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"Medicina Alternativa"   per  CORPO  e   SPIRITO
"
Alternative Medicine"
  for  BODY  and SPIRIT
 

 
 


BAMBINI che RICORDANO
http://www.ilnavigatorecurioso.it/2015/06/03/lesperienza-di-premorte-di-un-neurochirurgo-sono-stato-in-paradiso/
 

Caso interessante quello presentato sul canale di Sky TV.

In sintesi si trattava di questo: una bambina asseriva sin da piccola che sua madre non era la sua vera madre. (Forti sensi di colpa in quest' ultima) i luoghi ove viveva non erano i "suoi", si ricordava inoltre come era morta (annegata in un fiume) e tutto il resto che accompagna simili dichiarazioni. Più in la con gli anni decidono lei e la famiglia di incontrare la famiglia "originale" ancora vivente.
La ragazza "riconosce" subito la madre, le si butta in ginocchio.
La "madre" riconosce nella ragazza la bambina morta annegata nel fiume anni prima. Quest'ultima, capace di nuotare e senza fobie riguardanti l'acqua prova un terrore quando passa sul punto del fiume dove "era" annegata. I fatti si sono svolti nello Sry Lanka, Paese dove la reincarnazione è in genere accettata e le persone non hanno paure di parlarne....

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Da sempre, le scuole spirituali dell'Oriente postulano che il bambino, nei primi anni della sua vita, conserva ricordi e "condizionamenti" derivantogli dall'esistenza precedente. Di che natura siano questi "condizionamenti", possiamo disquisire
a lungo. Secondo l'abitudine occidentale tendente alla razionalizzazione di ogni aspetto della vita umana, anche questi temi
possono essere affrontati solo in due modi: o dichiararli del tutto estranei alla propria portata indagatoria perché facenti parte di una generica sfera fideistica, oppure cercarne qualche conferma sperimentale.
Studiosi che si sono impegnati, in questo senso, non mancano così come non manca la casistica che pare suggerire che la reincarnazione sia molto più di una semplice illusione consolatoria, come vorrebbero gli scettici..
Il più famoso ricercatore in questo senso, è Ian Stevenson, dell'Università della Virginia, che raccolse parecchie centinaia di presunte retrocognizioni ipnotiche. In particolare, riguardo ai bambini, i casi in cui i piccoli hanno fornito particolari che hanno permesso di ricostruire dettagliatamente una possibile vita precedente, non sono pochi. C'è anche un libro che ne parla diffusamente:  "Bambini che ricordano altre vite", di I. Stevenson, Ed. Mediterranee, 1991.

E' certo che un semplice ragionamento ci permetterebbe, quanto meno, di ribattere logicamente ad una delle classiche obiezioni di coloro che sono contrari alla reincarnazione. Se quest'ultima fosse vera, dicono costoro, perché mai non ricordiamo nulla delle nostre vite precedenti? Intanto, va precisato che il fenomeno del "ricordare" pone gli stessi problemi
alla nostra mente sia che si tratti della vita "attuale" o che si tratti di una presunta vita precedente. Infatti, nessuno di noi, credo, è in grado di ricordare esattamente, a livello conscio, tutti i dettagli del proprio passato, anche andando indietro di un breve lasso di tempo. Ma il più elementare principio di consapevolezza delle dinamiche mentali gestite dal cervello (non create, però!) ci dice che i ricordi "dimorano" dentro di noi in quello che genericamente possiamo chiamare subconscio. In secondo luogo, a proposito della memoria di vite precedenti, l'oblio è necessario ed indispensabile per preservare da traumi da eccessiva consapevolezza o, se si preferisce, da "sovraccarico", la nostra coscienza ordinaria.
Come ci dice Manuela Pompas, nota studiosa italiana di fenomeni paranormali ed autrice del libro "La terapia R, guarire con la reincarnazione"  (Mondadori), "Noi non ricordiamo perché l'anima, come diceva Platone, prima di incarnarsi passa attraverso il Lete, il fiume dell'oblio (il liquido amniotico dentro il ventre materno?). 
Per alcuni individui ricordare sarebbe traumatico. Meglio rinascere senza ricordi e senza condizionamenti. Inoltre cancelliamo i nostri ricordi a causa dei condizionamenti culturali."  L'ipnosi regressiva risulta con molta verosimiglianza una tecnica in grado di rimuovere o, forse, semplicemente di "navigare" il fiume Lete senza affondare, e non sono rari i casi in cui questo avviene con i bambini.
L'età prescolare sembra quella migliore, forse perché la mente ordinaria, quella più associata agli involucri temporanei che costituiscono l'individuo da poco reincarnatosi, non è ancora subissata dai condizionamenti della vita.
Personalmente, ho sentito molte storie di genitori rimasti esterefatti di fronte ad improvvise uscite dei loro piccoli, di solito non più che cinquenni, che non sanno davvero come spiegarsi. Come quella compagna d'asilo di mia figlia che, per un certo periodo, continuava a ripetere alla mamma che annegare è bello perchè quando lei é annegata, "giù dal barcone in
mezzo al lago", aveva visto gli angeli. Oppure un figlio di una mia amica, bimbetto di quattro anni, il quale non solo vede spesso dei "piccoli esserini" girare per la casa ma continua a dire che sono gli stessi che vedeva quando viveva nel bosco con delle capre...
Suggestioni date dalla vita di oggi immersa nei mezzi massmediali ?...
Non posso escluderlo, ma di norma, questi casi presentano un tipo di "chiara consapevolezza" ben differente dalle normali fantasie infantili. Io stesso ho un vago ricordo di precise sensazioni molto chiare provate e vissute costantemente nei primi anni delle mia vita. Ma si tratta di casi, per quanto numerosi, non della regola. Osservando attentamente mia figlia e l'ho ascoltata nelle sue esternazioni improvvise degli anni della prima infanzia, e posso dire che alcune di esse, che ora per brevità non sto a descrivere, non si contestualizzavano di certo con un suo vissuto attuale.
In "Scienze della Mente", di Massimo Biondi e Giovanni Iannuzzo, quest'ultimo scrive: "Gli studi di Ian Stevenson, psichiatra notissimo e, sino agli anni ottanta altrettanto noto esponente del "movimento parapsicologico" (sino a quando non ha deciso di allontanarsene), hanno aperto la strada allo studio scientifico dell'ipotesi della "reincarnazione", studio fondato non solo su evidenze empiriche, ma anche su importanti ricerche sul campo".
Tali studi hanno promosso la field inquiry in un campo prima negletto.
Il presente articolo percorre questa stessa strada. Gli AA. hanno sottoposto a valutazioni di personalità e di capacità mentali 27 coppie di bambini (soggetti e controlli) in Sri Lanka che pretendevano o meno di ricordare eventi della loro vita passata. Contemporaneamente, questionari sul loro comportamento, sviluppo e ambiente familiare sono stati somministrati ai loro genitori.
I bambini convinti di ricordare memorie di una vita passata sono risultati più bravi a scuola, rispetto ai loro pari, e non più suggestionabili. Valutati con il Child Behavior Checklist, rivelano più problemi di comportamento, fra cui tratti oppositivi e caratteristiche di tipo ossessivo. Sottoposti a un altro strumento d'indagine, il Child Dissociation Checklist, hanno rivelato maggiori tendenze dissociative.
Non vi è  sembra  alcuna strutturazione dell'ambiente familiare che differisca in maniera misurabile dal gruppo di bambini di controllo. Gli AA. non traggono specifiche conclusioni: suggeriscono però (e questo è un pregio), la necessità di uno sforzo sul piano neurocognitivo, neurobiologico, psicologico e pedagogico per comprendere lo sviluppo della personalità di questi bambini. E ipotizzano provocatoriamente che, sebbene questi risultati siano stati ottenuti nello Sri Lanka, è anche possibile che fenomeni simili avvengano in altre parti del mondo e in altre culture."
In generale, sono del parere che il bambino viva, per una certa fase della sua infanzia, ancora "a contatto" con esperienze e parziali emotività di vite precedenti e che, nei casi in cui "non tutto va secondo le regole", questa realtà la si può verificare proprio dalla voce diretta dei bambini. Poi, come ripeto, la cultura in cui si nasce condiziona molto e spessissimo noi frustriamo il bambino che dovesse esprimersi in modo "incomprensibile" facendolo sentire in colpa, quasi fosse un bugiardo instradato verso una vita di menzogne.
Ecco, questo tipo di repressione, a mio parere, è molto pericoloso, e non solo nel senso reincarnazionistico: si tratta senz'altro e comunque di una limitazione imposta ad un essere in un periodo della vita in cui i confini fra esistenza focalizzata sul presente e coscienza "globale" sono ancora abbastanza mischiate.
Per chi naviga in Internet, ecco ora un Link prezioso che, se studiato con mente aperta e libera, potrà aiutarci ad avvicinarci in senso comprensivo alla dottrina della reincarnazione scoprendo come essa sia una delle più belle conquiste mai raggiunte dalla consapevolezza dello spirito umano - vedi Reincarnazione 2

Siamo Occidentali ed è giusto che la  nostra cultura, la nostra civiltà continuino a trasmetterci i propri valori o i propri limiti. In questo caso, essi non possono che stimolarci verso una maggiore apertura di mente e spirito e, a proposito dei destini ultimi della vita, credo che sarebbe sempre bene tenere presente queste parole che ci vengono, però, dall'antico Oriente:
"Per l'anima (NdR: in realta e' lo Spirito)  non c'è mai nascita ne' morte. Esiste e non cessa mai di esistere. È non nata, eterna, esiste sempre, non muore ed è originale. Non muore quando il corpo muore".
Bhagavadgita 2.20)"   By Antonio Bruno

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L'incredibile storia di Cameron, il bambino scozzese con due vite - Mamma, sono nato due volte
A 6 anni ha ricordi precisi. Un'altra madre, un'altra casa, un cane. Che però non aveva mai «visto». Poi un viaggio su un'isola. E la «scoperta»: quel piccolo era già stato lì. In un'esistenza precedente ?

Clydehank (Gran Bretagna), luglio 20078 - Biondo, occhi azzurri e faccina da monello. A prima vista Cameron, sei anni, e’ un bambino come tanti. A scuola è molto loquace: adora raccontare alle maestre episodi legati alla famiglia, alla madre, alla sua casa.
E fin qui, tutto normale. Se non fosse per un unico, piccolo particolare: il bimbo non ha mai visto ne la famiglia, ne la madre, né la casa di cui parla. O meglio: non le ha mai viste in questa vita. Ma procediamo con ordine.
Cameron Macaulay vive con la madre Norma, separata, e un fratello maggiore a Clydebank, città industriale vicino a Glasgow, in Scozia. È stato a tre anni che ha iniziato ad avere un comportamento strano: parlava sempre di persone immaginarie, che non aveva mai conosciuto. Ma le sue stranezze non finivano qui: descriveva nei dettagli alcuni luoghi nei quali sosteneva di aver vissuto. Com'era possibile se non era mai uscito da Clydebank ?
A volte diceva di essere cresciuto a Barra, un'isola sperduta a nord della Cornovaglia, a 300 chilometri dalia sua città. Dove non era mai stato prima. Ma soprattutto una cosa preoccupava mamma Norma: suo figlio nominava di continuo la sua «vecchia» famiglia, la «mamma e i fratelli di prima». Cameron parlava anche di suo padre, ma non di quello attuale, vivo e vegeto, bensì di quello «vecchio», di nome Shane Robertson, morto, secondo il piccolo, in un incidente d'auto. E descriveva sempre la casa «di prima»: grande, bianca e affacciata su una baia di Barra, dalla quale diceva di sentire il rumore degli aerei che atterravano sulla spiaggia. Spesso il bimbo si lamentava della sua casa di «adesso», dotata di un solo bagno mentre quella «di allora» ne aveva tre. Anche la sua famiglia attuale non gli andava tanto bene, perche’ viaggiava troppo poco rispetto a quella «di prima».
Per tre anni la mamma di Cameron e le maestre hanno assecondato i suoi discorsi, ritenendoli frutto di fantasia.
Quando Camcron ha compiuto sei anni la situazione è precipitata: piangeva tutti i giorni perché voleva tornare dalla famiglia e dagli amici «di allora». Per risolvere la questione una volta per tutte, a Norma rimaneva solo una cosa da fare: accompagnare suo figlio a Barra. Era certa che il bambino, giunto sull'isola, avrebbe ammesso di essersi inventato tutto. Intanto Norma aveva saputo che una casa di produzione tv era alla ricerca di storie legate alla reincarnazione. Così ha contat­tato la troupe, ha proposto il caso di suo figlio e insieme con loro ha deciso di girare un filmato sul viaggio a Barra. Al gruppo si è aggiunto Jim Tucker, americano, direttore della clinica di Psichiatria infantile della Virginia University, incuriosito dalla vicenda.
Cameron era felicissimo. Arrivati sull'isola, però, la delusione: dopo aver visitato quasi tutte le case del posto, Cameron si è accorto che nessuna corrispondeva a quella che descriveva. Ed è stato a quel punto che nel tragitto verso l'albergo, Norma ha avuto un'intuizione: Cameron aveva detto di vedere, da casa, la spiaggia sulla quale atterravano gli aerei.
Avrebbero fatto tappa lì. Pochi chilometri ed ceco la sorpresa: in lontananza è apparsa la casa bianca, isolata e affacciata su una splendida baia...
E appena arrivato, Cameron non ha avuto dubbi: si è fiondato a colpo sicuro verso un pertugio ben nascosto da cespugli: un'entrata segreta che non si sa come potesse conoscere, poiché dall'esterno era totalmente invisibile. E mentre erano lì, stupiti e un po' sconvolti, è arrivata una telefonata: sì, una famiglia Robertson era esistita veramente su quell'isola e aveva abitato in quella casa bianca, affacciata sulla baia di Cockleshell. Proprio come descritto da Cameron.
La casa era disabitata: gli ultimi discendenti del clan se n'erano andati da tempo. E figuratevi lo stupore quando, la sera, sono arrivate in hotel alcune foto di quella ormai famosa famiglia Robertson mandate dall'anagrafe: il bambino, infatti, ha riconosciuto il cane maculato e l'auto nera di cui parlava spesso.
Dunque quel bambino è davvero un «reincarnato» ? Nessuno scienziato ce lo potrà dire. Di certo quando il gruppo è ripartito Cameron era tornato sereno: aveva condiviso con altri il peso di quella «doppia vita», dolce e amara. Con cui era bello ma a volte troppo difficile convivere.
By Chiara Dalla Tomasina – Tratto da: Oggi, Ago 2007

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Bimbo ricorda vita passata e riconosce chi lo aveva ucciso e il luogo dove era stato sepolto
E’ successo nella regione del Golan vicino al confine tra Israele e la Siria. Un bimbo, dell’ età di tre anni, ha ricordato una sua vita precedente, raccontando di essere stato ucciso con un’ ascia.
Accompagnato nel villaggio ha mostrato agli anziani il posto in cui l’ assassino aveva sepolto il suo corpo e, proprio dove aveva indicato il bambino, hanno trovato uno scheletro; dopodichè, il bimbo ha mostrato che, sempre in quel luogo, era stata sepolta  anche l’ arma del delitto. Dopo aver scavato, con la sorpresa di tutti, è stata ritrovata anche un’ ascia.
Il terapista tedesco Trutz Hardo, nel suo libro, racconta la storia di questo bambino insieme a molte altre storie di bambini che, come lui,  sembrano ricordare le loro vite passate con una precisione poi puntualmente verificata.
L’ incredibile storia di questo bambino è stata testimoniata dal dottor Eli Lasch, conosciuto per lo sviluppo del sistema sanitario a Gaza e facente parte  di un’operazione del Governo israeliano nel 1960. Il dottor Lasch, morto nel 2009, aveva raccontato questi eventi sorprendenti al terapista Hardo.
Il protagonista della storia apparteneva all’ etnia drusa e, nella sua cultura, l’esistenza della reincarnazione è accettata come dato di fatto. La sua testimonianza però ha sorpreso tutta la comunità.
Il bimbo nacque con una lunga voglia rossa sulla sua testa. I druidi e altre culture credono che le voglie siano legate alle morti avvenute nelle vite precedenti.
Quando il bambino iniziò a parlare, disse alla sua famiglia di essere stato ucciso da un colpo di ascia alla testa.
È usanza degli anziani portare i bambini, quando compiono i 3 anni, nella casa in cui vissero nella vita precedente, nel caso in cui ne abbiano memoria.
Il bambino in questione ricordava da quale villaggio proveniva, così vi ci venne portato. Quando arrivarono nel paese, il bambino ricordò il nome con cui era chiamato nella sua vita passata.
Nel villaggio dissero che l’uomo, che il bambino affermava di esserne la reincarnazione, fu dato per scomparso quattro anni prima. I suoi amici e familiari pensarono che potesse essersi smarrito nel territorio ostile nelle vicinanze, come può accadere in quei posti.
Il bambino fu in grado di ricordare anche il nome completo del suo assassino.
Quando gli fu davanti, il volto del presunto killer divenne bianco, ha detto Lasch a Hardo, ma non ammise l’omicidio. Il bambino allora, chiese agli anziani di portarlo nel luogo in cui il corpo era stato sepolto. In quel luogo rinvenirono lo scheletro di un uomo con una ferita alla testa che corrispondeva alla voglia del ragazzo. Trovarono anche l’ascia, ovvero l’arma del delitto.
Di fronte a questa evidenza, l’assassino ammise il delitto. Il dottor Lash, l’unico non druso, presidiò l’intero processo.
Un’ altra prova che avvalora l’ esistenza della reincarnazione.
Tratto da: http://www.epochtimes.it/news/bambino-ricorda-vita-passata-identifica-assassino-e-luogo-dove-era-stato-sepolto—126288

In Occidente. Da noi, circa il 15 per cento della popolazione crede nella reincarnazione. Per gli occidentali la reincarnazione ha una valenza positiva: è una "ulteriore possibilità" che ci viene concessa se la vita precedente è andata male, cioe' non ha evoluto l'individuo verso la coerenza.

In Oriente. "Per le filosofie orientali invece è una condanna. Ci si reincarna migliaia di volte, a seconda delle azioni compiute in vita, ovvero il karma in base al quale si determina in cosa ci si reincarnerà. Fino all'illuminazione, stadio in cui non ci si reincarna più e ci si unisce al Tutto o ci si incarna per aiutare gli altri.
vedi anche: Bambino parla della vita su Marte e sulla Terra

La PROVA della Reincarnazione - video importante !

Per chi crede alla reincarnazione e alla trasmigrazione delle anime questa potrebbe essere solo l’ennesima conferma delle sue idee - 18/03/2015
Ma per chi non crede a queste cose la notizia del bambino che ricorda una vita precedente potrebbe essere davvero uno choc. Si perché dopo lo scetticismo iniziale ci si rende conto della miriade di dettagli che il piccolo ricorda e iniziano ad arrivare le prove che ciò che dice è vero. A quel punto ogni certezza vacilla e ci si deve fermare un attimo perché ci si trova di fronte all’ignoto, all’inspiegabile.
Il bambino ha 5 anni, si chiama Ryan Hammons e da quando aveva 4 anni ha iniziato ad avere incubi ricorrenti. Dopo circa un anno ha rivelato il segreto che lo ossessionava alla mamma.
La donna racconta: “Un giorno Ryan mi ha detto: ‘Mamma, c’è qualcosa che ho bisogno di dirti: in un’altra vita io sono stato qualcun altro'”.
Il primo pensiero va alla fervida immaginazione dei bambini, alla possibilità che in qualche modo fosse stato suggestionato da qualcosa visto alla tv.
Poi arrivano i dettagli.
Il bambino inizia a raccontare la sua precedente vita ed espone un racconto così complesso, ricco di dettagli e situazioni circostanziate, riferimenti ad altre persone, ad altri eventi, tutti elementi che un bambino non poteva conoscere. Ryan ha raccontato di essere stato un attore negli anni ’30, di aver conosciuto Rita Hayworth e delle sue esperienze di ballo a Broadway.

La clamorosa svolta: la fotografia della sua vita precedente
La svolta arriva quando mamma e bimbo sfogliano insieme un libro fotografico sulla storia di Hollywood e Ryan zittisce tutti dicendo: “Ecco, quello sono io”. L’immagine era quella di un film del 1932, “Notte dopo notte”. L’attore riconosciuto dal bimbo era Marty Martyn, classe 1903, ballerino di Broadway e attore semisconosciuto, di così scarsa fortuna da apparire in un solo film come comparsa.
Il bambino ha ricordato 55 dettagli della vita di Martyn che nessuno poteva sapere e che si sono potuti verificare andando a spulciare negli archivi di Hollywood e di Broadway. Tra questi i viaggi a Parigi, le due sorelle e una bibita chiamata “True-Ade”. Era tutto vero. Ciò che il bimbo ricordava della sua vita precedente corrispondeva alla perfezione con la realtà. C’era un dettaglio fondamentale che sembrava smentire il piccolo Ryan, ovvero la data della “sua” morte nella precedente esistenza. Sembrava avesse sbagliato di due anni, ma poi fatte alcune verifiche si è scoperto che il certificato di morte di Martyn era sbagliato e che la data di morte vera era quella riferita dal bambino.
Il parere scientifico: “Troppi dettagli corretti, bisogna riflettere”
La madre di Ryan si è rivolta al dottor Jim Tucker, professore di Psichiatria e Scienze neurocomportamentali presso l’Università della Virginia.
L’uomo ha confermato la straordinarietà della storia: “Questi casi richiedono una spiegazione. Non possiamo semplicemente cancellarli o liquidarli come una sorta di normale questione culturale. Se uno guarda la foto di una comparsa di un film di ottant’anni fa e poi mi sa raccontare la sua vita, e questo qualcuno ha cinque anni, credo che ci sia da riflettere. Non credo che molti di noi sarebbero stati in grado di narrare la vita di Marty Martyn. Ryan, invece, ha fornito moltissimi dettagli che veramente coincidevano con la sua vita”.
In conclusione sapendo che queste notizie scatenano lo scetticismo di molti è giusto sottolineare che quasi nessuna informazione sulla vita dell’attore Martyn era reperibile in internet e quindi anche volendo il bambino non avrebbe potuto ricostruire tutti quei dettagli attraverso il web. – Tratto da: direttanews.it


Commento NdR: sono moltissimi i bambini che all'eta' di circa 4-12 anni ricordano le vite passate, ed alle volte dicono qualcosa di queste loro esperienze passate ai propri genitori, i quali, per ignoranza o per paura, non li ascoltano a sufficienza....ne ho esperienza diretta con il mio nipotino, NON vaccinato, molto sveglio ed intelligente, il quale in piu' riprese dai 4 anni, fino ai 6, ci ha raccontato di una sua vita precedente in India, ove dice di essere stato ricco, alto, e che viveva in una grande casa....

vedi Morte cosa sei ? + Sintesi + Conclusione + Volete vivere per sempre ? + Definizione della parola Eutanasia + Consenso Informato  + Dissenso informato + Riforma sanitaria