University found that a poor image of one's health -- regardless of other risk factors -- roughly doubled the risk of death within five years. In fact, a pessimistic outlook proved to be deadlier than congestive heart failure or smoking 50 or more packs of cigarettes every year.  

 
Why is attitude so important ?

These studies seem to suggest that attitude alone can tip the balance between life and death. But according to Ellen Idler, Ph.D., a professor at Rutgers University who has thoroughly studied the issue, it may be possible to explain the findings without invoking a mystical connection between thought and mortality.

Perhaps, she says, a fatalistic attitude can encourage a person to slip into an unhealthy lifestyle. It's also possible that people are deeply attuned to their bodies in ways that are beyond the intellect, and can sense impending trouble more accurately than any medical exam.

Still, there's something to be said for a sunny outlook. Depression and anxiety can fuel many illnesses, including heart disease, hypertension, asthma, and possibly even cancer and diabetes. A positive attitude about health can ward off mental distress and may help provide important protection against these diseases, says Gunnar Engstrom, M.D., a professor at Lund University in Sweden who has extensively studied self-ratings of health.

One thing is certain: You don't even have to be particularly healthy to see the bright side. Idler once interviewed a partially paralyzed stroke victim in a wheelchair who claimed to be in excellent health. "His only complaint was that he had recently strained his shoulder in a karate class," she says. "He never even mentioned the wheelchair."

Not everyone can match this man's indestructible optimism. But we can all take some control over the attitudes that may help steer our fate. As Idler puts it, "People should occasionally turn their attention away from risks to their health and focus on the resources they have to stay healthy."

Chris Woolston, M.S., is a health and medical writer with a master's degree in biology. He is a contributing editor at Consumer Health Interactive, and was the staff writer at Hippocrates, a magazine for physicians. He has also covered science issues for Time Inc. Health, WebMD, and the Chronicle of Higher Education. His reporting on occupational health earned him an award from the northern California Society of Professional Journalists.

By Chris Woolston

References
Ariyo AA, et al. Depressive symptoms and risks of coronary heart disease and mortality in elderly Americans. Cardiovascular Health Study Collaborative Research Group. Circulation. 2000 Oct 10;102(15):1773-9.
Tratto da: http://www.ahealthyme.com/nl/191/topic/attitude

Bibliografia
1) Andersen B. "Sessual morbility anang cancer survivors" 1984

2) Grossarth-Maticek ed Al. Soc. Sei Med 1982 "belief abaut conses of cancer patients"

3) Polivy J. "Psycological effects of mastectomy on a woman's feminine self concept" Nerv. Ment. Dis. 1977

4) Schin W. S. " sexual functioning, self ester and cancer care " Front. Radiant ther oncology 1979

5) Sthefen Lermer (Cancer and Osiche Ediz, SIAD 1984)

6) Frederic Vester ibidem pag. 56 SIAD 1984

7) Bammer ibidem pag. 56/57

8) Lerner "Cancer and Psiche"

9) Baider L. "Select Social-Psychological characteristics of a sampe of Israeli cancer patients fact and implications " Israeli of medical sciences 1982

10) Grossarth- Maticek "Psicological factors as Strong predictors of morbility from cancer Ischaemic learth disease and stroke: the ygoslave prospettive study" jurnal of psychosomatic research Vol. 29

11) Leventhl H. Meyer D. Nerez D. "The comma sense representation of illeans danger" ed contribubutions to medical Psycology Vol. 2 Oxford: Pergaman Press 1980.

>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

ASPETTI Psicologici in Oncologia
L'esistenza di un nesso tra storia personale e malattia tumorale era noto gia' alla scuola ippocratica.
Galeno (129-201Era corrente) faceva notare che le donne malinconiche sviluppavano un carcinoma mammario molto piu' spesso delle donne sanguigne. A cominciare dal rinascimento e poi con l'illuminismo tali nozioni andarono perdute, causa la sempre piu' netta dicotomia tra corpo e psiche, iniziata con la tecnologizzazione.
Solo negli anni 60 del nostro secolo si comincio' a studiare estesamente gli aspetti mentali ed emozionali delle malattie tumorali.

Comincio ad affermarsi la nozione che spesso al principio di una malattia tumorale c'e' un dispiacere non superato: ai malati di tumore mancherebbe spesso la capacita' di affrontare e superare i problemi e di elaborare gli eventi dolorosi della vita(carenza di strategie di superamento-coping strategies-)
L'io rappresenta l'elemento di congiunzione e l'intermediario tra la sfera somatica e quella psichica. Il rapportarsi dell'io agli oggetti somatici e psichici ("investimenti" o preoccupazioni) e' intercambiabile. Gli aspetti strutturali ed emozionali raccolti dal mondo possono, come contaminanti, condurre ad alterazioni somato-patologiche.

Nelle prime fasi postnatali (i primi sette anni) gli investimenti oggettuali sono ancorati quasi esclusivamente nel proprio corpo e nella madre (narcisismo primario) e sono associati a forme patologiche specifiche(malattie infantili; tumori: neuroblastomi, retinoblastomi, tumori di WILMS). Nelle fasi di sviluppo successive si investe sempre piu' energia su oggetti di riferimento esterni: altre persone, oggetti, scopi. Nel ciclo biologico ci sono tuttavia certe costanti nell'estensione e nella revoca di tali"investimenti "(matrimonio,carriera,morte del partner ecc...).

La maggior parte delle fobie e angosce, e le resistenze ai fattori di stress, si acquisiscono durante l'infanzia. Un ruolo importante riveste la fiducia,nei primissimi tempi, nella costanza oggettuale della madre (o di un sostituto materno) e dei genitori. Da questo dipende poi come l'adulto elaborera' le perdite oggettuali: se sara' abbastanza elastico e riuscira' a sostituire facilmente una persona di riferimento oppure no.

L'esperienza insegna che le persone fiduciose e capaci di stabilire legami emozionali possono sopportare le perdite oggettuali molto meglio di quelle che a causa di esperienze negative precoci hanno sviluppato una sfiducia nei confronti delle altre persone. In caso di perdita oggettuale e nelle situazioni di pericolo l'uomo, come qualsiasi altro organismo, cerca di sottrarsi alla situazione pericolosa regredendo su una posizione difensiva.

L'io che media tra esperienza psichica e soma puo' interiorizzare gli eventi distribuendoli in modo sbilanciato. Ne possono derivare regressioni neurotiche e psicotiche e una instabilita' dell'Ego/IO. Nelle persone "somatizzanti", invece, la regressione porta ad una "contaminazione organica". Si presenta una inibizione mascherata: bisogni e desideri non vengono espressi direttamente, ma vengono elusi con comportamenti un po' appariscenti: iperattivita' professionale,comportamento ligio alle norme, durezza contro se stesso , ottimismo ostentato ecc...

Mentre il primo tipo non riesce a mantener intatti i suoi adattamenti personali e sociali, il secondo tipo tende alla rimozione dei conflitti psicologici e sociali. Si puo' notare che di solito le persone con inibizione mascherata si orientano ovvero si adattano alle cause dell'inibizione, invece di superarle. Si instaura allora un circolo vizioso che puo' condurre ad una forma di inibizione scompensata, che non si riesce piu' ad eludere, per es. in seguito alla morte di una persona intima, a una separazione o altri eventi traumatici.

Per concludere tutti questi fattori vanno considerati nella genesi della malattia tumorale, anzi si puo' affermare che e' necessario comprendere i meccanismi di compenso degli eventi traumatici per cercare di risolvere la emozioni negative che indubbiamente influiscono sulla funzionalita psico fisica fino anche da arrivare a produrre patologie tumorali; spesso affrontare e mettere fuori le emozioni risulta molto salutare impedendo che le stesse si somatizzino.
By Dott. Antonino Aurilio - Medico Odontoiatra - Specialista in Chirurgia, Igiene e medicina Preventiva - Legittimato in Psicoterapia e Medicina Psicosomatica - Esperto in Omeopatia, Omotossicologia e discipline Integrate - CTU del trib. s. Maria Capua a Vetere (CE). Tratto da: comunedipignataro.it

vedi: Cancro e Medicina Naturale + Sistema ontogenetico dei microbi  +  Cancro e Psiche - 1  +  Confessione + Come Nasce la Malattia ? +  Dove e perché Nasce la Malattia ? + CONFLITTI SPIRITUALI IRRISOLTI + Come Nasce la Malattia