Legami
segreti tra organizzazioni di pazienti e
compagnie farmaceutiche:
Fonte: Inchiesta del Philadelphia Inquirer, il
quotidiano statunitense The Philadelphia
Inquirer ha pubblicato un'inchiesta sui
legami quasi mai dichiarati di sei
organizzazioni non-profit, che affermano di
agire nell'interesse dei pazienti di altrettante
malattie, e le compagnie farmaceutiche.
Le sei organizzazioni, che lo scorso anno hanno
ricevuto complessivamente 29 milioni di dollari
in donazioni dalle
industrie farmaceutiche.
COMUNICATO STAMPA del 14/10/06
Il metilfenidato
(
Ritalin ), utilizzato - anche in Italia - per
il trattamento dei bambini iperattivi,
viene classificato in Inghilterra tra le 20
droghe più pericolose in assoluto.
Ed il British
Medical Journal denuncia: "le
sperimentazioni di farmaci sponsorizzate dai
produttori devono essere valutate con molta
cautela, non sono né trasparenti né rigorose".
Commento
(NdR): oltre alle truffe, collusioni, interessi
delle case farmaceutiche, ricordiamo che la
principale sostanza contenuta negli psicofarmaci
e' il
FLUORO
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La Strage
di Virginia Tech e Psicofarmaci
- Venerdì, 20 aprile 2007 da W.
Europe Daylight Time
Argomento:
Psicofarmaci

Il Chicago Tribune
riporta che Cho Seung Hui, lo sparatore del
Virginia Tech che ha ucciso 32 suoi compagni in
un raptus omicida,
stava prendendo anti depressivi.
Non è la prima volta che un raptus omicida
conclusosi in una strage in altre scuole è stato
collegato al consumo di antidepressivi. L'atroce
sparatoria di Colombine, fra altre, è avvenuta
otto anni fa, e gli sparatori anche in quel caso
prendevano antidepressivi.
E' un caso che dei ragazzi, altrimenti ritenuti
normali e non violenti, che all'improvviso
prendono in mano pistole e fucili, e poi si
mettono a sparare all'impazzata sui loro
compagni, prendessero psicofarmaci di un tipo o
di un altro ?
Se così fosse, sarebbe anche un caso che i
fumatori hanno più probabilità di ammalarsi di
cancro ai polmoni dei non fumatori.
E in effetti il ragionevole dubbio che gli
psicofarmaci inducano all'omicidio e al suicidio
potrebbe diventare certezza se delle ricerche in
tal senso venissero fatte senza l'ostruzionismo
delle case farmaceutiche per ovvi motivi,
interessi economici che raggiungono cifre
astronomiche, e quando dico astronomiche non sto
esagerando.
Oltre a questo c'è
l'omertà dei media che molto raramente riportano
che gli autori delle stragi nelle scuole o delle
cosiddette stragi famigliari, nella quasi
totalità dei casi, erano psichiatrizzati e
dediti al consumo di psicofarmaci, e quando
fanno dei timidi accenni, lo fanno in maniera
quasi inavvertibile, proprio di sfuggita.
La ragione per cui i media non riportano che
molto spesso gli individui che vengono colti da
raptus omicidi o suicidi erano dediti al consumo
di psicofarmaci è che le case farmaceutiche
costituiscono una grossa fetta dei loro
inserzionisti, che nell'arco dell'anno pagano
milioni di euro per la pubblicità delle loro
pastiglie per il mal di testa, antiacidi e
lassativi, e, in un mondo in cui l'etica ha un
valore minore del denaro, nessuno, fra coloro
che hanno perso la propria integrità personale,
sputa nel piatto dove mangia.
A causa di questo la
comunità rimane all'oscuro di particolari
importanti e nessuno si pone la domanda: " Ma
non saranno questi psicofarmaci la causa di quei
raptus omicidi ?" e ovviamente non chiede a gran
voce che venga fatta luce a riguardo.
Nel caso della
strage del Virginia Tech, lo sparatore prendeva
antidepressivi. Guarda caso, quando avvengono
gravi atti di violenza nelle scuole, quasi
sempre gli psicofarmaci fanno parte della scena
del crimine.
Che gli antidepressivi
hanno gravi effetti collaterali è ben noto alle
autorità, tant'è vero che negli Stati
Uniti è obbligatorio porre una etichetta sulle
confezioni di tutti gli anti depressivi che
informa che "stati d'ansia, agitazione, attacchi
di panico, insonnia, irritabilità, ostilità,
aggressività, impulsività, acatisia
(impossibilità di stare fermi), ipomania, mania
sono stati riscontrati in pazienti adulti e
pediatrici trattati con antidepressivi per forti
disturbi depressivi o altri disturbi sia
psichiatrici che non psichiatrici". Viene da
chiedersi perché non vengono poste chiare
indicazioni sulle confezioni vendute in Italia.
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Altra Strage
scolastica:
Il 14 Febbraio 2008 abbiamo assistito
all'ennesima strage compiuta in una scuola.
Steven Kazmierczak ha ucciso sei studenti e
ferito altri quindici prima di togliersi la
vita.
Questa tragedia sembra riflettere profondamente
lo stato di salute di una società sempre più
vittima dei propri figli. Ascoltando le
interviste della fidanzata e dei familiari,
analizzando il curriculum scolastico di questo
ragazzo, è difficile trovare una ben che minima
anomalia. Si potrebbe definire il classico bravo
ragazzo, una persona adorabile e forse
incompresa a causa della sua sensibilità.
Ovviamente non conosciamo tutti gli aspetti
della sua personalità, possiamo solo basarci su
interviste e testimonianze. Sembra di assistere
al solito copione, che vede individui
apparentemente sani e felici, compiere atti
propri del peggior film poliziesco. Riamane
difficile capire i motivi che spingono un
ragazzo ventisettenne a compiere un gesto così
folle, l'ultimo grido di aiuto prima
dell'epilogo.
Nell'articolo che vi propongo, ci sono le parole
della fidanzata di Steven Kazmierczak, il quale
lo definiva una persona amorevole, pacata e
molto dolce. Come può allora una tale persona
compiere un gesto così efferato?
Tutte queste parole per puntare chiaramente il
dito contro psicofarmaci e antidepressivi. Mi
rendo conto di turbare l'opinione di alcuni di
voi, molti saranno in disaccordo con questa mia
accusa esplicita, riconoscendo tali medicinali
un valido strumento terapeutico. Limitandoci ad
analizzare i fatti, però le statistiche parlano
di aumento di casi di suicidio in persone
depresse che utilizzano psicofarmaci, sbalzi di
umore repentino, completo abbandono, rinuncia a
vivere attivamente e molti altri effetti
collaterali. (La lista potrebbe continuare per
molte righe, basterebbe leggere le
controindicazioni sulla scatola di ogni
medicinale in questione).
Può una società così "evoluta" permettere
l'autodistruzione dei propri figli, a causa di
droghe che alterano la percezione sensoriale e
contribuiscono ad innescare processi mentali
errati? Penso ognuno di noi possa rispondere da
solo, secondo coscienza e buon senso. Credo
solamente che bisognerebbe iniziare a curare le
persone in modo diverso, siamo tutti unici,
tutti parte di un mondo meraviglioso, a volte ci
lasciamo soggiogare troppo facilmente e
abbandoniamo il nostro corpo in mani poco
esperte, distruggendo le nostre vite.
Questi rimedi non sono la causa di tali episodi,
ma credo possano contribuire a creare lo stato
d'animo adatto affinché si verifichino,
alterando di fatto la mente di queste povere
vittime.
Ps. La dinamica di questa tragedia ricorda
quella della Virginia Tech, nella quale un altro
ragazzo uccise molti studenti con dinamiche
simili.
Tutti e due acquistarono armi (legalmente) su
internet, entrambi assumevano psicofarmaci.
La fidanzata: L'assassino stava prendendo un mix
di 3 farmaci
La ragazza infatti sostiene che Steven
Kazmierczak stesse prendendo Xanax, Ambien,
Prozac ed ha affermato: "E' stato lo
psichiatra
ha prescrivere le tre medicine".
Tratto da:
http://freenfo.blogspot.com/2008/02/i-farmaci-dietro-alla-strage-della.html
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The Associated
Press - Updated: 8:30 p.m. ET Oct. 15, 2004
-
WASHINGTON - The Food and Drug Administration,
venerdì ha ordinato che tutti gli antidepressivi
abbiano un "black box" (riquadro nero) con
l'avvertenza:
"Aumenta
il rischio di pensieri e comportamenti tendenti
al suicidio nei bambini che ne fanno uso."
Il
collegamento fra gli antidepressivi e la
violenza è noto da anni ai produttori, a chi si
occupa del loro marketing e a chi li prescrive.
Alla luce di questo
ultimo grave fatto che ha portato alla morte 32
persone innocenti, tutte le stragi avvenute
apparentemente inspiegabili dovrebbero essere
riesaminate al fine di vedere se c'è un
collegamento fra tali delitti e il consumo di
psicofarmaci, di modo che possano essere presi
adeguati provvedimenti. E se lo si vuole cercare
veramente, sono sicuro che si troverà il
collegamento.
Non è la prima volta
che faccio questa proposta, come puoi vedere da
questi miei due articoli:
Le Stragi Famigliari
e
Le Stragi Famigliari - seconda parte
Negli Stati Uniti
ora, dopo questo ultimo episodio, si sta facendo
pressione per un maggiore controllo sulla
distribuzione delle armi. Come al solito, quando
i problemi rimangono irrisolti, è perché si
cerca la loro causa nella direzione sbagliata.
Sebbene il controllo delle armi sia comunque
auspicabile, il controllo va fatto sulla
prescrizione degli psicofarmaci. Al contrario
viene invece approvata con nuove leggi o decreti
la distribuzione e la prescrizione di
psicofarmaci a milioni di bambini, nessuna
meraviglia che fra essi possano formarsi i
futuri responsabili di altre stragi nelle
scuole.
Dare gli
psicofarmaci ai giovani è come costruire delle
bombe a orologeria che scoppieranno
all'improvviso. Riempire di farmaci questi
giovani turbati dal fatto di trovarsi in una
società moralmente decaduta, è il modo in cui la
psichiatria si guadagna il pane (e non solo),
un'industria che ha venduto l'anima (di cui fra
l'altro non ne riconosce l'esistenza) alle case
farmaceutiche e che funge da sistema di
distribuzione di droghe legalizzate a facili
prede come adolescenti e bambini.
Questo non significa
che Cho Seung Hui non sia responsabile, ma il
medico o lo psichiatra che gli ha prescritto gli
antidepressivi ha giocato un ruolo nel
destabilizzare la mente di un adolescente che
era sull'orlo della pazzia.
Per quanto sia
considerata una "tragedia tipicamente
americana", non si dovrebbe pensare che la cosa
non ci riguardi, anche se la tendenza è quella
di ritenere che ciò che ci riguarda è solo
quanto avviene nel nostro paese.
Quando qualche anno
fa scrissi i primi articoli sull'ADHD e il
ritalin, allora era solo una "faccenda
americana" e quando dicevo a qualcuno che in
America drogano i bambini con uno psicofarmaco
della stessa classe della cocaina, quasi sempre
mi rispondeva che cose del genere in Italia non
possono avvenire. Come dimostrazione del
contrario il 9 marzo 2007 è stata autorizzata
anche in Italia dall'Agenzia Italiana del
Farmaco (AIFA) la vendita del Ritalin e dello
Strattera, psicofarmaci da dare ai bambini e
anche il Prozac potrà essere prescritto ai
bambini di otto anni. Il tutto con il
beneplacito del ministro della sanità.
Leggi questo
articolo di sei anni fa:
Ritalin
In che modo uno
psicofarmaco può fare di un adolescente, un
adulto, o anche un bambino, un killer?
La depressione e
qualsiasi altra condizione indesiderata che
possa affliggere un individuo hanno origine da
turbamenti dell'anima. Se un essere spirituale
non sta raggiungendo gli scopi desiderati, se le
cose non stanno andando come vorrebbe, è
inevitabile che si senta depresso e infelice.
L'unico vero modo di venirne fuori è quello di
risolvere i problemi che gli impediscono di
raggiungere i suoi scopi, ammesso che tali scopi
siano veramente degni di essere raggiunti.
Un'altra causa di infelicità, e di tutte le sue
armoniche, è la mancanza di tali scopi.
Se chiedi a una
persona depressa, infelice o insoddisfatta quale
è il suo scopo nella vita, spesso ti sembrerà
che stia cercando una risposta in un vuoto
nebuloso, mentre continua a ripetere mentalmente
a se stessa: "Quale è il mio scopo ?", e quando
ritornerà a guardarti per darti la risposta, ti
dirà che non lo sa.
Quando gli scopi non
sono raggiungibili a causa di ostacoli che non
si stanno superando, o perché non si conoscono o
si sono dimenticati i propri scopi, la persona
sana soffre.
Se va da uno
psichiatra gli darà degli psicofarmaci e allora
diventerà un paziente.
Una persona normale
quando si trova nelle condizioni di cui sopra, è
altrettanto normale che soffra, perché la sua
sofferenza ha origine da una vita che non è come
vorrebbe che fosse. Ci sono due modi per
smettere di soffrire, uno, corretto, consiste
nel fare i cambiamenti necessari per fare andare
le cose come si desidera, l'altro, sbagliato,
consiste invece nel delegare tutto agli
psicofarmaci.
Un anestetico non ti
fa sentire il dolore anche se la causa di quel
dolore non è stata rimossa. Se calpestandolo si
è infilzato un chiodo nella pianta del piede,
non ha molto senso lasciarlo lì dove si trova e
prendere anestetici per non avvertire il dolore.
Fa molto più senso rimuovere il chiodo, la causa
del dolore. Dopo un po' il dolore cesserà, prima
ancora che la ferita sia guarita completamente.
Gli psicofarmaci
agiscono da anestetici per il dolore emozionale
causato dalle ferite presenti nella nostra
coscienza. Di fatto annichilano la coscienza e
chi si imbottisce di farmaci "sta bene" non è
più turbato dalle sue sofferenze.
Ma le cause del turbamento sono sempre lì,
non vengono rimosse.
La nostra coscienza
è il guardiano del nostro comportamento. In essa
risiede la nostra capacità di essere
responsabili nei confronti di noi stessi e gli
altri.
Nella mente, di cui
la psichiatria ritiene di sapere molto quando
invece non sa altro che se percuoti un cane un
po' di volte mentre fai suonare una campanella
si mette a guaire per il dolore, quando poi
farai suonare la campanella senza più
percuoterlo, il cane guairà ugualmente, o cose
del genere, ... nella mente a volte sorgono
pensieri "inconfessabili", di cui appunto gli
psichiatri non ne conoscono l'origine.
Questi pensieri
inconfessabili possono comparire soprattutto in
condizioni di forte stress e contrasti. Può
succedere che durante un animato litigio
compaiano pensieri come "Ti spacco la faccia" o
addirittura: "Ti ammazzo", ma la nostra
coscienza e senso di responsabilità ci trattiene
dal passare dal pensiero all'azione, al massimo
permette di dare voce a tali pensieri.
Avrai sentito
qualche volta due litiganti minacciarsi con tali
frasi, ma poi non le hanno portate a compimento,
la loro coscienza li ha fermati.
Assumendo
psicofarmaci la coscienza viene praticamente
gradualmente annullata e l'individuo diventa
succube di quei pensieri che continuano a
tormentarlo e lo spingono a tramutarli in
azione.
Se questo avverrà o
meno dipende dalla percentuale, se posso
esprimermi in questi termini per non diventare
complicato, di coscienza non ancora
completamente sotto l'effetto anestetico degli
psicofarmaci.
Le persone
fortemente irresponsabili che commettono azioni
assai deprecabili vengono etichettate come
"senza coscienza" e questo luogo comune di fatto
possiamo considerarlo una verità. Tali persone
in realtà non hanno mai smesso di avere una
coscienza, solo che è completamente
addormentata.
Sono stati fatti
degli studi che dimostrano i collegamenti fra
l'assunzione di antidepressivi e la tendenza al
suicidio e all'omicidio, ma le case
farmaceutiche, appoggiate da coloro che hanno
interessi comuni, negano o sminuiscono o dicono
che è la malattia che spinge a commettere le
azioni sconsiderate e non i loro farmaci.
Su
PLos journal,
un giornale di libero accesso, sono pubblicati
dei casi medico legali che mostrano chiaramente
il collegamento fra antidepressivi e la
compulsione all'omicidio e suicidio. Quello che
segue è uno di questi casi:
Secondo un rapporto
legale indipendente compilato un anno dopo gli
eventi in cui C.P. è stato messo sotto processo
nel novembre 2001, C.P. era un bambino di 12
anni, con una famiglia con molti problemi.
Malgrado le difficoltà della sua situazione
sociale, non ha mai avuto la necessità di
trattamenti per disturbi nervosi o per
comportamenti violenti.
A seguito di una
discussione con suo padre alla fine dell'ottobre
2001, è stato assegnato ad un centro di
rieducazione comportamentale per sei giorni dove
è stato sottoposto a trattamenti con paroxetine.(Leggi
qui le
avvertenze sulla paroxetine).
Il suo comportamento
peggiorava di giorno in giorno mentre assumeva
la paroxetine. È stato rilasciato contro parere
medico alla custodia dei nonni, che, quando le
pastiglie di paroxetine finirono, lo portarono
dal loro medico curante che gli prescrisse il
sertraline da 50mg, aumentato a 100 mg due
giorni prima degli assassini di cui C.P. è stato
accusato. Il sertraline fu somministrato per tre
settimane. Dopo la prescrizione del sertraline,
C.P. è stato coinvolto per la prima volta in un
certo numero di episodi aggressivi a scuola, e
fu segnalato dai membri della famiglia e da
membri della chiesa che era agitato ed era
insolitamente loquace a sproposito. I parenti
notarono una serie di comportamenti avventati.
Il giorno degli
omicidi, i nonni gli dissero che non poteva
prendere lo scuolabus a causa di un episodio di
aggressione sul bus nei confronti di uno degli
altri bambini. Più tardi quella sera partecipò
alle pratiche del coro con i nonni, che per le
difficoltà crescenti lo avevano avvertito che
avrebbe potuto essere ricondotto dal padre.
Nel rapporto legale
indipendente sul caso è annotato che C.P. disse
quella notte: "Qualcosa mi diceva di sparare a
loro". Inizialmente le aveva riportate come
allucinazioni e poi riferì che pensava che
fossero suoi pensieri. Quando gli fu chiesto
specificamente di descrivere esattamente quell'esperienza
disse che erano "come echi nella mia testa che
dicevano "Ammazzali", "Ammazzali", come qualcuno
che gridasse in una caverna".
Secondo il rapporto
legale, riportò che questo iniziò dopo essere
andato a letto e che prima di allora non aveva
mai considerato la possibilità di nuocere ai
suoi nonni e che era qualcosa che non aveva mai
sperimentato prima. Riportò che le voci dentro
la sua testa lo hanno tormentato così tanto che
si è alzato dal letto. Le voci continuarono fino
a che non uccise i suoi nonni. Non riusciva a
controllarsi e gli echi si arrestarono dopo che
sparò ai suoi nonni. Diede fuoco alla casa ma
non riuscì a spiegare il perché di queste
azioni, semplicemente i pensieri apparivano
all'improvviso.
Poi prese una
macchina e cominciò a guidare, ma non aveva idea
di dove stesse andando e tutto gli sembrava come
un sogno. Si ricordò di aver chiesto alla
polizia riguardo ai suoi nonni, quando fu
catturato, perché non era sicuro se fosse
realmente accaduto. Questi eventi, il
comportamento generale e la storia di C.P. hanno
indotto uno psichiatra pediatrico forense
indipendente a diagnosticare mania e
comportamento psicotico indotti da sostanze
stupefacenti.
Le imputazioni di
duplice omicidio ed incendio doloso furono
discusse in un tribunale ordinario invece che
nel tribunale dei minori. Nel corso della
selezione della giuria, 32 su 75 dei possibili
membri della giuria dichiararono che prendevano
o avevano preso degli antidepressivi.
Il processo si svolse per tutta la sua durata a
porte chiuse. Sia l'accusa che la difesa
sostennero fin dall'inizio che C.P. aveva ucciso
i suoi nonni. I media discussero animatamente
sulla domanda: "Malvagio" o "Compulsione da
sostanze chimiche ?"
Nel febbraio 2005,
dopo un processo che durò due settimane, una
giuria dichiarò C.P. colpevole dell'omicidio dei
nonni ed è stato condannato a 30 anni di
prigione.
Nonostante
l'evidenza del collegamento fra gli impulsi
omicidi e suicidi con gli antidepressivi, C.P.,
un bambino di 12 anni è stato sacrificato da un
sistema giudiziario che parteggia per un sistema
medico che è culo e camicia con le case
farmaceutiche….
Tratto da: medicinenon.it
L'uso
di
psicofarmaci
è il
denominatore comune delle
sparatorie scolastiche.
21 marzo 2005 - Riserva Indiana di Red Lake,
Minnesota: il sedicenne pellerossa Jeff Weise
era sotto l'influenza di Prozac quando ha
sparato a scuola ammazzando nove persone e
ferendone cinque prima di suicidarsi.
10 aprile 2001 - Wahluke, Washington: il
sedicenne Cody Baadsgaar si reca a scuola
con un fucile e tiene sotto sequestro 23
compagni di classe ed un insegnante dopo avere
assunto un'alta dose di Effexor, un
antidepressivo.
22 marzo 2001 - El Cajon, California: il
diciottenne Jason Hoffman si trovava sotto
l'effetto di due antidepressivi - Effexor
e Celexa - quando ha fatto fuoco nel suo
liceo ferendo cinque persone.
7 marzo 2000 - Williamsport, Pennsylvnania: la
quattordicenne Elizabeth Bush era sotto
Prozac quando ha sparato a compagni di
scuola a Williamsport, ferendone uno.
20 maggio 1999 - Conyers, Georgia: il
quindicenne T.J. Solomon era in cura con un
mix di antidepressivi quando ha fatto fuoco
sui suoi compagni di classe ferendone 6.
20 aprile 1999 - Columbine, Colorado: il 18enne
Eric Harris era in cura con il Luvox,
un antidepressivo, quando lui ed il suo compagno
Dylan Klebold ammazzarono 12 compagni di classe
ed un insegnante, ferendone altri 23 prima di
suicidarsi in quello che, fino ad ieri, era il
più feroce massacro scolastico.
Il medico legale confermò la presenza
dell'antidepressivo nel sangue di Harris, mentre
l'autopsia di Klebold non
fu mai resa pubblica.
16 aprile 1999 - Notus, Idaho - il quindicenne
Shawn Cooper svuota due caricatori sparando
all'impazzata e mancando per un pelo diversi
compagni di scuola: era in cura con un mix di
antidepressivi.
21 maggio 1998 - Springfield, Oregon: il
quindicenne Kip Kinkel uccide i suoi genitori e
poi si reca a scuola dove fa fuoco su altri
studenti che si trovavano nella
caffetteria, uccidendone due e ferendone 22.
Kinkel era sotto Prozac.
Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani,
da anni denuncia gli abusi nel campo della
salute mentale: il trattamento farmacologico
eccessivo, l'etichettamento, la diagnosi
imperfetta, la mancanza di protocolli
scientifici.
Le testimonianze di numerose persone in cura
psichiatrica da anni, ci dicono che
troppo frequentemente non
solo non hanno risolto i problemi originari
per cui si erano rivolte al
medico,
ma che spesso ne sono state pesantemente
danneggiate.
Commento NdR: La
responsabilità è chiara:
il
denaro, il potere e l’influenza delle industrie farmaceutiche
corrompono tutto. L’
occultamento di studi
scientifici negativi, per proteggere gli interessi degli
azionisti, a rischio della salute dei bambini, mette in luce
l’immoralità
di un mercato senza restrizioni
e
senza
regole.”
Inoltre occorre dire che
questi ragazzi sono TUTTI
vaccinati,
quindi con problemi di salute
(gastrointestinali e non solo) quindi
facilmente in preda a
depressioni ed a instabilita'
caratteriale i quali per suggerimento
dei
medici, assumono altri
farmaci
aggravando cosi' la propria
malattia depressiva !
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