|
Gesu'
detto il Cristo, e' stato chiamato impropriamente
gesu'-cristo come se
questi due nomi fossero il nome ed il cognome di Gesu' il Nazareno, figlio
di Maria e di Giuseppe, come riferiscono i
vangeli, ma la
storia dice un'altra cosa...
Gesu'
e' il nome proprio del Nazareno (Yashoue') - figlio di Giuseppe (Ben
Joseph) cosi dicono i vangeli, in realtà,
Gesù è figlio del re Erode il
grande e di Maria (la madonna) sua moglie,
la quale scappò in Egitto con il suo amante
Giuseppe, dal quale poi ebbe altri figli, per
fuggire alla caccia di suo marito Erode che
voleva ucciderla.....
La parola Cristo (parola greca = Cristos) vuol dire
"olio", "unto",
"messia", cioè re, capo in senso politico (poi
trasformato anche in senso spirituale dalle chiese cristiane, nel
"cognome" di Gesu', falsificando il significato
di quella parola).
Vivere il
Cristo e' un'attitudine mentale/Spirituale acquisita dopo l'unzione, "un modo di vivere"
la propria vita e quindi NON e' il cognome di Gesu' il Nazareno, tutti
possono divenire il Cristo, basta che il loro modo di vivere si adegui
all'attitudine di essere un messia, un unto, un maestro per gli altri.....
NON E' VERO che la chiesa
primitiva festeggiava la nascita di Gesù il 25
Dicembre, ma il 6 Gennaio !... La parola
Epifania, infatti, significa "manifestazione di
Gesù nel mondo", cioè la sua nascita !... per
questo la chiesa bizantina (oggi chiamata
"chiesa ortodossa"), ha conservato molte delle
originarie tradizioni del cristianesimo
primitivo, infatti essa festeggia ancora oggi il
natale di Gesù il 6 Gennaio.
Quale miglior prova
che le tradizioni primitive dei cristiani, anche
se errate, non sono quelle insegnate dalla
chiesa cattolica romana.....
I
cristiani, cattolici e non affermano:
Ma quale SOL INVICTUS, il 25 DICEMBRE e’
NATALE
La Chiesa primitiva aveva fissato la data di
nascita di Gesù al 25 dicembre già nei
primissimi anni successivi alla sua morte,
poiché le tradizioni, le date e gli eventi
riguardanti la vita di Gesù venivano conservate
e tramandate con estrema cura e precisione dai
testimoni diretti, prima fra tutti la sua Santa
Madre Maria. Questo è stato ricavato dallo
studio dell’antichissima tradizione di matrice
giudeo-cristiana - risultata fedelissima al
vaglio degli storici contemporanei - e che ha
avuto origine dalla cerchia dei familiari di
Gesù, ossia dalla originaria Chiesa di
Gerusalemme e di Palestina....
E' tutto falso !...
Ogni tanto qualche lacché clericale si adopra in
una anacronistica apologia delle menzogne
clericali !...NON E' VERO che la chiesa
primitiva festeggiava la nascita di Gesù il 25
Dicembre, ma il 6 Gennaio !... Epifania,
infatti, significa 'manifestazione di Gesù nel
mondo', cioè la sua nascita !...
La chiesa bizantina (oggi chiesa ortodossa), la
quale ha conservato molte delle originarie
tradizioni del cristianesimo primitivo,
festeggia ancora oggi il natale di Gesù il 6
Gennaio. Quale miglior prova ?...
By Giannino Sorgi -
https://www.facebook.com/giannino.sorgi
Altro
fatto,
e' veramente esistito:
NON è vero che Gesù il Nazareno è nato il 25 Dicembre di circa 2000
anni or sono; questo per molti fatti storici e deduttivi, oltre a quelli
qui sopra esposti:
1)
il CristOs (Crist + Os) abbiamo visto è uno stato di Coscienza,
generato dall'olio sacro detto "cristo" in
greco, che la
ghiandola pineale secerne, secreta, parola
dalla quale e' nato il segreto del cristo), ma è anche il nome
greco dell’Adam Kadmon ebraico, ovvero il nome (greco e latino)
dell’Universo, come Essere stesso.
2)
E’ ormai accertato da studiosi che hanno rifatto i calcoli astronomici
del calendario per mezzo di computer, che Gesù il Nazareno non sarebbe
nato 1980 anni or sono (data dell’aggiornamento di questo scritto), ma
bensì circa sette anni “prima dell’anno zero”; tale anomalia si
deve al conteggio errato di un monaco del sesto secolo, tale Dionigi il
Piccolo, che decise nel suo fanatismo religioso di dividere la storia
umana in due periodi: prima e dopo l'era volgare.
La
storia, salvo i vangeli, il Talmud e certe fonti "pagane", non
ci conforta molto nei riferimenti che essa ci propone sul Nazareno; essa
ci parla di un certo Ponzio Pilato come governatore della Palestina.
3)
Nei periodi di dicembre, in Palestina non si portavano, né si portano
oggi di notte, le greggi di pecore al pascolo, né tanto meno i pastori
stanno a dormire all’addiaccio (campo recintato ove i pastori tengono le
pecore) perché in quel periodo ed in quella zona di notte faceva e fa
ancora molto freddo, questo in realtà avveniva ed avviene anche oggi solo
verso l’inizio della primavera.
4)
Gesù dai cristiani del secondo secolo era rappresentato con un simbolo, quello del
Pesce, perché questo ? a parte il nome greco IXThUS, che significa pesce
(da cui il prefisso italiano ittio, che designa ciò che ha a che fare con
i pesci, pescare, fare abboccare e che in italiano viene utilizzato con la
parola "ittiologia", la forma e le iniziali delle lettere della
parola “pesce” (IXThUS) era dai cristiani utilizzata per identificarsi
fra di loro e nascostamente agli altri, in questo modo: "I-X-Th-U-S"
Iesus- Xristos -THeou –Uios- Soter: ovvero Gesù Cristo, figlio di Dio,
salvatore.
Questi nomi “simbolici” venivano utilizzati per
sfuggire alle persecuzioni che nel tempo dei primi cristiano 1° e 2°
secolo esistevano nei confronti dei
Giudei e dei Giudeo cristiani (così si identificarono i “cristiani”, per distinguersi dai Giudei che non avevano accettato il
messaggio di Gesù il Nazareno) per identificarsi e farsi riconoscere solo dai loro
fratelli in fede, ricordavano il periodo della nascita di Gesù con il
segno dei Pesci, in quanto essa era avvenuta verso l’equinozio di
primavera ai primi di marzo, (primo mese del calendario/lunario degli
antichi ebrei) il
che corrisponde come è noto al segno dei “Pesci”. Quindi questo
termine IXThUS, "pesce" si riferisce al periodo della
nascita di Gesu' nel segno dei pesci, in primavera...
5)
I Romani che dovevano effettuare un censimento, e che è noto non erano
stupidi e sapevano fare il loro mestiere di governanti e dittatori, non
avrebbero mai e poi mai utilizzato tali date in quanto essi solevano fare
le loro feste annuali nel periodo corrispondente dal 21 dicembre fino al 1
gennaio. I saturnali dei romani iniziavano il 21 dicembre e duravano una
settimana. Le feste sacre di Mitra, che era un culto diffuso quasi
esclusivamente ad Ostia antica, iniziavano il 25 e duravano anch’esse 7
giorni.
Le
uniche feste pagane che arrivano al 6 di gennaio sono quelle dei Celti
e dei germani (date odierne).
6)
Vi è anche discordanza fra gli stessi cristiani: cattolici, ortodossi,
protestanti, evangelici, ecc., sulla data della probabile nascita di Gesù;
ognuno di loro indica periodi diversi adducendo le loro “prove”.
7)
Per i Musulmani che pure accettano Gesù come Profeta, non ne hanno mai
citato il periodo di nascita, come mai ?
8)
Come mai gli stessi Ebrei, come è citato nei Vangeli, chiamavano e
chiamano ancora oggi, Gesù: “rabbi”, cioè mio maestro, però non
hanno mai ricordato il periodo della sua nascita ?
Per
queste considerazioni possiamo essere sicuri che
Gesù il Nazareno, NON è
nato il 25 dicembre di circa 2000 anni or sono.
9)
Per concludere, Ricapitoliamo:
Mitra
era una divinità solare indo-iranica risalente a circa 3.400 anni
fa, il cui culto si diffuse anche a Roma nel 1° secolo, prima dell’era
volgare; la ideologia/leggenda su questa divinità affermava che era:
1 - nato da una vergine
2 - il 25 dicembre
3 - detto il salvatore,
la luce, il verbo
4 - aveva 12 seguaci
5 - morto a 33 anni
6 - sepolto e risorto
dopo tre giorni
per
caso vi ricorda qualcuno ? nei fatti,
il Cristo dei cristiani null’altro è che la "fotocopia" di Mitra dei pagani……
I
fedeli cristiani senza saperlo, sono legati ad una divinità pagana che
essi….. dicono essere il loro salvatore…….ed hanno perseguitato per
secoli i “pagani” ! follia del
cristianesimo !
Altri personaggi-dei, famosi di altre religioni
sarebbero nati, cosi ci riferiscono, il 25
dicembre..
Gesù
il Nazareno è nato ……..secondo questo autore:
http://digilander.libero.it/arcibalbodiromagna/store_2/evento.htm
http://digilander.libero.it/arcibalbodiromagna/nibiru.htm
http://digilander.libero.it/arcibalbodiromagna/quaoar.htm
http://digilander.libero.it/arcibalbodiromagna/lista_asteroidi_killer.htm
http://digilander.libero.it/arcibalbodiromagna/diff.meccanica.celeste.htm
http://digilander.libero.it/arcibalbodiromagna/asteroidi_immagini.htm
SOL INVICTUS
Il famoso Sol Invictus, appellativo che lo stesso
Costantino si diede (vedi monete costantinee)... si
! proprio il Costantino del concilio di Nicea (312
era volgare) con il quale si gettavano le basi
dell'ortodossia
cattolica, del
canone biblico e del divieto di professare altre
religioni.
Per chi volesse saperne di più:
http://www.treccani.it/enciclopedia/costantino-e-il-sol-invictus_%28Enciclopedia_Costantiniana%29/
Gesu'-cristo e' un mito solare dei cosiddetti
"pagani".
Certo che si, ma non confondiamo gesu'-cristo
con
Gesu' il nazareno (questa confusione dei
termini, nomi, e' l'eterno problema di coloro
che non vanno in fondo ai problemi !) - vedi:
cosa e',
dove e' e chi e' il cristo ?
Il
gesu'-cristo dei
cristiani deriva da un mito solare, insito
nelle religioni antiche ed anche in quella
dell'Impero Romano di cui l'imperatore era il
Pontefice maximum; i religiosi avendo compreso
che le varie idee cristiane potevano minare
l'Impero, decisero di inserire i loro concetti
religiosi in quelli delle sette nascenti dette
"cristiane", cambiando i nomi dei loro "dei" con
i nomi allora in voga nelle varie sette
cristiane...e cosi nacque gesu-cristo !
Gesu' il nazareno e' un soggetto che e'
vissuto in Palestina c.a. 2000
anni fa, era figlio di Erode il grande ed anche un rabbi Esseno e divenuto
successivamente uno Zelota, contro i Romani e
contro i Farisei e Sadducei (sacerdoti e rabbini
di Gerusalemme) che avevano cambiato la
legge
mosaica ed
i profeti, la Torah,..... fin dal tempo di
Giosia ed Esdra
(600 anni prima dell'era volgare, nella
cattivita' di Babilonia/Assiria), non seguendo la
dottrina originale che era basata sull'
IO SONO un Dio e sulla Legge dell'AmOr.
“Cristo Sole”
mosaico presente sulla volta del Mausoleo dei
Giulii (fine II sec. Inizio III) nella necropoli
vaticana. il "Cristo" è rappresentato sul carro
trainato da cavalli bianchi come si usava
rappresentare il Sole che sorgeva ad illuminare
il mondo.
Ecco una piccola
serie di fotografie di rappresentazioni
cristiane-cattoliche
che confermano anche con i simboli e le immagini
che il Cristo = Sole, e lo rappresentano in
tutta la loro iconografia !:
https://www.facebook.com/photo.php?fbid=221527281258510&set=oa.238569482882275&type=3&permPage=1
Il
GESU'-
cristo dei
cristiani, e' in realta' il simbolo mitologico, della realta' del
SOLE
GESÙ
PERSONAGGIO STORICO
Oltre ai numerosi scritti cristiani tra i quali eccellono i vangeli,
esistono anche se in minor numero documenti non cristiani, ossia pagani e
giudaici.
Sebbene questi risultino scarsi di notizie e siano stati scritti
da autori indifferenti o addirittura ostili a Gesù, sono tuttavia
importanti perché ci informano sul modo in cui i contemporanei avevano
reagito di fronte al fenomeno del cristianesimo e su ciò che essi
sapevano del suo fondatore, un certo
Gesù il nazareno, soprannominato il
Cristo.
I DOCUMENTI su GESÙ
- Fonti pagane
Possediamo notizie su Gesù nelle opere di alcuni
scrittori latini. Oltre a particolari propri, tutti ci attestano che egli
è veramente esistito, ma sono citazioni dal 2° secolo in avanti.
PLINIO IL GIOVANE (62-114 d.C.). Quando era
governatore della Bitinia, in una lettera inviata all'imperatore Traiano
nel 112, domanda come debba comportarsi nei confronti dei cristiani.
Brevemente riferisce che alcune persone, una volta cristiane, ma poi
allontanatesi dalla Chiesa perché l'imperatore aveva proibito le
associazioni segrete, avevano fatto delle rivelazioni sui loro servizi
religiosi.
Al riguardo riferisce: Adfirmabant autem hanc fuisse summam vel culpae suae vel
erroris, quod essent soliti stato die ante lucem convenire carmenque
Christo quasi deo dicere... (Ep. X, 96)
"Affermavano inoltre che tutto il loro crimine o errore sarebbe
consistito nel fatto che solevano riunirsi in un giorno determinato della
settimana, prima del sorgere del sole, e cantare un inno a Cristo come a
un Dio...".
Traiano risponde in modo tollerante: non ricercare i
cristiani, ma se denunciati non con lettera anonima, bisogna punirli se
non accettano di sacrificare agli dei (Ep. X, 97).
Un secolo più tardi Tertulliano rimprovererà all'imperatore la illogicità
di questa strana sentenza affermando: se ritieni colpevoli i cristiani,
perché non vai anche a cercarli ? Se non li ritieni colpevoli perché
condanni quelli che vengono denunciati ?
PUBLIO CORNELIO TACITO (55-120 d.C.). Verso il
116 Tacito, grande storico romano, scrive la storia dell'impero tra gli
anni 14 e 68 d.C. servendosi anche delle Storie di Plinio il Vecchio,
testimone della caduta di Gerusalemme. Nei suoi Annali descrive tra
l'altro l'incendio di Roma verificatosi nell'anno 64. Incendio che il
popolo attribuì a Nerone il quale, per scagionarsi non trovò di meglio
che accusare i cristiani.
"Sed non ope humana, non largitionibus principis aut deum
placamentis decedebat infamia, quin iussum incendium crederetur ergo
abolendo rumori Nero subdidit reos et quaesitissimis poenis adfecit, quos
per flagitia invisos vulgus chrestianos appellabat austor nominis eius
Christus, Tiberio imperitante, per procuratorem Pontium Pilatum supplicio
adfestus erat (Annales, Xv, 44).
"Ma l'oltraggiosa convinzione che l'incendio fosse stato ordinato non
cessava né con mezzi umani, né con le elargizioni sovrane, né con i
sacrifici espiatori, per cui Nerone, volendo mettere a tacere questa
diceria, diede la colpa ad altri e punì con raffinati supplizi coloro che
la gente chiamava "crestiani" e che, a causa delle loro
scelleratezze, erano odiati da tutti. Questo nome ha avuto origine da
Cristo, che fu condannato a morte sotto il regno di Tiberio dal
procuratore Ponzio Pilato".
CAIO SVETONIO TRANQUILLO (75-150 d.C.). In qualità
di segretario privato sotto l'imperatore Traiano e Adriano, aveva libero
accesso agli archivi imperiali. Scrisse verso il 120 la Vita dei dodici
Cesari nella quale a proposito di Claudio (41-54 d.C.) riferisce:
Judaeos, impulsore Chresto, adsidue tumultuantes Roma
expulit (vita Claudii, 25).
"espulse da Roma i Giudei i quali, istigati da un certo Crestos,
provocavano spesso tumulti".
È molto probabile che con l'espressione "impulsore
Chresto " ci si riferisca al "Cristo"; ciò risulta dal fatto che era
usuale accanto a "Christus" anche la scrittura "Chrestos".
Anche Tacito parla di "Chrestiani" e dal contesto risulta evidente che si riferisce ai seguaci di Cristo.
MARA BAR SERAPION. Un manoscritto siriaco del VII
secolo contiene il testo di una lettera del siriano Mara Bar Serapion a
suo fratello Serapione. La lettera è certamente successiva al 73 d.C.: "Che vantaggio trassero gli ateniesi dal condannare
a morte Socrate ?... gli uomini di Samo dal bruciare Pitagora ?... i giudei
dal giustiziare il loro sapiente Re? Fu proprio dopo tale [delitto] che il
loro regno fu distrutto [evidentemente la distruzione di Gerusalemme]. Dio
giustamente vendicò questi tre uomini saggi: gli ateniesi morirono di
fame; gli uomini di Samo furono sopraffatti dal mare; i giudei, rovinati e
cacciati dalla loro terra, vivono in completa diaspora. Ma Socrate non morì
per i buoni; continuò a vivere nell'insegnamento di Platone. Pitagora non
morì per i buoni; continuò a vivere nella statua di Hera. Né morì per
i buoni il Re sapiente; continuò a vivere nell'insegnamento che aveva
impartito"
(Manoscritti siriaci del British Museum: Supplemento 14,
658).
A differenza dei precedenti documenti, qui il
riferimento a Gesù è indiretto, tuttavia il testo che presenta Socrate e
Pitagora quali personaggi storici, pone accanto a loro come figura storica
anche il "saggio Re" dei Giudei. Questi non può essere che Gesù
il nazareno, il quale fu giustiziato (crocifisso) e con il suo messaggio
dette "nuove leggi" all'umanità.
Fonti giudaiche
Le fonti giudaiche non riportano molte notizie su Gesù
e in genere dimostrano un atteggiamento ostile.
TALMUD BABILONESE - È una raccolta di riflessioni
e di tradizioni ebraiche.
"Viene tramandato: Alla vigilia
della pasqua si appese Gesu. Un banditore per quaranta
giorni andò gridando nei suoi confronti: "Egli esce per essere lapidato,
perché ha praticato la magia e ha sobillato e
deviato Israele. Chiunque conosca qualcosa a sua discolpa, venga e
l'arrechi per lui". Ma non trovarono per lui alcuna discolpa, e lo
appesero alla vigilia della pasqua".
(Sanhedrin 43a).
Il Talmud riporta notizie su Gesù non conformi a verità,
però è importante perché indica come data della morte di
Gesu' il 14 di
Nisan, la stessa segnalata nel vangelo di Giovanni.
GIUSEPPE FLAVIO. Storico di rilievo della nazione
giudaica. Nato a Gerusalemme nel 37 da famiglia di stirpe sacerdotale,
abitò a lungo in questa città. Conobbe la prima comunità cristiana di
cui si interessò con atteggiamento critico. Passato al servizio della
dinastia dei Flavi, partecipò con i romani alla distruzione di
Gerusalemme nell'anno 70. Nella sua opera Antichità giudaiche, pubblicata
a Roma intorno al 93, si trovano due passi importanti.
1. testo:
"A quell'epoca visse Gesù, un uomo sapiente. Egli operò cose mirabili (ed era maestro di
quegli uomini che accolgono con gioia la verità). Molti Giudei e pagani
egli attrasse a sé. E quando su accusa dei nostri
uomini più autorevoli Pilato lo ebbe condannato alla morte di croce,
coloro che lo avevano amato, non desistettero. E fino ad oggi non è più
venuta a cessare la comunità di coloro che da lui traggono il nome di
Cristiani" (XVIII 3,3).
Questo testo, riportato in tutti i codici antichi, è
importante per attestare la storicità di Gesù, ma contiene alcune
espressioni che con molta probabilità furono interpolate da mano
cristiana e sono quelle incluse tra parentesi. Sorprende infatti una
testimonianza a favore della messianità di Gesù da parte di un giudeo
ostile alla nuova religione.
A conferma del tenore originale del testo esiste una
versione araba (pubblicata nel 1971). Essa è particolarmente degna di
fede, in quanto è stata riportata da un ambiente cristiano che non aveva
certo interesse a ridurre la figura di Gesù.
"In questo tempo ci fu un uomo saggio che era
chiamato Gesù. La sua condotta era buona ed era noto per essere virtuoso. E molti fra i giudei e fra le altre nazioni divennero suoi discepoli.
Pilato lo condannò ad essere crocifisso e a morire. Ma quelli che erano
diventati suoi discepoli non abbandonarono il suo discepolato. Essi
raccontarono che egli era apparso loro tre giorni dopo la sua
crocifissione e che era vivo; forse, perciò, era il Messia, del quale i
profeti hanno raccontato meraviglie".
2. testo:
"Il Sommo Sacerdote Anna riuni il Sinedrio a
giudizio e fece comparire davanti ad esso Giacomo, fratello di Gesù detto
il Cristo, e con lui alcuni altri, e li condannarono a morte mediante
lapidazione" (XX 9,1).
Si tratta di Giacomo, capo della comunità di
Gerusalemme, lapidato nella Pasqua del 62 e denominato anche da S. Paolo
" fratello del Signore ".
Tratto da: http://digilander.libero.it/gbe/gesu.htm
Commento NdR:
A questo ultimo testo, abbiamo volutamente sostituito la parola
Nazareth con il
Nazareno,
perche' trattasi di grossolano errore del redattore del testo originale.
vedi:
GESU' e'
esistito ? pare di no, anzi SI !
+
Cattolicesimo
+
Gesu' cristo ritorna ?
Per
altri importanti particolari su questo TEMA
vedi:
Falsificazioni della Storia - 1
+
Falsificazioni
Storiche - 2
vedi anche:
LUNARIO
EBRAICO
+
EQUINOZIO di PRIMAVERA -
La Festa di PASQUA
+
La vera genealogia di Gesù +
La vera
storia di Gesu'
+
l'Albero
delle Vite +
Rotoli di Qumran e Gesu'
+
Pietro e Paolo coinvolti nella trama contro
Nerone
Il Cristo
Storico - 8/5/2010
Per “Gesu' Cristo storico” si intende la
intricata disputa fra teologi, esegeti,
archeologi, studiosi laici e credenti, che dura
ormai da oltre un secolo, sulla effettiva
esistenza del personaggio di "Gesù Cristo".
In altre parole, molti nel corso del tempo si
sono domandati, e continuano a domandarsi, “ma
Gesù è esistito davvero, o è soltanto una bella
fantasia” ?
Diciamo subito che non vi sono prove assolute nè
in un senso nè nell’altro. Vi è però una
sufficiente quantità di riscontri documentali -
fra cui primeggiano ovviamente i Vangeli - per
affermare almeno che un certo predicatore di
nome “Joshua” abbia calcato il suolo della
Palestina in quel periodo storico. Il vero
problema, casomai, è stabilire quali episodi a
lui attribuiti siano veri e quali eventualmente
no.
Nel cercare di ricomporre questo complicato
puzzle, infatti, subentrano continuamente
possibilità di una lettura allegorica, che
spesso “sdoppiano” il personaggio di Gesù in una
versione prettamente umana, ed un suo possibile
duplicato “simbolico”, con valenze anche divine.
In altre parole, il Gesù che predicava alle
genti nelle piazze è lo stesso Gesù che faceva i
miracoli e camminava sull’acqua ?
O forse quello “miracoloso” è uno strato
aggiuntivo, sovrapposto alla figura del normale
predicatore per aumentarne la credibilità presso
i suoi contemporanei ?
Oppure ancora, i “miracoli” erano veri miracoli
- nel senso che trasgredivano le leggi della
natura - o erano solo rappresentazioni
metaforiche di banali eventi quotidiani ? (Ad
esempio, nella comunità degli
Esseni il sacerdote
che praticava i battesimi raggiungeva il centro
della pozza d’acqua camminando su una sottile
plancia di legno, e visto da lontano sembrava
che camminasse sull’acqua. Era infatti definito,
all’interno della comunità, “colui che cammina
sull’acqua”.
Se Cristo fosse stato – come molti sostengono –
un sacerdote esseno, faceva dei veri miracoli, o
era semplicemente uno a cui non piaceva bagnarsi
i piedi ? ) - (NdR: no, era un sacerdote
esseno che insegnava la
medicina
naturale e si lavava 2 volte al giorno i
piedi)
Ma il vero problema, che rende difficile una
qualunque ricostruzione storica, sta nel fatto
che la stessa fonte dei Vangeli sia
“inaffidabile” per sua natura. Contrariamente a
quanto molti credono, infatti, i Vangeli “degli
apostoli” non furono scritti direttamente da
Marco, Matteo Luca e Giovanni, ..... ma dai loro
discepoli, o dai discepoli dei loro discepoli,
una cinquantina di anni più tardi. Al tempo di
Gesù prevaleva ancora la tradizione orale, e
soltanto sul finire del primo secolo si iniziò a
sentire l’esigenza di mettere anche il tutto
nero su bianco.
E come ben sa chiunque abbia giocato a
“passaparola”, una frase come “ho perso il
sonno” fa molto in fretta a diventare “è morto
il nonno”.
Ecco perchè, in questo caso, assumono grande
importanza i riscontri incrociati.
Se il Vangelo “A”
descrive un certo episodio, e lo stesso episodio
si ritrova anche nel Vangelo “B”, si
moltiplicano di colpo le possibilità che
l’episodio sia accaduto davvero. Secondo la
tradizione, infatti, i discepoli si sarebbero
dispersi dopo la morte di Gesù, dando vita a
“rivoli” separati di tradizione orale, che hanno
viaggiato in modo indipendente fino al momento
di venir fissati sulla carta.
Per quanto preziosi, però, i riscontri
incrociati rappresentano anche un’arma a doppio
taglio: chi ci dice infatti che un certo
passaggio del Vangelo “A”, invece di riportare
la tradizione orale da cui deriva, non sia stato
semplicemente copiato dal Vangelo “B” ?
Poichè nessuno conosce il momento esatto di
pubblicazione di ciascun Vangelo, infatti, è
possibile che certe comunità cristiane abbiano
attinto da altri testi evangelici, già in
circolazione al momento di scrivere il proprio.
E’ lo stesso problema descritto da Walter
Benjamin, duemila anni dopo, nel suo libro
“L’opera d’arte nell’epoca della sua
riproducibilità tecnica”, ed è un problema che
ormai tutti viviamo quotidianamente in Internet.
Vi
sono intere parti del Vangelo di Luca, ad
esempio, che sono chiaramente tratte dal Vangelo
di Marco (certi passaggi sono letteralmente
copiati, parola per parola). La stessa cosa
avviene per Matteo, di cui quasi la metà del
testo è chiaramente tratta da Marco.
Il Vangelo di Marco quindi viene collocato
prima, in ordine di tempo, di quelli di Luca e
Matteo. A loro volta, però, Luca e Matteo hanno
molte parti in comune che non compaiono in
Marco, portando ad ipotizzare l’esistenza di un
quinto Vangelo, detto “Q”, che sarebbe stato
contemporaneo di Marco. (“Q” sta per “quelle”,
che in tedesco significa “la fonte”).
C’è poi il Vangelo di Giovanni, fra i cosiddetti
“canonici”, che presenta una lettura molto
diversa dai tre precedenti della vicenda di
Gesù. I primi tre infatti sono detti anche
"sinottici", che significa letteralmente che "la
vedono allo stesso modo", implicando che
Giovanni la vede invece in modo diverso.
Ma la “tombola” delle possibilità non si
esaurisce certo con l’identificazione storica
delle diverse fonti evangeliche. Fra queste e i
Vangeli giunti fino a noi, infatti, ci sono
quasi 300 anni di dispute feroci fra i
cosiddetti “Padri della Chiesa”, cioè i vescovi
e i sacerdoti di tutte le più importanti
comunità cristiane dell’epoca, su molte
questioni di fondamentale importanza storica e
teologica.
La più nota di tutte fu la diatriba sulla reale
natura di Gesù, fra chi sosteneva che fosse una
entità separata da quella divina, che da questa
discendeva, e chi invece diceva che fosse
costituito dalla "stessa sostanza" del Creatore.
Vinsero i secondi, che scomunicarono il vescovo
Ario, sostenitore della prima ipotesi.
Naturalmente, nell’ambito di queste dispute
interminabili, i testi sacri passavano
continuamente di mano in mano, creando infinite
possibilità per la “scomparsa” di certi passaggi
scomodi, come per la comparsa delle cosiddette
“interpolazioni”. Alcuni scambi epistolari fra i
vescovi dell’epoca, ad esempio, suggeriscono che
Gesù predicasse la reincarnazione,
“caratteristica” dell’esistenza umana che
sarebbe del tutto scomparsa nella versione
finale del cristianesimo, poichè in
contraddizione con la visione escatologica della
vita, di fondamentale importanza per chi avrebbe
imperniato tutto il suo potere sulla “paura
dell’inferno”. (Si campa una volta sola, ci dice
il cristianesimo, e chi sbaglia è perduto per
sempre. Se invece ci fosse stata la possibilità
di ritornare, e di rimediare agli errori
commessi nelle vite precedenti, i preti
rischiavano di venire accolti da una selva di
pernacchie ogni volta che nominassero l’inferno.
Via quindi la reincarnazione, e avanti con il
Diavolo, il tridente e il Giudizio Individuale).
A loro volta, sul fronte delle interpolazioni ci
sono diversi passaggi che lasciano decisamente
in dubbio gli studiosi, in quanto sembrano
inseriti apposta per rimediare a vistosi “buchi
narrativi”, che a loro volta testimoniano della
grande confusione che dovesse regnare fra i
Padri della Chiesa in quel periodo.
Vi sono alcuni casi in cui è stato addirittura
possibile dimostrare che un certo passaggio sia
platealmente falso, cioè aggiunto in seguito
alla stesura originale. In una certa lettera di
S.Paolo, ad esempio, l’apostolo utilizza una
espressione verbale che sarebbe entrata in uso
solo una cinquantina di anni dopo, dimostrando
che il passaggio è stato aggiunto in seguito, da
qualche scriba poco attento all’evoluzione del
linguaggio.
E’ come se in un film degli anni ’50 Alberto
Sordi si mettesse improvvisamente a gridare
“viulèeeenza !”, quando tutti sanno che
quell’espressione è stata coniata negli anni ’80
da Diego Abatantuono. In quel caso sarebbe
chiaro che la scena è falsa, e che è stata
aggiunta in seguito, ovvero “interpolata” fra
quella che la precede e quella che la segue.
In ogni caso, fu solo nel 325 che i Padri della
Chiesa consegnarono nelle mani di Costantino la
“versione ufficiale” del cristianesimo come lo
conosciamo oggi. Era costituita da 36 libri
della Bibbia ebraica (“Antico Testamento”) con
l’aggiunta del “Nuovo Testamento”, che contiene
i 4 Vangeli canonici (Marco, Matteo, Luca e
Giovanni), gli “Atti degli Apostoli”, le
“Epistole” e l’ “Apocalisse di Giovanni” (il
noto testo profetico in cui compaiono anche la
“bestia”, la “grande prostituta” e il numero
“666”).
Va notato che Paolo viene considerato uno degli
apostoli, per quanto non abbia mai incontrato
Gesù nella sua vita. Solo dopo la sua morte si
sarebbe convertito al cristianesimo (sulla via
di Damasco), del quale propose una
interpretazione “per i gentili” che avrebbe
condizionato più di ogni altro apostolo la
futura dottrina cristiana.
Ma i problemi di discordia non finirono certo
con la definizione dei Vangeli canonici: a furia
di cambiare, di aggiungere, di tagliare e di
interpolare, i Padri della Chiesa non si sono
nemmeno accorti che questi quattro Vangeli
finiscono spesso per contraddirsi fra di loro.
Se prendiamo ad esempio la scena della
crocefissione, abbiamo addirittura tre versioni
diverse sulle ultime parole di Gesù:
MARCO: Gesù gridò con voce forte: Eloì, Eloì,
lemà sabactàni ?, che significa: Dio mio,
Dio mio, perché mi hai abbandonato ? … Ma Gesù,
dando un forte grido, spirò.
LUCA: Gesù, gridando a gran voce, disse: «Padre,
nelle tue mani consegno il mio spirito». Detto
questo spirò.
GIOVANNI: Gesù disse: «Tutto è compiuto!». E,
chinato il capo, spirò.
Secondo Matteo, Luca e Giovanni a Gesù fu dato
aceto da bere, imbevuto in una spugna. Secondo
Marco invece era vino con mirra.
Per Marco la prima a visitare il sepolcro, la
domenica mattina, fu Maria Maddalena, insieme
all’“altra Maria”. Secondo Marco c’era anche
Salomè. Secondo Luca c’erano Maria Maddalena,
Giovanna, Maria madre di Giacomo, e altre donne.
Secondo Giovanni Maria Maddalena era sola.
Marco racconta che all’alba della domenica le
donne trovarono il sepolcro sigillato dalla
grande pietra. Matteo, Luca e Giovanni dicono
invece che la pietra era già stata rimossa.
eccetera ecc., ecc…
Non si tratta certo di contraddizioni gravi,
poichè non intaccano la coerenza complessiva del
racconto, ma testimoniano del percorso
particolarmente “accidentato” che debbono aver
fatto queste narrative prima di finire una volta
per tutte sulla pagina scritta.
E finora abbiamo parlato solo di quelli
canonici, cioè dei Vangeli “ufficiali” che i
Padri della Chiesa hanno scelto di inserire nel
Nuovo Testamento. Ma esiste tutta una serie di
Vangeli, detti “apocrifi”, che sono rimasti
esclusi dalla selezione, e che raccontano spesso
una storia molto diversa.
Va notato che “apocrifo” non significa “falso”,
come molti credono, ma “nascosto”.
Il termine deriva dal greco apò-kryptomai,
dove apò significa “sotto”, e
kryptomai significa nascondere. (Da cui il
termine “cripta”, che è un locale sotterraneo
della chiesa, quasi sempre nascosto al
pubblico). Pare infatti che alcuni preti, meno
ubbidienti di altri, tenessero questi documenti
ben nascosti “sotto l’altare”, per evitare
persecuzioni da parte delle autorità
ecclesiastiche, che ne proibivano la
circolazione. Solo con il tempo, a furia di
dichiarare questi Vangeli “falsi”, il termine
apocrifo è venuto ad assumere quel significato.
Gli apocrifi offrono quindi agli studiosi una
serie ulteriore di riscontri incrociati, nella
loro faticosa ricerca del Cristo storico. Se si
prende ad esempio il Vangelo di Tommaso,
ritrovato in Egitto nel 1947, e lo si confronta
con i canonici, risulta che circa la metà degli
episodi descritti nel primo (una cinquantina
circa) compaiono anche nei secondi. E poichè il
Vangelo di Tommaso, che risale circa al 200
d.C., ci è giunto praticamente intatto, grazie
all’otre che lo ha protetto per 18 secoli,
avremmo di fronte un’ulteriore conferma della
probabile veridicità di almeno una parte degli
episodi attribuiti a Gesù.
Ce ne sono però almeno altrettanti che non
trovano corrispondenza nei canonici, e questo ha
gettato nel più totale scompiglio molti
studiosi, aprendo le porte ad una serie di
possibilità praticamente infinita sulla reale
esistenza di Gesù.
Paradossalmente, i dubbi non si dissolvono
nemmeno con la sua morte, ma continuano anche
dopo. Vi sono infatti diversi elementi che
suggeriscono che Gesù non sia affatto morto
sulla croce, ma sia stato salvato in extremis
dai suoi discepoli, e portato via di nascosto
durante la notte.
Quando il costato di Gesù viene trafitto dalla
lancia, ad esempio, esce del sangue. Questo
significa che Gesù, nonostante le apparenze,
fosse ancora vivo. (Da un cadavere trafitto non
esce più sangue, perchè viene a mancare la
pressione arteriosa).
Sul finire della giornata entra in scena un
curioso personaggio, Giuseppe da Arimatea, che
chiede ed ottiene da Pilato il permesso di
portarsi via il corpo di Gesù. Chi era, da dove
veniva, e perchè mai i discepoli ed i familiari
di Gesù glielo avrebbero concesso così
facilmente ?
Quando giunge al Calvario questo Giuseppe porta
con se 30 o 40 chili di unguento di
aloe, con i
quali ricopre il corpo di Gesù prima di
seppellirlo. Ma l’aloe è anche un potente
disinfettante, che in quel tempo veniva usato
proprio per curare le ferite.
Tutta la faccenda della pietra smossa, inoltre,
sembra indicare più una fuga terrena, praticata
in fretta e furia dai discepoli che si portavano
via Gesù, che non un “risorgere” di tipo divino.
Anche le bende lasciate all’interno del sepolcro
vuoto sembrano testimoniare di una “rinascita”
molto frettolosa e terrena.
Per quanto noi siamo abituati a pensare che Gesù
sia “andato
direttamente in Paradiso”, infatti, va
ricordato che i Vangeli ci parlano di un
semplice “risorgere”, inteso come “rialzarsi”.
“E' risorto, non è qui – dicono i personaggi
trovati dalle donne di fronte al sepolcro - Ecco
il luogo dove l'avevano deposto.
Ora andate,
dite ai suoi discepoli e a Pietro che egli vi
precede in Galilea. Là lo vedrete, come vi ha
detto”.
Ed infatti Gesù apparirà più volte ai discepoli,
nei giorni seguenti, in situazioni del tutto
“terrene”, mentre l’ “ascensione” vera e propria
avviene, sempre secondo i Vangeli, solo 40
giorni dopo.
Nel libro “Jung e i Vangeli perduti” lo storico
Stephan Hoeller ha raccolto tutti gli elementi,
i dati storici e i reperti archeologici che
sembrano supportare la tesi che Gesù sia
effettivamente morto in India, una ventina di
anni più tardi. Dopo essere sopravvissuto alla
crocefissione, sostiene Hoeller (insieme ad
altri storici), Gesù avrebbe predicato per un
certo periodo lungo le coste della Turchia,
prima di intraprendere un lungo viaggio, in
compagnia della madre, che lo avrebbe portato
prima in Persia, e poi fino alle pendici
dell’Himalaya.
Altri storici hanno trovato tracce di una
prolungata permanenza di Gesù in Medio Oriente,
dove avrebbe continuato a predicare fino al
giorno della sua morte.
Vi sono poi ipotesi di tipo “esoterico” –
peraltro meno supportate storicamente - che
sostengono che Gesù sia invece giunto in
Francia, dove avrebbe dato origine alla stirpe
reale dei Merovingi, a cui molti attribuiscono
qualità divine.
In ogni caso, quello che conta davvero è la
vicenda di Gesu' che tutti bene o male abbiamo
assorbito nel corso della nostra vita, e che fa
ormai parte integrante della nostra cultura. In
altre parole, qualunque siano stati gli eventi
realmente vissuti da Gesù, quel che conta è il
cristianesimo come è giunto fino a noi, e come
ha condizionato nel frattempo – nel bene e nel
male - l’intero percorso della storia umana.
E forse è persino un bene che sia impossibile
fare chiarezza assoluta sulla vicenda reale di
Gesù, lasciando così a ciascuno quel margine di
interpretazione che è giusto lasciare ad un
evento di tale portata storica e di tale valenza
spirituale come il suo passaggio sulla terra.
By Massimo Mazzucco – Tratto da: luogocomune.net
Commento NdR: anche in questo scritto si
parla erroneamente di
Gesu' "cristo" come se le
due parole fossero nome e cognome; in realta'
Gesu' poteva essere il nome proprio di quel
personaggio e la parola "cristo" era solo una
qualifica di comportamento del soggetto stesso,
che il popolo gli ha affibbiato.
Infatti anche nei vangeli si parla cosi: Gesu'
... detto il "cristo", l'unto,
il messia; Gesu' figlio del falegname, ma MAI
intendendo che le due parole fossero nome e
cognome del personaggio in questione.
Oggi nei fatti, E' crollato miseramente, dopo
1700 anni, il castello di menzogne con cui hanno
costruito il cristianesimo su quello che
hanno definito un ebreo marginale, ovvero Gesù.
Era il figlio di Erode il Grande, nipote della
regina Cleopatra e figlio di Maria di Cleopatra
figlia della regina.
Giuseppe ?
Altro che un falegname, era il figlio di
Alessandro Helios, figlio del triumviro Marco
Antonio e della regina Cleopatra di Alessandria.
Cleopatra cercò di far sbarcare a Roma il culto
di Iside, traslitterato poi sulla figlia Maria e
su Gesù figlio del sole. Yeshua ben Pantera, la
pelle della pantera era usata dai sacerdoti
egizi nelle loro cerimonie, nonché da Cleopatra
stessa.
Pan=figlio, neter-ra=del sole. Yeshua Pantera,
Gesù figlio del sole o di Giuseppe figlio di
Alessandro Helios, ovvero Alessandro il sole,
figlio della regina Cleopatra e di Marco
Antonio. Immaginate il povero Pilato costretto a
processare Gesù figlio del re Erode e nipote
della regina Cleopatra, costretto a tirarlo giù
dal palo dopo averlo flagellato e crocifisso, su
richiesta di Giuseppe nipote di Marco Antonio e
di Cleopatra e con Maria figlia della regina.
Abbiamo messo sotto la lente d'ingrandimento i
libri degli storici dell'epoca per riuscire a
trovare il legame tra Cleopatra e Simone Boeto
dalla cui relazione nacque la vergine Maria,
moglie di Erode che cercò di avvelenare, in
quanto incinta di Giacomo e con il suo amante
Giuseppe, da cui ebbe poi altri figli.
La storia è stata riscritta ora spetta anche a
voi diffonderla. Stiamo per uscire con il terzo
libro della trilogia "Il figlio segreto di Gesù"
cui è seguito "Sangue Reale-Gesù il figlio
segreto del re Erode il Grande" e "L'ultimo
faraone- Erode Gesù la discendenza reale del
sangue di Gesu'.
By
Alessandro De Angelis
:
Ecco la vera storia della madonna
Maria vergine - PDF
|