Oggi nel 2015, il prof.
Josph L. Biederman
e'
il Capo Dirigente del Clinical and Research
Programs in Pediatric Psychopharmacology and
Adult
ADHD, al
Massachusetts General Hospital,
professore di psichiatria alla Harvard
Medical School. Biederman e' anche nel
Board Certified in General and Child
Psychiatry,
ha ultimamente
confessato alla stampa: "ho
approvato psicofarmaci per bambini con test
fasulli, ero pagato dalle multinazionali del
farmaco =
Big Pharma
I comuni farmaci che vengono prescritti per
favorire il sonno (soprattutto
benzodiazepine) possono aumentare il rischio di
morte di oltre 4 volte, secondo una nuova
ricerca americana pubblicata sull’autorevole
British Medical Journal - Mar. 2012
Questo rischio è direttamente proporzionale alla
quantità di pillole assunte. Inoltre tra i
consumatori di sonniferi aumenta anche il
rischio di tumore del 35%.
I ricercatori hanno comparato la mortalità di un
gruppo di oltre 10.500 adulti che assumevano i
sonniferi con un gruppo di 23.600 adulti che non
li assumevano.
Un consumo di sonniferi tra le 18 e le 132 dosi
all’anno aumenta in media di 4,6 volte la
possibilità di morire prematuramente: con meno
di 18 dosi all’anno il rischio aumenta di 3,5
volte, oltre le 132 dosi il rischio sale a 5
volte.
Secondo i ricercatori, nel 2010 in America il
consumo di sonniferi è stato la causa di
320.000-507.000 decessi. I farmaci ipnoinducenti
aumentano il rischio di morire per questi
motivi:
- possono causare depressione, che può portare
al suicidio
- interferiscono con le abilità motorie e
cognitive e quindi aumentano la possibilità di
errori nella guida
- aumentano l’incidenza di apnea notturna, che
può portare a problemi cardiovascolari
- in alcuni soggetti, aumentano i fenomeni di
sonnambulismo che a sua volta può portare ad un
aumento del rischio di incidenti domestici
- provocano disturbi dell’alimentazione con
risvegli notturni e desiderio di consumo di
cibo, che a sua volta porta ad obesità e rischi
connessi
Nello studio americano chi assumeva sonniferi
aveva anche più disturbi di reflusso esofageo e
ulcere peptiche
- sempre nello studio in questione, i
ricercatori hanno constatato un aumentata
incidenza di gravi patologie come il linfoma e i
tumori del polmone, esofago, prostata tra i
soggetto che usavano sonniferi.
Il consumo di sonniferi e tranquillanti è
aumentato in modo spaventoso negli ultimi
decenni. Segno che l’uomo moderno è
disorientato, fragile e incapace di reggere i
ritmi che lui stesso si è imposto. Per altro,
questi farmaci danno dipendenza, rendendo le
persone ancora meno libere, e sono gravati di
diversi effetti collaterali non ultimi quelli di
cui si parla nello studio citato.
Si può e si deve intervenire sull’insonnia in
modo diverso e non farmacologico, prendendo, ad
esempio, in considerazione tecniche di
rilassamento, psicoterapia, meditazione, yoga,
terapie fisiche ayurvediche e attività sportiva,
cui il medico non pensa quasi mai.
In combinazione con questi provvedimenti non
farmacologici è possibile usare diversi
integratori ed erbe medicinali.
Bibliografia :
- Kripke, D. F. et al. 'Hypnotics' association
with mortality or cancer: a matched cohort study',
BMJ Open, 2:e000850, 2012. doi:10.1136/bmjopen-2012-000850
- Romm A. Insomnia. Review of Ten Herbs Used to
Promote Sleep J Am Herbalists Guild. 2009;8(2):
14-22.
- Sushma T et al. Effect of Centella asiatica on
mild cognitive impairment (MCI) and other common
age-related clinical problems. Digest Journal of
Nanomaterials and Biostructures Vol. 3, No.4,
December 2008, p. 215 - 220
Oggi nel 2015, il
prof. Josph L. Biederman
e' il
Capo Dirigente del Clinical and Research
Programs in Pediatric Psychopharmacology and
Adult
ADHD, al
Massachusetts General Hospital, professore
di psichiatria alla Harvard Medical School.
Biederman e' anche nel
Board Certified in General and Child Psychiatry,
ha
ultimamente confessato alla stampa: "ho
approvato psicofarmaci per bambini con test
fasulli, ero pagato dalle multinazionali del
farmaco =
Big Pharma
Sindrome
infiammatoria chiamata "Asia" scatenata dai
vaccini !
ASIA_Sindrome
infiammatoria-dai-vaccini-Riassunto.pdf
Tratto da: http://www.assis.it/wp-content/uploads/2014/12/ASIARiassunto.pdf
... ed e' noto che... le
infiammazioni sono foriere di qualsiasi tipo
di sintomi, che i
medici impreparati
allopati chiamano erroneamente "malattie"....
Continua
da e in:
Psicofarmaci - 1
+
Psicofarmaci
- 2
+
Psicofarmaci - 3
+
Psicofarmaci ai Bambini
+ Psichiatria - Cospirazione contro l'UOMO
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Un farmaco anti-fumo puo' portare
al
suicidio e il Gran
Bretagna gia' dieci persone dall'inizio
dell'anno hanno messo fine alla propria vita
dopo averlo utilizzato. L'allarme, lanciato
all'inizio dell'anno dalla
Food and Drug
Administration, e' stato rilanciato dal
Daily Mail che cita uno studio del
Medicines and Healthcare products Regulatory
Agency, MHRA).
La Fda, dopo aver autorizzato nel 2006 la
commercializzazione del
Champix (Vareniclina),
un farmaco che agisce a livello cerebrale
sostituendosi alla nicotina nei "recettori
dopaminergici" (in cui si inserisce la nicotina
creando dipendenza), aveva diffuso all'inizio di
quest'anno un "alert" riguardo "seri
sintomi neuropsichiatrici tra cui
ideazione suicidaria e suicidio tentato o
completato".
Un allarme cui ha fatto eco l'European Medicines
Agency che ha imposto alla casa farmaceutica (Pfizer)
di mettere in evidenza i gravi effetti
collaterali nel
foglietto illustrativo: "Sono stati
segnalati episodi di attacchi di cuore,
depressione e rari casi di pensieri suicidari in
pazienti che hanno cercato di smettere di fumare
con Champix", si legge nel foglietto.
In Italia dal giugno del 2007 e' stato inserito
dall'Agenzia del Farmaco tra quelli a
"monitoraggio intensivo".
In un rapporto l'Mhra britannica, ha
sottolineato come continuino ad arrivare
segnalazioni di "effetti collaterali collegati
alla vareniclina, soprattutto disturbi
psichiatrici".
Secondo un tossicologo, sentito dal Daily Mail,
il suicidio dello scorso aprile di un produttore
televisivo britannico, Omer Jama, "potrebbe
essere stato una conseguenza del farmaco
antifumo". Secondo la Mhra, le persone che in
Gran Bretagna hanno riportato effetti
collaterali del farmaco sono raddoppiati negli
ultimi sette mesi: 1.811 a febbraio di quest'anno
contro i 3.541 di settembre. 10 casi presi in
esame dall'Mhra in Gran Bretagna potrebbero
essere stati conseguenza del Champix.
Tratto da: droghe.aduc.it
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Ecco cosa afferma
il dott. F. Franchi:
"Il più grande
ostacolo al progresso della scienza è il
monopolio che ne fanno gli esperti, tra i quali
si crea una rete (il cosiddetto establishment)
che controlla i fondi per la ricerca, le
pubblicazioni, gli incarichi accademici, le
royalities per i test ed i farmaci, e mira a
mantenere la sua posizione dominante di successo
evitando per quanto possibile che altre idee,
altre soluzioni, altre teorie possano filtrare
scalzando le loro.
La censura c’è, e mentre una volta i
"dissidenti" venivano fisicamente eliminati,
oggigiorno lo stesso effetto viene ottenuto
escludendoli dal circuito scientifico e
mediatico che conta. Viene incoraggiata la
raccolta di dati, una massa di dati sempre
crescente, mentre scoraggiata è la loro
elaborazione critica".
Tratto da:
http://www.dissensomedico.it
Legami
segreti tra organizzazioni di pazienti e
compagnie farmaceutiche:
Fonte: Inchiesta del Philadelphia Inquirer, il
quotidiano statunitense The Philadelphia
Inquirer ha pubblicato un'inchiesta sui
legami quasi mai dichiarati di sei
organizzazioni non-profit, che affermano di
agire nell'interesse dei pazienti di altrettante
malattie, e le compagnie farmaceutiche.
Le sei organizzazioni, che lo scorso anno hanno
ricevuto complessivamente 29 milioni di dollari
in donazioni dalle
industrie farmaceutiche.
EMEA (oggi EMA) ha legami
con l'Industria
Farmaceutica
Roma, 09 giu 2006
- "Nessuno ha ricordato una cosa: l'Emea,
l'agenzia europea del farmaco, non dipende
dall'amministrazione comunitaria della sanità ma
da quella dell'industria. Un distinzione che
dovrebbe far riflettere. A Bruxelles la forza
delle lobby è grandissima". L'osservazione è di
Luca Poma, portavoce di "Giu'
le mani dai bambini", Comitato sui disagi
dell'infanzia che raggruppa quasi cento
associazioni di volontariato e promozione
sociale. "Continuano a trattare i bambini come
fossero, dal punto di vista metabolico, degli
adulti", protesta Poma: è "assurdo somministrare
ai bambini
farmaci
pensati per gli adulti.
Soprattutto il Prozac, psicofarmaco molto forte,
che richiede prudenza nella somministrazione
anche negli adulti". Prudenza che "sarebbe stato
naturale attendersi, soprattutto dopo drammatici
fatti di cronaca avvenuti negli Stati uniti -
come le stragi nelle scuole causate da
ragazzi in cura
antidepressiva - ma che non è stata
usata".
Fonte: DIRE
La maggior parte
delle
case farmaceutiche è stata fondata a
meta-fine ottocento o primi del novecento.
Inizialmente le nazioni trainanti in questo
settore furono Svizzera, Germania ed Italia.
Nel novecento il concetto di scoperta
scientifica si è fuso con quello di bene di
consumo di massa, per cui la aziende
farmaceutiche hanno imposto un nuovo modo di
fare medicina pratica.
RICERCA DEVIATA ai MEDICINALI che MANTENGONO la
MALATTIA CRONICA.
INTERVISTA al PREMIO NOBEL per la MEDICINA:
RICHARD J. ROBERTS. - MEDITATE e CONDIVIDETE !
Il vincitore del Premio Nobel per la Medicina,
Richard J.Roberts, denuncia il modo in cui
operano le grandi
industrie farmaceutiche
nel sistema capitalistico, anteponendo i
benefici economici alla salute e rallentando lo
sviluppo scientifico nella cura delle malattie
perché guarire non è fruttuoso come la
cronicità.
Visionate questo video, parla un'informatore
farmaceutico,
sul Business dei Farmaci e Vaccini
http://ildocumento.it/farmaci/il-business-farmaceutico-current.html
vedi:
Psichiatria e frodi
Le
case farmaceutiche
non sono obbligate a pubblicare TUTTI i risultati delle
loro ricerche....-
Gen. 2009
«Dalle sperimentazioni risulta che il risultato
complessivo della nuova generazione di antidepressivi è
sotto la soglia consigliata dei criteri clinicamente
significativi», scrivono gli scienziati. Kirsch
sottolinea, inoltre, la necessità di cambiare il sistema
attuale, che permette alle case farmaceutiche di non
pubblicare una parte dei dati delle loro
sperimentazioni:
«La frustrazione sta in questo - dice Kirsch -. Rende
difficile determinare se i farmaci funzionino. Le
case
farmaceutiche dovrebbero essere obbligate, quando
commercializzano un nuovo prodotto, a pubblicare
tutti i dati». Stavolta, per accedere alle informazioni,
gli scienziati si sono avvalsi del Freedom of
Information Act, la legge sulla trasparenza.
http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/scienza/grubrica.aspID_blog=38&ID_articolo=607&ID_sezione=243&sezione=News
COMUNICATO STAMPA del 14/10/06
Il metilfenidato
(
Ritalin ), utilizzato - anche in Italia - per
il trattamento dei bambini iperattivi,
viene classificato in Inghilterra tra le 20
droghe più pericolose in assoluto.
Ed il British
Medical Journal denuncia: "le
sperimentazioni di farmaci sponsorizzate dai
produttori devono essere valutate con molta
cautela, non sono né trasparenti né rigorose".
Commento
NdR: oltre alle truffe, collusioni, interessi
delle case farmaceutiche, ricordiamo che la
principale sostanza contenuta negli psicofarmaci
e' il
FLUORO
2,5 milioni di
dollari di risarcimento alla famiglia di un
bambino di tre anni
Una giuria di Philadelphia ha condannato
GlaxoSmithKline (GSK) a risarcire
2,5 milioni di dollari alla famiglia di un
bambino di tre anni, Lyam Kilker, nato con
malformazioni cardiache, dopo che, durante
la gravidanza, la madre aveva utilizzato
l'antidepressivo Paxil (Seroxat in Europa), in
seguito ad attacchi di panico. La
casa
farmaceutica è stata ritenuta responsabile di
non aver informato adeguatamente dottori e donne
incinte sui rischi del medicinale.
Visionare questo
video di RAI - REPORT =
http://www.report.rai.it/R2_popup_articolofoglia/0,7246,243%5E1085262,00.html +http://www.aipsimed.org/node/4012
vedi:False
diagnosi in Psichiatria
Pericolo
farmaci + Psichiatria + Psicofarmaci
2 + Psicofarmaci
3
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La Strage
di Virginia Tech e Psicofarmaci -
Venerdì, 20 aprile 2007 da W. Europe Daylight
Time
Argomento: Psicofarmaci 
Il Chicago Tribune riporta che Cho Seung Hui, lo
sparatore del Virginia Tech che ha ucciso 32
suoi compagni in un raptus omicida, stava
prendendo anti depressivi.
Non è la prima volta che un raptus omicida
conclusosi in una strage in altre scuole è stato
collegato al consumo di antidepressivi. L'atroce
sparatoria di Colombine, fra altre, è avvenuta
otto anni fa, e gli sparatori anche in quel caso
prendevano antidepressivi.
E' un caso che dei ragazzi, altrimenti ritenuti
normali e non violenti, che all'improvviso
prendono in mano pistole e fucili, e poi si
mettono a sparare all'impazzata sui loro
compagni, prendessero psicofarmaci di un tipo o
di un altro ?
Se così fosse, sarebbe anche un caso che i
fumatori hanno più probabilità di ammalarsi di
cancro ai polmoni dei non fumatori.
E in effetti il ragionevole dubbio che gli
psicofarmaci inducano all'omicidio e al suicidio
potrebbe diventare certezza se delle ricerche in
tal senso venissero fatte senza l'ostruzionismo
delle case farmaceutiche per ovvi motivi,
interessi economici che raggiungono cifre
astronomiche, e quando dico astronomiche non sto
esagerando.
Oltre a questo c'è
l'omertà dei media che molto raramente riportano
che gli autori delle stragi nelle scuole o delle
cosiddette stragi famigliari, nella quasi
totalità dei casi, erano psichiatrizzati e
dediti al consumo di psicofarmaci, e quando
fanno dei timidi accenni, lo fanno in maniera
quasi inavvertibile, proprio di sfuggita.
La ragione per cui i media non riportano che
molto spesso gli individui che vengono colti da
raptus omicidi o suicidi erano dediti al consumo
di psicofarmaci è che le case farmaceutiche
costituiscono una grossa fetta dei loro
inserzionisti, che nell'arco dell'anno pagano
milioni di euro per la pubblicità delle loro
pastiglie per il mal di testa, antiacidi e
lassativi, e, in un mondo in cui l'etica ha un
valore minore del denaro, nessuno, fra coloro
che hanno perso la propria integrità personale,
sputa nel piatto dove mangia.
A causa di questo la
comunità rimane all'oscuro di particolari
importanti e nessuno si pone la domanda: " Ma
non saranno questi psicofarmaci la causa di quei
raptus omicidi ?" e ovviamente non chiede a gran
voce che venga fatta luce a riguardo.
Nel caso della
strage del Virginia Tech, lo sparatore prendeva
antidepressivi. Guarda caso, quando avvengono
gravi atti di violenza nelle scuole, quasi
sempre gli psicofarmaci fanno parte della scena
del crimine.
Che gli antidepressivi hanno
gravi effetti collaterali è ben noto alle
autorità, tant'è vero che negli Stati
Uniti è obbligatorio porre una etichetta sulle
confezioni di tutti gli anti depressivi che
informa che "stati d'ansia, agitazione, attacchi
di panico, insonnia, irritabilità, ostilità,
aggressività, impulsività, acatisia
(impossibilità di stare fermi), ipomania, mania
sono stati riscontrati in pazienti adulti e
pediatrici trattati con antidepressivi per forti
disturbi depressivi o altri disturbi sia
psichiatrici che non psichiatrici". Viene da
chiedersi perché non vengono poste chiare
indicazioni sulle confezioni vendute in Italia.
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Torino
(Italy), 19enne in preda a un raptus uccide lo
zio -
Sett. 2009
Un giovane di 19 anni, in cura con psicofarmaci in
un centro di psichiatria di Torino, in un raptus
ha colpito a morte lo zio di 66 anni con un
coltello da cucina. Il ragazzo è poi scappato
con l'auto della nonna, ma è stato arrestato dai
carabinieri all'ospedale di Pinerolo dove era
andato a farsi medicare. Il nipote aveva
ottenuto una sorta di permesso per poter andare
a pranzare dagli zii ad Arbrea di Bussoleno. Lì
si è consumato l'omicidio.
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Altra Strage
scolastica:
Il 14 Febbraio 2008 abbiamo assistito
all'ennesima strage compiuta in una scuola.
Steven Kazmierczak ha ucciso sei studenti e
ferito altri quindici prima di togliersi la
vita.
Questa tragedia sembra riflettere profondamente
lo stato di salute di una società sempre più
vittima dei propri figli. Ascoltando le
interviste della fidanzata e dei familiari,
analizzando il curriculum scolastico di questo
ragazzo, è difficile trovare una ben che minima
anomalia. Si potrebbe definire il classico bravo
ragazzo, una persona adorabile e forse
incompresa a causa della sua sensibilità.
Ovviamente non conosciamo tutti gli aspetti
della sua personalità, possiamo solo basarci su
interviste e testimonianze. Sembra di assistere
al solito copione, che vede individui
apparentemente sani e felici, compiere atti
propri del peggior film poliziesco. Riamane
difficile capire i motivi che spingono un
ragazzo ventisettenne a compiere un gesto così
folle, l'ultimo grido di aiuto prima
dell'epilogo.
Nell'articolo che vi propongo, ci sono le parole
della fidanzata di Steven Kazmierczak, il quale
lo definiva una persona amorevole, pacata e
molto dolce. Come può allora una tale persona
compiere un gesto così efferato?
Tutte queste parole per puntare chiaramente il
dito contro psicofarmaci e antidepressivi. Mi
rendo conto di turbare l'opinione di alcuni di
voi, molti saranno in disaccordo con questa mia
accusa esplicita, riconoscendo tali medicinali
un valido strumento terapeutico. Limitandoci ad
analizzare i fatti, però le statistiche parlano
di aumento di casi di suicidio in persone
depresse che utilizzano psicofarmaci, sbalzi di
umore repentino, completo abbandono, rinuncia a
vivere attivamente e molti altri effetti
collaterali. (La lista potrebbe continuare per
molte righe, basterebbe leggere le
controindicazioni sulla scatola di ogni
medicinale in questione).
Può una società così "evoluta" permettere
l'autodistruzione dei propri figli, a causa di
droghe che alterano la percezione sensoriale e
contribuiscono ad innescare processi mentali
errati? Penso ognuno di noi possa rispondere da
solo, secondo coscienza e buon senso. Credo
solamente che bisognerebbe iniziare a curare le
persone in modo diverso, siamo tutti unici,
tutti parte di un mondo meraviglioso, a volte ci
lasciamo soggiogare troppo facilmente e
abbandoniamo il nostro corpo in mani poco
esperte, distruggendo le nostre vite.
Questi rimedi non sono la causa di tali episodi,
ma credo possano contribuire a creare lo stato
d'animo adatto affinché si verifichino,
alterando di fatto la mente di queste povere
vittime.
Ps. La dinamica di questa tragedia ricorda
quella della Virginia Tech, nella quale un altro
ragazzo uccise molti studenti con dinamiche
simili.
Tutti e due acquistarono armi (legalmente) su
internet, entrambi assumevano psicofarmaci.
La fidanzata: L'assassino stava prendendo un mix
di 3 farmaci
La ragazza infatti sostiene che Steven
Kazmierczak stesse prendendo Xanax, Ambien,
Prozac ed ha affermato: "E' stato lopsichiatra ha
prescrivere le tre medicine".
Tratto da: http://freenfo.blogspot.com/2008/02/i-farmaci-dietro-alla-strage-della.html
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The Associated
Press - Updated: 8:30 p.m. ET Oct. 15,
2004 -
WASHINGTON - The Food and Drug Administration,
venerdì ha ordinato che tutti gli antidepressivi
abbiano un "black box" (riquadro nero) con
l'avvertenza:
"Aumenta
il rischio di pensieri e comportamenti tendenti
al suicidio nei bambini che ne fanno uso".
Il
collegamento fra gli antidepressivi e la
violenza è noto da anni ai produttori, a chi si
occupa del loro marketing e a chi li prescrive.
Alla luce di questo
ultimo grave fatto che ha portato alla morte 32
persone innocenti, tutte le stragi avvenute
apparentemente inspiegabili dovrebbero essere
riesaminate al fine di vedere se c'è un
collegamento fra tali delitti e il consumo di
psicofarmaci, di modo che possano essere presi
adeguati provvedimenti. E se lo si vuole cercare
veramente, sono sicuro che si troverà il
collegamento.
Non è la prima volta
che faccio questa proposta, come puoi vedere da
questi miei due articoli:
Le Stragi Famigliari e Le
Stragi Famigliari - seconda parte
Negli Stati Uniti
ora, dopo questo ultimo episodio, si sta facendo
pressione per un maggiore controllo sulla
distribuzione delle armi. Come al solito, quando
i problemi rimangono irrisolti, è perché si
cerca la loro causa nella direzione sbagliata.
Sebbene il controllo delle armi sia comunque
auspicabile, il controllo va fatto sulla
prescrizione degli psicofarmaci. Al contrario
viene invece approvata con nuove leggi o decreti
la distribuzione e la prescrizione di
psicofarmaci a milioni di bambini, nessuna
meraviglia che fra essi possano formarsi i
futuri responsabili di altre stragi nelle
scuole.
Dare gli
psicofarmaci ai giovani è come costruire delle
bombe a orologeria che scoppieranno
all'improvviso. Riempire di farmaci questi
giovani turbati dal fatto di trovarsi in una
società moralmente decaduta, è il modo in cui la
psichiatria si guadagna il pane (e non solo),
un'industria che ha venduto l'anima (di cui fra
l'altro non ne riconosce l'esistenza) alle case
farmaceutiche e che funge da sistema di
distribuzione di droghe legalizzate a facili
prede come adolescenti e bambini.
Questo non significa
che Cho Seung Hui non sia responsabile, ma il
medico o lo psichiatra che gli ha prescritto gli
antidepressivi ha giocato un ruolo nel
destabilizzare la mente di un adolescente che
era sull'orlo della pazzia.
Per quanto sia
considerata una "tragedia tipicamente
americana", non si dovrebbe pensare che la cosa
non ci riguardi, anche se la tendenza è quella
di ritenere che ciò che ci riguarda è solo
quanto avviene nel nostro paese.
Quando qualche anno
fa scrissi i primi articoli sull'ADHD e il
ritalin, allora era solo una "faccenda
americana" e quando dicevo a qualcuno che in
America drogano i bambini con uno psicofarmaco
della stessa classe della cocaina, quasi sempre
mi rispondeva che cose del genere in Italia non
possono avvenire. Come dimostrazione del
contrario il 9 marzo 2007 è stata autorizzata
anche in Italia dall'Agenzia Italiana del
Farmaco (AIFA) la vendita del Ritalin e dello
Strattera, psicofarmaci da dare ai bambini e
anche il Prozac potrà essere prescritto ai
bambini di otto anni. Il tutto con il
beneplacito del ministro della sanità.
Leggi questo
articolo di sei anni fa: Ritalin
In che modo uno
psicofarmaco può fare di un adolescente, un
adulto, o anche un bambino, un killer?
La depressione e qualsiasi altra condizione
indesiderata che possa affliggere un individuo
hanno origine da turbamenti dell'anima. Se un
essere spirituale non sta raggiungendo gli scopi
desiderati, se le cose non stanno andando come
vorrebbe, è inevitabile che si senta depresso e
infelice. L'unico vero modo di venirne fuori è
quello di risolvere i problemi che gli
impediscono di raggiungere i suoi scopi, ammesso
che tali scopi siano veramente degni di essere
raggiunti. Un'altra causa di infelicità, e di
tutte le sue armoniche, è la mancanza di tali
scopi.
Se chiedi a una persona depressa, infelice o
insoddisfatta quale è il suo scopo nella vita,
spesso ti sembrerà che stia cercando una
risposta in un vuoto nebuloso, mentre continua a
ripetere mentalmente a se stessa: "Quale è il
mio scopo ?", e quando ritornerà a guardarti per
darti la risposta, ti dirà che non lo sa.
Quando gli scopi non sono raggiungibili a causa
di ostacoli che non si stanno superando, o
perché non si conoscono o si sono dimenticati i
propri scopi, la persona sana soffre.
Se va da uno psichiatra gli darà degli
psicofarmaci e allora diventerà un paziente.
Una persona normale quando si trova nelle
condizioni di cui sopra, è altrettanto normale
che soffra, perché la sua sofferenza ha origine
da una vita che non è come vorrebbe che fosse.
Ci sono due modi per smettere di soffrire, uno,
corretto, consiste nel fare i cambiamenti
necessari per fare andare le cose come si
desidera, l'altro, sbagliato, consiste invece
nel delegare tutto agli psicofarmaci.
Un anestetico non ti
fa sentire il dolore anche se la causa di quel
dolore non è stata rimossa. Se calpestandolo si
è infilzato un chiodo nella pianta del piede,
non ha molto senso lasciarlo lì dove si trova e
prendere anestetici per non avvertire il dolore.
Fa molto più senso rimuovere il chiodo, la causa
del dolore. Dopo un po' il dolore cesserà, prima
ancora che la ferita sia guarita completamente.
Gli psicofarmaci
agiscono da anestetici per il dolore emozionale
causato dalle ferite presenti nella nostra
coscienza. Di fatto annichilano la coscienza e
chi si imbottisce di farmaci "sta bene" non è
più turbato dalle sue sofferenze.
Ma le cause del
turbamento sono sempre lì, non
vengono rimosse.
La nostra coscienza
è il guardiano del nostro comportamento. In essa
risiede la nostra capacità di essere
responsabili nei confronti di noi stessi e gli
altri.
Nella mente, di cui
la psichiatria ritiene di sapere molto quando
invece non sa altro che se percuoti un cane un
po' di volte mentre fai suonare una campanella
si mette a guaire per il dolore, quando poi
farai suonare la campanella senza più
percuoterlo, il cane guairà ugualmente, o cose
del genere, ... nella mente a volte sorgono
pensieri "inconfessabili", di cui appunto gli
psichiatri non ne conoscono l'origine.
Questi pensieri inconfessabili possono comparire
soprattutto in condizioni di forte stress e
contrasti. Può succedere che durante un animato
litigio compaiano pensieri come "Ti spacco la
faccia" o addirittura: "Ti ammazzo", ma la
nostra coscienza e senso di responsabilità ci
trattiene dal passare dal pensiero all'azione,
al massimo permette di dare voce a tali
pensieri.
Avrai sentito qualche volta due litiganti
minacciarsi con tali frasi, ma poi non le hanno
portate a compimento, la loro coscienza li ha
fermati.
Assumendo
psicofarmaci la coscienza viene praticamente
gradualmente annullata e l'individuo diventa
succube di quei pensieri che continuano a
tormentarlo e lo spingono a tramutarli in
azione.
Se questo avverrà o meno dipende dalla
percentuale, se posso esprimermi in questi
termini per non diventare complicato, di
coscienza non ancora completamente sotto
l'effetto anestetico degli psicofarmaci.
Le persone fortemente irresponsabili che
commettono azioni assai deprecabili vengono
etichettate come "senza coscienza" e questo
luogo comune di fatto possiamo considerarlo una
verità. Tali persone in realtà non hanno mai
smesso di avere una coscienza, solo che è
completamente addormentata.
Sono stati fatti
degli studi che dimostrano i collegamenti fra
l'assunzione di antidepressivi e la tendenza al
suicidio e all'omicidio, ma le case
farmaceutiche, appoggiate da coloro che hanno
interessi comuni, negano o sminuiscono o dicono
che è la malattia che spinge a commettere le
azioni sconsiderate e non i loro farmaci.
Su PLos
journal,
un giornale di libero accesso, sono pubblicati
dei casi medico legali che mostrano chiaramente
il collegamento fra antidepressivi e la
compulsione all'omicidio e suicidio. Quello che
segue è uno di questi casi:
Secondo un rapporto
legale indipendente compilato un anno dopo gli
eventi in cui C.P. è stato messo sotto processo
nel novembre 2001, C.P. era un bambino di 12
anni, con una famiglia con molti problemi.
Malgrado le difficoltà della sua situazione
sociale, non ha mai avuto la necessità di
trattamenti per disturbi nervosi o per
comportamenti violenti.
A seguito di una discussione con suo padre alla
fine dell'ottobre 2001, è stato assegnato ad un
centro di rieducazione comportamentale per sei
giorni dove è stato sottoposto a trattamenti con
paroxetine.(Leggi qui le avvertenze
sulla paroxetine).
Il suo comportamento
peggiorava di giorno in giorno mentre assumeva
la paroxetine. È stato rilasciato contro parere
medico alla custodia dei nonni, che, quando le
pastiglie di paroxetine finirono, lo portarono
dal loro medico curante che gli prescrisse il
sertraline da 50mg, aumentato a 100 mg due
giorni prima degli assassini di cui C.P. è stato
accusato. Il sertraline fu somministrato per tre
settimane. Dopo la prescrizione del sertraline,
C.P. è stato coinvolto per la prima volta in un
certo numero di episodi aggressivi a scuola, e
fu segnalato dai membri della famiglia e da
membri della chiesa che era agitato ed era
insolitamente loquace a sproposito. I parenti
notarono una serie di comportamenti avventati.
Il giorno degli
omicidi, i nonni gli dissero che non poteva
prendere lo scuolabus a causa di un episodio di
aggressione sul bus nei confronti di uno degli
altri bambini. Più tardi quella sera partecipò
alle pratiche del coro con i nonni, che per le
difficoltà crescenti lo avevano avvertito che
avrebbe potuto essere ricondotto dal padre.
Nel rapporto legale
indipendente sul caso è annotato che C.P. disse
quella notte: "Qualcosa mi diceva di sparare a
loro". Inizialmente le aveva riportate come
allucinazioni e poi riferì che pensava che
fossero suoi pensieri. Quando gli fu chiesto
specificamente di descrivere esattamente
quell'esperienza disse che erano "come echi
nella mia testa che dicevano "Ammazzali",
"Ammazzali", come qualcuno che gridasse in una
caverna".
Secondo il rapporto
legale, riportò che questo iniziò dopo essere
andato a letto e che prima di allora non aveva
mai considerato la possibilità di nuocere ai
suoi nonni e che era qualcosa che non aveva mai
sperimentato prima. Riportò che le voci dentro
la sua testa lo hanno tormentato così tanto che
si è alzato dal letto. Le voci continuarono fino
a che non uccise i suoi nonni. Non riusciva a
controllarsi e gli echi si arrestarono dopo che
sparò ai suoi nonni. Diede fuoco alla casa ma
non riuscì a spiegare il perché di queste
azioni, semplicemente i pensieri apparivano
all'improvviso.
Poi prese una
macchina e cominciò a guidare, ma non aveva idea
di dove stesse andando e tutto gli sembrava come
un sogno. Si ricordò di aver chiesto alla
polizia riguardo ai suoi nonni, quando fu
catturato, perché non era sicuro se fosse
realmente accaduto. Questi eventi, il
comportamento generale e la storia di C.P. hanno
indotto uno psichiatra pediatrico forense
indipendente a diagnosticare mania e
comportamento psicotico indotti da sostanze
stupefacenti.
Le imputazioni di duplice omicidio ed incendio
doloso furono discusse in un tribunale ordinario
invece che nel tribunale dei minori. Nel corso
della selezione della giuria, 32 su 75 dei
possibili membri della giuria dichiararono che
prendevano o avevano preso degli antidepressivi.
Il processo si svolse per tutta la sua durata a
porte chiuse. Sia l'accusa che la difesa
sostennero fin dall'inizio che C.P. aveva ucciso
i suoi nonni. I media discussero animatamente
sulla domanda: "Malvagio" o "Compulsione da
sostanze chimiche ?"
Nel febbraio 2005,
dopo un processo che durò due settimane, una
giuria dichiarò C.P. colpevole dell'omicidio dei
nonni ed è stato condannato a 30 anni di
prigione.
Nonostante
l'evidenza del collegamento fra gli impulsi
omicidi e suicidi con gli antidepressivi, C.P.,
un bambino di 12 anni è stato sacrificato da un
sistema giudiziario che parteggia per un sistema
medico che è culo e camicia con le case
farmaceutiche….
Tratto da: medicinenon.it
L'uso di psicofarmaci è
il denominatore
comune delle sparatorie scolastiche.
11
Marzo 2009 - Faceva uso regolare di psicofarmaci
Tim Kretschmer (il pluriomicida della
scuola tedesca)
21 marzo 2005 - Riserva Indiana di Red Lake,
Minnesota: il sedicenne pellerossa Jeff Weise
era sotto l'influenza di Prozac quando
ha sparato a scuola ammazzando nove persone e
ferendone cinque prima di suicidarsi.
10 aprile 2001 - Wahluke, Washington: il
sedicenne Cody Baadsgaar si reca a scuola con
un fucile e tiene sotto sequestro 23 compagni di
classe ed un insegnante dopo avere assunto
un'alta dose di Effexor,
un antidepressivo.
22 marzo 2001 - El Cajon, California: il
diciottenne Jason Hoffman si trovava sotto
l'effetto di due antidepressivi - Effexor e Celexa -
quando ha fatto fuoco nel suo liceo ferendo
cinque persone.
7 marzo 2000 - Williamsport, Pennsylvnania: la
quattordicenne Elizabeth Bush era sotto Prozac quando
ha sparato a compagni di scuola a Williamsport,
ferendone uno.
20 maggio 1999 - Conyers, Georgia: il
quindicenne T.J. Solomon era in cura con un mix
di antidepressivi quando
ha fatto fuoco sui suoi compagni di classe
ferendone 6.
20 aprile 1999 - Columbine, Colorado: il 18enne
Eric Harris era in cura con il Luvox,
un antidepressivo, quando lui ed il suo compagno
Dylan Klebold ammazzarono 12 compagni di classe
ed un insegnante, ferendone altri 23 prima di
suicidarsi in quello che, fino ad ieri, era il
più feroce massacro scolastico.
Il medico legale confermò la presenza
dell'antidepressivo nel sangue di Harris, mentre
l'autopsia di Klebold non
fu mai resa pubblica.
16 aprile 1999 - Notus, Idaho - il quindicenne
Shawn Cooper svuota due caricatori sparando
all'impazzata e mancando per un pelo diversi
compagni di scuola: era in cura con un mix di
antidepressivi.
21 maggio 1998 - Springfield, Oregon: il
quindicenne Kip Kinkel uccide i suoi genitori e
poi si reca a scuola dove fa fuoco su altri
studenti che si trovavano nella caffetteria,
uccidendone due e ferendone 22. Kinkel era sotto Prozac.
Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani,
da anni denuncia gli abusi nel campo della
salute mentale: il trattamento farmacologico
eccessivo, l'etichettamento, la diagnosi
imperfetta, la mancanza di protocolli
scientifici.
Le testimonianze di numerose persone in cura
psichiatrica da anni, ci dicono che troppo
frequentemente non solo non hanno risolto i
problemi originari per
cui si erano rivolte al medico,
ma che spesso ne sono state pesantemente
danneggiate.
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"Scotland
on Sunday" riporta che il giovane killer
tedesco era sotto l'influenza di farmaci
psichiatrici.
Aumentano le prove che la sparatoria sia stata
indotta da psicofarmaci come evidenziato in un
documentario di 10 minuti
La sparatoria nella scuola di Winnendon,
Germania, che ha causato 17 morti incluso il
killer, sembra essere l'ultimo episodio in una
catena di sparatorie nelle scuole indotte da
farmaci psichiatrici come evidenziato in un
nuovo documentario intitolato Psichiatria:
ricette di violenza - creato dal Comitato dei
Cittadini per i Diritti Umani Internazionale (CCHR),
un organo di vigilanza nel campo della salute
mentale. Un articolo del 15 marzo sul
quotidiano "Scotland on Sunday", ha rivelato che
il killer, Tim Kretschmer, "soffriva di
depressione, e frequentava una clinica in cui
riceveva dei medicinali per la sua condizione."
Dopo 54 morti e 105 feriti recentemente da
killer nelle scuole sotto l'influenza di farmaci
psichiatrici, che come documentato causano
comportamenti suicidi, mania, psicosi,
allucinazioni, ostilità e "intenti omicidi", il
CCHR sta invitando le forze di polizia e la
stampa tedesca ad investigare fino in fondo la
storia psichiatrica del killer delle scuole. Il
novembre scorso, Pekka-Eric Auvinen si è unito
all'elenco crescente di killer delle scuole
sotto l'influenza di farmaci psichiatrici, che
come documentato dalla Food & Drug
Administration causano comportamenti suicidi e
pensieri omicidi. In altri casi, le cartelle
cliniche della persona che aveva commesso le
stragi non sono mai stati resi pubblici e l'uso
di farmaci psichiatrici da parte di queste
persone non è ancora stato reso noto.
Le stragi nelle scuole commesse da individui
sotto l'influenza di farmaci psichiatrici
includono:
14 febbraio 2008, DeKalb,
Illinois: il 27enne Steven Kazmierczak ha
sparato e ucciso cinque persone e ne ha ferite
altre 16 prima di uccidersi in un auditorio
della Northern Illinois University. Secondo la
sua ragazza, recentemente stava prendendo
Prozac, Xanax e Ambien. I rapporti tossicologici
hanno mostrato che aveva ancora delle tracce di
Xanax nel suo sistema.
5 dicembre 2007, Omaha,
Nebraska: il 19enne Robert Hawkins ha ucciso
otto persone e ne ha ferite cinque prima di
commettere suicidio in un centro commerciale di
Omaha. L'amico di Hawkins ha detto alla CNN che
il killer prendeva antidepressivi e i risultati
dell'autopsia hanno confermato che era sotto
l'influenza del farmaco "ansiolitico" Valium.
7 novembre 2007, Jokela,
Finlandia: il 18enne Pekka-Eric Auvinen stava
prendendo antidepressivi prima di uccidere otto
persone e ferirne una dozzina presso la scuola
superiore di Jokela nella Finlandia meridionale.
Quindi si è suicidato.
10 ottobre 2007, Cleveland,
Ohio: la 14enne Asa Coon ha scorazzato per la
scuola con una pistola sparando e ferendo
quattro persone prima di togliersi la vita. I
documenti del tribunale mostrano che a Coon era
stato prescritto l'antidepressivo Trazadone.
16 aprile 2007, Blacksburg,
Virginia: la storia di farmaci psichiatrici di
Seung-Hui Cho del massacro del Virginia Tech non
è mai stata resa pubblica. I rapporti iniziali
affermavano che erano stati trovati dei
"medicinali per la depressione" nei suoi effetti
personali. Ma le sue analisi tossicologiche e la
sua storia medica recente non sono mai state
rese pubbliche per sapere se Cho era in
astinenza da farmaci psichiatrici. (33 persone
sono rimaste uccise e 29 ferite, ma queste cifre
non sono state incluse nei totali delle persone
ferite e uccise menzionati sopra.)
21 marzo 2005, Red Lake Indian Reservation,
Minnesota: il 16enne, nativo americano Jeff
Weise era sotto l'influenza dell'antidepressivo
Prozac quando ha ucciso nove persone e ne ha
ferite cinque prima di suicidarsi.
Febbraio 2004, Greenbush,
New York: il 16enne Jon Romano è entrato nella
sua scuola di East Greenbush e ha aperto il
fuoco con una pistola. Il maestro Michael
Bennett è rimasto ferito ad una gamba. Romano
stava prendendo "medicinali per la depressione".
22 marzo 200, El Cajon, California: Il 18enne
Jason Hoffman era sotto l'effetto di due
antidepressivi, Effexor e Celexa, quando ha
aperto il fuoco nella sua scuola superiore della
California ferendo cinque ragazzi. Hoffman
faceva anche parte di un programma di "gestione
della rabbia".
7 marzo 2000, Williamsport,
Pennsylvania: La 14enne Elizabeth Bush era sotto
l'effetto dell'antidepressivo Prozac quando a
sparato ai suoi compagni a Williamsport,
Pennsylvania, ferendone uno.
20 maggio 1999, Conyers,
Georgia: Il 15enne T.J. Solomon era stato
trattato con una combinazione di antidepressivi
quando ha aperto il fuoco e ferito 6 dei suoi
compagni di classe.
20 aprile 1999, Columbine,
Colorado: Il 18enne Eric Harris era in cura con
l'antidepressivo Luvox quando lui e il suo
partner Dylan Klebold hanno ucciso 12 compagni
di classe e un'insegnante e ne hanno feriti
altri 23 prima di suicidarsi in uno dei più
sanguinosi massacri scolastici. Il medico
legale ha confermato nei rapporti tossicologici
che gli antidepressivi erano nel suo sistema.
L'autopsia di Dylan Klebold non è mai stata resa
pubblica. Harris e Klebold frequentavano dei
corsi di "gestione della rabbia" e di
"educazione
alla morte".
16 aprile 1999, Notus,
Idaho: il 15enne Shawn Cooper ha sparato ben due
caricatori ma per fortuna ha mancato gli
studenti; stava prendendo un mix di
antidepressivi.
21 maggio 1998, Springfield, Oregon: il 15enne
Kip Kinkel ha assassinato i suoi genitori e
quindi è andato a scuola ed ha aperto il fuoco
sugli studenti della caffetteria, ammazzandone
due e ferendone 22. Kinkel stava prendendo
Prozac. Kinkel frequentava anche dei corsi di
"gestione della rabbia".
Tratto da: cchrstl.org/wordpress/
Commento NdR:
La responsabilità è chiara: il
denaro, il potere e l’influenza delle industrie
farmaceutiche corrompono
tutto.
L’occultamento di studi
scientifici negativi, per proteggere gli
interessi degli azionisti, a rischio della
salute dei bambini, mette in luce l’immoralità di
un mercato senza
restrizioni e senza
regole..
Inoltre occorre dire che questi
ragazzi sono TUTTI vaccinati,
quindi con problemi di salute (gastrointestinali
e non solo) quindi facilmente in preda a depressioni ed
a instabilita' caratteriale i quali per
suggerimento dei medici,
assumono altri farmaci
aggravando cosi'
la propria malattia depressiva !
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Primo caso penale
negli USA - Il giudice è d’accordo: il Prozac ha
trasformato l’adolescente in assassino !
L’antidepressivo ha causato una sindrome simile
a quella degli stimolanti, causando
comportamento maniacale, suicida e violenza.
Il giudice Robert Heinrich, dopo avere ascoltato
l’opinione del perito della difesa, lo
psichiatra Peter Breggins, ha reso note le sue
conclusioni circa il sedicenne che aveva
pugnalato a morte il suo amico:
“La sua normalità di base conferma ulteriormente
che egli non rappresenta più un pericolo di
violenza per la società, e che il suo
peggioramento mentale, con la violenza che ne è
seguita, non avrebbe avuto luogo senza il
Prozac. ” D’accordo con la perizia del Dr.
Breggins il giudice ha poi stabilito che
“l’imputato non ha alcuna delle caratteristiche
del violento e le prospettive di riabilitazione
sono buone”.
Si tratta del primo caso penale negli USA in cui
un giudice dichiara esplicitamente che la
causa dell’omicidio
risiede in un antidepressivo.
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
La Commissione per violazioni della
psichiatria tedesca KVPM Kommission für Verstöße
der Psychiatrie gegen Menschenrechte Deutschland
e.V.“ (KVPM) è venuta a conoscenza dell'uso
regolare di psicofarmaci da parte di Tim Kretschmer (il
pluriomicida della scuola tedesca del
mese di marzo 2009).
I suoi pseudo dottori sono accusati di
negligenza per morte in 16 casi, come il
sospetto di lesioni colpose delle famiglie, Tim
Kretschmer di Winnenden sotto effetto di
psicofarmaci ha fatto strage l'11 marzo 2009
uccidendo quasi esclusivamente ragazze,
problema presente del giovane paziente.
Il KVPM già poche ore dopo il ricevimento della
notizia dei terribili crimini, lancia alla
polizia di Winnenden in Waiblingen un fax
sottolineando che molti giovani hanno fatto
strage presso le scuole degli Stati Uniti dopo
la somministrazione delle psico-pillole
l'effetto di questi medicinale è solo il primo
passo verso un comportamento aggressivo nei
confronti delle persone vicine. Difatti lo
stesso giorno si conferma la presenza della
psichiatria nella vita di Tim K.
La lettera di accusa è stata ricevuta giovedì
scorso da procuratore dell'indagine, signora
Hanss.
Lo stesso giorno è stato annunciato che Tim K.
Ripetutamente consultava la psichiatria presso
la clinica Weissenhof di Weinsberg, dove fu in
trattamento per la depressione come altri
problemi educativi.
Il 12 Marzo 2009, l'associazione ha inviato una
lettera al giudice competente come al medico
forense del corpo di Tim K. Il KVPM ha chiesto
ai medici, campioni di capelli del reato da
per verificare la presenza di residui di
sostanze psicotrope a cercare quelle droghe
avvertendo le autorità a livello mondiale.
Molti di questi psicofarmaci in circolazione
provocano esplosioni di violenza, come effetto
primario, aumentando il rischio di comportamento
suicidario negli adulti sotto i 25 anni.
Bernd Trepping, Presidente della KVPM Germania,
scrive nella lettera con: "Nei fatti passati è
stato dimostrato un alto indice di criminalità e
terrorismo scolastico da parte di ragazzi ai
quali sono stati somministrate psico-pillole,
questa è una nuova forma di terrorismo da parte
della psichiatria verso la società alla quale è
impossibile essere solo spettatori”.
Medici i quali somministrano questi forti
psicofarmaci sono persone le quali il diritto
penale non è ancora apparso significativo o un
trovano ancora un motivo tangibile, viste le
esperienze fatte dalla FDA (U. S. Food and Drug
Administration).
La KVPM sottolinea e ricorda "i potenziali
problemi di sicurezza", che nel giugno 2005 sono
stati pronunciati dalla (FDA), in connessione
con la gestione di alcuni farmaci psichiatrici,
Il comportamento aggressivo e violento è oramai
dimostrato di fatti come pure un'ordinanza è
stata emanata a citare questi effetti
collaterali primari nelle confezioni di vari
antidepressivi esistenti, nel mese di agosto /
settembre 2005 dal' Istituto federale per la
droga e dei dispositivi medici (BfArM /
Bundesinstitut für Arzneimittel und
Medizinprodukte ), L'imprenditore farmaceutico
è obbligato a citare chiaramente questi
avvertimenti nella confezione delle pillole in
questione.
Il KVPM, la polizia e il procuratore Waiblingen
di Stoccarda dispongono un elenco di 15 casi
documentati dagli Stati Uniti, che fino ad
allora "discreta" la gente in connessione con le
droghe pericolose Psycho molto gravi atti di
violenza sono stati perpetrati.
I giovani nei maggior numero di casi sono loro
stessi a recarsi dal dottore onde ricevere
queste psico-droghe, e a questi dottori riesce
difficile filtrarvi i veri o falsi pazienti, ma
alla fine l'effetto dei psicofarmaci non cambia
minimamente.
In Germania nel frattempo sono più di 150.000
bambini i quali ricevono queste sostanze
psicotrope dai psichiatri o medici di famiglia.
Gli psichiatri dispongono ora di un nuovo
record dei nuovi disordini inventati per i
bambini, dal manuale DSM (Diagnostic and
Statistical Manual of Mental Disorders ) , tra
cui l'apprendimento, un malfunzionamento del
computer, la nostalgia, compreso iperattività
ADHD, Amusia, Disortografia, Discalculia ,
Dislessia, Legastenia , Disgrafia.
Bambini in perfetta salute secondo il manuale
DSM possono essere timbrati per malati mentali ,
prescrivendo loro sostanze psicotrope.
Magari un ragazzo/bambino robot di altissima
precisione di fonetica e scrittura riuscirebbe a
sfuggire ai sintomi citati sul DSM. Le ditte
farmaceutiche ( Novartis ) sono state pure in
grado di redigere fumetti onde influenzare i
bambini a prendere queste psico-pillole.
"Dato il nuovo record di dosi di farmaci
pericolosi per i bambini la Psicoanalisi in
Germania è giunto il momento che i medici, i
genitori, i politici e i mass media devono
confrontare il problema della psicotrope,
indotta da focolai di violenza.
Fonte:http://www.online-artikel.de/article/winnenden-menschenrechtsverein-zeigt-psychiater-an-17424-1.html
Der Verein Kommission für Verstöße der
Psychiatrie gegen Menschenrechte Deutschland
e.V. (KVPM)
www.kvpm.de
Tratto da:
http://www.ecplanet.com/blog/archive/2009/03/23/winnenden-i-psichiatri-di-tim-kretschmer-accusati-di-negligenza-per-morte-in-16-casi.html
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
I bambini
con la scimmia
Non sono bastate le campagne informative, i
testimonial istituzionali, le petizioni e gli
inviti alla prudenza. Mentre il Ministero della
Salute continua a fare orecchie da mercante,
l’avanzata degli psicofarmaci serviti a minori
con presunti disturbi psichici, fra cui il noto
“deficit di attenzione e iperattività”, prosegue
senza soste risultando, dati alla mano, l’unica
terapia presa in considerazione.
Secondo i dati raccolti dal Ministero della
Salute, il 9% dei minori italiani sarebbe
affetto da disturbi psichici. Gli affetti della
Sindrome di iperattività e deficit di attenzione
(ADHD),
al centro di polemiche e criticata da più parti
in tutto il mondo, sarebbero tra l’1 e il 2% dei
bambini e teen ager italiani: tra i 80.000 ed i
160.000 individui che rischiano, a breve, di
finire tutti in cura con metanfetamine e farmaci
psicotropi, nello specifico
Ritalin (Novartis)
e Strattera (Ely Lilly).
Fin qui stime prudenti, vista la prassi
internazionale e i proclami di correnti
particolarmente estreme che – anche in Italia –
parlano di almeno un 5% dei bambini da
medicalizzare.
Ciò che più preoccupa però è il trattamento che
le autorità sanitarie ed i genitori, stanno
riservando ai bambini che, una volta
diagnosticati sulla base di dubbi parametri
soggettivi, hanno cominciato le cure
rivolgendosi ai primi degli oltre 80 centri di
cura previsti sul territorio. Secondo i dati
dell’istituto superiore di sanità, l’83% dei
ragazzi malati è stato sottoposto a trattamenti
con psicofarmaci, nello specifico metanfetamine.
Questi farmaci, se da una parte si limitano a
calmare il bambino senza agire sulle presunte
cause del malessere, influiscono grossolanamente
sui livelli di neurotrasmettitori.....
... un campo delicato riguardo al quale si è
capito ancora poco, ponendo rischi per la salute
(pericoli per l’apparato cardio-circolatorio e
sindromi maniaco-depressive), rischi di
dipendenza fisica (il 25% fatica a farne a
meno), e soprattutto creando una mentalità di
uso leggero e spensierato del farmaco psicotropo
nei consumatori di domani.
Quella che anche in altri paesi, mercati più
ampi al centro da anni di battaglie tra aziende
farmaceutiche e accademici critici, è una
extrema ratio, un rimedio estremo, in Italia è
la prassi. In paesi come gli Stati Uniti e la
Gran Bretagna, che per primi hanno “inventato”
la malattia e la hanno importata nel contesto
europeo, solo il 32% e il 18% dei rispettivi
minori è posto in terapia con psicofarmaci.
La terapia farmacologica è quella meno
impegnativa e meno costosa, mentre le costose
sedute psicologiche e soprattutto la pazienza,
il dialogo, l’affetto, l’attenzione, sono merci
sicuramente più gravose. In Italia, essendo il
problema nuovo, non si è inoltre ancora creata
la cultura della prudenza ed il passaparola tra
le vittime di queste brutture. I pediatri, gli
educatori, il ministero ed anche certi
giornalisti, sono abbordati da rappresentanti
commerciali col camice, che sciorinano ricerche
parziali e magari offrono, come d’altra parte si
usa spesso fare nell’ambiente, borse di studio o
inviti a conferenze nei paradisi tropicali. I
genitori, posti di fronte ad un problema di
fronte al quale sono impreparati, vengono
avvicinati da professionisti, da “autorevoli
scienziati”; si voltano in cerca di aiuto e si
perdono nel silenzio del Ministero e nelle
pacche sulla spalla dei membri dell’Associazione
Famiglie Italiane ADHD, gruppo di genitori
sostenitori di queste cure farmacologiche che
non negano finanziamenti da parte delle case
farmaceutiche e che hanno presenziato una
Conferenza Stampa, proprio con il Ministero,
curata da tale Chiara Gallarini, PR della
società Ketchum che cura le relazioni pubbliche
di Novartis e Ely Lilly, cioè i produttori degli
psicofarmaci in questione.
Alla luce di questi dati, non è difficile
spiegare le percentuali anomale costruite da un
marketing molto determinato inserito su una
mentalità già costruita da anni di propaganda
commerciale; quella mentalità di fiducia cieca
che ha avuto come culmine la collocazione dei
farmaci, prodotto particolarmente problematico,
nel tempio del consumo a cuor leggero quale il
supermercato.
E’ un’Italia terra di conquista, incapace di
opporre resistenza a tutto ciò che si ammanta
del camice di “progresso” e di “scientifico”,
che si comporta come un paese del Terzo Mondo in
balia di ricatti e corruzione, di timidezza e
incompetenza, nonostante le campagne di
informazione che, sulla scorta dell’esperienza
di altre nazioni, stanno affrontando il problema
fin da quando era solo una questione americana.
Le critiche all’ADHD ed all’approccio
farmacologico non vengono infatti dagli ambienti
della controinformazione o da ricercatori in
cerca di nicchie di sostenitori. La campagna
“Giu le mani dai bambini”, sostenuta da ambienti
dell’informazione (Rai, agenzie stampa italiane,
la maggior parte dei quotidiani nazionali da
Repubblica a Liberazione), ambienti cattolici
(ad esempio le ACLI), personaggi dello
spettacolo (da Linus a Beppe Grillo, passando
per gli attori di Carabinieri e Marco Berry), ha
potuto veramente poco e minaccia di ritirarsi
dal tavolo di concertazione tra i soggetti
interessati.
«Abbiamo presentato provocatoriamente ai
rappresentati dell’Istituto Superiore di Sanità
e dell’AIFA (agenzia italiana del farmaco) oltre
500 pagine di ricerche scientifiche che
criticano le loro linee guida, -spiega il
portavoce Luca Poma - ma il parere di autorevoli
esperti non viene tenuto in alcuna
considerazione, ed il messaggio che ne deriva è
uno solo: questi protocolli terapeutici non si
toccano e gli psicofarmaci ai bambini si
daranno, punto e basta. Noi non possiamo e non
vogliamo essere complici di una strategia di
medicalizzazione del disagio dei minori. E’
necessario approfondire i motivi per cui
qualcuno, nonostante tutte le evidenze
scientifiche prodotte, continua a rifiutare di
modificare questi protocolli».
In realtà le critiche non si fermano ai metodi
di cura, che pure sono il campo sul quale si
gioca la battaglia tra chi vuole versare a cuor
leggero sostanze in grado di cambiare
personalità ed equilibri psichici nel cervello,
l’organo più delicato e più sconosciuto, e chi
vuole evitare interventi invasivi auspicando una
nuova riscoperta del rapporto tra adulti e
minori.
Ad essere sotto accusa è prima di tutto la
definizione stessa di disturbo psichico,
un’etichetta che si reputa come data in maniera
generalizzata in risposta più al business e alle
paure di una “società dei grandi” incapace, o
troppo impegnata, per trattare con i minori più
problematici, che a reali parametri
“scientifici”. I disturbi psichici (riscontrati,
secondo il ministero, in quasi un ragazzo su
10), per il quali ad esempio è utilizzabile il
Prozac fin dagli 8 anni, sono infatti
generalmente insiemi di sintomi, di
comportamenti mal capiti giudicati eccessivi o
anomali, non dimostrabili né riscontrabili in
nessun tipo di analisi prettamente scientifica.
Questo rende particolarmente complicata la
prescrizione di una terapia che, per rassicurare
i genitori immersi da decenni nella “cultura del
quick-fix” nella quale il corpo difettoso va
semplicemente aggiustato con l’ultimo ritrovato
di qualche industria, deve necessariamente
essere farmacologica.
L’efficacia reale di queste cure a base di
psicofarmaci, in rapporto ai rischi, è un altro
argomento oggetto di forti discussioni e timori.
Una metaricerca tra i dati recuperabili dalle
stesse case produttrici di antidepressivi, ad
esempio, ha spiegato come l’effetto reale degli
antidepressivi (differenza tra effetto placebo
ed effetto delle sostanze contenute nel farmaco)
sia scientificamente irrilevante, al contrario
delle possibili controindicazioni e della
sofferta modificazione dei livelli di
neurotrasmettitori, dei quali si conosce molto
poco, ai quali tra l’altro l’organismo tende
spesso ad opporsi provocando una forma di
assuefazione (1). Tra di essi il Prozac, che
l’UE ha autorizzato per tutti gli individui
dagli 8 anni in su, nonostante l’FDA (ente
statunitense del farmaco) abbia ammesso che
questi prodotti, almeno fino ai 24 anni,
provocano un aumento dei suicidi.
L’effetto di farmaci psicotropi, se già desta
preoccupazioni sugli individui adulti, suscita
ancora più timori quando ad essere sottoposti a
questi trattamenti “di frontiera” sono i
bambini. Bambini bollati fin da piccoli come
strani, come malati. Bambini curati con
leggerezza con pastiglie che modificano i
livelli di sostanze presenti nel cervello di cui
a mala pena si è capita parte della funzione,
che potranno avere chissà quali conseguenze
nella personalità, nella stabilità, nella
capacità di vivere le emozioni di ragazzi sedati
nella fase più delicata della loro formazione.
E se è vero che i ragazzi sono gli adulti di
domani, pare come minimo avvantato affidare il
loro ed il nostro futuro agli esperimenti ed
alle esigenze economiche di una cricca di
irresponsabili imprese commerciali.
By Andrea Franzoni
Tratto da:
http://www.luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=1803
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STORIA DI UNO SCANDALO
- 26 luglio.2004 (1)
L’Alliance
for Human Research Protection, un ente americano che si occupa di etica
nelle ricerche mediche, era venuta in possesso, e aveva pubblicato, dei
documenti segreti, che dimostravano l’aumento di comportamenti suicidi
nei bambini in trattamento con antidepressivi. Il Dr Andrew Mosholder,
esperto dell’Ufficio per la Sicurezza dei Farmaci dell’
FDA, aveva
infatti trovato un raddoppio di comportamenti suicidi tra i bambini in
trattamento con antidepressivi, rispetto ad altri bambini diagnosticati
come depressi, ma non trattati: aveva quindi invitato l’agenzia a
seguire l’esempio del Ministero della Salute Inglese, che aveva messo
in guardia i medici sui rischi dei nuovi antidepressivi nei bambini.
Invece
l’ FDA aveva soppresso il rapporto del Dr. Mosholder, perché “ …pensavamo
che l’analisi fosse prematura e i dati non ci sembravano completi”:
così si era difeso il Dr
Robert Temple, direttore del centro di valutazione del farmaco dell’
FDA.
L’aver
nascosto dei risultati importanti per la salute pubblica, ha ovviamente
suscitato scalpore e innescato reazioni politiche al Congresso, con
inchieste e interrogatori agli impiegati dell’ufficio in cui lavorava
il Dr Mosholder.
I risultati di tanto clamore non si sono fatti attendere:
20
Agosto(2)
In un documento intitolato “Aggiornamento sulla revisione degli antidepressivi nei bambini”, l’FDA
comunica di aver commissionato alla Columbia University , uno studio di
revisione sui comportamenti o pensieri
suicidi di circa
4000 bambini e adolescenti in trattamento con i vari antidepressivi.
Viene inoltre programmato un meeting a Bethesda per il 13 e 14 settembre
, a cui sono invitate tutte le parti interessate, nel corso del quale
saranno prese decisioni riguardanti eventuali aggiornamenti dei
foglietti illustrativi dei farmaci.
Lo
studio della Columbia University conferma i risultati del Dr. Mosholder
sull’aumento dei comportamenti autolesionistici dei bambini
trattati
con antidepressivi.
16
Settembre (3)
Comunicato
dell’FDA
“La
Food and Drug Administration appoggia le raccomandazioni fatte a questa
Agenzia dalla Commissione per gli psicofarmaci e dalla Commissione
Pediatrica, riguardo ad un aumentato rischio di comportamenti e pensieri
suicidi, associato con l’uso di alcuni antidepressivi in età
pediatrica.
L’FDA si è messa al lavoro per adottare nuovi foglietti
che aumentino le
avvertenze, e per fornire informazioni ai pazienti, a cui tali farmaci
sono prescritti.
Riassumendo,
i membri delle Commissioni:
1)
hanno approvato l’approccio della FDA per analizzare i comportamenti
suicidi osservati in trial clinici controllati, e hanno affermato che le
nuove analisi rafforzano le loro convinzioni sui risultati;
2)
hanno concluso che la scoperta di un aumentato rischio in età
pediatrica, va esteso a tutti i farmaci presi in esame (Prozac, Zoloft,
Remeron, Paxil, Effexor, Celexa, Wellbutrin, Luvox e Serzone);
3)
raccomandano che ogni avvertenza su un aumentato rischio di suicidio in
pazienti pediatrici, dovrebbe essere estesa
a tutti i farmaci antidepressivi, inclusi quelli che non sono
stati studiati, perché i dati disponibili non sono sufficienti per
escludere nessun farmaco dall’aumento di rischio;
4)
hanno raggiunto a maggioranza (15 sì-8 no) la decisione di riferire a
tutti gli antidepressivi, l’avvertenza riguardo l’aumentato rischio
di comportamenti suicidi nei pazienti pediatrici:
5)
hanno appoggiato l’ idea di un “foglio informativo” (Medication
Guide) per questa classe di farmaci, da fornire al paziente o al
suo medico curante, per ogni singola prescrizione;
6)
raccomandano che questi farmaci non siano banditi, perché le
Commissioni pensano che l’accesso a queste terapie sia importante per
quelle persone che ne traggono beneficio;
7)
raccomandano infine, che i risultati dei trial clinici sulla depressione
nei bambini, siano inclusi nei foglietti illustrativi dei farmaci
antidepressivi.”
Note:
(1)British Medical Journal del 7 Agosto 2004
(2) FDA Talk Paper del 20 Agosto 2004
(3)FDA Statement. For immediate release. September 16, 2004
Un’ altra notizia interessante:
L’8 agosto 2004 viene
pubblicato su Archive of
Pediatrics & Adolescent Medicine, uno studio dal titolo : “Nuovi
consumatori di antipsicotici tra i bambini”,
in esso si afferma che gli antipsicotici di nuova generazione (olanzapine),
avendo effetti collaterali diversi da quelli dei farmaci precedenti,
possono indurre i medici a prescriverli anche per disturbi del
comportamento, senza che la loro efficacia sia stata dimostrata da dati
clinici.
Lo studio conclude che, dal 1996 al 2001, il consumo di antipsicotici
tra i bambini è quasi raddoppiato, con un sostanziale aumento
per l’ADHD, per i disturbi affettivi e del comportamento.
(Seconda parte)
La
Commissione di esperti della FDA ritiene che tutti gli antidepressivi
dovrebbero riportare, in un riquadro nero (black box),
l’avvertenza che gli
adolescenti trattati hanno una maggiore probabilità di suicidarsi.
Le
avvertenze “black box” sono tra le più severe, essendo riservate a
farmaci con effetti collaterali fatali. Il Dr. Temple, direttore del
centro per la valutazione del farmaco della
FDA, sostiene che di
solito l’FDA segue le raccomandazioni delle sue Commissioni, ma
in questo caso la decisione non è stata unanime (15 favorevoli e 8
contrari).
Il
voto è arrivato dopo la presentazione delle nuove analisi , il 13 e 14
Settembre, che dimostravano quasi un raddoppio dei comportamenti e
pensieri suicidi nei
bambini in trattamento con antidepressivi.
Gli
effetti del “black box” sono variabili: in alcuni casi si è giunti
ad una repentina riduzione nelle prescrizioni, altre volte non si è
notata una grande differenza.
Secondo
il Direttore dell’ informazione del farmaco all’Università del
Kansas, Dr.Joyce Generali,
dal
14 Luglio 192 farmaci, nella maggior parte antineoplastici, hanno
riportato le avvertenze “black box”.
Alcuni
esperti della Commissione hanno espresso il timore che le avvertenze
“black box” possano ridurre il numero di medici che prescrivono
antidepressivi, ma il Dr. Thomas Newman , professore di epidemiologia e
pediatria all’Università di San Francisco, anch’egli parte della
Commissione , ha sostenuto che, di fronte alla forte evidenza di
pericolo e alla scarsa prova
di efficacia, non sarebbe un male se il consumo di questi farmaci
diminuisse.
Il
Dr Matthew Rudorfer, del National Institute of Mental Health, afferma
:” Sebbene gli antidepressivi possano essere la causa del 2-3% dei
suicidi , questa percentuale è comunque inferiore del 15% rispetto a
quella degli adolescenti non trattati”.
Ma la sua affermazione è
smentita dal Dr. Peter
Breggin, psichiatra e farmacologo. “Ciò è ridicolo e falso: non c’è
uno straccio di prova che gli antidepressivi riducano i suicidi, inoltre
il 2-3% di cui parlano gli studi della FDA, si riferisce all’aumento
rispetto alla percentuale di suicidi in pazienti non trattati.”
Aggiunge inoltre: “Le avvertenze “black box”, non sono le più
stringenti a disposizione dell’FDA, gli esperti della Commissione
potrebbero indicare che questi farmaci sono controindicati in età
pediatrica, ma dati i loro profondi legami con l’industria
farmaceutica, non lo faranno mai”.
Infatti, secondo un portavoce
dell’ FDA, 10 esperti erano stati rifiutati a causa di un
conflitto di
interessi.
Il
Dr. Lawrence Diller, pediatra e autore di due libri sui bambini e i
farmaci psicotropi, durante il dibattito del 13 e 14 Settembre, aveva
detto:
“I
medici in prima linea, stanno perdendo fiducia nei ricercatori,
soprattutto quando vengono a sapere che i risultati di 8 studi negativi
riguardo agli antidepressivi , non sono stati rivelati né ai medici, né
al pubblico."
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Lo
psicofarmaco pediatrico Strattera è associato al
rischio di ideazioni
suicidarie
Eli Lilly - su richiesta della
Food and Drug
Adiministration, l'organismo di controllo
sanitario USA - ha dovuto inserire ieri nella
scheda tecnica di Strattera (molecola base l'atomoxetina)
un "warning" riguardante il rischio di
ideazione suicidaria tra i bambini e gli
adolescenti trattati con lo psicofarmaco.
L’atomoxetina
è stata posta in commercio dalla
casa farmaceutica Eli Lilly in risposta alla posizione
dominante della Novartis con il suo
Ritalin (metilfenidato),
e trova anch'essa impiego nel trattamento dell'ADHD
(Disturbo da Deficit di Attenzione ed Iperattività)
e di altre sindromi del comportamento infantile.
Secondo la casa produttrice, lo Strattera avrebbe
dovuto distinguersi dal prodotto concorrente per
un miglior rapporto rischi/benefici ed un impatto
minore in termini di effetti collaterali,
posizione condivisa anche da diverse associazioni
genitoriali "sponsor" della soluzione
farmacologica.
La Campagna di farmacovigilanza Giù
le Mani dai Bambini già nel primo semestre 2005
aveva bollato in Italia queste dichiarazioni del
produttore come "pure manovre di
marketing", evidenziando ai consumatori il
profilo di rischio del prodotto anche a normali
dosaggi terapeutici.
Secondo l'FDA, i bambini e
gli adolescenti trattati con Atomoxetina
dovrebbero essere ora attentamente monitorati per
il presentarsi - o per il peggioramento - di
sintomi quali agitazione, intollerabilità,
ideazioni o comportamenti suicidi, e per
inusuali cambiamenti nel comportamento,
soprattutto durante i primi mesi di terapia o nel
momento in cui viene modificato il dosaggio del
farmaco.
Nelle scorse settimane, cinque giovani
che stavano partecipando a studi clinici con atomoxetina hanno infatti riportato ideazioni
suicidarie, contro nessuno dei pazienti che
assumeva placebo, ed un giovane, mentre stava
assumendo Strattera, ha tentato il suicidio.
Fonte: FDA, Press Room - Giù le Mani dai
Bambini
Tratto
da: www.giulemanidaibambini.org
-
www.handsoffthechildren.org
Commento NdR: La
responsabilità è chiara:
il
denaro,
il
potere
e l’influenza
delle industrie farmaceutiche
corrompono tutto. L’
occultamento di studi
negativi, per
proteggere gli interessi degli
azionisti, a rischio della salute dei
bambini, mette in luce
l’immoralità
di un mercato
senza restrizioni
e
senza
regole”.
Continua
da
e in:
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