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La parola "Diavolo" deriva dalla parola latina
"diabolus" che
significa "il calunniatore" e dalletimo greco "dia-bolein" che
significa "lanciarsi attraverso per separare", cioè agire per dividere senza
aver prima conosciuto e penetrato laltro concetto.
Dal
Sanscrito, dal
Fenicio e
dallEbraico antico, abbiamo laltra parola "shatan" che
indica una funzione e significa:
"l’avversario
od il nemico",
colui che accusa e/o che si contrappone.
Da sempre questultima
parola "shatan", è stata dai "religiosi"
catto cristiani, unicamente unita al concetto
che essa fosse il nome dellentità o dellessere che impersonerebbe il
"male" in assoluto, nulla di piu' FALSO !
Dal Fenicio antico, vediamo
come questa parola derivi dalla radice STN: Schin+Tet+Nun,
analizziamola:
la Schin ha la
funzione del Trasferire da unidea ad unaltra, il passare da una unità ad un
lato degli "opposti" di questa unità; le due lettere Schin e Tet indicano ciò
che tende alloscurità, alla profondità, al non vedere, il non capire, andare verso
linvoluzione, alla non conoscenza, chiudendosi su sé stessi per non farsi penetrare
dalla Conoscenza, per nascondersi dalla verità; dividere ciò che è unito e farselo
apparire come "diviso"; allontanarsi dalla propria essenza unitaria.
Le lettere Tet e Nun indicano
che lUomo viene trasformato da ciò che genera idee di opposizione, di divisione, da
ciò che si contrappone, ciò che genera resistenza, alla verità e la rigetta, in un
essere debole ed impotente che si lascia andare, che si abbandona, si nasconde alla
verità per non vedere, per non capire, ecco la definizione dei mezzi uomini.
Taluni "traduttori" - vedi:
Alfabeto - affermano
che la Schin non e' la giusta lettera impiegata
in questa parola, bensì la Sin, affermando che
il "punto" (punteggiatura delle singole lettere)
e' in alto a sinistra, negli scritti moderni
della
Torah (*),
invece che a destra, quindi indicherebbe una
parola "sorda" - vorremmo ricordare ai quei
traduttori che la punteggiatura NON esisteva
nell'ebraico antico e che solo
successivamente e' stata introdotta, ma comunque
anche l'utilizzo della Sin al posto della Schin,
non fa che aumentare l'idea della "sordita"
di colui che vive la situazione satanica -
diabolica.
"La Torah, che sta alla
base del
Vecchio Testamento ebraico, ebbe la sua
ufficializzazione terminologica solo intorno al
VII secolo. Infatti prima di tale periodo
della Torah esistevano più versioni che
differivano nelle interpretazioni
delle singole parole. Causa di ciò risiede nella
natura consonantica della lingua ebraica.
L'ebraico scritto infatti non ha vocali, queste
sono inserite mentalmente da chi legge a seconda
del contesto.
Un esempio in italiano
potrebbe essere dato dalle due lettere "CS", le
cui possibili vocalizzazioni possono essere, a
causa del contesto, "CaSa", "CoSa", "CaSo", "CoSo",
"Caos".
Prima del VII secolo ognuna delle quattro parole
sarebbe potuta essere accettata, in quanto
potenzialmente corretta" e la si doveva
interpretare solo in funzione del contesto - Tratto
in parte da: it.wikipedia
Come abbiamo visto il termine
"satan" o "diavolo",
sono condizioni esistenziali
(funzioni)
dell'UOMO,
cioe' modi di pensare, di
vedere, di vivere da UN SOLO LATO la VERITA
= vivere dividendo ciò che in realtà è
unito; essere posseduti dal demonio è avere schemi mentali che impediscono di vedere e di
comprendere che bisogna tendere ad unire gli apparenti contrari per ricercare la Verità,
in quanto il soggetto allontana da Sé Stesso la Vera Conoscenza; altri questi schemi
mentali li chiamano "engrams"; altri blocchi mentali; in realtà sono parti
dellEgo
/
IO SONO che si "riUniscono" nella Mente (ricordarsi che questa parola
è la radice della parola Mentire, cioè la Mente facilmente Mente) per costituire uno
schema filtro (circolo vizioso) a tutte le situazioni vissute, tutto viene passato da
questo filtro che se satanico o diabolico, distorce la visione delle realtà.
Non si può raggiungere
"Dio"
(in realta' trattasi dell'INFINITA')
se non attraverso la Coscienza,
perciò sosteniamo che "Dio"
è una condizione esistenziale,
un modo di
Essere, cioe' una funzione, il vivere l’Unità delle Finalità; se noi
vediamo l'INFINITA' negli altri ed in noi stessi,
vivremo questa Divinità=Unita'=Felicita'.
Così ugualmente,
non si può
"raggiungere satana" se non attraverso la
Coscienza Unitaria ("CU"), (che la
mEnte tende sempre ad impedire, per
costringerci alla perseveranza nel raggiungere
il traguardo "CU"), perciò sosteniamo che
il "diavolo" è una condizione esistenziale, un modo di essere
(colui che non sa e che non vuol sapere,
probabilmente perché "pensa" di avere già tutta
la Conoscenza = Egocentrismo), cioe' una
funzione; se noi NON vediamo la Divinità
("CU") in noi e negli altri e NON tendiamo a
viverla in noi e negli altri, allora
siamo noi stessi "satana", cioe'
incarniamo quella funzione.
"Dio"
nei fatti e nella realta' è Unicamente lINFINITO
che si manifesta nel
tendente all'inFinito
UniVerso che si materializza in tutta la
materia od antimateria, di qualsiasi dimensione od
Universo, informandosi sempre di più
(entropia negativa),
quindi è levoluzione verso e nella CONOSCENZA.
Nei fatti "satana" è il NON voler andare verso
la Conoscenza, fermarsi dal Conoscere per paura, per presunzione
od ignoranza.
Lidentificazione e la
correlazione del buio, delle tenebre = male, è nota a tutti; lUomo tende facilmente
a collegare per non conoscenza, il male, a ciò che non conosce o del quale
"sente" emotivamente che genera disagio; lignoto, il buio,
lavvenimento "diverso", fino a quando le cose vengono viste o vissute come
un demone da combattere, produrranno sempre paure ed aggressività; infatti luomo
molte volte le demonizza e le scarica per esempio sul suo simile o sullindemoniato,
il posseduto, credendo che la cosa "strana", diversa, sia da distruggere, non da
comprendere o darne spiegazione con la ragione e lintuito.
Se invece il male ed il bene
vengono visti o vissuti come momento di Conoscenza, da penetrare per capire, ascoltare le
sensazioni emotive che essi esercitano sullEgo/IO, che vanno comunque analizzate
dalla ragione e dalla logica, allora ecco che improvvisamente il demone si trasforma in
"Angelo di Luce", in Informazione, in Conoscenza ed in Gioia.
La paura è sempre figlia
dellignoranza, la NON conoscenza, infatti è diabolica, di fatto il male è
lignoranza, la NON conoscenza. Quindi il diavolo o satana è essere nella
condizione di non Conoscere.
E di tutta evidenza che
colui che dice al suo prossimo: "Sei posseduto da satana o dal diavolo",
non ha compreso questi concetti, egli è uno che è esso stesso diviso, non unito e divide
gli altri da Sé.
Potremmo continuare con
queste correlazioni e riDefinizioni dei termini linguistici, ma vogliamo solo indicare ai
lettori, delle strade da recuperare.
Queste analisi potrebbero
essere fatte anche per tutti gli scritti "sacri" di tutte le antiche religioni
del mondo, ma il risultato sarebbe sempre e comunque identico a queste sintesi espresse
precedentemente.
Possiamo definire la parola
"diavolo" anche così: "Quel "qualche cosa" o quella
"idea" che ha percezione di parte di Sé e che di fatto è diviso non
armonizzato, non in risonanza, non in partecipazione, con gli altri Punti o Enti di Sé,
cioè e' diviso dallUniVerso e
quindi dallInFinito",
non conoscendo la sua
Funzione di Essere Eterno ed immortale.
Quando un individuo non è in
Sintonia con le Leggi della Manifestazione, egli "incarna" lo
satan, egli si
esprime, esercita la funzione di avversario, e/o colui che divide, colui che distrugge; nellistante
della "trasgressione" la sua mente/organo, che è attivatrice ed emanante del
Campo Psico Energetico Informato (CEI) personale, genera immediatamente un programma di morte, di
auto distruzione, lento ma continuo ed a seconda del tipo di trasgressione la velocità
della "procedura" del programma mentale varia.
La variazione del
CEI
corporeo, è la disincronizzazione dalle "prese di corrente" del
Campo Psico
Elettro Magnetico Informato dellUniVerso (CEIU), di conseguenza non vi è più
lenergia Vitale che alimenta il CEI corporeo e quindi esso deve vivere di energia
propria che a poco a poco a seconda del tipo di trasgressione, perde forza e quindi è
destinata a distruggere lologramma (il corpo Mentale e fisico) creato, per poterne
creare uno nuovo che comprenda meglio gli ordini dellUniverso perseguiti
dallEgo
IO SONO.
Ricordiamo che lo
Spirito/Mente/Corpo sono un sistema Psico Informatico/Energetico Unitario.
Le frequenze
"anomale" che si insediano nel CEI e quindi nella mente/organo, cioè i
programmi di auto distruzione, di trasformazione dellologramma (il corpo) sono le
cosiddette "possessioni demoniache". Esse tendono a parassitare il
CEI, come i batteri in determinate situazioni di disequilibrio Termico/Nutrizionale,
tendono a colonizzare il corpo fisico o parte di esso, rendendolo malato od addirittura
uccidendolo perche' il sistema immunitario e' precedentemente debole !.
Esse, queste "frequenze
spurie", possono altresì passare abbastanza facilmente da un Campo ad un altro, se
lindividuo "modulante/ricevente" le lascia entrare; ma comunque esse sono
sempre presenti nella Manifestazione e la servono nella sua attività di continua
trasformazione di Sé stessa.
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Satana e
gli Angeli, sintesi:
Anghelos è la traduzione in greco di
malach.
Il malach è: un essere umano, un messaggero, un
inviato, un emissario oppure è, astrattamente
una volontà divina che deve realizzare in una
azione e che poi scompare dopo aver compiuta la
missione.
L'angelologia non è ebraica ma arriva al
cristianesimo da correnti enochiche che non
erano ebraiche. Se si trovano concetti del
genere in alcune correnti dell'ebraismo moderno,
esse sono frutto di una contaminazione
proveniente dal cristianesimo e sono entrate
nell'Ebraismo in epoca medievale come
conseguenza dell'esilio.
Satan è sempre sostantivo e mai nome proprio.
Infatti nella Bibbia, in ebraico è sempre
preceduto dall'articolo "ha" (il) "hasatan".
Esso rappresenta, figurativamente la tendenza
lmateriale dell'uomo, detta in ebraico "yetzer
hará", alla quale si oppone la tendenza
"buona" "yetzer hatov",
cioe' indica una Funzione.
Le due tendenze devono coesistere per il
corretto equilibrio dell'Essere umano. La prima
spinge a sopravvivere, mangiare, bere, dormire,
accoppiarsi, procreare, provare piacere, fuggire
il dolore. La seconda modula la correttezza di
quelle pulsioni.
Ad esempio: è indispensabile mangiare ma lo
yetzer hatov mi dice che la smodatezza mi
farà male. È indispensabile e salutare il
desiderio
sessuale, malo yetzer hatov mi dice
che l'incesto, la donna del prossimo, la
minorenne, sono rapporti proibiti, ecc.
Il satan è questo, è il desiderio primitivo e
naturale al quale la morale, le leggi, le regole
sociali, civili e religiose pongono dei limiti.
Questo è il satan dell'eden:
la coscienza primitiva e istintiva dell'essere
umano di fare ciò che gli aggrada, anche a costo
di non rispettare le regole. A quel punto l'uomo
può decidere di seguire quella pulsione o
dominarla.
Traducendo in termini psicanalitici concetti che
Freud, pur essendo laico e probabilmente ateo,
aveva di certo percepito dalla sua tradizione
ebraica, egli giunse a definire Io, Es. e Super
IO. L'Es ti spinge a desiderare qualcosa, il
SuperIO ti dice che quell'azione non è lecita e
dalla corretta dialettica tra i due viene fuori
un Io cosciente che sceglie nel modo giusto o
sbagliato.
In Giobbe il satan non è assolutamente "Satana",
entità inesistente nell'Ebraismo. Si tratta di
accusatori umani che contestano la possibilità
che anche un giusto come Giobbe possa poi
crollare sotto il peso delle avversità. Il satan
è letteralmente la pubblica accusa, al pari
della pubblica accusa in un tribunale e in
Giobbe è simbolica. Satana non c'entra nulla.
Anche in quel caso satan è preceduto
dall'articolo "hasatan".
Satana
Satana (inteso come Diavolo,
Demone, Principe delle tenebre ecc.) non solo
non esiste nella realtà, ma non esiste manco
nella Bibbia.
I 3 “personaggi” vetero-testamentari che la
Teologia cattolica, nel corso dei secoli, ha
trasformato in Satana sono in realtà 3 “entità”
che con Satana non centrano un fico secco.
a) Satana = la parola ebraica è “Shatan” (o “Shaitan”)
e non è neanche un individuo, è una funzione.
Shatan è (tradotto alla lettera) “colui che
accusa”, “colui che si pone contro”, ecc.
b) il
Serpente = la parola ebraica è “Nachash” che
significa si “Serpente”
ma anche “colui che detiene la conoscenza” o
“colui che detiene i segreti” (quindi
sostanzialmente lo scienziato-rofim/refaim).
Era con ogni probabilità En.Ki, la divinità
sumera, spesso raffigurata come un serpente e
che tra gli Anunnaki faceva proprio lo
scienziato.
c) Lucifero = la parola ebraica è “Elyel” che
significa “lo splendente”.
Nel passo (Isaia 14) è riferito ad un astro
(cioè Venere) ed era usato dall’autore per
attaccare un re babilonese, dicendogli “tu che
ti credi l’astro più luminoso (cioè Venere –
Lucifero) invece cadrai come tutti gli altri…).
Lucifero
La tradizione religiosa ha di fatto realizzato
una fusione tra Satana e un’altra figura
angelica conosciuta con il nome di Lucifero.
Questo termine significa “Portatore di luce” e
deriva dal latino lucifer (composto da
lux,“luce”, e ferre, “portare”) e dal greco
phosphoros (phos, “luce”, e pherein, “portare”);
viene usato spesso per definire il pianeta
Venere, che compare all’alba anticipando così la
luce del giorno.
In realtà questo abbinamento è giustificato solo
quando è inserito nella definizione completa di
“astro del mattino”, perché negli altri casi il
termine richiama un non meglio identificato
corpo celeste splendente.
Nella tradizione popolare con questo termine
generalmente s’intende un ipotetico essere
incorporeo e luminoso di natura eminentemente
maligna, anzi viene addirittura spesso indicato
come il capo dei demoni, il signore degli inferi
in cui giacciono i dannati, ed è in questa
accezione che in parte del giudaismo e del
cristianesimo viene assimilato alla figura di
Satana.
Questa sostanziale identificazione deriverebbe
da tradizioni giudaico-cristiane che forniscono
un’interpretazione particolare di un passo di
Isaia che tra breve vedremo.
Nella fattispecie, il nome Lucifero sarebbe
quello che l’entità possedeva prima della sua
cacciata dal cielo da parte di “Dio”:
l’angelo “portatore di luce” sarebbe cioè
divenuto il Satana, cioè “l’avversario” per
eccellenza.
I principali fautori di questa interpretazione
sono stati Girolamo, Tertulliano, Origene, San
Gregorio Magno, San Cipriano di Cartagine, San
Bernardo di Chiaravalle, Agostino di Canterbury
… che sostanzialmente concordarono
nell’affermare l’originario stato angelico di
Lucifero/Satana e dei suoi angeli/demoni: una
condizione paradisiaca da cui sarebbero decaduti
a causa della superbia e della ribellione.
Possiamo dire in sostanza che questi Padri della
chiesa cattolica, stabilirono l’identità fra
il Lucifero di Isaia e il Satana di Giobbe e dei
Vangeli, operando una saldatura che è entrata
nella tradizione religiosa e popolare.
Per intanto ricordiamo come si sia appena visto
che la definizione di “avversario di Dio” non è
assolutamente calzante.
By Danilo Parisi -
https://www.facebook.com/danilo.parisi.31
"Satana", nella mitologia caucasica - Lo
citiamo
anche se non
ha molto a che vedere col “satana” noto alle
religioni occidentali
cattocristiane !
Nella mitologia caucasica, si fa riferimento
alla cosiddetta "Madre dei Narti" con il nome
di:
Satana nella mitologia osseta, figlia di
Æhsærtæg e Dzerassæ.
Satanaja in lingua Ubykh.
Setenej in lingua Adyghe.
Il
Ciclo dei Narti narra che dopo la morte di
Uærhæg, anche Dzerassæ si ammalò e morì. Venne
seppellita, Uryzmæg suo figlio maggiore andò a
vegliarla le prime due notti, la terza Haemyts
suo figlio minore chiese di poter vegliare la
madre ma il fratello rifiuto’ e Hæmyts si offese
ma andò a montare guardia ugualmente alla tomba.
Rimasto lì per un certo tempo, fu attirato da un
banchetto che si svolgeva per delle nozze, se ne
andò lasciando la tomba apparentemente
incustodita, ma all'interno già si trovava il
fratello. Quest'ultimo colpì con la sua frusta
di feltro la madre che resuscitò più bella di
prima, al secondo colpo di frusta tornò nel
regno dei morti. Un anno dopo Syrdon, passando
davanti alla tomba, sentì il pianto di un
neonato, corso al villaggio, avvisò i Narti che
andarono ad aprire la tomba da cui uscì la
bambina chiamata Satana.
By: Maurizio Buttaboni -
https://www.facebook.com/maurizio.buttaboni
Nella Bibbia satana NON esiste
vedi anche:
Chi
siamo ?
+
Chi
e' Dio ?
+
Melkisedek ed il suo
ordine
+
Ego/IO,
chi sono ?
+
Cristiani-Cattolici e Trinita' +
Cattolicesimo
+ vedi anche:
Definizione dell'ORDINE PIANO (CRIMINALI
al lavoro...)
Video
IMPORTANTE, sullo
"SFIDANTE", il parassita, satana l'avversario, il
diavolo, il guardiano della soglia...ecc. cosa
e', dov'e' e chi e' ?
Il MALE ?
Il Male richiede ciò che i più sono meno
disposti a dare: essere onesti con se stessi,
mostrare ciò che veramente si è, eliminare la
maschera delle proprie finzioni, ed entrare in
contatto con la propria nuda vulnerabilità. Non
è una richiesta da poco, ma è il solo modo per
raggiungere realmente la pace e l'integrità".
E.Pierrakos, Il male e come trasformarlo
Ci viene quasi da nasconderci nel pronunciare
questa parola male, non lo conosco, non esiste
di sicuro in me e nemmeno negli altri.
Siamo disposti ad ammettere l'esistenza del male
nella guerra, nelle persone considerate malvagie
dalla società, ma non in noi.
".non è proprio male , è un normale
difettuccio." sembriamo dire tra noi e noi.
Ammettere l'esistenza del male in noi ci
causerebbe vergogna, senso di colpa. Questo
anche perché, culturalmente, nessuna
funzionalità viene attribuita al male.
Eppure, senza gioco tra male e bene, senza uno
squilibrio che porta all'azione, all'attività,
la vita non esisterebbe e così nemmeno il bene.
Senza giudizi morali, quindi, il male ed il bene
sono due aspetti complementari nella creazione
della vita.
E sono fondamentali, in quanto è grazie alla
possibilità della vita che possiamo esprimerci e
crescere come anime.
Mai nessuno di noi ha compiuto azioni, ha
prodotto pensieri ed emozioni tossiche, non
produttive, tutt'altro che innocue per gli altri
?
In media l'umanità produce quotidianamente
pensieri, emozioni, azioni creative, vitali,
produttive ed innocue ma anche azioni dannose
per sé stessi e per gli altri.
Se riusciamo ad avere il coraggio di ammettere a
noi stessi, ed in un secondo momento anche agli
altri, l'esistenza di queste differenti qualità
espressive in noi, abbiamo già ammesso di vedere
in noi il male.
Il male è tutto ciò che genera odio (NdR:
cioe' mancanza di rispetto, quindi il male -
satana o diavolo e' anche in NOI tutti, quando
manchiamo di rispetto agli altri uomini,
animali, ambiente ed
Universo !).
Ammettendo la presenza del male in noi, il
nostro cuore si alleggerisce ! Vederlo ed
ammetterlo è liberatorio.
Non occorre più sprecare forze per nascondere
le nostre imperfezioni, il nostro umano odio
latente, la nostra rabbia.
Nel momento in cui vediamo questi nostri aspetti
ed i loro effetti dannosi sulla vita, nostra e
degli altri, siamo già più adulti.
Il male infatti, va considerato come una parte
di "vita" e di coscienza che deve crescere, che
deve imparare a rivolgere il suo sguardo egoista
verso gli altri. Verso la vita. In questo modo
queste parti di male della nostra coscienza
diventano adulte ed operano per la vita.
Nell'istante in cui le vedi, vengono alla luce,
si manifestano senza maschere e nella nostra
coscienza crescono e maturano.
Nel momento in cui ci rendiamo conto di come il
male si esprime e plasma le nostre azioni,
emozioni e pensieri, allora ci accorgiamo di
quanto possa veramente essere dannoso,
soprattutto se non lo si vuole riconoscere al
fine di trasformarlo.
Allora vediamo come il male è anatomicamente
strutturato in noi, per cui passa inosservato, e
come si esprime attraverso nostri personali
modelli comportamentali, pregi, difetti,
attitudini e tendenze.
Lo consideriamo già una parte di noi, ma lo
giustifichiamo perché ci fa sentire in
colpa.(non posso essere così brutto !)
Non ne vediamo le radici, non ne vediamo
l'utilità, vediamo solo la nostra umana
debolezza ed imperfezione, alla quale,
intuitivamente, ne attribuiamo la causa.
Di questa imperfezione ci vergogniamo. E su
questa vergogna basiamo la nostra vita, fatta di
strutture mentali, emotive e comportamentali
atte a nascondere la nostra debolezza, la nostra
parte infantile, il nostro male.
Questo ci fa inevitabilmente sentire inadeguati,
inferiori.
Ma comprendere il valore e l'utilità del vedere
l'imperfezione ci può cambiare la vita. La
conduce verso la verità, l'armonia della nostra
espressione, la limpidezza.
I nostri difetti esistono per diventare i nostri
maggior pregi, le nostre risorse.
Proviamo a considerare, anche solo per un giorno
della nostra vita, che il difetto che più ci
ostacola possa essere un punto su cui lavorare
per rendere fiore aperto una gemma ancora
chiusa.
Il nostro essere in superficie generosi, ad
esempio, può nascondere una grande avarizia, che
se portata alla luce può rivelare le sue radici,
le sofferenze che l'hanno prodotta ed infine
trasformarsi finalmente in vera apertura, vero
amore, vera generosità.
Il male non è atro che una parte di noi ancora
immatura, non cosciente. Agisce in modo egoista
e, nonostante le apparenze, rema verso la nostra
insoddisfazione.
Non è utile colpevolizzarsi per il male che è in
ognuno di noi, utile è solamente: predisporsi a
riconoscere il male in noi, osservare i nostri
difetti, riconoscere come agiscono
quotidianamente, sentire ed osservare come
agiscono contro di noi. Questi sono i primi
importanti passi verso la trasformazione
dell'incoscienza in coscienza, del bambino in
adulto, dell'ombra in luce.
Questo è il vero lavoro alchemico del
trasformare tutto in oro.
Tratto da naturopatiaonline.org
vedi anche:
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+ Cattolicesimo
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Gesu' l'Illuminato
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