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Un gruppo di scienziati di tutto il mondo ha deciso di
boicottare le
riviste che impediscono la consultazione in Rete dei
contributi scientifici. Il loro obiettivo è creare una biblioteca online.
MILANO - Migliaia di scienziati sono pronti a boicottare le
riviste
accademiche che rifiutano di pubblicare le ricerche in Rete e di
permettere la consultazione gratis poco tempo dopo l’edizione
cartacea. Un lungo elenco di scienziati, che comprende anche alcuni
premi Nobel, chiude una lettera aperta con cui si invoca la creazione di
una biblioteca online, che raccolga tutti i contributi scientifici
da tutto il mondo e aiuti laboratori di ricerca, università e singoli
scienziati.
Attualmente chi vuole pubblicare i risultati di un lavoro di ricerca non
solo non riceve alcun compenso, ma spesso è costretto a pagare per
ottenere la pubblicazione e perde tutti i diritti d’autore. Per di più
chi vuole consultare le riviste scientifiche deve pagare un abbonamento
molto alto. Il boicottaggio portato avanti dagli scienziati consiste nel
non sottoporre i propri lavori alle riviste che aspettano troppo tempo
per pubblicare su Internet i contenuti stampati.
Secondo i firmatari della lettera, questo atteggiamento
danneggia la
ricerca scientifica e rallenta il lavoro degli scienziati. Una volta
creata la biblioteca virtuale, invece, chiunque potrà accedere a un
patrimonio di conoscenze e innovazioni che faciliterà il progresso. La
biblioteca online, che ha ottenuto alcune donazioni private ed è
sostenuta economicamente dagli scienziati stessi, dovrebbe iniziare le
pubblicazioni nei primi mesi del 2002.
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- HIV Treatment Group
vedi anche:
http://digilander.libero.it/scienzamarcia/1_4.htm
vedi:
Ricercatori
osteggiati +
Truffa delle
riviste dette "scientifiche"
+
Miti della Scienza
+
Miti dei Vaccini
vedi questi video su Youtube.com, "Le
cure proibite" (da 1 a 14 video)
Germania,
licenziato il nemico di
Big Pharma
Alla fine
Big Pharma c’è
riuscita. Venerdì scorso il consiglio direttivo dell’Instituts
für Qualität und Wirtschaftlichkeit im Gesundheitswesen
(IQWiG), l’Istituto tedesco specializzato nella ricerca
della Qualità e dell’Efficienza della Sanità, non ha
rinnovato il contratto a Peter Sawicki. E' il direttore e
fondatore dell’istituto che regola, tra l’altro,
l’immissione dei nuovi farmaci in Germania ha perso suo
posto. Malgrado l’appello a suo favore di 600 medici e
ricercatori. Persino la rivista americana Science aveva
preso le sue difese.
Motivo del licenziamento è una trasgressione
formale. Peter Sawicki
avrebbe fatto acquistare al suo istituto due automobili
senza seguire le normali procedure. Ma era da tempo che le
aziende
farmaceutiche reclamavano la sua testa. Non
solo quelle tedesche. Ma persino quelle americane, che hanno
chiesto al presidente Barack Obama di mettere la Germania
nella lista nera dei paesi protezionisti, a causa delle
rigide procedure adottate dall’istituto di Peter Sawicki
per dare la propria valutazione sulla qualità ed
efficacia di un nuovo
farmaco e, dunque, consentirne l’immissione sul mercato
tedesco.
L’IQWiG, infatti, consegna i suoi rapporti scientifici alla
commissione governativa che decide quale trattamento
sanitario debba essere coperto con i fondi pubblici del
sistema sanitario nazionale.
A irritare le industrie erano sia la filosofia di
valutazione dei farmaci proposta da Peter Sawicki sia le
esplicite accuse di mancanza di trasparenza che il direttore
dell’IQWiG muoveva a
Big Pharma.
Un immettere un nuovo farmaco sul mercato, sostiene Peter
Sawicki, non basta – come richiedono molte agenzie di
valutazione dei farmaci in troppi paesi – che quella
formulazione mostri di essere efficace nel raggiungere un
certo obiettivo: come abbassare il tasso di colesterolo nel
sangue o contrastare la depressione. E non basta neppure –
come chiedono valutatori più rigorosi – che il nuovo farmaco
mostri di essere più efficace di quelli già esistenti sul
mercato. Deve mostrare, sostiene Peter Sawicki, di
costituire un autentico progresso. E questo significa che
deve superare almeno tre tipi di soglie diverse:
- l’assunzione del nuovo farmaco non deve far aumentare la
mortalità;
- non deve far aumentare la morbilità, ovvero non deve far
aumentare l’incidenza di malattie;
- ed infine non deve peggiorare, ma deve migliorare la
qualità della vita del paziente che lo assume.
Una filosofia, quella di Peter Sawicki, che si
scontra apertamente con la
strategia di mercato adottata da
Big Pharma
– ovvero dalle
grandi aziende multinazionali del
farmaco – che
riescono sempre meno a
produrre farmaci davvero innovativi e producono sempre più
farmaci analoghi a quelli già esistenti.
Lo scontro ha una posta in gioco altissima: si calcola che
il mercato mondiale dei farmaci sia di circa 800 miliardi di
dollari. Sawicki andava rimosso non solo perché quella
tedesca è una fetta consistente del mercato totale, ma
soprattutto perché la filosofia del direttore dell’ IQWiG
avrebbe potuto fare scuola e
attecchire altrove, in Europa e nel mondo.
Inoltre Sawicki troppo spesso accusava le aziende
farmaceutiche di mancanza di trasparenza e pretendeva
che esse rendessero pubbliche tutte le informazioni in loro
possesso sugli effetti di un farmaco.
Ecco perché, sostiene Science, Big Pharma ha fatto pressione
sul governo tedesco e sul consiglio direttivo di IQWiG
affinché lo scomodo scienziato venisse rimosso dalla
direzione dell’istituto che aveva fondato nel 2004.
Venerdì scorso il consiglio direttivo dell’ IQWiG non ha
rinnovato il contratto a Peter Sawicki, per presunte
irregolarità amministrative. Non è
una buona notizia, per noi consumatori attuali o
potenziali di farmaci.
24 gennaio 2010
Fonte:
http://www.unita.it/news/scienza_societ_/94096/germania_licenziato_il_nemico_di_big_pharma
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