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Questo il pensiero di un
religioso, non cattolico,
che pero' non ha ritradotto bene le parole
Adamo ed Eva,
QUI la ritraduzione esatta di quei
termini + La Scrittura degli
I-DEI + Come
capire la Genesi
Il più famoso e discusso brano della Bibbia è certamente quello
della Genesi (cap. 2 e 3), relativo ad Adamo ed Eva e alla loro
espulsione dal Paradiso Terrestre.
L’interpretazione corrente della
Bibbia ci narra dell’episodio della cacciata di Adamo ed Eva dal
Paradiso Terrestre come conseguenza di un peccato dei
protagonisti perché non hanno rispettato un obbligo di
Dio che vietava di mangiare frutti di un
determinato albero. Questo peccato ha determinato la loro
rovina, ma anche quella di tutti i discendenti.
La Bibbia è stata scritta alcune migliaia di anni fa, trascritta
e tradotta molte volte nel corso dei secoli.
Dovremmo considerare che il testo originale potrebbe essere
stato volutamente o involontariamente alterato, inoltre la
terminologia era adatta per il popolo dell’epoca.
La storia è presentata come un’allegoria per essere compresa
come un messaggio inconscio. Per l’uomo moderno tale tipo di
descrizione può apparire un po’ puerile o addirittura banale.
In fondo all’articolo sono
riportati, per comodità, i capitoli 2 e 3 della Genesi della
Bibbia che riguardano appunto Adamo ed Eva.
In base a questi passi della Bibbia,
i credenti ritengono che la presenza del male, della morte e
delle sofferenze nel mondo, siano la conseguenza del peccato
originale. Dio nella sua infinità bontà ci aveva creato un mondo
ideale ma Adamo ed Eva, disubbidendo alla legge, aveva causato
la sua ira e la conseguente punizione.
Questa terribile condanna, che si tramanda alle generazioni
successive, anche se ignare e innocenti, sembra ingiusta ed
eccessiva. Mi stupisce, soprattutto, che questa condanna sia
inflitta da un Dio onnisciente e di somma benevolenza.
Nonostante Gesù Cristo ci abbia insegnato che il Perdono è una
virtù fondamentale, in questo caso Dio è stato impietoso e molto
severo contro una coppia che, vista la giovane età ed esperienza
effettiva, possiamo considerare sprovveduta.
Un altro aspetto incomprensibile è che Dio, dopo averci creato
con una discreta intelligenza, ci abbia proibito di mangiare i
frutti dell’albero della conoscenza del bene e del male. Quale
era il motivo della presenza di tale albero? Solo per tentare
la nostra lealtà e ubbidienza?
E’ strano che nell’Eden, il giardino ideale, realizzato
direttamente da Dio, con la sua onnipotenza e onniscienza, sia
presente un serpente malvagio e traditore che istiga gli altri
al peccato e alla ribellione. Il serpente, invece, potrebbe
aver detto la verità!
Questi elementi ci appaiono incomprensibili, forse perché
abbiamo interpretato male i versi della Bibbia. Forse qualche
traduzione superficiale ha fatto perdere il vero significato, il
vero insegnamento delle parole di Dio.
A proposito dell’albero
della Vita è opportuno notare la mancanza della
corrispondente parola “Morte”
cui normalmente si associa.
Se manca la morte, manca ovviamente anche la rinascita, la
malattia e la sofferenza, evidentemente quest’albero rappresenta
la Vita Eterna. Apparentemente sembrerebbe l’albero migliore,
infatti, Dio sceglie questa soluzione per i nostri progenitori,
ma secondo il parere del serpente non consente di diventare un
Dio, ossia di produrre sostanza
spirituale.
La soluzione dell’Albero
del Bene e del Male, è osteggiata da Dio perché è la più
impegnativa. Egli la conosce bene perché l’ha vissuta sulla sua
persona, ma gli ha permesso di diventare quello che è. La via
proposta da questo albero è la più gravosa, ma nella continua
lotta per la sopravvivenza consente di evolversi, migliorarsi, e
soprattutto permette di produrre sostanza spirituale per
diventare un Dio, o una sua parte. Il termine “conoscenza” forse
non deve essere inteso come capacità di distinguere
cosa/come/quando è Bene o Male, ma come vivere/ subire/
superare/ soffrire/ gioire.
Dio, come un buon padre di famiglia,
ha scelto di evitare ai suoi figli di percorrere la lunga vita
tra molte sofferenze e poche gioie, come quella che aveva
vissuto egli stesso. Dio, adesso che è diventato potente, ha
creato, per suo figlio, una vita migliore e comoda.
Le due piante che sono al centro del giardino, “l’albero della
Conoscenza del Bene e del Male” e “albero
della Vita”, possono rappresentare due modi di essere, due
mondi diversi, ognuno dei quali ha dei vantaggi o dei svantaggi.
Forse i nostri progenitori non hanno peccato di superbia, ma
hanno fatto semplicemente una scelta tra due alternative
possibili. Una scelta consapevole e meditata, e penso anche
giusta.
Il nostro mondo attuale è la conseguenza di una scelta, non di
un peccato.
La vera storia di Adamo ed Eva
potrebbe essere stata la seguente:
I nostri progenitori, dopo essersi svegliati dalla fase
creativa, fecero conoscenza con Dio che presentò loro il
Paradiso Terrestre, gli animali e tutte le piante che in esso
vivevano. Dio prestò una particolare attenzione a due piante che
crescevano al centro del giardino. La prima, che si presentava
molto rigogliosa, con frutti sempre maturi e fiori profumati,
era chiamata la Pianta della Vita, su di essa si posavano gli
uccelli cinguettanti. I rami e le sue radici si protraevano
verso le piante circostanti come se volesse proteggerle o
fornire loro la propria energia.
Un po’ in disparte c’era un’altra
grande pianta che Dio indicò come la Pianta del Bene e del Male.
Essa sembrava vegetare un po’ in disparte, era isolata dal resto
delle piante. Questa pianta era molto diversa da tutte le altre
perché aveva alcune foglie verdi ed altre accartocciate, dei
rami verdi ed altri secchi e alcuni frutti raggrinziti e bacati.
Non era bella come le altre, ma aveva un certo fascino
misterioso.
Dio spiegò che queste due non erano
semplici piante, ma erano i motori del mondo, e stabilivano i
due diversi modi di vivere, due filosofie. Ognuna di essa
comportava dei vantaggi ma anche degli svantaggi. Dio ammise di
aver attivato, convinto di fare il loro bene, il modo di vivere
determinato dalla Pianta della Vita.
Adamo ed Eva nei giorni successivi
si godevano le bellezze del Paradiso Terrestre, in ogni passo
potevano ammirare dei bellissimi panorami, potevano mangiare
frutti deliziosi senza neanche sbucciarli, era sufficiente
allungare la mano. Erano nudi, ma si sentivano a loro agio
perché la temperatura era sempre perfetta, non c’era bisogno di
vestirsi. Non avevano bisogno di scarpe perché il terreno non
dava fastidio ai loro piedi.
Eva passava i giorni a raccogliere
le rose, senza mai pungersi, mentre Adamo giocava a palla con le
noci di cocco vincendo sempre tutte le partite. Si poteva
parlare tranquillamente con tutti gli animali, i quali vivendo
nel paradiso da molto tempo, potevano spiegare il funzionamento
e il significato delle cose. L’animale più informato era il
serpente perché in grado di vivere in ogni luogo: nel
sottosuolo, sul terreno, sulle piante.
Dio, sporadicamente, si manifestava
per informarsi sul processo di adattamento alla vita dell’Eden,
e per fornire delle spiegazioni sul funzionamento del mondo. Un
giorno Adamo si fece coraggio e gli pose una serie di domande
molto importanti.
“Chi sei, perché sei fatto di luce e perché la tua voce si sente
per tutta la vallata in ugual modo, mentre noi due e gli animali
siamo fatti di carne ed ossa? Come hai fatto a realizzare il
Paradiso?”
Dio non fu sorpreso dalla curiosità
e rispose tranquillamente:
“Io sono composto di spirito, nacqui nel precedente universo,
prima che la materia esplodesse, ancora prima del suo
precedente collasso. Il mio spirito è rimasto immune da questo
immane cataclisma, perché svincolato dalla materia (senza
massa), sono diventato eterno. Il mio spirito si è formato
dall’amore dell’umanità che ha saputo, dopo una lunghissima e
dolorosa lotta, vincere il male realizzando l’armonia totale.”
Le parole di Dio, in un primo tempo
sembrarono chiare, ma con il trascorrere del tempo lasciarono
qualche perplessità.
I giorni trascorrevano tranquilli,
forse troppo, la monotonia cominciava a farsi sentire. All’alba
di ogni giorno, Adamo ed Eva erano certi che il resto della
giornata sarebbe trascorso senza sorprese, sarebbe andato tutto
liscio come il solito. Eva si era stancata di raccogliere i
fiori, voleva essere più protagonista della sua vita, voleva
essere notata dal suo compagno. Aveva bisogno di un vestito, ma
non lo sapeva.
Adamo, nonostante avesse
un’intelligenza superiore, era considerato alla pari di tutti
gli altri animali, mangiava gli stessi frutti e viveva lo stesso
ambiente. Si rendeva conto delle sue maggiori potenzialità, ma
non capiva come poteva esprimerle, mancava l’occasione,
nell’Eden era già tutto perfetto e non c’era bisogno di altro.
In sostanza Adamo ed Eva avevano
bisogno di dare uno scopo alla loro vita.
Il Paradiso Terrestre era diventato
una gabbia dorata e loro cominciavano a sentirsi stretti. La
pianta del Bene e del Male, nonostante il suo aspetto mediocre,
li affascinava sempre di più. Chiesero al serpente dei
ragguagli.
“Tanto tempo fa Dio era un uomo come
voi, per diventare puro spirito è vissuto per un lunghissimo
periodo in cui si è alternato tra il Bene e il Male, tra i
sacrifici e i divertimenti, tra i dolori e le gioie, tra la
guerra e la pace, tra la malattia e la salute, tra la morte e la
rinascita. Egli è l’insieme di miliardi di anime di uomini
morti, che avendo saputo affrontare e superare il male del
mondo, sono riusciti a raggiungere l’armonia del corpo con lo
spirito. Egli, mentre lottava per questo ideale, ha sempre
desiderato per i suoi figli un mondo migliore, dove non sarebbe
stato necessario lavorare cosi duramente per vivere. Perciò
quando ha potuto, quando finalmente è diventato un Dio, ha
creato un ambiente perfetto. Un regno governato dalla pianta
della Vita, senza morte e senza dolore. Ma forse in un ambiente
totalmente perfetto non esiste la felicità e sopratutto non si
crea altra sostanza spirituale.”
Il serpente, quindi, continuò il
discorso con maggiore serietà.
“Il disegno dell’universo esige che tutta la materia si
trasformi in spirito e per fare in modo che ciò avvenga, ogni
volta la materia rimanente si rimescola e si forma un nuovo
universo cominciando un nuovo ciclo.”
Adamo ed Eva, all’unisono,
conclusero con queste parole:
“Quindi se si sceglie l’albero del Bene e del Male potremmo un
giorno diventare come Dio?” (potremo diventare esseri
spirituali)
“Esatto” – concluse il saggio serpente.
Dio, rimase deluso per la scelta
fatta dai due giovani. Si sentiva come un genitore che dopo aver
curato i propri figli con tutto il suo amore e con tutte le sue
possibilità economiche. Era costretto ad accettare l’idea che
andassero via di casa. Ma Dio, essendo molto sapiente, capì che
i figli potevano realizzarsi solamente affrontando e
scegliendosi autonomamente la loro vita. Rimanendo a casa
sarebbero diventati dei bamboccioni.
Per evitare future delusioni o
ripensamenti, spiegò le conseguenze della loro scelta. Non
furono presentate come punizioni o minacce, ma solamente come
avvertimenti del pericolo incombente. Avrebbero vissuto senza
una protezione diretta.
Le presunte punizioni: partorirai
con dolore, il terreno sarà maledetto (inquinato) per causa tua,
dovrai sudare per mangiare, la donna sarà sottomessa, ecc, non
sono maledizioni o punizioni, ma solamente conseguenze.
Progressivamente questi problemi si risolveranno con il processo
di evoluzione verso la meta finale.
Che la donna debba essere sottomessa è un evidente malinteso
(forse voluto successivamente da qualcuno). Dio, invece,
intendeva che questo era una conseguenza (necessaria nei primi
tempi) della vita materiale un pò animalesca.
Sarebbe stata una vita dura, ma il raggiungimento
dell’obbiettivo avrebbe dato grandi soddisfazioni.
Proprio in quel momento una ventata d’aria fredda soffiò nel
Paradiso Terrestre, sembrò come se avessero aperto le porte,
delle foglie secche svolazzavano tra i rami delle piante. I due
giovani si sentirono a disagio, il terreno feriva i loro piedi,
le spine delle rose graffiavano le loro gambe. Dio fornì loro
dei vestiti, e indicò la strada dell’uscita.
Dopo aver fatto pochi passi oltre il
confine, i due giovani si girarono per guardare indietro. Dio
con lo sguardo amorevole disse loro:
“Se avete bisogno di aiuto . . (non potevano scrivere perchè non
c’era il servizio postale, non potevano neanche telefonare)
pensate a me, con una preghiera.”
Passarono molti anni, realizzarono una famiglia, costruirono una
casa, coltivavo l’orto e allevavano il bestiame. Il figlio Caino
era invidioso del fratello Abele, perchè egli riusciva a
comunicare con Dio, e otteneva anche degli utili consigli sul
modo di allevare il bestiame. Egli, invece, nonostante le
preghiere e i sacrifici, non sentiva mai la voce di Dio.
L’invidia divenne odio e raggiunse le conseguenze più estreme.
Fu una vera disgrazia.
La delusione maggiore è che Caino non seppe mai che in realtà
non riusciva a comunicare con Dio perchè era appunto invidioso e
non viceversa. Perdendo l’armonia aveva perso anche la
possibilità di comunicare per via spirituale.
Ma questa è un altra storia.
La BIBBIA – Genesi cap.2 e 3
Poi il Signore Dio piantò un giardino in Eden, a oriente, e vi
collocò l’uomo che aveva plasmato. Il Signore Dio fece
germogliare dal suolo ogni sorta di alberi graditi alla vista e
buoni da mangiare, tra cui l’albero della vita in mezzo al
giardino e l’albero della conoscenza del bene e del male.
…..omissis . ..
Il Signore Dio prese l’uomo e lo
pose ne giardino di Eden, perchè lo
coltivasse e lo custodisse. Il Signore Dio diede questo comando
all’uomo “Tu potrai mangiare di tutti gli alberi del giardino,
ma dell’albero della conoscenza del bene e del male non devi
mangiare, perché, quando tu ne mangiassi, certamente moriresti”.
E il Signore Dio disse: “Non è bene
che l’uomo sia solo: gli voglio fare un aiuto che gli sia
simile”.Allora il Signore Dio plasmò dal suolo ogni sorta di
bestie selvatiche e tutti gli uccelli del cielo e li condusse
all’uomo, per vedere come li avrebbe chiamati: in qualunque modo
l’uomo avesse chiamato ognuno degli esseri viventi, quello
doveva essere il suo nome. Così l’uomo impose nomi a tutto il
bestiame, a tutti gli uccelli del cielo e a tutte le bestie
selvatiche, ma l’uomo non trovò un aiuto che gli fosse simile.
Allora il Signore Dio fece scendere
un torpore sull’uomo, che si addormentò; gli tolse una delle
costole e rinchiuse la carne al suo posto. Il Signore Dio
plasmò con la costola, che aveva tolta all’uomo, una donna e la
condusse all’uomo. Allora l’uomo disse: ”Questa volta essa è
carne dalla mia carne e osso dalle mie ossa. La si chiamerà
donna perché dall’uomo è stata tolta”.
Ora tutti e due erano nudi, l’uomo e
sua moglie, ma non ne provavano vergogna.
Il serpente era la più astuta di
tutte le bestie selvatiche fatte dal Signore Dio. Egli disse
alla donna: “E’ vero che Dio ha detto: Non dovete mangiare di
nessun albero del giardino?”.
Rispose la donna al serpente: “Dei
frutti degli alberi del giardino noi possiamo mangiare, ma del
frutto dell’albero che sta in mezzo al giardino Dio ha detto:
Non ne dovete mangiare e non lo dovete toccare, altrimenti
morirete”. Ma il serpente disse alla donna: “Non morirete
affatto!.
Anzi, Dio sa che quando voi ne
mangiaste, si aprirebbero i vostri occhi e diventereste come
Dio, conoscendo il bene e il male“. Allore la donna vide che
l’albero era buono da mangiare, gradito agli occhi e
desiderabile per acquistare saggezza; prese del suo frutto e ne
mangiò, poi ne diede anche al marito, che era con lei, e
anch’egli ne mangiò.
Allora si aprirono gli occhi di
tutti e due e si accorsero di essere nudi; intrecciarono foglie
di fico e se ne fecero cinture.
Poi udirono il Signore Dio che
passeggiava nel giardino alla brezza del e l’uomo con sua moglie
si nascosero dal Signore Dio, in mezzo agli alberi del giardino.
Ma il Signore Dio chiamò l’uomo e
gli disse: “Dove sei?”. Rispose: “Ho udito il tuo passo nel
giardino: ho avuto paura, perché sono nudo, e mi sono nascosto”
Riprese: “Chi ti ha fatto sapere che
eri nudo? Hai forse mangiato dell’albero di cui ti avevo
comandato di non mangiare?”
Rispose l’uomo: “La donna che tu mi
hai posta accanto mi ha dato dell’albero e io ne ho mangiato”.
Il Signore Dio disse alla donna:
“Che hai fatto?”. Rispose la donna: “Il serpente mi ha ingannata
e io ho mangiato”.
Allora il Signore Dio disse al
serpente:
“Poiché tu hai fatto questo, sii tu
maledetto più di tutto il bestiame e più di tutte le bestie
selvatiche; sul tuo ventre camminerai e polvere mangerai per
tutti i giorni della tua vita.
Io porrò inimicizia tra te e la
donna tra la tua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccerà la
testa e tu le insidierai il calcagno”.
Alla donna disse: “Moltiplicherò i
tuoi dolori e le tue gravidanze, con dolore partorirai figli.
Verso tuo marito sarà il tuo istinto, ma egli ti dominerà“.
All’uomo disse: “Poichè hai
ascoltato la voce di tua moglie e hai mangiato dell’albero di
cui ti avevo comandato: Non devi mangiare, Maledetto sia il
suolo per causa tua!
Con dolore ne trarrai il cibo per
tutti i giorni della tua vita. Spine e cardi produrrà per te e
mangerai l’erba campestre. Con il sudore del tuo volto mangerai
il pane; finché tornerai alla terra, perchè da essa sei stato
tratto: polvere tu sei e in polvere tornerai!”.
L’uomo chiamò la moglie Eva, perché
essa fu la madre di tutti i viventi.
Il Signore Dio fece all’uomo e alla
donna tuniche di pelli e le vestì.
Il Signore Dio disse allora: “Ecco
l’uomo è diventato come uno di noi, per la conoscenza del bene e
del male. Ora, egli non stenda più la mano e non prenda anche
dell’albero della vita, né mangi e viva sempre!”.
Il Signore Dio lo scacciò dal
giardino di Eden, perché lavorasse il suolo da dove era stato
tratto.
Scacciò l’uomo e pose ad oriente del
giardino di Eden i cherubini e la fiamma della spada folgorante,
per custodire la via all’albero della vita.
-
Tratto da: orfeopellicciotta.wordpress.com
E’ possibile che
una
specie aliena abbia manipolato la vita preesistente sul pianeta
per creare l’uomo moderno ?
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