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INDICE Prodotti Naturali e
FITOTERAPICI e NON, in Ordine
Alfabetico
(non ancora in vendita Online)
(fiori, piante, cereali, verdure,
frutti, bulbi, steli, radici,
estratti,
macerati, pastigliati, incapsulati,
in ovuli, in polvere, ecc.) |
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A |
B |
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C |
D - F |
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G - K |
L - M |
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N -O- P |
Q - S |
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T - Z |
Acqua
Basica
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Ascorbato
di Potassio |
Biotina.
Arginina,
Coenzima Q10
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Hidraderm |
Carenze
di Magnesio
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Cloruro
di Magnesio |
Fermenti
Lattici,
Oligoelementi
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Gelatina
Reale |
Fior
di Zolfo
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Magnesio
e Zinco |
CoEnzima
Q10
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Cure
Naturali |
NASTURZIO
(Nasturtium Officinale)
Crescione d'acqua, famiglia delle Crucifere
Si utilizzano
varie parti dell'intera pianta, che differiscono a seconda del paese e della
cultura. Originario dei Paesi dell'America Centrale e Meridionale, il Nasturzio
raggiunse il nostro Continente insieme a tanti altri prodotti tipici di quei
Paesi come il tabacco, il cotone, ecc. Inizialmente in Europa fu coltivato come
ortaggio e quindi comunemente utilizzato anche in cucina.
Buone
proprietà mucolitiche e antibiotiche: (30g di fiori/foglie in 1 lt 'd'acqua 1 tazza
ogni 4 ore);
Utile in: infezioni renali, calcoli alla vescica, aumenta la
diuresi, malattie cardiache; Diminuisce il dolore durante il parto.
NESPOLA (Mespilus germanica, Rosacee) Frutto, foglie, radice
Contiene: materie azotate, grasse, estrattive, cellulosa, ceneri, tannino,
mucillagine, acidi citrico, tartarico, malico; vitamine B e C.
Proprietà: diuretico, tonico e regolatore intestinale; utile nelle enteriti,
diarree, dissenterie.
NIAOULI
(Melaleuca viridiflora, Mirtacea)
Essenza distillata a vapore dalle folgie fresche dellalbero. Proprietà:
Balsamiche, antisettiche, analgesiche, vermifughe, anticatarrali.
Utile in: Tossi, asma, bronchiti, riniti, sinusiti, otiti, enteriti, coliti,
dissenteria, parassiti intestinali, tubercolosi ossea, infezioni urinarie.
NOCE (Fuglans regia,
Fuglandacee)
Il noce (Juglans regia L.) è una pianta
originaria dell'Asia (pendici dell'Himalaya), introdotta
in Europa in epoca antichissima per i suoi frutti eduli.
Il tronco può raggiungere i 20 m di altezza e le foglie
sono pennato-composte. Il frutto, la noce, è una drupa
costituita da un seme (gheriglio), stretto tra due gusci
legnosi (endocarpo) avvolti dal mallo. La noce
tradizionalmente è simbolo di fortuna. I romani facevano
piovere noci sugli sposi, usanza ancor viva a Modica
(Sicilia) fino agli inizi del XX sec. In Belgio le
ragazze erano solite mescolare noci piene a noci vuote:
chi pescava una noce piena si sarebbe ben presto
sposata. Esistono anche varietà tropicali.
Diffusa in tutto il mondo, in Italia la coltura della
noce da frutto, in genere promiscua, ha una certa
rilevanza solo in Campania.
Il noce può essere coltivato anche per la produzione di
legno o per entrambi gli scopi. Il noce è un albero
vigoroso, caratterizzato da tronco solido, alto,
diritto, portamento maestoso; presenta radice robusta e
fittonante.
Le foglie sono caduche, composte, alterne (formate da
5-7-9 e, più raramente, 11 foglioline).
È una pianta monoica in cui i fiori maschili sono
riuniti in amenti penduli, lunghi 10-15 cm, con numerosi
stami, che appaiono sui rami dell'anno precedente prima
della comparsa delle foglie.
Il noce viene propagato sia per seme che per innesto,
così come tutte le specie a frutto secco.
Arricchire la dieta
mediterranea con piccole quantità di noci può
migliorare la funzionalità dei vasi sanguigni nei
soggetti con ipercolesterolemia. Si tratta del risultato
di uno studio condotto presso un istituto di ricerca di
Barcellona (Institut d’Investigacions Biomèdiques August
Pi i Sunyer) che fornisce utili dettagli per spiegare
l’effetto benefico delle noci sui livelli di colesterolo
e quindi sulle cardiopatie. Se ne parla su Circulation.
Nello studio appare evidente non è questo o quel
componente della noce a funzionare ma il loro insieme.
Alcune analisi abbastanza recenti dei dati ottenuti
dall'Adventist Health Study hanno mostrato una
importante correlazione tra il consumo di noci e di pane
integrale e la riduzione del rischio di CHD (Coronary
Heart Disease NdT). Questi dati hanno costituito
il tema di una pubblicazione del Dr. Fraser e
collaboratori nel numero del luglio 1992 della rivista
Archives of Internal Medicine. Alla comparsa di questi
dati ha fatto seguito un notevole interesse da parte di
televisione e giornali.
I risultati più importanti di questa parte dell'intero
studio mostrano che il consumo di noci riduce il rischio
di patologie coronariche fatali e non fatali.
Particolarmente ricca in grassi (soprattutto in acidi
grassi polinsaturi) e di conseguenza con elevato apporto
in calorie; buono è il contenuto in proteine e in fibra,
solubile e insolubile, ed in tannini. Molto ricca in
minerali soprattutto K, P, Mg, Ca. Abbondanti i
tocoferoli.L'olio che se ne estrae, il mallo e le foglie
sono molto utilizzate sia in cosmesi che in
erboristeria.
La parte commestibile della noce viene comunemente
chiamato gheriglio, dal sapore gradevole e delicato. La
pellicola che riveste il gheriglio è di sapore amaro,
quindi viene eliminata immergendolo in acqua bollente
per alcuni minuti e strofinandolo con un panno umido. La
noce, per il suo scarso contenuto d’acqua è un frutto
molto calorico, ma soprattutto ricco di grassi.
E il frutto che contiene più calorie, rame, zinco ed inoltre magnesio,
potassio, fosforo, zolfo, ferro, calcio; vitamine A, B, C, P.
Utile in: Diarree, parassitosi intestinali, dermatosi, sifilide, tubercolosi, ai
diabetici, lassativo, vermifugo, favorisce il drenaggio linfatico e cutaneo.
NOCE di COCCO
(Cocos nucifera, Palme)
Questo frutto, oltre a essere un eccezionale
concentrato energetico, e' anche protagonista di antichi
rituali nel suo paese d'origine: l'India.
Il cocco si trova
nelle palme. Ogni palma produce tra le cinque e le dieci
noci, ognuna delle quali arriva a pesare fino a due
chili. Se si spacca il loro guscio si trova un grosso
seme, la cui polpa bianca e carnosa, è proprio la noce
che mangiamo.
Nel seme si trova anche un succo, il "latte di cocco",
dal sapore dolce molto dissetante ideale per il forte
caldo estivo.
I fiori hanno proprieta' astringenti e il loro succo
viene prescritto nella gonorrea. La radice viene usata
come diuretico, nei disturbi epatici e nella dissenteria
e sempre in India per ottenere una pelle soffice e
mantenere neri e vellutati i capelli le donne usano
massaggiarsi con l'olio di cocco.
Frutto completo, si consuma anche il suo latte, in olio ed in burro di
cocco, il tutto molto assimilabile.
Essa e' ricca di
potassio ed e' per questo il frutto estivo ideale per
reintegrare i sali minerali persi; e' inoltre ricca di
proteine e di grassi. Il latte al suo interno e' molto
dolce, ricco di zuccheri, sali minerali e vitamine (in
particolare B e C); e' quindi utile nel trattamento dei
disturbi urinari, di costipazione, nervosismo e
debolezza generale. La noce di cocco e' molto nutriente,
ottima se si vuole aumentare di peso e se si e'
debilitati, ma poco indicata per chi vuole invece
dimagrire e deve sottoporsi ad una dieta povera di
grassi: 100 g. di prodotto, infatti, forniscono ben 360
calorie.
Grazie all'elevato contenuto di sali minerali,
oligoelementi, aminoacidi e sostanze vitali secondarie,
l'acqua o latte di noce di cocco verde favorisce la
salute e il benessere con un effetto disintossicante,
depurativo e deacidificante su tutto il corpo.
La sua assunzione regolare per 2/3 settimane, 2 volte al
giorno, riattiva il metabolismo naturale.
L'effetto benefico di questa bevanda è molto apprezzato
nella terapia
ayurvedica per le sue proprietà antinfiammatorie,
lenitive della febbre, dei disturbi renali e circolatori
nonché delle malattie urinarie e intestinali.
NOCE MOSCATA (Miristica fragrans, Miristicacea) Polvere
Proprietà: Digestive, aromatiche, toglie la diarrea, la dissenteria e le coliche
intestinali; produce feci ben formate, antisettiche, carminative, stimolante cerebrale e
circolatorio.
Utile in: Diarree, digestioni difficili, infiammazioni intestinali, astenie,
litiasi biliare, mestrui insufficienti.
NOCCIOLA (Corylus avellana,
Betullacee)
La nocciola fra tutti i frutti oleosi è quello che contiene più materie grasse ed
azotate; fosforo, magnesio, potassio, calcio, zolfo, ferro, sodio, rame; vitamine A, B.
Proprietà: Nutrienti, energetiche, vermifugo. Utile nelle convalescenze, crescita,
senescenza, gravidanza, studio, sport e super lavoro, coliche nefritiche, tenia (in olio 1
cucchiaio al dì x 15 giorni), tubercolosi, consigliata ai diabetici.
NOCI e SEMI Contengono
oli essenziali importanti e proteine, vedi le singole tipologia
NONI Tahiti
(Morinda citrifolia)
Succo derivante da un frutto tropicale delle isole polinesiane conosciuto come
noni, nonu; utilizzato da più di 2000 anni dalle popolazioni
locali. Utile in: cancro, ipertensione, affaticamento, glicemia bassa od alta, mestruo non
regolare, gola
infiammata,
raffreddore,
diarrea ed altro.
Monrinda citrifolia e
Cancro
Abstract:
Morinda citrifolia (Noni) has been extensively used in
folk medicine by Polynesians for over 2,000 years. It
has been reported to have broad therapeutic effects,
including anticancer activity, in both clinical practice
and laboratory animal models.
The mechanism for these effects remains unknown. The
hypothesis that Morinda citrifolia possesses a cancer
preventive effect at the initiation stage of
carcinogenesis was studied. Our preliminary data
indicated that 10% Tahitian Noni Liquid Dietary
Supplement or Tahitian Noni Juice (TNJ), made from
Morinda citrifolia fruit by Morinda Inc, in drinking
water for one week was able to prevent DMBA-DNA adduct
formation. The levels of DMBA-DNA adducts were reduced
by 30% in the heart, 41% in the lung, 42% in the liver,
and 80% in the kidney of female SD rats. Even more
dramatic results were obtained in male C57 BL-6 mice:
10% TNJ was able to reduce DMBA-DNA adduct formation by
60% in the heart, 50% in the lung, 70% in the liver, and
90% in the kidney. In order to explore the mechanism of
this preventive effect, the antioxidant activity of TNJ
was examined in vitro by lipid hydroperoxide (LPO) and
tetrazolium nitroblue (TNB) assays. In the LPO assay,
LPO oxidizes leucomethylene blue to methylene blue in
the presence of hemoglobin. The resultant blue color was
quantified at 660 nm spectrophotometrically.
In the TNB assay, superoxide anion radicals (SAR) reduce
TNB into formazan blue that was also measured by
absorption at 602 nm. TNJ showed a dose-dependent
inhibition of both LPO and SAR in our system. The
antioxidant activity of TNJ was compared to the effects
of vitamin C, grape seed powder (GSP), and pycnogenol (PYC)
at the daily dose per serving level recommended by
U.S.RDAs or manufacturers. The results suggest that
prevention of carcinogen-DNA adduct formation and the
antioxidant activity of TNJ may contribute to the
cancer preventive effect of Morinda citrifolia.
Tratto da Publimed
OLI Prodotti liquidi
di varia natura, untuosi, viscosi, insolubili in acqua usati come alimenti, lubrificanti o
medicamenti, a seconda della composizione.
Molti frutti e semi di diverse piante forniscono per pressione un olio vegetale.
Lolio essenziale non va confuso con questi oli, in quanto esso non è un
corpo grasso come gli altri; in questi oli si possono far macerare radici, erbe o fiori
essiccati, per ottenere oli medicinali.
Questi oli possono venire somministrati per via orale, altri per frizioni cutanee.
A queste tecniche degli oli, si collegano TUTTE le cerimonie religiose iniziatiche
di unzione.
Sulla testa in alto, nel centro ove se si preme si sente un leggero dolore, vi è
un importante punto energetico conosciuto fin dallantichità; è su quel punto che
si doveva spandere lolio, in genere di oliva e li vi si imponevano le mani.
Questa operazione di unzione facilita il passaggio ed accelera certi processi
energetici sottoposti alle leggi della fluidodinamica e dellelettro diamagnetismo
umano, sopra tutto se preparati da qualche giorno di digiuno, prima della loro
applicazione.
Olio di semi di Girasole,
spremuto a freddo, preso al mattino a digiuno nella ragione di 1 cucchiaio (per i bambini
metà dose), per il suo alto contenuto di vitamina F è particolarmente indicato per la
ricostruzione della parete della mucosa intestinale.
Olio di Sesamo è altrettanto
utile per aprire le valvole cellulari e riordinare il loro potenziale di
transmembrana.
Olio di
Oliva extra vergine, se pressato a freddo, si presta anche se non contiene
vitamina F, date sue altre particolari proprietà ad essere utilizzato anche al mattino a
digiuno, per via orale, nella dose di 1 cucchiaino da tè.
Oltre allolio di oliva, altri oli presentano notevoli proprietà
terapeutiche, fra i tanti ricordiamo:
Olio di fegato di Merluzzo tanto
caro ai nostri nonni; fare una cura di 15 giorni sarà molto utile in autunno, primavera e
nei casi di depressione, ansie, stress, ecc.; luso di 1 cucchiaino al mattino a
digiuno per i bimbi; per gli adulti la dose può essere aumentata fino ad 1cucchiaio.
Olio di Salmone:
Unalimentazione
ricca di acidi grassi omega3 contribuisce a diminuire i livelli di colesterolo totale e di
trigliceridi presenti nel sangue e a favorire la naturale resistenza alle infiammazioni e
alle aggressioni da allergeni esterni. Lolio di salmone, è una delle fonti naturali
più ricche di acidi grassi omega3 (EPA e DHA).
Ottimi preparati a base di oli si trovano in commercio per lutilizzo al posto
degli shampoo per i capelli, gli attuali prodotti dell'industria bruciano e distruggono il
cuoio capelluto e di conseguenza i capelli, sostituiteli con questi nuovi prodotti a base
di oli detergenti
OLIGOELEMENTI vedi
Minerali
OLMO (Ulmus Fulva)
Olma, Elber
E' un albero che può
raggiungere i 20-30 metri di altezza, con chioma densa e
irregolare, tronco diritto molto ramificato, soprattutto
in alto. Il tronco, che supera facilmente il metro di
diametro, ha raggiunto in esemplari secolari, come
quello vissuto in Francia dal 1200 fino al secolo
scorso, i 9 metri. Alla base del tronco spesso ci sono
dei
polloni. La
corteccia, di colore grigio-bruno, è molto
suberificata
e screpolata
verticalmente. I rami giovani sono coperti da peli che
perdono già nel secondo anno di vita diventando suberosi.
E' un albero molto longevo, infatti può superare i 600
anni di vita.
Ottimo per rimuovere il muco dallorganismo (stomaco, intestino, polmoni).
OLIVA
(Olea Europaea Oleacee) Foglie e
frutto
L'oliva (o uliva) è il frutto a drupa dell'olivo
-
Le foglie per gli infusi, l'olio per le ustioni, il frutto per alimento anche
curativo.
L'oliva assunta come frutto, serve per migliorare
e/o eliminare l'eccesso di sudorazione: Da 20 fino a 40
olive mature al giorno, il sudore si riduce moltissimo e
si elimina anche il cattivo odore del sudore.Stimolante
di reni e fegato, pancreas, intestino ecc., ricca di
omega 3 omega 6
L'importanza prevalente delle olive è certamente legata
alla produzione dell'olio di oliva, impiegato dall'uomo
fin dall'antichità a scopo alimentare. Le olive vengono
anche consumate come alimento a sé, conservate sott'olio
o in salamoia. Sono un frutto molto ricco di grassi
vegetali e di sale e per queste ragioni non sono adatte
a chi segue un regime dietetico dimagrante e agli
ipertesi.
Vi sono circa 500 varieta’ di olive, ma in Italia
le varietà più diffuse e apprezzate dai consumatori sono
le olive Taggiasche (Liguria), le olive di Cerignola
(Puglia) e le olive Coratine (Puglia).
Olive Taggiasche: possono essere consumate intere
e/o conservate in salamoia; sono di piccole dimensioni
ma molto saporite e sono un prodotto la cui lavorazione
è effettuata utilizzando tecniche tradizionali molto
antiche. Con queste olive viene anche prodotta una salsa
molto appetitosa, il paté d'olive.
Olive di Cerignola: dette anche Belle di
Cerignola, sono diffuse soprattutto nella zona
meridionale della provincia di Foggia. La coltivazione
di queste olive dovrebbe essere stata introdotta attorno
al 1400 dalla Spagna. Possono essere sia verdi sia nere
e hanno una polpa molto consistente; il peso del singolo
frutto varia dagli 11 ai 18 grammi.
Olive Coratine: prendono il loro nome dal comune
di Corato (Bari), ma la loro origine, molto antica, è
sconosciuta. Sono coltivate nelle province di Bari e
Foggia ma anche in altre zone fuori della Puglia. Queste
olive sono particolarmente ricche di sostanze
antiossidanti (i polifenoli).
Sono allungate, leggermente asimmetriche e arrivano a
pesare attorno ai 4 grammi.
Come inserirle nella dieta - In modo molto semplice:
scegliendo quelle ipocaloriche. A seconda della varietà
e del modo di conservazione, il contenuto calorico delle
olive in commercio è molto variabile: si va dalle 150
kcal alle 300 kcal/100 g.
Non resta che leggere l'etichetta nutrizionale del
prodotto e scegliere quelle meno caloriche.
Contiene: Magnesio, fosforo, calcio, ferro, rame, zolfo, potassio, cloro,
manganese; vitamine A, C, ecc.
Proprietà: Lassative, diuretiche e nutrienti. Utile in: Stipsi, insufficienza
epatica, anemia, ascessi, foruncoli, eczemi, dermatosi, screpolature, algie
diverse, rachitismo, piorrea, caduta dei capelli.
Regolatore della pressione renale, da arteriosclerosi e da menopausa; buon
ipotensivo. Discreto diuretico, abbassa il tono degli acidi urici nel sangue.
Stimolante della secrezione biliare ed ha un’azione anti tossica.
Utile nelle coliche renali ed in quelle epatiche. Contro la stitichezza e nelle
affezioni dell’intestino e dello stomaco.
Foglie: vanno
raccolte
in primavera e solo quelle nuove che sono ottime per la preparazione di tisane e
decotti per ridurre la pressione arteriosa e il tasso glicemico del sangue.
Utili per diabetici e chi soffre di angina.
Foglie e scorza, hanno proprietà
astringenti, conferiscono elasticità ai tessuti e favoriscono la coagulazione
del sangue.
Frutti:
Aristeo, figlio di Apollo e della ninfa Cirene, riferiscono Virgilio (Georgiche, libro IV) e Poliziano
(Orfeo, libro I), ha tramandato l’arte dell’apicoltura, quella di fare il
formaggio e l’olio.
“Le olive fresche vengono ridotte in
poltiglia mediante molazze verticali a rullo; successivamente la poltiglia,
posta in gabbie di fibre vegetali, è spremuta sotto torchi. Da una prima
spremitura moderata si ottiene la qualità più fine di olio (olio vergine); i
residui vengono sottoposti ad una seconda pressione più forte.
Ciò che rimane si chiama sansa e contiene
ancora l’8 -10% di olio che si estrae mediante solventi”.
“Da una stessa oliva, si ricavano succhi diversi, il primo dei quali è
fornito dall’oliva verde quando ancora non è iniziato il processo di
maturazione: questo è l’olio dal sapore più gradevole; ed ancora di quest’
olio la prima spremitura è la più fine. Quanto più l’oliva è matura
-continua il Maestro latino - tanto più il succo è denso e meno piacevole al
gusto”.
Anticamente esisteva una regola che ancora oggi, viene rispettata: “l’oliva
non va strappata ma raccolta e l’albero non va percosso” - “le olive ad
essere raccolte per prima, a partire dall’autunno”, per difetto di
coltivazione e non della natura sono la poesia, la più ricca di polpa, poi
l’orchite, la più fornita d’olio, infine il radio.
I popoli antichi ritenevano l’olio di oliva sacro per le proprietà nelle più
svariate applicazioni: come alimento, medicamento, fonte di luce, ungevano anche
le fiancate delle navi perché riduceva l’impatto delle onde. Veniva
utilizzato anche come merce di scambio.
Ippocrate di Cos, medico greco nato
a Cos nel 460 circa, morto a Larissa nel 337 a.C. ha tramandato il suo
insegnamento in Corpus Hippocratium
(72 libri che sono stati considerati
trattati fondamentali per le scuole di medicina), consigliava l’olio
per curare i malati di mente e suggeriva impacchi di olive come terapia delle
ulcere. Un cucchiaio di olio di oliva è purgativo, sbattuto e frizionato sulla
testa fa acquistare lucentezza ai capelli e rinforza il cuoio capelluto; oppure
viene utilizzato per estrarre le spine entrate nella pelle.
E’ riconosciuto come olio diuretico, ma è utilissimo anche nei casi di
ipertensione e palpitazioni cardiache. Agisce sul cuore e può essere utilizzato
anche come calmante e sedativo.
In laboratori scientifici è stata dimostrata la sua valida azione sul
colesterolo. In medicina naturale a
dosi adatte, è indicato per: ipertensioni, malattie cardiovascolari, diabete,
disturbi della micro-circolazione. Si consiglia l’olio d’oliva anche nella
dieta della prima infanzia per il contenuto di acido linaleico, Nella dieta
dimagrante e/o disintossicante aiuta l’organismo ad eliminare i depositi di
grasso in eccesso a carico dei reni e del fegato.
Le foglie vengono utilizzate nella cura
delle infezioni ginecologiche e a tale scopo si lasciano macerare per otto
giorni. Le capsule di foglie d’olivo abbassano il colesterolo cattivo (LDL) e
aumentano il colesterolo buono (HDL). La loro utilizzazione permette di
prevenire l’aterosclerosi e relative complicazioni; 2 o 3 capsule mattina e
sera in cure prolungate, con un gran bicchiere d’acqua prima dei pasti.
L'olivo è davvero anche
pianta medicinale in quanto già l'olio di oliva ha
dimostrato di contribuire a ridurre i valori della
pressione arteriosa, di svolgere un'attività anti
infiammatoria sinergica agli omega 3 dell'olio di pesce,
nel ridurre i sintomi della artrite reumatoide ed i suoi
polifenoli hanno mostrato un'interessante attviità
antimicrobica contro certi batteri che possono
colonizzare il piloro.
ORIGANO (Origanum
Vulgare L.) Sommità fiorite
Proprietà: Aperitive, Digestive, tonico, stomachiche, carminative, espettoranti, antisettico.
Utile in: Inappetenza, atonia gastrica, aerofagia, bronchiti, tosse, asma,
stimolante del sistema nervoso, utile nelle flatulenze, inappetenze, anemia, stanchezza
fisica; regolarizza e favorisce le mestruazioni. Rende i cibi più indigesti perché
aumenta la funzione gastrica.
Si e' scoperto che l'olio estratto dal comune origano che usiamo in cucina
riduce le infezioni provocate dai batteri con la stessa efficacia degli
antibiotici più usati.
Si e' sperimentato sia l'olio estratto che i componenti prevalenti di questo.
L'esperimento e' stato fatto in culture cellulari ed in animali contro ceppi del
batterio Staphylococcus.
La ricerca e' stata eseguita paragonando i risultati con quelli ottenuti con
antibiotici quali streptomicina, penicillina e vancomicina.
Anche a basse dosi l'olio di origano e' efficiente come gli antibiotici.
Nei topi si e' inoltre visto che l'origano e' piu' efficace dei vari antibiotici
presi separatamente,suggerendo che questo contenga piu' componenti
antibatteriche.
Questi risultati preliminari esposti ad un congresso americano (Meeting of the
American College of Nutrition Ottobre 2001) hanno destato molto interesse.
Drug
discovery today n.24,Dicembre 2001
- timo e
origano in oli essenziali: sono tra gli oli più
potenti e più ad ampio spettro d'azione (con azione
antibatterica, antimicotica, antivirale,
antiparassitaria).
Il loro uso in microdose non ha mai dato alcun tipo di
effetto secondario né sgradevole (ovviamente se un
soggetto è allergico a una sostanza, lo sarà anche alla
forma in microdose).
Timo e origano danno ottimi risultati nella cura di
vaginiti micotiche, affezioni alle vie respiratorie
alte, tosse,
raffreddore, sinusiti,
parassitosi,
candida,
meteorismo e sindromi fermentative del colon.
Uso esterno: Cellulite, reumatismi, infiammazioni alla pelle.
ORTICA (Urtica
dioitica L.) Pianta
L'ortica fa bene: viene utilizzata contro
l'anemia, come tonico, contro i reumatismi, per il
benessere della pelle e dei capelli.
Migliore degli spinaci è un ottimo depuratore del sangue, disintossica il fegato,
utile per i diabetici, diuretica favorisce leliminazione degli acidi urici, stimola
la secrezione pancreatica, utile nella gotta, nei reumatismi, artrite e nella renella.
Ortica
reale: (Galeopsis Dubia Leers), indicata nella cura dei catarri
bronchiali (25gr. in 1 lt. di acqua, 1-2 tazze al di) decongestiona i
bronchi ed allevia la tosse.
Infuso: 50 gr.
di foglie fresche in un litro di acqua bollente per 10
minuti In genere viene consigliato di venderne 1 litro
al dì.
Decotto con erba fresca: 30 g di ortica fresca in mezzo
litro d’acqua fredda,, bollire per 10 minuti, filtrare e
bere caldo o freddo.
Azione antianemica lieve ed ipoglicemizzante,
antidiabetico,
astringente, depurativo,diuretico, emostatico,
anticolesterolo, Utile
in: artrite, reumatismi,
enteriti,
epatopatie, catarro e muco, insufficiaenza cardiaca,
stanchezza, renella,
emorroidi, sciatica, tendiniti, bruciature, distorsioni. Fortifica la crescita e lorganismo. Tonico nei convalescenti, vecchi e negli
anemici. Utile in tutte le affezioni cutanee.
Obesità: 3 tazze al
giorno di infuso o 4 cucchiaini al giorno di tintura,
polvere d’ortica spolverizzata sui cibi.
Stress fisico e psichico: decotto d’ortica fresca 3
tazze al giorno, un bicchiere di succo a digiuno tutte
le mattine.
L’ortica è assolutamente ideale per le “grandi pulizie
del corpo” quelle primaverili.
Scioglie i depositi, riduce l’iperacidificazione,
elimina dal corpo i prodotti inutili del metabolismo,
pulisce l’intestino, attiva le difese immunitarie,
pulisce a fondo i reni e lava via tutto l'organismo.
ORZO (Hordeum
vulgare L.) Originario del Medio ed Estremo Oriente. Contiene: acqua 13%, proteine 9,5%,
amido di granuli lenticolari, zuccheri 71,5%, grassi 1,5%, cellulosa 3%, maltina, ordeina,
ceneri 1,8%, calcio, magnesio, potassio, sodio, ferro, oligo elementi come il rame,
manganese, zinco, fosforo e zolfo; nella sua crusca si trova anche il fluoro, Vitamina B1,
B6, C, E, acido pantotenico e folico, colina, inositolo.
Molto utile per i bambini la pappa di orzo ed avena.
Proprietà: Emoliente e leggero lassativo, rinfrescante dello stomaco e
dellintestino, aiuta nella peristalsi intestinale, tonico nervino e cardiaco,
ricostituente, digestivo, rinfrescante, antidiarroico;
Utile in: affezioni polmonari, epatismo, enteriti, diarree, dissenterie, forme
tifoidee, malattie infiammatorie alle vie urinarie, ipotensione, stati febbrili.
Il malto di orzo (da 1 a 5 cucchiai al dì) è utile nei disturbi cronici acuti e
cronici, dellapparato digerente e per quelli dei celiaci ed in alcune forme di
anemia, diabete, foruncolosi. Lestratto di malto, calma i nervi; il decotto di orzo
rimuove in 2 ore il catarro degli anziani. Lacqua della bollitura dellorzo
(tisana) con miele è utile nella stitichezza anche dei bambini. Si possono fare anche dei
gargarismi e dei cataplasmi di orzo decorticato sfarinato per le affezioni alle vie
respiratorie.
L'Orzo e' un calmante e rinfrescante delle infiammazioni intestinali; scioglie i depositi di
feci nelle anse intestinali, e quelli dei grassi animali. Per questi fatti
tonifica l’organismo in generale. Molto utile per depurare il tubo digerente.
Tostare a secco per i minuti necessari per ottenere un delicato aroma di
tostatura. Alla fine versare 1 litro di acqua bollente, bollire per 10 minuti a
fuoco basso, coperto. Filtrare e bere, come
si vuole, durante la giornata. E’ possibile
fare lo stesso decotto con l’orzo ed ottenere gli stessi risultati.
QUERCIA (Quercus
robur) Pianta e foglie
Azione emostatica forte, astringenti (tannino), ottimo febbrifugo, tonico nei casi
di anemia ed astenia, anticolitico, utile nel rachitismo infantile.
Gli estratti di corteccia di quercia vengono
largamente usati per il loro potere decongestionante
nelle varici emorroidarie
Decotto di corteccia da applicare sui vasi emorroidari o
con garze in caso di epistassi: perdita di sangue dal
naso.
PANE
INTEGRALE
.
Esso apporta un contributo di fibre, minerali e
vitamine superiore a quella del pane bianco: possiamo
dunque affermare che il pane integrale è il pane
migliore dal punto di vista nutrizionale.
Si può dire, invece,
che il pane integrale è un alimento pressoché completo.
Nel pane bianco non si trovano sufficienti quantità di
minerali, fibre e vitamine, mentre nel caso del pane
integrale le fibre sono essenzialmente insolubili e i
minerali sono di difficile assimilazione (salvo quello a
lievitazione naturale).
"Non è
necessario essere esperti di
alimentazione o assaggiatori
professionisti per notare la grande
differenza esistente tra un pane di
fattura artigianale e quello prodotto
nei grandi forni industriali. È come se
la semplicità della preparazione - in
fondo non si tratta che di un impasto di
acqua e farina - sfugga ai sempre più
sofisticati processi di produzione oggi
adottati dall’industria agroalimentare.
A far perdere al pane la sua originaria
bontà concorrono l’impiego di additivi
per favorire la lievitazione, il
regolare ricorso alla degerminazione
(eliminazione del germe di grano, la
parte più ricca del chicco ma anche la
più deperibile a causa dell’elevato
contenuto di acidi grassi) e l’eccessiva
raffinazione delle farine. Il risultato
è un pane apparentemente più leggero e
digeribile rispetto a quello integrale
ma sicuramente meno ricco di vitamine
(soprattutto C, B1 e B2), sali minerali
(calcio, magnesio, fosforo e ferro),
fibra, acidi grassi essenziali,
proteine, e soprattutto di gusto e
sapore.
Questo non
vuol dire che il pane integrale sia
sempre sinonimo di elevata qualità. Gran
parte di quello venduto come tale viene
ottenuto con farine prima degerminate e
raffinate e poi arricchite con crusca.
La ragione di questa sorta di frode è
molto semplice. Da oltre un secolo la
quasi totalità degli impianti di
molitura sono progettati per ottenere
farine “sbiancate” per cui, anziché
modificare i molini, diventa molto più
semplice e conveniente aggiungere crusca
alla farina bianca. La conseguenza di
questa prassi purtroppo ormai ben
consolidata, è che se da una parte la
crusca aggiunta alla farina sbiancata
assicura un buon contenuto di fibra
alimentare, dall’altra non è sufficiente
a restituire al pane l’integrità
nutrizionale del frumento intero.
Ma non è
tutto. Insieme al minor grado di
abburattamento della farina, un pane di
qualità si riconosce anche per la natura
della lievitazione. Com’è noto la crusca
è ricca di acido fitico, la cui
principale caratteristica è la capacità
di legarsi ai sali minerali (calcio,
ferro, magnesio e zinco) e alle proteine
formando complessi non assimilabili per
il nostro organismo. Quando invece del
lievito di birra si impiega la pastella
acida (il cosiddetto “lievito
naturale”), l’azione complessante
dell’acido fitico viene neutralizzata da
specifici enzimi (fitasi) con il
risultato di ottenere un pane più
nutriente e digeribile. Perciò è solo
ricorrendo alla lievitazione naturale
che è possibile ottenere un pane in
grado di conservare a lungo la sua
morbidezza e fragranza e nello stesso
tempo assicurare al nostro organismo il
ricco potenziale nutritivo dei cereali.
Uno dei tratti distintivi del pane
preparato con farine macinate a pietra e
con lievitazione naturale è la capacità
di conservare a lungo la sua fragranza e
morbidezza, rimanendo commestibile per
almeno una settimana. Un altro vantaggio
è dato dalla macinazione a pietra delle
farine con la conseguente ridotta
assimilazione dell’amido e dunque un
valore calorico tanto più basso quanto
minore è il grado di raffinazione.
Oltre al
sistema di molitura e di lievitazione,
la qualità di un pane dipende anche dal
metodo di coltivazione adottato per la
produzione del grano. Soprattutto nel
caso del pane integrale è importante
accertarsi della provenienza della
farina, poiché se è vero che i
rivestimenti esterni della cariosside di
grano, la cosiddetta crusca, sono
particolarmente ricchi di principi
nutritivi è altrettanto vero che essi
costituiscono un luogo d’accumulo
privilegiato per eventuali residui di
pesticidi. Ecco perché, soprattutto
quando si è soliti mangiare integrale, è
consigliabile preferire pane ottenuto
con farine provenienti da coltivazioni
biologiche controllate, oggi in vendita
non solo nei negozi di alimenti naturali
ma anche in alcune catene di
supermercati.
Per farlo in
casa
La prima operazione è preparare il
lievito naturale, cosa che si può fare
in casa senza grandi difficoltà a
partire da farina e acqua. Rinnovata
periodicamente, almeno una volta alla
settimana, la “pastella acida” può
essere riutilizzata all'infinito in
sostituzione del lievito di birra per
preparare pane, pizze e dolci. Ecco come
si fa.
In una terrina versate 100 g di farina
di grano tenero (potete utilizzare
secondo i vostri gusti solo farina
integrale o un miscuglio al 50% di
farina “0” e farina integrale) e una
quantità analoga di acqua tiepida, in
cui avrete sciolto un cucchiaino di
miele. Mescolate ben bene fino a
ottenere una pastella omogenea che si
lascerà riposare per 48 ore, in un
ambiente moderatamente caldo (15-20
gradi), ricoperta con un canovaccio
pulito e umido. Trascorso questo periodo
di tempo si aggiungeranno all'impasto
3-4 cucchiai d'acqua tiepida e una
quantità di farina sufficiente per
ottenere, alla fine della lavorazione,
una pagnottina abbastanza tenace da non
attaccarsi alle dita. Quindi si fa
lievitare per altre 48 ore, lasciando la
pastella sempre ricoperta con un
canovaccio umido. A questo punto il
lievito è pronto e si può cominciare a
preparare il pane".
Tratto da:
http://www.aiab.it/nuovosito/tavola/dieta/gusto/alimenti/pane.shtml
Diamo le ricette per preparare un
buon pane Azzimo e/o pane Fermentato
Pane azzimo: 100 gr. di farina bianca
integrale di grano + 100 gr di farina integrale di farro;
1 pizzico di sale + 1
cucchiaio di olio di oliva extra vergine; impastare con acqua per rendere
l'impasto sodo; far riposare per 1/2 ora sotto una ciottola di vetro; stendere a
ciambelle sottili ed inserire in pentola bassa antiaderente e cuocere fino a
cottura come se fosse una crèpe.
Pane Fermentato:
Per Kg. 1,3 di farina integrale, macinata a pietra, usare: 1/2 bicchiere di olio
extra vergine di oliva;
1 cucchiaio da minestra colmo di sale marino integrale fino; il lievito "madre"
in caso di mancanza di quest'ultimo 1
quadratino di lievito di birra, da sciogliere in acqua tiepida.
Ricordarsi che e' molto piu' salubre utilizzare il
lievito madre che non il lievito di birra o quello
chimico, in quanto il lievito madre e' il prodotto dalla
fermentazione in acqua della farina del cereale con il
quale si fa quel tipo di pane, mentre il lievito di birra
proviene dal
luppolo che NON e' un cereale, per cui tende a fermentare molto di piu'
nell'intestino; idem per il lievito chimico.
Ponete la farina a fontana su di una spianatoia e versate al centro il sale,
lolio, il lievito sciolto; unite altra acqua tiepida, quanto basta per ottenere una
pasta morbida ed elastica; lavoratela energicamente con ritmo rapido ed ininterrotto per
10 minuti, ricordando che non deve mai raffreddarsi, altrimenti la lievitazione sarà
compromessa.
Trascorso questo tempo, formate una palla ed avvolgetela in un telo spruzzato di
farina allinterno; coprite il tutto con un panno di lana e lasciate lievitare da 3 a
9 ore in un posto senza corrente daria. A questo punto date alla palla la forma che desiderate; ponete la pasta su di una
teglia, preventivamente oleata con poco olio oppure su di una teglia con il fondo
ondulato. Introducete nel forno già caldo a 250 gradi e mantenete quella temperatura per
20 minuti circa, dopodiché diminuite a 120 gradi fino a cottura ultimata.
Devono trascorrere complessivamente circa 45 minuti.
Ricordate che consumare il pane appena sfornato, può produrre forti fermentazioni
intestinali, meglio consumarlo raffermo e riscaldato.
Spesso il pane integrale si dimostra eccellente nei casi di anemia, aumenta la
resistenza fisica e produce sangue di buona qualità. Il pane fatto con farina macinata di
fresco, non raffinata è ricco di vitamine ed in particolare della B, di proteine e di
sali minerali; in breve è sufficientemente ricco in modo da soddisfare tutti i bisogni
nutrizionali delluomo medio.
Per essere sicuri che il vostro pane sia di prima qualità, macinatevi da soli la
farina o compratela fresca presso un negozio di fiducia. La farina fresca di frumento è
una base eccellente per fare il pane.
Quanto più finemente è macinata, tanto è più facile digerire il pane. Buona
norma sarà quella di passare al setaccio la farina per dividere la crusca dalla farina
vera e propria indi macinare più finemente la crusca e riadditivarla alla farina.
Per ricavare il massimo beneficio dal pane che mangiate, masticatelo molto e bene
insalivandolo il più possibile.
Esistono varie qualità di pane, ciascuna adatta per un clima specifico o per il
carattere personale.
Non ci vuole molto per variare le qualità del pane; aumentando o diminuendo le
quantità di uno degli ingredienti; usando farine di qualità diverse mescolate fra di
loro si ottiene un pane con sapore più ricco e con consistenze diverse.
Per ottenere il meglio dallimpasto, occorre lavorarlo per più tempo e magari
con un cucchiaino di legno anziché con le mani. Il pane fatto con la farina integrale
inacidita è più sano perché contiene molti enzimi che aiutano la digestione degli
amidi.
Ricordiamo comunque che il pane deve essere consumato in piccole quantità
nellambito del pasto in quanto noi mangiamo molto companatico oppure va consumato da
solo.
PAPAIA Frutto tropicale molto buono; utilizzato
da millenni per le sue qualita' anche terapeutiche. Di
forma simile alla pera, molto simile al melone, ha buccia liscia e sottile, di
colore giallo-arancione se matura, verde se acerba. E' caratterizzata da una
polpa succosa e morbida, dal sapore dolce e aromatico. All'interno della papaia
ci sono moltissimi semi ricoperti da una sostanza gelatinosa. Le
virtù dimagranti delle foglie di Papaia sono dovute alla papaina,
un enzima che è in grado di degradare le proteine in peptidi: questa pianta è
consigliabile nelle cure dimagranti e soprattutto per combattere la cellulite. La papaina possiede anche un'azione enzimatica
digestiva che può essere utile anche in caso di digestione difficile
Si puo' assumere come frutto, oppure macinata e fatta fermentare; in questo
caso essa produce degli enzimi (Papaina) molto utili anche per eliminare le tossine
dall'organismo: “La Papaya è una delle maggiori fonti di
antiossidanti e recentemente abbiamo appreso che gli antiossidanti svolgono un
ruolo molto importante nella protezione dell'organismo… Abbiamo messo a confronto cinque diversi tipi di frutta e due diversi tipi di ortaggi e abbiamo rilevato
che la Papaya, un frutto tropicale…. è una delle fonti più ricche di
antiossidanti, venti volte più potente della Vitamina E.”
Dr. Mark E. Weksler - Specialista in Geriatria, New
York Weill Cornell Medical Center Professore, Cornell
University.
Molto simile ad un melone, la papaia è un frutto molto
ricco di vitamine A, C e P. L’interesse in medicina
naturale deriva dalla presenza di PAPAINA, un’enzima
simile alla bromelina dell’ananas con proprietà
terapeutiche ed al Sod del Melone. La papaina facilita
notevolmente la digestione delle proteine, tanto da
essere un rimedio insostituibile dopo i pasti abbondanti
e frettolosi; se ingerita a digiuno esercita un’azione
antinfiammatoria e drenante da assicurare ottimi
risultati, meglio se in sinergia con l’ananas, nella
cura delle ritenzioni e nella lotta alla cellulite
(facilita l’uscita degli acidi grassi dalle cellule
adipose).
La Papaia fermentata, è un integratore ottenuto da FPP (Fermented
Papaya Preparation) ossia Carica Papaya, sottoposta ad
un processo tecnologicamente avanzato di
bio-fermentazione della durata di 10 mesi.
vedi Named
PAPAVERO ROSSO (Papaver Rhoeas
L.) Petali
Il papavero rosso o rosolaccio ha gambo eretto,
alto da 60 a 80 centimetri, con foglie mediane non
avvolgenti, aventi lobi oblunghi o aguzzi. Il suo fiore
ha petali rossi, con una macchia nera alla base: sboccia
da maggio a giugno e a volte anche in autunno, per una
seconda fioritura. La pianta presenta setole rade, anche
verso la sommita' dello stelo e sul contorno dentellato
delle foglie, mentre il filamento dei suoi stami e'
subulato. E' pianta comune e puo' crescere nei campi
coltivati, tra il grano, lungo le siepi fino ai 1700
metri di quota. I suoi fiori e i suoi semi conservano le
loro proprieta' anche dopo essere stati dissecati. Il
papavero a volte trova impiego in pediatria e per le sue
proprieta' leggermente sedative e viene usato in tisane,
con altre erbe, come calmante della tosse e della
pertosse, cosi' come espettorante nelle bronchiti.
I suoi germogli teneri si utilizzano in cucina per la
preparazione di minestre a base di ortaggi. Lessati
possono essere conditi e consumati come gli spinaci.
Dopo bollitura, conditi con olio di oliva e qualche
goccia di limone, poco sale, si possono consumare come
insalata. Contiene un lattice diverso dal pavero da
oppio (papaver somniferum), alcaloidi, isochinolici
come la roeadina, non ha azione allucinogena, ma
calmante e narcotica, glicosidi antocianici, mecocianina, cianina,
mucillagine.
I semi contengono olio grasso, acido linoleico, acido
oleico, palmitico, stearico.
Gli alcaloidi tossici sono presenti in misura maggiore
nelle parti sotterranee delle pianta ( e questo vale
anche per l'Escolzia e per la Chelidonia)
Lo si impiega per sedare e indurre il sonno nei bambini
e come antitussivo. E' un blando sedativo e si
utilizza a scopo pediatrico e per gli anziani e per le
persone debilitate. E' un coadiuvante come calmante
della tosse, nella pertosse, nelle bronchiti catarrali
acute (i fiori calmano lo spasmo e favoriscono
l'espettorazione), aiuta ad abbassare la febbre ( azione
diaforetica nelle forme febbrili), è quindi utile anche
nel raffreddore e nell'influenza.
Azione oppiacea. Calma leccitazione nervosa, concilia il sonno, azione
sudorifera perciò utile nelle pleuriti e come espettorante. Leggero sedativo, calmante
della tosse e pertosse. Cautela in gravidanza
ed allattamento.
PAPPA REALE (vedi
anche Prodotti dell'alveare)
La pappa reale è considerata il prodotto più pregiato
dell’alveare. È la secrezione delle ghiandole
ipofaringee e mascellari delle api operaie. La pappa
reale è uno dei cinque prodotti dell’alveare,
congiuntamente a miele, polline, propoli e cera.
E’ una sostanza gelatinosa, di color paglierino, dal
sapore acidulo, molto concentrata e che viene elaborata
dalle api nutrici di età compresa tra i 5 e i 14 giorni,
attraverso le ghiandole ipofaringee e mandibolari poste
nel capo.
Essa viene utilizzata per nutrire sia tutte le larve
dell’arnia durante i primi due giorni di vita sia l’ape
regina per tutta la durata della sua esistenza. La pappa
reale, infatti, rappresenta l’alimento esclusivo di
tutte le larve sino al secondo giorno di vita mentre dal
terzo giorno cominceranno a nutrirsi di miele e polline
e sarà solo la larva destinata a diventare ape regina
che continuerà a nutrirsi per tutta la vita con questa
sostanza nobile.
E' quindi un alimento completo, un vero e proprio
concentrato di salute. Funziona per i bambini, gli
anziani e tutti quelli che hanno bisogno di un carico di
energia. E non basta: presa insieme ad altri prodotti
diventa un eccellente toccasana per alcune patologie.
Anti depressivo per eccellenza.
La pappa reale contiene tra l’altro: aminoacidi
essenziali (22), vitamine del gruppo B (B1, B3, B5, B6,
B7, B8, B9, B12), vitamina A, C, D, ormone della
crescita, acidi grassi insaturi, inositolo, e molti
minerali: sodio, cromo, manganese, nichel, fosforo,
rame, zolfo, selenio, calcio, ferro, potassio, silicio.
La pappa reale è quindi un eccellente ricostituente,
destressante sul sistema nervoso, riequilibra la
pressione arteriosa, rafforza il tono del muscolo
cardiaco, antibiotico naturale, accelera il metabolismo,
stimola appetito e digestione, ha effetti
antidepressivi, accelera la guarigione dalle malattie,
agisce sulle tensioni pre-mestruali, contro l'insonnia,
da impulso all'attività fisica e intellettuale, etc.
Se ne consiglia l’assunzione di un cucchiaino (da
mettere sotto la lingua) al mattino appena svegli. Dopo
circa 20 minuti si potrà fare colazione.
La Pappa Reale può essere consumata fresca, purchè
correttamente conservata in frigorifero, o liofilizzata;
la liofilizzazione permette la sua conservazione a
temperatura ambiente anche per lunghi periodi.
PASSIFLORA INCARNATA (Passiflora Incarnata L.) Rami,
Foglie, Fior
Sedativo per ansie, nevralgie, menopausa, insonnia. Azione tranquillante ed anti
spasmodica ed ipotensiva; è utilizzato per combattere forme di insonnia molto forti,
serve anche per la tosse.
Utile nellisterismo, cardiopalmo, ipertiroidismo.
PASTINACA (Pastinaca sativa,
Ombrellifere)
Ortaggio molto nutriente; proprietà diuretiche, disintossicanti, antireumatico, da
utilizzare nelle minestre e zuppe con cipolle e porri. Dietetica,
diuretica, colagoga.
Contiene tracce di
alcaloidi, vitamina C, oligoelementi, sali potassici
(foglie). Le foglie possono servire per stimolare
diuresi e funzioni della cistifellea.
Infuso: 2 grammi in 100 ml di acqua. Due - tre tazzine
al giorno. DEecotto di foglie, fiori e radici. Le radici
possono essere consumate crude.
PATATA (Solanum
tuberosum, Solanacee)
Prezioso e sano tubero, molto nutriente e digeribile, sopra tutto al forno;
alimento permesso ai diabetici ed a tutti coloro che non desiderano ingrassare.
Contiene: Acqua 75%, carboidrati 22%, protidi 2%, lipidi 0,1%, minerali 1%, sopra
tutto potassio, (come sempre per tutti i vegetali, la quantità e le qualità dei minerali
sono in funzione del terreno ove vengono coltivati i prodotti stessi) vitamina C, K, ricca
di B, B1, B6; contiene proteine come il riso; utile nelle
diete che servono a non sovraccaricare i reni; ottima per il fegato.
Utile nelle gastriti,artriti, obesità, diabete, ulcere, cicatrizzante; il succo
crudo è diuretico, emoliente, calma le mucose dellintestino ed è antispasmodico,
scorbuto, stipsi, emorroidi, dispepsie, epatismo, litiasi biliare; per uso esterno in
fecola: scottaure, flemmoni, piaghe, ulcere alla pelle, eruzioni, screpolature.
Serve anche per ravvivare i colori dei tappeti: grattare 2 patate, coprirle di
acqua calda e lasciare in infusione per 2 ore, filtrare e strofinare il tappeto con cura.
Lacqua della cottura delle patate ma pelate, pulisce largenteria.
PAU d'ARCO (della famiglia delle Bignoniacee)
Originaria del
Brasile, e diffusa in Sud America, Bolivia e Perù. Gli indios dell'Amazzonia
impiegano la corteccia dei rami da certinaia di anni come rimedio per le
malattie infettive e degenerative. Si deve al botanico Valer Accorsi
dell'università di Sao Paulo la diffusione dell'uso a scopi terapeutici
di questa corteccia. Successivamente il Pau D'Arco nel 1967 fu citato dai
giornali in Argentina come rimedio delle popolazioni di Tucuman ai piedi
delle Ande come rimedio per l'asma, il cancro, l'eczema, la leucemia ed i
reumatismi, e si deve al botanico Argentino Teodoro Meyer ulteriori studi
su questa pianta. I fiori sono gialli, con varietà rosa, rossa o
purpurea, il frutto è una lunga capsula legnosa che contiene i semi
alati.
Il Pau d'arco, Tabebuia impetiginosa, è un albero la cui
corteccia è utilizzata da secoli dalla medicina
erboristica sudamericana per le sue attività
antibatteriche e antivirali. Il principale costituente
isolato dalla corteccia di Tabebuia, il lapacholo,
presenta una rilevante attività antiradicalica e
immunostimolante.
Parti impiegate, la corteccia del Pau d'arco dai fiori rosa-purpurea
Chiamata Pao Pereira (o anche
Geissospermun,
Aspidosperma Tomentoso e altre decine di definizioni).
Nella tradizione sudamericana
possiede una nomea vasta e collaudata nei secoli (e nei millenni).
I Guaranì,
ed i Tupi, popoli amazzonici, lo
chiamano "Tajy" che significa "avere forza e vigore", la
pianta conosciuta con il nome di Pau d’Arco che adoperano per curare malaria,
anemia, malattie respiratorie, febbre, infezioni, artrite e reumatismi, morsi di
serpente.
Il Pau d’Arco è un grosso albero delle foreste piovose sudamericane che
botanicamente corrisponde alla Tabebuia heptaphyilla, impetiginosa
e avellaanedae, e appartiene alla famiglia delle Bignoniacee.
Il Pau d’arco, di cui si adopera la corteccia, è conosciuto per le sue
proprietà antivirali, antinfiammatorie, antidiabetiche, costituisce una
importante risorsa delle foreste umide.
Ma altre centinaia sono le piante "sconosciute" che sono state
perdute, o potrebbero esserlo in futuro che possono essere utili come il Pau
d’Arco.
Utile contro i funghi,
micosi, candidodisi, muffe, diuretica, immunostimolante, aiuta contro i
radicali liberi, le affezioni della pelle, psoriasi, herpes,
nel diabete
Le ricerche
moderne hanno verificato: Attività
Atiossidante, Antineoplastica, Antivirale, Antimicotica, Battericida.
Te' di Pau d'Arco: on the other hand, has
shown that it may hold the secret for the successful
treatment of cancer and other diseases. Dr Daniel B.
Mowry, PhD, states in his widely published article on
Pau d'Arco that "whole Lapacho has produced clinical
anti-cancer effects without side effects." Read Dr.
Mowry's extensive research and history of Pau d'Arco
published here. Over the last 15 years I have received
many reports and testimonials from terminal cancer
victims relating their miraculous cures of this deadly
disease.
PEPE (Polvere) Aumenta lappetito, combatte
tossi, raffreddori, asma, cattive digestioni e febbri. Da utilizzare con
cautela, specie quello Nero perche' puo' portare
infiammazioni intestinali.
PEPE
NERO (Polvere) Tonico generale; agisce contro la tosse, i colpi
di freddo, la letargia; dà appetito, combatte lorticaria, le allergie cutanee, il
dimagrimento, ma non da tutti è sopportato, perché può generare infiammazioni
intestinali.
PEPERONCINO (Capsicum
Fastigiatum)
Quello rosso ha proprietà simili allaglio, utile
vie urinarie e
respiratorie, utile in certi casi, nelle infiammazioni gastro
intestinali, azione antibatterica,
azione vasodilatatrice ed emodinamica atto a stimolare
la vitalità dei tessuti ed attivare il circolo venoso e
capillare,
riduce il colesterolo ed i
trigliceridi; riduce laggregazione piastrinica, aumenta la permeabilità
cellulare, effetto
antistaminico del frutto e ne propongono l'uso in alcune
patologie allergiche e nell'asma; va usato con notevole parsimonia, in piccolissime dosi,
però può essere utilizzato per cure preventive e curative per lunghi periodi.
La parte attiva della pianta è costituita dal
frutto che contiene la capsaicina, una sostanza oleosa e
rubefacente che è responsabile del suo sapore piccante.
Dal punto di vista chimico in esso è
possibile isolare queste sostanze: azotate, capsacina,
oleoresina, capsantina, colorante carotenoide rosso,
quercitina, esperidina, eridietrina, lecitina, vitamine C,
PP, E, K2, P, A, sali minerali acido malonico e
citroflavonoidi.
E'
utile in tutte le affezioni
, se integrato con la
dottrina termica (frizioni fredde, bagni di vapore, cataplasmi) consente in
certi soggetti, strabilianti guarigioni.
Occorre ricordare che è utile SOLO in piccolissime dosi giornaliere o meno ancora, perché se
oltrepassa certi limiti può al contrario indurre forti infiammazioni generali.
Da usarsi essiccato per via orale, con parsimonia in micro dosi giornaliere, in
sughi di pomodoro od altro a seconda dei casi con pasta o pane.
Per uso esterno, molto utile nelle artrosi e nei dolori: sfregare minime quantità
di peperoncino rosso sulla cute interessata e fare subito dopo sulla parte medesima
impacchi con panni bagnati freddi.
(ANSA) - ROMA, 15 MAR
Ecco un rimedio 'piccante' contro il principale tumore
maschile: estratto di peperoncino e' efficace contro il
cancro alla prostata.
Secondo uno studio sui topi, infatti, ricercatori dell'universita'
di Los Angeles diretti da Soren Lehmann hanno dimostrato
che l'80% delle cellule malate e' indotto al suicidio
dalla capsaicina, la molecola che dona il gusto piccante
alla spezia.
I risultati di questo studio sui topolini sono stati
resi noti sulla rivista Cancer Research.
Gli esperti prospettano nuove possibilita' di cure con
farmaci a base di capsaicina ma avvertono: non c'e'
nessuna prova al momento che introdurre una quantita'
esagerata di peperoncini nell'alimentazione possa essere
un buon rimedio contro questo cancro .
Anzi, attenzione, perche' troppi peperoncini possono favorire il cancro
allo stomaco.
I ricercatori hanno dato alte dosi di capsaicina a
topolini geneticamente modificati si' da sviluppare un
cancro alla prostata simile a quello dell'uomo. Le dosi
somministrate sono pari al consumo di 3-6 peperoncini,
insomma quantita' esagerate in cucina.
Pero' l'estratto di peperoncino ha ridotto il tumore nei
topolini (attenzione l'uomo NON e' un topo) uccidendo l'80% delle cellule malate. In
concomitanza di cio' e' diminuita la concentrazione
ematica dell'antigene specifico prostatico (PSA),
associato al tumore.
La capsaicina, hanno spiegato i ricercatori, induce le
cellule malate a suicidarsi, ovvero ad andare incontro
al processo di morte programmata (apoptosi) che serve al
nostro organismo per il normale ricambio cellulare e per
eliminare cellule malate. Il processo dell'apoptosi,
tuttavia, e' spesso messo 'KO' dalle cellule tumorali
che acquisiscono dunque una sorta di immortalita'.
La capsaicina, capace di riattivare il processo
apoptotico nelle cellule malate, potrebbe divenire un
principio attivo di nuovi farmaci contro questo tumore,
hanno concluso gli esperti.
PEPERONCINO fa male alla
Prostata - Mer 12 Set
2007
(Adnkronos/Adnkronos Salute) - Il re
degli afrodisiaci a tavola finisce sotto accusa. Il
peperoncino, gettonatissimo nel Meridione ma amato
indistintamente da un estremo all'altro dello Stivale,
rientra tra gli alimenti dannosi per la prostata,
con possibili ripercussioni anche sulle performance
'sotto le lenzuola'.
Non solo. Per gli uomini amanti della buona tavola le
cattive notizie non finiscono qui. Non devono infatti
esagerare con la birra, con i crostacei, un altro
alimento noto per le sue proprietà afrodisiache, e
ancora spezie, insaccati, pepe, superalcolici e caffé.
E' questa una delle raccomandazioni contenuta nel
decalogo messo a punto dalla Società italiana di
urologia (Siu) in occasione della giornata europea di
informazioni sulle malattie prostatiche, in programma
venerdì prossimo.
Presentato oggi a Roma, il decalogo, che promette di far
storcere il naso a molti, almeno per le raccomandazioni
in campo alimentare, punta a essere una vera e propria
dichiarazione di guerra al tumore alla prostata,
neoplasia che colpisce circa 46 mila italiani l'anno
uccidendone 7 mila, con "un'incidenza in crescita del
12-13% negli ultimi cinque anni", spiega Vincenzo
Mirone, presidente del Siu, a margine dell'incontro.
A rendere peperoncino, birra, crostacei e una manciata
di altri alimenti 'nemici' della prostata "è quello
stesso elemento che li rende noti come afrodisiaci -
spiega Mirone - Questi cibi, infatti, irritano la
prostata, stimolando la necessità di eiaculare". In
altre parole, 'accendono' il desiderio di chi li
consuma, "ma finiscono per essere dannosi per questa
ghiandola".
Inchiodato sul banco degli imputati, dunque, proprio per
una delle qualità migliori che gli vengono riconosciute,
"il peperoncino non va consumato più di due volte a
settimana", raccomanda l'esperto. "Una notizia, questa -
ironizza Franco Cuccurullo, presidente del Css - che in
molte Regioni del meridione potrebbero condurre alla
pubblica lapidazione chi le diffonde. Ma non bisogna
avere paura di dire la verità quando di mezzo c'è la
salute". Un altro consiglio che sorprende è evitare la
pratica del coito interrotto: "quando c'è lo stimolo di
eiaculare - puntualizzano gli esperti - va assecondato,
non interrotto volontariamente".
Dal decalogo messo a punto dalla Siu non arrivano
tuttavia solo cattive notizie. "L'attività sessuale - si
legge nel decalogo - non è nociva, anzi: se praticata
con regolarità ha effetti benefici".
L'astinenza prolungata, al contrario, provoca ristagno
di secrezioni nella ghiandola prostatica e una possibile
infezione seminale''. Gli specialisti raccomandano poi
di sottoporsi a una visita urologica di controllo almeno
una volta ogni 12 mesi dopo i 50 anni, ed eseguire un
dosaggio del Psa (antigene prostatico specifico) per la
diagnosi di cancro alla prostata almeno una volta l'anno
superata la soglia dei 50.
Il decalogo raccomanda inoltre di preferire cibi
contenenti sostanze antiossidanti, ovvero ricchi di
vitamine A, C, E, selenio, zinco e manganese. In altre
parole scegliere - tra gli altri - carote, broccoli,
cavolfiori, peperoni, noci, carni rosse, fegato e
cereali integrali, sicuramente più benefici di crostacei
e peperoncini.
Bere almeno due litri di acqua al giorno per ridurre il
peso specifico delle urine ed evitare infezioni - si
legge poi tra le regole d'oro - praticare attività
fisica, regolarizzare la funzione intestinale e moderare
l'uso delle due ruote se la prostata è a rischio.
Raccomandazioni, queste, che andrebbero seguite alla
lettera soprattutto superati i 40 anni, quando i rischi
di venire colpiti dal cancro alla prostata iniziano a
farsi piu' alti. Piu' dell'80% dei casi di neoplasia
prostatica - ricordano gli esperti della Siu - e'
diagnosticato in pazienti sopra i 65 anni, e il 94%
delle morti si registra nello stesso gruppo d'eta'. Ma
se tra i parenti di primo grado si registrano casi di
tumore, le probabilita' di ammalarsi aumentano di ben
quattro volte.
Tratto da:
http://it.notizie.yahoo.com/adnkxml/20070912/tts-peperoncino-sotto-accusa-fa-male-all-c8abaed_1.html
PEPERONE (Capsicum annum) Il peperone è un ortaggio
proveniente dall'America del Sud che ha fatto la sua
comparsa sulle tavole europee nel XVI sec. Secondo
alcuni il centro di partenza della diffusione di
questo vegetale è il Brasile, secondo altri la Giamaica.
La coltivazione delle numerosissime varietà di peperone
è largamente diffusa a livello mondiale, in Asia,
America centromeridionale, Africa ed Europa.
Dai frutti piccanti, contenenti elevate percentuali
dell'alcaloide capsaicina, si ottiene la paprica.
Importante è anche l'utilizzazione farmaceutica dei
peperoncini: oltre alla capsaicina, infatti, le bacche
contengono capsicina, lecitina, pectina, vitamine A, C,
PP, P2 ed E, buone dosi di calcio e fosforo. I peperoni
svolgono azione stomachica, diuretica ed eccitante,
inoltre hanno azione antireumatica, antinevralgica,
revulsiva e rubefacente.
Ricco in vitamina C. La qualità rossa, fa
abbassare il colesterolo, previene i trombi ed i rischi di infarto ancor più che il
peperoncino. Quella gialla contiene un alto tenore di vitamina K. Come alimento, per certe persone
e' di difficile digestione, meglio eliminare
la buccia e consumarne poco.
PERA (Pirus communis,
Rosacee) Frutto
Si utilizza il frutto, il succo oppure secche. Contiene: acqua 83%,
zucchero/levulosio 8%, carboidrati 3,5%, cellulosa,
ceneri 0,3%, sali minerali fosforo, calcio, magnesio, sodio, zolfo, potassio, cloro, rame,
menganese, ferro, iodio arsenico; vitamine A, B1, B2, C, PP; contiene molta più pectina
della mela e tannino; utile quindi per la muscolatura gastrointestinale.
Proprietà: Depurative, lassative, mineralizzanti, nutrienti, diuretiche,
astringenti, sedative, rinfrescanti.
Utile in: Astenia, gotta, artritismo, reumatismo, permesso ai diabetici
PERVINCA
(Poterium spinosum) Fiori e foglie, Arbusto perenne, residente nellEuropa australe,
centro-sud Italia, Grecia, Cipro, Creta, Dalmazia, Siria, Libia, Palestina,Tunisia. In
Grecia e nell'isola di Creta, vive associato col lhymus capitatus.
Ippocrate la menziona nel suo libro "La natura della
donna" (cap.34), come "pianta da imbottitura".
Galeno ricorda che le foglie di questa pianta erano
utilizzate per chiudere le aperture delle anfore per l'olio e per imbottire guanciali e
cuscini. L'Herbario novo" di Castore Durante, troviamo scritto: "Poterium
siccat, tum vulnera glutinat, adque affectus nervorum omnes valet; illita nervis praecisis
planta haec solida compagine iungi".
Le radici di Poterium sono da prescrivere a coloro che
soffrono di nervi. Per uso esterno, le sue radici, pestate ed applicate mediante
impiastro, consolidano i nervi tagliati. Il decotto della radice è molto noto tra i
beduini come antidiabetico.
Sinora sono stati isolati Tannini catechici ed ellagici,
eptaidrossiflavani polimerizzati. Glicosidi triterpenici: tormentoside, tormentillina.
Acido tormentico. Sostanza insulinosimile. Tracce di cromo. Nelle radici e nella corteccia
dei rami i tannini raggiungono la concentrazione del 6%.
Proprietà: Azione principale: ipoglicemizzante di tipo ILA:
Insulin - like - activity.
Azioni secondarie: vasodilatatrice periferica (da
eptaidrossiflavani); vasodilatatore coronarico (da flavonoidi polimerizzati);
antiipertensiva (da eptaidrossiflavani); antiaritmica (da
eptaidrossiflavani polimerizzati) antidrotica, antisudorale (adiaforetico) astringente (da
tannini)
PESCA (Amygdalus persica,
Rosacee)
Contiene: Potassio, flavonoidi,
carotenoidi, alte dosi di pectina; Utile nella funzionalità epatica per disintossicare il
fegato, diuretica, leggermente lassativa, dispepsie, ematurie, litiasi urinarie.
Le foglie sono vermifughe ed i fiori sono sedativi, antispasmodici e lassativi.
PETASITES OFFICINALIS (Petasites Officinalis Moench.)
Cavolaccio, o Farfaraccio - Radici, Foglie
Utile nellipertensione arteriosa, negli stati ansiosi, nella depressione e
negli stati di alterazione psichica.
Usato nella menopausa per riequilibrare la circolazione vascolare, nella tosse, bronchite
asmatica, nellasma, nelle coliche renali, biliari, intestinali e nellinsonnia.
PICCOLO AMARO SVEDESE Cocktail
di erbe macerate
Le Erbe Svedesi vanno messe a macerare in un
litro e mezzo di acquavite di grano o di frutta a 40° in
una bottiglia dal collo largo, lasciandola per 15 giorni
al sole o in vicinanza di una fonte di calore. Scuoterla
ogni giorno, prima di filtrarla per il travaso in una
bottiglia più piccola ed ancora, ogni volta prima di
servirsi del suo contenuto. Il resto, cioè quello che
non è stato travasato nella bottiglia più piccola, può
essere conservato un mese e mezzo e oltre. Il liquido va
travasato in bottiglie piccole che poi, chiuse
ermeticamente, vanno conservate in frigorifero.
Questo elisir può essere conservato per molti anni. Più
riposa, più aumenta il suo effetto.
La seguente ricetta fu trovata tra gli appunti del Dr.
Samst, celebre medico svedese e rettore della facoltà di
medicina, deceduto all'età di 104 anni in seguito ad un
incidente mentre cavalcava.
Preparazione: 10gr. di Aloe vera o polvere di assenzio; 5gr. di mirra; 0,2gr. di
zafferano; 10gr. di canfora naturale (cinese); 10gr. rabarbaro radice; 10gr. curcuma
radice; 10gr. di manna; 10gr. teriaca veneziana; 5gr.carlina radice; 10gr. angelica
radice.
Macerare in 1,5 lt. di acquavite di grano o di frutta a 40°, lasciandola per 15
giorni al sole o vicino ad una fonte di calore. Scuoterla ogni giorno prima di filtrarla
per il travaso in una bottiglia più piccola e scuoterla ogni volta prima di usarla.
Assumere ogni giorno 1 cucchiaio al mattino ed uno al pomeriggio lontano dai pasti.
PINOLO
dolce (Pinus pinea, Piancee)
Frutto del pino da pinoli, si trova nelle pigne ed è costituito dal 45% di olio e
dal 30% di sostanze albuminoidi. Molto nutritivo.
PINO MONTANO o PUMILIO anche
PINO MUGO (Pinus Pumilio Lambert Willd.) Ramette e Gemme.
Specie molto polimorfa; e' la conifera piu'
dotata di grande variabilita' di portmento: a volte si
presenta in forma arborea, somigliante al Pino
silvestre, a volte assume forma cespugliosa o, ancora,
con tronco strisciante.
Il Pino montano e' praticamente un nome collettivo
sotto il quale si possono distinguere tre specie:Pinus
uncinata (P. uncinato) a portamento di solito arboreo
alto fino a 20m.; il Pinus mughus (P.mugo)a portamento
arbustivo, prostrato con rami sdraiati e ascendenti
verso l'apice; e Pinus Pumilio (P.pumilio)con forma
intermedia tra le due specie precedenti.
Si puo' trovare nelle Alpi, negli Appennini, nei
Carpazi,Pirenei e Balcani. Specie moderatamente lucivaga
, microterma e basifila predilige i terreni calcarei
dolomitici, e' resistente al gelo e al vento.
Utile in: tutte le affezioni dellapparato respiratorio e polmonare.
Antisettico per le bronchiti, tracheiti, faringiti, ecc. Diuretico, balsamico,
espettorante, colecistiti, litiasi biliare, infezioni in genere, rachitismo, impotenza,
infiammazioni renali, uretriti e cistiti
catarrali, impotenza, infezioni in genere.
Le gemme di pino
montano agiscono sul sistema osteoarticolare rallentando
l'usura della cartilagine e rafforzando la trama ossea.
Per questo è uno dei rimedi migliori per l'artrosi,
osteoporosi senile; osteoporosi post-menopausa;
reumatismo cronico degenerativo.
Dosi: 50 - 60 gg 3 volte al dì.
Uso esterno: Sinusiti, influenza, affezioni polmonari.
PISELLO (Pisum sativum Leguminose) Proveniente dalle
Indie, conosciuto dagli Egizi e dagli Ebrei nellantichità. Molto nutriente, ricco
di azotati e glicidico, conferisce consistenza alle feci sfatte, ma produce flatulenze se
cotto. Meglio consumarlo nelle insalate miste, giovane e crudo, cotto diviene leggermente
indigesto.
Da fresco è composto da acqua 78%,
protidi 6,7%, glicidi 13%, cellulosa 2%, grassi 0,5%, ceneri 0,8% con magnesio, cloro,
potassio, zolfo, fosforo, potassio, ferro, calcio, silicio, rame, zinco, cobalto, nichel,
zuccheri, stereoli, acido ossalico, vitamine A, B1, B2, B6, colina, inositolo, C, E,
citrina antiemorragica, amminoacidi valina, leucina, fenelalanina, triptofano,
treonina, metionina, arginina, istidina, lisina;
Proprietà: Favorisce levacuazione intestinale, energetico controindicato
nelle enteriti.
Controindicato per lalto contenuto di purine, agli artritici, obesi,
diabetici, gottosi, calcolosi biliare ed ai sedentari.
PISTACCHIO (Pistacia Vera,
Anacardiacee)
Frutto nutriente; Contiene: materie grasse, 45%, proteiche 22%, estrattive 17%,
acqua 8%, cellulosa 3%, ceneri 5%.
PLANTAGO
(Piantaggine maggiore - Plantago maior - Famiglia delle
Plantaginaceae ) - E’ una pianta erbacea perenne, la
pianta non possiede fusto, ha solo uno o più scapi senza
foglie alti fino a 30 cm, che portano al loro apice
l'infiorescenza. L’infiorescenza è una spiga composta da
numerosi fiori.
La Piantaggine cresce un po’ dovunque dal mare alla
regione alpina; si trova nei prati, nei campi, lungo le
strade e in tutti i luoghi erbosi.
Si utilizzano il succo fresco, le foglie, le radici ed i
semi. Il succo delle foglie viene usato contro la
puntura degli insetti, le radici grattugiate per il mal
di denti; Le foglie si raccolgono, ben sviluppate, da
giugno ad agosto; i semi si ottengono recidendo le
spighe in agosto-settembre, quando cominciano a
imbrunire.
Le foglie si essiccano all’ombra e si conservano in
sacchetti di carta o tela. Le spighe essiccate si
battono per separarne i semi: questi si setacciano per
eliminare le parti estranee e si conservano in
recipienti di vetro o porcellana al riparo dall’umidità.
E' utilizzata per il suo succo fresco, per le radici e
per i semi.
Proprietà: Calmanti, rinfrescanti, depurative,
astringenti, anti infiammatorie, emollientidiuretiche,
emollienti. (Droga usata: foglie e semi).
Principi attivi: mucillagini, sostanze amare, tannini e
il glucoside aucubina. Le foglie della Piantaggine hanno
valida applicazione come astringenti intestinali nelle
diarree, stimolano blandamente la diuresi e leniscono il
mal di gola e le infiammazioni delle mucose orali.
Per uso esterno, sotto forma di decotto o di cataplasma,
esse esercitano un’azione antinfiammatoria e
antipruriginosa che è utile in particolare per le
tracheiti e le gengiviti, per le piccole ustioni,per
fenomeni acneici e per le punture di insetti. I semi
agiscono come regolatori intestinali e decongestionanti
nelle infiammazioni intestinali e bronchiali.
POLLINE dei FIORI vedi Prodotti
dellAlveare
POLVERI MEDICAMENTOSE Si
preparano triturando finemente le piante essiccate, con laiuto di un piccolo mulino
adatto oppure di un mortaio manuale.
Queste polveri possono essere additivate alle acque per bagni, o nelle soluzioni da
bere o mescolate con i cibi, come spezie.
Gli antichi, sopra tutto gli Egizi, usavano prendere i prodotti macerarli e la
rimanenza del macerato veniva bruciata e ridotta in polvere la quale veniva rimessa nel
macerato.
POMODORO |