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Libro di Enoch
Voglio
con questo messaggio, aprire una serie di riflessioni inerenti un volume,
"il libro dei Segreti di Enoch" che lega come un filo sottile la
vicenda Essena a quella giudaico-cristiana ed ai Vangeli.
La letteratura enochica permea la biblioteca qumramiana. Varie copie del
libro di Enoch sono state rinvenute a Qumran, ma, sono anche vari i
testi che sembrano tener ben presente questa letteratura
veterotestamentaria considerata apocrifa.
Volevo
affrontare il problema entrandovi, dapprima, attraverso quale veloce e
nemmeno tanto ardita (come vedrete) comparazione tra la struttura del
testo "Il libro dei Segreti di Enoch", e una tra le più belle
pagine dei Vangeli: le Beatitudini.
Non
si può non rimanere colpiti dalla sequenza e unicità delle beatitudini
pronunciate da Enoch che salito al cielo (in anima e corpo, elemento su
cui torneremo in un prossimo msg), raccoglie il messaggio del signore e lo
porta sulla terra comunicandolo ai figli.
Eccovi
il capitolo 42 dal verso 6 in poi: Allora dissi, miei figli, e ora lo dico
a voi: "Beato colui che teme il nome del Signore e che servirà per
sempre davanti al suo volto e disporrà i doni, offerte di vita e vivrà
la vita e morirà. [8] Beato colui che farà un giudizio giusto, (che)
vestirà l'ignudo con la (sua) veste e all'affamato darà pane. [9] Beato
chi giudicherà con un giudizio giusto l'orfano e la vedova e aiuterà
ogni vittima dell'ingiustizia. [10] Beato colui che si trarrà indietro
dalla via del cambiamento e che cammina per le vie diritte . [11] Beato
chi semina i semi della giustizia, perché li mieterà al settuplo. [12]
Beato colui nel quale é la verità e (che) dice la verità al prossimo.
[13] Beato colui che ha sulle labbra la pietà e la dolcezza . [14] Beato
colui che comprenderà le opere del Signore e lo glorificherà e a causa
delle sue opere riconoscerà l'artefice" .
La
sequenza delle beatitudini ed il loro contenuto, il fatto che siano
espresse in un sol discorso, non può non richiamare le beatitudini nel
Vangelo di Matteo:
[3]«Beati
i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli.
[4]Beati
gli afflitti, perché saranno consolati.
[5]Beati
i miti, perché erediteranno la terra.
[6]Beati
quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati.
[7]Beati
i misericordiosi, perché troveranno misericordia.
[8]Beati
i puri di cuore, perché vedranno Dio.
[9]Beati
gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio.
[10]Beati
i perseguitati per causa della giustizia, perché di essi è il regno dei
cieli.
[11]Beati
voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni
sorta di male contro di voi per causa mia. [12]Rallegratevi ed esultate,
perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Così infatti hanno
perseguitato i profeti prima di voi.
Perché
si possa avere un quadro completo della similitudine di contesto e di
linguaggio che lega le beatitudini dei Vangeli , ma anche il linguaggio di
Gesù nei Vangeli al libro di Enoch ho estratto altri brani in tema eccoli:
44,4.
[4] Beato chi dirigerà il suo cuore verso ogni uomo, così da aiutare chi
é giudicato e così da sostenere chi é spezzato e così da donare a chi
ha bisogno, [5] perché nel giorno del grande giudizio ogni opera
dell'uomo sarà rinnovata dallo scritto. Beato colui la cui misura sarà
giusta e il peso giusto e le bilance giuste, perché nel giorno del grande
giudizio ogni misura e ogni peso e ogni bilancia saranno esposti come sul
mercato e ciascuno riconoscerà la sua misura e secondo questa riceverà
la mercede
Confrontate
questo passo con Matteo capitolo 7
[1]Non
giudicate, per non essere giudicati; [2]perché col giudizio con cui
giudicate sarete giudicati, e con la misura con la quale misurate sarete
misurati.
Direi
che la somiglianza é strabiliante... ma non finisce qui.
Date
una occhiata anche al seguente brano:
48,6
Distribuite questi libri ai vostri figli e i figli ai figli e a tutti i
vostri parenti [7] e in tutte le vostre generazioni che hanno la saggezza
di temere il Signore ed essi li accoglieranno e (ciò) sarà loro gradito
più di ogni buon cibo e li leggeranno e si attaccheranno ad essi, [8]
mentre gli insipienti che non conoscono il Signore non li accoglieranno,
ma li respingeranno, perché il loro giogo sarà loro pesante. [9] Beato
chi porterà il loro giogo e lo stringerà, perché lo troverà nel giorno
del grande giudizio.
Ritorna
un tema centrale nel discorso evangelico: farsi carico del gioco altrui e
anche la medesima terminologia.
Vi
propongo un'altro interessante brano che riprende le benedizioni, ma le
alterna a maledizioni a differenza del brano precedente.
52,1
1] Beato chi apre il suo cuore alle lodi e loda il Signore . [2] Maledetto
chi apre il suo cuore all'insulto e alle calunnie contro il prossimo. [3]
Beato chi apre la sua bocca, benedicendo e glorificando il Signore. [4]
Maledetto chi apre la sua bocca per la maledizione e la bestemmia al volto
del Signore. [5] Beato chi glorifica tutte le opere del Signore. [6]
Maledetto chi insulta la creazione del Signore. [7] Beato chi considera le
fatiche delle sue mani per innalzarle. [8] Maledetto chi mira a cancellare
le fatiche degli altri. [9] Beato chi conserva i fondamenti degli antichi
padri, [10] maledetto chi distrugge le regole e i limiti dei suoi padri.
[11] Benedetto chi pianta la pace , [12] maledetto chi abbatte coloro che
sono in pace . [13] Benedetto chi dice: pace e che ha la pace . [14]
Maledetto chi dice: pace e non c'é pace nel suo cuore. [15] Tutto questo
si svelerà sulla bilancia e nei libri nel giorno del giudizio terribile.
Questo
brano sembra una incredibile mediazione tra le testi e le leggi dure
riportate in scritti quali il Documento di Damasco e la Regola della
comunità, e le maledizioni che ricadono sui farisei.
Proseguo il percorso per
illustrare il filo nemmeno tanto tenue che lega essenismo e cristianesimo
attraverso la letteratura enochica.
Per
cominciare vi rimando ad un passo della lettera di Giuda (NT), fratello di
Giacomo (Paolo in Galati lo chiama "Il Fratello del Signore"),
colui che gli apocrifi riconoscono come fratellastro di Gesù e che é,
indubbiamente a capo della corrente giudaico-cristiana che aveva come
riferimento unico la Chiesa di Gerusalemme.
Giuda
9 Invece, l'arcangelo Michele, quando contendeva con il diavolo disputando
per il corpo di Mosè, non osò pronunziare contro di lui un giudizio
ingiurioso, ma disse: «Ti sgridi il Signore!»
Giuda
14 Anche per costoro profetizzò Enoc, settimo dopo Adamo, dicendo: «Ecco,
il Signore è venuto con le sue sante miriadi
Giuda
15 per giudicare tutti; per convincere tutti gli empi di tutte le opere di
empietà da loro commesse e di tutti gli insulti che gli empi peccatori
hanno pronunciati contro di lui».
La
prima anomalia evidente é che la lettera fa chiaramente riferimento ad un
testo, il Libro di Enoch appunto, non incluso nel canone
veterotestamentario.
La
seconda é che il testo parla chiaramente, della assunzione in cielo di
Mosè.
La
terza é che cita Enoch che , dal libro dei segreti di Enoch, fu assunto
in cielo in anima e corpo, anche se non é citato esplicitamente dalla
lettera.
Per
completezza vi segnalo i passi del testo che consentono di desumere
l'assunzione in corpo:
Libro dei segreti di Enoch III,[1] Accadde che, mentre parlavo ai
miei figli, i due uomini mi chiamarono e mi presero sulle loro ali. Mi
portarono nel primo cielo e mi posero là.
Ora
senza voler giungere a Gesù ed alla sua resurrezione, o a Paolo ed alla
sua assunzione presunta in cielo (vedi seconda lettera ai Galati), é
chiaro che prima di Gesù, a quanto ne so, esistono solo 2 casi si
assunzione al Cielo in cane ed ossa e successivo ritorno a terra: Mosè e
Enoch, ed in entrambe i casi i passi non sono contenuti nel VT.
Ed
ecco che arriviamo, da questi due elementi, ad un terzo documento,
purtroppo, noto solo attraverso le relazioni di alcuni studiosi che hanno
avuto la fortuna di leggerlo: il Rotolo dell'Angelo.
Info al seguente indirizzo:
http://lettere.unipv.it/SETH/bpadiah.htm
e articolo del Jerusalem Post al seguente indirizzo:
http://www.csec.ac.uk/benpadia.html
Scoperto, si dice, nel 60 giunge dopo varie peripezie in europa e stazione
presso un monastero benedettino ove viene gelosamente e segretamente
custodito da un monaco di nome Matheus Gunther.
Nel
96 il monaco rivela ai Times l'esistenza del testo ed il fatto che era in
suo possesso.
Una
copia del testo ed una trascrizione pervengono ad un certo Steve Daniels
amico del Gunter che avrebbe dovuto curarne la pubblicazione (dico avrebbe
dovuto perché dalla notizia sul Jerusalem Post del 1999
http://www.csec.ac.uk/benpadia.html sono
passati già due anni, anzi ben 5 dalla rivelazione di Gunter).
Gli
studiosi israeliani hanno, per ora, fornito una copia del testo trascritto
ma nessuna fotografia.
La
datazione al radiocarbonio collocherebbe la stesura del testo al I secolo
d.c.
Ma
che cosa contiene di tanto misterioso questo testo (gli israeliani
affermano che rivoluziona la storia del cristianesimo) ?
Nel
testo si legge della visione avuta da Jeshua ben Pediah (Gesù figlio di
Pediah) nei pressi del Mar Morto che sarebbe stato accompagnato in cielo
dall'angelo Panameia (o Pnimea).
Il
testo, dai resoconti, sembra estremamente vicino per forma e contenuto alla
scrittura qumramiana.
RIFLESSIONI:
Jucci fa notare, nel suo lavoro ormai famoso credo famoso sulle Ns ML,
pubblicato on line al seguente indirizzo:
http://lettere.unipv.it/SETH/bpadiah.htm
(Le informazioni bibliografiche complete sono sul sito) che Jueshua e
Pediah sono nomi comuni nella letteratura del VT (non c'è il minimo
dubbio su ciò), e pone seri
dubbi, su questa base, inerenti l'associazione tra il Jeshua del testo e
Gesù.
Il
problema é che non credo che risultino molte ascensioni al cielo in corpo
nel VT, anzi temo che nei testi canonici del VT non ne risulti nessuna.
Le
uniche ascensioni note sono quelle di Mosè (dalla lettera di Giuda), e
quella di Enoch.
Questo
testo sembra, da quello che leggo, molto vicino alle argomentazioni del
Libro dei segreti di Enoch.
Non
possono non tornare alla mente i 40 giorni trascorsi nel deserto, nè
l'importanza che al testo enochico da la corrente giudaico cristiana (vedi
Giuda) e quella essena.
La
rarità del fenomeno di ascensione in corpo prima dell'era cristiana e
prima della morte di Gesù temo ponga un problema serio: Enoch e Mosè
sono dei pilastri della cultura ebraica , Juashua ben Pediah chi cavolo é?
Credo,
e mi rivolgo a Jucci, sia un aspetto non marginale per la valutazione del
testo, cui ne aggiungerò altri negli messaggi successivi.
Non
voglio tirare in ballo il complotto catto-israeliano, anche perché se si
guarda il complesso della storia dei Rotoli appare evidente che
tutto si é svolto in modalità ben lontane dalla limpidità: lascio
affermazioni di tale genere (che si descrivono da sole) ai luminari.
Giungiamo
alla fine di questo veloce percorso che da Enoch ci ha portato al Rotolo
dell'Angelo per chiudere il cerchio sul misterioso personaggio citato nel
rotolo che ascende al cielo come Mosè ed Enoch prima di lui: Joushua ben
Pediah.
Senza
alcuna pretesa di esaustività ho voluto tracciare una pista possibile tra
essenismo e giudeo-cristianesimo attraverso questo testo centrale per
entrambe le correnti teologiche.
Per
chiudere questa carrellata di correlazioni voglio proporvi gli ultimi due
testi: il Vangelo ebraico di Matteo e la Toledoth Yeshu"
Partiamo
dal primo.
Il
primo capitolo del Vangelo ebraico di Matteo é desumibile dalle citazioni
di Epifanio comparate con le sequenze narrative di Marco e Matteo.
Ecco
lo strabiliante risultato che riporto con alcune note:
Vangelo
di Ebraico di Matteo: Primo capitolo - Ricostruito a partire dalle
citazioni di Epifanio
[1]Ci
fu un uomo di nome Gesù, che all'età di circa trent'anni ci scelse.
[2]E
quando, andato a Cafarnao, entrò in casa di Simone, soprannominato
Pietro, aprì la bocca e disse: "Mentre passavo lungo il lago di
Tiberiade ho scelto Giovanni e Giacomo, figli di Zebedeo, e Simone,
Andrea, Taddeo, Simone, lo zelota, e Giuda Iscariota; ed ho chiamato pure
te, Matteo, che eri seduto al telonio, e tu mi hai seguito".
[3]Da
voi dunque voglio che voi dodici apostoli siate una testimonianza per
Israele.1
[4]Nei giorni di Erode re di Giudea, sotto il sommo sacerdote Caifa, uno
di nome Giovanni andò sul fiume Giordano a battezzare con il battesimo di
penitenza. [5] Di lui si diceva che fosse della stirpe del sacerdote
Aronne, figlio di Zaccaria e di Elisabetta. E tutti accorrevano da lui. 2
[6]Quando
Giovanni battezzava, accorsero da lui i farisei e furono battezzati e così
tutta Gerusalemme. Giovanni aveva un abito di pelo di cammello e una
cintura di cuoio intorno ai fianchi.[7]Il suo cibo era miele selvatico, ed
il gusto come quello della manna, come uva schiacciata all'olio.3
[8]Mentre era battezzato il popolo, venne anche Gesù e fu battezzato da
Giovanni. [9]E salito che fu dall'acqua, si aprirono i cieli ed egli vide
lo Spirito santo, in forma di colomba, che scese ed entrò in lui. [10]Ed
una voce disse dal cielo: "Tu sei il mio figlio diletto. In te mi
sono compiaciuto". [11]Ed ancora: "Oggi ti ho generato". E
il luogo fu subito irradiato da una grande luce.
[12]Giovanni a questa vista chiese: "Chi sei tu?". E di nuovo
una voce dal cielo a lui : "Questo é il mio figlio diletto nel quale
mi sono compiaciuto" allora Giovanni cadde ai suoi piedi e disse:
"Ti
supplico, Signore, battezzami tu!". Ma lui l'impedì dicendo:
"Lascia! Conviene, infatti, che si adempia ogni cosa.4
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
1EPIFANIO, Haeres., 30, 13, 2Ä3
2
EPIFANIO, Haeres., 30, 13, 6
3
EPIFANIO, Haeres., 30, 13, 4
4
EPIFANIO, Haeres., 30, 13, la differenza all'apparenza marginale fra la
narrazione della discesa dello Spirito Santo tra la versione del Vangelo
di Matteo (la colomba scende su Gesù) a noi pervenuta e quella narrata da
Epifanio (la colomba entra in Gesù) e attribuita agli ebrei non é
marginale. Epifanio fa notare la differenza teologica esistente tra le due
narrazioni affermando: "] La loro narrazione afferma che Gesù fu
generato da seme umano, e scelto poi da Dio: fu per questa elezione divina
che fu chiamato figlio di Dio, dal Cristo che entrò in lui dall'alto in
forma di colomba. Essi negano che sia stato generato da Dio Padre ma
affermano che fu creato come uno degli angeli... sebbene egli sia al di
sopra degli angeli e di tutte le creature dell'Onnipotente e sia venuto,
come è riferito in quel cosiddetto vangelo secondo gli Ebrei'': "Io
sono venuto ad abolire i sacrifici. E se non cesserete dall'offrire
sacrifici, non desistere. da voi l'ira" (EPIFANIO, Haeres., 30, 16, 4Ä5).
Sul
medesimo argomento Origene segnala: "Se uno accetta il vangelo
secondo gli Ebrei, resterà perplesso, giacché, qui lo stesso Salvatore
afferma: "Poco fa mia madre, lo Spirito santo, mi prese per uno dei
miei capelli e mi trasportò sul grande monte Tabor" (ORIGENE, In
Johan., 2, 6 e In Jerem., 15, 4).
Questo
Vangelo, che la patristica indica come il primo in ordine di tempo, si
caratterizza immediatamente per le seguenti tre particolarità
1)
A differenza del Matteo greco ed in analogia con Marco fa partire la
narrazione dal battesimo di Gesù sottolineandone una funzione (che
vedremo) molto superiore a quella indicata dal Vangelo di Marco
ebraico e dallo stesso Matteo greco
2)
Indica chiaramente il nome dell'autore generando, forse, la legenda che
vuole il Vangelo attribuito a Matteo realmente scritto dall'apostolo
"ho chiamato pure te, Matteo, che eri seduto al telonio, e tu mi hai
seguito"
3)
Segnala, come indicato dalle note, una differenza all'apparenza irrisoria
ma non sfuggita ad Epifanio: La colomba scende in Gesù e non su Gesù.Infatti
Dio dice ""Oggi ti ho generato".
E'
proprio su questo ultimo argomento che volevo soffermarmi.
Secondo
gli ebioniti come segnalano Origene ed Epifanio, la reale nascita di Gesù
é totalmente irrilevante poiché il vero parto avviene con il battesimo:
ciò che era Gesù prima, quindi, non importa e questo spiega chiaramente
perché il primo Vangelo (vedi anche Marco) fu scritto privo della
introduzione sull'infanzia di Gesù.
E'
una spiegazione lineare e logica ripresa dalle correnti protognostiche:
Da
Filippo 17 leggiamo: Taluni hanno detto che Maria ha concepito dallo
Spirito Santo.
Essi sono in errore. Essi non sanno quello che dicono.
Quando mai una donna ha concepito da una donna ? Maria è la vergine che
nessuna forza ha violato, e questo è un grande anatema per gli Ebrei, che
sono gli apostoli e gli apostolici. Questa Vergine, che nessuna forza ha
violato [...], e le Potenze si contaminano.
E
il Signore non avrebbe detto: "Mio Padre che è nei cieli," se
non avesse avuto un altro padre, ma avrebbe semplicemente detto: "Mio
Padre
In
buona sostanza stiamo dicendo che nel Vangelo primordiale il battesimo
aveva una funzione centrale di generazione di Gesù come figlio di Dio con
Padre Dio e madre lo Spirito.
Diciamo,
inoltre, che questo é il motivo per cui nelle versioni più antiche dei
Vangeli la narrazione parte dal battesimo ignorando gli accadimenti
precedenti.
Giuseppe,
allora, non ha una funzione ? Esiste un dilemma serio: se non ne ha perché
lo stesso Filippo scrive: 91.) L'apostolo Filippo ha detto: "
Giuseppe il falegname ha piantato un giardino, perché aveva bisogno di
legna per il suo mestiere. È lui che ha costruito la Croce con gli alberi
che ha piantato. Il suo seme
è stato Gesù, la Croce la sua pianta
Non
intendiamo risolvere questo dilemma ma proporre, invece, un'altro brano
tratto dal "Toledoth Yeshu".
Dall'ottimo
lavoro di Frank Powerfull al seguente indirizzo:
http://utenti.tripod.it/NUOVAENCICLOPEDIA/Religione/toledoth.htm
-estraggo una breve introduzione alle Toledoth:
Le
Toledoth (da tradurre semplicemente come "storie" o
"dicerie") sono un genere tradizionale ebraico di narrazioni
relative spesso ad argomenti scritturali. In particolare, le Toledoth
Yeshu sono racconti polemici che rivisitano la storia di Gesù e della
nascita del Cristianesimo in chiave di derisione e condanna. I documenti
risalgono al più presto al tardo Medioevo; più spesso sono inseriti in
opere a stampa di età rinascimentale. Le tradizioni a cui si riferiscono
sono invece in parte assai più antiche, dovendo essere ricondotte alla
prima polemica tra giudaismo e corrente giudeo-cristiana e successivamente
alla difesa ebraica contro l'accusa di deicidio. Numerosi elementi
narrativi riconoscibili in questa Toledoth sono già presenti nella
polemica antigiudaica dei primi padri della chiesa (Tertulliano, Origene);
altri episodi sono riscontrabili in testi di provenienza rabbinica,
anch'essi databili ai primi secoli del Cristianesimo.
Sempre
dal sito di Frank prelevo il seguente brano:
...Altri
non sembrano avere riscontro nella letteratura cristiana: si tratta
probabilmente di elementi favolistici e tardi, ma non si può escludere
che in parte derivino da tradizioni antiche delle quali non siamo più a
conoscenza. Senz'altro antico è il nome "Pantera" o "Pandera"
per il padre di Gesù, che si trova già in Celso (attribuito però ad un
soldato romano) e in accenni di Origene alla genealogia di Giuseppe. Siamo
probabilmente di fronte alla deformazione ingiuriosa del termine "parthenos"
(= vergine in greco), per cui Gesù, da figlio della vergine diventerebbe
"figlio della pantera".
E
quindi ecco la citazione dal Taledoth: Nell'anno 3671 [circa 90 AC (G)] ai
giorni di Re Ianneo, una grande sventura colpì Israele, quando dalla tribù
di Giuda sorse un certo uomo malfamato di nome Giuseppe Pandera. Viveva a
Betlemme, in Giudea.
Si
noti, peraltro, la retrodatazione della nascita di Gesù di ben 90 anni in
coincidenza con il regno di Alessandro Ianneo, cosa che ci riporta con
forza, alla biblioteca Qumramiana.
La
maggior parte dei papiri sembrano scritti proprio in quel periodo (vedi
Documento di Damasco) e talora citano esplicitamente il nome di Ianneo
(vedi 4Q448)
Non
si può non notare, ed é infatti stato notata, la somiglianza tra il
Yoshua ben Pandera ed il Yoshua ben Pediah (constatazione ricordata anche
nell'articolo di Jucci).
Certo
non vogliamo affermare che il personaggio del Rotolo sia Gesù, come hanno
affermato gli studiosi israeliani, ma non credo si faccia un buon servizio
alla completezza e correttezza della informazione se non ci si sofferma
solamente sull'aspetto della somiglianza dei nomi e non, sugli elementi di
ordine generale, storico e teologico che ho evidenziato (e non mi sono
sforzato più di tanto, volendo se ne potrebbero sollevare di altri
parimenti forti).
Nicolotti
e Palestini ci hanno dimostrato che ai teologi ed agli studiosi spesso
basta molto meno per raggiungere certezze, personalmente credo che la
certezza non sia di questo mondo, ma l'accertamento indiziario e
statistico sia la norma per qualunque ricerca umana ed il particolare per
quella storica.
By Sabato Scala
Video
IMPORTANTE, sullo
"SFIDANTE", il parassita, satana l'avversario, il
diavolo, il guardiano della soglia...ecc. cosa
e', dov'e' e chi e' ?
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