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Genealogia di
GESU
il NAZARENO
vedi:
qualche informazione sui vangeli e sulla
datazione del loro canone (392 era
volgare)
Da Gesù a re
Davide: scoperta la
vera genealogia da Antichità
Giudaiche di G. Flavio
Tratto dal libro:
“L’ultimo faraone. Erode Gesù. La discendenza
reale del sangue di Cristo” Di Alessandro De
Angelis.
Scoperta la genealogia di Gesù dopo 2000 anni
dal libro dello storico ebreo G. Flavio
Antichità Giudaiche. Il ricercatore di storia
delle religioni Alessandro De Angelis scopre il
motivo delle discrepanze della genealogia di
Gesù tra i due vangeli di Matteo e Luca, che
hanno falsificato la discendenza da re Davide
per coprire Gesù figlio di Maria Boeto di
Cleopatra, terza moglie del re Erode e figlia
della regina Cleopatra d’Egitto e del suo
sacerdote di Alessandria Simone Boeto.
Vediamo come Maria Boeto di Cleopatra era la
Maria dei Vangeli da G. Flavio:
Libro XV:320 Viveva
a Gerusalemme un sacerdote molto noto di nome
Simone, figlio di Boeto, un Alessandrino, che
aveva una figlia considerata la più bella del
tempo.
Il nome della figlia
del sacerdote di Alessandria era Maria. Da
notare che Simone Boeto viene chiamato sacerdote
dallo storico G. Flavio già prima che gli desse
il titolo Erode il Grande, ed aggiunge che era
di Alessandria. Ora ad Alessandria d’Egitto, nel
periodo in cui Simone Boeto era sacerdote, il
faraone era Cleopatra e quindi Simone Boeto,
padre di Maria, era uno dei sacerdoti del culto
di Iside che Cleopatra cercò di promuovere
nell’impero quando era con Giulio Cesare. Nel
suo testamento Erode il Grande aveva nominato
suo successore il figlio Antipatro, natogli
dalla sua prima moglie Doride. Antipatro aveva
circa cinquant’anni ed il re nominò successore
di Antipatro il figlio di Mariamne II (Maria)
che aveva circa due anni, ovvero quell’Erode a
cui tolsero il nome perché si chiamava Gesù.
Inoltre, il padre lo
aveva anche privato della speranza nei figli;
infatti non uno dei suoi figli Erode aveva
nominato come prossimo successore dopo la sua
morte, bensì Erode figlio di Mariamme. (Guerra
Giudaica Libro I, 586.)
Il nome Mariamme in
ebraico è reso come
מִרְיָם,
(Miriam), nome di tradizione biblica Maria in
Italiano. Poiché nella società giudea di epoca
tardo-asmonea le due lingue più diffuse erano
l’aramaico e il greco della koine, presso la
corte era diffusa la versione greca di questo
nome. Giuseppe Flavio lo scrive «Μαριάμη» («Mariame»),
ma in alcune edizioni la “m” viene raddoppiata,
diventando così Mariamme. Successivamente la
seconda “m” divenne “n” per dissimilazione,
mutandosi così in “Mariamne”.
Si trovò che anche
Mariamme (Maria), la figlia del sommo sacerdote,
era partecipe della congiura; lo svelarono,
infatti, i suoi fratelli sottoposti alla
tortura. Della colpa materna il re punì anche il
figlio, cancellando dal testamento Erode (Gesù),
suo figlio, che vi era nominato come successore
di Antipatro. (Guerra Giudaica I, 599, 600).
Vediamo la famiglia
di Maria della casata dei Boeto:
- Simone, figlio di Boeto, padre di Maria;
- Mariamne o Maria II Boeto terza moglie del re
Erode il Grande;
- Eleazar o Lazzaro, figlio di Boeto, attestato
in Giuseppe Flavio e nel testo Mandaean Sidra
d-Yahia;
- Gesù Boeto; sommo sacerdote nel 63-65 d.C.
- Marta Boeto che sposerà Gesù in tarda età;
Tutti questi
personaggi li ritroviamo nei vangeli:
Sei giorni prima della Pasqua, Gesù andò a
Betània, dove si trovava Lazzaro, che egli aveva
risuscitato dai morti. E qui gli fecero una
cena: Marta serviva e Lazzaro era uno dei
commensali. Maria allora, presa una libbra di
olio profumato di vero nardo, assai prezioso,
cosparse i piedi di Gesù e li asciugò con i suoi
capelli, e tutta la casa si riempì del profumo
dell’unguento. (mc 14:3)
Da questi versi dei vangeli vediamo che era
Marta a cospargere di olio i piedi di Gesù e che
ella era insieme ai suoi fratelli, Maria e
Lazzaro. Sappiamo anche che i tre erano figli di
Simone Boeto, vediamo quindi dove si trovavano
quando Marta unse di olio i piedi di Gesù.
Gesù si trovava a Betània nella casa di Simone
il lebbroso. Mentre stava a mensa, giunse una
donna con un vasetto di alabastro, pieno di olio
profumato di nardo genuino di gran valore; ruppe
il vasetto di alabastro e versò l’unguento sul
suo capo. (mt 26: 6)
Nel testo aramaico originario vi era Simone “ha-Zanua”,
che significa “l’umile, il pio”, che è stato
decifrato come “ha-Zarua”, che significa “il
lebbroso”.
Sappiamo dai vangeli
che Maria fu adottata da Anna sorella di
Elisabetta, i vangeli ci dicono che Elisabetta
era parente di Maria, e Anna ed Elisabetta nel
tardo cristianesimo verranno indicate come
cugine di Maria, inoltre entra nel gioco anche
Giovanna che era una delle discepole di Gesù,
nonché moglie di Kuza, l’amministratore delle
terre di Erode. Sia Anna che Elisabetta e
Giovanna sono figlie di Joshua ben Phabet Boeto,
e Phabet Boeto era fratello di Simone Boeto,
ecco spiegata la relazione di parentela tra
Maria, Anna, Elisabetta e Giovanna che risultano
essere cugine sia nei vangeli sia nella famiglia
Boeto, ed il motivo per cui Anna si prese cura
di Maria quando nel 30 a.C. uccisero sua madre
Cleopatra. Foshua Boeto nonostante fosse nipote
di Simone nacque prima dello zio, tanto che
Erode il Grande sostituì proprio lui, dalla
carica di sommo sacerdote che tenne dal 30 al 23
a.C., con lo zio Simone Boeto per prendere in
sposa Maria. Ora se gli evangelisti hanno detto
la verità sulla discendenza di Gesù da parte di
re Davide, seguendo la corretta genealogia
dovremmo risolvere il bandolo della matassa e
capire che il motivo delle incongruenze tra gli
evangelisti Matteo e Luca nel loro albero
genealogico da Gesù a Davide sono dovute al
fatto che volevano coprire l’identità su Gesù
figlio di Erode il Grande e di Maria Boeto di
Cleopatra. Vediamo quindi se seguendo Antichità
Giudaiche di Flavio Giuseppe arriviamo da Gesù a
re Davide.
Abbiamo visto che Gesù era figlio di Maria Boeto
e che Maria Boeto era figlia di Simone Boeto, a
sua volta figlio di Boeto:
Libro XV:320 Viveva a Gerusalemme un sacerdote
molto noto di nome Simone, figlio di Boeto, un
Alessandrino, che aveva una figlia considerata
la più bella del tempo.
Simone figlio di
Boeto, a sua volta figlio di Ananel l’Egiziano,
figlio di Anania figlio di Onia V, come
ricostruito dai genealogisti incrociando gli
scritti di G Flavio con la Mishnah Parah 3: 5.
Da Onia V arriviamo ad Anania ancora seguendo
Antichità Giudaiche:
Libro XIII:285
Perché la regina Cleopatra, in rotta col figlio
Tolomeo, soprannominato Lathyro, aveva designato
suoi capitani Chelkia e Anania, figli di Onia,
che aveva eretto il tempio nel nomo di Heliopoli,
simile a quello di Gerusalemme, come sopra
abbiamo riferito.
Il padre di Onia V
aveva lo stesso nome del figlio Onia III:
Libro XIII:62 Il figlio del sommo sacerdote Onia,
che portava lo stesso nome del padre, fuggito
dal re Tolomeo, detto Filopatore, viveva in
Alessandria, come abbiamo detto sopra, vedendo
che era dilapidata dai Macedoni e dai loro re,
A sua volta Onia III
era figlio di Simone il Giusto:
Libro XII:156-157 In questo periodo i
Samaritani, allora fiorenti, danneggiarono molto
i Giudei devastando la loro regione e catturando
persone. Ciò avvenne all’epoca in cui era sommo
pontefice Onia. Poiché, quando morì Eleazaro, il
sommo pontificato lo prese suo zio Manasse, e
dopo la sua morte, l’ufficio passò ad Onia,
figlio di Simone, detto il Giusto.
A sua volta Simone
il Giusto era figlio di Onia II:
Libro XII:43 Morto il sommo sacerdote Onia, gli
succedette suo figlio Simone che fu
soprannominato “il Giusto” per la sua pietà
verso Dio e per l’amore che portava ai suoi
compatrioti.
Onia II era il
figlio di Jaddo, fratello di Manasse:
Libro XI:347 A quel tempo era morto anche il
sommo sacerdote Jaddo, e nel sommo sacerdozio
gli era succeduto il figlio Onia. Questo era lo
stato di cose nel quale a quel tempo si
trovavano i Gerosolimitani.
Jaddo era il figlio
di Joanne:
Libro XI:302 Quando la vita di Joanne venne a
mancare, nel sommo pontificato, gli successe il
figlio Jaddo.
A sua volta Joanne
era il figlio di Joda:
Libro XI:297 – 299 Alla morte del sommo
sacerdote Eliasib gli successe il figlio Joda
nel sommo sacerdozio; e quando egli morì, il suo
ufficio lo assunse Joanne, suo figlio.
Siamo arrivati alla
conclusione, sentite cosa dice G. Flavio di
Joda:
Libro IX:140-141 Quando Othlia, figlia di Achab,
seppe della morte di suo fratello Joram e di suo
figlio Ochozia, e dell’annientamento della
famiglia reale, prese la decisione di non
lasciare vivo alcuno della casa di Davide, e di
estirpare la sua famiglia, affinché non ci fosse
rimasto più alcuno che diventasse re. Questo era
il disegno che lei cercava di realizzare, ma si
salvò un figlio di Ochozia, e fu in questo modo
che egli scampò dalla morte. Ochozia aveva una
sorella dallo stesso padre, di nome Osabeth,
sposata al sommo sacerdote Joda.
Ricapitoliamo:
Ochozia era della famiglia di Davide e aveva una
sorella di nome Osabeth che sposò Joda che, come
abbiamo visto ci porterà fino a Gesù,
confermando la sua genealogia davidica. Dopo
2000 anni abbiamo risolto la questione delle
discrepanze tra i vangeli e le loro
falsificazioni atte a coprire Gesù figlio del re
Erode il Grande e di sua moglie Maria Boeto di
Cleopatra.
By
Alessandro De Angelis:
Ecco la vera storia della madonna
Maria vergine - PDF
PILATO-GESÙ: La VERITÀ sul
PROCESSO PIÙ FAMOSO della STORIA
Lo storiografo G.
Flavio, dopo averci informato che nel 34 d.C.
morì il tetrarca Filippo, scrive che Antipa andò
a casa di Erode, che abbiamo visto essere Gesù
figlio di Maria, terza moglie di Erode il
Grande, per mettersi d’accordo con sua moglie
Erodiade per unirsi in matrimonio con lui.
Abbiamo trovato i passi dove l’imperatore
Tiberio, parente di Gesù, dopo la morte del
tetrarca Filippo, mandò uno dei suoi messi a
dire che fosse fatto Gesù successore della
tetrarchia. Antipa, dopo l’accordo con Erodiade
andò da Tiberio a fare le sue rimostranze,
dicendogli che la tetrarchia spettava a lui,
figlio di Erode il Grande e di Maltace la
samaritana, e non a Gesù che era nato dalla
relazione adultera di Maria con Giuseppe e
quindi non figlio del re Erode.
Quando Erode Antipa tornò a Roma,
sua moglie già sapeva tutto, in quanto Giovanna,
discepola di Gesù e cugina di Maria, venne a
sapere dell’accordo tra Erodiade ed Antipa da
suo marito Kuza amministratore delle ricchezze
di Erode Antipa e lo disse a Gesù che avvisò la
moglie di Antipa. Quest’ultima lo disse a suo
padre, il re Areta di Petra, che dichiarò guerra
a suo genero quando torno da Roma alla fine del
35 d.C. Gesù e suo cugino Giovanni Battista,
approfittarono della situazione per scatenare
una sommossa contro Antipa, che avendo il suo
esercito schierato contro quello del suocero
Areta era in difficoltà, essendo rimasto nella
sua reggia a Tiberiade. Ad Antipa non resto
altro da fare che chiedere soccorso a Pilato,
che mandò una sua coorte da Sebaste a Tirathana,
dove Giovanni aveva radunato una folla armata
contro Erode Antipa, reo di aver calpestato le
leggi ebraiche nello sposare la moglie di Erode
Gesù ancora in vita. Pilato salì sul monte
sterminando molte persone e catturando i capi
più autorevoli della rivolta. Consegnò Giovanni
Battista ad Antipa, che gli mozzò la testa e poi
processo Gesù, reo di essersi alleato con
Giovanni in questa rivolta. Pilato però sapeva
bene che la colpa era di Antipa che lo aveva
disonorato sposando sua moglie Erodiade, così
non trovando colpa in lui lo mandò da Antipa,
che avendo la coscienza sporca per averlo
disonorato lo rimandò da Pilato. Il governatore
si trovò di fronte Gesù di sangue romano,
parente di Tiberio, nonché nipote di Cesare
Augusto e di Cleopatra a cui era stato
calpestato l’onore e gli ebrei, che volevano la
sua testa in quanto Cristo li osteggiava
apertamente per la loro religione basata su un
dio che non riconosceva, tanto da fargli dire:
"Voi che avete per padre il diavolo, e volete
compiere i desideri del padre vostro"
1
Gli ebrei volevano incolparlo di
lesa maestà, adducendo il fatto che Gesù aveva
promosso la rivolta per farsi re contro gli
ordini di Tiberio. Se a Gesù fosse stato
riconosciuto il crimine della perduellio, nel
quale rientravano reati di vario genere sempre
connessi all’imputazione di lesa maestà,
l’accusato, dopo essere stato ritenuto
colpevole, aveva la possibilità di salvarsi
tramite una provocatio al popolo, ovvero una
sorta di riunione cittadina che aveva l’onere di
salvare o condannare definitivamente l’imputato.
Se ritenuto colpevole, egli sarebbe stato
fustigato e appeso a un arbox infelix, ovvero a
un albero sterile, senza frutto. Difatti Paolo
di Tarso ci conferma che fu appeso al palo. Nel
processo Pilato chiese a Gesù conferma di questa
accusa chiedendogli se lui si riconosceva re, ma
Gesù gli rispose “tu lo dici”, aggiungendo che
il suo regno non era di questo mondo. Pilato
fece flagellare Gesù, dopodichè lo liberò di
nascosto e dietro compenso tanto che morì nel 68
d.C., confermato anche dai seguenti passi dalle
memorie di Nicodemo II (papiro copto di Torino):
Dopo la condanna, Pilato aveva ordinato di
scrivere il titulus in lettere greche, Romane ed
ebraiche, in base a ciò che era stato detto
dagli Ebrei, cioè: “Egli è il re degli Ebrei”.
Anna e Caifa dissero: […] “Il fatto è invece
chei discepoli hanno dato molto denaro ai
soldati e hanno preso il corpo di Gesù”
2.
Lo stesso Tacito conferma in
Annales che Gesù fu solamente suppliziato:
Allora, per soffocare ogni diceria, Nerone
spacciò per colpevoli e condannò a pene di
crudeltà particolarmente ricercata quelli che il
volgo, detestandoli per le loro infamie,
chiamava cristiani. Derivavano il loro nome
dacristo, condannato al supplizio, sotto
l’imperatore Tiberio, dal procuratore Ponzio
Pilato.
Sicuramente, se Gesù fosse stato crocifisso ed
ucciso, Tacito non avrebbe parlato di supplizio
– ovvero della flagellazione che subì da parte
di Pilato prima di essere rilasciato, tanto che
lo stesso Paolo/Saul litigò per aver detto che
Gesù era ancora vivo – ma della sua
crocifissione.
Difatti Tacito in un altro caso, dove viene
eseguita la condanna a morte, alla parola
supplizio aggiunge l’aggettivo “estremo”:
In quei giorni il senatore Granio Marciano,
accusato di lesa maestà da Gaio Gracco, si tolse
la vita, mentre l’ex pretore Tario Graziano
venne condannato, in forza della stessa
legge,all’estremo supplizio3.
Questo perché il termine “supplizio” era
generico e poteva indicare più di una cosa:
“supplicazioni, preghiere pubbliche, offerte,
sacrifici di vittime, supplica, preghiera
rivolta agli uomini, richiesta di aiuto castigo,
pena, supplizio, tortura messa a morte” etc.,
fino all’esecuzione capitale a cui Tacito
aggiunge la parola “estremo” per far capire che
si trattava di una condanna a morte.
Gesù riuscì a salvarsi dimostrando che la sua
implicazione nella rivolta non era un atto di
lesa maestà verso l’imperatore Tiberio, ma era
stata causata dall’oltraggio subito da Antipa
che lo aveva disonorato sposando sua moglie
Erodiade.
-
1 gv 8:44.
-
2 vangelo di nicodemo, 3-6, estratto da:
http://web.tiscali.it/cuorearianna/vangelo_di_nicodemo.htm
, consultato in data 06/06/2015.
-
3 annali VI, 38.
Tratto dal libro Cristo il Romano, edizioni
Altera Veritas, By
Alessandro De Angelis
“Gesù
era il cugino di Nerone. Paolo di Tarso suo
figlio ?”
Nel precedente articolo abbiamo visto che Gesù
era il nipote del triumviro romano Marco
Antonio.
Marco Antonio nacque a Roma il 14 gennaio
dell’83 a.C. . Suo nonno era Marco Antonio
Oratore, ucciso dai sostenitori di Gaio Mario
nell’ 86 a.C., si distinse come militare ed
oratore, e dopo aver trionfato sui pirati di
Cilicia fu eletto al consolato, facendo così
entrare la sua famiglia di origini plebee a far
parte della nobiltà romana.
Gli Antonii patrizi portavano il cognomen
‘Merenda’, mentre i plebei non portarono
cognomen, Marco Antonio affermava di discendere
da Anton, un figlio di Ercole: per questa
ragione, faceva attaccare dei leoni al suo
carro, in onore dell’avo.
La madre di ERCOLE è la fanciulla ALCMENE, che
concepisce per opera di ZEUS in modo verginale.
Ercole nasce il 25 dicembre e viene ucciso in un
manto scarlatto come Gesù, durante un’eclisse il
giorno del solstizio primaverile e sua madre lo
concepisce per opera di Zeus in modo verginale.
Dopo la sua morte Ercole discende nell’ADE e
viene resuscitato da Zeus che lo farà ascendere
nell’olimpo degli dèi. La madre di Ercole,
Alcmene, ha un nome che discende dall’ebraico
Almah o donna luna, lo stesso titolo che sarà in
seguito attribuito a Maria, ovvero Alma Mater.
Anche Ercole morirà su una collinetta, l’Eta,
simile a quella del Golgota dove venne
giustiziato Gesù. Marco Antonio ebbe come figlia
Antonia minore, che fu membro della dinastia
Giulio-Claudia, figlia del triumviro Marco
Antonio e della sorella dell’inperatore
Ottaviano. La sorella di Antonia minore aveva lo
stesso nome, e per distinguerla fu chiamata
Antonia maggiore, che sposò Lucio Domizio
Enobardo, nonna di Nerone. Essendo Giuseppe
figlio di Alessandro Heli, e quest’ultimo
fratello di Antonia Maggiore, ne risulta che
questa fu zia di Giuseppe, figlio di Alessandro
Heli e di Anna Boeto, che poi sposò Gioacchino
dopo la morte di Alessandro. Quindi Nerone era
figlio di Agrippina minore e Gneo Domizio
Enobardo, cugino di Giuseppe.
Nerone era quindi il figlio del cugino di
Giuseppe, e sua madre era figlia dell’acclamato
condottiero Germanico, nipote di Marco Antonio,
di Agrippa e di Augusto, nonché sorella
dell’imperatore Caligola che quindi era suo zio
materno. A questo punto Gesù e Nerone risultano
essere cugini, Ricapitoliamo, Alessandro Heli e
Ottavia Maggiore erano fratelli, figli di Marco
Antonio; Giuseppe (figlio di Alessandro Heli) e
Gneo Domizio Enobardo (figlio di Antonia
maggiore) erano cugini; Gesù (figlio di
Giuseppe) e Nerone (figlio di Gneo Domizio
Enobardo) erano cugini di II°. Marco Antonio
nacque a Roma il 14 gennaio dell’83 a.C. .
Suo nonno era Marco Antonio Oratore, ucciso dai
sostenitori di Gaio Mario nell’ 86 a.C., si
distinse come militare ed oratore, e dopo aver
trionfato sui pirati di Cilicia fu eletto al
consolato, facendo così entrare la sua famiglia
di origini plebee a far parte della nobiltà
romana. Gli Antonii patrizi portavano il
cognomen ‘Merenda’, mentre i plebei non
portarono cognomen, Marco Antonio affermava di
discendere da Anton, un figlio di Ercole: per
questa ragione, faceva attaccare dei leoni al
suo carro, in onore dell’avo.
La madre di ERCOLE è la fanciulla ALCMENE, che
concepisce per opera di ZEUS in modo verginale.
Ercole nasce il 25 dicembre e viene ucciso in un
manto scarlatto come Gesù, durante un’eclisse il
giorno del solstizio primaverile e sua madre lo
concepisce per opera di Zeus in modo verginale.
Dopo la sua morte Ercole discende nell’ADE e
viene resuscitato da Zeus che lo farà ascendere
nell’olimpo degli dèi. La madre di Ercole,
Alcmene, ha un nome che discende dall’ebraico
Almah o donna luna, lo stesso titolo che sarà in
seguito attribuito a Maria, ovvero Alma Mater.
Anche Ercole morirà su una collinetta, l’Eta,
simile a quella del Golgota dove venne
giustiziato Gesù.
Marco Antonio ebbe come figlia Antonia minore,
che fu membro della dinastia Giulio-Claudia,
figlia del triumviro Marco Antonio e della
sorella dell’inperatore Ottaviano. La sorella di
Antonia minore aveva lo stesso nome, e per
distinguerla fu chiamata Antonia maggiore, che
sposò Lucio Domizio Enobardo, nonna di Nerone.
Essendo Giuseppe figlio di Alessandro Heli, e
quest’ultimo fratello di Antonia Maggiore, ne
risulta che questa fu zia di Giuseppe, figlio di
Alessandro Heli e di Anna Boeto, che poi sposò
Gioacchino dopo la morte di Alessandro.
Quindi Nerone era figlio di Agrippina minore e
Gneo Domizio Enobardo, cugino di Giuseppe.
Nerone era quindi il figlio del cugino di
Giuseppe, e sua madre era figlia dell’acclamato
condottiero Germanico, nipote di Marco Antonio,
di Agrippa e di Augusto, nonché sorella
dell’imperatore Caligola che quindi era suo zio
materno. A questo punto Gesù e Nerone risultano
essere cugini, Ricapitoliamo, Alessandro Heli e
Ottavia Maggiore e Ottavia Minore erano
fratelli, figli di Marco Antonio; Giuseppe
(figlio di Alessandro Heli) e Gneo Domizio
Enobardo (figlio di Antonia Maggiore) erano
cugini; Gesù (figlio di Giuseppe) e Nerone
(figlio di Gneo Domizio Enobardo) erano cugini
di II°. Antonia Maggiore era inoltre una nipote
del primo imperatore Augusto, cugina
dell’imperatore Tiberio, prozia paterna
dell’imperatore Caligola e zia materna e prozia
dell’imperatore Claudio.
Ma Antonia Maggiore era anche la zia di Giuseppe
e quindi zia di Ii* di Gesù che risulta cosi
essere parente con tutti gli imperatori del suo
periodo qui nominati. Anche Antonia Minore zia
di Gesù, ella sposò Druso Maggiore, fratello
dell’imperatore Tiberio.
Quindi l’imperatore Tiberio era il cognato della
zia di Gesù, Antonia Minore. Ora capiamo perchè
Tiberio mandò Carios a dire:
Carios dunque
(inviato del) grande imperatore, uditi i
miracoli che faceva Gesù, si premurò di andare
da lui e lo vide. Allora Carios prese notizie su
Gesù. Disse ad Erode: “Costui è degno di essere
fatto re di tutta la Giudea e di tutte le terre
di Filippo”.
Dal matrimonio
di Antonia Minore con Druso Maggiore nacquero i
figli Germanico, Claudio e Livilla, che erano
anche cugini di Giuseppe padre di Gesù. Tiberio
Claudio Cesare Augusto Germanico fu il quarto
imperatore romano dal 41 al 54 d.C. e Gesù era
il figlio di suo cugino Giuseppe Heli. Caligola
era il nipote di Claudio e fu il terzo
imperatore di Roma dal 37 al 41 d.C. era il
terzo figlio di Agrippina maggiore e del
generale Germanico Giulio Cesare. La madre era
figlia di Marco Vipsanio Agrippa e di Giulia
Maggiore, figlia di Augusto. Il padre era figlio
di Druso maggiore, (fratello di Tiberio e figlio
di Livia, moglie di Augusto) e di Antonia
Minore. Antonia minore era quindi la nonna di
Caligola, e zia di Giuseppe e di Gesù. Caligola
fu l’imperatore che esiliò Erode Antipa ed
Erodiade che avevano tradito Gesù. Tutti gli
imperatori romani risultano essere parenti di
Gesù, ricapitoliamoli:
Augusto la cui
sorella Ottavia era moglie di Marco Antonio
bisnonno di Gesù
27 a.C. – 14 d.C.
Tiberio, cognato della zia di Gesù e di
Giuseppe, Antonia Minore.
14-37
Caio (Caligola) nipote di Antonia Minore, zia di
Giuseppe e di Gesù
37-41
Claudio cugino di Giuseppe padre di Gesù
41-54
Nerone cugino di Gesù, nipoti di Alessandro Heli
e Antonia Maggiore fratelli
54-68
Conclusione:
Roma accettò il cristianesimo come religione
dell’impero con Costantino in quanto Gesù era
romano e di sangue imperiale. Ci si chiederà
quindi come mai non fu accettata prima ed il
motivo per cui i cristiani furono perseguitati,
il probabile motivo fu che Marco Antonio divenne
persona sgradita in quanto fu il primo romano
colpito da un provvedimento di damnatio memoriae,
una vera e propria condanna all’oblio. Vediamo
il motivo che portò Marco Antonio alla condanna.
Dopo la conquista dell’Armenia, grazie ai
finanziamenti di Cleopatra, Marco Antonio e la
regina celebrarono ad Alessandria il trionfo,
suscitando reazioni negative verso Roma, grazie
aalle donazioni che Marco Antonio fece a
Cleopatra che ebbe il titolo di “regina dei
re”. La regina fu associata al culto di Iside e
nominata reggente dell’Egitto e di Cipro, con il
loro figlio Cesarione dichiarato erede di
Cesare. Alessandro Heli fu invece incoronato
sovrano dell’Armenia, Media e Partia e Cleopatra
Selene sovrana di Cirenaica e Libia. L’altro
figlio Tolomeo Filadelfo fu incoronato sovrano
di Fenicia, Siria e Cilicia, e questi eventi, a
discapito di Roma, portarono all’inevitabile
conflitto, mancava solo il casus belli, che
Ottaviano trovò nel testamento di Antonio, dove
lasciava tutti i territori orientali a Cleopatra
VII, regina d’Egitto, ed il resto ai suoi figli.
Fu a causa di questo tradimento verso Roma che
Ottaviano convinse i Romani a dichiarare guerra
all’Egitto. Svetonio ricorda infatti che nel 32
a.C.:
« La sua
alleanza con Antonio era sempre stata dubbia e
poco stabile, mentre le loro continue
riconciliazioni altro non erano che momentanei
accomodamenti; alla fine si giunse alla rottura
definitiva e per meglio dimostrare che Antonio
non era più degno di essere un cittadino romano,
aprì il suo testamento, da Antonio lasciato a
Roma, e lo lesse davanti all’assemblea, dove
designava come suoi eredi anche i figli che
aveva avuto da Cleopatra. »
(Svetonio, Augustus, 17.)
Ancora Svetonio
aggiunge che Antonio scriveva ad Augusto in modo
confidenziale, quando ancora non era ancora
scoppiata la guerra civile tra loro:
« Che cosa ti ha cambiato ? Il fatto che mi
accoppio con una regina ? È mia moglie. Non sono
forse nove anni che iniziò [la nostra storia
d’amore]? E tu ti accoppi solo con Drusilla? E
così starai bene se quando leggerai questa
lettera, non ti sarai accoppiato con Tertullia,
o Terentilla, o Rufilla, o Salvia Titisenia o
tutte. Giova forse dove e con chi ti accoppi? »
(Svetonio, Augustus, 69.)
In seguito
quando fece dichiarare nemico pubblico Antonio,
gli rimandò i suoi parenti e i suoi amici, tra
cui i consoli Domizio Enobardo e Gaio Sosio, per
poi dichiarargli guerra tramite il senato nel 32
a.C., guerra che si concluse con la disfatta di
Azio il 2 settembre del 31 a.C. I cristiani
furono quindi perseguitati a causa della
damnatio memoriae cui fu sottoposto Marco
Antonio di cui Gesù era diretto discendente.
Solo dopo due secoli e mezzo Costantino e
Teodosio poi, elessero il cristianesimo a
religione di stato, abbattendo tutti gli altri
culti cosidetti pagani. Queste parentele
spiegano il motivo per cui Gesù, quando era
sommo sacerdote a Gerusalemme (63-65 d.C.) mandò
nel 64 Saul, alias Paolo di Tarso, e Costobar da
Nerone in Grecia, per far capire a Nerone che la
rivolta che stava scoppiando a Gerusalemme era
dovuta alle angherie del procuratore romano
Gessio Floro.
Saul era infatti parente, nipote se non
addirittura figlio di Gesù. Nelle sue prime
apparizioni negli Atti degli Apostoli il nome
proprio usato è Saulo (Σαούλ, Saúl, oppure
Σαῦλος, Sàulos, traslitterazione dell’ebraico
שאול,
Shaʾùl).
La costruzione del cristo re redentore iniziò a
partire dall’erodiano Paolo di Tarso,
imparentato con questa famiglia che era legata a
Roma e asservita alla sua politica da cui
traevano profitto, tanto da far mettere in bocca
a Gesù la frase “date a Cesare ciò che è di
Cesare”, invitando gli ebrei a non rivoltarsi e
a pagare i tributi a Roma. L’ultimo tassello del
mosaico, Saul e Costobar, ovvero Saulo Paolo di
Tarso e suo fratello Costobar, Erodiani
imparentati con Aristobulo di Calcide tanto da
fargli dire nella Lettera ai Romani:
Salutate i familiari di Aristòbulo. Salutate
Erodione, mio parente.
Ed a Giuseppe
Flavio:
Da parte loro, Costobaro e Saul, raccolsero
bande di malviventi; loro stessi erano di stirpe
reale e raccolsero favori a motivo della loro
parentela con Agrippa, ma erano sfrenati e
pronti a spogliare le proprietà dei più deboli.
Fu da quel momento, in particolare, che la
malattia piombò sulla nostra città e ogni cosa
andò scadendo di male in peggio.
I maggiorenti,
vedendo che ormai non potevano più soffocare la
ribellione e che loro sarebbero poi stati i
primi a subirne le pericolose conseguenze da
parte dei Romani, si preoccuparono di declinare
la loro responsabilità e mandarono ambasciatori
sia a Floro, capeggiati da Simone figlio di
Anania, sia ad Agrippa, tra cui primeggiavano
Saul, Antipa e Costobar, legati al re da vincoli
di parentela.
Parenti sia di Agrippa II che di Aristobulo di
Calcide. Inoltre Paolo di Tarso negli Atti degli
Apostoli dell’evangelista Luca dice di essere di
Tarso, in Cilicia.
«Fratelli e padri, ascoltate la mia difesa
davanti a voi». Quando sentirono che parlava
loro in lingua ebraica, fecero silenzio ancora
di più. Ed egli continuò: «Io sono un Giudeo,
nato a Tarso di Cilicia”.
Ancora in Atti
Paolo dichiara di essere cittadino Romano.
Ma Paolo disse alle guardie: «Ci hanno percosso
in pubblico e senza processo, sebbene siamo
cittadini Romani, e ci hanno gettati in
prigione; e ora ci fanno uscire di nascosto ? No
davvero ! Vengano di persona a condurci fuori
!».
Ricapitoliamo:
due fratelli con la cittadinanza Romana, di
Tarso, in Cilicia, e parenti di Agrippa II e
Aristobulo di Calcide. Se vediamo la genealogia
di Erode il Grande, sappiamo da Giuseppe Flavio
che il re Erode avrebbe avuto a che fare con un
certo Costobaro:
Quando Erode assunse il potere regale, designò
Costobaro governatore della Idumea e di Gaza,
gli diede (in moglie) sua sorella Salome.
Costobar fu il marito di Salomè sorella del re
Erode il Grande, quindi il Costobar fratello di
Paolo di Tarso/Saul era il nipote di Costobar, o
il figlio del nipote. Da Costobar e Salomè
nacque Berenice che nel 18 a.C., sposò il
cugino Aristobulo, figlio di Erode il Grande e
della principessa asmonea Mariamne; i due ebbero
cinque figli: Agrippa I, Erode di Calcide,
Aristobulo, Erodiade e Mariamne.
Se Saul/Paolo di Tarso dice di essere
imparentato con Agrippa II, non poteva di certo
essere il figlio di Agrippa I, altrimenti
avrebbe detto di essere fratello di Agrippa II e
non suo parente; inoltre anche Costobaro sarebbe
stato figlio di Agrippa I e fratello di Agrippa
II. Sappiamo inoltre che Agrippa I aveva come
figli Agrippa II, Berenice di Cilicia, Drusilla
e Mariamne. Passiamo ora ad Aristobulo che sposò
Iotapa, figlia del re di Edessa Sampsiceramo II,
da cui ebbe una figlia, Iotapa, sordomuta e
nessun’altra figlia, quindi va escluso anche
lui. Erode di Calcide sposò in prime nozze la
cugina Mariamne, che gli diede un figlio di nome
Aristobulo di Calcide, il quale divenne in
seguito signore dell’Armenia minore, poi alla
morte di Mariamne, Erode sposò la nipote,
Berenice di Cilicia, figlia di Agrippa, da cui
ebbe due figli, Bereniciano e Ircano.
Rimane ancora Mariamne e Erodiade come possibili
madri di Saul/Paolo di Tarso. Mariamne sposò
Archelao, ma anche da questo matrimonio non
risultano esserci stati figli. Sapete chi è
rimasto ?
Solamente Erodiade, moglie di Erode Gesù, per
questo Paolo di Tarso si diede tanto da fare per
promuovere Gesù come Cristo re redentore ? Per
questo Gesù mando Saul da Nerone ? Chi mandare
se non suo figlio ?
Dagli Atti degli Apostoli sappiamo che Paolo
aveva una sorella con un figlio maschio, che
erano conosciuti e considerati dai Romani in
qualità di persone importanti, e che Paolo aveva
sempre dei forti dissidi con gli Ebrei che lo
volevano uccidere, a questo punto la sorella di
Paolo era Salomè e Saul risulta essere insieme a
Costobar figlio di Gesù Questo spiegherebbe il
motivo per cui si diede così tanto da fare per
promuovere il padre come Cristo redentore.
La conferma che il Saul è Paolo di Tarso, è il
fatto che dopo che andò in Grecia da Nerone, lo
ritroviamo ancora insieme a Nerone a Roma nel 65
d.C., implicato nella
congiura dei Pisoni
nell’incendio di Roma, a causa della riforma
monetaria che l’imperatore fece in favore del
popolo e contro l’aristocrazia romana, come
dimostreremo nel prossimo articolo.
Tratto da:
https://www.facebook.com/alessandro.deangelis.330?fref=ts
Il Sangue Romano di Gesù
(video della conferenza di Alessandro De
Angelis)
GIULIO CESARE,
CESARE AUGUSTO, NERONE, CLEOPATRA: I VERI
PARENTI del CRISTO ROMANO-EGIZIO GESÙ
-
Aprile 2016
Alle Idi di marzo del 44 a.C. Giulio Cesare
venne ucciso durante una seduta del Senato di
Roma, assassinato dai nemici a cui aveva
concesso la sua clemenza, dagli amici a cui
aveva concesso onori e gloria, da coloro che
aveva nominato eredi nel suo testamento.
Di Cesare fu scritto:
“Così egli operò e creò, come mai nessun altro
mortale prima e dopo di lui, e come operatore e
creatore Cesare vive ancora, dopo tanti secoli,
nel pensiero delle nazioni, il primo e veramente
unico imperatore” (Th. Mommsen, Storia di Roma
antica – Libro V – Cap. XI)
A capo della
congiura vi erano gli ex-pompeiani Caio Cassio e
Marco Bruto, oltre ad alcuni cesariani, tra cui
Decimo Bruto, console designato per l’anno
seguente, e Trebonio, uno dei migliori generali
di Cesare destinato al consolato nel 42.
Dopo l’uccisione di Cesare Marco Antonio e
Ottaviano attaccarono Cassio e Bruto nella
famosa battaglia di Filippi nel 42 a.C., e una
volta vinta la battaglia Marco Antonio chiamò a
Tarso Cleopatra e Simone Boeto per festeggiare
la vittoria. Simone Boeto era sacerdote del
culto di Iside ad Alessandria d’Egitto, come ci
fa sapere lo storiografo Giuseppe Flavio.
Marco Antonio era sposato con Ottavia, sorella
di Ottaviano, ma nonostante questo ebbe una
relazione con Cleopatra da cui nacquero i due
gemelli Cleopatra Selene ed Alessandro Eli nel
40 a.C.
La regina ebbe anche Cesarione, o Tolomeo XV,
dall’unione con Giulio Cesare, oltre a Maria
Boeto, alias la “Maria Vergine” dei vangeli e
madre di Gesù tra il 38-37 a.C. da una relazione
con il suo sacerdote Simone Boeto. Marco Antonio
difatti tra il 40 ed il 36 a.C. non incontrò
Cleopatra in quanto occupato in una guerra
contro i Parti in Armenia. che conquistò nel 34
a.C. grazie al contributo finanziario di
Cleopatra.
Dopo la vittoria entrambi celebrarono il trionfo
ad Alessandria eCleopatra ebbe il titolo di
“regina dei re”, fu associata nel culto a Iside
e nominata reggente dell’Egitto e di Cipro con
Cesarione dichiarato figlio ed erede di Cesare.
Inoltre Marco Antonio incoronò Alessandro Heli
sovrano dell’Armenia, Media e Partia, Cleopatra
Selene sovrana di Cirenaica e Libia, e Tolomeo
Filadelfo sovrano di Fenicia Siria e Cilicia.
Queste decisioni portarono ad un inevitabile
conflitto con Roma ed Ottaviano il triumviro
Marco Antonio, che si risolse con la battaglia
navale di Azio avvenuta nel 31 a.C., vinta dalla
flotta di Ottaviano soprattutto per la scarsa
decisione di Marco Antonio che si fece
convincere da Cleopatra a rinunciare al
combattimento, mentre l’esito era ancora
incerto, e a fuggire con il tesoro dell’esercito
verso l’Egitto con una parte delle navi.
Dopo la disfatta Marco Antonio e Cleopatra si
tolsero la vita, e Ottaviano uccise Cesarione
affidò alla sorella Ottavia Tolomeo Filadelfo
che sembra morì per indigestione nel 29 a.C. ed
Alessandro Heli, mentre Cleopatra Selene fu data
in sposa a Giuba II re di Numidia. Alessandro
Heli sembra ebbe una relazione con Ottavia che
durò 6 anni e da questa relazione nacque
Giuseppe Eli, che ritroviamo nel vangelo di Luca
nella genealogia di Gesù che va da Gesù a
Giuseppe e ad Eli.
Difatti dopo la morte di Ottavia nell’11 a.C.,
Alessandro tornò in Egitto, tanto che nel 5
a.C., dopo che il re Erode scoprì la relazione
adulterina di Maria con Giuseppe narrata da G.
Flavio, la sacra famiglia durante la fuga in
Egitto incontrò il faraone a Menfi, e l’unico
superstite dei figli di Cleopatra era proprio
Alessandro Eli, fatto scomparire dalla storia in
quanto scomodo per il cristianesimo che aveva
costruito su Gesù il figlio di Dio.
Dopo la morte di sua madre Cleopatra, Maria
venne affidata a sua cugina Anna, figlia di
Yoshua ben Fabi Boeto, mentre suo padre Simone
Boeto ebbe altri figli come Lazzaro e Marta da
un’altra moglie. Nel 23 a.C., Erode sposò Maria
e nominò suo padre Simone sommo sacerdote; Maria
aveva intorno ai 14 anni mentre il re era sulla
soglia dei 50, e quando scoprì l’adulterio di
Maria con Giuseppe, da cui nacque sia Gesù che
Giacomo il Giusto, questi furono costretti a
fuggire in Egitto.
Nella Yeshu Toledoth gli ebrei parlano
dell’adulterio di Maria, chiamandola Stada,
colei che abbandonò il marito, e sia Giuseppe
che Gesù vengono chiamati Panthera, ovvero in
egiziano Pan=figlio Neter/Nefer=faraone Ra,
ovvero il dio sole.
Alessandro era il faraone Heli, ovvero sole, lo
steso Eli che ritroviamo nella genealogia nel
Vangelo di Luca Gesù, Giuseppe Eli. Ma essendo
Giuseppe nato da Alessandro Eli e da Ottavia,
sorella del primo imperatore di Roma Cesare
Augusto (Ottaviano), ne risulta che l’imperatore
era zio sia di Giuseppe che di Gesù.
Marco Antonio ebbe
come figlia Antonia minore, che fumembro
della dinastia Giulio-Claudia, figlia del
triumviro Marco Antonio e della sorella
dell’imperatore Ottaviano. La sorella di Antonia
minore aveva lo stesso nome, e per distinguerla
fu chiamata Antonia maggiore, che sposò Lucio
Domizio Enobardo, nonna di Nerone.
Essendo Giuseppe figlio di Alessandro Heli, e
quest’ultimo fratello di Antonia Maggiore, ne
risulta che questa fu zia di Giuseppe, figlio di
Alessandro Heli e di Ottavia. Quindi Nerone
era figlio di Agrippina Minore e Gneo Domizio
Enobardo, cugino di Giuseppe.
Nerone era quindi il figlio del cugino di
Giuseppe, e sua madre era figlia dell’acclamato
condottiero Germanico, nipote di Marco Antonio,
di Agrippa e di Augusto, nonché sorella
dell’imperatore Caligola, che quindi era suo zio
materno. A questo punto Gesù e Nerone risultano
essere cugini.
Ricapitoliamo:
Alessandro Heli, Ottavia Maggiore e Ottavia
Minore erano fratelli, figli di Marco Antonio;
Giuseppe (figlio di Alessandro Heli) e Gneo
Domizio Enobardo (figlio di Antonia Maggiore)
erano cugini; Gesù (figlio di Giuseppe) e Nerone
(figlio di Gneo Domizio Enobardo) erano cugini
di II°.
Antonia Maggiore era inoltre una nipote del
primo imperatore Augusto, cugina dell’imperatore
Tiberio, prozia paterna dell’imperatore Caligola
e zia materna e prozia dell’imperatore Claudio.
Ma Antonia Maggiore era anche la zia di Giuseppe
e quindi zia di II° di Gesù, che risulta cosi
essere parente con tutti gli imperatori del suo
periodo qui nominati, compreso il dittatore
Giulio Cesare, fratello di Giulia Minore, madre
di Azia Maggiore, madre di Ottaviano. Anche
Antonia Minore era zia di Gesù: ella sposò Druso
Maggiore, fratello dell’imperatore Tiberio.
Quindi l’imperatore Tiberio era il cognato della
zia di Gesù, Antonia Minore.
Ora capiamo perché Tiberio mandò Carios a dire:
Carios dunque (inviato del) grande imperatore,
uditi i miracoli che faceva Gesù, si premurò di
andare da lui e lo vide. Allora Carios prese
notizie su Gesù. Disse ad Erode: “Costui è degno
di essere fatto re di tutta la Giudea e di tutte
le terre di Filippo”1.
Dal matrimonio di
Antonia Minore con Druso Maggiore nacquero i
figli Germanico, Claudio e Livilla, che erano
anche cugini di Giuseppe, padre di Gesù. Tiberio
Claudio Cesare Augusto Germanico fu il quarto
imperatore Romano dal 41 al 54 d.C. e Gesù era
il figlio di suo cugino Giuseppe Heli.
Caligola era il nipote di Claudio e fu il terzo
imperatore di Roma dal 37 al 41 d.C. Era il
terzo figlio di Agrippina maggiore e del
generale Germanico Giulio Cesare. La madre era
figlia di Marco Vipsanio Agrippa e di Giulia
Maggiore, figlia di Augusto.
Il padre era figlio di Druso maggiore (fratello
di Tiberio e figlio di Livia, moglie di Augusto)
e di Antonia Minore. Antonia minore era quindi
la nonna di Caligola, e zia di Giuseppe e di
Gesù.
Caligola fu l’imperatore che esiliò Erode Antipa
ed Erodiade, che avevano tradito Gesù. Tutti gli
imperatori Romani risultano essere parenti di
Gesù, ricapitoliamoli:
- Augusto, la cui sorella Ottavia era moglie di
Marco Antonio, bisnonno di Gesù e poi di
Alessandro Heli da cui nacque Giuseppe, facendo
sì che Augusto sia zio di Giuseppe e Gesù
27 a.C. – 14 d.C.
- Tiberio, cognato della zia di Gesù e di
Giuseppe, Antonia Minore, 14-37
- Gaio (Caligola) nipote di Antonia Minore, zia
di Giuseppe e di Gesù, 37-41
- Claudio, cugino di Giuseppe padre di Gesù,
41-54
- Nerone, cugino di Gesù, nipoti di Alessandro
Heli e Antonia Maggiore fratelli, 54-68
Conclusione:
Roma accettò il Cristianesimo come religione
dell’Impero con Costantino in quanto Gesù era
Romano e di sangue imperiale, come testimoniato
anche dai mandei che parlarono di Cristo il
Romano.
Note:
- 1 frammenti di testi copti, 23 in moraldi l.
(a cura di), apocrifi del nuovo testamento,
unione tipografico-editrice torinese, torino
1971, p. 398..
- Ricerche tratte dal libro Cristo il Romano in
prossima uscita.
By
Alessandro De Angelis scrittore, ricercatore
di storia delle religioni e di cristianesimo
primitivo
Gesù: l’ultimo faraone
d’Egitto
Dopo aver perso la battaglia di Azio contro
Ottaviano, Cleopatra e Marco Antonio si uccisero
lasciando i loro due figli nelle mani di Cesare
Augusto che diventò il primo imperatore di Roma.
I due figli di Marco Antonio e Cleopatra erano
Alessandro Helios ovvero Alessandro il sole,
nato il 25 dicembre del 40 a.C. e Cleopatra
Selene o luna. Cesare Augusto (Ottaviano) affidò
i due gemelli, di dieci anni, alle cure della
sorella Ottavia Minore, di ben 29 anni più
grande di loro.
Cassio Dione ci narra che l’imperatore risparmiò
la vita ad Alessandro Helios, mentre uccise
Cesarione, nato dall’unione di Cleopatra e
Giulio Cesare, Cleopatra Selene fu poi data in
sposa a Giuba II re di Numidia. Sembra che
Ottavia ebbe una relazione di sei anni con
Alessandro Helios, forse i due si unirono anche
in matrimonio nonostante la differenza di età,
ma essendo le fonti storiche scarse su questa
vicenda abbiamo trovato numerosi indizi di
questa relazione da cui nacque Giuseppe, sposo
di Maria dalla cui unione nacque Gesù.
Innanzitutto la data di nascita di Alessandro
Helios, 25 dicembre, è stata ripresa per darla
anche a Gesù, ma oltre questo, Ottavia morì
nell’11 a.C., e quando la sacra famiglia, nel 5
a.C., fuggì in Egitto per scampare ad Erode il
Grande che voleva ucciderli in quanto aveva
scoperto l’adulterio di sua moglie Maria con
Giuseppe, da cui nacquero Gesù e Giacomo il
Giusto, sappiamo dal vangelo arabo dell’infanzia
di Gesù, scritto da Caifa che andarono dal
faraone a Menfi.
L’unico superstite dei figli di Cleopatra era
proprio Alessandro Helios, che alla morte di
Ottavia tornò con suo figlio Giuseppe in Egitto.
La conferma di questa vicenda ci viene da
numerose prove che abbiamo trovato, innanzi
tutto hanno volutamente occultato i primi trenta
anni della vita di Gesù in quanto non si poteva
dire che era in Egitto, ma sappiamo da Celso
che: “Spinto dalla povertà andasti a lavorare a
mercede in Egitto, dove venisti a conoscenza di
certe facoltà per le quali gli egiziani vanno
famosi. Quindi ritornasti, orgoglioso di quelle
facoltà e grazie ad esse ti proclamasti Dio”.
Ovviamente Alessandro Heli, suo
figlio Giuseppe e suo nipote Gesù erano
discendenti della dinastia dei faraoni tolemaici
e quindi conoscevano tutti i culti misterici dei
sacerdoti egizi, tanto che nel vangelo di
Giovanni Gesù compie il miracolo di ridare la
vista ad un cieco impastando la sua saliva con
la terra, esattamente come fece Iside quando
impastò la saliva del dio Ra con la terra per
creare un serpente magico che morse Ra alienando
su Iside i suoi poteri.
Un’altro importantissimo indizio
ci è dato dalla genealogia dell’evangelista Luca
che va da Gesù, a Giuseppe e poi ad Eli, o sole
che era l’epiteto di Alessandro. Un indizio che
ci viene confermato dall’epiteto attribuito a
Giuseppe, chiamato Panthera dagli ebrei nella
Yeshu Toledoth, ove tale termine proviene
dall’egiziano Pan=figlio, Neter/Nefer=faraone,
Ra=dio sole. Giuseppe Panthera, ovvero figlio
del faraone sole Alessandro Heli. Lo stesso
epiteto verrà dato a Gesù Panthera, ultimo
faraone d’Egitto che non a caso nasce il 25
dicembre, stesso giorno di Alessandro Heli.
A questo punto ci ritroviamo Giuseppe nipote
nientemeno che del primo imperatore di Roma
Cesare Augusto, che è anche zio di II° di Gesù,
che avrebbe così sangue romano sia da parte di
Marco Antonio, che da Cesare Augusto.
Abbiamo altre conferme del sangue romano di Gesù
?
Assolutamente si, ed a parlarne sono i Mandei a
parlare di Gesù come di un uomo dal sangue
Romano. In un testo sacro dei Mandei, l’Hawan
Gawaita, Gesù viene definito con queste parole:
«Egli travisò le parole della luce e le cambiò
in tenebre, convertì coloro che erano miei e
alterò tutti i culti», mentre il vangelo dei
Mandei dice: «Non credere (a Gesù), perché
pratica la stregoneria e l’inganno».
I Mandei attendono l’avvento di
una figura, Anosh-Uthra (Enoch), che «accuserà
Cristo il Romano, il mentitore, figlio di una
donna che non è dalla luce» e «smaschererà
Cristo il Romano come mentitore; egli sarà
legato dalle mani dei giudei, i suoi devoti lo
legheranno e il suo corpo sarà trucidato» 1.
I Mandei continuano a sopravvivere in Iraq come
setta gnostica eterodossa dei Nazorei, che parla
dialetto aramaico.
La stregoneria e l’inganno di cui
ci parlano i Mandei erano i culti misterici
egizi, isiaci ed osiriaci, che Gesù ben
conosceva in quanto nipote di Cleopatra da parte
materna e di Alessandro Heli da parte paterna.
Tutte queste scoperte non possono essere
estrapolate singolarmente per provare a
confutarle, in quanto legate a prove storico
documentali dove si dimostra attraverso gli
scritti di Giuseppe Flavio, che Maria Vergine
era la terza moglie del re Erode, e figlia della
regina Cleopatra d’Egitto. Il potere
massonico-sionista infiltrato nel vaticano, sta
facendo la congiura del silenzio sulla più
grande scoperta di tutti i tempi, non dando
spazio mediatico ad essa, attraverso il
controllo di gruppi fb, radio web, conferenze e
televisioni da loro controllate; ci rivolgiamo
pertanto alla parte sana che opera in nome della
verità, ricordando ai fratelli che i Catari ed i
Cavalieri Templari furono sterminati dalla
chiesa in quanto ben sapevano che il Santo Graal
era il Sang Real o Sangue Reale di Gesù, ultimo
faraone d’Egitto, nipote di Cleopatra, di Cesare
Augusto, cugino carnale di Nerone, imparentato
inoltre con gli imperatori Tiberio, Caligola e
Claudio, oltre che a Giulio Cesare, chiamato
Chrestos come Gesù ed Osiride un-nefer (“sempre
fiorente”), parola che in greco, come ad esempio
fa Plutarco, viene tradotto appunto con “Chrestòs”.
Che Osiride sia chiamato un-nefer è rilevabile
dal Libro dei Morti:
A Hymn of Praise to Osiris Un-Nefer, the great
god who dwelleth in Abtu, the king of eternity,
the lord of everlastingness, who traverseth
millions of years in his existence 2.
Tratto dal libro Cristo il
Romano, oggetto di congiura anche da parte della
distribuzione nazionale che ci impedisce di
farlo arrivare nelle librerie ed acquistabile
solamente su:
http://www.macrolibrarsi.it/libri/__cristo-il-romano-libro.php
By
Alessandro De Angelis scrittore, ricercatore
di storia delle religioni e di cristianesimo
primitivo
1 - Kurt Rudolph, Foester (a cura di),
Mandean Sources, Gnosis, voI. 2, p. 300.
2 -
cfr. e.a. wallis budge (trad.), the egyptian
book of the dead, Book 1, hymn to osiris
un-nefer.
vedi anche: il
nazireato e Gesu'
+ Cattolicesimo
+
La vera storia di
Gesu'
+ Gesu'
e' morto per noi ? +
Ebraismo e sue origini
+ Cattolicesimo
+
Gesu' e'
esistito ?
+
Gesu' cristo ritorna ?
+
Falsificazioni della Storia - 1
+
Falsificazioni
Storiche - 2
+ Falsificazioni della Bibbia
+
Esseni e Vangeli +
Esseni
+
Esseni 2 + Esseni
3 +
Vangeli Segreti +
GNOSI fra i
primi Cristiani
+
Origini
Cristiane
+
INFORMAZIONE, CAMPO
UNIVERSALE e SOSTANZA-Campi MORFOGENETICI
+
Giuseppe Flavio
+
Gesu'
l'Illuminato
+
Pietro e Paolo coinvolti nella trama contro
Nerone
+
Vangelo aramaico + Vangeli
+
Vangeli segreti
+
Apocrifi
+
Esseni
+
Esseni 2 + Esseni
3 +
Esseni e Vangeli +
Gesu non e' morto per noi +
Giudeo cristiani +
GNOSI fra i
primi Cristiani
+ Origini
Cristiane
+ Cattolicesimo +
Rivisitando i Vangeli +
Gesu' cristo ritorna ?
Gesu'-cristo e' un mito solare dei cosiddetti
"pagani".
Certo che si, ma non confondiamo gesu'-cristo
con
Gesu' il nazareno (questa confusione dei
termini, nomi, e' l'eterno problema di coloro
che non vanno in fondo ai problemi !) - vedi:
cosa e',
dove e' e chi e' il cristo ?
Il
gesu'-cristo dei
cristiani deriva da un mito solare, insito
nelle religioni antiche ed anche in quella
dell'Impero Romano di cui l'imperatore era il
Pontefice maximum; i rieligiosi avendo compreso
che le varie idee cristiane potevano minare
l'Impero, decisero di inserire i loro concetti
religiosi in quelli delle sette nascenti dette
"cristiane", cambiando i nomi dei loro "dei" con
i nomi allora in voga nelle varie sette
cristiane...e cosi nacque gesu-cristo !
Gesu' il nazareno e' un soggetto che e'
vissuto in Palestina c.a. 2000
anni fa, era figlio di Erode il grande ed anche un rabbi Esseno e divenuto
successivamente uno Zelota, contro i Romani e
contro i Farisei e Sadducei (sacerdoti e rabbini
di Gerusalemme) che avevano cambiato la
legge
mosaica ed
i profeti, la Torah,..... fin dal tempo di
Giosia ed Esdra
(600 anni prima dell'era volgare, nella
cattivita' di Babilonia/Assiria), non seguendo la
dottrina originale che era basata sull'
IO SONO un Dio e sulla Legge dell'AmOr.
Il
GESU'-
cristo dei
cristiani, e' in realta' il simbolo mitologico, della realta' del
SOLE
vedi anche:
Informazione,
Materia, Energia e Campi Morfogenetici
+
Amigdala ed Ippocampo
+
I batteri
controllano la nostra mente
! +
Gesu'
il nazareno era un Illuminato dalla sostanza
che questa ghiandola secreta (secerne), chiama
il "cristo"
(greco) +
GESU'
nazareno - cosa e' il
CRISTO
Considerazione importante:
Ad un
attento osservatore indipendente, non é
difficile capire che il "male" non é soltanto
nei libri detti "sacri", cioe' nella: Bibbia,
Talmud, Corano o persino in “Mein Kampf”, ecc.,
ma e soprattutto nell'uso che il lettore degli
stessi potrebbe fare. Se chi li legge ha una
mente/personalita', debole, insicura, cioe'
bambinesca, magari anche fuorviata da altri
“maestri” che però hanno "credi" molto più
radicali ed utilitaristici che sfruttano i
"credenti" (azione normalmente tipica dei preti,
pastori, rabbini, imam, guru, stregoni, ecc.),
il risultato sara' sicuramente impostato nella
direzione della violenza verso chi non la pensa
come loro.
Infatti come disse
Giordano Bruno: ..."le religioni sono
l'OPPIO dei popoli" !
Comunque sia, Tutte
le religioni sono state inventate e
propinate ad
arte alla ignara popolazione, dei vari
prePotenti
della
Terra, che hanno
fino ad oggi
dominato, controllato e gestito gli umani,
come nel corso delle centinaia di migliaia di
anni sul Pianeta Terra, infatti riflettete: "Se
parli con Dio, dicono che
stai pregando, ma se dici che
Dio parla
con te, Ti ricoverano in psichiatria"..
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