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GESU', Messia od Illuminato
 

GESU il nazareno, messia od ILLUMINATO ?

Leggendo il Vangelo di Tommaso che e’ stato ritrovato in Egitto non molto tempo fa, ed altri testi antichi detti “apocrifi", ne esce una figura di Gesu' molto diversa da quella inventata dalla chiesa cattolica romana, che ha voluto dare a Gesu' compiti che lui non ha mai detto di avere.
Dopo la ufficializzazione della religione cristiana ad opera di Costantino nel 313, i vescovi del tempo, i padri della chiesa, si sono sentiti in obbligo di trasformare la descrizione della vita di Gesu' e nel concilio di Nicea del 323 hanno codificato la nuova religione che doveva essere una prosecuzione di quella giudaica, pertanto molte profezie che si trovano nella Bibbia le hanno fatte coincidere con episodi a volte anche estranei della vita di Gesu'.
Il concilio presieduto dallo stesso Costantino ebbe il compito di aggregare sotto un'unica disciplina religiosa le varie correnti che dilaniavano il culto cristiano, pertanto sarebbe molto interessante leggere il vangelo di Tommaso, che molto sinteticamente raccoglie e trascrive le parole di Gesu', un Gesu' illuminato e iniziato, che riesce a dare agli uomini la via per raggiungere il vero che esiste in ognuno di noi.
In nessun passo dei vangeli e' riferito che Gesu' parli di doversi sacrificare per il bene dell'umanità, parla del bene e del male e della via da seguire per essere figli di Dio.

Per altri importanti particolari su questo TEMA

vedi anche:  LUNARIO EBRAICO  +  EQUINOZIO di PRIMAVERA  -  La Festa di PASQUA + La vera storia di Gesu' + l'Albero delle Vite + Rotoli di Qumran e Gesu'


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GESU' NELL'ISLAM (Cenni su) - By N.Nurettin AlJerrahi 1998
Premessa: Ognuno e' quello che ha imparato ad essere, trova normale solo quanto ha assimilato nella propria infanzia, usi, costumi, idee e strano quel che per altri e' normale. L'attaccamento emotivo a questo substrato e' come quello di un mitilo al suo scoglio, ma ci sono altri scogli uniti da un mare che e' di tutti. Ciò e' soprattutto vero quando si parla di forme religiose.

Poiché sotto il profilo rigorosamente storico non esiste certezza documentale sugli episodi attribuiti a Gesu', né altrettanto sulla sua natura , ma solo ipotesi per quanto attendibili, e' la devota accettazione del tramandato di una religione , o comunque e' una convinzione personale a segnare una posizione anziché un'altra (Quando poi un credente si sforza di presentare la sua fede per persuadere altri fa "apologetica",ossia un'arringa a difesa delle proprie convinzioni).
Nel migliore dei casi, dai documenti e tradizioni su Gesu' (come di ogni altra forma religiosa) viene estratta quella saggezza atemporale che di per se' ha valore indipendentemente dallo specifico storico.
Musulmani, cristiani ed ebrei possono apprezzare le loro differenze in questo modo giacche' i punti di unione e di scopo spirituale sono di per se' evidenti:  nel raccoglimento verso il Principio di tutte le cose e nell'operare il bene.

Gesu' nel Cristianesimo
Secondo la credenza cristiana (nelle formulazioni dogmatiche) Gesu' e' il figlio di Dio, seconda persona della Trinità, vero Dio e vero uomo. Dio viene inteso uno e trino. Gesu' come Figlio sarebbe stato sacrificato dal Padre ( da cui il termine agnello di Dio ) per ristabilire una nuova alleanza con l'uomo, alleanza infranta dal peccato originale di Adamo, immaginato come primo uomo (vedi il mito mesopotamico ripreso dalla Bibbia in Genesi). vedi: le prime 7 parole della Genesi ritradotte
In genere viene affermato che Dio (somma bontà) ha amato l'uomo a tal punto che, per riscattare i suoi peccati li ha addossati con sofferenze indicibili a suo Figlio unigenito,  in questo modo, estinto il debito, la grazia sarebbe ridiscesa nel mondo.
Per capire questa concezione bisogna  andar oltre le reazioni di diffidenza  per le contraddizioni implicite del tipo: "sommamente buono ma fa torturare suo figlio per l'appagamento della sua vendetta.
Dio e' Uno ma in tre persone uguali e distinte", "Dio e' l'Assoluto ma e' antropomorficamente un padre ed un figlio " ecc .
Non si dimentichi che queste formulazioni sono state elaborate adottando categorie filosofiche greche su un terreno mitologico pagano (Il cristianesimo si e'  diffuso  nell'impero romano ).
La  tendenza odierna che cerca recuperi originali  parla di Trinità come dialettica dell'Amante, dell'Amato e dell'Amore, risoluzione mistica   tradizionalmente adottata anche da alcune vette del cristianesimo come Teresa d'Avila e S. Giovanni della Croce.
In questo modo si dissolvono le aporie e gli antropomorfismi pagani.

Gesu' nell'Islam
L'Islam considera Gesu' un profeta, quindi uno degli inviati di Dio che ha ribadito le rivelazioni precedenti, e precipuamente dell'Antico Testamento.
Il Corano afferma: Gesu' figlio di Maria ha seguito le loro tracce, per confermare quel che prima di lui era nella Bibbia: Gli abbiamo dato il Vangelo, in cui c'e' guida e luce, come conferma di quel che c'era prima di lui nella Bibbia, e come guida ed esortazione ai timorati (5,46)

Il vangelo che offre un'immagine di Gesu' corrispondente alla concezione islamica e' quello di Barnaba menzionato già dal IV secolo e poi prelevato da un certo fra Marino dalla biblioteca di papa Sisto V sul finire del 1500.
Secondo questo vangelo Gesu' ricevette dall'arcangelo Gabriele il libro della profezia (con questo termine non si intende il predire il futuro ma la conoscenza mediata del divino) esattamente come accadde al profeta dell'Islam. In una glossa araba del testo viene indicata l'equivalenza tra il termine ebraico Maschiah, Ahamed (Mohammed) ed il greco Parakletos :il degno di lode, che e' appunto la traduzione del nome di Maometto. Quindi i musulmani individuarono nell'annuncio di Gesu' sull'avvento del paraclito un riferimento esplicito a Maometto.
Gabriele dunque, secondo il vangelo di Barnaba, e' l'iniziatore o padre spirituale di Gesu' per cui Sohrawardi, l'illuminato teosofo sufi, supponeva che Gesu' nominando il padre celeste indicasse non il divino in se' ma una delle sue qualità attraverso la figura dell'arcangelo. Nella mistica islamica Gabriele e lo Spirito Santo spesso si identificano così chiarendo, da questo punto di vista, le citazioni (testi gnostici, il vangelo degli ebrei, l'epistola di Giacomo) in cui Gesu' chiama Padre o Madre lo Spirito Santo.

Come e' vista nell'Islam quel che per i cristiani cattolici, ortodossi e riformati e' la passione, morte e risurrezione di Gesu'.
...Similmente a certe correnti cristiane ancora presenti nel medio oriente. Alcuni vangeli apocrifi pervenutici e le tradizioni orientali su Gesu' come quella degli ebioniti (da poveri per il loro tipo di vita, pare di ispirazione essenica) ci portano una figura di Gesu' diversa da quella che uscì dominante nei secoli in occidente. Egli e' raffigurato spesso sorridente e perfino scherzoso coi suoi discepoli, non votato al martirio e quindi privo dei contenuti palingenetici che sarebbero diventati l'asse portante della visione dottrinale ufficiale della Chiesa cattolica. Gesu' per essa ha redento il mondo con la sua passione, morte e risurrezione espiando quel peccato originale che l'Antico Testamento riprese dai miti mesopotamici precedenti (tutta la genesi e' un'eco di miti piu' antichi, la storia di Noe' (NdR: è il nome di un patriarca biblico, il più famoso prima di Abramo. Secondo calcoli biblici nacque 1056 anni dopo la Creazione), ripropone, per esempio, pari pari quella di Ghilgamesch).
Gesu' nella versione radicata in medio oriente, e quindi poi nell'Islam, non e' morto crocefisso né e' risorto ma e' asceso al cielo.
Il Corano afferma che: ...avevano detto:"abbiamo veramente ucciso Gesu' figlio di Maria, messaggero di Dio" Ebbene: non l'hanno crocefisso ma e' stato fornito loro qualcosa di Somigliante. Sì quelli che divergono da questo proposito non hanno nessun'altra conoscenza ma si basano su una congettura...(4,146).
Secondo alcuni storici musulmani come M. Ata ur-Rahim ("Gesu' profeta dell'Islam" atanor 1991) ed altri occidentali sarebbe stato Giuda ad essere finito in croce al posto di Gesu'. Comunque sia Gesu' era una figura scomoda per il potere romano  (CLIK )  e per quei pochi ma influenti israeliti, sacerdoti, scribi e farisei ipocriti contro cui spesso inveì il rabbi .

Come sono visti dall'Islam i miracoli di Gesu'.
Gesu' secondo i vangeli ha compiuto miracoli, tra cui la resurrezione di un morto, Lazzaro. Questo potere sulla vita e sulla morte nell'Islam e' dato dalla conoscenza del centesimo nome di Dio, indicibile. Solo i profeti e certuni maestri lo posseggono. Possiamo meglio intenderlo come l'esatta conoscenza di come interferire nelle leggi fenomeniche dell'universo per cui quel che  e' miracolo per le folle ha una sua logica fisionomia. 
Il Corano riferisce il miracolo di Gesu' che diede vita ad un uccello composto con la creta (citato anche da un apocrifo) .
Certo e' che la fame dell'io bambino verso il miracoloso sembra costituire lo zoccolo duro delle religioni nel loro aspetto popolare. Ovunque ed in ogni tempo si parla di miracoli e di risurrezioni, come indicano le storie dei santi cristiani, taoisti ed hindu, spesso intrise di una letteratura leggendaria con motivazioni edificanti o apologetiche.
Masse di pellegrini accorrono verso luoghi di apparizioni, cercano santi affascinati dal solo pensiero di vedere un evento prodigioso (si pensi a Sai Baba in India).
Ma al di là di questo, secondo tutti i testi, Gesu' non dava particolare importanza ai miracoli in se', significativa e' la fede nell'onniscienza e misericordia divina che salva, la contemplazione nel cuore (qalb) del Se' creatore.

Quali differenze nel concetto di messia e di figlio di Dio tra l'Islam, l'Ebraismo, il Cristianesimo e le altre religioni.
Il nome di messia era proprio degli eredi del trono di Israele, il messia veniva ,attraverso la cerimonia dell'unzione, nominato re da cui il nome di cristo ossia unto di Dio. Ad essi spettava pure il titolo di "figlio di Dio", titolo comune nell'antichità dato ai sovrani, si pensi al faraone (figlio del Dio Osiride) o agli stessi imperatori giapponesi.
I quattro vangeli canonici sottolineano in diversi punti la discendenza regale di Gesu' sia attraverso le genealogie sia ricordando che a Gerusalemme nella domenica delle palme la gente lo osannava chiamandolo figlio (nel senso dinastico-regale) di  Davide. Re Davide era l'atavico padre di Gesu', ormai una figura mitica e carismatica per gli ebrei ma che Gesu' (sempre ritenendo attendibili i vangeli canonici) poteva attualizzare.
Quindi la gente si aspettava il messia non in senso spirituale ma storico, e con ogni probabilità quando il rivoluzionario Barabba gli si avvicinò per chiedergli collaborazione sottintendeva di preparare un colpo di stato che estromettesse i Romani dal dominio su Israele e restituisse un vero re dinastico (Gesu') al popolo. Sempre in riferimento ai vangeli canonici, Gesu' davanti al sinedrio ribadisce di essere messia, e quindi figlio di Dio, Cristo.
E sulla croce i romani misero appunto la targa INRI che significa "Gesu' nazareno re dei Giudei".
Ma Gesu' -e qui tutte le fonti concordano- rifiutò ogni potere e regalità terrena (vedi le simboliche tentazioni nel deserto in cui satana e' la figurazione del nafs od anima concupiscente). Egli ribadisce che il  regno a cui ogni uomo e' chiamato e' quello celeste. (fatevi un tesoro nel regno dei cieli...dentro di voi...). 

Nel contesto della cultura ebraica il termine figlio di Dio ha altre connotazioni, esso e' stato applicato anche per designare gli angeli ed i profeti nel senso attribuito a Melkisedeq. Insomma la profetologia ebraica e poi islamica concepisce una rivelazione profetica progressiva in cui la luce divina si manifesta tra gli uomini attraverso i profeti.
Gesu' per la prima Chiesa di Gerusalemme guidata da Giacomo (finita con la diaspora) come emerge dal vangelo di Barnaba e da altri documenti pervenutici tra cui quelli degli ebioniti ,rimaneva fedele a questa impostazione in contrasto a quella di Paolo..."noi non abbiamo conosciuto Cristo attraverso delle visioni (come Paolo) ma lo abbiamo conosciuto direttamente (Homiliae  18,7)".
Per le chiese cristiane di derivazione paolina i termini assumono valenze assolutamente spirituali che cancellano quelle terrene. Gesu' "Figlio di Dio" riveste un valore di ierofania, di rivelazione del divino che trova riscontro col concetto di avatara dell' Induismo dove Dio si manifesta, per esempio con Krischna. Nella Bhagavad Gita (testo sacro hindu) sta scritto: Io mi manifesto infinite volte ma tu (uomo) non identificarmi con una manifestazione particolare.
Nel Cristianesimo paolino sviluppatosi nel mondo pagano tra i gentili, invece Gesu' diventa irripetibile, figlio di Dio unigenito seconda persona della Trinità divina.
Per l'Islam, che evita ogni antropomorfizzazione dell'assoluto, quel che nel cristianesimo e' concepito come persona e' nome divino (sono 99 i nomi dicibili di Dio) tra cui anche Padre (in senso lato: datore di vita, protettore intimo e familiare ma non generante in senso antropomorfico), Spirito vivificante e Luce (che e' l'immagine che dà Giovanni del Verbo nel suo prologo) : veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo...a quanti però l'hanno accolto ha dato il potere di diventare figli di Dio, a quelli che credono nel suo nome i quali non dal sangue né dal volere della carne né da volere di uomo ma da Dio sono stati generati." Questa personificazione di una qualità divina, qui come Verbo, non e' nuova.
Anche nei Proverbi biblici abbiamo un'altra personificazione: la Sapienza: Dall'eternità sono stata costituita...quando egli fissava i cieli io ero là...allora io ero con Lui come architetto ed ero la sua delizia ogni giorno (23-30 ).
La personificazione divina all'interno di un quadro archetipico la ritroviamo, tra l'altro, anche il Gilgamesch ed in Osiride, salvatori celesti che furono uccisi a causa di un tradimento e dopo il terzo giorno risuscitarono dai morti. Anche la figura dell'architetto del tempio di Salomone Hiram, il maestro mitico della Massoneria, segue lo stesso itinerario simbolico seppur in chiave precipuamente misterica. Va detto infine che generalmente un buddhista non ha difficoltà a considerare Gesu' come un Buddha (illuminato) ed un hindu come un Avatara (incarnazione divina) per via della loro propensione nel credere alle verità simboliche, prescindendo da possibili riscontri storici oggettivi, quasi fossero irrilevanti .

In che misura la cultura pagana ha inciso sulla figura di Gesu'.
...Di sicuro c'e' l'aspetto coreografico,esteriore. La chiesa cattolica prenderà in mano i territori dell'impero dopo lo sfascio romano e ne cristianizzerà gli aspetti pagani. Il pantheon di madonne e santi sostituirà quello delle divinità pagane lasciando per altro tutte quelle simbologie che si potevano mantenere, e demonizzando figure come il dio Pan, dal corpo metà umano e metà caprino (com'e' appunto la classica rappresentazione del male in occidente) signore della natura e dell'eros orgiastico.
Anche l'apparato sontuoso del decadente impero romano passerà alla Chiesa Cattolica, appunto "romana", i vescovi come i senatori ed i consoli, ed il capo della chiesa prenderà il termine pontefice che apparteneva all'imperatore; l'amministrazione e la giurisdizione delle terre (diventate diocesi) seguirà una analoga sostituzione.
Sul piano ideologico si e' già detto, i cristiani d'oriente seguirono una concezione di Gesu' come profeta, maestro mistico od in senso gnostico, quelli d'occidente mantennero una visione paolina, (rielaborata poi nelle categorie della filosofia greca) anche se piu' volte discussa e ridiscussa nei concili; nonostante ripensamenti come quello di papa Onorio nel 600 essa si stabilizzò sulle posizioni niceane (Nicea anno 325: sono di questo concilio le formule che costituiscono il credo cattolico.
Dal dibattito sulle diverse posizioni emerse quella che diventò la dottrina ufficiale della Chiesa Cattolica Romana, mentre la concezione orientale rimasta dopo la dispersione della chiesa di Gerusalemme confluì nell'Islam.

Cosa rappresenta Gesu' nella mistica islamica ....Un polo (qutb) di riferimento nella via realizzativa basata sull'amore, una stazione spirituale talvolta identificata con la luce antimaterica. La venerazione che i sufi portano per Gesu' ha fatto sì che alcuni di essi fossero accusati dai musulmani fanatici di essere cristiani quando lo stesso Corano, come già riportato, indica Gesu' come una guida luminosa.
Del resto i profeti, per l'islam sapienziale, sono come anelli che portano il gioiello della luce divina, inviati da Dio nel mondo (mentre i maestri devono la saggezza e la santità dal lavoro di estinzione dell'illusorietà -al fana- nella Essenziale Realtà, di modo che dallo svanire dell'ego emerga quel regno dei cieli o dell'anima divina di cui parlava Gesu').
E Gesu' insegnò la dottrina dell'Unità, dell'essere una cosa sola con la fonte divina, con il Vivente (la vite e i tralci) dove l'uomo ritrova la sua origine oltre le illusioni del fenomenico.
Parallelamente Gesu' insegnava in modo popolare, chiamando padre Dio e se da una parte proclamava l'Unità dall'altra evidenziava che il figlio (l'uomo, lui stesso) ha una conoscenza circoscritta (in quanto a quell'ora solo il Padre celeste sa...) dato il necessariamente limitato della natura creaturale. I sufi hanno visto anche in lui l'uomo universale (insan al kamil) che splende del divino senza per questo ideologizzare sulla sua realtà: infatti non sono mai scesi in sterili discussioni (come loro stile) coi cristiani.

Quando Paolo di Tarso, per molti il vero riformatore teologico del cristianesimo in una veste che potesse attecchire tra i pagani (e per questo inviso da altri apostoli e dai cristiani ebrei), compose (o chi per lui, essendo le lettere non sicuramente tutte sue) l'inno alla carità  (CLIK) lasciò il meglio della sua fede e della sua testimonianza in Gesu' soprattutto nei valori guida su cui possono concordare tutte le persone di buona volontà, anche chi, da una posizione materialistica, si sbarazza di Gesu' individuandolo solo come un'opera di mitizzazione pagana.
Al di là del mito c'e' una testimonianza di amore : la vita che si dona per  immergersi nell'oceano divino. Oltre le differenze di vedute tra le religioni su Gesu' rimane la sostanza della Via indicata, la concretezza dell'operare il bene da mettere come prima istanza se non si vuole diventare sepolcri imbiancati in una forma dottrinale che ha lasciato marcire l'interiorità .

Un'epoca dove le preoccupazioni per i beni materiali e' ossessiva causando la distruzione della natura, l'accumulo e lo sperpero di risorse da una parte e la fame e la miseria dall'altra, dimostra quanto sia lontano dal sentire comune il monito del Vangelo e del Corano di non esasperarsi nella ricerca di beni e sicurezze mondane.
Al-Arabi Ad-Darqawi (? -1823) ben insegnava: "Nulla ci rende tanto vulnerabili psichicamente quanto le preoccupazioni per il nostro sostentamento. Eppure il nostro Signore ha giurato su se stesso: "E' nel cielo il vostro sostentamento; per il Signore del cielo e della terra, questo e' vero come e' vero che avete la parola (LI 22-23)"...ti ricordo questo perché temo che tu cada nella sventura che colpisce la maggior parte degli uomini. Li vedo infatti occupati da molteplici attività sia religiose che mondane, e nulla temono piu' della povertà...Il nostro Signore-sia lode a Lui-ha detto: O mondo, servi coloro che mi servono, e stanca coloro che ti servono"
(Lettere di un Maestro Sufi- Se-1987) - Tratto da Puntosufi.it

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