L’impostura delle
diagnosi psichiatriche: il DSM-4
Il DSM-4 (manuale
diagnostico statistico dei disturbi mentali) è
una sorta di “Bibbia” della psichiatria, che
cataloga, definisce e descrive tutte le “malattie
mentali”, è uno strumento internazionalmente
riconosciuto (dagli psichiatri s’intende) che
dovrebbe aiutare a formulare diagnosi
psichiatriche, in sostanza a riconoscere se una
persona è “malata di mente” oppure no, e
in caso affermativo di quale malattia soffre.
Il titolo già la dice lunga, che c’entra la
statistica con una diagnosi ? il riconoscimento
di una malattia dipende da un calcolo delle
probabilità ? Sembra folle ma è proprio così e
per provarlo cito testualmente dall’introduzione
alle pag 8 e 9 (in tutta questa analisi mi
riferisco all’edizione italiana del DSM4 a cura
di V. Andreoli, G.B. Cassano e R. Rossi, 2000,
casa editrice Masson): “non vi è nessuna
presunzione che ogni categoria di disturbo
mentale sia una entità totalmente distinta, con
confini assoluti che la separano dagli altri
disturbi mentali o dalla normalità (…) il
clinico che utilizza il DSM-4 dovrebbe
considerare che gli individui che condividono
una diagnosi possono essere eterogenei anche
riguardo alle caratteristiche che definiscono la
diagnosi, e che i casi limite saranno difficili
da diagnosticare se non in modo probabilistico.”
Insomma "diagnosi
difficili" per "malattie" difficilmente
caratterizzabili e dai contenuti sfumati".
Molto scientifico sin dall'inizio.
Ma forse si dovrebbe tradurre: il comportamento
e il pensiero umano non sono inquadrabili in
schemi e categorie, il cervello e la mente sono
due entità di cui conosciamo pochissimo, ogni
individuo fa storia a sé, il confine fra
“normalità” e “follia” è ambiguo e indefinito, e
quindi la psichiatria non ha alcun senso.
D’altronde il DSM-4 si auto presenta come
suscettibile di interpretazioni elastiche: a pag
9 (Uso del giudizio clinico) si riferisce che
una persona può ricevere una certa diagnosi
anche se nel suo caso non sono rispettati tutti
i criteri diagnostici, tutto è rimesso al “giudizio
clinico” del medico. Eppure io sono pronto a
scommettere che non esista una gastrite senza
infiammazione della mucosa gastrica, o
un’aritmia cardiaca con un elettrocardiogramma
nella norma. Chissà perché in psichiatria le
categorie diagnostiche possono essere
interpretate a proprio piacimento: forse perché
non hanno alcun senso ?
Un’altra pesante ambiguità si intravede nella
prefazione là dove si legge (pag. 8) che “non
rappresentano disturbi mentali un comportamento
deviante (es. politico, religioso, sessuale), né
conflitti sorti principalmente tra l’individuo e
la società, a meno che la devianza o il
conflitto siano il sintomo di una disfunzione
dell’individuo.”
E quest’ultima cosa chi la decide ? Chi decide
se certi comportamenti devianti (cioè differenti
da quelli della maggior parte delle persone
appartenenti alla stessa società) o certi
conflitti con la società siano o meno il sintomo
di una disfunzione dell’individuo? La risposta è
semplice, chi decide è il singolo psichiatra
quando emette una diagnosi, o un consesso di
psichiatri quando vota a maggioranza se tale
comportamento è da ritenersi “malato”
oppure no.
Dopo essere stata considerata a lungo una
malattia mentale, adesso l’omosessualità è stata
“espulsa” dalla lista delle malattie
mentali internazionalmente riconosciute, e non
certo perché è progredita la scienza, ma perché
è cambiata la moralità; un esempio evidente che
i criteri delle classificazioni psichiatriche
riflettono i pregiudizi sociali del loro tempo.
Sta di fatto che nel DSM-4, a totale
contraddizione di quanto espresso in
nell’introduzione, i conflitti fra individuo e
società sono classificati come “Comportamento
antisociale”, una “malattia” che si presente
nelle sue due accezioni di “Comportamento
antisociale” del bambino e dell’adulto, come
“Disturbo oppositivo provocatorio” e come
“Disturbo della condotta”.
Quest’ultima tremenda malattia, che potrebbe
minare le basi della nostra adorabile società si
rivela ad esempio dal fatto che il “le norme
o le regole della società appropriate per l’età
adulta vengono violate”.
Ma chi decide quali siano le “norme appropriate
per l’età adulta” ? La legge ? O forse la
psichiatria ? Vogliono farci forse credere gli
scienziati che un giudizio di valore, un
giudizio sulla convenienza e la moralità di una
norma di comportamento sia un giudizio
scientifico, oggettivo ? E in base
all’osservanza o meno di certe norme sociali si
formula una “diagnosi medica” ?
Va da sé che durante il fascismo tutti i
partigiani soffrivano di disturbo della
condotta, in unione Sovietica ne soffrivano
tutti i dissidenti. Ogni società definisce le
sue “regole appropriate per l’età adulta” e, con
sommo disappunto degli psichiatri, sono
differenti le une dalle altre. Da che mondo è
mondo le “regole appropriate” le scrive
chi ha il potere, e le subisce chi non ne ha; ma
ovviamente chi le scrive le condisce di tante
belle parole e le fa apparire sempre più belle e
necessarie. Chi non crede nelle regole e ritiene
che siano state scritte per difendere privilegi
piuttosto che per garantire diritti, finisce
automaticamente per essere diagnosticato
“malato”: anarchico quindi folle, antisovietico
quindi folle, antiamericano quindi folle.
La conferma che la “malattia mentale”
dipende dall’osservanza o meno di una norma
accettata (a torto o a ragione) da una certa
cultura, la si trova sempre nell’introduzione
del DSM4, dove si ricorda che tale volume è
stato compilato negli USA e che bisogna fare
attenzione quando si esportano i suoi criteri in
contesti culturali differenti (pag 10 e 11).
Avete mai visto una colite che diventa polmonite
a seconda del paese in cui ci si trova, oppure
una tonsillite che diventa appendicite a seconda
della cultura in cui è stato allevato il
paziente ?
Probabilmente no, ma nel campo delle malattie
mentali tutto questo è possibile: ci sono “malattie
mentali” che cambiano aspetto a seconda
della popolazione nella quale si manifestano.
Capirete meglio adesso il suo significato di
“manuale statistico” che misura (a dispetto di
quanto esplicitamente affermato) condizioni di
devianza dalla normalità.
Nessuno psichiatra
considererà mai una “malattia mentale” l’uso
della macchina per andare al lavoro, anche se è
proprio tale uso folle che sta contribuendo ad
avvelenare la vita nelle nostre metropoli
occidentali. Né tanto meno troverete nel DSM4
riferimento all’ “abuso di televisione”. Il
giudizio sociale sull’automobile e sulla
televisione è positivo, e quindi l’abuso di tali
mezzi, per quanto possa essere mostruosamente
folle, viene giudicato psichiatricamente sano.
Non troverete mai in tale manuale una diagnosi
psichiatrica associata al consumismo, visto che
in occidente lo pratichiamo tutti, all’abuso di
tecnologie inutili o superflue, visto ne
facciamo abuso tutti; nonostante tali
comportamenti scriteriati contribuiscano anche
all’inquinamento del nostro pianeta, non
verranno mai bollati come “devianti” o
“patologici” perché sono condivisi dalla
società, e perché garantiscono i profitti
miliardari dei potenti dei nostri tempi.
Il DSM4 è predisposto per la cosiddetta
valutazione multiassiale, cioè un’analisi del
“disturbo psichiatrico” secondo 4 differenti
aspetti (o assi) più un quinto asse che
corrisponde alla “valutazione globale del
funzionamento” (che misurerebbe la condizione
generale legata genericamente allo “star bene”
di una persona).
Di questi 4 assi che servono a una corretta
valutazione della diagnosi due (cioè la metà)
presi da soli dovrebbero portare ben lontano
dallo studio dello psichiatra: si tratta delle
“condizioni mediche generali” e dei “problemi
psicosociali ed ambientali” che servono a
“cogliere la complessità delle situazioni
cliniche, e per descrivere l’eterogenietà degli
individui che presentano la stessa diagnosi” (pag
39).
Quest’ultima frase dimostra come gli psichiatri
facciano fatica a nascondere una scomoda realtà:
sotto la stessa etichetta vengono raccolti casi
umani così differenti fra di loro che la stessa
diagnosi perde ogni valore. Per altro se sto
male vado dal medico di famiglia, e se i miei i
problemi sono causati dalle relazioni sociali e
dall’ambiente che mi circonda le
pillole sintetiche della psichiatria non
possono avere nessun effetto migliorativo (le
parole lo potrebbero, ma non è consuetudine
della maggior parte degli psichiatri “perdere
tempo” con le parole, e ripetere in
continuazione ad un persona che è malata non
l’aiuta granchè). Gli altri due assi sono l’asse
dei “disturbi clinici” e quello dei “disturbi
della personalità, ritardo mentale” (dove il
ritardo mentale, come ammette lo stesso DSM4 a
pag 58, è dovuto per circa il 50% a cause
fisiologiche, come alcolismo della madre, parto
difficile, etc., sulle quali nessuna pillola e
nessun intervento psicologico può mai fare
niente, si può invece predisporre una strategia
educativa specifica, ma questo esula dal campo
psichiatrico).
Riporto qui sotto due esempi di valutazione
multiassiale che si trovano a pagina 47 del DSM4
(ometto l’asse di “valutazione globale del
funzionamento”)
“Esempio 3
ASSE I: disturbo dell’umore dovuto a
ipotiroidismo, con manifestazioni depressive
Asse II: nessuna diagnosi, caratteristiche
istrioniche della personalità
ASSE III: ipotiroidismo – glaucoma ad angolo
chiuso cronico
ASSE IV: nulla
Esempio 4
ASSE I: problema relazionale col partner
Asse II: nessuna diagnosi
ASSE III: nessun disturbo
ASSE IV: disoccupazione”
Dobbiamo dedurre che una persona che ha degli
sbalzi d’umore legati al malfunzionamento della
tiroide va classificata come “malata di mente”
? Che tale aggettiva perdita di tempo può
servire solo a motivare una prescrizione di
psicofarmaci anche a chi ha bisogno di ben
altro, (con grande soddisfazione delle aziende
farmaceutiche) ?
Dobbiamo dedurre che ogni volta che abbiamo un
problema di relazione con la persona che abbiamo
sposato o con cui abbiamo una relazione (specie
se siamo disoccupati) dobbiamo essere
diagnosticati “malati di mente” e correre
in farmacia a prendere una qualche pillola (che
poi una pillola ci aiuti a rimettere in sesto il
nostro rapporto con la tale persona è ovviamente
fuori discussione) ?
Più avanti nel DSM4 viene considerato come
malattia pure un “disturbo mentale” che
tutti prima o poi nella vita siamo costretti ad
affrontare specialmente nei periodi di stress:
l’insonnia.
Ovviamente considerare l’insonnia un “disturbo
psichiatrico” serve a incentivare la vendita
di una delle categorie di farmaci più diffusi al
mondo: i sonniferi.
Il manuale DSM4 è ovviamente troppo vasto perché
lo si possa commentare tutto (le cose dette
finora fanno riferimento alla primissima parte
del libro), per cui salto direttamente
all’Appendice B alla fine del libro, dove si
discutono 20 possibili nuove classificazioni di
malattie (20 malattie di nuova invenzione?): di
esse 5 sono sindromi indotte da neurolettici e
una è indotta da altri farmaci, una conferma
diretta da parte della stessa psichiatria
ufficiale che troppo spesso sono le terapie
farmacologiche a creare la cosiddetta malattia.
Tutto ciò comprova (per l'ennesima volta) che la
psichiatria è una pseudo-scienza fasulla creata
ad arte come strumento di controllo sociale,
essa è un'arma in mano al potere per
eliminare oppositori scomodi, è uno
strumento per creare
docili marionette telecomandate, è un mezzo
per creare ed ingigantire il disagio a livello
del singolo e della società (il 90% degli
episodi di "follia omicida/suicida" ha come
protagonisti persone drogate con psicofarmaci).
In ultimo (ma cosa
non meno importante) la psichiatria è un ottimo
strumento per diffondere
tranquillanti e altre droghe di sintesi che
rintontiscono la popolazione, ed impedire così
che la gente si accorga delle
manovre dei Grandi Criminali, della
costruzione del
Nuovo Ordine Mondiale totalitario e
orwelliano.
Del resto la
psichiatria serve anche a fare sì che l'uomo
dimentichi i poteri della propria mente, la
realtà delle esperienze extrasensoriali e
della telepatia, bollando come "schizofrenico"
chi riesce ad entrare in contatto con altre
realtà e "sente le voci" nella sua testa.
Dicendo questo non voglio ovviamente signficare
che l'esperienza del sentire le voci sia sempre
un'esperienza positiva, ma solo che non può
essere liquidata come un'esperienza orginata
solo da una presunta follia. Per secoli i santi
e gli sciamani che hanno fatto uso consapevole
dei poteri della mente e della coscienza, che
hanno utilizzato il dono della profezia e che
hanno dialogato con le voci che sentivano sono
stati venerati come uomini eccezionali. Forse la
saggezza degli antichi vale molto più
dell'arrogante presunzione della pseudo-scienza
moderna.
Ma tutto ciò sembra
ricollegarsi alle menzogne del nuovo ordine
mondiale: se l'uomo fosse cosciente dei propri
poteri e sapesse come utilizzare l'intuito, la
precognizione, la chiaroveggenza, saprebbe più
facilmente smascherare l'inganno delle élite che
lo dominano, deporre quella cricca di scellerati
e costruire un paradiso in terra.
... e se quest'ultimo
discorso vi sembra folle vi invito (prima di
giudicare) a leggere gli articoli che ho
assemblato su questo sito sulla
nuova scienza. Al più presto inserirò degli
ulteriori articoli con le prove scientifiche
(statisticamente comprovate) della
precognizione, chiaroveggenza, telepatia. Anche
sul Sentire le voci spero di avere il tempo di
scrivere un articolo, nel frattempo rimando al
libro omonimo dell'amico Giuseppe Bucalo
pubblicato per la casa editrice Sicilia punto
L.
By Corrado Penna - 5 Sett. 2008 – Tratto da:
scienzamarcia.blogspot.com
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Circuiti
cerebrali
difettosi
Le neuroscienze stanno scoprendo i difetti nei
circuiti cerebrali che sono all'origine dei
disturbi mentali, costringendo gli psichiatri a
ripensare le cause delle malattie mentali.
Visto che i disturbi mentali non manifestano
danni cerebrali evidenti, per lungo tempo si è
ritenuto che avessero una causa puramente
psicologica. Oggi però le immagini dell'attività
del cervello mostrano che alla base di diversi
disturbi c'è l'attività anomala di reti di
strutture, paragonabili a circuiti elettrici,
coinvolte nei processi mentali.
Quindi per la prima volta si può osservare la
disfunzione fisica che causa i sintomi dei
disturbi mentali. La conoscenza della biologia
dei disturbi mentali chiarirà le cause ultime
del funzionamento anomalo di un circuito,
fornirà metodi per una diagnosi oggettiva.
By Thomas R. Insel
Tratto da: Le Scienze, giugno 2010, n. 502
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ZUFFA fra Psichiatri sulla revisione della
"bibbia" delle Psichiatria, il
DSM
Una disputa
tra eminenti psichiatri è venuta recentemente
alla ribalta della stampa dopo mesi di
borbottio.
L'oggetto della disputa è se la revisione della
Bibbia Psichiatrica Americana, il DSM (Manuale
Diagnostico Statistico dei disturbi mentali)
testo che riporta tutte le possibili malattie
psichiatriche, debba essere fatta apertamente e
nella piena trasparenza in modo che i
professionisti della salute mentale e gli organi
di tutela del pubblico possano eseguire i loro
controlli, oppure se debba essere condotta nel
più stretto segreto.
Uno degli psichiatri, Roberti Spitzer, vuole
trasparenza . Molti altri, incluso il presidente
dell'APA (Associazione Psichiatrica Americana) e
l'incaricato della revisione del testo vogliono
la più assoluta segretezza dei lavori.
Sulla bilancia della zuffa c'è il dibattito se
alcune recenti nuove malattie psichiatriche
decise dalla APA, come il "Disturbo da Apatia",
"il Disturbo Premestruale", "il Distrurbo da
shopping compulsivo", "il Disturbo da astinenza
di Internet" e il "disturbo relazionale",
siano da considerarsi vere malattie
psichiatriche o no.
Potrebbe suonare come un dibattito privo di
interesse; di fatto invece questo testo è
terribilmente importante perché le conseguenze
di questo hanno ripercussioni a largo raggio.
Il DSM, pubblicato dall'APA, contiene tutte le
cosiddette malattie psichiatriche di adulti e
bambini decise come tali dalla associazione, che
coprono tutto il comportamento umano.
Il DSM infatti non è usato solo dagli operatori
del campo della salute mentale ma è usato
ampiamente anche dalle compagnie assicuratrici,
dai giudici, prigioni, case farmaceutiche e
agenzie per il controllo dei farmaci. Dato che
molti paesi, inclusi gli USA, trattano il DSM
come se fosse "La Bibbia", non è una
esagerazione dire che qualsiasi nuova malattia
che l'APA decida di includervi potrebbe creare
grandi effetti nel mondo intero.
Dietro la disputa sulla trasparenza c'è
la grande questione sul fatto se questi
"cosiddetti disturbi" siano malattie
psichiatriche reali o no. Per un grande numero
di esperti l'apatia o lo shopping compulsivo
sono solo sintomi di disagio psicologico
piuttosto che segni di una vera malattia
psichiatrica.
In più è noto da molto tempo che
molti dei
partecipanti ai
lavori di revisione del DSM hanno forti
legami finanziari con
compagnie farmaceutiche; alcuni
critici dicono che l'aggiunta di nuovi disordini
mentali non sia altro che il pretesto di
qualcuno di assicurarsi forti profitti dalla
vendita di
farmaci.
Più si conosce sul modo che usano gli psichiatri
per definire dozzine di nuovi disturbi e più si
apprezza lo sconcerto di Spitzer sul fatto che
la revisione dovrebbe essere fatta in modo
pubblico e non in segreto.
E' noto che durate la stesura del "Manuale
Diagnostico Statistico dei disturbi mentali"
vengono redatte le nuove "scoperte", nuove
malattie psichiatriche per votazione, per alzata
di mano, un metodo che
non mi sembra molto scientifico,
specialmente quando decide del destino di
milioni di persone.
Tratto da:
latimes.com
vedi:
COME la
PSICHIATRIA influenza la MEDICINA
+
PSICOFARMACI ed
uccisioni, stragi, violenza +
Psicofarmaci ai Bambini
+
Psichiatria - Cospirazione contro l'UOMO +
ADHD
+
MEDICI IMPREPARATI
+
PSICO
FARMACI e loro DANNI +
PsicoFarmaci
2 +
PsicoFarmaci
3
+
PsicoFarmaci
+
Elettroshock
+
MEDICI, una
MINACCIA per la SALUTE
? + Terrorismo con i
Farmaci + Medici venditori di
farmaci ?
+
PSICO
FARMACI - Ritalin e similari
+
False diagnosi in
Psichiatria
+
17 milioni di
Bambini utilizzano psicofarmaci !
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COMUNICATO STAMPA -
E' ufficiale: il Ministero dell’Istruzione vieta
i test psicologici
nelle scuole
Con
la circolare n. 4226/P4, il Ministero
dell'Istruzione impone ai Direttori Generali
degli Uffici Scolastici Regionali, inclusi i
Sovrintendenti Scolastici per la Provincia di
Bolzano e di Trento, il divieto di somministrare
i test o questionari relativi allo stato
psichico ed emozionale degli alunni all'interno
delle scuole. A questo proposito la circolare
afferma specificatamente:
“…La diagnosi di
ADHD è
pertanto tutt’altro che semplice, anche in virtù
del conseguente possibile ricorso a terapia
farmacologia, e comunque non può essere
effettuata attraverso le somministrazioni
all’interno delle scuole di test o di
questionari relativi allo stato psichico ed
emozionale degli alunni.”
Inoltre, in relazione ai corsi e conferenze su
questi temi, la circolare precisa: “Pervengono
segnalazioni, anche attraverso atti parlamentari,
relative alla organizzazione di corsi rivolti a
genitori e insegnanti finalizzati a propagandare
l’uso di prodotti psicoattivi nei casi di
bambini affetti da disturbi del comportamento e
dell’apprendimento (sindrome
ADHD). … Alla
luce di quanto sopra espresso, si pregano le
S.S.L.L. di voler dare istruzioni alle
istituzioni scolastiche di competenza affinché
eventuali analoghi episodi siano immediatamente
portati all’attenzione degli U.S.R. di
competenza e successivamente segnalati alla
scrivente Direzione Generale.”
Il
Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani
desidera ringraziare e manifestare la propria
soddisfazione per questa presa di posizione del
Ministero che ha deciso di tutelare i nostri
bambini, consapevole della pericolosità insita
in questi test e, indirettamente, anche dall'uso
e abuso di psicofarmaci.
Ben consapevoli dell'esistenza di forti
pressioni per continuare quest'attività di
screening all'interno delle scuole, il nostro
Comitato, insieme a tutti coloro che si sono
uniti in questa battaglia, continuerà a vigilare
e denuncerà ogni situazione anomala che
contrasti con le direttive della circolare.
By Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani –
Onlus - email
info@ccdu.org
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