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GUIDA alla SALUTE NATURALE 

Manuale di MEDICINE ALTERNATIVE BIOLOGICO NATURALI  -  Manual of ALTERNATIVE MEDICINES

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GESU' e' esistito oppure no ?
Continuano le falsificazioni storiche del personaggio....
Giuseppe Flavio
ALFABETO  Gesu' l'Illuminato  +  Gesu' e' morto per noi ?
Gesu' = Budda ? 
Gesu' il Nazareno NON di Nazareth  +  Gesu', la Vera Storia
Gesu' il Serpente 
+  Gesu' NON e' morto di Venerdi di Pasqua
GESU’ NON e' NATO il 25 DICEMBRE  +  Ebraismo e sue origini
 Il Vero Senso (significato) della VITA  +  Conclusioni
vedi anche: http://www.murialdo.it/didaskaleion/did/ita_new/02_reazioni.htm#esistenza
Chi e' Dio ?  Progetto di Vita  +  Fisica dell'Intenzione
Le prime 7 parole della Genesi   +  Definizione di Atomo  +  Cosmologia  +  Cimatica 1  +  Cimatica 2
Lo Spirito crea attraverso il Verbo che si manifesta attraverso il Suono = Linguaggio
FILM interessantissimo da visionare:  http://video.google.it/videoplay?docid=4684006660448941414
INFORMAZIONE, CAMPO UNIVERSALE e SOSTANZA - Campi MORFOGENETICI
 

Cristo fu inventato sulla persona di Giovanni di Gamala. - Martedì, maggio 02/2006
La denuncia contro la Chiesa Cattolica nella persona di un parroco è in esame al Tribunale dei Diritti Umani:
STRASBURGO - "Gesù Cristo non è esistito, ma è stato inventato dalla Chiesa ed è un personaggio di pura fantasia come lo sono i personaggi delle favole." E' quanto afferma Luigi Cascioli lo studioso, ex seminarista, autore del libro-denuncia "La favola di Cristo - Inconfutabile dimostrazione della non esistenza di Gesù". Secondo lo studioso i fatti presentati come veri dalle Sacre Scritture sono in realtà dei falsi. Primi fra questi  quelli inerenti la figura di Gesù detto il Cristo che è stata costruita sulla persona di Giovanni di Gamala, figlio di Giuda il Galileo della Casta  degli Asmonei, sedicenti discendenti della stirpe di Davide.

I fatti:
Don Enrico Righi, parroco-rettore della ex diocesi di Bagnoregio  (Viterbo), scrisse in un giornale che Gesù nacque da Maria e Giuseppe e visse in carne ed ossa. Cascioli, in base a questa dichiarazione, l'11 settembre 2002 sporse querela contro la Chiesa Cattolica, nella persona di don Righi, per abuso della credulità popolare (Art. 661 C.P.) e sostituzione di persona (Art. 494 C.P.). Il 27 gennaio 2006 il Tribunale di Viterbo archiviò il caso benché il prete non portò alcuna prova ammissibile dell'esistenza di  Cristo.
Da marzo 2006 gli avvocati di diritto internazionale Giovanni Di Stefano e Domenico Marinelli dello Studio Legale Internazionale di Roma si occupano del caso Cascioli, dopo essersi occupati di casi importantissimi: Saddam Hussein, Kennedy, Lady Diana, George W. Bush, Roberto Calvi Banco Ambrosiano, Milosevich,Tariq Aziz, Telekom Serbia.
Il 18 marzo 2006  Cascioli ricorre al Tribunale dei Diritti dell'Uomo di Strasburgo: la pratica N. 14910/06 della "non esistenza di Cristo" è ora in fase di esame. "Ripongo molta fiducia nel Tribunale dei Diritti Umani e nel mio avvocato Giovanni Di Stefano affinche' il processo venga finalmente aperto in Italia" commenta Cascioli. "Inutile che la Chiesa, il Vaticano si ostini a tacere; se possiede le prove concrete dell'esistenza storica di Cristo le esibisca all'umanità. Un paio di miliardi di persone che hanno seguito la dottrina indicata dalla Chiesa attendono una risposta. Chiara. Cristo è esistito oppure no ?
Se la Chiesa si ostina a tacere sull'esistenza di Gesù significa solo che non avendo prove concrete essa è ben consapevole e cosciente che Cristo è un personaggio di fantasia e quindi la Chiesa sta imbrogliando l'umanità nella consapevolezza di farlo".
Cosa significa per il cristianesimo dimostrare che Cristo non è esistito? Commenta Cascioli: "Sarebbe la fine della Chiesa. Significa cancellare dogmi fondamentali sui quali si basa il cristianesimo e il cattolicesimo.
Scomparendo la figura di Cristo uomo che sarebbe venuto sulla terra per riscattare il peccato Originale, la dottrina cristiano-cattolica crollerebbe all'istante. Le conseguenze immediate: scomparirebbe il sacramento dell'Eucarestia. Nessun prete potrà più dire: "Questo è il corpo di Cristo", cioè il corpo di un personaggio mai esistito. Oltre che una dichiarazione ridicola e assurda diverrebbe una truffa perseguibile per legge in tutti i paesi, come per chiunque inventasse l'identità di una persona inesistente e la proponesse come vera.
La Chiesa non potrà mai più avvalersi del dogma della Transustanziazione, cioè il vino e il pane che si trasformerebbero nel momento della consacrazione nel "sangue" e nel "corpo di Cristo", cioè nel sangue e nel corpo di un personaggio mai esistito. Diverrebbe impensabile diffondere il dogma della Santa Trinità: Dio-Padre, Dio-Figlio e Dio-Spirito Santo dal momento che il Dio-Figlio risulterebbe essere un personaggio non esistito. E questi sono solo alcuni tra i tanti dogmi e assiomi della fede che andranno in pezzi sciogliendosi come neve al sole". Si tratta di una denuncia contro la Chiesa Cattolica, sottolinea Cascioli: "La Chiesa sostiene un'impostura basata su falsi documenti, quali la Bibbia e i Vangeli". Il romanzo "Il Codice Da Vinci" di Dan Brown e il "Vangelo di Giuda" annunciato con clamore dalla rivista National Geographic che stanno creando guai alla Chiesa, cioè dubbi ai fedeli, sembrano inezie se paragonati al caso Cascioli il quale diverrebbe di planetaria dimensione.
Gli studi di Cascioli con la dimostrazione della "non esistenza di Cristo" distruggono in un solo colpo e in pochi minuti la dottrina cristiano cattolica. Per evitare ciò la Chiesa dovrebbe esibire all'umanità prove storiche dell'esistenza di Cristo, prove inconfutabili, prove ammissibili concrete e non i soliti argomenti di teologia e catechismo.

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Dal settimanale Archeology del 18 giugno 2003: "Il vero dramma del cristianesimo è che, dopo 2000 anni, i cristiani ancora cercano febbrilmente le prove dell'esistenza di Gesù. 
E attenderanno purtroppo ancora poiché la recente scoperta che aveva dato un pallore di speranza al cuore di alcuni si è rivelata purtroppo un'impostura supplementare  che s'iscriverà nella lunga lista delle menzogne e contraffazioni praticate dalla Chiesa.

 In ottobre 2002, André Lamare , direttore alla scuola di Alti Studi, aveva annunciato come avvenimento sensazionale la scoperta di un'iscrizione su un ossario di Gerusalemme. 
Il contenitore d'ossa portava, apparentemente, una prova dell'esistenza di Gesù Cristo per via di una menzione, in aramaico, di "Giacomo, figlio di Giuseppe, fratello di Cristo". 
L'ossario avrebbe dunque contenuto i resti del fratello di Gesù. Se questa notizia ha trasportato al settimo cielo alcuni credenti, altri, facenti parte della gerarchia cattolica, l'accettavano piuttosto male poiché l'esistenza di un fratello di Gesù distruggeva l'idiota dogma della verginità della Madonna.
La soluzione è venuta il 18 giugno 2003 da un'analisi effettuata dal dipartimento della Antichità Israelite: l'urna è autentica ma le iscrizioni sono recenti, esse sono state apportate con lo scopo di dare un senso religioso all'oggetto. 
Si tratta quindi di una falsificazione e il proprietario dell'ossario, certo Odan Golan, è sospettato di esserne lui stesso l'artefice. 
Bisogna rimarcare che questa contraffazione ha fortemente svalorizzato il valore dell'oggetto archeologico
".

  E ancora dal  giornale Liberazione del 23 ottobre 2003: " Il 21 giugno 2003 è stato arrestato dalla polizia israelita Odad Golan accusato di essere il responsabile della falsificazione operata sull'ossario. Degli strumenti utilizzati per eseguire questo arresto sono stati trovati presso il suo domicilio insieme ad altre falsificazioni in fase di realizzazione. 
Il valore dell'ossario è così passato da più di unmilione di dollari praticamente a nulla. 
Odad Golan, in seguito al processo, è stato condannato a sei mesi di reclusione e a un risarcimento verso lo Stato d'Israele di unmilione di dollari".
E ancora dal settimanale "Time" del 30 giugno, pag. 14: "La più antica e unica prova della vita di Gesù che poteva venire da un contenitore funerario  di pietra che si riteneva custodire frammenti ossei di Giacomo, fratello di Gesù, è stato dichiarato un falso dall'Autorità Israeliana  delle Anvichità. Il gruppo di esperti ha trovato incongruenze nella patina e nel linguaggio dell'iscrizione sulla tomba, "Giacomo, il fratello di Gesù" che l'autore colloca in tempi moderni".
Fino a quando dovremo assistere alle tante e tante falsita' della cristianita' ?
vedi: False traduzioni della Bibbia

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Il Cristo Eterno.
Gesù o il dio sole? di autori vari - Maggio 2006

La vita di Gesù narrata nei Vangeli coincide con gli antichi miti, un fatto che ha dato adito a un dibattito ancora aperto, tanto nel seno della cultura cristiana che di quella profana.
Qual è il significato della ripetizione di questa storia sacra ?
Perché sorge in modo spontaneo in tutte le civiltà del mondo ?

Il Cristianesimo sostiene che, con Gesù, Dio stesso irruppe nella storia umana. Nel quadro culturale della sua epoca, sia la nascita da una madre vergine in seguito a una procreazione miracolosa sia la resurrezione il terzo giorno successivo alla sua morte sulla croce equivalevano ad attribuirgli i segni distintivi della divinità.
Nelle civiltà del Mediterraneo orientale del I sec. d.C. questi prodigi supremi erano segni propri dei numi pagani agrari e solari. Il mito di base, che si esprime in forme diverse per ogni cultura, consiste nel dramma del giovane dio che muore nel pieno della sua vita per rigenerare la natura con il suo sangue, ma rinasce con il grano nuovo della primavera per trasformarsi nel "Signore dei vivi e dei morti" e nel "Salvatore dell'Umanità".
In Egitto questo dio è
Osiride, in Persia è Mitra, in Asia Minore è Attis, in Grecia è Dioniso. Non si tratta solamente di un mito fondamentale del Mediterraneo, ma riveste un carattere universale. Per questo stesso motivo non può essere spiegato in maniera semplicistica come il risultato delle successive rielaborazioni di un modello originale, visto che lo troviamo anche in culture molto lontane tra loro, che non ebbero alcun contatto e che lo reinventarono autonomamente. Tra i nativi prenobscott degli Stati Uniti, ad esempio, è la Dea Madre che, commossa dalla fame dei suoi figli, si autosacrifica seminando le sue membra nella terra per tornare col raccolto di mais e di tabacco. Tra i celti esistevano riti che prevedevano il trascinamento della donna per i campi come rappresentazione del sacrificio della dea del raccolto, simbolismo di per se stesso centrale nel mito di Ci-bele e in quello di Demetra e Persefone, ma che non manca neanche nella religiosità orientale, in cui, come osservò il grande mitologo Joseph Campbell, il mito della creazione ricorre all'autosmembramento del dio.
Questo prestigioso specialista crede, inoltre, che in Occidente predomini il sacrificio, mentre in Oriente si preferisca l'autosacrificio. Tuttavia con Cristo siamo davanti a un modello che combina entrambe le varianti: Gesù non solo si assume volontariamente il supplizio della croce, ma, dato che lui è «l'agnello scannato sin dalla fondazione del mondo» secondo il Libro dell'Apocalisse di San Giovanni, la sua crocifissione è stata decisa da sempre ed equivale a un autosacrificio di Dio. La Chiesa greco-ortodossa accoglie questa idea nella dottrina della kenosis, che concepisce la Creazione come uno svuotamento o rinuncia di Dio a se stesso.

La "sacra" commissione

Nel IV sec. d.C, quando si posero le basi del Cattolicesimo a Nicea, i primi cristiani di Roma avevano familiarità con tutti questi miti e convivevano mescolandosi con i seguaci dei vari culti solari analoghi al loro, come quello di Mitra (sorto verso il II sec. a.C), che similmente nacque da una vergine in una grotta, venne adorato dai pastori e fu assassinato dai suoi nemici che gli trapassarono il costato con una lancia, resuscitando al terzo giorno.
Di fatto, il trasferimento della festa della Natività di Gesù al 25 dicembre fu operato per far coincidere in essa i tre grandi culti monoteisti stabilitisi a Roma e dedicati a Cristo, Mitra e al Sol Invictus.
La mitologia comparata ha dimostrato sino a che punto vennero reinventati i dettagli del modello di base.
La Maddalena, come la Iside egizia, vaga in cerca del dio morto finché non lo trova; Iside resuscita Osiride, e Cristo risorto appare alla Maddalena dandole la novella del miracolo supremo. Di fatto esiste una speculare simmetria, un incredibile parallelismo che riguarda persino i dettagli apparentemente più triviali dei differenti miti.
La prima "Sacra Famiglia" fu egizia: Osiride, Iside e Horus. Lo furono anche la prima "Immacolata Concezione" (in una variante del mito di Osiride, Horus viene messo al mondo senza ricorrere alla sessualità, e in un'altra leggenda, raccolta da Plutarco, si autogenera a Edfu), la prima "Eucarestia" (la comunione osiridea con pane e vino), il primo "Dio Supremo Uno e Trino" e persino la prima "Comunione dei fedeli" nel corpo del dio, compreso il tema della "fusione mistica". Osiride fu il primo figlio a fondersi in un unico essere con il Dio Padre (Ra) e il primo Salvatore degli uomini. Ma la quantità di numi agrari e solari che seguono lo stesso modello è considerevole: Adone (Siria), Bacco (Italia), Prometeo (Grecia), Orfeo-Zagreo nei culti misterici e così via.

Il «Cristo eterno" di Sant'Agostino

Tutti i grandi padri della Chiesa primitiva, la cui opera è conosciuta come patristica, conoscevano questi miti.
A tale proposito, nei primi secoli della nostra era, si formarono due correnti opposte. Una, che si rifaceva a una tradizione rappresentata da San Giustino martire, sosteneva che questi miti erano parodie diaboliche ordite per proiettare dubbi sul Cristo e burlarsi del suo sacrificio. L'altra, che può contare su rappresentanti prestigiosi come
Sant'Agostino, credeva si trattasse di prefigurazioni profetiche ispirate da Dio per rivelare agli uomini il carattere universale e la legittimità divina della missione di Cristo. Visto che l'irruzione di Dio nella storia, assumendo un destino terreno, era il fulcro del piano del Creatore, non c'era niente di più logico e naturale che imprimere quest'immagine nella profondità dello spirito umano, facendo in modo che si esprimesse diverse volte nei sogni, nei miti e nelle trance mistiche. Secondo Sant'Agostino la vera religione era sempre esistita «dall'inizio della razza umana, sino a che Cristo venne in un corpo, quando cominciò a chiamarsi cristiana, già esisteva».
Da questa sua prospettiva, comune ad altri celebri pensatori della patristica, Osiride, come il Prometeo greco, era una profezia ispirata da Dio. E' curioso osservare come questa polemica continua a persistere ancora oggi in seno al Cattolicesimo. Recentemente la Congregazione per la Dottrina della Fede, diretta dal cardinale Ratzinger, ha castigato con il regime del silenzio il sacerdote e teologo gesuita Jacques Dupuis per aver sostenuto idee in questa linea, nel suo libro Verso una teologia del pluralismo religioso, mentre il cardinale emerito di Vienna, Franz Kòning, e altri 75 teologi cattolici si affrettavano a firmare una lettera di appoggio a Dupuis.
Il problema è vecchio e obbligò, a suo tempo, Sant'Agostino a ritrattare la dottrina del "Cristo eterno".
La chiave per comprendere il motivo di questa resistenza della gerarchia cattolica ad accettare tale tesi è semplice: facendolo si rinuncia al concetto secondo il quale «non c'è salvezza al di fuori della Chiesa» e, allo stesso tempo, si riconosce che esistono altre vie, anch'esse legittimate dalla rivelazione, per accedere alla verità di Dio.
Oltre a questa polemica interna, gli antecedenti mitici di Gesù provocano un altro dibattito, questa volta con il materialismo. Da una prospettiva profana e razionalista, gli antecedenti agrari e solari di Gesù vengono percepiti come prova del fatto che i
Vangeli non narrano una storia reale, ma un mito che avrebbe usurpato l'esistenza storica di un maestro di saggezza: un profeta o un messia giudaico. Di questo essere storico casualmente si tramandò che venne condannato e giustiziato, a cui vennero in seguito aggiunti gli elementi leggendari adottati dalle divinità di altre culture. Il problema di questa teoria è che esistono prove documentali precise del fatto che le coincidenze tra il mito di base già menzionato e la vita di Gesù non vennero aggiunte all'interno di un processo storico che culminò nel IV sec. d.C. a Nicea - quando vennero selezionati i quattro Vangeli canonici scartando tutto il resto - dato che le stesse fonti giudaiche (Talmud) avallano l'ipotesi che già fossero presenti in ciò che predicavano i suoi seguaci iniziali dopo la sua morte, compresa la Resurrezione.
Affinché l'argomento avesse realmente un peso, la credenza in essa o nel suo carattere di "Figlio di Dio" avrebbe dovuto essere posteriore, come risultato dell'evoluzione culturale e delle modificazioni indotte nella storia originale dalla crescente contaminazione di elementi mitologici estranei, adottati da altre culture.
Ma è palese che i cristiani affermarono la vicenda della Resurrezione immediatamente a Gerusalemme e non quattro secoli dopo essersi mescolati a Roma con i fedeli di Mitra.

La psicologia profonda

E' possibile che il grande psicanalista Carl Gustav Jung - che non è sospettato di aver favorito il Cristianesimo - abbia apportato una soluzione in grado di evitare il falso dilemma di questa polemica.
Per Jung, infatti, esiste un Cristo pre-cristiano e pagano nella stessa misura in cui «Cristo non è tanto un fatto storico quanto un fatto psicologico che tende ad accadere di per sé stesso». Vale a dire, l'universalità del mito si deve al fatto che si tratta di un
archetipo della psiche profonda, impresso nell'inconscio collettivo e, pertanto, sorge spontaneamente di quando in quando nel simbolismo dei sogni, degli stati visionari, delle trance mistiche, dei miti, delle leggende e della poesia. Da questo punto di vista, avremmo un Cristo eterno che si rivelerebbe a tutti gli uomini di tutte le culture grazie alla sua stessa condizione archetipica. La sua sede sarebbe l'inconscio collettivo, del quale anche Jung arrivò a domandarsi se non era per caso lo stesso che, dalla loro esperienza mistica, altri chiamavano "Dio". Ciò non esclude che Gesù di Nazareth incarnasse storicamente l'archetipo, data la sua tendenza a emergere e a esprimersi. E ancora, è naturale che questo accada di tanto in tanto.
La tradizione mistica cristiana definisce questo fatto con il concetto di "Imitazione di Cristo" (naturalmente non letterale, ma originale e con mezzi propri), la cui base evangelica va cercata in tutte quelle misteriose apparizioni di Cristo ai suoi discepoli, dopo la morte, sotto altre spoglie in modo da renderlo uno sconosciuto per costoro e che si associano alla sua promessa di essere presente sino alla "fine dei tempi". In questo senso, tutti i martiri cristiani si ergono in una Imitatio Christi.
Tuttavia, la questione se tale incarnazione si produsse in una circostanza storica precisa, come culmine della promessa messianica universale implicita in questo mito archetipico, è argomento che si situa a un livello differente: l'ambito della fede. Questa sostiene che c'è stata un'incarnazione unica, perfetta dell'archetipo, attraverso la quale Dio in persona assunse effettivamente, nell'esistenza di Gesù, ciò che sino ad allora aveva unicamente rivelato come prefigurazione profetica: un viso e un destino umani e reali. Credere che fu davvero così è ciò che distingue e definisce l'esperienza del sacro per i cristiani. Non si tratta di una deduzione, ma del vissuto profondo: un'evidenza spirituale che racchiude tutta la vita psichica dell'individuo.

La Mitologia comparata

Nella loro opera The Jesus Mysteries (inedito in Italia, N.d.T.), Timothy Freke e Peter Gandy studiano dettagliatamente le incredibili coincidenze tra il mito di base degli dèi sacrificati, che identificano genericamente con il nome di Osiride-Dioniso, e la vita di Cristo. Quelli che seguono sono solamente alcuni dei parallelismi più importanti. Tutti questi dèi vengono percepiti con il seguente profilo:

·         Sono il "Salvatore degli uomini", Dio fatto uomo e Figlio fuso in uno con il Padre.

·         Sono nati da una madre vergine in una caverna o grotta, il 25 dicembre o il 6 gennaio, festività caratteristiche di tutti i culti solari. (vedi su Riflessioni.it: Le radici pagane del Natale di Elena Savino – Il natale e le sue tradizioni e Gesù di Ermando Danese).

·         La loro nascita è stata annunciata da una stella.

·         Hanno ricevuto la visita di alcuni maghi che resero loro onore con gli stessi doni simbolici: oro, incenso e mirra.

·         Sono stati battezzati, un rito iniziatico comune a tutti i culti misterici del I millennio d.C.

·         Offrivano ai loro seguaci una seconda nascita attraverso il rito del battesimo.

·         Hanno realizzato il prodigio di convertire l'acqua in vino.

·         Coincisero nella realizzazione di miracoli simili: la cura degli infermi, l'aiuto ai pescatori per una pesca miracolosa e l'atto di calmare le acque durante una tempesta.

·         Sono stati accusati di tenere una condotta licenziosa.

·         Hanno avuto un gruppo scelto di 12 seguaci o discepoli associati simbolicamente ai segni zodiacali.

·         Sul dorso di un asino sono entrati trionfalmente in una città e dalla folla sono ne stati acclamati re.

·         Sono stati equiparati simbolicamente al pane e al vino, convertiti in segni della loro carne e del loro sangue.

·         Sono morti assassinati o sacrificati, sono stati avvolti in un telo, sono stati unti e sono resuscitati dopo tre giorni.

·         I loro seguaci hanno fatto visita al sepolcro trovandolo vuoto.

·         La loro morte e la loro resurrezione vengono celebrate con un agape rituale, che simboleggia la volontà di fusione del credente con i loro corpi mistici.

·         I loro sacrifici portano la redenzione.

·         I loro seguaci sperano che ritornino per giudicare gli uomini alla "fine dei tempi" e fondare un'Età dell'Oro.

Di Luis G. La Cruz

Tratto da: I Misteri di Hera, monografie, Gesù, L'uomo, L'iniziato, Il Dio - Autori Vari, Ed. Hera periodici, Agosto 2004

Gesù o il dio sole ?

[…] Il 25 dicembre è associato al giorno di nascita o di festeggiamento di personaggi divini risalenti anche a secoli prima di Cristo. Per citarne alcuni:

Il dio Horus egiziano
I mosaici e gli affreschi raffiguranti immagini di Horus in braccio a Iside ricordano l’iconografia cristiana della Madonna col bambino, tanto da indurci a credere che in epoca cristiana, per ovvi motivi, alcune rappresentazioni di Iside e Horus, spesso raffigurato come un bambino con la corona solare sul capo, furono probabilmente “riciclate”.

Il dio Mitra indo-persiano
Quello di Mitra fu il culto più concorrenziale al cristianesimo e col quale il cristianesimo si fuse sincreticamente. A proposito, anche Mitra era stato partorito da una vergine, aveva dodici discepoli e veniva soprannominato “il Salvatore”.

Gli dei babilonesi Tammuz e Shamas
Nel giorno corrispondente al 25 dicembre odierno, nel 3000 a.C. circa, veniva festeggiato il dio Sole babilonese Shamash. Il dio solare veniva chiamato Utu in sumerico e Shamash in accadico. Era il dio del Sole, della giustizia e della predizione, in quanto il sole vede tutto: passato, presente e futuro.
In Babilonia successivamente comparve il culto della dea Ishtar e di suo figlio Tammuz, che veniva considerato l’incarnazione del Sole. Allo stesso modo di Iside, anche Ishtar veniva rappresentata con il suo bambino tra le braccia. Attorno alla testa di Tammuz si rappresentava un’aureola di 12 stelle che simboleggiavano i dodici segni zodiacali.  È interessante aggiungere che anche in questo culto il dio Tammuz muore per risorgere dopo tre giorni.


Dioniso
Nei giorni del solstizio d’inverno, si svolgeva in onore di Dioniso una festa rituale chiamata Lenaea, “la festa delle donne selvagge”. Veniva celebrato il dio che “rinasceva” bambino dopo essere stato fatto a pezzi.

Bacab
Era il dio Sole nello Yucatan; si credeva che fosse stato messo al mondo dalla vergine Chiribirias.

Il dio Sole inca Wiracocha
Il dio sole inca veniva celebrato nella festa del solstizio d’inverno Inti Raymi (festeggiata il 24 giugno perché nell’emisfero sud, essendo le stagioni rovesciate, il solstizio d’inverno cade appunto in giugno).
Tratto da:
Le radici pagane del Natale
di Elena Savino – 2004 - Jubal editore -  
www.riflessioni.it/testi/radici_natale.htm

[…] Tutte queste narrazioni sono basate sul moto del sole attraverso il cielo, e quindi su uno sviluppo di idee astrologiche/teologiche, avvenute in ogni parte del mondo. In altre parole, Gesù Cristo e tutti gli altri miti di analoga struttura, sono soltanto personificazioni dell'entità solare. Per esempio, molti degli uomini-dio crocifissi, in ogni parte del mondo, hanno in comune la data di nascita fissata al 25 Dicembre. Questo e' dovuto al fatto che i nostri antenati avevano notato (da una prospettiva geocentrica) che il sole si abbassa, annualmente, verso il sud sino alle date del 21/22 Dicembre, solstizio d'inverno, dove sembra stia fermo per circa tre giorni, per poi riprendere nuovamente il suo movimento ascendente. Durante questo periodo gli antenati credevano che il sole morisse per tre giorni per poi risuscitare il 25 Dicembre.
Gli antichi erano ben consci della necessità vitale che il sole sorgesse regolarmente ogni giorno, che interrompesse la sua caduta stagionale e che riprendesse il suo movimento ascensionale. Fu così che culture, fra di loro differenti e distanti, celebrassero la rinascita del dio sole il 25 Dicembre. Qui di seguito elenchiamo alcune caratteristiche del dio sole:

·  Il sole muore per tre giorni a partire dal 22 Dicembre, solstizio d'inverno, quando arresta il suo movimento discendente, per poi ritornare a nascere, o risuscitare, il 25 Dicembre, riprendendo il suo movimento ascendente.

·  In alcune zone della terra, il calendario, in origine, iniziava nella costellazione della vergine ed il sole risulterebbe quindi partorito da una vergine.

·  Il sole e' la Luce del Mondo.

·  Il sole cammina sopra le nubi e tutti lo possono vedere.

·  Il sole che si alza al mattino e' il salvatore del genere umano.

·  Il sole porta una corona, corona di spine, o aureola.

·  Il sole cammina sulle acque.

·  I seguaci del sole, apostoli o discepoli sono i 12 mesi dell'anno, i 12 segni dello zodiaco, delle costellazioni, attraverso i quali il sole stesso dovrà passare.

·  Il sole, a mezzogiorno, si trova nella casa, o meglio nel tempio dell'altissimo; così egli inizia il lavoro del padre suo al dodicesimo tempo.

·  Il sole entra in ciascun segno dello zodiaco ogni 30 gradi sull'orizzonte; quindi il sole di dio inizia il suo ministero al trentesimo anno.

·  Il sole e' appeso ad una croce (crocifisso) il che simboleggia il suo passaggio attraverso gli equinozi e, cadendo a Pasqua l'equinozio primaverile, a quel tempo risorge.

Tratto da:
Suns of God: Krishna, Buddha and Christ Unveiled.
di D. Murdock ('Acharya S'), 2004


Cristo Sole” mosaico presente sulla volta del Mausoleo dei Giulii (fine II sec. Inizio III) nella necropoli vaticana. Cristo è rappresentato sul carro trainato da cavalli bianchi come si usava rappresentare il Sole che sorgeva ad illuminare il mondo.

Elenco di Studiosi che da oltre 200 anni hanno messo in discussione la storia di Gesù.

·         Hermann Samuel Reimarus (1694-1768). 1778, Sulla intenzione di Gesù ed il suo insegnamento. In numerosi scritti, di pubblicazione postuma, il pensatore dell’epoca dei lumi e professore di lingue orientali al Ginnasio di Amburgo, respingeva il concetto della “religione rivelata” a favore del deismo naturalistico. Reimarus accusava gli autore del vangelo di frode consapevole e di innumerevoli contraddizioni.

·         Francois Marie Arouet (Voltaire) (1694-1778). Fu il maggiore esponente dell’Epoca dei lumi: nonostante l’istruzione presso un collegio di gesuiti, affermava che "il cristianesimo è la religione più ridicola, più assurda e più sanguinaria che abbia mai afflitto il mondo... Il vero Dio non può essere nato da una ragazza, morto sulla croce, e nemmeno mangiato in un pezzo di pane". Fu incarcerato ed esiliato, mentre le sue opere furono vietate e bruciate. La grande popolarità nella Francia rivoluzionaria ha assicurato a Voltaire un posto tra i grandi nel Pantheon di Parigi. Alcuni estremisti religiosi trafugarono i suoi resti per gettarli tra i rifiuti.

·         Charles François Dupuis, 1794, Origine de tous les Cultes ou La Religion universelle. Nell’opera interpreta il Cristianesimo (e tutte le religioni) su basi astronomiche e mitologiche. “E’ più facile diffondere una grande menzogna che non una grande verità, poiché è più facile credere che non ragionare, e perché la gente preferisce alla semplicità della storia le meraviglie dei racconti”. Dupuis volle distruggere una parte delle sue opere a causa della violenta reazione che avevano provocato.

·         Count Volney, 1787, Les Ruines; ou, Méditation sur les révolutions des empires. Lo studioso francese vedeva nell’antico Egitto gli elementi precursori del Cristianesimo.

·         Edward Evanson, 1792, The Dissonance of the Four Generally Received Evangelists and the Evidence of their Respective Authenticity. Il razionalista inglese mise in discussione il dogma secondo cui gli apostoli fossero autori dei vangeli, segnalando inoltre come aprocrife diverse epistole paoline.

·         Thomas Paine, 1795, The Age of Reason. Il pubblicista che lanciò il primo richiamo all’indipendenza americana (Common Sense, 1776; Rights of Man, 1791). Paine, come molti rivoluzionari contemporanei, si professava deista, e denunciava con toni accesi le atrocità e le contraddizioni della Bibbia.

·         Robert Taylor, 1828, Syntagma Of The Evidences Of The Christian Religion; 1829, Diegesis. Taylor era stato incarcerato per le sue affermazioni sulle origini mitiche del Cristianesimo. "Per i primi cristiani le parole non erano altro che una personificazione del principio della ragione, della bontà, o di quel principio, qualunque cosa fosse, più atta a condurre l’uomo sul percorso della vita”.

·         Godfrey Higgins, 1836, Anacalypsis An Attempt to Draw Aside the Veil of the Saitic Isis; or an Inquiry into the Origin of Languages, Nations and Religions. Scrittore inglese, pioniere dell’archeologia e massone.

·         Bruno Bauer, 1841, Criticism of the Gospel History of the Synoptics. 1877, Christus und die Caesaren. Der Hervorgang des Christentums aus dem romischen Griechentum. Iconoclasta di primo livello, il Bauer contestava l’autenticità di tutte le epistole paoline (nelle quali intravedeva l’influenza dello stoicismo) e studiava il ruolo di Filone Alessandrino nel primo Cristianesimo. Bauer respinse l’idea del Gesù storico. "Tutto ciò che si conosce di Gesù appartiene al mondo dell’immaginazione". Di conseguenza, nel 1842 Bauer veniva contestato e poi rimosso dall’incarico di professore di teologia del Nuovo Testamento a Tübingen.

·         Ralph Waldo Emerson, 1841, Essays. Secondo il poeta, già pastore unitariano, Gesù era un “vero profeta” mentre il Cristianesimo organizzato sarebbe stato una "monarchia orientale". "Le nostre scuole di religione, chiese e società di beneficenza sono fardelli sulle nostre spalle”.

·         Mitchell Logan, 1842, Christian Mythology Unveiled. “Per quanto infondato e assurdo, l’opinione corrente rimane la regina delle nazioni”.

·         Ferdinand Christian Baur, 1845, Paulus, der Apostel Jesu Christi. Lo studioso tedesco segnalava come non autentiche le epistole pastorali, ritenendo genuine solo le quattro principali epistole paoline. Era il fondatore della “Scuola di "Tübingen”.

·         David Friedrich Strauss, 1860, The Life of Jesus Critically Examined. Pastore luterano e studioso, la critica come mito dei miracoli evangelici e la riduzione di Gesù a semplice uomo gli valsero la fine della carriera ecclesiastica.

·         Ernest Renan, 1863, Das Leben Jesu. Preparato per il sacerdozio cattolico, Renan scrisse una biografia romanzata di Gesù in base alla critica tedesca, che gli valse la fine della carriera ecclesiastica.

·         Robert Ingersoll, 1872, The Gods. Il noto conferenziere dell’Illinois era un duro critico della religione cristiana. “Mi è sempre sembrato che un essere venuto da un altro mondo con un messaggio di importanza infinita per l’umanità avrebbe dovuto perlomeno sottoscrivere egli stesso quel messaggio. Non è straordinario che non esista nemmeno una parola scritta da Cristo?"

·         Kersey Graves, 1875, The World's Sixteen Crucified Saviours. Lo scrittore, un quacchero della Pennsylvania, svelò il cuore pagano dei falsari cristiani, pur spesso senza citare le sue fonti.

·         Allard Pierson, 1879, De Bergrede en andere synoptische Fragmenten. L’autore, teologo e storico dell’arte e della letteratura, identificava nelle “beatitudini” una raccolta di saggezza ebraica. La pubblicazione del Bergrede segnava l’inizio della critica radicale olandese. Egli dubitava dell’autenticità di tutte le epistole paoline e della stessa esistenza storica di Gesù.

·         Bronson C. Keeler, 1881, A Short History of the Bible. Un trattato classico sulle frodi del Cristianesimo.

·         Abraham Dirk Loman, 1882, "Quaestiones Paulinae," in Theologisch Tijdschrift. Questo professore di teologia di Amsterdam affermava che tutte le epistole risalgono al 2° secolo, presentando il Cristianesimo come fusione tra pensiero ebraico e quello romano-ellenico. Quando venne afflitto dalla cecità, Loman affermava che tale condizione lo aveva illuminato sulla storia oscura della chiesa!

·         Thomas William Doane, 1882, Bible Myths and their Parallels in Other Religions. Altra opera sulle basi pagane dei miti e dei miracoli della Bibbia.

·         Samuel Adrianus Naber, 1886, Verisimilia. Laceram conditionem Novi Testamenti exemplis illustrarunt et ab origine repetierunt. Uno studioso di letteratura classica che intravedeva nelle scritture cristiane i miti greci.

·         Gerald Massey, 1886, Historical Jesus and Mythical Christ. 1907, Ancient Egypt-The Light of the World. Un altra opera classica sul Cristianesimo.

·         Edwin Johnson, 1887, Antiqua mater. A Study of Christian Origins. Secondo il teologo radicale inglese i primi cristiani erano crestiani, seguaci di Chrestus che si era appropriato del mito di Dionysos Eleutherios ("Dioniso l’emancipatore"), per creare un dio-uomo che si era autosacrificato. Affermava anche che i dodici apostoli non eran che una invenzione.

·         Rudolf Steck, 1888, Der Galaterbrief nach seiner Echtheit untersucht nebst kritischen Bemerkungen zu den Paulinischen Hauptbriefen. Secondo lo studioso radicale svizzero tutte le epistole paoline erano contraffazioni.

·         Franz Hartman, 1889, The Life of Johoshua: The Prophet di Nazareth.

·         Willem Christiaan van Manen, 1896, Paulus. Professore di Leiden e il più rinomato dei radicali olandesi, questo pastore contestava la risurrezione fisica di Gesù Cristo. Dopo anni di incertezze, van Manen concludeva che nessuna delle epistole paoline era genuina mentre gli Atti derivavano dalle opere di Giuseppe Flavio.

·         Joseph McCabe, 1897, Why I Left the Church. 1907, The Bible in Europe: an Inquiry into the Contribution of the Christian Religion to Civilization. 1914, The Sources of the Morality of the Gospels. Era un ex frate francescano passato all’ateismo militante. In numerose opere, McCabe criticava molti aspetti della leggenda di Cristo – "Non esiste nei vangeli una "figura di Gesù". Esistono decine di figure”. Tuttavia, ammetteva la possibile esistenza di un fondatore storico.

·         Albert Schweitzer. 1901, The Mystery of the Kingdom of God. 1906, The Quest of the Historical Jesus. Il noto teologo e missionario tedesco (35 anni nel Camerun) respingeva l’ideale liberale di un Gesù umanitario, condividendo allo stesso tempo le conclusioni dei radicali olandesi. Egli concludeva con pessimismo che il supereroe era stato un fanatico di tipo apocalittico, e che Gesù era morto da uomo deluso. Si ricorda la sua affermazione secondo cui coloro i quali sono alla ricerca del Gesù storico hanno trovato solo loro stessi allo specchio.

·         Wilhelm Wrede, 1901, The Messianic Secret. Wrede dimostrava come, nel vangelo di Marco, un falso storico era stato creato dal primo Cristianesimo.

·         Thomas Whittaker, 1904, The Origins of Christianity. Affermava che Gesù era un mito.

·         William Benjamin Smith, 1906, Der vorchristliche Jesus. 1911, Die urchristliche Lehre des reingöttlichen Jesus. Individua nell’isola di Cipro le origini di un culto pre-cristiano di Gesù.

·         Albert Kalthoff, 1907, The Rise of Christianity. Un altro studioso radicale tedesco che vedeva nel Cristianesimo una psicosi. Cristo era in fondo il principio trascendentale della comunità cristiana, dalle tendenze apocalittiche, alla ricerca di riforme.

·         Gerardus Bolland, 1907, De Evangelische Jozua. Il filosofo di Leiden individuava le origini del Cristianesimo nello gnosticismo ebraico di epoca antecedente. Il protagonista del Nuovo Testamento sarebbe il “figlio di Nun”, citato nel Vecchio Testamento, poi chiamato Gesù da Mosè. La vergine non è altro che il simbolo del popolo di Israele. I "Netzerim" portarono poi il loro vangelo in Palestina.

Nel 1907 Pio X condannava i Modernisti che “operavano in seno alla Chiesa", e introdusse il giuramento antimodernista nel 1910.

·         Prosper Alfaric (1886-1955) Questo docente francese di teologia, scosso dall’atteggiamento di Pio X, rinunciò alla fede: nel 1909 lasciò la Chiesa per dedicarsi al razionalismo.

·         Mangasar Magurditch Mangasarian, 1909, The Truth About Jesus ? Is He a Myth? ? L’ex pastore presbiteriano svelò l’inganno.

·         Karl Kautsky, 1909, The Foundations of Christianity. Un socialista che interpretava il Cristianesimo in termini della lotta di classe.

·         Arthur Drews, 1910, Die Christusmythe (The Christ Myth). 1910, Die Petruslegende (The Legend of St Peter). 1924, Die Entstehung des Christentums aus dem Gnostizismus (Le origini gnostiche del Cristianesimo). Il noto filosofo fu il principale esponente tedesco della teoria di Cristo come mito. Nei vangeli si era storicizzato un Gesù di stampo mistico tratto dalla tradizione profetica e dalla letteratura ebraica. La Passione si ritrovava nelle speculazioni platoniche.

·         John E. Remsburg, 1909, The Christ: A critical review and analysis of the evidences of His existence. Analizza le contraddizioni dei vangeli: mentre Gesù probabilmente non era esistito, era invece diventato l’eroe sovrannaturale del dogma cristiano.

·         John Robertson, 1910, Christianity and Mythology. 1911, Pagan Christs. Studies in Comparative Hierology. 1917, The Jesus Problem. Robertson fece presente la natura universale di molti elementi della storia di Gesù in relazione ai rituali precristiani di crocifissione nel mondo antico. Individuava in Gesù/Giosué una antica divinità che aveva la forma di un agnello.

·         Alexander Hislop, 1916, The Two Babylons. Esauriente saggio sui rituali pagani e altre usanze del Cattolicesimo.

·         Gustaaf Adolf van den Bergh van Eysinga, 1912, Radical Views about the New Testament. 1918, Voorchristelijk Christendom. De vorbereiding van het Evangelie in de Hellenistische wereld. Il teologo fu l’ultimo dei radicali olandesi a ricoprire una cattedra universitaria.

·         Edward Carpenter, 1920, Pagan and Christian Creeds. Uno studio sulle origini pagane del Cristianesimo.

·         Rudolf Bultmann, 1921, The History of the Synoptic Tradition. 1941, Neues Testament und Mythologie. Questo professore luterano di teologia all’Università di Marburg aderiva alla 'critica formale” contribuendo alla demitizzazione dei vangeli. Vedeva nelle storie di Gesù una teologia presentata nel linguaggio del mito. Bultmann osservava come il Nuovo Testamento non fosse la storia di Gesù ma piuttosto una testimonianza sulle credenze dei primi cristiani. Asseriva che era inutile ricercare il Gesù storico: "Non possiamo sapere nulla o quasi sulla vita e la personalità di Gesù".

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