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GUIDA  alla  SALUTE con la Natura

"Medicina Alternativa"   per  CORPO  e   SPIRITO
"
Alternative Medicine"
  for  BODY  and SPIRIT
 

 
 


PRODOTTI  NATURALI
 


INDICE Prodotti Naturali e FITOTERAPICI e NON, in Ordine Alfabetico
(fiori, piante, cereali, verdure, frutti, bulbi, steli, radici, estratti, 
macerati, pastigliati, incapsulati, in ovuli, in polvere, ecc.)
Non possiamo inserire tutti i prodotti del mondo, ma qui in questo elenco trovate
solamente i principali da utilizzare per i vostri problemi di salute, che sono gia' noti.
 

A

B

C

D - F

G - K

L - M

N -O- P

Q - S

T - Z

Acqua Basica

Ascorbato di Potassio

Biotina. Arginina, Coenzima Q10

Hidraderm

Carenze di Magnesio

Cloruro di Magnesio

Fermenti Lattici, Oligoelementi

Gelatina Reale

 Fior di Zolfo

Magnesio e Zinco

CoEnzima Q10

Per altri Prodotti vedere sotto Alimentazione + Cure Naturali

      NASTURZIO  (Nasturtium Officinale) Crescione d'acqua, famiglia delle Crucifere
Si utilizzano   varie parti dell'intera pianta, che differiscono a seconda del paese e della cultura. Originario dei Paesi dell'America Centrale e Meridionale, il Nasturzio raggiunse il nostro Continente insieme a tanti altri prodotti tipici di quei Paesi come il tabacco, il cotone, ecc. Inizialmente in Europa fu coltivato come ortaggio e quindi comunemente utilizzato anche in cucina.  
Buone proprietà mucolitiche e  antibiotiche: (30g di fiori/foglie in 1 lt 'd'acqua 1 tazza ogni 4 ore);
Utile in:  infezioni renali, calcoli alla vescica, aumenta la diuresi, malattie cardiache; Diminuisce il dolore durante il parto.

      NESPOLA (Mespilus germanica, Rosacee) Frutto, foglie, radice
Contiene: materie azotate, grasse, estrattive, cellulosa, ceneri, tannino, mucillagine, acidi citrico, tartarico, malico; vitamine B e C. Proprietà: diuretico, tonico e regolatore intestinale; utile nelle enteriti, diarree, dissenterie.

      NIAOULI (Melaleuca viridiflora, Mirtacea)
Essenza distillata a vapore dalle folgie fresche dell’albero. Proprietà: Balsamiche, antisettiche, analgesiche, vermifughe, anticatarrali.
Utile in: Tossi, asma, bronchiti, riniti, sinusiti, otiti, enteriti, coliti, dissenteria, parassiti intestinali, tubercolosi ossea, infezioni urinarie.

      NIGELLA SATIVA (sesamo nero), vedi CUMINO

      NOCE (Fuglans regia, Fuglandacee)
Il noce (Juglans regia L.) è una pianta originaria dell'Asia (pendici dell'Himalaya), introdotta in Europa in epoca antichissima per i suoi frutti eduli.
Il tronco può raggiungere i 20 m di altezza e le foglie sono pennato-composte. Il frutto, la noce, è una drupa costituita da un seme (gheriglio), stretto tra due gusci legnosi (endocarpo) avvolti dal mallo. La noce tradizionalmente è simbolo di fortuna. I romani facevano piovere noci sugli sposi, usanza ancor viva a Modica (Sicilia) fino agli inizi del XX sec. In Belgio le ragazze erano solite mescolare noci piene a noci vuote: chi pescava una noce piena si sarebbe ben presto sposata. Esistono anche varietà tropicali.
Diffusa in tutto il mondo, in Italia la coltura della noce da frutto, in genere promiscua, ha una certa rilevanza solo in Campania.
Il noce può essere coltivato anche per la produzione di legno o per entrambi gli scopi. Il noce è un albero vigoroso, caratterizzato da tronco solido, alto, diritto, portamento maestoso; presenta radice robusta e fittonante.
Le foglie sono caduche, composte, alterne (formate da 5-7-9 e, più raramente, 11 foglioline).
È una pianta monoica in cui i fiori maschili sono riuniti in amenti penduli, lunghi 10-15 cm, con numerosi stami, che appaiono sui rami dell'anno precedente prima della comparsa delle foglie.
Il noce viene propagato sia per seme che per innesto, così come tutte le specie a frutto secco.

Arricchire la dieta mediterranea con piccole quantità di noci può migliorare la funzionalità dei vasi sanguigni nei soggetti con ipercolesterolemia. Si tratta del risultato di uno studio condotto presso un istituto di ricerca di Barcellona (Institut d’Investigacions Biomèdiques August Pi i Sunyer) che fornisce utili dettagli per spiegare l’effetto benefico delle noci sui livelli di colesterolo e quindi sulle cardiopatie. Se ne parla su Circulation.
Nello studio appare evidente non è questo o quel componente della noce a funzionare ma il loro insieme.
Alcune analisi abbastanza recenti dei dati ottenuti dall'Adventist Health Study hanno mostrato una importante correlazione tra il consumo di noci e di pane integrale e la riduzione del rischio di CHD (Coronary Heart Disease NdT). Questi dati hanno costituito il tema di una pubblicazione del Dr. Fraser e collaboratori nel numero del luglio 1992 della rivista Archives of Internal Medicine. Alla comparsa di questi dati ha fatto seguito un notevole interesse da parte di televisione e giornali.
I risultati più importanti di questa parte dell'intero studio mostrano che il consumo di noci riduce il rischio di patologie coronariche fatali e non fatali.
Particolarmente ricca in grassi (soprattutto in acidi grassi polinsaturi) e di conseguenza con elevato apporto in calorie; buono è il contenuto in proteine e in fibra, solubile e insolubile, ed in tannini. Molto ricca in minerali soprattutto K, P, Mg, Ca. Abbondanti i tocoferoli.L'olio che se ne estrae, il mallo e le foglie sono molto utilizzate sia in cosmesi che in erboristeria.
La parte commestibile della noce viene comunemente chiamato gheriglio, dal sapore gradevole e delicato. La pellicola che riveste il gheriglio è di sapore amaro, quindi viene eliminata immergendolo in acqua bollente per alcuni minuti e strofinandolo con un panno umido. La noce, per il suo scarso contenuto d’acqua è un frutto molto calorico, ma soprattutto ricco di grassi.
E’ il frutto che contiene più calorie, rame, zinco ed inoltre magnesio, potassio, fosforo, zolfo, ferro, calcio; vitamine A, B, C, P.
Utile in: Diarree, parassitosi intestinali, dermatosi, sifilide, tubercolosi, ai diabetici, lassativo, vermifugo, favorisce il drenaggio linfatico e cutaneo.

      NOCE di COCCO (Cocos nucifera, Palme)
Questo frutto, oltre a essere un eccezionale concentrato energetico, e' anche protagonista di antichi rituali nel suo paese d'origine: l'India.

Il cocco si trova nelle palme. Ogni palma produce tra le cinque e le dieci noci, ognuna delle quali arriva a pesare fino a due chili. Se si spacca il loro guscio si trova un grosso seme, la cui polpa bianca e carnosa, è proprio la noce che mangiamo.
Nel seme si trova anche un succo, il "latte di cocco", dal sapore dolce molto dissetante ideale per il forte caldo estivo.
I fiori hanno proprieta' astringenti e il loro succo viene prescritto nella gonorrea. La radice viene usata come diuretico, nei disturbi epatici e nella dissenteria e sempre in India per ottenere una pelle soffice e mantenere neri e vellutati i capelli le donne usano massaggiarsi con l'olio di cocco.
Frutto completo, si consuma anche il suo latte, in olio ed in “burro di cocco”, il tutto molto assimilabile. 
Essa e' ricca di potassio ed e' per questo il frutto estivo ideale per reintegrare i sali minerali persi; e' inoltre ricca di proteine e di grassi. Il latte al suo interno e' molto dolce, ricco di zuccheri, sali minerali e vitamine (in particolare B e C); e' quindi utile nel trattamento dei disturbi urinari, di costipazione, nervosismo e debolezza generale. La noce di cocco e' molto nutriente, ottima se si vuole aumentare di peso e se si e' debilitati, ma poco indicata per chi vuole invece dimagrire e deve sottoporsi ad una dieta povera di grassi: 100 g. di prodotto, infatti, forniscono ben 360 calorie.
Grazie all'elevato contenuto di sali minerali, oligoelementi, aminoacidi e sostanze vitali secondarie, l'acqua o latte di noce di cocco verde favorisce la salute e il benessere con un effetto disintossicante, depurativo e deacidificante su tutto il corpo.
La sua assunzione regolare per 2/3 settimane, 2 volte al giorno, riattiva il metabolismo naturale.
L'effetto benefico di questa bevanda è molto apprezzato nella terapia ayurvedica per le sue proprietà antinfiammatorie, lenitive della febbre, dei disturbi renali e circolatori nonché delle malattie urinarie e intestinali.
Sciacqui (Oilpulling) orali di olio di girasole, di cocco, o di sesamo
per disintossicarsi
Il movimento dell’olio di girasole in bocca dovuto alla pratica del risciacquo orale, provoca un marcato irroramento della mucosa e dei tessuti. Vitamine e minerali dell’olio di girasole possono venire in parte assorbiti dalle membrane delle mucose (anche se la quantità sia contenuta, che assorbita è limitata), ma soprattutto e contemporaneamente i semi oleosi assorbono le tossine dai colli di denti e gengive e le rimuovono dal corpo.

      NOCE MOSCATA   (Miristica fragrans, Miristicacea) Polvere
Proprietà: Digestive, aromatiche, toglie la diarrea, la dissenteria e le coliche intestinali; produce feci ben formate, antisettiche, carminative, stimolante cerebrale e circolatorio.
Utile in: Diarree, digestioni difficili, infiammazioni intestinali, astenie, litiasi biliare, mestrui insufficienti.

     NOCCIOLA (Corylus avellana, Betullacee)
La nocciola fra tutti i frutti oleosi è quello che contiene più materie grasse ed azotate; fosforo, magnesio, potassio, calcio, zolfo, ferro, sodio, rame; vitamine A, B.
Proprietà: Nutrienti, energetiche, vermifugo. Utile nelle convalescenze, crescita, senescenza, gravidanza, studio, sport e super lavoro, coliche nefritiche, tenia (in olio 1 cucchiaio al dì x 15 giorni), tubercolosi, consigliata ai diabetici. 

     NOCI e SEMI    Contengono oli essenziali importanti e proteine, vedi le singole tipologia 

     NONI Tahiti (Morinda citrifolia)
Succo derivante da un frutto tropicale delle isole polinesiane conosciuto come “noni”, “nonu”; utilizzato da più di 2000 anni dalle popolazioni locali. Utile in: cancro, ipertensione, affaticamento, glicemia bassa od alta, mestruo non regolare, gola
  infiammata, raffreddore, diarrea ed altro.
Monrinda citrifolia e Cancro

Abstract:
Morinda citrifolia (Noni) has been extensively used in folk medicine by Polynesians for over 2,000 years. It has been reported to have broad therapeutic effects, including anticancer activity, in both clinical practice and laboratory animal models.
The mechanism for these effects remains unknown. The hypothesis that Morinda citrifolia possesses a cancer preventive effect at the initiation stage of carcinogenesis was studied. Our preliminary data indicated that 10% Tahitian Noni Liquid Dietary Supplement or Tahitian Noni Juice (TNJ), made from Morinda citrifolia fruit by Morinda Inc, in drinking water for one week was able to prevent DMBA-DNA adduct formation. The levels of DMBA-DNA adducts were reduced by 30% in the heart, 41% in the lung, 42% in the liver, and 80% in the kidney of female SD rats. Even more dramatic results were obtained in male C57 BL-6 mice: 10% TNJ was able to reduce DMBA-DNA adduct formation by 60% in the heart, 50% in the lung, 70% in the liver, and 90% in the kidney. In order to explore the mechanism of this preventive effect, the antioxidant activity of TNJ was examined in vitro by lipid hydroperoxide (LPO) and tetrazolium nitroblue (TNB) assays. In the LPO assay, LPO oxidizes leucomethylene blue to methylene blue in the presence of hemoglobin. The resultant blue color was quantified at 660 nm spectrophotometrically.
In the TNB assay, superoxide anion radicals (SAR) reduce TNB into formazan blue that was also measured by absorption at 602 nm. TNJ showed a dose-dependent inhibition of both LPO and SAR in our system. The antioxidant activity of TNJ was compared to the effects of vitamin C, grape seed powder (GSP), and pycnogenol (PYC) at the daily dose per serving level recommended by U.S.RDAs or manufacturers. The results suggest that prevention of carcinogen-DNA adduct formation and the antioxidant activity of TNJ may contribute to the cancer preventive effect of Morinda citrifolia. Tratto da Publimed

     OLI   Prodotti liquidi di varia natura, untuosi, viscosi, insolubili in acqua usati come alimenti, lubrificanti o medicamenti, a seconda della composizione.
Molti frutti e semi di diverse piante forniscono per pressione un olio vegetale.
L’olio essenziale non va confuso con questi oli, in quanto esso non è un corpo grasso come gli altri; in questi oli si possono far macerare radici, erbe o fiori essiccati, per ottenere oli medicinali.
Le differenze tra i vari tipi di oli vegetali (ricavati soprattutto dai semi e quindi chiamati anche oli di semi) riguarda principalmente la composizione in acidi grassi. La maggior parte degli oli vegetali contengono in prevalenza grassi mono e polinsaturi, e pochi grassi saturi, fanno eccezione gli "oli tropicali" che invece contengono una grossa percentuale di grassi saturi.
La composizione in acidi grassi dell'olio di semi non varia solo da specie a specie, ma dipende anche dalle condizioni climatiche e dal tipo di terreno. Essa può anche essere variata modificando geneticamente i semi delle piante.
Questi oli possono venire somministrati per via orale, altri per frizioni cutanee.
A queste tecniche degli oli, si collegano TUTTE le cerimonie religiose iniziatiche di “unzione”.
Sulla testa in alto, nel centro ove se si preme si sente un leggero dolore, vi è un importante punto energetico conosciuto fin dall’antichità; è su quel punto che si doveva spandere l’olio, in genere di oliva e li vi si imponevano le mani.
Questa operazione di unzione facilita il passaggio ed accelera certi processi energetici sottoposti alle leggi della fluidodinamica e dell’elettrodiamagnetismo umano, sopra tutto se preparati da qualche giorno di digiuno, prima della loro applicazione.
Metodo Baglioni: tale metodo prevede la pressatura a freddo, sia delle olive che dei semi oleosi, e consente un trattamento che riduce l’innalzamento della temperatura mantenuta inferiore a 27°C; tutto ciò permette di ottenere un olio di ottima qualità che mantiene inalterate la composizione chimica presente nel prodotto iniziale.

Oli di semi:
Olio di arachide
Olio di cocco (vedi sotto)
Olio di colza
Olio di Girasole, spremuto a freddo, preso al mattino a digiuno nella ragione di 1 cucchiaio (per i bambini metà dose), per il suo alto contenuto di vitamina F è particolarmente indicato per la ricostruzione della parete della mucosa intestinale.
Olio di  lino
Olio di  mais
Olio di Oliva “extra vergine”, se pressato a freddo, si presta anche se non contiene vitamina F, date sue altre particolari proprietà ad essere utilizzato anche al mattino a digiuno, per via orale, nella dose di 1 cucchiaino da tè.
PER una MIGLIOR SALUTE e LONGEVITA' usare, l'OLIO EXTRAVERGINE, SEMPRE e SOLO proveniente dalla spremitura  a freddo di  OLIVE MATURE e POLPA VIOLA !
MAI quello proveniente da olive verdi (OLIO VERDE) per le sostanze insaponificabili che, sono in eccesso nell'olio verde e super carente di polifenoli antociani, oltre a maggior acidità.
vedi: Olio di oliva nella Dieta Mediterranea.pdf
Olio di  palma - Olio di  palmisti
Olio di Sesamo,
ottenuto con la spremitura a freddo dei semi della pianta, l’olio di Sesamo presenta ottime proprietà emollienti, antiossidanti e seborestitutive.
È particolarmente raccomandato per le pelli grasse, dalle quali viene perfettamente assorbito. Eccipiente di largo uso in cosmetica ed in farmacia, trova impiego soprattutto come componente lipidico per oleoliti, emulsioni ed unguenti. L’olio di Sesamo è inoltre particolarmente indicato per la formulazione di prodotti solari (fattore di protezione 4).
E' altrettanto utile anche per aprire le “valvole” cellulari e riordinare il loro potenziale di transmembrana.
Olio di semi di soia
Olio di ricino

L’olio di ricino viene estratto dai semi del Ricinus Communis conosciuto anche come Palma Christi o più comunemente come olio di ricino. 
Chimicamente l’olio di ricino è un trigliceride di acidi grassi ma ciò che lo rende unico è l’alto contenuto di acido ricinoleico (90%). 
La composizione degli acidi grassi dell’olio di ricino è la seguente: acido ricinoleico 89,5%, acido diidrossistearico 0,7%, acido palmitico 1,0%, acido stearico 1,0%, acido oleico 3,0%, acido linoleico 4,2%, acido linolenico 0,3%, acido eicosenoico 0,3%.
Possiede eccellenti proprietà emollienti e lubrificanti.
L’acido ricinoleico ha attività antimicrobica, contro diverse specie di batteri, funghi e muffe.
Il più comune effetto benefico risultante dall’utilizzo dell’olio di ricino è il rafforzamento del sistema immunitario. Il sistema linfatico oltre ad un ruolo importantissimo nel sistema immunitario ha anche il compito di drenare e purificare il corpo umano.
Quando i tessuti in un’area del corpo vengono ripuliti dagli scarti (grazie all’olio) le cellule sono in condizioni migliori per il loro buon funzionamento e l’attività degli organismi immunitari diviene più efficace nella difesa del corpo e nella sua ricostruzione.

Altre proprietà dell’olio di ricino sono quelle di aumentare l’attività di eliminazione delle scorie e di rigenerazione dei tessuti, di ridurre la perdita di sangue nei tessuti e sollecitare la loro ricostruzione anche a seguito di gravi ferite. 
L’eliminazione interna delle scorie e la rigenerazione dei tessuti è uno degli effetti primari dell’olio di ricino ed è un processo fondamentale per il ristabilimento dell’equilibrio nel corpo.
L’uomo possiede quattro canali di eliminazione delle scorie (organo emuntori): pelle, polmoni, fegato/intestino e reni. Quando un canale è ostruito, danneggiato, intossicato o malato diventa incapace di espletare il suo compito e gli altri tre canali vanno in sofferenza.

Utile
Nelle ferite e nelle abrasioni, grazie alle sue miracolose proprietà l’olio di ricino fa rimarginare velocemente e completamente la pelle senza lasciare cicatrici.
Essendo un potente antibatterico e antifungino è l’ideale per esempio nelle micosi delle unghie. In questo caso dopo aver fatto dei pediluvi con acqua e sale (o sale inglese) per circa 15 minuti, bisogna avvolgere le unghie interessate con un impacco di olio di ricino da tenere per tutta la notte. 
Servirebbe un intero libro per elencare tutte le patologie in cui l’olio di ricino è veramente risolutivo per non dire miracoloso: ferite infette, calcoli al fegato e alla cistifellea, spasmi esofagei, problemi di udito/perdita di udito, smettere di russare, ecc.

Gli effetti dell’olio che guarisce
Gli impacchi di olio di ricino applicati sull’addome (o fegato) sono dovuti all’effetto diretto dell’olio sulla funzione linfatica. 
In particolar modo sul sistema di capillari linfatici che giocano un ruolo fondamentale nell’assimilazione degli alimenti da parte dell’intestino e la sua preparazione al processo di nutrizione di tutti i tessuti.
Le placche di Peyer rappresentano circa il 70% del sistema immunitario e sono costituite da noduli linfatici posizionati nell’intestino tenue e vascolarizzati da un’estesa rete di capillari. 

In tutto questo ci sono gli aspetti emozionali che di fatto diventano fondamentali in tutte le esperienze di guarigione.  In qualche maniera le emozioni sono collegate con le ghiandole endocrine le quali inviano impulsi nervosi attraverso il corpo e contemporaneamente producono ormoni in linea con il tipo di emozione che deve venire generata.
Tali sostanze chimiche hanno potenti e diretti effetti sul sistema nervoso autonomo e su varie altre funzioni organiche vitali. Il risultato è all’origine di numerose condizioni patologiche come ipertensione, ulcera dello stomaco, malattie cardiache, ecc. 
Una serie infinita di altre malattie che nascono da quello che pensiamo e/o proviamo. 
Le ghiandole endocrine svolgono il loro compito di trasmissione e il corpo in risposta sviluppa una serie di malattie fisiche come immagine a specchio del tipo di pensieri che abbiamo generato.

Impacco di olio di ricino 
Serve un panno di flanella o lana, una boule di acqua calda, olio di ricino biologico estratto a freddo e un asciugamano.
La procedura dell’impacco è semplicissima.
Piegare il panno fino alla dimensione adeguata alla zona da trattare: l’addome e il fegato sono i due organi maggiormente trattati con questa tecnica, anche perché di solito sono i due organi più intossicati.
Scaldare per qualche minuto pochissimo olio di ricino in una padella, poi passarci il panno sopra e sporcarlo di olio.
Applicare (senza scottarsi) il panno sulla parte del corpo che necessita il trattamento e appoggiare sopra la boule di acqua calda. Avvolgere il tutto con un asciugamano da bagno o una piccola coperta attorno al tronco del corpo per impedire che entri aria.
L’impacco deve rimanere in loco per circa un’ora o più. Il panno usato non deve essere buttato ma può essere conservato in una busta di plastica e riutilizzato più volte. 
L’impacco si può fare da 3 a 7 volte alla settimana e per dare maggior vigore alla pulizia del fegato prendere un cucchiaio di olio d’oliva extravergine ogni giorno alla fine del trattamento.

Olio di cocco
L’altro olio dalle caratteristiche miracolose è quello di un'altra palma, quella da cocco. 
A differenza del ricino però il cocco si può usare internamente.
Il cocco è un frutto molto ricco di acidi grassi sani. La sua composizione varia a seconda del tipo e della lavorazione dell’olio. 
Gli acidi grassi saturi a catena media costituiscono circa il 90% dell’olio.
Quello che molti “esperti” ancora non sanno (per ignoranza) o peggio ancora, fanno finta di non sapere (per malafede), è che gli acidi grassi saturi del cocco sono a catena media (MCFA) e quindi facilmente digeribili, assorbibili e utilizzabili dal corpo. Possono addirittura liberamente attraversare la BEE, barriera ematoencefalica in forma non legata ed essere usati direttamente dal cervello come fonte di energia.
Sono grassi completamente diversi da quelli saturi di origine animale perché in questi ultimi la catena è lunga e quindi di difficile digestione. Ma ancora oggi vengono messi nello stesso piano tutti gli acidi grassi saturi (animali e vegetali), creando volutamente confusione. La cosa sorprendente è invece che l’olio vergine di cocco (non raffinato) è prontamente disponibile, delizioso e completamente naturale.
Le caratteristiche di questo olio hanno dell’incredibile. 
Anticancerogeno, antinfiammatorio, anti-microbico, combatte le infezioni (batteri, virus, lieviti, funghi, parassiti e protozoi), antiossidante (protegge contro la formazione di radicali liberi e danni), migliora l’assorbimento dei nutrienti (rende le vitamine a base di grassi più disponibili per il corpo, cioè la vitamina A, D, E, K).

Dal punto di vista esterno protegge e nutre la pelle, aiutandola a guarire da tagli, abrasioni e ferite. Migliora e promuove il processo di guarigione in qualsiasi caso anche in presenza di patologie (dermatosi, desquamazione, psoriasi, ecc.)
Dal punto di vista interno l’olio di cocco aiuta i processi di assorbimento di minerali importanti come calcio e magnesio, contribuendo ad un migliore sviluppo di ossa e denti; contrasta funghi e parassiti sempre più diffusi tra la popolazione.
E’ stato dimostrato che l’olio di cocco stimola il metabolismo, migliora la funzione della tiroide e aumenta i livelli di energia.
L’elenco dei disturbi e/o patologie in cui questo olio ha dei risultati eccezionali è lunghissimo: reflusso gastrico, Alzheimer, costipazione,
fibrosi cistica e infezione ai bronchi, candida, colesterolo (migliora il rapporto l’HDL /LDL), l’olio di cocco è noto per ridurre le crisi
epilettiche, contro il cosiddetto batterio helicobacter pyroli, protegge le arterie dalle ferite che causano l’aterosclerosi, per le emorroidi può essere applicato esternamente o internamente due volte al giorno, regolarizza la funzionalità tiroidea, è utile contro le infezioni del tratto urinario, ecc. ecc.
In questa sede ci si riferisce all’olio di cocco vergine (meglio ancora extravergine anche se è difficile da trovare) biologico e spremuto a freddo mediante centrifugazione.
“L’olio vergine di cocco, biologico e non raffinato, rientra nella categoria dei prodotti ‘miracolosi’. Basta prenderne un cucchiaio la mattina e uno nel tardo pomeriggio, per 30 giorni consecutivi, ed ecco cosa potrebbe succedervi: la pressione alta diventa un problema del passato; i disturbi circolatori si risolvono; gli sbalzi d’umore svaniscono; la depressione si attenua; la stipsi smette di tormentarvi; i dolori artritici si riducono o scompaiono; il cancro si avvia alla remissione; il colesterolo si normalizza; il reflusso gastroesofageo e i bruciori di stomaco diminuiscono o si risolvono.”.....
Non resta altro che provare…

Oltre agli oli vegetali, altri oli presentano notevoli proprietà terapeutiche, fra i tanti ricordiamo quelli di derivazione animale
Olio di
fegato di Merluzzo tanto caro ai nostri nonni; fare una cura di 15 giorni sarà molto utile in autunno, primavera e nei casi di depressione, ansie, stress, ecc.; l’uso di 1 cucchiaino al mattino a digiuno per i bimbi; per gli adulti la dose può essere aumentata fino ad 1cucchiaio.
Olio di Salmone
Un’alimentazione ricca di acidi grassi omega3 contribuisce a diminuire i livelli di colesterolo totale e di trigliceridi presenti nel sangue e a favorire la naturale resistenza alle infiammazioni e alle aggressioni da allergeni esterni. L’olio di salmone, è una delle fonti naturali più ricche di acidi grassi omega3 (EPA e DHA). 
Ottimi preparati a base di oli si trovano in commercio per l’utilizzo al posto degli shampoo per i capelli, gli attuali prodotti dell'industria bruciano e distruggono il cuoio capelluto e di conseguenza i capelli, sostituiteli con questi nuovi prodotti a base di oli detergenti.

    OLIGOELEMENTI    vedi Minerali

    OLMO    (Ulmus Fulva) Olma, Elber
E' un albero che può raggiungere i 20-30 metri di altezza, con chioma densa e irregolare, tronco diritto molto ramificato, soprattutto in alto. Il tronco, che supera facilmente il metro di diametro, ha raggiunto in esemplari secolari, come quello vissuto in Francia dal 1200 fino al secolo scorso, i 9 metri. Alla base del tronco spesso ci sono dei polloni. La corteccia, di colore grigio-bruno, è molto suberificata e screpolata verticalmente. I rami giovani sono coperti da peli che perdono già nel secondo anno di vita diventando suberosi. E' un albero molto longevo, infatti può superare i 600 anni di vita.
Ottimo per rimuovere il muco dall’organismo (stomaco, intestino, polmoni).

    OLIVA    (Olea Europaea Oleacee) Foglie e frutto - vedi: Olivenol
L'oliva (o uliva) è il frutto a drupa dell'olivo - Le foglie per gli infusi, l'olio per le ustioni, il frutto per alimento anche curativo.
L'oliva assunta come frutto, serve per migliorare e/o eliminare l'eccesso di sudorazione: Da 20 fino a 40 olive mature al giorno, il sudore si riduce moltissimo e si elimina anche il cattivo odore del sudore.Stimolante di reni e fegato, pancreas, intestino ecc., ricca di omega 3 omega 6
L'importanza prevalente delle olive è certamente legata alla produzione dell'olio di oliva, impiegato dall'uomo fin dall'antichità a scopo alimentare. Le olive vengono anche consumate come alimento a sé, conservate sott'olio o in salamoia. Sono un frutto molto ricco di grassi vegetali e di sale e per queste ragioni non sono adatte a chi segue un regime dietetico dimagrante e agli ipertesi.
Vi sono circa 500 varieta’ di olive, ma in Italia le varietà più diffuse e apprezzate dai consumatori sono le olive Taggiasche (Liguria), le olive di Cerignola (Puglia) e le olive Coratine (Puglia).
Olive Taggiasche: possono essere consumate intere e/o conservate in salamoia; sono di piccole dimensioni ma molto saporite e sono un prodotto la cui lavorazione è effettuata utilizzando tecniche tradizionali molto antiche. Con queste olive viene anche prodotta una salsa molto appetitosa, il paté d'olive.
Olive di Cerignola: dette anche Belle di Cerignola, sono diffuse soprattutto nella zona meridionale della provincia di Foggia. La coltivazione di queste olive dovrebbe essere stata introdotta attorno al 1400 dalla Spagna. Possono essere sia verdi sia nere e hanno una polpa molto consistente; il peso del singolo frutto varia dagli 11 ai 18 grammi.
Olive Coratine: prendono il loro nome dal comune di Corato (Bari), ma la loro origine, molto antica, è sconosciuta. Sono coltivate nelle province di Bari e Foggia ma anche in altre zone fuori della Puglia. Queste olive sono particolarmente ricche di sostanze antiossidanti (i polifenoli).
Sono allungate, leggermente asimmetriche e arrivano a pesare attorno ai 4 grammi.
Come inserirle nella dieta - In modo molto semplice: scegliendo quelle ipocaloriche. A seconda della varietà e del modo di conservazione, il contenuto calorico delle olive in commercio è molto variabile: si va dalle 150 kcal alle 300 kcal/100 g.
Non resta che leggere l'etichetta nutrizionale del prodotto e scegliere quelle meno caloriche.
Contiene: Magnesio, fosforo, calcio, ferro, rame, zolfo, potassio, cloro, manganese; vitamine A, C, ecc.
Proprietà: Lassative, diuretiche e nutrienti. Utile in: Stipsi, insufficienza epatica, anemia, ascessi, foruncoli, eczemi, dermatosi, screpolature, algie diverse, rachitismo, piorrea, caduta dei capelli.
Regolatore della pressione renale, da arteriosclerosi e da menopausa; buon ipotensivo. Discreto diuretico, abbassa il tono degli acidi urici nel sangue. Stimolante della secrezione biliare ed ha un’azione anti tossica.
Utile nelle coliche renali ed in quelle epatiche. Contro la stitichezza e nelle affezioni dell’intestino e dello stomaco.
Foglie: vanno raccolte in primavera e solo quelle nuove che sono ottime per la preparazione di tisane e decotti per ridurre la pressione arteriosa e il tasso glicemico del sangue. Utili per diabetici e chi soffre di angina.
Le foglie di olivo hanno 5 molecole acquose di vitale importanza che le olive non hanno: Oleuropeina, Acido Elenolico, Rutina, Idrossitirosolo, Tirosolo.
Foglie e scorza, hanno proprietà astringenti, conferiscono elasticità ai tessuti e favoriscono la coagulazione del sangue.
Frutti: Aristeo, figlio di Apollo e della ninfa Cirene,   riferiscono Virgilio (Georgiche, libro IV) e Poliziano (Orfeo, libro I), ha tramandato l’arte dell’apicoltura, quella di fare il formaggio e l’olio.
“Le olive fresche vengono ridotte in poltiglia mediante molazze verticali a rullo; successivamente la poltiglia, posta in gabbie di fibre vegetali, è spremuta sotto torchi. Da una prima spremitura moderata si ottiene la qualità più fine di olio (olio vergine); i residui vengono sottoposti ad una seconda pressione più forte.
Ciò che rimane si chiama sansa e  contiene ancora l’8 -10% di olio che si estrae mediante solventi”.
“Da una stessa oliva, si ricavano succhi diversi, il primo dei quali è fornito dall’oliva verde quando ancora non è iniziato il processo di maturazione: questo è l’olio dal sapore più gradevole; ed ancora di quest’ olio la prima spremitura è la più fine. Quanto più l’oliva è matura -continua il Maestro latino - tanto più il succo è denso e meno piacevole al gusto”.
Anticamente esisteva una regola che ancora oggi, viene rispettata: “l’oliva non va strappata ma raccolta e l’albero non va percosso” - “le olive ad essere raccolte per prima, a partire dall’autunno”, per difetto di coltivazione e non della natura sono la poesia, la più ricca di polpa, poi l’orchite, la più fornita d’olio, infine il radio.
I popoli antichi ritenevano l’olio di oliva sacro per le proprietà nelle più svariate applicazioni: come alimento, medicamento, fonte di luce, ungevano anche le fiancate delle navi perché riduceva l’impatto delle onde. Veniva utilizzato anche come merce di scambio.
Ippocrate di Cos, medico greco  nato a Cos nel 460 circa, morto a Larissa nel 337 a.C. ha tramandato il suo insegnamento in Corpus  Hippocratium  (72 libri che sono stati considerati  trattati fondamentali per le scuole di medicina), consigliava l’olio per curare i malati di mente e suggeriva impacchi di olive come terapia delle ulcere. Un cucchiaio di olio di oliva è purgativo, sbattuto e frizionato sulla testa fa acquistare lucentezza ai capelli e rinforza il cuoio capelluto; oppure viene utilizzato per estrarre le spine entrate nella pelle.
E’ riconosciuto come olio diuretico, ma è utilissimo anche nei casi di ipertensione e palpitazioni cardiache. Agisce sul cuore e può essere utilizzato anche come calmante e sedativo.
In laboratori scientifici è stata dimostrata la sua valida azione sul colesterolo. In medicina  naturale a dosi adatte, è indicato per: ipertensioni, malattie cardiovascolari, diabete, disturbi della micro-circolazione. Si consiglia l’olio d’oliva anche nella dieta della prima infanzia per il contenuto di acido linaleico, Nella dieta dimagrante e/o disintossicante aiuta l’organismo ad eliminare i depositi di grasso in eccesso a carico dei reni e del fegato.

Le foglie vengono utilizzate nella cura delle infezioni ginecologiche e a tale scopo si lasciano macerare per otto giorni. Le capsule di foglie d’olivo abbassano il colesterolo cattivo (LDL) e aumentano il colesterolo buono (HDL). La loro utilizzazione permette di prevenire l’aterosclerosi e relative complicazioni; 2 o 3 capsule mattina e sera in cure prolungate, con un gran bicchiere d’acqua prima dei pasti.
L'olivo è davvero anche pianta medicinale in quanto già l'olio di oliva ha dimostrato di contribuire a ridurre i valori della pressione arteriosa, di svolgere un'attività anti infiammatoria sinergica agli omega 3 dell'olio di pesce, nel ridurre i sintomi della artrite reumatoide ed i suoi polifenoli hanno mostrato un'interessante attviità antimicrobica contro certi batteri che possono colonizzare il piloro.
Le ultime scoperte sull'olivo riguardano l'acido maslinico, il quale avrebbe il potere di bloccare ed inibire il Cancro al colon.

Roberto Crea, biochimico di fama, ha inventato l'insulina sintetica, è nato a Gallico in Calabria, lavora negli Stati Uniti, dove ha fatto parte del team della Genetech. Da diversi anni possiede un'azienda vitivinicola in California, la Redwood.
Dopo aver conosciuto le prime sperimentazioni di produzione d'olio da olive snocciolate, si mette al lavoro e dopo qualche anno di studio è convinto che l'olio snocciolato è superiore e che la parte acquosa della spremitura può essere altrettanto benefica.
Sentiamo le sue dichiarazioni.
"Non è vero che per la qualità dell'olio le olive debbano essere frante con i semi.
Non è solo un mio parere, anche gli antichi greci e romani frangevano con una macchina che non frantumava il seme.
Oggi sappiamo, grazie a una serie di ricerche scientifiche, che ci sono due componenti nocive e deleterie per la qualità dell'olio provenienti dai semi.
Nel processo tradizionale, polpa e seme vengono schiacciati assieme e messi in vasche per un'ora, un'ora e mezzo: il prodotto è acido e amaro mentre quello della spremitura della sola polpa è più dolce e stabile. Il gusto amaro non piace a tutti, tant'è vero che in Europa ci sono multinazionali che addolciscono l'olio.
Eliminando il nocciolo si ottiene un olio di qualità superiore a basso tasso di acidità, pregiatissimo.
Tutti gli oli che la nostra società, la CreAgri, ha prodotto nelle ultime annate ha un'acidità che va da 0,05 a 0,15 , un valore insolito. Per questo abbiamo richiesto per il nostro prodotto la denominazione di "olio integrale". Il nostro olio viene anche imbottigliato subito, senza aspettare i soliti tre, quattro mesi per far separare la pane acquosa".
Altra scoperta:
"L'acqua delle olive ci interessa molto. Studi recenti dimostrano l'attività antiossidante dell'acqua di vegetazione delle olive nei confronti dei radicali liberi che sono implicati in tutta una serie di malattie, da quelle cardiovascolari, ai tumori, all'invecchiamento. Si è scoperto che queste sostanze antiossidanti come il polifenolo sono presenti in misura molto maggiore nelle acque che nell'olio stesso. Gli sviluppi sono tanti: l'acqua si potrebbe usare come antibatterico per il cibo ed evitare l'utilizzo di antibiotici e conservanti, così come si potrebbero produrre farmaci contro l'invecchiamento, il cancro della pelle, il danno dei raggi solari".
Tratto da: supremooil.com 

PER una MIGLIOR SALUTE e LONGEVITA' usare, l'OLIO EXTRAVERGINE, SEMPRE e SOLO proveniente dalla spremitura  a freddo di  OLIVE MATURE e POLPA VIOLA !
MAI quello proveniente da olive verdi (OLIO VERDE) per le sostanze insaponificabili che, sono in eccesso nell'olio verde e super carente di polifenoli antociani, oltre a maggior acidità.
vedi: Olio di oliva nella Dieta Mediterranea.pdf
vedi anche: Olive ed Olio benefico

    ORIGANO    (Origanum Vulgare L.) Sommità fiorite
Proprietà: Aperitive, Digestive, tonico, stomachiche, carminative,  espettoranti, antisettico.
Utile in: Inappetenza, atonia gastrica, aerofagia, bronchiti, tosse, asma, stimolante del sistema nervoso, utile nelle flatulenze, inappetenze, anemia, stanchezza fisica; regolarizza e favorisce le mestruazioni. Rende i cibi più indigesti perché aumenta la funzione gastrica.

Si e' scoperto che l'olio estratto dal comune origano che usiamo in cucina riduce le infezioni provocate dai batteri con la stessa efficacia degli antibiotici più usati - e' anche un potente funghicida !
Si e' sperimentato sia l'olio estratto che i componenti prevalenti di questo.
L'esperimento e' stato fatto in culture cellulari ed in animali contro ceppi del batterio Staphylococcus.
La ricerca e' stata eseguita paragonando i risultati con quelli ottenuti con antibiotici quali streptomicina, penicillina e vancomicina.
Anche a basse dosi l'olio di origano e' efficiente come gli antibiotici.
Nei topi si e' inoltre visto che l'origano e' piu' efficace dei vari antibiotici presi separatamente, suggerendo che questo contenga piu' componenti antibatteriche.
Questi risultati preliminari esposti ad un congresso americano (Meeting of the American College of Nutrition Ottobre 2001) hanno destato molto interesse.
Drug discovery today n.24,Dicembre 2001

- timo e origano in  oli essenziali: sono tra gli oli più  potenti e più ad ampio spettro d'azione (con azione antibatterica,  antimicotica, antivirale, antiparassitaria).
Il loro uso in microdose non ha mai dato alcun tipo di effetto secondario né sgradevole (ovviamente se un soggetto è allergico a una sostanza, lo sarà anche alla forma in microdose).
Timo e origano danno ottimi risultati nella cura di vaginiti micotiche, affezioni alle  vie respiratorie alte, tosse, raffreddore, sinusiti, parassitosi, candida, meteorismo e sindromi fermentative del colon.

Uso esterno: Cellulite, reumatismi, infiammazioni alla pelle.

     ORTICA    (Urtica dioitica L.) Pianta
Unghie e capelli belli e sani con l'Ortica
E' una pianta usata da oltre due millenni nel trattamento del cuoio capelluto. E' una vera miniera di sostanze attive come minerali, composti azotati, sali, acido formico, ecc. Ha azione antiseborroica, antiandrogenica, antiforfora, rigenerante.
La parte aerea del fusto e delle foglie di ortica racchiude numerose vitamine (gruppo B, A, C, E), minerali (magnesio, ferro, silicio) e oligoelementi (rame, zinco, ecc.), che la rendono utilissima per il trattamento delle unghie fragili e dei capelli deboli e con doppie punte.
L'ortica fa molto bene: viene utilizzata contro l'anemia, come tonico, contro i reumatismi, per il benessere della pelle e dei capelli.
Migliore degli spinaci è un ottimo depuratore del sangue, disintossica il fegato, utile per i diabetici, diuretica favorisce l’eliminazione degli acidi urici, stimola la secrezione pancreatica, utile nella gotta, nei reumatismi, artrite e nella renella.
Ortica reale: (Galeopsis Dubia Leers), indicata nella cura dei catarri  bronchiali (25gr. in 1 lt. di acqua, 1-2 tazze al di) decongestiona i bronchi ed allevia la tosse.
Infuso: 50 gr. di foglie fresche  in un litro di acqua bollente per 10 minuti In genere viene consigliato di venderne 1 litro al dì.
Decotto con erba fresca: 30 g di ortica fresca in mezzo litro d’acqua fredda,, bollire per 10 minuti, filtrare e bere caldo o freddo.

Azione antianemica lieve ed ipoglicemizzante,
antidiabetico, astringente, depurativo,diuretico, emostatico, anticolesterolo.  
Utile in: artrite, reumatismi,
enteriti, epatopatie, catarro e muco, insufficienza cardiaca, stanchezza, renella, emorroidi, sciatica, tendiniti, bruciature, distorsioni. Fortifica la crescita e l’organismo. Tonico nei convalescenti, vecchi e negli anemici. Utile in tutte le affezioni cutanee.
Obesità: 3 tazze al giorno di infuso o 4 cucchiaini al giorno di tintura, polvere d’ortica spolverizzata sui cibi.
Stress fisico e psichico: decotto d’ortica fresca 3 tazze al giorno, un bicchiere di succo a digiuno tutte le mattine.
L’ortica è assolutamente ideale per le “grandi pulizie del corpo” quelle primaverili.
Scioglie i depositi, riduce l’iperacidificazione, elimina dal corpo i prodotti inutili del metabolismo, pulisce l’intestino, attiva le difese immunitarie, pulisce a fondo i reni e lava via tutto l'organismo.

     ORZO   (Hordeum vulgare L.) Originario del Medio ed Estremo Oriente.
Ippocrate, grande medico greco fondatore della scuola di Cos, consiglia di utilizzarlo per i decotti, poiché l’orzo risulta essere energetico e ben digeribile, oltre a non presentare particolari controindicazioni.
Plinio il Vecchio ci racconta come i gladiatori venissero definiti "hordearii" proprio per l'abitudine di mangiare orzo, pianta particolarmente energetica e consumata allora principalmente sottoforma di zuppa. In seguito anche i cristiani utilizzeranno a dosi massicce l'orzo per la produzione del pane, pane che oggi si consuma in quantità elevate soltanto in alcune località dell'Himalaya.

Contiene: acqua 13%, proteine 9,5%, amido di granuli lenticolari, zuccheri 71,5%, grassi 1,5%, cellulosa 3%, maltina, ordeina, ceneri 1,8%, calcio, magnesio, potassio, sodio, ferro, oligo elementi come il rame, manganese, zinco, fosforo e zolfo; nella sua crusca si trova anche il fluoro, Vitamina B1, B6, C, E, acido pantotenico e folico, colina, inositolo.
Molto utile per i bambini la pappa di orzo ed avena.
Proprietà: Emoliente e leggero lassativo, rinfrescante dello stomaco e dell’intestino, aiuta nella peristalsi intestinale, tonico nervino e cardiaco, ricostituente, digestivo, rinfrescante, antidiarroico;
Utile in: affezioni polmonari, epatismo, enteriti, diarree, dissenterie, forme tifoidee, malattie infiammatorie alle vie urinarie, ipotensione, stati febbrili.
Il malto di orzo (da 1 a 5 cucchiai al dì) è utile nei disturbi cronici acuti e cronici, dell’apparato digerente e per quelli dei celiaci ed in alcune forme di anemia, diabete, foruncolosi. L’estratto di malto, calma i nervi; il decotto di orzo rimuove in 2 ore il catarro degli anziani. L’acqua della bollitura dell’orzo (tisana) con miele è utile nella stitichezza anche dei bambini. Si possono fare anche dei gargarismi e dei cataplasmi di orzo decorticato sfarinato per le affezioni alle vie respiratorie.
 
L'Orzo e' un calmante e rinfrescante delle infiammazioni intestinali; scioglie i depositi di feci nelle anse intestinali, e quelli dei grassi animali. Per questi fatti tonifica l’organismo in generale. Molto utile per depurare il tubo digerente.
Tostare a secco per i minuti necessari per ottenere un delicato aroma di tostatura. Alla fine versare 1 litro di acqua bollente, bollire per 10 minuti a fuoco basso, coperto. Filtrare e bere, come si vuole, durante la giornata. E’ possibile fare lo stesso decotto con l’orzo ed ottenere gli stessi risultati.

     QUERCIA    (Quercus robur) Pianta e foglie
Azione emostatica forte, astringenti (tannino), ottimo febbrifugo, tonico nei casi di anemia ed astenia, anticolitico, utile nel rachitismo infantile.
G
li estratti di corteccia di quercia vengono largamente usati per il loro potere decongestionante nelle varici emorroidarie
Decotto di corteccia da applicare sui vasi emorroidari o con garze in caso di epistassi: perdita di sangue dal naso.

     PADMA BASIC
Antica ricetta per un COMPOSTO di erbe della MEDICINA TIBETANA per circolazione ed immunodeficienza
Questo prodotto, molto conosciuto e largamente utilizzato negli Stati Uniti, si è rivelato estremamente utile anche per regolare il sistema immunitario, aiutando a prevenire anche l’insorgere di malattie molto gravi come l’epatite cronica attiva, le infezioni recidivanti dell’apparato respiratorio (specialmente quelle infantili), la miocardite, le patologie delle coronarie (come l’angina pectoris), il restringimento delle arterie negli arti.
Svolgerebbe un sensibile effetto rivitalizzante sui fagociti, le cellule divoratrici addette alla pulizia del sangue e delle pareti arteriose.
Ingredienti: Saussurea costus radix, Cetraria islandica thallus, Antelaea azadirachta fructus, Elettaria cardamomum fructus, Terminalia chebula fructus, Pterocarpus santalinus lignum, Pimenta dioica fructus , Aegle marmelos radix, Glycyrrhiza glabra radix, Plantago lanceolata herba, Polygonum aviculare herba, Potentilla anserina herba, Syzygium aromaticum flos, Hedychium spicatum, Valeriana officinalis radix, Lactuca sativa folium, Calendula officinalis capitulum.
Iindicazioni:Obliterazione arteriosa periferica, Disturbi circolatori,  Debolezza del sistema immunitario, Arteriosclerosi, Dolori acuti alle gambe, Insorgenza di ulcerazioni, Epatite cronica attiva, Restringimento delle arterie negli arti.

     PANE INTEGRALE  .
Esso apporta un contributo di fibre, minerali e vitamine superiore a quella del pane bianco: possiamo dunque affermare che il pane integrale è il pane migliore dal punto di vista nutrizionale.

Si può dire, invece, che il pane integrale è un alimento pressoché completo.
Nel pane bianco non si trovano sufficienti quantità di minerali, fibre e vitamine, mentre nel caso del pane integrale le fibre sono essenzialmente insolubili e i minerali sono di difficile assimilazione (salvo quello a lievitazione naturale).

"Non è necessario essere esperti di alimentazione o assaggiatori professionisti per notare la grande differenza esistente tra un pane di fattura artigianale e quello prodotto nei grandi forni industriali. È come se la semplicità della preparazione - in fondo non si tratta che di un impasto di acqua e farina - sfugga ai sempre più sofisticati processi di produzione oggi adottati dall’industria agroalimentare. A far perdere al pane la sua originaria bontà concorrono l’impiego di additivi per favorire la lievitazione, il regolare ricorso alla degerminazione (eliminazione del germe di grano, la parte più ricca del chicco ma anche la più deperibile a causa dell’elevato contenuto di acidi grassi) e l’eccessiva raffinazione delle farine. Il risultato è un pane apparentemente più leggero e digeribile rispetto a quello integrale ma sicuramente meno ricco di vitamine (soprattutto C, B1 e B2), sali minerali (calcio, magnesio, fosforo e ferro), fibra, acidi grassi essenziali, proteine, e soprattutto di gusto e sapore.

Questo non vuol dire che il pane integrale sia sempre sinonimo di elevata qualità. Gran parte di quello venduto come tale viene ottenuto con farine prima degerminate e raffinate e poi arricchite con crusca. La ragione di questa sorta di frode è molto semplice. Da oltre un secolo la quasi totalità degli impianti di molitura sono progettati per ottenere farine “sbiancate” per cui, anziché modificare i molini, diventa molto più semplice e conveniente aggiungere crusca alla farina bianca. La conseguenza di questa prassi purtroppo ormai ben consolidata, è che se da una parte la crusca aggiunta alla farina sbiancata assicura un buon contenuto di fibra alimentare, dall’altra non è sufficiente a restituire al pane l’integrità nutrizionale del frumento intero.

Ma non è tutto. Insieme al minor grado di abburattamento della farina, un pane di qualità si riconosce anche per la natura della lievitazione. Com’è noto la crusca è ricca di acido fitico, la cui principale caratteristica è la capacità di legarsi ai sali minerali (calcio, ferro, magnesio e zinco) e alle proteine formando complessi non assimilabili per il nostro organismo. Quando invece del lievito di birra si impiega la pastella acida (il cosiddetto “lievito naturale”), l’azione complessante dell’acido fitico viene neutralizzata da specifici enzimi (fitasi) con il risultato di ottenere un pane più nutriente e digeribile. Perciò è solo ricorrendo alla lievitazione naturale che è possibile ottenere un pane in grado di conservare a lungo la sua morbidezza e fragranza e nello stesso tempo assicurare al nostro organismo il ricco potenziale nutritivo dei cereali.
Uno dei tratti distintivi del pane preparato con farine macinate a pietra e con lievitazione naturale è la capacità di conservare a lungo la sua fragranza e morbidezza, rimanendo commestibile per almeno una settimana. Un altro vantaggio è dato dalla macinazione a pietra delle farine con la conseguente ridotta assimilazione dell’amido e dunque un valore calorico tanto più basso quanto minore è il grado di raffinazione.

Oltre al sistema di molitura e di lievitazione, la qualità di un pane dipende anche dal metodo di coltivazione adottato per la produzione del grano. Soprattutto nel caso del pane integrale è importante accertarsi della provenienza della farina, poiché se è vero che i rivestimenti esterni della cariosside di grano, la cosiddetta crusca, sono particolarmente ricchi di principi nutritivi è altrettanto vero che essi costituiscono un luogo d’accumulo privilegiato per eventuali residui di pesticidi. Ecco perché, soprattutto quando si è soliti mangiare integrale, è consigliabile preferire pane ottenuto con farine provenienti da coltivazioni biologiche controllate, oggi in vendita non solo nei negozi di alimenti naturali ma anche in alcune catene di supermercati.

Per farlo in casa
La prima operazione è preparare il lievito naturale, cosa che si può fare in casa senza grandi difficoltà a partire da farina e acqua. Rinnovata periodicamente, almeno una volta alla settimana, la “pastella acida” può essere riutilizzata all'infinito in sostituzione del lievito di birra per preparare pane, pizze e dolci. Ecco come si fa.
In una terrina versate 100 g di farina di grano tenero (potete utilizzare secondo i vostri gusti solo farina integrale o un miscuglio al 50% di farina “0” e farina integrale) e una quantità analoga di acqua tiepida, in cui avrete sciolto un cucchiaino di miele. Mescolate ben bene fino a ottenere una pastella omogenea che si lascerà riposare per 48 ore, in un ambiente moderatamente caldo (15-20 gradi), ricoperta con un canovaccio pulito e umido. Trascorso questo periodo di tempo si aggiungeranno all'impasto 3-4 cucchiai d'acqua tiepida e una quantità di farina sufficiente per ottenere, alla fine della lavorazione, una pagnottina abbastanza tenace da non attaccarsi alle dita. Quindi si fa lievitare per altre 48 ore, lasciando la pastella sempre ricoperta con un canovaccio umido. A questo punto il lievito è pronto e si può cominciare a preparare il pane". 
Tratto da: http://www.aiab.it/nuovosito/tavola/dieta/gusto/alimenti/pane.shtml

Diamo le ricette per preparare un buon pane Azzimo e/o pane Fermentato
Pane azzimo
: 100 gr. di farina bianca integrale di grano + 100 gr di farina integrale di farro; 
1 pizzico di sale + 1 cucchiaio di olio di oliva extra vergine; impastare con acqua per rendere l'impasto sodo; far riposare per 1/2 ora sotto una ciottola di vetro; stendere a ciambelle sottili ed inserire in pentola bassa antiaderente e cuocere fino a cottura come se fosse una crèpe. 
Pane Fermentato:
Per Kg. 1,3 di farina integrale, macinata a pietra, usare: 1/2 bicchiere di olio extra vergine di oliva; 
1 cucchiaio da minestra colmo di sale marino integrale fino; il lievito "madre" in caso di mancanza di quest'ultimo 1 quadratino di lievito di birra, da sciogliere in acqua tiepida.
Ricordarsi che e' molto piu' salubre utilizzare il lievito madre che non il lievito di birra o quello chimico, in quanto il lievito madre e' il prodotto dalla fermentazione in acqua della farina del cereale con il quale si fa quel tipo di pane, mentre il lievito di birra proviene dal luppolo che NON e' un cereale, per cui tende a fermentare molto di piu' nell'intestino; idem per il lievito chimico.
Ponete la farina a fontana su di una spianatoia e versate al centro il sale, l’olio, il lievito sciolto; unite altra acqua tiepida, quanto basta per ottenere una pasta morbida ed elastica; lavoratela energicamente con ritmo rapido ed ininterrotto per 10 minuti, ricordando che non deve mai raffreddarsi, altrimenti la lievitazione sarà compromessa.
Trascorso questo tempo, formate una palla ed avvolgetela in un telo spruzzato di farina all’interno; coprite il tutto con un panno di lana e lasciate lievitare da 3 a 9 ore in un posto senza corrente d’aria. A questo punto date alla palla la forma che desiderate; ponete la pasta su di una teglia, preventivamente oleata con poco olio oppure su di una teglia con il fondo ondulato. Introducete nel forno già caldo a 250 gradi e mantenete quella temperatura per 20 minuti circa, dopodiché diminuite a 120 gradi fino a cottura ultimata.
Devono trascorrere complessivamente circa 45 minuti.
Ricordate che consumare il pane appena sfornato, può produrre forti fermentazioni intestinali, meglio consumarlo raffermo e riscaldato.
Spesso il pane integrale si dimostra eccellente nei casi di anemia, aumenta la resistenza fisica e produce sangue di buona qualità. Il pane fatto con farina macinata di fresco, non raffinata è ricco di vitamine ed in particolare della B, di proteine e di sali minerali; in breve è sufficientemente ricco in modo da soddisfare tutti i bisogni nutrizionali dell’uomo medio.
Per essere sicuri che il vostro pane sia di prima qualità, macinatevi da soli la farina o compratela fresca presso un negozio di fiducia. La farina fresca di frumento è una base eccellente per fare il pane.
Quanto più finemente è macinata, tanto è più facile digerire il pane. Buona norma sarà quella di passare al setaccio la farina per dividere la crusca dalla farina vera e propria indi macinare più finemente la crusca e riadditivarla alla farina.
Per ricavare il massimo beneficio dal pane che mangiate, masticatelo molto e bene insalivandolo il più possibile.
Esistono varie qualità di pane, ciascuna adatta per un clima specifico o per il carattere personale.
Non ci vuole molto per variare le qualità del pane; aumentando o diminuendo le quantità di uno degli ingredienti; usando farine di qualità diverse mescolate fra di loro si ottiene un pane con sapore più ricco e con consistenze diverse.
Per ottenere il meglio dall’impasto, occorre lavorarlo per più tempo e magari con un cucchiaino di legno anziché con le mani. Il pane fatto con la farina integrale inacidita è più sano perché contiene molti enzimi che aiutano la digestione degli amidi.
Ricordiamo comunque che il pane deve essere consumato in piccole quantità nell’ambito del pasto in quanto noi mangiamo molto companatico oppure va consumato da solo.

      PAPAIA  Frutto tropicale molto buono; utilizzato da millenni per le sue qualita' anche terapeutiche. Di forma simile alla pera, molto simile al melone, ha buccia liscia e sottile, di colore giallo-arancione se matura, verde se acerba. E' caratterizzata da una polpa succosa e morbida, dal sapore dolce e aromatico. All'interno della papaia ci sono moltissimi semi ricoperti da una sostanza gelatinosa. Le virtù dimagranti delle foglie di Papaia sono dovute alla papaina, un enzima che è in grado di degradare le proteine in peptidi: questa pianta è consigliabile nelle cure dimagranti e soprattutto per combattere la cellulite. La papaina possiede anche un'azione enzimatica digestiva che può essere utile anche in caso di digestione difficile

Si puo' assumere come frutto, oppure macinata e fatta fermentare; in questo caso essa produce degli enzimi (Papaina) molto utili anche per eliminare le tossine dall'organismo: La Papaya è una delle maggiori fonti di antiossidanti e recentemente abbiamo appreso che gli antiossidanti svolgono un ruolo molto importante nella protezione dell'organismo…  Abbiamo messo a confronto cinque diversi tipi di frutta e due diversi tipi di ortaggi e abbiamo rilevato che la Papaya, un frutto tropicale…. è una delle fonti più ricche di antiossidanti, venti volte più potente della Vitamina E.”
Dr. Mark E. Weksler - Specialista in Geriatria, New York Weill Cornell Medical Center Professore, Cornell University.
Molto simile ad un melone, la papaia è un frutto molto ricco di vitamine A, C e P. L’interesse in medicina naturale deriva dalla presenza di PAPAINA, un’enzima simile alla bromelina dell’ananas con proprietà terapeutiche ed al Sod del Melone. La papaina facilita notevolmente la digestione delle proteine, tanto da essere un rimedio insostituibile dopo i pasti abbondanti e frettolosi; se ingerita a digiuno esercita un’azione antinfiammatoria e drenante da assicurare ottimi risultati, meglio se in sinergia con l’ananas, nella cura delle ritenzioni e nella lotta alla cellulite (facilita l’uscita degli acidi grassi dalle cellule adipose).
La Papaia fermentata, è un integratore ottenuto da FPP (Fermented Papaya Preparation) ossia Carica Papaya, sottoposta ad un processo tecnologicamente avanzato di bio-fermentazione della durata di 10 mesi.

vedi Named

Giovani, snelle, in salute: ci pensa la papaya
I segreti del frutto degli angeli, che fa impazzire le star di oggi ma che già nei secoli scorsi faceva gridare al miracolo Cristoforo Colombo e Marco Polo.
Ai tempi delle grandi esplorazioni, lo scorbuto era una malattia all’ordine del giorno. Colpiva soprattutto i marinai che, durante i lunghi periodi in alto mare, non potevano alimentarsi con cibi freschi e non mangiavano sufficienti quantità di frutta e verdura. Durante i loro viaggi, mitici esploratori come Cristoforo Colombo e Marco Polo ebbero un’idea: riempire le stive delle loro navi di papaya, ricca di sostanze capaci chissà come di mantenere gli equipaggi in salute. Naturalmente, Colombo e Marco Polo non sapevano dell’esistenza della vitamina C (che verrà isolata solo nella prima metà del ‘900), ma avevano avuto una grande intuizione. Lo scopritore del Nuovo Mondo annotò inoltre nei suoi appunti l’utilità di quello che ribattezzò il “frutto degli angeli” come prodigioso digestivo dopo i pasti.
Avevano ragione i grandi avventurieri: la papaya è un vero concentrato di salute e, diversi secoli dopo, la ricerca scientifica ha chiarito il perché:
- è una fonte eccellente di vitamine, in particolare A e C
- contiene un enzima chiamato papaina che aiuta a digerire meglio e a combattere gonfiore addominale e alito cattivo. La papaina contribuisce inoltre a ristabilire nell’organismo il corretto pH, spesso alterato da una dieta povera di frutta e verdura e da uno stile di vita fatto di cattive abitudini (fumo, sedentarietà, poco riposo ecc.)
- è uno dei frutti più ricchi di betacarotene, licopene e altri flavonoidi, in grado di proteggere dall’attacco dei radicali liberi responsabili dell’invecchiamento.
Inoltre è ideale per i momenti in cui l’organismo è a corto di difese immunitarie, rendendolo più resistente nei confronti delle malattie infettive, dell’influenza e dello stress
- contiene potassio e magnesio, che potenziano i muscoli e allontanano la stanchezza
- è povera di sodio, quindi ha un’ottima azione drenante ed è utile contro ritenzione idrica e cellulite
- ha un effetto positivo sul metabolismo dei grassi, cioè contribuisce a sciogliere i cuscinetti
- è ricca di fibre, che favoriscono il senso di sazietà, depurano, riequilibrano la flora batterica intestinale, combattono la stitichezza e la gastrite
Per la sua azione “ferma-tempo” e i suoi fantastici effetti sulla linea, tra le più grandi consumatrici di papaya ricordiamo Claudia Schiffer, Simona Ventura, Angelina Jolie e Jessica Simpson. Il loro aspetto ci dice tutto: se gli obiettivi sono depurarsi, tirarsi su, dimagrire e mantenersi giovani e in salute, la papaya è proprio il frutto che fa al caso nostro.
Tratto da: farmasalute.it

     PAPAVERO ROSSO     (Papaver Rhoeas L.) Petali
Il papavero rosso o rosolaccio ha gambo eretto, alto da 60 a 80 centimetri, con foglie mediane non avvolgenti, aventi lobi oblunghi o aguzzi. Il suo fiore ha petali rossi, con una macchia nera alla base: sboccia da maggio a giugno e a volte anche in autunno, per una seconda fioritura. La pianta presenta setole rade, anche verso la sommita' dello stelo e sul contorno dentellato delle foglie, mentre il filamento dei suoi stami e' subulato. E' pianta comune e puo' crescere nei campi coltivati, tra il grano, lungo le siepi fino ai 1700 metri di quota. I suoi fiori e i suoi semi conservano le loro proprieta' anche dopo essere stati dissecati. Il papavero a volte trova impiego in pediatria e per le sue proprieta' leggermente sedative e viene usato in tisane, con altre erbe, come calmante della tosse e della pertosse, cosi' come espettorante nelle bronchiti.
I suoi germogli teneri si utilizzano in cucina per la preparazione di minestre a base di ortaggi. Lessati possono essere conditi e consumati come gli spinaci. Dopo bollitura, conditi con olio di oliva e qualche goccia di limone, poco sale, si possono consumare come insalata. Contiene un lattice diverso dal pavero da oppio (papaver somniferum), alcaloidi,  isochinolici come la roeadina, non ha azione  allucinogena, ma  calmante e narcotica, glicosidi antocianici, mecocianina, cianina, mucillagine.
I semi contengono  olio grasso,  acido linoleico, acido oleico, palmitico, stearico.
Gli alcaloidi tossici sono presenti in misura maggiore nelle parti sotterranee delle pianta  ( e questo vale anche per l'Escolzia e per la Chelidonia)
Lo si impiega per sedare e indurre il sonno nei bambini   e come antitussivo. E' un blando sedativo e si utilizza a scopo pediatrico e per gli anziani e per le persone  debilitate. E' un coadiuvante come calmante della tosse, nella pertosse, nelle bronchiti catarrali acute (i fiori calmano lo spasmo e favoriscono l'espettorazione), aiuta ad abbassare la febbre ( azione diaforetica nelle forme febbrili), è quindi utile anche nel raffreddore e nell'influenza.
Azione oppiacea. Calma l’eccitazione nervosa, concilia il sonno, azione sudorifera perciò utile nelle pleuriti e come espettorante. Leggero sedativo, calmante della tosse e pertosse. Cautela in gravidanza ed allattamento.

     PAPPA REALE (vedi anche Prodotti dell'alveare)
La pappa reale è considerata il prodotto più pregiato dell’alveare. È la secrezione delle ghiandole ipofaringee e mascellari delle api operaie. La pappa reale è uno dei cinque prodotti dell’alveare, congiuntamente a miele, polline, propoli e cera.
E’ una sostanza gelatinosa, di color paglierino, dal sapore acidulo, molto concentrata e che viene elaborata dalle api nutrici di età compresa tra i 5 e i 14 giorni, attraverso le ghiandole ipofaringee e mandibolari poste nel  capo.
Essa viene utilizzata per nutrire sia tutte le larve dell’arnia durante i primi due giorni di vita sia l’ape regina per tutta la durata della sua esistenza. La pappa reale, infatti, rappresenta l’alimento esclusivo di tutte le larve sino al secondo giorno di vita mentre dal terzo giorno cominceranno a nutrirsi di miele e polline e sarà solo la larva destinata a diventare ape regina che continuerà a nutrirsi per tutta la vita con questa sostanza nobile.
E' quindi un alimento completo, un vero e proprio concentrato di salute. Funziona per i bambini, gli anziani e tutti quelli che hanno bisogno di un carico di energia. E non basta: presa insieme ad altri prodotti diventa un eccellente toccasana per alcune patologie. Anti depressivo per eccellenza.
La pappa reale contiene tra l’altro: aminoacidi essenziali (22), vitamine del gruppo B (B1, B3, B5, B6, B7, B8, B9, B12), vitamina A, C, D, ormone della crescita, acidi grassi insaturi, inositolo, e molti minerali: sodio, cromo, manganese, nichel, fosforo, rame, zolfo, selenio, calcio, ferro, potassio, silicio.
La pappa reale è quindi un eccellente ricostituente, destressante sul sistema nervoso, riequilibra la pressione arteriosa, rafforza il tono del muscolo cardiaco, antibiotico naturale, accelera il metabolismo, stimola appetito e digestione, ha effetti antidepressivi, accelera la guarigione dalle malattie, agisce sulle tensioni pre-mestruali, contro l'insonnia, da impulso all'attività fisica e intellettuale, etc.
Se ne consiglia l’assunzione di un cucchiaino (da mettere sotto la lingua) al mattino appena svegli. Dopo circa 20 minuti si potrà fare colazione.
La Pappa Reale può essere consumata fresca, purchè correttamente conservata in frigorifero, o liofilizzata; la liofilizzazione permette la sua conservazione a temperatura ambiente anche per lunghi periodi.

      PASSIFLORA INCARNATA     (Passiflora Incarnata L.) Rami, Foglie, Fior
Sedativo per ansie, nevralgie, menopausa, insonnia. Azione tranquillante ed anti spasmodica ed ipotensiva; è utilizzato per combattere forme di insonnia molto forti, serve anche per la tosse.
Utile nell’isterismo, cardiopalmo, ipertiroidismo.

     PASTINACA (Pastinaca sativa, Ombrellifere)
Ortaggio molto nutriente; proprietà diuretiche, disintossicanti, antireumatico, da utilizzare nelle minestre e zuppe con cipolle e porri. Dietetica, diuretica, colagoga.
Contiene tracce di alcaloidi, vitamina C, oligoelementi, sali potassici (foglie). Le foglie possono servire per stimolare diuresi e  funzioni della cistifellea.
Infuso: 2 grammi in 100 ml di acqua. Due - tre tazzine al giorno. DEecotto di foglie, fiori e radici. Le radici possono essere consumate crude.

     PATATA (Solanum tuberosum, Solanacee)
Prezioso e sano tubero, molto nutriente e digeribile, sopra tutto al forno; alimento permesso ai diabetici ed a tutti coloro che non desiderano ingrassare.
Contiene: Acqua 75%, carboidrati 22%, protidi 2%, lipidi 0,1%, minerali 1%, sopra tutto potassio, (come sempre per tutti i vegetali, la quantità e le qualità dei minerali sono in funzione del terreno ove vengono coltivati i prodotti stessi) vitamina C, K, ricca di B, B1, B6; contiene proteine come il riso; utile  nelle diete che servono a non sovraccaricare i reni; ottima per il fegato.
Utile nelle gastriti,artriti, obesità, diabete, ulcere, cicatrizzante; il succo crudo è diuretico, emoliente, calma le mucose dell’intestino ed è antispasmodico, scorbuto, stipsi, emorroidi, dispepsie, epatismo, litiasi biliare; per uso esterno in fecola: scottaure, flemmoni, piaghe, ulcere alla pelle, eruzioni, screpolature.
Serve anche per ravvivare i colori dei tappeti: grattare 2 patate, coprirle di acqua calda e lasciare in infusione per 2 ore, filtrare e strofinare il tappeto con cura. L’acqua della cottura delle patate ma pelate, pulisce l’argenteria.


Patate usate come rimedio naturale nel 1861, dal brigante Carmine Crocco quando imperava su tutta la regione del Vulture
"I feriti, gli ammalati del giorno, sono ricoverati nell’interno del bosco con abbondante paglia e qualche rara coperta. Sono curati con affetto, la pratica supplisce la scienza e l’arte: le ferite sono lavate con acqua e aceto, i farmaci normalmente usati sono: patate, filacce, fascie, bianco d’uovo, olio di olivo sbattuto e foglie d’erba chiamata stampa cavallo [?].
Puo apparire ridicolo che la patata sia medicina utile, ma è proprio utilissima, almeno per noi briganti era riconosciuta tale.
Le patate ben pestate danno un unguento latteo, che ha la potenza di trarre a sé il sangue guasto, la velenazione della polvere; esso ingranella la carne filacciosa, fa sparire il gonfiore e restringe lo squarcio.
Per le ferite di punta e di taglio si usava olio sbattuto e foglie di pelosella [Sparviere pelosetto o Pelosella (Hieracium pilosella L.)], che si trovava abbondante nei luoghi aridi e montuosi".
Tratto da "Io, Brigante" Il Mattino/ Capone Editore 2005

     PAU d'ARCO  (della famiglia delle Bignoniacee)
Originaria del Brasile, e diffusa in Sud America, Bolivia e Perù. Gli indios dell'Amazzonia impiegano la corteccia dei rami da certinaia di anni come rimedio per le malattie infettive e degenerative. Si deve al botanico Valer Accorsi dell'università di Sao Paulo la diffusione dell'uso a scopi terapeutici di questa corteccia. Successivamente il Pau D'Arco nel 1967 fu citato dai giornali in Argentina come rimedio delle popolazioni di Tucuman ai piedi delle Ande come rimedio per l'asma, il cancro, l'eczema, la leucemia ed i reumatismi, e si deve al botanico Argentino Teodoro Meyer ulteriori studi su questa pianta. I fiori sono gialli, con varietà rosa, rossa o purpurea, il frutto è una lunga capsula legnosa che contiene i semi alati.
Il Pau d'arco, Tabebuia impetiginosa, è un albero la cui corteccia è utilizzata da secoli dalla medicina erboristica sudamericana per le sue attività antibatteriche e antivirali. Il principale costituente isolato dalla corteccia di Tabebuia, il lapacholo, presenta una rilevante attività antiradicalica e immunostimolante.
Parti impiegate, la corteccia del Pau d'arco dai fiori rosa-purpurea
Chiamata Pao Pereira (o anche Geissospermun, Aspidosperma Tomentoso e altre decine di definizioni).
Nella tradizione sudamericana possiede una nomea vasta e collaudata nei secoli (e nei millenni)
.
I Guaranì, ed i Tupi, popoli amazzonici,  lo chiamano "Tajy" che significa "avere forza e vigore", la pianta conosciuta con il nome di Pau d’Arco che adoperano per curare malaria, anemia, malattie respiratorie, febbre, infezioni, artrite e reumatismi, morsi di serpente.
Il Pau d’Arco è un grosso albero delle foreste piovose sudamericane che botanicamente corrisponde alla Tabebuia heptaphyilla, impetiginosa e avellaanedae, e appartiene alla famiglia delle Bignoniacee.
Il Pau d’arco, di cui si adopera la corteccia, è conosciuto per le sue proprietà antivirali, antinfiammatorie, antidiabetiche, costituisce una importante risorsa delle foreste umide.
Ma altre centinaia sono le piante "sconosciute" che sono state perdute, o potrebbero esserlo in futuro che possono essere utili come il Pau d’Arco.
Utile contro i funghi, micosi, candidodisi, muffe, diuretica, immunostimolante, aiuta contro i radicali liberi, le affezioni della pelle, psoriasi, herpes, nel diabete
Le ricerche moderne hanno verificato:  Attività Atiossidante, Antineoplastica, Antivirale, Antimicotica, Battericida.
Te' di Pau d'Arco: on the other hand, has shown that it may hold the secret for the successful treatment of cancer and other diseases. Dr Daniel B. Mowry, PhD, states in his widely published article on Pau d'Arco that "whole Lapacho has produced clinical anti-cancer effects without side effects." Read Dr. Mowry's extensive research and history of Pau d'Arco published here. Over the last 15 years I have received many reports and testimonials from terminal cancer victims relating their miraculous cures of this deadly disease.

      PEPE    (Polvere) Aumenta l’appetito, combatte tossi, raffreddori, asma, cattive digestioni e febbri. Da utilizzare con cautela, specie quello Nero perche' puo' portare infiammazioni intestinali.
PEPE NERO   (Polvere)   Tonico generale; agisce contro la tosse, i colpi di freddo, la letargia; dà appetito, combatte l’orticaria, le allergie cutanee, il dimagrimento, ma non da tutti è sopportato, perché può generare infiammazioni intestinali.

      PEPERONCINO     (Capsicum Fastigiatum)
Quello rosso ha proprietà simili all’aglio, utile
vie urinarie e respiratorie, utile in certi casi, nelle infiammazioni gastro intestinali, azione antibatterica, azione vasodilatatrice ed emodinamica atto a stimolare la vitalità dei tessuti ed attivare il circolo venoso e capillare, riduce il colesterolo ed i trigliceridi; riduce l’aggregazione piastrinica, aumenta la permeabilità cellulare, effetto antistaminico del frutto e ne propongono l'uso in alcune patologie allergiche e nell'asma; va usato con notevole parsimonia, in piccolissime dosi, però può essere utilizzato per cure preventive e curative per lunghi periodi.  
La parte attiva della pianta è costituita dal frutto che contiene la capsaicina, una sostanza oleosa e rubefacente che è responsabile del suo sapore piccante.
Dal punto di vista chimico in esso è possibile isolare queste sostanze: azotate, capsacina, oleoresina, capsantina, colorante carotenoide rosso, quercitina, esperidina, eridietrina, lecitina, vitamine C, PP, E, K2, P, A, sali minerali acido malonico e citroflavonoidi. 
E' utile in tutte le affezioni , se integrato con la “dottrina termica” (frizioni fredde, bagni di vapore, cataplasmi) consente in certi soggetti, strabilianti guarigioni. 
Occorre ricordare che è utile SOLO in piccolissime dosi giornaliere o meno ancora, perché se oltrepassa certi limiti può al contrario indurre forti infiammazioni generali
Da usarsi essiccato per via orale, con parsimonia in micro dosi giornaliere, in sughi di pomodoro od altro a seconda dei casi con pasta o pane.
Per uso esterno, molto utile nelle artrosi e nei dolori: sfregare minime quantità di peperoncino rosso sulla cute interessata e fare subito dopo sulla parte medesima impacchi con panni bagnati freddi.
(ANSA) - ROMA, 15 MAR Ecco un rimedio 'piccante' contro il principale tumore maschile: estratto di peperoncino e' efficace contro il cancro alla prostata.
Secondo uno studio sui topi, infatti, ricercatori dell'universita' di Los Angeles diretti da Soren Lehmann hanno dimostrato che l'80% delle cellule malate e' indotto al suicidio dalla capsaicina, la molecola che dona il gusto piccante alla spezia.
I risultati di questo studio sui topolini sono stati resi noti sulla rivista Cancer Research.
Gli esperti prospettano nuove possibilita' di cure con farmaci a base di capsaicina ma avvertono: non c'e' nessuna prova al momento che introdurre una quantita' esagerata di peperoncini nell'alimentazione possa essere un buon rimedio contro questo cancro .
Anzi, attenzione, perche' troppi peperoncini possono favorire il cancro allo stomaco.
I ricercatori hanno dato alte dosi di capsaicina a topolini geneticamente modificati si' da sviluppare un cancro alla prostata simile a quello dell'uomo. Le dosi somministrate sono pari al consumo di 3-6 peperoncini, insomma quantita' esagerate in cucina.
Pero' l'estratto di peperoncino ha ridotto il tumore nei topolini (attenzione l'uomo NON e' un topo) uccidendo l'80% delle cellule malate. In concomitanza di cio' e' diminuita la concentrazione ematica dell'antigene specifico prostatico (PSA), associato al tumore.
La capsaicina, hanno spiegato i ricercatori, induce le cellule malate a suicidarsi, ovvero ad andare incontro al processo di morte programmata (apoptosi) che serve al nostro organismo per il normale ricambio cellulare e per eliminare cellule malate. Il processo dell'apoptosi, tuttavia, e' spesso messo 'KO' dalle cellule tumorali che acquisiscono dunque una sorta di immortalita'.
La capsaicina, capace di riattivare il processo apoptotico nelle cellule malate, potrebbe divenire un principio attivo di nuovi farmaci contro questo tumore, hanno concluso gli esperti.

Il PEPERONCINO fa male alla Prostata
- Mer 12 Set 2007
(Adnkronos/Adnkronos Salute) - Il re degli afrodisiaci a tavola finisce sotto accusa. Il peperoncino, gettonatissimo nel Meridione ma amato indistintamente da un estremo all'altro dello Stivale, rientra tra gli alimenti dannosi per la prostata, con possibili ripercussioni anche sulle performance 'sotto le lenzuola'.
Non solo. Per gli uomini amanti della buona tavola le cattive notizie non finiscono qui. Non devono infatti esagerare con la birra, con i crostacei, un altro alimento noto per le sue proprietà afrodisiache, e ancora spezie, insaccati, pepe, superalcolici e caffé. E' questa una delle raccomandazioni contenuta nel decalogo messo a punto dalla Società italiana di urologia (Siu) in occasione della giornata europea di informazioni sulle malattie prostatiche, in programma venerdì prossimo.
Presentato oggi a Roma, il decalogo, che promette di far storcere il naso a molti, almeno per le raccomandazioni in campo alimentare, punta a essere una vera e propria dichiarazione di guerra al tumore alla prostata, neoplasia che colpisce circa 46 mila italiani l'anno uccidendone 7 mila, con "un'incidenza in crescita del 12-13% negli ultimi cinque anni", spiega Vincenzo Mirone, presidente del Siu, a margine dell'incontro.
A rendere peperoncino, birra, crostacei e una manciata di altri alimenti 'nemici' della prostata "è quello stesso elemento che li rende noti come afrodisiaci - spiega Mirone - Questi cibi, infatti, irritano la prostata, stimolando la necessità di eiaculare". In altre parole, 'accendono' il desiderio di chi li consuma, "ma finiscono per essere dannosi per questa ghiandola".
Inchiodato sul banco degli imputati, dunque, proprio per una delle qualità migliori che gli vengono riconosciute, "il peperoncino non va consumato più di due volte a settimana", raccomanda l'esperto. "Una notizia, questa - ironizza Franco Cuccurullo, presidente del Css - che in molte Regioni del meridione potrebbero condurre alla pubblica lapidazione chi le diffonde. Ma non bisogna avere paura di dire la verità quando di mezzo c'è la salute". Un altro consiglio che sorprende è evitare la pratica del coito interrotto: "quando c'è lo stimolo di eiaculare - puntualizzano gli esperti - va assecondato, non interrotto volontariamente".
Dal decalogo messo a punto dalla Siu non arrivano tuttavia solo cattive notizie. "L'attività sessuale - si legge nel decalogo - non è nociva, anzi: se praticata con regolarità ha effetti benefici".
L'astinenza prolungata, al contrario, provoca ristagno di secrezioni nella ghiandola prostatica e una possibile infezione seminale''. Gli specialisti raccomandano poi di sottoporsi a una visita urologica di controllo almeno una volta ogni 12 mesi dopo i 50 anni, ed eseguire un dosaggio del Psa (antigene prostatico specifico) per la diagnosi di cancro alla prostata almeno una volta l'anno superata la soglia dei 50.
Il decalogo raccomanda inoltre di preferire cibi contenenti sostanze antiossidanti, ovvero ricchi di vitamine A, C, E, selenio, zinco e manganese. In altre parole scegliere - tra gli altri - carote, broccoli, cavolfiori, peperoni, noci, carni rosse, fegato e cereali integrali, sicuramente più benefici di crostacei e peperoncini.
Bere almeno due litri di acqua al giorno per ridurre il peso specifico delle urine ed evitare infezioni - si legge poi tra le regole d'oro - praticare attività fisica, regolarizzare la funzione intestinale e moderare l'uso delle due ruote se la prostata è a rischio. Raccomandazioni, queste, che andrebbero seguite alla lettera soprattutto superati i 40 anni, quando i rischi di venire colpiti dal cancro alla prostata iniziano a farsi piu' alti. Piu' dell'80% dei casi di neoplasia prostatica - ricordano gli esperti della Siu - e' diagnosticato in pazienti sopra i 65 anni, e il 94% delle morti si registra nello stesso gruppo d'eta'. Ma se tra i parenti di primo grado si registrano casi di tumore, le probabilita' di ammalarsi aumentano di ben quattro volte.
Tratto da: http://it.notizie.yahoo.com/adnkxml/20070912/tts-peperoncino-sotto-accusa-fa-male-all-c8abaed_1.html

In compenso puo' aiutare il Cuore:
Expertise peperoncino functional e nutraceutical - Il principale bioattivo nel peperoncino può aiutare il cuore.
La capsaicina, fitomolecola capsaicinoide, é bioattiva in quanto responsabile del sapore piccante espresso dal peperoncino, originario delle Americhe. E può avere profonde implicazioni anche per la salute del nostro cuore. I capsaicinoidi, in aggiunta alle loro applicazioni culinarie, erano già riconosciuti come salubri e benefici nel miglioramento di una serie di fattori relativi al metabolismo del colesterolo, alla pressione sanguigna e al sollievo dal dolore, quando applicati localmente per via transdermica con una crema o unguento e anche in molte situazioni per l’apertura mentale e per stimolarne la forza.
Il biofenoli complessi del peperoncino possono essere in grado di ridurre il rischio di attacco cardiaco e bloccano un gene per l’espressione della motilità arteriale.
Alla salute del cuore e dei vasi del sangue ci ha pensato Zhen-Yu Chen, Ph.D., professore di scienza degli alimenti e della nutrizione alla Chinese University di Hong Kong, con una ricerca ufficializzata alla fine di marzo negli USA. Ma certamente non a consigliato di iniziare un consumo eccessivo di peperoncini. È una questione di equilibrio. E ricordate, i peperoncini non possono sostituire la prescrizione  farmacologica quando ha dimostrato di essere utile al trattamento della patologia. Possono, tuttavia,essere un piacevole  integratore supplementare per gli affezionati e gli intenditori del sapore caldo e gradevole del peperoncino.
Il futuro mira a sviluppare farmaci innovativi, con effetti avversi minimi o nulli, capaci di lenire il dolore acuto e cronico per mezzo del blocco dell'azione del 4-idrossinonenale sul recettore Trpa1.
Una nuova terapia, efficace contro il dolore, neuropatico, oncologico, l’emicrania e da causa infiammatoria, può servire a sostituire gli attuali analgesici di sintesi con derivati bioattivi estratti da prodotti naturali dei campi. Il risvolto immediato può essere proprio una sorta di menù desensibilizzante, in grado di alzare la soglia di percezione del dolore. L'ingrediente del fuoco nel peperoncino può stimolare la salute del cuore e dell’intero sistema cerebro e cardio-vascolare.
E, a sorpresa, la tradizione collima con la scienza biomolecolare degli alimenti mediterranei di pre-e post- colombiana derivazione. Aglio, rafano, zenzero, lampascione sono da secoli la panacea delle popolazioni mediterranee. Sono state abituate a vivere in situazioni climatiche piacevoli ma in condizioni sociali e di lavoro estreme. Poi venne il peperoncino. E arriva in Calabria per confrontarsi con una tradizione allenata alla resistenza al dolore, uno dei cardini d'onore per un popolo con regole dove il neo-immigrato, il peperoncino piccante, ha la sua ragione d'essere.
Soddisfare il gusto mediterraneo, nella sua complessità di vista, aroma, odore, sapore udito e struttura, non rispondeva solo ad una esigenza fisiologica del primitivo Homo edens, ossessionato dal suo nutrimento. Appagava anche la sensorialità evoluta in cultura alimentare, tramandate per via matrilinea. Promuoveva una sensazione generale di piacere e di benessere. Ma badava anche alla salute dell’Homo mediterraneo divenuto sapiens. Mangiava e sviluppava sempre di più il senso del piacere.
I piaceri della gola nell’Homo edens divenivano strettamente collegati alla sessualità…per la riproduzione della specie e per la dispersione del suo DNA. Erano vissuti come ebbrezza della conoscenza in Enkidu nell’evoluzione da primitivo a civilizzato col tramite della vestale inviatagli da Gilgamesh e come peccato da Adamo e da Eva, corrotti per l’ambizione dell’uguaglianza con la tentazione a cibarsi del frutto della conoscenza, prima di ambire a quello dell’immortalità nel bel mezzo dell’Eden biblico.
"Ecco, io vi do ogni erba che produce seme e che è su tutta la terra e ogni albero in cui è il frutto, che produce seme: saranno il vostro cibo", Genesi, 1,29-30.
E nella Cultura Alimentare Mediterranea, tradotta nella Dieta divenuta di recente patrimonio immateriale dall’UNESCO, c’è stato un uno modello pre- e post-colombiano per l’impiego delle erbe selvatiche in cucina. Nella cucina mediterranea pre-colombiana, il condimento era fatto dalle erbe selvatiche del locus.
E ancora ne rimangono tracce in Puglia. Sono le orecchiette alle cime di rape e in Liguria il pesto di aglio e basilico. Ma molti segreti alchemici serbati nelle erbe e nei tuberi selvatici, gli acidi grassi n-3 nella Portulaca oleracea e le fitomolecole solforate nel lampascione, il Muscari comosum, immolato a Drittone, l’antica divinità del piacere sessuale.
Nei Deipnosofisti, Ateneo di Naucrati trascura l‘antica ricetta. Non accenna alla tecnica culinaria capace di alleviare l’amaro pungente dei cipollotti selvatici. Erano forse bolliti oppure cambiavano spesso l’acqua d’ammollo. Ma la fama di afrodisiaco era tale da impegnare la cuoca ancora speranzosa. Desiderava risvegliare la potenza sopita del suo maschio. E ben accettava il sacrifico della tediosa e lunga preparazione. Ma il segreto alchemico non era solo l’arcaico sildenafil citrato, sviluppato poi nel XX sec dC per sintesi molecolare in laboratorio per la terapia della disfunzione erettile, l’impotenza o impotentia erigendi.
Rammentava Ateneo: Un lampascione non ti può aiutare se tu non sei già un vero uomo ! E comunque c’era anche il bisogno di collaborazione attiva. Erano insaporiti in padella con ingredienti vari e olio d’uliva locale, finché il fondo non s’era ristretto. Cosparsi di miele e ripassati fino alla caramellata, erano serviti con una spolveratura di antiche spezie.
Ma dopo Colombo era apparso il peperoncino. Era stato adottato a piene mani dai moderni Oinotri-Brettioi, i calabresi d’oggi.
Forse perché, nella terra trascurata dalla dea fortuna, riusciva anche a elevare la soglia di resistenza alla sofferenza e al dolore.
La sua azione, pasto dopo pasto, combatteva o leniva l’amarezza e la pena di una magra esistenza riuscire.
Gli effetti indesiderati, ma anche gradevoli per specialisti e dipendenti, erano l’espressione sui canali dolorifici della membrana nelle cellule nervose periferiche. Era il canale della capsaicina, la fitomolecola bioattiva nel peperoncino per lo specifico recettore, il Trpv1. Gli occhi lacrimano, la gola si stringe, il bruciore delle labbra e il pizzicore nel cavo orale... E le cellule ricevono un sms. Un impulso già codificato avvertiva l’urgenza. Allarme! Qualcosa di nocivo accade. Attenti c’è un attacco esogeno pericoloso. La trasmissione nervosa, fa arrivare l'sms al cervello. E scatta l'emergenza. Difesa immunitaria anti-intrusione, antinfiammatori endogeni ed endorfine, morfina naturale nell'organismo umano, scatenano la reazione alla rappresaglia.
La ricerca scientifica biomolecolare ha ora ampliato le conoscenze sui bioattivi contenuti nel
​​peperoncino piccante per migliorare la salute del cuore. Uno scenario più chiaro e dettagliato dei loro effetti sui geni più intricati e sui meccanismi d’azione permette di interpretare la loro influenza sul colesterolo e sulla salute dei vasi sanguigni. Ad esempio, la capsaicina e un suo analogo bioattivo, parente biomolecolare molto stretto, assiste in due modi la salute cuore. Abbassa i livelli di colesterolo, riduce l'accumulo di colesterolo nell’organismo umano, aumenta la sua demolizione e l'eliminazione con le feci. Inoltre blocca l'azione di un gene di controllo della contrazione arteriale e di limite del flusso di sangue al cuore e agli altri organi. Il blocco consente un maggiore afflusso di sangue attraverso i vasi sanguigni verso tutti gli organi.
By N. Uccella  - 
n.uccella@unical.it  - IRESMO Foundation Group

Commento NdR: anche con questo prodotto naturale prima di farne abuso, e' meglio pensare alla salute, in quanto come potete osservare, a seconda del proprio stato di salute, il peperoncino puo' fare bene da una parte e male dall'altra.
Quindi l'utilizzo deve essere ovviamente parsimonioso.

      PEPERONE  (Capsicum annum) Il peperone  è un ortaggio proveniente dall'America del Sud che ha fatto la sua comparsa sulle tavole europee nel XVI sec. Secondo alcuni  il centro di partenza della diffusione di questo vegetale è il Brasile, secondo altri la Giamaica.
La coltivazione delle numerosissime varietà di peperone è largamente diffusa a livello mondiale, in Asia, America centromeridionale, Africa ed Europa.
Dai frutti piccanti, contenenti elevate percentuali dell'alcaloide capsaicina, si ottiene la paprica. Importante è anche l'utilizzazione farmaceutica dei peperoncini: oltre alla capsaicina, infatti, le bacche contengono capsicina, lecitina, pectina, vitamine A, C, PP, P2 ed E, buone dosi di calcio e fosforo. I peperoni svolgono azione stomachica, diuretica ed eccitante, inoltre hanno azione antireumatica, antinevralgica, revulsiva e rubefacente.

Ricco in vitamina C. La qualità rossa, fa abbassare il colesterolo, previene i trombi ed i rischi di infarto ancor più che il peperoncino. Quella gialla contiene un alto tenore di vitamina K. Come alimento, per certe persone e' di difficile digestione, meglio eliminare la buccia e consumarne poco.

      PERA   (Pirus communis, Rosacee) Frutto
Si utilizza il frutto, il succo oppure secche. Contiene: acqua 83%, zucchero/levulosio 8%, carboidrati 3,5%,  cellulosa, ceneri 0,3%, sali minerali fosforo, calcio, magnesio, sodio, zolfo, potassio, cloro, rame, menganese, ferro, iodio arsenico; vitamine A, B1, B2, C, PP; contiene molta più pectina della mela e tannino; utile quindi per la muscolatura gastrointestinale.
Proprietà: Depurative, lassative, mineralizzanti, nutrienti, diuretiche, astringenti, sedative, rinfrescanti.
Utile in: Astenia, gotta, artritismo, reumatismo, permesso ai diabetici.

      PERNA CANALICULUS  
Mollusco, cozza,  della Nuova Zelanda
Contiene,  Glicosaminoglicani; 18 l-aminoacidi; acidi essenziali omega -3; minerali.
Proprieta'
Dal mollusco perna canaliculus della nuova zelanda, viene prodotto l’estratto puro, che possiede attività antiinfiammatoria contro le forme reumatiche, artrosi, danni alle articolazioni osteoporosi. Usura permanente delle articolazioni di mani, braccia, spalle, ginocchia, colonna vertebrale, danni al menisco ecc., sono tutti disturbi, generati da danni al tessuto connettivo. Per la mancanza di una sostanza base molto importante (i glicosaminoglicani).
I glicosaminoglicani sono sostanze naturali del tessuto connettivo concentrati soprattutto nelle cartilagini, servono per il mantenimento e la rigenerazione del connettivo e della cartilagine. L'estratto di perna oltre all'azione antiinfiammatoria fornisce i glicosaminoglicani e altri nutrienti ( aminoacidi, acidi essenziali, minerali, ecc) in grado di migliorare e prevenire le alterazioni delle cartilagini e del connettivo. Assumendo regolarmente il perna, viene regolarizzata la viscosità del liquido sinoviale (liquido che si trova fra le articolazioni, serve come lubrificante), e dei liquidi corporei. Migliora la circolazione sanguigna; rallenta la deposizione di acido urico nelle articolazioni favorendone l'espulsione.rafforza le unghie, favorisce l'elasticità della pelle.
Gli vengono attribuite anche proprietà antiallergiche.
L'estratto originale del mollusco dalle labbra verdi, viene congelato e seccato con una particolare lavorazione senza l'uso di conservanti artificiali e coloranti e senza zucchero (adatto anche ai diabetici).
Un'alimentazione sana e la regolare assunzione del perna canaliculus, possono evitare danni al tessuto connettivo e problemi alle articolazioni.
Utile per reumatismi atrosi, danni alle articolazioni, osteoporosi, per la usura dele articolazioni, delle mani, delle braccia, delle spalle, delle ginocchia, della colonna vertebrale, danni al menisco.
Utile agli sportivi che mettono sotto sforzo muscoli e articolazioni:
Consigliabile  in tutti i danni del tessuto connettivo, per la mancanza di GLICOSAMINOGLICANI GAG, che sono sostanze naturali del tessuto connettivo, concentrati soprattutto nelle cartilagini, sono utili per il miglioramente e la rigenrazione del tessuto connettivo e della cartilagine.
Ha azione antinfiammatoria,ottimo per le sue sostanze ricostituenti e nutritive, contiene altre al GAG, acidi essenziali Omega-3, enzimi,  10 diversi minerali, 18 L-aminoacidi,  migliorano anche la viscosità del liquido sinoviale, dei liquidi corporei, migliora la circolazione sanguigna e i liquidi corporei, rallenta il deposito di acido urico favorendone l'espulsione. Tafforza le unghie di mani e piedi, migliora l'elasticità e la tonicità della pelle.
L'uso è raccomandato alle persone predisposte all'artrosi, a chi sottopone le articolazioni a carichi elevati.
Controindicazioni: Sconsigliato agli allergici al pesce e crostacei.

     PERVINCA   (Poterium spinosum) Fiori e foglie, Arbusto perenne, residente nellEuropa australe, centro-sud Italia, Grecia, Cipro, Creta, Dalmazia, Siria, Libia, Palestina,Tunisia. In Grecia e nell'isola di Creta, vive associato col lhymus capitatus.

Ippocrate la menziona nel suo libro "La natura della donna" (cap.34), come "pianta da imbottitura".

Galeno ricorda che le foglie di questa pianta erano utilizzate per chiudere le aperture delle anfore per l'olio e per imbottire guanciali e cuscini. L'Herbario novo" di Castore Durante, troviamo scritto: "Poterium siccat, tum vulnera glutinat, adque affectus nervorum omnes valet; illita nervis praecisis planta haec solida compagine iungi".

Le radici di Poterium sono da prescrivere a coloro che soffrono di nervi. Per uso esterno, le sue radici, pestate ed applicate mediante impiastro, consolidano i nervi tagliati. Il decotto della radice è molto noto tra i beduini come antidiabetico.

Sinora sono stati isolati Tannini catechici ed ellagici, eptaidrossiflavani polimerizzati. Glicosidi triterpenici: tormentoside, tormentillina. Acido tormentico. Sostanza insulinosimile. Tracce di cromo. Nelle radici e nella corteccia dei rami i tannini raggiungono la concentrazione del 6%.

Proprietà: Azione principale: ipoglicemizzante di tipo ILA: Insulin - like - activity.

Azioni secondarie: vasodilatatrice periferica (da eptaidrossiflavani); vasodilatatore coronarico (da flavonoidi polimerizzati); antiipertensiva (da eptaidrossiflavani); antiaritmica (da eptaidrossiflavani polimerizzati) antidrotica, antisudorale (adiaforetico) astringente (da tannini)

     PESCA   (Amygdalus persica, Rosacee)
 Contiene: Potassio, flavonoidi, carotenoidi, alte dosi di pectina; Utile nella funzionalità epatica per disintossicare il fegato, diuretica, leggermente lassativa, dispepsie, ematurie, litiasi urinarie.
Le foglie sono vermifughe ed i fiori sono sedativi, antispasmodici e lassativi.

     PETASITES OFFICINALIS     (Petasites Officinalis Moench.) Cavolaccio, o Farfaraccio - Radici, Foglie
Utile nell’ipertensione arteriosa, negli stati ansiosi, nella depressione e negli stati di alterazione psichica.
Usato nella menopausa per riequilibrare la circolazione vascolare, nella tosse, bronchite asmatica, nell’asma, nelle coliche renali, biliari, intestinali e nell’insonnia.

     PICCOLO AMARO SVEDESE   Cocktail di erbe macerate
Le Erbe Svedesi vanno messe a macerare in un litro e mezzo di acquavite di grano o di frutta a 40° in una bottiglia dal collo largo, lasciandola per 15 giorni al sole o in vicinanza di una fonte di calore. Scuoterla ogni giorno, prima di filtrarla per il travaso in una bottiglia più piccola ed ancora, ogni volta prima di servirsi del suo contenuto. Il resto, cioè quello che non è stato travasato nella bottiglia più piccola, può essere conservato un mese e mezzo e oltre. Il liquido va travasato in bottiglie piccole che poi, chiuse ermeticamente, vanno conservate in frigorifero.
Questo elisir può essere conservato per molti anni. Più riposa, più aumenta il suo effetto.
La seguente ricetta fu trovata tra gli appunti del Dr. Samst, celebre medico svedese e rettore della facoltà di medicina, deceduto all'età di 104 anni in seguito ad un incidente mentre cavalcava.

Preparazione: 10gr. di Aloe vera o polvere di assenzio; 5gr. di mirra; 0,2gr. di zafferano; 10gr. di canfora naturale (cinese); 10gr. rabarbaro radice; 10gr. curcuma radice; 10gr. di manna; 10gr. teriaca veneziana; 5gr.carlina radice; 10gr. angelica radice.
Macerare in 1,5 lt. di acquavite di grano o di frutta a 40°, lasciandola per 15 giorni al sole o vicino ad una fonte di calore. Scuoterla ogni giorno prima di filtrarla per il travaso in una bottiglia più piccola e scuoterla ogni volta prima di usarla.
Assumere ogni giorno 1 cucchiaio al mattino ed uno al pomeriggio lontano dai pasti.

     PINOLO dolce (Pinus pinea, Piancee)
Frutto del pino da pinoli, si trova nelle pigne ed è costituito dal 45% di olio e dal 30% di sostanze albuminoidi. Molto nutritivo.

     PINO MONTANO o PUMILIO   anche PINO MUGO (Pinus Pumilio Lambert Willd.) Ramette e Gemme.
Specie molto polimorfa; e' la conifera piu' dotata di grande variabilita' di portmento: a volte si presenta in forma arborea, somigliante al Pino silvestre, a volte assume forma cespugliosa o, ancora, con tronco strisciante.
Il Pino montano e' praticamente un nome collettivo sotto il quale si possono distinguere tre specie:Pinus uncinata (P. uncinato) a portamento di solito arboreo alto fino a 20m.; il Pinus mughus (P.mugo)a portamento arbustivo, prostrato con rami sdraiati e ascendenti verso l'apice; e Pinus Pumilio (P.pumilio)con forma intermedia tra le due specie precedenti.
Si puo' trovare nelle Alpi, negli Appennini, nei Carpazi,Pirenei e Balcani. Specie moderatamente lucivaga , microterma e basifila predilige i terreni calcarei dolomitici, e' resistente al gelo e al vento.

Utile in: tutte le affezioni dell’apparato respiratorio e polmonare. Antisettico per le bronchiti, tracheiti, faringiti, ecc. Diuretico, balsamico, espettorante, colecistiti, litiasi biliare, infezioni in genere, rachitismo, impotenza, infiammazioni renali, uretriti e cistiti catarrali, impotenza, infezioni in genere.
Le gemme di pino montano agiscono sul sistema osteoarticolare rallentando l'usura della cartilagine e rafforzando la trama ossea. Per questo è uno dei rimedi migliori per l'artrosi, osteoporosi senile; osteoporosi post-menopausa; reumatismo cronico degenerativo.
Dosi: 50 - 60 gg 3 volte al dì.

Uso esterno: Sinusiti, influenza, affezioni polmonari.

      PINO MARITTIMO (Pinus pineaster Alton)
E' un'albero sempreverde con chioma ombrelliforme che può raggiungere i 20 m di altezza. Presenta una corteccia spessa e profondamente fessurata e lunghe foglie aghiformi di colore verde scuro. Il frutto è una pigna di forma allungata con squame legnose. si possono utilizzare diverse parti dell'albero, ma particolarmente la corteccia.
Tra le diverse specie del Pino, una particolarmente diffusa e importante è quella del pino marittimo, nome comune per pinus pinaster, anch'esso come ovvio appartenente alla famiglia delle Pinaceae. Quest'albero è originario delle coste del Mediterraneo, ma anche dalle coste atlantiche di Spagna e Portogallo. Nel nostro paese il pinaster è particolarmente diffuso lungo le coste tirreniche e forma sia boschi in cui è l'albero predominante, sia altri, misti, in cui la sua presenza è affiancata a quella del pino domestico e del cipresso. Ha i caratteri comuni del pino e una corteccia spessa, molto rugosa, con un colore marrone scuro screziato di sfumature tendenti al viola. Negli alberi con un età avanzata è molto apprezzato l'effetto di colore che si crea sulla corteccia, dove vanno a mischiarsi in modo armonioso le tonalità marrone, rosso e porpora.
Nella corteccia del Pino marittimo sono presenti flavonoidi oligomerici appartenenti al gruppo delle procianidine, acidi fenolici (acido caffeico, acido ferulico, acido vanillico, acido gallico e acido fumarico), glucosidi flavonici (daidzina e genistina). Dalle gemme e dai rametti delle varie specie di pino si ricava un’essenza ricca in pinene e borneolo dalle proprietà balsamiche; dal tronco si ottiene infine un’oleoresina dalla cui distillazione si ricavano trementina e colofonia.
Utile per lenire i disturbi di natura infiammatoria era noto già ai tempi di Ippocrate (400 a.C.), e si ritrova molto più tardi nel manuale di terapia medica Thesaurus Medicaminum (1479), nel quale il Pino marittimo era citato come rimedio nel trattamento di piaghe e dermatiti.
Gli estratti di Pino marittimo possiedono una potente attività antiossidante, in grado di neutralizzare i radicali liberi (formando dei fenossiradicali stabili) e di conseguenza di contrastare i processi perossidativi a carico dei fosfolipidi delle membrane cellulari. Accanto all’attività antiossidante, inoltre, l’estratto di Pino marittimo è caratterizzato da marcate proprietà antiinfiammatorie e capillaroprotettrici.
È stato inoltre dimostrato che l’estratto della corteccia di Pino è in grado di stimolare la biosintesi delle principali proteine strutturali del derma (collagene ed elastina) e di proteggerle dalla degradazione attraverso l’inibizione degli enzimi proteolitici collagenasi ed elastasi. Grazie alle loro proprietà antiossidanti ed elasticizzanti cutanee, sono particolarmente indicati nella formulazione di cosmetici per la prevenzione ed il trattamento dell’invecchiamento cutaneo – come creme e fluidi viso-decolletè e contorno occhi – e più in generale di tutti quei prodotti destinati alla protezione della pelle dall’azione aggressiva dei radicali liberi.

Ronzii, fischi all’orecchio… l’acufene si può alleviare con il pino -  26/10/2010
Un estratto di corteccia di pino marittimo francese può alleviare i sintomi dell’acufene.
Lo studio
L’acufene, detto anche tinnitus è un disturbo dell’udito contraddistinto da fischi, ronzii, fruscii, crepitii, soffi, pulsazioni ecc. che si sentono di continuo. Questo li rende particolarmente fastidiosi e, spesso, rendono difficile conviverci e vivere bene.
Si può stare davvero male se si soffre di questo disturbo e sovente non si sa bene come combatterlo. Esistono tuttavia diversi metodi per contrastarlo: si va dalle terapie farmacologiche, all’intervento psicologico, fino ad arrivare a soluzioni più dolci come, per esempio, l’oggetto di questo studio.
Pubblicato sulle pagine di Panminerva Medica, questo studio suggerisce come l’estratto di corteccia di pino marittimo francese possa migliorare il flusso sanguigno all’interno dell’orecchio, recando sollievo dai sintomi dell’acufene.
I ricercatori dell’Università di Chieti-Pescara, coordinati dal dottor Gianni Belcaro hanno valutato l’azione di questo estratto. «Un flusso di sangue alterato nell’orecchio è una causa comune per l’acufene, una condizione preoccupante e molto debilitante che può influenzare la salute globale e la qualità della vita. Con poche soluzioni disponibili per il trattamento, questo studio ci ha dato l’opportunità di esplorare una soluzione naturale per i sintomi da acufeni e le sue cause», dichiara Belcaro.
Per arrivare alle loro conclusioni, i ricercatori hanno esaminato 82 persone di età compresa tra i 35 e i 55 anni con diagnosi di acufene, da lieve a moderata, da un solo orecchio.
L’analisi è durata quattro settimane. Per mezzo di una ecografia ad alta risoluzione si è scoperto che l’acufene era causato da un limitato apporto di sangue all’orecchio interno.
I pazienti sono poi stati suddivisi in tre gruppi: gruppo A, gruppo B e gruppo di controllo. Il gruppo A era formato da 24 persone a cui è stato somministrato l’estratto di corteccia di pino nella misura di 150 mg/giorno. Il gruppo B era formato da 34 persone a cui è stato dato l’estratto nella misura di 100 mg/giorno. Infine, agli appartenenti al gruppo di controllo, 24 persone, non è stato dato l’estratto di pino. Nessuno dei partecipanti aveva precedentemente assunto farmaci contro i sintomi dell’acufene.
All’inizio dello studio sono stati misurati i valori della pressione sanguigna di tutti i partecipanti.
In questo modo, dopo le quattro settimane di trattamento con l’estratto di corteccia di pino, si è potuto constatare che la velocità del flusso sanguigno all’interno dell’orecchio era aumentata, con risultati significativi maggiori negli appartenenti al gruppo A, rispetto a quelli del gruppo B che avevano ricevuto una dose inferiore. Nessun cambiamento significativo è stato misurato nel gruppo di controllo.
La migliore circolazione sanguigna misurata è stata affiancata da una riduzione dei sintomi dell’acufene. Questo, a detta dei ricercatori, dimostra che l’efficacia del rimedio è dose dipendente: ossia una maggiore dose dà risultati più evidenti.
«Lo studio indica chiaramente la capacità [del rimedio] di migliorare la funzione vascolare e il ripristino di perfusione di sangue cocleare, che a sua volta riduce la gravità dei sintomi degli acufeni», conclude Belcaro.

Estratti di pino: un nuovo test per gli acufeni
Ricercatori italiani guidati da Gianni Belcaro dell’Università di Chieti-Pescara stanno sperimentando una molecola estratta dalla corteccia del pino marittimo francese per curare l’acufene, i fastidiosi ronzii alle orecchie anche conosciuti con il nome di tinnito.
l segreto del pino è un antiossidante naturale che migliora il flusso di sangue all’orecchio, che sembra essere, in alcuni casi, la causa di una scarsa percezione uditiva. "Un flusso di sangue alterato è una causa comune per l`acufene - spiega Belcaro, autore dello studio pubblicato su Panminerva Medica -, una condizione molto debilitante che può influenzare la salute e la qualità della vita".

Lo studio è stato condotto su 82 pazienti tra 35 e 55 anni affetti da un acufene moderato ad un solo orecchio, curati per quattro settimane. L’ecografia ha dimostrato che i fischi erano associati ad un apporto limitato di sangue nell’area cocleare, nell’orecchio interno. Dopo il trattamento, il rumore di fondo, indice della gravità dell’acufene, si era ridotto di circa un terzo nei pazienti che hanno ricevuto la dose più elevata di estratto vegetale, rispetto al gruppo di controllo trattato con un placebo per il quale i sintomi sono rimasti invariati. - By Cosimo Colasanto

L'estratto di pino marittimo è in grado di difendere i reni dall'attacco dell'ipertensione.
Questa l'ipotesi di una ricerca dell'Università degli Studi G. D'Annunzio (Pescara), diretta dal dottor Gianni Belcaro e pubblicata su "Journal of Cardiovascular Pharmacology and Therapeutics".
Gli studiosi hanno preso in esame 55 malati ipertesi, con riduzione della funzione renale ed un livello medio di proteine urinarie di 89mg/24h (il valore normale si attesta intorno ai 30mg/24h). Tali soggetti sono stati divisi in 2 gruppi: il primo ha ricevuto solo un ipertensivo, il secondo anche il pycnogenolo, un estratto della corteccia del pino marittimo.
Dopo 6 mesi d'osservazione, si è così notato come quelli del secondo gruppo avevano un livello di proteine urinarie pari a 39mg/24h, ossia la metà rispetto ai 64mg/24h di coloro che erano stati curati soltanto con l'anti-ipertensivo. In più, l'estratto di pino aveva anche ridotto i danni renali provocati dall'ipertensione e migliorato il flusso sanguigno.
Conclude allora il dottor Belcaro: "I risultati di questo studio hanno dimostrato che il pycnogenolo è utile non solo per ridurre la pressione arteriosa, ma anche per alleviare i danni renali causati da ipertensione cronica. L'estratto di pino rappresenta dunque una soluzione naturale per i problemi che interessano l'intero sistema cardiovascolare".
Fonte: Maria Rosaria Cesarone, Gianni Belcaro, Stefano Stuard, Frank Schönlau, Andrea Di Renzo, Maria Giovanna Grossi, Mark Dugall, Umberto Cornelli, Marisa Cacchio, Giuseppe Gizzi, and Luciano Pellegrini, "Kidney Flow and Function in Hypertension: Protective Effects of Pycnogenol in Hypertensive Participants—A Controlled Study", Journal of Cardiovascular Pharmacology and Therapeutics 2010, DOI: 10.1177/1074248409356063

L’estratto di corteccia di pino non ha benefici per il cuore – Tratto da: Istituto Superiore di Sanità - 27 settembre 2010
Secondo ricercatori Usa gli studi che suggeriscono l’uso dell’estratto di corteccia del Pinus pinaster per abbassare la pressione sanguigna, non sono corretti.
Gli studiosi della Stanford University in California hanno studiato un prodotto giapponese in 130 soggetti sovrappeso e con pressione elevata che non avevano fatto uso di medicinali: metà dei volontari ha preso una pillola vuota, gli altri una dose di 200 mg di estratto di corteccia di pino.

In questi pazienti con rischio cardiovascolare l’integratore dall’effetto antiossidante, non ha ridotto la pressione e non ha diminuito gli altri fattori di rischio. "Il meccanismo antiossidante è concepito per interferire con vari meccanismi biologici che sono all’origine dell’aumento della pressione" ha dichiarato il dr. Randall Stafford nello studio pubblicato su Archives of Internal Medicine, "ma nessuna differenza è stata registrata tra il gruppo che ha utilizzato l’estratto e il gruppo placebo per quanto riguarda i valori arteriosi e i fattori di rischio come colesterolo, peso corporeo e glicemia", ha aggiunto Stafford.
L’uso dell’estratto ritenuto capace di migliorare le condizioni del sistema cardiovascolare, non ha prodotto i benefici sperati.
Secondo Stafford "visto che molti miliardi di dollari vengono spesi per prodotti di cui non si conoscono efficacia o sicurezza, sarebbe opportuno che l’FDA indaghi maggiormente sugli integratori per fornire più corrette indicazioni ai consumatori che devono poter scegliere con maggiore consapevolezza i loro prodotti". Reuters Health  

     PISELLO  (Pisum sativum Leguminose) Proveniente dalle Indie, conosciuto dagli Egizi e dagli Ebrei nell’antichità. Molto nutriente, ricco di azotati e glicidico, conferisce consistenza alle feci sfatte, ma produce flatulenze se cotto. Meglio consumarlo nelle insalate miste, giovane e crudo, cotto diviene leggermente indigesto.
Da fresco è composto da acqua  78%, protidi 6,7%, glicidi 13%, cellulosa 2%, grassi 0,5%, ceneri 0,8% con magnesio, cloro, potassio, zolfo, fosforo, potassio, ferro, calcio, silicio, rame, zinco, cobalto, nichel, zuccheri, stereoli, acido ossalico, vitamine A, B1, B2, B6, colina, inositolo, C, E, citrina antiemorragica, amminoacidi valina, leucina, fenelalanina, triptofano, treonina, metionina, arginina, istidina, lisina;
Proprietà: Favorisce l’evacuazione intestinale, energetico controindicato nelle enteriti.
Controindicato per l’alto contenuto di purine, agli artritici, obesi, diabetici, gottosi, calcolosi biliare ed ai sedentari.

      PISTACCHIO (Pistacia Vera, Anacardiacee)
Frutto nutriente; Contiene: materie grasse, 45%, proteiche 22%, estrattive 17%, acqua 8%, cellulosa 3%, ceneri 5%.

     PLANTAGO  (Piantaggine maggiore - Plantago maior -  Famiglia delle Plantaginaceae ) - E’ una pianta erbacea perenne, la pianta non possiede fusto, ha solo uno o più scapi senza foglie alti fino a 30 cm, che portano al loro apice l'infiorescenza. L’infiorescenza è una spiga composta da numerosi fiori.
La Piantaggine cresce un po’ dovunque dal mare alla regione alpina; si trova nei prati, nei campi, lungo le strade e in tutti i luoghi erbosi.
Si utilizzano il succo fresco, le foglie, le radici ed i semi. Il succo delle foglie viene usato contro la puntura degli insetti, le radici grattugiate per il mal di denti; Le foglie si raccolgono, ben sviluppate, da giugno ad agosto; i semi si ottengono recidendo le spighe in agosto-settembre, quando cominciano a imbrunire.
Le foglie si essiccano all’ombra e si conservano in sacchetti di carta o tela. Le spighe essiccate si battono per separarne i semi: questi si setacciano per eliminare le parti estranee e si conservano in recipienti di vetro o porcellana al riparo dall’umidità. E' utilizzata per il suo succo fresco, per le radici e per i semi.
Proprietà: Calmanti, rinfrescanti, depurative, astringenti, anti infiammatorie, emollientidiuretiche, emollienti. (Droga usata: foglie e semi). 
Principi attivi: mucillagini, sostanze amare, tannini e il glucoside aucubina. Le foglie della Piantaggine hanno valida applicazione come astringenti intestinali nelle diarree, stimolano blandamente la diuresi e leniscono il mal di gola e le infiammazioni delle mucose orali.
Per uso esterno, sotto forma di decotto o di cataplasma, esse esercitano un’azione antinfiammatoria e antipruriginosa che è utile in particolare per le tracheiti e le gengiviti, per le piccole ustioni,per fenomeni acneici e per le punture di insetti. I semi agiscono come regolatori intestinali e decongestionanti nelle infiammazioni intestinali e bronchiali. 

     POLLINE dei FIORI    vedi Prodotti dell’Alveare 

    POLVERI MEDICAMENTOSE   Si preparano triturando finemente le piante essiccate, con l’aiuto di un piccolo mulino adatto oppure di un mortaio manuale.
Queste polveri possono essere additivate alle acque per bagni, o nelle soluzioni da bere o mescolate con i cibi, come spezie.
Gli antichi, sopra tutto gli Egizi, usavano prendere i prodotti macerarli e la rimanenza del macerato veniva bruciata e ridotta in polvere la quale veniva rimessa nel macerato.

      POMODORO  (Lycopersicum esculentum, Solanacee)
Contiene: sali minerali fosforo, ferro, bromo, vitamine A, B1, B2, B6, C, K, carotenoidi e nutrienti vari; Consumare solo crudo ed in genere in piccole quantità; fare attenzione sopra tutto quando è cotto, perché i costituenti variano di qualità e facilmente diviene indigesto generando digestioni acide, quindi nocive. Meglio eliminare la buccia.
Comunque e' un frutto utile:
PROPRIETA’ e BENEFICI
Formato per circa del 93% di acqua e povero di calorie, il pomodoro costituisce una preziosa fonte di sali minerali (in particolare citrati, tartrati e nitrati, potassio, ferro per il sangue e fosforo), acido folico e vitamine B e C: tutte sostanze che svolgono un’ azione disintossicante e di rigenerazione dei tessuti.
Alcuni studi recenti hanno evidenziato le proprietà antiossidanti e antitumorali del pomodoro; è inoltre indicato per chi soffre di gotta, astenia, reumatismi, uremia, ipertensione, nefrite, stitichezza. Il pomodoro facilita la digestione dei cibi che contengono amidi e calma le infiammazioni dell’apparato digerente e intestinale.
CONTROINDICAZIONI
Ma c’è anche una controindicazione: come la patata, la melanzana e il peperone, il pomodoro fa parte della famiglia delle Solanacee guardate con sospetto da molti naturopati perchè contengono (in concentrazioni estremamente variabili) un noto alcaloide tossico, la solanina, presente soprattutto nelle parti verdi.
Anche la macrobiotica suggerisce l’astensione di questi alimenti considerati troppo yin.
Di contro, se ben maturo, il pomodoro è ricco di licopene, un potente antiossidante, è tuttavia sconsigliato a chi soffre di calcoli renali da ossalati.

      POMPELMO   (citrus decumana, Rutacee)
Contiene:   Acido citrico e folico, zuccheri, olio essenziale (citral, pinene, limonene, pectina, alcool, ricco di vitamina C, P, pectina; utile per normalizzare i valori dell’ematocrito. Proprietà: Diuretico, favorisce il drenaggio epatico, depurativo, eupeptico, antiemorragico, rinfrescante.
Utile in: Artritismo, anoressia, dispepsia, pletora ed intossicazione, oliguria, fragilità capillare, affezioni polmonari e febbrili. Bere il suo succo  3 volte al dì 1 bicchiere.
Estratto di semi di Pompelmo:
Scoperto nel 1963 dal medico Jacob Harich, l'estratto di semi di pompelmo viene usato nel trattamento di patologie di uomini, animali e piante.
Le proprieta' dell'essenza sono state scoperte per caso: il dottor Harich noto' che i semi di pompelmo non si decomponevano, grazie alla capacita' di distruggere ogni microorganismo dal quale venivano aggrediti.
L'estratto di semi di pompelmo e' un antibiotico, antisettico, disinfettante e viene impiegato come conservante nei cosmetici.
Non e' un elemento tossico, non inquina ed e' biodegradabile. Agisce come gli antibiotici, ma in piu' e' utile contro virus, funghi e altri parassiti. E' stato verificato che l'estratto di semi di pompelmo e' efficace contro 800 tipi di batteri e 100 varieta' di funghi e non danneggia la flora batterica intestinale.
Questa sostanza e' ricca di bioflavonoidi e glucosidi, tra i più efficaci elementi antiossidanti. 
Ha proprieta' coagulanti, emostatiche, antinfiammatorie e antiallergiche. E' inoltre particolarmente efficace nel trattamento della Candida Albicans.
L'estratto di semi di pompelmo, per uso esterno, viene usato in certi casi, anche come disinfettante negli ospedali.
Il prodotto puro ha consistenza vischiosa, e' di color giallo ambra e ha gusto sia amaro che acido, caratteristica che rende ideale il preparato per la medicina cinese e per quella ayurvedica.
Pura glicerina naturale viene aggiunta all'estratto per ridurre l'amaro e l'acidita' e per ridurre la possibilita' di irritazioni da contatto.
L'estratto di semi di pompelmo può essere impiegato per: raffreddore e influenza; laringiti, tracheiti, tonsilliti e bronchiti); Candida Albicans e altre micosi; disturbi dell'apparato digerente; infezioni delle mucose e della pelle.

SEMI di POMPELMO - PROPRIETA'
I semi di pompelmo contengono bioflavonoidi e naringina, isosakuranetina, neoesperidina, esperidina, diidrocanferolo, quercetina, canferolo, apigenina rutinoside ecc. Piu alcune proteine. L' estratto viene ricavato dai semi e dalla polpa disidratata.
Per l' estrazione vengono impiegate glicerina o grasso di cocco, non si tratta di una semplice estrazione, ma di una serie di processi durante i quali si formano nuovi legami chimici. Per esempio i bioflavonoidi vengono trasformati in legami quaternari, questi legami esercitano una potente azione inibente vero i batteri, funghi, parassiti e alcuni virus, mantenendo una btossicita' estremamente bassa nei confronti dell' uomo e degli animali come dimostrato in numerosi studi e test di laboratorio.
I risultati delle ricerche indicano che l'estratto dei semi di pompelmo agisce su 800 ceppi di batteri fra i quali: salmonella, e.Coli, vibrio cholerae, staph, strep, lysteria, shigella dysenteriae, clamydia etc., virus, su circa 100 ceppi fi funghi e molti parassiti monocellulari.
Dagli studi effettuati risulta che l' estratto dei semi di pompelmo esercita attivita' antimicrobica a una concentrazione di 1 a 1000. Un gruppo di ricercatori nel 1989/90 provo' la loro attivita' su 773 ceppi batterici e 93 ceppi di funghi e fece un confronto con 30 antibiotici e 18 antimicotici. Il risultato fu che' lazione dei semi era uguale a quella delle altre sostanze esaminate.
Ricerche scientifiche hanno dimostrato che il limite oltreil quale si rischia l'intossicazione e' 4000 volte superiore alla dose normale di 10-12 gocce. Un individuo di 80 chili ne dovrebbe ingerire 1,3 litri per avere una intossicazione.
L'estratto allegerendo, grazie all' azione antimicrobica, il lavoro del sistema immunitario contribuisce a rafforzarlo. Generalmente non genera allergie , ma le persone con allergia verso gli agrumi potrebbero essere sensibili all' estratto di semi di pompelmo.
L'estratto e' impiegato nelle forme influenzali, nelle infezioni gastrointestinali da batteri , virus e funghi, nelle parassitosi, nelle ulcere e gastriti sostenute dall' helicobcter pylori, nel trattamento della candida( saccaromiceta che normalmente si sviluppa nell'intestino senza provocare danni , se il sistema immunitario si indebolisce, questo fungo puo' proliferare e emigrare in altri organi come rene, polmoni, pelle e altre mucose causando notevoli danni.
Ad esempio, flatulenze, colite, ulcere dell'apparato digerente, disturbi femminili come dolori mestruali, fibrosi, disturbi maschili, come prostatite, allergie, asma, sinusite ecc. Questi disturbi vengono provocati dalle tossine della candida che ne produce circa un centinaio. Una di queste, puo' provocare alterazioni ormonali, altre ai nervi, inoltre la candida puo produrre alcool. Le diverse tossine sovraccaricano inoltre il lavoro del fegato.

INDICAZIONI
Infezioni batteriche da samonella, e.coli, vibrio cholerae, staphilococchi, streptococchi, lysteria, shigella dysenteriae, clamydia; affezioni intestinali da protozoi (entamoeba hystolytica, giardia lambia)¨; infezioni vaginali croniche da candida; malattie da raffreddamento, influenza; disturbi del tratto gastro intestinale (colite ulcerosa, soprattutto se associata alla presenza di patogeni quali shigella, giardia lamblia, amebe)¨ "diarrea" del viaggiatore, come preventivo e curativo; squilibri della flora intestinale (in associazione con lactobacillus acidophylus, lactobacilus rhamnosus, bifidobacterium); potenziamento delle difese immunitarie (in associazione con estratti di echinacea, uncaria,tabebuia, astragalo.

NOTE
Ricerche tossicologiche confermano che gli estratti dei semi di pompelmo non presentano alcuna tossicità alle dosi consigliate né a breve né a lungo termine.
Soltanto il 3-5 % dei pazienti non tollera bene l'acidità tipica dell'estratto. In questi casi si consiglia di assumere l'estratto a stomaco pieno iniziando il trattamento con il dosaggio minimo, per poi aumentarlo. Sconsigliato agli allergici agli agrumi Ld50: 5000 mg/kg"
Tratto da: http://www.cento-fiori.it/pag.schede/PR/pompelmo.html

ESTRATTO dai SEMI di POMPELMO
Dai semi di pompelmo si ricava un estratto dalle mille funzioni salutari, che offre proprietà battericide, fungicide, antivirali, antiparassitarie, disinfettanti, antiossidanti; la sua efficacia stupirà proprio perchè è forse l’unico prodotto in commercio con tutte queste caratteristiche.
Per ottenere il massimo di efficacia è bene diluirlo sempre in acqua o in tisana o nel succo di frutta (attenua così il gusto amaro); per uso esterno si può diluire anche con olio.
Per chi soffre di colite o gastrite è bene iniziare con il dosaggio min. 5 gocce, dopo i pasti, per arrivare al dosaggio di max12 gocce, aumentando di una goccia ad ogni somministrazione; si evita in questo modo un’eventuale azione irritante e si arriva addirittura alla scomparsa della colite e gastrite.

Ecco alcuni esempi di utilizzo dell’estratto di semi di pompelmo:
- mal di gola, raucedine, faringite, laringite, tonsillite,tosse, raffreddore, febbre, influenza, sinusite, otite : da 5 a 12 gocce per 2-3 volte al dì in acqua ( per la gola fare anche gargarismi);
- stomatite, aftosi orale, mughetto, alitosi, placche dentarie, gengivite, mal di denti, carie, estrazioni dentarie : da 5 a 12 gocce diluite in acqua fare risciacqui e poi deglutire per tre al dì;
- gastrite e ulcera: 5 gocce per 3 al dì diluite in acqua dopo i pasti e aumentare gradualmente fino a 12 gocce per tre al dì per almeno un mese di seguito;
- candida albicans, vaginiti, parassiti vaginali, micosi vaginale: mettere 3/4 gocce di estratto di semi pompelmo in acqua con 5/6 gocce di O.E. di Malaleuca e lavare esternamente ogni giorno:attenzione non usare il prodotto puro!!! Fare irrigazioni vaginali con 2/3 gocce di estratto e 15 gocce di O.E. Malaleuca con 250 ml. di acqua 2 volte al dì per i primi 3 giorni poi 1 volta al dì per altri 3/6 giorni. Nell’ultimo ciclo del lavaggio della biancheria intima (anche del partner) aggiungere 20 gocce del prodotto. Come prevenzione si possono fare irrigazioni per 1/2 al mese e lavaggi esterni per 1/2 la settimana..
Per il partner fare il bagno esterno con 3/4 gocce diluite in acqua 1/2 al dì; bagnare sul pene, glande compreso, con 10 gocce di estratto in olio di sesamo o di oliva (circa 50/70 ml.) per 1/2 al dì dopo il lavaggio.
Assumere il prodotto per via interna:5/12 gocce per tre volte al dì in acqua dopo pasti (per entrambi);
- diarrea, infezioni intestinali, dolori addominali, nausea, vomito: usare 5/12 gocce per 2/3 al dì in acqua associato a fermenti lattici ad alta concentrazione;
- acne, brufoli, punti neri, impurità della pelle: inumidire la pelle della zona da trattare con acqua, strofinare 2/3 gocce di estratto sulle mani ben bagnate e massaggiare la zona, lasciare agire per qualche minuto e poi risciacquare;
- forfora, dermatite seborroica, prurito sul cuoio capelluto:prendere una dose di shampoo (meglio Vitanova Olioderbe propoli) nel palmo della mano e aggiungere 5/10 gocce di estratto e lavarsi i capelli meglio se con cute asciutta, lasciare agire per 5 minuti il prodotto a contatto con i capelli e la cute e poi risciacquare abbondantemente. Se necessario usare dopo lo shampoo una lozione preparata con 20 gocce di estratto diluito in acqua in una tazzina da caffè; attenzione evitare il contatto con gli occhi;
- psoriasi, licheni, fuoco di S. Antonio, eczemi: mescolare 10 gocce di estratto con una tazzina da caffè con olio di borragine e trattare la parte interessata 2 volte al dì;
- micosi del piede: se la parte interessata non è molto sensibile si può usare l’estratto puro (1 o 2 gocce al massimo), altrimenti deve essere diluito con O.E. di Malaleuca (10 gocce di ciascuno) in una tazzina di acqua o glicerina, fare lavaggi per 2 volte al dì;
- sudorazione de lpiede, cattivo odore: pediluvi caldi con 50 gocce di estratto;
- occhio di pernice: 1 o 2 gocce di estratto puro localmente 1 o 2 volte al dì;
- verruche: levigare e raschiare le parti cornee 1 volta alla settimana con una limetta ruvida o pietra pomice e versare sulla verruca 2/3 volte la settimana una goccia di estratto oppure il liquido " porri e verruche" a base di Thuia e estratto di pompelmo 1 volta al dì;
- callosità: pediluvio di 10 minuti con acqua calda e 30 gocce di estratto poi usare la lima ogni giorno per 3/6 giorni fino a miglioramento;
- herpes: bagnare localmente con O.E. di Malaleuca, con il 20% di estratto di semi di pompelmo preparato dal farmacista.
- parassiti intestinali, vermi, ascaridi, ossiuri: 5/12 gocce per 2/3 volte al dì in acqua per un mese."
Tratto da: http://fiocco59.altervista.org/semi_pompelmo.htm

Tra l'altro, ho chiesto  personalmente, in alcune erboristerie, questo estratto, ho avuto risposte poco piacevoli: ritirato dal mercato, perche' hanno ritrovato presunte tracce di antiparassitari.
Infatti occorre che il pompelmo derivi da agricoltura biodinamica e non abbia subito delle manipolazioni chimiche per l’estrazione delle sostanze nobili.

ECHINACITRUS
Non possiamo più vendere l’Echinacitrus perché contiene l’estratto di semi di pompelmo che è stato sequestrato dai NAS in tutta l’Italia per la presunta presenza di una sostanza che si chiama cloruro di benzetonio (benzetonium chlorid).
Questa molecola sarebbe pericolosa per la salute. Come alternativa abbiamo l'Echinabiocitrus. Si tratta di una vecchia diatriba sull’estratto di semi di pompelmo i cui fatti non sono molto chiari.
Tipi diversi di analisi sullo stesso lotto di prodotto portano a contenuti di cloruro di benzetonio molto diversi, inoltre in alcuni lotti si trovano al suo posto altre molecole contenti cloro. I più comuni metodi di analisi hanno bisogno di una interpretazione e senza avere uno standard di riferimento adeguato si possono giungere facilmente a risultati del tutto errati, come evidentemente in questo caso avviene. Solo analisi della struttura molecolare potrebbero stabilire con sicurezza di quale composto chimico si tratta, ma sono analisi molto costose che comunemente non vengono effettuate.
I produttori dell’estratto assicurano, anche per iscritto, che non contiene cloruro di benzetonio, ma non rendono pubbliche le analisi che lo proverebbero. Gli avversari dell’estratto invece sostengono che i produttori aggiungono questa o sostanze simili per conferire efficacia al prodotto.
Secondo noi questi fatti si spiegano in questo modo: il processo d’estrazione a caldo con l’aggiunta di cloruro d’ammonio fa si che il cloro si leghi a vari componenti del pompelmo e formi cosi vari composti di cloro simile al cloruro di benzetonio.
Il tipo di composto che si forma di volta in volta dipenderà anche dalla composizione del pompelmo di turno. In parte potrebbe trattarsi anche di cloruro di benzetonio, ma sarebbe di origine naturale e comunque incluso in un ampio complesso di sostanze che modificano le sue proprietà.
Non sarebbe la prima volta che viene vietato un prodotto di origine vegetale perché contiene una molecola che isolata e prodotta sinteticamente è tossica, ma all’interno di un complesso di sostanze naturali perde la sua tossicità e diventa curativa.
Basta pensare alla polemica sul basilico che secondo il Prof. Veronesi (ex Ministro della Sanità) contiene una sostanza cancerogena e perciò andrebbe vietato o geneticamente modificato. Ma intanto i genovesi non si sono estinti e se si andasse a cercare molecole cancerogene le si troverebbero nel pomodoro, nelle patate e forse in qualsiasi altra pianta. Abbiamo notato strane coincidenze intorno all’estratto di semi di pompelmo. Da circa un anno lo commercializza anche la Bayer.
La prima pandemia mediatica virtuale è appena passata con un’impennata incredibile della vendita dei due farmaci antivirali esistenti, che tra l’altro hanno dimostrato che non funzionano per l’influenza aviaria, ed è facile prevedere che la seconda pandemia mediatica partirà probabilmente a settembre di quest’anno. E’ semplice immaginare che l’estratto di semi di pompelmo con le sue straordinarie proprietà antivirali da una parte faccia paura a chi vende antivirali inefficaci e dall’altra parte faccia gola a chi vede un business.
Tratto da: http://www.remediaerbe.it/news.php?id=23

     PORRI   (allium porrum, Gigliacee) Pianta e radici
Contiene: Fosforo, magnesio, calcio, ferro, manganese, zolfo, silice, potassio, sodio, essenza azotata, cellulosa, mucillagine.  Possiede qualità intermedie fra aglio e cipolle, ma in minore forza.
Proprietà: Diuretico, vermifugo con il latte, affezioni e litiasi urinarie, lassativo, tonico nervino, antisettico, molto digeribile; Utile in: Anemie, dispepsie, reumatismi, artrite, gotta, azotemia, obesità, arteriosclerosi; uso esterno ascessi, foruncoli, cistiti, ritenzione d’urina, emorroidi, calli, duroni,  piaghe, punture d’insetti (strofinare la testa del porro tagliata in due togliendo il pungiglione), cure della pelle.
Si mangia in minestre, come verdura cotta, cruda; in decotti, macerati ( 30gr in 10 giorni di macerazione in 1 litro di vino bianco).

     PORTULACA (Portulaca oleracea, Portulaceee) Foglie
Si utilizza cruda in insalata e cotta nelle minestre; Costituita da: Mucillagine, vitamine B, C ed Omega 3.
Proprietà: Vermifugo, depurativo, emolliente, diuretico, rinfrescante, leggermente ipnotico, aumenta il potere coagulante del sangue, quindi adattissima ai diabetici. Utile in: Parattitosi intestinali, oligurie, litiasi urinarie, infiammazioni digestive, respiratorie, urinarie, emorragie. 

     POZIONI   Liquidi da bere nei quali sono stati sciolti i principi attivi delle piante estratti per macerazione per infusione o per pressione.

     PREZZEMOLO   ( Petroselinum sativum, Ombrellifere) Pianta intera, semi, radici, foglie Alimento medicamento, come l’aglio, la cipolla, il porro, il soffione, la carota, ecc. si utilizza  crudo in insalate, cotto in minestre, in decotti, in succo fresco, in semenza, radice decotta.
Contiene: Calcio, ferro, fosforo, magnesio, sodio, potassio, iodio, rame, manganese, zolfo, clorofilla, olio essenziale (pinene, terpene, apiolo, apeina), vitamine A, B, molto ricco in C. Ricco di carotenoidi, flavonoidi.
Proprietà: Stimolante generale e nervoso, stomachico, disintossicante, anti anemico, antiscorbuto, antirachitico, depurativo, vermifugo, vaso dilatatore, diuretico, distrubi della nutrizione.
In infusione agisce contro i disturbi di fegato, l’itterizia, la tosse, l’asma, raffreddori; antispastico e combatte i disturbi ai genitali. 
Utile in: anoressia, flatulenze, putrefazioni e parassitosi intestinali, reumatismi, gotta, litiasi urinaria, cellulite, dispepsia, edemi, dismenorree, epatismo, nervosimo, atonia della cistifellea, energizzante, antitumorale.
Uso esterno: lucorree, lentigini, nevralgie, oftalmie, contusioni, piaghe, punture d’insetti, lentiggini.

     PRIMULA (Primula Veris L.) della famiglia delle Primulacee, si utilizza la radice, il rizoma (fusto sotterraneo) ed i fiori.
Pianta erbacea perenne, le foglie sono grandi, ovate e formano una rosetta basale; il fusto misura da 15 a 30 cm e termina in un'ombrella di fiori gialli. Si trova nei prati e nei boschi radi delle montagne d'Europa; successivamente si è diffusa anche in America, nelle regioni a clima temperato.
Proprietà: La radice e il rizoma della primula o primavera odorosa sono ricchissime di saponine triterpeniche (5-10%); la più importante è la primulina, a cui la pianta deve la sua proprietà espettorante e mucolitica (fluidificante delle secrezioni bronchiali). La pianta contiene anche due eterosidi fenolici derivati dall'acido salicilico, la primaverina e la primulaverina, che si trasformano per idrolisi in derivati dell'acido salicilico, le cui virtù analgesiche, antinfiammatorie e antireumatiche sono ben note.
ATTENZIONE ! Alcune varietà, che crescono in vaso o nei giardini, hanno le foglie rivestite da peli urticanti che possono provocare irritazioni delle pelle e anche reazioni allergiche.
Le due applicazioni più importanti della RADICE della primavera odorosa riguardano:
1-Malattie dell'apparato respiratorio in cui sia necessario fluidificare le secrezioni bronchiali per facilitarne l'espulsione: bronchite acuta e cronica, asma bronchiale e broncopolmonite ecc.; la radice è utile anche contro i semplici catarri bronchiali e per calmare gli accessi di tosse. L'azione fluidificante ed espettorante delle saponine della primavera odorosa non è rilevante come quella Poligala Virginiana, ma è comunque molto utile.
Utile nelle malattie reumatiche, gotta e, per uso esterno, come antinfiammatorio per contusioni, distorsioni, dolori muscolari.
Oltre alla radice, anche i FIORI contengono flavonoidi e carotene (provitamina A) e si utilizzano in caso di: emicranie e cefalee, azione antispasmodica e sedativa; la radice è ricca di saponine triterpeniche: (30/50gr. di radice in  1 lt. d'acqua in decozione per 15 minuti, 3 - 4 tazze al di, in alternativa, 20/30g di fiori in infusione in 1 lt. d'acqua fino a 5 tazze al di)
La tisana, è molto indicata per calmare i bambini nervosi o iperattivi.
Utile anche nella gotta o litiasi urinaria (calcoli, renella), per la loro azione diuretica e depurativa;  assumere insieme ad altre piante diuretiche.  

     PRODOTTI dell’ALVEARE: Miele vergine integrale, Gelatina Reale (Pappa Reale), Polline dei fiori, Propolis, Miele.
vedi anche: Le Meraviglie delle API
I prodotti dell’alveare (luogo ove vivono e si riproducono le Api), sono sostanze naturali che contengono in forma concentrata e prontamente assimilabile, una vasta gamma di Principi Attivi e di sostanze dotate di attività molto complesse e diversificate: Bioregolatrici, Biocatalizzatrici, Colinergiche, Antibiotiche, Vitaminiche, Enzimatiche, Sali minerali ecc. Sono proprio queste sostanze, complementari o supplementari, rispetto alla prevalente composizione in nutrienti plastici ed energetici (zuccheri e proteine) che conferiscono ai prodotti dell’alveare il carattere se non proprio di panacea di tutti i mali, certamente coadiuvante di un programma terapeutico aperto alla vera dietologia naturale.
Per ciò che riguarda l’origine dei prodotti dell’alveare è noto che l’ape opera un mirabile lavoro di elaborazione di sostanze vegetali, riciclando i Principi Attivi in esse contenuti, aggiungendo sostanze proprie, prevalentemente durante la elaborazione nell’apparato buccale dei prodotti secreti dalle ghiandole salivari sopra cerebrali.
Mentre nel caso del Miele si tratta di una concentrazione del nettare e della melata; nel caso della Pappa Reale, non si tratta di una elaborazione del polline dei fiori, ma di una produzione del cosiddetto “latte delle api” (che è l’alimento delle larve e dell’ape regina) ad opera di api che si alimentano con il polline dei fiori; e' soprattutto un prodotto proteico - non conosciamo tutte le sostanze entro contenute - derivante dalla super produzione di polline delle api stesse a favore dell'ape regina.
I flavonoidi costituiscono la più importante classe dei polifenoli e comprendono circa 500 composti responsabili dell’attività antibatterica, anti infiammatoria e antiallergica.
Il miele e' riconosciuto fin dall'antichita' avere delle proprieta' nutrizionali e terapeutiche, alcune si sono tramandate fino ad oggi: es.
in Germania le ferite si curano con il miele. In 23 ospedali tedeschi si utilizzano preparati a base di miele sterilizzato per curare le ferite ed e' meglio di qualsiasi sciroppo per la tosse (vedi gli studi del Penn State College of Medicine).
Dal confronto della composizione del Polline e della Pappa Reale, ci si rende conto che l’ape opera un mirabile lavoro di estrazione, di concentrazione e di trasmutazione dei Principi Attivi contenuti nel Polline.
Nel caso del Propolis invece, si tratta nuovamente di un processo prevalente di elaborazione delle sostanze ceroido/resinose che rivestono le gemme dei vari alberi (Pioppi, Betulle, Acacie, ecc.) anche se l’ape le elabora con i suoi succhi salivari, per renderle più plastiche e quindi spalmabili sulle pareti e nell’interno dei favi.
Il Propolis o la propoli è costituita sostanzialmente da secrezioni resinose e da resine che le api raccolgono sugli alberi. Il propolis contiene un gran numero di elementi che sono stati identificati in polisaccaridi, terpeni, acidi uronici, acidi aromatici e altri.
Sono presenti anche sostanze minerali, vitamine (gruppo B, vitamina A e C), amminoacidi.
Svolge un'importante azione antibatterica (proprietà che gli è stata sempre riconosciuta anche dall’antica medicina popolare), anche antiossidante e vasoprotettivo, immunostimolante; è molto apprezzata nelle affezioni gola oltre che nel campo dermatologico.
È un integratore di vitamina B2 (riboflavina), B5 (acido pantotenico), acido folico.
Coadiuvante per: il mal di gola e le affezioni delle vie respiratorie (faringiti, tracheiti, tonsilliti); le manifestazioni influenzali e malattie virali; le affezioni del cavo orale  (gengiviti, stomatiti, glossiti, afte).

Tutti questi prodotti sono ricchi di inibine e sostanze antibiotico/simili, oltre che di fattori Probiotici.


L' ALVEARE ? = VERA FARMACIA  per Asma, faringiti, raffreddori, allergie, catarro, tosse ulcere, infiammazioni, ecc.
Virtù note ai campioni dello sport: Merckx (ciclista) beveva solo acqua e miele
È un medico. Ha usato sempre il miele, per sé, la moglie (erborista) e i sei figli, e lo prescrive ai suoi pazienti. Non è l'unico in Italia a curare con rimedi naturali, ma di sicuro uno dei primi. Un pioniere. Alessandro Formenti, 56 anni, specialista in scienza dell'alimentazione, perfezionatosi in fitoterapia all'università di Siena, guarisce tramite l'alimentazione vegetariana, l'uso di erbe, piante, risorse della natura, e di prodotti dell'alveare: miele, polline, propoli, pappa reale, cera.
Sui suoi principi terapeutici ha pubblicato un libro con l'Informatore Agrario, «La medicina dei semplici»; per Mondadori, con la moglie, l'erborista Cristina Mazzi ha pubblicato La salute in cucina; per l'editoriale Tecniche Nuove ha dato alle stampe Alimentazione e fitoterapia.
Formenti e la moglie abitano su di un poggio in Valpolicella, a Cotto di Marano, e sono l'immagine della buona salute.

Dottor Formenti, l'alveare come eccezionale laboratorio biologico-terapeutico ?
«Il suo effetto dolcificante è molto meno importante di quello tonificante che ha sull'organismo umano. Contano di più, con l'assunzione, l'arricchimento di enzimi, amminoacidi, oligoelementi, vitamine, ormoni vegetali e piccole particelle di propoli (che ha un effetto antibiotico) e di granuli di polline (rivitalizzante, regolatore della prostata e antidiarroico) che contiene. Il miele è un delicato farmaco utile in qualsiasi situazione: ai bimbi in fase di crescita, nei periodi di stress e surmenage, quando l'organismo ha bisogno di un apporto supplementare di nutrienti (gravidanza, allattamento), per le persone debilitate e anziane.
L'effetto ricostituente del miele è prezioso come coadiuvante terapeutico in molte patologie. Per l'apparato digerente, ad esempio. Per le patologie dell'albero respiratorio, ha il ben noto effetto emolliente, espettorante e blandamente antisettico. È utile in tutte le forme infettive, è un buon coadiuvante terapeutico per lenire le cistiti e per l'ipertrofia prostatica degli anziani. Sulla circolazione del sangue, visto al confronto con altri dolcificanti, il miele è senz'altro vantaggioso: è utile contro l'arteriosclerosi (mantiene elastiche le arterie), quale preventivo delle varici (contiene sostanze protettrici dei vasi) e delle tromboflebiti. Aiuta a prevenire l'osteoporosi.

E nello sport ?
«Naturalmente, il miele gioca un ruolo da protagonista nelle situazioni di superlavoro fisico: il ciclista Merckx in gara, beveva solo acqua e miele. Gli zuccheri del miele, con gli enzimi, le vitamine e i minerali, liberano energia più lentamente e più a lungo rispetto allo zucchero raffinato e forniscono ai muscoli molti dei fattori necessari alla loro attività».

Al cervello è utile ?
«Per il sistema nervoso il miele è un supernutriente, proprio perché è un insieme di sostanze zuccherine parzialmente predigerite dalle api e accompagnate da vitamine, oligoelementi e amminoacidi. Il miele ingrassa meno di altre sostanze».

Quanto miele assumere al giorno ?
«Un dosaggio medio per persone non diabetiche è di un cucchiaio, sia per il bimbo che per l'adulto; a stomaco vuoto viene assorbito meglio. Il miele deve essere assolutamente biologico, prodotto da api che si sono nutrite del nettare dei fiori, e non di melassa o zucchero. Deve avere le debite garanzie del controllo di qualità sanitario e non va mai alterato termicamente, perché perderebbe gran parte del suo patrimonio vitaminico ed enzimatico».

Cos'è la Propoli ? E' il miglior antibiotico naturale, assieme all'aglio.
La propoli è una resina che riveste le gemme di alcune piante, come betulla, pioppo, pino, larice, olmo, ciliegio, che le api raccolgono e modificano con le loro secrezioni salivari e con l'aggiunta di cera.
E' anche detta "l'antibiotico naturale", uno dei rimedi più usati durante la stagione fredda.
La propoli ha proprietà antisettiche, analgesiche e cicatrizzanti e sopra tutto antiifiammatorie. L'effetto antisettico è validissimo per le terapie tipo antibiotiche, nelle forme infettive di qualsiasi distretto dell'organismo. Nei casi di ulcera caso la propoli, cicatrizzante e antisettica, è doppiamente utile.
L'effetto sull'albero respiratorio della Propolis è prezioso per faringiti, tracheiti, bronchiti, laringiti ecc. Utile nelle infezioni delle vie urinarie, per squilibri della flora batterica intestinale e in particolare per le forme diarroiche. L'effetto cicatrizzante antisettico è pure utile nel trattamento delle ferite.
L'uso della propoli più frequente è per la bocca, la gola, l'intestino e le vie respiratorie, oltre che cutaneo".
Tosse, catarro, Raffreddori, Influenza  +  Cure bambini  +  Cure animali ecc.

Meglio utilizzare la Propoli grezza impastata con miele, come indicato QUI
Prendere qualche grano (4 o 5 in modo da avere la quantita' pari alla grandezza dell'unghia del mignolo del soggetto), tenuti preventivamente in frizer, (la parte piu' fredda del frigo) schiacciati in un piccolo mortaio per ridurli in polvere, indi impastare con una puntina di miele - la cura deve durare fino a 7 giorni oltre la scomparsa dei sintomi del raffreddore, tosse, catarro, influenza. Il bimbo o l'adulto miglioreranno anche sotto altri profili.
Ma in ogni caso e per ogni malattia (salvo in caso di sospetta infiammazione all'appendice) seguire le indicazioni per Idro colon terapia + disinfiammazione + disintossicazione
e riordino della Flora batterica intestinale ed enzimi che in ogni caso sono compromessi.


La scoperta e l'utilizzo della propoli hanno origini antichissime. I primi cenni storici sul suo uso risalgono a circa 6.000 anni fa.
I sacerdoti dell'Antico Egitto utilizzavano questa preziosa sostanza per mummificare le spoglie dei faraoni, mentre i medici ne facevano uso per curare le infezioni della pelle, dell'apparato respiratorio e come cicatrizzante e disinfettante delle ferite. Le donne di stirpe reale, invece, la mescolavano al latte per ricavarne lozioni di bellezza. Ma quella egiziana non è l'unica civiltà dove si trovano citazioni riguardanti l'impiego della propoli. Anche i Greci, i Romani, gli Arabi e persino gli Incas ne conoscevano le straordinarie proprietà.
Per questi ultimi, ad esempio, era un valido rimedio per le infezioni che provocavano la febbre. La sua storia passa, dunque, attraverso i secoli per giungere fino a noi come un potentissimo farmaco naturale.
Negli ultimi trent'anni gli scienziati hanno messo in evidenza i suoi componenti, i meccanismi di azione e le proprietà biologiche, confermando in maniera scientifica le ragioni per cui l'uomo la utilizza da così tanto tempo per curare vari disturbi e malattie.
E' interessante osservare anche l'uso che fanno del loro prodotto le api stesse all'interno dell'alveare. Infatti, oltre che come materiale da costruzione, è usata come antisettico. Viene applicata come sterilizzante sulle pareti delle cellette, soprattutto quelle destinate ad accogliere le uova dell'ape regina; oppure viene depositata, per evitarne la decomposizione putrefattiva, su animaletti penetrati all'interno dell'arnia e uccisi dalle api stesse, quando non sono in grado di trascinarli fuori.

La propoli che troviamo in commercio è ottenuta per raschiamento, nella pulizia periodica delle superfici interne dell'arnia, oppure grazie ad apposite griglie di raccolta poste tra il nido e il tetto dell'arnia.
La composizione della propoli è molto variabile a seconda delle stagioni, del tipo di vegetazione e dalla razza stessa delle api raccoglitrici.
Mediamente la sua composizione chimica è la seguente: resine e balsami 50% (tra cui acidi aromatici, aldeidi aromatiche, acidi caffeico, ferulico, cumarico), cere 30% (contenenti anche vitamine del gruppo B, vitamina C ed E, oltre a oli essenziali), polifenoli 10% (in particolare flavonoidi), polline 5% e sostanze varie 5% (Sali minerali, tra cui: calcio, rame, ferro, manganese e altri).
I flavonoidi rappresentano la frazione più interessante e studiata per le sue preziose qualità, quali l'attività antibatterica, antifermentativa e riepitelizzante. Nelle piante queste sostanze svolgono azioni di protezione e di stimolo delle principali funzioni metaboliche, come, ad esempio, la respirazione cellulare. Inoltre proteggono dai parassiti e dai danni provocati da un eccesso di radiazioni luminose.
Tratto da: vega2000.it

La propoli ha proprietà antisettiche, analgesiche e cicatrizzanti e sopra tutto anti ifiammatorie. L'effetto antisettico è validissimo per le terapie tipo antibiotiche, nelle forme infettive di qualsiasi distretto dell'organismo. Nei casi di ulcera caso la propoli, cicatrizzante e antisettica, è doppiamente utile.
L'effetto sull'albero respiratorio è prezioso per faringiti, tracheiti, bronchiti, laringiti ecc. Utile nelle infezioni delle vie urinarie, per squilibri della flora batterica intestinale e in particolare per le forme diarroiche. L'effetto cicatrizzante antisettico è pure utile nel trattamento delle ferite.
L'uso della propoli più frequente è per la bocca, la gola, l'intestino e le vie respiratorie, oltre che cutaneo.

Come utilizzare la propoli ?
«Le preparazioni e le dosi sono in genere come tintura alcolica al 20% a gocce, da 5 a 15, due o tre volte al giorno. A volte dà allergie. Per via esterna questo miracolo della natura è antimicotico, combatte le micosi orali e cutanee.
L'estratto acquoso è utile per i bambini piccoli o per le zone delicate del corpo (palpebre e genitali). Con la propoli si cura anche l'acne. E con quella in granuli la piorrea, poiché favorisce la solidità delle gengive. Si può anche masticare quale regolatore della flora batterica intestinale e curativo delle faringiti croniche, di ipofonie, tracheiti e gastriti. È un protettivo vascolare valido per varici ed emorroidi».
In ogni caso utilizzarlo come indicato in:  Tosse, catarro, Raffreddori, Influenza  +  Cure bambini  +  Cure animali ecc.

Utilizzare comunque in ogni caso del Propoli grezzo, qualche grano (4 o 5 in modo da avere la quantita' pari alla grandezza dell'unghia del mignolo del soggetto), tenuti preventivamente in frizer, (la parte piu' fredda del frigo) schiacciati in un piccolo mortaio per ridurli in polvere, indi impastare con una puntina di miele - la cura deve durare fino a 7 giorni oltre la scomparsa dei sintomi del raffreddore, tosse, catarro, influenza. Il bimbo o l'adulto miglioreranno anche sotto altri profili.
Ma in ogni caso e per ogni malattia (salvo in caso di sospetta infiammazione all'appendice) seguire le indicazioni per Idro colon terapia + disinfiammazione + disintossicazione
e riordino della Flora batterica intestinale ed enzimi che in ogni caso sono compromessi.

Il Polline che proprietà ha ?
«Contiene sostanze con effetto ormonale nel mondo vegetale ed anche blandamente nell'organismo animale (fattori di crescita, regolazione della sfera genitale, prevenzione dell'osteoporosi e dell'ipertrofia prostatica ed altro). Nel polline, una miniera di principi attivi, ci sono grandi quantità di vitamine e minerali, aminoacidi e proteine che lo rendono un integratore alimentare ricostituente e rivitalizzante utile nelle forme di carenza o squilibrio ormonale, e quale regolatore intestinale, rigeneratore dei tessuti ed agente antistress. È utilissimo in gravidanza ed ancor più nell'allattamento e nella senescenza».

Che quantità assumere di polline ?
«I granuli sono rivestiti da una pellicola in certi casi particolarmente gastroresistente e non da tutti vengono ben digeriti, talvolta danno dolori e acidità di stomaco. È bene scioglierlo in una tisana od in un po' d'acqua non caldissima e masticarlo lentamente».
Tratto da: L'Arena, 30 marzo 2007

Miele
Dalle analisi condotte, i ricercatori hanno scoperto che alcuni componenti del miele sono in grado di uccidere i microorganismi e di svolgere un'azione antiossidante sui tessuti, compresi naturalmente quelli della gola. I sorprendenti risultati di questo studio sono stati recentemente pubblicati sulla prestigiosa rivista scientifica Archives of Paediatric and Adolescent Medicine.

Nel corso dei propri esperimenti, il team di ricerca ha confrontato l'effetto del miele di grano saraceno con il dextromethorphan, un principio attivo contenuto in un vasto numero di medicinali contro la tosse e il mal di gola. Il dextromethorphan è largamente impiegato nei medicinali da banco per i bambini negli Stati Uniti, mentre è meno diffuso sul mercato europeo.
I ricercatori hanno analizzato gli effetti del miele e del principio attivo su 105 bambini affetti da tosse notturna. Lo squadrone di infanti è stato diviso in tre gruppi distinti: a un gruppo è stato somministrato solamente il miele e a un altro unicamente il farmaco a base di dextromethorpahn, mentre all'ultimo gruppo non è stata somministrata alcuna sostanza.
I risultati registrati dal team di ricerca si sono rivelati sorprendenti. I bambini che avevano ricevuto unicamente il miele hanno visto dimezzarsi la frequenza dei colpi di tosse, a fronte di una diminuzione meno sensibile nel gruppo trattato con dextromethorphan. Il miele si è inoltre dimostrato un buon calmante, tale da dimezzare il numero di volte in cui i bambini si sono svegliati e l'intensità complessiva della loro tosse. In tutti i test, il miele si è dimostrato il miglior rimedio per tenere a bada i problemi legati all'infiammazione del cavo orale.
Tratto in parte da: blogalileo.com

Il miele si e' quindi dimostrato particolarmente efficace nell'eliminare i batteri legati dalle infiammazioni alle prime vie respiratorie. lo hanno verificato ricercatori dell'University of Ottawa, mettendo a confronto fra due gruppi utilizzatori, quello degli antibiotici (utilizzati in quelle circostanze) e l'altro che ha utilizzato del miele...ha vinto il miele !

Tipi di miele
Il miele appena estratto possiede una vasta gamma di fragranze; tali peculiarità nel tempo tendono a modificarsi per naturali processi chimici in seguito a naturale degradazione dello zucchero fruttosio, accelerati anche dalla temperatura di conservazione.
Si generano pertanto il processo dell’HMF e l’enzima della Diastasi.
L’HMF o idrossimetilfurfurale è praticamente assente nel miele appena estratto, si forma successivamente per degrado degli zuccheri, accelerato notevolmente dalle alte temperature. Il suo valore, indicato in mg per kg è un chiaro indicatore della buona conservazione del prodotto e del tipo di lavorazione e non dovrebbe superare i 20 mg/kg. Il limite fissato dalla normativa italiana è di 40 mg/kg. Nei mieli industriali, solitamente liquidi, l’HMF è molto vicino se non pari a tale valore.
La Diastasi è un enzima naturalmente presente nel miele, che si degrada col passar del tempo e con processi chimici: il contenuto in Diastasi, pur essendo molto variabile per la quantità naturale di enzimi presenti, non dovrebbe essere superiore a 8, ancorché con dovute eccezioni.

MIELE DI ACACIA (Robinia pseudoacacia)
È prodotto in tutta l’Italia ma soprattutto nelle Prealpi e in Toscana; di colore molto chiaro,di odore molto leggero, dal sapore fine, delicato, vellutato; in esso è assente la cristallizzazione; è lassativo, antinfiammatorio per la gola, curativo dell’apparato digerente, disintossicante del fegato, combatte l’acidità di stomaco. È usato come miele da tavola e come dolcificante naturale.

MIELE DI AGRUMI O MIELE DI ARANCIO (Citrus sp.)
È prodotto negli agrumeti meridionali ed insulari; si presenta di colore molto chiaro, bianco nel cristallizzato, con cristalli grossi e sabbiosi, di sapore aromatico gradevolmente acidulo,tra il florale e il fruttato che ricorda il gelsomino. È indicato come cicatrizzante per le ulcere, antispasmodico, sedativo, è usato ancora contro l’insonnia e l’eccitazione nervosa. È uno dei mieli da tavola più apprezzati.

MIELE DI CASTAGNO (Castanea sativa)
È prodotto in tutta l’Italia nelle zone di media montagna; varia dal colore ambrato al quasi nero in ragione delle zone di produzione; quasi assente è la cristallizzazione o a grossi cristalli; l’odore è forte, penetrante, tanninico; il sapore è pungente all’inizio poi più o meno amaro a seconda dell’origine. Favorisce la circolazione sanguigna, è antispasmodico, astringente, disinfettante delle vie urinarie. È usato come miele da tavola consigliato per anziani e bambini.

MIELE DI ERICA (Erica arborea)
In molte parti di Italia questa pianta è detta anche erica maschio o semplicemente “scopo”, una specie da cui le api ricavano un ottimo miele prodotto nella macchia mediterranea in Liguria, Toscana, Umbria e Sardegna. Si presenta di colore ambra con tonalità arancione, di cristallizzazione fine e regolare, di odore caramellato simile all’anice, di sapore forte e floreale che ricorda l’anice. Ha un’azione antireumatica, antianemica e ricostituente. Usato come miele da tavola, non dà rapidamente un senso di sazietà.

MIELE DI TARASSACO ( Taraxacum officinale)
È prodotto in Lombardia e Piemonte ad inizio di primavera, se gli sciami di api sono sufficientemente sviluppati durante questa fioritura. È di colore giallo vivo, beige se in miscela con miele di salice; cristallizza rapidamente a cristalli finissimi, è di odore molto intenso di favi, di sapore marcato, astringente non a tutti gradito. È usato come miele da tavola con specifiche proprietà diuretiche, depurative ed azione benefica sui reni.

MIELE DI GIRASOLE (Heliantus annuus)
La sua produzione è cresciuta negli ultimi anni, specialmente in Italia centrale come diretta conseguenza dell’incremento della produzione del girasole. Si presenta di colore giallo vivo, di cristallizzazione variabile ma sempre rapida, di odore leggero di paglia, di sapore non molto dolce, asciutto, con aroma di polline. Trova il suo utilizzo anche in pasticceria e nell’industria alimentare, come miele da tavola ha proprietà antinevralgiche, febbrifughe, è consigliato contro il colesterolo, calcifica le ossa.

MIELE DI LAVANDA (Lavandula sp.)
È prodotto maggiormente in Francia e Spagna dove tale coltura è più diffusa; nella stessa Spagna nonché in Sardegna è prodotto il miele di lavanda selvatica (Lavandula stoecas), con aroma meno intenso ma molto più fine. Il colore varia da chiaro ad ambrato, la cristallizzazione è fine. L’odore di tabacco dolce da pipa, il sapore caratteristico speziato che ricorda l’odore ne fanno un finissimo miele da tavola.

MIELE DI TIGLIO (Tilia sp.)
Viene prodotto su tigli selvatici alle pendici delle Alpi sovente in miscela col miele di castagno o su alberature di viali e parchi molto estesi. Il colore varia da chiaro a scuro a seconda del contenuto in melata, la cristallizzazione è a grana grossolana, l’odore sa di resina di pino, di mentolo come pure il sapore che è balsamico, molto persistente e tipico. È un sedativo di dolori mestruali, calmante, diuretico, digestivo, è usato per tisane espettoranti; ha proprietà sudorifere, agisce contro l’insonnia e l’irritabilità.

MIELE DI TIMO (Thimus sp.)
Nella varietà uniflorale si produce nelle zone interne montuose della Sicilia. È di colore ambrato, di cristallizzazione variabile, di odore molto intenso che ricorda il timolo, il vino cotto, è aromatico, di sapore intenso e persistente, altrettanto forte quanto l’odore. È un miele da tavola antisettico, calmante, febbrifugo, tonico.

MIELE DI ERBA MEDICA (Medicago sativa)
Le maggiori produzioni sono localizzate in pianura Padana. Si presenta di colore ambra se liquido, beige se cristallizzato; la cristallizzazione spontanea, ad alcuni mesi dal raccolto, tende a fermentare; odore e sapore sono deboli, vinosi, acidi. È un miele tonico, antisettico, calmante.

MIELE DI EUCALIPTO (Eucalyptus sp.)
È prodotto in Italia centro – meridionale dove gli eucalipti sono stati piantati come siepi frangivento o per rimboschimento. Si presenta di colore ambrato e nel cristallizzato tende al grigio; la cristallizzazione è fine, compatta, consistente; l’odore è intenso di funghi secchi, il sapore, simile all’odore, è di birra doppio malto, di caramelle inglesi alla liquirizia. È un miele da tavola con specifica azione antibiotica, antiasmatica, anticatarrale, antitosse.

MIELE DI CORBEZZOLO (Arbutus unedo)
Si produce in autunno in Sardegna, in Italia centrale e nella macchia mediterranea. È di colore ambrato, di cristallizzazione irregolare; fermenta alquanto in fretta per l’elevata quantità di umidità. Di odore pungente, simile al legno scortecciato, ha un sapore amaro, simile al rabarbaro e al nocciolo di pesca, non a tutti gradito.

MIELE DI MELATA (Metcalfa pruinosa)
La metcalfa pruinosa, un afide importato dall’America, introdotto nel nostro paese e diffusosi nel nord – est dell’Italia, attacca varie piante, sia spontanee che coltivate, producendo la melata: le api la raccolgono ed elaborano un miele molto particolare. Il colore è scuro, la cristallizzazione è generalmente assente; l’odore è vegetale, sa di marmellata di pomodori verdi; il sapore, diverso dai mieli di nettare, è a volte un po’ salato, più simile al malto e alle prugne secche. È usato come miele da tavola.

MIELE DI MELATA D’ABETE (Abies alba)
È prodotto nell’arco alpino e nell’Appennino tosco – romagnolo e risulta essere fra i più conosciuti ed apprezzati. Si presenta di colore molto scuro, quasi nero con una certa striatura verdastra; la cristallizzazione è assente, odora di resina, di favo vecchio, di legno bruciato; il sapore è balsamico, molto meno dolce e stucchevole dei mieli di nettare, sa di malto. È usato come miele da tavola con proprietà antisettiche polmomari e delle vie respiratorie.

Questi i principali tipi di miele, che comunque rappresentano una netta minoranza rispetto a quanti ne sono effettivamente prodotti.

Normativa e mercato
Il miele, per la legge italiana vigente, non può subire alcuna aggiunta, gli unici trattamenti a cui può essere sottoposto sono:

Estrazione dai favi per forza centrifuga - Decantazione - Filtraggio - Cristallizzazione guidata.
In Europa, in base al regolamento 2377/90, nei mieli e nella pappa reale non sono previsti limiti residuali di antibiotici, i quali pertanto devono considerarsi vietati negli alveari di produzione. In alcune nazioni, Italia esclusa, essi sono ammessi per la cura di alcune patologie quali la peste americana e la peste europea. In alcune nazioni extraeuropee ne è consentito l’uso sistematico per la prevenzione delle medesime patologie; in particolare negli Stati Uniti si ricorre frequentemente all’uso di tetracicline e del sulfatiazolo. In altri stati, quali la Cina è frequente l’uso del cloramfenicolo, da noi considerato pericoloso per la salute umana.
La globalizzazione sta portando però a frequenti episodi di contaminazione con cloramfenicolo dovuti alle triangolazioni di mercato.

In base a quanto prima espresso risulta quindi estremamente utile essere in grado di leggere l’etichetta, sulla quale, oltre alle canoniche informazioni sui prodotti alimentari quali peso netto, produttore, composizione, lotto, devono riscontrarsi altre importanti notizie:

Origine geografica.
Se il produttore vuole sottolineare la provenienza nazionale, può dichiarare “miele italiano”; in assenza di indicazioni specifiche di provenienza, il miele è da intendersi prodotto nei Paesi della Comunità Europea.
Se il miele è totalmente o parzialmente originario di Paesi extracomunitari, esso deve essere commercializzato riportando una delle seguenti diciture: miele extracomunitario, miscela di mieli comunitari ed extracomunitari, miscela di mieli extracomunitari.

Origine botanica.
È permesso completare da denominazione di vendita con l’indicazione relativa all’origine botanica: il miele proveniente da un’unica specie botanica e quindi monofloreale potrà recare in etichetta l’indicazione di “miele di arancio” o “miele di acacia”; il miele proveniente da diverse specie botaniche recherà in etichetta l’indicazione di “millefiori”.
Resta facoltativo e non obbligatorio indicare in etichetta la data di scadenza.

La pappa reale si presenta come sostanza semifluida, gelatinosa, bianca di colore, caratterizzata dal suo sapore fra l’ acidulo e l’ aromatico e soprattutto dal valore nutritivo molto elevato. Essa è prodotta dalle giovani api per alimentare le api regine e le api neonate; per questo motivo è definita anche “latte delle api”.

La pappa reale è molto ricca di sostanze vitali: 100 grammi di prodotto fresco contengono circa 69.80 g. di acqua e 30.20 di residuo secco; quest’ultimo è costituito per il 48% da proteine e amminoacidi essenziali, per il 38% da zuccheri e per il restante 10% da grassi; sono contenuti inoltre molte vitamine del gruppo B e numerosi sali minerali; ultimo elemento, non per importanza, presente nella pappa reale è il fattore antibiotico.

La pappa reale si assume una o due volte al giorno in piccole dosi, con continuità ma non insieme ad altri cibi; si può miscelarla con un po’ di miele; la si può conservare in frigorifero anche per lunghi periodi, fino ad un anno circa.

Resta facoltativo e non obbligatorio indicare in etichetta la data di scadenza.

La propoli
Etimologicamente il nome indica qualcosa posto davanti alla città a difesa della stessa. La propoli infatti è utilizzata dalle api per difendere le superfici interne dell’alveare, le pareti delle arnie e i favi dal diffondersi di batteriosi e malattie varie favorite dalla presenza di tanti altri insetti con cui esse vengono a contatto quotidiano.

Numerose sperimentazioni hanno dimostrato in vivo e in vitro la capacità della propoli, in soluzione idroalcolica concentrata al 10-20%, di inibire lo sviluppo di ceppi batterici: Proteus vulgaris, Mycobacterium tubercolosis, Bacillus alvei, Bacillus subtilis, molte salmonelle, Stafilococchi, Streptococchi, Corinebacteriun difterite, Klebsiella ozaenae.

I componenti maggiormente attivi impegnati nell’attività antimicrobica della propoli sono: l’Olio essenziale, i Flavonidi ed in particolar modo galangina, pinocembrina, risina, gli Acidi Colorogenico, Caffeico, Benzoico, Ferulico, Cinnamico.

Per applicazioni esterne,cioè per la cura di micosi o ferite in fase di cicatrizzazione, è comodo l’uso di un bastoncino ovattato alle estremità; per l’uso interno, cioè per le affezioni del cavo orale, gengiviti, gastriti ed altre malattie, un metodo pratico può essere quello di immettere in bocca mediante un contagocce la giusta quantità di soluzione ed ingerire dopo aver bevuto qualche sorso d’acqua.

Le proprietà medicinali
ANTIMICOTICA: contro la Candida e specialmente la Candida Albicans, i saccaromiceti, il Tricomonas, il Tricophyton, il Microsporon. L’azione è micostatica ed interessa la superficie cutanea.

ANTIVIRALE: contro l’ Herpes simplex del tipo 1 e 2, il Corona virus, molti tipi di infezioni virali come l’influenza di tipo A e B, parainfluenza di tipo 1,2,3, contro l’Adenovirus, il virus respiratorio sinclinale ed altri. La propoli ha azione diretta nei confronti dell’Herpes e della’Adenovirus inibendone la crescita e rallentandone la moltiplicazione.

ANESTETICA LOCALE: ha un’azione paragonabile a quella causata dalla novocaina e maggiore, secondo alcuni, a quella della cocaina e procaina; estratti idroalcolici presentano un notevole effetto anestetico locale, con azione periferica sulle membrane mucose dell’occhio maggiore di quella indotta dalla procaina. L’anestesia, non avendo potere di penetrazione, è decisamente di superficie; si rivela utile a gengive irritate, dopo le estirpazioni dentarie, o le ablazioni.

CICATRIZZANTE E RIEPITELIZZANTE: creme e unguenti a base di propoli stimolano la rigenerazione dei tessuti in caso di piaghe o ferite; favoriscono inoltre l’assorbimento della vitamina C, importante per la sintesi del collagene.

VASOPROTETTIVA: protegge i capillari agendo diminuendo la permeabilità e rinforzandone la resistenza; i vari componenti inoltre svolgono azione di antiaggregante cellulare e di miglioramento della microcircolazione.

ANTIOSSIDANTE: ha una notevole azione protettiva contro i danni provocati da radicali liberi. I flavonidi infatti reagiscono con i radicali liberi proteggendo gli acidi grassi insaturi col blocco della perossidasi. Tali proprietà antiossidanti e antirrancidenti sono utilizzabili non solo in medicina ma anche nel settore cosmetico ed alimentare come antirrancidente di oli, burro e grassi; giova ricordare che la propoli resta un ottimo conservante naturale.

ANTIFLOGISTICA: la propoli è un meraviglioso antinfiammatorio prodotto dalla farmacia delle api, paragonabile all’acido acetilsalicilico, la comune Aspirina; i componenti infatti inibiscono la produzione di eicosanoidi durante l’infiammazione, regolando l’elaborazione dei mediatori dell’infiammazione.

ANTICARIE: i flavonidi hanno azione antimicrobica contro lo Streptococcus mutans, sobrinus, cricetus ed inoltre inibiscono l’attività della glucosio trasferasi, la principale responsabile della carie dentaria umana; viene inoltre usata per risolvere vari problemi stomatologici fra cui la piorrea,le peridontiti, gli ascessi, danni alla polpa dentale.

ANTITUMORALE: in vitro ed in particolari condizioni sperimentali la propoli ha azione antitumorale. L’estratto etanolico comporta un effetto antimutagenico sul potere mutagenico delle daunomicine,benzopirene ed aflatossine. Ha inoltre effetto immunostimolante ed inibente di crescita dei tumori della pelle, facendo diminuire la sintesi del DNA.
È risaputo infatti che la replicazione del DNA nelle cellule cancerose è molto maggiore che nelle cellule normali, pertanto i composti inibitori di tale replicazione colpiscono le cellule cancerose in misura maggiore di quelle normali. La propoli inoltre inibisce la crescita delle cellule del carcinoma al colon e le lesioni preneoplastiche nel colon del retto, riducendone volume e incidenza. Le sostanze più attive nell’azione antitumorale sono gli acidifenolici e i loro esteri, in particolar modo il CAPE, ed i flavonidi.

ANTIGASTRITICA ED ANTIULCEROSA: i flavonidi in generale esplicano un’azione antisecretoria a livello gastrico, bloccando la sintesi dell’istamina ed abbassando il livello di acido cloridrico esistente nello stomaco, e un’azione anestetica locale, contribuendo ad abbassare il dolore; galangina e risina in particolare evidenziano azione antispasmodica ed antibatterica nei confronti dell’Helicobacter pilori, responsabile dell’ulcera e causa di aggravamento della stessa.

EPATOPROTETTIVA: i flavonidi proteggono le cellule epatiche inibendone la degenerazione in caso di abuso di alcool o di altri fattori scatenanti.
Tratto da: news.paginemediche.it

Mieloterapia: Miele + Polline + Propoli. Siamo d'accordo con voi che la pappa reale è più complicata sia da trovare che da comprare (è più cara), come anche da conservare (quella vera, genuina e fresca si conserva in frigo).
Miele + Propoli: aggiungete qualche goccia di propoli già diluita in alcool (impossibile che lo troviate puro perche è una sostanza che indurisce subito) assieme al vostro miele preferito. Cercate come sempre di trovarne uno di buona qualità, diluito al 35, 40%. L'ideale sarebbe avere un apicoltore di fiducia al quale richiederlo.

Miele+Polline: è un po' più laborioso; si comprano separatamente il miele ed il polline. Si aggiunge "poco a poco" tutt'i giorni un cucchiaino di polline mescolando delicatamente, quando si arriva alla consistenza desiderata, si smette di aggiungerlo. Va sempre mescolato  una o due volte al giorno, prima dell'uso.

Miele+Propoli+Polline: aggiungete propoli come sopra, alla preparazione già ultimata col polline. Se ci aggiungete poi anche la pappa reale, questi diventa anche un ottimo ricostituente energetico.
A questi due preparati e' possibile aggiungervi dell'aglio tritato, per avere un'altro ottimo rimedio per qualsiasi problema anche cutaneo.

Pappa reale - La forza della natura per il benessere.
La pappa Reale è un alimento completo, un concentrato di salute. Funziona per i bambini, gli anziani, le gestanti e tutti quelli che hanno bisogno di un carico di energia. E non basta, presa insieme ad altri prodotti diventa un eccellente toccasana per alcune patologie e per rinforzare il sistema immunitario.

Le larve regine vengono cresciute con una quantità di pappa reale superiore a quella di cui hanno effettivamente bisogno, mentre le api comuni, le operaie, si riservano una dose inferiore di questo prezioso alimento. Ma che succede se per caso nell'alveare viene a mancare la larva regina ? Le operaie smettono di produrre questo nettare o se lo pappano tutto loro ?

Niente di tutto questo.
Come prese da una strana forma di esorcismo, quasi insomma a scongiurare una situazione senza controllo, le operaie si mettono a lavorare come forsennate. Raccolgono nettare e polline, lo masticano instancabilmente, secernono la pappa reale e la stivano nelle celle reali. E da questa eccedenza, che gli apicoltori sanno come creare appositamente e sfruttare al meglio, nasce la pappa reale che noi, esseri umani, consumiamo. Con grandi benefici.

Quali ?
I risultati sono tanti. Ma per cominciare, vediamo i suoi componenti. Per almeno un 65 per cento la pappa reale è formata da acqua, seguono poi gli zuccheri (15 per cento, ripartito tra glucosio, fruttosio e saccarosio), poi i protidi (13 per cento), i lipidi (4,5 per cento), oltre a un bel pieno di vitamine, soprattutto la B1, B2,B3, B5, B6, e, in misura un po' inferiore, le vitamine A, la B12, la C, la D e la E. Ma non è finita: la pappa reale contiene anche calcio, rame, ferro, fosforo, potassio, silicio e zolfo.
Un concentrato di salute, insomma, particolarmente indicato per chi si trova in situazioni di stress o di stanchezza e, come attestato da alcune ricerche, per i neonati prematuri. Ma la pappa reale non è riservata solo a studenti sotto esame o a bambini un po' deperiti: la possono assumere tutti, purché nella forma migliore e nelle giuste dosi. Favorisce il riequilibrio del sistema endocrino, stimola l'intero organismo, soprattutto nei soggetti ipotonici, da' buoni risultati nella cura delle anemie, compensa eventuali carenze alimentari ed è anche un regolatore naturale dell'appetito, consigliata quindi nei casi di anoressia.
Ma, soprattutto, grazie alla notevole presenza di vitamina B5, è un potente "anti-età": ritarda gli effetti dell'invecchiamento della pelle e funziona bene anche in alcune patologie, come ad esempio contro il lupus eritematoso.

     PROFUMI    Si possono preparare dei profumi eccellenti utilizzando le essenze vegetali (oli) estratte nei vari modi possibili, dai frutti, fiori, piante, radici, di molte piante aromatiche.
Sono consigliati per tutti coloro che amano i profumi, se preparati ed estratti senza prodotti chimici che di norma sono irritanti per la cute; se utilizzati in soluzione oleosa invece sono estremamente utili.

     PROPOLIS   (vedi Prodotti dell’Alveare)

     PRUGNA  o Susina (Prunus Domestica, Rosacee) Frutto e foglie
Da consumarsi in genere prima dei pasti, fresca è acida se non matura; seccata crea reazioni alcaline nell’intestino aiutando le digestioni e le evacuazioni delle feci. Su usa cruda, secca, cotta, marmellata, decotto, infuso,
Contiene: Vitamine A, B, C; Ricca di flavonoidi, potassio, ferro, calcio, magnesio, potassio, sodio, manganese, e carotenoidi; spiccata azione lassativa.
Proprietà: Energetiche, diuretiche, lassative, disintossicanti, decongestionante epatico, stimolante nervoso e rigeneratore dei nervi.
Utile nelle astenie, anemie, gotta, emorroidi, reumatismi, stipsi, super lavoro-studio-sport, arterosclerosi, stipsi, epatismo, temperamenti biliosi, intossicazione alimentare, super lavoro, cancri.

     PSILLIO Plantago  Semi piccoli, bruni, dolci, mucillaginosi, tonici, rinfrescanti, emollienti.
Sono utili negli attacchi di bile, dissenteria, lebbra, nelle infiammazioni e disturbi degli organi digestivi (gastrointestinali), irritazioni intestinali, come decotti per tosse, diarrea cronica.
Si utilizzano come semi (di norma un cucchiaio per un bicchiere) ingeriti con: acqua, succhi di frutta, yogurt, per tutti i trattamenti per le affezioni gastrointestinali presi alla mattina ed alla sera; oppure in dosi minori anche preparato in farina; emollienti ed astringenti, utili in caso di febbre, catarro, affezioni renali ma la loro migliore funzione è nelle diarree croniche e nella dissenteria.
Usati per preparare una bevanda rinfrescante ed emolliente nei casi specifici.
Utilizzati in farina con olio ed aceto, possono essere applicati come cataplasmi per reumatismi e gotta ed una buona lozione per il cuoio capelluto.
5 grammi mischiati con olio caldo e zucchero sono utili per dissenteria ed irritazioni del canale intestinale, fungendo da lassativo e da calmante.
 
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