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Medicina Alternativa"  
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GUIDA alla SALUTE NATURALE 

Manuale di MEDICINE ALTERNATIVE BIOLOGICO NATURALI  -  Manual of ALTERNATIVE MEDICINES

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Cosa e chi è il DIAVOLO o SATANA ? -  Il MALE
What and who is the DEVIL or SATAN ? 
vedi anche
http://science-univers.qc.ca/dieu/04trinitaire.html
Chi siamo ?  +  Chi e' Dio ?
 

La parola "Diavolo" deriva dalla parola latina "diabolus" che significa "il calunniatore" e dall’etimo greco "dia-bolein" che significa "lanciarsi attraverso per separare", cioè agire per dividere senza aver prima conosciuto e penetrato l’altro concetto. 
Dal Sanscrito, dal Fenicio e dall’Ebraico antico, abbiamo l’altra parola "shatan" che significa: "
l’avversario od il nemico".
Da sempre quest’ultima parola "shatan", è stata dai "religiosi" unicamente unita al concetto che essa fosse il nome dell’entità o dell’essere che impersona il "male" in assoluto.
Dal Fenicio antico, vediamo come questa parola derivi dalla radice STN: Schin+Tet+Nun, analizziamola:
la Schin ha la funzione del Trasferire da un’idea ad un’altra, il passare da una unità ad un lato degli "opposti" di questa unità; le due lettere Schin e Tet indicano ciò che tende all’oscurità, alla profondità, al non vedere, il non capire, andare verso l’involuzione, alla non conoscenza, chiudendosi su sé stessi per non farsi penetrare dalla Conoscenza, per nascondersi dalla verità; dividere ciò che è unito e farselo apparire come "diviso"; allontanarsi dalla propria essenza unitaria.
Le lettere Tet e Nun indicano che l’Uomo viene trasformato da ciò che genera idee di opposizione, di divisione, da ciò che si contrappone, ciò che genera resistenza, alla verità e la rigetta, in un essere debole ed impotente che si lascia andare, che si abbandona, si nasconde alla verità per non vedere, per non capire, ecco la definizione dei mezzi uomini.


Taluni "traduttori" - vedi: Alfabeto - affermano che la Schin non e' la giusta lettera impiegata in questa parola, bensì la Sin, affermando che il "punto" (punteggiatura delle singole lettere)  e' in alto a sinistra, negli scritti moderni della Torah (*), invece che a destra, quindi indicherebbe una parola "sorda" - vorremmo ricordare ai quei traduttori che la punteggiatura NON esisteva nell'ebraico antico e che solo successivamente e' stata introdotta, ma comunque anche l'utilizzo della Sin al posto della Schin, non  fa che aumentare l'idea della "sordita" di colui che vive la situazione satanica - diabolica.

"La Torah, che sta alla base del Vecchio Testamento cristiano, ebbe la sua ufficializzazione terminologica solo intorno al VII secolo. Infatti prima di tale periodo della Torah esistevano più versioni che differivano nelle interpretazioni delle singole parole. Causa di ciò risiede nella natura consonantica della lingua ebraica. L'ebraico scritto infatti non ha vocali, queste sono inserite mentalmente da chi legge a seconda del contesto.
Un esempio in italiano potrebbe essere dato dalle due lettere "CS", le cui possibili vocalizzazioni possono essere, a causa del contesto, "CaSa", "CoSa", "CaSo", "CoSo". Prima del VII secolo ognuna delle quattro parole sarebbe potuta essere accettata, in quanto potenzialmente corretta" - Tratto da it.wikipedia

Come abbiamo visto il termine "satan" o "diavolo", sono condizioni esistenziali dell'UOMO, cioe' modi di pensare, di vedere, di vivere da UN SOLO LATO la VERITA’ = vivere dividendo ciò che in realtà è unito; essere posseduti dal demonio è avere schemi mentali che impediscono di vedere e di comprendere che bisogna tendere ad unire gli apparenti contrari per ricercare la Verità, in quanto il soggetto allontana da Sé Stesso la Vera Conoscenza; altri questi schemi mentali li chiamano "engrams"; altri blocchi mentali; in realtà sono parti dell’Ego/IO che si "riUniscono" nella Mente (ricordarsi che questa parola è la radice della parola Mentire, cioè la Mente facilmente Mente) per costituire uno schema filtro (circolo vizioso) a tutte le situazioni vissute, tutto viene passato da questo filtro che se satanico o diabolico, distorce la visione delle realtà.

Non si può raggiungere Dio se non attraverso la Coscienza, perciò sosteniamo che Dio è una condizione esistenziale, un modo di Essere, il vivere l’Unità delle Finalità; se noi vediamo Dio negli altri ed in noi stessi, vivremo questa Divinità.

Così ugualmente, non si può "raggiungere satana" se non attraverso la Coscienza, perciò sosteniamo che il "diavolo" è una condizione esistenziale, un modo di essere (colui che non sa e che non vuol sapere, probabilmente perché "pensa" di avere già tutta la Conoscenza = Egocentrismo); se noi NON vediamo la Divinità in noi e negli altri e NON tendiamo a viverla in noi e negli altri, allora siamo noi stessi "satana".

Dio è l’Infinito che si manifesta nell’inFinito UniVerso che si materializza in tutta la Materia, informandosi sempre di più, quindi è l’evoluzione verso e nella CONOSCENZA; satana è il NON voler andare verso la Conoscenza, fermarsi dal Conoscere per paura o per presunzione.

L’identificazione e la correlazione del buio, delle tenebre = male, è nota a tutti; l’Uomo tende facilmente a collegare per non conoscenza, il male, a ciò che non conosce o del quale "sente" emotivamente che genera disagio; l’ignoto, il buio, l’avvenimento "diverso", fino a quando le cose vengono viste o vissute come un demone da combattere, produrranno sempre paure ed aggressività; infatti l’uomo molte volte le demonizza e le scarica per esempio sul suo simile o sull’indemoniato, il posseduto, credendo che la cosa "strana", diversa, sia da distruggere, non da comprendere o darne spiegazione con la ragione e l’intuito.
Se invece il
male ed il bene vengono visti o vissuti come momento di Conoscenza, da penetrare per capire, ascoltare le sensazioni emotive che essi esercitano sull’Ego/IO, che vanno comunque analizzate dalla ragione e dalla logica, allora ecco che improvvisamente il demone si trasforma in "Angelo di Luce", in Informazione, in Conoscenza ed in Gioia.

La paura è sempre figlia dell’ignoranza, la NON conoscenza, infatti è diabolica, di fatto il male è l’ignoranza, la NON conoscenza. Quindi il diavolo o satana è essere nella condizione di non Conoscere.

E’ di tutta evidenza che colui che dice al suo prossimo: "Sei posseduto da satana o dal diavolo", non ha compreso questi concetti, egli è uno che è esso stesso diviso, non unito e divide gli altri da Sé.

Potremmo continuare con queste correlazioni e riDefinizioni dei termini linguistici, ma vogliamo solo indicare ai lettori, delle strade da recuperare.
Queste analisi potrebbero essere fatte anche per tutti gli scritti "sacri" di tutte le antiche religioni del mondo, ma il risultato sarebbe sempre e comunque identico a queste sintesi espresse precedentemente.

Possiamo definire la parola "diavolo" anche così: "Quel "qualche cosa" o quella "idea" che ha percezione di parte di Sé e che di fatto è diviso non armonizzato, non in risonanza, non in partecipazione con gli altri Punti o Enti di Sé, cioè dall’UniVerso e dell’InFinito".

Quando un individuo non è in Sintonia con le Leggi della Manifestazione, egli "incarna" lo satan, egli si esprime come l’avversario, colui che divide, colui che distrugge; nell’istante della "trasgressione" la sua mente/organo, che è attivatrice ed emanante del Campo Psico Energetico Informato (CEI), genera immediatamente un programma di morte, di auto distruzione, lento ma continuo ed a seconda del tipo di trasgressione la velocità della "procedura" del programma mentale varia.

La variazione del CEI corporeo, è la disincronizzazione dalle "prese di corrente" del Campo Psico Elettro Magnetico Informato dell’UniVerso (CEIU), di conseguenza non vi è più l’energia Vitale che alimenta il CEI corporeo e quindi esso deve vivere di energia propria che a poco a poco a seconda del tipo di trasgressione, perde forza e quindi è destinata a distruggere l’ologramma (il corpo Mentale e fisico) creato, per poterne creare uno nuovo che comprenda meglio gli ordini dell’Universo perseguiti dall’Ego/IO sono.

Ricordiamo che lo Spirito/Mente/Corpo sono un sistema Psico Informatico/Energetico Unitario.
Le frequenze "anomale" che si insediano nel CEI e quindi nella mente/organo, cioè i programmi di auto distruzione, di trasformazione dell’ologramma (il corpo) sono le cosiddette "possessioni demoniache". Esse tendono a parassitare il CEI, come i batteri in determinate situazioni di disequilibrio Termico/Nutrizionale, tendono a colonizzare il corpo fisico o parte di esso, rendendolo malato od addirittura uccidendolo perche' il sistema immunitario e' precedentemente debole !.
Esse, queste "
frequenze spurie", possono altresì passare abbastanza facilmente da un Campo ad un altro, se l’individuo "modulante/ricevente" le lascia entrare; ma comunque esse sono sempre presenti nella Manifestazione e la servono nella sua attività di continua trasformazione di Sé stessa.

Leggete ora: Chi e', cosa e', dov'e' Dio ?  +  Ego/IO, chi sono ?  +  Chi siamo noi ?

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Il MALE
Il Male richiede ciò che i più sono meno disposti a dare: essere onesti con se stessi, mostrare ciò che veramente si è, eliminare la maschera delle proprie finzioni, ed entrare in contatto con la propria nuda vulnerabilità. Non è una richiesta da poco, ma è il solo modo per raggiungere realmente la pace e l'integrità". E.Pierrakos, Il male e come trasformarlo
Ci viene quasi da nasconderci nel pronunciare questa parola male, non lo conosco, non esiste di sicuro in me e nemmeno negli altri.
Siamo disposti ad ammettere l'esistenza del male nella guerra, nelle persone considerate malvagie dalla società, ma non in noi.
".non è proprio male , è un normale difettuccio." sembriamo dire tra noi e noi.
Ammettere l'esistenza del male in noi ci causerebbe vergogna, senso di colpa. Questo anche perché, culturalmente, nessuna funzionalità viene attribuita al male.
Eppure, senza gioco tra male e bene, senza uno squilibrio che porta all'azione, all'attività, la vita non esisterebbe e così nemmeno il bene. Senza giudizi morali, quindi, il male ed il bene sono due aspetti complementari nella creazione della vita.
E sono fondamentali, in quanto è grazie alla possibilità della vita che possiamo esprimerci e crescere come anime.
Mai nessuno di noi ha compiuto azioni, ha prodotto pensieri ed emozioni tossiche, non produttive, tutt'altro che innocue per gli altri ?
In media l'umanità produce quotidianamente pensieri, emozioni, azioni creative, vitali, produttive ed innocue ma anche azioni dannose per sé stessi e per gli altri.
Se riusciamo ad avere il coraggio di ammettere a noi stessi, ed in un secondo momento anche agli altri, l'esistenza di queste differenti qualità espressive in noi, abbiamo già ammesso di vedere in noi il male.
Il male è tutto ciò che genera odio (NdR: cioe' mancanza di rispetto, quindi il male - satana o diavolo e' anche in NOI tutti, quando manchiamo di rispetto agli altri uomini, animali, ambiente ed Universo !).
Ammettendo la presenza del male in noi, il nostro cuore si alleggerisce ! Vederlo ed ammetterlo è liberatorio.
Non occorre più sprecare forze  per nascondere le nostre imperfezioni, il nostro umano odio latente, la nostra rabbia.
Nel momento in cui vediamo questi nostri aspetti ed i loro effetti dannosi sulla vita, nostra e degli altri, siamo già più adulti.
Il male infatti, va considerato come una parte di "vita" e di coscienza che deve crescere, che deve imparare a rivolgere il suo sguardo egoista verso gli altri. Verso la vita. In questo modo queste parti di male della nostra coscienza diventano adulte ed operano per la vita.
Nell'istante in cui le vedi, vengono alla luce, si manifestano senza maschere e nella nostra coscienza crescono e maturano.
Nel momento in cui ci rendiamo conto di come il male si esprime e plasma le nostre azioni, emozioni e pensieri, allora ci accorgiamo di quanto possa veramente essere dannoso, soprattutto se non lo si vuole riconoscere al fine di trasformarlo.
Allora vediamo come il male è anatomicamente strutturato in noi, per cui passa inosservato, e come si esprime attraverso nostri personali modelli comportamentali, pregi, difetti, attitudini e tendenze.
Lo consideriamo già una parte di noi, ma lo giustifichiamo perché ci fa sentire in colpa.(non posso essere così brutto!!!)
Non ne vediamo le radici, non ne vediamo l'utilità, vediamo solo la nostra umana debolezza ed imperfezione, alla quale, intuitivamente, ne attribuiamo la causa.
Di questa imperfezione ci vergogniamo. E su questa vergogna basiamo la nostra vita, fatta di strutture mentali, emotive e comportamentali atte a nascondere la nostra debolezza, la nostra parte infantile, il nostro male.
Questo ci fa inevitabilmente sentire inadeguati, inferiori.
Ma comprendere il valore e l'utilità del vedere l'imperfezione ci può cambiare la vita. La conduce verso la verità, l'armonia della nostra espressione, la limpidezza.
I nostri difetti esistono per diventare i nostri maggior pregi, le nostre risorse.
Proviamo a considerare, anche solo per un giorno della nostra vita, che il difetto che più ci ostacola possa essere un punto su cui lavorare per rendere fiore aperto una gemma ancora chiusa.
Il nostro essere in superficie generosi, ad esempio, può nascondere una grande avarizia, che se portata alla luce può rivelare le sue radici, le sofferenze che l'hanno prodotta ed infine trasformarsi finalmente in  vera apertura, vero amore, vera generosità.
Il male non è atro che una parte di noi ancora immatura, non cosciente. Agisce in modo egoista e, nonostante le apparenze, rema verso la nostra insoddisfazione.

Non è utile colpevolizzarsi per il male che è in ognuno di noi, utile è solamente:
predisporsi a riconoscere il male in noi, osservare i nostri difetti, riconoscere come agiscono quotidianamente, sentire ed osservare come agiscono contro di noi. Questi sono i primi importanti passi verso la trasformazione dell'incoscienza in coscienza, del bambino in adulto, dell'ombra in luce.
Questo è il vero lavoro alchemico del trasformare tutto in oro.
Tratto da naturopatiaonline.org


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