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GUIDA  alla  SALUTE con la Natura

"Medicina Alternativa"   per  CORPO  e   SPIRITO
"
Alternative Medicine"
  for  BODY  and SPIRIT
 

 
 


PRODOTTI  NATURALI
 


INDICE Prodotti Naturali e FITOTERAPICI e NON, in Ordine Alfabetico
(fiori, piante, cereali, verdure, frutti, bulbi, steli, radici, estratti, 
macerati, pastigliati, incapsulati, in ovuli, in polvere, ecc.)
Non possiamo inserire tutti i prodotti del mondo, ma qui in questo elenco trovate
solamente i principali da utilizzare per i vostri problemi di salute, che sono gia' noti.
 

A

B

C

D - F

G - K

L - M

N - O - P

Q - S

T - Z

Acqua Basica

Ascorbato di Potassio

Biotina. Arginina, Coenzima Q10

Hidraderm

Carenze di Magnesio

Cloruro di Magnesio

Fermenti Lattici, Oligoelementi

Gelatina Reale

 Fior di Zolfo

Magnesio e Zinco

CoEnzima Q10

Per altri Prodotti vedere sotto Alimentazione + Cure Naturali

 

     LAMINARIE (vedi nella voce Alghe, ve ne sono diversi tipi) Alghe brune.
Si utilizza il tallo e lo stipite.  Contiene: iodio, molti minerali fra i quali il sodio, potassio, calcio, magnesio, silice, oligo elementi in gran quantità; glucidi, mucillagini, alcol, vitamine A, B, C, D, E, clorofilla.
Deve essere utilizzata come integratore alimentare giornaliero, preso al mattino a digiuno.
Ha proprietà toniche, stimolanti, correttore del terreno (i liquidi corporei ed il terreno delle coltivazioni), mineralizzante, dimagrante, stimolante circolatorio, combatte il gozzo ecc. utile negli affaticamenti, disturbi ghiandolari, rachitismo, tubercolosi, ipertiroidismo ed ipotiroidismo, linfatismo, asma, coliti, reumatismi.
Può anche essere  utilizzata per bagni, cataplasmi, fanghi, fasciature, su fratture, contusioni, dolori ecc.

     LAMPONE (Rubus idaeus, Rosacee) è un antiossidante naturale
I lamponi contro il cancro al colon. Ricercatori della Ohio State University, hanno scoperto, dopo i risultati di uno studio americano pubblicato sul Journal of Neuroscience, che i lamponi, come molte altre bacche, mirtilli e fragole, ad esempio e gli spinaci, sono ricchi di antiossidanti in grado di contrastare l'azione dei radicali liberi, riducono fino all'80% il rischio di contrarre il tumore e mantengono giovani le cellule nevose del nostro cervello.
Frutto molto acquoso; contiene minerali e vitamina C. Utile in dispepsie, problemi intestinali, stipsi, astenie, insufficienza della traspirazione, affezioni febbrili. Le foglie della pianta hanno proprietà astringenti, diuretiche e lassative; per uso esterno su affezioni oculari, stomatiti ed angine.

     LATTE di MANDORLE   Succo, questo latte o nettare è molto energetico ed è indicato per tutti a tutte le età: esso deriva dalle mandorle dolci, uno dei frutti freschi e secchi più nutrienti che madre Natura ci offre. Molto indicato per lo svezzamento del lattante.
Il vero latte di mandorle, non quello che prepara l’industria alimentare che viene addizionato con conservanti ed antiossidanti, è non solo piacevole al palato ma salutare  e curativo.
Particolarmente adatto per lo svezzamento e per gli anziani è utile anche per tutti, bevuto regolarmente ogni giorno lontano dai pasti (fra 2 e 4 bicchieri) è rinfrescante, dissetante ed è un potente anti infiammatorio per tutto l’organismo. Pertanto è sempre bene averlo pronto in casa. La sua preparazione richiede tempi lunghi ma in compenso è estremamente semplice.
1)        Immergere per circa 30 minuti 100 gr. di mandorle secche in acqua tiepida.
2)        Per eliminare la pellicola che le ricopre, basta premere le mandorle fra il pollice e l’indice ed il frutto scivolerà fuori.
3)        Tritare grossolanamente le mandorle con una mezzaluna; non usare il frullatore od il mixer in quanto il calore sprigionato dalle lame può determinare il comparsa di un sapore oleoso.
4)        Pestare in un mortaio le mandorle tritate fino a ridurle in pasta omogenea; durante l’operazione ganare spesso le mandorle con poca acqua fredda per impedire che trasudino olio.
5)        Sciogliere usando una frusta, 100 gr. di miele in 1 lt. di acqua pura, proveniente da depuratore ad osmosi inversa oppure preventivamente bollita e lasciata raffreddare  in quest’ultimo caso travasare molto lentamente per eliminare l’eventuale deposito di calcio che si è formato sul fondo.
6)        Stemperare la pasta di mandorle nell’acqua dolcificata con il miele, mescolare bene e lasciare riposare per 30 minuti.
7)        Filtrare per mezzo di una sottile garza introdotta nel colino e conservare ben chiuso in frigorifero.

     LATTE VEGETALE    Linfa che si ottiene tritando spremendo al torchio, semi oleosi ed aditivati con acqua, lasciando macerare alcune ore, indi passare al colino. Ottimo il latte di avena e riso per i bambini nello svezzamento.

     LATTUGA (Lactica sativa e virosa, Composite)
Si può utilizzare sottoforma di Foglie crude o cotte, in succo, sciroppo, decotto, semenza.
Cataplasmi di foglie cotte con aggiunta a freddo di olio di oliva per le scottature, acne, ascessi, foruncoli. La sativa è quella coltivata, la virosa è selvatica più attiva ma tossica a dosi elevate.
Quella “Romana” ha una azione sedativa sul sistema nervoso specialmente se bollita e consumata alla sera.
Contiene molta vitamina K, (meno di: A, B, C, D, E), e clorofilla; minerali. Calcio, ferro, iodio, fosforo, zinco manganese rame, sodio, cloro, potassio, cobalto, arsenico, fosfati, solfati, carotene e steroli.
Proprietà: Depurativo, rinfrescante, mineralizzante, analgesica, sedativa (però non va consumata cruda alla sera), emoliente, lassativa, drena il fegato.
Utile in: Diabete, gotta, ittero, stipsi, asma, bronchite, tosse, spermatorree, psicastenia.

     LATTUGA MARINA (vedi Alghe - Fucus Vesiculosus Fucacee- nome scient. Ulva lactuca L. ) Alga bruna
E' presente soprattutto in luoghi inquinati con acque calme, fino ai 4-5 metri di profondità.
Ha forme variabili ma, in generale, si presenta con foglie larghe, membranacee, di colore verde chiaro.
Se si mantengono in cattività degli animali che si nutrono di essa, come ad es. le Lepri di mare (Aplisia), può essere sostituita dalla lattuga da insalata per alimentarli.
Si utilizza il tallo seccato e polverizzato; contiene: iodio, un olio essenziale, mucillagini, vitamine B2, C, E, ricca in minerali: sodio, potassio, magnesio, calcio, ferro, bromo, silice ecc.
Utile per dimagrire, cura il gozzo, l’obesità, cellulite, reumatismi, gotta, linfatismo, asma, adenite.
Si utilizza anche per impacchi, fasciature, cataplasmi.
Si utilizza in polvere nelle minestre in abbondanza, in decotto prima dei pasti, frullato con finocchio e prugne secche. NON utilizzare con la birra, né con i farinacei.


     LAVANDA (Lavandula officinalis, Labiata)  Pianta, fiore
Proprietà: Analgesico, calmante nervoso e digestivo, antispasmodico, antisettico, antisettico, diuretico, vermifugo.
Utile in: Febbri,  enteriti, parassiti, affezioni alle vie respiratorie, oligurie, emicranie, vertigini, isteria, post paralisi, leucorree, blenorragie.
Uso esterno: Piaghe, scottature, punture d’insetti, alopecia, eczemi, leucorree. 

     LENTICCHIA    (Ervum lens L.)  Legume di antichissimo utilizzo di elevato valore nutritivo; ottimo sostitutivo della carne per l’alto tenore di proteine dotate degli occorrenti amminoacidi; Composta da acqua 11%, protidi 26%, glicidi 54%, cellulosa 4%, grassi 2%, ceneri 3% con calcio, magnesio, potassio, ferro, manganese, cobalto, nichel, fosforo; vitamine A, B1, B2, C, E, K, PP, acido fitico, lecitina, fornisce molte calorie
Fra le leguminose è quella che fornisce il più alto valore energetico; utile nelle convalescenze, nella crescita e per gli anemici, gli studenti, calmante per i nervosi; azione lassativa per la loro corticola di forte fibra, regolatore intestinale, buona digeribilità, producono un poco di flatulenze; in puree utile negli stomachi delicati; tollerate dai diabetici pletorici.  In uso esterno, cataplasmi sugli ascessi (cotta e schiacciata).

      LICHENE ISLANDICO   o Artico  (Lichen Islandicus L. - Cetraria Islandica) Tallo
Esso è costituito dall'unione di un fungo e di un'alga ed a differenza delle piante non possiede radici per ricavare il nutrimento dal terreno e lo ricerca nell'atmosfera. Il Lichene artico, infatti cresce spontaneamente nelle lande del Nord, senza l'uso di fertilizzanti, e la sua sopravvivenza è affidata unicamente alle capacità della natura.
E' stato, per secoli, una risorsa importante per le popolazioni scandinave aiutandole a mantenere la salute nel periodo più freddo, contro i rischi di raffreddore, bronchiti, pertosse e asma. Utilizzato sotto forma di decotto ed infuso il lichene artico è servito anche da nutrimento nella carestia che colpì la Norvegia tra il 1807 ed il 1914 e durante la seconda guerra mondiale.
Contiene polisaccaridi ed acidi lichenici che, aumentando l'attività dei macrofagi, le cellule coinvolte nella difesa del nostro organismo possono agire come agenti antimicrobici naturali.
Oggi la ricerca scientifica  ne ha confermato le proprietà nella prevenzione dei problemi  invernali di gola e polmoni.

Disinfettante, antibatterico, antimicrobico, tossifugo, espettorante, anti-infiammatorio, antidiarroico, antiemetico, tonico. Buona azione antibiotica con azione protettiva per le mucose dell’apparato digerente e di quelle delle vie respiratorie, azione decongestionante.
Utile in: infiammazioni delle vie respiratorie, bronchiti, catarro, tosse, infiammazioni gastrointestinali, gastriti e dispepsie, vomito, diarrea. Uso esterno: foruncolosi, acne, dermatiti.

     LIEVITO di BIRRA     E’ ricco in minerali e vitamine, sopra tutto B ed è utile e per migliorare la pelle.
Questo lievito costituisce un integratore alimentare ed il suo interesse è dovuto principalmente al suo contenuto in proteine ad alto valore biologico, ai minerali, alle sue vitamine ed al suo apporto enzimatico.
I suoi lieviti comunque non fanno parte della flora batterica intestinale né transiente, né residente, quindi va utilizzato con una certa cautela,
MAI se vi è sospettacandida od altri funghi nell’intestino !
Va utilizzato di preferenza quello Bilanciato NON vivo, (non quindi quello che si acquista per fare il pane) in dosi che vanno personalizzate dal soggetto a seconda degli effetti riscontrati. In genere gli acidi dello stomaco uccidono i lieviti presenti.
Può essere utile in micro dosi e sporadicamente, nei lattanti allevati con latti morti ed artificiali (derivati dai latti animali).
Non mancano nella sua composizione, elementi metallici, che possono renderlo indicato in particolari condizioni: Stimolante del sistema endocrino e protettore del sistema nervoso, anti anemico, antitossico; utile nelle avitaminosi, astenia, nervosismo, infezioni intestinali, diabete, nevriti, foruncolosi e dermatiti.
Sotto forma di clisteri serve nelle gastroenteriti acute anche infantili.
Va comunque usato per brevi periodi in quanto tende a far produrre forti fermentazioni intestinali in certi soggetti, fa aumentare la temperatura intestinale e di conseguenza infiammare i villi della mucosa dell’intestino, tendendo a produrre il terreno per mutazioni pericolose (funghi) se utilizzato in dosi troppo forti per il singolo individuo e per troppo tempo.

Il lievito di birra DEVE essere consumato cotto, cioe' occorre uccidere i funghi affiche' sia apportatore di eubiosi e non di disbiosi !

     LIMONE (Citrus limonum, Rutacee) frutto e foglie
Il limone è originario dell'Estremo Oriente (India e Cina) dove si trova allo stato spontaneo.  Il limone, sia pure come frutto raro, era stato già trapiantato ed
acclimatato in Campania nel primo secolo dopo l’era volgare, se si considera che Pompei fu distrutta dall'eruzione del Vesuvio nell'anno 79 d.C e nei giardini di Pompei sono stati effettuati dei riprovamenti che confermano la presenza del limone in quei luoghi.
Molti hanno l'idea che il succo di limone sia acidificante, invece questo succo è alcalinizzante ed antiacido gastrico ed ha notevoli proprietà toniche, antidiarroiche e diuretiche.
Contiene: alte dosi di vitamina B1, B2, B3, C e K, PP; sali minerali ed oligo elementi: ferro, calcio, silice, rame, manganese, fosforo.
Proprietà: disinfettante, battericide, anti reumatico – artriti – artrosi (Si comincia con il succo di mezzo o un limone, che si prende a digiuno al mattino, e si aumenta progressivamente tale dose fina ad ingerire, durante la giornata il succo di 5-8 limoni, per diminuire progressivamente fino ad arrivare ad un solo limone al giorno per un periodo di tre o quattro settimane), anti gottoso, anti sclerotico, anti scorbuto, tonico per vene ed arterie, fluidifica il sangue, favorisce le secrezioni gastriche e pancreatiche, calmante, anti acido gastrico, aiuta la digestione ed è un potente antivirale. Fluidifica il sangue, aiutando fegato e pancreas.
Utile in: contro le tarme, vomito, inappetenza, iperviscosità sanguigna, varici, scorbuto, reumatismi, infezioni varie, litiasi urinarie e biliare, arterosclerosi, ipertensione, obesità, tubercolosi, anemia, ittero, insufficienza epatica e pancreatica, emorragie, dissenteria, diarree, tifo, parassiti intestinali, asma, bronchiti, influenze, sifilide, blenorragie, cefalee, anti diabetico, afte, gengiviti, infiammazioni della lingua, raffreddore, otiti (qualche goccia nelle orecchie alcune volte al dì- va molto bene anche la propria urina)
Con la bollitura di 5 minuti della scorza di limone, lasciata in infusione per altri 10 minuti, si prepara un’ottima bevanda per tutti i problemi di stomaco e di intestino.
Uso esterno: Emorragie nasali, sinusiti, otiti, stomatiti, afte, tonsilliti, furuncolosi, verruche, herpes, geloni, piaghe, tigna, scabbia,  cure della pelle, unghie fragili, contro le tarme e le formiche.
Limoni, come già ricordato, sono "il rimedio antico più conosciuto" e utilizzato dai nostri "padri": la classica "limonata" dolcificata con Miele, era una medicina onnipresente nelle famiglie, per qualsiasi disturbo o male.
Purtroppo, è anche vero però che presenta innumerevoli svantaggi e controindicazioni, rispetto al primo rimedio. Per questo motivo, si raccomanda di assumerlo con molta "precauzione", soprattutto se decidete berlo puro, ossia spremuto fresco senza nulla aggiunto.
In quanto per prima cosa: rovina lo smalto dei denti (irrimediabilmente; lo smalto infatti, non si riforma), anche se per le gengive risulta invece ottimo, dato il suo potere disinfettante e antibiotico (eliminando i batteri, previene la carie, meglio utilizzare la propria urina); sciacquate abbondantemente la bocca dopo averlo bevuto o fatto dei gargarismi, se non volete far sparire precocemente il vostro smalto dai denti a giovane età.
Altra contro-indicazione: nel caso di "gastrite" o altra disfunzione grave dello stomaco. Mentre risulta ottimo invece per l' intestino; se preso tutti giorni alla mattina a digiuno, per almeno un mese e non oltre i tre, sarebbe in grado di guarire la diarrea anche quella piu' forte.
Il fatto che guarisca la diarrea non significa infatti che provochi stipsi. Questa viene guarita grazie al suo potere antibiotico; stesso meccanismo che sta alla base anche della guarigione da stitichezza.
In generale PULISCE il SANGUE, dato il suo alto potere disinfettante.
Ha anche un effetto "stringente" sui tessuti, a tal punto che è in grado di guarire e "far ritirare" (rientrar in suo sito) completamente un ernia, se oltre a berlo ci si massaggia col suo succo spremuto di fresco l'intera zona. Questo di solito, si fa combinando (oltre al limone) anche con dei massaggi di succo fresco di cipolla.
Evitate comunque di assumerne in eccesso.
Prendere la mattina presto appena svegli, un cucchiaino da caffè di succo di limone appena spremuto, assieme a qualche goccia di olio extra-vergine d'oliva (spremuto a freddo), e se lo desiderate e tollerate, volendo rendere la miscela ancora più efficace, un pezzettino minuscolo (basta un millimetro..tant'è potente) di aglio. Dopo, aspettate almeno 20minuti o mezzora, prima di fare colazione.
Un'altra proposta, consiste nel prenderlo mischiato con miele e acqua tiepida, sempre la mattina (per almeno un mese se si vogliono apprezzare i risultati, fra i quali ci sono la scomparsa dei fastidiosi foruncoli); oppure, nella tazza calda del vostro the' preferito.
PELLE del viso:
il succo di limone ha fama di aver un effetto "ringiovanente" sulla stessa; oltre a questo, toglie le macchie (per una maschera "schiarente" in tal senso, si può anche mischiare con miele), punti neri, rinfresca, disinfetta e la rende più liscia e gradevole al tatto.
Per un effetto più completo in casi di vecchiaia prematura, si consiglia oltre alle maschere, anche di berne giornalmente il succo, fresco appena spremuto, per almeno tre mesi: una settimana sì e una settimana no; non abbiate paura di berne anche tanto (5-10 limoni).
Dopo si fa "pausa" per un mese, poi si ricominica, se si vuole. Sempre facendo "pausa" al quarto mese. Se si vuole evitare di rovinarsi lo smalto, usare una cannuccia.
Se è poco tollerato, mischiatelo con il succo d'arancia. Alcuni, per abituarsi, vanno incrementando: il primo giorno un limone, il secondo due, e così via; fino ad arrivare a 10; poi si riscende, a scalare.
FORFORA: sembra sia l'unico rimedio efficace e sicuro, in grado di combatterla, se si lascia tutta la notte sul cuoio capelluto. Filtrare il liquido, prima di cospargere la testa e massaggiarla in modo che penetri più a fondo. Anche per i capelli è ottimo. Dona brillantezza e morbidezza.
L'acqua ottenuta per macerazione delle sue bucce (lasciandole tutta una notte in una bacinella, oppure in acqua calda per qualche minuto) si versa sulla pelle di tutto il corpo appena finita la doccia, e questo a parte essere eccellente per i capelli e abbellire la pelle, aiuta il pH della stessa, rafforzandone le difese. Tanto che, dopo poco tempo, ci si accorge che le zanzare non si avvicinano più.
VENE VARICOSE: questa ricetta, vi aiuterà a risolvere finalmente questo fastidiosissimo problema.
Oltre all'applicazione esterna, che "sbianca" e toglie le macchie dalla pelle (anche quelle lasciate dalle varici), bevete come acqua d'uso (e anche un po' di più di quella che siete soliti) questo preparato:
Bollite del sedano (5 rametti) tagliato a dadini, per almeno 5 minuti in un litro e mezzo (anche due litri) d'acqua. Poi togliete dal fuoco, filtrate e lasciate riposare. Aggiungete quando già freddo, il succo di 6, 7 limoni. Importante: siate costanti nel trattamento e non demordete fino a quando non noterete dei miglioramenti.
CARNOSITA' nel CONDOTTO NASALE: in caso di adenoidi, sappiate che se preso costantemente il succo di limone riesce a far scomparire queste carnosità, a causa del suo potere astringente che ne pulirebbe l'epitelio. Si procede così: tutte le mattine, per tre mesi, si assorbe dal naso il succo di un limone, e si fa un'inspirazione profonda. Può anche darsi che spariscano prima dei tre mesi.
OSTEOPOROSI: nel suo libro Nuovo Trattato di Medicina Naturale (a pag 113, inizio del capitolo "Il Sistema Nervoso"), Raymond dextreit ci descrive questa ricetta.
Specifica anche di non abusarne: un suo uso eccessivo sarebbe troppo forte. Raccomanda, anche nei casi più gravi, prenderlo solo tre volte alla settimana; per un minimo (e anche massimo, vedi sopra) di tre mesi. Poi si "riposa" un mese, e si riprende dopo se si vuole.
Ecco la ricetta:
Lavare bene un uovo SENZA TIMBRO, quindi quelli dei supermercati oramai non vanno bene (purtroppo per noi, anche qui sarà difficile trovarne..); procedere quindi ad asciugarlo e, ben pulito, metterlo in un bicchiere che si riempirà di succo di limone (fresco, appena spremuto) di modo che l'uovo ne sia tutto coperto.
Si lascia riposare tutta la notte (meglio se in frigo) e la mattina dopo, si toglie l'uovo (che si potrà usare per altre cose) e si beve il liquido. Questo avrà assorbito il calcio dal guscio, lo stesso che stimolerà le funzioni di assimilazione, contribuendone alla sua fissazione nelle ossa.
Questa stessa ricetta aiuta anche molto a superare la FATICA CRONICA, la quale è solo un sintomo che accompagna e precede la demineralizzazione, così come l'anemia.
EMORRAGIE: è risaputo che per piccole ferite, molta gente si disinfetti usando il succo di limone. Per emorragie interne, ogni tre ore, mescolare e bere il succo di limone ad una tisana avente anch'essa effetti cicatrizzanti.
EMORRAGIA POST-PARTO: 2 cipolle a pezzi si fanno bollire in un litro d'acqua, assieme a 6 foglie di cicoria verde.
Si beve OGNI ORA una tazza di questo preparato, aggiungendo il rosso di un uovo, un po' d' olio (meglio se d'oliva extra vergine) e il succo spremuto di fresco di un limone. Assumerlo fino a che non cessa del tutto il disturbo.

     LINO vedi Olio e Semi di Lino (Linum usitatissimum)
A
ppartiene alla famiglia delle Linacee e puo' raggiungere un'altezza massima di circa un metro. Ha dei fiorellini azzurri con dei petali ovali.
I semi di colore rosso marrone si utilizzano nella cura di svariati disturbi perche' contengono elevate quantità di acidi grassi polinsaturi utili per l'apparato circolatorio, nervoso, pelle e  sistema immunitario, oltre a mucillagini, proteine, minerali, vitamine B1, B2, E e piccole quantità di acido cianidrico.
I semi di Lino sono utilissimi se non addirittura necessari nella nostra alimentazione.
L'ideale sarebbe utilizzare quotidianamente l'olio spremuto a freddo nei condimenti di tutti i giorni (circa 1-2 cucchiai al giorno), cio' garantisce in maniera piu' che sufficiente l'apporto quotidiano di acidi grassi polinsaturi, che, in alternativa, il nostro organismo, non puo' produrre da solo.
Inoltre, regolarizza i processi intestinali ed è utilissimo in caso di affezioni dell'apparato gastroenterico (non devono pero' essere assunti in caso di occlusione intestinale e appendicite).
Utile per le affezioni dell'apparato respiratorio, catarro, raucedine, tosse, tracheiti.
Macerato di semi di Lino
Lasciate macerare per circa una notte 1-2 cucchiai di semi di lino in un litro di acqua fredda, (anche tritati) quindi bere il tutto.
La bevanda puo' essere utilizzata in caso di disturbi gastrointestinali, stitichezza (meglio se bevuto la mattina appena alzati), oppure per integrare gli acidi grassi polinsaturi.
Impacchi in caso di reumatismi, slogature, ecchimosi e foruncolosi. 
Prendete un sacchetto di cotone morbido e riempitelo con 50g o piu' a seconda della zona da trattare, di semi di Lino precedentemente tritati finemente e ponetelo nella vaporiera per 15 minuti.
Dopo applicate il sacchetto nella zona colpita avvolto da una stoffa morbida e coperto da una copertina calda. Lasciate agire fino alla perdita del calore.

Consumando per 4 settimane, da uno a tre cucchiai di farina di semi di lino eliminerete tutti i residui fecali ed il muco presenti  vostro intestino !

Olio di semi di Lino:
È estratto dai semi della pianta Linum usitatissimum, molto utilizzata fino a qualche decennio fa per produrre capi di abbigliamento.
A differenza degli altri oli vegetali, ricchi di grassi omega 6, l'olio di lino è molto ricco di acido linolenico, il capostipite dei grassi omega 3. Ne contiene fino al 58%: per soddisfare il fabbisogno giornaliero di grassi omega 3 ne bastano solamente 6 grammi al giorno.
L'acido linolenico è il più delicato tra gli acidi grassi: si ossida molto facilmente e di conseguenza il processo di estrazione dell'olio di lino deve essere fatto accuratamente, possibilmente in assenza di aria e a temperatura controllata.
Fino a qualche anno fa l'olio di lino spremuto a freddo veniva prodotto esclusivamente con il metodo Baglioni, a temperatura controllata, max 20°, per lo più da piccole aziende biologiche.
Ora che il consumo è aumentato le aziende più grandi hanno adottato metodi molto meno delicati nei confronti del prodotto, che viene portato a temperature molto più alte che possono ossidare l'acido linolenico.
Inoltre nessun produttore propone confezioni totalmente opache che proteggano l'olio dalla luce; nessun negoziante lo conserva in frigorifero per proteggerlo dalla temperatura.
La probabilità di trovare un prodotto veramente fresco, quindi, è molto bassa.
Consigliamo quindi di evitare il consumo di olio di lino, a meno di non approvvigionarsi direttamente dal produttore, assicurandosi che utilizzi il metodo Baglioni e che conservi in frigorifero l'olio così prodotto. Il prodotto va conservato in frigorifero in bottiglie scure, e va consumato nel giro di qualche settimana. Ha un sapore caratteristico di noce, leggermente amarognolo. Quando irrancidisce prende un sapore sgradevole di pesce". – Tratto da cibo360.it

     LIQUIRIZIA    (Glycyrrhiza Glabra L.) Radice
Utile nelle
gastriti e nell’ulcera; emolliente e per aumentare le quantità delle feci, espettorante, anti infiammatorio, antisettico, antispastico. Utile nell’alitosi e tutte le infiammazioni anche con tosse e catarro, delle vie respiratorie. Può essere ipertensiva. Elimina le tossine, aumenta la voce disinfiammando le corde vocali, la gola ed aumenta anche il latte materno; contro le emorragie e per gli occhi infiammati.
Controindicata a coloro che hanno la pressione alta; si utilizza anche in polvere con del miele ed il succo ricavato dalle radici, ha qualità simili all’altea, l’achillea e camomilla.

World J Gastroenterol.
2005 Dec 21;11(47):7499-507. Related Articles, Links
Bactericidal and anti-adhesive properties of culinary and medicinal plants against Helicobacter pylori.
O'Mahony R, Al-Khtheeri H, Weerasekera D, Fernando N, Vaira D, Holton
J, Basset C.
Centre for Infectious Diseases and International Health, Royal Free and
University College London Medical School, Windeyer Building, 46
Cleveland Street, London, W1P 6DB, United Kingdom.

AIM: To investigate the bactericidal and anti-adhesive properties of 25 plants against Helicobacter pylori (H. pylori)METHODS: Twenty-five plants were boiled in water to produce aqueous extracts that simulate the effect of cooking. The bactericidal activity of the extracts was assessed by a standard kill-curve with seven strains of H. pylori.
The anti-adhesive property was assessed by the inhibition of binding offour strains of FITC-labeled H. pylori to stomach sections.
RESULTS: Of all the plants tested, eight plants, including Bengal quince, nightshade, garlic, dill, black pepper, coriander, fenugreek and black tea, were found to have no bactericidal effect on any of the isolates.
Columbo weed, long pepper, parsley, tarragon, nutmeg, yellow-berried nightshade, threadstem carpetweed, sage and cinnamon had bactericidal activities against H. pylori, but total inhibition of growth was not achieved in this study. Among the plants that killed H. pylori, turmeric was the most efficient, followed by cumin, ginger, chilli, borage, black caraway, oregano and liquorice. Moreover, extracts of turmeric, borage and parsley were able to inhibit the adhesion of H. pylori strains to the stomach sections. CONCLUSION: Several plants that were tested in our study had bactericidal and/or anti-adhesive effects on H. pylori. Ingestion of the plants with anti-adhesive properties could therefore provide a potent alternative therapy for H. pylori infection, which overcomes the problem of resistance associated with current antibiotic treatment.
PMID: 16437723 [PubMed - indexed for MEDLINE]

AAPS PharmSciTech. 2005 Sep 20;6(1):E74-82. Related Articles, Links

Licorice: a possible anti-inflammatory and anti-ulcer drug.
Aly AM, Al-Alousi L, Salem HA. - Faculty of Pharmacy, Al-Isra University, Amman, Jordan.

The purpose of this investigation was to study the anti-inflammatory activities of both glycerrhitinic acid (GA) and the aqueous licorice extract (ALE) in comparison with diclofenac sodium (DS) (10 mg/kg), using the carrageenan-induced paw edema model in male albino rats.
In addition, the anti-ulcer activities of ALE, famotidine (FT), and a combination of ALE and FT using indomethacin-induced ulceration technique in rat stomach were investigated. Conventional DS tablets containing GA, as well as DS chewable tablets containing either GA or ALE with different tastes were prepared. Also, rapidly disintegrating FT tablets were prepared using direct compression and camphor sublimation methods. ALE or GA produced significant anti-inflammatory activity similar to DS, and when taken concomitantly, there is no possible antagonism.
The anti-ulcer activity of licorice was found to be similar to that of FT in indomethacin-induced ulceration technique
in rat stomach. Combination therapy of both FT and licorice showed higher anti-ulcer activity than either of them alone. Generally, tablets containing the crosslinked sodium carboxymethyl cellulose (AcDisol) showed more rapidly disintegrating effect than those including Sodium starch glycolate (Primojel).
The oral disintegration was very rapid for all the tested formulations.
Also, the amount of FT absorbed from the oral cavity was nearly 9 from 10 mg theoretically present in each formula. It could be concluded that both GA and ALE have anti-inflammatory activity comparable with DS.
It may be recommended to add ALE to either FT or diclofinac for more effective anti-inflammatory or anti-ulcer formulations, respectively.
PMID: 16353966 [PubMed - indexed for MEDLINE]

    LIQUORI    (vedi Tinture e Vini)

    LOTO   Ve ne sono diversi tipi - Tonifica il cuore regolarizza il battito cardiaco; calma ed estingue la sete; attenua le sensazioni di calore; diuretico; combatte l’acidità gastrica e le emorroidi.

     LUPINO    (Lupinus Albus L.) Leguminose - Semi
E' una  leguminosa da granella destinata sia all'alimentazione zootecnica che a quella umana; produce una elevata quantità di biomassa di qualità (con basso rapporto C/N) che ne fa un'ottima coltura da sovescio; la stessa biomassa però, a causa del pericolo della lupinosi, non può essere utilizzata per l'alimentazione biotecnica nè come foraggio fresco nè come pascolo.
Si inserisce bene nelle rotazioni colturali e apporta un'ottima quantità d'azoto migliorando così la fertilità dei terreni che la ospitano; la semina autunnale le dà la possibilità di usufruire in modo ottimale delle piogge eliminando così la necessità di apporti irrigui.
Le uniche difficoltà riguardano la raccolta della granella a causa della maturazione scalare e della deiscenza dei baccelli.
La granella contiene degli alcaloidi, sostanze che conferiscono sapore amarognolo, che la rendono poco appetibile; è necessario quindi porre prima la granella in acqua corrente o bollirla. Alcune varietà moderne contengono un basso contenuto di alcaloidi.
La struttura delle proteine del Lupino permette di ottenere ottimali caratteristiche reologiche ai prodotti finiti, in particolare a paste e prodotti da forno.
In forma di farina è un emulsionante naturale che migliora la lavorazione dell'impasto, mentre la ricchezza di fibre permette di ottenere prodotti finiti più freschi e fragranti.
Il contenuto in fibra della farina di lupino (15 - 20 %) è più elevato rispetto a quello di altre leguminose ed apporta meno grassi rispetto alla soia (8% vs 23%).
Il consumo di cibi derivati dai semi della pianta ha dimostrato di ripulire le arterie riducendo di oltre il 10% i livelli di colesterolo.
Funziona anche come antiipertensivo
Sulle tavole europee riappare il lupino. “Già noto in epoca romana – spiega il prof. Cesare Sirtori, ordinario di Farmacologia Clinica all’Università di Milano – il legume sta suscitando grande interesse da parte dei ricercatori, che ne stanno scoprendo virtù terapeutiche inaspettate: recenti studi italiani e internazionali dimostrano che il consumo di lupino svolge un’azione importante nel ridurre i livelli di colesterolo nel sangue e nel prevenire ipertensione e diabete”.
I primi risultati presentati a Milano nel corso del congresso Healthy-Profood, organizzato dall’Università di Milano.
Le più significative ricerche condotte in vari Paesi europei e gli orientamenti per la produzione di alimenti innovativi a base di lupino sono al centro del dibattito. Ma questo ritorno non coinvolge solo medici e ricercatori: anche i cuochi, in particolare gli specialisti in cucina vegetariana, hanno raccolto la sfida, preparando piatti a base di proteine di lupino di grande livello.
Gli esperti ne sono certi, il gusto gradevole e ‘mediterraneo’ di questo legume ne favorirà la diffusione: grazie all’alto contenuto di proteine (34-43% sul peso secco), di olio (5,4-10%) e di amino acidi essenziali, il legume rappresenta un elemento prezioso per l’alimentazione umana superiore alla più nota soia.
Nell'ambito del Healthy-Profood, uno studio polacco realizzato grazie a dei finanziamenti dell'Unione Europea, si è scoperto che il lupino aiuta il cuore abbassando il livello di colesterolo, glicemia e pressione.
In seguito ai primi risultati soddisfacenti di alcuni studi preliminari, per il momento relativi ad alcuni animali da laboratorio e uno studio clinico, si pensa che in futuro il lupino potrebbe diventare un nuovo strumento terapeutico per combattere l'ipercolesterolemia.
Lo studio clinico è stato condotto su un campione di pazienti ipercolesterolemici. Durante il periodo del test, nella dieta dei pazienti è stata inclusa una massiccia presenza di lupini. Già dopo il primo mese i livelli di colesterolo si erano abbassati drasticamente.
Dopo il primo mese i pazienti presentavano un calo del colesterolo totale del 10% e di quello cattivo (LDL) superiore al 12%.

Utile per combattere gli eccessi di zucchero nelle urine e per il diabete leggero sopra tutto in infuso. Antielmintico contro i parassiti intestinali. Ricco di magnesio e manganese e rame. 

     LUPPOLO    (Humulus Lupulus L.) Infiorescenze Femminili
Favorisce la digestione, amaro tonico, sedativo, anafrodisiaco.
Utile nelle emissioni involontarie di sperma nei maschi e nelle affezioni dell’apparato gastro intestinale, nelle inappetenze, crampi allo stomaco, aerofagia, nevrosi gastrica ed intestinale, diarrea nervosa, gonfiori addominali ed insonnie iniziali.

     MACA 
(Lepidium Meyenï) è coltivata da più di 3.000 anni sugli altopiani del Peru'.
E
una specie erbacea perenne provvista di una radice tuberosa (parte commestibile) con radicole laterali e consistenza dura.
Le foglie basali sono grandi e picciolate, più ridotte ed alterne quelle caulinari, decrescenti verso l’apice.
La Maca ha dei fiori piccoli e completi, mentre il frutto è secco. La coltivazione della Maca sembra depauperare talmente il terreno nei principi nutritivi da renderlo inadatto per successive coltivazioni per almeno 5 e più anni.
La Maca è un ottimo tubero commestibile particolarmente valido sotto il profilo nutrizionale. In antichità era diffusamente coltivata nell’America Andino-Meridionale mentre oggi la produzione rimane limitata nel freddo deserto dell’altipiano della Puna nel dipartimento di Pasco e del Junìn dai 3500 ai 4500 m di altezza.
Esistono diverse varietà di Maca caratterizzate da diversi colori (sono circa 7). Fra queste le più pregiate e commercializzate sono rappresentate dalla varietà gialla e dalla varietà rosso scuro. Il tubero può essere consumato bollito, arrostito oppure allo stato fresco o essiccato per circa 1 mese al sole. La polvere tostata trova impiego come ingrediente per dolci o in bevande alcoliche.
Composizione e Proprietà
Anticamente il Ginseng delle Ande era coltivato dalla popolazione Inca per le proprietà energetiche e per l’elevata densità nutritiva.
La radice tuberosa, costituente la droga, risulta utile per la presenza in proteine (10-18%) con discreto Valore Biologico e quindi per il contenuto in aminoacidi essenziali (leucina fenilalanina, lisina, valina, isoleucina, treonina, metionina, istidina) difficilmente presenti nel regno vegetale e particolarmente preziosi nelle zone andine dove scarseggiano le proteine di origine animale.
Appare significativa anche la presenza degli aminoacidi ramificati (valina, isoleucina e leucina) particolarmente richiesti dalle masse muscolari per favorire la sintesi proteica. In 100 g di prodotto secco sono presenti sali minerali quali il Fe (16,6 mg), Mn, Cu (5,9 mg), Zn (3,8 mg), Na, K (2.050 mg), Ca (150 mg) e vitamine del complesso B.
E’ presente una equilibrata proporzione tra ac.grassi saturi (circa 40%) ed ac.grassi insaturi (circa 54%) con presenza dell’acido grasso essenziale linoleico.
Si identifica inoltre una componente sterolica (in ordine decrescente costituita da beta-sitosterolo, delta-campesterolo, ergosterolo, brassacasterolo, delta-ergostadienolo), alcaloidi, triterpeni, flavonoidi, glicosidi.

Recentemente sono state identificate macaridine (derivati benzilati del 1,2-diidro-N-idrossipiridina) e macamidi (alcamidi benzilati).
I macamidi ed i macaeni sono considerati i componenti marker della specie.
L’olio essenziale ottenuto dalle parti aeree contiene principalmente fenil acetonitrile (85,9%), benzaldeide (3,1%), 3-metossifenil-acetonitrile (2,1%).
Proprietà riconosciute al Ginseng delle Ande: Proprietà nutritive ed integrative nutrizionali, Toniche, Afrodisiache, Favorenti la fertilità, Adattogene.
Medicina popolare
La Maca viene impiegata nella etnomedicina tradizionale andina per le proprietà nutrizionali, toniche, rivitalizzanti, rafforzanti la fertilità.
Nei luoghi umidi delle Ande peruviane settentrionali i bulbi della specie vengono utilizzati sotto forma di tintura per uso interno nel trattamento della sterilità femminile e sotto forma di decotto come rimedio antirachitico in caso di fragilità ossea.
La Maca viene altresì proposta come rimedio in caso di ipertensione, di artrosi di origine reumatica, nelle malattie respiratorie.
Rientra tra le specie dotate di proprietà adattogene in grado di attivare in forma aspecifica un più efficace adattamento dell’organismo alla fatica ed allo stress psico-fisico ambientale. L’adattogeno contribuisce a normalizzare le attività biochimiche e fisiologiche dell’organismo nei confronti delle eccessive sollecitazioni esterne fisiche, chimiche ed emozionali.
Proprietà favorenti la fertilità ed attivanti la performance sessuale

In uno studio Peruviano, somministrazioni orali di tavolette da 1500 e 3000 mg al giorno di Maca per 4 mesi in 9 uomini di 24-44 anni miglioravano la produzione di sperma e la mobilità spermatica attraverso meccanismi non correlati né con la dose di Maca né con l’attività degli ormoni LH, FSH, prolattina, testosterone ed estradiolo, i cui valori ematici rimasero inalterati.
Lo stesso Istituto in una successiva ricerca in doppio-cieco, placebo-controllata, condotta per 3 mesi su uomini di 21-56 anni, rilevò già dopo due mesi un miglioramento nel desiderio sessuale senza modificare i livelli sierici di testosterone e di estradiolo. Recentemente gli stessi ricercatori hanno confermato che il trattamento con Maca non influenza nell’uomo i livelli ematici degli ormoni legati alla riproduzione.
Uno studio in passato aveva documentato in ratti femmine un aumento della fertilità, del livello di estrogeni e della stimolazione follicolare, mentre in ratti maschi un innalzamento nella spermatogenesi. Somministrazioni orali di un estratto acquoso di radice di Maca (66,7 mg/ml) 2 volte al giorno per 2 settimane potenziano negli stadi iniziali la spermatogenesi in ratti maschi. Una ricerca ha evidenziato che assunzioni di polvere di radici di Maca migliorano significativamente i parametri della performance sessuale. In questa esperienza 60 ratti maschi sono stati divisi in tre gruppi ed alimentati con Maca per 15 giorni.
Nel primo e nell’ultimo giorno sono stati rilevati alcuni parametri relativi al comportamento sessuale.
Supplementazioni più basse (15 mg/Kg) e più alte (75 mg/Kg) di Maca migliorano significativamente i parametri riferiti alla prima monta (ML), alla prima intromissione (IL), all’intervallo intercopulatorio (ICI) mentre solo la supplementazione più elevata riduceva la latenza posteiaculatoria (PEL) in forma probabilmente dose-dipendente.
Dopo 15 giorni di trattamento entrambe le dosi evidenziavano un significativo miglioramento nella eiaculazione (EL), nella ML, nella IL e nella PEL, mentre l’elevata assunzione riduceva l’intervallo intercopulatorio.
Un altro studio per indagare gli effetti della specie sul comportamento sessuale ha concluso che le somministrazioni orali per 22 giorni dell’estratto lipidico purificato potenziano le funzioni sessuali nei topi e nei ratti. La ricerca ha infatti evidenziato in topi normali un incremento nel numero delle complete intromissioni e nel numero delle femmine risultate positive allo sperma con riduzione del periodo di latenza dell’erezione in ratti maschi affetti da disfunzione erettile.
Lo studio quindi rivela, confermandola scientificamente, l’attività afrodisiaca dell’estratto di Maca.
Indicazioni d’uso: Nella integrazione alimentare per sportivi, per individui sottoposti a diete restrittive (ipocaloriche, vegetariane), per soggetti debilitati, nelle malnutrizioni per difetto. Anabolismo delle masse muscolari in sportivi. Potenziamento della performance sessuale.
Tratto da: inerboristeria.com

     MAGGIORANA (Origanum majorana, Labiata)
Proprietà: Antispasmodiche, vagotoniche, vaso dilatatrici, carminative, digestive, espettoranti, per preservare la voce.
Utile in: ansietà, spasmi digestivi e respiratori, insonnie, meteorismo, eretismo genitale.

     MAIS     vedi Granoturco

     MALVA     (Malva sylvestri L.) Foglie e Fiori
Con i suoi caratteristici fiorellini viola, la Malva è diffusa nei luoghi erbosi incolti, ai margini delle strade ed è possibile trovarla dal livello del mare fino al piano montano.
Sin dall’antichità questa pianta era conosciuta per le sue ottime proprietà, tanto che anche il nome scientifico della pianta deriva del greco malaks, molle, con chiaro riferimento alle sue proprietà emollienti, e dal latino sylvestris, delle selve.
La pianta contiene numerosi principi attivi tra i quali abbondanti mucillagini, vitamine (A, B, C) e sali minerali. La Malva trova numerosi impieghi in fitoterapia e in cosmetica. Per quanto riguarda l’uso cosmetico estratti e cataplasmi di  malva sono consigliati per  l’azione anti infiammatoria (agisce sulla pelle e sulle mucose con le quali viene in contatto), emolliente e vulneraria. Da sempre pianta di bellezza e legata alla sfera femminile.

Buon lassativo, emolliente, utile nelle tossi, bronchiti e nelle affezioni alle mucose delle vie respiratorie.
Rinfresca le gengive e la bocca in generale.
Utile nelle infiammazioni degli organi dell’apparato digerente e delle vie urinarie, sopra tutto per le mucose viscerali dell’apparato digerente, anche per le prostatiti (infiammazione della prostata); un decotto di malva alla sera ed uno alla mattina per 2 mesi, disinfiammera' non solo la prostata nei maschi ma anche tante altre infiammazioni viscerali, anche nelle femmine.

     MANDARINO (Citrus nobilis, Rutacee) Frutto
Il mandarino arriva dall'Oriente: è infatti originario della Cina e del Laos. È arrivato in Europa meno di due secoli fa, nel 1828.
Oggi Il mandarino è coltivato soprattutto nei paesi del Mediterraneo, negli Stati Uniti e nell'Africa meridionale.
E' un frutto autunnale, proveniente dall'omonimo arbusto sempreverde; è caratterizzato da una buccia di colore arancio, profumata, poco aderente alla polpa di colore giallo-arancio, succosa e zuccherina.
E' simile all’arancia, ma di dimensioni inferiori e più dolce ed e' caratterizzato da una buccia di colore arancio, profumata, poco aderente alla polpa che è gialla, succosa e molto zuccherata.Contiene molta vitamina C ed è una buona fonte di calcio, potassio e fibre. Il suo valore calorico corrisponde a 72 Kcal per 100 g.
Paragonabile all’arancio è però meno ricco di sali minerali; grazie al bromo che contiene  è un sedativo del sistema nervoso.

     MANDORLA dolce (Prunus Amygdalus, Rosacee) vedi anche Latte di Mandorle
Frutto molto nutriente, con il pane può sostituire completamente un pasto; 100gr. di mandorle secche sono pari a 600 calorie.
Contiene: oleina (57-75%), emulsina, peptone, minerali: calcio, potassa, zolfo, fosforo, magnesio, vitamine: A,B.
Frutto riequilibrante e disinfiammante il sistema nervoso, energetico, mineralizzante, antisettico intestinale, se tostata è più digeribile, ma perde in sostanze vitali. NON mangiare assieme ad altre proteine animali o vegetali, solo con frutta o verdure crude.
Mangiare al mattino a digiuno, da 7 a 15 mandorle al dì, masticando bene.
Utile nelle astenie, gravidanze, super lavoro o studio, affezioni nervose, infiammazioni alle vie respiratorie, genito urinarie ed intestinali, può essere consumata dai diabetici.
In uso esterno è utile nelle dermatosi, pelle secca ed otalgie.
L’olio di mandorle dolci è purgativo; favorisce l’eliminazione dei calcoli urinari ed è utile per la pelle e per lubrificare i genitali.
Con i fichi e l’uva passa costituisce il miglior “dessert “ ed il più igienico.
La mandorla amara sotto forma di cataplasmi è utile per le nevralgie reumatiche, le coliche epatiche e renali; fa sparire le lentiggini ed è un ottimo deodorante per piedi ed ascelle. Vedi anche Latte di mandorle. 

Ingredienti per il burro di mandorle
-
250 gr di mandorle sgusciate
- 1 cucchiaino di olio extravergine d’oliva
- 1 cucchiaino d’acqua (se serve)
- 1 pizzico di sale (facoltativo)

Tostare le mandorle per 5 minuti in una padella ben calda o in forno preriscaldato a 180°C.
Versare le mandorle nel boccale del frullatore o nel robot da cucina, frullare le mandorle fino ad ottenere una farina. Continuare a frullare per amalgamare il composto.
Durante il processo, le mandorle inizieranno a rilasciare i loro oli naturali. Se il composto tende ad attaccarsi alle pareti del frullatore, spingetelo verso il centro con un cucchiaino e riprendete a frullare.
Per facilitare il tutto, aggiungete 1 cucchiaino d’acqua e 1 cucchiaino di olio extravergine d’oliva alla vostra preparazione.
Se però utilizzate un robot da cucina potente, non vi servirà aggiungere né acqua né olio e il vostro burro di mandorle perfettamente omogeneo sarà pronto in pochi minuti. Con un comune frullatore invece dovete avere un po’ di pazienza in più e aggiungere un filo d’olio per frullare meglio se occorre.
Potete insaporire il burro di mandorle con un pizzico di sale ma si tratta di un’aggiunta facoltativa, a seconda che lo utilizziate per la preparazione di piatti dolci o salati.
Il burro di mandorle fatto in casa si conserva in un barattolo di vetro ben pulito o in un contenitore per alimenti con coperchio da riporre in frigorifero per circa una settimana.
Con gli ingredienti indicati otterrete circa 250 grammi di burro di mandorle fatto in casa.

     MANGOSTANO   (Garcinia Mangostana L.) Pianta sempreverde tropicale originaria delle Isole della Sonda e dell' Arcipelago delle Molucche.
Il frutto commestibile, si presenta tondeggiante, con un diametro di circa 5-7cm, non richiede fecondazione e inizialmente si presenta di un verde chiaro. Il Pericarpo del frutto si presenta di un viola profondo quando giunto a maturazione.
Da un punto di vista botanico l'Arillo è suddiviso in 4-8 lobi, edibili, fragranti e cremosi, dal vago sapore di pesca. Nei due mesi successivi la formazione il frutto si scurisce e aumenta le sue dimensioni, il pericarpo rimane relativamente duro per tutta la fase di maturazione.
La membrana sottostante la buccia del mangostano comprende tutt' una serie di Acidi polifenolici tra i quali il Tannino e lo Xanthone che assicurano una certa astringenza che scoraggia eventuali infezioni di insetti, funghi, virus vegetali, batteri e anche la predazione degl'animali. Il cambio di colore (da verde pallido a viola) e il contemporaneo ammorbidimento del pericarpo fanno parte del naturale processo di maturazione, e indicano che il frutto ha concluso il suo sviluppo e può essere mangiato.
Non è più commestibile quando si presenta molto duro e con il peduncolo e il calice ossidati. Per gustarlo s'incide con un coltello tutta la circonferenza e si divide il frutto a metà, separando gli spicchi che si degustano con un cucchiaino.

Dal frutto di questa pianta indiana, si ottiene un estratto ricco di xantoni che mostrano una spiccata attività antinfiammatoria.
In India e in Cina il frutto è utilizzato anche con scopi erboristici e fitoterapeutici: la buccia viene seccata, polverizzata ed utilizzata come rimedio per la dissenteria; è usata anche in forma di unguento per curare eczemi e altre eruzioni cutanee oppure in forma di decotto contro disturbi intestinali, cistite e gonorrea. C'è da dire che la buccia del frutto contiene un metabolita definito beta-mangostina che ha effetti deprimenti sul sistema nervoso centrale e induce aumento della pressione sanguigna. Nelle Filippine si utilizza anche un decotto di foglie e corteccia come antipiretico.
Anche la radice è sfruttata, un decotto di questa parte della pianta è usato da queste popolazioni per regolarizzare il flusso mestruale mentre un estratto della sola corteccia, detto “amibiasina”, si dimostra molto efficace nel trattamento della dissenteria da amebiasi, una parassitosi causata da Entoameba histolytica. Il Mangostano ha effetti simili all'Iperico.
Nelle ricerche fatte dall’Università di Tufts per l’antinvecchiamento e’ stato stabilito che un uomo dovrebbe  mangiare 10 portate di frutta e verdura quotidianamente per ottenere il livello di antiossidanti per impedire che si causano danni cellulari, che provocano l’affaticamento, le malattie e invecchiamento accelerato. vedi: Stress ossidativo
Gli antiossidanti di mangostano sono efficaci della regolare frutta e verdura. Il mezzo più semplice per recepire grandi quantità di questi dietetici protettori e quello di bere questo delizioso estratto di mangostano ogni giorno.
Bibliografia
J.F. Morton, Research Professor of Biology in Miami University.
“Fruits of Warm Climates”. CRS Publishing. Miami, FL.

      MANNA
La Manna nell'antichità era conosciuta ed apprezzata dai grandi medici dell’Egitto, Palestina, Fenici, Ebrei, Greci e Romani che la chiamavano miele di rugiada, oppure sudore delle stelle.
I contadini delle Madonie in prov. di Palermo (Italy) conservano ancora la "sapienza" necessaria per far stillare al frassino la linfa che, solidificando all'aria torrida dell'estate siciliana, diventerà la manna.
Pier Andrea Mattioli nel 1554 scrive: "Solve il corpo, quantunque debilmente per sé sola. Et imperò si da alle donne gravide e ai piccoli fanciulli senza alcun detrimento e timore. Messa tra l'altre medicine accresce le virtù loro. Purga agevolmente la Chòlera, toglie la sete, apre e mellifica le parti del petto e della gola".
La manna si ottiene praticando delle incisioni sul tronco dei nostri frassini nel momento in cui la pianta e' in amore. Da tali incisioni sgorga un succo che a contatto dell'aria dell'estate siciliana condensa rigando di bianco i tronchi, formando così un fantasmagorico paesaggio fatto di terra bruna, chiome verdi e tronchi rigati di bianco.
Proprietà: Digestive, blando lassativo, rinfrescante e regolatore intestinale (può essere assunta anche dai diabetici perché pur essendo dolcissima non altera il livello glicemico del sangue)
Può essere usata come dolcificante nelle cure dimagranti. Ottimo come integratore alimentare per la ricchezza di sali minerali. Decongestiona il fegato e svuota la cistifellea dalla bile. Espettorante, fluidificante emolliente e sedativa della tosse. Rende liscia e morbida la pelle, spiana le rughe.

     MANUKA e KANUKA   (Leptospermum) Pianta.
Il Manuka ( Leptospermum scoparium ) è diffuso nell’area settentrionale della Nuova Zelanda e appartiene alla famiglia del Tea Tree, di cui fanno parte anche Cajeput, Niaouli e Kanuka. E’ un arbusto con piccole foglie a punta e fiori con petali biancastri, noto da secoli agli abitanti della Nuova Zelanda come pianta officinale e usata come rimedio in svariate situazioni. Si conobbe in Europa dopo la grande diffusione del Tea Tree, una essenza assai utile in Aromaterapia. Si ottiene per idrodistillazione di foglie e ramoscelli; olfattivamente si può definire piacevolmente caldo, un po’ terroso, speziato ed erbaceo.
Per distillare 1 litro di o.e. di Manuka servono 200 kg. Di foglie fresche.

E’ un olio essenziale proveniente dalla Nuova Zelanda e contiene una sostanza importante (Leptospermone) per riordinare la struttura basale delle cellule della bocca ed in particolare modo delle gengive. Si può utilizzare come colluttorio con qualche goccia in acqua oppure al posto del nocivo dentifricio mettendo qualche goccia sullo spazzolino.  E’ utile per l’acne, dolori e contratture muscolari, herpes, infezioni vaginali ed alle unghie, mal di gola e raucedine, raffreddore, carie dentale e placca batterica, scottature, verruche.

     MELA     Discreta fonte di vitamine e minerali in forma equilibrata. Contiene minerali: potassio, silice, sodio, calcio, fosforo, zolfo, arsenico, allumina, bromo, manganese, cobalto, tannino ecc.; vitamine B1, B2, PP, C; la parte più ricca è vicino alla buccia, quindi deve essere sempre consumata con la buccia, la quale contiene anche carotenoidi, acido gallotannico e pectina che produce un’azione benefica sull’intestino; una tisana di mela con la buccia (lavata con sapone di marsiglia per togliere la cera messa dai commercianti all’ingrosso) ha spiccata azione rilassante, specie sui bambini. 100gr. di mela valgono 128 calorie.
Buon tonico muscolare e per il sistema nervoso, diuretico, antireumatico, rinfrescante, antisettico intestinale, stimolante e decongestionante epatico, leggermente astringente, depuratore del sangue.
Utile nelle: astenie, super lavoro, gravidanza, convalescenza, anemia, gotta, artritismo, reumatismo, litiasi urinaria, oliguria, obesità, epatismo, diarree.
Consumata cruda al mattino depura, alla sera è un leggero lassativo; grattuggiata senza buccia, serve per le diarree infantili, ma in quantità giornaliere adatte all’età. In infuso (3 mele tagliate fini in 1 lt. di acqua) serve per le bronchiti, affezioni intestinali. Il succo di mela oltre che essere un ottimo nutriente, rassoda i tessuti della pelle; la mela sbianca i denti.
Il sidro di mele (succo fermentato) è un’ottimo riequilibratore del pH dello stomaco ed intestino in quanto crea reazioni basiche, se consumato in dosi adatte ad ognuno.
Una  mela o due alla sera e' utile in tanti casi di acidita' e di cattiva digestione serale.

Per la scabbia e la tigna, tagliare in due una mela togliere il cuore ed i semi e mettere nella cavità un poco di fior di zolfo; legare le due metà e cuocere in forno; schiacciare e frizionare le parti malate con la poltiglia ottenuta.

    MELALEUCA alternifolia (fam. Myrtaceae) come il comune Eucalipto, ma, a differenza di questo, contiene un olio essenziale costituito prevalentemente da a-terpineolo, un alcol che costituisce circa il 40 % dell'olio oltre a monoterpeni (g-terpinene ed a-terpinene); l' eucaliptolo rappresenta invece una piccola percentuale (3-4 %).
L’
albero che cresce solo in una limitata area paludosa, lungo la costa nord del Nuovo Galles del sud, in Australia. Gli aborigeni della tribù Bundjalung definiscono questa pianta come "il guaritore più versatile della Natura" e fin dai tempi antichi hanno utilizzato il suo estratto, l'olio di Melaleuca, olio essenziale estratto dalle sue foglie è ovunque molto utilizzato a scopo disinfettante ed antimicrobico in cosmetici, dentifrici, e preparazioni farmaceutiche.

Il Tea tree oil contiene ben 48 composti organici, ma le sostanze più significative per la sua attività salutare sono due in particolare: il Terpinene e il Cineolo

Della pianta si utilizzano le foglie, che, sottoposte ad estrazione in corrente di vapore, forniscono l'olio essenziale, chiamato anche tea tree oil, ricco quindi in alcoli e monoterpeni, comunemente ritenuto il rimedio per tutte le infezioni batteriche o fungine, ben tollerato da cute e mucose.

Recenti studi microbiologici e clinici hanno dimostrato che:

a) dalla Melaleuca alternifolia si estrae un olio essenziale dotato di un ampio spettro d'azione anti batterica ed anti fungina: Stafilococcus aureus, Escherichia coli, Proteus spp., Pseudomonas aeruginosa, Candida Albicans, ecc.

Usato puro può irritare cute e mucose. Le caratteristiche organolettiche lo rendono poi non particolarmente gradevole al gusto ed all'olfatto.

Utile in: faringotonsilliti, rinosinusiti, acne, afte, infiammazioni gengivali, bronchiti, cistiti, prostatiti, infezioni intestinali, micosi cutanee, delle unghie, vaginale ed intestinali

Può essere responsabile di reazioni cutanee e mucose di tipo irritativo o allergico, e per questo può anche essere opportunamente veicolato in olio idi Iperico, olio di mandorle dolci o gel di aloe vera.

 

L' olio essenziale (tea tree oil) non deve mai essere usato puro, su zucchero o in tisane, risulterebbe lesivo per la mucosa della bocca, della lingua e dell'esofago, così come neppure prescritti su zolletta di zucchero o miele; unica eccezione le micosi ungueali.

Vi sono anche altre due Melaleuca, forse meno conosciute dal grande pubblico, ma che certamente rappresentano la tradizione della fitoterapia: il Niaouli ed il Cajeput.

Niaouli (Melaleuca viridiflora Solander), è una mirtacea il cui olio essenziale, ricco in eucaliptolo (50-60 %) entra nella composizione di alcune specialità medicinali utilizzate come balsamici e fluificanti delle secrezioni dell'apparato respiratorio e del distretto orecchio-naso e gola.

Non è indicato utilizzarlo puro per inalazioni su fazzoletto o acqua bollente per fomente, mentre utile e ben tollerato risulta l'uso per via orale, in capsule o soluzione liquida.

Cajeput (Melaleuca leucadendron L.), è forse la Melaleuca più utilizzata nella tradizione fitoterapica come disinfettante ed antimicrobico, in particolare per le vie urinari (cistiti e prostatiti), mentre non risulta dotato di effetti analgesici come ritenuto nella medicina popolare.

Utile in caso di dermatiti, prurito, lievi ustioni, eritema solare, micosi della pelle e delle unghie, psoriasi, foruncolosi e acne, herpes, piede d'atleta, porri e verruche, forfora, infiammazioni delle gengive e della mucosa della bocca, afte, herpes labiale faringiti, tonsilliti; è anche un ottimo coadiuvante per problemi ginecologici, micosi della pelle, come il piede d'atleta, ma soprattutto per le unghie, l'olio di Melaleuca si rivela veramente efficace, purché l'applicazione locale venga effettuata con costanza quotidiana e per un tempo sufficientemente lungo; punture di insetti, per piccole ustioni.

Sotto forma di lozione, con una concentrazione del 15%, il Tea tree oil è utile in caso di infezioni vaginali, sia per lavaggi esterni, sia per lavande interne, nella misura di un cc (un ml) per quarto di litro d'acqua; e per l'igiene della bocca e dei denti, quando ci siano infiammazioni delle gengive, arrossamenti della gola ecc., utilizzando 15-20 gocce in mezzo bicchiere d'acqua per sciacqui e gargarismi.

La lozione può essere utilizzata anche per massaggi locali antireumatici, ma anche in caso di tosse spalmandola pura sul petto e sulla schiena.

Crema al 5% è utile in caso di eritemi solari o da pannolino, prurito, infiammazione della pelle, irritazione delle mani o dei piedi, anche per eccessiva sudorazione e cattivo odore

Creme e lozioni detergenti a concentrazione più alta, circa il 20%, sono indicate per combattere l'acne, che contrastano efficacemente portando in breve alla sua scomparsa.

    MELANZANA  (Solanim melongena, Solanacee) Frutto e foglie
Contiene: fosforo, calcio, essenze volatili, vitamina A.
Proprietà lassative, diuretiche, calmanti, stimolante epatico e del pancreas. Stimola lievemente la funzione tiroidea, quindi è utile nel diabete; abbassa il colesterolo e migliora la digestione gastrointestinale; aiuta nella stipsi. Utile nelle aniemie, stipsi, oliguria, eretismo cardiaco, scrofolosi.
Con le foglie si fanno cataplasmi emolienti per le scottature, ascessi, dermatosi, emorroidi.

    MELASSA Ricca fonte di minerali, in particolare calcio e ferro; aiuta nella costituzione del sangue salubre.

    MELISSA    (Melissa) Foglie e Fiori
La Melissa è una pianta officinale le cui proprietà vennero apprezzate fin dall’antichità: già utilizzata da Greci e Romani, viene però raramente menzionata negli antichi trattati.
Gli Arabi nel X secolo la consideravano un buon tonico, capace di dissipare tristezza e malumori, ma è soltanto nel tardo Medio Evo che si cominciò a farne largo uso in Europa: l’acqua di Melissa era usata come tonico e come sedativo negli attacchi isterici e nelle convulsioni, e dal XVII secolo entrò a far parte di quella composizione, allora detta miracolosa, chiamata “acqua di Melissa dei Carmelitani Scalzi”.
Detta anche erba “Limoncina” è utilizzata contro l’ansia, lo stress e la digestione, aiuta a superare problemi di insonnia, emicranie e stati depressivi.
Le foglie di melissa, ricche di olio essenziale, che conferisce alla pianta un aroma gradevole e il sapore del limone, sono impiegate negli stati d’ansia con somatizzazioni a carico del sistema gastroenterico. Per la sua azione antispasmodica, antinfiammatoria e carminativa è indicata in caso di dolori mestruali, nevralgie, disturbi della digestione, nausea, flatulenza crampi addominali e colite.
Questa pianta è utilizzabile anche nel trattamento del mal di testa, causato da tensione nervosa. Il suo uso è particolarmente indicato, perciò, in presenza di un quadro d’irritabilità generale, insonnia causata da stanchezza eccessiva, nervosismo, sindrome premestruale, e tachicardia su base funzionale.

Contiene Clorofilla, sostanza indispensabile per avere buone digestioni e per evitare le infiammazioni dei villi intestinali.
Utile anche nei disturbi della menopausa.
Utile nell'Insonnia e/o a quelli legati al sonno strettamente connessi ad esempio, al cambio dell'ora legale, della luce e dell’ attività in generale.
Semplice per chi non ha disturbi, più complesso per chi già dorme male e poco, certamente l'insonnia è un disturbo molto comune, e comprende un quadro che va dalla cattiva qualità del sonno, alla fatica ad addormentarsi, ai risvegli notturni e alla difficoltà a mantenere il sonno, con notevoli conseguenze sulla qualità della vita diurna.
Svegliarsi al mattino come se non avessimo mai dormito, una sensazione intensa di calo energetico, irritabilità e nervosismo, disturbi gastrointestinali, insomma tutte situazioni che ci portano ad uno stato di malessere e non ci permettono di vivere appieno il momento di passaggio. Considerate tra l’altro che dormire bene, innesca un ciclo corretto anche nel quadro metabolico.
Per gli usi culinari è opportuno cogliere le foglie prima della fioritura, quando sono più profumate, ed usarle sempre fresche, perché essiccate perdono gran parte delle loro proprietà aromatiche.
In cucina le foglie fresche di Melissa costituiscono un ottimo aromatizzante per insalate, salse, carni, pesce, bevande, dolci, liquori a cui conferiscono un tipico sapore, simile a quello del limone ma molto più aromatico.

     MELOGRANO (Punica granatum, Punicacee)
E'
una pianta antichissima che proviene dalle regioni del sud-ovest asiatico, è diffusa e coltivata sia in Italia che in Spagna, nelle zone dove il clima è più caldo. Ha dato il nome alla citta' di Granada (Spagna) e da sempre e' stato considerato il frutto della fertilita'. Il melograno e' un albero leggendario di antica tradizione, sinonimo da millenni della fertilita', per tutte le culture che si sono lasciate sedurre dai suoi frutti, ricchi di semi di accattivante colore rosso, espressione dell'esuberanza della vita.
Fin dai tempi antichi quest'albero ha ispirato diverse leggende, come quella che vuole che il suo succo sia il sangue del dio Dioniso, e proprio in suo onore la dea dell'amore Afrodite lo piantò sulla terra. Sembra che un tempo la Melagrana fosse conosciuta come "la mela di Cartagine", infatti anticamente a questa città veniva attribuito il nome Punica, che diede quindi il suo nome al Melograno, Punica granatum appunto.
Questo frutto “attraversa” la storia essendone molte volte protagonista, molte volte compare nei riti, racconti, simboli, sogni e tradizioni legati spesso alla fertilità. in quanto questo frutto è un toccasana per la flora intestinale; Un esempio sono le parole di Ippocrate, che ne “decantava” le proprietà: un vero e proprio rimedio medicamentoso come: antielmintico, antinfiammatorio, per combattere i casi di diarrea cronica, ferite infette, sudori notturni e diffuse erano anche le sue applicazioni antiparassitarie.
Ha proprieta' antibatterica e antielmintica delle radici, diverse proprietà benefiche che possono essere ricondotte alla presenza nel frutto di sostanze polifenoliche, soprattutto acido ellagico, che sappiamo avere un'azione preventiva contro l'insorgenza di affezioni vascolari. I polifenoli sono sostanze antiossidanti contenute in diversi alimenti che, consumati regolarmente, forniscono una protezione contro le degenerazioni dell'apparato vascolare, provocate dalle ossidazioni che portano alla formazione di radicali liberi.
Il succo di Melagrana è particolarmente ricco di polifenoli, considerati sostanze scavenger (spazzine) che contrastano l'ossidazione dei lipidi (perossidazione delle lipoproteine a bassa densità LDL, che può portare a degenerazioni arterosclerotiche) e l'azione dannosa dei radicali liberi, in misura superiore anche a quella del vino rosso; in particolare si segnala la presenza di acido ellagico e gallico, ma anche di sali minerali (quali calcio, ferro, magnesio, fosforo, potassio, rame, zolfo) e di vitamine, acidi organici e zuccheri.
Alcuni studi hanno messo in evidenza che la Melagrana esercita anche un'attività gastroprotettiva. Nei semi della Melagrana sono presenti alcuni fitoestrogeni, oltre ad acido oleico e linoleico, indispensabili acidi grassi essenziali.
Una ricerca condotta in Israele da Michael Aviram, biochimico al Lipid research laboratory del Medical center Rambam di Haifa, ha scoperto che questo frutto ha delle proprietà terapeutiche, e svolge azioni antitumorali, perché è ricco di flavonoidi, antiossidanti che proteggono il cuore e le arterie. Il succo di melograno, secondo la ricerca, è addirittura tossico nei confronti delle cellule cancerose.
Il melograno è infatti una ricca fonte di acido ellagico, una sostanza recentemente individuata contenuta anche nei lamponi, nelle fragole, nelle noci. L'acido ellagico, secondo l’Istituto del Cancro della Università della Sud Carolina, induce la morte delle cellule cancerose.

Proprietà: 
ottimo frutto, ricco di antocianine, ad attività antiossidanti, Astringente, tenifugo, tonicardiaco; utile nella tenia, dissenteria, astenia.
Ottimo se utilizzato come succo, masticando i vari semini e sputando il residuo; fare attenzione a non inghiottire il residuo perche' puo' portare stitichezza.

    MELONE     Ottima fonte di elementi nutrizionali: minerali, calcio, ferro, ecc.; vitamine B1, C, P, Proprietà: Rinfrescante, lassativo (con il sale lo è meno), diuretico, eupeptico, ringiovanimento tissutale. Contiene un enzima detossicante: il Sod.
Utile in: disturbi cardiaci, fluidifica il sangue, tubercolosi, oligurie, stipsi, emorroidi, anemie, litiasi urinarie, gotta, reumatismi, cura della pelle.

     MENTA PIPERITA     (Mentha Piperita Huds.) Foglie
Proprietà: Buon tonico (attenzione ostacola il sonno), antisettiche, favorisce il deflusso della bile, facilita la digestione ed elimina i gas, stimola la secrezione gastrica, eccita l’appetito, aumenta il tono del tubo digerente.
Utile in: Affaticamento, atonia digestiva, asma, bronchiti, indigestioni, spasmi, nausea e nei bruciori di stomaco, mal di testa, anti fermentativo, palpitazioni, vertigini, mestruo insufficiente o doloroso, blocca i dolori ed è utile per la fatica, insonnia, palpitazioni cardiache, mestruazioni dolorose, debolezza e nei casi di indigestione.Uso esterno: contro i parassiti, antalgico, sinusiti, allontana le zanzare.
IMPORTANTE per Disinfiammare: Utilizzare menta piperita (pianta) concentrata, tipo gli sciroppi di menta; essa e' indispensabile per disinfiammare TUTTE le vie respiratorie e non solo
- posologia: un fondo di bicchiere d'acqua di sciroppo, aggiungere acqua, quello che si vuole e bere 3 volte al di lontano dai pasti e/o nelle crisi.

     MIELE     vedi Prodotti dell’alveare

     MIGLIO (Milium effusum, Setaria italica, Panicum miliaceum, Graminacee)

E' un cereale molto antico, originario dell'Asia centroorientale, coltivato anche dagli antichi egizi. Ha una grande importanza nell'alimentazione di alcuni paesi africani e asiatici, molto meno utilizzato in Europa, dove è conosciuto più che altro come becchime per pollame e uccelli da gabbia. Il miglio ha una composizione simile al frumento, ma non contiene glutine e quindi è adatto nell'alimentazione dei soggetti affetti da morbo celiaco.
È l'unico cereale con un effetto alcalinizzante, quindi è indicato per chi soffre di acidità di stomaco.

Il miglio si può acquistare nei negozi specializzati in sementi e in quelli di cibi biologici.
Il miglio è utilizzato per produrre torte dolci e salate, sformati, biscotti, o semplicemente nelle minestre come qualunque altro cereale.

E' uno dei cereali più ricchi di minerali; acido silicico, fosforo, magnesio, calcio, ferro, zolfo, fluoro e potassio. Contiene anche 11 aminoacidi, vitamina B1, vitamina B2, vitamina A., nicotinamide. Il suo apporto in silicio ha una importante azione nutrizionale sui capelli, le unghie e la pelle.

Nei paesi orientali, dove è ancora largamente usato nell'alimentazione quotidiana, uomini e donne possiedono capelli folti, brillanti e resistenti.
Il miglio è di facile digestione ed è particolarmente indicato, oltre che nella prima infanzia e nelle malattie ricostituenti, anche nelle malattie di stomaco, milza e pancreas.
Il miglio è naturalmente privo di glutine ed è perciò indicato sia nel primo svezzamento sottoforma di fiocchi o farine, sia nel contenere i disturbi causati dal morbo celiaco, dove il glutine debba essere eliminato dalla dieta.
Ha proprietà vitalizzanti e nutrienti; è utile nella gravidanze, convalescenze, sforzo da lavoro e studio; consumare, crudo, in ammollo, stufato e mescolato ad ortaggi. 
MIGLIO BRUNO - Tratto da: migliobruno.it
Il cereale piú ricco di minerali e acido silicilico: le ossa, cartilagine, denti, capelli, pelle, unghie sono tutti costituiti soprattutto da un elemento: l’Acido Silicico. Il miglio bruno, la forma selvatica del miglio, è il fornitore ottimale di acido silicico per il nostro organismo.
Nella sua forma organica è facilmente assorbibile e in combinazione genuina con altri minerali e vitamine ad alta concentrazione favorisce la crescita dei capelli, la stabilizzazione del tessuto connettivo, e contrasta la degenerazione di ossa e articolazioni, la fragilità delle unghie, la debolezza dei sensi e del sistema nervoso.
Tra tutti i cereali il miglio bruno, conosciuto fin dal medioevo, è quello più ricco di minerali di tutti e per cui ha avuto un ruolo importantissimo per secoli nell’alimentazione nel mondo occidentale.
Oramai quasi dimenticato, noi lo mettiamo di nuovo alla luce come un alimento geniale, coltivato con metodi biologici, certificato in Austria e Germania e adatto anche per le persone intolleranti al glutine.

     MIMOSA TERMIFLORA (Tepscohuita) Pianta sud americana, molto nota agli Inca e Maia; detta anche "albero della pelle", è una pianta spinosa, simile all'acacia. Può raggiungere fino agli 8 metri d'altezza e cresce esclusivamente nel sud est del Messico, tra gli 800 e i 1000 metri d'altitudine.
E' un rimedio naturale per la ricostituzione dell'epidermide alterata, già conosciuto dai guaritori Maya, che utilizzavano la polvere della corteccia su lesioni cutanee. Questo antico rimedio fu riscoperto in Messico nel 1984, in occasione di una catastrofe che causò un gran numero di ustionati.
I principi attivi si ricavano dalla corteccia degli alberi che hanno raggiunto i sei anni d'età.
I procedimenti d'estrazione variano in funzione del tipo di principio attivo ricercato. In generale, avvengono per macerazione prolungata delle piante in un sistema di solventi selezionati.
La composizione chimica, dalle spiccate proprietà rigeneratrici del tessuto epidermico, contiene: bioflavonoidi, sostanze chimiche anti-radicali liberi; tannini, che aumentano l'impermeabilità della pelle; oligoelementi, indispensabili nei processi biochimici delle funzioni cellulari.
In farmaceutica è utilizzata per le notevoli capacità cicatrizzanti; in cosmesi s'impiega per le proprietà rigeneranti, riparatrici e protettive.

Utilizzata come cataplasmi, unguenti sulle ferite di ogni tipo, ripara, rigenera, cicatrizza i tessuti colpiti.
Testata anche in Italia su circa cento pazienti, ha dato risultati sorprendenti e "miracolosi", anche e specie sugli emangiomi: termine molto generico con cui solitamente si vuole intendere sia l’emangioma infantile sia la malformazione vascolare in età pediatrica.

    
MINERALI 
Sappiamo con certezza che molti minerali sono assolutamente indispensabili alla nostra salute. Ogni giorno si scoprono nuovi minerali utili ai nostri sistemi, organi, per il loro corretto funzionamento. Ma di questi minerali il nostro corpo ne abbisogna in quantità minime, più piccole dei granelli di sabbia, eppure essi sono indispensabili al corpo; questi è costituito da liquidi per circa il 70% del nostro peso e questi liquidi assomigliano all’acqua del mare e contengono anche i sali minerali; queste dosi infinitesimali, quasi omeopatiche dei sali minerali, devono rimanere tali per non costituire nel tempo, la base per le varie patologie da carenza od eccedenza di minerali e siccome gli equilibri sono infinitesimali, basta variare di poco in più od in meno i loro valori, per ritrovarsi qualche grave problema.
Le fonti più comuni di oligo elementi, così si chiamano i minerali, sono i prodotti organici ed in questi alimenti, i sali minerali, fanno parte di strutture più complesse tali da facilitarne l’assorbimento ed il loro trasporto nel corpo.
E’ stato dimostrato che il rischio di intossicazione è quasi nullo, se essi vengono assunti in forma organica e non chimica; la loro fissazione nel corpo verrà effettuata anche a seconda del tipo di ionizzazione corporea, cioè a seconda dei valori elettronici del “terreno”, le acque corporee.
Gli animali approvvigionano la loro quota di minerali come gli altri nutrienti, da altri animali o vegetali; questi ultimi traggono il loro nutrimento dal suolo e dall’acqua. L’anello iniziale della catena alimentare e di conseguenza anche quello dei minerali è il SUOLO, il terreno, la Terra.
E’ da questo dato che deriva l’assoluta cura ed attenzione alla quale si deve arrivare nel controllo dei terreni agricoli da dove provengono le coltivazioni della catena alimentare.
Il terreno è composto da diversi elementi, in parte organici ed in parte inorganici; ogni terreno è diverso uno dall’altro; i minerali sono giunti nei vari terreni, dalla corrosione nel tempo, di rocce e sassi; l’acqua che scorre nei terreni si arricchirà di minerali, che renderà solubili al suo passaggio, perché questi possano essere assimilati dai vegetali.
Tutto ciò purtroppo comprende anche le sostanze inquinanti che l’uomo riversa nell’ambiente, senza conoscerne le conseguenze.
Ogni terreno ha le proprie caratteristiche, molte ricerche hanno dimostrato la estrema variabilità quantitativa dei minerali contenuti in vegetali dello stesso tipo, ma coltivati in terreni diversi.
Occorre tenere presente che minerali, vitamine, enzimi, variano nel corpo ogni qual volta la flora batterica intestinale e stomacale non è nei giusti rapporti; prima o dopo l’assunzione degli integratori è opportuno utilizzare a seconda delle necessità, i regolatori della flora batterica (fermenti lattici multi batterici, enzimi, aceto di mele alimentazione che crei reazioni basiche, ecc.).
I minerali considerati i più importanti per l’uomo sono: Sodio, Potassio, Calcio, Magnesio, Ferro, Rame, Cobalto, Iodio, Zinco, Cromo, Oro, Argento, Manganese, Nichel.
Vi è sempre una stretta correlazione fra di loro; ciò significa che ad una carenza di uno corrisponde un’eccedenza del suo antagonista e viceversa.
Ecco perché è molto importante poter conoscere le correlazioni e le interdipendenze che si instaurano fra i vari minerali e che sono alla base delle modificazioni dei liquidi intra ed extra cellulari; queste variazioni (eccedenze o carenze) attraverso un mineralogramma (su capelli e sangue) si possono conoscere, questo per poter prevenire qualsiasi deviazione o malattia; molti altri minerali sono utili, ma lo sono in dosi così minime, che questi non vengono a torto considerati; in commercio si possono trovare prodotti minerali che possono essere integrati all’alimentazione giornaliera.
Bisogna tenere presente comunque che essi DEVONO far parte di strutture più complesse, per essere assimilabili senza provocare danni; inoltre le carenze come le eccedenze, producono danni gravissimi, per cui si raccomanda un uso estremamente prudente e limitato nel tempo e nelle quantità.

Ricordiamo un’ottima cura ricostituente sopra tutto per gli anemici, a base di minerali; da effettuarsi all’inizio della primavera ed in autunno per 30 giorni almeno con: Ferro lattato e Cloruro di Magnesio da assumere a digiuno al mattino prima della colazione in piccole dosi; questa cura è utile anche come anti anemica, fortificante per le convalescenze e gli stati di abulia psichica e fisica; indispensabile in caso di paralisi, poliomielite, distrofia, sclerosi, epilessie, ecc. 
vedi anche
Protocollo della Salute .

     MIRRA   (Balsamo dendron Myrrha)
La Mirra appartiene alla famiglia delle Burseracee, è originaria dell'Africa nord-orientale e dell'Arabia (Egitto), dove veniva impiegata per preparare unguenti e balsami, per profumare gli ambienti e anche per imbalsamare i defunti.
Ma fu anche uno dei doni portati dai Re Magi al Bambin Gesù. Oggi la mirra viene impiegata soprattutto in profumeria ed è una delle piante officinali più diffuse per le sue riconosciute virtù terapeutiche.
Antisettico, disintossicante, tonico ed anti infiammatorio dell’apparato digerente.
Gommoresina trasudante alcune piante africane ed asiatiche; è raccolta sotto forma di gocce che si rapprendono in grani; essa deve essere utilizzata attraverso la pelle (massaggio per mezzo dell’assorbimento percutaneo) o per mezzo dei suoi fumi dalle vie respiratorie; ha proprietà antisettiche, batteriostatiche, antiparassitarie, funghicida (sopra tutto anti candida), rigenerante anche del sistema nervoso (utile nelle distrofie, epilessie, sclerosi ecc.), immunitario (malattie auto immuni, aids, ecc.) per mezzo dell’azione neuro-psico-endocrina-immunologica.

Ha anche proprietà astringenti sulle membrane e sulle mucose e svolge un’attività antimicrobica.
Si impiega come antisettico delle mucose della gola e bocca. In preparazione di collutori e dentifrici, aiuta a proteggere dalle carie e a rinforzare il tessuto gengivale.
Per uso esterno viene utilizzata per far regredire le piccole ulcerazioni della bocca, della gola e della pelle. È infatti un ingrediente di molte creme per labbra screpolate, ferite e ulcere. Ha anche proprietà aromatiche, balsamiche e dermopurificanti.
Per uso interno la mirra eccita l'appetito, stimola la secrezione degli enzimi gastrici ed è un buon carminativo.
Qualche ricetta a base di mirra.
Acqua profumata sgrassante:
Procurati 60 grammi ciascuno di olibano (incenso) e mirra, aggiungi 10 grammi d’ambra grigia, riduci gli ingredienti in polvere, poi metti in un vaso di vetro, aggiungendovi mezzo litro di acqua di rose. Lascia in infusione per qualche tempo; poi distilla e conserva in un’ampolla di vetro ben tappata. L’acqua ottenuta, oltre al gradevole profumo, ha il potere di sgrassare l’epidermide, ravvivandone la tinta.
Collutorio per rinfrescare l'alito:
Riempi per metà un bicchiere di vodka. Aggiungi una punta di cannella macinata, 3 chiodi di garofano, qualche goccia di olio essenziale di mirra e un anice stellato. Versa in un vasetto, tappa e lascia in infusione per 3 giorni, quindi elimina le erbe. Usane un cucchiaio in mezzo bicchiere d'acqua per sciacquarti la bocca. Non mandarlo giù! In alternativa puoi usare menta, arancio, finocchio o prezzemolo.
Bagno d’olio per nutrire le unghie:
In 5 cucchiai d’olio extravergine d’oliva versa due gocce di olio essenziale di limone, due di incenso, due di benzoino e due di mirra.
Metti la miscela in una vasetto dall’imboccatura larga e immergi le unghie per almeno cinque minuti. L’olio che resta sui polpastrelli va frizionato poi sulle mani.
     

     MIRTILLO    (Vaccinium Myrtillus, Ericacee)
Cresce nei nostri boschi montani; è un arbusto ramosissimo, alto sino a 50-70 cm; il frutto è raccolto in grandi quantità ed è utilizzato per preparare conserve, marmellate o gelatine o, mescolato allo zucchero, come frutta fresca. Il succo è usato in medicina (tintura, infuso, estratto fluido, sciroppo)
La droga è costituita dalle bacche del Vaccinum myrtillus.
Queste bacche contengono numerosi flavonoidi, carotenoidi, clorofilla, zuccheri semplici e complessi, acidi organici, fitosteroli, procianidine ed antocianosidi, sali minerali e vitamine, soprattutto  la vit. C.
I principali componenti sono i tannini,  presenti in percentuale fino al 10%, ad essi si devono le proprietà astringenti della droga.
Questi composti esercitano un’azione benefica sulla microcircolazione, rinforzando e proteggendo la resistenza dei capillari, diminuendo la loro permeabilità ed esercitando un effetto antiemorragico, favorevole nelle artropatie e nei disturbi della permeabilità capillare.
Gli antocianosidi riattivano il microcircolo locale, migliorano il deflusso venoso e facilitano la rimozione dei liquidi interstiziali, ne deriva la risoluzione degli edemi, soprattutto perimalleolari.
Essi sono, quindi, in grado di aumentare la resistenza e diminuire la permeabilità dei microvasi .
Considerato, per queste sue proprietà da moltissimo tempo un grande medicinale della fitoterapia per la sua ricchezza in antociani.
Gli antocianosidi del mirtillo dimostrano una serie di attività sugli enzimi retinici, sulla velocità di rigenerazione dei pigmenti retinici e sull’acuità visiva.
La foglia del mirtillo è un tonico delle vene e dei capillari in quanto è ricca di fattori vitaminici P.
La pianta del mirtillo contiene, infatti, betamirtillina, una sostanza praticamente identica all'insulina, quindi è utile nel diabete.
Contiene vitamina C, P, moderata azione ipoglicomizzante; utile nelle malattie della vista e degli occhi, acutizza la vista notturna. Battericida, astringente, dissolvente urico, anti sclerotico, protegge le pareti vascolari.
L’estratto di mirtillo possiede anche un’attività antiossidante, confermata da diversi studi, e per questo i suoi composti sono in grado di proteggere le membrane dalla perossidazione lipidica e di ridurre l’ossidazione delle LDL.
Di recente si è scoperto che questa pianta inibisce l’adesione dei colibacilli alla parete gastrointestinale e della vescica, spiegando così il suo uso come antidiarroico e disinfettante.
Per questi motivi, l’estratto è utilizzato anche nel trattamento delle cistiti  recidivanti assieme alla Uva Ursina.
La posologia giornaliera è di 2 o 3 mg per kg divisa in due o tre somministrazioni meglio se  lontano dai pasti.
Proprietà: antidiarroiche, antisettiche e astringenti, anche in usi esterni per clisteri ed irrigazioni.
 Viene anche utilizzata in dosi minori, in casi di colite e per tutti i dolori di origine intestinale.  I suoi costituenti aiutano a migliorare la circolazione e la visione anche notturna.
Utile in: Enteriti, diarree anche infantili, dissenterie, stipsi, putrefazioni intestinali, emorragie, arteriosclerosi, disturbi circolatori e vascolari, ulcere alle gambe, epatismo, insufficienza biliare, azotemia, emorroidi, abbassa lo zucchero nel sangue.
Uso esterno: eczemi, stomatiti, mughetto, afte, faringiti, utilizzabile oltre che fresco, anche in decotti.

In Ginecologia, come in Urologia le frequenti infezioni batteriche sono dovute a numerosissime cause, non per ultimo specifici problemi anatomici, ma anche difetti metabolici tra i quali quello frequente di eccessiva acidita' delle urine.
L'abbassamento del pH urinario va effettuato con aggiustamenti alimentari e qualche accorgimento, come assumere sostanze basiche e  basificanti.
Il mirtillo e' rosso, tutta la frutta e le verdure di questo colore si comportano da basificanti.
Per scegliere, nel caso si volesse assumere comode pillole il prodotto ad adeguata concentrazione e' il: Mirtilene Forte, la concentrazione supera quella considerata valida per un supporto basificante, anche se, il prodotto e' venduto come supporto ai problemi vascolari, alla rigenerazione  ed al nutrimento della Retina ( pazienti diabetici).
Questo dimostra,come in ambito naturale, una sostanza, proprio perche' naturale e, non chimica di sintesi, si comporta in maniera diversa, a seconda delle esperienze del terapeuta.

AMJ
Gli integratori  ( denominazione elaborata dal Ministero della Salute e dall'Aifa Integratori alimentari,e/o Medicinali Vegetali ), di integratori di mirtillo può prevenire le infezioni del tratto urinario, ma i test su sette popolari marche di pillole al mirtillo mostrano che la maggior parte ne contiene quantità del tutto insufficienti per un effetto antibatterico.
«C'è molta variabilità nella qualità e nell'efficacia degli integratori al mirtillo, il che rende difficile per i consumatori sapere quale scegliere» esordisce sull'American Journal of Obstetrics and Gynecology Bilal Chughtai, professore associato di urologia al Weil Cornell Medical College di New York, spiegando che il succo di mirtillo svolge un ruolo nella prevenzione delle infezioni delle vie urinarie modificando l'acidità delle urine.
Ricerche recenti dimostrano che il mirtillo contiene proantocianidine, composti della famiglia degli antiossidanti flavonoidi che impediscono ai batteri di aderire alla parete della vescica iniziando il processo di crescita.
«Ma per prevenire le infezioni urinarie i composti di mirtilli dovrebbero contenere almeno 36 milligrammi di proantocianidine per grammo di prodotto» osservano i ricercatori, precisando invece che quasi nessuno di quelli testati arriva a tali concentrazioni o addirittura non le contiene del tutto.
Per giungere a queste conclusioni Chughtai e colleghi hanno analizzato sette integratori a base di mirtillo venduti in farmacia come prodotti da banco, testando ogni confezione in termini di attività inibitoria sulla crescita batterica. Ebbene, solo un integratore conteneva 175 mg/g di proantocianidine ed era dotato di una significativa attività batteriostatica in coltura. Attività presente anche in un altro prodotto, in cui la concentrazione di principio attivo era pari a soli 25 mg/g. Viceversa,  gli altri integratori non arrivavano a 5 mg/g di proantocianidine e non avevano alcun effetto antibatterico.
«La polvere di mirtilli può essere ottenuta dal succo o dall'involucro essiccato dopo la spremitura, e ovviamente i composti a base di succo sono più efficaci. Ma dal momento che le aziende produttrici non sono tenute a elencare quali parti del mirtillo sono contenute nei loro integratori, il consumatore non ha modo di fare una scelta informata» conclude Chughtai.
By Am J Obstet Gynecol. 2016. doi: 10.1016/j.ajog.2016.03.046

http://www.ajog.org/article/S0002-9378(16)30005-9/abstract
 

       MORA selvatica (Rubus fructicosus, Rosacee)
Contiene sali minerali, zucchero, pectina, olio essenziale, vitamine A, C.
Proprietà: Astringenti, lassative, depurative e nutrienti. Utile in: Angine, affezioni polmonari, diarree.

Le more di rovo, nome scientifico Rubus ulmifolius, appartengono alla famiglia delle Rosaceae e giungono a maturazione nei mesi estivi, quando assumono un colore nerastro lucido. Una volta colte vanno subito consumate, oppure possono essere conservate in frigo, ma per pochissimi giorni.
Appartengono alla famiglia delle more sia quelle di rovo, di colore nero e anche rosso, sia quelle di gelso, tipicamente rossastre. Le more di rovo crescono spontanee in tutta Europa, ed è facile trovarle nelle nostre campagne e nei boschi, solitamente lungo il bordo delle strade. Il gelso, al contrario viene coltivato e le sue foglie servono come alimento primario per il baco da seta.
Fin dai tempi più antichi, in caso di problemi alle gengive, si consigliava la masticazione di foglie di more. Molto spesso le foglie vengono utilizzate quali ingredienti per tisane e decotti che hanno come scopo quello di curare dolori derivanti da ulcere gastriche.
Notizia recente dall’alto Adige, ove alcuni ricercatori hanno scoperto una nuova tipologia di sostanze, gli ellagitannini. Si tratta di sostanze composte, in grado di produrre notevoli quantità di acido ellagico, una sostanza con proprietà protettive non indifferenti e presente solo in determinati alimenti.
Le more contengono l’88 % d’acqua, l’1,4 % di proteine, il 5,3 % di fibre, lo 0,5 % di grassi, il 4,9 % di zuccheri divisi principalmente tra destrosio, fruttosio e lo 0,4 % di ceneri. Presente anche una buona quantità di beta-carotene.
Esse  contengono acido folico (vitamina B9), durante le prime fasi della gravidanza una eventuale carenza di tale acido aumenta il rischio di una malformazione del feto o di problemi relativi alla crescita del feto stesso, inoltre l’acido folico contribuisce a regolare i livelli di omocisteina, che in quantità elevate è in grado di provocare danni anche gravi.
I minerali che contengono sono: calcio, sodio, fosforo, magnesio, ferro, potassio, manganese,selenio, rame e zinco.
Le vitamine in esse contenute sono : vitamina A, vitamine B1, B2, B3, B5, B6, vitamina C, E, K e J.
Inoltre contengono anche flavonoidi, acidi organici (citrico, malico, tartarico), pectine e antocianosidi.
Hanno caratteristiche antitumorali:  uno studio condotto nell’Ohio e pubblicato sulla rivista Cancer Prevention Research del Gennaio 2009, ha confermato l’attività antitumorale delle antocianine,  ovvero i pigmenti che danno la colorazione ai frutti di bosco, e dei flavonoidi, quest’ultimi in grado di inibire la crescita delle cellule tumorali.
Esse hanno un buon contenuto di composti antiossidanti ed  è utile per contrastare gli effetti nocivi dei radicali liberi e protegge l’organismo da una serie di malattie anche gravi causate dal danno ossidativo.
Esse sono Diuretiche e depurative: oltre a questo importante aspetto le more hannoproprietà depurative, diuretiche, antireumatiche e dissetanti.
Essendo piene di composti antiossidanti aiutano a prevenire le malattie cardiovascolari mantenendo pulite le arterie.
Le more possono anche apportare benefici alle funzioni cognitive ed alla memoria. Recenti studi hanno evidenziato come i componenti polifenolici presenti nelle more aiutano a ritardare il declino dell’attività cognitiva proprio dell’invecchiamento.
La presenza di magnesio e calcio invece fa delle more un frutto ideale per mantenere in salute le nostre ossa. Oltre a questo la presenza di fosforo favorisce la regolazione del calcio ed aiuta a rafforzare le ossa.
Contengono anche una buona percentuale di vitamina K che è d’aiuto nella coagulazione del sangue, il loro consumo è quindi indicato per chi ha eccessivi sanguinamenti e difficoltà di cicatrizzazione in caso di piccole ferite.
Esse hanno un buon contenuto di fibre solubili ed insolubili che sono essenziali per il buon funzionamento dell’apparato digestivo. Consumate regolarmente nei mesi in cui sono disponibili le more rappresentano un ottimo metodo preventivo nei confronti delle stitichezza.
Le vitamine, minerali e fitoestrogeni che contengono rendono più forte il sistema immunitario.

   MUIRA PUANA o Marapuama (Prycopetalum olacoides), chiamato anche Viagra naturale, è una pianta tipica del Brasile molto conosciuta per i suoi effetti afrodisiaci. (simile alla Damiana)
La Muira Puama é un piccolo albero che raggiunge l'altezza di 5 metri diffuso nell'Amazonia Brasiliana e altre zone della foresta Amazonica. Produce dei fiori bianchi i quali hanno una forte profumazione.
Il Genere Ptychopetalum comprende solo due specie in Sud America e cinque in Africa. Entrambe le specie presenti in Sud America sono utilizzate nella medicina tradizionale Brasiliana, viene però preferita la specie olacoides poiché contiene maggior concentrazione di lupeol, un principio attivo.
Prima di tutto non facciamoci strane idee e restiamo con i piedi per terra. I rimedi cosidetti eccitanti o afrodisiaci, sono efficaci in molti casi ma non in tutti. Inoltre molti disturbi della sfera genitale-sessuale, possono essere segnali di patologie.
Questa pianta amazzonica ha azione anche sui centri del midollo spinale responsabili dell’erezione nel maschio.
Le antiche tribù brasiliane attribuivano a questa pianta delle proprietà fantastiche e la chiamavano “erba dell’amore”; era usata in molte cerimonie propiziatorie all’accoppiamento sessuale.
Vengono utilizzate le radici, nelle quali si trovano in quantità notevoli sostanze di natura resinose ed un particolare alcaloide, che ha potenti proprietà vasodilatatorie che gli conferiscono una spiccata azione afrodisiaca.
E’ indicato in molti casi di impotenza sessuale, nella diminuzione della libido e nei casi di astenia psichica.
Quest’ultimo ha potenti proprietà vasodilatatorie che conferiscono al Muira Puama una spiccata azione afrodisiaca.
Il suo uso è indicato in molti casi di impotenza sessuale, ma anche nella diminuzione della libido e nei casi di astenia psichica
Studi scientifici hanno dimostrato che un ciclo di assunzione di due/tre settimane, con la dose consigliata, migliora lo stato di erezione del pene, le funzioni sessuali, il vigore ed il desiderio sia nell’uomo che nella donna.
Ottimo come stimolante nervoso. Pare agisca sui sistemi “catecolaminergici” del sistema nervoso centrale ed i suoi princìpi attivi funzionerebbero da precursori dei neurosteroidi cerebrali, stimolando i centri nervosi spinali responsabili dell’erezione maschile, e può anche nella donna, provocare un inturgidimento dei genitali femminili (soprattutto nel clitoride) con aumento del desiderio e del piacere.
- vedi: Impotenza Sessuale

 
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