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"Medicina Alternativa"   per  CORPO  e   SPIRITO
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Alternative Medicine"
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SEMEIOTICA e METODOLOGIA MEDICA in Medicina NATURALE
 

RIFLESSOLOGIA  PLANTARE o delle MANI

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vedi anche: Morfologia del Corpo + Semeiotica 1 + Semeiotica Biofisica Quantistica + Diagnosi precoce del Cancro + DIAGNOSTICA INDICE

L’esistenza dei punti riflessi è antichissima ed esistente in quasi tutte le culture antiche.

Si era già a conoscenza dei punti terapeutici del corpo che agiscono, esercitando una pressione, in aree distanti dalle aree manipolate.

Nella vecchia Cina i “medici scalzi” curavano attraverso punti riflessi del corpo, senza nessun apparente punto di collegamento con l’organo ammalato.

In India i conduttori di elefanti si tramandano da secoli la conoscenza dei punti, sparsi sul corpo dell’elefante che, stimolati più o meno vigorosamente, inducono a determinati movimenti l’animale. 

Questi punti sono rilassanti o eccitanti e divengono persino mortali se stimolati con forza; alcuni di questi sono situati nei piedi o nelle mani; ma esistono anche in bocca, nella mucosa nasale, nell’orecchio, sulla testa, lungo la spina dorsale, ecc.

I piedi di Visnù con la figura del loto, la conchiglia ed i pesci; i piedi di Budda, con diversi simboli iconografici; queste simbologie sembrano riportare la riflessologia plantare all’Oriente.

In medio Oriente 5.000 anni or sono circa nell’Egitto si praticava questa tecnica riflessogena anche sulle mani; ne abbiamo la prova per il ritrovamento di un dipinto su una tomba di un medico egiziano, scoperta da qualche anno nella zona di Saqqarah, ove esiste ancora la più antica piramide, sulla cima della quale una volta campeggiava lo “Zed”, che fu poi trasportato e nascosto nella piramide di Cheope.

Come la conosciamo oggi invece, la riflessologia è una giovane scienza nata negli Stati Uniti per merito del dott. Fitzgerald W.H., che nel 1910 tracciò una mappa del corpo umano attraversato da 10 meridiani diviso in altrettante zone, le cui parti ed organi trovano i corrispondenti punti riflessi nelle mani e nei piedi.

Un’altro medico E.F. Bowers, si unì a lui per approfondire e divulgare la nuova scienza, che chiamò “Terapia zonale”. Sempre negli USA una donna, E.D. Ingham, elaborò più tardi, un più dettagliato metodo riflessologico.

E’ a lei che fanno capo tutte le scuole Europee, fra cui la tedesca H. Marquardt, l’inglese D. Bayly e la svizzera H. Masafret.

Purtroppo da allora nessun passo avanti è stato realizzato per portare su di un piano qualitativo migliore, questa tecnica.

Solo recentemente in Italia un brillante giovane: Esposito A., ha dato una degna spinta in avanti a questa giovane scienza; anche il dr. F. Gazzola di Milano, ha contribuito alla implementazione delle mappe podaliche con altre sue ricerche; altri giovani terapeuti italiani, stanno lavorando con e su questa tecnica.

Il concetto moderno di Riflesso terapia si differenzia nel caso specifico da tutto ciò, per una più organica distribuzione dei punti riflessi di tutti gli organi su una parte del corpo, nelle mani o nei piedi.

Nel piede rivediamo proiettato tutto il corpo e dal piede possiamo agire quindi in maniera riflessa su ogni parte di esso, per risolvere disturbi e ristabilire l’ordine perso. Guardando il piede di profilo potremo notare che ha la stessa sagoma di una persona seduta dove la testa corrisponde all’alluce.

Nella visione plantare la parte esterna descrive la stessa curva della colonna vertebrale.

La lunghezza ideale del corpo umano dovrebbe essere 7 volte e mezzo quella della testa; moltiplicando la falange dell’alluce per 7 volte e mezzo, troviamo esattamente la lunghezza del piede.

Toccando i vari punti del piede, per esempio quelli corrispondenti al fegato od il rene, possiamo comprendere dal tipo di dolore, acuto o sordo, se si tratta di un problema recente o al contrario antico, in fase di guarigione o di riacutizzazione.

Al piede destro per esempio corrisponde la parte più razionale di noi tutti, ciò che ha a che fare con lo studio, il lavoro; il piede sinistro invece corrisponde all’emotività, cioè agli affetti, le paure, le ansie ecc.

Altro esempio: chi ha il secondo dito del piede sinistro più lungo dell’alluce, spesso è sofferente di cuore e vive in modo iper attivo, predilige i sapori amari, ma quando ha un problema emotivo, non riesce a mangiare perché gli si chiude lo stomaco.

L’unghia incarnita dal lato della scarpa, segnala la tendenza alla sofferenza della milza e dello stomaco.

Se è incarnita dalla parte opposta indica tendenza alle malattie del fegato. L’ispessimento delle unghie corrisponde ad una scarsa funzionalità renale, e nel carattere indica una personalità piena di paure con sonni agitati.

La presenza di callosità sotto il 2° e 3° dito, rivela catarro bronco polmonare o catarro da sinusite. Verruche o funghi ai piedi prodotti da sudore acido, indicano che la dieta è troppo ricca di proteine animali: carne, formaggi, pesce, uova, ecc.

Nelle mappe finora esistenti della Riflessologia Plantare, i rispettivi autori hanno circoscritto delle aree come punti riflessi nel piede delle varie parti del corpo, senza garantire precisione nella localizzazione di tali aree riflesse; infatti queste mappe propongono una raffigurazione standard del piede, mentre tutti sappiamo che questi differiscono da individuo ad individuo per forma e proporzioni, in quanto ogni piede è diverso nella forma e questa è stabilita dalle ossa podaliche.

Anche per i colori (stampati sulle carte) corrispondenti a determinate aree si sono usati i criteri più disparati, senza una vera logica; ognuno ha colorato a proprio piacimento le aree del piede, mentre l’italiano (Esposito A.) ha rifatto una mappa che tiene conto di tutte le differenti forme e proporzioni in quanto i punti delle loro mappe, sono riferiti a punti precisi delle ossa del piede.

Con lo studio della Legge del TAO (la teoria orientale dei 5 colori/forze/elementi), l’Esposito ha completato l’opera, dando significato preciso ai colori della mappa ridisegnata dallo studioso Italiano; egli ha anche arricchito l’indagine podalica di una sua morfologia, eseguita solamente guardando il piede; solo successivamente usando la pressione sui punti per la verifica di quanto stabilito in fase di osservazione.

Il linguaggio riscoperto nel piede, parla attraverso la sua forma, il colore, le screpolature, il tipo di odore, la forma delle dita e la loro proporzione, l’aspetto delle unghie, l’ispessimento delle stesse e della pelle, la localizzazione dei calli e duroni, l’altezza dell’arco plantare, le sporgenze ossee, le linee della pelle, i gonfiori e gli avvallamenti.

L’intero Psicosoma si proietta nel piede, rivelando in modo sorprendente ad un attento osservatore, lo stato di salute Psicologico e Fisiologico. Lo studio e le osservazioni fatte dall’italiano, aprono una nuova visione della Riflessologia Plantare, del suo modo di essere e delle sue applicazioni.
E’ in preparazione, da parte dello studioso, una mappa delle aree riflessogene delle mani, in modo da fornire ai futuri tecnici della riflessologia altri strumenti di lavoro.

Ricordiamo comunque a tutti i cultori di questa tecnica che per ottenere effetti benefici e duraturi occorre integrarla con la “Mono terapia e dottrina termica” + Protocollo della salute, descritti in questo Portale

Massaggiare nella zona sui piedi ogni 2 giorni; in ogni caso ungere di olio di oliva con propolis dopo aver massaggiato i punti corrispondenti ove vi è dolore, indi alla sera prima di coricarsi e dopo aver lavato piedi, orecchie; per i denti, l’olio di Manuka e Kanuca è indispensabile in questi casi per la prevenzione e la normalizzazione basale delle gengive; lo si può utilizzare con qualche goccia sullo spazzolino ed in acqua come colluttorio, con qualche goccia di quest’olio si può massaggiare per circa 2 minuti; coricarsi senza pulirsi dall’olio; si può effettuare lo stesso massaggio con la propria urina.
Se trovate altre zone del corpo con dolori, ripetete l’operazione di massaggio locale e poi ungetevi con lo stesso olio anche alla sera prima di coricarvi.
Per la riflessologia nelle mani abbiamo fornito una semplice mappa ancora da mettere a punto; teniamo presente che questa scienza o tecnica è ancora all’inizio della sua strada, per cui nel tempo avremo sicuramente confortanti conferme.
Per massaggiare i punti riflessi delle mani usate il pollice od altre dita esercitando una precisa e decisa pressione sul punto da stimolare. Fate attenzione che la colonna vertebrale, il collo ed il lombo sacrale sono sul dorso delle mani e le altre zone sul palmo delle stesse.

AURICOLOTERAPIA
L’orecchio è negli animali superiori e nell’uomo il complesso di strutture che costituiscono l’organo dell’udito e che partecipano alla regolazione dell’equilibrio statico e cinetico.
Fin dall’antichità è noto che l’orecchio non serve solo per udire i suoni dall’esterno dei corpi ma anche per udire i “suoni” le vibrazioni, le frequenze emesse dall’interno del corpo.
Cioè l’orecchio serve non solo per ricevere suoni ma anche per trasmetterne dall’interno verso l’esterno.
Vi è tutta una terapia di indagine conoscitiva da ritrovare e ripristinare in diagnostica per la nuova medicina Olistica e Naturale che si chiama Auricolo Medicina.

Ogni qualvolta che vi è un’anomalia funzionale di un organo o sistema, questi ultimi vibrano a frequenze diverse da quelle di quando essi sono in perfetta salute, pertanto essi emettono dei suoni udibili con determinate apparecchiature elettroniche, ma alcuni uomini con udito particolare sono in grado avvicinando l’orecchio di ascoltare tali anomali vibrazioni e di comprenderne il significato; infatti ogni “suono” strano percepito da certi pazienti all’interno dell’orecchio è perché vi è un’anomala funzione dell’apparato uditorio che non permette la fuoriuscita di quei suoni che poi disturbano la persona che li sente.

In genere tali suoni (rumori) sono sintomi e segnali da saper interpretare perché legati a croniche e nascoste anomalie di determinate ghiandole, organi, sistemi ecc., (tiroide, blocco delle normali funzioni cervicali, abbassamento della glicemia e della pressione del sangue, aumento di determinati minerali e vitamine con caduta di altri, ecc.).

Ricordiamo che la Luce inFormata, (le frequenze modulate ricevute o create dall’essere) si memorizza nei corpi viventi, nel substrato che ha alla base la “terra” fisiologica, cioè nei metalli amorfi a base di minerali rari.

Vi è anche la possibilità una volta conosciuta un’anomalia frequenziale di un organo o sistema, di ricorrere alla trasmissione, attraverso l’orecchio in funzione ricevente, di informazioni vibratorie riequilibranti per quella o quelle anomalie; tali terapie si usano in Auricolo Medicina.

Oltre a queste importanti recenti riscoperte, circa 20 anni or sono il dr. Nogier concepì anche l’idea della possibile somatopia fetale nell’orecchio, la quale divenne la base dell’auricolo terapia in tutti i suoi aspetti.

In seguito tutta questa teoria venne sperimentata sopra tutto in Cina fin dal 1958, nei ranghi dell’esercito quale medicina ufficiale da esercitare direttamente sul campo; da quella data sono stati raccolti un’enorme quantità di dati che hanno permesso di convalidare l’intuizione del dr. Nogier; si tratta infatti della riscoperta dei punti riflessi, nelle orecchie dei vari organi e sistemi del corpo umano.

Vediamo quali sono le caratteristiche ed i vantaggi dell’Auricolo terapia.

E’ una fra le tecniche diagnostiche e terapeutiche più economiche che possiamo trovare ed è di facile apprendimento ed uso per tutti e per tutte le età. La si può applicare ad una vasta gamma di malattie; si ottengono risultati rapidi ed efficaci, anche se la malattia è cronica e contratta da lunga data.

L’Auricolo terapia è fra le tecniche riflessogene quella che consente una più immediata risposta agli stimoli, da parte del sofferente, infatti essa è di notevole ausilio in tutte le situazioni di emergenza; questa tecnica come la Riflessologia plantare o quella sulle mani o sulla colonna vertebrale, ha una scarsità od assenza di effetti collaterali, a parte la sensazione avvertita quando si conficcano gli aghi.

Ottimi risultati si ottengono con l’uso degli aghi dell’agopuntura applicati nei punti riflessi dell’orecchio; l’uso di questi aghi consiste nell’infiggerli nell’orecchio esterno, ove sono concentrati i punti dell’agopuntura.

E’ anche possibile non far uso degli appositi aghi utilizzando un comune ago o spillo oppure usando un fiammifero di legno per esercitare la pressione sul punto sensibile, se non si devono trattare problemi importanti.

In certi casi se il paziente è troppo occupato, si possono lasciare conficcati gli aghi o delle graffette, mentre egli svolge le sue attività lavorative.

In alcuni casi si hanno delle reazioni particolari che però scompaiono subito appena si toglie l’ago. Se gli aghi o l’orecchio non sono ben disinfettati (usare la propria urina per disinfettare) possono comparire infezioni locali o retrazioni dell’orecchio, che possono comunque essere evitate con la massima igiene e pulizia e con la sterilizzazione degli aghi prima del trattamento, attraverso il fuoco o l’urina.

Si è anche riscontrato che questa tecnica ha una funzione preventiva per molte malattie.

E’ molto diffusa ed utilizzata per anestetizzare pazienti che debbono affrontare piccoli interventi tipo: estrazione di denti, asportazione tonsille, trattamento di distorsioni, interventi nel naso, nella gola, negli occhi ecc.

La possibilità di intervenire senza usare anestetici chimici è di grande importanza per l’assenza di intossicazioni che il prodotto farmacologico sempre immette nel corpo umano e che sono anche di difficile eliminazione, si parla di anni per eliminare in parte il prodotto anestetico chimico iniettato.

Questa tecnica non deve essere impiegata nei primi 6 mesi della gravidanza e nelle donne predisposte all’aborto; nei pazienti anemici, sovraffaticati od affamati; se il padiglione dell’orecchio presenta geloni o processi infiammatori.

Nel caso di sindrome da agopuntura persistente dopo l’estrazione degli aghi, bisogna coricare il paziente a testa in giù e rimettere gli aghi nei punti di derma, cuore, surrenale e occipite.

Far coricare in posizione orizzontale e far bere un poco di acqua calda dopo il trattamento o se accusa qualche leggero malessere.

L’auricolo terapia può essere effettuata in molti modi: con le dita, con aghi infissi e mantenuti nella sede per un certo tempo; con l’utilizzo per esempio, della SAT terapia e della Bio Meso terapia; iniezione del medicinale terapeutico, nel punto indicato; con incisione del punto indicato per circa 2mm lasciando fuoriuscire alcune gocce di sangue, usare massimo 3 incisioni per seduta ed ogni seduta va effettuata ogni 8/10 giorni; mediante punzecchiamento del punto indicato; mediante elettro stimolazione con apposita apparecchiatura elettrica; con massaggio dei punti, con una sonda per circa 3 minuti; con massaggio dei punti, con la sonda di un equilibratore ionico passivo.

Lo sviluppo embriologico del padiglione auricolare, permette di identificare l’esistenza di 3 tessuti: endoderma, mesoderma, ectoderma e la presenza di 3 sistemi di trasmissione nervosa: Sistema Nervoso Centrale, tramite il plesso cervicale superficiale; il Sistema Parasimpatico, Ortosimpatico, Enterico, che permettono di concepire un insieme di corrispondenze fra il padiglione dell’orecchio ed il corpo a tutti i livelli, quindi una riflesso terapia efficace.

I punti patologici dell’auricola oltre che divenire dolenti e sensibili alle variazioni atmosferiche ovvero barosensibili, hanno anche delle proprietà elettriche che permettono come in agopuntura, la loro ricerca con detettori elettronici oltre ai normali a pressione; la cartografia auricolare facilita la loro ricerca.

Questi punti sono a volte si raggruppano lungo linee o formano angoli; da questo fatto si è attribuita una geometria dell’orecchio. Lavorare anche con le semplici dita sui punti dolenti in associazione ai punti geometrici è a volte indispensabile per ottenere ottimi risultati, specialmente nei mali di testa.

Quando avete dolori strani, nei giorni di malattia o di digiuno si possono fare diverse tecniche utili descritte nel Protocollo della Salute, vedi al cap. 2, vol. 1.

Il trattamento auricolare utilizza nella sua più semplice ed immediata applicazione, il detettore a pressione, ma possono essere impiegati detettori elettronici passivi, attivi, meccanici, vibratori; soft laser; cauterizzazioni, ecc.

Da questi dati è facile rilevare che la stupida abitudine di bucare i lobi degli orecchi per appendervi dei ninnoli, orecchini ecc., dovrebbe essere immediatamente evitata, in quanto l’area interessata viene ad essere investita da continue sollecitazioni di metalli od altro e pertanto la parte del corpo corrispondente è sicuramente e continuamente alterata nelle sue funzioni.

Riteniamo che questa tecnica dovrebbe essere conosciuta da tutti, ma sopra tutto da ogni tecnico o dottore, per la facilità di apprendimento e di uso, oltre ad essere integrata con tutte le altre tecniche delle Medicine Naturali, per ottenere risultati completi e duraturi.

KINESIOLOGIA  - CHIROPRATICA  - OSTEOPATIA
La Kinesiologia è stata scoperta da un dottore in Chiropratica, George Goodheart e successivamente messa a punto dai dr. Kendall e Kendall. Il test muscolare è il “codice” per comunicare al corpo (senza la mediazione della mente) ed avere risposte chiare da esso.

Il corpo non mente; se poniamo le giuste domande e nel modo adatto, le risposte arrivano precise.

In Cina e Giappone si conoscevano già le correlazioni fra tensioni neuro muscolari e malattie e la riscoperta di questa tecnica, da parte di questi personaggi, fornisce alla moderna medicina uno strumento valevole per fare un salto di qualità diagnostico e terapeutico.

Oggi, siamo in grado di testare ogni essere umano anche senza parlare la sua lingua, basandoci sul fatto accertato che il controllo delle forze muscolari (debolezza o forza di un muscolo testandoli a seconda dei casi) ci permette di conoscere ove (le cause profonde) e quale problema esiste e dopo una determinata terapia raddrizzante conoscere se questa ha ottenuto l’effetto auspicato.

La valutazione dei test prescinde dalla sintomatologia rilasciata dal malato in quanto si testano i muscoli interessati (perché ognuno di essi è “collegato” a determinati organi del corpo) e questi ci risponderanno in modo preciso ed adeguato per farci riconoscere le cause vere del malessere. Questa tecnica serve in modo eccellente per reale prevenzione per piccoli, adulti e vecchi, anche senza interrogare il paziente si è in grado di testare le sue individuali reazioni muscolari.

Prima del manifestarsi di una malattia si è in grado con questa tecnica, di riconoscere la causa o le concause che la scateneranno.

La Kinesiologia se applicata alla biochimica dell'organismo, consente di individuare carenze, squilibri nutrizionali ed intolleranze alimentari, spesso non individuabili attraverso i test di laboratorio. Nell'indagine sugli stati psichici del paziente e sulle sue problematiche mentali, offre grandi possibilità diagnostiche e allo stesso tempo assicura discrezione e rispetto nei confronti della vita emozionale del paziente.

Le applicazioni della tecnica Kinesiologica in campo terapeutico sono da ritenersi pressoché uniche per la semplicità e rapidità dei metodi di testaggio dei farmaci e dei rimedi più opportuni al caso in esame; essa permette una diagnostica e una fase terapeutica assolutamente personalizzata per ogni singolo paziente, venendo così a realizzare concretamente quello che è lo spirito della medicina olistica.

Ogni medico dovrebbe applicare anche questa splendida tecnica nelle sue anamnesi sul paziente; questo eviterebbe di incorrere in errori diagnostici e terapeutici; ogni malessere determina anche e sempre piccoli o grandi spostamenti scheletrici, dovuti alle tensioni neuro/muscolari che intervengono sempre e che a loro volta alterano modificando l’assetto, l’equilibrio, la postura ed ovviamente lo Spirito/Pensiero.

La Kinesiologia, la Chiropratica e l’Osteopatia sono delle arti che utilizzano le capacità di recupero specifiche del corpo e la relazione fra le strutture scheletro muscolari e le funzioni del corpo in particolare fra la struttura del cranio, dello scheletro, colonna vertebrale, sistema muscolare e quello nervoso, per il mantenimento della salute od il suo ripristino.

Queste antiche tecniche vengono utilizzate in Medicina Naturale normalmente, su tutti i pazienti che non hanno controindicazioni ad esse.

Queste tecniche permettono anche di effettuare diagnosi. Esse si basano essenzialmente sul fatto che fra la struttura scheletrica, il sistema muscolare e nervoso vi è una stretta e costante correlazione per tutte le posture (assetto) del corpo legate a tutti gli stati psichici; in particolare lungo e nella colonna vertebrale (organo ben definibile) passa il Sistema Nervoso Centrale, in quanto il midollo spinale è di fatto un fascio di tessuto nervoso che collega i due emisferi del cervello ed il cervelletto ai vari organi del corpo, passando all’interno delle vertebre e collegando attraverso gangli e fasci di nervi i vari organi e sistemi del corpo, vedi apposita mappa.

Tutti sappiamo che ogni stato psichico legato agli schemi mentali modifica istantaneamente le forme del viso per reazione immediata di ogni muscolo, tendine e nervo facciale. Lo stesso meccanismo investe TUTTO il corpo ad ogni pensiero attivato; per cui è certo che ogni situazione di malessere vada ad alterare le funzioni, i ritmi e le tensioni dei muscoli e di conseguenza gli assetti degli stessi e nascano le tensioni che alterano la postura del corpo rispetto agli assetti verticali, orizzontali, davanti e retro, alto basso ecc., di tutta la struttura corporea; inoltre sappiamo che ogni muscolo è collegato ad uno o più organi e sistemi del corpo per reazione reflessogena, per cui è possibile intervenire su di un organo contraendo o rilassando un determinato muscolo.

Il tutto si riflette sull’assetto dell’intera colonna vertebrale e quindi sull’alterazione o meno della giusta postura dell’intero corpo che si appoggerà, se esistono variazioni di postura, ora sul lato destro ora su quello sinistro, alterando l’equilibrio e diffondendo su tutto lo scheletro la perdita di simmetria (esempio: la cervicale è la prima delle malattie da perdita di simmetria posturale) che deve essere perfetta nel caso di salute.

In quasi tutti i casi occorrerà aiutare il ritorno alla normale postura, dopo aver manipolata tutta la colonna, vertebra per vertebra, riallineando in questo modo anche l’anca, aggiungere degli spessori sotto il tallone, sinistro o destro a seconda dei casi, in modo da obbligare meccanicamente per mezzo della modifica del modo di camminare e di appoggio su tutta la colonna, il riassetto della postura.

Pochi operatori sanno lavorare in tal senso per cui occorre affidarsi a specialisti esperti in tali tecniche; testando l’assetto posturale ed anche di conseguenza determinati muscoli, per poter conoscere lo stato di ipo od iper funzione di un organo o sistema.

I riflessi Neuro Linfatici sono situati sul tronco ed hanno un diametro di pochi centimetri, sono in genere dolenti e infiltrati quando sono attivi e stimolandoli si aumenta il drenaggio linfatico di organi o visceri specifici; il trattamento dura da poche sollecitazioni (15 sec.) a molte sollecitazioni (qualche minuto), oppure una continua e molto  intensa pressione sul luogo dolente per qualche minuto.

Una facile e semplice terapia bigiornaliera, che aiuta notevolmente ogni problema di postura, è quella di mettersi a “uovo”, come ? sdraiarsi a terra a pancia in su, quindi prendere le ginocchia fra gli avambracci e rialzando la testa verso le ginocchia e rimanere in quella posizione circa 1 o 2 minuti, in seguito rilasciare le e gambe mantenendole piegate un poco sul basso torace e  ruotare per 3 volte in senso orario e quindi 3 volte in senso anti orario il bacino e le gambe leggermente rannicchiate sul  ventre; questa ginnastica serve a muovere le vertebre della zona lombare e soprattutto sacrale, alleggerendo i glangli che sono posizionati sui lati delle vertebre facendosi che l’energia defluisca meglio da essi.

Noterete come per incanto che molti dolori, tensioni, alla cervicale, dorso e basso schiena, diminuiranno o scompariranno. Naturalmente non risolvono le cause della malnutrizione e dell’accumulo delle tensioni neuromuscolari, ma aiuteranno alleviando e di molto quelle accumulate per una vita troppo sedentaria.

Un’altra tecnica efficace del fai da te per i dolori a tutta la schiena tipo: sciatica, lesioni nervose, contratture muscolari, artrosi cervicali, lombosciatalgie, rigidità muscolare, discopatie ecc., possono essere molto alleviate con questa particolare e semplice tecnica da farsi anche in casa.

Prendere un’asse e disporlo in modo obliquo da formare un angolo di 15 gradi. L’asse, alla estremità che si alza, deve avere un fermo per i piedi. Aggiungere sull’asse una copertina piegata in modo da formare un piccolo materassino sul quale sdraiarsi. Ci si mette a testa in giù con i piedi in alto e si deve rimanere per almeno 7 minuti, ogni giorno.

Fare attenzione le prime volte, perché essendo una posizione insolita per il corpo, vi potrebbero essere delle sensazioni non piacevoli. Comunque se vi abituate  a stare in quella posizione, ogni giorno, avrete notevole sollievo nelle vs. sofferenze, perché la posizione facilita la distensione della colonna vertebrale e quindi permette ai vari gangli di lasciar defluire i liquidi accumulati in loco per la continua tensione, e/o infiammazione che arriva dai vari organi collegati a quel nervo e che se bloccata nel suo fluire, genera i ben noti dolori alla schiena; ciò avviene, salvo nel caso di traumi; in questi casi è meglio, prima di effettuare questa tecnica, consultare un buon chiropratico od osteopata ed avere delle lastre fotografiche di controllo, solo il consulente, di caso in caso, potrà confermare l’utilizzo o meno di questa tecnica.

In quella posizione è possibile effettuare delle leggere trazioni, torsioni, ma occorre essere assistiti da tecnici che conoscano bene la chiropratica e/o l’osteopatia.

Ricordiamo che questa tecnica servo SOLO ad alleviare le pressioni vertebrali sui gangli nervosi che sono posizionali ai lati della colonna vertebrale fra una vertebra e l’altra, NON serve ad eliminare le cause (infiammazioni) che alimentano dall’interno dell’organismo il sistema nervoso che rientra in quelle zone attraverso i gangli, organi che debbono disinfiammati e curati secondo le tecniche della medicina naturale (vedi Protocollo della Salute) 

Un altro test di controllo per i reni, semplice e per tutti: datevi un colpetto secco sulla schiena all’altezza dei reni destro e sinistro, se sentite un leggero dolore cupo od acuto interno, sicuramente avete dei problemi renali in atto.  

TEST KINESIOLOGICO - IL TUO CORPO PUO' DARE LE RISPOSTE

 Esiste un metodo semplice, non invasivo, accessibile a tutti e praticabile in ogni luogo, per ottenere risposte dall’inconscio del soggetto analizzato . È un test ideato dal medico americano negli anni '60, il dottor George Goodheart, padre della chiropratica.

La teoria considera l'idea che i muscoli riflettano le condizioni di ognuno dei sistemi ed organi del corpo attraverso i meridiani (agopuntura) ki’, ovvero si tratta di “interrogare” l'intelligenza innata-inconscia; essa è descritta come una sommatoria di dati/informatizzati a livello quindi dello spirito/pensiero/inFormAzione, che pervade tutto il corpo ed è collegata attraverso il sistema nervoso, perché il corpo è un’insieme cibernetico.
La sua teoria è quindi che lo stato di tutti gli organi e apparati può essere determinato dalla verifica della resistenza di uno specifico muscolo.

Per sapere se si è allergici a qualche particolare cibo o sostanza o se il medicinale, il rimedio omeopatico o l'integratore alimentare che si sta assumendo sono compatibili con il proprio organismo, oppure se il computer portatile che si usa od telefono cellulare che si porta sempre con se è nocivo alla salute ?

Oppure ancora se si ha bisogno di qualche particolare integratore alimentare per migliorare la salute ecc.

Esistono molti sistemi per eseguire un test neuro/muscolare kinesiologico (o chinesiologico).

Siccome il test può dare risposte inesatte esso deve essere fatto nei casi di malattie, con una PERSONA COMPETENTE  che conosca bene il test e sappia non influenzare la persona, lavorando dal dietro/schiena.; il test va ripetuto per piu'' giorni e 3 volte al di, per avere dei dati piu'' precisi.

Comunque, per altre esigenze, non importanti, lo si può eseguire comodamente a casa propria da soli o con l'aiuto di un'altra persona, ben pratica e capace nella tecnica.

COME FUNZIONA ?
Non è necessario ingerire cibi o medicine per determinare se e come il nostro organismo reagirà ad esse, anzi è meglio fare il test prima; i prodotti da testare si mettono nel palmo della mano libera, con la quale non si effettua il test. Con l'aiuto di un'altra persona possiamo eseguire questo semplice test per trovare quali sostanze sono compatibili con noi e/o quali dovremmo evitare. Se il muscolo o la forza si indebolisce, lo stesso accade per il sistema immunitario.
Dobbiamo ricordare che le o la sostanza che stiamo testando, può avere lo stesso effetto non solo sui muscoli ma anche sul sistema immunitario..
COSA SI PUO' TESTARE ?
Non ci sono limiti, qualsiasi cosa cui non sapresti razionalmente dare una risposta, ad esempio:  compatibilità con l’organismo di un alimento, medicina, integratore alimentare, prodotto cosmetico, capo di abbigliamento (provare ad esempio con gli abiti sintetici), collane, gioielli o altri oggetti tipo orecchini, piercing, cellulari, computer portatili, TV, radio, radiosveglie, ecc.
Provare per credere !  Iniziate ad esempio a testare il cellulare, è sufficiente che sia acceso, oppure un pacchetto di sigarette od una bottiglia di liquore, tenuti in mano.

CONCLUSIONE
Viviamo in un'epoca in cui  giustamente si crede solo a ciò che si vede, si sente o si tocca piu'ttosto su ciò che sembra intangibile. La classe medica predominante non accetta per ora queste teorie come scientificamente valide. Molte persone però, compresi i medici che operano nel campo delle medicine cosiddette alternative, non hanno dubbi che questa tecnica sia affidabile.
Forse ci vorranno ancora un po’ di anni prima che finalmente anche la scienza medica "ufficiale" consideri l'opportunità di proseguire le ricerche e quindi dare o meno un avvallo "scientifico" a questa semplice procedura.

KINESIOLOGIA Craniale
I riflessi Neuro Vascolari sono per lo più localizzati sul cranio e possono essere diagnostici e terapeutici, se opportunamente stimolati con il polpastrello; con questa tecnica si può ridare la forza ad un muscolo debole. Come i punti NL gli NV sono stati accoppiati a specifici muscoli, organi, viscere.
Gli Stress Receptors sono zone lineari, salvo casi eccezionali in cui sono attivi per motivi non chiari, essi sono quasi sempre consecutivi a traumi ed hanno la caratteristica di poter interrompere l’attività di muscoli ed organi ad essi associati. Normalmente essi reagiscono ad una stimolazione lineare, infatti molti si fanno “grattare la testa” per rilassarsi con massaggi lineari. La stimolazione deve essere effettuata per almeno 5 volte in un senso e con la respirazione controllare e trovare la fase che rinforza il muscolo (nel caso di stress receptor iperattivo); in caso opposto trovare e stimolare la fase contraria.
Quando sono ipoattivi essi mantengono i muscoli e gli organi associati contratti ed iperattivi; quando sono iperattivi, il contrario.

Vi sono inoltre dei punti sul cranio alcuni legati ai punti dell’agopuntura, che permettono di avere dei riscontri sui test precedenti od in assenza di dati precisi di avere delle conferme.

Ogni qual volta un paziente si lamenta di disturbi di tipo emicranie, mal di testa, strani dolori al capo o alla zona cervicale sarà opportuno controllare e manipolare le varie ossa del cranio stesso per riportarli nelle giuste posizioni che sempre sono alterate nei loro ritmi in caso di malesseri sopra descritti.

Certi tipi di mal di testa possono scomparire per un poco di tempo se si fanno leggere pressioni in determinati punti del cranio (punti di Bennet) per riattivare i blocchi neurovascolari; altri sono dovuti alle mal occlusioni dentali, ma quasi sempre essi provengono da turbe digestive dovute all’alterazione del pH della digestione, della flora batterica intestinale; infine le cefalee muscolo tensive (esempio i dolori alla cervicale) si allentano e tendono a scomparire con il drenaggio linfatico effettuato sulle spalle e sulla zona cervicale, ma sempre riattivando le giuste attività bio antagoniste della flora batterica intestinale.

Come tutti gli organi del corpo “respirano” cioè si dilatano e si restringono secondo ritmi loro propri, anche il cranio respira o pulsa ed il suo bioritmo è legato con la respirazione, esso ha un ritmo che in condizioni normali è di circa 8/12 pulsazioni/min.

Negli USA si è studiato molto il cranio e si è rilevato che la struttura ossea craniale si rimpicciolisce ritmicamente, esso di fatto “respira” come ogni altro organo ed ad ogni inspirazione e respirazione polmonare si ingrandisce e si rimpicciolisce in direzione ant./post. e nello stesso tempo si allarga lateralmente per poi in fase successiva riallungarsi ant./post. e contemporaneamente restringersi lateralmente.

In una persona in buona salute queste pulsazioni variano fra 8 e 12 al minuto; le suture che “legano” le ossa craniali non sono saldate fra loro, ma permettono alle singole ossa dei movimento propri.

In caso di patologia, questi ritmi possono essere aumentati o diminuiti e le ossa del cranio possono essere limitate nei movimenti od essere addirittura spostate dalle loro normali posizioni.

Ad ogni trauma della testa e della spina dorsale, occorre controllare l’assetto anche delle ossa del cranio.

Queste alterazioni dell’assetto possono impedire l’accesso ed il normale deflusso dei liquidi (sangue, linfa, ecc.) che nutrono il liquido placentare rachidiano nel quale galleggia il cervello.

Questi cambiamenti permanenti di posizione influenzano anche la duramadre, originando un movimento orizzontale sul Sistema Nervoso Centrale e sul liquido cerebrale generando un movimento ondeggiante. Anche l’osso sacro prende parte al ritmo del movimento del cranio. Queste correlazioni ci obbligano, a causa delle strette correlazioni all’interno del sistema nervoso centrale ad una attenta osservazione di tutto l’insieme.

Per esempio ogni movimento ritmico dall’alto verso il basso dello sfenoide provoca anche un movimento ritmico dell’ipofisi variandone la sua funzione endocrina, è quindi facilmente immaginabile che un ipofisi stimolata normalmente esplichi le sue giuste funzioni, mentre se stimolata in modo anomalo (ritmi delle ossa craniali più veloci o rallentate) varii le sue funzioni in modo diverso generando anche stati psichici anormali.

Ogni lesione od irritazione delle ossa del cranio deve di fatto essere presa in seria considerazione dal terapeuta per ovviare velocemente sul paziente in modo dolce e non violento.

Ecco perché ogni buon dentista dovrebbe essere anche un buon Osteopata.

Occorre comunque tenere presente che queste variazioni pulsazione di posizione delle ossa che compongono il cranio possono indurre anche altre patologie molto più gravi, per cui il vero medico dovrà nella sua terapia controllare e manipolare queste importanti parti.

Per poter ottenere ciò in modo facile e casalingo, occorre fare in questo modo: far sedere il paziente su di una sedia con la colonna vertebrale in posizione eretta e ben appoggiata allo schienale della sedia; chiedergli di aggrapparsi con le mani ai lati della sedia, indi il tecnico appoggerà il palmo della mano prima sulla parte posteriore del cranio all’altezza dell’atlante, facendo inspirare aria al paziente ed a trattenere il respiro, lo obbligherà a fare forte resistenza alla pressione forte della propria mano, quindi facendolo espirare terminare la pressione. Passare poi alla fronte e ripetere l’operazione; lo stesso per la parte laterale destra e poi sinistra, ricordandosi sempre della respirazione adeguata.

Questa tensione, distensione muscolare, indurrà facilmente il ritorno nelle giuste sedi delle varie parti ossee del cranio e riposizionerà il cranio sulla colonna vertebrale, facendo circolare bene tutte le energie che alimentano il cranio ed il cervello.

Se il ripristino del giusto ritmo delle pulsazioni craniali non avviene in questo modo, occorre lavorare su punti precisi indicati nei disegni; se occorre anche riposizionare il cranio sull’atlante della colonna vertebrale occorre manipolare le vertebre cervicali per sbloccarle su tutti gli assi.

Buona norma è quella di effettuare un controllo Kinesiologico ad ogni immissione di otturazioni dentali per controllare la buona occlusione delle mandibole.

Qualsiasi mal occlusione dentale, porterà nel tempo alterazioni all’assetto della colonna vertebrale e viceversa.

Quando un’occlusione non è effettuata a regola d’arte può generare molti effetti collaterali e sopra tutto mali di testa strani, per la modifica dell’assetto mascellare con la conseguenza dell’alterazione dell’assetto delle ossa craniali e di quello della postura dell’intero corpo.

La Kinesiologia è la tecnica per eccellenza che permette questi test; la terapia può essere effettuata con la stessa tecnica o con l’Osteopatia e la Chiropratica a seconda dei casi. 
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CHIROPRATICA
La Chiropratica, Kinesiologia, l’Ospeopatia possono essere applicate a qualsiasi ambito di interesse medico, a qualsiasi specialità professionale, sia per quanto riguarda la diagnostica che per quanto attiene alla terapia, purché siano utilizzate da professionisti opportunamente preparati.

Negli USA l’ufficio delle Medicine Alternative (Office Alternative Medicine) ha finanziato 2,7 milioni di dollari (da parte del CCCR, (Gruppo di istituzioni e colleges di Chiropratica) la costituzione del primo centro federale per la ricerca in Chiropratica - MAC) finalizzato ad una area terapeutica specifica. Questa tecnica detiene il 3° posto per i “dottorati”  negli USA ed 1 americano su 5 si rivolge annualmente agli esperti di queste tecniche.

Il progetto finanziato si propone di: 1. Realizzare una Bibliografia  rigorosa – 2. Sviluppare ed implementare workshops – 3. Realizzare network fra chiropratici di materiali informativi – 4. Collegare ricercatori con le necessarie competenze – 5. Stabilire priorità nella ricerca ed implementarla.

Queste tecniche permettono infatti di indagare sugli aspetti strutturali della malattia, risalendo al momento eziologico con precisione e stabilendo la sequenzialità degli avvenimenti a catena che determinano il danno a carico della struttura portante del corpo umano.

La colonna vertebrale o spina dorsale è una formazione flessibile composta dalle vertebre e situata nella linea mediana posteriore del corpo al quale serve da principale supporto longitudinale.

Nell’uomo dalla nascita al ventesimo anno di età, la spina dorsale comprende 33 vertebre di cui: 7 cervicali, 12 dorsali, 5 lombari, 5 sacrali e 4 coccigee.

La prima vertebra cervicale sulla quale si articola il cranio, si chiama Atlante.

Nell’età adulta quelle sacrali e coccigee tendono a fondersi in 2 blocchi uno sacrale ed uno coccigeo.

Ogni “malattia”, cioè ogni disordine, altera le funzioni del sistema nervoso, ogni alterazione di questo sistema produce all’interno dei tessuti che lo compongono delle alterazioni iono molecolari, le quali vanno ad alterare la chimica delle cellule nei tessuti nervosi intossicandoli.

Questa alterazione chimica produce infiammazione ed alterazione termica del tessuto stesso, la quale trasforma ed altera le dimensioni di tutte le parti interessate per il richiamo in loco dei liquidi (sangue, linfa nervosa, liquidi intra ed extra cellulari).

Quando l’alterazione interessa il midollo od i gangli nervosi, tutte le compressioni che le vertebre della colonna subiscono, vanno a comprimere il tessuto infiammato, producendo la sensazione di dolore nel luogo corrispondente.

Siccome tutti gli organi del corpo sono connessi con il sistema nervoso e da essi si dipartono le connessioni nervose che rientrando nella colonna vertebrale si congiungono alle aree cerebrali interessate, ogni volta che un qualsiasi organo del corpo è infiammato, per qualsiasi causa, questa infiammazione risale SEMPRE anche nelle connessioni nervose ad esso collegato e risalendo verso le vertebre in genere si blocca, nella sua prima fase, nei gangli nervosi laterali della colonna vertebrale per un fatto meccanico, dovuto ai continui movimenti delle vertebre stesse rispetto all’asse centrale.

Oltre ad infiammare i gangli nervosi, tutta l’area connettivale e muscolare diviene ematosa, pesante, dura ed ipertrofica, sempre in tensione; per cui possiamo individuare per esempio se duole un ganglio nervoso lombare o sacrale, una netta infiammazione dell’intestino crasso o della vescica, a seconda della posizione del ganglio.

Ogni volta che abbiamo un dolore sulla spina dorsale, salvo che non abbiamo subito un grave trauma nella parte interessata, dovremo trovare, controllando il od i gangli nervosi interessati, l’organo ad esso collegato ed in successiva analisi vedremo che SEMPRE l’organo ad esso collegato sta subendo un processo infiammatorio e di conseguenza modifica la sua normale attività.

Le variazioni di assetto delle vertebre, andranno a comprimere i gangli interessati i quali subendo la compressione, siccome sono infiammati, sono evidentemente più o meno ingrossati, bloccheranno immediatamente l’energia elettromagnetica ed elettrochimica, che deve sempre fluire da e per Cervello ed organi, per il normale funzionamento della macchina umana; questo blocco di energia darà immediatamente la sensazione di dolore al ganglio corrispondente.

Ovviamente anche la variazione da un assetto normale di equilibrio della colonna vertebrale, porterà nel tempo una compressione maggiore in certi punti della colonna.

Questa continua compressione tenderà ad infiammare, irritare, sicuramente il corrispondente ganglio nervoso o quello superiore od inferiore a seconda del caso, provocandone l’ingrossamento per il richiamo di liquidi in loco e di conseguenza nasce il dolore.

Ma sono sopra tutto le continue tensioni psichiche (stress), che si tramutano in tensioni neuro muscolari che portano conseguentemente all’indebolimento od al rafforzamento di alcuni muscoli che hanno molta importanza nell’alterazione dell’equilibrio dell’assetto (la postura) del corpo e quello della colonna vertebrale e di conseguenza tutte le tensioni dinamiche ad essa applicate divengono disordinate.

Così nascono facilmente le deformazioni della colonna che poi nel tempo genereranno per correlazione inversa, una continua infiammazione agli organi corrispondenti collegati ai gangli nervosi della zona ove vi è la compressione dei stessi nelle vertebre della colonna.

Per evitare di avere “mal di schiena” oltre ad utilizzare le tecniche Termico/Nutrizionali descritte, la Chiropratica, l’Osteopatia, la Kinesiologia, vi sono alcuni metodi empirici ma efficaci, che potete mettere in pratica da subito:

1) Fare regolarmente ginnastica.

2) Indossare scarpe con tacchi bassi.

3) Tenere un piano di lavoro ad un’altezza confortevole.

4) Usare sedie che sostengano la schiena.

5) Sollevare oggetti piegando le ginocchia e tenendoli vicino al corpo.

6) Tenere un cuscino sotto i piedi se si dorme supini.

7) Tenere un cuscino fra le ginocchia se si dorme su di un fianco.

8) Mettere un cuscinetto all’altezza delle reni se si guida a lungo.

9) Appoggiare i piedi su di uno sgabello se si sta seduti a lungo.

10) Dormire con un cuscino non spesso.

Da queste tecniche di riordino della postura sono derivate altre tecniche simili ma con altri nomi:
Metodo Alexander ecc.
 

Sistema Cranio-Sacrale

Questa tecnica deriva dall’Osteopatia; l’allievo del suo fondatore William Garner Sutherland (1879-1954) osservando un cranio esploso ed attratto dalla sua complessità fin nelle suture delle ossa o placche, comprese che queste permettono al cranio di “respirare” cioè di avere piccoli movimenti di espansione.

40 anni di studi e di osservazioni su quelle strutture, disarticolando e smontando crani umani, con degli strumenti da lui appositamente costruiti, arrivò alla conclusione che esiste una relazione diretta fra le pressioni esercitate sulle ossa craniche e le variazioni degli stati di animo emotivi.

Quando queste pressioni superano i normali valori, il sistema nervoso centrale e tutti gli altri sistemi ne vengono influenzati ed alterati.

Con quegli studi egli riusci a dimostrare l’esistenza di un meccanismo respiratorio primario del cranio.

Dopo anni di pratiche, nel mettere a punto la tecnica pressoria, ottenendo alcune volte dei risultati strabilianti, egli è riuscito a prepararne una standard da protocollo. La tecnica da lui messa a punto, consiste nel cercare di riordinare e ridurre quelle pressioni o “respiri” ed influire direttamente sul sistema nervoso centrale e quindi sugli altri sistemi.

All’inizio, come sempre la medicina “ufficiale” trattò queste scoperte con scetticismo e sarcasmo; egli trovò solo pochi persone che lo seguirono e che continuarono con lui a praticare con spirito pionieristico quella valida  tecnica.

Solo recentemente però studi condotti dai sovietici Naumenko e Moskalenco e dagli americani Magoun, Fryman, Upledger, Princhard, ed altri, hanno dimostrato i lavori di Sutherland; i Canadesi Robitaille e Marie nel 1987 al centro di studi Osteopatici di Montreal nel Quebec, hanno confermato ed osservato con un’apposita e sofisticata apparecchiatura elettronica il movimento ritmico delle ossa del cranio che hanno tracciato e fissato in un grafico.

I punti sui quali si basa questa tecnica sono in sintesi questi:

Motilità inerente il cervello ed il midollo spinale.

Fluttuazione del liquido cefalorachidiano.

Mobilità delle membrane intracraniche e spinali.

Mobilità articolare delle ossa del cranio.

Mobilità involontaria del sacro fra le iliache.

Quindi il Sistema Cranio-Sacrale (SCS) è un sistema fisiologico che possiede una propria attività che si differenzia dagli altri sistemi (cardiaca e respiratoria) e lo si ritrova fra gli umani, i vertebrati e nei primati.

Il SCS è delimitato dalle meningi cerebrospinali e più precisamente dalla dura madre; i plessi coroidei si comportano come i reni apportando il liquido necessario al sistema aggiungendovi anche le sostanze necessarie; questo è un passaggio selettivo dal sistema vascolare al sistema dei ventricoli del cervello; in questo modo si genera il liquor o liquido cefalorachidiano.

Il SCS si comporta come un sistema idraulico semichiuso ed il flusso in entrata ed uscita avviene attraverso speciali strutture tissutali: i plessi coroidei ed i villi aracnoidei. Il meccanismo omeostatico si autoregola attraverso costanti controlli e mutamenti dell’ambiente interno ed esterno. 

Le meningi vengono modellate a seconda della pressione del liquido circolante e presente nel sistema e dalle sue più rigide strutture, le ossa del cranio dei “punti solidi” della dura madre che possono essere utilizzati come elementi diagnostici e di “leva” nei trattamenti della tecnica messa a punto dal suo fondatore.

Attraverso la “produzione ed il “riassorbimento” del liquor (liquido cefalorachidiano) si ottiene il movimento ritmico (flessione= espansione; estensione= contrazione)

La produzione vi è una espansione della struttura cranica (flessione) con il riassorbimento una contrazione (estensione). Questo “movimento” è percepibile in qualunque parte del corpo e si può reperire sul cranio, i piedi, l’occipite, il sacro. Esso è debole e lento con una frequenza di 6-12 cicli al minuto.

Un ciclo completo flessione, zona neutra, estensione, dura circa 6 secondi.

Una diminuzione della frequenza del ciclo indica un basso livello di vitalità della persona e quindi una immunodepressione.

Attraverso questa tecnica (palpazione ed ascolto) è possibile lavorare sulla memoria dei tessuti, liberando lo stato somato-emozionale, le cisti energetiche, sul sistema nervoso autonomo (ortosimpatico e parasimpatico), riordinando le giuste fasi fra di essi ed infine sul cervello stesso permettendo ad esso di rientrare nelle sue possibilità di armonizzare le frequenze emesse e ricevute fra emisfero destro e sinistro.

Con questa tecnica è possibile effettuare diagnosi (con le mani) percependo le malfunzioni e collegandole alle malfunzioni di sistemi ed organi ad essi legati. Il movimento assimmetrico rivela il punto in cui è presente la “lesione”. Con il ripristino della simmetria del movimento nel sistema cranio-sacrale, avremo la possibilità di confermare la soluzione del “conflitto” patologico.

Oggi esistono anche in Italia scuole che insegnano questa tecnica.

OSTEOPATIA:
E’ un’arte medica/sanitaria che cura i problemi funzionali degli organismi viventi mediante manipolazioni adatte e tiene conto di tutte le correlazioni, delle interazioni fra le diverse parti e sistemi del corpo; essa utilizza trazioni, stiramenti, contrazioni, rilassamento e bilanciamento del sistema cranio/sacrale ed il riordino della normale funzione articolare per ottenere anche la giusta mobilità dei diversi tessuti dell’organismo e ristabilire il buon funzionamento del corpo, con tecniche manuali appropriate che stimolano le forze auto curative dello stesso.

I principi sui quali si basa sono questi: Tutti gli organi del corpo umano sono collegati dalla testa in giù ai nervi, i quali provengono dalla colonna vertebrale e che fanno parte del sistema nervoso autonomo.

L’insegnamento dell’Osteopatia è che qualunque lesione della colonna vertebrale (spostamenti, bloccaggi, compressioni da trauma) co-determina la malattia dell’organo corrispondente; di conseguenza la tecnica della manipolazione vertebrale, può aiutare a guarire ogni malattia a livello organico, se comunque si individuano ed eliminano le cause.

L’altro “assioma” è che quando tutte le parti del corpo sono “allineate” con precisione rispetto all’asse della colonna vertebrale, abbiamo la salute, viceversa quando l’allineamento subisce variazioni ed alterazioni, la malattia all’organo corrispondente si manifesta. Comunque per poter avere un assetto perfetto, occorre che il corpo non sia intossicato e non vi siano alterazioni termico nutrizionali, cioè che funzioni perfettamente.

Molta attenzione viene posta in questa tecnica alle “storture” delle vertebre cervicali, ma sopra tutto al giusto posizionamento del cranio sull’atlante, cioè della prima vertebra cervicale sulla quale si articola la scatola cranica; una benché minima variazione di assetto o blocco di tale articolazione determina lievi o gravi malesseri, non facilmente riconducibili anche dai medici a questa causa; è noto che attorno a questa articolazione ed a seconda della posizione del cranio su questa vertebra si stimolano o meno le funzioni del sistema nervoso autonomo.

Anche questa tecnica risente del limite di tutte le medicine, che riducono troppo facilmente ad una sola causa “organica”, tutta la gamma delle malattie.

Comunque essa ha una validità medico/sanitaria del tutto rigorosa e consente eccellenti risultati terapeutici e sopra tutto immediati a tutto ciò che si riferisce alle tensioni neuro muscolari ed alla colonna vertebrale, vero asse portante o “albero della vita” dell’Uomo.

Questa tecnica afferma inoltre giustamente, che tutti gli organi cervello compreso, sono dotati di un proprio movimento ritmico pulsante o meccanismo respiratorio concentrante e dilatante, che gli assetti sbagliati determinati dalle tensioni neuro muscolari, gli spostamenti degli stessi e quelli delle vertebre con le compressioni delle stesse, bloccano o modificano. La “respirazione” di tutti gli organi è assicurata per mezzo degli impulsi bioelettrochimici inviati dal “Sistema Neurovegetativo”, (ortosimpatico, parasimpatico e quello enterico).

Una diecina di medici del Collegio degli Osteopati di Filadelfia (USA), ha studiato gli effetti dell’infarto sulla colonna vertebrale, in modo da offrire al tecnico, una diagnosi più precoce per riconoscere i primi sintomi che portano all’infarto; essi infatti hanno trovato che le prime 4 vertebre toraciche (dorsali) sotto quelle cervicali, presentano in coloro che hanno subito un infarto, un indurimento particolare ed un rigonfiamento del tessuto cutaneo connettivale e muscolare, proprio sotto le vertebre interessate.

In altre parole, le vertebre in se stesse sono sane, mentre ciò che le circonda diventa ematoso, pesante ed ipertrofico. Questa osservazione conferma quanto abbiamo sopra illustrato sulla possibilità di prevenzione e cura per le malattie, esaminando tutta la colonna vertebrale, i tessuti ed i nervi ad essa connessi.

L’aggiustamento correttivo detto “manipolazione”, è un intervento che si effettuerà in primis sull’articolazione vertebrale od extra vertebrale, esercitando una pressione rapida e profonda, la cui linea di forza attraversa il piano dell’articolazione.

Le otturazioni dentali in amalgama, di colore argento, sono sempre corresponsabili in TUTTI i disordini della postura e nelle enterocoliti

La Chiropratica e l’Osteopatia sono controindicate sopra tutto in presenza di alterazioni della struttura ossea tali che potrebbero essere ulteriormente danneggiate da un’applicazione di una pressione esterna; esempio nella osteoporosi, gravi condizioni traumatiche con fratture o danni ai legamenti, tumori primari ecc.

Prima di un qualsiasi trattamento è d’obbligo:

1) massaggiare abbondantemente la parte ed il resto del corpo per rilassare il paziente.

2) Far alzare e respirare profondamente e con l’addome il paziente.

3) Effettuare la manipolazione su tutta la colonna, partendo dall’atlante fino alle sacrali, anche con le adeguate torsioni, in modo da sbloccare su tutti gli assi le varie vertebre.

Alle volte si renderà necessario “sospendere” il paziente per la testa con un apposito attrezzo; in altre ancora si potrà percuotere leggermente le vertebre con martelletti di legno.

Una buona ginnastica Yoga (Hata Yoga), sarà opportuna per mantenere un buon assetto della colonna e per tonificare, rilassare la muscolatura corporea.

Ogni trattamento deve essere supportato da tecniche di riordino psico/fisico, ben descritte nel Protocollo della Salute.

Altro esempio: una quasi sempre stretta correlazione fra una anomala dentatura ed i dolori con alterazioni di assetto della colonna vertebrale, è stata recentemente notata e correlata in più centri ospedalieri; questo perché tutto il capo, bocca compresa è attraversato da un enorme numero di innervazioni sopra tutto di quelli importanti.

Un difetto nella dentatura “appare” sicuramente nel tempo, con dolori neuro muscolari; in questi casi bisogna oltre ad operare sulle ossa, muscoli e nervi, eliminare la causa che sta in bocca e precisamente nei denti.

Comunque ogni dente è collegato ad organi o sistemi corporei, ciò significa che quando un dente si ammala è perché vi è il suo sistema od organo corrispettivo che non funziona bene.

Con denti sani le innervazioni non si altereranno e di conseguenza il corpo sarà sano, con denti malati, sicuramente le innervazioni si infiammeranno ed il corpo sarà sofferente e non in grado di svolgere le sue normali funzioni.

Quando eliminate per esempio un dente o lo rendete insensibile facendo morire la sua radice nervosa, vi troverete in alcuni casi dopo un pò di tempo, con dei dolori cervicali o mali di testa di cui non saprete trovare la provenienza, che saranno sicuramente da addebitare all’infiammazione che il nervo radicale subisce con tale operazione; ecco perché devitalizzare un dente è una operazione che va effettuata analizzando se non vi è nessun altra possibilità per evitarla e comunque occorre che il dentista controlli anche la reazione alla droga utilizzata per l’anestesia del paziente almeno con il test Kinesiologico; alle volte invece le cefalee si avvertono prima di curare un dente e dopo la cura la cefalea scompare.

Molte sono le cefalee di origina odontoiatrica; in special modo quelle generate negli adolescenti, da quelle apparecchiature che obbligano i denti ad assumere nuove posizioni sulla mascella. 
Altre sono generate da mal occlusioni dei denti o dall’aver otturato troppo presto un dente ecc., oppure per  le amalgami metalliche usate per l’otturazione
e per rifare la forma del dente; il problema delle amalgame utilizzate in odontoiatria è abbastanza noto ai dentisti più validi che tengono in considerazione i possibili effetti negativi, ma per i medici la cosa è assai meno conosciuta e tenuta in debita considerazione, quale concausa di diversi disturbi, poi da essi stessi magari dichiarati inguaribili.

Ricordarsi di effettuare un test Kinesiologico per controllare ogni otturazione dentale questo per evitare facili mal occlusioni, non controllabili con nessun altro mezzo salvo con apparecchiature elettroniche che nessun dentista in genere ha..

Non vogliamo elencarvi i sintomi clinici causati dall’inquinamento dell’organismo da amalgami metallica utilizzata per i denti in quanto li abbiamo già descritti, ma queste problematiche devono essere sempre tenute in debito conto qualora un paziente descrivesse tali sintomi; ma bisogna anche dire che tutti i sintomi indicati per il problema delle amalgami, possono essere causati anche da intossicazioni ed infiammazioni intestinali (alterazioni del pH intestinale e della flora batterica); comunque, sia che derivino dall’amalgama, sia che siano intossicazioni od infiammazioni dell’intestino, bisogna assolutamente utilizzare le tecniche naturali proposte nel Protocollo della Salute, per ottenere l’annullamento nel giro di qualche settimana, degli effetti riscontrati.

Ma in tutti casi occorre assolutamente cambiare il tipo di materiale usato per l’otturazione e la ricostruzione del dente utilizzando materiali non metalloidi a base di resine non tossiche o solamente oro puro in certi casi.

Come abbiamo già detto, tanti soggetti accusano delle tensioni alla “cervicale” che in genere procurano loro dei terribili mal di testa; in questi casi i dottori consigliano generalmente delle terapie laser o farmacologiche; ebbene prima di effettuare tali terapie che non sono risolutive, ma se farmacologiche che intossicano comunque ed ulteriormente il paziente, occorre normalizzare il pH intestinale e la flora batterica intestinale, sempre corresponsabile di tali disturbi e per la facile e veloce eliminazione delle tensioni e dei dolori accumulati, in molti casi per il pronto soccorso, si è consigliato al soggetto di effettuare una terapia di applausi; in cosa consiste ? semplicemente nell’applaudire, cioè battere i palmi delle mani fra di loro per un periodo di circa 1/4 d’ora intervallato ogni 3 minuti da momenti di pausa.

Il surriscaldamento del palmo delle mani farà scendere in essi l’energia accumulata nelle spalle e nella zona cervicale, dissolvendo il dolore sotto forma di calore, ma non rimuovendo la causa che in ogni caso oltre alle amalgami dentali, vi e' la Lussazione dell'Atlante, spostamento della prima vertebra della colonna.

In certi casi è molto utile raffreddare di colpo in acqua fredda le mani; ma in ogni caso si deve effettuare un manipolazione delle vertebre dorsali e cervicali secondo le tecniche della Chiropratica, dell’Osteopatia o della Kinesiologia e rilassare od irrobustire i muscoli ad esse collegate in modo che non vi siano in loco tensioni anomali.

Riuscire a sciogliere le tensioni dei muscoli, tendini, innervazioni delle ossa, dello scheletro e sopra tutto quelle della colonna vertebrale quasi sempre non basta per eliminare disturbi, bisogna risalire alla causa che non è facilmente diagnosticabile con strumenti della medicina convenzionale, ma il più delle volte è avvertita dal semplice malessere del soggetto e solo con gli interventi di tecnici che sanno interpretare i segni morfologici del corpo, che sempre esistono nel caso di malesseri e malattie, si potranno eliminare le concause nascoste.

Alla fine di ogni trattamento di Osteopatia, Chiropratica, Kinesiologia od in fase di dolore acuto sulla schiena, mettere una borsa del ghiaccio sulla parte e tenere per diversi minuti, fino a regressione del dolore, NON applicare il Caldo.

Purtroppo assistiamo all’acredine verso queste utili tecniche da parte del potere sanitario imperante che tende a frenare l’insegnamento e la pratica, nella preparazione di tutti i medici sulla manipolazione delle ossa, dei muscoli e della colonna vertebrale; questo atto semplicemente meccanico, richiede conoscenza anatomica, sensibilità ed allenamento, per essere svolto con perizia e senza danni. 

 

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