Legami
segreti tra organizzazioni di pazienti e
compagnie farmaceutiche:
Fonte: Inchiesta del Philadelphia Inquirer, il
quotidiano statunitense The Philadelphia
Inquirer ha pubblicato un'inchiesta sui
legami quasi mai dichiarati di sei
organizzazioni non-profit, che affermano di
agire nell'interesse dei pazienti di altrettante
malattie, e le compagnie farmaceutiche.
Le sei organizzazioni, che lo scorso anno hanno
ricevuto complessivamente 29 milioni di dollari
in donazioni dalle
industrie farmaceutiche.
COMUNICATO STAMPA del 14/10/06
Il metilfenidato
(
Ritalin ), utilizzato - anche in Italia - per
il trattamento dei bambini iperattivi,
viene classificato in Inghilterra tra le 20
droghe più pericolose in assoluto.
Ed il British
Medical Journal denuncia: "le
sperimentazioni di farmaci sponsorizzate dai
produttori devono essere valutate con molta
cautela, non sono né trasparenti né rigorose".
Commento
(NdR): oltre alle truffe, collusioni, interessi
delle case farmaceutiche, ricordiamo che la
principale sostanza contenuta negli psicofarmaci
e' il
FLUORO
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
I bambini
con la scimmia
Non sono bastate le campagne informative, i
testimonial istituzionali, le petizioni e gli
inviti alla prudenza. Mentre il Ministero della
Salute continua a fare orecchie da mercante,
l’avanzata degli psicofarmaci serviti a minori
con presunti disturbi psichici, fra cui il noto
“deficit di attenzione e iperattività”, prosegue
senza soste risultando, dati alla mano, l’unica
terapia presa in considerazione.
Secondo i dati raccolti dal Ministero della
Salute, il 9% dei minori italiani sarebbe
affetto da disturbi psichici. Gli affetti della
Sindrome di iperattività e deficit di attenzione
(ADHD),
al centro di polemiche e criticata da più parti
in tutto il mondo, sarebbero tra l’1 e il 2% dei
bambini e teen ager italiani: tra i 80.000 ed i
160.000 individui che rischiano, a breve, di
finire tutti in cura con metanfetamine e farmaci
psicotropi, nello specifico
Ritalin (Novartis)
e Strattera (Ely Lilly).
Fin qui stime prudenti, vista la prassi
internazionale e i proclami di correnti
particolarmente estreme che – anche in Italia –
parlano di almeno un 5% dei bambini da
medicalizzare.
Ciò che più preoccupa però è il trattamento che
le autorità sanitarie ed i genitori, stanno
riservando ai bambini che, una volta
diagnosticati sulla base di dubbi parametri
soggettivi, hanno cominciato le cure
rivolgendosi ai primi degli oltre 80 centri di
cura previsti sul territorio. Secondo i dati
dell’istituto superiore di sanità, l’83% dei
ragazzi malati è stato sottoposto a trattamenti
con psicofarmaci, nello specifico metanfetamine.
Questi farmaci, se da una parte si limitano a
calmare il bambino senza agire sulle presunte
cause del malessere, influiscono grossolanamente
sui livelli di neurotrasmettitori.....
... un campo delicato riguardo al quale si è
capito ancora poco, ponendo rischi per la salute
(pericoli per l’apparato cardio-circolatorio e
sindromi maniaco-depressive), rischi di
dipendenza fisica (il 25% fatica a farne a
meno), e soprattutto creando una mentalità di
uso leggero e spensierato del farmaco psicotropo
nei consumatori di domani.
Quella che anche in altri paesi, mercati più
ampi al centro da anni di battaglie tra aziende
farmaceutiche e accademici critici, è una
extrema ratio, un rimedio estremo, in Italia è
la prassi. In paesi come gli Stati Uniti e la
Gran Bretagna, che per primi hanno “inventato”
la malattia e la hanno importata nel contesto
europeo, solo il 32% e il 18% dei rispettivi
minori è posto in terapia con psicofarmaci.
La terapia farmacologica è quella meno
impegnativa e meno costosa, mentre le costose
sedute psicologiche e soprattutto la pazienza,
il dialogo, l’affetto, l’attenzione, sono merci
sicuramente più gravose. In Italia, essendo il
problema nuovo, non si è inoltre ancora creata
la cultura della prudenza ed il passaparola tra
le vittime di queste brutture. I pediatri, gli
educatori, il ministero ed anche certi
giornalisti, sono abbordati da rappresentanti
commerciali col camice, che sciorinano ricerche
parziali e magari offrono, come d’altra parte si
usa spesso fare nell’ambiente, borse di studio o
inviti a conferenze nei paradisi tropicali. I
genitori, posti di fronte ad un problema di
fronte al quale sono impreparati, vengono
avvicinati da professionisti, da “autorevoli
scienziati”; si voltano in cerca di aiuto e si
perdono nel silenzio del Ministero e nelle
pacche sulla spalla dei membri dell’Associazione
Famiglie Italiane ADHD, gruppo di genitori
sostenitori di queste cure farmacologiche che
non negano finanziamenti da parte delle case
farmaceutiche e che hanno presenziato una
Conferenza Stampa, proprio con il Ministero,
curata da tale Chiara Gallarini, PR della
società Ketchum che cura le relazioni pubbliche
di Novartis e Ely Lilly, cioè i produttori degli
psicofarmaci in questione.
Alla luce di questi dati, non è difficile
spiegare le percentuali anomale costruite da un
marketing molto determinato inserito su una
mentalità già costruita da anni di propaganda
commerciale; quella mentalità di fiducia cieca
che ha avuto come culmine la collocazione dei
farmaci, prodotto particolarmente problematico,
nel tempio del consumo a cuor leggero quale il
supermercato.
E’ un’Italia terra di conquista, incapace di
opporre resistenza a tutto ciò che si ammanta
del camice di “progresso” e di “scientifico”,
che si comporta come un paese del Terzo Mondo in
balia di ricatti e corruzione, di timidezza e
incompetenza, nonostante le campagne di
informazione che, sulla scorta dell’esperienza
di altre nazioni, stanno affrontando il problema
fin da quando era solo una questione americana.
Le critiche all’ADHD ed all’approccio
farmacologico non vengono infatti dagli ambienti
della controinformazione o da ricercatori in
cerca di nicchie di sostenitori. La campagna
“Giu le mani dai bambini”, sostenuta da ambienti
dell’informazione (Rai, agenzie stampa italiane,
la maggior parte dei quotidiani nazionali da
Repubblica a Liberazione), ambienti cattolici
(ad esempio le ACLI), personaggi dello
spettacolo (da Linus a Beppe Grillo, passando
per gli attori di Carabinieri e Marco Berry), ha
potuto veramente poco e minaccia di ritirarsi
dal tavolo di concertazione tra i soggetti
interessati.
«Abbiamo presentato provocatoriamente ai
rappresentati dell’Istituto Superiore di Sanità
e dell’AIFA (agenzia italiana del farmaco) oltre
500 pagine di ricerche scientifiche che
criticano le loro linee guida, -spiega il
portavoce Luca Poma - ma il parere di autorevoli
esperti non viene tenuto in alcuna
considerazione, ed il messaggio che ne deriva è
uno solo: questi protocolli terapeutici non si
toccano e gli psicofarmaci ai bambini si
daranno, punto e basta. Noi non possiamo e non
vogliamo essere complici di una strategia di
medicalizzazione del disagio dei minori. E’
necessario approfondire i motivi per cui
qualcuno, nonostante tutte le evidenze
scientifiche prodotte, continua a rifiutare di
modificare questi protocolli».
In realtà le critiche non si fermano ai metodi
di cura, che pure sono il campo sul quale si
gioca la battaglia tra chi vuole versare a cuor
leggero sostanze in grado di cambiare
personalità ed equilibri psichici nel cervello,
l’organo più delicato e più sconosciuto, e chi
vuole evitare interventi invasivi auspicando una
nuova riscoperta del rapporto tra adulti e
minori.
Ad essere sotto accusa è prima di tutto la
definizione stessa di disturbo psichico,
un’etichetta che si reputa come data in maniera
generalizzata in risposta più al business e alle
paure di una “società dei grandi” incapace, o
troppo impegnata, per trattare con i minori più
problematici, che a reali parametri
“scientifici”. I disturbi psichici (riscontrati,
secondo il ministero, in quasi un ragazzo su
10), per il quali ad esempio è utilizzabile il
Prozac fin dagli 8 anni, sono infatti
generalmente insiemi di sintomi, di
comportamenti mal capiti giudicati eccessivi o
anomali, non dimostrabili né riscontrabili in
nessun tipo di analisi prettamente scientifica.
Questo rende particolarmente complicata la
prescrizione di una terapia che, per rassicurare
i genitori immersi da decenni nella “cultura del
quick-fix” nella quale il corpo difettoso va
semplicemente aggiustato con l’ultimo ritrovato
di qualche industria, deve necessariamente
essere farmacologica.
L’efficacia reale di queste cure a base di
psicofarmaci, in rapporto ai rischi, è un altro
argomento oggetto di forti discussioni e timori.
Una metaricerca tra i dati recuperabili dalle
stesse case produttrici di antidepressivi, ad
esempio, ha spiegato come l’effetto reale degli
antidepressivi (differenza tra effetto placebo
ed effetto delle sostanze contenute nel farmaco)
sia scientificamente irrilevante, al contrario
delle possibili controindicazioni e della
sofferta modificazione dei livelli di
neurotrasmettitori, dei quali si conosce molto
poco, ai quali tra l’altro l’organismo tende
spesso ad opporsi provocando una forma di
assuefazione (1). Tra di essi il Prozac, che
l’UE ha autorizzato per tutti gli individui
dagli 8 anni in su, nonostante l’FDA (ente
statunitense del farmaco) abbia ammesso che
questi prodotti, almeno fino ai 24 anni,
provocano un aumento dei suicidi.
L’effetto di farmaci psicotropi, se già desta
preoccupazioni sugli individui adulti, suscita
ancora più timori quando ad essere sottoposti a
questi trattamenti “di frontiera” sono i
bambini. Bambini bollati fin da piccoli come
strani, come malati. Bambini curati con
leggerezza con pastiglie che modificano i
livelli di sostanze presenti nel cervello di cui
a mala pena si è capita parte della funzione,
che potranno avere chissà quali conseguenze
nella personalità, nella stabilità, nella
capacità di vivere le emozioni di ragazzi sedati
nella fase più delicata della loro formazione.
E se è vero che i ragazzi sono gli adulti di
domani, pare come minimo avvantato affidare il
loro ed il nostro futuro agli esperimenti ed
alle esigenze economiche di una cricca di
irresponsabili imprese commerciali.
By Andrea Franzoni
Tratto da:
http://www.luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=1803
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
STORIA DI UNO SCANDALO
- 26 luglio.2004 (1)
L’Alliance
for Human Research Protection, un ente americano che si occupa di etica
nelle ricerche mediche, era venuta in possesso, e aveva pubblicato, dei
documenti segreti, che dimostravano l’aumento di comportamenti suicidi
nei bambini in trattamento con antidepressivi. Il Dr Andrew Mosholder,
esperto dell’ Ufficio per la Sicurezza dei Farmaci dell’ FDA, aveva
infatti trovato un raddoppio di comportamenti suicidi tra i bambini in
trattamento con antidepressivi, rispetto ad altri bambini diagnosticati
come depressi, ma non trattati: aveva quindi invitato l’agenzia a
seguire l’esempio del Ministero della Salute Inglese, che aveva messo
in guardia i medici sui rischi dei nuovi antidepressivi nei bambini.
Invece
l’ FDA aveva soppresso il rapporto del Dr. Mosholder , perché “ …pensavamo
che l’analisi fosse prematura e i dati non ci sembravano completi”:
così si era difeso il Dr
Robert Temple, direttore del centro di valutazione del farmaco dell’
FDA.
L’aver
nascosto dei risultati importanti per la salute pubblica, ha ovviamente
suscitato scalpore e innescato reazioni politiche al Congresso, con
inchieste e interrogatori agli impiegati dell’ufficio in cui lavorava
il Dr Mosholder.
I risultati di tanto clamore non si sono fatti attendere:
20
Agosto(2)
In un documento intitolato “
Aggiornamento sulla revisione degli antidepressivi nei bambini”, l’FDA
comunica di aver commissionato alla Columbia University , uno studio di
revisione sui comportamenti o pensieri
suicidi di circa
4000 bambini e adolescenti in trattamento con i vari antidepressivi.
Viene inoltre programmato un meeting a Bethesda per il 13 e 14 settembre
, a cui sono invitate tutte le parti interessate, nel corso del quale
saranno prese decisioni riguardanti eventuali aggiornamenti dei
foglietti illustrativi dei farmaci.
Lo
studio della Columbia University conferma i risultati del Dr. Mosholder
sull’aumento dei comportamenti autolesionistici dei bambini trattati
con antidepressivi.
16
Settembre(3)
Comunicato
dell’FDA
“La
Food and Drug Administration appoggia le raccomandazioni fatte a questa
Agenzia dalla Commissione per gli psicofarmaci e dalla Commissione
Pediatrica, riguardo ad un aumentato rischio di comportamenti e pensieri
suicidi, associato con l’uso di alcuni antidepressivi in età
pediatrica. L’FDA si è messa al lavoro per adottare nuovi foglietti
che aumentino le
avvertenze, e per fornire informazioni ai pazienti, a cui tali farmaci
sono prescritti.
Riassumendo,
i membri delle Commissioni:
1)
hanno approvato l’approccio della FDA per analizzare i comportamenti
suicidi osservati in trial clinici controllati, e hanno affermato che le
nuove analisi rafforzano le loro convinzioni sui risultati;
2)
hanno concluso che la scoperta di un aumentato rischio in età
pediatrica, va esteso a tutti i farmaci presi in esame (Prozac, Zoloft,
Remeron, Paxil, Effexor, Celexa, Wellbutrin, Luvox e Serzone);
3)
raccomandano che ogni avvertenza su un aumentato rischio di suicidio in
pazienti pediatrici, dovrebbe essere estesa
a tutti i farmaci antidepressivi, inclusi quelli che non sono
stati studiati, perché i dati disponibili non sono sufficienti per
escludere nessun farmaco dall’aumento di rischio;
4)
hanno raggiunto a maggioranza (15 sì-8 no) la decisione di riferire a
tutti gli antidepressivi, l’avvertenza riguardo l’aumentato rischio
di comportamenti suicidi nei pazienti pediatrici:
5)
hanno appoggiato l’ idea di un “foglio informativo” (Medication
Guide) per questa classe di farmaci, da fornire al paziente o al
suo medico curante, per ogni singola prescrizione;
6)
raccomandano che questi farmaci non siano banditi, perché le
Commissioni pensano che l’accesso a queste terapie sia importante per
quelle persone che ne traggono beneficio;
7)
raccomandano infine, che i risultati dei trial clinici sulla depressione
nei bambini, siano inclusi nei foglietti illustrativi dei farmaci
antidepressivi.”
Note:
(1)British Medical Journal del 7 Agosto 2004
(2) FDA Talk Paper del 20 Agosto 2004
(3)FDA Statement. For immediate release. September 16, 2004
Un’ altra notizia interessante:
L’8 agosto 2004 viene
pubblicato su Archive of
Pediatrics & Adolescent Medicine, uno studio dal titolo : “Nuovi
consumatori di antipsicotici tra i bambini”,
in esso si afferma che gli antipsicotici di nuova generazione (olanzapine),
avendo effetti collaterali diversi da quelli dei farmaci precedenti,
possono indurre i medici a prescriverli anche per disturbi del
comportamento, senza che la loro efficacia sia stata dimostrata da dati
clinici.
Lo studio conclude che, dal 1996 al 2001, il consumo di antipsicotici
tra i bambini è quasi raddoppiato, con un sostanziale aumento
per l’ADHD, per i disturbi affettivi e del comportamento.
(Seconda parte)
La
Commissione di esperti della FDA ritiene che tutti gli antidepressivi
dovrebbero riportare, in un riquadro nero (black box),
l’avvertenza che gli
adolescenti trattati hanno una maggiore probabilità di suicidarsi.
Le
avvertenze “black box” sono tra le più severe, essendo riservate a
farmaci con effetti collaterali fatali. Il Dr. Temple, direttore del
centro per la valutazione del farmaco della FDA, sostiene che di
solito l’FDA segue le raccomandazioni delle sue Commissioni, ma
in questo caso la decisione non è stata unanime (15 favorevoli e 8
contrari).
Il
voto è arrivato dopo la presentazione delle nuove analisi , il 13 e 14
Settembre, che dimostravano quasi un raddoppio dei comportamenti e
pensieri suicidi nei
bambini in trattamento con antidepressivi.
Gli
effetti del “black box” sono variabili: in alcuni casi si è giunti
ad una repentina riduzione nelle prescrizioni, altre volte non si è
notata una grande differenza.
Secondo
il Direttore dell’ informazione del farmaco all’Università del
Kansas, Dr.Joyce Generali,
dal
14 Luglio 192 farmaci, nella maggior parte antineoplastici, hanno
riportato le avvertenze “black box”.
Alcuni
esperti della Commissione hanno espresso il timore che le avvertenze
“black box” possano ridurre il numero di medici che prescrivono
antidepressivi, ma il Dr. Thomas Newman , professore di epidemiologia e
pediatria all’Università di San Francisco, anch’egli parte della
Commissione , ha sostenuto che, di fronte alla forte evidenza di
pericolo e alla scarsa prova
di efficacia, non sarebbe un male se il consumo di questi farmaci
diminuisse.
Il
Dr Matthew Rudorfer, del National Institute of Mental Health, afferma
:” Sebbene gli antidepressivi possano essere la causa del 2-3% dei
suicidi , questa percentuale è comunque inferiore del 15% rispetto a
quella degli adolescenti non trattati”.
Ma la sua affermazione è
smentita dal Dr. Peter
Breggin, psichiatra e farmacologo. “Ciò è ridicolo e falso: non c’è
uno straccio di prova che gli antidepressivi riducano i suicidi, inoltre
il 2-3% di cui parlano gli studi della FDA, si riferisce all’aumento
rispetto alla percentuale di suicidi in pazienti non trattati.”
Aggiunge inoltre: “Le avvertenze “black box”, non sono le più
stringenti a disposizione dell’FDA, gli esperti della Commissione
potrebbero indicare che questi farmaci sono controindicati in età
pediatrica, ma dati i loro profondi legami con l’industria
farmaceutica, non lo faranno mai”.
Infatti, secondo un portavoce
dell’ FDA, 10 esperti erano stati rifiutati a causa di un conflitto di
interessi.
Il
Dr. Lawrence Diller, pediatra e autore di due libri sui bambini e i
farmaci psicotropi, durante il dibattito del 13 e 14 Settembre, aveva
detto:
“I
medici in prima linea, stanno perdendo fiducia nei ricercatori,
soprattutto quando vengono a sapere che i risultati di 8 studi negativi
riguardo agli antidepressivi , non sono stati rivelati né ai medici, né
al pubblico."
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Lo
psicofarmaco pediatrico Strattera è associato al
rischio di ideazioni suicidarie
Eli Lilly - su richiesta della Food and Drug
Adiministration, l'organismo di controllo
sanitario USA - ha dovuto inserire ieri nella
scheda tecnica di Strattera (molecola base l'atomoxetina)
un "warning" riguardante il rischio di
ideazione suicidaria tra i bambini e gli
adolescenti trattati con lo psicofarmaco.
L’atomoxetina
è stata posta in commercio dalla casa
farmaceutica Eli Lilly in risposta alla posizione
dominante della Novartis con il suo
Ritalin (metilfenidato),
e trova anch'essa impiego nel trattamento dell'ADHD
(Disturbo da Deficit di Attenzione ed Iperattività)
e di altre sindromi del comportamento infantile.
Secondo la casa produttrice, lo Strattera avrebbe
dovuto distinguersi dal prodotto concorrente per
un miglior rapporto rischi/benefici ed un impatto
minore in termini di effetti collaterali,
posizione condivisa anche da diverse associazioni
genitoriali "sponsor" della soluzione
farmacologica.
La Campagna di farmacovigilanza Giù
le Mani dai Bambini già nel primo semestre 2005
aveva bollato in Italia queste dichiarazioni del
produttore come "pure manovre di
marketing", evidenziando ai consumatori il
profilo di rischio del prodotto anche a normali
dosaggi terapeutici.
Secondo l'FDA, i bambini e
gli adolescenti trattati con Atomoxetina
dovrebbero essere ora attentamente monitorati per
il presentarsi - o per il peggioramento - di
sintomi quali agitazione, intollerabilità,
ideazioni o comportamenti suicidi, e per
inusuali cambiamenti nel comportamento,
soprattutto durante i primi mesi di terapia o nel
momento in cui viene modificato il dosaggio del
farmaco.
Nelle scorse settimane, cinque giovani
che stavano partecipando a studi clinici con atomoxetina hanno infatti riportato ideazioni
suicidarie, contro nessuno dei pazienti che
assumeva placebo, ed un giovane, mentre stava
assumendo Strattera, ha tentato il suicidio.
Fonte: FDA, Press Room - Giù le Mani dai
Bambini
Tratto
da: www.giulemanidaibambini.org
-
www.handsoffthechildren.org
Commento NdR: La
responsabilità è chiara:
il
denaro, il potere e l’influenza delle industrie farmaceutiche
corrompono tutto. L’
occultamento di studi
negativi, per proteggere gli interessi degli
azionisti, a rischio della salute dei bambini, mette in luce l’immoralità
di un mercato senza restrizioni e
senza
regole.”
HOME
|
"Questo sito
WEB vi informa"
Non siamo
responsabili della correttezza e/o della solvibilità
degli inserzionisti del ns. Network
Webmaster
- Copyright © 1998, Publisher Bamico ltd - All rights reserved
Tutti i diritti riservati - Vietata
la copia anche parziale dei contenuti, se non viene citata la fonte |
|