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La VERA STORIA delle Scoperte BIOMEDICHE
La descrizione del meccanismo
che nel secolo scorso permise ai grossi
capitali
finanziari
dei
Rothschild, di impadronirsi
dell’intero sistema medico
americano e non solo, attraverso il
controllo dell’insegnamento
universitario,
i
Rockefeller (legati ai
Rothschild), amavano chiamarla
“filantropia
efficiente”, e' qui in
questa pagina,
ben descritto.
QUESTI I VERI PADRONI del
MONDO
Da settembre 2013, in
tutta l’UE (Unione Europea), sul foglietto illustrativo
(bugiardino) di determinati medicinali
farà la sua apparizione un triangolo capovolto.
Un contrassegno che segnala a pazienti ed operatori
sanitari quei farmaci per i quali i consumatori
sono caldamente invitati a segnalare agli operatori
nazionali, eventuali effetti collaterali inattesi.
In gergo tecnico, le medicine sottoposte a monitoraggio
addizionale.
Si tratta di tutte le confezioni autorizzate dopo il 1°
gennaio 2011 che contengono una nuova sostanza attiva;
vaccini o prodotti
derivati dal plasma di origine biologica; i medicamenti
per i quali sono necessarie determinate informazioni
supplementari nella fase successiva alla messa in
commercio, o la cui autorizzazione è subordinata al
rispetto di determinate condizioni o restrizioni per un
impiego sicuro ed efficace.- vedi:
PDF del comunicato stampa Commissione Europea
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Brandon
Reines da una sua conferenza al Convegno della DBAE
(Doctors in Britain against Animal Experiments).
Londra, aprile 1991.
Sono diventato storico della medicina per caso, in modo indiretto.
Quando intrapresi la scuola di veterinaria ed iniziai ad approfondire
la conoscenza della scienza medica, mi parvero sempre più sospette le
affermazioni riguardanti l'importanza della sperimentazione animale
per il progresso della medicina.
Ero alquanto stanco degli inutili
dibattiti etici, privi di
fondamento e contesto
scientifico, sul
diritto o meno di utilizzare il topo in un esperimento.
Volevo sapere se gli esperimenti sugli animali fossero effettivamente
utili allo scopo che si prefiggevano ed, in tal caso, perché.
Ciò mi portò a studiare la documentazione che mi fornivano la storia
e la filosofia della scienza ed anche ad analizzare un gran numero di
casi clinici, in modo da poter capire come e perché gli animali erano
stati usati negli esperimenti medici.
Ciò che ho scoperto contraddice la posizione ufficiale del governo,
ovvero che la sperimentazione animale ha praticamente introdotto tutti
i maggiori progressi degli ultimi cento anni. Ho scoperto che, al
contrario, gli esperimenti fatti sugli animali hanno in realtà molto
spesso sviato le scienze biomediche e che non sono un mezzo per fare
scoperte in questo campo.
Ho anche capito che la maggior parte delle
grandi scoperte della medicina sono realizzate da medici e chirurghi
che studiano pazienti umani durante la loro vita e poi in sede di
autopsia, e che gli esperimenti sugli animali si fanno in genere per
convincere colleghi scettici della validità di una scoperta già
fatta in un contesto clinico.
Nella mia tesi sulla scoperta biomedica, il processo inizia sempre con
una "ipotesi clinica", e questa ipotesi clinica iniziale
deriva da una osservazione clinica particolare. Ad esempio, nella
prima parte del secolo attuale, i chirurghi iniziarono ad osservare
una strana forma di cancro del polmone negli uomini che fumavano.
Questa osservazione li portò all'ipotesi
clinica che il fumo delle sigarette è causa di cancro al polmone.
Negli ultimi anni '40, alcuni epidemiologi statunitensi ed inglesi
fecero un vasto studio sulla popolazione per stabilire se l'ipotesi
iniziale era corretta, e queste statistiche umane resero chiaro, verso
il 1950, che le sigarette portano il cancro al polmone negli esseri
umani.
Tuttavia, l'azione
degli Organi della Sanità nei confronti del fumo fu bloccata per
molti anni perché i ricercatori non riuscivano, insufflando fumo
nelle vie respiratorie degli animali da laboratorio, a riprodurre in
loro il tumore del polmone.
Provarono il fumo sulle cavie, sui ratti, sui topi ed altri animali,
ma furono incapaci di produrre il cancro nei loro polmoni; e questo
permise ai produttori di tabacco di affermare che le sigarette erano
del tutto innocue.
vedi:
Falsificazioni degli Studi
Scientifici
+ Falsita'
della
medicina ufficiale
+
Pubblico Credulone
+
Miti della
Scienza
+
Miti dei Vaccini +
Comparaggio farmaceutico
vedi:
Conflitto
di interesse
+
Conflitti di
interesse PDF - 1
+
Conflitti
di interesse PDF
- 2 +
Conflitti di Interesse, denuncia del Governo Ii
- PDF
+
CDC - 1
+
CDC - 2
+
FDA
+
Conflitti di Interesse,
business farmaci e vaccini
+
Conflitti
di interesse dell'AIFA
RICERCA DEVIATA ai MEDICINALI che MANTENGONO la MALATTIA
CRONICA.
INTERVISTA al PREMIO NOBEL per la MEDICINA: RICHARD
J. ROBERTS. - MEDITATE e CONDIVIDETE !
Il vincitore del Premio Nobel per la Medicina, Richard
J.Roberts, denuncia il modo in cui operano le grandi
industrie farmaceutiche
nel sistema capitalistico, anteponendo i benefici
economici alla salute e rallentando lo sviluppo
scientifico nella cura delle malattie perché guarire non
è fruttuoso come la cronicità.
Visionate questo video, parla un'informatore
farmaceutico,
sul Business dei Farmaci e Vaccini
http://ildocumento.it/farmaci/il-business-farmaceutico-current.html
vedi anche:
ISS
+
Ministero
della salute
+
EMA
+ CNR e Corruzione
+
Consenso Informato
+
Le
case farmaceutiche ingannano i medici e questi
danneggiano i malati
+
I medici sono una minaccia
Una volta messa a punto questa tesi sulle scoperte biomediche,
applicandola a tutti i casi disponibili in fisiologia, patologia,
terapeutica e profilassi, decisi che era tempo di affrontare la mia
opera maestra: cercare di capire come, negli anni '40,
Claude Bernard
abbia potuto convincere il mondo scientifico che la sperimentazione
animale sia un metodo di ricerca affidabile.
Bernard, grazie al suo libro "Una introduzione allo studio della
medicina sperimentale", vera " bibbia" della
sperimentazione, è considerato il padre della moderna ricerca di
laboratorio.
Leggendo con attenzione ogni passaggio del libro di Claude Bernard, mi
resi conto che egli aveva attribuito arbitrariamente le scoperte
mediche in generale e le sue in particolare alla sperimentazione
animale.
Lo aveva fatto in modo subdolo e molto efficace e, con
un'analisi attenta, ho capito come vi fosse riuscito.
Con il testo
"Una introduzione...." Bernard ha poi trasmesso ai suoi
successori in tutti i laboratori di sperimentazione un racconto
falsato delle scoperte biomediche.
I ricercatori moderni hanno seguito a puntino gli insegnamenti errati
di C. Bernard. L'idea principale è: pretendere sempre di avere fatto
la scoperta "per caso". Questo permette al ricercatore di
affermare un'assoluta priorità su di essa. E' un modo di sostenere
che la sua scoperta non è stata ispirata da osservazione clinica,
anche se invariabilmente lo è stata. Bernard sostenne infatti sempre
che le sue scoperte erano "nate per caso". Ma noi sappiamo
che questo è falso. E' come dire che un razzo è stato costruito
"per caso".
Nel caso di Bernard, le sue scoperte avvennero
perché aveva
letto casi di patologia umana. Ad esempio, la sua più grande scoperta
fu che i succhi pancreatici digeriscono i grassi.
Disse di avere fatto la scoperta grazie ad una osservazione casuale
nel corso di una sperimentazione su di un coniglio.
Lo storico americano Fred Holmes esaminò gli appunti di Bernard per
avere la prova che questo esperimento fosse realmente stato
effettuato, ma non riuscì a trovare assolutamente alcun riferimento
ad esso. Bernard lo aveva inventato per assicurare la sua priorità
nella scoperta.Come ho scritto in
"The Journal of Medicine and Philosophy", Bernard aveva in
realtà fatto la scoperta leggendo di un "esperimento della
Natura": il caso di un paziente in cui il dotto pancreatico era
stato bloccato da un tumore.
Il paziente aveva sempre presentato molti
grassi nelle feci perché i succhi pancreatici non potevano
raggiungere il suo intestino. Molti casi simili erano stati riportati
negli anni '30, ma Bernard pretese di aver fatto la scoperta durante
questo esperimento apocrifo sul coniglio, del 1948, molti anni dopo i
primi studi clinici. Io chiamo la tattica di Bernard "inversione
cronologica".
Egli sostiene che gli studi effettuati sugli
animali conducano agli studi sull'uomo, mentre avviene esattamente
l'opposto:
gli studi compiuti sull'uomo, con autopsie, sono le reali
fonti di ispirazione ed hanno sempre condotto ai tentativi di
"conferma" negli animali delle ipotesi cliniche.
Poiché gli animali da laboratorio danno i risultati più svariati, si
può dimostrare o confermare qualsiasi ipotesi si desideri.
Il
ricercatore che voglia plagiare una scoperta, può farlo, sostenendo
di essere stato il primo ad avere "dimostrato" ciò che
prima era solo un "vago sospetto" dovuto agli studi compiuti
attraverso autopsie sull'uomo. Il racconto distorto della
ricerca biomedica fatto da Claude Bernard ha avuto un effetto
altamente negativo sul progresso della medicina.
Tre sono stati gli effetti principali:
1) i ricercatori che facevano uso di animali hanno plagiato per molti
anni i ricercatori medici affermando di avere "confermato"
ciò che i medici nelle loro ricerche cliniche avevano
"semplicemente ipotizzato". In realtà chi fa
affermazioni del genere non sa niente di come le ipotesi devono
realmente essere sperimentate in un con testo biomedico.
2) molte delle grandi scoperte della medicina del ventesimo secolo
sono state ritardate di molto, talvolta anche di 50 anni.
(spiegherò questo in seguito)
3) l'accettazione di nuove ed importanti teorie biomediche basate su
studi clinici anziché sulla sperimentazione animale è stata sempre
ostacolata a causa della informazione errata fornita da Bernard.
Nell'introduzione ho illustrato come l'ipotesi della relazione tra
sigarette e cancro al polmone non fosse stata presa seriamente in
considerazione negli anni '50 perché si basava su osservazioni
cliniche e non su studi fatti sugli animali.
E poiché gli esperimenti condotti sugli animali sono di assai
maggiore impatto sull'opinione pubblica che non le osservazioni
cliniche (ad esempio nel caso dei babbuini che fumano) questi
esperimenti venivano usati più volentieri per "vendere"
l'idea che le sigarette sono causa di cancro al polmone negli esseri
umani. Sfortunatamente i ricercatori non riuscirono a replicare
"l'esperimento" umano, se non alla fine degli anni '60.
Soltanto allora riuscirono a provocare infine nei cani, insufflando
fumo nei loro polmoni, una forma di tumore.
Ci erano voluti circa 17 anni per trovare il modo di riprodurre
grossolanamente in un animale una malattia dell'uomo.
Un altro dei casi nei quali gli esperimenti sugli animali hanno
ritardato il progresso della medicina è quello della chirurgia del
by-pass. Benché ampiamente propagandata come scoperta dovuta alla
sperimentazione animale, questa chirurgia è stata in realtà per
lunghi anni ostacolata da esperimenti devianti condotti su animali.
Alexis Carrel, che praticava la sperimentazione animale, è
generalmente considerato il fondatore della chirurgia del by-pass.
In realtà, non fu Carrel ma il ricercatore clinico francese Jean
Kunlin che la scoprì nel 1949, senza aver fatto alcuna
sperimentazione animale in precedenza. Kunlin fece un'indagine che
copriva 200 anni di osservazioni cliniche su di un raro
"esperimento della natura" chiamato aneurisma arteriovenoso
(AA).
I pazienti affetti da AA hanno le vene che pulsano come arterie
e che si intasano come fossero arterie.
Prima di Carrel, lunghi studi sulle vene di pazienti affetti da AA
avevano portato alla conclusione che le vene umane potessero
sopportare la pressione sanguigna relativamente alta del sistema
arterioso. Kunlin, cosciente di questi studi clinici, decise di usare
un segmento di vena dello stesso paziente per fare un by-pass
nell'arteria ostruita.
Funzionò molto bene.
Sfortunatamente, in seguito, ricercatori americani vollero innestare
segmenti di vene nel sistema arterioso dei cani.
E cosa accadde ? Gli innesti venosi diedero luogo ad aneurismi.
L'esperimento fu riportato nel 1952 all'annuale convegno
dell'"American College of Surgeons" (Collegio Americano dei
Chirurghi) e creò molta agitazione.
Questi risultati di laboratorio allontanarono la maggior parte dei
chirurghi americani dall'impiego delle vene dello stesso paziente come
materiale di innesto per il by-pass, mentre successivamente fu
dimostrato che proprio questa era la tecnica migliore nella chirurgia
del by-pass per le gambe e per il cuore.
Vediamo dunque che gli esperimenti sugli animali hanno fuorviato la
ricerca e rinviato lo sviluppo della chirurgia del by-pass.
Anche lo sviluppo del trapianto di fegato fu procrastinato per molti
anni a causa di esperimenti.
Simonsen e Dempster, i più attivi
sperimentatori su cani in Inghilterra, sostennero che i trapianti di
fegato non avrebbero potuto in alcun modo funzionare sugli esseri
umani a causa della violenza del rigetto. In realtà, dei chirurghi
americani di Boston, guidati da David Hume, decisero comunque di
tentare tali trapianti sulle persone, poiché, avendo osservato una
naturale riduzione delle difese immunitarie nei pazienti con gravi
problemi al fegato, avevano concluso che con molta probabilità questi
pazienti avrebbero tollerato l'impianto meglio dei cani in buone
condizioni di salute.
L'équipe del Peter Bent Brigham ignorò i risultati ottenuti sugli
animali e tentò i trapianti sui pazienti, che funzionarono per ben
sei mesi, cioè dieci volte il limite di tempo raggiunto nei cani.
Un altro esempio di ritardo del progresso medico causato dagli
esperimenti sugli animali è il caso del vaccino antipolio.
Mentre il merito viene ampiamente attribuito alla sperimentazione
animale, esperimenti fuorvianti fatti sulle scimmie ritardarono in
realtà l'applicazione del vaccino per più di 30 anni. Simon Flexner,
che portò avanti gli esperimenti sulle scimmie nel 1911, era a capo
dell'Istituto Rockefeller per la Ricerca Medica, e quindi la sua
opinione aveva grande peso.
Flexner aveva insufflato il virus della
polio nei nasi delle scimmie e su questa base aveva concluso che la
polio è essenzialmente una malattia del cervello e del midollo
spinale. Ma se si insuffla un virus nel naso è ovvio che si dirigerà
prima al cervello.
Perciò egli, costringendo il virus ad andare al cervello, stava
forzando le risposte della natura nel senso da lui desiderato.
In
realtà, da studi su bambini poliomielitici, si scoprì che la polio
è essenzialmente una malattia della zona intestinale e che
generalmente non tocca il midollo spinale causando paralisi. Una volta
che gli scienziati realizzarono che il virus
della polio si sviluppava nell'intestino degli esseri umani,
conclusero che poteva svilupparsi anche in un tessuto intestinale in
provetta. Questa scoperta permise la coltura di un numero di virus
sufficiente per la produzione di un vaccino di massa.
John Enders e la
sua équipe ad Harvard sono stati i primi a sviluppare la polio in
tessuto di coltura. Questa svolta rese gli studi per la polio fatti
sulle scimmie del tutto obsoleti.
Ma questi studi avevano intanto rinviato di 30 anni il vaccino
antipolio. Come ho già detto prima, il racconto distorto delle
scoperte biomediche ha portato ad una grande diffusione del plagio da
parte dei ricercatori sugli animali, a danno dei medici
ricercatori.
Un caso classico è quello di Philip Levine, che ha in realtà
scoperto il cosiddetto "fattore rhesus" delle cellule
ematiche, ma il cui lavoro fu plagiato da un ricercatore che
sperimentava sulle scimmie.
Levine fece la sua scoperta studiando una donna, Mary Seno, in un
ospedale di New York. Essa aveva avuto una grave reazione immunologica
al suo bambino, nato morto, ed al sangue donatole dal marito.
Su questa base Levine dedusse che il marito ed il bambino dovevano
avere nel sangue (sulla superficie delle cellule ematiche) un fattore
sconosciuto che a lei mancava. Sfortunatamente, quando Levine pubblicò
il caso nel 1939 non diede un nome al fattore sanguigno, e tutti sanno
che "chi dà un nome ad una scoperta la può rivendicare".
Ciò permise ai ricercatori che operavano sulle scimmie rhesus di
farsi avanti tentando di riprodurre l'esperienza di Mary Seno sulle
scimmie. Essi in realtà fallirono nel tentativo di trovare lo stesso
fattore nelle scimmie, ma diedero, comunque, a quello scoperto da
Levine il nome di fattore "rhesus" o "Rh". Ecco
come la scoperta clinica di Levine fu plagiata dai ricercatori che
sperimentavano sulle scimmie. Prevedo che diverrà sempre più
difficile per chi fa ricerca clinica ottenere l'accettazione di nuove
teorie mediche.
La ragione è che le teorie diventano sempre più complesse e di
conseguenza è sempre più difficile "confermare", o meglio
"evidenziare" un'ipotesi clinica con un esperimento animale.
Con tale esperimento si può strappare via un organo o colpire con il
laser un tessuto, ma non si può provare una teoria medica
complessa.
Al momento attuale vi sono molte importanti scoperte mediche che non
vengono accettate perché non possono essere "provate" da
esperimenti animali, benché siano solidamente basate sull'evidenza
clinica. Un esempio è la scoperta che un basso livello di radiazione
su di un padre o una madre può causare la leucemia nei discendenti,
anche se la radiazione avviene prima del concepimento.
Questa scoperta non è confermata
da esperimenti animali.
Un altro esempio è
una nuova teoria globale sulla malattia chiamata la Teoria Mutagenica
delle Malattie Croniche.
Concepita da Irwin D. Y. Bross, questa teoria
sostiene che la maggior parte delle malattie degenerative e
circolatorie sono in realtà causate dal danno ambientale al DNA
umano.
Ma questa teoria non può essere "provata" con
esperimenti animali e di conseguenza, come la teoria sul fumo ed il
cancro, è ostinatamente rifiutata dall'"establishment"
medico.
E' per questo che mi è parso necessario studiare e conoscere il
processo delle scoperte biomediche e soprattutto abbandonare la
convinzione che il metodo di sperimentazione animale di Claude Bernard
sia un metodo scientifico.
Tratto da:
http://www.antivivisezione.it/scoperta
biomedica.html
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Tutte le "scoperte" mediche
non verificate
disorientano i malati e screditano la vera
scienza
Purtroppo anche i ricercatori
fanno a gara a chi la spara più grossa: non si
può dire ai giornali che è stata creata la vita
artificiale senza avere la verifica scientifica;
così pure raccontare di rivoluzionari farmaci
antivecchiaia.
L'interesse sempre più crescente verso la
ricerca scientifica e i suoi risultati si traduce spesso
in un'indebita spettacolarizzazione di notizie circa
immediati (e spesso improbabili) vantaggi per l'uomo.
Una volta, erroneamente, i ricercatori dialogavano solo
all'interno della comunità scientifica: oggi c'è la gara
fra chi la spara più grossa verso l'esterno, utilizzando
anche le riviste dette, a quanto pare erroneamente, “scientifche.”
Le profezie (sbagliate) dei geni
Sarà il contrasto tra aspettative (tante) e risultati
(scarsi). Sarà che la storia della predizione genetica è
ai primi passi e sono ancora troppi i segreti da
strappare a quella parte, ancora ignota, del nostro
patrimonio genetico. Fatto sta che l’«oroscopo
genetico», offerto da alcune grandi società americane di
genomica personalizzata (23andMe, DecodeMe, Navigenics),
per la relativamente modica cifra di circa mille
dollari, non sembra, almeno per il momento, rispondere
alle attese di chi si aspettava di conoscere con
certezza - sulla base dello studio del proprio genoma -
di quali mali potrà soffrire e cosa gli riserva il
futuro sul piano della salute.
Il fatto è che le cose - in questo campo - si sono
rivelate assai più complicate di quanto non ci si
aspettasse all’alba del nuovo millennio, nato sotto il
segno del grandioso e ambiziosissimo Progetto Genoma
Umano. Certo, non mancano i progressi, che hanno già
trovato un confortante riscontro nella pratica clinica,
aprendo un promettente filone di ricerca terapeutica.
Grazie ad una messe di ricerche scientifiche -
alimentate da colossali investimenti finanziari - si è
arrivati a dimostrare il legame tra alcune variazioni
del genoma umano e diverse malattie.
Ma è ancora ad uno stadio iniziale il riconoscimento
delle varianti implicate in patologie multifattoriali -
ipertensione, malattie cardiovascolari, tumori, per non
citarne che alcune - la cui insorgenza è determinata
dall’interazione di più fattori - geni e fattori
ambientali - nessuno dei quali agisce da solo. Le
patologie legate a più geni mutati sono numerose e non è
detto che l’identificazione della mutazione sia
chiarificatrice. Molto spesso indica soltanto una
predisposizione alla malattia.
Così, il passaggio dalle informazioni fin qui accumulate
alla possibilità, per il singolo, di poter conoscere per
tempo se è a rischio di sviluppare il diabete, un tumore
o una malattia cardiaca riserva difficoltà inaspettate,
non contemplate nelle promesse dei mercanti di test,
ingolositi dalla vertiginosa fetta di mercato aperta da
quella che, per il momento, è una Medicina basata sulle
profezie. La variante genetica influisce solo per una
piccola percentuale sull’ereditarietà di un certo
carattere: è più facile predire una malattia attingendo
alla storia familiare che attraverso lo studio del
genoma.
Insomma, il cliente che si affida ad uno dei grandi
mercanti di test genetici si trova di fronte ad una
fitta rete di informazioni genetiche che propongono
l’immane sfida dell’interpretazione. Alcune variazioni
sono state statisticamente legate alla possibilità di
sviluppare particolari patologie: ma, naturalmente,
occorre tener conto che il loro effetto potrebbe essere
molto diverso in relazione alle altre varianti genetiche
e all’interferenza di fattori ambientali. La dieta,
l’indice di massa corporea, la sedentarietà, il consumo
di alcol, il fumo, l’esposizione a sostanze tossiche,
negli individui geneticamente predisposti, il rischio di
sviluppare una determinata patologia.
Alla luce di queste limitazioni - si è chiesto, in
questi giorni di bilanci, il settimanale New Scientist -
vale la pena di chiedere il responso del test genetico?
Può davvero segnare un primo passo nella strada di una
migliore salute e, quindi, della felicità, se è vero che
«quando c’è la salute c’è tutto». Per scoprirlo, il
giornale riporta la storia di cinque persone che si sono
sottoposte al test. Nel racconto della loro esperienza
sembrano dominare, in verità, delusione e dubbi, anche
se alcuni enfatizzano l’esaltante incontro con la «vera
Scienza» e la possibilità di agire concretamente sulla
prevenzione, laddove l’oroscopo genetico lascia
intravedere all’orizzonte rischi di ipertensione e
diabete. Già la Navigenics - nel cui capitale è entrato
Google - consiglia di evitare il fumo, di adottare un
regime alimentare sano e di non trascurare l’esercizio
fisico. È curioso che le stesse raccomandazioni si
trovino nel famoso Regimen sanitatis della Scuola
salernitana, nata all’alba del secondo millennio: «Se
vuoi star bene, se vuoi viver sano scaccia i pensieri
gravi, l’adirarti ritieni dannoso. Bevi poco, mangia
sobriamente». Le esortazioni alla moderatezza e alla
temperanza - si sa - sono le meno ascoltate. Riusciranno
a far meglio - nell’era della genomica prossima ventura
- le informazioni personalizzate?
By EUGENIA TOGNOTTI
Tratto da: lastampa.it
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Team di Pelicci colpisce a morte cellule staminali
tumorali e con loro anche il tumore
.....E' la SOLITA STRONZATA .! ECCO il
PERCHE'
Articolo completo:
http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/scienza/news/2008-12-31_131172024.html
Analizzando più approfonditamente gli studi e le
ricerche sui tumori, viene spontanea una considerazione
preliminare: se a scadenze fisse, quasi ogni mese viene
pubblicata quella o questa scoperta fondamentale in
grado di risolvere o migliorare la conoscenza della
malattia neoplastica, viene il sospetto anzi la certezza
che queste ricerche siano tutte panzane, cioè inutili e
false.
Entrando poi più dettagliatamente nel merito degli
studi, spesso enfatizzati e strombazzati ai quattro
venti, ci si accorge che sono senza capo e senza coda,
cioè sospesi nel vuoto, senza idee logiche di partenza e
senza prospettive concrete.
Scorriamo alcuni dei lavori scientifici (proclami) degli
ultimi anni :
Marzo 2004
Una struttura anomala del Dna nei cromosomi dei
linfociti sembra predisporre allo sviluppo di linfoma
follicolare.
La scoperta è stata effettuata dall'équipe
di Michael R. Lieber dell'Università americana della
Southern California
Marzo 2004
Alcuni scienziati hanno scoperto un nuovo sorprendente
bersaglio per i farmaci anticancro :Il recettore IGF-1R
Marzo 2004
Cellule staminali testate sui topi, sono stata capaci
di uccidere vari tipi di neoplasie
Michael Andreeff dell'Universita' del Texas Anderson
Cancer Center a Houston, lo hanno annunciato al meeting
della American Association of Cancer Research in corso a
Orlando in Florida.
Aprile 2004
La soia potrebbe aiutare a prevenire il tumore alla
prostata, almeno stando a uno studio condotto da alcuni
ricercatori statunitensi del Colorado State's College of
Veterinary Medicine e pubblicato sulla rivista Biology
of Reproduction.
Aprile 2004
Un computer interamente composto di molecole biologiche,
in grado di lavorare all'interno del corpo umano e
andare alla ricerca di tumori in formazione. Lo ha messo
a punto Ehud Shapiro del Weizmann Institute of Science
di Rehovot, in Israele, che ha presentato il suo lavoro
su Nature.
Maggio 2004
La ciclossigenasi (Cox) ha un ruolo chiave nella
carcinogenesi della mammella. Bull Cancer. 2004 May;91
Spec No:S99-108
Maggio 2004
Il Gefitinib disattiva una proteina che favorisce la
crescita cellulare.
Lo hanno scoperto i ricercatori del
Dana Farber Institute e del Massachussets General
Hospital Cancer Center di Boston
Luglio 2004, Efficacia e sicurezza del trastuzumab.
Expert Opin Drug Saf. 2004 Jul;3(4):317-27.
Agosto 2004
Hsp 90: un nuovo bersaglio nella terapia del cancro
mammario. Anticancer Drugs. 2004 Aug;15(7):651-662.
Settembre 2004
Identificata cellula responsabile del tumore dello
stomaco
Ottobre 2004
TGF-beta può sopprimere lo sviluppo del cancro
colorettale. Lo studio è stato condotto in Germania,
nell'Università di Mainz.
Ottobre 2004
Un team di ricercatori ha scoperto una mutazione
genetica che provoca una forma aggressiva di leucemia
infantile.
Andrew Weng e colleghi del Brigham and
Women's Hospital dell'Harvard Medical School di Boston
hanno scoperto che in quasi il 60 per cento di tutti i
tumori T-ALL sono presenti mutazioni in un gene chiamato
NOTCH1
Ottobre 2004
Identificate le cellule staminali "impazzite" che
causano il più pericoloso dei tumori cerebrali.
Lo
studio pubblicato su Cancer Research è stato condotto
dall'istituto di ricerca delle cellule staminali
dell'ospedale San Raffaele.
Gennaio 2005
La resistenza alla chemioterapia può dipendere dal
trasferimento di una proteina Lo studio, pubblicato
online sulla rivista "Proceedings of the National
Academy of Sciences" di ricercatori del Memorial
Sloan-Kettering Cancer Center di New York e della Johns
Hopkins University di Baltimora fornisce nuovi indizi su
come le cellule dei tumori possono diventare resistenti
alle terapie anticancro.
Gennaio 2005
Leucemie. E le cellule si suicidano
Si chiamano inibitori delle deacetilasi e sono sostanze
in grado di riattivare l'apoptosi, la procedura di
sicurezza che induce al suicidio le cellule che hanno
accumulato alterazioni a livello dei geni. Lo studio è
stato pubblicato su Nature Medicine.
Gennaio 2005
In uno studio che fornisce nuove informazioni sulla
causa di alcuni tipi di tumore della pelle indotti da
radiazioni UV, i ricercatori dell'Erasmus University
Medical Center di Rotterdam hanno utilizzato un antico
enzima, la fotolisi, che i mammiferi placentati non sono
più in grado di produrre per identificare il principale
tipo di danno responsabile dello sviluppo dei tumori
della pelle. I risultati sono stati pubblicati sulla
rivista "Current Biology".
Gennaio 2005
Gene pokemon
È il principale responsabile della formazione, dello
sviluppo e della proliferazione delle cellule tumorali.
La scoperta, pubblicata oggi su Nature si deve ad un
ricercatore romano, che da anni lavora negli Stati
Uniti, dove è direttore del Cancer Biology and Genetics
Laboratory, presso il Memorial Sloan Kettering Cancer
Center di New York.
Gennaio 2005
Zuccheri e rischio di tumore
Anche il diabete può incrementare la probabilità di
cancro
Secondo i ricercatori della Johns Hopkins Bloomberg
School of Public Health e dell'Università Yonsei di
Seul, in Corea del Sud, elevati livelli di glucosio nel
sangue e il diabete costituiscono fattori di rischio per
lo sviluppo di diversi tipi di tumore.Lo studio è stato
pubblicato sul numero del 12 gennaio 2005 della rivista
"Journal of the American Medical Association".
Febbraio 2005
I ricercatori dovranno ora sviluppare farmaci di seconda
generazione
In un articolo pubblicato sulla rivista "PLoS Medicine",
William Pao e colleghi del Memorial Sloan-Kettering
Cancer Center di New York fanno luce sulle cause della
resistenza a due farmaci approvati di recente contro il
tumore dei polmoni.
I farmaci presi in esame sono cosiddetti inibitori delle
chinasi, per la precisione della proteina EGFR
(recettore del fattore di crescita epidermico). Entrambi
i farmaci, gefitinib (Iressa) ed erlotinib (Tarceva),
forniscono benefici terapeutici a un determinato
sottogruppo di pazienti con un tumore dei polmoni.
Marzo 2005
I ricercatori potranno sviluppare nuovi farmaci basati
sulla struttura della molecola EGCG.
Un gruppo di scienziati dell'Università di Murcia, in
Spagna, in collaborazione con il John Innes Centre (JIC)
di Norwich, in Gran Bretagna, ha scoperto che un
polifenolo isolato dalle foglie di tè verde (il gallato
di epigallocatechina, o EGCG) inibisce la crescita delle
cellule tumorali.
La ricerca, finanziata dall'Unione Europea, è stata
pubblicata sulla rivista "Cancer Research"
Marzo 2005
L'apripista del melanoma
Scoperta una proteina responsabile della diffusione
delle cellule tumorali nel cancro della pelle. A
sostenerlo è un gruppo di ricercatori della Scuola di
Medicina dell'Università di Stanford, in un articolo
pubblicato su Science.
Marzo 2005
Alcuni tipi di tumore proliferano anche in assenza di
mutazioni di PTEN Alcuni scienziati hanno scoperto che
una molecola chiamata DJ-1 è probabilmente coinvolta
nella generazione di tumori umani mediante la
regolazione negativa di un ben noto soppressore di
tumori, PTEN. La ricerca, pubblicata sul numero di marzo
della rivista "Cancer Cell", presenta importanti
implicazioni per determinare la prognosi di alcuni tipi
di cancro umano e potrebbe fornire un buon target per le
terapie.
Aprile 2005
Antiossidanti aumentano il rischio tumorale.
Il risultato è stato sorprendente, in quanto gli autori
pensavano che l'integrazione della vitamina E potesse
ridurre o ritardare il rischio di un secondo tumore
primario. (J Natl Cancer Inst 2005; 97: 481-8)
Maggio 2005
Nuovo test per il cancro ovarico
Un nuovo test del sangue che permette di diagnostica il
cancro ovarico.
Lo annuncia un gruppo di ricercatori della School of
Medicine dell'Università di Yale sull'ultimo numero
della rivista Proceedings of the National Academies of
Sciences (Pnas).
Luglio 2005
Risultati promettenti per nuovo farmaco contro il cancro
del polmoneRisultati promettenti per un nuovo farmaco
antitumorale, erlotinib, contro il cancro del polmone.
La studio è stato pubblicato sul 'New England Journal of
Medicine'. Il farmaco appartiene a una nuova classe di
antitumorali, gli inibitori EGFR (inibitori del
recettore del fattore di crescita epidermico).
La
ricerca è stata pubblicata sul NEJM è stata condotta dal
National Cancer Institute del Canada. N. Engl J Med:2005
Jul 14;353(2):133-44
Agosto 2005
Scoperto nuovo tassello DNA su sviluppo tumori
Scoperto nel DNA un altro tassello dello sviluppo dei
tumori tiroidei.
Uno studio dell'Istituto di neurobiologia e medicina
molecolare del Consiglio nazionale delle ricerche,
appena pubblicato sulla rivista scientifica 'Oncogene',
attribuisce un nuovo ruolo alla proteina retinoblastoma
nei meccanismi molecolari che portano alla
trasformazione neoplastica delle cellule tiroidee.
Oncogene 2005 Jun 27
Agosto 2005
L'espressione genica può segnalare in anticipo la
diffusione delle metastasi I ricercatori faticano a
comprendere perché le cellule dei tumori migrano verso
un organo piuttosto che un altro. Un nuovo studio,
pubblicato il 28 luglio sulla rivista "Nature", potrebbe
però fornire un importante indizio, mostrando che le
cellule cancerose contengono una particolare firma
genetica che indica se - e dove – si muoveranno.
Il
biologo Joan Massagué del Memorial Sloan-Kettering
Cancer Center di New York ha fatto questa scoperta
studiando metastasi di tumori del seno.
Agosto 2005
Nanocellule contro i tumori
Le nanoparticelle vengono usate come "cavalli di troia".
Alcuni ricercatori del Massachusetts Institute of
Technology hanno sviluppato una nanocellula in grado di
penetrare in un tumore, tagliare via le sue riserve di
sangue e detonare una dose letale di tossine
anti-cancro. La terapia a doppia azione, la cui
efficacia è stata sperimentata contro il melanoma e una
forma di tumore dei polmoni nei topi, lascia intatte le
cellule sane. I dettagli sono stati pubblicati sulla
rivista "Nature"
Settembre 2005
Bomba intelligente contro il cancro
Progettata la prima bomba intelligente contro il cancro.
È quanto dichiara un gruppo di ricercatori del
Massachussets Institute of
Technology nell'ultimo numero di Nature. Gli ingegneri
della Biological Engineering Division del Mit hanno
realizzato una nanoparticella in grado di penetrare
nella cellula tumorale, bloccare le uscite e esplodere
lasciando fuoriuscire una dose di tossine anticancro.
Risultato: uccisione della cellula tumorale senza che le
altre cellule sane vengano in alcun modo messe in
pericolo
Settembre 2005
Scoperte le cellule che "nutrono" i tumori
Ricercatori dell'Istituto Universitario Scientifico San
Raffaele di Milano hanno scoperto che la formazione dei
vasi sanguigni di vari
tipi di tumori, ha bisogno di una rara popolazione di
cellule del sangue: le TEM.
La ricerca, pubblicata su Cancer Cell, ha messo a punto
un efficace sistema di trasferimento genico basato su
una versione inattivata del virus Hiv.
Settembre 2005
C'è un legame fra la tensione dei tessuti e la
formazione del cancro
La maggior parte degli studi sul cancro si concentra sui
segnali chimici, ma una nuova ricerca fornisce ora
interessanti indizi su come le forze meccaniche possono
regolare il comportamento cellulare. Lo studio,
pubblicato sul numero di settembre della rivista "Cancer
Cell",Matthew J. Paszek, et al., "Tensional homeostasis
and the malignant phenotype". Cancer Cell. Vol 8, pp.
241-254 DOI 10.1016/j.ccr.2005.08.010 (SETTEMBRE 2005)
Settembre 2005
Lo stress evita il cancro
La scoperta contraddice i risultati di studi precedenti
Secondo uno studio di ricercatori danesi, pubblicato
sulla rivista "British
Medical Journal" e basato sulle risposte a un
questionario di circa 7000 donne vissute a Copenhagen
fra il 1981 e il 1983, elevati livelli di stress
quotidiano possono abbassare il rischio di un tumore del
seno.
La scoperta contraddice i risultati di ricerche
precedenti, secondo i quali lo stress raddoppiava il
rischio.
Dic. 2008:
Team di Pelicci colpisce a morte cellule staminali
tumorali e con loro anche il tumore.
Considerazioni:
C'è poco da dire.
Scienziati super titolati, ricerche super approfondite,
istituti di ricerca super prestigiosi, riviste
scientifiche super accreditate: il
tutto per confezionare super idiozie.
Dott. Tullio Simoncini (Oncologo)
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