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REINCARNAZIONE: Ovvero,
la dottrina della Rinascita
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Reincarnazione - 1
Essa
prevede la possibilità di vivere numerose esistenze (nascite-morti-rinascite-morti-rinascite,
ecc.); questa teoria, che è alla base di tantissime religioni, insegna
che l'uomo scenderebbe, rinascendo sulla Terra o su altri pianeti dell’Universo,
per compiere un cammino evolutivo, verso la consapevolezza di sé e dell’UniVerso
fino all'In-Finito, reincarnandosi tante volte quante gli servono per fare
esperienza e raggiungere la sua coscienza superiore e ricongiungersi con
la scintilla divina che è latente in lui, ma che è “nascosta” per
chi non se ne rende conto, cioè non ha quella consapevolezza/certezza.
Ogni
esistenza/rinascita è regolata dalla legge di causa-effetto (Karma)
secondo la quale ogni avvenimento è la conseguenza delle sue azioni
passate: in pratica l'individuo costruisce il futuro con le sue scelte nel
qui ora, come la malattia è la giusta conseguenza di ogni errore etico.
Alla
ri-nascita, quando si taglia il cordone ombelicale, la memoria del passato
si “scollega” e rimane nell’inconscio, per permettere ad ognuno di
effettuare nuove esperienze non condizionate che in parte, e solo dai
gravi inadempimenti effettuati in vite precedenti (errori etici gravi-
contro se stessi, contro la famiglia, il gruppo, la società, l’ambiente,
l’Universo), cioè contro le Leggi Universali.
La
ri-nascita non è una Punizione,
non vi è alcun senso punitivo, ma solo quello di acquisire esperienza e
risvegliare la coscienza.
Da
un punto di vista scientifico non vi è possibilità di dimostrazione.
Esistono diverse prove a sostegno basate sulla verifica dei dati di
chi afferma di ricordare vite precedenti, quelle controllabili dal punto
di vista anagrafico e/o fotografico, dai segni sul corpo che in certi casi
sono visibili e dimostrano come il corpo abbia la sua memoria visiva su,
es. persone morte per ferite con da arma da taglio, in esse si evidenziano
i segni più o meno intensi, nel luogo/zona del corpo che ha subito il
trauma fisico.
Questo
significa che la Vita, la percezione di Sé, tende all’InFinito, non
cessa assolutamente alla morte; la morte è la “separazione del piombo
dall’oro”; antico principio Alchemico che significa semplicemente:
l’IO
SONO /
Ego
separa da Se stesso tutto ciò che è legato alle leggi della materia
solida, liberandosene, manifesta il suo corpo interiore, quello del
Campo Psico Energetico Elettromagnetico Informato (CEI), composto da certi tipi
di Atomi, Elettroni, Fotoni, Tachioni, che ha più gradi di libertà cioè
più possibilità; la parte fatta di materia solida, ma comunque composta
da certi altri tipi di Atomi personalizzati, viene riciclata per poter riPartecipare ad altri corpi, minerali, vegetali, animali, umani; infatti
quando noi mangiamo, beviamo, respiriamo, ecc., noi utilizziamo “materia”
che è sicuramente stata già aggregata ad altri corpi, minerali,
vegetali, animali, umani e che contiene ovviamente in se Stessa, la
memoria di tutto il proprio passato; in certe condizioni psichiche
possiamo entrare in contatto con questa memoria contenuta negli Atomi e
negli Elettroni che sono nella materia e ricevere informazioni, visioni,
suoni, dal passato.
Durante
la nostra esistenza “muoiono” in continuazione centinaia di migliaia
di cellule del corpo, che liberano i loro elementi atomici costitutivi i
quali sono TUTTI “Personalizzati”, lasciando così attorno a noi una
scia di “noi stessi” che si mescola agli elementi più o meno puri
dell’atmosfera che respiriamo o della terra che calpestiamo; ricordiamo
per analogia che anche il chicco di grano deve morire per moltiplicarsi.
E’
solo ritornando all’elemento Energetico
Atomico Essenziale (Essente)
che possiamo moltiplicarci a miliardi e donare noi stessi anche agli
altri.
Con
la nostra “morte” o trapasso, l’atomo personalizzato abbandona il
corpo/cadavere e attraverso il proprio “buco nero” altre passa la
nostra dimensione e raggiunge il livello dimensionale degli atomi; alcuni
si Recano nel “cielo” (ATMOSfera o sfera/livello degli
atomi) che è
localizzato nella AtmoSfera terrestre; altri scendono negli “inferi”,
sotto terra e raggiungono le profondità della crosta terrestre; altri
ancora si posizionano sulla superficie terrestre (purgatorio) ove
rimangono per essere rimodellati in nuove forme viventi umane, abbastanza
velocemente.
Ma
al nostro trapasso generiamo anche una “nube” di questi elementi
Atomici Informatizzati dall’esperienza appena vissuta; essi immettono
nel cielo atmosferico e nella terra (terreno) a seconda di dove finiscono,
e sono portatori anche di ogni nostra caratteristica atta a identificarci;
quando respiriamo, mangiamo, beviamo, ingeriamo oltre ad Elementi puri
anche una grande quantità di elementi atomici personalizzati,
manifestatisi con la morte di miliardi di esseri viventi che ci hanno
preceduto.
La
materia informata è in continua trasformazione e passa attraverso tutti
gli stati: solido, liquido, gassoso, plasma od energetico (E+ ed
E-) con
tutti i loro livelli o dimensioni; sempre per essere coerente al principio
della Trasformazione o Trasmutazione. Il Tutto si manifesta per mezzo del
Principio Duale e Binario, Caldo/Freddo, cioè con la differenza Termica.
Le
trasmutazioni atomiche, i trapassi, ovvero anche la “morte” degli
esseri Viventi, sono derivati da scompensi termici, che sono squilibri dai
giusti rapporti che devono esistere fra i 2 lati contrapposti (E+ ed E-)
dell’Energia E, in quanto solo i giusti rapporti fra di essa, consentono
la manifestazione dell’Energia Neutra ovvero della Materia, compresa
quella Biologico Vivente.
Per
riassumere e per dirla in altre parole, possiamo affermare che il
“Concepimento” è l’esplosione, l’espansione nel macro Universo;
la morte è il passaggio, l’implosione, la concentrazione nel micro
Universo Elettronico Atomico ed ad ogni morte vi è un “salto
quantico” che viene ad essere effettuato, cioè un salto di qualità,
l’incremento qualitativo che è sempre parte di ogni esperienza, dalla
“nascita alla morte” e serve ad accrescere il potere d’informazione
dell’Osservatore: l’Ego/IO della Materia Psico Energetico Informata e
del Campo Elettromagnetico che essa produce.
Ecco
perché è fondamentale imparare a gestire il proprio corpo fisico in modo
che durante la Vita esso serva per migliorare la propria esperienza, ma
sia utile, una volta ridato il corpo alla madre Terra, perché tutte le
sue parti molecole, atomi, personalizzati dall’esperienza acquisita
durante la vita fisica, ridiano le informazioni ai nuovi corpi ai quali
essi si aggregheranno.
Per
sintetizzare e precisare dobbiamo dire che sostanzialmente siamo 3 parti
in Uno (D’IO infatti è Uno e Trino), una parte fisica, l’altra
energetica e la terza informatica.
La
Medicina Biologica o Naturale insegna giustamente che il corpo è il
“TEMPIO di D’IO”, di conseguenza vi è l’obbligo di trattarlo in
modo a che non si inquini più di quanto non lo sia alla nascita, cioè
che l’inquinamento corporeo sia possibilmente meno pesante nel futuro a
quello della generazione precedente; questo perché tutte le informazioni
passano alle generazioni future umane, animali, vegetali e minerali anche
attraverso Atomi ed Elettroni, altrimenti cosa lasciamo ai nostri figli,
solo spazzatura ?
Questo
DEVE essere il comportamento di tutti coloro che cercano sempre di fare
meglio o si peritano di insegnare o praticare le Medicine Biologico
Naturali.
L’l’IO
SONO /
Ego,
essendo una parte dell’Infinito nella forma finita, tende a riprodurre
la propria Essenza Infinita all’Infinito, nelle quasi infinite
dimensioni spazio temporali del “fuori” e del “dentro”, di ciò
che E’, dell’Universo e dei tendenti Infiniti Universi.
Il
processo di “perdita di memoria” delle proprie esperienze passate, che
avviene in ogni nuova nascita, fa parte del meraviglioso programma
dell’evoluzione spirituale dell’Ego/IO (Essere) che, per poter vivere
pienamente una nuova esperienza non deve, né può consapevolmente, essere
ancorato ai ricordi delle precedenti esperienze, in quanto ne sarebbe
fortemente condizionato.
Questa
Causalità dell’Universo apparentemente entropico ma sicuramente
Sintropico (cioè perseguente una finalità) è la grande bellezza e
sicurezza che deve in ognuno di noi albergare, per poter affrontare più
serenamente questa Vita e l’Infinito futuro.
L’importante è anche che ad ogni
“esperienza” o vita si sappia guidare la nuova “personalità
negativa” manifestata nella vita presente per trasformarla sublimandola
ai desiderata dell’Ego/IO che comunque persegue le finalità
dell’Universo, l’evoluzione dello Spirito, in quanto la Coscienza
(Istintiva, Inconscia e quella Razionale, Conscia) NON racconta bugie a se
stessa.
Ricordiamoci da ora in avanti che: La morte
è come una dolce sposa che va attesa al suo momento e con la quale si
effettua un atto d'amore (l’ultimo orgasmo), che ci traghetta nella
dimensione per la quale ci si è preparati (in questa dimensione) a
recarsi e che:
L’UniVerso
è una
manifestazione multi dimensionale, Mentale, Spirituale che utilizza la
Materia ovvero il lato Oscuro di SE’ per potersi rendere Visibile nella
Luce e così poter osservare le altre parti di Sé ed osservandole le fa
Esistere, così facendo Ella Manifesta nell’InFinito ciò che non è
Manifesto, l’IMManifesto, la Coscienza e quest’ultima ricercando le
proprie OriGini (Ori-geni,
Geni d’oro ovvero geni-tori) può
scoprendole auto mantenersi all’InFinito, cioè per SEMPRE, ecco i veri
scopi e Finalità dell’UniVerso stesso.
Una
tecnica di comunicazione con i trapassati è quella di mettersi in una
stanza semi buia in stato di rilassamento davanti ad uno specchio ed
evocare, chiamare la persona che si vuole contattare ed attendere che si
faccia viva; NON sempre il contatto avviene ed alle volte il contatto è
con un altro essere e non con quello evocato, in quanto in questa tecnica
giocano diversi fattori nella comunicazione dell’evocazione, perché non
è solo il “conscio” che chiama, ma è anche l’inconscio contenuto
nel DNA dell’evocatore che vi partecipa.
Occorre comunque
fare attenzione a non divenire psico dipendenti dalle evocazioni, in
quanto esse tendono a far rimanere la persona che evoca nella memoria del
suo passato, per cui in certi casi essa soffre molto; in altri casi al
contrario può essere utile avere questi contatti, per uscire dalla
propria disperazione, che comunque può essere vinta anche studiando bene
il problema della morte nel suo complesso.
Video che illustra come si e' gia'
fotografato il campo energetico emanato
dall'Uomo, animale, vegetali ecc.
Per i particolari della parola stessa vedi su:
ANI + MA
(Definizione) +
Anima 2
+
Anima 3
+
Anima
4
L’antichissima
credenza nella reincarnazione o rinascita
La
chiesa cristiana primitiva e la sua posizione rispetto alla teoria della
reincarnazione,
citazione di scritti di Origene (un padre della prima chiesa cristiana - tratto da K. O. Schmidt "Non viviamo una sola volta" non
tradotto in italiano):
"Se si vuole sapere come mai l'anima umana
una volta obbedisce al bene, e l'altra al male, bisogna ricercarne le
cause in una vita che precede la vita attuale. - Ognuno di noi anela a
raggiungere la perfezione attraverso la successione continua delle vite. -
Noi siamo costretti a vivere vite sempre nuove e sempre migliori, sia
sulla terra sia su altri mondi. La nostra dedizione a Dio, che ci purifica
da ogni male, significa la fine delle rinascite." (Thorvald
Dethlefsen - Il destino come scelta - Edizioni Mediterranee)
Vi
sono quattro o cinque capitoli del De Principiìs, in cui Origene afferma
che le anime preesistano di gran lunga alla attuale loro
comparsa nel mondo, e di gran lunga dopo la morte
saranno ancora provate, cadendo e risorgendo; ma
da ultimo dopo lunga serie di prove, tutte si ritroveranno in
una infinita eterna beatitudine, sicché
secondo la parola della Scrittura “Dio sarà tutto in tutti".
Chi
ha bisogno di un corpo ne viene rivestito; quando invece le anime cadute
si elevano a un destino migliore, i loro corpi vengono nuovamente
distrutti. Così essi appaiono e scompaiono perennemente.
(Origene, 185-254 era volgare; è un padre della chiesa cristiana)
Sono
sicuro che la rinascita esiste veramente, che essa trae la sua origine
dalla morte, e che le anime dei morti continuano a vivere.
(Da Socrate)
E'
Dio che ti ha creato, poi ti ha mantenuto, poi ti farà morire, e di nuovo
ti darà la vita. Sia gloria a Lui.
(Da
il Corano)
Le
anime devono ritornare all'Assoluto da cui sono emerse. Per raggiungere
questo fine, però, devono sviluppare le perfezioni il cui seme è già
insito in loro. E se non avranno sviluppato tali caratteristiche in questa
vita, allora dovranno cominciarne un'altra, una terza, e così via.
Dovranno continuare così finché non avranno acquisito la condizione che
permette loro di tornare in compagnia di Dio. (dallo
ZoHar)
La
mia infanzia ha forse seguito un'altra mia età, morta prima di essa ?
Forse quella che ho vissuto nel ventre di mia madre ? ... E ancora, prima
di quella vita, o Dio della mia gioia, io esistevo già in qualche altro
luogo o altro corpo ?
(dalle Confessioni di Sant'Agostino)
Quando,
o Signore, ho io peccato ? Quando ero nell'utero di mia madre o prima che
io fossi ? La mia infanzia seguirà ad altra età già morta? o prima
ancora? E dove e chi io fui? Ho io peccato o i miei genitori ?
(Da
S. Agostino nelle Confessioni)
Come
una persona indossa vestiti nuovi e lascia quelli usati, così l'anima si
riveste di nuovi corpi materiali abbandonando quelli vecchi e inutili.
(Bhagavad-Gita, poema Indù)
Il
corpo non è che il viaggio dell'anima. Si cambia d'abito nella tomba, il
sepolcro è l'anticamera del cielo.
(Da
Victor Hugo)
ATTUALITA'
GIUDAICHE:
Il
rabbino Ovadia,
passando poi a parlare dell'Olocausto, ha di nuovo fatto letteralmente
sobbalzare molti israeliani quando ha affermato: “Tutti i sei milioni
di ebrei, quei poveretti che persero la vita nelle mani dei malfattori
nazisti, erano la reincarnazione di anime precedenti che più volte
peccarono e fecero cose che non dovevano fare e furono perciò reincarnate
per pareggiare i conti”.
Quella
della reincarnazione è una credenza cabalistica della mistica ebraica che
non è però condivisa da tutti i fedeli ebrei di oggi, come al tempo di
Gesù.
Dal punto di vista teologico ebraico, ha
affermato il rabbino Avi Ravitzky, “c'è un'enorme difficoltà a
spiegare la Shoah e le risposte sono diverse”.
Nuovo Testamento – Primi
giudeo-cristiani
Nel
Vangelo vi sono alcuni accenni, come nel racconto del cieco nato “Maestro,
quest'uomo è nato cieco: ma è colpa sua o dei suoi genitori ?
", o nel passo in cui Gesù chiede chi crede la gente che Lui sia. E
quando gli dicono che qualcuno crede che lui sia Elia, "Elia è già
tornato", risponde "e non lo hanno riconosciuto. Elia è
Giovanni il Battista".
Si
parla di reincarnazione anche nei Vangeli apocrifi (Tommaso), nei libri
gnostici e nel Corano.
Il
concilio di Costantinopoli ha poi condannato la credenza nell'esistenza
dell'anima prima della nascita, condannando Origene, che la sosteneva.
In
realtà potremmo vedere nel ritorno dell'ani+ma sulla Terra la possibilità
che viene data ad essa di riscattarsi dall’ignoranza. Inferno e
Purgatorio sono non luoghi fisici, ma condizioni di esistenza dell'essere.
Nell'inferno l'individuo è immerso nel buio spirituale (ignoranza) e
quindi lontano dall’illuminazione (conoscenza); nel Purgatorio invece,
sta iniziando la via della conoscenza, ma sbaglia ancora e deve migliorare
attraverso le esperienze di una o più vite, sono quindi
stati che viviamo anche sulla terra, riparando una vita dopo
l'altra i nostri errori passati e non commettendoli più nella nuova
esistenza.
La
figura di Gesù non viene intaccata dalla credenza nella reincarnazione:
Egli rimane una Via da seguire, vita dopo vita, un dei tanti Salvatori
del’umanità, che non toglie i peccati nel senso che li cancella, ma ci
indica la strada per redimerci come tutti gli altri messia che la Vita
invia ai suoi figli nelle varie età ed in ogni luogo.
L'individuo
viene sulla Terra per la prima volta in uno stadio primitivo, involuto:
vivere gli serve per imparare, per maturare, crescere, evolversi. Come è
possibile che questo avvenga in una sola vita ?
Se
ci guardiamo intorno, vi sono molte persone prive di cultura, povere anche
dal punto di vista umano, spirituale, culturale: se è vero che “Dio”
ama ognuno di noi nello stesso modo, come è possibile che non dia a tutti
le stesse possibilità ? Se accettiamo la reincarnazione, allora è più
facile spiegare destini diversi, perché c'è chi nasce ricco e chi
povero, chi sano e chi malato, perché a qualcuno sia data la possibilità
di studiare, di vivere in una famiglia affettiva, in un ambiente sano, e
altri vivano invece nella disperazione, nella violenza, nella miseria
morale.
Noi
non ricordiamo perché l'ani+ma, come diceva Platone, prima di incarnarsi
passa attraverso il Lete, il fiume dell'oblio (il liquido amniotico dentro
il ventre materno), perde quindi la memoria del suo passato quando il
cordone ombelicale viene reciso.
Per
alcuni individui ricordare sarebbe traumatico. Meglio rinascere senza
ricordi e senza condizionamenti. Inoltre cancelliamo i nostri ricordi a
causa dei condizionamenti culturali. Pensate alla reazione degli adulti di
fronte a un bambino che racconta cosa faceva quando era grande, quando
aveva un'altra madre e un altro padre, una moglie, dei figli... Il bambino
che ricorda (e che non ha gli strumenti intellettuali per strutturare il
suo pensiero) spesso preferisce dimenticare per sentirsi accettato.
Tuttavia,
a mano a mano che ci evolviamo e l'anima è più consapevole, le memorie
diventano più chiare.
Molti
bambini, come ha dimostrato Ian Stevenson, hanno ricordi precisi e
verificabili già in età prescolare. Inoltre i ricordi riemergono
facilmente con l'ipnosi regressiva (quasi tutti coloro che si sottopongono
a questa metodica riescono a vivere il loro passato).
Dando
un'induzione generica di tornare indietro nel tempo, riemergono storie che
vengono vissute come proprie, appartenenti a un'altra epoca, le quali
aiutano a spiegare paure e traumi altrimenti inspiegabili e a dare un
senso alle esperienze della vita attuale.
La
rinascita ed i giudeo-cristiani delle origini
Facendo
degli studi approfonditi è possibile dimostrare che, a differenza della
concezione delle dottrine Cattolica ed Evangelica, la dottrina
rinascita/reincarnazione dell'anima facesse parte del cristianesimo delle
origini e che rappresentava una parte essenziale della fede cristiana.
La
conoscenza della rinascita, infatti, era un patrimonio spirituale
indiscusso e diffuso al tempo del cristianesimo delle origini e nei primi
secoli. Anche Gesù il Nazareno insegnò la rinascita e per molti Padri
della Chiesa essa era una cosa scontata.
Seguirà
una breve esame dei fatti politico-religiosi che hanno creato i
presupposti affinché la Chiesa Cattolica eliminasse dalla sua dottrina la
dottrina della rinascita; dottrina che, durante il V e VI secolo
dell’era volgare, era comune e molto diffusa.
In
effetti, fornendo una spiegazione logica a molti misteri della vita, la
dottrina era stata accettata anche da alcuni Padri della Chiesa, tra cui
Agostino, Tertulliano, Sinesio, Origene ed altri, fatto affermato anche da
Ruffino in una lettera diretta a S. Anastasio dove scrive: "... questa
credenza era comune tra i primi Padri della Chiesa ..." 3
Ciononostante
molti cristiani moderni tendono a considerare l'idea come una buffa
superstizione.
Un
brano interessante 4
Questa
è la dottrina più antica ed il numero degli uomini che vi credono è
maggiore di quello di coloro che non l'accettano. I milioni che abitano
nell'Oriente quasi tutti si attengono ad essa. I Greci la insegnarono. Una
grande parte dei Cinesi vi crede ora, come già fecero i loro progenitori.
Gli Ebrei la considerarono vera ed essa non è scomparsa dalla loro
religione, e Gesù, che viene chiamato il fondatore della Cristianità,
pure vi credette e l'insegnò. Al principio dell'èra cristiana essa fu
conosciuta ed insegnata, ed i migliori fra i Padri della chiesa vi
credettero e la promulgarono.
I
Cristiani dovrebbero ricordarsi che Gesù era un Ebreo. Senza dubbio egli
ben conobbe le loro dottrine.
Essi
tutti credevano alla rinascita o reincarnazione. Secondo loro Mosè,
Adamo, Noè, Seth ed altri erano ritornati sulla terra, ed al tempo di Gesù
era opinione comune che l'antico profeta Elia dovesse ancora ritornare.
Così troviamo che Gesù non negò mai la dottrina e diverse volte la
confermò dicendo che S. Giovanni Battista era veramente l'antico Elia che
il popolo attendeva.
Tutto
ciò si può vedere studiando in S. Matteo i capitoli XVII, Xl ed altri.
Ivi appare chiaro che Gesù mostrò di approvare la dottrina della
rinascita.
E
dopo Gesù troviamo che S. Paolo nei Romani, cap. IX, parla di Esaù e
Giacobbe come già esistenti prima che fossero nati, mentre più tardi
ancora vediamo che i grandi padri Cristiani quali Origene, Sinesio ed
altri credettero in questa teoria e la insegnarono.
Nei
Proverbi, cap. VIII, versetto 22, Salomone ci dice che egli fu presente
quando fu fatta la terra e che lungo tempo prima dell'epoca in cui egli
poté nascere quale Salomone, la sua delizia fu nelle parti abitabili
della terra insieme ai figli degli uomini.
Il
San Giovanni dell'Apocalisse dice al cap. III, versetto 12 del suo
scritto, che in una visione la voce di Dio, o di un altro che parlava
nelle Sue veci, gli disse che coloro i quali sarebbero vittoriosi non
sarebbero più costretti ad "andar fuori", cioè non sarebbero
costretti a reincarnarsi.
Per
cinquecento anni dopo Gesù, questa dottrina venne insegnata nelle chiese,
fino al tempo del Concilio di Costantinopoli. Quindi venne pronunciata una
condanna contro una fase della questione (vedi più avanti, n.d.r.), che
molti hanno considerata come rivolta contro la dottrina della rinascita.
Però
se questa condanna è in opposizione alle parole di Gesù, essa non ha
valore. Essa gli è contraria, e quindi troviamo che la Chiesa dichiara
effettivamente che Gesù non ne sapeva abbastanza, visto che essa
condanna, come pure fece, una dottrina la quale fu nota ed insegnata ai
suoi giorni, e che gli venne portata innanzi in modo prominente e non fu
mai rinnegata, ma invece approvata da lui. Il Cristianesimo è una
religione ebraica e questa dottrina della rinascita le appartiene
storicamente, giacché deriva dagli Ebrei stessi, ed anche perché venne
insegnata da Gesù e dai primi Padri della Chiesa.
La
reincarnazione e le religioni del mondo
Proprio
come gli Indù e i Buddisti accettano la dottrina della rinascita, così
tutte le tradizioni religiose l'hanno accettata in tempi diversi compresi
gli antichi Egizi ed i Greci. Anche molte tribù africane, gli Indiani
d'America e gli aborigeni australiani e includono la rinascita nelle loro
credenze.
Anche
gli Ebrei e gli Esseni, credevano nella rinascita e tale credenza ha
continuato ad essere popolare tra gli Ebrei europei fino alla fine del
Medioevo, tale dottrina è spiegata abbastanza in profondità in varie
opere cabalistiche.
Fonti
storiche sulla dottrina della rinascita
Tra
gli autori occidentali più antichi che trattano di questa dottrina vi è
Erodoto (484-425 a.C.) che ne parla nel secondo "Libro delle
Storie", con queste parole:
"...
gli Egiziani sono stati i primi ad affermare che:
1.
l'anima dell'uomo è immortale;
2.
che alla morte del corpo essa entra tosto in un altro animale allora nascente;
4. che dopo essere passata successivamente per tutte le specie di
animali della terra, dell'aria e dell'acqua, penetra nuovamente nel corpo di un uomo,
6.
nel momento in cui esso nasce e compie questo suo ciclo nello spazio di tremila anni;
8.
di questa dottrina, come fosse propria, si sono valsi anche alcuni
autori greci..."
Appare
perciò evidente gli Egiziani credevano nella rinascita e nella
metempsicosi. Di questa dottrina, comunque, se ne sono appropriati alcuni
autori greci, tra cui Platone ed Empedocle, che, a loro volta, la
diffusero nel mondo greco-romano.
Tertulliano,
dal canto suo, ne parla dicendo: "Quale valore ha oggi l'antica
dottrina menzionata da Platone (cfr. Fedone) sulla migrazione delle anime;
come esse si dipartono da qui e vanno ivi e poi ritornano passando per la
vita e poi si dipartono nuovamente da questa vita e ritornano presto alla
morte ? Alcuni sostengono che quest'è una dottrina di Pitagora, mentre
Albino (contemporaneo di Galeno 130-200 d.C.) sostiene che quest'è un
insegnamento divino dovuto forse a Ermete Trismegisto..."
Pertanto
possiamo affermare con certezza che gli antichi Egizi conoscevano e
insegnavano la dottrina della rinascita, certamente in modi diversi al
popolo ed agli Iniziati.
Per
trovare delle fonti ancor più remote dobbiamo recarci in India, dove ne
troviamo ampi cenni nei Veda, uno dei testi religiosi che risale a
circa 2000 anni a.C. Va però considerato che questi insegnamenti furono
tramandati a voce per moltissimo tempo, la stesura dei Veda, pur essendo
abbastanza recente, non deve perciò far supporre che tale insegnamento
risalisse soltanto a quella data.
Il
testo dei Veda che maggiormente sviluppa la dottrina della
rinascita è il Codice del Manù Manavadharmashastra7,
specialmente nel libro XII dove troviamo ben 126 paragrafi in cui vengono
descritti premi e castighi relativi ad una vita in relazione alle altre
vissute in precedenza. Questo trattato, ancor oggi, rappresenta, per gli
Indù un testo fondamentale di regole civili e religiose. Studiandone il
contenuto appare chiaro come sia servito di ispirazione anche per creare
la legislazione greca, quella persiana ed anche la romana.
Il
paragrafo 40 dice:
a)
"Le anime dotate di bontà conseguono la natura divina;
b)
quelle dominate dalle passioni, ottengono la condizione umana;
c)
le anime precipitate nell'oscurità, sono avvilite allo stato di
animali...
...
Circondati dall'oscurità, manifestantesi sotto un'infinità di forme, a
causa delle loro precedenti azioni, tutti questi esseri sono dotati di una
coscienza interiore: sentono il piacere e il dolore. Sono cosi stabilite
da Brahma, fino ai vegetali, le trasmigrazioni, che hanno luogo in questo
mondo orribile, che si auto distrugge senza tregua..."7
Coloro
che non vogliono più rinascere dovrebbero studiare attentamente il passo
seguente:
"Considera
attentamente le trasmigrazioni degli uomini, cagionate dalle loro azioni
colpevoli; la loro caduta nell'inferno ed i tormenti che sopportano nella
dimora di "Yama": la separazione di quelli che si amano e la
unione con quelli che si odiano; la vecchiaia che fa sentire i malanni, le
malattie che li affliggono; lo spirito vitale che esce dal corpo per
rinascere nel grembo di una creatura umana e le trasmigrazioni di
quest'anima in diecimila milioni di matrici. Le sciagure che soffrono gli
esseri animati a cagione delle loro iniquità e la felicità inalterabile
che essi invece provano nella contemplazione dell'essere divino che
conferisce ogni virtù..." 8
"Dandosi
alla meditazione più profonda, I'asceta osservi il cammino dell'anima
attraverso diversi corpi, dal grado più alto fino al più basso, cammino
che stentano a intravedere coloro il cui spirito non è stato perfezionato
dai Veda..." 9
Altri
notevoli passi del Codice di Manù alludono non solo chiaramente alla
dottrina della rinascita, ma indicano la ragione delle vicende del destino
umano e il modo come l'uomo può emanciparsi dalla sua condizione mortale:
"Ogni
atto del pensiero, della parola, del corpo, porta un buon o cattivo
frutto: dalle azioni degli uomini risultano le loro differenti
condizioni...10
"L'essere
dotato di ragione consegue una ricompensa od una punizione per gli atti
dello spirito, nello spirito; per quelli della parola, negli organi della
parola; per gli atti corporei nel suo corpo..."11
"Colui
che è dotato di questa vista sublime, non è più incatenato dalle sue
opere, ma colui che è privo di questa vista perfetta, è destinato a
rinascere in questo mondo"12
"Quando
gli uomini delle quattro classi, senza una necessità urgente, deviano dai
loro particolari doveri, passano nei corpi più vili e sono ridotti in
schiavitù sotto i loro nemici ..."13
"L'uomo
considerando con il suo spirito che queste trasmigrazioni dell'anima
dipendono dalle virtù o dai vizi, diriga sempre il suo spirito verso la
virtù..."14
Se
andiamo cercando qualcosa ancor meglio definito lo possiamo trovare nello
Samannapalasutta, dove sta scritto:
"Il
monaco purificato con mente chiara dirige la sua mente verso il ricordo ed
il riconoscimento dei suoi precedenti modi di esistenza e richiama alla
sua mente i suoi vari destini delle vite precedenti: prima una vita, poi
due vite ... fino a cinquanta vite, poi a mille vite e a centomila vite.
Poi richiama alla sua mente le epoche di molte creazioni del mondo, poi le
epoche di molte distruzioni del mondo...
La ero io, quello era il mio
nome, a quella famiglia ho appartenuto, questo era il mio rango, questa
era la mia occupazione, tali erano le gioie e le sofferenze che ho avuto,
così fu la mia esistenza, morendo ancora una volta venni in esistenza
nuovamente altrove. In questo modo il monaco ricorda le caratteristiche ed
i particolari dei suoi vari destini dei tempi passati..."Troviamo anche questo brano interessante anche nel Mundakaupanishad: "Chi
si crea dei desideri con la sua mente, nasce di nuovo a cagione dei suoi
stessi desideri".Anche nella Bhagavad Gita, che possiamo considerare come il Vangelo
degli Induisti (circa V secolo a.C.) si trovano dei riferimenti molto
chiari:
"Come
per il corpo dell'anima incarnata vi è il sopraggiungere dell'infanzia,
della gioventù e della vecchiaia, così vi è per l'anima di prendere un
altro corpo, su questo punto il saggio non è perplesso."17
"Al
termine di molte vite, l'uomo saggio viene a Me dicendo “Vasudeva è
tutto, ma tale Mahatma è difficilissimo a trovare.” 18
"Come
l'uomo deponendo i vecchi abiti ne prende altri nuovi, così lo spirito
spogliando i vecchi corpi, entra in altri nuovi..." 19
Tertulliano
(160-240 d.C.), uno dei più antichi Padri della Chiesa, combatteva la
dottrina della metempsicosi intesa come possibilità che l'anima umana
potesse trasmigrare negli animali e, nel suo Apologetico, tratta
l'argomento della resurrezione in modo molto esteso, leggiamo le sue
parole:
"Se
un filosofo afferma, come Laberio, seguendo l'opinione di Platone, che un
uomo deriva da un mulo, da una serpe o da una donna e se con abilità
dialettica adduce tutti gli argomenti per la comprova di una simile tesi,
non otterrà forse consenso e susciterà fede in altri? ... se invece il
cristiano assicura che un uomo morto, ritornerà uomo e che Caio diventerà
Caio, sarà subito cacciato dal popolo ... se vi è qualche Mente che
presiede al ritorno delle anime in altri corpi, perché non si dovrà
credere che essa trasmigra nella sua stessa sostanza, consistendo nel
ripristinare in essere ciò che uno era? Obietterete: le anime dopo aver
mutato corpo, non sono più quelle di prima... Ma posso addurre un
argomento più solido a nostra difesa sostenendo che è molto più degno
di fede che da un uomo debba ritornare un uomo, un Tizio da un Tizio,
purché rimanga uomo e che la stessa qualità di un'anima sia restituita
nella sua stessa natura, benché sotto altre apparenze ... la luce ogni
giorno si accende e si spegne, le tenebre si diradano e poi ritornano, le
stelle scompaiono e ricompaiono, le stagioni ove finiscono, ricominciano,
i frutti si consumano e ritornano, i semi non risorgono più fecondi se
non si corrompono e disfanno: tutte le cose col perire si conservano,
tutte le cose con la morte risorgono..."20
Origene
(186-253 d.C.), considerato come un studioso assai serio, credeva nella
rinascita e venne scomunicato proprio per questo motivo, In numerosi suoi
scritti troviamo esposto il suo punto di vista su questa dottrina, nella
sua nota opera Contra Celsum afferma al riguardo: "Non è
forse più conforme alla ragione credere che ogni anima per certe
misteriose ragioni (parlo secondo l'opinione di Pitagora, Platone ed
Empedocle) sia introdotta in un corpo, secondo i suoi meriti e le sue
azioni passate?..."21
Anche
S. Girolamo, in una lettera che scrisse ad Arito, parla della rinascita
dicendo: "Se esaminiamo il caso di Esaù, potremo trovare che egli fu
condannato a causa dei suoi antichi peccati in un peggior corso di
vita..."22
Ed in un'altra occasione, scrivendo a Demetriade dice: "... la
dottrina della trasmigrazione era insegnata segretamente ai pochi fino dai
tempi antichi, come una verità tradizionale, che non si doveva
divulgare..."23
S.
Agostino dimostra di essere al corrente di questa dottrina quando nel Civitate
Dei egli dice: "Certi gentili asserivano che nella rinascita
degli uomini avviene quello che i Greci chiamano palingenesi... essi
insegnano che avviene l'unione della stessa anima e corpo ogni 440
anni..."24
Nelle Confessioni, invece, lo ritroviamo mentre esclama:
"Quando, Oh, Signore, ho io peccato? Quando ero nell'utero di mia
madre o prima che io fossi? La mia infanzia seguirà ad altra età già
morta? o prima ancora? E dove e chi io fui? Ho io peccato o i miei
genitori?..."25
Ruffino
stesso, in una lettera diretta a S. Anastasio, afferma: " ... che
questa credenza era comune tra i primi Padri della Chiesa ... "26.
Un'altra conferma di quanto tale dottrina fosse diffusa la ritroviamo
anche nelle parole del vescovo Nemesio quando, nella sua preziosa opera De
Natura Hominum, afferma: "Tutti i Greci credono che l'anima sia
immortale e ritengono che questa passi da un corpo all'altro ... "27
Nella
Pistis Sophia, che rappresenta l'unico Vangelo gnostico tuttora
esistente, attribuisce al Salvatore le seguenti parole: "... ma colui
che ha peccato una, due o tre volte, la sua anima sarà rigettata e
rinviata nel mondo, secondo la forma dei peccati che ha commesso..."28
Questo testo viene citato da Epifanio (320-402) e da altri Padri della
Chiesa.
Anche
nella Cabala ebraica, conosciuta per la saggezza del suo contenuto,
troviamo degli accenni alla rinascita, nello Zohar, per
esempio, sta scritto:" ..tutte le anime sono soggette alle prove
della trasmigrazione ... esse devono sviluppare tutte le perfezioni... e
se non hanno adempiuto a questa condizione durante una vita, devono
incominciare una seconda, una terza, fino a quando ... sono atte alla
unione con Dio ... "29
H.Ch.
Puech, un noto studioso francese, studiò a lungo la dottrina dei manichei
e ne riassunse il loro punto di vista sulla rinascita con queste parole:
"Se l'uomo riesce a conservare il perfetto distacco dopo la morte, la
sua anima raggiungerà definitivamente ... Ia sua patria luminosa, il
regno del Padre... nel caso contrario, a meno che non avesse commesso
peccati gravi che lo portano alla dannazione immediata, sarà condannato,
come nella concezione indiana, a rinascere o ad essere travasato nei corpi
successivi, allo scopo di percorrere altri cicli dolorosi del 'samsara'
(ciclo delle rinascite, n.d.r.)".30
La
chiesa cattolica e la DOTTRINA della RINASCITA - Origene (185-253 d.C.)
Fu
Origene, uno dei più dotti tra i Padri della Chiesa, che, osservando come
tutti gli uomini fossero assai diversi tra loro fin dalla nascita,
concluse che essi dovevano aver già vissuto in precedenza. Secondo lui
era proprio per questo motivo che essi hanno un loro modo unico di pensare
ed agire. Sempre di Origene era la convinzione che le Sacre Scritture
potessero essere comprese nel giusto modo soltanto quando considerate
nella luce della rinascita.
Origene,
fu una delle figure più controverse nella storia della Chiesa Cristiana.
In gioventù fu allievo di Clemente nel Didaskalèion di
Alessandria e dopo qualche tempo fu incaricato dal vescovo Demetrio di
dirigere la preparazione dei catecumeni. Viaggiò in lungo e in largo,
visitando Roma, Atene e l'Arabia. Frequentò il grande filosofo Ammonio
Sacca, che fu maestro anche di Plotino.
Origene
era un cristiano devoto ma non accettava la dottrina semplicistica, così
come si presentava dopo due secoli di lenta evoluzione. Si mise allora a
meditare sui testi sacri per ricavarne un'interpretazione più profonda,
intelligente e convincente.
Questo
suo lavoro basato sullo studio, l'interpretazione ed il commento dei testi
sacri lo portò, pian piano, a dissentire dagli insegnamenti proposti
dalla Chiesa. Fu così che venne espulso dalla comunità alessandrina a
seguito di alcune divergenze createsi con il vescovo Demetrio.
Ciò
che turbava maggiormente le autorità religiose era un punto della
dottrina di Origene; un punto dove si insegna che l'anima vive in un corpo
ed, alla morte, lo abbandona per passare in un altro. Questo ciclo
continua fintanto che l'anima non si sia dimostrata superiore alle
inclinazioni della carne. In quel momento essa conquista la libertà dal
corpo e può tornare alla propria residenza divina senza doversi incarnare
di nuovo.
Gli
ostacoli incontrati non impedirono comunque ad Origene di portare a
termine un testo monumentale, l'Esapla, che contiene una revisione critica
del testo sacro. Fondò anche una scuola in Cesarea di Palestina dove
proponeva le sue idee e la sua interpretazione dei testi sacri in cui
cercava sempre di cogliere il senso più profondo e spirituale. La sua
influenza sulla teologia cristiana fu predominante per tutto il secolo III
e buona parte del IV.
Nel
250 d.C., l'imperatore romano Decio pretese che tutti i cittadini avessero
un certificato attestante il fatto che il possessore avesse fatto dei
sacrifici agli dei riconosciuti dai Romani. Origene non acconsentì e fu
imprigionato e torturato. Morì nel 253, probabilmente in conseguenza
della sua prigionia.
Giustiniano
(482-565 d.C.)
Giustiniano,
di umili origini, nacque a Tauresio nel 482 d.C. In gioventù visse a
Costantinopoli (ora Istanbul) dove ricevette una eccellente educazione.
Egli era molto versato nel Greco e nel Latino, cosa alquanto insolita per
una persona delle sue origini. Ben presto fu adottato da un suo zio
romano, Giustino I, a quel tempo era imperatore dell'Impero Orientale
Romano, che gli conferì onori e potere.
Durante
il suo soggiorno in Costantinopoli, Giustiniano si innamorò di una mima
del circo locale: Teodora. Egli desiderava sposare questa giovane e bella
ragazza ma la zia, moglie di Giustino I, non era affatto d'accordo con i
sentimenti del nipote e si opponeva alla loro unione. Dopo la sua morte,
però, Giustiniano convinse lo zio e sposò Teodora che gli fu di valido
aiuto possedendo una notevole intelligenza ed una forte volontà.
Nel
527 d.C. Giustino accettò Giustiniano e sua moglie come co-regnanti del
suo Impero e soltanto quattro mesi più tardi morì, Giustiniano successe
allo zio e divenne Imperatore Romano. Rimase al potere per circa 40 anni e
sotto il suo impero fiorirono commerci, attività economiche ed arti
edilizie; risalgono infatti a questo periodo la costruzione della
cattedrale di S. Sofia in Costantinopoli e della basilica di S. Vitale in
Ravenna.
Giustiniano
si era proposto di ricomporre il vastissimo territorio dell'Impero Romano,
di cui auspicava anche un'unità nelle ideologie religiose; faceva parte
del suo sogno la realizzazione di un Impero Universale Cristiano e Romano.
In
quei tempi, però, vi erano delle notevoli controversie teologiche tra
vari Padri della Chiesa in quanto non riuscivano a mettersi d'accordo su
alcuni argomenti tra cui, il più importante, riguardava la natura del
Cristo.
Queste
controversie preoccupavano seriamente Giustiniano perché, senza una unità
religiosa, non vi sarebbero stati i presupposti necessari per poter
raggiungere i suoi ideali. Egli pensava che se avesse convocato i Vescovi
per discutere qualcosa su cui erano d'accordo sarebbe stato più facile
che trovassero un'intesa anche sulla questione della natura del
Cristo.
Ben sapendo come la dottrina di Origene fosse contestata dalla loro
maggioranza pensò allora di utilizzarla come capro espiatorio politico.
Arrivò
allora alla conclusione di convocare i Vescovi affinché potessero
confrontarsi e discutere sulla possibile condanna della dottrina di
Origene e di altri argomenti. Fu così che venne indetto il Sinodo del 543
d.C. che si tenne a Costantinopoli.
E'
interessante notare che il Papa Virgilio rifiutò di partecipare a questa
riunione, fatto, che, secondo alcuni ecclesiastici, invalida le decisioni
ivi prese. Giustiniano, che si riteneva capo supremo della Chiesa, pubblicò
comunque i decreti emanati dal Sinodo; decreti che comprendono le seguenti
poche righe di condanna per coloro che avessero creduto ad una possibile
trasmigrazione delle anime:
"Chiunque
creda alla favolosa preesistenza dell'anima ed alla condannabile
apocatastasi (ristabilimento di ogni cosa nell'ordine voluto da Dio alla
fine dei tempi, n.d.t.) a cui essa si collega, cioè alla reintegrazione
di tutte le cose come erano all'origine, che su di lui cada un anatema
(sia scomunicato, n.d.t.)."31
Da
quel momento in poi furono combattute tutte le Scuole di pensiero che
accettavano la dottrina della rinascita e coloro che parlavano a favore
del concetto della rinascita furono etichettati come eretici e
scomunicati. Anche i testi riportanti tale dottrina furono distrutti o
fatti sparire, insieme a tutti i riferimenti al riguardo presenti nei
testi sacri, Bibbia compresa.
La
sentenza emessa contro la dottrina di Origene, comunque, non nega per
nulla la natura spirituale dell'uomo, afferma soltanto che non vi sono
state delle vite precedenti a quella attuale e, ciò che più conta, non
condanna la dottrina in sé... ma chi ne parla !
Il
Vangelo e la legge della rinascita33
Segretamente,
Gesù il nazareno insegnò la dottrina della Reincarnazione ai Suoi
discepoli. Non insegnò loro solo verbalmente, ma li condusse "sulla
montagna", termine mistico che indica un luogo di Iniziazione.
Durante l'Iniziazione essi vedono coi loro occhi che la Reincarnazione è
una realtà, perché là apparve davanti a loro Elia che, venne loro
detto, è anche Giovanni Battista. Gesu', in termini inequivocabili,
aveva già detto, parlando di Giovanni Battista: "questi è Elia che
doveva venire".
riconosciuto,
ma hanno fatto contro di lui quanto vollero". Dopo di che è detto
che "essi capirono che Egli parlava di Giovanni il Battista"
(Matteo, XVII, 1213).
In questa occasione, come pure quando la dottrina
della Reincarnazione fu discussa fra Lui e i Suoi discepoli, Gli dissero
che qualcuno pensava essere Egli Elia mentre altri lo credevano uno dei
profeti rinato. Egli ordinò loro di "non dirlo a nessuno"
(Matteo, XVII, 9; Luca, IX, 21). Ciò doveva costituire per 2.000 anni un
insegnamento esoterico noto solamente a pochi Iniziati che si erano resi
degni di ricevere tale conoscenza elevandosi fino allo stadio di sviluppo
in cui queste verità saranno nuovamente conosciute dall'uomo.
Che
Gesu' insegnasse la dottrina della Reincarnazione e la legge di
Conseguenza, non è forse dimostrato in alcun luogo così chiaramente come
nel caso del cieco nato quando i discepoli Gli domandarono: "Chi ha
peccato, quest'uomo o i suoi genitori, perché egli nascesse cieco ?"
(Giov., IX, 2).
Se
Gesu' non avesse insegnato la Legge della Reincarnazione e quella di
Conseguenza la naturale risposta sarebbe stata: "Insensati ! Come
poteva un uomo peccare prima di nascere, e procurarsi la cecità come
risultato ?". Ma Gesu' non risponde in tal modo. Non si sorprende
della domanda, né la considera come priva di senso, dimostrando così che
essa era perfettamente in armonia coi Suoi insegnamenti. Egli spiega:
"né quest'uomo ha peccato, né hanno peccato i suoi genitori; ma
affinché le opere di "Dio" si manifestassero in lui" (Giov., IX, 3).
Geddes
MacGregor, invece, è molto chiaro quando scrive di questo episodio:
"Si deve capire che esso presuppone una vita o più vite precedenti
in cui è stato commesso il peccato, e con conseguenze terribili, perché
non c'è altro modo in cui un neonato avrebbe potuto peccare, se non nel
grembo materno, il che è assurdo."32
PERCHE'
QUESTA DOTTRINA E' STATA ELIMINATA ?
Max
Heindel, parlando dell'evoluzione dell'uomo, ci spiega in modo assai
chiaro perché, ad un certo punto dell'evoluzione, si ritenne opportuno
eliminare dall'insegnamento pubblico la dottrina della rinascita. Possiamo
leggere nella Cosmogonia
dei Rosacroce33:
"Frattanto
l'uomo era penetrato sempre più a fondo nella materia... nelle Epoche
precedenti sapeva che non esiste la morte, sapeva che quando un corpo si
dissolveva era come una foglia che si secca in autunno ed un altro corpo
sarebbe venuto a prendere il suo posto. Egli non era perciò in grado di
apprezzare i vantaggi e le opportunità di questa vita terrena; unica
possibilità per poter fare delle esperienze di esistenza concreta.
Prima
del Cristianesimo erano esistite religioni che avevano insegnato la
dottrina della rinascita e la legge di conseguenza, ma era venuto il tempo
in cui non conveniva più al progresso dell'uomo che egli conoscesse
questa dottrina. Questa sola vita doveva essere l'unica e doveva perciò
essere vissuta nel migliore dei modi..."
Questo
è il motivo esoterico per cui i Padri della Chiesa, nel lontano Sinodo
del 543, tenutosi a Costantinopoli, emisero un decreto per cui sarebbero
stati scomunicati tutti coloro che avessero parlato della trasmigrazione
delle anime da un corpo ad un altro.
Va
notato che quel Sinodo fu abbastanza anomalo, vi parteciparono i soli
Vescovi, il papa non vi intervenne. Comunque vi furono prese decisioni
importanti, compresa la scomunica di Origene.
vedi
Morte
cosa sei
?
+
Sintesi +
Conclusione
+
Volete vivere per sempre ? +
Definizione della parola Eutanasia
+ Consenso Informato + Dissenso informato +
Riforma sanitaria
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