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"Chi ha bisogno di un corpo ne viene rivestito; quando invece le anime
cadute si elevano a un destino migliore, i loro corpi vengono nuovamente
distrutti.
Così
essi appaiono e scompaiono perennemente" - By
Origene (185-253 d.C.).
vedi:
Cattolicesimo +
Reincarnazione
+
Morte
cosa sei
?
+
Sintesi +
Conclusione
+
Volete vivere per sempre ? +
Definizione della parola Eutanasia
+ Consenso Informato + Dissenso informato +
Riforma sanitaria
Fu Origene, uno dei più dotti tra i Padri della Chiesa, che,
osservando come tutti gli uomini fossero assai diversi tra loro fin dalla
nascita, concluse che essi dovevano aver già vissuto in precedenza.
Secondo lui era proprio per questo motivo che essi hanno un loro modo
unico di pensare ed agire. Sempre di Origene era la convinzione che le
Sacre Scritture potessero essere comprese nel giusto modo soltanto quando
considerate nella luce della rinascita. Origene, fu una delle figure più
controverse nella storia della Chiesa Cristiana.
In gioventù fu allievo
di Clemente nel Didaskalèion di Alessandria e dopo qualche tempo fu
incaricato dal vescovo Demetrio di dirigere la preparazione dei
catecumeni. Viaggiò in lungo e in largo, visitando Roma, Atene e
l'Arabia. Frequentò il grande filosofo Ammonio Sacca, che fu maestro
anche di Plotino. Origene era un cristiano devoto ma non accettava la
dottrina semplicistica, così come si presentava dopo due secoli di lenta
evoluzione. Si mise allora a meditare sui testi sacri per ricavarne una
interpretazione più profonda, intelligente e convincente.
Questo
suo lavoro basato sullo studio, l'interpretazione ed il commento dei testi
sacri lo portò, pian piano, a dissentire dagli insegnamenti proposti
dalla Chiesa. Fu così che venne espulso dalla comunità alessandrina a
seguito di alcune divergenze createsi con il vescovo Demetrio. Ciò che
turbava maggiormente le autorità religiose era un punto della dottrina di
Origene; un punto dove si insegna che l'anima vive in un corpo ed, alla
morte, lo abbandona per passare in un altro. Questo ciclo continua
fintanto che l'anima non si sia dimostrata superiore alle inclinazioni
della carne.
In
quel momento essa conquista la libertà dal corpo e può tornare alla
propria residenza divina senza doversi incarnare di nuovo. Gli ostacoli
incontrati non impedirono comunque ad Origene di portare a termine un
testo monumentale, l'Esapla, che contiene una revisione critica del testo
sacro.
Fondò
anche una scuola in Cesarea di Palestina dove proponeva le sue idee e la
sua interpretazione dei testi sacri in cui cercava sempre di cogliere il
senso più profondo e spirituale. La sua influenza sulla teologia
cristiana fu predominante per tutto il secolo III e buona parte del IV.
Nel 250 d.C., l'imperatore romano Decio pretese che tutti i cittadini
avessero un certificato attestante il fatto che il possessore avesse fatto
dei sacrifici agli dei riconosciuti dai Romani.
Origene non acconsentì e
fu imprigionato e torturato. Morì nel 253, probabilmente in conseguenza
della sua prigionia.
Giustiniano (482-565 d.C.) Giustiniano, di umili
origini, nacque a Tauresio nel 482 d.C. In gioventù visse a
Costantinopoli (ora Istambul) dove ricevette una eccellente educazione.
Egli era molto versato nel Greco e nel Latino, cosa alquanto insolita per
una persona delle sue origini. Ben presto fu adottato da un suo zio
romano, Giustino I, a quel tempo era imperatore dell'Impero Orientale
Romano, che gli conferì onori e potere.
Durante il suo soggiorno in
Costantinopoli, Giustiniano si innamorò di una mima del circo locale:
Teodora. Egli desiderava sposare questa giovane e bella ragazza ma la zia,
moglie di Giustino I, non era affatto d'accordo con i sentimenti del
nipote e si opponeva alla loro unione.
Dopo la sua morte, però,
Giustiniano convinse lo zio e sposò Teodora che gli fu di valido aiuto
possedendo una notevole intelligenza ed una forte volontà. Nel 527 d.C.
Giustino accettò Giustiniano e sua moglie come coregnanti del suo Impero
e soltanto quattro mesi più tardi morì, Giustiniano successe allo zio e
divenne Imperatore
Romano. Rimase al potere per circa 40 anni e sotto il suo impero fiorirono
commerci, attività economiche ed arti edilizie; risalgono infatti a
questo periodo la costruzione della cattedrale di S. Sofia in
Costantinopoli e della basilica di S. Vitale in Ravenna.
Giustiniano si
era proposto di ricomporre il vastissimo territorio dell'Impero Romano, di
cui auspicava anche un'unità nelle ideologie religiose; faceva parte del
suo sogno la realizzazione di un Impero Universale Cristiano e Romano. In
quei tempi, però, vi erano delle notevoli controversie teologiche tra
vari Padri della Chiesa in quanto non riuscivano a mettersi d'accordo su
alcuni argomenti tra cui, il più importante, riguardava la natura del
Cristo.
Queste
controversie preoccupavano seriamente Giustiniano perché, senza una unità
religiosa, non vi sarebbero stati i presupposti necessari per poter
raggiungere i suoi ideali. Egli pensava che se avesse convocato i Vescovi
per discutere qualcosa su cui erano d'accordo sarebbe stato più facile
che trovassero un'intesa anche sulla questione della natura del Cristo.
Ben sapendo come la dottrina di Origene fosse contestata dalla loro
maggioranza pensò allora di utilizzarla come capro espiatorio politico.
Arrivò allora alla conclusione di convocare i Vescovi affinché potessero
confrontarsi e discutere sulla possibile condanna della dottrina di
Origene e di altri argomenti. Fu così che venne indetto il Sinodo del 543
d.C. che si tenne a Costantinopoli.
È interessante notare che il Papa
Virgilio rifiutò di partecipare a questa riunione, fatto, che, secondo
alcuni ecclesiastici, invalida le decisioni ivi prese. Giustiniano, che si
riteneva capo supremo della Chiesa, pubblicò comunque i decreti emanati
dal Sinodo; decreti che comprendono le seguenti poche righe di condanna
per coloro che avessero creduto ad una possibile trasmigrazione delle
anime: "Chiunque creda alla favolosa preesistenza dell'anima ed alla
condannabile apocatastasi (ristabilimento di ogni cosa nell'ordine voluto
da Dio alla fine dei tempi, n.d.t.) a cui essa si collega, cioè alla
reintegrazione di tutte le cose come erano all'origine, che su di lui cada
un anatema (sia scomunicato, n.d.t.)" (1).
Da quel momento in poi
furono combattute tutte le Scuole di pensiero che accettavano la dottrina
della rinascita e coloro che parlavano a favore del concetto della
rinascita furono etichettati come eretici e scomunicati. Anche i testi
riportanti tale dottrina furono distrutti o fatti sparire, insieme a tutti
i riferimenti al riguardo presenti nei testi sacri, Bibbia compresa.
La
sentenza emessa contro la dottrina di Origene, comunque, non nega per
nulla la natura spirituale dell'uomo, afferma soltanto che non vi sono
state delle vite precedenti a quella attuale e, ciò che più conta, non
condanna la dottrina in sé... ma chi ne parla !Il Vangelo e la dottrina
della rinascita (2)
Quando,
o Signore, ho io peccato ? Quando ero nell'utero di mia madre o prima che
io fossi ? La mia infanzia seguirà ad altra età già morta? o prima
ancora? E dove e chi io fui ? Ho io peccato o i miei genitori ?... (S.Agostino
nelle Confessioni. Segretamente, Gesù di Nazareth (NdR non di Nazareth ma
Nazareno) insegnò la dottrina della rinascita ai Suoi discepoli. Non
insegnò loro solo verbalmente, ma li condusse "sulla montagna",
termine mistico che indica un luogo di Iniziazione. Durante l'Iniziazione
essi vedono coi loro occhi che la rinascita è una realtà, perché là
apparve davanti a loro Elia che, venne loro detto, è anche Giovanni
Battista. Il Cristo, in termini inequivocabili, aveva già detto, parlando
di Giovanni Battista: "questi è Elia che doveva venire". Egli
ripete tutto questo durante la scena della trasfigurazione dicendo:
"Elia è già venuto e non l'hanno riconosciuto, ma hanno fatto
contro di lui quanto vollero".
Dopo di che è detto che "essi
capirono che Egli parlava di Giovanni il Battista" (Matteo, XVII,
1213). In questa occasione, come pure quando la dottrina della rinascita
fu discussa fra Lui e i Suoi discepoli, Gli dissero che qualcuno pensava
essere Egli Elia mentre altri lo credevano uno dei profeti rinato. Egli
ordinò loro di "non dirlo a nessuno" (Matteo, XVII, 9; Luca, IX,
21). Ciò doveva costituire per 2.000 anni un insegnamento esoterico noto
solamente a pochi Iniziati che si erano resi degni di ricevere tale
conoscenza elevandosi fino allo stadio di sviluppo in cui queste verità
saranno nuovamente conosciute dall'uomo.
Che
il Cristo insegnò la dottrina della rinascita e la legge di Conseguenza,
non è forse dimostrato in alcun luogo così chiaramente come nel caso del
cieco nato quando i discepoli gli domandarono: "Chi ha peccato,
quest'uomo o i suoi genitori, perché egli nascesse cieco ?" (Giov., IX, 2).
Se il Cristo non avesse insegnato la Legge della rinascita e
quella di Conseguenza la naturale risposta sarebbe stata: "Insensati!
Come poteva un uomo peccare prima di nascere, e procurarsi la cecità come
risultato?". Ma il Cristo non risponde in tal modo.
Non si sorprende
della domanda, né la considera come priva di senso, dimostrando così che
essa era perfettamente in armonia coi Suoi insegnamenti. Egli spiega:
"Né quest'uomo ha peccato, né hanno peccato i suoi genitori; ma
affinché le opere di Dio si manifestassero in lui"
(Giov., IX, 3). Geddes MacGregor, invece, è molto chiaro quando scrive di
questo episodio: "Si deve capire che esso presuppone una vita o più
vite precedenti in cui è stato commesso il peccato, e con conseguenze
terribili, perché non c'è altro modo in cui un neonato avrebbe potuto
peccare, se non nel grembo materno, il che è assurdo."Perché questa
dottrina è stata eliminata? Il corpo non è che il viaggio dell'anima.
Si
cambia d'abito nella tomba, il sepolcro è l'anticamera del cielo. (Victor
Hugo).Max Heindel, parlando dell'evoluzione dell'uomo, ci spiega in modo
assai chiaro perché, ad un certo punto dell'evoluzione, si ritenne
opportuno eliminare dall'insegnamento pubblico la dottrina della
rinascita.
Possiamo leggere nella Cosmogonia dei Rosacroce (vedi il
catalogo delle Edizioni del Cigno): "Frattanto l'uomo era penetrato
sempre più a fondo nella materia... nelle Epoche precedenti sapeva che
non esiste la morte, sapeva che quando un corpo si dissolveva era come una
foglia che si secca in autunno ed un altro corpo sarebbe venuto a prendere
il suo posto. Egli non era perciò in grado di apprezzare i vantaggi e le
opportunità di questa vita terrena; unica possibilità per poter fare
delle esperienze di esistenza concreta.
Prima
del Cristianesimo erano esistite religioni che avevano insegnato la
dottrina della rinascita e la legge di conseguenza, ma era venuto il tempo
in cui non conveniva più al progresso dell'uomo che egli conoscesse
questa dottrina.
Questa
sola vita doveva essere l'unica e doveva perciò essere vissuta nel
migliore dei modi..." (3).
Questo
è il motivo esoterico per cui i Padri della Chiesa, nel lontano Sinodo
del 543, tenutosi a Costantinopoli, emisero un decreto per cui sarebbero
stati scomunicati tutti coloro che avessero parlato della trasmigrazione
delle anime da un corpo ad un altro. Va notato che quel Sinodo fu
abbastanza anomalo, vi parteciparono i soli Vescovi, il papa non
v'intervenne. Comunque vi furono prese decisioni importanti, compresa la
scomunica di Origene.Come non aggravare il proprio karma (4)
È
Dio che ti ha creato, poi ti ha mantenuto, poi ti farà morire, e di nuovo
ti darà la vita. Sia gloria a Lui !. (da Il Corano). La maniera migliore per
non aggravare il vostro karma è di accettare il destino e lasciare che si
compia, senza tentare di sfuggirgli.
Penserete che questo è fatalismo.
No: i fatalisti accettano gli avvenimenti perché "sta scritto",
dicono; così non reagiscono, si lasciano coinvolgere da ciò che accade
come fanno gli animali, senza cercare di modificare le cose con la volontà
e l'azione.
I
veri discepoli non sono fatalisti; essi decidono di assumere delle
iniziative e dicono: "Ho commesso degli errori nel passato, devo
pagare, va bene.
Ma per il fatto di aver sbagliato, devo rimanere inerte a
soffrire ?
Mi impegnerò piuttosto in una grande e nobile impresa, che non
soltanto cancellerà tutto, ma mi porterà anche alla vera
liberazione". A che cosa serve pagare il karma se è unicamente per
soffrire senza evolvere ?.
Perché non ricordiamo le vite passate?Sono
sicuro che la rinascita esiste veramente, che essa trae la sua origine
dalla morte, e che le anime dei morti continuano a vivere. (Socrate). È
meglio non ricordare le vite passate (5) Infine, benché la maggior parte
degli individui non sia capace di ricordare le vite trascorse, vi sono
alcuni che le ricordano, e tutti potranno arrivarci se vivranno nel modo
richiesto per il conseguimento della conoscenza.
Ciò richiede una grande
forza di carattere, perché il ricordo delle nostre vite passate porta con
sé la conoscenza dei debiti che dobbiamo saldare nell'avvenire, fato
imminente che può sinistramente incombere sopra qualcuno e forse presagio
di un qualche terribile disastro.
La
natura ci ha benignamente nascosto il passato e il futuro per non privarci
della nostra pace interiore col soffrire in anticipo i dolori che ci sono
riservati. Nel graduale conseguimento di un sempre maggiore sviluppo,
impareremo ad accettare tutti gli eventi con equanimità, a scorgere in
tutti i mali le conseguenze di un male passato e a sentirci riconoscenti
perché gli obblighi, nei quali siano così incorsi, ci verranno rimessi.
Infine, ci renderemo conto che a misura che saldiamo i nostri debiti si
avvicina per noi il giorno della liberazione dalla ruota della nascita e
della morte. L'offuscamento dei ricordi (6)
Quando
un uomo vive in un corpo materiale non ricorda più le conoscenze
spirituali che l'anima aveva prima di incarnarsi. Non ricorda nemmeno le
sue precedenti vite terrene. Infatti, in ogni incarnazione il sapere che
riguarda vite precedenti e la vita nelle sfere dell'aldilà viene
ricoperto da un velo.
Per
questo, ogni anima, qualunque sia il suo grado di purezza, corre il
rischio di incolparsi durante il suo cammino sulla terra. Il fatto che la
memoria dell'anima venga ricoperta al momento dell'incarnazione in un
corpo terreno non è, tuttavia, solamente un rischio, ma anche una grande
chance, se lo paragoniamo alla vita dell'anima nei mondi dell'aldilà. Il
ricordo di altre vite, infatti, sarebbe un enorme peso per noi; come
avviene alle anime nelle sfere di purificazione, ci tormenteremmo
rimproverandoci il passato e non saremmo liberi di vivere il presente e di
cogliere e sfruttare le opportunità che ci vengono date oggi per
riconoscere noi stessi e riparare al male fatto, liberi dalle conseguenze
degli errori fatti in passato.
In
questo modo l'evoluzione spirituale procederebbe in modo molto più lento
e difficile.
Ogni
giorno, anzi ogni ora ed ogni minuto sulla terra, racchiudono in sé la
possibilità di riconoscere se stessi e sistemare le colpe dell'anima, se
noi siamo aperti, coscienti ed abbiamo chiarezza. Tutto ciò che ci accade
non avviene per caso, ma ci tocca secondo leggi ferree: sono i frutti di
ciò che un tempo abbiamo seminato. Alla luce di queste conoscenze di
fondo è chiaro che è contro la Legge cercare di scoprire
intenzionalmente le incarnazioni precedenti con l'aiuto di determinate
tecniche, per qualsiasi motivo lo si voglia fare, dato che ciò
interferisce nel processo di maturazione previsto per l'anima: così
facendo, l'uomo si fissa sul passato anziché cogliere le possibilità di
riconoscersi che gli vengono date nel presente. Ricordare potrebbe essere
pericoloso (7) Se fosse così importante per gli esseri umani conoscere i
dettagli delle loro incarnazioni precedenti, perché la Provvidenza glieli
avrebbe nascosti ?
Certo,
verrà il momento in cui dovranno conoscerli, ma devono prima acquisire
una maggiore padronanza di sé.
Immaginate
che vi sia rivelato che in una incarnazione precedente una certa persona
vi aveva assassinato: se siete deboli, se non siete capaci di
controllarvi, quali saranno le conseguenze ?
Sono
rivelazioni pericolose; c'è il rischio che vi turbino e che alimentino in
voi sentimenti tali da impedire la vostra evoluzione. Immaginate il caso
di certi genitori: non sanno che, in passato, i loro bambini sono stati i
loro peggiori nemici.
Ora,
amandoli, prendendosi cura di loro, essi si liberano dei debiti nei loro
confronti, ristabilendo delle buone relazioni. Ma se si rivelasse loro la
verità, che tragedia ! La Provvidenza ha voluto giustamente lasciare gli
esseri umani nell'ignoranza su certe cose, perché essi possano meglio
liberarsi dei propri debiti ed evolvere.Brani sulla rinascita (7) Con
l'anima dell'uomo, succede come con l'acqua: viene dal cielo, risale per
tornare alla terra, in eterna alternanza. Sono certo di essere già stato
qui, ora come mille altre volte prima d'ora, e spero di ritornarvi altre
mille. -
Piccolo sulla sua piccola terra l'uomo contempla l'universo i
suoi antenati, simili a vermi senz'ossa, sarebbero stupefatti della
postura eretta... ... mentre la mente pensosa parlava con il suo Dio
segreto quando Galileo mormorò tra sé: "Sed movet" e Descartes
pensò: "lo sono perché penso" ... mai prima d'ora
l'intelligenza fu così fertile (Goethe). Sappi dunque che dal gran
silenzio ritornerò.... Non dimenticare che a te verrò di nuovo....
Un
breve momento, un po' di riposo sul vento, e un'altra donna mi porterà in
grembo... (Kahlil Gibran). ...
Così l'idea della reincarnazione possiede
una più confacente spiegazione della realtà, quella per cui il pensiero
indiano riesce a sormontare tante difficoltà che invece mettono in scacco
i pensatori d'Europa (Albert Schweitzer). Tanto meglio se in una mia vita
futura non dovessi essere un re: vivrò ciò non di meno una vita attiva
e, alla sua conclusione, mi sarò guadagnato meno ingratitudine (Federico
il Grande).
Non
è più sorprendente il fatto d'esser nati due volte invece di una: tutto
in natura è resurrezione (Voltaire). Trovandomi ad esistere nel mondo, io
credo che esisterò poi sempre in qualche altra forma e, con tutti gli
inconvenienti di cui la vita umana è passibile, non mi opporrò certo a
una nuova edizione della mia, sperando tuttavia che gli "errata"
della precedente siano correggibili (Benjamin Franklin). ...Piccolo sulla
terra, l'uomo contempla l'universo del quale è a un tempo giudice e
vittima (W.H. Auden). Prima della comparsa del sistema nervoso, I'intero
processo cosmico era "uno spettacolo di fronte a seggi vuoti".
Dopo la sua comparsa, colori, aromi, emozioni animarono un Universo sino
allora silente (R.W. Spery).
Occorre anzitutto liberarsi dai pregiudizi che gli animali al più basso
livello evolutivo rappresentino poveri e non efficienti relitti della
nostra storia evolutiva (C.F.A. Pantin). Coscienza: è come qualcosa che
si capovolge di colpo, invece di vedere la bruttezza, la menzogna,
l'orrore, la sofferenza e tutta questa roba, di colpo il corpo vive nella
beatitudine. E tutto è rimasto uguale, tranne la Coscienza!. (Mère).
NON
ESISTE IL MALE, perché anche ciò che l'uomo considera male, è bene
(potenziale) (Sussja).
NON
É un lungo viaggio che porta da te a Dio; si tratta di un unico passo.
Non è un fenomeno graduale, non arriverai al divino passo dopo passo, per
gradi. E un salto di qualità !.
L'istante
prima eri immerso nelle tenebre e l'istante successivo tutto è luce. DEVI
SOLO mettere da parte l'ego (Osho).
IL
PARADISO DIPENDE DA NOI ogni giorno la vita sembra più grande e quello
che noi abbiamo il potere di essere sembra più stupendo.
(Emily Dickinson).
Sorridi:
"il sole è nuovo ogni giorno". (Eraclito). Riferimenti
Bibliografici.Note: "Ibid." significa che il riferimento è
fatto al libro precedente.
1.
C.J Hefele, Historie Des Conciiles, p. 1191, Paris,1908.
2.
Max Heindel, La Cosmogonia dei Rosacroce, pp. 123-124. Edizioni Il Cigno,
Peschiera del Garda (1996). 3. Ibid., pp. 121-122.
4.
Omraam Mikhael Aivanhov, Un pensiero al giorno, Edizioni Prosveta (1997).
5.
Max Heindel, La Cosmogonia dei Rosacroce, p. 124. Edizioni Il Cigno,
Peschiera del Garda
(1996).
6.
La Reincarnazione, Edizioni di Vita Universale.
7.
Omraam Mikhael Aivanhov, Un pensiero al giorno, Edizioni Prosveta (1997).
Letture per approfondimento· La Reincarnazione, Edizioni di Vita
Universale. · E. Bratina, La Reincarnazione, Casa Editrice Adyar, Settimo
Vittone (TO). · Steven Rosen, La Reincarnazione e le religioni del mondo,
Edizioni Gruppo Futura (1995). · Max Heindel, La Cosmogonia dei Rosacroce,
Edizioni Il Cigno, Peschiera del Garda (1996). · Annie Besant,
Reincarnazione, Casa Editrice Adyar, Settimo Vittone (TO).
·
C.J Hefele, Historie Des Conciiles, p. 1191, Paris,1908. ·
Max Heindel, La Cosmogonia dei Rosacroce, pp. 121-122. Edizioni Il Cigno,
Peschiera del Garda (1996). · Omraam Mikhael Aivanhov, Un pensiero al
giorno, Edizioni Prosveta (1997). · Rivista Nuove albe, Nuovi Orizzonti,
n. 33. "www.viveremeglio.org"
By
Alessandro D'Angelo dnamercurio@libero.it
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Altro articolo ricevuto da uno studioso
del problema: Reincarnazione
....effettivamente, il tema della reincarnazione,
non assume più o meno credibilità se esso sia più
o meno collegato alla Bibbia e con essa il cristianesimo
stesso, anche se tale credo è stato abolito dal citato Concilio
di Costantinopoli, sotto Giustiniano, nel 553 e non il 533 come riporta l'autore tedesco da te citato.
Anche altre religioni come - hinduismo, buddhismo, giainismo -, v'è il concetto di trasmigrazione o quello di reincarnazione.
Srimad Bagavatam (circa 500 aC): (X°,1°40) «Come
chi cammina mette avanti i piedi uno alla volta, e
come un bruco che procede da filo d'erba a filo
d'erba, così ogni essere trasmigra da un corpo all'altro a causa
delle sue azioni.» (VII°, 2°42) «A causa dell'ignoranza l'anima
vede il proprio corpo materiale come propria identità; ma come
l'inquilino è differente dalla casa, così l'anima è differente da
un corpo, fatto di elementi materiali che nel tempo si degradano e
alla fine muoiono.» ( Prof. G.Mandel Khàn ).
Per quanto concerne l'Islam, riporto quanto cita sempre Mandel in una
sua conferenza" L'Îslâm": Il Corano non dice specificatamente
che la teoria della reincarnazione è da ricusare, e
nell'Îslâm vige la consuetudine teologica secondo
la quale ciò che non è espressamente vietato è accettabile.
I Sufi interpretano alcuni passi coranici come indicazioni
che - sulla base della loro vicinanza al mondo indiano e buddhista
- li autorizzano a crederci. Così il 40 % delle Confraternite (turuq) crede nella reincarnazione, in particolare i
Sufi
munasihì e i sufi della Chishtiyya.
Ecco alcuni passi: Tu fai entrare la notte nel
giorno e Tu fai entrare il giorno nella notte.
Tu fai uscire il vivo dal morto e tu fai uscire il morto dal vivo (3° 27). Signore, ci hai fatto morire due (più) volte e ci hai
dato la vita due (più) volte.
C'è una via (un modo) per uscirne? (40°11). E ancora:
10ª4 e 10ª34 Leggere dal Corano)**** I termini per metempsicosi
sono in arabo taqmis e, taqammus.
Esistono tuttavia, sia nel Corano che nei Vangeli, moltissime altre citazioni
che il sottoscritto ad
esempio, ha riportato nel proprio libro su Gesù,
tanto che, per non essere ripetitivo, ha preferito
usare altri autori in questa sede, anche
per dare maggiore credibilità alle proprie tesi.
Il problema quindi, come si è visto, è legato alla percentuale di persone, anche
appartenenti alla
stessa religione, che credono o meno a tale fenomeno.
La Chiesa romana, contrariamente all'aspetto pacato sotto il quale si
presenta, ha sempre allontanato con la forza tutto
ciò che, al proprio interno, potesse dar adito a varie interpretazioni ( i Concili insegnano… ).
E' stato così con le varie correnti, soppresse con la forza e, ove non possibile, con
gli scismi ( cosa
pressoché assente nell'Islam, nonostante le varie correnti
). Sarebbe utile, creare una tavola rotonda per ogni
argomento di un certo interesse
e spessore, invece di attenersi a citazioni continue di libri,
libri e libri…che il più delle volte, contengono un sacco
d'inesattezze, capaci di confondere anche i più
preparati, senza però portare a nulla di concreto.
Il Concilio di Costantinopoli, ad esempio, ha cancellato il credo della
reincarnazione facendo passare per una manciata di
voti questa dottrina da "licita " ad " illicita "… ma la sostanza non è cambiata : allora come oggi, c'è
sempre una percentuale di cristiani
che crede nella reincarnazione ed altri che non ci credono. Così
come, nell'ambito di questo credo, esistono molte " varietà ", ma non è di
ciò che volevo parlare
in questa sede.
Era mia intenzione, rimarcare solamente, come la sola facciata , sia riservata alla
massa, mentre lo
studio di ciò che non è palese, resti appannaggio di
una contenuta percentuale di persone,
indipendentemente dalla religione d'appartenenza.
Saluti, Mario - e.mail: mario826@virgilio.it
Vite precedenti -
Reincarnazioni ? +
Bambini che ricordano le loro vite passate
La PROVA
della Reincarnazione - video importante
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