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GUIDA  alla  SALUTE con la Natura

"Medicina Alternativa"   per  CORPO  e   SPIRITO
"
Alternative Medicine"
  for  BODY  and SPIRIT
 

 
 


PRODOTTI  NATURALI
 


INDICE Prodotti Naturali e FITOTERAPICI e NON, in Ordine Alfabetico
(fiori, piante, cereali, verdure, frutti, bulbi, steli, radici, estratti, 
macerati, pastigliati, incapsulati, in ovuli, in polvere, ecc.)
Non possiamo inserire tutti i prodotti del mondo, ma qui in questo elenco trovate
solamente i principali da utilizzare per i vostri problemi di salute, che sono gia' noti.
 

A

B

C

D - F

G - K

L - M

N - O - P

Q - S

T - Z

Acqua Basica

Ascorbato di Potassio

Biotina. Arginina, Coenzima Q10

Hidraderm

Carenze di Magnesio

Cloruro di Magnesio

Fermenti Lattici, Oligoelementi

Gelatina Reale

 Fior di Zolfo

Magnesio e Zinco

CoEnzima Q10

Per altri Prodotti vedere sotto Alimentazione + Cure Naturali

 

      BAMBU'  (dal latino Bambousa arundinacea - Bambusa Vulgaris)
Bambù è il nome comune del gruppo di piante sempreverdi appartenenti alla famiglia delle Poaceae
I rami del Bambu' Tabashir contengono molto silicio in forma assimilabile, minerale sempre presente nei tessuti connettivi
Parte utilizzata: Midollo della pianta; dopo una lunga serie di ricerche si sono dimostrate le naturali proprietà, riequilibranti e nutritive che esso possiede.
Il bambu' è la pianta che in natura contiene  piu' silice organica per eccellenza.
Il bambù contiene oltre il 77% di silicio, che ha un effetto benefico particolarmente nei summenzionati disturbi. Riequilibra il metabolismo degli oligoelementi e dei minerali nell’organismo, attenuando depressioni spesso collegate a tali carenze. Il silicio è un elemento importante del corpo, soprattutto della pelle e delle ossa. 
Vedi anche coda cavallina od Equiseto
Il silicio è un minerale che in natura compare spesso come oligoelemento ma che, a causa degli alimenti denaturati, manca sempre più nell’alimentazione “moderna”.
Fare di tanto in tanto una cura di bambu'-tabashir quale integratore alimentare.
Estratto di Bambù=Tabashir:
Utile in: arteriosclerosi, mucosa della bocca, carenza e assimilazione di calcio, capelli (malattia delle radici dei), usura della cartilagine, cicatrici, crescita, demineralizzazione, denti, depressione, emorragie, enuresi notturna, foruncoli, stimolante metabolismo, formazione dei muscoli, aggiunta di oligoelementi, fratture ossee, osteoporosi, sudore, sudore ai piedi, remineralizzazione, reumatismi (equilibrante dei minerali), rinforza il sistema dei  legamenti, smagliature gravidiche, debolezza del tessuto, unghie fragili ecc., ecc.

     BANANA  (Musa sapientum et musa paradisiaca, Musacee) Contiene alte dosi di potassio ed è il frutto con la più alta quantità di fibra; vitamine A, B1, B2, C, fosforo, magnesio, sodio, ferro, potassio, zinco e tannino. E’ molto nutritivo e digeribile purché sia consumato molto maturo e non maturato con procedimenti artificiali. Utile alle ossa, a chi fa lavori pesanti, bambini ed anziani. 

      BARBABIETOLA  rossa (Beta vulgaris L. varietà Hortensis L. rubra, Chenopodiacee) 
Fin dai tempi preistorici è nota per le sua virtù; radice rossa, dolce e zuccherina, è un sano alimento rinfrescante, molto digeribile e mineralizzante per tutti.
Contiene: acqua metabolica 87%, proteine 1,5%, carboidrati 9,2% in zuccheri, grasso 0,08%, ceneri 1% con calcio, potassio, magnesio, fosforo, iodio, ferro, rame, bromo, zinco; vitamine A, B1, B2, C, PP, pectina;  tende ad essere controindicata per certe forme di diabete per lo zucchero contenuto.
Il suo succo centrifugato è molto utile agli anemici in quanto aiuta la formazione dei globuli rossi del sangue, preso in dose di 1 bicchiere al dì; è prezioso anche per mantenere un buon metabolismo ed è un tonico adatto per tutte le età. Un bicchiere di succo crudo al dì, è molto utile in ogni malattia.
Da tenere presente che il succo crudo di barbabietola e' particolarmente indicati a tutti coloro che soffrono di anemia piu' o meno  grave.
Favorisce il drenaggio sanguigno e cutaneo, nutritiva e digeribile, diuretica, decongestionante epatico e renale.
Allevia tutte le infiammazioni dell’apparato digerente, aiuta nelle malattie del fegato.

Secondo uno studio sperimentale ne basterebbe mezzo litro nell'arco delle 24 ore: dopo 3 o 4 giorni il calo dell'ipertensione si fa più pronunciato.
Mezzo litro di succo di barbabietole al giorno diminuirebbe in modo significativo la pressione alta. Ma fanno bene anche bevande che contengono nitrati, che si trovano anche verdure a foglie verdi. Un modo nuovo e a basso costo per salvare la vita degli ipertesi.
Lo dice uno studio del Barts and The London School of Medicine e della Peninsula Medical School pubblicato su Journal Hypertension. La pressione alta è causa di circa il 50% delle malattie coronariche e quasi il 75% degli infarti. Inoltre, più del 25% della popolazione adulta mondiale è ipertesa ed è stato stimato che queste cifre aumenteranno del 29% nel 2025. In via sperimentale, è stato visto che basta meno di un'ora, dopo aver bevuto il succo di barbietola, per notare una significativa riduzione della pressione sanguigna; una riduzione che dopo tre-quattro ore si presenta in modo più pronunciato. Lo stesso grado di abbassamento si continua ad osservare anche dopo 24 ore.
"La nostra ricerca - ha osservato Amrita Ahluwalia coordinatore della ricerca - suggerisce che bere succo di barbabietola o mangiare verdure ricche di nitrati è il modo più semplice per mantenere sano il proprio sistema cardiovascolare. Un modo per tenere sotto controllo, ogni giorno, il rischio di un aumento della pressione sanguigna".

L'effetto positivo delle barbabietole è dato da una complessa reazione chimica nella quale i nitriti contenuti nel succo vengono convertiti dai batteri che sono sulla lingua in nitriti. Che a loro volta, se inghiottiti, nell'ambiente acido dello stomaco sono nuovamente convertiti in ossido nitrico o rientrano in circolazione come nitriti.
La barbabietola con i suoi benefici effetti, si inserisce, dunque, nel quadro di una dieta ricca di frutta e verdure che riceve il plauso del mondo scientifico.

     BARBA di BECCO (Tragopogon pratensis Composite)
Può essere consumato curdo in insalata e cotto. Costituenti conosciuti: Carboidarti, inulina come topinambur, cicoria selvatica, carciofo. Il succo crudo è utilizzato per le verruche.Digeribile e nutritivo; diuretico, decongestionante epatico e renale; favorisce la drenaggio sanguigno e cutaneo. Utile nelle dermatosi, diabete, gotta e reumatismi, astenie da crescita e superlavoro.

     BARDANA    (Arctium Lappa Willd.) Radice
La Bardana o "lappa", nome popolare con cui è identificata
Diuretica, Ipoglicemizzante, diaforetica, disintossicante. Azione depurativa renale ed epatica.
Eccelle nel trattamento delle foruncolosi, eczema, acne. Contro i calcoli renali, gotta, infiammazioni di tipo sifilitico secondarie e terziarie. Utile contro la psoriasi.
Ottimo per la
Pelle per trattare le sue impurità e come antisettico. Quest'ultima azione sarebbe dovuta alla arctiopicrina, antibiotico attivo contro batteri gram + e funghi.
Inoltre ha attività disinfettanti, cicatrizzanti e drenanti. Utile in caso di eczemi, acne, foruncoli, ascessi o psoriasi. Svolge, inoltre, un'azione depurativa grazie alla presenza di sostanze in grado di purificare l'organismo dalle tossine che contribuiscono alla comparsa dei foruncoli.

      BASILICO     (Ocymum basilicum, Labiata)
Proprietà: Toniche, antispasmodiche, antisettico intestinale, stomachichico, azione sedativa e digestiva.
Utile in: Angosce ed insonnia nervosa, spasmi gastrici, digestioni difficili, infezioni intestinali, pertosse, emicranie, epilessia, paralisi, gotta, mestrui insufficienti.
Assunto con zenzero e miele al mattino, combatte raffreddori e febbri facendo traspirare. Le foglie  frizionate sulle punture di insetti, danno molto sollievo.

    BECCABUNGA     (Veronica Beccabunga L.)   Erba grassa, i virgulti e le sue foglie   mangiabili in insalata con i germogli, da giugno ad ottobre, hanno azione anti scorbuto, stimolano l’appetito, depurano il sangue e sono diuretici.
Pianta erbacea perenne, ermafrodita, glabra alta 20 60 cm.; fusti cilindrici, fistolosi, carnosi, prostrati e striscianti, molto ramificati, arrossati.
I fiori ermafroditi,di colore azzurro più o meno intenso hanno un peduncolo filiforme, patente quasi ad angolo retto; calice glabro diviso in 4 lobi subeguali, lanceolati; corolla rotata, larga 5-8 mm, con 4 petali bianchi alla base e leggermente striati, ovato arrotondati, ineguali, il superiore è più largo; 2 stami e 1 stilo; ovario supero con due carpelli.
Il frutto è una capsula, glabra, globosa, leggermente più corta del calice ed appena smarginata in alto.
Foglie carnose, opposte, di colore verde scuro, brevemente picciolate con lamina ovata o oblunga, ottusa all’apice e minutamente dentellata.
Infiorescenze di10-20 fiori in brevi e semplici racemi ascellari, bratteati, opposti e lungamente peduncolati.

     BELLADONNA     (Atropa belladonna)  Erba
Pianta molto attiva e velenosa in tutte le sue parti, per cui l’uso erboristico è da sconsigliarsi.
Ha poteri narcotico ed anti spasmodico.

     BERGAMOTTO (Citrus bergamia, Rutacee) Varietà di limone
Proprietà: Vermifugo, stimolante gastrico, antispasmodico, antisettico.
Utile in: Coliche ed affezioni intestinali, e digestioni difficili, parassiti intestinali, inappetenza.

     BORNEOLO (Rosmarino officinalis - destro) – Canfora del Borneo (Drybalanops camphora)
Succo che trasuda da quest’albero nella sua vecchiaia, che si cristalliza sulla corteccia. Da non confondersi con la tossica “canfora giapponese”. Per molti secoli fu considerato una panacea per
ndolenzimenti, crampi, cardiotonico
Utile in:  Stati di depressione, antisettico potente, malattie infettive, tonico cardiaco e generale, stimolante cortico surrenale.

     BETONICA   (Stachys officinalis L.)  Erbacea perenne a cespi; le sue foglie possono essere consumate come gli spinaci in insalata e cotte; la medicina antica popolare la consigliava per ogni tipo di male. 

     BETULLA    (Betula Alba L.) Foglie
Ottima per i dolori mestruali la linfa di betulla verrucosa; depuratore primaverile, diuretica, coleretica, disintossicante, utile nelle celluliti, antigotta, nell’albiminuria, nei calcoli renali, in quelli vescicali, nelle cistiti, nell’idropisia. Viene utilizzato anche per ridurre il colesterolo.
La Linfa di Betulla scorre già liberamente nelle nostre foreste, impariamo ad utilizzarla per disintossicarci.
La maggior parte dei nostri contemporanei hanno completamente dimenticato che da 50 anni, la maggior parte delle popolazioni europee dalla Scozia alla Russia attraverso la Norvegia, Slovenia e Ungheria, stavano e stanno aspettando con impazienza l'inizio del flusso della linfa di Betulla a fine inverno.
Più che una tradizione, è stata una febbre che ha da sempre colpito l'Europa collettivamente che ha seguito le indicazioni delle streghe e dei maghi, i naturopati dell'antichita'.
Armati di coltelli (per fare incisioni nei tronchi), secchi e tubi, centinaia di migliaia di persone sono da sempre andati all'assalto delle foreste per raccogliere la preziosa linfa di betulla.

Essa serve per Purificare il corpo
Nella visione della Naturopatia, il corpo è dotato di organi emuntori che svolgono ed hanno un ruolo da filtri depuratori: fegato, intestino, reni, polmoni, pelle, anche per mezzo del sistema linfatico.
Il cibo denaturato, insufficiente o eccessivo, la vita sedentaria, la mancanza di sudorazione e, attualmente, l'inquinamento e lo stress, causano un sovraccarico di questi organi e sistemi escretori  e quindi l processo di "pulizia" si esaurirà, ed il corpo si intasera' di tossine, con il conseguente rallentamento del metabolismo, il quale e' il primo sintomo, la fatica, perdita di energia anche fisica, spesso vissuta nei cambiamenti stagionali.
Secondo utile a quel punto, liberare il corpo di tutto il disordine, rimuovere il grasso dei tessuti in eccesso, i quali  conservano pesticidi, prodotti chimici, fumi, vaccini, farmaci, metalli tossici, in parole povere tossine.
La Naturopatia ritiene che sia importante il suo utilizzo per aiutare il fegato, intestino, vescica, reni, pelle e nodi linfatici, si purificano - soprattutto alla fine della stagione fredda.

Oggi, l'abitudine di bere linfa di betulla è quasi scomparsa.
e sostituito dallo sciroppo d'acero come sostanza molto zuccherina, proveniente soprattutto dal Canada.
In realtà, i sovietici hanno mantenuto l'industria dalla linfa di betulla, fino alla caduta del muro di Berlino.
Foto scattate in Germania Est negli anni '80, in cui si vedono decine di persone occupate alla raccolta nella foresta della linfa di Betulla. In Lettonia,essa è considerata ancora oggi come un tesoro nazionale. [1]
In quasi tutte le popolazioni dell'Europa centrale, settentrionale e dell'est, fino alla seconda guerra mondiale, in tutte le classi della popolazione, essa è stata somministrata ai bambini per integrare il latte materno.
E 'stato utilizzato per rafforzare la crescita dei bambini e degli adolescenti, per dare loro piu' energia nel periodo degli inverni rigidi, per dare agli anziani più forza ed infine, per ridurre o eliminare la loro dolori reumatici od articolari.

La linfa di Betulla contiene elementi naturali di cui ignoriamo ancora tutti i meccanismi di azione della vitamina C, antiossidanti, flavonoidi come la quercetina, tannini, acido clorogenico. È ricca di calcio, magnesio, silicio, sodio e potassio; contiene anche oligoelementi immediatamente biodisponibili come rame, ferro, manganese, zinco - così raro nel nostro cibo.
Essa contiene inoltre mucillagini e 17 aminoacidi tra cui l'acido glutammico, che vivifica e stimola. Esso contiene inoltre cytosines e zuccheri come il fruttosio, 0,5-0,2%; contiene due glicosidi, il monotropitoside bétuloside e che rilascia mediante idrolisi enzimatica di salycicate metile, un analgesico, antinfiammatorio e diuretico efficace.

Il famoso viaggiatore arabo Ibn Ahmad Fadlan aveva gia' notato nel 941, che i popoli turchi bulgari che vivevano lungo il Volga,  bevevano linfa di betulla.
Lo scienziato tedesco Conrad Megenberg (XIV secolo) affermava che è stato usata come una bevanda rinfrescante.
Il geografo persiano Rashid-al-Din dimostrava anche che le tribù siberiane Urianhaj tagliavano la betulla e bevevano la linfa al posto dell'acqua.

Nel 1565, il medico senese Matthéole ha scritto: "Se si perfora il tronco di betulla con una trivella, lascia una grande quantità di acqua, che ha alta di proprietà per rompere le pietre sia nel rene come nella vescica, se continuiamo ad usarlo. Se ci laviamo la bocca, guarisce ulcere che sono in essa. "

Tre secoli dopo, Pierre-François Percy, il chirurgo militare degli eserciti di Napoleone, ha affermato:
"In tutto il nord Europa fino ai confini della Russia, l'acqua di betulla è la speranza, la felicità, ed una panacea per tutte le persone, ricchi o poveri, grandi e piccoli, signori e servi ... Malattie, pelle, brufoli, piaghe, rosacea, ecc raramente gli resistonio. Si tratta di un rimedio prezioso per malattie reumatiche, i resti di gotta, l'imbarazzo della vescica e una serie di malattie croniche. "

L'etnologo svedese Gösta Berg ha anche suggerito che linfa di betulla è stata probabilmente il farmaco più comune e più efficace contro lo scorbuto, causata da carenza di vitamina C.

La moderna ricerca ha rivelato la presenza di betulino, una molecola che migliora l'insulino-resistenza, riduce le placche aterosclerotiche (che irrigidiscono le arterie e promuovono attacchi di cuore) e tratta iperlipidemia (troppo grasso nel sangue).
Essa e' utile per l'anemia, cancro, tubercolosi, calcoli renali, gotta, artrosi, reumatismi, raffreddori e malattie della pelle [3].
Un farmaco sviluppato in URSS, il Biomos, tratto da linfa di betulla, ha una capacità dimostrata di guarire ferite e ustioni ed agisce come antidolorifico e antisclérosi.
Un recente studio condotto in Russia ha mostrato il potere sorprendente di questo prodotto per sostenere la funzione epatica in pazienti cronici, affetti da epatite C.
Inoltre, la ricerca ha mostrato che l'acido clorogenico tratto dalla linfa di betulla (ritrovato anche nel caffè) diminuisce l'appetito, riduce l'assorbimento dei carboidrati e promuove l'uso di grassi per fornire il energia e permette una perdita di peso di fino a 4 kg in 12 settimane.

In Europa occidentale, le aziende che vendono linfa di Betulla mettono in evidenza le sue virtù per promuovere il drenaggio e lo smaltimento di acidi di scarto dal corpo (acido urico), il che avrebbe un effetto anche contro i dolori reumatici e dolori articolari.
 Anche in questo caso, la scienza sembra confermare l'uso tradizionale: l'acido clorogenico modula l'attività del sistema immunitario per ridurre l'infiammazione nell'artrite reumatoide [7] e salicilato di metile presenti nella linfa esercita effetti simili a quelli di aspirina (acido acetilsalicilico) per controllare il dolore.
La linfa di Betulla Si propone inoltre di aumentare il metabolismo e disintossicare il corpo liscio (eczemi, herpes, psoriasi, dermatite del cuoio capelluto ...).
Gli studi da parte dell'Università di Riga, in Lettonia, hanno anche dimostrato che linfa di Betulla ha forti proprietà antiossidanti e rallenta gli effetti dell'invecchiamento.
Stimola sia la crescita delle cellule del derma e dell'epidermide e protegge le cellule della pelle contro lo stress ossidativo, compresi i raggi ultravioletti, inquinamento e gli effetti dell' infiammazione.
Infine, contiene flavonoidi (come la quercetina) che sono ora riconosciuti utili per potenziare i vasi sanguigni, abbassare la pressione sanguigna e combattere la ritenzione idrica.

Il raccolto della linfa di betulla fresca, richiede né abbattimento, né sacrificio agli alberi.
Dopo un foro orizzontale nello stelo, si lascia fluire la linfa goccia a goccia in una bottiglia attraverso un tubo, evitando l'intrusione di polvere e sporcizia nella struttura.
Un albero e' capace di fornire facilmente da uno a due litri di linfa al giorno, o fino a dieci litri in due giorni per un grande albero. Nessun rischio di esaurire l'albero, dara' solo ciò che non ha bisogno.

In effetti, uno che osa tagliare una betulla di più di 20 anni, al momento del flusso di linfa in primavera è esposto, senza ridere, ad inondazione. La linfa sgorga come acqua da una fontana.
Dopo il completamento della raccolta, si devono riempire i fori con pioli di legno per proteggere l'albero contro le infezioni da parassiti.

Consigli per la cura
Quando si inizia una cura linfa di betulla, si consiglia di ingerire a stomaco vuoto ogni mattina per 3 settimane. Il restyling è quello di bere almeno 3 litri di linfa di betulla in un periodo di 21 giorni (a destra, a circa 150 ml / giorno) o 5 litri nel ideale (a 250 ml / giorno) per i soggetti stanchi, che soffrono di reumatismi o semplicemente che desiderano effettivamente disintossicare il corpo.

La qualità della linfa di betulla dipendono dal terreno in cui cresce l'albero. La gente che raccoglie la linfa seriamente, deve effettuare prelievi prima di individuare le più probabilità di produrre linfa da un albero di qualità.
A parità di dimensioni e un misuratore di distanza, entrambi gli alberi possono avere caratteristiche diametralmente opposti.
Linfa da raccogliere in prossimità del suolo (+/- 0,50 m), è chiamato minerale e sarà più vantaggioso se è raccolta a 2 m di altezza o su un ramo basso.
Deve provenire da luoghi preservati dall'inquinamento ed è imperativo che la linfa sia fresca, cioè pura.
Il vantaggio di questo è che la raccolta la linfa di betulla non  è né congelata, né titololata, né nanofiltrata, né pastorizzata e' senza trasformazione industriale.
Si tratta di una linfa naturale e biologico al 100%. E si può acquistare anche online, cio' e' conveniente per coloro che non hanno la possibilità di avere un albero di betulla nel loro giardino.
Se si acquista online o in negozio bio, attenzione a non confondere con la linfa di betulla pastorizzato (che ha perso molte delle sue proprietà fondamentali) o succo di betulla (non linfa, ma un decotto della foglia di Betulla).
By Jean-Marc Dupuis - Tratto da: neo-nutrition.net

     BIANCOSPINO    (Crataegus Oxyacantha Jacq.) Fiori
Disturbi funzionali, regolatore dell’apparato cardiocircolatorio, turbe della menopausa; utile nell’eretismo cardiaco degli arteriosclerotici e nelle forme di aritmie e tachicardie. Leggero cardiotonico, vasodilatatore, ipotensivo. Miorilassante a livello della muscolatura liscia vasale. 
Cuore e circolazione: Alcuni studi recenti avrebbero mostrano che l'attività principale del Biancospino sarebbe individuata a livello del sistema cardiocircolatorio con un reale miglioramento della resistenza allo sforzo.
Alcuni dei principi attivi contenuti (flavonoidi e procianidine) sarebbero responsabili di un aumento del flusso sanguigno coronarico.
I suoi eccipienti agiscono come regolatori del ritmo cardiaco diminuendo le palpitazioni, assicurano un maggiore apporto di sangue ossigenato, aiutando a prevenire le aritmie e svolgono anche un'azione sedativa del sistema nervoso utile in caso di insonnia ed ansia.

      BIETOLA o Bieta da coste  (Beta vulgaris L. varietà Cicla L. Chenopodiacee)
Ortaggio conosciuto fin dall’antichità, carnosa può essere utilizzata cruda o cotta; contiene principalmente Vitamina A, C, Ferro; rinfrescante, lassativa, diuretica, è utile per la stitichezza, nelle infiammazioni del colon e per le emorroidi. In cataplasmi serve per le malattie della pelle e negli eritemi. Pare sia controindicata ai diabetici.

     BIOFLAVONOLI     Il termine “Bioflavonoli” in molte pubblicazioni è indicato in modo incompleto e poco preciso; se ne parla come un gruppo di sostanze che hanno lo stesso effetto e le stesse proprietà; queste definizioni possono indurre in errore.
Con questo nome si devono identificare un gruppo di molecole che ha in comune solo un’identica struttura flavane; essi fanno parte degli elementi nutritivi essenziali e sono di fatto medicinali Naturali per eccellenza.
Il Biochimico Francese Prof. J. Masquelier (Università di Bordeaux) ha dato un’importante contributo alla schedatura delle diverse proprietà chimico/farmacologiche dei Flavonoidi.
Egli ha scoperto assieme ad altri ricercatori che un gruppo specifico di flavonoidi, i flavonoli, non dovrebbero più essere considerati come una sotto categoria dei flavonoidi ma come una classe diversa ed equivalente.
Questo gruppo è formato da diversi tipi di composizioni stabili di 2, 3, 4, o più molecole di flavane 3 o legate l’una all’altra; l’intero gruppo di composizioni con questo tipo di molecole viene definito con il nome di Bioflavonoli (flavonoli) od Oligomeri ovvero OPC.
Fra le caratteristiche migliori di queste sostanze vi è quella di essere degli eliminatori dei radicali liberi (ossidanti) ovvero sono degli ottimi anti ossidanti; i radicali liberi sono i fattori tossici creati dall’organismo, che dovrebbero essere eliminati al più presto.
Una delle caratteristiche della nostra alimentazione industrializzata è quella di essere molto carente dei Bioflavonoli, in quanto queste sostanze si trovano solo nelle parti esterne dei prodotti alimentari (vegetali) e cioè nelle scorze, cortecce degli alberi, nelle parti legnose delle piante, nelle pellicole della frutta, della verdura ovviamente allo stato crudo, ma spesso queste parti vengono scartate durante il consumo della frutta (quella acerba ne contiene pochi, matura invece molti) e delle verdure.Queste sostanze sono entro contenute nei prodotti stessi della natura e sono indispensabili per poter digerire bene ed assimilare i fattori vitali dei prodotti stessi e scatenare anche le trasmutazioni atomiche a debole energia per ottenere le Vitalie indispensabili alla buona Salute degli esseri viventi.
Esempio: un aumento di stress ossidativi determina una carenza di anti ossidanti.
Questi prodotti di fatto non sono conosciuti come ad esempio le vitamine od i minerali, ma dovranno riscuotere sempre più importanza nel futuro alimentare dei popoli della terra.
Queste sostanze sono utilissime anche per le pareti vascolari della circolazione sanguigna e per la migliore regolamentazione dei vari tipi di colesterolo oltre all’eliminazione dei radicali liberi.
Sono indispensabili in ogni tipo di infiammazione e come fattori di eliminazione di ogni tipo di allergia, salvo quelle derivanti dalle vaccinazioni perché queste ultime sono terribilmente tossiche e determinano delle irreversibilità, ma comunque possono essere mantenute sotto controllo evitando sicuramente di peggiorare.
Non esiste campo in cui i bioflavonoli non possano essere utili.
Queste sostanze od estratti vegetali rappresentano un’efficace rimedio Nutrizionale ad “ampio spettro” e devono ridiventare oggetto di nutrizione per coloro che desiderano mantenere o recuperare la Salute con i metodi Naturali.
Fra i Bioflavonoli più condensati vi è il Tannino; il Tanno (disinfestante ed antisettico) è estratto dalla corteccia di Quercia, (letteralmente in Gallico è detta: Tanno) ma la parola è utilizzata per designare altri tipi di estratti da corteccia. 
Il Tanno “funziona” perché contiene il Tannino e gli Indiani pellerossa lo usavano per curare lo scorbuto.  
Il Tannino è estratto mediante bollitura della corteccia.
Il buon Vino Rosso, bevuto in piccole quantità, ha un effetto simile alla Vitamina P, tiene alla larga dai pericoli della radioattività e rinforza il Sistema Immunitario.
Esempio: si sono fatti esperimenti con il vino rosso e si è scoperto che esso aumenta la resistenza dei capillari. L’effetto migliore lo si ottiene utilizzando vino rosso più stagionato che quindi è più arricchito di polifenoli.
Un gruppo di scienziati Bulgari ricercando un’efficace antidoto contro le radiazioni nucleari, ha scoperto nel vino rosso una sostanza definita “miracolosa”, cioè un “pigmento” presente  nei vini rossi e ci si è accorti che essa stimola molto la produzione delle cellule bianche del sangue, favorendo lo smaltimento delle tossine radioattive, rafforzando così il Sistema Immunitario nel suo complesso.
Occorre comunque ricordare che il vino va bevuto annacquato e sorseggiato durante i pasti in ragione di 1/2 bicchiere od 1 bicchiere al massimo di vino puro da annacquare; occorre comunque tenere presente che l’alcol contenuto nel vino aumenta le fermentazioni e le putrefazioni intestinali, quindi attenzione al vino ed agli alcolici.
Si può bere anche fra i pasti avendo l’accortezza di additivare l’acqua con il vino rosso in ragione di 1/4 di vino rosso e 3/4 di acqua.
Si è dimostrato che il vino rosso contiene molecole condensate composte da flavani-3-ol.
Gli stessi Bioflavonoli, contenuti anche nella corteccia di Pino, nelle bucce di Arachidi fresche, nel Vischio (non per nulla i Galli ed i popoli Nordici lo ritenevano una pianta sacra), nel tè verde, nel Ginkgo biloba, nei semi dell’Uva, nella radice di Ginseng, ecc., hanno azione Vitaminica P, più forte.
Lo studio di circa 500 piante ha dimostrato come i Bioflavonoli sono presenti in tutti il regno vegetale, ma sopra tutto nelle sezioni lignee, corteccia, buccia o scorza, pellicole, foglie e fiori delle piante legnose.
L’estratto di Bioflavonoli è formato da Monomeri ed Oligomeri Procianidolici (prevalentemente trimeri e dimeri), si ottiene mediante un processo di estrazione messo a punto dal Prof. Masquellier, che ottiene una miscela pura di Bioflavonoli.
Questo prodotto lo si trova ormai in commercio sotto forma di polvere o pastiglie.

      BOLDO  (Peumus Boldus Mol.) Foglie Stimolante dell’appetito e della secrezione biliare; tonifica lo stomaco.
Utile nelle affezioni catarrali delle vie urinarie. E’ diuretico e antisettico per le vie genito urinarie.
Nelle coliche epatiche da calcolosi attenua o fa scomparire i dolori. E’ coadiuvante nell’insufficienza epatica, nella litiasi biliare, nella congestione epatica, nella cirrosi e nelle epatiti croniche

     BORRAGINE (Borrago Officinalis L.) Foglie e Fiori Nell’antichità era considerata un erba “genitrice di buon sangue”. Ottimo rimedio contro la tosse, il catarro e tutte le infiammazioni dei bronchi. Viene impiegata per stimolare le funzioni dei bronchi, dei reni, della pelle ed elimina le congestioni di: fegato, reni, milza. E’ una erba emolliente, sudorifera e rinfrescante e diuretica.

     BORSAPASTORE  (Capsella bursa pastoris) Erba Antiemorragica uterina e regolatrice del flusso mestruale, ipotensiva, arresta anche le altre emorragie.

      BOSWELLIA
Azione anti-infiammatoria: gli acidi boswellici esercitano un'inibizione selettiva su un enzima capace di stimolare la produzione di sostanze endogene che facilitano i processi infiammatori, con conseguente riduzione dei loro livelli nel sangue.
Inoltre questa pianta sembra anche in grado di inibire le elastasi, enzimi capaci di attaccare e distruggere le proteine notoriamente distruttivi, che attaccano e distruggono il tessuto elastico dei tessuti dove è presente un fatto infiammatorio.
Sono stati fatti alcuni studi clinici per valutare l'efficacia di questa pianta in pazienti con osteoartrite.
http://www.fitoterapia.in/piante_officinali/boswellia.html
L’estratto di Boswellia serrata è utilizzato per le sue proprietà anti-infiammatorie perché contrariamente alla maggior parte dei medicamenti di questa classe, non provoca né ulcere né gastriti.
La Boswellia non è pertanto un analgesico, ma:
- agisce direttamente sull’infiammazione che è la causa diretta del dolore.
- riduce il gonfiore delle articolazioni e la rigidità mattutina.
- Accresce la mobilità bloccando la sintesi dei leucotrieni per la via dell’enzima 5-lipossigenasi.
I leucotrieni sono implicati in numerose malattie infiammatorie: provocano l’infiammazione accelerando il danno ossidativo dei radicali, la dislocazione del calcio e le reazioni autoimmuni.
Diversi studi clinici realizzati dal governo indiano confermano l’uso ayurvedico tradizionale della Boswellia. Particolarmente, in uno studio eseguito su 175 pazienti alettati, è stato notato un miglioramento buono o eccellente dei parametri di rigidità mattutina, del dolore e delle attività rutinarie nel 67 % dei casi. I miglioramenti sono in generale percepiti molto rapidamente, di solito, dopo due a quattro settimane di trattamento.
http://www.scientific-training.it/2010/07/13/boswellia-serrata/

     BROCCOLO, BROCCOLETTO, CAVOLO, CAVOLFIORE, CAVOLO di BRUXELLES  
(Crucifere) (vedi anche cavolo e Verza)
Queste verdure appartengono alla famiglia delle Crucifere e tutte quante sono dotate di azioni medicamentose similari, contengono 33 fitonutrienti identificati; hanno anche forte azione anti cancro e salvo il cavolfiore, che va consumato crudo, tutti gli altri normalizzano la tiroide.
Consumate crude hanno una forte azione sull’apparato digerente di tipo ricostituente e normalizzante, disinfiammando la mucosa interna e permettendo la ricostituzione della flora batterica autoctona, in quanto nutrendosi con questi cibi crudi, il pH intestinale tende al neutro od al basico.

Un’ultima ricerca americana sul cancro, è stata pubblicata sulla rivista  BioMed Central e Molecular Cancer, la quale è stata ampiamente illustrata al Congresso Annuale dell’Istituto Americano per la Ricerca sul Cancro di Washington, che ha rivelato l’importanza e l’efficacia del consumo abituale dei broccoli, per prevenire il deleterio cancro.
Lo studio ha svelato, che una molecola, sulforafano, agisce come antitumorale, grazie alle sue proprietà anticancerogene, che si sono rivelate efficaci per prevenire le cellule tumorali. Gli studiosi hanno spiegato bene come questi agiscano.
Questi elementi, che si trovano in natura nel fegato, e che sono chiamati enzimi di fase 1 ed enzima di fase 2, soprattutto quest’ultimi, hanno il compito di annientare le sostanze cancerogene, e vanificare la loro azione funesta.
Gli scienziati durante la loro lunga ricerca hanno anche scoperto, che gli agenti più importanti, si trovano nei germogli dei broccoli. Questo li ha spinti verso l’attuazione di nuove tecniche di coltivazione di quest’ortaggio, per favorire proprio questo tipo di produzione, e poter ottenere degli estratti naturali da utilizzare nella difesa dal cancro.
Dai broccoli una preziosa azione anti tumorale – 25/10/2010
Alcuni studiosi statunitensi hanno esaminato i broccoli per capire quale sia il meccanismo che sta alla base della loro capacità di prevenire il cancro.
E’ ben noto, infatti, che alcune sostanze contenute nei broccoli, il sulforafano in primis, svolgano una importante azione antitumorale, ma questo nuovo studio ha voluto approfondire il tema per far luce sulle modalità con le quali il sulforafano riesce a bloccare lo sviluppo del tumore.
Come si legge sulla rivista Food & Function, i ricercatori dell’Università dell’Illinois hanno scoperto che il sulforafano viene idrolizzato dalla glucorafanina e che questo processo viene favorito dalla presenza di alcuni batteri presenti nel colon.
I ricercatori hanno iniettato la glucorafanina nell'intestino di alcuni topi e hanno poi prelevato il sulforafano prodotto dall’organismo di questi ratti dalla vena mesenterica, che va dall'intestino al fegato.
In questo modo sono riusciti a far luce sulle modalità con le quali il sulforafano viene idrolizzato e diventa un prezioso antitumorale. Gli studiosi, guidati da Elizabeth Jeffery, sperano di poter riuscire a potenziare la carica dei batteri del colon e, di conseguenza, ad amplificare la capacità antitumorale del sulforafano.
Tratto da: news.paginemediche.it

I broccoli hanno proprietà nutritive anticancerogene, com’è risaputo, e di cui si è ampiamente discusso, i dati asseriscono che chi consuma un chilo di questi prodotti la settimana, diminuisce del 50%, la possibilità di incorrere nel cancro all’intestino.
La vera scoperta fondamentale sta nei germogli, la cui assunzione ripetitiva protegge dal tumore al seno.
Questi germogli contengono quantità anche del 100% superiori rispetto alla pianta matura, un elemento chiamato isotiocianato, che ha quel caratteristico odore forte di senape, che ha una potente funzione disintossicante delle cellule.
Fin adesso la sperimentazione è stata fatta sui topi, ai quali sono stati somministrati gli estratti di germoglio dei broccoletti, evidenziando i risultati inibitori del cancro al seno.
In natura troviamo diverse forme di broccoletti, cavolo broccolo, cavolo broccolo ramoso, broccoletti, cavolfiore, Cavolo cappuccio, Cavolini di Bruxelles, sono tra i più famosi e conosciuti. Poi abbiamo anche : Cavolo cinese, Cavolo marino, Cavolo nero, Cavolo verza.
Appartengono tutti al genere dei cavoli, della famiglia delle crucifere, che tranne qualche piccola differenza fisica, hanno comunque quasi tutti lo stesso aspetto e vanno cucinati bolliti, cercando di evitare i tempi di cottura troppo lunghi e le temperature troppo elevate, per poterne assorbire al meglio le qualità del sulforafano.
Ma oltre ad essere importanti per la prevenzione del cancro, sono anche ricchi di vitamina C, di acido folico, fibra, potassio. Inoltre sono prodotti ormai quasi tutti anche in Italia, ed è necessario che i consumatori, imparino a mettere nelle proprie tavole alimenti come i broccoletti, che possono rivelarsi degli aiuti importanti per contrastare questo male nefando del nostro millennio, quale appunto il cancro.
Tratto da: spazionotizie.it

     BRODO VEGETALE     Decotto il cui tempo di bollitura non è precisato.
Viene preparato con pianta, fiore o frutto intero e lo si beve caldo o tiepido.

     BUGULA  (Ajuga reptans L.- Lamiaceae - Labiatae))  Erba perenne, foglie tenere in primavera di sapore acidulo, mangiate crude in insalata o cotte in minestre. È una pianta erbacea perenne a radici fascicolate; in primavera emette, alla base del fusto, numerosi stoloni radicanti che ne favoriscono la diffusione tanto che spesso si presenta in tappeti foltissimi che non permettono la crescita di altre piante. Il fusto è alto da 10 a 30 cm, ha sezione quadrangolare ed è peloso su coppie alterne di facce.
Le foglie basali, riunite in rosetta, hanno forma ovale-oblunga e si restringono gradatamente in un lungo picciolo con il margine intero o leggermente inciso; le foglie del fusto sono molto più piccole o brevemente picciolate; superiormente si riducono a brattee sessili, talvolta colorate di azzurro-violaceo. In infuso e' Astringente, antidiarroica, vulneraria, antinfiammatoria.
Uso interno: la porzione aerea della pianta in infuso per disturbi intestinali.
Uso esterno: la porzione aerea della pianta in infuso per le infiammazioni della pelle, delle mucose delle emorroidi, per fare lavaggi, sciacqui, applicazioni di garze imbevute di infuso sulle parti interessate. Inoltre una manciata di droga nell’acqua calda per ottenere un bagno utile alle pelli arrossate e delicate.


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