DIECI COMANDAMENTI dei NATIVI
AMERICANI
Ecco l'elenco dei
10 Comandamenti
tratti dalla
Bibbia in Esodo cap. 20
- vedi:
Le
Leggi Cosmiche
1 - IO SONO
YHWH, che ti ho fatto uscire
dal paese di Egitto, dalla condizione servile. Non avere altri
dei di fronte a me.
2 - Non ti farai idolo né immagine
alcuna di ciò che è lassù in cielo, né di ciò che è quaggiù
sulla terra, né di ciò che è nelle acque sotto la terra. Non ti
prostrerai davanti a quelle cose e non le servirai. Perché io
YHWH sono geloso, che punisco la colpa
dei padri nei figli fino alla terza e alla quarta generazione
per quanti mi odiano, ma usa misericordia fino a mille
generazioni verso coloro che mi amano e osservano i miei
comandamenti.
3 - Non pronunciare invano il nome
di
YHWH perché
YHWH
non ritiene innocente chi pronuncia il suo nome invano.
4 - Osserva il giorno di Sabato per
santificarlo, come
YHWH ti ha comandato.
Sei giorni faticherai e farai ogni lavoro, ma il settimo giorno
è il Sabato per
YHWH: non fare lavoro
alcuno né tu, né tuo figlio, né tua figlia, né il tuo schiavo,
né la tua schiava, né il tuo bue, né il tuo asino, né alcuna
delle tue bestie, né il forestiero, che sta entro le tue porte,
perché il tuo schiavo e la tua schiava si riposino come te.
Ricordati che sei stato schiavo nel paese d`Egitto e che
YHWH ti ha fatto uscire di là con mano
potente e braccio teso; perciò il Signore tuo Dio ti ordina di
osservare il giorno di sabato.
5 - Onora tuo padre e tua madre,
come
YHWH ti ha comandato, perché la tua
vita sia lunga e tu sii felice nel paese che
YHWH ti dá.
6 - Non uccidere.
7 - Non commettere adulterio.
8 - Non rubare.
9 - Non pronunciare falsa
testimonianza contro il tuo prossimo.
10 - Non desiderare la moglie del
tuo prossimo. Non desiderare la casa del tuo prossimo, né il suo
campo, né il suo schiavo, né la sua schiava, né il suo bue, né
il suo asino, né alcuna delle cose che sono del tuo prossimo.

 |
I Dieci
Comandamenti, quelli veri della Bibbia e quelli
Falsi…del
cattolicesimo
Tutti noi, quando da bambini siamo stati indotti
– più o meno volontariamente – a frequentare le
lezioni di catechismo, siamo stati indottrinati
al contenuto dei dieci comandamenti consegnati –
secondo la Bibbia– a Mosè sul monte Sinai,
decalogo obbligatoriamente da rispettare
affinché un fedele possa definirsi “Cattolico”.
Ma se vi dicessi che i dieci comandamenti che ci
sono stati finora propinati sono stati quasi
completamente inventati dalla Chiesa, perché nel
decalogo della Bibbia originale… non esistono
…la situazione come cambierebbe ?
I veri dieci comandamenti, ben diversi da quelli
a noi insegnatici, sono presenti nella Bibbia
nei libri dell’Esodo 20: 2-17 e in Deuteronomio
5: 6-21; riportati di seguito nella tabella (a
sinistra) e comparati con i comandamenti
falsificati della versione ufficiale del
catechismo cattolico (a destra):
|
Il
Decalogo originale secondo l’Antico
Testamento (Deuteronomio 5: 7-21): |
Il
Decalogo secondo la Chiesa Cattolica: |
|
1. Non
avere altri dèi di fronte a me. |
1. Non
avrai altro dio fuori di me. |
|
2. Non
ti farai idolo né immagine alcuna di ciò che è lassù in
cielo, né di ciò che è quaggiù sulla Terra, né di ciò
che è nelle acque sotto la terra. Non ti prostrerai
davanti a quelle cose e non le servirai. Perché io, il
Signore tuo Dio, sono un Dio geloso, che punisce la
colpa dei padri nei figli fino alla terza e alla quarta
generazione per quanti mi odiano, ma usa misericordia
fino a mille generazioni verso coloro che mi amano e
osservano i miei comandamenti |
!? e'
stato eliminato |
|
3. Non
pronunciare invano il nome del Signore tuo Dio perché il
Signore non ritiene innocente chi pronuncia il suo nome
invano. |
2. Non
nominare il nome di Dio invano. |
|
4.
Osserva il giorno di sabato per santificarlo, come il
Signore Dio tuo ti ha comandato. Sei giorni faticherai e
farai ogni lavoro, ma il settimo giorno è il sabato per
il Signore tuo Dio: non fare lavoro alcuno né tu, né tuo
figlio, né tua figlia, né il tuo schiavo, né la tua
schiava, né il tuo bue, né il tuo asino, né alcuna delle
tue bestie, né il forestiero, che sta entro le tue
porte, perché il tuo schiavo e la tua schiava si
riposino come te. Ricordati che sei stato schiavo nel
paese d’Egitto e che il Signore tuo Dio ti ha fatto
uscire di là con mano potente e braccio teso; perciò il
Signore tuo Dio ti ordina di osservare il giorno di
sabato. |
3.
Ricordati di santificare le feste. |
|
5.
Onora tuo padre e tua madre, come il Signore Dio tuo ti
ha comandato, perché la tua vita sia lunga e tu sii
felice nel paese che il Signore tuo Dio ti dà. |
4.
Onora tuo padre e tua madre. |
|
6. Non
uccidere. |
5. Non
uccidere. |
|
7. Non
commettere adulterio. |
6. Non
commettere atti impuri. |
|
8. Non
rubare. |
7. Non
rubare. |
|
9. Non
pronunciare falsa testimonianza contro il tuo prossimo. |
8. Non
dire falsa testimonianza. |
|
!? |
9. Non
desiderare la donna d’altri. |
|
10. Non
desiderare la moglie del tuo prossimo. Non desiderare la
casa del tuo prossimo, né il suo campo, né il suo
schiavo, né la sua schiava, né il suo bue, né il suo
asino, né alcuna delle cose che sono del tuo prossimo. |
10. Non
desiderare la roba d’altri. |
Come è possibile constatare dalla
tabella comparativa, nel primo comandamento del decalogo del
Deuteronomio – il comandamento originale per intenderci – Dio
comanda al suo popolo di “non avere altri dèi al di fuori di
lui”, ammettendo implicitamente l’esistenza e la presenza di più
dèi. Il vero motivo per cui l’ipotetico redattore della Bibbia
(di certo un alto dirigente ebreo, e non Dio !) ha imposto agli
ebrei questo comandamento è perché, nonostante vi fossero
diversi tentativi di unificare il popolo ebraico ormai allo
sbaraglio dopo la cacciata dall’Egitto, gli ebrei,
infischiandosene altamente di ciò che diceva il loro dio, o di
chi glielo voleva imporre, non furono mai fedeli a questa
divinità dimostrando addirittura in molti casi di non conoscerla
neppure, adorando ogni sorta di divinità egizia, sumera, assira,
fenicia ed altre divinità di tutte le razze e religioni; tutte
eccetto il dio biblico.
Per poter riparare a tutte queste
chimeriche anomalie, poiché sarebbe potuto sembrare ridicolo
agli occhi di un credente non ebreo che il dio Creatore
dell’Universo fosse in competenza con altre divinità, la Chiesa
decise di trasmutare grammaticalmente il “numero” della parola
“dèi” dal plurale al singolare (dio), in modo tale da cambiare
il significato all’intero contesto della frase.
Nel secondo comandamento originale
Dio vieta di fare immagini, dipinti, statue e quindi ogni sorta
di raffigurazioni “di ciò che è lassù in cielo, di ciò che è
quaggiù sulla terra e di ciò che è nelle acque sotto la Terra”,
ovvero di ogni eventuale immagine sacra e divina riguardante sia
la presente religione sia le religioni straniere, alle quali era
comunque vietato aderire. Nel prosieguo del comandamento lo
stesso Dio, onnisciente e perfettissimo, ammette di essere un
dio geloso e vendicativo, ponendo questa sua irascibilità come
valido motivo per il quale agli ebrei era vietato fare immagini
e raffigurazioni d’ogni genere e forma (“Perché io, il Signore
tuo Dio, sono un Dio geloso, che punisce la colpa dei padri nei
figli fino alla terza e alla quarta generazione per quanti mi
odiano”).
Il vero secondo comandamento,
insomma, vieta alla religione cristiana di essere una religione
idolatra; di conseguenza – se ci si attenesse alla lettera –
paradossalmente per Dio chiunque abbia adorato almeno una volta
nella vita una immagine od una rappresentazione della Madonna,
del Crocifisso, di padre Pio, o qualunque sorta di immagine
sacra riconosciuta o meno dalla religione Cattolica e Cristiana
– compreso ovviamente chi si sia recato almeno una volta nella
propria vita in un edificio sacro come una chiesa – dovrebbe
essere immediatamente scaraventato all’inferno !
Questo comandamento deciso dal dio biblico mette anche fine ad
ogni discussione sull’eventuale presenza del simbolo del
crocifisso nelle aule scolastiche e di tribunale; ed opporsi a
questo vorrebbe dire rinnegare e mettersi contro le stesse leggi
proclamate dal dio degli Ebrei.
Inoltre come può un’entità perfetta,
onnipotente, onnipresente ed onnisciente, che dovrebbe quindi
esulare da ogni legge fisica e terrestre, e perciò essere una
forza trascendente, dichiarare per sua stessa ammissione di
essere una entità gelosa e vendicativa, e peraltro farlo in un
libro scritto da lei stessa colmo di incongruenze logiche ed
anacronismi storici?
Se Dio è geloso non è perfetto, se
Dio è perfetto allora non è il dio della Bibbia !
Poiché il secondo comandamento del
decalogo del Deuteronomio va contro ogni etica e morale del
Cattolicesimo, questo comandamento viene completamente soppresso
ed eliminato dal Decalogo secondo la Chiesa Cattolica.
Con la stessa furbizia ed
insostituibile acribia, il cupolone del Vaticano si è anche reso
conto che probabilmente i credenti odierni non avrebbero più
accettato e seguito ciecamente la religione Cattolica sapendo
che le loro principali leggi avrebbero proclamato ed esacerbato
la schiavizzazione dell’uomo, e così si è reso necessario un
altro taglio della “pia forbice Cristiana” che ha dato una bella
spuntata al quarto ed al decimo comandamento, dove si diceva di
non far lavorare il proprio schiavo e la propria schiava nel
giorno di Sabato nel quarto, e di non desiderare lo schiavo o la
schiava d’altri nel decimo, relegando in questo modo gli schiavi
alla pari della merce e calpestando ogni loro più bassa dignità.
Avendo rimosso completamente il
secondo comandamento originale, a questo punto la Chiesa si è
ritrovata con soli nove comandamenti, anziché dieci; così, per
riportare il numero dei comandamenti falsificati uguale a quello
degli originali, i falsari hanno diviso in due il decimo
comandamento del Deuteronomio, formando il nono dalla prima
parte di esso ed il decimo dalla seconda parte, semplificandolo
ed omettendo ovviamente le frasi dove venivano citati gli
schiavi. Così il comandamento “Non desiderare la moglie del tuo
prossimo. Non desiderare la casa del tuo prossimo, né il suo
campo, né il suo schiavo, né la sua schiava, né il suo bue, né
il suo asino, né alcuna delle cose che sono del tuo prossimo”
viene diviso in due e trasformato in “Non desiderare la donna
d’altri” del nono comandamento ed in “Non desiderare la roba
d’altri” del decimo.
Questi comandamenti vengono ripresi,
oltre che in parte dal codice di Hammurabi del 1750 a.C.
(periodo in cui gli Hyksos conquistarono il Basso Egitto), dove
si fa uso della Legge del taglione, ben nota nel mondo
giudaico-cristiano per essere anche alla base della legge del
profeta biblico Mosè, soprattutto dal “Libro dei Morti” egizio,
supporto che serviva alla risurrezione per raggiungere il campo
dei giunchi, ovvero il paradiso. Questo papiro conteneva vari
artifizi per poter superare delle prove davanti agli dèi
chiamate “confessioni in negativo”, che permettevano l’approdo
alla porta successiva. Gli alti dirigenti egizi pensarono bene
di far credere ai loro polli che, in caso di risposta sbagliata,
gli dèi li avrebbero puniti per l’eternità; questo per
costringerli a comprare il papiro che permetteva di ingannare,
anche con l’ausilio di altri amuleti, gli dèi celesti.
Il costo di questo papiro era quasi
la metà del lavoro di un anno di un artigiano, più il costo di
altri amuleti che servivano soprattutto a superare la prova
finale. Davanti ad ogni porta ci si trovava di fronte ad un dio,
e l’uomo, o meglio la sua anima, rispondeva dicendo “io non ho
rubato”, “io non ho ucciso”, “io non ho desiderato la roba
(schiavi, donne, denaro, animali etc.) d’altri” e via dicendo.
Superate le quarantadue porte il defunto si trovava davanti ad
Horus che, attraverso la pesa del cuore, decideva il suo
destino. Il defunto estraeva il suo cuore da una scatolina ed
Horus lo poneva sul piatto di una bilancia, controbilanciata
dalla parte opposta da una piuma.
Se la bilancia si manteneva in equilibrio l’uomo andava nel
campo dei giunchi, altrimenti era…l’inferno, o la sua
distruzione.
Il costo del papiro era di sei mesi di lavoro da parte di chi lo
comprava, più altri amuleti che venivano venduti a parte per
ingannare gli dèi dalle bugie del morto. Nacque così il primo
merchandising religioso da parte dei sacerdoti egizi, normali
uomini che, per sbarcare il lunario, preferirono vendere un
prodotto molto richiesto, ieri come oggi: l’illusione della vita
eterna.
Tratto da: altrogiornale.org