Commento NdR: questo articolo come altri
della Costituzione Italiana sono da sempre
trasgrediti e disattesi proprio da coloro che lo
rappresentano, specie nella Sanita', Finanza,
tutela, commercio, agricoltura, ecc.
Per cui invitiamo i cittadini di questi stati
trasgressori, compresi i loro rappresentanti e
dirigenti, a DENUNCIARE all'autorita'
giudiziaria tutti questi farabutti che
trasgrediscono la Costituzione; verra' il
momento, il tempo comunque nel quale il Popolo
Sovrano, si sollevera' ed arrestera' tutti
questi "soggetti" che compiono questi misfatti,
sulla pelle del Popolo reso suddito... !
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La propaganda per il Reset:
Iniziamo a
Stampare magliette con sopra scritto RESET.
Tatuarsi RESET.
Telefonare alla fidanzata e
dirle: “Da oggi ti insegno una nuova posizione:
RESET”. Spegnere la televisione al nonno e
gridargli nell’orecchio:
“RESET
!”, cioe' Ripartire da capo.
Non è possibile vivere con la sicurezza di
andare verso la catastrofe, anche se con
ottimismo. Il Paese è allo sbando.
Il Partito
Democratico che vogliono far nascere esiste già,
si chiama dsmargheritaforzaitalia. E’ ovunque.
E’ la camicia di forza del Paese.
La soluzione non è un nuovo leader. Un nuovo
partito. Questa democrazia con il buco intorno è
fallita.
Lo Stato Unitario dopo 150 anni sembra un
ferrovecchio. Un coniuge con cui si convive, ma
non si sa più il perchè. Bisogna iniziare con
pazienza dalle fondamenta. Dai comportamenti
individuali. Dal fare rispettare i nostri
diritti. Dall’acqua, dall’energia, dalla
spazzatura, dalla connettività, dai trasporti.
Le Authority e i Garanti non si sa a cosa
servono. I politici sono peggio dei mattoni
autobloccanti.
Al funzionario pubblico che non
fa il suo lavoro urliamo: “RESET-RESET-RESET”.
A
chi vuole farci digerire le porcate dell’indulto
gridiamo: “RESET”.
Direttamente nelle loro feste
del c...o. Nelle loro email. A chi vuole
consegnare i monopoli naturali nelle mani degli
strozzini mandiamo un “RESET”.
Questo Parlamento non è lo specchio del Paese,
queste industrie non sono lo specchio di chi le
gestisce.
Basta pagare uscite milionarie a degli incapaci
con precari che non arrivano a fine mese. Cimoli
è ancora lì ?
Il Paese si sta incazzando, lo sento. E più si
incazza, più si parla di spirito riformista e di
diritti degli evasori. Ognuno si trovi il suo
spazio per dire: “RESET”, ogni giorno, tutti i
giorni, fino a sfinirli, a ritrovare il nostro
Paese che ci stanno portando via.
In questo blog sono sempre più numerosi coloro
che scrivono dall’estero o che vogliono
emigrare. Ma stiamo scherzando ? All’estero ci
vadano loro, la nomenclatura della democrazia
autoreferenziale. Le iniziative per fare RESET
non me le posso inventare tutte da solo. Datemi
una mano. Scrivete la vostra, le votiamo e poi
ci proviamo.
Tratto da:
http://www.beppegrillo.it/2006/10/reset.html
OCCORRE, se si
vuole insegnare e praticare la Medicina, che
TUTTO cio' che si attua nella
sanita' sia sottoposto alle
Prove di
Evidenza, Innocuita' ed
Efficacia TOTALE e duratura nel tempo
!
=
EBM
vedi:
Fondamenti
della Medicina Naturale
+
Introduzione
alla medicina Naturale
+
MEDICINA ALTERNATIVA e/o
Analogica +
MINISTERO "SALUTE" informato sui
Danni dei Vaccini + I nuovi Tiranni + MEDICI IMPREPARATI
+
Riviste mediche
+
Truffa delle
riviste dette "scientifiche"
+ Comparaggio
farmaceutico
vedi anche:
Conflitto
di interesse
+
Conflitti di
interesse PDF - 1
+
Conflitti
di interesse PDF
- 2 +
Conflitti di Interesse, denuncia del Governo Ii
- PDF
+
CDC - 1
+
CDC - 2
+
FDA
+
Conflitti di Interesse,
business farmaci e vaccini
+
Conflitti
di interesse dell'AIFA
vedi anche:
ISS
+
Ministero
della salute
+
EMA
+ CNR e Corruzione
+
Consenso Informato
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ECCO COME
le MULTINAZIONALI
FARMACEUTICHE “TRUCCANO”
i TEST sui FARMACI
Come modellare i
risultati del test di un farmaco (NdR: o
di un vaccino), a vantaggio dell'azienda
che lo ha sponsorizzato ?
Come occultare conclusioni che potrebbero
risultare commercialmente sgradite ?
Come distorcere i risultati degli studi,
condizionando così il lavoro delle istituzioni
di controllo sanitario ?
Non tutte le sperimentazioni di farmaci
approdano sulle riviste. Anzi i risultati
negativi hanno notevoli probabilità di non
vedere mai la luce.
A sostenerlo è una metanalisi della Cochrane
Library, secondo cui a essere pubblicati sulle
riviste scientifiche sono, il più delle volte,
trial clinici che mostrano l'efficacia
terapeutica delle molecole studiate o con dati
davvero importanti. A svelare i trucchi ci ha
pensato un gruppo di ricercatori internazionali
indipendenti: leggete il breve ma inquietante
articolo qui sotto !
Farmaci: risultati non pubblicati se test
negativi
Non tutte le sperimentazioni di farmaci
approdano sulle riviste. Anzi i risultati
negativi hanno notevoli probabilità di non
vedere mai la luce.A sostenerlo è una metanalisi
della Cochrane Library, secondo cui a essere
pubblicati sulle riviste scientifiche sono, il
più delle volte, trial clinici che mostrano
l'efficacia terapeutica delle molecole studiate
o con dati davvero importanti.
Una conclusione che «ha implicazioni notevoli
per i sistemi sanitari - ha sottolineato la
coordinatrice della ricerca, Sally Hopewell, del
Cochrane Centre di Oxford -.
Finché non saranno pubblicati i risultati
positivi come quelli negativi degli studi
clinici, sarà impossibile una valutazione chiara
e certa della sicurezza e dell'efficacia di un
farmaco».
L'équipe internazionale di ricerca ha rivisitato
in modo sistematico tutti gli studi condotti in
questo campo.
Un'opera imponente per arrivare a concludere che
i trial clinici con esiti sfavorevoli hanno
maggiori probabilità di rimanere chiusi in
qualche cassetto. E, se anche arrivano sulle
riviste scientifiche, lo fanno solo uno o
quattro anni dopo le sperimentazioni con
risultati positivi.
In un caso su cinque, secondo la metanalisi, la
colpa è dei ricercatori e non degli editori
delle riviste scientifiche.
E le scuse addotte per la mancata pubblicazione
sono «aver ritenuto che i risultati non fossero
interessanti abbastanza o addirittura 'non aver
avuto tempo».
A fronte di questo quadro, gli esperti della
Cochrane sottolineano la necessità di un impegno
internazionale per la pubblicazione dei dati dei
trial clinici. Anche di quelli con esito
negativo.
Fonte: Il Sole 24 Ore (Ce.Do.)
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Praticare e insegnare la medicina
basata sulle prove di efficacia - Torna in libreria "Evidence
Based Medicine "
Come praticare e insegnare la medicina basata sulle prove di
efficacia" per i tipi de Il Pensiero Scientifico Editore.
Profondamente rinnovata nei contenuti (a cura di Strauss,
Richardson, Glasziou e Haynes), la nuova edizione (uscita a
oltre cinque anni di distanza dalla precedente) è la versione
italiana della terza edizione dello storico volume di Dave
Sackett e collaboratori, il testo internazionale più utilizzato
nella formazione degli operatori al metodo della
EBM.
Da quando fu coniato il termine,
negli anni Novanta, l’interesse verso la medicina basata sulle
prove di efficacia (evidence-based medicine, EBM) è cresciuto in
modo esponenziale. Tutto questo interesse nel settore porta a
considerare le difficoltà e le limitazioni alla pratica e
all’insegnamento dell’EBM. Alcune delle critiche rivolte all’EBM
nascono da fraintendimenti e da percezioni errate riguardanti,
per esempio, la preoccupazione che l’EBM porti a ignorare i
valori e le preferenze dei pazienti, si basi solamente sulle
prove raccolte attraverso indagini randomizzate e favorisca un
approccio meccanico alla medicina. Niente di tutto questo è
esatto.
Il senatore Ignazio Marino nella sua introduzione al volume,
scrive tra l'altro: "Il metodo con cui l’EBM può entrare a far
parte della nostra pratica clinica quotidiana si regge su cinque
fasi ben descritte in questo volume. Indicativamente, si tratta
di azioni intrinsecamente legate al processo intellettuale di
ragionamento, studio e ricerca e, come tali, devono sempre fare
parte del criterio di lavoro del medico:
1. formulare domande adeguate e pertinenti al caso che stiamo
valutando e che trovino risposte utili;
2. utilizzare metodi di indagine efficaci e sempre aggiornati
per reperire risposte utili basate sulle prove di efficacia;
3. valutare con cautela l’applicabilità al singolo paziente del
risultato di un’indagine scientifica;
4. integrare valutazione ed esperienza pregressa per applicare
le prove reperite; e, infine,
5. verificare efficacia ed efficienza del metodo adottato, in
una costante ricerca di risultati migliori.
Ripercorrendo queste cinque fasi, il volume offre un’esposizione
chiara e orientata alla pratica di cosa sia e come funzioni l’EBM.
Vengono proposti casi esemplari e viene offerta la possibilità
di ripercorrere ogni stadio del processo standard dell’EBM,
passo dopo passo, con una metodologia efficace, consigli
concreti, immediatamente applicabili, mai rigidamente ristretti
alla trattazione teorica. Non solo, ci si sofferma anche sulle
critiche mosse più frequentemente ai sostenitori dell’EBM: il
rischio di una certa meccanizzazione della pratica clinica, di
una traslazione non ragionata dei risultati della ricerca dalla
letteratura al letto del paziente e la paura che certe pratiche
siano promosse sotto la spinta del contenimento dei costi da
parte delle amministrazioni delle aziende sanitarie.
A tutte queste critiche l’EBM deve continuare a contrapporre la
centralità assoluta del paziente, l’attenzione costante della
sua individualità specifica e, come obiettivi primari, la
salvaguardia e il miglioramento delle sue condizioni di salute".
Bibliografia. Strauss SE, Richardson WS, Glasziou P, Haynes RB.
Evidence-based medicine - Come praticare e insegnare la medicina
basata sulle prove di efficacia.
Roma: Il Pensiero Scientifico Editore, martedì 18 settembre
2007 Scritto da Cybermed
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POUR EN FINIR AVEC «LES INVASIONS BARBARES» INFANTILISANTES
de
L’EVIDENCE-BASED MEDICINE (EBM) (cette pratique fondée sur des
preuves soi-disant scientifiques) AVEC L’AIDE DES AMÉRICAINS
EUX-MÊMES - Vers la réhabilitation de la clinique du sujet : la
patient-based psychiatry ?
car, « On ne peut jamais rien prouver ». Jacques DERRIDA
Comme le
rappelle Hanna ARENDT (Les origines du
totalitarisme), la médecine fondée sur
des preuves scientifiques a été inventée
par le Reich nazi fasciné par les
théories positivistes des Taine, Renan,
Comte, exacerbées par Gobineau, Rostand
et Carrel. Ensuite, par les théories
eugénistes (stérilisation des malades
mentaux) et racialistes du mouvement
fasciste américain, emmené par Henry
FORD, dont une photo décorait le bureau
de Hitler…
Cela aurait
du suffire pour l’expulser, à la manière
d’un noyau pervers, de notre champ de
pensée et de pratique.
Reprise
récemment par le monde anglo-saxon,
cette idéologie scientiste et
technologique néoconservatrice de l’ère
néolibérale est maintenant bien connue
en France : la Loi du 13 août 2004
réformant la santé publique, l’Académie
de médecine, l’INSERM et ses calamiteux
rapports, la triste autoproclamée Haute
Autorité en Santé qui succède à l’ANAES
(Agence Nationale d’Accrétination et d’Évaluation
en santé), qui masque sa totale
incompétence derrière la novlangue
gestionnaire, la Direction générale de
la santé, l’Assurance maladie, les
Observatoires régionaux de la santé, qui
ont perdu leur autonomie, les formations
de l’École Nationale de Santé Publique
de Rennes, et celles de nos universités,
la vénérable Société Française de Santé
Publique, pourtant défenseur jadis de la
promotion de la santé en approche
communautaire, l’Institut National de
Prévention et d’Éducation pour la Santé),
les directeurs d’hôpitaux, et même (hélas)
l’ex-indépendante revue Prescrire, tous
sont désormais totalement soumis,
contaminés par cette MÉTHODE fondée sur
la statistique, le déterminisme
biologique et comportemental, qui
démolit toute une civilisation, et porte
gravement atteinte à notre Kulturarbeit.
Elle renaît (born again) en
1980 dans un Canada victime du « complexe
de Zélig », puis devient officielle aux
USA et dans tout le cône sous domination
idéologique anglo-américaine, destinée à
l’origine, et en toute innocence, à
SIMPLIFIER l’enseignement de la médecine
devenu trop « complexe » pour les
esprits post-modernes pragmatiques…
Aujourd’hui,
cette méthode binaire, ahistorique,
lourdement dogmatique et sous-développée
(qui fabrique en trois ans des
techniciens es-guides et référentiels à
appliquer à la lettre), est une épidémie
mondiale encore sans vaccin.
Rappel : mais qu’est-ce que l’EBM ?
Ressuscitée dans l’université privée
baptiste McMaster d’Hamilton (Toronto)
financée par des géants pharmaceutiques
(Pfizer et Astra-Zeneca) et du tabac
(sic), l’EBM est une méthode pédagogique
conçue comme une démarche explicite de
recherche, d’évaluation et d’utilisation
des preuves disponibles pour résoudre
une question clinique.
Elle suit
quatre étapes : formulation du problème
médical, recherche dans la littérature
et les statistiques des articles les
plus pertinents et des « meilleures »
preuves dont on fait la méta-analyse,
évaluation de leur « niveau » de
validité et de l’applicabilité des
conclusions pratiques, enfin,
intégration des données trouvées dans la
réponse thérapeutique sous forme de
référentiels et de protocoles : cet
ensemble est baptisé médecine factuelle
ou rationnelle. Il donne une caution
scientiste aux nouvelles croyances du
tout-quantifiable, et rejoint
curieusement les principes de la vieille
école empirique française du XIXè siècle,
après avoir subi le filtre pragmaticiste
calviniste. (KIERKEGAARD méprisait les
« vérités factuelles », tueuses du
subjectif et de toute métaphysique).
« L’obscurantisme
est de retour. Mais cette fois-ci, nous
avons affaire à des gens qui se
recommandent de la raison », (BOURDIEU),
car la santé, sous la forme OMS du
mot-d’ordre de bien-être démocratique
obligatoire pour tous (porte ouverte à
tous les mouvements sectaires et de
coachs) « n’est pas un concept
scientifique, c’est un concept vulgaire »
(CANGUILHEM, Écrits sur la médecine,
2002) et injonctif : l’hygiène est
redevenue une norme morale du
néolibéralisme comme en Prusse autrefois,
et pourtant « Sanity, is not statistical »
écrivait Einstein…
Enfin, FREUD
en 1937, dans « Analyse avec fin et
analyse sans fin » remarquait que
soigner est l’un des métiers impossibles
au sens où on ne peut pas penser en
produire une écriture scientifique qui
permettrait de le maîtriser et d’en
prévoir les effets, tandis que HEIDEGGER
affirmait que « la science ne pense pas… »
Question : pourquoi la médecine, et
pourquoi pas une evidence-based economy,
ou une E.B. sociology, alors qu’il
existe un « Centre pour une politique
publique fondée sur la science » (sic)
au Maryland, financé par Exxon ? Quels
sont les enjeux de la médecine ? L’EBM
est-il un symptôme du passage français
au néolibéralisme et à une conception
totalitaire de la santé ?
Il subsiste un « mystère » : comment et
pourquoi cette approche idéologique
scientiste-positiviste inspirée du
modèle de l’École française de médecine
expérimentale de Claude Bernard (qui fut
altéré ensuite par les anti-Lumières
déterministes Taine, Renan et par le
positivisme de Comte, ouvrant la voie
aux préfascistes Rostand et Carrel et à
l’eugénisme, cette variante de l’hygiénisme),
a pu aussi rapidement et brutalement (ré)envahir
le champ de la santé française que l’OMS,
en 1998, classait pourtant « meilleur
système mondial de prestation de soins » ?
Comme si la
place culturelle était vide, dans le
même temps où la psychiatrie subissait
les assauts parallèles des DSM et autres
thérapies cognitivo-comportementales,
issues de la même matrice (Matrix)
scientiste au sang triste, et bien que
« l’EBM soit quelque chose en fin de
compte qui ne compte pas »…(Slavoj ZIZEK.
La subjectivité à venir. 2006), mais que
tout le monde adopte sans débat, comme
par enreligieusement, car toute
idéologie scientifique est mûe par un « besoin
inconscient d’accès direct à la totalité »,
cette antichambre du totalitarisme pour
Arendt.
Et si cette exception française enviée
nous avait fait honte à un moment où les
gouvernements de gauche cherchaient (on
ne sait pourquoi) à donner des gages aux
anglophones : car MM Kouchner, ministre,
(dont les valses-hésitations politiques
sont courantes…) Dab et Abenhaïm,
directeurs généraux de la santé,
Kervasdoué et Johannet, conseillers,
Chambaud, président de la SFSP, voire
Roelandt-Piel et leur rapport calamiteux,
ces coachs de notre santé publique
étaient tous « de gauche » quand ils
sont devenus les chevaux de Troie de
cette idéologie importée, contradictoire
dans ses valeurs avec la nôtre, et ont
donc aidé à tuer le modèle clinique
français (en particulier en psychiatrie)
dans la foulée providentielle des Lois
Juppé.
Complexe d’Érostrate,
nouvelle croyance ou soumission
idéologique à la manière du syndrome de
Stockholm qui transforme les otages en
alliés zélés de ce faux modernisme ?
Dans Le
Monde du 19/04/2007, Jacques TESTARD
propose l’hypothèse : « c’est une des
pesanteurs de la social-démocratie que
de fonctionner avec le même moteur
libéral et le même carburant scientiste
que le capitalisme, mais sans avoir ni
le goût, ni l’audace d’assumer les
exclusions ».
Dans le même temps, leur confrère
Allègre -l’homme qui ne doute jamais-
détruisait le système universitaire de
recherche (ça vaut pour le champ de la
psychopathologie, mais aussi pour l’école
et le collège, pareillement soumis à l’impérialisme
positiviste) par le cadrage évaluatif
obsessionnel mis en place par la DRED
(Direction de la Recherche et des Études
Doctorales) sur le modèle d’une foi
aveugle et non élaborable dans le
scientisme et la technologie que J.
TESTARD appelle « la fascination de la
gauche pour la technoscience », et que
J.C. GUILLEBAUD (Le Principe d’humanité.
Seuil 2004) raille :
« A force d’arrogance
la science est devenue dogmatique. C’est
ce que GRAMSCI appelait la superstition
scientiste, laquelle conduit tout droit
au fondamentalisme. Et ce n’est pas un
hasard si nombre d’islamistes se
recrutent parmi les jeunes scientifiques »…qui
mettent à mal le bel axiome de Kant :
« Il n’y a pas de doute que toute notre
connaissance procède de l’expérience » (et
pas de la croyance aveuglée par une
idéologie).
Pourquoi
cette conversion tardive et zélée à
cette contre-réforme d’une extrême
violence, et pas seulement symbolique,
et d’un grand mépris face aux
compétences cliniques accumulées et
discréditées : « L’Amérique n’a même
plus besoin d’être dominatrice. Elle est
devenue pour nous irréfutable, c’est-à-dire,
intérieure » (Régis DEBRAY. Les Cahiers
de médiologie. 2006).
Vers une
médecine marchandisée protocolisée et
code-barrée ?
Ces « Invasions barbares », pour
reprendre le titre du beau film de Denys
ARCAND qui symbolise la fin de l’exception
québécoise face au rouleau compresseur
américain, ont littéralement et
naturellement coulé de source, et n’ont
pas rencontré beaucoup d’opposition en
France, puisqu’il y est partout proclamé
par le MEDEF, et repris en chœur par les
médias unanimes, la rengaine
tautologique « il faut réformer, puisque
c’est nécessaire pour moderniser et
rattraper les retards » etc.
Cette
scholastique patronale a fait tache d’huile
et développé la biopolitique
bureaucratique et révizorienne du
contrôle social de la santé par le
biopouvoir d’État comme FOUCAULT ne l’aurait
pas imaginé, à coup de formations-formatages,
de procédures et de protocoles (1000
sont programmés par la HAS), de
recommandations de plus en plus souvent
opposables et sanctionnables, de menace
et de PEUR, de gestion mortifère, d’évaluations
maniaques jusqu’au délire paranoïaque,
de guidelines et guides de bonnes
pratiques et conduites, de statistiques,
de tests et questionnaires qu’on stocke
dans les toolboxes pour parler moderne,
de courbes de Gauss, d’impérialisme de
la moyenne statistique et de calculs de
probabilité (« ces nouvelles figures
surmoïques du destin » pour R. GORI ),
de bilans, de listes, de codage, de
fichage, de classements et de « grilles »,
élaborées par la monarchie des zexperts,
qui REMPLACENT le diagnostic
différentiel en voie de disparition. Et
surtout la clinique.
De
précaution en garanties, de preuves
prouvées scientifiquement, en groupes
homogènes de patients (et de praticiens
mis en concurrence, stimulés à la prime
au rendement, infantilisés et
licenciables), d’habilitations et
accréditations, d’expertises « indépendantes »,
de démarche qualité (vla un autre
fétiche) en nouvelle gouvernance et en
réforme de l’hôpitalentreprise bientôt
côté en bourse, dans lequel le malade (devenu
usager, ou usagé ?) sera l’INTRUS, en
tout cas la variable d’ajustement ; de
transmission ciblée en dossier « partagé »,
et de démolition de la psychiatriste
santémentalisée, en invalidation de la
psychanalyse parce qu’inévaluable, et en
multiples autres forfaits et assauts
perpétrés par ces thanathocrates, nous
finissons par atteindre cet Ordre
Nouveau médical que Jean OURY dénonce
depuis 1960… et que R. GORI détaille
dans sa « Santé totalitaire » (Denoël
2006).
Contre
l’intelligence collective et la culture,
voilà un fichu malaise dans la
civilisation destiné à REMPLACER l’intuition,
la prise de risque, le doute, le
colloque singulier et la bonne vieille
anamnèse, bref, à fabriquer enfin une
médecine et une psychiatrie
scientifi-ques, sans inconscient et sans
transfert, avec des médecins soumis à la
démarche-qualité, et à l’évaluation
humiliante de leurs « compétences »
professionnelles, sans tiers et sans
dialectique, devenus comptables : car
selon l’ex DGS W. Dab « Tout ce qui
n’est pas évaluable n’est ni
scientifique, ni éthique (sic) », mais :
« Tout ce qui peut se compter ne compte
pas, tout ce qui compte ne peut pas se
compter » lui répond EINSTEIN.
Et Franck
CHAUMON conclut (Psychanalyse : vers une
mise en ordre. 2006) «Chacun convient
que l’idée même de remplacer l’art de la
politique par le projet d’une
mathématique du social caractérise la
bureaucratie, voire le totalitarisme ».
NB : d’où
vient ce « protocole » qui envahit tout
? Du grec ‘protokollon’ –collé avant,
certificat- qui passera dans le latin ‘protocollum’,
avant de connaître ses lettres de
noblesse (sic) en portugais dès 1330,
pendant la «sainte» Inquisition contre
les Juifs, sous la forme du PROTOCOLO DE
LIMPEZA (preuve de pureté) document
sauf-conduit (un certificat de baptême
du «saint»-Office) prouvant que le
porteur n’est souillé à aucun degré par
du sang juif impur. On comprend que ce
terme plaira aux hygiénistes, car il
appartient déjà historiquement à l’eugénisme.
Protocole sera ensuite utilisé par les
tsars puis les nazis pour apporter la
PREUVE que les Juifs veulent conquérir
le monde : « Les protocoles des sages de
Sion », et sera la base « théorique » de
Mein Kampf. Regrettons que le très
droitier gouvernement polonais ponde
cette délirante « Loi de lustration » (rituelle)
anticommuniste, qui exige un « certificat
de pureté politique » de ses
responsables. De l’antisémitisme à l’anticommunisme,
les moyens sont les mêmes. Les
homosexuels et les avorteuses suivent…
Voilà bien un de ces nouveaux paradigmes
kleenex dont notre époque fait grande
consommation, qui nous dessaisit de
notre histoire, de notre pensée complexe
et de nos mentalités, au profit de cette
grossière idéologie gestionnaire
«moderne» du mot d’ordre, tueuse du
désir et de l’hétérogène, réactionnaire
et régressive, provoquant un changement
radical dans la nature même du lien
social, en voie d’accréditation-accrétination
à marche forcée, sans tiers, dans une
«pensée» ahistorique et désymbolisée.
L’EBM est la
quintessence du concept, cet «incorporel»
de Deleuze, parce que « le scientisme
repose essentiellement sur le désaveu de
la fonction du signifiant », GORI (Synapse,
sept. 2005).
Et Pierre
VIDAL-NAQUET (Un Eichmann de papier. La
Découverte 2005) exprime une éthique
radicale face à ces formes de
révisionnisme sectaire : « Le débat (avec
le porteur de ces valeurs) est exclu,
parce que son mode d’argumentation –ce
que j’appelle son utilisation de la
preuve non ontologique- rend la
discussion inutile. Je procède comme
avec le sophiste, un homme qui ressemble
à celui qui dit le vrai, et dont il faut
démonter pièce à pièce les arguments
pour en démasquer les faux-semblant. Il
faut comprendre non seulement le comment
du mensonge, mais aussi le pourquoi ».
Les dégâts sont très importants : l’irréversibilité
est-elle atteinte, et peut-on encore
refouler ce modèle épidémique mortifère
avant que la jeune génération dite
pragmatique (a-t-elle un autre choix ?)
en ait fait son shibbolet et soit
définitivement américanisée, scientific-
based (ou «biaised», selon le witz de
regretté ZARIFIAN), convaincue de force
qu’est scientifique tout ce qui peut se
mesurer.
Aujourd’hui, nous assistons à la
fétichisation de la preuve, au cœur de
tous les raisonnements, dans un
matérialisme vulgaire, soubassement
d’une pensée primaire opératoire fondée
sur le factuel et le (sur)déterminisme :
un nouvel anti-humanisme qui oppose le
cerveau à l’inconscient, la (ré)action à
la pensée.
Et pourtant,
« La vérité est dans la contradiction »,
Jean JAURÈS.
Rien de tel
qu’un sottisier pour en faire le tour,
et sourire malgré tout.
Et d’abord
le célèbre sophisme de l’inénarrable
RUMSFELD sur les armes de l’Irak : « Ce
n’est pas parce qu’on n’a pas la preuve
que quelque chose existe, qu’on a la
preuve qu’elle n’existe pas »… (Comme
pour Dieu).
Ariel SHARON
« C’est aux Palestiniens de prouver qu’ils
veulent la paix ».
Au sujet de
la plainte contre une exposition d’art
contemporain à Bordeaux : « L’enquête
peine à prouver le caractère
pornographique des œuvres : cette
procédure ne repose en effet sur aucune
preuve du litige ».
De L.
ARMSTRONG douteux vainqueur de sept
tours de France : « Lors d’un arbitrage
fédéral à Dallas, j’ai prouvé que je n’avais
jamais utilisé de produits dopants ».
Ségolène
ROYAL (souvent) : « Je veux faire l’Europe
par la preuve » ( ?).
Y. FERROUL,
le Monde du 19/12/06 : « Il n’y a aucun
article dans toute la littérature
mondiale (sic) apportant la preuve qu’une
méthode psychanalytique ait guéri
quiconque ».
« Le Dalaï
Lama proclame à Washington devant le
congrès sur les neurosciences convoqué
par Bush, sa foi dans la science : si
elle prouve que certaines croyances du
bouddhisme sont fausses, alors le
bouddhisme les changera ». Le Monde du
12/11/05.
La Cour d’Appel
de Rome le 11/08/2005, rejugeant Paolo
Persichetti extradé lâchement de France :
« Il n’y a jusqu’à présent aucun signe
prouvant qu’il a assumé publiquement des
positions de dissociation de la lutte
armée ».
La margarine
PRO-ACTIV : une efficacité
scientifiquement prouvée.
Philip ROTH
dans « Le complot contre l’Amérique »
cite Henry FORD : « Je sais qui est
cause de la guerre. Ce sont les
banquiers judéo-allemands. J’en ai la
preuve, je vous parle de faits ». Il s’inspire
alors du pamphlet « Les protocoles des
sages de Sion » où l’on voit à quoi
peuvent aussi servir les protocoles…
J. HOLMES,
ambassadeur britannique à Paris reproche
au Monde, le 9/07/03 : (authentique) « Vous
ne disposez pas de preuves prouvant que
Blair avait menti sur l’existence de
preuves prouvant la culpabilité
irakienne… »
The American
Heart Journal étudiant le
bénéfice-risque de la prière dans la
traitement des maladies cardiaques : « Ces
pratiques n’ont pas jusqu’ici fait la
preuve scientifique de leur efficacité ».
Et puis
cette perversion de la pensée
scientifique qui la calque sur le modèle
juridique : « Il appartient aux
opposants aux OGM d’apporter la preuve
que ces produits sont dangereux. Il faut
faire CONFIANCE à la science et à la
recherche ». Pr Debray (TGV Magazine,
oct. 2006). Une confiance aveugle, comme
la foi ?
Et la
réponse de José BOVÉ : « Nous demandons
l’inversion de la charge de la preuve :
c’est à celui qui veut mettre quelque
chose sur le marché de montrer que son
produit n’apporte aucun risque ».
Outre la plasticité opératoire de ce
concept-valise utilisé à toutes les
sauces pour faire valider n’importe quoi,
il faut remarquer que sa faiblesse
sémantique et épistémologique l’oblige à
devoir s’accompagner d’un adjectif
qualificatif tautologique, comme « preuves
probantes », ou « preuves vérifiées »,
ou «valides», parfois même preuve «évidente»
(apodictique), ce qui est guère
scientifique, et paradoxal pour une
méthode qui se présente comme s’imposant
d’elle-même, s’énonçant toute seule,
comme la vérité axiologique de la chose,
ce qui permet de la présenter comme non
négociable, sanctuarisée.
La preuve (délibérément confondue avec
la probabilité) donne souvent lieu au
mensonge ou au traficotage : les revues
médicales anglophones de littérature
grise à comité de lecture, ou à facteur
d’impact contrôlé (le fétichisme de
l’Impact Factor, but suprême de tout
chercheur français) sont imposées comme
bibles médicales mondiales, et puisent
leur références « certifiées » dans le
vatican EBM de la Cochrane Collection
d’Oxford, exclusivement financée par
Astra-Zeneca.
Mais elles perdent actuellement de leur
crédibilité, car elles en usent
fréquemment, ou sont abusées par les
cooptations quand elles publient (New
England Journal et Science) les
révélations de Hwang Woo-suk qui aurait
clôné un humain : dans ce cas, elles ne
se distinguent plus guère de l’Église de
scientologie ou des simagrées de RAEL.
La revue The
Lancet (fleuron du groupe ELSEVIER,
aujourd’hui EBMisé) publie en 2006 les
résultats de l’enquête truquée du Dr Jon
Sudbo sur le cancer de la bouche. En
octobre 2005, Nature révèle les conflits
d’intérêts entre ses rédacteurs et les
laboratoires pharmaceutiques, regrette
d’être financée par les marchands de
canons… et s’excuse pour les bricolages
dans l’article sur les cellules souches.
Enfin, PLOS Medicine révèle que trois
essais cliniques sur quatre menés à l’initiative
de l’industrie recourent à des « nègres »
pour les rédiger : l’article conclut :
« Lorsqu’ils sont financés par les
industriels, les articles scientifiques
ont jusqu’à huit fois plus de CHANCE d’être
favorables aux intérêts de leurs
sponsors »…
A qui se
fier quand la clinique s’estompe
derrière la statistique tronquée ?
Tout ceci s’écrit
au nom de l’EBM, cette médecine par la
preuve qui pousse à en fabriquer de
fausses, ou des études partielles,
édulcorées, dont les effets secondaires
sont neutralisés, parce qu’il y va du
seul intérêt des laboratoires, comme le
furent les fausses preuves de la
culpabilité de Dreyfus, révélées par
JAURÈS.
Article du Monde du 17-12-06 : Le
New-York Time rapporte que les
laboratoires Lilly ont pendant
dix ans volontairement minoré les effets
secondaires du psychotrope ZYPREXA
qui a déclenché beaucoup de diabète. Les
guides de bonne pratique mentent.
Au mieux, ils biaisent.
Le ministre français de la santé vient
pourtant d’autoriser le 25-12-06 les
laboratoires à suivre les patients chez
eux par des Programmes d’aide à l’observance
« pour que les patients
prennent BIEN leurs médicaments »
disent-ils. Un scandale chasse l’autre.
Fin du secret médical. Et très peu d’émotion.
Dans le même temps, « l’Europe» OBLIGE
la France à autoriser le Prozac aux
mineurs…
Parfois, les
guides de bonne pratique tuent : le
Monde du 14-10-06 rapporte qu’un
accident de radiothérapie au CH d’Épinal
a fait un mort et treize irradiés en
2005, parce que le protocole en anglais
a été mal appliqué par des personnels
incompétents, insuffisamment formés et
déqualifiés. L’on perçoit ici le risque
principal que cèle l’EBM : ses boîtes à
outils s’adressent de plus en plus à des
auxiliaires sans formation clinique
chargés d’appliquer A LA LETTRE des
recommandations techniques. L’EBM
prépare la médecine déléguée sans
médecins.
Une enquête
norvégienne de mai 2002 rapportée par
Michel LECARPENTIER (dans Psy-cause),
médecin directeur de la clinique de La
Borde, dévoile qu’entre 1992 et 2002, le
ratio de mortalité par suicide et
accident a été multiplié par trois pour
les hommes dans le système de soins
psychiatriques. Des études danoises,
suédoises et américaines confirment ce
constat. Ce surcroît de mortalité est
pour Lecarpentier « l’effet de
décisions étatiques prises au niveau
mondial, rapportables à la
rationalisation des soins après le
premier choc pétrolier ». Autrement dit,
considèrons que avons la preuve
scientifique que la mondialisation de l’EBM tue.
Nouvel eugénisme doux ?
Pour F.
CHAUMON (Pour la psychanalyse. Pratiques
de la folie 2006) : « Nous avons affaire
à une toile de fond en perpétuelle
évaluation de ses propres
rationalisations, d’une machinerie qui
s’avance ouvertement en se parant d’un
pragmatisme indiscutable, auquel
personne ne croit sérieusement, et
pourtant auquel tout le monde adhère ».
Voilà l’acmé
de l’aliénation à la manière de J. OURY.
Slavoj ZIZEK
(La subjectivité à venir. Flammarion
2006) : « Nous nous retrouvons aujourd’hui
dans une situation radicalement clivée :
le langage objectivé des experts et des
scientifiques ne peut plus être traduit
dans un langage commun accessible, à
tous, mais on le retrouve sur le mode de
formules FÉTICHISÉES que personne ne
comprend vraiment, et qui façonne notre
imaginaire ».
Car, par l’EBM (où la preuve remplace la
loi), la science privatisée par « la
monstruosité de la logique acéphale des
procédures gestionnaires » (CHAUMON), va
vers un totalitarisme : elle est devenue
apodictique, et ne souffre plus de
discussion démocratique hors celle des
zexperts cooptés avec leur inquiétante
novlangue, et « nous contraint à
interroger les conditions de possibilité
même du politique » (CHAUMON).
L’EBM
referme tragiquement la révolution
ontologique cartésienne fondatrice de la
disjonction entre le savoir et la vérité,
entre la pensée et le factuel, qui avait
ouvert la porte à la modernité. Cette
méthode anti-Lumières non seulement nous
ramène à la fin du XIXè pour son
approche médicale, mais également au
XVIIè pour son approche philosophique…
Voulue par des protestants réformés,
elle risque d’éliminer l’héritage de
Lüther… (Voir American parano. –pourquoi
la vieille Amérique va perdre sa guerre
contre le reste du monde. J.P.
Immarigeon. 2006).
APRÈS La
SIDÉRATION, UNE RÉSISTANCE SE MANIFESTE
ENFIN
car, « Quand
quelques esprits sectaires proclament
leur infaillibilité, subjuguent le grand
nombre et l’attellent à leur destin pour
le mener à la perfection… ainsi
commencent les grands malheurs », René
CHAR, 1943.
FREUD ne serait-il pas le premier
adversaire affiché de tout protocole
positiviste, bien qu’il ait été lui-même
formé par le mouvement positiviste ?
Des
chercheurs et des praticiens en France,
et dans la sphère anglo-américaine
mettent en doute scientifique cette
idéologie comme étant hasardeuse,
inefficace, et dangereuse pour la
clinique, alors qu’elle a été CONSACRÉE
(c’est le lapsus utilisé sur le site de
l’HAS, qui considère que «ses avis ont
un CARACTÈRE DÉFINITIF, et à ce titre ne
peuvent faire l’objet d’un réexamen par
une autre instance» ) par la loi du
13-08-04 comme méthode unique et
officielle d’approche des questions
médicales. Il s’agit clairement d’une
bulle pontificale, irréfutable… Au
secours, Lyssenko.
NB : Dans un laborieux et très primaire
plaidoyer paru dans le Monde du
27-01- 2005, le patron de la
Haute autorité avec cette fausse candeur
issue de son passage dans l’entreprise
privée, titre : « Nous devons nous
demander comment REVENIR à LA science et
au BON raisonnement », et son naturel
adialectique fait le reste : « la
réflexion scientifique doit s’ouvrir aux
sciences sociales (chiche) , voire
économiques…le monde de la santé, le bon
sens n’y existe plus… la philosophie
(sic) de l’HAS est d’être TOTALEMENT
indépendante (mais son CA compte un
député UMP)… la question est de savoir
COMMENT FAVORISER L’EBM dans la pratique
quotidienne… notre rôle est d’essayer de
rassurer le médecin en mettant à sa
disposition le fruit de LA science, en
l’incitant à l’auto-évaluation en
fonction du ‘gold standard’ (sic) que
nous pourrons lui proposer… nous ne
sommes pas des gendarmes (dénégation),
MAIS nous aurons les moyens de voir si
NOS recommandations sont suivies
».
--Et tout d’abord
la résistance du docteur Nicole DELÉPINE,
oncopédiatre et bête noire depuis vingt
ans de ses confrères de Villejuif qui
lui reprochent de refuser de faire, des
enfants qui lui sont confiés, des « groupes
homogènes de malades » à qui on applique
(bible EBM) des protocoles standardisés,
randomisés en double aveugle, et
multicentriques, avec placebo, excluant
toute possibilité de consentement
éclairé, car la cancérologie est en
France la première discipline qui s’y
est totalement enchaînée, même si ça
bouge depuis.
Au contraire,
N. Delépine considère que chaque enfant
est une situation clinique et revendique
l’application de traitements
personnalisés. Injures, articles
diffamatoires, refus de publier ses
articles, procès qu’elle a gagnés,
pressions pour fermer son service,
extrême violence traduisent le désarroi
des orthodoxes, pour qui le protocole
EBM est un puissant anxiolytique, mais
aussi la «garantie» que ces maudits
assureurs continueront à couvrir leurs
risques professionnels…
Madame
DELÉPINE avec le soutien d’associations,
et grâce à des guérisons avérées plus
nombreuses qu’avec les protocoles
magiques, a fini par gagner une certaine
tranquillité professionnelle en quittant
en 1998 l’hôpital Robert-Debré pour l’unité
plus accueillante, portant haut le beau
nom d’Avicenne, à Bobigny.
NB : La SAS (section des assurances
sociales du Conseil de l’Ordre des
médecins) de l’Orne a condamné le
14-10-2005 un médecin à 18 mois de
suspension pour non respect d’une
recommandation de l’ANAES sur la
surveillance des cancers. Flicage
efficace du biopouvoir relayé
servilement par la sécu, et parfois par
l’Ordre bien nommé. Comme l’affirmait le
DGS de l’époque, W. Dab : « C’est le
plan cancer (imposé par Chirac) qui joue
le rôle de modèle pour la santé publique ».
Trois études
scientifiques françaises sérieuses
contribuent à éclairer de l’intérieur
même de ce modèle, la vanité
scientifique de l’EBM.
--M. CUCHERAT (maître de conférences,
service de biostatistiques des hôpitaux
de Lyon) publie dès janvier 2001 dans la
Revue Médicale de l’Assurance Maladie,
un article intitulé « Introduction à la
médecine factuelle » par lequel il
pointe la difficulté à définir ce qu’est
une « preuve fiable du bénéfice clinique
d’un traitement », avec l’apparition de
biais statistiques et de nombreux faux
positifs qui peuvent être liés à des « intérêts
en jeu » et vont jusqu’aux fausses
preuves, et aux publications
scientifiques douteuses. Enfin, l’approche
probabiliste empêche de conclure à
partir d’un individu, et oblige à
considérer des groupes jamais homogènes,
reposant sur des moyennes. Aujourd’hui,
la sécu refuserait cette publication.
--Jean-François FONCIN, directeur d’études
à l’École Pratiques des Hautes Études
publie en 2005 « Evidence Based Medicine
et recherche clinique en neurologie et
psychiatrie ».
Il y pointe
la confusion entre preuve et probabilité
qui marque le hiatus entre science et
scientisme, s’étonne du jargon sur le «niveau»
de preuve qui ne signifie rien, et
considère que ce concept s’il est valide
dans le champ juridique (témoignage),
est étranger à la pensée scientifique.
Enfin, il rappelle qu’une efficacité
thérapeutique peut être affirmée à
partir de l’examen d’un seul cas… Il
réfute radicalement l’inhumanité absolue
du double aveugle randomisé nécessaire à
l’EBM, comme refusant au nom du hasard
et de la nécessité à un patient qui l’ignore
de recevoir la molécule active en
laquelle il CROIT.
Pour FONCIN
« je crois avoir démontré que l’EBM ne
se situe, dans sa pratique anglo-saxonne
actuelle appliquée à la thérapeutique,
ni sémantiquement, ni pratiquement dans
le champ scientifique, mais qu’elle est
un outil juridique » destiné à se
prémunir vis-à-vis des assureurs
tout-puissants, par l’observance stricte
des protocoles comme garanties négociées
de tout risque thérapeutique.
--Georges
FISCHMAN, psychiatre des hôpitaux
exerçant à Sainte-Anne publie dans les
Annales médico-psychologiques, en
octobre 2005, une réfutation intitulée
Évaluation des psychothérapies selon les
principes de l’EBM. Enjeux et
scientificité du rapport de l’INSERM. Il
considère ce rapport comme « le
paradigme des dérives possibles de l’application
des critères de l’EBM » : biais
statistiques, partialité, orthodoxie,
dogme préétabli, négligence de l’hétérogénéité,
non représentativité, procédés
tautologiques, sans objectivité
scientifique, et tout à l’avenant.
En vrac, des
prises de position qui se multiplient,
en souhaitant qu’il ne soit pas trop
tard :
--Edouard
ZARIFIAN dans Psycho-média de février
2005 : « à propos du scientisme de la
psychiatrie officielle aujourd’hui, à
propos des revendications des
thérapeutes et des chercheurs en
thérapie cognitivo-comportementale, ils
IMPOSENT comme référence l’EBM… en
disant : ça au moins, c’est la seule
référence possible. Or dans la presse de
langue anglaise, on est en train de
REVENIR très largement de ce concept… et
on s’aperçoit que cette construction
méthodologique ne correspond pas à la
réalité des soins ».
--Gilles
FORMET, psychiatre et psychanalyste en
Vaucluse, lors du colloque de décembre
2005 à Paris sur Sexe et psychiatrie :
« Le miroir aux alouettes d’outre
Atlantique a rapidement ébloui certains
médecins en France. Cependant, cette
méthode est critiquable scientifiquement…
elle induit une suspicion de perversion
marchande… laisse planer un doute sur l’objectivité
de ce qu’il peut ressortir, car alors la
vérité médicale est établie par les
marchands dont le but est de vendre…
abandonne la confiance en
l’intelligence… pour remplacer tout ceci
par une politique de codification et de
contrôle… C’est une science conçue comme
autorité ».
--Nicolas
DURUZ, professeur de psychologie
clinique à Lausanne (Le Monde- août
2005) : comment sortir de l’EBM en
psychothérapie ? «le modèle de l’EBM est
contestable, il faut compléter les
travaux existants par des études de cas
bien documentées, des entretiens
cliniques avec des patients et leurs
thérapeutes au terme de la cure . De
telles études commencent à être menées
un peu partout dans le monde, mais trop
timidement ».
G. CANGUILHEM (La connaissance de la
vie. Vrin 1985) : « Or, comme il nous a
semblé reconnaître dans la santé un
pouvoir normatif de mettre en question
des normes physiologiques usuelles par
la recherche du débat entre le vivant et
le milieu (recherche qui implique l’acceptation
normale du risque de maladie), de même,
il nous semble que la norme en matière
de psychisme humain c’est la
revendication et l’usage de la liberté
comme pouvoir de révision des normes,
revendication qui implique normalement
le risque de folie ».
--En Italie,
le docteur Sergio STAGNARO a publié un
ouvrage « La médecine basée sur le
patient singulier » aussitôt traduit en
anglais « Single-patient based
medicine » dans un but de lobbying, qui
connaît un grand succès au point que
même le très conservateur Commissaire
européen à la santé, l’irlandais BYRNES
en a fait son livre de chevet. Il a été
référencé par PLOS Medicine, et par la
National Library of Medicine de
Washington.
Et l’Amérique ?
Il convient
d’abord de remarquer que le pape
philo-idéologique du néoconservatisme
fait spectaculairement volte-face :
FUKUYAMA en personne révise sa « fin de
l’histoire » qui serait plutôt la fin
d’une certaine Amérique, en incapacité à
reconnaître le réel, en aveuglement
idéologique, et qu’il serait temps de
laïciser.
--Dans La
Lettre de Psychiatrie Française, Nicole
KOECHLIN a traduit une interview de
Nancy ANDREASEN, célèbre professeur de
psychiatrie et écrivain, donnée au New
Scientist, qui pose un regard sans
complaisance sur les errements des DSM (qu’elle
a contribué à actualiser et réfute
aujourd’hui) et de l’EBM, trop réducteur.
Nous
devrions nous en inspirer pour modérer
notre attraction pour le modèle
américain. Elle ajoute : « un jour, au
XXIe siècle, lorsque le génome et le
cerveau humains auront été complètement
cartographiés, peut-être sera-t-il
nécessaire de mettre en place un plan
Marshall inversé pour que les européens
sauvent la science américaine ». « Il
faut donc revenir au point fondamental
que chaque individu malade dans sa
singularité devrait constituer le centre
de la pratique clinique. J’aime la
psychiatrie, parce que c’est la seule
spécialité qui mette l’accent sur la
compréhension de l’individu humain dans
le contexte singulier d’un environnement
et d’une histoire personnelle » (irréductible
à un cas noyé dans une cohorte traité en
double aveugle randomisé).
Il s’agit
donc maintenant de réhabiliter la
patient-based psychiatry. Un véritable
pléonasme à notre portée.
--L’AFPEP-SNPP
(Association Française des Psychiatres
d’Exercice Privé, et Syndicat National
des Psychiatres Privés), soutenus par la
Fédération Française de Psychiatrie, ont
fait le pari d’être présents et actifs à
l’Association Mondiale de Psychiatrie (WPA
– 103 pays) jusqu’alors de stricte
obédience américaine.
Un lobbying
très subtil produit déjà des effets :
les français ont été appelés à
participer aux travaux préliminaires à
la refonte des classifications dans un
sens plus proche de la «clinique à la
française» centrée sur le sujet.
Antoine
BESSE (avec Yves THORET et Michel BOTBOL)
y défend le retour mondial à la
patient-based psychiatry avec des succès,
sur la base d’une alliance avec les
indiens, les africains, et des
australiens. De plus en plus d’anglo-américains
nous sollicitent, et des demandes de
coopération se font pour que nous les
aidions à revaloriser le « modèle
français de psychiatrie humaniste »
fondé sur les Lumières (qui a fait ses «preuves»,
sic).
En juillet
2006, lors du congrès mondial
d’Istanbul, l’AFPEP a animé un atelier
sur « La psychiatrie centrée sur le
patient en pratique privée », qui semble
avoir déclenché une dynamique très large
de demande de soutien par des pays où
cette pratique n’existe pas, et va
déboucher sur l’organisation en mars
2008 en France, du premier congrès
continental du WPA. En français.
Peut-être
assistons-nous actuellement à un début
de retournement en faveur d’une pratique
non scientiste ? Il convient de l’entretenir
avec espoir tous azimuts.
L’AFPEP
préside également l’ALFAPSY (les
francophones tournés vers l’Afrique) qui
va intégrer la WPA. Juan MEZZICH, son
président, très impressionné par les
États généraux de la psychiatrie de
Montpellier en 2003 (bravo BOKOBZA),
prépare un travail d’histoire de la
psychiatrie, retour notamment sur ses
racines françaises. Comment ne pas s’en
réjouir, et enfoncer le clou, d’abord
chez nous ? Rien n’est jamais dit pour
toujours.
--DUMP THE
DSM (« chassez le DSM »), clame haut et
fort un courant psychiatrique américain
dissident qui utilise l’arme de
l’humour, sur le site de Psychiatric
Times, institution respectable la plus
lue aux USA. Leur article « Is the DSM
the Bible of psychiatry » a fait un
tabac, car ils se réfèrent au texte de
la bible littéralement, qu’ils comparent
à celui du DSM.
--Dans cet
esprit, il est riche de lire l’opinion (envieuse
et étonnée) que se font certains
américains sur « La psychiatrie de
l’enfant et de l’adolescent en France »,
lisible sur le site du CHU d’Angers,
signée par J.M. Maldonado-Duran de l’Association
du Kansas de santé mentale infantile.
Ils constatent que la pratique française
a échappé à l’EBMisation et à l’homogénéisation,
et s’étonnent (l’Europe est vraiment
pour eux un autre univers) que « la
pédopsychiatrie en France puisse
maintenir « le luxe » que représente le
respect de l’individu, de la famille, du
contexte social, du droit à la santé, de
l’engagement à prendre socialement en
charge les plus vulnérables. Peut-être
est-ce une spécificité culturelle de la
France ? »
Conclusion : L’EBM marque le
triomphe de la technoscience, une
science antidémocratique sans conscience
qui peut ruiner l’âme, passée sous la
coupe de l’industrie et du privé, du
profit qui légitime toutes les
idéologies pragmatiques.
La remarque
d’Olivier CLAIN, sociologue à l’université
Laval de Québec, parue dans Synapse de
mai 2005 : « La critique épistémologique
du discours de la science permet la
critique de l’illusion scientiste, qui
apparaît lorsque la science cesse d’être
un ensemble de questions en chantier, et
devient un réservoir de certitudes
disponibles à l’exercice d’une fonction
de légitimation » s’applique
parfaitement à la prétention de l’EBM à
une nouvelle totalité sans alternative,
comme fin de la clinique.
Il faut en
sortir avant des dégâts irréversibles,
pour stopper ce catéchisme morticole au
moment même, comme d’habitude, où leur
inspirateur américain les remet en
question.
Pourquoi
avons-nous donc toujours une guerre
idéologique de retard, car « Il est
peut-être fini le temps des preuves, le
cycle vicieux des procès en sorcellerie,
en canonisation », C. DONNER (Le Monde
2. 25-11-05) ; le temps de la
magic-based medicine, de la magie
blanche et de l’illusion de rationalité.
On doit
retourner l’EBM comme un gant, inverser
sa dialectique, pour remettre du tiers
et de la contradiction (Jaurès : « La
vérité est dans la contradiction »), et
surtout, comme le dit GORI, en
réhabilitant « l’humus de la clinique du
sujet » et la dimension humaine
totalement absente de ce réductionnisme.
L’EBM est
une imposture née dans les think tanks
néocons. Cette aliénation ne doit pas
faire l’objet de transaction ou d’accommodement :
comme un noyau opératoire pervers, elle
doit être chassée de notre mode de
pensée. Il y va de notre intelligence
collective, du risque de notre stérilité.
EINSTEIN (Verbatim)
« La connaissance de la vérité comme
telle est une chose merveilleuse, mais
elle est si peu capable de servir de
guide qu’elle ne peut même pas prouver
la justification et la valeur de l’aspiration
à connaître la vérité »…
« Aux preuves, préférer les traces,
seule la trace nous fait rêver ». René
CHAR. -
By Jean-Jacques LOTTIN. L’Isle-sur-la-Sorgue.
Janvier 2006.
Tratto da:
http://www.serpsy.org/humeurs/lottin_07.html
vedi anche:
Conflitto
di interesse
+
Conflitti di
interesse PDF - 1
+
Conflitti
di interesse PDF
- 2 +
Conflitti di Interesse, denuncia del Governo Ii
- PDF
+
CDC - 1
+
CDC - 2
+
FDA
+
Conflitti di Interesse,
business farmaci e vaccini
+
Conflitti
di interesse dell'AIFA
vedi anche:
ISS
+
Ministero
della salute
+
EMA
+ CNR e Corruzione
+
Consenso Informato
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Importante:
….pur segnalando le gravi anomalie (anche criminali)
della Sanita’ Mondiale gestita dalle
Lobbies farmaceutiche e
dei loro “agenti-rappresentanti”
inseriti a tutti i livelli, Politici e Sanitari nel
Mondo intero, vogliamo anche ricordare e spendere
per Giustizia delle parole per gratificare e
ringraziare quei centinaia di migliaia di
medici (quelli in buona
fede) che, malgrado le interferenze degli
interessi di quelle Lobbies, incessantemente si prodigano
ogni giorno aiutare i malati che a loro si rivolgono
e che con i progressi delle apparecchiature
tecnologiche per la diagnostica e delle
tecniche interventive, stanno facendo
notevoli progressi e raggiungono per essi risultati
ed effetti benefici, che fino a qualche anno fa
erano impensabili.
Vediamo
ogni giorno progressi in tal senso, ma la
terapeutica indicata dalla direzione della
Sanita’ ufficiale Mondiale = OMS
(che e' legata alle linee guida di dette
Lobbies), non
segue, salvo rari casi, quella curva progressiva di
benessere per i malati.
Se questi bravi medici
che operano giornalmente sul campo, conoscessero
anche la Medicina
Naturale, potrebbero migliorare e di molto le
loro tecniche terapeutiche, con grande beneficio per
tutti i malati.
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