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Oggi nel 2015, il prof.
Josph L. Biederman
e'
il Capo Dirigente del Clinical and Research
Programs in Pediatric Psychopharmacology and
Adult
ADHD, al
Massachusetts General Hospital,
professore di psichiatria alla Harvard
Medical School. Biederman e' anche nel
Board Certified in General and Child
Psychiatry,
ha ultimamente
confessato alla stampa: "ho
approvato psicofarmaci per bambini con test
fasulli, ero pagato dalle multinazionali del
farmaco =
Big Pharma http://media.causes.com/827742?m=4a0bc772 http://www.giulemanidaibambini.org/stampa/glm_rassegnastampa__503.pdf
Il
Washington Post anticipa i risultati di un nuovo
studio federale Usa: gli psicofarmaci somministrati
ai bambini iperattivi sono inutili nel medio
termine, l'unica cosa che "garantiscono" sul lungo
periodo sono
Oggi nel
2015, il prof. Josph L. Biederman
e' il
Capo Dirigente del Clinical and Research
Programs in Pediatric Psychopharmacology and
Adult
ADHD, al
Massachusetts General Hospital, professore
di psichiatria alla Harvard Medical School.
Biederman e' anche nel
Board Certified in General and Child Psychiatry,
ha
ultimamente confessato alla stampa: "ho
approvato psicofarmaci per bambini con test
fasulli, ero pagato dalle multinazionali del
farmaco =
Big Pharma Ormoni, pressioni sui medici per venderli...anche per i bambini
vedi:
Conflitto
di interesse
+
Conflitti di
interesse PDF - 1
+
Conflitti
di interesse PDF
- 2 +
Conflitti di Interesse, denuncia del Governo Ii
- PDF
+
CDC - 1
+
CDC - 2
+
FDA
+
Conflitti di Interesse,
business farmaci e vaccini
+
Conflitti
di interesse dell'AIFA
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Gli psicofarmaci come gli stimolanti possono essere pericolosi per bambini e adolescenti causando effetti collaterali anche gravi nella popolazione under 17.
Quasi un evento
farmacologico avverso su dieci in questa fascia d'eta'
e' riconducibile proprio a farmaci psicotropi.
E' quanto emerge da uno studio pubblicato su
BMC Research Notes e condotto da Lise Aagaard e
Ebba Holme Hansen dell'Universita' di Copenhagen su
4500 casi di eventi avversi da farmaci di cui ben
429 sono stati ricondotti a psicofarmaci.
E' stato rilevato inoltre che gli stimolanti sono
pericolosi per i neonati se assunti dalle donne in
gravidanza: oltre la meta' degli effetti avversi di
questi medicinali sul bambino appena nato sono
relativi ad anomalie fetali e sindrome di astinenza
dagli psicofarmaci alla nascita. Inoltre e' emerso
che il 42% degli eventi avversi era
riconducibile a psicostimolanti (come il
Ritalin), il 31%
ad antidepressivi (come il
Prozac), il 24% ad
antipsicotici (come l'Haldol).
DUE BIMBI ITALIANI su
ATOMOXETINA PROGETTANO il SUICIDIO: L’AIFA
TACE
In Italia, due bimbi in terapia per ADHD cui veniva
somministrata atomoxetina (Strattera ®) hanno
manifestato idee suicidarie. Nonostante l’attenzione
dell’opinione pubblica sul tema psicofarmaci e
bambini, l’Agenzia Italiana del Farmaco non ha
ritenuto di informare tempestivamente la
cittadinanza. Poma (Giù le Mani dai Bambini):
“Incomprensibile silenzio, l’agenzia avrebbe dovuto
emettere sollecitamente un comunicato, ma nessuno è
stato informato di questi gravi fatti, d’interesse
soprattutto per le famiglie con figli in cura con
queste molecole”.
Lo Strattera® nuovamente sul banco degli imputati:
in Inghilterra nel periodo di monitoraggio 130
tentativi di suicidio.Roma –
A pagina sette dell’ultimo numero del “Bollettino di
farmacovigilanza AIFA” l’Agenzia Italiana del
Farmaco informa circa le idee suicidarie di due
bambini, una bimba piemontese di 9 anni, ed un bimbo
sardo di 10 anni.
Entrambi i minori erano in trattamento nel 2008 con
atomoxetina (nome commerciale “Strattera”®,
psicofarmaco prodotto dalla
multinazionale farmaceutica Eli Lilly), la bimba
da sette mesi ed il bimbo da dieci mesi.
Il bambino è stato ricoverato in ospedale con
diagnosi di “agitazione psicomotoria ed ideazione
suicidaria”, e successivamente dimesso dopo una
terapia specifica, mentre per quanto riguarda la
bambina non vi sono attualmente notizie circa
l’esito finale della vicenda.
“E’ sconcertante – ha commentato Luca Poma,
giornalista e Portavoce nazionale di "Giù
le Mani dai Bambini", il più rappresentativo
comitato italiano per la farmacovigilanza pediatrica
– che l’agenzia del farmaco non abbia emesso un
comunicato nell’immediatezza del fatto, al fine di
informare la cittadinanza, ma renda noto ciò che
accaduto solo mesi e mesi dopo:
lo Strattera è – purtroppo – lo psicofarmaco più
utilizzato in Italia per sedare i bambini troppo
agitati e distratti, nonostante siano noti i gravi
profili di rischio di questa molecola.
Ritengo che l’AIFA avrebbe dovuto, nel rispetto
della privacy delle due famiglie coinvolte,
permettere agli altri genitori di maturare scelte
equilibrate al riguardo, conoscendo pro e contro di
questi trattamenti”.
In un documento dell’agenzia di controllo sanitario
inglese (British Medicines and Healthcare Regulatory
Agency) reso noto su richiesta del giornalista
investigativo svedese Janne Larsson, si riportavano
già a fine 2005 ben 130 rapporti su tentativi di
suicidio da parte di pazienti trattati con
Strattera®, oltre a 760 rapporti per problemi
cardiaci, 172 rapporti per danni al sistema epatico
e circa 20 rapporti per suicidi effettivi.
Il colosso farmaceutico Eli
Lilly in origine cercò senza successo di far
approvare Strattera® dalla Food & Drug
Administration USA come antidepressivo, per poi
riciclarlo come trattamento per l’Adhd,
la Sindrome di Iperattività e Deficit di Attenzione,
con significativi profitti finanziari (circa 665
milioni di dollari di giro d'affari annuo).
Da allora, si sono succeduti diversi avvisi urgenti
della FDA relativi alla potenziale induzione al
suicidio dell’atomoxetina, qualora somministrata ad
organismi in via di sviluppo, ma la molecola non è
mai stata rimossa dal mercato.
L’AIFA, nel rapporto sui due bambini italiani che
hanno maturato progetti suicidari, dichiara anche
che “l’insorgenza di ideazione suicidaria sembra
essere significativamente più frequente nei bambini
in terapia con atomoxetina”. “E’ incomprensibile il
motivo per cui – ha concluso Poma – nonostante le
ormai conclamate evidenze di pericolosità di questo
psicofarmaco, riconosciute anche dall’AIFA,
l’organismo di controllo non intervenga chiedendo
all’Agenzia Europea del Farmaco un’immediata
revisione dell’autorizzazione al commercio di questa
molecola, come già sollecitato anche in più
occasioni da esponenti del nostro Parlamento”.
Media relation: 337.415305 –
portavoce@giulemanidaibambini.org
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FARMACI e PROTOCOLLI per Bambini (da Panorama di Apr. 2008)
SOLO il 2 % degli
studi clinici per testare i farmaci a scopo
pediatrico, si basa su Comitati di Controllo
Indipendenti (non legati ad
industrie farmaceutiche), per valutare
l’eventuale presenza di reazioni avverse.
Questo e’ quanto emerge da un’analisi, effettuata
dall’Universita’ di Nottingham (UK) ed apparsa sulla
rivista Acta Pediatrica di 739 trial
internazionali effettuati fra il 1996 ed il 2002,
ed alcuni test comprendevano anche adulti assieme ai
bambini…
Mentre il 74 % degli studi pubblicati descriveva il
modo in cui era stato condotto il monitoraggio sulla
sicurezza, solo 13 su 739 avevano comitati composti
da membri NON arruolati dalle
aziende farmaceutiche
!
Reazioni avverse ai medicinali (fra cui
l’ipertensione, emorragie, insufficienza renale,
psicosi, ecc.) sono state segnalate in circa 37 %
dei trial; nell’11 % le reazioni erano da moderate a
serie, e 6 studi clinici sono stati interrotti
precocemente a causa della
grave tossicita’ del
farmaco; non a caso erano anche quelli con
comitati di controllo indipendenti !
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COMUNICATO STAMPA - E' ufficiale: il Ministero dell’Istruzione vieta i test psicologici nelle scuole
Con
la circolare n. 4226/P4, il Ministero
dell'Istruzione impone ai Direttori Generali degli
Uffici Scolastici Regionali, inclusi i
Sovrintendenti Scolastici per la Provincia di
Bolzano e di Trento, il divieto di somministrare i
test o questionari relativi allo stato psichico ed
emozionale degli alunni all'interno delle scuole. A
questo proposito la circolare afferma
specificatamente: “…
La diagnosi di ADHD è pertanto tutt’altro che
semplice, anche in virtù del conseguente possibile
ricorso a terapia farmacologia, e comunque non può
essere effettuata attraverso le somministrazioni
all’interno delle scuole di test o di questionari
relativi allo stato psichico ed emozionale degli
alunni.”
Inoltre, in relazione ai corsi e conferenze su
questi temi, la circolare precisa: “Pervengono
segnalazioni, anche attraverso atti parlamentari,
relative alla organizzazione di corsi rivolti a
genitori e insegnanti finalizzati a propagandare
l’uso di prodotti psicoattivi nei casi di bambini
affetti da disturbi del comportamento e
dell’apprendimento (sindrome ADHD). …
Alla luce di quanto sopra espresso, si pregano le
S.S.L.L. di voler dare istruzioni alle istituzioni
scolastiche di competenza affinché eventuali
analoghi episodi siano immediatamente portati
all’attenzione degli U.S.R. di competenza e
successivamente segnalati alla scrivente Direzione
Generale.”
Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani desidera ringraziare e manifestare la propria soddisfazione per questa presa di posizione del Ministero che ha deciso di tutelare i nostri bambini, consapevole della pericolosità insita in questi test e, indirettamente, anche dall'uso e abuso di psicofarmaci.
Ben
consapevoli dell'esistenza di forti pressioni per
continuare quest'attività di screening all'interno
delle scuole, il nostro Comitato, insieme a tutti
coloro che si sono uniti in questa battaglia,
continuerà a vigilare e denuncerà ogni situazione
anomala che contrasti con le direttive della
circolare.
Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani – Onlus -
email
info@ccdu.org
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CORRUZIONE
negli ambienti governativi e
Multinazionali
Evelyn Pringle
giornalista investigativa specializzata in inchieste
sulla
corruzione negli ambienti governativi e nel
mondo delle corporations ha pubblicato il 2 gennaio
scorso, un articolo su SCOOP
www.scoop.co.nz sito indipendente di news
neozelandese) dal titolo eloquente: "Spacciatori di
SSRI sotto tiro".
Gli SSRI
Selective Serotonin Reuptake Inihbitors,
Inibitori selettivi della ricaptazione della
serotonina, sono farmaci antidepressivi).
L’articolo prende il via da un inchiesta della
Commissione Finanza del Senato americano che sta
indagando su
Glaxo
SmithKline (produttore anche di
Vaccini)
per aver manipolato i
dati sugli eventi avversi relativi alla
“suicidialità” di PAXIL (paroxetina); facendo
apparire che PAXIL non aumentava il rischio di
comportamenti suicidiari quando in realtà i soggetti
trattati con il farmaco avevano otto volte più
probabilità di tentare o commettere suicidio
rispetto ai soggetti in placebo.
Con GSK sono sotto inchiesta a vario titolo non
pochi "top pushers" per essersi arricchiti in
quella che la Pringle definisce una delle più
fraudolente vicende della storia della medicina
moderna.
La storia inizia
negli anni 90 quando ci fu un' imponente campagna
di marketing a favore dei nuovi antidepressivi SSRI
che vennero presentati come farmaci
miracolosi e
indicati per tutti (bambini compresi !) da parte
di clinici ed accademici - cosiddetti opinions
leaders - che non erano altro, come è poi apparso
evidente dalle risultanze processuali, che degli "spacciatori
di farmaci"
molto ben pagati da
Big
Pharma. Così per anni le
ricerche e i dati che dimostravano che gli SSRI
potevano essere pericolosi e non erano poi così
efficaci come si voleva far credere, vennero
colpevolmente tenuti nascosti.
Oggi grazie a questa Commissione di inchiesta i
colpevoli incominciano a pagare il conto e la
Pringle nel suo articolo fa nomi e cognomi e cita
con precisione le cifre
pagate dalle Case farmaceutiche a
tanti medici
compiacenti.
Il quadro è sconfortante certo, ma conforta che la
giustizia, almeno negli USA, alla fine arrivi e non
sia quella divina nella quale bisogna credere
senza "prove
di efficacia".
Articolo originale su:
http://www.scoop.co.nz/stories/HL0901/S00008.htm
Si schiera dalla parte
dei cittadini Daniela Guerra dei Verdi, che nella
risoluzione espressa presso la Giunta Regionale
dell'Emilia Romagna, chiede al Ministero della
Salute di intervenire in materia psicofarmaci,
perché il metilfenidato (Ritalin) e l'atomoxetina (Strattera)
tornino nella tabella degli stupefacenti.
Ricordiamo che il
Ritalin è un’anfetamina somministrata ai
bambini, scomparsa in Italia nell'89 e rimasta nella
tabella stupefacenti sino al 2003; riportata il 26
aprile 2006 tra le sostanze stupefacenti, il 10
marzo 2007, l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA)
aveva deciso di riammetterla tra i farmaci
normalmente prescrivibili.
Altra vittoria emiliana è stata l’approvazione all'unanimità di una mozione di Verdi e Pd, che chiedono al Governo che sulle confezioni di determinati farmaci siano riportate più informazioni, in particolare per il metilfenidato, con una guida dettagliata sui potenziali pericoli.
Si tratta di una lunga serie di prese di coscienza che nei mesi scorsi avevano visto il Consiglio Regionale piemontese abolire gli psicofarmaci e i test psichiatrici nelle scuole; e la stessa proposta era stata presentata in Campania da Tonino Scala. Ricordiamo, infatti, che questi test diagnosticano una "malattia" di dubbia esistenza, chiamata ADHD (Sindrome da deficit di attenzione e iperattività), sulla base di domande arbitrarie, un metodo che ha ben poco di scientifico. I ragazzi vengono in questo modo indirizzati a strutture neuropsichiatriche, dove vengono poi somministrati psicofarmaci come il Ritalin.
Etichettare e
controllare sembrano essere le attività principali
della psichiatria e da Basaglia molti passi devono
ancora essere compiuti. A quei tempi il problema
erano i manicomi, oggi sembra accentrarsi sui
trattamenti ai minori.
Ma la Lombardia
sembra non averlo compreso e, attraverso una
petizione, intende semplicemente potenziare l'intero
sistema psichiatrico, quando gli stessi soldi
potrebbero invece essere investiti per fermare gli
abusi dei diritti umani in quell’ambito e migliorare
contemporaneamente il sistema.
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NOVITÀ DAGLI USA,
CROLLA IL MITO DEGLI PSICOFARMACI AI BAMBINI:
INUTILI COME TERAPIA A LUNGO PERIODO
Il Washington Post anticipa i risultati di un nuovo
studio federale USA: gli psicofarmaci somministrati
ai bambini iperattivi sono inutili nel medio
termine, l’unica cosa che “garantiscono” sul lungo
periodo sono
gli effetti collaterali. Polemica tra accademici,
William Pelham accusa: “Precedenti ricercatori hanno
sfruttato il loro prestigio accademico per mettere
in imbarazzo tutti i colleghi che avevano dubbi
sulle vecchie ricerche ricerche favorevoli agli
psicofarmaci"Torino, 16/04/2009 (informazione.it -
comunicati stampa)
Nuovi studi federali USA – anticipati in questi
giorni su un articolo del Washington Post -
infiammano il dibattito sull’efficacia a lungo
termine degli psicofarmaci somministrati – anche in
Italia - ai bambini agitati e distratti (cosiddetta
“Sindrome Adhd”). L’accusa mossa ad alcuni team di
ricercatori è di aver volutamente sminuito le prove
della scarsa efficacia di tali farmaci oltre i 24
mesi di trattamento. Il nuovo studio ha inoltre
indicato che un impiego a lungo termine di
psicofarmaci può arrestare la crescita dei bambini:
i dati più recenti a disposizione dipingono quindi
un quadro ben più negativo da quello che si evinceva
dai risultati di analoghi studi pubblicati nel 1999
e largamente pubblicizzati delle multinazionali del
farmaco produttrici di questi contestati farmaci
psicoattivi.
Il coordinatore del gruppo di ricercatori, lo
psicologo William Pelham della State University di
New York, ha affermato che la più ovvia
interpretazione dei nuovi dati è che i farmaci
possono essere utili nel breve termine ma inefficaci
nel lungo periodo, ed ha anche aggiunto che i suoi
colleghi avevano ripetutamente cercato di
distogliere l’attenzione dalle evidenze di queste
risultanze: “La forza ed il prestigio accademico dei
membri del primo gruppo di ricercatori – ha
dichiarato Pelham al Washington Post - fu tale che
chi intuiva dei dubbi sull’attendibilità dei
risultati a disposizione veniva messo in così forte
imbarazzo da non ritenere opportuno svelare al
pubblico i propri dubbi e confutare i risultati del
documento del 1999, e questo ha portato tutti gli
addetti del settore ad operare per anni sulla base
di convinzioni errate”.
La prima analisi di questo genere, della durata di
14 mesi e pubblicata nel 1999, dimostrava infatti
che i bimbi trattati con psicofarmaci reagivano
meglio di quelli che avevano ricevuto solo terapie
della parola o cure mediche di routine.
Le case farmaceutiche distribuirono migliaia di
copie di quell’articolo ad altrettanti medici, ed il
numero di diagnosi di Adhd e le prescrizioni di
psicofarmaci aumentarono vorticosamente.
Ma nel mese di agosto 2007 i ricercatori
presentarono i primi dati di follow-up (verifica a
distanza di tempo, ndr) i quali non hanno mostrato
differenze di comportamento fra bambini
medicalizzati e non medicalizzati.
Inoltre i bambini che hanno assunto psicofarmaci per
36 mesi presentano una statura di 2,5 cm e un peso
di circa 2,7 kg inferiore alla media dei bambini che
non hanno ricevuto cure farmacologiche. Pelham ha
dichiarato al quotidiano USA che “la maggior parte
dei genitori e medici ha recepito il messaggio che
le ricerche indicassero la terapia farmacologica
come efficace anche nel lungo periodo, e ciò ha
generato
ogni anno milioni di prescrizioni di psicofarmaci ai
bambini, fino ai 39,5 milioni nel 2008 (fonte: IMS
Health, ndr). I dati recenti hanno invece confermato
che non ci sono - a lungo termine - differenze nel
comportamento di bambini che hanno utilizzato
farmaci rispetto a coloro che non li hanno mai
assunti” (fonte: Journal of American Academy of
Child and Adolescent Psychiatry, ndr).
Un collega del Prof. Pelham, James Swanson -
Psicologo presso l'Università di California a Irvine
ed anch’egli co-autore dello studio, ha citato una
serie di pubblicazioni scientifiche che dimostrano
che i farmaci perdono efficacia nel tempo e
rallentano la crescita corporea. “Se vuoi un
risultato domani, prescrivi uno psicofarmaco e lo
otterrai, ma se vuoi intraprendere un percorso su
tre anni, questi benefici immediati perdono
d’importanza: se si prendono psicofarmaci per un
periodo di almeno tre anni, non credo vi sia alcuna
prova che il farmaco dia risultati migliori di
terapie che non lo prevedono”.
Luca Poma, giornalista e portavoce nazionale di “Giù
le Mani dai Bambini”, il più rappresentativo
comitato per la farmacovigilanza pediatrica in
Italia, ha commentato: “Nell’intervista al noto
quotidiano americano, il prof. Pelham ha giustamente
osservato che milioni di famiglie nel mondo
somministrano ogni giorno uno psicofarmaco al
proprio figlio, ed hanno tutti i diritti di
conoscerne i rischi e soprattutto hanno diritto di
sapere che questi prodotti non garantiscono alcun
tipo di risultato sul medio-lungo periodo, esponendo
per contro al rischio di effetti collaterali che
possono andare dalla riduzione della crescita
all’infarto al miocardio, dall’induzione al suicidio
al coma epatico.
È ora che invece di inseguire le mode d’oltreoceano
anche i nostri specialisti, in Italia, traggano le
loro conclusioni: dobbiamo fare l’interesse dei
bambini, non quello delle multinazionali”.
By Luca Poma
Comitato GiùleManidaiBambini ONLUS -
portavoce@giulemanidaibambini.org -
http://www.giulemanidaibambini.org
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PSICOFARMACI ai MINORI, PASSA all'UNANIMITÀ la
PROPOSTA di LEGGE in TRENTINO (Italy)
Giovedì 21
febbraio si è tenuta la tavola rotonda per informare
i cittadini sul tema dell’iperattività, degli
screening nelle scuole, in particolare sull’indagine
promossa nelle scuole della Vallagarina. Sono stati
trattati gli aspetti medici, culturali e sociali di
questo fenomeno, nonché l’aspetto giuridico.
Più di 150 genitori, insegnanti, medici hanno
attivamente partecipato ed hanno avuto occasione di
comprendere la tematica in oggetto, così da poter
fare scelte consapevoli.
Introdotto
dal consigliere provinciale De Eccher, che ha
informato i presenti dell’approvazione all’unanimità
(vedere
http://www.consiglio.provincia.tn.it/attualita/attualita.it.asp?ar_id=75086),
da parte della IV Commissione permanente della
Provincia di Trento, del progetto di Legge n. 259
ispirato alla legge già approvata in Piemonte (che
prevede, tra l’altro il divieto di eseguire gli
screening psicopatologici nelle scuole e l’obbligo
del consenso informato scritto dei genitori prima
della somministrazione di tali sostanze), il
convegno è proseguito con gli interventi del dott.
Cestari (Presidente CCDU Italia), dell'avv. Di
Francia (Chairman distrettuale Kiwanis International
Italia - San Marino), del dott. Plotegher (medico e
Consigliere Comunale di Rovereto), del dott.
Bombarda (Consigliere Provinciale), del dott. Poma
(Portavoce nazionale campagna “Giù le mani dai
Bambini)
Gli elementi scientifici illustrati hanno
evidenziato la totale mancanza di qualsiasi base
oggettiva ed organica a sostegno dell'esistenza di
una specifica malattia o disturbo definita ADHD. Con
la sigla ADHD si illustra pertanto solo un
comportamento dei bambini, che come ogni altro
comportamento umano, anche qualora protratto nel
tempo e di particolare rilevanza può essere
originato da molte e differenti cause. La parola
ADHD assume quindi unicamente il “valore” di uno
“spiegatutto” che in realtà non chiarisce nulla,
mentre illude genitori ed insegnanti di aver trovato
il perchè.
Il pubblico presente ha espresso grande
soddisfazione, e vi è stata una calorosa
partecipazione con interventi e domande rivolte ai
relatori.
-
Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus -
Email
ccdu.milano@tiscali.it
Comunicato Stampa - "DOVE STA
ANDANDO LA SCUOLA Italiana ?
DISTURBI di APPRENDIMENTO e DIAGNOSI sui BAMBINI"
La scuola, in collaborazione con la famiglia, da
sempre prepara le future generazioni alle sfide
della vita. Mentre al suo interno una volta si
parlava solo di educazione e didattica, negli ultimi
anni i genitori si sentono dire, sempre più spesso,
che il loro figliolo ha un qualche disturbo o una
malattia mentale. Un cambio così radicale di
approccio a questi problemi richiede e impone che i
genitori stessi, gli insegnanti e tutti coloro che
ruotano attorno al mondo della scuola, abbiano ogni
informazione utile.
La possibilità, seppur in buona fede, di incanalarci
su una strada di vasta medicalizzazione esiste. I
Ci prefiggiamo l’obbiettivo di riappropriarci della
vera natura degli scopi ed attività della scuola e
far luce sui rischi degli interventi di carattere
psicopatologico che stanno affollando le scuole di
oggi.
Le statistiche che ci vengono fornite indicano che
la strada è già stata delineata. Infatti, secondo
alcuni screening recenti effettuati in vari comuni
della bassa bergamasca (BG, in Italia), i “disturbi
di apprendimento” colpirebbero (secondo i loro
fautori) almeno il 20% dei bambini e da qui la
necessità di prevenirli...
Tenendo conto che questi interventi hanno per lo più matrice
psichiatrica, è importante segnalare che già circa
cinquantamila bambini in Italia assumono
psicofarmaci e che alcuni hanno solo 3 anni.
Questi numeri e informazioni devono essere
assolutamente conosciuti, così come conosciuto deve
essere il fatto che, ad esempio negli Stati Uniti,
gli psichiatri universitari ricevono dalle case
farmaceutiche milioni di dollari per questo business
sui bambini e la vendita degli psicofarmaci è
passata dal 1997 - introito di 19 miliardi di
dollari - al 2008 con 80 miliardi di dollari.
Stiamo parlando dei nostri bambini che rappresentano le nuove
generazioni, il nostro futuro !
By Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani
- email
ccdumonza@infinito.it
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CAMPAGNA DI
PREVENZIONE E INFORMAZIONE DEL COMITATO DEI
CITTADINI PER I DIRITTI UMANI CONTRO I TESTS
PSICOPATOLOGICI NELLE SCUOLE E L’USO DI PSICOFARMACI
SUI BAMBINI.
Ogni sabato dalle 15,30
alle 18,30 il Comitato dei Cittadini per i Diritti
Umani è a disposizione dei cittadini per
distribuire materiale informativo e raccogliere
firme contro i test psicopatologici nelle scuole e
l’uso di psicofarmaci sui bambini.
In Italia è da alcuni
anni che in diverse scuole stanno venendo utilizzati
progetti e test psichiatrici, seguendo l'onda
Americana, dove undici milioni di bambini ed
adolescenti sono stati etichettati con disturbi
mentali e “curati” con potenti psicofarmaci.
Tra l'altro alcuni di loro si sono resi
protagonisti di alcune stragi in diverse scuole.
Casualità ? O dirette conseguenze dei farmaci (NdR:
Vaccini) ?
Fatto sta che queste “malattie” rappresentano una
miniera d'oro per le
case farmaceutiche
! Qualcuno
ha già opposto un fermo diniego !
Il Consiglio Regionale Piemontese ha approvato
all'unanimità una legge che vieta i test
psicopatologici nelle scuole e impone il consenso
informato per la somministrazione di alcuni
psicofarmaci nei bambini.
Altre Regioni italiane stanno lavorando su Progetti
di Legge similari.
In un recente dibattito, il dott. Roberto Cestari
Presidente Nazionale del CCDU, ha dichiarato
“Dalla ricerca scientifica emergono opinioni
sensibilmente contrastanti sulla validità dei
"disturbi" infantili relativi al comportamento e
all'apprendimento come - ma non solo - il Disturbo
da deficit di attenzione ed iperattività (ADHD).
A causa di tali diagnosi psichiatriche, milioni di
bambini in tutto il mondo vengono “trattati” con
psicofarmaci dai pericolosi effetti, con una dubbia,
e in alcuni casi deleteria, efficacia terapeutica,
come testimoniato dai numerosi casi di morte o
invalidità che sono sfociate in 39 provvedimenti di
legge restrittivi in 25 stati americani e 2 leggi
federali restrittive in materia. 26 di questi
provvedimenti sono stati deliberati solo nel 2003.
In Italia sono stati recentemente censiti ben 112
centri clinici, per la diagnosi del DDAI (Disturbo
del Deficit di Attenzione e Iperattività - ADHD) e
autorizzati alla somministrazione di psicofarmaci.
Il CCDU sta lavorando affinché sia presa in
considerazione ogni possibilità per prevenire che i
bambini vengano "etichettati" ingiustamente come
affetti da "disturbi mentali", specie attraverso
programmi di "Istruzione Speciale" o attraverso
l'uso nelle scuole di test e questionari
psicopatologici e che sia protetto il loro diritto
inalienabile ad essere educati senza l'uso di
farmaci.
Questo mondo appartiene a tutti noi, ma in misura
maggiore ai bambini, ai quali un giorno verrà
consegnato.
Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus -
Email
ccdu.milano@tiscali.it
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COMUNICATO STAMPA
Consultazioni sul progetto di legge contro i test
psicopatologici nelle scuole e l’uso di psicofarmaci
sui bambini
La Quarta
Commissione permanente si riunirà mercoledì 9
gennaio 2008 presso Palazzo Trentini - Trento, 7
gennaio 2008.
Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani è stato invitato alla consultazione della Quarta Commissione permanente in merito al disegno di legge n. 259 "Disposizioni in materia di uso di sostanze psicotrope su bambini e adolescenti" (proponente consigliere De Eccher) che si terrà il giorno mercoledì 9 gennaio 2008 ad ore 14.30, presso Palazzo Trentini, accesso via Torre Verde 16, Trento, Sala Emiciclo.
Alla consultazione sono stati invitati anche l’Associazione famiglie numerose, l’Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri, l’Ordine dei farmacisti, l’Azienda provinciale per i servizi sanitari. Le consultazioni in merito al disegno di legge inizieranno alle 14:30 e si protrarranno fino alle 16:00.
Il testo di legge ribadisce fermamente l’assoluta necessità del consenso informato, scritto ed inequivocabile per quanto attiene all’eventuale trattamento di minori con psicofarmaci e sostiene il divieto di somministrazione di test psicopatologici nelle scuole.
In particolare, il tema risulta assolutamente scottante proprio in Trentino, in quanto in Vallagarina è in programma con il nuovo anno scolastico uno screening generalizzato all’interno di tutte le scuole elementari. Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus ha organizzato vari tavoli informativi a Pergine, Rovereto e Trento per raccogliere firme per una petizione in appoggio a questa proposta di legge che è stata firmata da più di 3400 cittadini.
Su
questa materia si è già espresso anche il Consiglio
regionale piemontese che il 30 ottobre 2007 ha
approvato all'unanimità la Legge n. 405 "Norme in
materia di uso di sostanze psicotrope su bambini ed
adolescenti". Questa legge è simile a quella
presentata in Trentino. Infatti, punti cardine della
legge sono l'art. 4 che vieta la somministrazione di
test psicopatologici all'interno delle strutture
scolastiche, e l'art. 3 che introduce l'obbligo del
consenso informato che deve essere sottoscritto dai
genitori del minore per i quali è stata proposta la
somministrazione di psicofarmaci.
By Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus
- Sezione di Trento: E.mail:
ccdutrento@tiscali.it
LA PSICHIATRIA STA “PATOLOGIZZANDO” il COMPORTAMENTO dei BAMBINI
L’abitudine controversa della psichiatria nello screening e la cura dei bambini per i cosiddetti “problemi mentali”, ha recentemente attirato l’attenzione dei media a livello internazionale. L’Associated Press ha riferito giorni fa, che: “ In psichiatria c'è un campo in crescita noto come salute mentale dell’infanzia”.
Un medico di Londra, il Dott. Michael Fitpatrick, ha commentato: “ L’estensione di queste categorie (come l’ADHD) che includono dal 20 al 30% dei bambini, riflette una tendenza sociale a “patologizzare” e medicalizzare la vita dei bambini…”
In Italia la percentuale di minori italiani che soffrirebbero di iperattività e deficit di attenzione secondo le associazioni scientifiche di impostazione più organicista, sarebbe dal 4% al 20%.
Fonte: Società Italiana di Neuropsichiatria Infantile, Kataweb
Da 30.000 a 50.000, i bambini italiani che ogni giorno assumono psicofarmaci, alcuni dei quali inducono al suicidio secondo i più recenti “warning” dagli USA
Fonte: Istituto Mario Negri di Milano
Negli Stati Uniti la professione psichiatrica sta spingendo sempre più nella direzione di programmi, come il
"Teen Screen", per
diagnosticare dei disturbi psichiatrici a bambini
piccoli ed adolescenti, dopo di che vengono spesso
prescritti loro dei potenti psicofarmaci, descritti
dall’ente americano, la
FDA come causa di mania, psicosi, tendenze e
comportamenti suicidi, idee omicide, attacco
cardiaco, colpo apoplettico e decesso improvviso.
Soltanto nello stato della Florida, in un anno, sono
stati prescritti antipsicotici a 4500 bambini, sotto
l'età di 5 anni, coperti dall’assistenza sanitaria
Medicaid.
Nonostante i seri pericoli
di questi farmaci, sono prescritti sulla
base di diagnosi soggettive, le quali non possono
essere verificate con esami fisici – tali analisi
del sangue, tomografia o radiografia del cervello.
In Italia seguendo l'onda Statunitense, sempre più frequenti programmi di stampo psicologico pervadono le nostre scuole e sempre più bambini vengono direttamente indirizzati ai centri di neuropsichiatria dove invariabilmente vengono etichettati con qualche disturbo mentale.
Ben 82 centri sono stati accreditati per la diagnosi e cura dell'ADHD con psicofarmaci.
Alla gente e persino ai
politici, tutto ciò viene spiegato con la necessità
di aiutare i bambini e le famiglie, permettendo di
individuare precocemente qualsiasi alterazione di
comportamento.
Dicono: "Da noi tutto è improntato alla prudenza",
esattamente ciò che dicevano all'inizio, dove oggi
c'è il disastro (negli Stati Uniti, 8 milioni di
bambini sotto psicofarmaci e 400 morti).
Usando parole complesse e discorsi fumosi per confondere le acque, alla fine indagando si scopre ciò che vogliono ottenere: screening, diagnosi e terapia !
Non si tratta di negare aiuto a chi soffre, ma ogni bambino ha diritto alle soluzioni appropriate, che diagnosi affrettate e senza fondamento scientifico, somministrazione di psicofarmaci che cercano di annullare i sintomi, impediscono di scoprire ciò che realmente non va nel bambino, sopprimendo in molti casi la vera causa dei suoi disagi.
Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani raccomanda di informarsi attentamente, di non accettare facili diagnosi psichiatriche sia per se stessi che per i propri figli, ma richiedere accurate analisi mediche.
Se ritieni di aver subito danni a causa di diagnosi o trattamenti psichiatrici puoi metterti in contatto con il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus
Email:
linea.stampa@ccdu.org
Nel maggio ’06 USA Today ha rivelato che la Food and Drug Administration americana (o FDA) è in possesso della documentazione relativa a 45 decessi infantili provocati dai nuovi farmaci antipsicotici. Gli esperti, sostengono che il numero delle vittime potrebbe aggirarsi attorno a 450, poiché gli effetti collaterali nocivi riferiti alla FDA sono solo l’1-10% del totale. Preoccupante è il fatto che le prescrizioni per farmaci antipsicotici a soggetti di età compresa tra i 2 e i 18 anni è passata da meno di 500.000 nel 1995 a circa 2,5 milioni nel 2002: ciò rappresenta un aumento del 400%. Parallelamente le vendite di questi stessi farmaci sono aumentate del 1500%, passando da 500 milioni di dollari nel 1991 a oltre 8 miliardi di dollari nel 2003.
Le
morti provocate dai farmaci antipsicotici
rappresentano la terza grossa categoria di decessi
provocati da psicofarmaci letali, attualmente
prescritti a milioni di bambini americani; gli
antidepressivi ora hanno l’obbligo di recare sulla
confezione il “riquadro nero” di avvertimento della
FDA, che avvisa come il farmaco provochi nei bambini
e negli adolescenti reazioni suicide; un comitato
consultivo dell’FDA ha consigliato che un analogo
“riquadro nero” venga apposto sulle confezioni dei
farmaci per l’ADHD, per avvertire che la sostanza
causa sincopi, attacchi di cuore e morte improvvisa
nei bambini. A livello internazionale, sono più di
una decina gli avvertimenti lanciati sugli effetti
collaterali che gli psicofarmaci hanno su bambini e
adolescenti, tra i quali ricordiamo danni al fegato,
scompensi cardiaci, sincopi, allucinazioni, psicosi,
manie, comportamento violento, tendenze suicide e
morte.
Ciò nonostante, si continuano a prescrivere questi
farmaci a oltre 17 milioni di bambini in tutto il
mondo.
In Italia le statistiche rivelano che 30.000 bambini sono in cura psicofarmacologica. Nel Marzo del 2003 il Ministro della Salute aveva approvato un decreto che portava il Metilfenidato in Tabella IV, togliendola così dalle sostanze stupefacenti (Tabella 1 e 2).
Il 26 aprile 2006 il Ministro della Salute e il Ministro della Giustizia hanno emesso un Decreto che riporta il metilfenidato nella tabella 1 e 2 delle sostanze stupefacenti.
Il
Ministero della Salute ha richiesto un esame più
approfondito delle cosiddette malattie mentali in
età adolescenziale ed è in fase di avvio un nuovo
progetto denominato “Progetto
ADHD” sotto la supervisione dell’Istituto
Superiore della Sanità (ISS).
Il progetto ADHD ha
diverse fasi tra cui:
- Interviste diagnostiche fatte ai genitori
attraverso domande che incoraggiano i genitori a
descrivere gli atteggiamenti dei bambini.
-
Questionari o meglio
test per i genitori e per gli insegnanti, per
rilevare informazioni sul comportamento sociale,
accademico ed emotivo dei bambini in età compresa
tra i 3 e i 17 anni.
-
Valutazione delle abilità di lettura e calcolo.
Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani (CCDU), in Italia è presente come Onlus, fa parte di un gruppo internazionale di tutela dei Diritti Umani nel campo della salute mentale, da anni raccoglie informazioni e testimonianze sulla somministrazione di psicofarmaci ai bambini, per esempio lo scorso mese il Psychotherapy and Psychosomatics ha scoperto che il 100% degli psichiatri che stabiliscono i criteri diagnostici per i cosiddetti “disturbi dell’umore” (tra i quali figurano il “disturbo bipolare” e i “disordini schizofrenici/psicotici”) al fine di includerli nel Diagnostic and Statistical of Mental Disorders (DSM) della American Psychiatric Association’s (APA) sono finanziariamente collegati alle industrie farmaceutiche che producono i relativi farmaci.
In
passato i farmaci antipsicotici causavano una
reazione tossica letale, chiamata sindrome
neurolettica maligna, che si stima abbia causato la
morte di 100.000 americani. Ci sono voluti 20 anni
di battaglie legali prima che nel 1985 l’APA
inviasse ai propri associati una circolare di
avvertimento sull’uso di tali farmaci.
La signora Ellen Liversidge, che nel 2002 perse il
figlio in seguito alla somministrazione di un
farmaco antipsicotico, ha dichiarato
che: “Sull’etichetta non c’era nessun avvertimento.
E neppure il dottore ci ha avvertiti".
Bisogna davvero che così tante persone vengano
uccise ?
Abbiamo bisogno ancora di un’altra montagna di
articoli sui giornali ?
Tutto ciò dovrebbe
essere seriamente preso in considerazione dai
genitori, gli insegnanti e le istituzioni italiane.
Il Comitato dei Cittadini per i
Diritti Umani, fondato nel 1969 dalla Chiesa di
Scientology, raccoglie testimonianze di persone
hanno subito abusi da parte delle istituzioni
psichiatriche, se tuo figlio è stato sottoposto a
questionari psicologici o psichiatrici, test,
valutazioni o programmi speciali senza il tuo
consenso, o conosci qualcuno che ha subito danni in
seguito a diagnosi e/o trattamenti psichiatrici
contattaci:
e-mail:
linea.stampa@ccdu.org
Articolo di USA Today:
http://www.usatoday.com/news/health/2006-05-01-atypical-drugs_x.htm
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EPILOGO
DELLA CAMPAGNA DI MARKETING PSICHIATRICA: IL
RITALIN NELLE FARMACIE ITALIANE.
Nella giornata di ieri
(30 Gen 2007) il direttore dell’AIFA, Nello Martini,
ha annunciato che la casa produttrice del Ritalin ha
terminato le procedure di registrazione e l’Agenzia
Italiana del Farmaco si è impegnata a pronunciarsi
in merito entro la fine di febbraio.
Tutti i bambini sottoposti a terapia farmacologica per la sindrome da deficit di attenzione e iperattività (ADHD), saranno iscritti nel Registro Nazionale che dovrebbe garantire che i minori siano trattati in appositi centri regionali che sono stati già individuati e selezionati. Di questi centri autorizzati, dovrebbe essercene uno a Regione ma chissà come nella sola Regione Veneto ve ne sono addirittura 13 - http://www.aifa.it/veneto.htm
Il Comitato dei
Cittadini per i Diritti Umani da tempo sta lanciando
l'allarme e sta cercando di fare breccia sul cliché
così diffuso che "in Italia queste cose non possano
mai accadere".
Intanto 30.000 bambini sono già in cura
psicofarmacologica (Ist. Mario Negri di Milano) e
questionari epidemiologici sono stati distribuiti e
compilati nelle scuole italiane (es. Progetto
Prisma) ed altre iniziative similari continuano
tutt'oggi.
Il Ritalin, è un'amfetamina, i suoi effetti possono essere paragonati a quelli della cocaina, nonostante ciò viene somministrata a bambini, nell'illusione di correggere problemi comportamentali.
Riteniamo che non sia sufficiente la soluzione di utilizzare un registro di controllo per monitorare l'utilizzo di psicofarmaci per l'ADHD nei bambini. Si tratta di una diagnosi che risulta a tutt'oggi oscura e si basa unicamente su questionari cui basta rispondere con un certo numero di risposte affermative perché il bambino sia etichettato.
Il nostro sistema di salute mentale ha il dovere di escludere ogni possibilità di abuso, frode o morte che possano derivare dai trattamenti psichiatrici o dall'uso di potenti psicofarmaci sui bambini. Dovrebbe invece promuove la ricerca di vere soluzioni, che peraltro esistono, e proteggere il diritto inalienabile di essere educati senza l'uso di psicofarmaci.
Se tuo figlio è stato
sottoposto a questionari psicologici o psichiatrici,
test, valutazioni o programmi psicologici senza il
tuo consenso, o conosci qualcuno che ha subito danni
in seguito a diagnosi e/o trattamenti
psichiatrici contatta il:Comitato dei Cittadini per
i Diritti Umani Onlus - Email:
linea.stampa@ccdu.org
sito: www.ccdu.org - www.cchr.org
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CONDANNA
Corte d'Appello di Firenze: condannata la psichiatra
dott. Marazziti (equipe del prof. Cassano) che ha
sperimentato un potente psicofarmaco su di una
bambina senza informare i genitori. Un precedente
importante in Italia per la difesa del diritto al
consenso informato ed alla libertà di scelta
terapeutica. "Abbiamo avuto giustizia", dichiara la
madre della bambina.
A metà pomeriggio di oggi, presso la I° sezione
penale della Corte d'Appello del Tribunale di
Firenze, Presidente dott. Bruno Loche, presente
anche il Comitato "Giù le Mani dai Bambini",
promotore della più visibile campagna indipendente
di farmacovigilanza per l'età pediatrica in Italia è
stata condannata la dott.sa Donatella Marazziti, la
quale prescrisse e somministrò il Topamax® -
principio attivo topiramato, potente psicofarmaco
antiepilettico - per la cura di una semplice obesità
infantile.
Il Pubblico Ministero, nella Sua documentatissima
arringa finale, commentando la superficialità
dell'approccio terapeutico della Marazziti, ha
detto: "è davvero sconcertante come uno specialista
della salute mentale possa raddoppiare le dosi di
una molecola potente qual è uno psicofarmaco, dando
istruzioni alla madre nel corso di semplici
telefonate". Il penalista Luca Cenferoni, che
assisteva la famiglia, ha dichiarato: "questa
sentenza costituisce un precedente importante nel
nostro paese, perché condanna la psichiatra che
prescrive e fa somministrare dosi elevatissime di
psicofarmaci sui bambini in modalità 'off-label',
ovvero al di là delle indicazioni della stessa
scheda tecnica del farmaco, causando dei danni
permanenti al minore. L'autonomia del medico nella
scelta della terapia e della posologia non può
giustificare questi abusi: la Corte infatti ha
ribadito il diritto inalienabile della famiglia ad
essere compiutamente informata su tutti i pericoli
di queste delicate terapie e soprattutto sui
potenziali effetti collaterali, nonché ad essere
consenziente alla somministrazione, diritto violato
dalla condannata".
Fonte :
www.giulemanidaibambini.org
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COMUNICATO STAMPA -
Martedì, 27/3/07
AL SENATO CONFERENZA
STAMPA PER LA PRESENTAZIONE DELLA PROPOSTA DI LEGGE
BIPARTISAN CONTRO GLI SCREENING PSICO PATOLOGICI DEI
BAMBINI.
ROMA, 27/03/2007 – Domani in Senato presso la Sala Conferenze stampa alle 14.30 i Senatori Marcello De Angelis e Loredana De Petris presenteranno la proposta di legge per vietare l'utilizzo di questionari volti a indagare lo stato psichico ed emozionale degli allievi nelle scuole, e introdurre l'obbligo del consenso scritto dei genitori per il trattamento con psicofarmaci dei minori.
Alla presentazione
parteciperà il dr. Roberto Cestari, direttore
scientifico della campagna di informazione sociale “Perché
Non Accada”, ente promotore dell’iniziativa,
e Presidente nazionale del Comitato dei Cittadini
per i Diritti Umani Onlus.
Il dr. Cestari ha dichiarato: “Il dibattito
intorno al tema ADHD è su tre differenti piani. Il
primo consiste nelle notevoli perplessità relative
al trattamento farmacologico: qui il consenso
informato deve essere inequivocabile.
Il secondo è la vera domanda: l’ADHD esiste ? Esiste
cioè questa entità patologica specifica ?
Di questo tema si occupa la campagna culturale
“Perché non Accada”. Il terzo è la questione degli
screening: è un tema politico e queste proposte
legislative centrano esattamente la questione”.
I senatori De Angelis e De Petris denunciano come ''inaccettabile''
che le scuole possano divenire luogo di
etichettamento psico patologico. Questo è già
avvenuto in altre nazioni e la conseguenza sono i
milioni di bambini sotto terapia con psicofarmaci
pericolosi e che danno assuefazione. "Di
particolare gravità - rimarca il senatore De
Angelis - se non riuscissimo ad impedire che
accada anche in Italia quanto avvenuto altrove e
cioè l’invasione dello stato nella famiglia e nella
vita dei cittadini: un grave rischio per la
democrazia".
“I test si stanno diffondendo, sono sempre più le scuole dove sono già stati effettuati e contemporaneamente sono stati abilitati ben 83 centri per fare diagnosi e terapie – una macchina si sta muovendo. Impedendo gli screening e con un chiaro consenso informato, tuteliamo la libertà di tutti i cittadini italiani” concludono congiuntamente i senatori De Angelis e De Petris
Il Comitato dei
Cittadini per i Diritti Umani domani durante la
conferenza stampa metterà a disposizione dei
Senatori e dei media presenti, testimonianze sulla
realtà degli screening nelle scuole italiane ad
insaputa dei genitori.
By Comitato dei
Cittadini per i Diritti Umani Onlus - E.mail
linea.stampa@ccdu.org oppure
ccdumonza@infinito.it
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SENATO: PRESENTATA
PROPOSTA DI LEGGE BIPARTISAN CONTRO GLI SCREENING
PSICO PATOLOGICI DEI BAMBINI.
ROMA - Il 28 marzo alle
ore 14.00, presso la Sala Stampa del Senato, i
Senatori Marcello De Angelis (AN) e Loredana De
Petris (Gruppo Verdi e Comunisti Italiani), hanno
presentato una proposta di legge bipartisan sul tema
degli screening psico – patologici nelle scuole e
sulla somministrazione di psicofarmaci ai bambini.
(es. vedi Ritalin)
Due medesime iniziative legislative di carattere
regionale per la Regione Piemonte e la Regione
Veneto, sono state presentate rispettivamente dal
Consigliere Regionale Piemontese Gianluca Vignale e
l’Assessore all’Istruzione della Regione Veneto
Stefania Donazzon.
Per quanto attiene all’eventuale trattamento di
minori con psicofarmaci i politici presenti hanno
ribadito l’assoluta necessità del consenso
informato, scritto ed inequivocabile.
Attenzione particolare è stata riservata alla
questione degli screening. Di fatto, anche dopo la
conclusione dei progetti di ricerca, prosegue nelle
scuole italiane, con una distribuzione a macchia di
leopardo, la somministrazione di test di valutazione
psico patologica dei bambini. Spesso vengono
compilati dagli insegnanti, a volte dopo “opportuno”
corso di formazione con tanto di crediti formativi,
a volte sono i bambini che devono rispondere, a
volte i genitori, e ogni tanto i genitori non
vengono nemmeno informati.
A testimonianza di questi fatti un genitore al cui
figlio sono stati fatti fare due test psico
patologici negli ultimi mesi, senza che egli ne
fosse minimamente informato, era presente alla
conferenza stampa.
Si prospetta una mobilitazione nazionale
“anti-screening”, contro l’invasione dello stato
nella famiglia e nella vita dei cittadini: un grave
rischio per la democrazia.
La campagna “Perché NON Accada”
-
www.perchenonaccada.org - rappresentata
in conferenza stampa dal Dr. Roberto Cestari, ha
annunciato l’attivazione di comitati Regionali per
diffondere ulteriormente l’informazione ai cittadini
italiani su questi temi.
“Impedendo gli screening e con un chiaro consenso
informato, tuteliamo la libertà di tutti i cittadini
italiani”, hanno ribadito congiuntamente i senatori
Marcello De Angelis e Loredana De Petris
La proposta di legge nazionale si avvia ora a
raccogliere ulteriori firmatari al Senato,
indipendentemente da partiti e schieramenti.
Nel frattempo sembra che anche altre Regioni
italiane si stiano muovendo nella stessa direzione e
preparando simili strumenti legislativi.
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Comitato dei Cittadini
per i Diritti Umani - Milano, 1 Dicembre 2007 -
COMUNICATO STAMPA
PSICOFARMACI:
PRIMA PASTIGLIA a OTTO ANNI
“I bambini italiani che
assumono psicofarmaci quotidianamente vanno dai
30.000 ai 60.000”, così scrive
l’On. Patrizia Paoletti Tangheroni
nell’interrogazione parlamentare presentata la
scorsa settimana, a distanza di pochi giorni dall’interrogazione
del Senatore Maurizio Eufemi, sempre sullo
stesso argomento. La preoccupazione è giustificata
ancor più dal fatto che i presupposti stessi della
“malattia” vengono messi continuamente in
discussione:
Leiber dell’FDA afferma che “Nessun aspetto
fisiopatologico del disordine è ancora stato
delineato”; il Dr.
Fred Baughman, nel suo libro “The Future of ADD",
scrive: “Sia la FDA che la DEA hanno riconosciuto
che l'ADHD non è una
malattia, né organica né biologica”. Ma se non
esiste uno squilibrio biochimico, perché lo si cerca
di curare con sostanze chimiche? I principi attivi
maggiormente utilizzati sono due: il Metilfenidato,
meglio conosciuto col nome di
Ritalin, e l'Atomoxetina.
Il trattamento può iniziare presto, perché già a 8 anni molti bambini ricevono la prima pastiglia. E' difficile pensare che a quell'età un bambino possa rendersi conto delle conseguenze a cui va incontro, con sostanze che in molti casi portano alla dipendenza. Il Prozac ad esempio, la cui soglia di somministrazione è stata portata da 18 a 8 anni solo di recente, può causare quasi mille differenti effetti collaterali; inoltre sono noti casi di suicidio; stesso discorso per il Ritalin, un'anfetamina, reintrodotta in Italia da poco.
Una volta i professionisti erano gli insegnanti; oggigiorno abbiamo l’equipe psico-pegadogica che munita di altisonanti "Progetti psicologici", basati sul controllo del comportamento, è entrata nella scuola, somministra test, questionari di improbabile validità scientifica, ne valuta i risultati ed infine etichetta il bambino, visto che qualsiasi difficoltà può rientrare tranquillamente in qualche "disturbo psichiatrico" come ADHD o la discalculia, la disortografia, ecc…; i genitori non vengono mai completamente informati su cosa si farà esattamente con questi progetti, che spesso sono i più variegati e i questionari psicologici invasivi che sollecitano dati sul bambino e sulla famiglia, sono spesso compilati senza il consenso dei genitori, per non parlare di come si utilizzeranno le informazioni raccolte, come verranno valutate e dove andranno a finire. Spesso le etichette rimangono nella storia dell'alunno che se le porta avanti anche negli anni successivi e i genitori restano inconsapevoli che il loro figlio sia stato schedato.
Molti bambini vengono
poi indirizzati in centri di neuropsichiatria
infantile che sono il punto d’ingresso verso
trattamenti farmacologici, anziché interventi
didattici e sociali. Ce ne sono
40 attivi sul territorio nazionale e sono 112 quelli
accreditati.
E’ stato istituito anche un
registro nazionale, per monitorare la
somministrazione degli psicofarmaci sul campo.
Su questo tema è pertanto fondamentale il consenso informato e un’inequivocabile chiarezza e trasparenza nell’informazione al cittadino, in merito a queste iniziative svolte sui bambini e ad ogni possibile effetto dei farmaci utilizzati che per altro hanno effetti collaterali molto gravi. Senza la coercizione di "velate" minacce nel caso si rifiutino di somministrare psicofarmaci ai propri figli o sottopongano i figli a trattamenti psicologici.
Lo screening dei bambini
per "localizzare" malattie mentali non è qualcosa di
nuovo. Tale strumento trova riscontro nella prassi
della Germania nazista per ripulire la società dagli
"elementi inferiori".
Nel 1930 Ernst Rudin, fondatore della "genetica
psichiatrica" e tra gli ideatori dell'Olocausto,
durante un discorso al Congresso Internazionale
sull'Igiene Mentale che si tenne a Washington D.C.,
propose un approccio eugenetico unitario per
estirpare coloro che sono portatori noti di
"malattie ereditarie".
In cima all'elenco dei "difetti" che gli eugenisti
americani avrebbero stilato in seguito, c'era il
"disturbo da deficit dell'attenzione". Come diretta
conseguenza del movimento di eugenetica psicologica,
le scuole americane effettuarono per prassi lo
screening dei bambini, e quelli che venivano
ricoverati "idiota, imbecille, e deficiente erano
tutti termini medici", venivano usati per definire
vari livelli di ritardo o incapacità mentale".
A tutt'oggi ben 17 milioni di bambini nel mondo sono
stati diagnosticati "disturbi mentali".
Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani raccomanda di informarsi attentamente, di non accettare facili diagnosi psichiatriche sia per se stessi che per i propri figli, ma richiedere accurate analisi mediche.
Se ritieni di aver
subito danni a causa di diagnosi o trattamenti
psichiatrici puoi metterti in contatto con il
Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus
- Email:
linea.stampa@ccdu.org
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