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La
maggior parte dei ragazzi/e degli aduti, si
masturbano.
Nonostante ciò, si dice che la
masturbazione è un male, che arresta la crescita, che provoca malattie e
peggio ancora. Se una madre intelligente non facesse caso alle prime
esplorazioni che il figlio compie sulle parti inferiori del proprio corpo,
la masturbazione sarebbe meno coercitiva.
E’ la proibizione che fissa
l’interesse del bambino.
Per un bambino piccolo la
bocca è una zona molto più erogena dei genitali. Se la madre prestasse
alle attività orali del bambino la stessa virtuosa attenzione che presta
alle attività genitali, il succhiarsi il pollice diventerebbe una caso di
coscienza.
La
masturbazione soddisfa il desiderio di felicità perché è il culmine
della tensione. Ma appena l’atto è compiuto, la coscienza di chi ha
avuto un’istruzione moralistica si fa sentire e grida: «Sei un
peccatore!» L’esperienza mi ha convinto che quando si elimina il senso
di colpa, l’interesse del bambino per la masturbazione diminuisce.
Sembrerebbe
che per molti genitori sia meglio avere figli delinquenti piuttosto che
masturbatori.
Mi sono reso conto che la repressione della masturbazione è
alla base di molte forme delinquenziali.
Quando la
masturbazione infantile non crea problemi al bambino questi al momento
giusto passerà naturalmente alla eterosessualità. Molti matrimoni
infelici sono dovuti al fatto che sia la moglie che il marito soffrono di
questo odio inconscio per la sessualità che nasce a sua volta dall’odio
di sé sepolto nell’inconscio, e provocato dalla proibizione risalente
all’infanzia di masturbarsi.
La questione della masturbazione è di estrema importanza in campo
educativo.
Le lezioni, la
disciplina, i giochi non hanno alcun rilievo effettivo quando non viene
risolto il problema della masturbazione. La libertà di masturbarsi
porta a bambini felici, vivi che non sono in realtà molto interessati
alla masturbazione. La proibizione di masturbarsi porta a bambini miseri,
infelici, che contraggono facilmente raffreddore e malattie, bambini che
odiano se stessi e, di conseguenza gli altri. Penso che una delle ragioni
fondamentali del successo di Summerhill (scuola fondata da Alexander Neill,
ndR) sia l’avere eliminato la paura e l’odio di sé indotti dalle
proibizioni sessuali.
Freud ci
ha familiarizzati con l’idea che una vita sessuale esiste fin falla
prime ore di vita, che il bambino prova piacere sessuale nel poppare e che
gradualmente il piacere erotico dalla bocca si trasferisce ai genitali. Di
conseguenza la masturbazione del bambino è una scoperta naturale;
dapprima non è una scoperta molto importante, perché per un bambino i
genitali non offrono lo stesso piacere della bocca o anche solo della
pelle. E’ esclusivamente la proibizione da parte dei genitori che rende
la masturbazione un complesso radicato.
Quanto
più rigida la proibizione, tanto più profondo il senso di colpa e tanto
maggiore l’impulso a soddisfarsi.
Un bambino ben allevato non
dovrebbe giungere a scuola con complessi riguardo alla masturbazione. Vi
sono pochissimi bambini nell’età dell’asilo, che hanno interesse alla
masturbazione. Il sesso per loro non ha l’attrazione che emana dalle
cose misteriose.
Fin dai primi tempi in cui sono stati con noi (se non
l’hanno già saputo a casa) conoscono i fatti della nascita – non solo
da dove vengono i bambini, ma anche come si fa a farli. A questa età
l’informazione viene recepita senza emozioni, anche perché è fornita
senza emozione. Ecco perché a sedici o diciassette anni i ragazzi di
Summerhill possono parlare apertamente di sesso senza avere la sensazione
di fare qualcosa di proibito e senza atteggiamenti osceni.
Il
genitore parla al bambino con la voce di Dio. Ciò che la madre dice sul
sesso è verità di vangelo.
Il bambino accetta completamente e alla
lettera le sue parole. Una madre suggestionò il figlio dicendogli che la
masturbazione lo avrebbe fatto diventare stupido, e questi si convinse a
tal punto che divenne incapace di imparare alcunché. Quando la madre
venne persuasa a dirgli che gli aveva raccontato cose prive di senso,
automaticamente il bambino divenne più brillante.
Un’altra
madre disse al figlio che se si fosse masturbato tutti lo avrebbero
odiato. Il bambino diventò quel che sua madre aveva implicitamente
suggerito: il bambino insopportabile della scuola.
Rubava e sputava
addosso alla gente e rompeva gli oggetti in un patetico tentativo di
realizzare la previsione materna. In questo caso non si riuscì a
convincere la madre a riconoscere il proprio errore e il ragazzo rimase più
o meno un individuo pieno di odio per la società.
Abbiamo
avuto dei bambini cui era stato detto che la masturbazione li avrebbe
fatti diventare pazzi… e che facevano energetici tentativi per
diventarlo.
Dubito
che le influenze successive abbiano la capacità di opporsi alle prime
suggestioni operate sul bambino dai genitori. Nel mio lavoro cerco sempre
di fare in modo che siano i genitori a porre riparo al danno, perché so
che io per il bambino conto poco o niente. Di solito giungo nella sua vita
troppo tardi. Di conseguenza quando un bambino mi sente dire che non è
possibile che la masturbazione faccia diventare matti, incontra delle
difficoltà a credermi.
La voce del padre udita a cinque anni è la Santa Voce dell’Autorità.
Quando il
bambino comincia a giocare con i genitali i genitori vanno incontro alla
grande prova. I giochi genitali devono essere accettati come una cosa
buona, sana e normale; qualsiasi tentativo di sopprimerli sarebbe
pericoloso. E in questo includo il tentativo sotterraneo e disonesto di
indirizzare l’attenzione del bambino verso qualcos’altro.
Il
gioco genitale dei bambini sono un problema perché praticamente tutti i
genitori sono stati condizionati in senso sessuofobico fin dalla culla, e
non possono superare un senso di vergogna, di peccato e di disgusto.
I
genitori possono avere una forte convinzione intellettuale che il gioco
sessuale è bene e che è sano, e nello stesso tempo – col tono della
voce o con gli occhi – trasmettere al bambino la convinzione che essi,
emotivamente, non ammettono il suo diritto alla soddisfazione sessuale.
Un genitore può approvare totalmente i giochi genitali del figlio,
ma quando viene in visita la rigida zia Mary, può essere molto
preoccupato ed ansioso per la possibilità che il bambino faccia questi
giochi di fronte alla zia, contraria alla vita.
La paura
dei genitori che i giochi sessuali infantili portino alla precocità
sessuale è profonda e diffusa. Naturalmente si tratta di una
razionalizzazione. I giochi sessuali non portano alla precocità. E anche
se lo facessero che ci sarebbe di male? Il modo migliore per far sì che
un bambino raggiunga l’adolescenza, provi un interesse anormale per il
sesso è quello di proibire i giochi sessuali quando è nella culla.
Può
essere una sgradevole necessità dover spiegare a un bambino abbastanza
grande per capire, di non giocare con i genitali in pubblico. Un
avvertimento simile al bambino potrà apparire poco coraggioso e ingiusto;
ma anche l’ipotesi opposta ha i suoi pericoli perché, se il bambino si
dovesse scontrare con una disapprovazione espressa in termini astiosi e
scandalizzati da qualche adulto ostile, questo gli sarebbe più dannoso di
una spiegazione dei genitori che egli ama.
Quando un
bambino ha la possibilità di vivere pienamente la sua vita senza
punizioni, ammaestramenti e tabù, troverà nella vita tanto interesse da
non limitarsi a restringere la sua attività alla sfera sessuale.
Non so
quali sarebbero le reazioni di due bambini autoregolati che avessero
giochi sessuali fra loro. I bambini cui è stato detto che il sesso è una
brutta cosa, di solito fanno giochi sessuali con tendenze sadiche. Le
bambine che hanno avuto un insegnamento dello stesso tipo sembra che
accettino un gioco sessuale di tipo sadico come cosa normale. Se si
considera l’assenza di odio e di aggressività nei bambini autoregolati,
si può dire che con ogni probabilità il gioco sessuale fra due bambini
autoregolati sarà gentile e affettuoso.
La
disapprovazione verso noi stessi, deriva in massima parte dall’infanzia.
Una gran parte di essa la dobbiamo al complesso di colpa per la
masturbazione.
Io so che
il bambino infelice è spesso un bambino che ha un complesso di colpa per
la masturbazione. La rimozione di questo complesso è il passo più
importante che si possa fare per trasformare un bambino difficile in un
bambino felice.
Tratto
da: disinformazione.it
vedi:
FAR allAMORE e GUSTARE le
GIOIE del SESSO
+
Simbolismo
del Sesso +
Sesso fa
bene
+
Circoncisione
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>> MASTURBAZIONE
Tra i tanti
atteggiamenti di condanna o di censura nei confronti della sessualità,
uno dei più stupefacenti per la sua virulenza è senza dubbio quello
messo in atto verso la masturbazione.
Difatti,
forse più che di fronte ad ogni altra espressione della sessualità, la
coalizione tra scienza e norme morali si è fatta così salda da porre la
masturbazione in una evidenza di malattia, o di peccato, o di attività
comunque deprecabile.
Ma, nonostante l'autoerotismo fosse da un lato descritto (Esquirol,
1916) come "la più comune causa di pazzia" o di esso fosse
detto (New Orleans Medical and Surgical Journal), citato da Thomas
Szasz in "Sesso a tutti i costi", che "né la peste, né
le guerre, né il vaiolo, né un gran numero di flagelli analoghi si sono
mai rivelati disastrosi per l'umanità dell'abitudine a masturbarsi",
per citare brevi esempi in campo scientifico e, dall'altro lato fosse
bollato come "contro natura" e quindi peccaminoso, i dati del
rapporto Kinsey, già negli anni 50 mettevano in evidenza che il
94% dei maschi ed il 58% delle femmine avevano sperimentato la
masturbazione e con questa raggiunto l'orgasmo. Sono dati confermati da
altre ricerche (Hertoft, 1968; Schmidt e Sigush,1972;
Hite, 1977) nei quali le percentuali variavano di non molto
rispetto a quelle indicate da Kinsey.
Sono comunque tutte ricerche che sottolineano sia la diffusione del
comportamento autoerotico, sia le differenze tra maschi e femmine, per le
quali la questione appare essere molto più complessa.
E' vero che la repressione della pratica masturbatoria è stata violenta
anche nei confronti dei maschi, dal 1700 ad epoche recenti.
E' forse vero, in qualche misura, che si può spiegare la minore tendenza
all'autoerotismo da parte della donna con le considerazioni di
psicoanaliste, come Helene Deutsch quando dice che "con tutta
verosimiglianza le sensazioni vaginali non possono essere paragonate alla
pressione dell'orgasmo maschile". O con quelle di Marie Bonaparte
quando sottolinea che "nell'esplorazione dei suoi genitali la bambina
incontra un ostacolo generalmente ignoto al maschio: il dolore".
E' vero che si può chiamare in causa la diversa configurazione anatomica
dei genitali femminili, più nascosti, più intimi rispetto a quelli
maschili. Ma certamente il posto di primo piano, tra le cause di minor
tendenza delle donne alla masturbazione, spetta alla maggiore repressione
che, comunque, la sessualità femminile si è trovata a subire rispetto a
quella maschile.
Nonostante tutto comunque, l'effetto della censura non ha sortito
l'effetto desiderato, visto che, malgrado le condanne, la masturbazione è
probabilmente l'attività sessuale più praticata.
Ciò pone questa espressione della sessualità in un ambito talmente
fisiologico da essere piuttosto resistente, sul piano del comportamento,
ai divieti.
Per quanto riguarda invece il vissuto dell'esperienza, le cose stanno
diversamente ed è lì che la repressione coglie nel segno, generando
sentimenti di colpa, di paura e di vergogna.
A sottolineare che la masturbazione non si pone nell'ambito della
patologia, ma anzi nasce là dove la relazione si articola armoniosamente,
vi è il contributo di Spitz.
In una ricerca condotta nell'arco di 14 anni, dal 1948 al 1962, egli mise
in evidenza che tanto più il rapporto madre-figlio era armonico, tanto più
frequenti erano i giochi genitali del bambino fin dal primo anno di vita.
I bambini che vivevano con i genitori erano molto più "giocosi"
in questo senso che non quelli che erano costretti nei brefotrofi.
Questa osservazione sembra porre il rapporto con i propri genitali in un
ambito originario nel quale non è certo il ritiro dalla relazione a
promuoverlo, ma anzi la sua qualità. Via via, nella storia dello sviluppo
psicosessuale del bambino, la masturbazione acquista significati
differenti e tutti importanti, tanto da assumere una notevole rilevanza
nella strutturazione della sessualità.
Il significato dell'autoerotismo varia in particolare dal periodo di
latenza (come strumento per scaricare impulsi aggressivi e sessuali, per
conservare la consapevolezza dell'esistenza dei propri genitali esterni),
all'adolescenza (come attività che consente una prova delle nuove risorse
sessuali, nella fantasia di un rapporto a due adulto, e che
contemporaneamente soddisfa desideri pregenitali inconsci).
In questo tragitto si insinua il primo senso di colpa che genera conflitti
interni soprattutto perché è concomitante all'evoluzione edipica. Ma,
come dice Lebovici, "la masturbazione svolge una funzione
fondamentale nell'elaborazione dei fantasmi ad essa collegati e nei
conflitti da essi provocati, al pari dei meccanismi difensivi che derivano
da tali conflitti".
Dati recenti sull'attitudine alla masturbazione sembrano avvalorare il suo
significato e la sua prerogativa nella strutturazione di una sessualità
funzionale al piacere.
In due ricerche successive condotte su due gruppi diversi di volontari
invitati a leggere letteratura erotica e ad assistere a film sessuali
espliciti, gli psicologi californiani Abramson e Mosher
hanno messo in evidenza che coloro che hanno un atteggiamento negativo
verso la masturbazione si sentono maggiormente in colpa nell'assistere
alla proiezione dei film, hanno avuto meno esperienze sessuali, hanno
maggiori problemi di fronte al sesso e sono persino meno informati sulla
contraccezione.
Questi autori hanno potuto anche determinare, mediante un'analisi
termografica, che i soggetti con attitudine negativa di fronte alla
masturbazione hanno una vasocongestione pelvica, una volta esposti a
stimoli erotici, più scarsa rispetto a chi ha attitudini positive.
Questo dato, evidentemente, pone il buon rapporto con la masturbazione
come un fattore predittivo importante verso una buona sessualità.
Ben lungi quindi dall'essere una pratica sessuale nociva , o anormale,
essa non è contro la relazione, ma può essere, al contrario, verso una
relazione sessuale piacevole ed appagante.
Un ruolo importante in questo senso è giocato dalle fantasie, scenario
potenzialmente ricco nel quale l'uomo e la donna possono collocare
pensieri, aspettative e desideri sessuali.
In una tale dimensione, l'autoerotismo non si può considerare come
sinonimo di solitudine, di triste ritiro coatto dal mondo delle relazioni,
ma come esperienza preparatoria all'incontro.
Nonostante l'immaginario femminile non abbia mai dimostrato di essere
povero, per lungo tempo si è ritenuto che i maschi fossero
fisiologicamente più reattivi delle donne agli stimoli delle fantasie e
fossero più predisposti a produrne. Ma anche questa asserzione è stata
dimostrata inesatta.
In particolare la Schmidt che, in due successive ricerche, ha messo
in luce come tale disparità fosse da attribuire soltanto agli
atteggiamenti socioculturali verso la sessualità e al modo con il quale i
figli erano stati cresciuti. Atteggiamenti questi che tendono ad inibire
le espressioni sessuali della donna, la sua reattività a questo tipo di
stimoli e la capacità di mantenerli una volta prodotti, a causa dello
svilupparsi di ideali dell'Io e di un Super-Io che limitano la reazione
femminile e frequentemente la rendono conflittuale.
Ancora una volta, da
queste osservazioni emerge che la legge che nega è tanto forte da privare
l'esperienza autoerotica di gran parte del patrimonio che la può
arricchire. Così impoverita, colpevolizzata, demonizzata, può allora
trovare sì schiere di detrattori che la collocano in un mondo nevrotico
ed autistico. Dimensione dove, per la verità, talvolta va collocata, ma
solo in quei casi di patologia dove questa pratica è un corollario di
comportamenti parafilici o compulsivi.
Tratto da:
benessere.com
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Masturbazione femminile:
Care donne, Masturbatevi il più possibile e nei
modi più svariati.
E' importante per conoscere meglio il vostro
corpo, per amarlo di più e per farlo conoscere
meglio.
Nel rapporto sessuale è l'uomo che deve seguire
la donna, essendo questa più complessa, ed è la
donna che deve spiegare all'uomo come fare a
seguirla.
Per questo è fondamentale che essa conosca le
proprie zone erogene, i modi in cui stimolarle,
i ritmi di queste stimolazioni, il proprio
piacere, insomma.
Una donna che non si è mai masturbata parte
svantaggiata nel rapporto sessuale.
Non si può aspettare che sia l'uomo a farci
conoscere, se non in piccola parte.
Troviamo da sole i nostri punti, poi
indichiamoli al partner e facciamoci aiutare a
stimolarli.
Conoscendo i nostri orgasmi con le loro
potenzialità, ci sarà più agevole trasferirli in
un rapporto a due e trascinare anche il partner
nel nostro godimento.
Masturbazione del
cul-de-sac - vedi:
Vagina
Per questo tipo di masturbazione è necessario
avere muscoli pelvici e uterini ben sviluppati.
Lubrificate il pene artificiale e inseritelo
dolcemente nella vagina. Raggiungete un livello
d'eccitazione molto alto stimolandovi il
clitoride e/o il punto G, ma non fino ad
arrivare ad un orgasmo.
Ora muovete il pene fino ad arrivare alla
cervice, esploratela per scoprire con quanta
forza potete spingervi, o se le sensazioni che
avvertite vi piacciono. Ora comportatevi come
durante un rapporto sessuale.
Spingete il pene in profondità e,
contemporaneamente, contraete la muscolatura
pubococcigea e quella uterina simultaneamente.
Se i vostri muscoli sono abbastanza allenati,
gli ultimi due centimetri della vagina -il
passaggio del cul-de-sac- si apriranno alla
penetrazione e poi si serreranno attorno al
pene.
La vagina tratterrà il pene al punto che, se
provate a strattonarlo leggermente, non
riuscirete ad estrarlo.
Mantenete la pressione sul pene continuando a
tirarlo con estrema dolcezza: state allenando
maggiormente i vostri muscoli uterini.
Se sarete abbastanza eccitate non avrete
difficoltà a raggiungere quasi istantaneamente
l'orgasmo da cul-de-sac.
Masturbazione dell'uretra
Per questo tipo d'orgasmo giocano un ruolo
importante i muscoli pelvici.
Contraeteli e rilasciateli, è un esercizio molto
piacevole.
Individuate con le dita, o con il pene
artificiale, il punto che si colloca intorno
alla parte dell'uretra situata all'interno della
vostra vagina. Continuate a contrarre i muscoli,
aggiungete un massaggio dell'uretra e
aumentatene via, via la pressione.
Quando sentirete lo stimolo ad urinare sarete
vicine all'orgasmo.
Incominciate a masturbarvi anche l'orifizio
dell'uretra che si trova esternamente, muovete
le dita come quando vi toccate il clitoride.
Continuando così arriverete l'orgasmo.
Se spingete in fuori la parte dell'uretra come
se voleste far pipì quando siete vicine
all'orgasmo, è molto probabile che otteniate una
vera e propria eiaculazione (gusher).
Molti confondono la masturbazione dell'uretra
con quella del punto G, facendo coincidere
questi due punti.
Vi basterà provare questi due tipi di
stimolazioni, per rendervi conto delle
differenze.
Masturbazione Clitoridea
E' la forma più comune di masturbazione
femminile. Consiste nella stimolazione diretta o
indiretta del clitoride.
Diretta: viene manipolato, sfregato il corpo
stesso del clitoride.
Tenendo aperte le piccole labbra si può
titillare delicatamente il glande fuoriuscito,
avendo cura di tenerlo lubrificato, fino a
giungere all'orgasmo.
Questa non è la procedura più usata in quanto
per molte donne il glande è un punto troppo
sensibile perché sia stimolato direttamente.
Più delicato è lo sfregamento diretto del
clitoride con oggetti, perché in questo caso il
glande rimane per lo più nascosto dentro al suo
prepuzio.
In questo caso la stimolazione avviene tramite
movimenti circolari d'oggetti dalla punta
arrotondata.
Indiretta: il clitoride viene stimolato
indirettamente facendo pressione sul monte di
Venere o stirando le labbra vaginali.
Le piccole labbra, che sono attaccate al
prepuzio, se sono sfregate provocano un delicato
e gradevole strappo della clitoride, e se
titillate fanno scivolare il prepuzio avanti e
indietro sul glande facendolo inturgidire e,
infine, venire.
Altre donne preferiscono sfregare gli interi
genitali contro oggetti quali cuscini, pomi del
letto, maniglie della porta, tessuti morbidi,
ecc...
Altre ancora, si masturbano sedendosi sui tacchi
e facendo pressione sui muscoli o stringendo le
cosce l'una contro l'altra ritmicamente o
salendo in bicicletta o, ancora con il massaggio
idrico della regione genitale e perineale.
Le varianti per questo tipo di masturbazione
sono in sostanza infinite.
Un esperto in questo campo riconobbe in venti
anni d'esperienza clinica più di cento forme di
masturbazione clitoridea.
Masturbazione vaginale
Sono poche le donne che si masturbano
accompagnando alla stimolazione clitoridea la
penetrazione vaginale, solo un 2% quelle che si
masturbano solo vaginalmente. Eppure,
all'interno del nostro organo sessuale,
possediamo diversi punti che, se correttamente
stimolati, ci portano all'orgasmo.
Quindi perché così poche donne ne usufruiscono ?
Forse si pensa che l'esplorazione della vagina
sia una prerogativa del partner (ma lui come fa
a trovare i punti giusti se non glieli
indichiamo ?).
Oppure che sia più rapido e facile masturbarsi
clitoridealmente e che una penetrazione possa
distrarci da tale pratica (ma non è forse una
limitazione ?).
O, ancora, non si sa bene quali punti andare a
stimolare (in questo caso è bene trovarli).
L'uso di un pene artificiale, o di chi per lui,
durante la masturbazione, vi permette di
esplorarvi e quindi conoscervi meglio.
Di trovare le zone interne in cui siete più
sensibili, di scoprirne la giusta stimolazione,
le giuste pressioni e i giusti ritmi, di
smascherarne il piacere, insomma.
Conoscenze che arricchiscono sia voi che il
vostro partner, perché -sia chiaro- nel rapporto
sessuale è l'uomo che deve seguire la donna,
essendo questa la più sensibile e complessa.
Ripetiamo: come può un uomo conoscere i vostri
punti deboli, se questi variano da donna a
donna, per lo meno come ritmi e modi di
stimolazione?
Per questo è importante una masturbazione
completa.
Vi consigliamo di usare un pene artificiale
perché molto spesso le dita non bastano, sia per
la profondità delle zone ricercate che per le
pressioni di cui queste necessitano.
Una cosa importante è l'utilizzo del
preservativo: incappucciate gli oggetti che
avete deciso di utilizzare per la vostra
masturbazione.
Siano banane, cetrioli, carote, candele,
bottigliette, falli artificiali o vibratori,
tutto deve essere ben pulito onde evitare il
rischio d'infezioni e un preservativo
sterilizzato è la miglior precauzione.
Altra raccomandazione è quella di non eccedere
nelle dimensioni degli oggetti che avete deciso
di utilizzare onde evitare sgradevoli
inconvenienti.
Per sfatare eventuali leggende metropolitane
rileviamo che i peni artificiali non sono
pericolosi da usare, ma sono un ottimo
trattamento per quelle donne che hanno
difficoltà ad arrivare all'orgasmo (per questo
sono consigliati da molti terapisti).
I peni artificiali non danno dipendenza e non
diminuiscono la percezione del piacere.
Chiaramente, come in ogni cosa, non bisogna
abusarne e ricordarsi che il piacere ha in ogni
modo i suoi tempi: il concentrarsi solo
sull'orgasmo veloce dato dal vibratore non vi
lascerà molto soddisfatte.
Tratto da: giovani.it
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Masturbazione maschile
Appagamento fisico, migliore
circolazione sanguigna, prevenzione dell’eiaculazione
precoce... la masturbazione fa bene alla
salute ma è soprattutto promessa di grandi
piaceri.
Vediamo come.
I luoghi comuni
I nostri antenati affermavano che la
masturbazione rendeva sordi, ciechi, che
diminuiva le dimensioni del
pene... Tutto cio’ per dissuadere gli uomini
dal praticarla. Secondo loro, masturbarsi
diminuiva la capacità di riprodursi, in quanto
con essa si « sprecava » lo
sperma, che si pensava limitato nell’uomo.
Tiriamo un sospiro di sollievo: questi luoghi
comuni sono completamente falsi. Il 90% degli
uomini si masturba regolarmente e sta benissimo.
Bisogno fisico o puro piacere ?
Non andare nel panico se lo sorprendi in piena
azione sotto la doccia, non significa che sia
frustrato. L’uomo si masturba per raggiungere l’orgasmo
e liberarsi dalle tensioni sessuali, ma non
solo. Si tratta di un vero e proprio bisogno
fisico. Ripassino di biologia: gli organi
sessuali dell’uomo producono e accumulano
sperma. Dopo alcuni giorni il corpo vuole
espellere questo sperma per fare posto a quello
"fresco".
L'eiaculazione
Il modo in cui il tuo uomo si masturba ha
conseguenze dirette sulla sua
sessualità. Una masturbazione troppo rapida
provoca spesso problemi di eiaculazione precoce,
quindi meglio non avere fretta. Sin
dall’adolescenza, l’uomo deve concedersi il
tempo di scoprire il proprio corpo per essere in
grado di controllare l’eiaculazione.
Imparando a conoscersi, migliora la sua capacità
di eiaculare e le performances in generale...
Lubrificare
Saliva,
gel
lubrificante,
latte idratante... Scegli quello che
preferisci e lubrifica il
sesso del tuo uomo affinché la masturbazione
si avvicini il più possibile a cio’ che sente
durante la
penetrazione. Pensaci soprattutto se il tuo
lui è circonciso: senza opportuna lubrificazione
ci sono rischi di irritazione.
La tecnica
Metti la mano intorno al
pene in erezione del tuo compagno. Tienilo
bene senza stringere troppo. Accarezza il membro
dall’alto verso il basso e scopri il movimento e
la pressione che gli procurano più
sensazioni. Non esitare a stimolare i testicoli
al tempo stesso, alcuni uomini ne vanno matti.
L’eccitazione sale e senti che sta per
raggiungere l’orgasmo ?
Accelera il movimento se vuoi che finisca in
fretta o rallenta per prolungare il
piacere. Il pene diventa molto sensibile
dopo l’eiaculazione quindi smetti di stimolarlo.
Masturbare il proprio uomo
Dal punto di vista fisico e psicologico, gli
uomini trovano questa pratica estremamente
eccitante. Come preliminare o per raggiungere
l’orgasmo ecco alcune tecniche "internazionali":
- la spagnola: l’uomo mette il sesso in erezione
tra i tuoi seni ed effettua un movimento
ondulatorio. Un consiglio: avvicinare al massimo
i seni per stringere bene il pene.
- la greca: senza penetrazione, l’uomo fa
scivolare il sesso tra le tue natiche.
- la tailandese: il tuo
amante tiene i tuoi piedi attorno al suo
sesso e muove il bacino. Non per forza il metodo
più efficace ma viene molto apprezzato dai
feticisti.
Alla
scoperta del corpo femminile e maschile
Suggerire al proprio partner gesti, sfioramenti
e situazioni eccitanti è fondamentale conoscere
il proprio corpo. Praticare del
sano autoerotismo, piacersi, guardarsi allo
specchio, accarezzarsi, sono tutte condizioni
normali e importanti per aumentare le sensazioni
erotiche.
Ogni donna e/o ogni maschio sa - o può scoprire
- quali sono le zone più sensibili per tracciare
una mappa del proprio eros.
Pensate piuttosto al vostro corpo come a uno
strumento musicale, e alle corde giuste da
toccare per produrre le note migliori. E
lasciatevi andare prima di tutto verso voi
stessi, anche con il vostro partner.
-
Organo
sessuale femminile
-
Clitoride
-
Frenulo (del pene)
-
Pene
-
Punto
G
-
Punto
L maschile
-
Sperma
o liquido seminale maschile
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