|
LEPANTO: La
Lega Santa dei cristiani, contro i Turchi
I Turchi avevano vinto:
- nel 1389 nel Kossovo contro i serbi;
- nel 1396 a Nicopoli contro i crociati guidati
dal re d'Ungheria;
- nel 1414 a Negroponte contro i veneziani;
- nel 1417 a Valona;
- nel 1418 a Girocastro;
- nel 1430 a Salonicco contro i veneziani;
- nel 1453 a Costantinopoli mettendo fine
all'Impero Bizantino;
- nel 1462 a Lesbo contro i genovesi;
- nel 1463 contro i greci dell'Impero di
Trebisonda;
- nel 1463 contro i bosniaci a Jace;
- nel 1480 a Otranto contro gli italiani;
- nel 1521 a Belgrado contro gli ungheresi;
- nel 1522 a Rodi contro i Cavalieri di San
Giovanni di Gerusalemme;
- nel 1527 a Mohacs contro gli ungheresi;
- nel 1571 a Cipro contro i veneziani.
Nel 1529 avevano assediato gli austriaci a
Vienna.
Nella seconda metà del secolo XVI i Turchi
dominavano la Grecia,
l'Albania, la Serbia, la Bosnia, l'Ungheria, la
Transilvania, la Moldavia e la Valacchia.
La vittoria della Lega Santa a Lepanto fu un
evento d'importanza simile alla battaglia di
Poitiers. Nel 732 vennero fermati gli Arabi, nel
1571 vennero fermati i Turchi.
Ancora una volta la spada dell'Islam era stata
spezzata dall'Occidente.
Località: Lepanto (Grecia) - Epoca degli
avvenimenti: 1571 d.C.
vedi:
MAOMETTO,
il profeta dell'Islam
-
il nome Muhammad, significa "il molto lodato"
+
Islam ed i Cristiani
+
Lotte fra religioni
monoteiste +
Biografia di Maometto
+ Islam
+
2 RELIGIONI
MONOTEISTE - 2 CIVILTA' con 2 punti di vista
opposti
La LEGA "SANTA" dei cristiani
Il 20 maggio 1571 venne firmata la Lega Santa
contro i Turchi. Vi aderirono il regno di
Spagna, la repubblica di Venezia, lo Stato
Pontificio, le repubbliche di Genova e di Lucca,
i Cavalieri di Malta, i Farnese di Parma, i
Gonzaga di Mantova, gli Estensi di Ferrara, i
Della Rovere di Urbino, il duca di Savoia, il
granduca di Toscana.
Le spese erano divise in sei parti: tre erano a
carico della Spagna, due di Venezia e una del
papa.
La Lega era stata fermamente voluta da Pio V,
Michele Ghislieri, nato ad Alessandria nel 1504,
povero pastore di pecore, frate domenicano,
inquisitore.
Divenuto papa nel 1566 riformò rigorosamente la
Curia e la città di Roma. Combatté l'eresia
protestante in tutta Europa.
Il comando militare della flotta venne affidato
a Giovanni d'Austria, figlio naturale di Carlo V
e fratellastro del re di Spagna Filippo II.
Suoi luogotenenti furono:
- Marcantonio Colonna, comandante della flotta
pontificia.
- Sebastiano Venier, comandante della flotta
veneziana.
I preparativi si protrassero a lungo e la flotta
si poté riunire a Messina solo il 24 agosto.
La flotta era costituita da:
- 104 galee sottili sotto il comando della
Repubblica di Venezia; 54 erano con equipaggi
provenienti da Venezia, 30 da Creta, 7 dalle
Isole Ionie, 8 dalla Dalmazia, 5 da città di
terraferma.
- 6 galeazze sotto il comando della Repubblica
di Venezia. Le galeazze erano munite di 40 o più
cannoni, in grado di sparare palle da 13
chilogrammi in coperta e da 23 chilogrammi da
sottocoperta. Si trattava di vere e proprie
fortezze galleggianti.
- 36 galee sotto il comando del re di Spagna con
equipaggi di Napoli e Sicilia.
- 22 galee sotto il comando del re di Spagna con
equipaggi di Genova; si trattava di navi prese a
nolo dal finanziere Gian Andrea Doria.
- 12 galee mandate da Cosimo I dei Medici,
armate ed equipaggiate dai Cavalieri dell'ordine
pisano di Santo Stefano
- 12 galee dello Stato Pontificio, concesse dai
veneziani ed armate ed equipaggiate a spese del
papa.
- 3 galee dei Cavalieri di Malta.
In totale 195 tra galee e galeazze.
Gli equipaggi erano scarsi e costituiti
essenzialmente da cristiani volontari e forzati.
La penuria costrinse a mettere solo 3 uomini per
remo.
La truppa era costituita da:
- 20.000 soldati a spese della Spagna;
- 5.000 militari al soldo di Venezia;
- 2.000 soldati pagati dallo Stato Pontificio;
- 3.000 volontari provenienti da tutta la
Cristianità.
Complessivamente circa 30.000 uomini.
Sulle galee e sulle galeazze vennero imbarcati
1815 cannoni.
Le galee veneziane erano in buono stato, ma con
pochi soldati. Don Giovanni d'Austria vi fece
imbarcare 4.000 soldati italiani e spagnoli.
La flotta cristiana salpò il 16 settembre
dirigendosi verso Corfù. Le navi esploratrici
confermarono che la flotta turca era nei pressi
del golfo di Lepanto.
La FLOTTA TURCA MINACCIA l'ITALIA:
I Turchi fin da febbraio avevano allestito una
flotta di 250 galee e100 navi da rifornimento e
supporto.
I costruttori delle galee erano abili
carpentieri rinnegati, che il Sultano
ricompensava molto bene. Molti dei capitani
delle navi erano anch'essi greci o veneziani
rinnegati. Gli equipaggi non avevano grande
esperienza. I rematori erano cristiani catturati
e ridotti in schiavitù. Il comandante della
flotta era Mehemet Alì Pascià. Parte della
flotta andò a sostenere l'assedio di Famagosta a
Cipro.
Un'altra parte della flotta si diresse verso
Creta. 3.000 contadini cretesi furono uccisi. Ma
l'ammiraglio veneziano Marcantonio Querini
riuscì a respingere l'attacco e i Turchi si
dovettero allontanare.
Veleggiarono verso Zante (odierna Zakynthos) e
Cefalonia (odierna Kefallenia), dove catturarono
7.000 cristiani e li misero a remare sulle loro
galee. Poi le galee turche si diressero verso
l'Adriatico.
I Turchi si impadronirono di Durazzo (odierna
Durres), Valona (odierna Vlore), Dulcigno
(odierna Ulcinj), Antivari (odierna Bar), Lesina
(odierna isola di Hvar), attaccarono Curzola
(odierna isola di Korcula).
Intanto le 80 galee del corsaro Uluj Alì
attaccarono Zara e altre città della Dalmazia.
Uluj Alì, chiamato anche Occhiali, era un
pescatore calabrese rinnegato, divenuto dey di
Algeri.
Kara Hodja, un altro corsaro devastò il golfo di
Venezia. Il rombo del cannone si udiva da piazza
S. Marco. Anche Corfù, ad eccezione del
castello, venne conquistata dai musulmani.
A giugno il sultano Selim II, detto
"L'ubriacone", ordinò che la flotta si fermasse
a Lepanto (odierna Naupaktos; bizantina
Epachthos) in una piccola baia tra il golfo di
Corinto e quello di Patrasso.
Arrivarono i rinforzi da Negroponte (odierna
isola Eubea): 2.000 spahis e 10.000 giannizzeri.
La flotta divenne una minaccia permanente. Da
Lepanto la flotta turca avrebbe potuto attaccare
la costa italiana in qualsiasi momento.
PRIMA della BATTAGLIA:
Il 5 ottobre la flotta cristiana si fermò nel
porto di Viscando, non lontano dal luogo della
battaglia di Azio. C'era nebbia e un forte
vento. Le galee non potevano prendere il mare.
Un brigantino portò la notizia della caduta di
Famagosta (in turco Famagusta; in greco
Ammocosthos) e dell'orribile fine inflitta dai
musulmani a Marcantonio Bragadin, il senatore
veneziano comandante la fortezza.
Il 1° agosto i veneziani si erano arresi con
l'assicurazione di poter lasciare l'isola di
Cipro. Mustafà Lala Pascià, il comandante turco
che aveva perso più di 52.000 uomini
nell'assedio, non mantenne la parola. I soldati
veneziani furono imprigionati e incatenati ai
banchi delle galee turche.
Venerdì 17 agosto Bragadin venne scorticato vivo
di fronte ad una folla di musulmani esultanti.
La pelle di Bragadin venne riempita di paglia.
Il manichino fu innalzato sulla galea di Mustafà
Lala Pascià insieme alle teste di Alvise
Martinengo e Gianantonio Querini. I macrabri
trofei furono poi inviati a Costantinopoli,
esposti nelle
strade della capitale ottomana ed infine portati
nella prigione degli schiavi.
Il comportamento dei musulmani accrebbe la
voglia di combattere dei cristiani.
I soldati della Lega Santa sapevano che la
battaglia era decisiva per la Cristianità. In
caso di sconfitta le coste di Italia e Spagna
sarebbero rimaste esposte agli attacchi dei
musulmani. L'Islam era pronto a colpire il cuore
dell'Occidente. Roma era in pericolo.
Lo SCHIERAMENTO della FLOTTA CRISTIANA:
Domenica 7 ottobre Giovanni d'Austria fece
schierare le proprie navi in formazione serrata.
Non più di 150 metri separavano le galee.
Venne costituita una formazione a croce.
Al centro si pose Giovanni d'Austria con 64
galee. La sua nave ammiraglia era la Real. A
fianco si pose l'ammiraglia del comandante
veneziano Sebastiano Venier, una cui nipote era
stata ridotta in schiavitù nell'harem di
Costantinopoli.
Sull'ammiraglia pontificia era Marcantonio
Colonna.
Sull'ammiraglia di Savoia il conte Provana di
Leynì.
Sull'ammiraglia di Genova Ettore Spinola.
Due galeazze furono poste davanti al centro
della flotta. L'ala sinistra venne affidata
principalmente ai veneziani sotto il comando di
Agostino Barbarigo. Al lato più estremo, più
esposto ai tentativi di aggiramento, si pose
Marcantonio Querini.
Davanti alle galee veneziane furono inviate due
galeazze al comando di Antonio e Ambrogio
Bragadin, parenti del senatore scorticato vivo.
All'ala destra si schierarono galee e
combattenti di diverse nazionalità, sotto il
comando del genovese Gian Andrea Doria. Erano
presenti anche molti volontari tra cui
l'italiano Alessandro Farnese, il francese
Crillon, l'inglese Sir Thomas Stukeley,
l'esiliato Giacomo IV, duca di Naxos. Due
galeazze veneziane furono poste davanti al
settore sinistro.
La retroguardia venne posta sotto il comando di
Santa Cruz con tre galee dei Cavalieri di Malta.
Lo SCHIERAMENTO dei TURCHI:
I Turchi si disposero a mezzaluna.
Vennero schierate 274 navi da guerra, di cui 215
galee.
I musulmani avevano 750 cannoni.
Il centro turco, al comando diretto di Mehmet
Alì Pascià, era costituito da 96 galee. Di
fronte ai veneziani era Muhammad Saulak, detto
anche Maometto Scirocco, governatore
dell'Egitto, con 56 galee.
Uluj Alì, il rinnegato Occhiali, con 63 galee e
galeotte, era di fronte a Gian Andrea Doria, che
a Tripoli era dovuto fuggire di fronte al
corsaro.
Una forte riserva, comandata da Amurat Dragut,
era dietro la linea delle galee turche.
Mehmet Alì Pascià era a bordo della Sultana, su
cui sventolava il vessillo verde su cui era
stato scritto 28.900 volte a caratteri d'oro il
nome di Allah.
La BATTAGLIA:
La flotta cristiana bloccò l'ingresso del golfo
di Lepanto. I musulmani, obbedendo all'ordine
impartito dal sultano Selim II, accettarono la
battaglia.
Con un rumore assordante iniziarono
l'avvicinamento suonando timpani, tamburi,
flauti. Il vento era a loro favore.
La flotta cristiana era nel più assoluto
silenzio.
Quando le flotte giunsero a tiro di cannone i
cristiani ammainarono tutte le loro bandiere e
Giovanni innalzò lo stendardo con l'immagine del
Redentore crocifisso. Una croce venne levata su
ogni galea e i combattenti ricevettero
l'assoluzione secondo l'indulgenza concessa da
Pio V per la crociata.
Il vento improvvisamente cambiò direzione. Le
vele dei Turchi si afflosciarono e quelle dei
cristiani si gonfiarono.
Giovanni d'Austria puntò diritto contro la
Sultana. Il reggimento di Sardegna diede
l'arrembaggio alla nave turca che divenne il
campo di battaglia. I musulmani a poppa e i
cristiani a prua. Al terzo assalto i sardi
arrivarono a poppa. Giovanni venne ferito ad una
gamba. Mehmet Alì Pascià venne ucciso da un
colpo
di archibugio.La Sultana si arrese. Alle due del
pomeriggio Giovanni poté riprendere il controllo
della flotta.
Muhammad Saulak era riuscito ad aggirare il
fianco sinistro. Agostino Barbarigo fu attaccato
da otto galee turche contemporaneamente.
Barbarigo, ferito ad un occhio da una freccia,
dovette cedere il comando a Federico Nani. Sei
galee veneziane furono affondate. Muhammad
Saulak stava per prevalere. Ma
improvvisamente i rematori cristiani si
sollevarono dai banchi di schiavitù e con le
catene si gettarono sulle scimitarre dei loro
aguzzini. I veneziani ripresero il sopravvento.
Muhammad Saulak venne ucciso.
All'ala destra Uluj Alì e Gian Andrea Doria
manovravano per trovarsi in posizione di
vantaggio. Alessandro Farnese con i suoi 200
uomini conquistò una galea turca. Diego di
Urbino, comandante della Marquesa, ordinò a
Miguel Cervantes di aggirare una galea con una
scialuppa. Cervantes fu ferito due volte, al
petto e alla mano.
Sia il Doria che Uluj Alì, prima della
battaglia, avevano tentato di dissuadere i loro
comandanti dal dare battaglia. Nessuno dei due
voleva mettere a rischio le proprie navi.
Uluj Alì manovrò per aggirare l'ala destra dello
schieramento. Doria spostò le sue galee verso
destra per fermare i Turchi, lasciando aperto un
varco tra il centro e l'ala destra.
Giovanni ordinò al Doria di ricompattare lo
schieramento, ma Uluj Alì fu veloce a infilarsi
nel varco improvvisamente apertosi con le sue
galee corsare.
Uluj Alì, con il vento in poppa, aggredì da
dietro la Capitana, la nave ammiraglia dei
Cavalieri di Malta, al cui comando era Pietro
Giustiniani, priore dell'Ordine. La Capitana
venne circondata da sette galee. Uluj Alì
catturò il vessillo dei Cavalieri di Malta, fece
prigioniero Giustiniani, che era stato ferito
sette volte, e prese a rimorchio la Capitana.
L'ammiraglio Santa Cruz intervenne con la
retroguardia. Il capitano Ojeda, al comando
della galea Guzmana, raggiunse la Capitana,
l'abbordò e la riconquistò. Uluj Alì fu
costretto ad abbandonare la preda. Con una
quindicina di galee e di galeotte fuggì, si
nascose nelle isole dei dintorni, si impadronì
di una lenta galea veneziana, la Bua, e si
diresse verso Costantinopoli.
Alle 4 del pomeriggio i Turchi erano stati
completamente sconfitti. I pochi superstiti si
ritirarono verso l'interno del golfo.
Le PERDITE dei TURCHI:
80 galee turche furono affondate. 117 furono
catturate. 27 galeotte furono affondate e 13
catturate.
I Turchi persero 30.000 uomini tra morti e
feriti. Altri 8.000 furono fatti prigionieri.
Vennero liberati 15.000 cristiani che erano
stati ridotti in schiavitù e incatenati ai
banchi delle galee.
Le PERDITE della LEGA SANTA:
I cristiani persero 15 galee, ebbero 7.650 morti
e 7.780 feriti.
S. MARIA delle VITTORIE SULL'ISLAM:
Pio V stabilì che il 7 ottobre fosse un giorno
festivo consacrato a S. Maria delle Vittorie
sull'Islam.
Gregorio XIII trasferì la festa alla prima
domenica del mese di ottobre con il nome di
Madonna del Rosario. Pio V venne proclamato
santo da Clemente XI il 22 maggio del 1712.
Tratto da:
Newsgroups:
it.discussioni.misteri.it -
anubis_ra@hotmail.it
Commento (NdR)
- certo che i loro "dei" si sono ben
scontrati....spargendo fuoco, fiamme e quindi
morte....cosi come le lotte fra cristiani ecc.
vedi:
Islam ed i Cristiani
Oggi assistiamo
alla guerra santa dell'ISIS
(dicono di essere musulmani) ed ecco alcuni dei
risultati:
http://shoebat.com/2014/12/02/just-came-muslims-conduct-mass-beheading-session-create-huge-puddle-blood/
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Le atrocità della
Bibbia, Antico Testamento
Genesi, 34:13 – Sichem si unì
carnalmente – in un atto prematrimoniale – a
Dina, figlia di Giacobbe, destando la collera
degli altri suoi figli. L’unione previa
circoncisione era considerata da Giacobbe un
disonore e, per questo, a Sichem, a suo padre
Camor, e ad ogni maschio della città fu
richiesta la circoncisione, che avrebbe reso
ogni uomo idoneo all’unione con le altre sue
figlie.
Tre giorni dopo, mentre gli uomini ancora
pativano i dolori dell’operazione, “due dei
figli di Giacobbe, Simeone e Levi, fratelli di
Dina, presero ciascuno la propria spada,
assalirono la città che si riteneva sicura, e
uccisero tutti i maschi.” – “Passarono a fil di
spada anche Camor e suo figlio Sichem, presero
Dina dalla casa di Sichem, e uscirono.” – “I
figli di Giacobbe si gettarono sugli uccisi e
saccheggiarono la città, perché la loro sorella
era stata disonorata” – “presero le loro greggi,
i loro armenti, i loro asini, quanto era nella
città e nei campi.” – “Portarono via come
bottino tutte le loro ricchezze, tutti i loro
bambini, le loro mogli e tutto quello che si
trovava nelle case.“
Genesi, capitoli 6 e 7 –
Malcontento della malvagità dell’uomo, Dio
sterminò ogni creatura del pianeta risparmiando
soltanto la famiglia di Noè. Uomini, donne,
bambini ed animali morirono annegati in una
impensabile agonia.
Genesi, 19:6 – Una sera, Lot
ospitò due angeli nella sua casa a Sodoma.
Quella stessa sera la casa di Lot fu assalita da
una folla di delinquenti omosessuali in cerca di
esperienze carnali con gli angeli. Lot cedette
volontariamente le sue figlie vergini alla
folla, esortandola: “Vi prego, fratelli miei,
non fate questo male!” – “Ecco, ho due figlie
che non hanno conosciuto uomo: lasciate che io
ve le conduca fuori, e voi farete di loro quel
che vi piacerà; ma non fate nulla a questi
uomini, perché sono venuti all’ombra del mio
tetto.”
Genesi, 19:26 – Dio,
impassibile davanti alla proposta di stupro
delle figlie vergini di Lot, trasformò sua
moglie in una statua di sale per aver commesso
il nefando crimine di essersi guardata le
spalle.
Genesi, 38: 8-10 – Giuda pregò
Onan di dormire con la moglie di suo fratello –
ucciso da Dio per la sua malvagità –
incoraggiandolo: “Va’ dalla moglie di tuo
fratello, prenditela in moglie come cognato e
suscita una discendenza a tuo fratello.” Onan
ottemperò, “ma ogni volta che si univa alla
moglie del fratello, disperdeva per terra, per
non dare una posterità al fratello.” Dio ritenne
questo un gesto malvagio e lo punì con la morte.
Esodo, 2:12 – Mosè scorse un
egiziano che picchiava un ebreo. Si guardò
intorno e, non trovandovi testimoni, “uccise
l’Egiziano e lo nascose nella sabbia.“
Esodo, 7:2-4 – Dio “indurì” il
cuore del faraone e pianificò i suoi “prodigi
nel paese d’Egitto.“
Esodo, 7:20-21 – Dio trasformò
l’acqua del Nilo in sangue. Tutti i pesci
morirono e l’acqua divenne imbevibile.
Esodo, 8: 6-7 – Dio inviò una
piaga di rane che “coprirono il paese d’Egitto.“
Esodo, 8:16 – Dio inviò una
piaga di zanzare.
Esodo, 8:24 – Dio inviò una
piaga di mosche velenose. “La terra fu
devastata.“
Esodo, 9:5 – Dio, con
l’ennesima epidemia, sterminò tutto il bestiame
d’Egitto; “ma del bestiame dei figli d’Israele
non morì neppure un capo.“
Esodo, 9:10 – Dio inviò una
piaga di “ulceri che si trasformarono in pustole
sulle persone e sugli animali.“
Esodo, 9:22-25 – Dio inviò una
piaga di grandine che colpì uomini e animali, e
che spogliò i campi.
Esodo, 12: 29 – Dio uccise il
primogenito di ogni famiglia egiziana la cui
casa non fosse stata contrassegnata da sangue
d’agnello.
Esodo, 17:13 – Il bastone di
Dio, retto dalle mani di Mosè sulla vetta del
colle, permise a Giosuè di sterminare Amalec e
la sua gente “passandoli a fil di spada“.
Esodo, 21:20-21 – Per la legge
di Dio “se uno bastona il suo schiavo o la sua
schiava fino a farli morire sotto i colpi, il
padrone deve essere punito” – “ma se
sopravvivono un giorno o due, non sarà punito,
perché sono denaro suo.” – Dio approvava la
schiavitù.
Esodo, 32:27 – Alla vista del
vitello d’oro, Dio comandò ai figli di Levi:
“Ognuno di voi si metta la spada al fianco;
percorrete l’accampamento da una porta all’altra
di esso, e ciascuno uccida il fratello, ciascuno
l’amico, ciascuno il vicino.” – “In quel giorno
caddero circa tremila uomini” e Dio ne fu
compiaciuto.
Levitico, 26:7-8 – Dio
ricompensò l’obbedienza assicurando che ogni
nemico sarebbe perito per la spada.
Levitico, 26:22 – Dio ammonì
la popolazione che, qualora non lo avessero
ascoltato, avrebbe inviato loro le bestie
feroci: “che vi rapiranno i figli, stermineranno
il vostro bestiame, vi ridurranno a un piccolo
numero, e le vostre strade diventeranno
deserte.“
Levitico, 26:27-29 – “E se,
nonostante tutto questo, non volete darmi
ascolto, ma con la vostra condotta mi
resisterete” – “anch’io vi resisterò con furore
e vi castigherò sette volte di più per i vostri
peccati.” – “Mangerete la carne dei vostri figli
e delle vostre figlie.“
Numeri, 12:9-14 – Dio si stufò
della presenza di Maria e, per questo, la colpì
con la lebbra, bandendola dall’accampamento per
sette giorni.
Numeri, 15:32-26 – Un uomo
raccolse della legna di sabato. Per ordine
divino dato a Mosè, “tutta la comunità lo
condusse fuori dal campo e lo lapidò, e quello
morì.“
Numeri, 16:27-33 – Gli uomini
si dimostrarono indocili, perciò Dio fece sì che
la terra si aprisse ed inghiottisse uomini,
donne e bambini.
Numeri, 16:35 – Il fuoco di
Dio “divorò i duecentocinquanta uomini che
offrivano l’incenso.“
Numeri, 16:49 – Con una piaga,
Dio sterminò quattordicimilasettecento (14.000)
uomini.
Numeri, 21:3 – Il Signore
affidò i Cananei ad Israele, che “votò allo
sterminio i Cananei e le loro città.“
Numeri, 21:6 – Il Signore
“mandò tra il popolo dei serpenti velenosi i
quali mordevano la gente, e gran numero
d’Israeliti morirono.“
Numeri, 21:35 – Con
l’approvazione di Dio gli Israeliti si recarono
nella città di Og, ne uccisero il re Basan –
senza risparmiare i figli – sterminarono
l’esercito senza lasciare superstiti, e
assunsero il controllo del territorio.
Numeri, 25:4 – “Il Signore
disse a Mosè: Prendi tutti i capi del popolo e
falli impiccare davanti al Signore, alla luce
del sole, affinché l’ardente ira del Signore sia
allontanata da Israele.“
Numeri, 25:8 – Fineas, figlio
di Eleazar, figlio del sacerdote Aaronne, si
recò in una tenda occupata da un uomo israelita
ed una donna madianita e “li trafisse tutti e
due, l’uomo d’Israele e la donna, nel basso
ventre.“
Numeri, 25:9 – Una pestilenza
divina sterminò ventiquattromila persone.
Numeri, 31:9 – Su comando
divino gli israeliti sequestrarono le donne ed i
bambini madianiti, e “presero tutte le spoglie e
tutta la preda.“
Numeri, 31:17-18 – Dio ordinò
a Mosè di uccidere ogni maschio madianita tra i
bambini, e “ogni donna che ha avuto rapporti
sessuali con un uomo” – “ma tutte le fanciulle
che non hanno avuto rapporti sessuali con
uomini, lasciatele in vita per voi.” – Nota:
sarebbe interessante scoprire l’astuzia con cui
i soldati riconoscevano le donne vergini.
Numeri, 31:31-40 – Dio spartì
il bottino di guerra tra i soldati, i sacerdoti
e gli israeliti senza tralasciare il tributo al
Signore: “seicentosettantacinquemila pecore,
settantaduemila buoi, sessantunmila asini e
trentaduemila persone, ossia donne che non
avevano avuto rapporti sessuali con uomini.“
Deuteronomio, 2:33-34 – Sotto
la guida di Dio, gli israeliti sterminarono
completamente gli uomini, le donne ed i bambini
di Sicon. – “Non vi lasciammo nessuno in vita.“
Deuteronomio, 3:6 – Sotto la
guida di Dio, gli israeliti sterminarono
completamente gli uomini, le donne ed i bambini
di Og. Saccheggiarono il bestiame ed i
possedimenti.
Deuteronomio, 7:2 – Dio parlò
ad ogni uomo d’Israele e, riguardo i nemici,
proclamò: “Tu li voterai allo sterminio; non
farai alleanza con loro e non farai loro
grazia.”
Deuteronomio, 20:13-14 – Dio
stabilì le regole della guerra ordinando il
massacro di tutti gli uomini. Tralasciò le
donne, i bambini, il bestiame ed i possedimenti
che potevano essere tenuti come preda.
Deuteronomio, 20:16 – “Nelle
città di questi popoli che il Signore, il tuo
Dio, ti dà come eredità, non conserverai in vita
nulla che respiri.”
Deuteronomio, 21:10-13 –
Secondo la legge di Dio, se un uomo israelita,
durante una guerra, avesse avvistato una donna
attraente, avrebbe potuto catturarla e tenerla
per moglie. La donna, quindi, avrebbe dovuto
radersi il capo, tagliarsi le unghie e togliersi
i vestiti che indossava al momento della
cattura. Avrebbe dovuto piangere suo padre e sua
madre per un mese intero. E qualora il soldato
non fosse rimasto soddisfatto, avrebbe potuto
lasciarla andare “dove vorrà.“
Deuteronomio, 28:53 – La
punizione di Dio per i disobbedienti prevedeva
che questi mangiassero “il frutto del proprio
seno, le carni dei propri figli e delle proprie
figlie.“
Giosuè, 6:21-27 – Sotto la
direzione di Dio Giosuè distrusse l’intera città
di Gerico con la punta della spada; uomini,
donne e bambini inclusi. Tenne l’argento, l’oro,
il bronzo ed il ferro per Dio e, infine, diede
fuoco alla città.
Giosuè, 7:19-26 – Acan rubò
“un mantello di Scinear, duecento sicli
d’argento e una sbarra d’oro del peso di
cinquanta sicli.” – Giosuè e gli israeliti
portarono Acan, il bottino, i suoi figli, le sue
figlie, il bestiame, gli asini, le mule e tutti
i suoi possedimenti sulla valle di Acor, dove li
lapidarono e bruciarono vivi.
Giosuè, 8:22-25 – Dio appoggiò
Giosuè nel combattere e sterminare dodicimila
uomini e donne nella città di Ai. Nessuno
sopravvisse.
Giosuè, 10:10-27 – Dio aiutò
Giosuè nel massacro dei Gabaoniti.
Giosuè, 10:28 – Con
l’approvazione di Dio, Giosuè passò la città di
Machedda ed il suo re “a fil di spada” – “Li
votò allo sterminio con tutte le persone che vi
si trovavano; non ne lasciò scampare una.“
Giosuè, 10:30 – Dio mise la
città di Libna nelle mani di Giosuè. “Giosuè la
mise a fil di spada con tutte le persone che vi
si trovavano; non ne lasciò scampare una.“
Giosuè, 10:32-33 – Dio diede
la sua approvazione affinché Giosuè uccidesse
ogni uomo, donna e bambino della città di Lachis.
Con la spada.
Giosuè, 10:34-35 – Tutti gli
abitanti della città di Eglon furono falciati
dalle spade di Giosuè e della sua armata.
Giosuè, 10:36-37 – Dio lasciò
che Giosuè uccidesse il re di Ebron ed il suo
villaggio con ogni suo abitante. – “Non ne
lasciò sfuggire una, esattamente come aveva
fatto a Eglon; la votò allo sterminio con tutte
le persone che vi si trovavano.“
Giosuè, 10:38-39 – “Poi Giosuè
con tutto Israele tornò verso Debir, e
l’attaccò.” – Morirono tutti.
Giosuè, 11:6 – Dio ordinò a
Giosuè di sconfiggere il nemico presso le acque
di Merom. “Tu taglierai i garretti ai loro
cavalli e darai fuoco ai loro carri.“
Giosuè, 11:8-15 – L’esercito
di Giosuè, sotto il comando di Dio, sterminò il
nemico “senza lasciarne scampare nessuno.“
Giosuè, 11:20 – “Infatti il
Signore faceva sì che il loro cuore si ostinasse
a dar battaglia a Israele, perché Israele li
votasse allo sterminio senza che ci fosse pietà
per loro, e li distruggesse come il Signore
aveva comandato a Mosè.“
Giudici, 1:4 – Il Signore mise
nelle mani di Giuda i Cananei e i Ferezei.
Diecimila vittime.
Giudici, 1:6 – Adoni-Bezec –
dei Cananiti – si diede alla fuga, ma l’esercito
di Giuda lo raggiunse e “gli tagliarono i
pollici e gli alluci.“
Giudici, 1:8 – Dio approvò
l’attacco di Giuda alla città di Gerusalemme.
L’esercito di Giuda mise la città a ferro e
fuoco.
Giudici, 1:17 – “Poi Giuda
partì con Simeone suo fratello, e sconfissero i
Cananei che abitavano in Sefat; distrussero
interamente la città.“
Giudici, 3:29 – Il signore
mise i moabiti nelle mani degli israeliti. “In
quel tempo sconfissero circa diecimila Moabiti,
tutti robusti e valorosi; non ne scampò neppure
uno.“
Giudici, 4:21 – Iael, con un
martello, piantò un piuolo nella testa di Sisera,
“tanto che esso penetrò in terra.“
Giudici, 7:19-25 – Sotto la
guida del Signore la gente di Gedeone sconfisse
i madianiti. Uccise e decapitò il loro principe
e ne consegnò la testa a Gedeone.
Giudici, 8:15-21 – Gedeone
castigò gli uomini di Succot con rovi e spine
del deserto. Quindi “abbatté la torre di Penuel
e uccise la gente della città.“
Giudici, 9:5 – Abimelec
assassinò i suoi fratelli.
Giudici, 9:45 – Abimelec e i
suoi seguaci uccisero tutti gli uomini della
città. Poi li cosparsero di sale.
Giudici, 9:53-54 – Abimelec
riposava tranquillo nella città di Tebes quando
“una donna gettò giù un pezzo di macina sulla
testa di Abimelec e gli spezzò il cranio.” –
“Egli chiamò subito il giovane che gli portava
le armi, e gli disse: «Estrai la spada e
uccidimi, affinché non si dica: “Lo ha ammazzato
una donna!”» Il suo servo allora lo trafisse ed
egli morì.“
Giudici, 11:29-39 – Iefte
sacrificò sull’altare del Signore la sua amata
figliuola per ringraziarlo di avergli concesso
la vittoria in battaglia.
Giudici, 15:15 – Sansone
uccise mille uomini con “una mascella d’asino
ancora fresca.“
Giudici, 16:27-30 – Dio
concesse a Sansone la forza per buttare giù le
colonne del tempio ed uccidere tremila persone.
Giudici, 18:27 – I daniti
giunsero a Lais, “da un popolo che se ne stava
tranquillo e senza timori; lo passarono a fil di
spada e diedero la città alle fiamme.“
Giudici, 19:22-29 – Un
viaggiatore di Betlemme, la sua compagna ed un
servo erano ospiti nella dimora di un anziano
signore a Ghibea quando “gente perversa”
circondò l’abitazione chiedendo di “abusare”
dell’ospite maschio. L’anziano padrone di casa
offrì agli assalitori la sua figlia vergine e la
compagna del suo ospite, implorandoli: “Ecco qua
mia figlia che è vergine, e la concubina di
quell’uomo; io ve le condurrò fuori e voi
abusatene e fatene quel che vi piacerà; ma non
commettete contro quell’uomo una simile
infamia!” – La signora subì uno stupro e morì.
Il viaggiatore caricò il corpo senza vita della
donna su un asino, tornò a casa, “si munì di un
coltello, prese la sua concubina e la divise,
membro per membro, in dodici pezzi, che mandò
per tutto il territorio d’Israele.“
Giudici, 20:43-48 – Gli
israeliti uccisero venticinquemila uomini.
Seicento fuggirono nel deserto. Gli israeliti li
raggiunsero e “li passarono a fil di spada,
dagli abitanti delle città al bestiame, a tutto
quello che si trovava; e diedero alle fiamme
tutte le città che trovarono.“
Giudici, 21:10-12 – La
comunità uccise ogni uomo e ogni donna non
vergine di Iabes in Galaad. Trovarono
quattrocento vergini da portare con sé.
1 Samuele, 4:10 – I filistei
uccisero trentamila soldati israeliti.
1 Samuele, 5:6-9 – Come
punizione per aver rubato l’Arca dell’Alleanza,
“il Signore colpì gli uomini della città,
piccoli e grandi, e un flagello d’emorroidi
scoppiò in mezzo a loro.“
1 Samuele, 6:19 – “Il Signore
colpì gli abitanti di Bet-Semes, perché avevano
guardato dentro l’arca del Signore; colpì
settanta uomini fra i cinquantamila del popolo.“
1 Samuele, 7:7-11 – Il Signore
aiutò gli uomini di Samuele ad uccidere i
filistei, che li inseguirono “e li batterono fin
sotto Bet-Car.“
1 Samuele, 11:11 – Sotto la
benedizione di Dio, Saul ed il suo esercito
massacrarono gli Ammoniti “finché il giorno si
fece caldo.“
1 Samuele, 14:31 – Giònata e i
suoi uomini sconfissero i filistei, “si
gettarono sulla preda e presero pecore, buoi e
vitelli e li macellarono e li mangiarono con il
sangue.“
1 Samuele, 15:7-8 – Dio ordina
a Saul: “Va’ dunque e colpisci Amalek e vota
allo sterminio quanto gli appartiene, non
lasciarti prendere da compassione per lui, ma
uccidi uomini e donne, bambini e lattanti, buoi
e pecore, cammelli e asini.“
1 Samuele, 15:33 – “Samuele
trafisse Agag davanti al Signore in Gàlgala.“
1 Samuele, 18:27 – Davide ed i
suoi uomini uccisero duecento filistei,
prelevando “i loro prepuzi“, che Davide “contò
davanti al re per diventare genero del re. Saul
gli diede in moglie la figlia Mikal.“
1 Samuele, 30:17 – Davide
lasciò in vita solo quattrocento filistei, che
riuscirono a fuggire.
2 Samuele, 2:23 – Abner colpì
Asaèl “con la punta della lancia al basso
ventre, così che la lancia gli uscì di dietro ed
egli cadde sul posto.“
2 Samuele, 3:30 – Ioab e
Abisai vendicarono la morte di Asaèl uccidendo
Abner.
2 Samuele, 4:7-8 – Is-Bàal
riposava indisturbato nel suo letto quando Recàb
e Baanà entrarono nella stanza. “Lo colpirono,
l’uccisero e gli tagliarono la testa; poi,
portando via la testa di lui, presero la via
dell’Araba, camminando tutta la notte.” – Davide
non sopportava che un uomo innocente fosse stato
ucciso.
2 Samuele, 4:12 – Davide punì
Recàb e Baanà uccidendoli, tagliando loro le
mani e i piedi ed appendendoli presso la piscina
di Ebron.
2 Samuele, 6:6-7 – Il bue che
trasportava l’Arca cadde a terra sfinito, e Uzzà
accorse per rimetterlo in piedi. “L’ira del
Signore si accese contro Uzzà; Dio lo percosse
per la sua colpa ed egli morì sul posto, presso
l’arca di Dio.“
2 Samuele, 6:22-23 – Davide
subì le beffe di Mikal per essersi “scoperto
davanti agli occhi delle serve dei suoi servi,
come si scoprirebbe un uomo da nulla.” – Così
Dio punì Mikal, figlia di Saul, che “non ebbe
figli fino al giorno della sua morte.” – Si noti
la contraddizione con 2 Samuele 21:8, dove è
narrato che Mikal ebbe cinque figli.
2 Samuele, 8:1-18 – Le imprese
di Davide compresero l’uccisione di due terzi
dei soldati Moabiti, l’azzoppamento di
seimilanovecento cavalli, lo sterminio di di
ventiduemila siriani e di diciottomila edomiti.
Il verso 6 recita: “Il Signore rendeva
vittorioso Davide dovunque egli andava.“
2 Samuele, 10:18 – Davide
uccise settecento pariglie di cavalli e
quarantamila Aramei.
2 Samuele, 11:14-27 – Davide
desiderò ardentemente la moglie di Uria, quindi
lo fece uccidere in battaglia perché potesse
avere Betsabea tutta per sé.
2 Samuele, 12:1 – “Ma ciò che
Davide aveva fatto era male agli occhi del
Signore.” – Per punirlo il Signore uccise il suo
bambino.
2 Samuele, 13:1-15 – Il figlio
di Davide – e di Betsabea – Amnòn si innamorò di
sua sorella Tamàr, vergine. Tamàr protestò i
corteggiamenti del fratello, ma – verso 14 –
“egli non volle ascoltarla: fu più forte di lei
e la violentò unendosi a lei.“
2 Samuele, 13:28-29 – Il
fratello di Tamàr, Absalom, ordinò ai suoi
uomini di rendere ebbro Amnòn per poi ucciderlo
e vendicare lo stupro di sua sorella.
2 Samuele, 18:6-7 – L’armata
di Davide sterminò ventimila uomini nella
foresta di Efraim.
2 Samuele, 18:15 – Ioab “prese
in mano tre dardi e li immerse nel cuore di
Assalonne, che era ancora vivo nel folto del
terebinto.” – “Poi dieci giovani scudieri di
Ioab circondarono Assalonne, lo colpirono e lo
finirono.“
2 Samuele, 20:10-12 – Ioab
conficcò un pugnale nello stomaco di Amasà,
rovesciandone l’intestino per terra. Amasà morì
nel bel mezzo della strada rotolandosi nel suo
stesso sangue.
2 Samuele, 24:15 – Dio mandò
una pestilenza sulla città di Israele per punire
Davide del suo peccato. Morirono settantamila
innocenti.
1 Re, 2:24-25 – Solomone
uccise Adonia.
1 Re, 2:29-34 – Solomone
uccise Ioab.
1 Re, 13-15-24 – Un profeta
mentì ad un uomo, convincendolo a bere acqua e
mangiare pane in un posto in cui il Signore
aveva precedentemente proibito lui di farlo.
L’uomo, rassicurato, mangiò e bevve in quel
posto. Dio mandò un leone a punirlo, “il suo
cadavere rimase steso sulla strada.“
1 Re, 20:29-30 – Gli israeliti
si batterono contro i siriani. L’ammontare di
vittime per ogni singolo giorno fu di centomila.
Sulle restanti ventisettemila crollò un muro di
pietra.
2 Re, 1:10-12 – Elia richiamò
un fuoco dal cielo, invocando l’aiuto di Dio, e
cinquanta uomini furono consumati dalle fiamme.
2 Re, 2:23-24 – Eliseo
camminava per strada quando quarantadue bambini
si presero gioco della sua calvizie. “Egli si
voltò, li guardò e li maledisse nel nome del
Signore. Allora uscirono dalla foresta due orse,
che sbranarono quarantadue di quei fanciulli.“
2 Re, 5:27 – Eliseo maledice
Ghecazi e i suoi discendenti, per sempre, con la
lebbra. “Egli si allontanò da Eliseo, bianco
come la neve per la lebbra.“
2 Re, 6:18-19 – Il nemico si
incamminò verso Eliseo ed egli, rivolgendosi al
Signore, supplicò: “Oh, colpisci questa gente di
cecità!. E il Signore li colpì di cecità secondo
la parola di Eliseo.” – “Disse loro Eliseo: Non
è questa la strada e non è questa la città.
Seguitemi e io vi condurrò dall’uomo che
cercate. Egli li condusse in Samaria.” – “Quando
giunsero in Samaria, Eliseo disse: Signore, apri
i loro occhi; essi vedano!. Il Signore aprì i
loro occhi ed essi videro. Erano in mezzo a
Samaria!“
2 Re, 6:29 – Una donna si
lamentò di patire la fame davanti al re di
Israele. Era triste perché aveva accettato di
cucinare e mangiare suo figlio.
2 Re, 9:24 – Ieu tradì Ioram,
poi lo uccise colpendolo con arco e freccia nel
mezzo delle spalle. “La freccia gli attraversò
il cuore.“
2 Re, 9:27 – Ieu ordinò ai
suoi uomini di inseguire ed uccidere Acazia, re
di Giuda.
2 Re, 9:30-37 – Ieu fece
uccidere Gezebele. “Il suo sangue schizzò sul
muro e sui cavalli. Ieu passò sul suo corpo, poi
entrò, mangiò e bevve; alla fine ordinò: Andate
a vedere quella maledetta e seppellitela, perché
era figlia di re.” – “Andati per seppellirla,
non trovarono altro che il cranio, i piedi e le
palme delle mani.” – “Tornati, riferirono il
fatto a Ieu, che disse: Si è avverata così la
parola che il Signore aveva detta per mezzo del
suo servo Elia il Tisbita: Nel campo di Izreèl i
cani divoreranno la carne di Gezabele.” – “E il
cadavere di Gezabele nella campagna sarà come
letame, perché non si possa dire: Questa è
Gezabele.“
2 Re, 10:7 – Ieu ordinò che i
settanta figli di Acab venissero decapitati.
“Quindi posero le loro teste in panieri e le
mandarono da lui.“
2 Re, 10:14 – Ieu ordinò la
morte della famiglia di Acab, settantadue
persone in totale.
2 Re, 10:17 – Secondo il
racconto di Dio Ieu si recò a Samaria e sterminò
“tutti i superstiti della casa di Acab fino ad
annientarla, secondo la parola che il Signore
aveva comunicata a Elia.“
2 Re, 10:19-27 – Ieu
intrappolò gli adoratori di Baal nel tempio, poi
disse alle guardie: “Entrate, uccideteli.
Nessuno scappi.“
2 Re, 11:1 – Atalia distrusse
la famiglia reale.
2 Re, 14:5 – Amazia fece
giustiziare gli ufficiali che uccisero suo
padre.
2 Re, 14:3-5 – Dio si arrabbiò
con Amazia, anche se egli aveva fatto ciò che
era giusto agli occhi del Signore. Le alte
cariche non erano ancora state eliminate, e Dio
era geloso dei loro sacrifici sull’altare. Così,
Egli punì Azaria con la lebbra.
2 Re, 15:16 – Menachem attaccò
la città di Tifsach, distruggendola, e “fece
sventrare tutte le donne incinte.“
2 Re, 19:35 – Un angelo del
signore sterminò centottantacinque uomini nei
campi assiri.
2 Cronache, 13:17 – Dio diede
il controllo degli israeliti ad Abia e Giuda.
Cinquecentomila nemici morirono.
2 Cronache, 21:4 – “Ioram
prese in possesso il regno di suo padre e quando
si fu rafforzato, uccise di spada tutti i suoi
fratelli e, con loro, anche alcuni ufficiali di
Israele.“
Isaia, 13:15 – Isaia vide una
profezia sulle sorti di Babilonia. “Quanti
saranno trovati, saranno trafitti, quanti
saranno presi, periranno di spada. I loro
piccoli saranno sfracellati davanti ai loro
occhi;
saranno saccheggiate le loro
case, disonorate le loro mogli.“
Isaia, 13:18 – “Con i loro
archi abbatteranno i giovani, non avranno pietà
dei piccoli appena nati, i loro occhi non
avranno pietà dei bambini.“
Isaia, 14:21-23 – “Preparate
il massacro dei suoi figli a causa dell’iniquità
del loro padre e non sorgano più a conquistare
la terra e a riempire il mondo di rovine. Io
insorgerò contro di loro – parola del Signore
degli eserciti -, sterminerò il nome di
Babilonia e il resto, la prole e la stirpe –
oracolo del Signore -. Io la ridurrò a dominio
dei ricci, a palude stagnante; la scoperò con la
scopa della distruzione – oracolo del Signore
degli eserciti -.“
Isaia, 49:26 – La punizione di
Dio contro coloro che attaccano Israele: “Farò
mangiare le loro stesse carni ai tuoi
oppressori, si ubriacheranno del proprio sangue
come di mosto.“
Geremia, 16:4 – La parola del
Signore a proposito dei bambini nati in questa
terra: “Moriranno di malattie strazianti, non
saranno rimpianti né sepolti, ma saranno come
letame sulla terra. Periranno di spada e di
fame; i loro cadaveri saranno pasto degli
uccelli dell’aria e delle bestie della terra.“
Esdra, 6:12-13 – Il decreto
del re Dario stabilì che, qualora qualcuno
avesse cambiato il suo editto, “si tolga una
trave dalla sua casa, la si rizzi ed egli vi sia
impiccato. Poi la sua casa sia ridotta a
letamaio.“
Ezechiele, 20:26 – Israele
insorse, e la punizione di Dio fu sobria. “Feci
sì che si contaminassero nelle loro offerte
facendo passare per il fuoco ogni loro
primogenito, per atterrirli, perché
riconoscessero che io sono il Signore.“
Ezechiele, 23:34 – Dio
predispose che le prostitute bevessero una coppa
di sdegno e si lacerassero i seni.
Ezechiele, 23:45-47 – Dio punì
l’adulterio: “Si farà venire contro di loro una
folla ed esse saranno abbandonate alle
malversazioni e al saccheggio. La folla le
lapiderà e le farà a pezzi con le spade; ne
ucciderà i figli e le figlie e darà alle fiamme
le case. Eliminerò così un’infamia dalla terra e
tutte le donne impareranno a non commettere
infamie simili.“
Osea, 13:16 – In seguito alla
ribellione di Israele: “si alzerà dal deserto il
soffio del Signore e farà inaridire le sue
sorgenti, farà seccare le sue fonti, distruggerà
il tesoro di tutti i vasi preziosi.“
Nuovo Testamento
Matteo, 5:17 – “Non pensate
che io sia venuto ad abolire la Legge o i
Profeti; non son venuto per abolire, ma per dare
compimento.” – Gesù appoggia gli omicidi di
massa, gli stupri, le schiavitù, le torture e
gli incesti descritti nel Vecchio Testamento.
Matteo, 8:12 – Gesù avverte
delle torture eterne dell’inferno: “i figli del
regno saranno cacciati fuori nelle tenebre, ove
sarà pianto e stridore di denti.“
Matteo, 10:35-36 – Gesù motiva
la sua venuta: “Non pensate che io sia venuto a
mettere pace sulla terra; non sono venuto a
metter pace, ma spada. Perché sono venuto a
dividere il figlio da suo padre, la figlia da
sua madre, la nuora dalla suocera; e i nemici
dell’uomo saranno quelli stessi di casa sua.“
Matteo, 11:21-24 – Le opere di
Gesù non impressionarono le città di Corazid,
Betsaida e Capernaum. Gesù disse: “Guai a te!” e
le destinò ad una sorte peggiore di quella
toccata a Sodoma.
Matteo, 8:21 – Un uomo decise
che, prima di seguire Gesù nella sua impresa,
avrebbe seppellito suo padre appena deceduto.
Gesù rispose: “Seguimi, e lascia che i morti
seppelliscano i loro morti.“
Marco, 4:10 – Nella parabola
del seminatore Gesù spiegò ai suoi discepoli che
era solito utilizzare parabole al fine di
accrescere la loro confusione, “affinché non si
convertano, e i peccati non siano loro
perdonati.“
Marco, 7:10 – Secondo la legge
dell’Antico Testamento ogni bambino che avesse
dimostrato odio nei confronti dei genitori
sarebbe stato condannato a morte.
Luca, 8:32-33 – Gesù trasferì
dei demoni dal corpo di un uomo nudo ad un
branco di porci, “e quel branco si gettò a
precipizio giù nel lago e affogò.” – Gli
abitanti supplicarono Gesù di abbandonare la
città.
Luca, 12:47 – Gesù avvertì che
un servo di Dio che non avesse rispettato la
volontà del suo Padrone avrebbe ricevuto “molte
percosse.“
Luca, 19:26 – Nella parabola
delle dieci mine il padrone – Dio – disse di
quelli che avessero deciso di non seguirlo:
“conduceteli qui e uccideteli in mia presenza.“
Giovanni, 6:53-66 – Gesù
invitò i suoi discepoli a mangiare la sua carne
e bere il suo sangue. Malgrado il tono
metaforico molti discepoli non condivisero
l’idea e decisero di abbandonarlo.
Atti, 5:1-9 – Anania mentì
sull’ammontare ricavato dalla vendita della sua
proprietà per tenere per sé parte di quella
somma. Dio uccise lui e sua moglie.
Romani, 1:26-27 – Paolo dice
che lesbiche ed omosessuali meritano la morte.
Lettera agli efesini, 1:4-5 –
Malgrado le istruzioni elargite da Gesù sul come
riconoscerlo come salvatore, Egli dice che Dio
ha già “predestinato” coloro i quali saranno
salvati secondo la Sua volontà.
Ebrei, 12:20 – Dio predispose
che ogni animale accampato sul monte Sion
venisse lapidato.
1 Pietro, 1:20 – Dopo il
fallimento dell’esperimento di Dio nel giardino
dell’Eden, la catastrofe di Noè e la soluzione
finale del sacrificio di Cristo, scopriamo che
Gesù fu predestinato alla morte fin dal
principio. Fu tutto “già designato prima della
creazione del mondo.“
Apocalisse, 6:8 – Alla fine
dei tempi, Dio autorizzerà la Morte a falciare
il 25% della popolazione terrestre “con
la spada, con la fame, con la
mortalità e con le belve della terra.“
By Alessandro Ghio - Tratto
da:
http://www.uaar.it/ateismo/controinformazione/atrocita-bibbia/
Considerazione importante:
Ad un
attento osservatore indipendente, non é
difficile capire che il "male" non é soltanto
nei libri detti "sacri", cioe' nella: Bibbia,
Talmud, Corano o persino in “Mein Kampf”, ecc.,
ma e soprattutto nell'uso che il lettore degli
stessi potrebbe fare. Se chi li legge ha una
mente/personalita', debole, insicura, cioe'
bambinesca, magari anche fuorviata da altri
“maestri” che però hanno "credi" molto più
radicali ed utilitaristici che sfruttano i
"credenti" (azione normalmente tipica dei preti,
pastori, rabbini, imam, guru, stregoni, ecc.),
il risultato sara' sicuramente impostato nella
direzione della violenza verso chi non la pensa
come loro.
Infatti come disse
Giordano Bruno: ..."le religioni sono
l'OPPIO dei popoli" !
Comunque sia, Tutte
le religioni sono state inventate e
propinate ad
arte alla ignara popolazione, dei vari
prePotenti
della
Terra, che hanno
fino ad oggi
dominato, controllato e gestito gli umani,
come nel corso delle centinaia di migliaia di
anni sul Pianeta Terra, infatti riflettete: "Se
parli con Dio, dicono che
stai pregando, ma se dici che
Dio parla
con te, Ti ricoverano in psichiatria"..
|