Storia
della
religione giudaica, origine del cosiddetto
monoteismo -
EBRAISMO
La religione di
Israele, del popolo ebraico, è
per antonomasia la religione del libro, cioè di
quel insieme di scritti, diversi per età e
orientamento, che, come abbiamo visto, si
riferiscono a tradizioni molto antiche le quali
però sono state reinterpretate, corrette e
redatte nel corso di parecchi secoli e in
ambienti diversi.
Per la genesi della religione giudaica, i più
importanti sono cinque libri che compongono il
Pentateuco; in essi si riconoscono fonti più
antiche (X e IX secolo a.C.) in cui il dio di
Israele è detto Jahvè, (una fonte elohista)
perchè impiega il termine Elohim.
vedi: Chi e' Dio, cosa e',
dov'e' ?
Gli autori moderni fanno cominciare la storia
della religione ebraica con Abramo, eletto da
dio perché fosse il primogenito del popolo
d'Israele e perché prendesse possesso di
Canaan,
cioè la
Palestina
(medio
oriente), che significa paese dei
Filistei.
Dopo una permanenza in Egitto (da cui presero le
credenze, leggende, miti e superstizioni che poi
rielaborarono per la costruzione di un sistema
di potere), alcune tribù, che ci sono note con
il nome collettivo di Israele, penetrarono nella
regione palestinese (probabilmente in tempi
diversi e per diverse vie) considerandola di
loro legittimo possesso.
Riuscirono solo in
parte ad occupare la zona, senza conquistare le
città murate dei Cananei i quali verso il 1100
a.C., caduta la supremazia egizia sulla zona,
decisero di ridiventare padroni del territorio e
si impegnarono in una serie di conflitti con gli
Israeliti le cui tribù erano legate da nessi di
carattere prevalentemente religioso.
Nel secolo XI, i Filistei, che avevano
continuato a occupare la zona costiera,
tentarono di soggiogare l'intero paese; il
pericolo spinse le tribù di Israele a unirsi
sotto il comando di Saul della tribù di
Beniamino, che venne proclamato re.
Davide riuscì poi ad assicurare l'indipendenza
al suo popolo e a fondare un regno di Giuda e,
dopo la morte del debole successore di Saul, a
farsi riconoscere re anche dalle altre tribù...
Il successore di Davide, Salomone, tentò di
fondere le tribù che avevano conservato notevole
autonomia, in una monarchia centralizzata in
pari tempo imponendo gravosi tasse per costruire
edifici grandiosi che erano la sua passione,
nonché impose privilegi alla tribù di Giuda di
cui era figlio. ecc..
Comunque... tutte le tribù continuarono a
riconoscere in Jahvè o Elohim il loro dio e la
sede di tale dio era ritenuta una montagna
posta a sud di Canaan, una montagna chiamata
Horeb (Sinai)
Tratto da: Newsgroups, it.cultura.religioni
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La Vera storia
dell’Ebraismo
Per ciò che attiene alla religione ebraica,
prima dell'uscita di Mosè e del suo gruppo
dall'Egitto, questa religione non era mai
esistita: né in Palestina né in alcuna altra
parte del mondo semitico.
Il termine "ebraismo", quello delle origini,
scaturisce dalla parola semitica "eberim" o "ebrim",
per l'usanza semitica di escamotare la "e"
intermedia.
Il significato di tale termine è "coloro che
attraversano il fiume" o anche "quelli di là dal
fiume", malgrado i puerili tentativi dei falsari
giudaici (da cui i cattolici erediteranno poi
tale "tecnica") di far credere che si trattava
del fiume Eufrate, che Abramo e la sua tribù
dovette attraversare per giungere sino in
Palestina, è praticamente certo che si trattò
del Giordano: attraversato da quelli "di là dal
fiume" per invadere la Canaanea (vedi la
leggenda di Giosuè). Il successivo tentativo
(operato sicuramente dai "riformatori" giudaici)
di giustificare la parola "eberim" con la
fantomatica figura del patriarca Eber (tecnica
abusata frequentemente dai falsari giudaici)
dimostra quanto fosse scottante il problema di
obnubilare il significato della parola "eberim",
il cui significato, una certa parte del mondo
ebraico, continuava a tramandarsi di generazione
in generazione.
La religione ebraica si formò sincreticamente,
come del resto i moderni studi in merito stanno
mettendo in luce, attraverso la fusione della
religione degli "eberim" (vale a dire il culto
egizio del dio Amen/Amon) con la religione dei
popoli che abitavano la Canaanea. In
particolare, i canaanei adoravano la coppia
divina formata da Baal (il "Signore": quasi
sicuramente il dio semitico "El") e da Astarte,
che in ambiente biblico venne poi chiamata "Asherat",
vale a dire "quella del palo", a cagione del
fatto che davanti ai suoi luoghi di culto veniva
innalzato un palo, come ricordato dalla stessa
Bibbia.
Nel sincretismo che si sviluppò, i dominatori "eberim"
sostituirono nella coppia divina Baal con Amen/Yahweh
, la quale divenne così Yahweh-Asherat, come
testimoniano antiche iscrizioni che gli
archeologi israeliani stanno riportando alla
luce, svelando impietosamente l'inganno operato
dalle autorità politiche e religiose del VII
secolo a.c. (Giosia ed Hilkya), che
trasformarono l'ebraismo delle origini (o
"mosaico"), essenzialmente politeista, in un
rigido monoteismo, intollerante e fanatico: come
lo diventerà poi il cattolicesimo, "grazie"
all'operato degli imperatori costantiniani !
Il culto ebraico così trasformato prenderà il
nome (o gli verrà dato il nome) di "giudaismo",
ad indicare che tale processo avvenne in Giudea.
Così, come non tutti i canaanei sottoposti al
dominio degli eberim accettarono la sostituzione
del loro Baal con Yahweh (come la stessa Bibbia
ci fa intuire, riportandoci le lotte interne al
mondo sacerdotale, tra coloro che propendevano
per il canaaneo Baal e quelli che invece erano
favorevoli ad Amen/Yahweh), così anche nel caso
della riforma giudaica non tutti i palestinesi
accettarono tale riforma, chiaramente e
sfacciatamente a favore dell'oligarchia
religiosa di Gerusalemme.
I samaritani furono tra quelli che rigettarono
tale riforma e decisero di separarsi dai giudei.
Essi costruirono un loro proprio tempio sul
monte Korazim, in Samaria, e rimasero fedeli
all'ebraismo delle origini. Dal momento che tale
culto originario era squisitamente politeista, i
samaritani vennero accusati dai falsari giudaici
di essere dei "semi-gentili", cioè pagani.
Gli stessi falsari di Gerusalemme, per
mistificare la causa di ciò di fronte ai fedeli
del giudaismo, fecero credere che il motivo
fosse dovuto al fatto che gli assiri, i quali
conquistarono Samaria intorno al 722
a.c., trasferirono in cattività molti israeliti
(la cui capitale era appunto Samaria) a Ninive,
capitale dell'Assiria, rimpiazzandoli con
popolazioni mesopotamiche (e quindi pagane),
soggette al loro dominio.
Tutto ciò fu puramente pretestuoso.
Un evento simile si ebbe anche per la Giudea,
conquistata, intorno al 680 a.c., dai
caldei-babilonesi di Nabucodonosor. Molti giudei
vennero trasferiti in cattività a Babilonia e,
in pari tempo, vennero trasferiti in Giudea
molti elementi dell'area mesopotamica. Tuttavia
questo non comportò la "corruzione" del
giudaismo in paganesimo ! Il dominio degli
assiri e dei babilonesi durò poco. L'impero
assiro venne distrutto dai medi e dai
babilonesi, alleati per l'occasione. Pochi
decenni dopo, il persiano Ciro il Grande si
impose sui medi e conquistò Babilonia, ponendo
fine alla dinastia caldea. Egli, celebrato come
un "messia" nella Bibbia, diede la facoltà a
tutti i cittadini palestinesi, trasferiti a
Ninive ed in Babilonia, di ritornare nella terra
di origine, se lo volevano.
Per la verità, questo evento, celebrato dalla
Bibbia come un favore particolare che Ciro aveva
concesso ai giudei, venne esteso indistintamente
a tutti i popoli che erano stati portati in
cattività in Mesopotamia. C'è un aspetto
paradossale in tutto ciò, che ha quasi
dell'incredibile. Negli scavi archeologici
condotti in Iraq, venne rinvenuto un reperto
assolutamente straordinario: un cilindro di
terracotta ricoperto completamente da
iscrizioni. Il cilindro è stato chiamato "il
cilindro di Ciro il Grande", in quanto esso
riporta proprio l'evento della liberazione,
voluta appunto da Ciro, dei popoli condotti in
cattività nelle città mesopotamiche.
Nel cilindro è anche narrato che Ciro aiutò
questi popoli nella ricostruzione dei loro
templi, distrutti dai conquistatori
assiro-babilonesi. (evento ricordato anche dalla
Bibbia, per ciò che concerne il tempio di
Gerusalemme). L'iscrizione riporta anche
la lista dei popoli che beneficiarono del favore
di Ciro il Grande e la cosa paradossale è che
nella lista non figurano gli ebrei !!...
Tornando alla riforma giudaica dell'ebraismo
delle origini, oltre ai samaritani vi furono
anche altri gruppi religiosi che rigettarono la
riforma giudaica, esponendosi così
all'ostracismo e alle persecuzioni del potere
politico-religioso di Gerusalemme. Tra questi
spiccano in assoluto (anche per la loro
rilevanza storica) i "Notzrim ha-b'ryth", cioè i
"custodi dell'Alleanza". Non ci vuole molto a
capire il senso profondo di tale locuzione.
Costoro, infatti, rigettando la riforma
truffaldina di Giosia ed Hilkya, affermavano che
essi rimanevano i custodi della VERA Legge
(Alleanza): quella che Mosè aveva consegnato al
suo popolo.
La matrice etnico-religiosa di questo gruppo di
fedeli nazareni (notzrim) fu "beniamita". I
beniamiti verranno esposti anch'essi
all'ostracismo dei giudei, scatenato verso tutti
coloro che si erano rifiutati di accettare la
riforma. Per puro spirito dissacrante e
denigratorio, i giudei affermarono che i
beniamiti adoravano il "mostro" Moloch (in
realtà la rappresentazione "taurocefala" del dio
Amen/Yaoue) e, sempre per spregio, si
inventarono per i beniamiti un "patriarca" nato
dall'incesto tra Lot, nipote di Abramo, ed una
delle sue due figlie. (tutto questo, ed altro
ancora, dovrebbe far riflettere seriamente i
babbei che affermano acriticamente che la Bibbia
è parola di Dio !)
Il nome che "Lot" diede a costui, sarebbe stato
"Benyamin", da cui il nostro Beniamino. In
realtà, la vera radice del termine "beniamiti"
fu "B'ney Yah-Min", vale a dire "figli del Dio
Creatore": nella fattispecie Amen/Amon.
Min, in origine, fu il nome del dio egizio della
fertilità, rappresentato da una figura egizia
"chiaramente" eccitata. Vari secoli dopo
(probabilmente nel corso della XVIII dinastia)
la sua figura fu trasformata in un attributo
dello stesso dio Amen/Amon, per stigmatizzarne
la sua peculiarità creatrice. (Amon, in pratica,
altro non fu se non un attributo del dio solare
"Rha" (o Amon-Rha), le cui funzioni "creatrici"
della vita erano ben note, visto che il culto
solare fu praticamente un culto planetario)
Un identico artificio mistificatorio e
denigrante venne utilizzato per la creazione del
"patriarca" degli odiati "b'ney Ammon"
(Ammoniti), cioè dei "figli di Ammon/Amon" (in
pratica, i diretti discendenti dei protagonisti
dell'Esodo).
Per essi venne inventato il patriarca "Benammi",
presunto figlio di Lot e dell'altra sua figlia !
Tuttavia, che si sia trattato di una puerile
menzogna è testimoniato dal fatto che nella
Bibbia si incontra sempre "b'ney Ammon" e MAI "b'ney
Benammi"!
Per sfuggire alle persecuzioni giudaiche, i
beniamiti "Notzrim ha-b'ryth" decisero (almeno
una certa parte di loro) di emigrare nella zona
adiacente al Monte Carmelo, allora in territorio
fenicio. Nella stessa area venne costruito
(sicuramente da loro) il villaggio che oggi è
ricordato con il nome di Nazareth: quasi
sicuramente una corruzione del termine Nozoroth
o Nazoroth.
In una delle valli del Monte Carmelo, a
somiglianza di quanto avevano fatto i
samaritani, i "notzrim ha-b'ryth" (chiamati
successivamente soltanto "notzrim") costruirono
il loro tempio, le cui rovine sono a tutt'oggi
ancora visibili (vedi. il sito degli Essenes.net).
Con tutta probabilità, fu questo il celebre
tempio in cui il fanciullo
Gesù il nazareno
"discuteva" con i sacerdoti.
Prima di chiudere, vorrei ritornare per un
attimo sull'aspetto "Nazareth".
Chi ha seguito la "querelle" (presente,
praticamente, in tutti i forum di religione),
saprà che esiste un orientamento, da parte di
studiosi di vari livelli, secondo il quale ai
tempi di Gesù la Nazareth dei vangeli non
esisteva e questo in virtù del fatto che né gli
storici "gentili" né quelli giudaici fanno
menzione di un tale insediamento. Data
l'assoluta irrilevanza del sito, è naturale che
gli storici romani o greci o quant'altri non si
siano occupati della cosa: tuttavia rimane un
"mistero" il fatto che le cronache bibliche e
quelle degli storici contemporanei di Gesù non
citino tale sito, anche se, stranamente, vengono
citati villaggi di dimensioni pressoché analoghe
(almeno all'epoca) alla Nazareth del tempo.
Il non citare tale località da parte
dell'intellighenzia politico-religiosa giudaica
del tempo, è perfettamente giustificabile con il
fatto che il luogo era abitato esclusivamente
dai "minim" nazareni, detestati ed odiati dal
mondo religioso di Gerusalemme, in quanto la
loro esistenza, la loro presenza, era una
testimonianza vivente dell'inganno perpetrato
dai giudei con la riforma dell'ebraismo delle
origini.
Inutile sottolineare che tutto ciò è
perfettamente speculare a ciò che avvenne vari
secoli dopo in "casa" cristiana, quando i
cattolici, forti del potere che essi avevano
conquistato, attraverso la compiacenza degli
imperatori costantiniani, scatenarono la loro
intolleranza religiosa verso tutti quelli che
non appartenevano al mondo cattolico:
soprattutto verso gli gnostici i quali, come i "notzrim"
in Palestina nei confronti dei giudei,
ricordavano agli abitanti dell'impero quali
furono le vere origini del cristianesimo
cattolico.
Quasi sicuramente, il nome originario di
Nazareth (o, meglio ancora, il nome con cui i
non nazareni appellavano tale sito), fu "Notzroth",
(o, meno probabile, "Natzroth"). Si tratta di un
femminile plurale, traducibile in italiano con
"nazarene". Non deve apparire strano un simile
nome per un villaggio, in quanto esso stava ad
indicare che tale sito era abitato
prevalentemente da donne nazarene. Esiste una
spiegazione storica per tutto ciò.
La trasformazione di "Notzroth" in "Notzoreth"
(e poi, per "normale" corruzione fonetica, in
Natzareth) può essere spiegata agevolmente
ricorrendo ad un esempio eclatante. Gli antichi
fenici canaanei, per indicare la coppia divina
da essi adorata, usavano il termine "Astharoth":
letteralmente le "Astharte" ma, in senso lato,
le "Dee".
Non deve sorprendere il fatto che i fenici
utilizzassero un plurale femminile per indicare
la coppia divina in cui credevano, dal momento
che nell'ambiente semitico del tempo l'elemento
femminino, almeno in ambito famigliare,
riscuoteva maggior prestigio di quello maschile
(sicuramente un retaggio ancestrale
dell'antichissimo culto della Grande Dea Madre).
Non fu così, invece, per gli "eberim"
conquistatori di origine egiziana,
essenzialmente "maschilisti", i quali, dopo aver
sostituito Baal con Yahweh, nella coppia
"divina", utilizzarono un plurale maschile per
indicarla: ELHOIM, cioè gli "Dei"!
Tuttavia, come già accennato, vi fu un forte
gruppo canaaneo di resistenza religiosa (il
quale diede origine a scontri anche cruenti tra
le due fazioni, come evocato in modo leggendario
dalla vicenda di Elia), che non solo continuò a
riferirsi alla coppia Baal-Astarte (poi chiamata
anche "Asherat"), ma continuò anche ad indicarla
"provocatoriamente" con il plurale femminile "Astharoth".
Fu a questo punto che i filo-yahwisti, per
spregio nei confronti degli adoratori di
Baal-Astharte, coniarono il termine "Ashtoreth",
sostituendo le ultime vocali di Astharoth con
quelle della parola ebraica "bosheth", il cui
significato è "vergogna", "infamia". Questa
"tecnica" venne utilizzata numerose volte, verso
tutte quelle parole detestate dal "milieu"
giudaico. Quasi sicuramente, per Notzroth
avvenne la medesima cosa, dal momento che i
giudei detestavano i nazareni né più né meno di
come gli antichi yahwisti disprezzavano i
canaanei che adoravano Baal-Astharte.
By Elio – Tratto da it.cultura.religioni