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Legami segreti tra
organizzazioni di pazienti e
compagnie farmaceutiche:
Fonte: Inchiesta del Philadelphia Inquirer, il
quotidiano statunitense The Philadelphia Inquirer ha
pubblicato un'inchiesta sui legami quasi mai
dichiarati di sei organizzazioni non-profit, che
affermano di agire nell'interesse dei pazienti di
altrettante malattie, e le
compagnie farmaceutiche.
Le sei organizzazioni, che lo scorso anno hanno ricevuto
complessivamente 29 milioni di dollari in donazioni
dalle
industrie farmaceutiche.
Nel
dibattito fra scienziati e politici non si sa bene dalla parte di chi
stare.
Da un lato ci sono, infatti, premi Nobel che amiamo e rispettiamo perché
da loro abbiamo imparato tantissimo, i quali prendono le difese
dell'industria delle bio-tecnologie e denunciano come oscurantista
chiunque si soffermi a notare il semplice fatto che, spesso, la fretta di
brevettare e di sperimentare, fa perdere di vista il principio di
precauzione e fa correre rischi eccessivi alla salute dei cittadini.
Dall'altra ci sono Ministri della Repubblica che si sbracciano a spiegare
che il cittadino sospettoso ha qualche diritto in più rispetto a quanto
non pensino i ricercatori.
L'unica cosa che, timidamente, ci viene da dire in proposito è che,
forse, se ognuno si attenesse strettamente al proprio mestiere ci
guadagneremmo tutti, da subito, e senza correre rischio alcuno.
Se gli scienziati facessero gli scienziati per noi sarebbe più semplice
vedere sin dove arrivano gli interessi della scienza e dove cominciano gli
interessi della tecnologia e delle imprese che, come avvoltoi, si
preparano a trarre i profitti più ingenti dalle scoperte imminenti.
E
forse, sarebbero proprio i Dulbecco a doverci dire come possiamo, come
collettività, fare in modo che la ricerca continui e che sia chiaro e
netto il confine, la linea di demarcazione a partire dalla quale finisce
la ricerca scientifica ed inizia la ricerca tecnologica. Nessuno di noi si
scandalizza delle relazioni fra ricercatori e imprese o della necessità
che hanno, e gli uni e gli altri, di ricerca e di sperimentazione. Ma
quello che non è ammissibile è che questo avvenga senza seguire alcun
criterio di salvaguardia per i rischi del cittadino consumatore.
Sono state messe in commercio le farine animali derivate da scarti di
macellazione senza che si abbiamo informazioni chiare e precise sul
pericolo rappresentato dalla diffusione dei
prioni. Che i ricercatori e
gli scienziati non siano i primi ad essere allarmati per questo genere di
problemi ci preoccupa fortemente e ci rende estremamente sospettosi.
D'altro canto se i politici facessero il loro mestiere allora, forse,
potremmo fidarci di chiedere loro di vigilare su quelle regole che, come
collettività, nell'ambito dei nostri organismi istituzionali, potremmo
decidere per dare al nuovo mercato delle bio-tecnologie una soglia di
sicurezza accettabile.
Ed è proprio qui che casca l'asino.
Quello che ci chiediamo, e che da a tutti noi molto motivo di allarme, è
esattamente questo: come facciamo ad affidare il controllo sulle
biotecnologie ad organismi istituzionali che non sono stati in grado di
difenderci dal rischio, ben più modesto, rappresentato dall'epidemia di
BSE ?
Sono dieci anni che questa malattia imperversa negli allevamenti
inglesi, portoghesi e svizzeri, eppure non un politico, non un funzionario
pubblico, non un ricercatore ci ha allertato sui rischi che stavamo per
correre.
Non è stato fatto nulla e solo oggi, a seguito dello sciopero di
massa dei consumatori, ci troviamo a discutere di test che gli Istituti Zooprofilattici non sono in grado di fare, della messa al
bando delle
farine animali che nessuno riesce a introdurre e a far applicare.
Comunicati stampa
insulsi
e dichiarazioni improvvide si susseguono, ma continua a mancare una seria
assunzione di responsabilità.
Come possiamo fidarci
?
Di chi possiamo
fidarci
?
Che
il Ministro, che ha responsabilità pesanti nella crisi
della "mucca pazza", e che è sempre stato schierato dalla parte
degli allevatori, prenda oggi a pretesto questa polemica per ricordarsi
del principio di precauzione è veramente sbalorditivo.
Piuttosto che
occuparsi di scienza il Ministro potrebbe cominciare col fare le cose che
sono in suo potere e che ancora non ha fatto, e questo ci renderebbe già
molto più disponibili a discutere di biotecnologie.
Sarebbe sufficiente che il ministro:
a) proibisse la fabbricazione delle farine animali e ne bandisse l'uso
delle scorte dall'allevamento di qualunque specie animale;
b) prescrivesse il test BSE per tutti gli animali morti, macellati o
importati;
c) creasse un sistema di certificazione pubblica della qualità delle
carni ad opera degli Istituti Zooprofilattici.
Basterebbe questo e potremmo tornare ad avere fiducia sia nella politica
che nella scienza.
Oggi i veri oscurantisti sono quelli che ci chiedono di fidarci ciecamente
dei nuovi chierici, degli stregoni che, siccome si sono autodefiniti
scienziati, allora hanno il privilegio di decidere al posto nostro della
qualità del nostro futuro.
La politica estera non la fanno i militari, così come la politica
carceraria non la fanno i secondini. Allo stesso modo la politica della
scienza, per nostra fortuna, non la fanno gli scienziati, e men che meno i
tecnologi o, nella fattispecie i bio-tecnologi. Queste scelte le fa il
Parlamento che è l'unico organo che, come cittadini, abbiamo delegato a
decidere in merito.
Gli altri, tutti gli altri, ministri compresi,
farebbero bene a tacere.
Tratto da:
www.buonconsumo.com
vedi:
Miti della
Scienza +
Miti dei Vaccini
+
DITTATURA SANITARIA
+
I nuovi Tiranni
+
MINISTERO "SALUTE" informato sui
Danni dei vaccini
+
I veri padroni della
sanita' nel mondo + BARONIE, Universita' e MEDICI
+ Comparaggio
farmaceutico
RICERCA DEVIATA ai MEDICINALI che MANTENGONO la MALATTIA
CRONICA.
INTERVISTA al PREMIO NOBEL per la MEDICINA: RICHARD
J. ROBERTS. - MEDITATE e CONDIVIDETE !
Il vincitore del Premio Nobel per la Medicina, Richard
J.Roberts, denuncia il modo in cui operano le grandi
industrie farmaceutiche
nel sistema capitalistico, anteponendo i benefici
economici alla salute e rallentando lo sviluppo
scientifico nella cura delle malattie perché guarire non
è fruttuoso come la cronicità.
Visionate questo video, parla un'informatore
farmaceutico,
sul Business dei Farmaci e Vaccini
http://ildocumento.it/farmaci/il-business-farmaceutico-current.html
vedi:
Conflitto
di interesse
+
Conflitti di
interesse PDF - 1
+
Conflitti
di interesse PDF
- 2 +
Conflitti di Interesse, denuncia del Governo Ii
- PDF
+
CDC - 1
+
CDC - 2
+
FDA
+
Conflitti di Interesse,
business farmaci e vaccini
+
Conflitti
di interesse dell'AIFA
Parlamentari pagati dalle Lobbies ? -
Roma Ott. 2013
L'intervista a un assistente di un Senatore che
svelerebbe i traffici illeciti tra parlamentari
e
Lobbies.
Video dell'intervista:
http://www.video.mediaset.it/video/iene/puntata/390060/roma-parlamentari-pagati-dalle-lobbies.html
vedi
anche: CNR e Corruzione
+
CDC e conflitti di interesse - 1 +
CDC e conflitti di interesse - 2 +
OMS +
FDA +
EMEA
+ Aifa
+ Ministero della Sanita'
+ ISS +
Ordini dei medici
+ Mafia sanitaria
+
Costituzione ROCKEFELLER SYNDICATE
+ Comparaggio
farmaceutico +
Psichiatria e frodi
+
Corruzione
CDC conflitti di interesse
anche per i vaccini
http://healthimpactnews.com/2014/cdcs-purchase-of-4-billion-of-vaccines-a-conflict-of-interest-in-overseeing-vaccine-safety/
Informatore dei
CDC
CONFESSA la FRODE e le FALSIFICAZIONI sugli
studi della correlazione VACCINO=AUTISMO
vedi anche:
ISS
+
Ministero
della salute
+
EMA
+ CNR e Corruzione
+
Consenso Informato
+
Le case farmaceutiche ingannano i
medici e questi danneggiano i malati
+
I medici sono una minaccia
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Tom Bethell "Le balle di Newton" - Tutta la verità sulle
bugie della scienza, è uscito in Italia l'atteso libro
dell'editorialista dell'American Spectator, Tom Bethell,
tradotto per la casa editrice Rubbettino da Guglielmo
Piombini, che è autore anche della prefazione intitolata
«I disastri
della scienza».
Il titolo originale dell'opera, The Politically Incorrect Guide to
Science (Guida politicamente
scorretta
alla scienza) spiega
l'intento dell'autore: indurre nei lettori un
atteggiamento più critico nei confronti della scienza o
meglio degli scienziati, che, come ogni altra categoria
professionale, possono subire la seduzione della
politica e della pubblicità e prestarsi ad accreditare
teorie e previsioni prive di fondamento per assecondare,
ricavandone in cambio fama e denaro, interessi economici
e politici.
Da anni, ormai, alcuni di essi si prestano in
particolare a suscitare nelle masse uno stato di paura -
soprattutto prevedendo futuri, imminenti disastri
ambientali - inteso a renderle obbedienti e docili, e
prima di tutto irrazionali, illudendole al tempo stesso
di agire in piena libertà. Il loro compito è facilitato
dal fatto che la maggior parte della gente non si rende
conto che le realtà indagate dalla scienza sono quasi
sempre estremamente complicate.
L'incertezza sui fatti -
determinata dalla complessità dei fenomeni e spesso
dalla difficoltà di analizzarli in ogni loro aspetto -
favorisce la manipolazione: le preferenze possono
sostituirsi ai fatti, anche in maniera subdola. «Si
individua o si inventa un problema - spiega Bethell - il
governo interviene, ma il problema diventa sempre più
serio quanta più attenzione gli rivolge.
Molti scienziati si trovano bene in questo "sistema".
Una dopo l'altra, il libro di Bethell esamina alcune
delle più note «verità scientifiche» del momento, quelle
di cui i mass media si occupano ogni giorno, e ne
illustra i punti deboli, le contraddizioni e le
incongruenze, a partire dalla teoria del riscaldamento
globale del pianeta, che dalla fine degli anni '80 del
secolo scorso ha soppiantato quella - altrettanto
popolare nei decenni precedenti - del progressivo e
rapido raffreddamento della Terra.
La tesi di Bethell è che le «balle di Newton» servono a
rafforzare ed estendere il potere statale, il che è
senz'altro vero.
Ma il danno ulteriore, tutt'altro che
secondario ai fini delle sorti della guerra in corso
contro il mondo libero, è il contributo che forniscono
alla demoralizzazione dell'Occidente: dall'effetto serra
all'Aids, dalla malaria alle cause del cancro, dalle
specie animali minacciate di estinzione all'esaurimento
delle risorse naturali, tutti i fenomeni affrontati
dalla junk-science, la «scienza spazzatura» o «scienza
di comodo», vengono infatti immancabilmente attribuiti
all'Occidente e fabbricano argomenti per le incessanti
campagne d'avversione che ne minano profondamente
l'immagine.
Eloquente conferma di ciò è una frase esemplare,
riportata nel testo, pronunciata nel 1998 dall'ex
ministro canadese dell'Ambiente Christine Stewart: «Non
c'importa sapere se i dati scientifici sono veri o
falsi.
Ci interessano i benefici ambientali collaterali. I
cambiamenti climatici ci danno la più grande opportunità
di portare giustizia ed eguaglianza nel mondo». Va da sé
che per il ministro canadese, così come per milioni di
altre persone, «giustizia ed eguaglianza» mancano nel
mondo non a causa della sopravvivenza di istituzioni
tipiche delle società patriarcali e gerontocratiche
arcaiche, che in tre continenti continuano a impedire il
rispetto dei diritti umani universali e lo sviluppo
economico, ma dell'«iniqua distribuzione della
ricchezza» e del «saccheggio delle risorse dei Paesi
poveri» di cui l'Occidente è ritenuto
responsabile.
Guarda caso, la scienza spazzatura finisce sempre per
suggerire che il problema in oggetto si risolve o
rallentando lo sviluppo dei Paesi industrializzati, se
non addirittura tentando di obbligarli ad adottare
economie meno efficaci (è il caso dei rimedi proposti
contro l'eventuale riscaldamento globale), oppure, per
combattere ad esempio malaria e Aids in Africa,
inducendoli a devolvere, ovvero «restituire»,
percentuali enormi e crescenti delle loro ricchezze ai
Paesi poveri.
By Anna Bono
Tratto da:
www.ragionpolitica.it - 5 luglio 2007
vedi: Corruzione
della scienza
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La Scienza
dell'inganno
Storie di censura e inquisizione, dalla Fusione Fredda
all'Omeopatia passando dagli OGM aòòe MODERNE STORIE
d'INQUISIZIONE e d'ALCHIMIA
Lo sconcertante caso della "fusione
fredda" (con una Prefazione di
Giuliano Preparata) - By Roberto Germano
(Testo della conferenza-dibattito su nuove prospettive
della scienza tenuta nell'ambito delle attivita'
dell'Associazione Altanur il 16 Marzo 2000-
Che voglio dire con questo titolo ?!
Cominciamo con dei riferimenti al passato. Poi passerò a
condividere con voi quella che è stata la mia esperienza
sconvolgente in merito...
Perché c'è una certa differenza tra leggere certe cose
sui libri e viverle in prima persona.
Sui libri si può trovare l'aforisma di
Max Planck (uno dei padri della
Meccanica
Quantistica):
"Una nuova verità scientifica non trionfa perché i suoi
oppositori si convincono e vedono finalmente la luce,
quanto piuttosto perché alla fine muoiono e nasce una
nuova generazione a cui i nuovi concetti
diventano familiari". E va bene, questo è vero. Molti di
noi avranno letto "La struttura delle rivoluzioni
scientifiche" di Thomas Kuhn, in cui l'autore tratteggia
il modo di evolversi del pensiero scientifico.
Ci sono, nel corso dell'evoluzione scientifica, dei
modelli, delle teorie, cioè delle visioni del mondo
("teoria" deriva dal greco - teoria - e significa
proprio "vedere", "osservare") che hanno un certo peso
in alcuni periodi ed intorno alle quali si costruisce
tutta la scienza sperimentale. Dopodiché accade che
iniziano pian piano a presentarsi delle "anomalie"
sperimentali, anomalie rispetto a quella che è la
visione generalmente accettata fino a quel momento. Tali
anomalie non si inseriscono più nella teoria e quindi le
si inizia a classificare, un po' come degli insetti
particolari... Ad un certo punto c'è qualcuno che grazie
a queste anomalie ha una nuova "visione" e dice: "OK:
queste anomalie si possono correlare tutte insieme in un
nuovo modello, in una nuova teoria".
E questo è quello che è sempre successo.
Niente di nuovo. Però....
Potremmo citare la considerazione di
Benedetto Croce secondo cui: "La maggior parte dei
professori hanno definitivamente corredato il loro
cervello come una casa nella quale si conti di passare
comodamente tutto il resto della vita; da ogni minimo
accenno di dubbio...diventano nemici velenosissimi,
presi da una folle paura di dover ripensare il già
pensato e doversi mettere al lavoro".
Questa è
effettivamente una delle problematiche psicologiche che
sta alla base della difficoltà di accettare nuove
visioni scientifiche. Non è l'unica, come vedremo. Ma
sicuramente la b e l'attaccamento al potere accademico
sono dei fattori importanti. Attualmente è divenuto in
realtà fondamentale anche il potere economico.
Può essere interessante ricordare alcuni aneddoti del
passato che fanno luce sul presente.
Quando
Alexander Graham Bell, negli Stati Uniti d'America,
decise di proporre l'idea del telefono, avendone capita
l'utilità, per noi oggi ovvia - dopo essere stato
rifiutato dal U.S. Post office e dalla Western Union -
andò al
British Post Office, il cui ingegnere capo era Sir
William Preece, uno dei più importanti scienziati
inglesi dell'epoca.
Preece era membro della prestigiosissima
Royal Society ed aveva studiato col grande
Michael Faraday. Ebbene, cosa disse questo eminente
scienziato quando Bell gli spiegò il funzionamento e
l'uso del telefono ?!
Disse: "L'Inghilterra è piena di ragazzini che possono
portare messaggi". Questo è ciò che disse. Poi si
distinse anche in seguito per un'altra affermazione
relativa alla lampadina: "Un'idea completamente idiota".
Questi sono esempi abbastanza interessanti che
riguardano apparecchi, invenzioni, non di chissà quali
nuove idee sulla visione del mondo...
Lo stesso famoso Michael Faraday fu accusato di
ciarlataneria quando annunciò di poter generare una
corrente elettrica semplicemente muovendo un magnete in
un avvolgimento... cosa oggi ovvia, che si usa ad
esempio nella dinamo della luce della bicicletta....
Un altro esempio è la presentazione del
fonografo all'Accademia
delle Scienze di Parigi: "Non appena la macchina ha
emesso qualche parola il Signor Segretario Perpetuo si
precipita sull'impostore e gli serra la gola con mano di
ferro." Quindi, credeva che fosse il trucco di un
ventriloquo... "Vedete bene - Dice ai suoi colleghi. Con
sbalordimento di tutti, la macchina continua ad emettere
suoni." Ebbene sì, è successo anche questo.
Possiamo prendere degli spunti interessanti anche dal
recente libro di Luc Burgin "Errori della scienza".
Ad esempio, quando
Antoine Laurent Lavoisier, il padre della chimica
moderna, scoprì che esisteva l'ossigeno
e che era fondamentale nella combustione e che il
"flogisto" invece non esisteva, tutti spararono a zero
contro Lavoisier, sulle più importanti riviste...Certo,
Lavoisier era senz'altro un rivoluzionario, anche dal
punto di vista politico, partecipò attivamente alla
Rivoluzione Francese e definì la chimica "scienza
rivoluzionaria".
Però su Lavoisier possiamo anche dire un'altra cosa. Fu
chiamato a pronunciarsi sull'origine delle
meteore, infatti c'erano allora varie teorie
sull'origine delle meteore, una delle quali (quella
giusta) era quella secondo cui si trattava di pietre che
cadevano dal cielo, come oggi sappiamo bene. Lavoisier
disse che le meteore non potevano certo essere pietre
che cadevano dal cielo per il semplice motivo che nel
cielo le pietre non ci sono... Effettivamente c'era poco
da discutere !!
Un altro esempio riguarda
Jean Baptiste Joseph Fourier. Chi ha studiato
matematica, ingegneria... saprà che la cosiddetta
analisi di Fourier è una cosa fondamentale; permette di
scomporre una funzione matematica come somma di seni e
coseni.
Quando Fourier propose questa sua idea, grossi
scienziati come
Laplace,
Lagrange,
Poisson ed
Eulero, la considerarono semplicemente una
sciocchezza...
Un altro esempio...
Quando si parla di falsa scienza spesso si citano i
raggi N.
All'inizio del '900 c'era un francese che non era
proprio l'ultimo degli scienziati, si trattava di un
eminente professore di Fisica all'Università di Nancy:
René Blondlot. Erano stati scoperti da poco i
raggi X da
Rontgen, e lui pensò di aver trovato degli altri
raggi che chiamò N, in onore della città di Nancy.
Questi raggi avevano una serie di caratteristiche che
lui stava studiando ed altri scienziati pareva avessero
anche riprodotto i suoi risultati in altri laboratori.
Oggigiorno questo si cita come un caso di illusione
dello sperimentatore, infatti, per il desiderio di
trovare qualcosa di nuovo, Blondlot si era illuso.
Infatti si scoprì poco dopo che i raggi N non
esistevano: togliendo un prisma metallico, a sua
insaputa, dall'apparecchio di misura, lui continuava a
vederli.... Evidentemente questo episodio è citato come
esempio di falsa scienza.
Però, non si dice praticamente
mai che, poco prima, i famosi raggi X scoperti da
Wilhelm Conrad Rontgen, ed ora considerati una realtà
ovvia, furono definiti addirittura da uno dei più
eminenti fisici dell'epoca, il grande Lord Kelvin, "un
abile trucco".
Poi si capì che esistevano realmente, però si disse: "Vabbè,
ma a che servono ? "....
Questo è il tipo di situazione di cui
dobbiamo essere consapevoli,
visto che nei libri didattici queste cose non si
dicono...
Lo studente già normalmente impiega molto tempo a capire
le cose, se poi uno gli mette anche dei dubbi, è finita
! Naturalmente sono sarcastico...
Comunque sia, questo approccio finisce col far credere
allo studente che la scienza sia una sorta di
teologia... senza capire che si tratta di modelli di
realtà, profondi quanto si vuole, ma pur sempre modelli,
con i loro limiti... E normalmente uno cerca di andare
oltre... Una teoria è giusta in certi ambiti ben
precisi. E' sempre importante quando si fa un modello
scientifico, capire in quali ambiti il modello è valido.
Con quali approssimazioni ?
Possiamo ancora citare un esempio, tratto dall'ambito
medico: la storia di
Ignaz Semmelweiss.
Nel 1847 questo medico svizzero intuì una cosa che per
noi è banale. Perché le puerpere morivano in così gran
numero ?
Perché c'erano infezioni visto che i medici non si
lavavano le mani e gli strumenti ! Spesso dopo aver
dissezionato i cadaveri andavano a far partorire le
donne!! Ebbene gli altri medici lo trattarono come un
folle, per diversi anni...
Pubblicò finalmente un libro: ancora peggio ! Infine, fu
rinchiuso in manicomio e lì morì a seguito di una ferita
conseguente ad una colluttazione con un infermiere e
successiva
setticemia...
L'ironia della sorte.
Tutte queste cose ci fanno capire come dei fatti che per
noi oggi sono semplicemente banali - anche per un
bambino sono banali - nel passato sono stati duramente
avversati dal mondo accademico... Tra l'altro si tratta
di un passato anche abbastanza recente:
la storia così
incredibile di Semmelweiss è accaduta ai tempi dei
nostri bisnonni... e non all'epoca di Nerone !!
Un altro esempio abbastanza interessante è quello di
Alfred Wegener, il padre della teoria della deriva
dei continenti, oggi normalmente accettata. Wegener ne
parlò fin dal 1912; e ancora 40 anni dopo, fino agli
anni 50, i commenti degli scienziati di fama erano di
questo tipo: un parto della fantasia; vaneggiamenti di
un malato grave della malattia della rotazione della
crosta e dell'epidemia dello spostamento dei poli;
ricerca del tutto fallita; come possa muoversi un
continente, formato da uno spessore di ben 35 chilometri
di solida roccia, non è mai stato spiegato veramente;
(...) non dovremo prendere sul serio la deriva dei
continenti; si tratta del sogno di un grande poeta;
Quest'ultimo è stato il più buono...
Ancora... Non parliamo dei primi sostenitori del volo
spaziale che erano davvero considerati folli e basta...
ma accenniamo invece ai
fratelli Wright e ai primi voli di questi due
meccanici di biciclette dell'Ohio. Per ben 5 anni, dal
Dicembre 1903 al Settembre 1908, Wilbur ed Orwille
Wright avevano più volte affermato di aver fatto volare
un oggetto più pesante dell'aria.
Però, malgrado
numerose dimostrazioni pubbliche, dichiarazioni di
pubblici ufficiali e fotografie, si continuava a
deridere la faccenda e a parlare di frode.... su
Scientific American, sul
New York Herald, da parte dei militari e di eminenti
scienziati.
Finché nel 1908 il presidente Theodore Roosvelt non
comandò di effettuare una pubblica dimostrazione a Fort
Myers, ed allora si dovette ammettere la realtà ! Dopo 5
anni !!
L'ironia della sorte vuole che proprio qualche settimana
precedente al primo volo dei fratelli Wright a Kittyhawk,
nel Nord Carolina, il professore di matematica ed
astronomia alla
Johns Hopkins University,
Simon Newcomb, aveva pubblicato un articolo sul
The Independent che "dimostrava" scientificamente
l'assoluta impossibilità del volo umano a motore, che
avrebbe richiesto, a suo dire, la scoperta di qualche
nuova forza della natura !!
Ecco quali erano i commenti che apparivano sul numero
del 13 gennaio 1906 di Scientific American: "Pare che
questi presunti esperimenti si sarebbero tenuti nei
dintorni di Dayton, nell'Ohio (...) e che i giornali
americani, per quanto attenti, si siano lasciati
sfuggire tali prestazioni sensazionali. (...) Noi
abbiamo il diritto di esigere altre informazioni prima
di poter prestare fede alle relazioni provenienti dalla
Francia. Purtroppo i fratelli Wright non sono disposti a
pubblicare dati più esatti o a fare esperimenti
pubblici, per ragioni che nessuno può conoscere meglio
di loro. Se esperimenti così sensazionali e di tale
estrema importanza venissero effettivamente compiuti in
una regione non troppo remota del nostro paese (...), si
può credere che gli intraprendenti cronisti americani
(...) non avrebbero già da molto tempo accertato tutto
ciò che si può sapere, per farlo conoscere all'opinione
pubblica ?".
E tutto questo solo ai tempi dei nostri nonni. Oggi
volano quotidianamente migliaia di persone da una parte
all'altra del globo....
Queste premesse servono a contestualizzare in un
orizzonte più ampio quella che è stata la mia esperienza
personale e che voglio condividere con voi.
Alcuni anni fa, qualche giorno prima di laurearmi in
Fisica, andai a sentire un seminario al Dipartimento di
Fisica; era il Giugno 1995.
Avrebbe parlato un professore proveniente da Milano,
Emilio Del
Giudice, che io non conoscevo, e che avrebbe parlato
su "Varietà vetrose nei liquidi", un argomento che mi
incuriosì malgrado non ne sapessi niente o forse proprio
per questo...
Disse delle cose molto interessanti e fu molto
brillante, così dopo lo contattai per chiedergli
l'articolo che lui avrebbe scritto sull'argomento. Fu
molto gentile, e disse che me l'avrebbe mandato subito.
Passarono sei mesi e non mi mandò niente.
Lo richiamai e gli dissi che io ero molto interessato...
forse s'era distratto... Non s'era distratto, me
l'avrebbe mandato al più presto. Dopo un po' che non
avevo avuto ancora niente lo richiamai e lui disse:
Scusa ma non ho avuto più tempo, perché ho lavorato a
rendere riproducibile la
fusione fredda....
Ora, la
fusione fredda, non so se qualcuno di voi ricorda, è
una cosa di cui si parlò 11 anni fa, nel Marzo 1989
quando due chimici,
Martin Fleischmann e
Stanley Pons dissero che in una semplice cella
elettrolitica si poteva ottenere la fusione nucleare.
Sul momento tutti quanti dissero: Ah, è una cosa
eccezionale !! Ma, dopo pochissimo i due chimici furono
estromessi dal novero della gente seria... malgrado Fleischmann fosse stato addirittura presidente della
Società Elettrochimica Internazionale e membro della
prestigiosa Royal Society, insomma si trattava di gente
più che seria... Ci sono diversi motivi per cui questo è
successo e ne parleremo in una prossima occasione; ora
intendo fare solo il quadro generale.
Quindi, io, come tutti gli altri, mi ero fatto l'idea
che la fusione
fredda non era che una stupidaggine... Ci si era
illusi che si poteva ottenere la fusione nucleare
facilmente invece che in queste macchine enormi in cui è
necessario raggiungere temperature elevatissime,
pressioni straordinarie, un po' come nel Sole, ma non
era vero.
Qui apro una piccola parentesi: sono decenni che si
fanno esperimenti costosissimi in queste macchine
ciclopiche e complessissime e non si riesce mai a
raggiungere le condizioni per far sostenere la reazione
di fusione termonucleare dell'Idrogeno e ricavare
energia, come invece succede nelle centrali a fissione
nucleare con l'Uranio.
Si fanno solo costosissimi esperimenti e un bel po' di
radioattività. E' bene che si sappia che solo in Europa
ci lavorano 3000 persone e si spendono 1000 miliardi di
lire all'anno. Questo è ovviamente uno dei vincoli
facilmente ipotizzabili alla libera diffusione della
ricerca sulla
fusione fredda, che avviene in una piccola cella
elettrolitica senza scorie radioattive, di 10 cm di
diametro, alta 30 cm, che costa 500 000 lire (il costo
di 1 grammo di Palladio e un litro di acqua pesante) e
che può fornire 10 kW per 500 anni, e che è assemblabile
in casa... con gli opportuni ingredienti e con la giusta
metodologia.
Tornando a noi, era passata la notizia che si trattava
di una pia illusione, all'inizio, quindi, io rimasi
perplesso, e pensai: Come mai ? Non era una
stupidaggine questa
fusione fredda ? Però la persona
in questione, il prof. Emilio Del Giudice, mi era parsa
così geniale e aveva fino ad allora fatto studi così
notevoli che pareva un po' strano che stesse occupandosi
di una stupidaggine... Allora, cominciai ad informarmi
sulle riviste scientifiche specialistiche e scoprii che
c'erano effettivamente degli studi ancora in corso e
molto interessanti. In particolare, uno dei primi
articolo trovati fu un lavoro di review, cioè un
articolo scientifico che esamina criticamente decine di
studi precedenti su un certo argomento.
L'autore, Edmund Storms, fisico del laboratorio
Nazionale di Los Alamos (dove fu costruita la prima
bomba atomica), esaminava ben 359 articoli ! Scritti dal
1989 al 1991, solo 3 anni! E all'inizio di questo lavoro
di ben 45 pagine, dice:
Il numero e la varietà di attente misurazioni
sperimentali relative alla generazione di calore,
trizio, neutroni, ed elio supportano fortemente il fatto
che avvengano reazioni nucleari in un reticolo metallico
vicino alla temperatura ambiente come proposto da Pons e
Fleischmann e indipendentemente da Jones.
(...) quando si trova che molte misure, usando una
varietà di tecniche, danno risultati simili e cominciano
a rivelare dei modelli di comportamento, le osservazioni
non si possono più continuare ad ignorare. E' più
semplice e più razionale dare inizio al processo di
comprensione della fusione fredda come fenomeno reale
piuttosto che cercare modi per bandirlo.
Quindi mi incuriosii enormemente e da allora ho
approfondito sempre più sia ciò che riguarda la
questione fusione fredda sia il tipo di meccanismo che
tende a far sì che una nuova visione scientifica o
addirittura un nuovo fatto sperimentale (come è nel caso
della fusione fredda) abbia difficoltà così grandi ad
essere accettato.
Apro una parentesi su cosa è un "fatto sperimentale".
"Fatto" vuol dire "che è stato fatto". Banalmente.
Ma questo è fondamentale perché in laboratorio, quando
uno decide di fare un esperimento deve mettere
una serie di vincoli enormi a quello che sta facendo.
Deve dire: OK Io ora vado a cercare una cosa ben precisa
a questa temperatura, con questa corrente elettrica,
faccio prima questo e poi quest'altro, in queste ben
precise condizioni sperimentali...
Quindi, in realtà, io
sto cercando una ben precisa cosa.
Dico: Ma non è che per caso se io faccio così succede
quest'altra cosa ? Ma ciò che ti fa cercare una cosa è
la teoria, che ti dice: Se fai un certo esperimento
probabilmente otterrai un certo risultato; forse ne
otterrai un altro o un altro ancora. In genere la teoria
ti fa prevedere che tu possa ottenere due o tre cose,
non di più. Bene !
Allora facciamo questo esperimento, e vediamo quale
delle due o tre cose ottengo, cioè qual è la risposta ad
una mia domanda.
Ma la risposta dipende dalla domanda
che ho fatto....
Come dice anche Albert Einstein, che non è mai male
citare: Osservare o meno una cosa dipende dalla teoria
che usi.
E' la teoria che decide cosa può essere osservato.
Dopodiché, come dico anche in questo mio libro, in
attesa di editore, sulla fusione fredda, in genere uno
in laboratorio non decide di fare l'elettrolisi di un
cappuccino alla temperatura di 98 gradi, con abbondante
cacao, ad una intensità di corrente di 0.7 ampere, alla
pressione di un bar, in un'atmosfera di pura grappa
trevigiana vaporizzata ecc... e dopodiché va a vedere se
per caso, in seguito a questa elettrolisi, non è
cambiato qualcosa nelle caratteristiche di una pelliccia
di una foca monaca albina che sta in uno zoo del
Madagascar meridionale... Chiaramente non è così !!
Questo significa semplicemente che se uno non fa la
domanda "giusta" non può aspettarsi di avere una
risposta interessante.
Allora cos'è che capita tipicamente ? Uno ha una teoria
cui si fa riferimento, ogni tanto vengono fuori delle
anomalie sperimentali, che si accumulano sempre più
numerose, finché uno decide: Forse c'è qualcosa che non
va! Bisogna fare una teoria migliore...
Però spesso che succede ? Succede che le anomalie si
tende a non vederle, perché se tu una cosa non te
l'aspetti, la vedi tanto strana da pensare che sia un
semplice errore sperimentale. E anche se ti viene il
dubbio che la cosa sia reale, siccome tu non stai
capendo bene il fenomeno, cioè in che contesto, in che
cornice, si inserisce, tu hai difficoltà a riprodurre
l'esperimento.
Ma la riproducibilità è fondamentale nella scienza! E
questo è uno dei motivi principali per cui Fleischmann e
Pons furono messi da parte, perché loro pur avendo fatto
molti esperimenti, non dissero che avevano problemi di
riproducibilità.
Avrebbero fatto meglio a dirlo, perché è normale che
quando una cosa è nuova ci sono problemi nel replicarla;
perché uno vede delle cose, però non sa esattamente come
inserirle nel modello, nella teoria. Quindi non sa bene
in che direzione andare.
Una volta tu per caso hai raggiunto delle condizioni
ottimali però non sai bene perché. Un'altra volta pensi
di stare nelle stesse condizioni sperimentali, ma non è
vero, e quindi non ti riesce... Con l'elettrolisi poi
questo è un fatto ben noto a chi ci ha lavorato, come
me...
E' divertente citare ciò che dice Brenner, l'autore di
un testo che è una specie di Bibbia per ciò che riguarda
l'elettrodeposizione delle leghe metalliche; nel volume
II a pag. 460, dice: L'aggiunta di saccarina, circa 5
grammi al litro, alla soluzione numero 1, era benefica
nel ridurre lo stress della lega di Nichel.
Cioè, sembra quasi una ricetta di cucina.... Però spesso
è così, specie quando, come è il caso dei fenomeni
elettrochimici, non ci sono degli ottimi modelli che
descrivono il fenomeno.
A seguito di quella comunicazione di Fleischmann e Pons
sulla fusione fredda, ci furono una serie di critiche;
si disse:
No, non è possibile. Infatti, essendo un fatto
nuovo non rientrava nel paradigma corrente della fisica
nucleare. In questa sede non mi dilungherò sui motivi
tecnici.... Comunque, la cosa non rientrava nella
teoria, e quindi venne messa da parte come una
stupidaggine.
Cosa successe - cose indegne della scienza - poco dopo
questa "sentenza di condanna" ?
Ovviamente ci furono dei tentativi di riproduzione del
fenomeno in altri laboratori. Ma, non trovando subito
gli stessi risultati, si parlò addirittura di "possibile
frode". In particolare al
M.I.T. (il prestigioso Massachussets Institute of
Technology) furono tra i primi a tentare questa replica
dell'esperimento, senza risultati. Lì, tra l'altro, c'è
un grosso gruppo che si occupa di fusione calda...
Un ingegnere, laureato al M.I.T., allora caporedattore
scientifico dell'ufficio stampa dell'Istituto, Eugene
Mallove, scettico sulla fusione fredda, analizzò i
risultati del M.I.T. e ne rimase folgorato! Si era reso
conto che era stata spostata l'origine dell'asse delle
temperature per nascondere del calore che si era
sviluppato nell'esperimento... Un vero e proprio
"trucco"!
Chi ha esperienza di laboratori, purtroppo sente spesso
di queste cose... Non parliamo della
medicina...
(quanto e' vero !!! N.d.r.) ma anche nel campo di quella
che si chiama la "scienza dura", cioè la fisica, in cui
veramente c'è poco da inventarsi le cose, in realtà non
è esattamente così! Perché spesso, siccome ti aspetti
una certa cosa, vai talvolta a cambiare quel punto
sperimentale...
Io ovviamente non l'ho mai fatto e non
lo farei mai, ma c'è chi lo fa... E' tipico degli
studenti ai primi anni, nelle loro esperienze di
laboratorio didattiche, perché hanno paura del voto
cattivo....
E su questo vi racconto un fatto divertente che è
avvenuto all'Università di Roma.
Nel corso di laurea in Fisica, ci sono gli esami di
laboratorio in cui, distribuiti su vari tavoli, gruppi
di studenti svolgono degli esperimenti standard, sanno
cosa ci si aspetta, però devono condurre l'esperimento,
elaborare i dati con le opportune tecniche matematiche,
e scrivere la relazione. Una volta, a Roma, un gruppo di
studenti non si trovava con gli altri con dei dati
riguardanti l'emissione radioattiva di fondo. Non gli
credevano... Sono anni e anni che i risultati sono
questi !
Ma il gruppo quella volta fu insistente. E si scoprì che
nell'angolo vicino a quel tavolo c'era effettivamente
una vernice particolare che era debolmente radioattiva e
che spiegava quei risultati ! Che era successo ?! Negli
anni precedenti, tutti i gruppi di studenti che
capitavano su quel tavolo, avevano un risultato anomalo
e dicevano: Vabbè, abbiamo sbagliato... Andavano dagli
amici e chiedevano: Che vi siete trovati ? E facevano la
relazione come gli altri.
E questo è un esempio interessante... perché, talvolta,
questo stesso tipo di processo sostanzialmente infantile
si manifesta anche negli adulti. Agli adulti accade
apparentemente per altri motivi, perché magari vogliono
pubblicare, perché sono diventati specialisti in un
certo ramo e quindi credono di sapere il risultato che
devono ottenere.
Quindi... Vabbè, anche se aggiusto un punto...tutto
sommato...quello così è... Se ne tolgo uno.... Vabbè,
ma, insomma....
Allora che succede ? Questo impedisce di trovare quelle
anomalie che poi alla fine farebbero capire che qualcosa
non va. Normalmente la riproducibilità nella scienza è
fondamentale. Però, ci sono alcuni casi in cui non è
vero nella prassi.
Un caso è quello in cui l'esperimento è abbastanza
standard. Cioè se arriva uno che fa una cosa che tutto
sommato ci si aspetta, un'altra persona non andrà a
rifare esattamente lo stesso esperimento, perché pensa:
Io perdo tempo; devo pubblicare un articolo originale, e
non vado a riprodurre esattamente quello stesso
esperimento. Magari faccio una cosa simile alla sua,
però un po' diversa.... Quindi
la tanto decantata riproducibilità spesso non esiste
affatto proprio in quella che Thomas Kuhn
chiama la "scienza normale", cioè la scienza che si fa
negli anni in cui si vanno ad approfondire via via gli
aspetti sperimentali connessi alla teoria che in quel
periodo è "vincente".
Un altro caso è quello in cui l'esperimento è troppo
complicato, troppo grande, incredibilmente costoso....
Questo avviene tipicamente negli esperimenti odierni di
fisica nucleare, in cui si utilizzano questi
acceleratori di particelle chilometrici, costosissimi,
in cui un solo esperimento coinvolge centinaia di
persone! Realmente ! E se vedi gli articoli sono firmati
da un elenco di persone impressionante.... Alla fine che
succede ?!
Succede che si ottengono dei risultati
sperimentali....ma, riprodurre esattamente quel
risultato da parte di un gruppo che sta da un'altra
parte del mondo è difficilissimo: dovrebbe avere lo
stesso apparato enorme, investire un sacco di energia in
termini umani ed economici, per riprodurre poi
esattamente lo stesso risultato per poi.... non
pubblicare, perché non è nuovo! E questa è sicuramente
un'altra situazione da denunciare per ciò che riguarda
l'approccio odierno nella fisica nucleare....
Un altro caso in cui la riproducibilità è difficile è
quello che abbiamo detto, cioè quando si ha un risultato
sperimentale inatteso e totalmente nuovo, che non
rientra nel modello, dopodiché questo significa che tu
non sai esattamente quello che sta succedendo, e quindi
la riproducibilità è intrinsecamente difficile. E questa
è un'esperienza quotidiana, anche al di fuori
dell'esperienza di laboratorio, come ad esempio per un
bambino che ha inventato un nuovo gioco con un oggetto,
o una nuova cantilena, ma dopo un po' non gli riesce
più, e dice: Come facevo? Non lo so più fare! O quando
uno impara una nuova arte, impara a strimpellare la
chitarra.... ecc...
Anche nella scienza è la stessa cosa di fronte ad un
fenomeno nuovo; tu non conosci bene tutti i parametri
essenziali perché quel fenomeno si realizzi, non li hai
ancora capiti... e non c'è ancora la teoria giusta a
guidarti....
Dopo questa bella digressione, torniamo a ciò che stava
succedendo al
M.I.T.....
Questo ingegnere del M.I.T., poi divenuto caporedattore
scientifico dell'ufficio stampa dell'Istituto, Eugene
Mallove, si era accorto di quel "trucco", lo
denunciò pubblicamente, il portavoce ufficiale del
M.I.T. negò recisamente, allora lui addirittura si
licenziò per protesta e chiese l'apertura di
un'inchiesta. Al M.I.T. se la cavarono modificando lo
scopo dichiarato dell'esperimento, dopo che era già
stato presentato al Congresso degli Stati Uniti
d'America !! Cioè, venne aggiunta un'appendice
all'articolo in cui si diceva che non si cercava nessuna
quantità di calore anomala, ma degli improvvisi fiotti
di energia....che, naturalmente, non erano stati visti.
Quindi si cambiò quello che era lo scopo
dell'esperimento e dell'articolo.
Dopodiché Mallove fondò una rivista specializzata sulla
fusione fredda, perché pensò che era fondamentale poter
divulgare risultati che si stavano cominciando ad
insabbiare....
Nell'ambito della "saga" della fusione fredda, un altro
episodio sconcertante coinvolse lo studioso di
elettrochimica John Bockris.
Uno dei suoi dottorandi,
Nigel Packam, all'Università A&M del Texas, in una
replica dell'esperimento di fusione fredda di
Fleischmann e Pons, aveva trovato una piccola quantità
di Trizio, che è un prodotto di fusione nucleare !
E' idrogeno con due neutroni, oltre al protone: la sua
presenza confermava l'ipotesi che si trattasse di un
fenomeno nucleare...
Arrivò nel laboratorio di Bockris uno scrittore
divulgativo che si interessava di FRODI nella scienza,
Gary Taubes.
Quindi già si partiva dall'idea che si trattava di una
frode... Dice il prof. Bockris: Inizialmente pensavamo
che Taubes fosse in buona fede. Gli mostrammo i quaderni
di laboratorio, e gli spiegammo i risultati.
Ma poi lui disse a Packam, il mio dottorando, "Ho spento
il registratore, ora puoi dirmi - è una frode, non è
vero ? Se me lo confessi ora, non sarò duro con te,
potrai seguire la carriera".
Che successe? Allontanarono il loro dottorando da questo
tipo di studio. Ma in seguito altre persone hanno
ottenuto risultati analoghi.... Comunque, la cosa
interessante è che questo giornalista- scrittore, sul
numero di Giugno del 1990 della rivista "Science"
suggerisce chiaramente che questo dottorando possa aver
aggiunto a mano del Trizio nella cella elettrochimica,
cioè avendo truccato i risultati! Inoltre Packam riuscì
infine ad ottenere il dottorato di ricerca ma solo a
condizione che nella sua tesi non citasse la fusione
fredda. Oggi lavora alla NASA e si sta forse ancora
chiedendo che gli successe esattamente in quegli anni...
Il povero professor Bockris che aveva avuto la ventura
di seguire quel pericoloso dottorando, fu
momentaneamente esonerato e posto sotto inchiesta
dall'Università. Nessuno fu però in grado di trovare
alcuna traccia ne' di incompetenza ne' di frode.
Però finì nuovamente sotto inchiesta nel '92, e fu
nuovamente esonerato. Anche stavolta non si trovò niente
di cui accusarlo.
Dice Bockris: La gente del dipartimento di chimica creò
il proprio comitato ad hoc per investigare il prof.
Bockris.
Per 11 mesi fui da loro indagato, senza sapere
mai in che consistesse l'indagine.
Alla fine fece appello all'Associazione Americana dei
professori universitari perché queste inchieste
vessatorie e inquisitorie finalmente potessero
terminare. In realtà le vessazioni su questo poveraccio
non finirono lì; infatti, nel '97 è stato insignito del
premio IgNobel, che è un gioco di parole di fusione tra
le parole Nobel ed
IgNoble (ignobile) che un gruppo di scettici
estremisti si diverte a dare a delle persone che,
secondo loro, dicono delle sciocchezze nel campo delle
scienze.
Questi professori buontemponi, sicuri del fatto loro, su
non si sa quali basi, lo hanno insignito di questo
premio con la seguente motivazione: per le sue rilevanti
acquisizioni nella fusione fredda, nella trasmutazione
degli elementi in oro, e nell'incenerimento
elettrochimico dei rifiuti domestici. Insomma continuano
a prenderlo in giro... arma tipica per smontare le
affermazioni di una persona che dice delle cose nuove
che tu non riesci a capire. Come abbiamo visto è già
successo tante volte.
E questo è quello che è successo all'inizio della storia
della fusione fredda.
Mi sono incuriosito moltissimo della faccenda, e ho
trovato moltissimi articoli scientifici al riguardo,
pubblicati malgrado le inquisizioni varie... Ho
conosciuto personalmente, a Milano, Giuliano Preparata
che insieme ad Emilio Del Giudice ha reso
riproducibile la fusione fredda, pur essendo fisici
teorici..... Avendo, infatti, capito il meccanismo
teorico, hanno poi lavorato in laboratorio raggiungendo
i risultati previsti.
Recentemente si stanno moltiplicando in giro per il
mondo una serie di esperimenti in cui le trasmutazioni
nucleari che avvengono nella cella elettrochimica sono
sempre più evidenti. Tant'è vero che si riscontra la
presenza di elementi inizialmente assenti nell'apparato
sperimentale, per esempio Ferro, in distribuzione
isotopica non standard. In natura si hanno vari isotopi
del Ferro (nuclei con neutroni in numero differente si
chiamano isotopi, è sempre Ferro ma è più "pesante"...);
sulla Terra c'è una certa distribuzione isotopica di
ogni elemento, invece in queste celle elettrolitiche si
trovano isotopi di elementi in distribuzione non
naturale, ed è quindi abbastanza evidente che sono stati
ottenuti per fusione nucleare nell'ambito
dell'esperimento!
Negli Stati Uniti è sorta addirittura un'azienda,
fondata dall'anziano inventore James Patterson, che si
chiama CETI Inc. (Clean
Energy Technology Incorporated) che sta portando
avanti il lavoro sulla fusione fredda; ma la cosa
interessante è che, dopo una fase iniziale in cui
usavano l'espressione "fusione fredda", ora non usano
più questo termine ! Hanno
capito che si tratta di una parola ormai tabù
! Anche io sto avendo problemi a pubblicare il mio libro
sull'argomento per motivi analoghi.....
In realtà ora negli USA sono una decina, almeno, le
aziende che si occupano di fusione fredda....
Da queste ricerche, tra l'altro, sta sorgendo la
concreta possibilità di deattivare le scorie nucleari in
tempi brevi con tecniche elettrolitiche! Sono cose
impressionanti!! Ci sarebbe da parlare per ore....
In Italia sta per sorgere all'Enea di Frascati un
laboratorio nazionale sulla fusione fredda che riunirà
tutti gli studiosi italiani dell'argomento, per volontà
di Carlo Rubbia che inizialmente era molto scettico !
Aveva detto: Dio sarebbe stato veramente molto buono con
noi se la fusione fredda funzionasse.
Comunque, come diceva
Sigmund Freud: La teoria
non impedisce ai fatti di verificarsi. Ed
infatti ci sono moltissimi studi sperimentali e brevetti
sulla fusione fredda.
Analogamente alla fusione fredda, sta succedendo
qualcosa di simile, sempre per motivi analoghi, cioè si
hanno dei risultati sperimentali che non rientrano nel
paradigma corrente, riguardo a certe proprietà
dell'acqua.
Parto anche qui da un'esperienza personale.
Al dipartimento di chimica dell'Università Federico II
di Napoli insegna il prof.
Vittorio Elia; mi ha raccontato che quando era
giovane aveva delle idee sperimentali un po' "strane":
Vuoi vedere che forse l'acqua "omeopatica"
ha delle proprietà chimico-fisiche
diverse dall'acqua "normale"?
Cos'è l'acqua omeopatica ?
L'omeopatia
è stata fondata da Hahnemann, alla fine del '700, che si
era ispirato, tra l'altro, a visioni alchimistiche,
secondo cui, purificando una sostanza, se ne poteva
estrarre la "quintessenza", che aveva proprietà opposte
alla sostanza stessa. Hahnemann iniziò a fare
esperimenti in cui faceva infusioni di sostanze in acqua
e poi diluiva sempre più queste soluzioni. Nella scienza
è spesso fondamentale l'idea "fantastica", "magica",
"mitica", "religiosa" per condurre a teorie valide.
Su
questo punto vi consiglio il bellissimo libro di
Feyerabend "Contro il metodo".
Tra l'altro Hahnemann sperimentò la corteccia di china
per curare la febbre malarica. Perché ? Perché aveva lo
stesso effetto della febbre malarica... Se mangi della
corteccia di china ti viene la febbre. Così nell'ottica
del "simile cura il simile", da cui il termine
"omeopatia", pensò: Vuoi vedere che se dai della
corteccia di china a un malato di malaria, forse gli
passa la febbre ?
E funzionava....
L'acqua "omeopatica" viene fatta così: si diluisce una
sostanza "attiva" in acqua e si scuote ripetutamente il
recipiente ("succussione"); poi si diluisce ancora e si
scuote ancora e così via, molte volte...
Alla fine si arriva a un'acqua praticamente pura
!!Perché il numero di diluizioni successive è tale da
far sì che neanche più una molecola della sostanza
"attiva" sia presente nella boccettina finale !
Ma allora come può essere che quest'acqua possa avere
una struttura chimico-fisico diversa dall'acqua pura ?
Nel paradigma corrente, l'acqua liquida è semplicemente
un insieme di palline molecolari di H2O, che stanno lì,
più o meno vicine, e interagiscono in base a un certo
potenziale; cioè è un modello che è qualcosa di simile a
una polvere che per qualche motivo è liquida....,
inoltre non è chiaro come dal gas si passi per
condensazione al liquido.
C'è in verità un recente modello di acqua che da calcoli
di meccanica quantistica deduce la transizione
gas-liquido per l'acqua ed è stato sviluppato da
Giuliano Preparata ed Emilio Del Giudice. Ebbene sì: gli
stessi della fusione fredda !
Nell'ambito di una teoria fisica ormai standard, l'elettrodinamica
quantistica, hanno trovato certi risultati, in base
ai quali hanno capito perché avviene la fusione fredda e
hanno trovato anche che l'acqua
ha una struttura diversa da
quella normalmente immaginata.
L'acqua, cioè, è costituita da "domini
di coerenza", delle piccole zone molto ordinate un
po' come i domini ferromagnetici in un magnete, inserite
in una matrice disordinata. Questo modello dell'acqua
non è quello attualmente accettato.
Ma, a me personalmente è successo di poter verificare
che, invece, i biofisici, essendosi "dimenticati" del
fatto che, come fisici, devono avere un modello teorico
ben preciso dell'acqua, assumono un modello empirico
dell'acqua che è molto simile a questo !
Lo assumono
perché è quello che funziona in biofisica ! Se lo vai a
dire a un fisico che si occupa di meccanica statistica
dirà:
Questa è una follia ! Siccome non c'è dialogo tra i due
ambiti della fisica, si ignorano tranquillamente, e
ognuno va per i fatti suoi senza troppi problemi...,
invece una persona che per caso vede ambedue le cose, si
incuriosisce e dice: Forse c'è qualcosa sotto....
Tornando al professor Elia.... la sua idea giovanile di
fare esperimenti sull'acqua omeopatica venne
paternamente inibita dal suo maestro che gli disse
qualcosa del tipo: Guarda, se vuoi continuare ad essere
il brillante ricercatore che sei, dimentica questa tua
idea. Lascia perdere. Non è possibile fare esperimenti
di questo genere. E così è stato. E' diventato
professore.
Una carriera normalissima e brillante. Dopodiché qualche
anno fa ha detto: OK Ora sono io che decido e
l'esperimento lo faccio. Quindi si è aspettato una
quindicina d'anni per motivi puramente
inquisitori; non c'era
un motivo realmente scientifico, tranne che, secondo la
teoria, non ci si aspettava risultati interessanti.
Cosa ha trovato il prof. Elia ?
Voi sapete che quando si mescola una sostanza nell'acqua
si produce una
reazione esotermica o endotermica, l'acqua si
raffredda o si riscalda;
in genere si nota poco, ma avviene anche quando
sciogliamo il sale nell'acqua.
Ad ogni sostanza
corrisponde un ben preciso
calore di mescolamento.
Il prof. Elia è un esperto proprio di questo tipo di
misure
calorimetriche. Ed è per questo che ha deciso di
fare delle prove in questo senso.... Ha trovato che
effettivamente il calore di mescolamento dell'acqua
"omeopatica" è sempre
maggiore di quello dell'acqua pura e semplice
!!
Ha già fatto diversi seminari sull'argomento, al
dipartimento di fisica a Napoli, ed in giro...
Ha mandato un articolo a "Nature",
dopo aver fatto molti esperimenti di verifica che non
stesse prendendo lucciole per lanterne.
Ma "Nature" nel
1986 aveva avuto un'esperienza scottante con
Jacques Benveniste,
direttore di ricerca di un laboratorio del
CNR francese, in odore di Nobel, tra l'altro, il
quale aveva trovato che un farmaco enormemente diluito
aveva comunque degli effetti biologici; si parlò allora
con gran rumore della "memoria
dell'acqua", appunto come se l'acqua conservasse
memoria della sostanza ospitata in precedenza. Una
commissione, andando a replicare l'esperimento nel suo
laboratorio, con atteggiamento inquisitorio - c'era
anche un famoso prestigiatore - non trovò gli stessi
risultati e senza por tempo in mezzo,
Benveniste fu
estromesso dall'Istituto e dal novero delle persone
serie. Per fortuna ha però continuato a ricercare.
Avrebbe forse fatto meglio a sottolineare la difficoltà
dell'esperimento, come abbiamo visto che sempre accade
con i risultati nuovi e difficili da inserire in uno
schema teorico.
Così "Nature"
ha rifiutato l'articolo al prof. Elia chiedendogli di
approfondire con misure di altro genere. Sono quindi
state effettuate misure di conducibiltà elettrica,
potenziale agli elettrodi, ecc...
Tutte misure molto sensibili, e tutte indicano
chiaramente che l'acqua omeopatica si comporta
sempre in maniera diversa
! Questi dati sperimentali fanno quindi pensare che il
modello attuale dell'acqua è troppo ingenuo. Ed è
probabile che il modello teorico di Giuliano Preparata
ed Emilio Del Giudice possa invece spiegare le cose,
perché tiene conto del
campo elettromagnetico.
Altri stanno osservando,
poi, questi domini previsti teoricamente, e già
empiricamente assunti come esistenti dai biofisici...
Insomma molte cose stanno collimando nella stessa
direzione.
Malgrado ciò il
CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle
Affermazioni sul Paranormale e le Pseudoscienze - NdR:
che non CICAPisce nulla...)
non vuole sentire di dati sperimentali ed è
agguerritissimo anche contro l'omeopatia oltre che
contro la fusione fredda.Il presidente del CICAP
Campania, che è un medico, mi ha detto: Se l'omeopatia
funzionasse io straccio la mia laurea. Va bene...
Dimenticavo di raccontarvi di un episodio inquisitorio
che ho personalmente vissuto all'inizio della mia
curiosità su queste questioni, che forse a qualche altro
sarebbe bastato per sospendere la ricerca.... Mi ero
appena laureato e stavo nello studio del professore con
cui collaboravo, e mi ero procurato quell'articolo di
cui vi ho parlato. Avevo appoggiato le fotocopie sulla
scrivania. Entra un professore di fisica che insegna
alla facoltà d'Ingegneria - si dice il peccato ma non il
peccatore - vede quest'articolo, perché si tratta di una
persona curiosa, come tutti gli scienziati. Legge "Cold
Fusion" e dice esattamente " Questa è una cazzata !
Chi è che si interessa di questa cosa?". Cosa che
imbarazzò un po' il professore con cui collaboravo che
dovette scusarsi:
"Sai, Roberto è una persona che si interessa a
tutto....". Ma, la cosa più strana è che questa persona
non toccò l'articolo per leggerne almeno l'abstract,
cioè il riassunto iniziale; semplicemente emise la sua
decisa sentenza in base a cose sentite dire anni
addietro... Non ebbe la benché minima spinta a leggere
qualcosa.....
(Questa e' la classica situazione censoria e di
"autodifesa" del proprio "territorio", vi sembra questo
un giusto approccio ?, N.d.r.)
E questo è il tipo di situazione che poi conduce a ciò
di cui parliamo. In realtà, non solo, in ambedue le
tematiche, fusione fredda ed omeopatia, ci sono dietro
anche enormi interessi economici. Così a parte il
problema accademico, la superficialità o la pigrizia
intellettuale, il timore di perdere potere accademico
che rende difficile accettare le nuove cose, ci sono
anche grossi poteri economici. Nel caso della fusione
fredda l'abbiamo detto, nel caso dell'omeopatia, poi, vi
rendete conto che se per caso ci fosse un metodo
scientifico basato su buoni fondamenti teorici, e non
solo sull'aspetto empirico, che possa condurre a dei
farmaci fatti in pratica di acqua pura..... sarebbe
rivoluzionario non solo per il campo della medicina ma
anche per il regno delle
case farmaceutiche
!!....
(NdR: se le
multinazionali
trovassero la soluzione ai "mali che curano" efficaci e
a poco costo, chiuderebbero...)
Infine vi voglio solo citare un altro recentissimo (la
cosa è avvenuta nel 1999) esempio di moderna
inquisizione della
scienza, in cui è in corso Arpad Pusztai, scienziato
di un istituto medico governativo britannico che sta in
Scozia, l'Istituto
Rowett. Nell'ambito delle sue normali ricerche
doveva studiare l'effetto di certe
patate
transgeniche, cioè
modificate geneticamente allo scopo di renderle
resistenti a particolari agenti patogeni. Fatti gli
esperimenti per capire se queste patate date in cibo ai
topolini avevano qualche effetto, si era accorto che
deprimevano l'apparato
immunitario dei topi da laboratorio.
Lo ha detto pubblicamente, addirittura in televisione.
Ha detto: Sto continuando gli esperimenti, ma ora come
ora queste patate non le mangerei. E' successo il
finimondo ! E' stato costretto a dimettersi
dall'Istituto. In seguito 20 scienziati hanno firmato un
documento di protesta in sua difesa.
Questo è un altro ambito abbastanza minato perché manca
un paradigma ben affermato, d'altronde ci sono anche
fortissimi interessi economici,
e questi due ingredienti conducono alla moderna
inquisizione. E' vero, infatti, che secondo il
paradigma corrente non ci si aspetta che i cibi
modificati geneticamente possano far male. Questa è
la verità.
Questo fatto, tende a far sì che se uno dice
tranquillamente ed allegramente: I cibi transgenici non
fanno male, non viene radiato dall'Istituto. Mentre se
uno fa una serie di esperimenti seri, arriva a dei ben
precisi dati sperimentali e dice: Secondo i dati,
bisogna approfondire, ma sembrano esserci effetti
negativi, per cui non le mangerei, viene radiato
dall'Istituto.
Questa è il tipo di situazione esistente oggi.
Sia ben chiaro che in biologia il paradigma corrente non
rende conto di tutto ! Basti dire che se fate questa
domanda apparentemente infantile a qualsiasi biologo non
vi saprà rispondere (allo stato attuale delle
conoscenze):
Perché il DNA del bruco
è uguale a quello della farfalla, eppure questi
due organismi sono così diversi ?
Non vi saprà rispondere nessuno, in base
al paradigma ortodosso della biologia molecolare.
Ciò dovrebbe indurre come minimo alla prudenza, e
comunque non certo a radiare dei ricercatori perché
trovano risultati non piacevoli all'accademia o al
potere economico.
Roberto Germano - è nato a Portici (Napoli) nel 1969 -
Si e' laureato in Fisica della Materia nel 1995.
Ha successivamente lavorato presso l'Istituto Nazionale
per la Fisica della Materia, e il Dipartimento di
Scienze Fisiche dell'Università "Federico II" di Napoli,
come collaboratore del Progetto Europeo BRITE-EURAM III:
MADAVIC (Magnetoelastic Actuators for Damage Analysis
and Vibration Control), nell’ambito del Gruppo di
Magnetismo nella Materia.
Socio fondatore dell'Associazione Culturale
Multidisciplinare ALTANUR - Le connessioni inattese (http://www.promete.it/altanur),
e della PROMETE S.r.l., società di consulenza per
l'innovazione ed il trasferimento tecnologico - Spin-off
INFM
Autore di diverse pubblicazioni specialistiche, si e'
occupato anche del caso "fusione fredda", al quale ha
dedicato il saggio Fusione Fredda – Moderna storia
d'inquisizione e d'alchimia, di prossima pubblicazione
presso le edizioni Bibliopolis, Napoli.
http://www.laleva.org/it/2004/05/la_scienza_dellinganno_storie_di_censura_e_inquisizione_dalla_fusione_fredda_allomeopatia_passando_dagli_ogm.html
By Antonio Bruno
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