Il presente documento è il risultato d'un'
analisi e d'una valutazione congiunta di un gruppo di associazioni non
governative e di esperti che lavorano nel settore di salute,
rispetto al documento G8 recentemente rilasciato dalla presidenza
italiana del consiglio.
Il documento
rappresenta il contributo della società
civile alla riunione degli esperti sulla
salute G8 fissata a Roma il 12 e 13 marzo
2001. Include parecchie considerazioni sulle
proposte riferite alla salute, contenute nel
documento "OLTRE la CANCELLAZIONE del DEBITO" e fornisce le opinioni e le opzioni
per il disegno e l'attuazione delle politiche sulla salute pubblica nei
paesi in via di sviluppo.
Il CONTESTO
Nelle decadi recenti, le
trasformazioni globali hanno interessato profondamente la salute delle
persone ed il loro accesso alla sanità e ad altri servizi sociali.
Malgrado il livello, senza precedenti, della ricchezza nel mondo, la
povertà e la fame stanno aumentando, e una grande proporzione della
popolazione mondiale non ha accesso all'istruzione, all'acqua potabile,
alla casa ed ai servizi sanitari. Le risorse naturali del pianeta si
stanno esaurendo ad un tasso allarmate, che sta portando ad un
graduale degrado dell' ambiente. Ciò minaccia la
salute di tutti,
ed in particolare delle persone più povere.
I paesi in via di sviluppo, in modo
particolare, si trovano di fronte alla sfida rappresentata
dall'attuazione dei vari accordi internazionali che sono stati negoziati
durante l'"Uruguay round", rendendosi sempre più conto di
quali siano le implicazioni di alcuni di questi accordi per il loro
sviluppo, economico e sociale.
La causa intentata da 39
ditte
farmaceutiche internazionali contro la Repubblica Sudafricana, colpevole
di volere favorire l'accesso da parte della popolazione ai farmaci
essenziali attraverso la loro produzione in forma generica e/o
l'acquisto dei farmaci a costo ridotto, è un esempio calzante.
Le OSSERVAZIONI Nel capitolo C, il documento
"OLTRE la CANCELLAZIONE del DEBITO" riafferma concetti ben
noti quali la salute come priorità nazionale, l' esigenza del
migliorare le prestazioni dei servizi medico-sanitari e l'esigenza di un intervento
complessivo rispetto alla salute. Inoltre, disconosce l'utilità
delle quote a carico dell'utente come forma di finanziamento dei sistemi sanitari
e sottolinea il loro effetto negativo sull'accesso alla salute ed alla
sanità. Allo stesso tempo, il documento non sembra riconoscere la
salute come diritto fondamentale dell'uomo, ma soltanto come strumento
di sviluppo. La salute sembra essere intesa come una delle forme
dell'accumulazione del capitale umano ed un strumento per l'aumento
della mano d'opera produttiva. La riduzione della speranza di vita è rappresentata come una fonte di preoccupazione solamente in termini di diminuzione dello
sviluppo pro capite.
In questo senso, la salute è ridotta ad un
indicatore congiunturale. Mentre il documento G8 dichiara che i
governi hanno una responsabilità fondamentale nell'accertare
l'accesso alla sanità ed altri servizi sociali, le proposte attive
includono il miglioramento dell'accesso ai farmaci essenziali solo attraverso
forme di collaborazione tra pubblico e privato, e attraverso il sistema
delle donazioni da parte dei paesi del G7 e delle
multinazionali (fondo fiduciario per salute).
Altri suggerimenti
si riferiscono alle attività di coordinamento e di controllo, di cui
non viene data una definizione chiara e conclusiva. Rispetto al fondo
fiduciario per la salute, è necessario sottolineare la natura
caritatevole, e sostanzialmente inaccettabile, di questa soluzione il
cui obiettivo dovrebbe essere la soluzione dei problemi relativi alla
giustizia sociale, alla salute ed all'accesso ai trattamenti. Il
fondo fornisce una soluzione apparentemente semplice, ma in realtà
semplicistica, che rappresenta un insulto rispetto ad un problema così
complesso. La proposta non rispecchia l'esigenza di una
visione di lunga durata, e non prende in considerazione il gioco
corporativo dei profitti rispetto al diritto alla salute dei popoli.
Per questo motivo la proposta dovrebbe essere cancellata dal documento.
PROPOSTE
Le proposte relative alla complessa
questione della salute pubblica non possono non essere politiche e
riguardano sia il controllo globale della salute sia le politiche
sanitarie nazionali. La salute è un riflesso dell'impegno
generale dei governi e della società rispetto all' equità ed
alla giustizia. Per tale ragione la salute ed i diritti dell'uomo
dovrebbero prescindere dalle miopi preoccupazioni economiche. Per
tale ragione i leaders del G8 dovrebbero intraprendere
un azione concreta, definendo una nuova architettura
finanziaria internazionale ed aumentando la compatibilità del sistema
economico-finanziario con la promozione e la difesa di sanità pubblica.
Chiediamo
che i governi del G8:
-
riconoscano che la salute ed i servizi
sanitari pubblici hanno priorità sulle regole di mercato. Tutte
le politiche economiche devono essere conformi al diritto alla salute,
all'equità ed alla valutazione sull'impatto ambientale, e
dovrebbero includere le misure necessarie ad assicurarne la conformità.
-
prendano chiaramente posizione in favore
delle eccezioni relative alla salute incluse negli accordi TRIPS,
attraverso programmi concreti, orientati a favorire la registrazione
forzata e le importazioni parallele come componenti essenziali di una
strategia complessiva per favorire l'accesso ai farmaci di prima
necessità. I governi del G8 dovrebbero condurre uno campagna
internazionale per chiarire quali siano i diritti dei paesi in via di
sviluppo rispetto alla lotta alle emergenze sanitaria tramite
l'utilizzo dei farmaci generici, come hanno recentemente tentato di
fare Sudafrica e Brasile. Gli accordi possono includere le
disposizioni necessarie ad impedire il riflusso dei farmaci a bassi
costo verso i mercati occidentali. Non deve essere più premesso
agli interessi corporativi delle multinazionali di dettare le
politiche sanitarie ai paesi poveri.
-
promuovano un dibattito serio e
articolato all'interno del WTO adattando gli accordi GATS e TRIPS ai
bisogni relativi alla salute nei paesi in via di sviluppo, così come
nei paesi sviluppati.
-
definiscano una struttura bene
articolata, che definisca le responsabilità degli organismi pubblici
e privati. I rapporti attuali fra i settori pubblici e privati
sembrano essere caratterizzati da una sostanziale assenza di
regole.
Le proposte e le iniziative che vengono presentate come
partnership tra pubblico e privato difettano troppo spesso di
una componente pubblica forte. Alcune proposte di
donazione dei farmaci sembrano invitare i governi a mettersi nelle
mani delle industrie farmaceutiche rispetto alle politiche
sanitarie nazionali.
-
si accertino che la politiche dei
prezzi siano regolamentate internazionalmente secondo una scala
differenziale, per favorirne l'accesso ai paesi ed alle popolazioni più
bisognose.
Questo principio deve essere esteso in modo
particolare ai prodotti sviluppati con fondi pubblici.
-
sostengano la proposta di un gruppo di
lavoro sull' accesso ai farmaci presso il WTO.
La Commissione Europea indica alcuni degli
obiettivi proposti in questo documento nel piano d'azione contro
AIDS,
malaria e
tubercolosi.
In considerazione del riferimento esplicito
all'esigenza di rinforzare l'alleanza con vari interlocutori, tra cui il
G8, crediamo che la presidenza italiana non dovrebbe perdere
questa occasione per progredire verso il diritto alla salute per
tutti.
Gavino
Maciocco, Cuamm
Gianni Tognoni, Fondazione Internazionale Lelio Basso
Claudia Sala, Lega Italiana per la lotta contro l'Aids
Nicoletta
Dentico, Medici Senza Frontiere Italia
Maurizio
Bonati, Istituto Mario Negri
Angelo Stefanini, Dipartimento Medicina e
Sanità Pubblica, Università di Bologna
Adriano
Cattaneo, IRCCS Burlo Garofolo, Trieste
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