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L'ansia
è definita dallo Zingarelli: "Stato emotivo spiacevole, accompagnato
da senso di oppressione, eccitazione e timore di un male futuro, la cui
caratteristica principale è la scomparsa o la notevole diminuzione del
controllo volontario e razionale della personalità". Essa è legata
allo stress.
vedi:
BioEtica +
Stress
quotidiani +
Stress e
funzioni vitali
+
PsicoNeuroEndocrinoImmunologia
+
Cancro e Psiche +
Ansia e Cancro +
Stress
+
Attacchi di panico 1 + Attacchi di panico 2 +
Danni dei vaccini +
Depressione +
Terreno
Oncologico +
Elettroshock
+
Suicidio
+
Modelli mentali
Alcuni studiosi hanno identificato lo stato ansioso nella
tensione dolorosa tra la parte emotiva e quella cognitiva
dell’individuo. L’ansia scatena un vero e proprio disordine
psico-ormonale, che produce uno stato insostenibile di grande difficoltà
adattativa, oggi sempre più presente, nell'ambiente artificiale della
società industrializzata.
Alti livelli d’ansia sono caratterizzati,
essenzialmente, da una grande irrequietezza e da penosi sintomi.
Il manuale di classificazione dei disturbi psichici D.S.M. III (DSM.
Criteri diagnostici, Masson, Milano 1983) li elenca:
dispnea; palpitazioni
cardiache; dolori al torace; sensazione di affogare o di essere soffocato;
sbandamenti, vertigini, o sensazione di non stare bene in piedi;
sentimenti di irrealtà; parestesie (formicolii alle mani e ai piedi);
improvvise sensazioni di caldo e di freddo; sudorazione; sensazione di
svenimento; tremori fini o a grandi scosse; paura di morire, di impazzire,
o di fare qualcosa di incontrollato durante l’attacco.
Lo
stress è la condizione nella quale un organismo si trova quando deve
adattarsi a un cambiamento o a una situazione che gli viene imposta. Esso
dà luogo ad una ampia serie di sintomi. Lo stress è la risposta organismica a tutta una complessità di stimoli considerati pericolosi. Lo
stress logorante porta ad una vera patologia di ansia continua, non
strutturata, libera, che investe sia la mente che il corpo. Vi sono due
tipi di stress.
Selye uno lo giudicava positivo e vitale per la vita, che
serve a “rendere la persona in grado di aumentare la capacità di
comprensione e concentrazione, di decidere con grande rapidità di mettere
i muscoli in condizione di muoversi subitaneamente (per attaccare,
difendersi, fuggire), di avere a disposizione l’energia adatta ad agire,
e così via” (Ibid.).
Lo stress continuo, cronico, è invece negativo e
devastante.
Selye così definisce lo stress: “sindrome (cioè l'insieme dei sintomi)
generale di adattamento; sindrome dell'essere malato; il sale della vita;
fattore di logorìo organico; una reazione organica di adattamento. (H.
Selye, Stress senza paura, Rizzoli, Milano 1976).
Lo stress può essere
determinato sia da eventi spiacevoli, sia da eventi piacevoli (vi è
infatti stress nell'apprendere una bella notizia, nel rapporto sessuale,
nel vincere al lotto o al totocalcio, ecc.).
Nel nostro organismo, quando
si è sottoposti a uno stress intollerabile, cronico, avviene un vero e
proprio sconvolgimento biochimico e muscolare. Per averne un’idea, ecco
quanto scrive Vera F. Birkenbihl, che riporta quanto detto dal medico
endocrinologo e biochimico F. Vester, su cosa avviene in un organismo
dinanzi alla percezione di uno stress: “... attraverso determinati
percorsi cerebrali, si attiva il sistema neurovegetativo, soprattutto il
simpatico e l’ipofisi.
Il simpatico manda i suoi impulsi alla midolla
delle surrenali, che poi secernono la catecolamina adrenalina e
noradrenalina nel circolo sanguigno.
L’ipofisi stessa produce l’ormone
ACTH (adrenocorticotropo) che subito dopo attraverso il sangue arriva a
sua volta alle
surrenali dove, non più nella midolla ma nella
corteccia, induce la secrezione di ormoni corticoidi, ad es. di
idrocortisone”(Vera F. Birkenbihl, Stress & felicità, De Agostini
- FrancoAngeli, Novara 1993).
Questi ormoni diffondendosi per tutto
l’organismo provocano reazioni di questo tipo: Il ritmo cardiaco
accelera e la gettata cardiaca aumenta per fornire sangue alle zone
necessarie per la risposta alla situazione stressante. Il sangue viene
deviato dalla pelle e dagli organi interni, tranne il cuore e i polmoni,
mentre al contempo viene aumentata la quantità di sangue necessaria per
portare ossigeno e glucosio ai muscoli e al cervello. La frequenza del
respiro aumenta per fornire l’ossigeno necessario al cuore, al cervello
e ai muscoli in attività.
La sudorazione aumenta per eliminare le
sostanze tossiche prodotte dall’organismo e per abbassare la temperatura
corporea. Le secrezioni digestive vengono drasticamente ridotte, poiché
l’attività digerente non è essenziale per contrastare lo stress. La
concentrazione dello zucchero nel sangue aumenta considerevolmente, a mano
a mano che il fegato libera la sua riserva di glucosio nel flusso
sanguigno.
(M. Murray & J. Pizzorno, Enciclopedia della medicina
naturale, Sperling Paperback, Milano 1996).
Non tutto lo stress, come diceva Selye, è, tuttavia, negativo e lo stesso
Schultz spiegò che "la vita richiede polarità: ... alto grado di
tensione per la realtà e la combattività da una parte, profonda
distensione, sgorgante dall'interno, dall'altra"(J. H. Schultz, Il training autogeno, vol. I,
Feltrinelli, Milano 1976).
Stress ed ansia sono peculiarità della nostra
società caotica. Eppure sono pochi ad immaginare la pericolosità
effettiva di questi fenomeni, quando esagerati, dolorosi e cronici.
L'ansia e lo stress, scriveva Luigi Oreste Speciani, derivanti come
"fattori intangibili, dalla tensione comunitaria alla solitudine
frustrante, dallo stress del sovraffollamento alle istanze sociali, alla
delusione giornaliera della politica; ... provocano un... coinvolgimento
psicosomatico intollerabile, che poi, se protratto a sufficienza, può
somatizzare come neoplasìa"
E' risaputo, scrive Lawrence Steinmam, che "uno stress... può
aggravare una malattia autoimmune influendo sull'ipotalamo e sull'ipofisi,
i quali a loro volta secernono ormoni che promuovono l’infiammazione.
(...)
Queste scoperte possono offrire una spiegazione alla ben nota
osservazione clinica che l'ansia può
aggravare una
malattia autoimmune"(L. Steinmam, Le malattie autoimmuni, in “Le
Scienze”, n. 303, novembre 1993).
La mente dell’uomo e il suo corpo
non sono da intendersi separati, ma interferenti tra loro.
Dopo le geniali
intuizioni di Groddeck nel rapporto psiche-soma, la teoria dello stress
distruttivo è stata illustrata, anche se in parte, da Hans Selye con i
suoi studi concernenti la G.A.S. (General Adaptation Syndrome).
Seyle divideva, abbiamo visto, uno stress distruttivo da uno essenziale,
che chiamava "spinta a reagire" e scrisse, a tal proposito, che
"Lo stress è il sale della vita, una carica fornita non solo alla
sfera fisica ma anche alla sfera psichica purché l'uomo impari a
rilassarsi e ad entrare in rapporto più intimo, sereno con sé stesso e
con gli altri"(H. Selye, Stress senza paura, cit.).
Sherrington nel
suo lavoro "L'attività integrata del sistema immunitario" è lo
studioso che più si è avvicinato a questa simbiosi trovando
nell'emozione il confine-incontro tra la psicologia e la fisiologia.
Secondo molti studiosi vi è una significativa relazione fra lo stress
distruttivo (che consiste in quell'aggressività notevole che non viene
espressa né scaricata
all'esterno) e il cancro.
Lennart Levi, nel 1972, alla fine di una complessa ricerca pubblicò i
risultati ai quali era giunto. Lo studioso concludeva che nell'uomo le
tensioni psicologiche sono da considerarsi le aggressioni più comuni, che
si scaricano nella sfera delle emozioni e finiscono con l'alterare il
sistema neurovegetativo.
M. Wirsching (1981) ha riferito di aver elaborato
e sperimentato con successo un test psicodiagnostico capace di svelare con
grande anticipo il cancro.
Oreste Speciani che fu, tra l'altro, direttore
scientifico della rivista "Riza Psicosomatica", ebbe ad
affermare che: "muore di cancro chi vuole morire, chi è sopraffatto
dall'ansia, dal dolore, dallo stress..."(L. O. Speciani, Di cancro si vive, Masson, Milano
1982).
Il medico, nel suo libro, delinea anche il quadro del carattere dei
soggetti più a rischio di ammalarsi di neoplasìa: tensione,
perfezionismo, disturbi emotivi, tendenza a tenersi tutto dentro,
incapacità di far esplodere le proprie collere, ecc.
Egli aggiunge che questo quadro del carattere "più lo stress
ambientale della vita moderna, producono una situazione di squilibrio
emotivo, che è prodromo non solo del cancro, ma di tutta la serie di
malattie degenerative croniche, dall'ulcera gastrica all'ipertensione,
alla malattia coronarica" (Ibid.).
Speciani consigliava, per diminuire il rischio di ammalarsi seriamente, di
utilizzare "tutto quel che serve ad abbassare la tensione
distruttiva: dal training autogeno all'ipnosi,
all'antiginnastica...".
La mente può infatti uccidere le cellule
neoplastiche. A tal riguardo Mears comunicava nel 1982, i risultati da lui
avuti dopo aver sottoposto alcuni suoi pazienti affetti da cancro ad una
serie di sedute di rilassamento, durante le quali suggeriva loro di
visualizzare le cellule malate che venivano aggredite e distrutte. Mears
ottenne interessanti regressioni nella crescita dei tumori.
I coniugi Simonton hanno elaborato un metodo terapeutico "Educarsi a
vincere il cancro e lo stress", descritto dettagliatamente nel loro
libro "Star bene nuovamente". Essi insegnano la tecnica della
visualizzazione delle immagini attraverso un caso di malattia cancerosa,
raccontato dal protagonista: "Mi sono visualizzato su di un treno
procedente verso la morte; ho fatto fermare il treno, sono sceso, salito
sul treno del binario opposto, che è partito in direzione opposta, verso
la salute..."(C. Simonton,
Mattews-Simonton S., Creighton, Stare bene nuovamente, Riza).
Diversi studi a tutt'oggi effettuati ipotizzano che il tumore è più raro
tra i popoli primitivi, che sono meno sottoposti a stress ambientali,
rispetto alle popolazioni più progredite e che un ruolo determinante,
nell'ammalarsi o meno, lo svolge il sistema immunitario che, nell'uomo
civilizzato e sottoposto agli stimoli stressanti del "disagio della
civiltà", direbbe Freud, riduce la sua efficacia di azione. In
quanto al complesso rapporto mente-corpo si può affermare che, ad onor
del vero, già nel 1918 il medico Georg Groddeck applicava nella cura dei
suoi malati (affetti da cancro o da altre malattie), alla clinica di
BadenBaden, una terapia psicologico-psicoanalitica(Ferenczi - Groddeck
- Corrispondenza (1921 - 1933), Astrolabio, Roma 1985).
Nel corpo e la mente formano un'unità psico-biologica inscindibile ed è
per questo che il concepire solo il soma non spiega il mistero dell'essere
umano, che rimane, per l'attuale scienza medica, un enigma in quanto,
nella sua complessa doppia valenza, è in realtà una mirabile sintesi di
anima e materia. Groddeck intuì l'unità psicosomatica dell'individuo e
che il "turbamento dell'Id" era all'origine delle malattie.
Egli scrisse a Freud, in una lettera datata 27 maggio 1917, la sua
convinzione che: "...la distinzione tra anima e corpo fosse solo
verbale e non sostanziale, che corpo e anima costituissero un tutto unico,
e che in questa totalità stesse nascosto un Es... In altri termini, -
afferma più avanti il medico - io ho rifiutato fin dall'inizio la
distinzione fra disturbi fisici e disturbi psichici, tentando di curare il
singolo individuo in sé, e l'Es in lui, cercando una via che porta
nell'inesplorato, nell'inesplorabile.
"...L'Es ...plasma il naso e la
mano dell'uomo così come ne plasma i pensieri e i sentimenti, e si
esprime sotto forma di polmonite o di cancro non meno di quanto possa
esprimersi in forma di nevrosi ossessiva o di isteria". (Carteggio Freud-Groddeck, Adelphi, Milano 1973).
La correlazione "psiche-soma" è incontestabile. Oggi una enorme
letteratura clinica documenta la relazione tra malattie organiche causate
da disfunzioni del sistema immunitario e alterazioni emotive. Leriche
scoprì e dimostrò che "ogni disordine puramente funzionale, alla
lunga crea la lesione". Gli impulsi emotivi fanno capo al talamo, che
coordina la vita vegetativa.
Una eccitazione continua dell'ipotalamo
(formazione del paleoencefalo), produce, attraverso il sistema nervoso
simpatico, alterazioni nella secrezione e mobilità delle pareti dello
stomaco, che, nel tempo, causano ulcerazioni (Cushing). Questo spiega
perché l'ansioso è anche facilmente soggetto all'ulcera gastroduodenale.
Sono ormai tante le “ricerche specifiche sugli effetti delle condizioni
emotive su questa patologia.
Uno studio ha dimostrato che “…il rischio
di carcinomi mammari spontanei in animali cresciuti in laboratorio è in
stretto rapporto con le caratteristiche dell’ambiente nel quale questi
sono stati allevati.
In un ambiente "protetto", l’incidenza del
carcinoma è del 7%, mentre in un ambiente caratterizzato da stimolazione
stressante intensa e protratta questa percentuale sale al 92%. (...).“ (Cabib
e Puglisi Allegra, Lo stress, Laterza, Bari 1995).
Da molti ricercatori “è stata osservata una certa predisposizione alle
infezioni da batteri o da virus in soggetti che dovevano affrontare
situazioni emotivamente cariche” (Ibid.).
Le emozioni, si è visto,
nell'insorgenza tumorale, indubbiamente, giocano un ruolo molto
importante. Il medico Raffaele Morelli, al proposito, scrive che “Molti
autori come LeShan, Speciani, Graham, hanno messo in luce la presenza,
prima della comparsa della malattia, di accadimenti depressivi di grave
portata... Si tratta di separazioni affettive, cambi di lavoro frustranti,
stile esistenziale amorfo, apatico, senza interessi vitali… (…).
Nella
‘dimensione cancro’, il corpo sembra essere vissuto come elemento
secondario, di scarsa importanza. ...nelle neoplasie gli istinti
verrebbero o completamente negati o da un certo momento esistenziale
rimossi. ...dopo un tempo più o meno lungo (da 2 a 5 a 10 anni secondo i
vari autori) compare la neoplasia.
La ‘linea embrionale’ sarebbe in
chiave simbolica un tentativo disperato di rigenerare (con miliardi di
cellule embrionali) un individuo che sta vivendo uno stato di morte
profondo sul piano inconscio”
(Riza Psicosomatica”, ottobre 1983).
Cosa accade nell’interno della persona che vive una situazione di stress
distruttivo che si protrae nel tempo ?
Quali devastanti sismi annientano il
nucleo profondo dell’individuo ?
Quali fili invisibili vengono attivati e
annodati all’ "essere" fino a stringerlo in una soffocante
disperazione che ne strazia la vita e lo travolge, facendo irrompere in
lui il caos impazzito di un universo di cellule ?
Il dottor Morelli spiega, ancora, che “nella dimensione cancro" si
assisterebbe a un processo che mette in moto il Sé, quasi che questo
rivivesse i suoi albori zigotici. Il Sé, chiuso in uno spazio di vita
troppo rigido, esperisce uno stato di morte e sembra correre ad una
riparazione embrionale. Nello spazio vissuto del canceroso, ma non solo
nel vissuto, esistono due individui: quello nato al momento del
concepimento e cresciuto secondo le regole biologiche del Sé, e un
secondo individuo, il cancro appunto, che rappresenta un ‘figlio
concepito senza fecondazione’.
Un nuovo individuo non individuato sembra
essere il simbolo agito, la somatizzazione concreta del canceroso” (Ibid.).
Il medico asserisce che: ”Il Sé sembra non avere altra via d’uscita
che ripartorirsi, che costituire un nuovo figlio, costruito sulla
rinascita del mondo istintuale negato. ...Il cancro appare, in questa
chiave, come un tentativo filogenetico di ‘scalzare’ l’io, di
ricreare un nuovo corpo, una nuova forma, data l’insopprimibilità dei
nostri processi energetici” (Ibid.).
Ma che cosa è il cancro ? Ancora, certamente, un mistero.
Luigi Oreste Speciani scriveva: "In
un tempo di definizioni precise come il presente, il cancro è l'unica
malattia ad essere del tutto "innominata"... Carcinoma e cancro, infatti,
non sono altro che l'antichissimo nome
egizio di granchio tradotto in greco (karkinos) e in latino (cancer),
derivato dal suo aspetto, spesso, simile al crostaceo, cioè di una massa
centrale con gettate radiali periferiche, come le chele del granchio...
Tumore è puro latino (tumor), ma significa solamente gonfiore... "sarcoma"
(dal greco sarkoma) vuol dire solo "massa carnosa";
neoplasia descrive unicamente, alla greca, "la nuova formazione" (di
tessuto); eteroplasia che vorrebbe forse esprimere un minimo giudizio
patogenetico (formazione estranea) è addirittura un falso scientifico,
riconosciuto tale dalla scoperta del microscopio in poi. Né i termini
composti (oncologia, oncologo) hanno maggior significato: dal greco onkos
(volume, mucchio, corpo voluminoso) essi definiscono puramente la scienza
e lo scienziato del 'mucchio', cioè ancora del tumore ! “
Nel linguaggio
comune ci si riferisce ad esso, con un inchino psicologico simile a quello
del rabbino quando incontra nella Torah il nome di Jehova, come a
'qualcosa di brutto' o a un "brutto male".
Nelle necrologie il suo
sinonimo corrente è costantemente "un male incurabile". Dunque ha bisogno
di un nome". -
(L. O. Speciani, Di cancro si vive, Masson, Milano
1982,)
Marziale, 1900 anni fa, ammoniva: "non intellecti nulla est curatio
morbi" (non vi è cura per un male sconosciuto).
Ecco perché il
cancro per la medicina allopatica rimane ancora un mistero.
IMPORTANTE
Una delle regole della
Medicina
Naturale e' questa: "una
scopata al
giorno toglie il medico di torno...", cio' significa
che un buon e sano
sesso,
fatto con gioia nella coppia (meglio se maschio + femmina) e NON
di nascosto, scaricando le tensioni emotive-mentali, evita lo
stress
intenso e quindi la salute ne trae beneficio, il
contrario porta comunque facilmente verso la
malattia, prima mentale e poi fisica !
Studio
finlandese rivela come le Emozioni si manifestano nel
corpo modificandolo
vedi anche:
Stress
e Cancro +
Psicosomatica +
CANCRO e MEDICINA NATURALE
(Principi, Cause, con-Cause,
Diagnosi, Terapia)
..........L’iride si manifesta fisicamente nel centro esterno,
dell’Uovo oculare, il globo
oculare; quest’ultimo è la proiezione dell’Uovo energetico
emanato - vedi
Campo toroidale del Cuore - o (CEI)
Campo Psico
Energetico Informato, nel quale viviamo e che quando siamo
ammalati, diminuisce di dimensione e varia di colore; la
cosiddetta “aura” è il suo primo segmento elettromagnetico; esso
risuona, con i colori, dall’infrarosso all’ultravioletto nella
materia ed è riflesso anche nei vari colori delle iridi che
troviamo.
Nell’Uovo oculare è “inserito o proiettato” tutto il
corpo umano; analogicamente l’Uovo o campo energetico informato
contiene l’immagine, proiettata del corpo fisico ed è inserito a
sua volta in un immenso “Corpo pensante”, la Vita nel
corpo dell’UniVerso.
Il “buco
pupillare”, è il riflesso dell’’Ego/IO
e rappresenta nel finito, il “grande
nulla” ovvero l’InFinito; ciò significa che l’Ego/IO
è un Punto dell’Infinito che
manifesta se stesso per comunicare con gli altri infiniti punti
e quindi definirsi e definire l’Infinito; egli è
proiettato/riflesso nel buco pupillare.
Saper creare
e mantenere il processo di
Omeostasi, lo scambio biochimico,
elettromagnetico, informazionale, nei giusti rapporti fra l’Ego,
il “buco nero” dell’Infinito e la Sua manifestazione, la fisicita': gli Elettroni, gli
Atomi che compongono il
Campo Psico Energetico Informato, le
Molecole, le Cellule, gli
Organi,
i sistemi, l’Ambiente esterno l’Universo; ciò significa poter
raccogliere il maggior numero di informazioni sulla Vita e
vivere Godendo una Perfetta Salute.
L’Ego/IO/NOI, il “dentro”
dello
Spirito (informaziona) nel corpo, per
comunicare con il “fuori”, l’Ambiente (per Ambiente si intende
Tutto ciò che sta fra l’Ego/IO ed i confini dell’Universo) e
tendere così all’Infinito le sue
Consapevolezze sulla Vita che tende all’Infinito.
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Lo STRESS
ed il CANCRO
Stress e ansia sono espressioni, fra loro,
interconnessi. Il problema non è da poco. La nostra è una
società nevrotica che si è imposta dei ritmi di vita
insostenibili che, prima o poi, finiscono col provocare effetti
disastrosi nella psiche e nel corpo, insomma in quell’unità
indivisibile che è l’individuo. Le conseguenze della perdita di
armonia di chi vive una vita troppo agitata (o al contrario
totalmente rifiutata) sull’equilibrio e la salute psicofisica
dell’uomo d’oggi sono sempre più dimostrate.
Sempre più frequentemente studi e ricerche comprovano
collegamenti tra la psiche e le strutture profonde biologiche.
Sono state verificate interazioni tra depressione e malattia
tumorale, tra sofferenza emotiva e sindromi degenerative, tra
ripetuti e intollerabili eventi stressanti e gravi patologie del
sistema immunitario, tra protratti e dolorosi stati di grande
ansietà e malattie cardiache.
L'ansia è definita dallo Zingarelli:
"Stato emotivo spiacevole, accompagnato da senso di oppressione,
eccitazione e timore di un male futuro, la cui caratteristica
principale è la scomparsa o la notevole diminuzione del
controllo volontario e razionale della personalità".
L’ansia è un particolare stato di conflittualità psicofisica.
Essa è legata allo stress. Alcuni studiosi hanno identificato lo
stato ansioso nella tensione dolorosa tra la parte emotiva e
quella cognitiva dell’individuo.
L’ansia scatena un vero e proprio disordine psico-ormonale, che
produce uno stato insostenibile di grande difficoltà adattativa,
oggi sempre più presente, nell'ambiente artificiale della
società industrializzata. Alti livelli d’ansia sono
caratterizzati, essenzialmente, da una grande irrequietezza e da
penosi sintomi.
Il manuale di classificazione dei disturbi
psichici D.S.M. III li elenca:
1 - dispnea;
2 - palpitazioni cardiache;
3 - dolori al torace;
4 - sensazione di affogare o di essere soffocato;
5 - sbandamenti, vertigini, o sensazione di
nonstare bene in piedi;
6 - sentimenti di irrealtà;
7 - parestesie (formicolii alle mani e ai piedi);
8 - improvvise sensazioni di caldo e di freddo;
9 - sudorazione;
10 - sensazione di svenimento;
11 - tremori fini o a grandi scosse;
12 - paura di morire, di impazzire, o di
farequalcosa di incontrollato durante l’attacco.
Lo stress è
la condizione nella quale un organismo si trova quando deve
adattarsi a un cambiamento o a una situazione che gli viene
imposta. Esso dà luogo ad una ampia serie di sintomi. Lo stress
è la risposta organismica a tutta una complessità di stimoli
considerati pericolosi.
Lo stress
logorante porta ad una vera patologia di ansia continua, non
strutturata, libera, che investe sia la mente che il corpo. Vi
sono due tipi di stress. Selye uno lo giudicava positivo e
vitale per la vita, che serve a "rendere la persona in grado di
aumentare la capacità di comprensione e concentrazione, di
decidere con grande rapidità di mettere i muscoli in condizione
di muoversi subitaneamente (per attaccare, difendersi, fuggire),
di avere a disposizione l’energia adatta ad agire, e così via".
Lo stress continuo, cronico, è invece negativo e devastante.
Selye così
definisce lo stress:
- sindrome (cioè l'insieme dei sintomi) generale di
adattamento;
- sindrome dell'essere malato;
- il sale della vita;
- fattore di logorio organico;
- una reazione organica di adattamento.
Lo stress
può essere determinato sia da eventi spiacevoli, sia da eventi
piacevoli (vi è infatti stress nell'apprendere una bella
notizia, nel rapporto sessuale, nel vincere al lotto o al
totocalcio, ecc.).
Nel nostro organismo, quando si è sottoposti a uno stress
intollerabile, cronico, avviene un vero e proprio sconvolgimento
biochimico e muscolare. Per averne un’idea, ecco quanto scrive
Vera F. Birkenbihl, che riporta quanto detto dal medico
endocrinologo e biochimico F. Vester, su cosa avviene in un
organismo dinanzi alla percezione di uno stress:
"...attraverso determinati percorsi cerebrali, si attiva il
sistema neurovegetativo, soprattutto il simpatico e l’ipofisi.
Il simpatico manda i suoi impulsi alla midolla delle surrenali,
che poi secernono la catecolamina adrenalina e noradrenalina nel
circolo sanguigno. L’ipofisi stessa produce un ormone (ACTH) che
subito dopo attraverso il sangue arriva a sua volta alle
surrenali dove, non più nella midolla ma nella corteccia, induce
la secrezione di ormoni corticoidi, ad es. di idrocortisone".
Questi ormoni diffondendosi per tutto l’organismo provocano
reazioni di questo tipo:
Il ritmo cardiaco accelera e la gettata cardiaca aumenta per
fornire sangue alle zone necessarie per la risposta alla
situazione stressante. Il sangue viene deviato dalla pelle e
dagli organi interni, tranne il cuore e i polmoni, mentre al
contempo viene aumentata la quantità di sangue necessaria per
portare ossigeno e glucosio ai muscoli e al cervello. La
frequenza del respiro aumenta per fornire l’ossigeno necessario
al cuore, al cervello e ai muscoli in attività. La sudorazione
aumenta per eliminare le sostanze tossiche prodotte
dall’organismo e per abbassare la temperatura corporea. Le
secrezioni digestive vengono drasticamente ridotte, poiché
l’attività digerente non è essenziale per contrastare lo stress.
La concentrazione dello zucchero nel sangue aumenta
considerevolmente, a mano a mano che il fegato libera la sua
riserva di glucosio nel flusso sanguigno.
Non tutto lo
stress, come diceva Selye, è, tuttavia, negativo e lo stesso
Schultz spiegò che "la vita richiede polarità: ... alto grado di
tensione per la realtà e la combattività da una parte, profonda
distensione, sgorgante dall'interno, dall'altra".>
Stress e
ansia sono peculiarità della nostra società caotica. Eppure sono
pochi ad immaginare la pericolosità effettiva di questi
fenomeni, quando esagerati, dolorosi e cronici. L'ansia e lo
stress, scriveva Luigi Oreste Speciani, derivanti come "fattori
intangibili, dalla tensione comunitaria alla solitudine
frustrante, dallo stress del sovraffollamento alle istanze
sociali, alla delusione giornaliera della politica; ...
provocano un... coinvolgimento psicosomatico intollerabile, che
poi, se protratto a sufficienza, può -somatizzare- come
neoplasìa"
E' risaputo, scrive Lawrence Steinmam, che "uno stress... può
aggravare una malattia autoimmune influendo sull'ipotalamo e
sull'ipofisi, i quali a loro volta secernono ormoni che
promuovono l’infiammazione. (...) Queste scoperte possono
offrire una spiegazione alla ben nota osservazione clinica che
l'ansia può aggravare una malattia autoimmune".
La mente dell’uomo e il suo corpo non sono da intendersi
separati, ma interferenti tra loro. Dopo le geniali intuizioni
di Groddeck nel rapporto psiche-soma, la teoria dello stress
distruttivo è stata illustrata, anche se in parte, da Hans Selye
con i suoi studi concernenti la G.A.S. (General Adaptation
Syndrome).
Seyle divideva, abbiamo visto, uno stress distruttivo da uno
essenziale, che chiamava "spinta a reagire" e scrisse, a tal
proposito, che "Lo stress è il sale della vita, una carica
fornita non solo alla sfera fisica ma anche alla sfera psichica
purché l'uomo impari a rilassarsi e ad entrare in rapporto più
intimo, sereno con sé stesso e con gli altri".
Sherrington nel suo lavoro "L'attività integrata del sistema
immunitario" è lo studioso che più si è avvicinato a questa
simbiosi trovando nell'emozione il confine-incontro tra la
psicologia e la fisiologia. Secondo molti studiosi vi è una
significativa relazione fra lo stress distruttivo (che consiste
in quell'aggressività notevole che non viene espressa né
scaricata all'esterno) e il cancro.
Lennart Levi, nel 1972, alla fine di una complessa ricerca
pubblicò i risultati ai quali era giunto. Lo studioso concludeva
che nell'uomo le tensioni psicologiche sono da considerarsi le
aggressioni più comuni, che si scaricano nella sfera delle
emozioni e finiscono con l'alterare il sistema neurovegetativo.
Sulla
relazione tra stress e cancro diversi studiosi hanno osservato
interessanti nessi. Già Rigoni-Stern appurò che il carcinoma
mammario si manifestava con frequenza maggiore nelle religiose.
Gagnon nel 1950 arrivò alle stesse conclusioni di Rigoni-Stern.
Un anno dopo Tarlau osservò un tentativo di identificazione con
la figura del padre, nelle donne affette da cancro al seno.
Greer e Morris notarono che molte di queste ammalate non
riuscivano a manifestare esteriormente sentimenti aggressivi.
Altre erano incapaci di accettare la propria identità sociale e
sessuale. Pauli e Renneker in una lunga ricerca hanno osservato
una relazione significativa tra la depressione e il carcinoma
mammario.
J.J. Grissom, B.J. Weiner, A. Weiner nel 1975, D. Richter nel
'77, D. M. Kissen e L. G. S. Rao nel '69 hanno osservato in
donne con cancro alla mammella scarse capacità di coinvolgimento
emotivo. F. Beck ha trovato, tra queste malate, molti casi con
gravi problemi nell'infanzia, diversi aborti e frequenti casi di
morte di persone care.
Una ricerca fatta negli anni 74-75 da W. Eicher, su un centinaio
di affette di cancro al seno, gli ha consentito di rilevare che
una grande percentuale di queste donne aveva raccontato
nell'anamnesi la morte del padre o della madre, prima del
compimento del ventesimo anno. Identici risultati li ottennero
Snell e Graham, D. Beck e Pauli.
Crisp, dopo molteplici studi al riguardo, affermò che il
carcinoma della mammella è un: "segno di regressione del bisogno
di nutrire". Le donne sole, secondo quanto osservato
statisticamente da Dunn, hanno una maggiore possibilità di
ammalarsi di tumore al seno. M. Wirsching (1981) ha riferito di
aver elaborato e sperimentato con successo un test
psicodiagnostico capace di svelare con grande anticipo il
cancro.
Oreste Speciani che fu, tra l'altro, direttore scientifico della
rivista "Riza Psicosomatica", ebbe ad affermare che: "muore di
cancro chi vuole morire, chi è sopraffatto dall'ansia, dal
dolore, dallo stress...". Il medico nel suo libro "Di cancro si
vive" delinea il quadro del carattere dei soggetti più a rischio
di ammalarsi di neoplasìa: tensione, perfezionismo, disturbi
emotivi, tendenza a tenersi tutto dentro, incapacità di far
esplodere le proprie collere, ecc.
Egli aggiunge che questo quadro del carattere "più lo stress
ambientale della vita moderna, producono una situazione di
squilibrio emotivo, che è prodromo non solo del cancro, ma di
tutta la serie di malattie degenerative croniche, dall'ulcera
gastrica all'ipertensione, alla malattia coronarica".
Speciani consigliava, per diminuire il rischio di ammalarsi
seriamente, di utilizzare "tutto quel che serve ad abbassare la
tensione distruttiva: dal training autogeno all'ipnosi,
all'antiginnastica...".
A tal
riguardo Mears comunicava nel 1982, i risultati da lui avuti
dopo aver sottoposto alcuni suoi pazienti affetti da cancro ad
una serie di sedute di rilassamento, durante le quali suggeriva
loro di visualizzare le cellule malate che venivano aggredite e
distrutte. Mears ottenne interessanti regressioni nella crescita
dei tumori.
I coniugi Simonton hanno elaborato un metodo terapeutico
"Educarsi a vincere il cancro e lo stress", descritto
dettagliatamente nel loro libro "Star bene nuovamente". Essi
insegnano la tecnica della visualizzazione delle immagini
attraverso un caso di malattia cancerosa, raccontato dal
protagonista: "Mi sono visualizzato su di un treno procedente
verso la morte; ho fatto fermare il treno, sono sceso, salito
sul treno del binario opposto, che è partito in direzione
opposta, verso la salute...".
Sull'ipotesi psicosomatica del cancro il premio nobel in
medicina (1963), dottor McFarlane Burnet, ha scritto: "Penso che
uno dei principali equivoci del processo canceroso nasca dalla
preoccupazione di tanti ricercatori di cercare e trovare cause
esterne al cancro".
I contributi scientifici sull'eziologia psicosomatica dei tumori
sono davvero tanti. Ricordo, tra gli altri, i lavori scientifici
del russo K.P. Balitski, dell'americano B.H. Fox del Bethesda,
dei Simonton, di J. Achterberg, H.J.F. Baltrusch, di M.K. Bowers,
di W. Crosby, di D. Cole, di G. Machol, dei Dohrenwend, di L.L.
Le Shan, di R.H. Rahe, del giapponese prof. Y. Ikemi titolare
della cattedra di Psicosomatica di Kyoto, di R.S. Paffenbarger,
dell'italiano O. Speciani, ecc.
Gli studi a
tutt'oggi effettuati ipotizzano che il tumore è più raro tra i
popoli primitivi, che sono meno sottoposti a stress ambientali,
rispetto alle popolazioni più progredite e che un ruolo
determinante, nell'ammalarsi o meno, lo svolge il sistema
immunitario che, nell'uomo civilizzato e sottoposto agli stimoli
stressanti del "disagio della civiltà", direbbe Freud, riduce la
sua efficacia di azione.
In quanto al complesso rapporto mente-corpo si può affermare
che, ad onor del vero, già nel 1918 il medico Georg Groddeck
applicava nella cura dei suoi malati (affetti da cancro o da
altre malattie), alla clinica di BadenBaden, una terapia
psicologico-psicoanalitica.
Il corpo e la mente formano un'unità psico-biologica
inscindibile ed è per questo che il concepire solo il soma non
spiega il mistero dell'essere umano, che rimane, per l'attuale
scienza medica, un enigma in quanto, nella sua complessa doppia
valenza, è in realtà una mirabile sintesi di anima e materia.
Groddeck intuì l'unità psicosomatica dell'individuo e che il
"turbamento dell'Id" era all'origine delle malattie.
Egli scrisse a Freud, in una lettera datata 27 maggio 1917, la
sua convinzione che: "...la distinzione tra anima e corpo fosse
solo verbale e non sostanziale, che corpo e anima costituissero
un tutto unico, e che in questa totalità stesse nascosto un Es...
In altri termini, - afferma più avanti il medico - io ho
rifiutato fin dall'inizio la distinzione fra disturbi fisici e
disturbi psichici, tentando di curare il singolo individuo in
sé, e l'Es in lui, cercando una via che porta nell'inesplorato,
nell'inesplorabile.
"...L'Es
...plasma il naso e la mano dell'uomo così come ne plasma i
pensieri e i sentimenti, e si esprime sotto forma di polmonite o
di cancro non meno di quanto possa esprimersi in forma di
nevrosi ossessiva o di isteria".
Le passioni
disordinate determinano vere e proprie tempeste biochimiche, che
alterano le funzioni vitali e gli stessi organi deputati alla
vita. Il meccanismo psicogenetico di tutti i disordini
patologici, cancro compreso, ha la sua chiave di lettura nella
psiche dello stesso individuo.
In effetti è ormai noto il ruolo del cortisolo, prodotto in
situazioni stressanti, che inattiva i leucociti, riduce i
monociti e i polimorfonucleati. Una soppressione immunitaria era
stata già dimostrata, oltre che da Selye (1979) e Golberg
(1981), da Bartrop e Coll., Joasoo e Coll., Colant e gli
Hellstrom.
L'ansia o la depressione, se protratte e logoranti,
interferiscono nel sistema coetico-limbico-diencefalo-ipofisario
scatenando disordini endocrini, che possono causare
considerevoli danni all'organismo. La Rochefoucauld, sulla causa
delle malattie, annotava:
"Se si
esamina la natura delle malattie, si vedrà che esse traggono
origine dalle passioni e dalle pene dello spirito. (...)
L'ambizione ha prodotto le febbri acute e frenetiche; l'invidia
ha prodotto l'itterizia e l'insonnia; dalla pigrizia derivano le
malattie letargiche, le paralisi e i collassi; la collera ha
generato i soffocamenti, i ribollimenti di sangue e le
infiammazioni di petto; la paura, le palpitazioni e le sincopi;
la vanità ha causato le follie; l'avarizia, la tigna e la rogna;
la tristezza ha prodotto lo scorbuto;
"la crudeltà
il mal della pietra; la calunnia la falsità hanno diffuso la
rosolia, il vaiolo e la scarlattina, mentre alla gelosia si
devono la cancrena, la peste e la rabbia. Le disgrazie
impreviste hanno causato l'apoplessia; i processi hanno generato
l'emicrania e la congestione cerebrale; i debiti la tisi; la
noia del matrimonio ha prodotto la quartana, e la stanchezza
degli amanti che non osano lasciarsi ha causato le vampe di
calore".
Torna
all'attenzione il discorso sulle energie dell'anima e sull'uomo,
da considerare come integrato in una visione olistica.
Sicuramente la soluzione del problema del cancro sta nella
natura stessa dell'uomo, che è più complessa di quanto
comunemente si creda. Oreste Speciani affermò che l'unità
mente-corpo è, ancora, ben lungi dall'essere compresa nella sua
reale accezione e ribadì che: "Tutte le malattie sono
psicosomatiche".
Nell’attuale
ricerca c’è, tuttavia, più di un segnale positivo che tiene
conto di questo percorso per ogni malattia, dalla nevrosi
d’organo di Deutsch (1922) agli stati di emergenza di Cannon
(1934), per giungere fino alla teoria generale dei sistemi di G.
Bateson, ai sistemi autopoietici di Maturana e Varela (1982)
fino ad arrivare all’interazione tra s.n.c. e sistema
immunitario, dimostrata da Basedovsky (1985).
By Giuseppe Cosco
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