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Ricerche truccate su pressioni degli Sponsor …..
-
Da:
Corriere della Sera: pag. I, II Messaggero: pag.
14
-
14
giugno
2005
Nei
laboratori USA il 15% dei ricercatori ha ammesso
di aver
modificalo
i risultati dei propri lavori, di non aver
rispettato le regole etiche negli studi clinici,
di aver coperto colleghi che
utilizzavano
dati falsi o proposto
interpretazioni
non corrette
dei dati stessi.
L'indagine è stata svolta negli Stati Uniti
da Health Partners Research Foundation di Minneapolis.
I ricercatori intervistati, il cui lavoro era finanziato
dai National Institutes of Health, dichiarano che
c'è tanta
competizione e le
pressioni commerciali sono
sempre più forti.
http://www.aboutpharma.it/notizia.asp?id=8643
vedi:
Universita',
scuole di medicina e Big Pharma
+
CNR e Corruzione +
Effetto aspettativa
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Per essere pubblicati sulle cosiddette riviste
“accreditate”, gli studi devono poter essere riprodotti,
e i dati grezzi e le procedure degli esperimenti resi noti.
Ma le regole sono rispettate raramente, solo nel 10 % degli
studi pubblicati !
Se si vuole pubblicare uno studio di biologia molecolare su
una delle maggiori riviste scientifiche - del calibro di
“Nature”, “Science”, “The Lancet” - da due anni a questa
parte è necessario condividere gli ingredienti e rivelare la
ricetta: immettere cioè in un database pubblico i dati
grezzi e le procedure che hanno portato ai risultati.
Quindi, grazie a queste informazioni, tutti gli ultimi studi
pubblicati sono virtualmente ripetibili. “Bene, proviamo”,
si è detto John Ioannidis della School of Medicine dell’Università
di Ioannina (Grecia) insieme a un gruppo internazionale
di ricercatori: “Prendiamo 18 studi in uno dei campi più
all'avanguardia della ricerca - lo studio dell’espressione
genica tramite microarray - pubblicati tra il 2005 e il 2006
su “Nature Genetics”, e vediamo per quanti potremmo davvero
ottenere gli stessi risultati”. Risposta: due.
Degli altri, sei possono essere riprodotti solo in parte o
con discrepanze, e dieci non sono riproducibili a causa
della mancanza o dell’inesattezza dei dati.
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Negli studi molto ampi e
complessi i risultati che si ottengono spesso dipendono
dagli interessi economici che ci sono in gioco. Questi
studi difatti possono essere effettuati solo da grandi
organizzazioni che hanno il potere di pilotare i dati e i
risultati secondo la propria convenienza.
La Considerazione o meno di alcuni parametri piuttosto che
di altri, il restringimento o l'ampliamento delle condizioni
iniziali, lo spostamento o la fissazione degli elementi in
gioco, o altro ancora, fanno parte di tutto quel bagaglio
statistico che è in grado, a mo' di elastico, di produrre
qualsiasi risultato statistico di cui si necessita.
In questo stato di cose, è chiaro che chi ha più denaro può
dire quello che vuole e far passare per vere o efficaci
anche cose palesemente false e fallimentari.
Un esempio (English) - in
sintesi: falsita' sul
Tamiflu ed antivirali oltre al fatto che anche la
Roche effettua delle
frodi nei suoi
studi che sono falsificati
!
When it comes to selling chemicals that claim to treat
H1N1 swine flu,
the pharmaceutical industry's options are limited to two:
Vaccines and anti-virals.
The most popular anti-viral, by far, is Tamiflu, a drug
that's actually derived from a Traditional Chinese Medicine
herb called star anise, but
Tamiflu is no herb.
It's a potentially fatal concentration of isolated chemical
components that have essentially been bio-pirated from
Chinese medicine. And when you isolate and concentrate
specific chemicals in these herbs, you lose the value (and
safety) of full-spectrum herbal medicine.
That didn't stop Tamiflu's maker, Roche, from trying to find
a multi-billion-dollar market for its drug. In order to tap
into that market, however, Roche needed to drum up some
evidence that Tamiflu was both safe and effective.
Roche engages in science
fraud
Roche claims there are ten studies providing Tamiflu is both
safe and effective. According to the company, Tamiflu has
all sorts of benefits, including a 61% reduction in hospital
admissions by people who catch the flu and then get put on
Tamiflu.
The problem with these claims is that they aren't true. They
were simply invented by Roche.
A groundbreaking article recently published in the British
Medical Journal accuses Roche of misleading governments and
physicians over the benefits of Tamiflu. Out of the ten
studies cited by Roche, it turns out, only two were ever
published in science journals. And where is the original
data from those two studies? Lost.
The data has disappeared. Files were discarded. The
researcher of one study says he never even saw the data.
Roche took care of all that, he explains.
So the Cochrane Collaboration, tasked with reviewing the
data behind Tamiflu, decided to investigate. After repeated
requests to Roche for the original study data, they remained
stonewalled. The only complete data set they received was
from an unpublished study of 1,447 adults which showed that
Tamiflu was no better than placebo. Data from the studies
that claimed Tamiflu was effective was apparently lost
forever.
As The Atlantic reports, that's
when former employees of Adis International (essentially a
Big Pharma P.R. company) shocked the medical world by
announcing they had been hired to ghost-write the studies
for Roche.
It gets even better: These
researchers were told what to write by Roche !
As one of these ghostwriters told the British Medical
Journal: "The Tamiflu accounts had a list of key messages
that you had to get in. It was run by the [Roche] marketing
department and you were answerable to them. In the
introduction ...I had to say what a big problem influenza
is. I'd also have to come to the conclusion that Tamiflu was
the answer."
In other words, the Roche marketing department ran the
science and told researchers what conclusions to draw from
the clinical trials. Researchers hired to conduct the
science were controlled by the marketing puppeteers. No
matter what they found in the science, they had already been
directed to reach to conclusion that "Tamiflu was the answer."
Now, I don't know about you, but where I come from, we call
this "science fraud." And as numerous NaturalNews
investigations have revealed, this appears to be the status
quo in the pharmaceutical industry.
Virtually none of the "science" conducted by drug companies
can be trusted at all because it really isn't science in the
first place. It's just propaganda being dressed up to look
like science.
Sadly, even the CDC has been fooled by this clinical trial
con. As stated by author Shannon Brownlee in The Atlantic:
The Truth about Tamiflu:
http://www.theatlantic.com/doc/200912u/tamiflu
Tratto da: naturalnews.com
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Ecco cosa afferma il dott. F. Franchi:
"Il più grande ostacolo al progresso della scienza è il
monopolio che ne fanno gli esperti, tra i quali si crea una
rete (il cosiddetto establishment) che controlla i fondi per
la ricerca, le pubblicazioni, gli incarichi accademici, le
royalities per i test ed i farmaci, e mira a mantenere la
sua posizione dominante di successo evitando per quanto
possibile che altre idee, altre soluzioni, altre teorie
possano filtrare scalzando le loro.
La censura c’è, e mentre una volta i "dissidenti" venivano
fisicamente eliminati, oggigiorno lo stesso effetto viene
ottenuto escludendoli dal circuito scientifico e mediatico
che conta. Viene incoraggiata la raccolta di dati, una massa
di dati sempre crescente, mentre scoraggiata è la loro
elaborazione critica".
Tratto da:
http://www.dissensomedico.it
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CONFLITTI di
INTERESSE - Se la trasparenza
è optional
Nelle pubblicazioni sui dispositivi coronarici, otto
volte su dieci i ricercatori nascondono i rapporti
con l’industria
farmaceutica. L'indagine su Plos One
vedi:
http://www.galileonet.it/news/9943/se-la-trasparenza-e-optional
vedi:
Limiti della Ricerca
+
Ricerca nelle mai dell'Industria
- 1
+
Ricerca nelle mani
dell'Industria - 2
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Scorrettezze etiche
per ottenere più finanziamenti.
Un
terzo degli scienziati Imbroglia…..
Un
editoriale, pubblicato su Nature, intitolato "I
cattivi comportamenti
degli scienziati", rivela allarmanti notizie sul
mondo scientifico.
L'inchiesta
è stata condotta dai National
Institutes
of Health su 3.600 ricercatori e 4.160
borsisti. Circa il
50% ha risposto ad una serie di domande che ha
messo in luce comportamenti
preoccupanti: per esempio, lo 0,3% ha affermato
di avere falsificato i dati o di averli
inventati e il 15,5%
ha modificato la linea e la metodologia di ricerca
per accontentare
chi finanziava lo studio.
In
totale, circa il
33%
di
coloro che hanno risposto alle domande
ha avuto
unacondotta sleale.
http://www.aboutpharma.il/notizia.asp?id-86l9
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Ecco un esempio di come vengono condotte
molte ricerche scientifiche e come vengono
gestite le relative pubblicazioni.
Ma chi ci dice che non ci siano pubblicazioni
truccate alla base di
farmaci,
Vaccini e
terapie
ufficiali ?
Alla gente interessa sapere in che mani
siamo.....
Video su: ATTENTI alle Bufale degli "Studi
Scientifici":
http://www.pensiero.it/catalogo/scheda.asp?IDPubblicazione=475
Chi lavora alla sintesi delle prove scientifiche
si è reso conto che la maggior parte di ciò che
si legge e si dice nella scienza biomedica
è di dubbia qualità.
Frutto di un gioco sporco.
Vi proponiamo una serie di video-pillole per
minimizzare il rischio di bufale, per imparare a
riconoscere le bufale e per difendersi da esse.
Introduzione
La presentazione di Tom Jefferson:
http://www.attentiallebufale.it/qualita/pillole_intro.html
"Bufala spotting": come diventare famosi in modo
disonesto - Il mio Impact Factor è più grosso
del tuo:
http://www.attentiallebufale.it/qualita/pillole_v1.html
Come "imbottire" il proprio Impact Factor:
http://www.attentiallebufale.it/qualita/pillole_v2.html
Esistono metodi alternativi al numero di
citazioni per valutare l'IF ?:
http://www.attentiallebufale.it/qualita/pillole_v3.html
Che relazione c'è tra l'IF e la qualità del
lavoro scientifico ?:
http://www.attentiallebufale.it/qualita/pillole_v4.html
La frode scientifica
Esiste il reato di frode scientifica ?:
http://www.attentiallebufale.it/qualita/pillole_v5.html
Il caso del BMJ
http://www.attentiallebufale.it/qualita/pillole_v6.html
Chi controlla i controllori ?
http://www.attentiallebufale.it/qualita/pillole_v7.html
Studi, revisioni, riviste: come valutarli
?
Impressione clinica vs risultati di uno studio:
http://www.attentiallebufale.it/qualita/pillole_v8.html
Le revisioni sistematiche e le metanalisi: come
valutare ?:
http://www.attentiallebufale.it/qualita/pillole_v9.html
Un abstract chiaro è garanzia di qualità di uno
studio ?:
http://www.attentiallebufale.it/qualita/pillole_v10.html
"Lifting" di un articolo in equilibrio tra forma
e sostanza:
http://www.attentiallebufale.it/qualita/pillole_v11.html
Che percentuale di bufale c'è sulle riviste
scientifiche ?:
http://www.attentiallebufale.it/qualita/pillole_v12.html
Referee, editor, lettere e...lifting
Le bufale degli editor o dei Refeere ?:
http://www.attentiallebufale.it/qualita/pillole_v13.html
Referee in cieco: che senso ha ?:
http://www.attentiallebufale.it/qualita/pillole_v14.html
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Nel
1975 Francesco Della Valle, gestore della Fidia,
piccola azienda farmaceutica di Abano (Padova)
ottiene da Duilio Poggiolini, il corrotto
dirigente del ministero della Sanità (sarà in
seguito condannato, insieme alla moglie
complice), la registrazione di un farmaco
spacciato come miracoloso, il Cronassial. Non
supererà mai i test scientifici imposti dalla
normativa e si rivelerà, nelle miglior delle
ipotesi, un placebo e, nelle peggiori,
addirittura dannoso.
Della Valle, che ha bisogno di referenti
scientifici per far pubblicità al suo Cronassial,
versa 50 milioni (del 1975, badate bene) a Rita
LeviMontalcini, che perora contributi per la
Fondazione Levi.
Da questo momento i rapporti tra LeviMontalcini
e Fidia si fanno sempre più stretti. "La
scienziata - dichiararono a Espansione i
ricercatori della Fidia -segue le indagini di
laboratorio e ne esamina i risultati",
mentre il materiale promozionale dell'azienda
rimarca il madrinaggio dell'illustre scienziata,
che assurge, nei fatti se non nelle intenzioni,
a capofila dei garanti scientifici della Fidia.
Nel 1986 la LeviMontalcini riceve, insieme a
Stanley Cohen, il Nobel per la scoperta del
fattore di accrescimento delle fibre nervose.
Nel suo discorso di ringraziamento dinanzi alla
stampa mondiale, la donna si rivolge
riconoscente agli amici della Fidia che l'hanno
aiutata nelle ricerche.
Per Fidia e il suo Cronassial è un trionfo. Il
Cronassial, che nei momenti di massima incidenza
sul fatturato arriva all'82%, diventa il farmaco
più venduto in Italia. Il marketing aggressivo
di Della Valle induce i medici a prescriverlo
come cura di tutti i mali.
La Fidia, che nel 1968, all'arrivo di Della
Valle, fatturava 600 milioni, balza a 420
miliardi e si colloca al quarto posto nella
classifica delle industrie farmaceutiche
Nel 1989 Le autorità della Germania mettono in
relazione il Cronassial con una malattia che
paralizza gli arti e uccide un paziente su
dieci: la sindrome di Guillain-Barré.
Il Cronassial è bandito dal mercato tedesco. L'anno
dopo, in Gran Bretagna, gli inglesi vietano la
vendita del Cronassial, che è ricavato dal
cervello di bue. In seguito il farmaco sarà
bandito anche dalla Spagna (per la Guillain-Barré) e in altri mercati, mentre negli
Stati Uniti non otterrà mai la registrazione.
Inizia il tramonto di Della Valle, che i padroni
della Fidia (misteriosi individui di una società
anonima basata a Mendrisio, in Svizzera)
cacciano.
Della Valle si mette in proprio e fonda una
microazienda, la Lifegroup. LeviMontalcini, che
in tutto questo tempo non ha mai preso le
distanze dai nefasti del Cronassial, dichiara: "L'uscita
di Della Valle dalla Fidia minaccia la
sopravvivenza della ricerca scientifica".
Che invece sopravviverebbe alla Lifegroup, dove
l'anziano premio Nobel dirotta la propria
collaborazione.
Espansione chiese invano a LeviMontalcini un
commento sulle disgrazie del Cronassial, nel
frattempo fustigato anche dal British Medical
Journal, una delle più autorevoli riviste
scientifiche internazionali del settore.
Le vendite del Cronassial crollarono del 95%
finché persino l'Italia, nonostante le
resistenze di Poggiolini, fu costretta a
metterlo fuori legge. Stampa e comunità
scientifica internazionale spararono a zero
contro "un farmaco
in cerca di patologia", come lo
battezzò Daniele Coen, ricercatore dell'Istituto
Negri di Milano (presieduto da Silvio Garattini).
Furono stigmatizzate le astuzie di
Della Valle, la complicità dei medici
prescrittori e le corruttele al
ministero della
Sanità.
Nessuno - tranne Espansione - tirò in ballo le
responsabilità di LeviMontalcini....
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Plagio, dati falsificati o del tutto
inventati:
queste e altre discutibili pratiche,
classificate come "frodi scientifiche",
risultano in costante e rapido aumento da
diversi anni negli Stati Uniti (dove sono
disponibili i dati), e ciò apre uno squarcio su
quanto può accadere nella ricerca in tutto il
mondo.
L'Office of Research Integrity (ORI) - l'ente
che da oltre un decennio raccoglie le denunce di
cattiva condotta scientifica in ambito biomedico
negli USA - ha infatti registrato nel 2003 un
incremento del 20 per cento nei nuovi casi
segnalati dalle istituzioni rispetto all'anno
precedente. Un dato rilevante, se si considera
che il numero delle denunce (pari a 105) supera
di oltre il 50 per cento la media di 69
calcolata sugli ultimi dieci anni (dal 1993 al
2003).
L'andamento crescente indicato dall'indagine -
pubblicata nella rivista online dell'ORI
scaricabile dal sito internet:
http://ori.dhhs.gov e riportata da
Science .
Plagi e falsificazioni sarebbero, in realtà,
sempre esistiti nell'ambito della ricerca, come
sostiene Horace Freeland, direttore del Center
of History of Recent Science della George
Washington University e autore del libro appena
pubblicato oltreoceano The Great Betrayal (in
italiano, Il grande tradimento), che traccia
un'analisi impietosa della ricerca scientifica.
Accuse pesanti che, secondo la rivista Nature,
mancherebbero tuttavia di individuare la
principale minaccia per la trasparenza
scientifica dei giorni nostri: "gli inganni
mirati a sfruttare il buon nome della scienza
per inseguire i profitti, come rivelato dai
recenti scandali farmaceutici".
Non è un caso, dunque, che il National Institute
of Health statunitense abbia indetto una
moratoria di un anno, durante il quale qualsiasi
attività di consulenza esterna per le aziende
farmaceutiche e biotecnologiche sarà
categoricamente vietata ai dipendenti. L'ente
nazionale vuole infatti stabilire una serie di
regole che mettano in guardia dai conflitti di
interesse e tutelino l'integrità della ricerca.
Fonti:
Science Dec 2004; 306: 1679
+ Nature Feb 2005; 433: 801-802
Commento NdR: Prendere totalmente
con le pinze tutti gli studi pubblicati sulle
riviste dette "scientifiche", perche' potrebbero
essere falsificati !
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Quello studio su "Lancet" era completamente
inventato: un altro caso fresco-fresco di un
medico al soldo delle case farmaceutiche ?
L'autore è un ricercatore norvegese di fama
internazionale. Era tutto
falso, dai
profili dei pazienti alle conclusioni.
Londra. Un altro falso scuote il mondo della
ricerca scientifica.
Uno studio sul cancro alla bocca pubblicato
nell'ottobre scorso sulla prestigiosa rivista
medica britannica Lancet è risultato
totalmente inventato. Il suo autore, il
dottor Jon Sudboe, ricercatore di fama
internazionale, si è persino preso la briga di
creare ben 900 profili di pazienti: nome, età,
genere, peso, patologie, diagnosi, assunzione di
medicinali. Tutto falso, comprese naturalmente
le conclusioni della ricerca. Lo riferisce il
quotidiano britannico
The Guardian.
Dopo la truffa del ricercatore sudcoreano Hwang
Woo Suk, che aveva annunciato di essere riuscito
a clonare cellule staminali "su misura" per poi
ammettere l'imbroglio, una nuova frode
scientifica è venuta a galla.
Qualche tempo fa, Camilla Stoltenberg si è
ritrovata fra le mani la copia della rivista
sulla quale era pubblicato lo studio del dottor
Sudboe. Leggendo l'articolo, si è accorta che lo
scienziato citava come fonte un database
nazionale norvegese.
Un piccolo particolare: quel database non è
ancora entrato in funzione.
Questa la leggerezza dello scienziato
dell'ospedale Radium di Oslo che ha rivelato il
clamoroso imbroglio: quei 900 pazienti non sono
mai esistiti. E di conseguenza sono falsi anche
i risultati della ricerca sulla relazione tra
antinfiammatori e cancro orale: non esiste
alcuna dimostrazione scientifica che nei
soggetti che assumono medicinali come il
paracetamolo (farmaco analgesico e antipiretico)
sia minore il rischio di sviluppare quel tipo di
tumore. "Nello studio non c'era un solo dato
vero, si è inventato tutto", afferma sconvolto
Stein Vaaler, direttore sanitario del Radium.
"Era uno dei nostri migliori scienziati,
stentiamo a crederci".
L'ospedale intanto ha aperto un'inchiesta, e
un'altra sarà condotta dal Karolinska Institute
di Stoccolma: dovranno analizzare i 38 articoli
che il dottor Sudboe (nel frattempo sparito
dalla circolazione senza rilasciare alcuna
dichiarazione) ha scritto dal 1997, e che
avevano contribuito a renderlo noto e stimato
dalla comunità scientifica internazionale.
By
www.repubblica.it - 16 gennaio 2006
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La
SCIENZA VIENE MANIPOLATA per
FAVORIRE POLITICA
ed AZIENDE
Attualmente negli Stati Uniti, la scienza non è
più un materia di puro studio. La scienza a cui
oggi viene data un'attenzione primaria è quella
che sostiene gli interessi commerciali. Ciò si
può notare in diversi ambiti, ma in modo
particolare è evidente nel campo medico e
ambientale.
Iniziamo dall'ambiente, perché la censura della scienza ambientale è stata
lampante ed estrema.
Sotto l'amministrazione Bush, viene
sistematicamente detto agli scienziati impiegati
dal governo di non registrare risultati che
indichino l'avanzamento del surriscaldamento del
globo. Gli Stati Uniti sono gli ultimi tra le
nazioni industrializzate ad affermare che
l'emissione di biossido di carbonio, prodotta
dalla civilizzazione umana, non ha il
benché minimo impatto sul clima mondiale. Questa
è una posizione assolutamente ridicola sebbene i
politici americani insistano nel farla propria.
Tali personaggi fanno di tutto per censurare i
dati e le conclusioni di alcuni scienziati che
potrebbero andare contro il risultato da loro
desiderato.
Gli USA sono la sola nazione avanzata che
rifiuta di approvare il trattato di Kyoto e, per
giustificarsi, il governo americano insistite da
molto tempo sul fatto che il riscaldamento
globale non esista affatto. Per fare una tale
affermazione bisogna falsare la scienza, poiché
essa mostra chiaramente che la civilizzazione
umana sta avendo un impatto marcato e rovinoso
sull'ecosistema globale.
La medicina è un altro campo nel quale la
cosiddetta scienza perde ogni somiglianza con la
vera scienza, piuttosto diventa propaganda
progettata per vendere le medicine. I test
tecnici per approvare o meno i medicinali, usati
dalla
Food and Drug Administration (FDA) , sono
condotti quasi interamente dalle stesse case
farmaceutiche produttrici. Queste aziende fanno
di tutto per assumere scienziati disposti a
progettare e a dirigere gli studi in modo da
produrre esattamente dei risultati pilotati. Una
strategia facile da attuare; qualsiasi
ricercatore che si rifiuti di stare al gioco di
questa scienza fraudolenta non si vedrà più
offrire del lavoro o, nei casi peggiori, sarà
licenziato e interdetto dall'industria.
Tale manipolazione dei risultati dei test sulle
medicine è ormai una routine. Le aziende
farmaceutiche sono capaci di confermare
qualsiasi conclusione, per quanto ridicola o
assurda, allungando bustarelle a sufficienza a
chi conduce gli studi. In seguito, possono
scegliere i dati adatti ad essere inviati alla
FDA e assicurarsi che i ricercatori corrotti
siano coinvolti nel gioco in ogni fase.
La
FDA
poi fonda le sue decisioni di approvazione delle
medicine sulla base di queste manipolazioni ad
opera della "scienza-spazzatura".
L'F.D.A.
(USA) ha TENUTO NASCOSTE le PROVE della PERICOLOSITÀ dei
CIBI TRANSGENICI
e di molti Farmaci e Vaccini (vedi la
trasmissione Report -Rai3 del 20704/08)
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Ricerca medica in
pericolo ?
Gli svantaggi della ricerca medica privata
(finanziata anche dallo stato) non sono solo l'
alto costo dei medicinali (giustificabile con l'
alto costo della ricerca) ma anche sopratutto:
-
la scelta delle
terapie e dei temi da ricercare che non
viene più fatta secondo il principio dell'
efficacia del risultato e con il metodo
scientifico -
http://it.wikipedia.org/wiki/Metodo_scientifico
- ma forzatamente secondo un principio
finanziario (investimento /guadagno) a
svantaggio non solo delle malattie rare ma
paradossalmente anche a svantaggio di un
vero progresso nella sconfitta di malattie
comuni come il cancro (quasi una persona su
due contrae il cancro nel corso della sua
vita)
-
l' influsso
degli sponsor sulla formazione dei giovani
medici (allestimento laboratori, scelta
esperimenti, allestimento programma di
studio, redazione libri di testo, stralcio
ed introduzione di nuove lezioni,
postformazione ed aggiornamento continuo
professionale dei medici) a scapito di una
formazione indipendente e scientifica che
sarebbe invece auspicabile per progredire
nella cura e nella ricerca contro il cancro
(e non solo). Vedi (1).
-
la manipolazione
dei protocolli e la falsificazione dei
risultati delle ricerche ufficiali (2)
legittimato dal finanziamento privato sono
controproducenti al progresso scientifico
della medicina.
Siamo di fronte ad una grave
violazione del principio etico fondamentale
dell' indipendenza della medicina con tutti gli
svantaggi per la sanità e la salute che ne
derivano.
Vi e' un Rimedio ?
Sì, la ricerca medica deve tornare ad essere
scientifica e controllata democraticamente ed in
modo trasparente dalle universita' , dai medici
e dagli scienziati e finanziata dal settore
pubblico che si avvale di tasse per la ricerca
sulle multinazionali
farmaceutiche, magari tramite tasse sui
permessi di vendita dei farmaci.
Inchiesta on-line
http://tinyurl.com/64yku
Informatevi !
Ne scoprirete di cotte e di crude:
http://marcorudin.wikispaces.com/leggere+tra+le+righe
Metodo scientifico
vs. ricerca ufficiale
Per eseguire
osservazioni scientifiche che abbiano carattere
di verità universale, è necessario applicare le
seguenti regole:
1) osservare e descrivere un dato fenomeno
2) formulare un'ipotesi che lo possa spiegare
3) prevedere una o più conseguenze dipendenti da
quest'ipotesi
4) verificare in modo sperimentale le
conseguenze
5) concludere (valutare): confermare o confutare
l'ipotesi iniziale
Quando le conseguenze confermano le ipotesi, si
parla di oggettività delle osservazioni e si
costruisce una legge; da un insieme di leggi, si
costruisce una teoria.
vedi:
http://it.wikipedia.org/wiki/Metodo_scientifico
Ora formulare un' ipotesi significa cercare un'
idea, una prova, un sospetto, un risultato
statistico, una diceria, un' informazione
tramandata dai nostri avi, un modo di fare di
culture lontane, una certezza, una scoperta
casuale, o eventualmente il risultato di una
ricerca fatta precedentemente non ancora
validata con il metodo scientifico.
Se si formula un' ipotesi tenendo conto
prevalentemente degli interessi di chi finanzia,
non e' piu' formulare un' ipotesi. E' piuttosto
stralciare a priori quello che potrebbe
rivelarsi assai utile.
Facendo cosi' non si utilizza il metodo
scientifico ma un metodo modificato ad hoc.
La ricerca
ufficiale non
utilizza piu' il
metodo scientifico.
Tratto da:http://marcorudin.wikispaces.com/ricerca+in+pericolo
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HAMER
e la LEZIONE di Ignaz SEMMELWEIS
Dicono che il dottor Ryke G. Hamer, autore di una
controversa
teoria sul cancro ed altre malattie, sia una persona non
molto equilibrata dal punto di vista psichico. Lo ha
velatamente ipotizzato anche Umberto Veronesi
(*), il noto
esponente della Casta del Cancro.
Personalmente non so se sia vero. Molti degli atteggiamenti
di Hamer mi sembrano in effetti quantomeno bizzarri. Certe
sue prese di posizione (non mediche, ma politiche) lasciano
davvero il tempo che trovano. Ed in fondo non giurerei sulla
salute mentale di nessuno, tantomeno della mia.
Quello che so e’ che le teorie di Hamer sono estremamente
interessanti, e che si legano a quel filone che parte
proprio nel nostro paese con l'opera di
Luigi Oreste Speciani. Negli anni '60 Speciani fu il
primo ad affermare che alla base del cancro c'e’ un
enorme
sofferenza psicologica. Anzi, dell'Anima, come lui amava
dire. E che non e’ possibile nessuna vera guarigione se non
si affronta questo aspetto, il disperato dolore della
Psike’. Il suo libro "Di Cancro si vive" fu una vera
rivelazione per molti.
Ora Speciani era un grandissimo anatomo-patologo, molto
stimato dai suoi colleghi e perfettamente inserito
nell'ambito universitario del suo tempo. Insomma, non era
certo un esponente della famigerata corrente new-age.
Oggi, a più di trent'anni dalla sua scomparsa, i suoi
allievi della Scuola di Medicina Integrata lavorano
silenziosamente nell'ombra, senza cercare la luce dei
riflettori, preferendo curare e guarire piuttosto che
richiedere l'approvazione della "Scienza Ufficiale".
Hamer invece ha avuto la grande colpa di essersi schierato
apertamente, di essersi messo contro il grande business
della "Ricerca sul Cancro". E lo ha fatto spesso con
i suoi modi, eccessivi, bizzarri, e forse un po' folli.
Per questo mi ricorda molto il povero
Ignaz Semmelweis che, nonostante la sua geniale
scoperta, morì pazzo e screditato dalla "Scienza" del suo
tempo.
Vediamo la sua storia, come riportata su:
http://www.ildiogene.it/
: "Medico ungherese, Semmelweis e’ considerato lo
scopritore della principale causa della febbre puerperale, e
rappresenta un caso emblematico della chiusura del mondo
scientifico di fronte alle nuove scoperte.
La febbre puerperale, ai tempi di Semmelweiss, uccideva
misteriosamente migliaia di puerpere, soprattutto nei grandi
ospedali. Semmelweiss, in seguito ad attente osservazioni e
a una serie di coincidenze fortuite, giunse alla conclusione
che la malattia fosse provocata dagli stessi medici e
studenti i quali, secondo una prassi abbastanza comune a
quel tempo, venivano spesso a visitare le pazienti dopo aver
fatto pratica di dissezione dei cadaveri, in sala anatomia.
Per verificare la sua ipotesi, Semmelweiss ordino’ che tutte
le persone del suo reparto si lavassero bene le mani con una
soluzione disinfettante (cloruro di calcio) prima di
qualsiasi contatto con le pazienti.
Tale direttiva porto’ a una drastica riduzione dei decessi.
Il valore della scoperta (così semplice e geniale,
n.d.r.), tuttavia, fu contestato aspramente dalla
maggioranza dei medici del tempo, che gli rivolsero una tale
quantita’ di accuse da provocare addirittura la sua
espulsione dall'ospedale e in seguito anche dalla cattedra
universitaria di Budapest, che gli era stata offerta nel
1885."
Per dirla tutta, sembra che il carattere fumantino, un po'
bizzarro e non perfettamente ligio alle regole di Semmelweis
contribuì non poco alla sua emarginazione. In ogni caso :
"i dati che Semmelweiss forniva a sostegno della propria
tesi erano molto eloquenti: nell'anno 1846, su 4.010
puerpere ricoverate nel suo reparto, ne erano morte ben 459
(più dell'11%); nel 1847, con l'adozione del lavaggio delle
mani con cloruro di calcio verso la meta’ dell'anno, su
3.490 pazienti ricoverate, ne erano morte 176 (il 5%);
l'anno successivo proseguendo la pratica del lavaggio, su
3.556 ricoveri, i decessi erano scesi ad appena 45 (poco più
dell'1%). Questi risultati, anche se forse lasciavano ancora
un piccolo margine di dubbio (poteva trattarsi di una
semplice coincidenza) avrebbero dovuto almeno suscitare
qualche interesse in coloro che avevano a cuore il progresso
della medicina, così da spingere a nuove sperimentazioni per
sottoporre a verifica l'ipotesi. Invece, essi vennero
praticamente ignorati." (1)
"Dopo la pubblicazione della sua opera fondamentale
Eziologia, concetto e profilassi della febbre puerperale,
l'opposizione nei confronti di Semmelweiss divenne ancor più
agguerrita, tanto che egli, stanco e deluso, cadde in un
lungo periodo di depressione.
I suoi nemici ne approfittarono
allora per farlo internare in un manicomio, dove poco dopo
egli morì". (2)
Migliaia di partorienti continuarono a morire, finche’ alla
lunga la teoria di Semmelweis non venne accettata. Ma questo
fu possibile solo quando la generazione dei suoi
contemporanei scomparve e venne sostituita da una
generazione di giovani medici dalla mente aperta in grado
superare i pregiudizi e le cristallizzazioni mentali dei
vecchi baroni.
Come infatti ha spiegato acutamente
Thomas Kuhn (3), nessuna teoria nuova e rivoluzionaria,
per quanto geniale e ricca di prove, puo’ essere accettata
dall'establishment scientifico. Produce piuttosto una
situazione di crisi, in cui la comunita’ cerca di negare o
ridimensionare il fenomeno anomalo.
La nuova teoria viene accettata solo quando una nuova
generazione di ricercatori, adottando un nuovo "paradigma",
riesce a superare gli schemi mentali della generazione
precedente.
Oggi i vecchi baroni continuano a difendere chemioterapia,
radioterapia e tutta quella devastante ed invasiva pratica
"terapeutica", peraltro molto redditizia, anche perche’ non
possono mutare il loro "paradigma", con il quale hanno
costruito la loro carriera e le loro conoscenze. Sarebbero
costretti ad uno sforzo psicologico e mentale al di fuori
della loro portata.
Di conseguenza tutte le teorie alternative sul cancro (Di
Bella, Hamer, Kremer, Simoncini, ecc.) potranno essere
seriamente prese in esame dall'establishment scientifico
solo quando questa classe dominante scomparira’ per
vecchiaia.
Sta ad ognuno di noi decidere se aspettare (la maggior parte
dei baroni e’ oltre i settanta) o se infischiarsene ed
iniziare a pensare in maniera nuova da subito.
(1) Oggi, seguendo la logica dei detrattori di Hamer, si
potrebbe sostenere che Semmelweis, con la sua prassi, fece
morire più di 220 pazienti in 2 anni.
(2) Tutto il corsivo virgolettato e’ tratto da:
http://www.ildiogene.it/EncyPages/Ency=Semmelweis.html
(3) "La Struttura delle Rivoluzioni Scientifiche", Thomas
Kuhn
Tratto
da:
http://pensierolaterale.blog.com/2298282/
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
(*) -
Affari all’Italiana:
Quando
Beppe Grillo tuono’
a tutto fiato contro
Veronesi (Istituto Europeo
Oncologia = dei Tumori)
chiamandolo “Cancronesi”, un motivo c’era, e leggendo qui e
li, un dubbio ci e’ venuto.
Grillo riferiva che Veronesi, per l’occasione divenuto Cancronesi, avesse delle super-interessate
azioni
nella Impregilo spa (costruttore
anche di
inceneritori=termovalorizzatori)
dove le quote dell’azionista di controllo sono in
Benetton,
Ligresti. Quest’ultimo
e’ un personaggio, siciliano, venuto nella fine degli anni
60 a Milano, dopo una vita passata anche un po’
al fresco; a Milano si dedica agli affari. Oggi e’
anche proprietario di una catena di Hotels, della quale uno
grossissimo a mo di “pensione” guarda caso in “convenzione”
con l’Istituto Europeo di Oncologia, del quale, direttore
scientifico e fondatore e’ proprio Veronesi., a tutti i malati del Istituto Europeo
di Oncologia di Milano, “consigliano” il soggiorno li….in quell’Hotel....
Vi e’ un gruppo finanziario economicamente fortissimo, che
controlla i media, che ha interessi mostruosi nello
smaltimento e nel business dei rifiuti, situazione
decisamente voluta e gestita con anni di
incuria per arrivare alla situazione attuale
(2008), e coronarla
magari con l’intervento dei militari sul territorio.
Comunque la cosa che ci ha stupito di piu’ e’ che, Cancronesi, abbia
approfittato dei media, ed in TV abbia riferito che gli
inceneritori non fanno male
alla salute (soprattutto quelli Impregilo….?), mentre
ormai e’ dominio della comunita’ scientifica internazionale
anche il legame tra
cancro e
inquinamento ambientale.
La
Fondazione Umberto Veronesi ha come partner sponsor
anche le seguenti
Multinazionali:
-
ACEA - multiutility con inceneritori
-
ENEL - centrali a carbone ed olii pesanti e nucleare
-
VEOLIA Environment - costruzione inceneritori.
Molti medici non sono d'accordo con
lui e non solo in Italia - Il "Conseil
Nationale de l'Ordre des medicins" francese e i
principali sindacati dei medici di medicina generale
francesi "praticiens" hanno richiesto "una
moratoria concernente la
costruzione di nuovi inceneritori".
L'incenerimento produce centinaia di sostanze tossiche che
si liberano nell'atmosfera (articolo
da Le Monde).
Medici e associazioni
italiane hanno scritto una lettera aperta al
Commissario Europeo Dimas:
"Egregio Commissario Dimas,
siamo cittadini italiani e siamo costernati per quanto sta
capitando nel nostro paese, ormai diventato lo zimbello del
mondo per la vicenda dei rifiuti in Campania. Oltre 14 anni
di gestione in regime di emergenza non hanno risolto
assolutamente nulla, anzi hanno aggravato sempre più un
problema che non ha assolutamente nulla di “emergenziale”
perché in tutti i paesi del mondo si producono rifiuti.
Le direttive dell’UE forniscono
una chiara gerarchia dei trattamenti per il loro
smaltimento: riduzione, riciclo, riuso, e solo per la quota
residua recupero energetico e non solo tramite
incenerimento. Purtroppo la crisi napoletana appare del
tutto strumentale al fare passare nel nostro paese
l’incenerimento come metodo privilegiato per la soluzione
del “problema rifiuti”, ribaltando completamente ciò che la
stessa UE suggerisce. In Italia non sono messe in atto, se
non in singole virtuose realtà grazie ad amministratori
responsabili , quei metodi di raccolta (door to door) che
responsabilizzano i cittadini e che possono garantire una
buona qualità del prodotto differenziato ed il loro
effettivo recupero.
L’incenerimento continua ad
essere incentivato, solo nel nostro paese, come fonte di
energia rinnovabile, nonostante il minimo rendimento
energetico di questi impianti (che sono per la maggior parte
impianti di rifiuti tal quali), i gravi danni all’ ambiente
e all’ economia che anche di recente si sono registrati(
latte contaminato oltre il consentito da diossine a Brescia,
territorio già gravemente inquinato, ove funziona il più
grande inceneritore d’ Italia) e nonostante il fatto che il
kilowattora ottenuto bruciando rifiuti, sia quello gravato
dalla massima emissione di CO2.
Numerosissimi sono gli studi che
hanno evidenziato danni alla salute sulle popolazioni
esposte, danni che nessuno può escludere
anche con i “nuovi” impianti (NdR: neppure Veronesi) e che
hanno indotto migliaia e migliaia di medici, di cittadini,
di intellettuali, di associazioni ambientaliste a prendere
posizioni anche con esposti e denunce alla Magistratura,
affinché venga semplicemente fatto ciò che in tutto il mondo
civile si fa, mettendo al primo posto la salvaguardia dell’
ambiente per la tutela nostra e di chi verrà dopo di noi.
Commissario Dimas, La
supplichiamo, ci ascolti, faccia tutto quanto è in suo
potere affinché si scongiuri questo ennesimo disastro,
affinché si facciano scelte che guardano avanti e non
indietro, all’ età del fuoco."
Firmato, tra gli altri, da:
Prof. Angelo Gino Levis - genetista,
Dr.Patrizia Gentilini - oncologo,
Prof. Gianni Tamino - biologo,
Dr. Giovanni Ghirga - pediatra e potavoce dei Medici per l’
Ambiente e la Salute Alto Lazio,
Dr. Luigi Carpentiero - Medico del Lavoro,
Dr. Stefano Montanari – Direttore Scientifico Laboratorio
nanodiagnostics
Fonte in parte da:
http://www.beppegrillo.it/2008/02/cancronesi/index.html?s=n2008-02-04'%20class=%22Stile13%22%20target=%22_blank%22%20%3E[continua]%3C/a%3E%3Cp%20/%3E%3Cdiv%20align=%22right%22%3E%3Ca%20href=
Che le
“masse” della popolazione fossero femmine e’ amassero
essere “fottute” dipende dai punti di vista, ma, una cosa
certa e’ che, mai come adesso, cordate di capitani
coraggiosi senza capitale o con il capitale dei poveri
cittadini, continuano a fare il loro sporco gioco, ai danni
della salute collettiva.
Impregilo spa: Buora in
Cda
non si attende cariche operative -
Il Sole 24, Ore Radiocor - Milano, 07 Mag. 2008:
Carlo Buora ha fatto il suo ingresso come consigliere nel
Cda (Consiglio di Amministrazione) di Impresilo spa, proposto dalla lista dell'azionista di
controllo
Igli (Gavio, Benetton, Ligresti), con la nomina da
parte dell'assemblea degli azionisti. A chi gli chiedeva se
si attende l'attribuzione di cariche operative, l'ex
vicepresidente di Telecom Italia ha replicato:
"Assolutamente no, ho gia' dato. Ho sessantadue anni – ha
aggiunto - e sono in pensione". Quanto alle critiche sulla
sua maxi-retribuzione in Telecom, Buora ha affermato di
essere del tutto indifferente: "Non mi interessa".
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Poteri economici
in campo, senza considerare la salute
!
Quando tra le pagine della rivista di diffusione medica più
letta in Italia compaiono in forte evidenza articoli contro
la soia di taglio estremamente
generico, e privi di novità particolari sul tema, l'unico
pensiero giornalistico che si può fare è che ci sia
l'intenzione di "seminare zizzania" cioè di fornire notizie
che riducano la sensazione di sicurezza sulla soia e possano
modificare le abitudini alimentari della popolazione.
Infatti l'articolo riporta solo generici avvertimenti, ma
ben posizionati sotto un titolo che cita "rischio estrogeni
verdi"; in contemporanea con questo articolo un altro, dello
stesso tenore e della stessa evidenza,
compare sul settimanale L'Espresso.
Ritengo che ci si trovi in un momento in cui il crescente
successo della soia, una alternativa importante alla
utilizzazione del latte e dei
prodotti lattiero caseari, stia determinando reazioni
commerciali sia nel mondo della produzione lattiero
casearia, sia nel mondo della farmacologia: la soia infatti
riesce anche da sola a riportare a valori di norma il
colesterolo plasmatico nella maggior parte dei soggetti,
disturbando quindi il fiorente mercato delle statine.
E se non bastasse la soia contribuisce alla regolazione
menopausale e comunque del ciclo ormonale anche nel periodo
fertile. Anche questo
disturba il crescente mercato degli ormoni per il
trattamento dei disturbi ginecologici.
Basta leggere quanto di recente accaduto con la Cimicifuga,
sospesa dal commercio solo in Italia grazie all'intervento
di un ente europeo
EMEA,
finanziato al 75% dalle
Case Farmaceutiche.
Restiamo coi piedi per terra: impariamo a leggere le notizie
con senso critico, cercando di capire se ci possono essere
interessi diversi da quello scientifico che fanno dare ad
una notizia un particolare rilievo.
E nella nostra alimentazione usiamo la soia e i suoi
derivati serenamente, lasciando spazio non sistematico anche
all'uso dei prodotti caseari che fanno parte della nostra
cultura, ricordando però che le notizie riportate nel menu’
di destra, al link :
http://www.eurosalus.com/notizie/ultime/sdegno-e-rabbia-per-la-sospensione-dal-commercio-della-cimicifuga-interesse-per-la-salute-o-semplic.htm
sono frutto di studi scientifici seri e recenti, che poche
riviste di diffusione hanno avuto il coraggio di riportare.
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Studio per
tentare di screditare l’utilizzo della
Vitamina D
nella prevenzione del
Cancro alla
Prostata.
Il 27 aggio 2008, il Journal of the National
Cancer Institute ha pubblicato una analisi
della popolazione sulla correlazione tra il
rischio di cancro alla prostata e il livello
serico di 25-idrossi
vitamina D in persone anziane.
I risultati dello studio hanno portato gli
autori a concludere che la vitamina D non
diminuisca il rischio di cancro alla prostata e,
inoltre, che maggiori livelli di 25-idrossi
vitamina D nella circolazione possano essere
associati ad un aumento del rischio di forme più
aggressive di
cancro prostatico.
Dati i sorprendenti
risultati dello studio, ed il fatto
che altri studi
mostrino che livelli elevati della forma attiva
della vitamina D hanno forti effetti anti-cancro
inibendo nel contempo la crescita e la
diffusione delle cellule di questo cancro, il
team scientifico della Life Extension ha
eseguito un accurato esame dello studio in
questione.
In questa confutazione, Life Extension
esamina con meticolosità i numerosi vizi
presenti in questo studio finanziato tramite
fondi governativi. Per coloro che non vogliano
leggere questi dettagli tecnici, riportiamo di
seguito tutto quello che devono sapere le
persone che prendano integrazione di vitamina D:
Nello studio, solo il 6.3% degli uomini
diagnosticati di cancro alla prostata stavano
assumendo almeno 1.000 IU di vitamina D
quotidiana dal cibo (solo 49 uomini sul totale
di 781 diagnosticati). Inoltre, i livelli
sanguigni di vitamina D nei soggetti dello
studio erano globalmente talmente bassi da
rendere verosimile che la maggior parte dei
soggetti non assumesse nessun tipo di vitamina D
integrativa.
Pertanto, i risultati di questo studio non hanno
nessun rilievo per uomini che stiano assumendo
le quantità di vitamina D raccomandate per
l'ottenimento di livelli sanguigni ottimali.
Dai sintetici titoli apparsi nei media sembrava
che questo studio mostrasse che non ha senso
assumere integrazioni di vitamina D, quello che
succede in realtà è che i soggetti dello studio
non stavano proprio assumendo nessuna
integrazione di vitamina D.
Come potete leggere, sono presenti numerosi
altri vizi che rendono i risultati dello studio
completamente senza significato. Stante la sua
pubblicazione in una rivista finanziata dal
governo, questo studio dissuaderà molti anziani
Americani dal prendere vitamina D, il che è una
gran notizia per le compagnie farmaceutiche che
vendono medicinali per curare le molteplici
malattie degenerative provocate da una
deficienza di vitamina D.
Link alla pagina originale contenete l'articolo
completo:
http://www.lef.org/featured-articles/Vitamin-D-Prostate-Cancer-Risk-Study.htm?source=eNewsLetter2008Wk23-1&key=Archive&l=0#article
BIBLIOGRAFIA:
Ahn J, Peters U, Albanes D, Purdue MP, Abnet CC,
Chatterjee N, Horst RL,Hollis BW, Huang WY,
Shikany JM, Hayes RB; For the Prostate, Lung,
Colorectal, and Ovarian Cancer Screening Trial
Project Team. Serum Vitamin D Concentration and
Prostate Cancer Risk: A Nested Case-Control
Study. J Natl Cancer Inst. 2008 May 27.
Skowronski RJ , Peehl DM , Feldman D . Vitamin D
and prostate cancer: 1,25 dihydroxyvitamin D3
receptors and actions in human prostate cancer
cell lines . Endocrinology . 1993 ; 132 ( 5 ):
1952 - 1960.
Peehl DM , Skowronski RJ , Leung GK , Wong ST ,
Stamey TA , Feldman D .
Antiproliferative effects of
1,25-dihydroxyvitamin D3 on primary cultures of
human prostatic cells . Cancer Res. 1994 ; 54 (
3 ): 805 - 810.
Oades GM , Dredge K , Kirby RS , Colston KW .
Vitamin D receptor dependent antitumour effects
of 1,25-dihydroxyvitamin D3 and two synthetic
analogues in three in vivo models of prostate
cancer . BJU Int .2002 ; 90 ( 6 ): 607 - 616 .
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Che il chiarissimo Prof.
Garattini è asservito alle
multinazionali e
farmaceutiche è cosa nota,
dal momento che non ha alzato un dito
contro l'Aulin
che ha causato più vittime della
mucca
pazza...o dello scoop del secolo
dell'aviaria....pensiamo
anche alle MIRACOLOSE STATINE CONTRO il
COLESTEROLO, così caldeggiate dai guru
scientifici nazionali che intascano
miliardi dalle
multinazionali e milioni per le
comparsate televisive.
Non contiamo poi i risultati scientifici
dei trattamenti chemioterapici,
radioterapici, etc... se sopravvivono
il 20 % dei malati di tumore è un
miracolo, parliamo anche della tanto
acclamata terapia con interferone per
l'epatite C, con risultati a breve
termine che non superano il 30%
(abbassamento della carica virale o
scomparsa del virus HCV) con effetti
collaterali sul tono dell'umore ed a
lungo termine sul sistema immunitario
dei pazienti..... Ah... ma di questo
non parla l'eminente Prof. Garattini.
La scienza è sperimentazione, anche ad
Edison scoppiarono in mano varie ampolle
di vetro prima di assicurarci a tutti la
comodità di una lampadina elettrica.
Anch'egli apparve alquanto bizzarro per
i suoi contemporanei che ancora
concepivano le torce e le candele come
uniche fonti di illuminazione ...
Le gogne mediatiche senza confrontare
report clinici sono tipiche di questo
povero nostro paese colluso tra mafia e
politica, di qualsiasi colore
opportunisticamente si vesta.
Non parlo per sentito dire, essendo io
stessa portatrice del virus HCV
gentilmente trasmessomi verosimilmente
durante un intervento chirurgico.
Personalmente sperimento su me stessa
l'alimento biodinamico in questione, e
mentre vari amici sono già trapiantati,
o sono cirrotici anche dopo terapie
interferoniche ripetute per anni godo, a
Dio piacendo, di ottima salute sia
fisica che mentale.
25.3.2008 -“La decisione della
Corea del Sud di mettere al bando la mozzarella di bufala
per il timore della contaminazione della diossina è saggia e
logica e credo che l’Italia debba fare i giusti controlli
per vedere se è ancora il caso di mettere questo alimento a
disposizione della gente”. Lo dice il professor Silvio
Garattini direttore dell’Istituto di ricerche
farmacologiche Mario Negri, dopo la decisione del paese
asiatico di bloccare l’importazione di mozzarelle di bufale
campane. Garattini annuncia che il suo istituto effettuerà
dei test per verificare l’eventuale contaminazione delle
mozzarelle.“La diossina è una sostanza inquinante
cancerogena che si deposita nei grassi - spiega ancora
Garattini - per questo motivo una volta assunta
dall’organismo è difficilissimo eliminarla perchè non è
idrosolubile. La presenza di diossina riscontrata nel latte
e nella mozzarella proveniente da alcuni allevamenti campani
probabilmente è legata ai tanti roghi di immondizia che da
settimane si susseguono nella Regione, ad opera dei
cittadini esasperati dalla situazione di emergenza rifiuti”.
“La diossina si deposita
sull’erba e, quindi, viene assunta dalle mucche per via
orale. Una volta entrata in circolo – continua il professore
- si deposita nel tessuto adiposo e viene eliminata nel
latte. Questa sostanza infatti si deposita proprio nei
grassi di cui è ricco il latte. E quindi nei prodotti
derivati quali la mozzarella”. Per Garattini non bisogna
rischiare: “prima si facciano i controlli e poi,
eventualmente, si dia il via libera alla vendita di
mozzarella di bufala e degli altri derivati a rischio”.
Veramente sull'eminentissimo
Prof. Garattini ho delle grosse riserve , dal momento che
non ha mai alzato la sua autorevole voce contro l'Aulin,
ritirato dal commercio già in alcuni paesi per epatopatie
gravi e fulminanti, come non ho mai sentito la sua
illustrissima dottrina elencare le statine come farmaci
fortemente sospettate di provocare gravi cardiopatie.
nemmeno ho udito parlare di truffa riguardo la terapia ad
interferone ed adesso associata a retrovirali, per i
pazienti affetti da HCV (ovvero dal virus che provoca
l'epatite C, verosimilmente trasmesso alla maggioranza della
popolazione infettata nelle strutture sanitarie, dopo
interventi chirurgici).
Tale terapia nel breve - medio periodo porta in alcuni casi
(a seconda del genoma del virus) ad un abbassamento della
carica virale, ma nel lungo periodo si stanno evidenziando
nei pazienti sottoposti a tale terapia recidive e disordini
del sistema immunitario. In ogni caso l'interferone non cura
tutte le persone affette da HCV anche se sino ad oggi in
associazione con antivirali è la terapia anche se viene
caldamente consigliata a livello medico . Che dire poi dei
vaccini
contro il virus dell'influenza, espressamente consigliati
per le persone anziane o affette da patologie croniche, che
costano allo Stato milioni di euro ogni anno, e della cui
efficacia non c'è la minima ricerca per validarli
scientificamente. Sappiamo che un farmaco viene immesso sul
mercato quando dopo in media 5 anni di sperimentazione ha
dato sull'uomo il 30% di risultati favorevoli ? E negli
altri 70% dei casi in cui il principio attivo non ha
funzionato ?
La sanità è un business che
muove miliardi di euro all'anno, pensate che le anime belle
come quella dell'eminentissimo Prof, Garattini siano immuni
dai richiami delle sirene ?
Perchè sulle metodiche cosiddette alternative non ci sono i
soldi per una seria sperimentazione clinica ? Perchè non
rende, perchè la prevenzione non fa malati e quindi
consumatori di farmaci. Mi dispiace che di queste cose se ne
parli con metodi e modi beceri e poco accademici. Allora se
invochiamo le forche mediatiche per un alimento biodinamico
cosa dovrei chiedere io affetta da epatite C dopo un
intervento chirurgico, mi è andata bene che non mi abbiano
trasmesso l'AIDS con il sangue infetto, acquistato
dall'esimio Dott. De Lorenzo al tempo Ministro della Salute.
Con me gli affari sono andati male perchè non prenderò nè
interferone nè retrovirali , ma un po' di sciroppo allo
zucchero mi addolcirà la bocca, resa amara da troppo tempo
da scienziati nominati sul campo direttamente dalle
multinazionali farmaceutiche. Grazie della cortese
attenzione
By Umberta Torti
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Importante:
….pur segnalando in questo Portale
Guida alla Salute Naturale le gravi anomalie (anche criminali)
della Sanita’ Mondiale gestita dalle
Lobbies farmaceutiche e dei
loro “agenti-rappresentanti”
inseriti a tutti i livelli, Politici e Sanitari nel
Mondo intero, vogliamo anche ricordare e spendere per
Giustizia delle parole per gratificare e
ringraziare quei centinaia di migliaia di
medici (quelli in buona
fede) che, malgrado le interferenze degli interessi
di quelle Lobbies,
incessantemente si prodigano ogni giorno aiutare i
malati che a loro si rivolgono e che con i progressi
delle apparecchiature tecnologiche per la diagnostica
e delle tecniche interventive, stanno facendo
notevoli progressi e raggiungono per essi risultati ed
effetti benefici, che fino a qualche anno fa erano
impensabili.
Vediamo ogni
giorno progressi in tal senso, ma la terapeutica
indicata dalla direzione della Sanita’ ufficiale
Mondiale = OMS (che e' legata alle
linee guida di dette Lobbies),
non segue, salvo rari casi, quella curva progressiva di
benessere per i malati.
Se questi bravi medici che
operano giornalmente sul campo, conoscessero anche la
Medicina Naturale,
potrebbero migliorare e di molto le loro tecniche
terapeutiche, con grande beneficio per tutti i malati
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