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La parola Gnosi
deriva dal greco "Gnosis" che significa Conoscenza, intesa non come una ricerca di meri
dati intellettuali, o un’accettazione dogmatica
di concetti ed idee astratte, bensì come la
sperimentazione personale delle Leggi Cosmiche,
attraverso la conoscenza di se stessi.
La Gnosi, è una
filosofia perenne ed universale che è sempre
esistita. Ricordiamo la scritta sul frontespizio
del Tempio di Delfi: "Uomo,
conosci te stesso, e conoscerai l’Universo e gli
Dei che in esso dimorano".
Conoscenza da intendersi non solo come
conoscenza di tipo intellettuale con la
sperimentazione personale delle Leggi Cosmiche,
attraverso la conoscenza di se stessi.
Lo gnostico non è solo un individuo che sa, ma
e’ anche colui che mette in pratica la gnosi per
essere in armonia con tutto il creato (vedi
Medicina
Naturale) , di cui egli è
consapevolmente parte: possiamo ben dire quindi
che la Gnosi è una filosofia universale esistita
fin dai tempi più antichi, e destinata a non
scomparire mai...
La gnosi è la conoscenza pervenuta al sapiente
per varie vie: divine o sapienziali. Lo gnostico
era in epoca antica il sapiente, colui il quale
possedeva la conoscenza per averla ricevuta
dagli avi e/o direttamente da una rivelazione
degli dei del mondo dello Spirito (il Pensiero)
– trattasi quindi di intuizioni ed osservazioni
della natura.
Quindi l’intima struttura della materia puo’
essere compresa solo chiarendone l’origine.
Nel II° secolo d.C. lo
gnosticismo fu la corrente religiosa che
predicava la possibilità di attingere ai motivi
più profondi del
Cristianesimo attraverso l'atteggiamento
razionale ed intuitivo.
In epoca moderna la gnoseologia designa la
scienza che studia i problemi relativi alla
conoscenza e ai metodi per raggiungerla al
meglio.
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GNOSTICISMO
Lo Gnosticismo o
gnosi deriva dalla parola greca gnosis che
significa "conoscenza".
Un sistema gnostico è caratterizzato dal primato
della conoscenza su qualunque altro mezzo di
salvezza per l'uomo. Con l'opposizione
all'ortodossia cristiana questo viene a
significare il primato della conoscenza sulla
fede. La gnosis si contrappone all'"ignoranza"
di coloro che rimangono immersi nella vita di
tutti i giorni e nelle preoccupazioni
"psichiche" o materiali, senza coltivare la
parte spirituale e divina del loro essere.
Un dualismo oppone lo spirito e la materia, un "anti-cosmismo"
svaluta radicalmente il mondo visibile, ridotto
a regno del male e delle tenebre (questo
differenzia il dualismo gnostico da quello
iranico della religione zoroastriana e da quello
platonico: non a caso un neoplatonico come
Plotino, nel III sec. d.C., sarà fra i più
decisi avversari degli gnostici). Nei sistemi
classici dello gnosticismo il dualismo si
risolve in un monismo, in quanto il male non è
un principio originario ma il risultato di una
qualche degradazione, o caduta nel mondo, del
bene. Verso l'idea di due principi originari si
orienterà invece il manicheismo, una religione
successiva indipendente dallo gnosticismo anche
se viene definita da alcuni uno gnosticismo
tardivo.
I miti gnostici comprendono tre fasi. un'unità
originaria indistinta (Pleroma) dove da un Dio
originario ed inconoscibile vengono emanate
coppie di esseri celesti (Eoni, parola che in
alcuni sistemi indica anche le epoche del
mondo); la "caduta" fuori da quest'unità di uno
o più esseri celesti, con la successiva nascita
d'un dio malvagio (Demiurgo) che, direttamente o
tramite i suoi collaboratori (Arconti), crea il
mondo materiale; la presenza nell'uomo d'una
scintilla divina che può essere ravvivata,
permettendo ad alcuni uomini di risalire dal
mondo della materia e della finitudine fino al
mondo divino delle origini. In molte mitologie
gnostiche è un eone femminile, Sophia, che esce
dal limite del Pleroma per ignoranza o per
curiosità, causando ultimamente la nascita del
mondo materiale. Il mito di Sophia è molto
diverso nei vari sistemi che ne parlano. In
alcuni troviamo due Sophia: la maggiore, a cui
sarà concesso di ritornare nel Pleroma; e la
minore, che dovrà rimanere al di fuori. Se
crediamo alla testimonianza dei Padri della
Chiesa, in uno dei sistemi più antichi, quello
di Simon Mago, c'è anche una terza Sophia,
terrestre, che erra nella storia degli uomini
reincarnandosi periodicamente in corpi di donna.
L'uno o l'altro di questi personaggi vengono
chiamati Sophia Achamoth, accoppiando alla
parola greca per indicare 'saggezza' il suo
corrispondente ebraico.
Abraxas o Abrasax, inteso (raramente) come nome
del Dio originario, nella maggior parte delle
fonti che ne parlano è il nome del cattivo
Demiurgo, identificato come il Dio dell'Antico
Testamento; da cui, talora, deriva una curiosa
rilettura "al contrario" della Bibbia e la
rivalutazione di personaggi maledetti dal Dio
vetero-testamentario, da Caino agli abitanti di
Sodoma.
Il Demiurgo e gli arconti non avrebbero potuto
creare che un uomo totalmente legato alla
materia ed alle tenebre. Tuttavia varie
spiegazioni mitologiche, dall'intervento di
esseri del mondo celeste all'apparizione
improvvisa di un modello divino che influenza i
creatori, spiegano come, contro la volontà delle
potenze creatrici, l'umono nasca con una
scintilla che potrà essere risvegliata.
L'antropologia gnostica prevede in molti casi
tre categorie di uomini: gli "spirituali" o
"pneumatici", gli unici veramente in grado di
accedere alla conoscenza necessaria perchè la
scintilla divina venga rianimata; gli
"psichici", che possono accostarsi alla gnosi
solo parzialmente e con grande difficoltà e gli
"ilici", irremedibilmente legati alla materia e
cui la gnosi rimane preclusa. Dal punto di vista
psico-sociale ne derivano un certo elitismo, per
la netta discriminazione fra varie categorie di
uomini; ed un marcato individualismo, in quanto
ciascun uomo si occuperà della coltivazione
della propria scintilla interiore più che dei
problemi della comunità o della collettività.
Nella Pistis Sophia all'apice dell'universo vi è
un Dio ineffabile, infinito, inaccessibile, che
costituisce il grado supremo dell'essere, luce e
potere, dal quale emana ogni cosa. Attorno a lui
vi sono tre spazi, nei quali si trovano i più
grandi misteri ai quali l'umo possa accedere; il
primo è lo spazio dell'ineffabile; il secondo è
il primo spazio del primo mistero; il terzo è il
secondo spazio del primo mistero.
Dal primo mistero trasse origine ogni
emanazione; egli è l'immagine perfetta
dell'ineffabile, governa l'universo, decretò le
peripezie di Sophia, salva l'umanità dal potere
degli arconti, è il padre di Gesù, è "il mistero
che guarda dentro" (verso l'assoluto), mentre
Gesù è "il mistero che guarda fuori" (verso il
contingente). Dal primo mistero provengono i
senza padre, i dotati di triplice spirito, etc.
Il terzo spazio del primo mistero è presieduto
dal XXIV mistero; negli undici anni di
permanenza con i discepoli, Gesù risorto aveva
rivelato loro ogni cosa fino a questo mistero; i
discepoli ingoravano ancora tutto sugli altri
due spazi.
Al di sotto del mondo dell'ineffabile ed
inaccessibile, si trova il mondo della luce pura
con tre immense regioni. La prima è la regione
del "tesoro della luce", ove sono raccolte le
anime che ricevettero i misteri; vi si trovano
le emanazioni, gli ordini, con i sette amen, le
sette voci, i cinque alberi, i tre amen, il
fanciullo del fanciullo, i dodici salvatori,
preposti ai dodici ordini, i nove custodi delle
tre porte del tesoro della luce. Poi vi è la
"regione di destra", o luogo della destra, "con
sei grandi principi" aventi il compito di
estrarre dagli eoni e dal cosmo inferiore le
particelle di luce e ricondurle nel tesoro;
grande messaggero è Jeu detto pure "primo uomo",
"vescovo della luce", provveditore del cosmo
inferiore. In terza posizione vi è la "regione
di mezzo", nella quale troviamo sei grandi
personalità di spicco:
1) Melchisedec, "il grande ricevitore della
luce";
2) Il grande Sabaoth, detto anche padre di Gesù
in quanto prese la sua anima e la gettò nel
grembo di Maria;
3) Il grande Jao, che ha al suo servizio i
dodici diaconi dai quali Gesù trasse le anime
degli Apostoli;
4) Il piccolo Jao, dal quale Gesù prese una
forza luminosa e la gettò nel grembo di
Elisabetta per la nascita di Giovanni Battista,
suo precursore;
5) Il piccolo Sabaoth;
6) al di sopra di questa entità eccelle "la
vergine luce", giudicatrice delle anime e
dispensatrice di felicità eterna e di tormenti;
al suo servizio vi sono "i ricevitori", sette
vergini luminose con quindici assistenti.
Al di sotto del mondo della luce pura abbiamo
"il mondo degli eoni" o "mondo della miscela di
materia e luce": caratterizzato dalla
commistione tra luce e materia, effetto della
rottura dell'originaria integrità; qui dunque è
necessaria l'operazione purificatrice e
raffinatrice affinchè la luce ritorni alla sua
origine. E' il mondo del drammatico scontro tra
luce e tenebre, bene e male; ciò porta ad un
radicale dualismo, ma Pistis Sophia è ottimista
ed il suo dualismo è temperato dall'unicità del
grande principio: il Dio ineffabile, infinito,
inaccessibile.
"Il mondo degli eoni" consta di tre regioni: la
regione di sinistra, la regione degli uomini, la
regione inferiore. La regione di sinistra era,
ai primordi - all'epoca dell'integrità -, la
regione dei dodici eoni: sei per Sabaoth Adamas
e sei per suo fratello Jabraot; i loro arconti
erano uniti rispettivamente in tre sizighie o
coppie; ma i fratelli furono cattivati dalla
brama sessuale con l'intento di crearsi un regno
di esseri inferiori dipendenti: interruppero
cos' il mistero della luce con la pratica
dell'unione sessuale; per comando del primo
mistero, Jeu li vincolò nelle loro immutabili
sfere terrestri. Davanti alla vendetta, Jabraot
si pentì e con lui i suoi; perciò fu creato il
tredicesimo eone (ogdoade) sovrastante
infinitamente gli altri dodici; in questo eone
furono trasferiti Jabraot ed i suoi e, in
seguito - da Gesù -, furono posti Abramo, Isacco
e Giacobbe.
Gli abitanti del tredicesimo eone dominano i
dodici eoni e, vicini al "mondo della luce
pura", aspirano ad essa. In questo tredicesimo
eone è già entrata la miscela perciò è detto
"luogo della giustizia"; in esso si trovano il
padre primordiale, i tre dotati di triplice
forza, i ricevitori, i ricevitori vendicativi
che strappano le anime giuste che ancora non
avevano ricevuto i misteri e le conducono alla
"vergine luce" (uno di questi è Arrogante), e
ventiquattro invisibili, emanati dall'invisibile
padre primordiale, fratelli e compagni di Pistis
Sophia, tra i quali c'è anche il suo compagno. A
enorme distanza si trovano i dodici eoni, regno
di Sabaoth Adamas, il grande tiranno, il re
Adamas, che seguita la sua azione procreatrice,
e una moltitudine di arconti, angeli, arcangeli
e di esseri inferiori. Nell'ambito della prima
regione e sotto il dominio dei dodici eoni si
trovano il destino, la prima e la seconda sfera,
gli arconti di mezzo ed il firmamento.
La seconda regione è soprattutto quella degli
uomini. La terza regione è quella del mondo
inferiore, amente (inferi), caos, tenebre
esteriori.
Bibliografia
Massimo Introvigne, Il ritorno dello gnosticismo
- Sugar&Co.
Pistis Sophia – Adelphi
Tratto da:
http://www1.autistici.org/amprodias/txt/note/gnosis.htm
Commento NdR: pur condividendo la
descrizione fatta dall’autore, si intuisce che
egli NON ha compreso appieno i risvolto nascosti
del Vero Gnostico, il quale sperimenta su se
stesso per arrivare alla conoscenza, le leggi
che regolano le strutture e gli esseri Viventi,
traendone le Vere Giuste informazioni (leggi)
che poi insegna anche agli altri = scopo di
Mednat.org
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GNOSI ed origini del Cristianesimo....
Cari,
Tredicini….
ed in particolare Klaus Schilling, chiedo scusa a tutti se sono stato
laconico nella mia precedente risposta, fin troppo criptica.
Approfitto
dell'ora di pranzo per precisare la mia personale visione dello
gnosticismo cristiano e dei suoi rapporti con la presunta gnosi Essenica.
Perdonate la generalizzazione, la banalizzazione e l'eccesso di sintesi.
Il primo problema é, ovviamente, mettersi d’accordo su cosa realmente
possa essere considerato e qualifichi una costruzione teologica come
cristiano-gnostica e su cosa costituisca, invece, un substrato comune che
genera forme gnostiche di pensiero.
Partiamo
dalla definizione della gnosi cristiana partendo dalle forme che essa
prende dopo che il termine cristiano ha assunto un senso storico e quindi
a partire dal I secolo d.C.
Possiamo distinguere due forme di fondamentali linee di sviluppo dello
gnosticismo storico cristiano:
-la
linea siro-egiziaca o anche esoterica e oligarchica (principali forme
storiche: Nag Hammadi)
-la
linea iranica o essoterica e democratica (principali forme storiche:
Mandea, Manichea)
Vediamo
gli elementi comuni.
-
Prima di tutto il dualismo esasperato con la suddivisione netta tra due
forze paritetiche e combattenti. Ovviamente tutto ciò é condizione
necessaria ma niente affatto sufficiente, servono altre indispensabili
pre-condizioni.
-
La convinzione della superiorità umana rispetto alla natura materiale e
quindi la possibilità di identificare nel più profondo nucleo umano una
natura divina che lo distingue e lo rende superiore alla natura materiale
-
La necessità di un risveglio o di una chiamata cui segue una risposta che
avvia una fase di ricerca interiore tesa: a) a ricercare le radici
dell'errore in se e b) ad avviare un processo di progressiva separazione
dalla dipendenza delle passioni c) a ricongiungersi con la propria
"immagine" divina o scintilla identificandosi in essa e quindi
deificandosi
-
La presenza costante di un inganno che rende difficile o meglio,
impossibile lo sviluppo del processo di autoevoluzione senza l'aiuto
esterno. L'inganno é generato dalle creature del Male.
-
La necessità della esistenza di Un Messaggero che in una o più venute,
riapre il "canale" che consente all'uomo di risalire o
riscoprire la sua essenza divina.
-
la presenza, nella creazione, di una parte di essa (le differenze tra le
due forme dipendono dalla dimensioni di tale parte) di cui sicuramente fa
parte l'uomo e che é creata dagli esseri ingannatori e dal Male per
vincola non la Luce divina nell'uomo alla sua natura pateriale con il
ciclo delle nascite.
-
La creazione di Adamo ed Eva come evento fondamentale che, al contrario di
quanto afferra il cristianesimo classico, non é il momento del peccato ma
il momento della riscossa nel momento in cui l'Uomo si ciba dall'albero
della conoscenza (sebbene avrebbe fatto bene a non cibarsi da esso ma da
quello della Vita). A questo segue il peccato ed il ciclo delle nascite e
morti.
Detto
questo, vediamo le differenze fondamentali che si concentrano e
sintetizzano nella visione cosmogenica:
-
La gnosi siro-egiziaca rifiuta in toto la creazione come tutta malvagia e
voluta dal Demiurgo. L'uomo é totalmente solo con il solo aiuto della
Immagine del Messaggero che costituisce il tronco dell'albero del bene e
del male e quindi apre per l'uomo la chiamata e la pista del risveglio. Il
mondo é illusorio e malvagio come il cosmo e gli astri stessi.
-
la gnosi iranica, invece, vede nel Re della Luce ,'autore della creazione
con eccezione dell'Uomo. Le due entità, Dio buono e male sono co-eterne
ed é il Male che invade per la sua guerra intestina il territorio del Dio
del Bene. Il Dio del Bene, incapace di guerreggiare, sacrifica il figlio
(l'Adamo Primordiale) dandolo in pasto al Male per instillare in lui la
luce che ne attenua la forza ed iniziare il processo di salvezza.
Successivamente, genera un Messaggero che fallisce (in apparenza)
nuovamente, nel tentativo di separare la luce dalle tenebre. La luce
ancora impura si condensa nella materia dei vegetali, mentre quella
liberata da vita alla creazione.
L'Uomo nasce come tentativo finale degli Arconti e del Male di vincolare
la luce rimasta.
Il cosmo é costituito da astri che sono i cadaveri degli Arconti, e
stelle che sono anime di luce.
Il moto del cielo ed il succedersi luce e sole, luna e notte, estrarre le
scintille le purifica e le fa risalire nei cieli superiori ricostruendo il
Pleroma.
Mi
rendo conto dell'eccesso di sintesi e di approssimazione ma nel complesso
le cose stanno in questi termini.
A questo punto ecco la componente esoterica della gnosi siro-egiziaca: la
salvezza riguarda solo un gruppo ristretto di uomini che sono in grado di
interpretare il simbolo e combattere la battaglia per la loro salvezza
contro l'inganno degli arconti. Questi eletti dialogano tra loro in forma
criptica per evitare di scoprire i piani. In realtà più che una
battaglia complessiva, é una battaglia passiva tesa a seminare semi
criptici per salvare altri eletti e a raggiungere, fondamentalmente, lo
stato di elevazione (deificazione) autonomo prima della morte fisica.
Per
il caso iranico, la salvezza riguarda tutti gli uomini ed il messaggio é
diretto e non criptico.
A
questo punto chiediamoci qual'é il substrato, se esiste, fenomenico che
genera queste correnti prima ancora di chiederci qual'é la loro origine
storica.
E'
evidente che la differenza di comportamento della Materia inanimata e di
quella viva (Vegetale ed Animale) nei confronti dei principi fisici della
entropia (disordine) e della Entalpia (energia) scatena come conseguenza
logica e filosofica l'esistenza di due forse opposte che si comportano in
maniera opposta nei confronti della natura.
In particolare l'uomo appare come anormale nei confronti della materia e
quindi estraneo ad essa.
Prolungando per continuità esso esprime la tendenza ad organizzarsi ed
ordinare unita alla tendenza ad assorbire ed usare energia a questo scopo:
egli é quindi intelligente.
Ecco
il dio buono e "creatore" distinto dal dio malvagio e
"distruttore".
L'anomalia dell'uomo non può non essere il frutto di un intervento del
Dio Malvagio e l'energia che é nell'uomo non può che essere l'immagine
di quella divina.
Ecco la fenomenologia di base della gnosi: non é necessario cercare
affinità documentali e radici storiche ulteriori per le componenti
principali del pensiero gnostico.
Vi é poi la riflessione sulla divinità dell'uomo e sull'inganno
dell'esistenza che lo allontana dalla sua essenza divina.
La cosa é spiegabile attraverso una analisi medidativa anche banale sulla
funzione del sogno.
Nel sogno l'uomo é artefice della creazione e soggetto ad essa, quando
riesce ad accorgersi di ciò si sveglia e quindi esce dal sogno.
Nel sogno l'uomo é Dio: perché, quindi, non dovrebbe essere anche questa
realtà un sogno.
ecco quindi, che l'inganno é questa realtà e l'uomo é attore della sua
stessa creazione: egli vive un sogno.
Ecco spiegato fenomenologicamente e senza necessità di ricerca
documentale, la seconda fonte di ispirazione.
C'è,
poi, la materia iniziatica e la costanza di alcuni elementi fenomenologici
ripetitivi quali i bagliori di luce e colore tipici sia dei risvegli da
morte sia delle meditazioni, sia degli stati di allucinazione indotta da
sostanze.
Tali stati, come nelle visioni oniriche, portano alla intuizione come
correlazione istantanea di fatti ed eventi che porta alla comprensione in
apparenza impossibile di essi ed alla esaltazione della scoperta ad
impulso.
Detto
ciò ed identificate le radici fenomenologiche della similitudine tra le
forme gnostiche ciò che resta da appurare é la fonte storica che ha
determinato le variazioni sul tema.
Cominciamo
col dire che, relativamente alla gnosi cristiana, sono convinto, e cercherò
di dimostrarlo in conferenza, che l'Essenismo é un movimento gnostico di
tipo iranico almeno negli primi gradi di iniziazione e tipo siro-egiziaco
in quelli esoterici elevati, ma é del tutto autonomo.
Tale movimento é alla radice del pensiero del Nazareno da naser
(virgulto) o da nazar (verità secondo Filippo ma questo lo sviluppò
autonomamente portandolo alle conseguenze che conosciamo e quindi alal
forma esoterica e fortemente e marcatamente siro-egiziaca che leggiamo in
Nag Hammadi.
Non v'è prova della componente siro-egiziaca a Qumran, ma vi é di certo
per quella iranica: la prova é negli Inni e nei restanti testi oltre che
nei costumi qumramiani.
Le
condizioni di:
-
rifiuto delle impurità estremizzate,
-
della ascesi mistica con il rifiuto della corruzione del mondo,
-
del dualismo Figli della Luce Figli delle Tenebre (o di Belial),
-
della guerra Bene Male, della malvagità e meschinità della creazione
umana correlata alla straordinarietà della creazione divina
-
della purificazione con al sole dell'alba e della esaltazione rituale
della Luce
-
Del battesimo con l'immagine purificatrice
-
Della cripticità di alcuni scritti e della metafora come strumento di
trasmissione
-
Del costante inganno della scrittura letta letteralmente dai farisei
-
Del dubbio che traspare negli Inni di fronte al Fatto che il Dio buono ha
creato sia il bene che il male e che consoce già tutto e quindi nulla può
essere fatto senza che lui lo voglia con la conseguenza di una riflessione
non scritta che non può non sfociare nello gnosticismo siro-egiziaco
-
la sequenza dei gradi di iniziazione e di crescita sociale e spirituale
dimostrano come gli Esseni fossero un misto delle due componenti (siriaca
ed iranica) e come quella essoterica fosse preparatoria alla successiva
fase di iniziazione
esoterica.
Gli
Esseni, per loro stessa natura rifuggivano da contatti con stranieri e
quindi é da escludere che la
natura delle loro riflessioni fosse dovuta a scambi culturali ma era
frutto di meditazioni autonome sulla scrittura, non per nulla é a Qumran
che comincia la critica biblica dura e talora rivoluzionaria.
Non
serve e non può esservi, quindi, dipendenza diretta (se non nei tratti
assolutamente generali e soprattutto enormemente arcaici (almeno 300 anni
prima) da altri movimenti.
Il pensiero Esseno ha riflettuto sulla scrittura, sulla fenomenologia ed
ha estratto in forma autonoma e naturale il pensiero gnostico (non
dimentichiamo Enoch).
Per
la forma Siriaca-Egizia, invece, posso essere d’accordo sul fatto che
una influenza culturale e forse anche successiva delle correnti
alessandrine e quindi elleniche vi fu, almeno nel fondatore, anche se
resta il fatto che queste correnti, a mio avviso, ispirarono solo la
necessità del salto di qualità e non i contenuti che erano tutti già
presenti nelle scritture Qumramiane a patto di elaborarli separando
completamente il Padre della Creazione.
E'
chiaro che il DIo non creatore e
l'Elohim malvagio non sarebbe stato digerito in ambito ebraico ma anche
Esseno senza preparazione: l'esoterismo diviene quindi una necessità
oltre che un elemento teologico.
Dalla
elaborazione preliminare del pensiero di Gesù nascono gli scritti di NAg
Hammadi, ma é evidente che stante la brevissima distanza dalla morte di
Gesù e l'alto grado di sviluppo di questi testi é da ritenere che il
contenuto di essi fosse in gran parte ispirato da una profonda analisi di
Gesù, a sua volta meditata sui come conseguenza diretta degli scritti
Qumramiani nella loro valenza criptica ed in particolare degli Inni.
Spero
di aver chiarito il mio parere: se lo riterrete interessante vi aspetto a
Roma l'8 Maggio, se lo ritenete banale vi ho dato un motivo per non
esserci e per non perder tempo.
By Sabato Scala
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