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Medicina Alternativa"  
per il CORPO  e per lo  SPIRITO
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Alternative Medicine"
  for the BODY  and for the  SPIRIT



GUIDA alla SALUTE NATURALE 

Manuale di MEDICINE ALTERNATIVE BIOLOGICO NATURALI  -  Manual of ALTERNATIVE MEDICINES

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PRODOTTI NATURALI
vedi anche:  http://servizi.usl11.tos.it/f_fito1.html
Protocollo della Salute   Cure Naturali 
Indicazioni di Omopeopatia e Fitoterapia per vari disturbi
Aziende Produttrici e/o che commercializzano Prodotti Fitoterapici
MODALITA' di PREPARAZIONE dei Prodotti FITOTERAPICI
Calendario per la Raccolta delle Erbe officinali

INDICE Prodotti Naturali e FITOTERAPICI e NON, in Ordine Alfabetico
 (non ancora in vendita Online)
(fiori, piante, cereali, verdure, frutti, bulbi, steli, radici, estratti, 
macerati, pastigliati, incapsulati, in ovuli, in polvere, ecc.)

A

B

C

D - F

G - K

L - M

N - O - P

Q - S

T - Z

Acqua Basica

Ascorbato di Potassio

Biotina. Arginina, Coenzima Q10

Hidraderm

Carenze di Magnesio

Cloruro di Magnesio

Fermenti Lattici, Oligoelementi

Gelatina Reale

 Fior di Zolfo

Magnesio e Zinco

CoEnzima Q10

Per altri Prodotti vedere sotto Alimentazione + Cure Naturali

      ACETO di MELE   
Lo si chiama anche acidulato di mele; questo prodotto è innanzitutto un apportatore di potassio e tende a rendere basiche le digestioni intestinali; Per il tessuto muscolare il Potassio è ciò che il calcio rappresenta per il tessuto osseo, inoltre rallenta l’indurimento dei tessuti del sistema vascolare, le pareti arteriose e venose. Inoltre è un potente battericida; esso previene enteriti, diarree ed è un buon prodotto anti candida se utilizzato nella sua specifica forma chiamata "bevanda del pane".
Anche per i disturbi renali è molto indicato, sopra tutto nei casi di forti infiammazioni con pus; esso elimina inoltre i grassi ed impedisce il loro accumulo. E’ ottimo per le fumigazioni, bagni di vapore, abluzioni, bagni integrali, lavaggi cutanei; la pelle infatti è tendenzialmente acida e dovrebbe essere lavata con acqua leggermente acida. Anche le mucose delle vie respiratorie vengono decongestionate dai vapori acidificati dall’aceto di mele sopra tutto se non è pastorizzato.
Variando il pH della mucosa nelle vie respiratorie, aiuteremo la normalizzazione del terreno nel quale sopravvive la flora batterica enterica (gastrointestinale), impedendo anomale proliferazioni; sopra tutto nei casi delle cosiddette “allergie”, occorrerà anche variare l’alimentazione rendendola adatta a variare verso l’acido il pH del terreno, le acque corporee ed aumentare il quantitativo di vitamine e rinforzare il Sistema Nervoso e quello Immunitario assumere Cloruro di Magnesio nei casi indicati.
Utilizzare alla sera ed alla mattina una tazza di infuso di erbe adatte od al limite un bicchiere di acqua calda.
L’aceto di mele dovrebbe essere utilizzato, malgrado le leggi vigenti, NON pastorizzato ed appena preparato. Infatti gli enzimi ed i batteri entro contenuti, vengono soppressi dalla pastorizzazione e l’efficacia del prodotto compromessa. Sono proprio i microrganismi che sono utili alla nostra flora intestinale; in più anche il grado di acidità varia dopo la pastorizzazione, esso è meno acido.
L’acidulato di mele è essenziale per aiutare a riportare le acque corporee, il terreno, da alcalino o basico verso l’acido, per l'alto contenuto di Potassio; esso è molto utile, per normalizzare la flora batterica intestinale sempre compromessa in QUALSIASI malattia.
TUTTE le gravi malattie degenerative classiche della civiltà occidentale, si formano e crescono in terreno basico ed ossidato. In Italia purtroppo è vietata la produzione e l’importazione dell’aceto di mele non pastorizzato; anche in questo settore assistiamo all’ignoranza del legislatore in materia di Salute.
Normalmente lo si utilizza così: 1 cucchiaino da tavola in mezzo bicchiere di acqua prima dei pasti, con cicli di 3 settimane. In taluni casi si può aumentare la dose giornaliera, bevendo fra i pasti acqua con il solito cucchiaino di acidulato.
L’aceto di mele assunto giornalmente: 1 cucchiaio in 1/2 bicchiere  di acqua prima e dopo i pasti e prima di coricarsi, crea una benefica reazione basica nell’intestino e quindi nell’organismo, permette il mantenimento e/o il ripristino della flora batterica intestinale, disinfiamma la mucosa dello stomaco e dell’intestino stesso ; tutti trarranno beneficio da questa semplice assunzione giornaliera; un esempio: gli “allergici” ne trarranno beneficio già dal primo giorno.
Vedere anche Sidro
Per eliminare le cause delle malattie occorre comunque attenersi al  Protocollo della Salute.

    ACETOSA  od Erba brusca    (Rumex Acetosa L.) Foglie, radici, si trova nei campi umidi ai loro bordi.
l'acetosa e' un'erba perenne dalle foglie coriacee con sapore acidulo.
Le foglie sono ricche di ossalati di calcio, potassio, vitamina A e flavonoidi. Grazie alle proprieta' depurative drenanti, diuretiche e dermopurificanti, l'acetosa e' indicata per il trattamento di acne, affezioni cutanee e dermatosi, foruncolosi, eccessiva sudorazione e alitosi. L'acetosa ha anche proprieta' antireumatiche. Non e' adatta  a chi soffre di disturbi renali e intestinali.
Succo vitaminizzante, rinfrescante, astringente, digestivo, depurativo, diuretico, lassativo, contro lo scorbuto, anti ettirico. Controindicato nelle calcolosi, artriti, gotta, reumatismi, gastriti e nell’asma, coliche nefritiche.
Per impacchi sulle zone doloranti o infiammate,fai bollire 50 g di foglie di acetosa in 1 litro di acqua.
Per un bagno o un pediluvio far macerare 100 gr.  di foglie in 1 lt. di acqua bollente, filtrare e versare nella vasca.
Le foglie fresche sminuzzate e applicate sul viso hanno effetto astringente sui pori dilatati.

    ACHILLEA    (Achillea millefolium L.) Pianta intera
Anti emorragica, si utilizza nel sanguinamento del naso, emorragie vescicali, polmonari ed emorroidali.
Ottima per riattivare la circolazione sanguigna. Serve a coadiuvare le cure dell’insufficienza venosa e della varici. Ha anche proprietà digestive, regolatore del ciclo mestruale. Azione coleretica, tonico stomachica ed anti spasmodica. Diuretica e anti terminca.
L'achillea: ha una grossa percentuale di azulene e per questo  uno degli oli con una più spiccata azione antinfiammatoria esistente  in natura, soprattutto in campo ginecologico, nella cura delle vaginiti, endometriti, annessiti, dismenorrea, mestruazioni abbondanti e dolorose, cisti ovariche e mammarie.

    AGAR-AGAR    (Gelidium armansili o cartilagineum)
Estratto di alghe della famiglia delle gelidiacee, dissecato e lavorato.
Effetti calmanti, anti infiammatori, protettivo della mucosa gastro intestinale, a dosaggi più elevati diviene lassativo, purgante meccanico, indicato in età infantile e nella vecchiaia.

    AGLIO    (Allium sativum L.)  Bulbo di sapore piccante penetrante; si deve utilizzare solo ed esclusivamente quello stagionato /secco; sveglia l’appetito; risveglia e riattiva i villi intestinali, rinforzandoli ed è un ottimo anti parassita, ma non deve essere utilizzato in grandi quantita' (oltre 500 gr) per molto tempo in quanto contiene  una sostanza che puo' essere velenosa per il cervello.
Contiene: acqua 61%, idrocarbonati 30,5%, proteine 6,5%, grassi 0,3%, ceneri 1,2% con magnesio, potassio, sodio, calcio, fosforo, nitrati, zolfo, ferro, iodio, rame, manganese, zinco, bromo, arsenico, silicio, ecc.), vitamine B1, B6, B12, C, D, H; principi  antibiotici. 
Purifica il sangue, antisettico, antiparassita, antielmintico, anti ulcera gastrica, anti cancerogeno, ipotensivo, balsamico, anti nicotinico, ipoglicemizzante, antireumatico, riduttore dei trigliceridi, toglie stanchezza, utile nei dolori, nelle arteriosclerosi, normalizza il battito cardiaco ed accresce l’ampiezza del battito stesso. L’abbinamento con carbone vegetale, funge da anti spasmodico intestinale. 
In piccole dosi è ben tollerato ed è un aroma nella cucina mediterranea. Aglio ed acciughe pestati in pastetta da mangiare con pane e sidro di mele, possono essere afrodisiaci per molti soggetti.  Coloro che usano l’aglio non saranno punti facilmente dalle zanzare. In vitro invece, l'effetto battericida è stato riferito da parecchi autori.
Lo si trova anche sotto forma di succo, estratto idro alcolico, in compresse, in capsule od ovuli per impedire il solito “alito da aglio”); come succo od estratto, 15 gocce 2 o 3 volte al dì; in pillole od ovuli da 2 a 12 pillole od ovuli oppure 2 o 4 spicchi di aglio al giorno sono uno dei più antichi rimedi contro: infiammazioni in genere, intestinali, sia dei villi che della parete viscerale, anche se queste sono croniche; parassiti (ossiuri ecc), funghi (candida ecc. – vedi anche aceto di mele, mirra, estratto di semi di pompelmo e stevia), vermi e verme solitario; previene la dissenteria; preventivo per l’arteriosclerosi.
I "principi attivi" conosciuti dell’aglio sono: olio essenziale contenente principalmente bisolfuro di allilpropile, bisolfuro di allile, trisolfuro di allile, solfuro di divinile, allilvinilsolfossido ed altri polisolfuri allilici; tali sostanze volatili posseggono proprietà battericide in vitro. 
Altro componente con stesse caratteristiche è l'allicina (estere allilico dell'acido alliltiosolfinico) che da anche il tipico odore.
Tra gli altri componenti trovati in letteratura (non sempre in seguito confermati): la allisatina I e II, acido solfocianico, isosolfocianato di allile, un glicoside (scoldinina A e B). 
Le "proprietà" derivano anche e non solo dagli effetti di questi composti solforati: azione vasodilatatrice, ben osservata quella cutanea, l'aglio è un revulsivo secondo una vecchia dizione farmacologica, ossia contuso e spalmato sulla cute genera un alone iperemico abbastanza esteso, fino ad avere effetto "vescicatorio" con formazione di vescicole e flittene.
I principi dell'olio essenziale vengono eliminati dall'apparato respiratorio in maniera predominante questo potrebbe spiegare il blando effetto fluidificante mucolitico riferito.
Utile in: parassitosi intestinale, asma, enfisema, pertosse, tubercolosi, influenza, raffreddori, malattie infettive, litiasi urinaria, stabilizza la pressione sanguigna, vasodilatatore; abbassa il colesterolo; contro l’arteriosclerosi, all’università di Berlino in Germania, si è visto che l’aglio scioglie nelle arterie le minuscole placche di grasso e calcio che si depositano sulle pareti.
Uno studio effettuato in 400 centri medici europei ha dimostrato su 2000 pazienti, che un principio attivo, la lacidipina, rallenta la progressione dell’arteriosclerosi, molto di più dei farmaci usati in quella patologia.
Per uso esterno: piaghe, ulcere, calli, verruche, punture di insetti, scabbia, tigna, sordità, dolori alle orecchie.
Anche le proprietà antisettiche potrebbero derivare da queste sostanze (noto storicamente l'uso dell'aglio per proteggersi dalle pestilenze, mettendo teste d'aglio nei lunghi “becchi” dei cappucci dei medici cinquecenteschi e sopra tutto il fatto di legare sulle porte delle case le teste di aglio da utilizzare ogni giorno come prevenzione delle malattie/vampiri), ma certamente la quantità necessaria avrebbe fortissime controindicazioni (oltre che per l’alito che sa di aglio) per l'azione irritante sulla mucosa gastrica.
Supposta anche una sua azione sulla tiroide, probabilmente inibendo la “cattura” dello iodio.
Ipotensivo di valore. Azione balsamica a livello polmonare. Azione coadiuvante del diabete.
Prevenzione dell’arteriosclerosi; infiammazioni catarrali, intestinali e contro la dissenteria infettiva. 
Attiva l’eliminazione dei metalli pesanti. Rafforza il sistema immunitario,  riduce il rischio delle malattie cardiache. Forte azione antielmintica. 
Spiccata azione batteriostatica, battericida, nelle affezioni dell’apparato respiratorio e del tubo gastro enterico. Favorisce il metabolismo dei grassi in quanto disinfiamma la mucosa intestinale.
Ovviamente con un intestino funzionante a dovere, il sangue prodotto sarà più puro e i valori delle sostanze da esso trasportate adatti ad una buona salute. 
Per esempio è noto da sempre in Medicina Biologica, che l’aglio e la cipolla  crudi, assunti giornalmente e per tempi prolungati, mantengono una buona circolazione ed allontanano le possibilità di infestazione da parassiti, dell’infarto e dei cancri, questo sempre per il precedente postulato. 
Per eliminare gli effetti dell’alito cattivo, si può ricorrere al succo di biancospino ottenuto da foglie, fiori, e frutti, che aiuta a regolarizzare il battito cardiaco; oppure assumerlo in capsule gastroresistenti od ovuletti.
Per uso esterno: piaghe, ulcere, calli, verruche, punture di insetti, scabbia, tigna, sordità, dolori alle orecchie.
Macerato d'Aglio
Pestare al mortaio 350 gr. di aglio biologico pulito; a questa polpa di aggiungono 250 gr di alcol a 96°; si chiude il barattolo a chiusura ermetica e li lascia in frigo 10 giorni; poi si filtra e si rimette in frigo per 2 giorni, dopo di che' e' pronto da utilizzare anche per uso esterno, massaggi su parti doloranti e/o traumi senza ferite. 
Viagra ? No grazie, basta l'Aglio ! - (Italy) Campobasso, 20 Feb 2007
I molisani penultimi in Italia nel consumo di Viagra, grazie all'alimentazione che include l'aglio.
A svelare i rimedi autoctoni della ventesima regione contro il calo del desiderio sessuale e' la Coldiretti del Molise, che spiega cosi' la scarsa vendita di pillole blu.
Secondo le ultime rilevazioni, nel Molise, si vendono 1.919 pasticche ogni mille uomini sopra i 40 anni: il dato piu' basso del Paese dopo quello della Basilicata (1.308). La media italiana, invece, e' di 3.345 pasticche (in testa il Lazio con 4.803).
Secondo la Coldiretti "i molisani si avvalgono normalmente, nella loro alimentazione delle proprieta' afrodisiache dell'aglio consigliato come rimedio naturale dalla tradizione rurale insieme a cipolle, peperoncino, ed altri elementi della dieta mediterranea".
L'organizzazione di categoria cita anche un servizio scientifico della Bbc trasmesso alcuni giorni fa, che ha presentato l'aglio come un'alternativa naturale al Viagra.
"Il suo uso - aggiunge la Coldiretti - nella medicina popolare ha una tradizione secolare. Oltre a tenere vivo l'interesse per l'altro sesso gli sono riconosciute molte proprieta' salutari: e' consigliato contro mal di testa, infezioni e malattie cardiovascolari, ma soprattutto e' indicato come disinfettante dell'intestino".
Ma, come in tutti i prodotti, c'e' aglio e aglio. Quello locale, o made in Italy in generale, garantisce freschezza e quindi maggiore efficacia. Attenzione, quindi, al prodotto, manco a dirlo, cinese, egizio o turco, che rappresenta piu' della meta' delle importazioni totali (25 milioni di chili).
Contro l'importazione selvaggia la Coldiretti Molise si augura nella "ripresa dell'antica e tradizionale coltivazione di aglio, un tempo tipica di alcune aree di Isernia e Campobasso. Una occasione - secondo l'organizzazione - da prendere in considerazione e da sostenere". (AGI)
Commento NdR: cio' che viene indicato dalla Coldiretti, e' giusto ma occorre precisare che l'assunzione dell'aglio DEVE essere sottoforma di aglio fresco e quindi di spicchio d'aglio e NON in forma (se si vuole ottenere i risultati per la sessualita') di pastiglie, capsule, macerato, che invece sono molto utili negli altri casi enunciati.

L'aglio per invecchiare meglio
Alcune forme molecolari dell'ossigeno (ROS reactive oxygen species)hanno un ruolo molto pericoloso nei processi di invecchiamento e nelle malattie perche' provocano modificazioni del DNA ,delle proteine e dei lipidi.
Gli estratti d'aglio invecchiati ,contengono antiossidanti capaci di prevenire il danno.
Questi sono composti organo-solforici liposolubili tipici solo dell'aglio,flavinoidi e selenio.
Gli estratti devono pero' subire un processo di invecchiamento di almeno 20 mesi in cui vengono stabilizzate le proprieta' degli antiossidanti instabili come allicin.
L'aglio, elimina ROS e favorisce gli enzimi antiossidanti, inibendo l'ossidazione lipidica e riducendo i danni ischemici.
Protegge le cellule endoteliali dai processi che portano all'arteriosclerosi.
Si ha inoltre l'inibizione della trascrizione del fattore NF-kappa B,che provoca immunodeficienza.
Protegge il DNA dall'attacco dei radicali liberi e difende dalle radiazioni ionizzanti e dall'esposizione ai raggi UV.
In topi in cui sono stati prodotti sperimentalmente processi di invecchiamento,si e' constatato che l'estratto determina un mantenimento dei processi cognitivi ed un rafforzamento della memoria.
Tratto da: Journal of Nutrition 131 (3),2001
I componenti dell'aglio uccidono i parassiti, funghi, batteri mutati in patogeni e/o quelli che resistono ai piu' potenti antibiotici.
E' ormai noto che negli ospedali, ove i malati vengono "curati" con farmaci e quindi sono immunodepressi, le infezioni pericolose dei pazienti stanno crescendo a dismisura ! 
Quindi una buona cura a base di aglio (vedi qui sotto) e' da considerarsi assolutamente adatta per tutti i malati; questo e' il dato che e' affiorato da una indagine con test che hanno dimostrato come un componente dell'aglio l'allicina, ha eliminato le varieta' di MRSA  (Stafilococco Aureo) e tutte le nuove mutazioni batteriche in "superbatteri e batteri estremi" che sono intervenute nel corso degli anni proprio per l'uso di antibiotici.
Lo studio verra' pubblicato sul J.B.S (Journal Biomedical Science nel 2004 - (fonte Indipendent, UK, 30 Dic. 2003)

Cura dell'aglio da effettuare almeno una volta ogni 3 anni. 
Estratto di Aglio:

350 gr di aglio pulito, si taglia a piccoli pezzi e lo si macina in un mortaio meglio se di porcellana, con un batacchio di legno.
Alla polpa si aggiunge 200 gr. di alcol a 96 gradi, si chiude il barattolo ove si immette il tutto e lo si lascia macerare per 10 giorni nel frigo; all'undicesimo giorno si filtra e si lascia riposare per altri 2 giorni nel frigo.
Posologia: si assume a gocce in  max. 50 grammi di acqua o latte, meglio se di pecora,
prima di ogni pasto, iniziando da 1 goccia al mattino, 2 gocce a mezzogiorno, 3 gocce alla sera, 4 gocce il 2° giorno al mattino, 5 gocce il 2° giorno a mezzogiorno, 6 gocce il 2° giorno alla sera ecc.ecc., aumentando ad ogni pasto fino a raggiungere le 15 gocce, poi regredire di 1 goccia ogni pasto, dal 5° giorno fino a ritornare a 1 goccia al 10 giorno. In seguito assumere ad ogni pasto 25 gocce  fino a finire la pozione.
AGLIO anti Parassiti (ossiuri, tenia ecc.) - Alla sera 30 minuti prima di coricarsi:
Far bollire in un bicchiere di latte, da 1 a 3 spicchi di aglio, per 7 minuti, lasciare in infusione per altrettanto tempo, indi bere e masticare gli spicchi di aglio. Bere ogni sera questo infuso per almeno 7 giorni, successivamente la 2° settimana, passare ad un giorno si ed uno no; alla 3° settimana, bere ogni 3 sere; alla 4° settimana una volta alla settimana.
Assumere durante il giorno e dal primo giorno, delle capsule di aglio e biancospino oppure di solo aglio, 9 capsule - 3 alla volta per  3 volte al di', per 7 giorni; 2° settimana, ridurre la quantita' di capsule di una, ogni volta; 3° settimana. ridurre di un'altra capsula, ogni volta, sempre 3 volte al di'; 4° settimana una sola capsula per 3 volte al di'.
Importante dal primo giorno fare clistere di caffe' ogni due giorni, per la prima settimana; 2° settimana fare fino alla 4° una volta alla settimana quel tipo di clistere.

     AGRETTO o Crescione Inglese  (Lepidium sativum L.) 
Coltivato nell’antico Egitto è utilizzato come ingrediente per certe vivande, non si conoscono le virtù salutari.

    ALBICOCCA   (Prunus Armeniaca, Rosacee) Contiene acqua al 85%, ricca in sali minerali, potassio, magnesio, ferro, calcio, sodio, manganese, cobalto, cromo, fluoro e carotenoidi; ricche in vitamine sopra tutto K; secca è lassativa, cruda è anti diarroica ed è considerata energetica. Quelle secche contengono biossido di zolfo che viene aggiunto nella conservazione per evitare che gli enzimi li facciano marcire. Si dovrebbe utilizzare al posto di quel prodotto chimico, il passaggio rapidissimo in acqua bollente, questa tecnica viene chiamata imbiancatura in quanto tende a rendere bianca l’albicocca seccata.
Molto nutritiva a completa maturazione, antianemica, rinfrescante, rigeneratrice del tessuto nervino.

     ALFA - ALFA (Medicago sativa, Leguminose) detta anche Erba medica  e' una pianta erbacea perenne ed e' ricca fonte di fitonutrienti, betacarotene, clorofilla, octacosanolo, minerali e vitamine ed è costituita dal 50% di proteine; è stata per millenni il segreto della longevità di alcuni animali per l'alto contenuto in minerali, vitamine, proteine ed enzimi.
Il nome arabo "alfa-alfa" significa padre di tutti i cibi. L'erba medica e' stata impiegata generlamente come alimento per gli animali erbivori ed i ruminanti. E' un'eccellente alimento per bovini e vacche da latte.
E' una delle piante piu' antiche della famiglia dei legumi e sembra accertato che la il segreto del suo elevato valore nutritivo risieda nel fatto che le radici scavano in profondità nel terreno, alla ricerca dei MINERALI sepolti sotto la radice del suolo.

Il sistema a radici profonde dell'erba medica permette alla pianta di assorbire sostanze nutritive dal profondo del suolo. Questo sistema di nutrizione profonda fornisce alla pianta proteine (possiede il 18% di proteine, 5% in più delle uova e 15% in più del latte), beta carotene, vitamine, minerali, enzimi, cumestrolo, isoflavoni e fitoestrogeni, e gli alcaloidi asparagina e trigonellina.

Le foglie contengono cumestani, isoflavoni, acidi fenolici, minerali (calcio, fosforo, zinco, rame, selenio, silicio) e vitamina K.
Tonico, dà buon appetito ed aumenta la capacità digestiva; elimina la stitichezza e combatte l’acidità, rinforza unghie e capelli. Le parti aeree contengono anche cumestrolo (la cui struttura è simile a quella dell'estradiolo, ha proprietà estrogene). Contiene saponosidi, eterosidi, proteine, soflavoni, cumestrolo, medicagolo e cumarine complesse la cui struttura si avvicina a quella di un ormone estrogenico: lo stilbestrolo. 
Queste sostanze naturali ormono-simili vanno direttamente a regolarizzare la produzione ormonale naturale del corpo;
viene apprezzata per rivitalizzare un organismo affaticato, ma anche per rinforzare unghie e capelli.

     ALGHE  Esse si dividono grosso modo in Alghe di acqua dolce senza iodio e quelle di mare che lo contengono. Esse sono di vari colori: verdi, azzurre, brune, rosse.
Si chiamano, Laminaria Digitata (Kombu Bretone), Laminaria Saccharina (Kombu Royal), Himanthalia Elongata (cornetto di mare), Porphyra Sp. (Nori), Ulva Sp. (lattuga di mare), Palmaria Palmata (Dulse), Undaria Pinnatifida (Wakame); Clorella, Spirulina, Phytomatolithon, Klamath, Focus, ecc.
Di alghe ve ne sono circa 20.000 specie; esse sono spesso indispensabili nelle micro diete, con i fermenti lattici multi batterici per regolare intestino, metabolismo, nutrizione e potere osmotico della mucosa intestinale. Una delle caratteristiche è che una volta ingerite creano una reazione basica nell’intestino.
La vita sulla Terra si è formata nell’acqua di mare con il contributo dei batteri e le alghe sono state fra le prime forme di vita vegetale. Sono ricche di minerali, vitamine, amminoacidi, pigmenti, cellulosa, peptidi, lipidi, protidi, glucidi.
Il loro alto contenuto in minerali è stato preparato dalla natura da millenni secondo le leggi che regolano i vari sinergismi e gli antagonismi fra di essi (potere chelante), che ne condizionano l’assorbimento, quindi l’alga con i suoi giusti ordini nella miscelatura fra i vari minerali e vitamine presenti, rappresenta fra i cibi più adatto assieme alla frutta, alla verdura cruda ed ai cereali, per regolare il potere nutrizionale dell’organismo umano ed animale; esse servono benissimo anche per la preparazione del “compostaggio” per l’agricoltura naturale biologico e biodinamica.
Dato che le carenze di minerali e vitamine nell’organismo per gli antagonismi ed i sinergismi fra di essi, determinano negli organismi anche umani, qualsiasi malattia, poter regolare e normalizzare i giusti rapporti fra di essi, è la PRINCIPALE VIA da seguire per recuperare la Salute compromessa in qualsiasi caso.
Esse si trovano sotto forma di vegetale intero, da cucinare, micronizzate in polvere (capsule), in compresse, in preparati liquidi (sono i più consigliati).
Per la preparazione in cucina come pasto, occorre tenere presente che bisogna preventivamente controllare il loro contenuto (alghe brune) tossico, esempio: mercurio (metallo tossico e pericoloso) che facilmente è presente nelle alghe di mare acquistate in negozi anche specializzati.
Quelle verdi contengono Clorofilla, pertanto aiutano anche la sintesi clorofilliana del corpo umano.
Possono essere utilizzate a tutte le età in dosi variabili.
Per quelle di lago la presenza dei metalli pesanti è molto meno frequente che in quelle di mare, ma deve essere tenuta comunque in considerazione per gli eventuali controlli da fare.
Per quelle micronizzate in capsule, compresse, liquidi, da utilizzare come integratori assieme alle micro diete - vedi 
Protocollo della Salute - si presume che le varie case di produzione si siano attivate per conoscere il loro eventuale contenuto tossico evitando di preparare i prodotti solo con quelle preventivamente controllate.
I Pigmenti contenuti nelle alghe permettono l’uso anche in agricoltura, quando i terreni sono stati depauperati dagli ingrassi chimici; esse sopravvivono in tutti gli ambienti (pH) e riescono a raddrizzare ogni tipo di terreno (i liquidi dei corpi) fisiologico e sono ad alto contenuto proteico.
Le alghe tendono a togliere il desiderio del mangiare e disinfiammano anche la mucosa gastrointestinale.
Vanno assunte quasi sempre tra o prima dei pasti, (a digiuno) in certi casi nei quali la loro digestione si presenta difficile, si consiglia di assumerle con dei fermenti lattici.
Le Alghe vengono chiamate la
Pappa Reale vegetale, ecco perché vengono consigliate come tonico in tutti i casi di debolezze fisiche o psichiche. Le dosi normalmente sono indicate dalle case che le commercializzano.
Bisogna comunque fare attenzione alle reazioni individuali e ridurre od aumentare le dosi, se necessario.
Esse aiutano anche tutti i processi di eliminazione delle tossine (anche metalli pesanti); aiutando i processi renali il corpo si asciugherà dai liquidi eccedenti.
ALGHE VERDI - AZZURRE del LAGO KLAMATH (L’ultimo supercibo selvatico del pianeta)
Conosciute da sempre nella medicina orientale per le loro numerose proprietà terapeutiche, le verdi azzurre erano usate da popolazioni di tutti i continenti come importanti e fondamentali alimenti.
I guerrieri Aztechi consideravano la spirulina, che cresceva selvatica nel lago Texcoco, come il segreto della loro forza.
Negli ultimi decenni, il ritorno delle alghe verdi azzurre come supplementi nutrizionali naturali è avvenuto in concomitanza con l’impoverimento sempre più accentuato dei terreni agricoli e dei cibi.
Assieme all’inquinamento di aria, acqua e cibi, il crollo del potere nutritivo degli alimenti è la causa fondamentale dello sviluppo della tipica malattia moderna, la malattia degenerativa.
Le funzioni metaboliche, energetiche e immunitarie di un organismo malnutrito (e proprio di questo si tratta, paradossalmente, nelle opulente società dello spreco in cui viviamo) tendono progressivamente a degenerare.
All’inizio i sintomi sono disturbi come ansia e depressione, stanchezza, invecchiamento precoce, influenze e raffreddori costanti, allergie, ecc., ma con il tempo questi disturbi tendono a diventare gravi patologie degenerative (cardiopatie, tumori, Alzheimer, osteoartriti, ecc.).
Una prima risposta è stata lo sviluppo degli integratori alimentari, che però non sono riconosciuti come alimenti dal nostro organismo, e sono dunque scarsamente assimilabili.
Una risposta più convincente sembra essere quella dei “nutrient dense suoperfoods” (supercibi densi di nutrienti), cibi naturali che hanno mantenuto caratteristiche nutrizionali superiori. Nell’ambito di questi supercibi, che includono germogli, erbe di cereali, prodotti dell’alveare, ecc. le alghe verdi azzurre occupano un posto di primaria importanza. Esse sono infatti, sin dall’inizio della vita su questa pianeta, la base di tutta la catena alimentare, e forniscono dunque da sempre l’intero corredo nutrizionale a tutti gli organismi viventi superiori.
Le microalghe commestibili più diffuse sono Spirulina, Clorella e Klamath. spirulina e clorella sono ottimi alimenti, certo di gran lunga superiori agli integratori fatti dall’uomo.
Tuttavia esse sono solo i parenti poveri delle loro progenitrici selvatiche.
Questo perché, a causa della distruzione de-gli habitat naturali in cui crescevano spontanee, tutta la spirulina e tutta la clorella oggi reperibili sono coltivate in stagni artificiali con l’aggiunta di fertilizzanti.
La Klamath è a tutt’oggi l’unica microalga selvatica commestibile, ed è dunque l’erede diretta di quella spirulina selvatica che costituiva il segreto
della vitalità e della forza dei guerrieri Aztechi. La Klamath prende il nome dal lago Upper Klamath, in Oregon, collocato all’interno di uno straordinario scenario naturale protetto.
Questo lago dalle acque purissime (l’unica città si trova all’estremità meridionale del lago, e i suoi scarichi vanno verso il mare) offre condizioni ideali per lo sviluppo dell’alga, incluso un fondo caratterizzato da depositi minerali organici che arrivano fino a 10 metri di altezza !
Il risultato è un supercibo selvatico dalle caratteristiche nutrizionali uniche:
Oltre 30 minerali e oligoelementi; oltre ad essere la massima fonte di calcio, le Klamath contengono lo spettro completo di quei minerali traccia essenziali alla salute.
12 vitamine. Oltre ad un alto contenuto proporzionale di vit. C e vit. E, le Klamath posseggono il gruppo completo delle vitamine B in elevate quantità, tra cui il 200% del RDA di vitamina B12 in soli 1,5 grammi.
20 aminoacidi e 70% di proteine comple-te. La Klamath è l’unico cibo in assoluto che contiene tutti e venti gli aminoacidi ! La proporzione dei suoi 8 aminoacidi essenziali è praticamente identica a quella ritenuta ottimale per il corpo umano, il che rende le sue proteine più assimilabili delle stesse proteine animali, e rende i suoi aminoacidi efficaci precursori dei neurotrasmettitori. E’ anche per questo che le Klamath hanno sempre dimostrato una straordinaria efficacia in tutte le problematiche neurologiche e neurodegenerative.
Antiossidanti. Oltre a numerosi pigmenti antiossidanti, la Klamath ha un elevatissimo contenuto di betacarotene, perfettamente assimilabile e potenziato da ben altri 14 carotenoidi (la ricerca scientifica ha ormai dimostrato che è solo l’insieme dei carotenoidi, e non il betacarotene da solo, ad avere efficacia antiossidante e immunostimolante).
Acidi grassi essenziali. La membrana cellulare della Klamath è un’ottima fonte di Omega 3 e Omega 6, quest’ultimo nella forma ottimale di GLA. E’ anche per questo che la Klamath contribuisce a ridurre i depositi dì colesterolo e trigliceridi, e favorisce la salute del sistema nervoso e del sistema cardiocircolatorio.
Proprietà nutriterapiche
Le proprietà nutriterapiche della Klamath derivano dall’insieme dei suoi numerosi nutrienti, e soprattutto dallo loro perfetta sinergia, che ne sviluppa esponenzialmente le proprietà di ciascuno.
La ricerca scientifica ha ormai stabilito in maniera inequivocabile che per stare in salute occorre assumere non tanto grandi quantità di uno o pochi nutrienti, quanto piuttosto la più ampia sinergia nutrizionale, se possibile da fonti naturali.
Oltre a ciò, non bisogna dimenticare il carattere selvatico della Klamath. I guaritori di tutte le culture tradizionali hanno sempre preferito utilizzare cibi e piante selvatiche raccolte sulle montagne.
Le piante selvatiche hanno più forza vitale e dunque più resistenza agli attacchi esterni.
Gli insetti preferiscono gli alimenti coltivati a quelli selvatici e, analogamente, parassiti, virus e batteri che infettano il corpo umano penetrano più difficilmente in ambienti nutriti da cibi selvatici.
I benefici più comuni sperimentati da chi consumi regolarmente le Klamath vanno dall’aumento dell’energia e della vitalità fisica ad una maggiore lucidità mentale; dalla diminuzione radicale dello stress a veri e propri effetti antidepressivi; da un significativo potenziamento del sistema immunitario alla normalizzazione del metabolismo dei grassi; dalla diminuzione del peso ad un ra-dicale ringiovanimento della pelle e di tutto l’organismo; dal miglioramento dell’Alzheimer a quello delle epatiti.
Da alcuni anni, importanti centri universitari nordamericani hanno iniziato a promuovere ricerche scientifiche mirate, che hanno in effetti confermato gli effetti appena citati ad un livello terapeutico più profondo. Questi studi hanno dimostrato che la Klamath è probabilmente il più potente immunoregolatore; che essa riesce a ridurre rapidamente e in misura significativa i tassi di colesterolo e trigliceridi; che può curare la quasi totalità dei traumi cerebrali curabili; che costituisce uno dei più potenti antiossidanti conosciuti 1 . by Dr. Stefano Scoglio
(1) Per i primi due studi, vedi G.S. Jensen et al., JANA, Vol.2, n.3, 1999, 50-58; R.I. Kushak, JANA, Vol.2, n°3, 59-65. Lo studio sui traumi cerebrali è stato presentato al World Congress on Brain Injury; quello sulle proprietà antiossidanti è stato realizzato dal prestigioso Linus Pauling Institute
Le microalghe selvatiche del lago Klamath, lago incontaminato incastonato nella zona vulcanica delle Cascade Mountains, sono un supercibo completo e perfettamente assimilabile.
Come spiega Karl Abrams, questo alimento primordiale ha un'eccezionale dotazione nutrizionale: 65% di proteine nobili; tutti e 20 gli aminoacidi, di cui gli 8 essenziali nelle proporzioni ideali per l'assimilazione umana [1]
1 ; un ampio spettro di minerali e oligoelementi chelati in modo naturale (oltre 30); una dotazione completa di vitamine, con un ele-vato tenore di vitamine del gruppo B, e in particolare della sempre più rara B12; un ricco corredo di enzimi e pigmenti antiossidanti, dalle potenti fitocianine ai suoi numerosi caroteni; una buona dotazione di acidi grassi polinsaturi, inclusi i rari e fondamentali omega 3 [1].
Una tale completezza e densità nutrizionale non può non avere effetti profondamente rigenerativi e terapeutici.
Dopo vent’anni di costante crescita mondiale, basata sul passaparola di centinaia di migliaia di consumatori che affermano di aver ottenuto risultati straordinari, finalmente alcuni studi scientifici hanno iniziato a testare le proprietà dell’alga in maniera rigorosa. Si tratta di studi eseguiti secondo i più stretti canoni della ricerca scientifica (randomizzazione, placche, controllo a doppio cieco, ecc.), pubblicati su riviste peer reviewed (con lettura anonima eseguita da studiosi indipendenti).
Sistema immunitario
In uno studio preliminare svolto presso l’Università di Montreal, si è visto che entro 2 ore dall’assunzione di appena 1,5 g di Klamath, si produce nell'organismo una rilevante mobilizzazione delle cellule immunitarie NK (natural killer cells) [2].
Lo studio è stato poi ripetuto su un campione più ampio. La capacità della Klamath di attivare in modo rapido e in misura cospicua le cellule immunitarie è stata confermata, e ha mostrato che l'attivazione interessa tutte le cellule immunitarie, incluse i linfociti T e i linfociti B.
Lo studio ha messo in evidenza come questa attivazione non sia diretta, ma avvenga tramite il sistema comunicativo intestino/cervello, e ciò è di estrema importanza perché dimostra come la Klamath sia non tanto un immunostimolante quanto un immunoregolatore, e sia quindi efficace anche nelle patologie allergiche e autoimmuni sempre più diffuse. Questi studi collocano la Klamath al vertice delle sostanze naturali benefiche per il sistema immunitario [3].
Acidi grassi, colesterolo, trigliceridi
In uno studio svolto presso la prestigiosa Harvard Medicai School, si è dimostrata la capacità della Klamath di normalizzare il metabolismo degli acidi grassi, riducendo al contempo colesterolo "cattivo" e trigliceridi.
La Klamath è ricca di omega 3, che oltre a essere gli acidi grassi più importanti nella normalizzazione del metabolismo lipidico, sono anche i più rari, trovandosi solo nei pesci grassi.
Lo studio ha sottoposto 32 topi a 4 diete diverse per un mese: 1) standard, con il 5% di olio di soia; 2) priva di acidi grassi essenziali, con il 3% di olio di cocco; 3) priva di acidi grassi essenziali e con il 10% di AFA; 4) priva di acidi grassi essenziali e con il 15% di AFA.
I topi nutriti con la dieta n° 2 hanno mostrato un’assenza di acido linolenico (LNA) nel plasma.
Tuttavia, l'integrazione con l’alga ha prodotto lo stesso livello di LNA del gruppo di controllo (dieta standard), insieme a livelli di acido ecosapentaenoico (EPA) e docoesaenoico (DHA) significativamente superiori rispetto alla dieta standard, e a una radicale diminuzione dell'acido arachidonico, il grasso “cattivo” che è all’origine dei processi infiammatori e degenerativi nell’organismo. È da evidenziare il fatto che questi effetti profondi sono spiegabili solo in parte con il contenuto in Omega 3 dell’alga, e vanno dunque attribuiti alla sinergia dei suoi numerosi costituenti.
Indipendentemente dalla spiegazione oggettiva, comunque, l’integrazione con il 10% e il 15% di AFA ha diminuito il colesterolo rispettivamente al 54% e addirittura al 25% dei livelli riscontrati nel gruppo di controllo; e risultati simili sono stati ottenuti anche in relazione ai trigliceridi
Permeabilità intestinale (4)
In uno studio svolto presso l'Università del New Mexico, si è dimostrata la capacità della Klamath, verificata tramite il test del lattulosio/mannitolo, di restaurare la normale permeabilità intestinale dopo un solo mese di assunzione.
Si tratta di un risultato di estrema importanza perché la permeabilità intestinale compromessa è concausa della maggior parte delle patologie, poiché l'incapacità di trattenere i nutrienti e di espellere le tossine da parte dell’intestino porta a una progressiva degenerazione dell’organismo, e dunque alle patologie degenerative, e in tempi brevi a quelle allergiche e autoimmuni [5].
Fino a oggi, nessun’altra sostanza ha mai dimostrato di poter restaurare la normale permeabilità intestinale, tanto meno in tempi così rapidi.
Funzionalità neurocerebrale
Una delle aree nelle quali la Klamath ha sempre prodotto risultati sorprendenti per gli stessi terapeuti è quella neurocerebrale. In uno studio preliminare svolto sempre presso l'Università del New Mexico e che ha utilizzato i test cognitivi P300 e Baer, si è dimostrata la capacità dell’alga di restaurare la normale integrazione delle diverse aree cerebrali in individui affetti da problemi neurodegenerativi. Questo studio ha confermato in prima istanza i successi riportati da diversi medici americani su patologie come l'Alzheimer.
La stessa équipe di scienziati ha ripetuto lo studio per testare la capacità dell’alga di curare i traumi cerebrali moderati.
I risultati sono stati notevoli: l’alga ha dimostrato di poter curare tali traumi in sole 6 settimane, con un tasso di successo del 95%, contro il 70% in 6 mesi delle terapie farmacologiche standard [6].

Conclusioni
Altri studi sono attualmente in corso, tra cui uno molto importante del Linus Pauling Institute sul potere antiossidante delle Klamath, ma questi sono già sufficienti a chiarire l’importanza di questo supercibo selvatico nel rigenerare le più diverse funzioni metaboliche e organiche.
Il potere rivitalizzante della Klamath propone questo supercibo anche come ottimo coadiu-vante di terreno nelle terapie omeopatiche e fitoterapiche.
Bibliografia
[1] K. Abrams: Le Alghe per la Salute, Tecniche Nuove, 1999, p. 35. Egli riporta il risultato di un test secondo cui le proteine della Klamath sono assimilabili al 73%, contro il 37% e il 20% rispetttivamente di Spirulina e Clorella, e solo il 18% delle carni rosse.
[2] Manoukian R, et al.: "Effects of the blue green algae Aphanizomenon Flos Aquae on human natural killer cells", in Savage, L, ed., Phytoceuticals, IBC Library Series, 1998, 233-41.
[3) Gitte J. Jensen, et al.: "Consumption of Aphanizomenon Flos Aquae Has Rapid Effects on the Circulation and Function of Immune Cells in Humans", Journal of American Nutraceuti-cal Association, Voi, 2, n° 3, Jan. 2000, pp. 50-8,
[4] Rafail I, Kushak, et al.: 'Favorable Effects of Blue Green Algae Aphanizomenon Flos Aquae on Rat Plasma Lipid", Journal of the American Nutraceutical Association, Vol. 2, n°3, Jan2000, pp.59-65.
[5] Citato in C. Drapeau, N. Solomon, Optimal Health Journal, August 1998, in attesa di pubblicazione.
[6] Atti 3° Worid Congress on Brain Injury, 1999.
vedi: NUTRIGEA s.a.

     ALGA SPIRULINA
o Alga Blu; e' un'alga di acqua dolce, è stata trovata nel lago di Tchad ed in quelli messicani. Caratteristica principale della sua composizione chimica è la ricchezza di proteine (55%) e di amminoacidi; importante è la presenza di carotenoidi e di acidi grassi essenziali (acido gamma-linoleico). 
Contiene elementi essenziali come la vitamina A, gruppo B, G ed E e minerali soprattutto ferro, calcio e betacarotene. I suoi fitonutrienti come la clorofilla, i polisaccaridi e la ficocianina, della quale è l'unica fonte naturale, garantiscon ad essa proprietà di utilità nei
casi di astenia, anemia, stanchezza, convalescenza, antiossidante, disintossicante e depurativa anche dei reni.

     ALLORO    (Myrica Cerifera) Potente germicida specie se associato a Zenzero; utile nelle tonsilliti se usato in gargarismi; anti spasmodico, stimola la digestione, leggero rubefacente. 

     ALOE VERA   (Aloe vera L.) Polvere, Foglie, Succo
L'aloe vera (Arborescens e/o Barbadensis) sono ricchissime di proprietà terapeutiche.
Essa è un alimento nutrizionale molto ricco di vitamine, minerali, mono e polisaccaridi, amminoacidi essenziali, enzimi ed altre sostanze. Capacità depurative e disintossicanti per l'organismo spazzando via le cellule morte, rigenerandone di nuove e favorendo quindi tessuti più sani, accelera la guarigione di ogni tipo di ferite, lesioni, ulcere. Leggermente lassativo, purgativo nella stitichezza cronica; tonico, amaro, favorisce il deflusso della bile e stimola l’appetito.

Molto utile nelle candidosi e nelle afte buccali, quindi anche nelle forme allergiche, oltre al cancro ed alle altre malattie.
Ha un generale effetto benefico su tutto il sistema gastrointestinale: tra le altre cose alcuni ricercatori hanno notato che l'aloe penetra nelle pareti del sistema digerente, ripulendolo da batteri nocivi ed aiutando il riordino della flora batterica intestinale; riduce le infiammazioni ed aumenta la capacità di assorbimento dei nutrienti.  Riduce i livelli di colesterolo del siero sanguigno e la frequenza di attacchi di angina nei cardiopatici. In generale l'aloe vera sembra esercitare un'influenza molto positiva sul sistema immunitario con effetti stimolanti e riequilibranti, aiuta a ristabilire l'equilibrio dei linfociti T e B. Ha anche proprietà anti infiammatorie, naturale antisettico, antibiotico, antibatterico e funghicida, idratante ed anti invecchiamento.
Queste sono soltanto alcune delle proprietà di questa pianta e si può aggiungere che aiuta a mantenere per riflesso anche fegato e reni in buone condizioni e corregge le disfunzioni epatiche.
Tutte queste informazioni ed altre ancora più dettagliate le puoi trovare su un libro che s'intitola "L'Aloe" di Alasdair Barcroft, edizioni Hermes,
I migliori risultati si ottengono prendendo da uno a due cucchiaini da tavola di succo a stomaco vuoto prima dei pasti e/o prima di coricarsi. Il succo vivente ha un sapore unico, frizzante, simile a quello del limone.
Per uso generale e pronto soccorso: applicare con un batuffolo ben impregnato di cotone su contusioni muscolari o di legamenti, gonfiori, infiammazioni o distorsioni; di grande utilità inoltre come pronto soccorso o trattamento generale per bruciature secondarie, infiammazioni della pelle, scottature da sole o ferite (massaggiare, quando è possibile, sulle aree affette facendo penetrare o fasciare con garza impregnata di Aloe vera facendo poi un impacco di ghiaccio intorno alla fascia).
Applicare 1 o più volte al giorno, secondo necessità.
Il succo vivente viene velocemente assorbito cosicché non interferisce con nessun altro trattamento.
Se usata in forti dosi è controindicato nelle gravidanze o nel periodo mestruale, nelle emorroidi in caso di enterocolite, stati infiammatori dell’appendice, vescica e del rene. Non dà alcuna reazione allergica e non macchia vestiti o lenzuola.
Info sull'Aloe in genere:
Le piante del genere Aloe hanno molteplici proprietà, dovute alla presenza  di composti fitochimici presenti nelle foglie.
Occorre anche fare una netta distinzione: esistono specie non tossiche  e specie tossiche.
Le spp. A. Vera, A. Arborescens, A.  Ferox sono commestibili, anche se molto amare.
Sono ricche di polisaccaridi solubili ad alto peso molecolare; sono forti  stimolanti del sistema immunitario, presenti principalmente nel gel che si  trova nella parte centrale della foglia, di glucosidi antrachinonici
che sono presenti nella parte intermedia della foglia, tra il gel centrale e la cuticola esterna, che hanno proprietà di induzione di apoptosi nelle cellule tumorali e sono dei discreti lassativi; buon apporto di sali minerali, oligoelementi, enzimi, vitamine, ecc.
I glucosidi antrachinonici - tra cui l'Aloina e l'Aloe Emodina - sono  responsabili del sapore amaro della pianta. Sono leggermente tossici, ma la  loro concentrazione è sufficientemente bassa nelle foglie da rendere queste  ultime tranquillamente commestibili. Comunque sul lungo periodo possono verificarsi dei fenomeni di tossicità cronica, con nausea, crampi addominali, diarree,  ecc.
Per questo motivo, se si assume Aloe regolarmente per lunghi periodi, è bene fare almeno un mese di sospensione ogni tanto, per dare all'organismo la possibilità di eliminare gli antrachinonici accumulati.
E’ bene assumere un po' di potassio, anche con l'alimentazione; esso è presente in, banane, zucchine, verdure crude, sidro, ecc., per via del potere lassativo dell’Aloe, che nel lungo periodo si fa sentire, anche in forme piuttosto forti…
I prodotti a base di Aloe Vera sono generalmente realizzati con il solo gel interno, privo (o quasi) di composti lassativi (eliminata l'aloina). Tali prodotti in genere non hanno gli effetti collaterali della foglia intera.
Ad ogni modo, il succo di aloe è un lubrificante e quindi "aiuta" certamente l'evacuazione.
Fare una sospensione di 6/7 o piu’ giorni ogni tanto aiuta il tubo digerente a non assuefarsi a questo genere di "aiuti".
In più, una dieta equilibrata con abbondanti frutta, verdura, ortaggi, cereali e legumi (ricchi in fibre naturali), insieme all'assunzione regolare di alimenti ricchi di probiotici (yogurt, formaggi con
fermenti lattici vivi, miso, ecc.) sicuramente può dare una mano ad un intestino "assuefatto".
Diamo la ricetta a base di Aloe Vera, preparata da padre Romano Zago:
Un frate francescano brasiliano, di Porto Alegre, ha comunicato al mondo scientifico una ricetta appresa dalla medicina popolare brasiliana per la cura del cancro e di altre gravi malattie, la cui efficacia ha potuto lui stesso in diversi casi riscontrare.
Padre Zago ritiene che le proprietà anti tumorali siano più specifiche nell'Aloe Arborescens, una specie che si sviluppa ad alberello e che, nelle zone mediterranee, arriva a misurare anche due metri, va bene anche l'Aloe Barbadensis, una specie da noi in Italia più facile da reperire. 
E' da preferire la pianta adulta di quattro o cinque anni (se è possibile, altrimenti si usi la pianta anche più giovane). L'Aloe Arborescens o Barbadensis possiede numerose proprietà nutrienti: 18 amminoacidi, 8 elementi essenziali, 20 sali minerali, saponine, enzimi, ecc.
L'Aloe va miscelata con miele d'api integrale, liquido e dolce (acacia o millefiori) che contribuisce a veicolare le proprietà dell'aloe nell'organismo; infine un super alcolico (cognac, whisky, grappa) serve da solvente dell'aloina e da vasodilatatore.
Raccogliere le foglie di aloe lontano dalle ore di sole (prima dell'alba o dopo il tramonto) e pulirle asportando la polvere eventuale con uno straccio umido evitando l'uso di acqua corrente; se ha piovuto, attendere che la pianta si asciughi, quindi 4-5 giorni; con un coltello togliere le spine dal margine fogliare e le eventuali imperfezioni della foglia (parti secche o punti neri).
Tagliare a pezzetti 300 grammi di foglie, metterle in un frullatore con 1/2 chilo di miele e 4 o 5 cucchiai da tavola di alcool (il super alcolico di cui sopra); frullare fino a rendere il composto omogeneo (in realtà rimangono sempre dei pezzettini); Tutte queste operazioni vanno effettuate in penombra: la luce forte, sia solare, sia elettrica, diminuisce infatti le proprietà; versare il composto in un vaso di capienza adeguata (cioè un litro oppure in due, tre vasi più piccoli che sono più maneggevoli); il recipiente dovrebbe essere di vetro scuro oppure si può avvolgerlo con la carta stagnola per non far passare la luce; tenere i recipienti con l'aloe in frigorifero;
il preparato cambia aspetto e colore nei primi giorni; agitare il composto prima dell'uso e assumere un cucchiaio da tavola tre volte al giorno, circa mezz'ora prima dei pasti (mattina, mezzogiorno e sera); iniziare l'assunzione gradualmente (un cucchiaio al giorno per due giorni ed aumentare poco alla volta fino a raggiungere il dosaggio pieno);durante i primi giorni si può avere qualche scarica di diarrea, la cosa è normale e va attenuandosi nei primi 5-6 giorni.
Comunque, le dosi, il numero dei cicli e le eventuali interruzioni tra un ciclo e l'altro sono sempre legate alle condizioni fisiche della persona nel momento della cura. Si consiglia di fare le analisi prima e dopo il ciclo di terapia per verificarne gli effetti; infatti, l'eventuale benessere fisico della persona non è segnale sufficiente a comprovare la guarigione che può essere diagnosticata attraverso le analisi.
Durante la cura bere molta acqua, soprattutto a stomaco vuoto.
Quando si acquista la pianta assicurarsi che sia stata coltivata in maniera biologica (di tipo biodinamico), senza l'uso di sostanze tossiche. Il vivaio di Bordighera (IM), che credo rifornisca molte parti d'Italia, allega un opuscolo alla pianta dove si certifica che non è stata trattata con concimi.
2 foglie di Aloe Vera (4 o 5 anni di età) lunghe circa 30 cm., tagliate a pezzi, dopo aver rimosso le spine.
1 tazza di circa 1/2 Kg. di miele non pastorizzato (non scaldato oltre i 37 gradi)
2 cucchiai da tavola di Whisky, Cognac, Arak, Vodka o Gin.
Miscelare in un frullatore e tenere in frigo
Assumere un cucchiaio da tavola a digiuno, minimo 30 minuti prima dei pasti e della colazione, agitando il contenitore  molto bene prima dell’uso.
NON deve essere utilizzata dai diabetici;
per questi vi è una ricetta che sostituisce il miele con polline e cromo (Picolinato).
vedi: http://www.anagen.net/cromo.htm

Se non si trovano le foglie di Aloe vera, è possibile utilizzare il succo crudo in questo modo: 1/2 Kg. di miele di Acacia + 6 cucchiai di Aloe Vera +  2 cucchiai di Cognac o Whisky.
Mescolare il tutto nel frullatore e tenere in frigorifero.
Prendere 3 cucchiai al giorno per 10 giorni, a digiuno almeno 30 minuti prima dei pasti, agitando prima dell’uso.
Il succo addensato, opera una radicale pulizia dell’organismo attraverso il miele, cibo che raggiunge l’angolo più lontano del nostro corpo; a sua volta l’Aloe viaggia nel miele con il suo grande potere cicatrizzante: l’alcool aiuta a dilatare i vasi sanguigni e favorisce questo lavaggio di purificazione generale.
Il sangue si purifica lentamente in dieci giorni.
Si comprende come l’infuso contenga un’azione anche preventiva del male: col sangue “pulito” tutto l’organismo cammina bene; come una macchina con un combustibile di migliore qualità.
Per coloro che non possono assumerla con l'alcool, (per problemi vari fra i quali quelli epatici) in commercio si trovano prodotti all'aloe vera SENZA alcool.
L'Universita' di Padova (Italy) ha brevettato l'Aloe-Emodina
Dopo aver parlato male dell'aloe per anni, nel 2006 sono riusciti ad isolare una molecola che ha effetti strabilianti, questo non fa altro che dimostrare che avevamo ragione !
Accordo multimiliardario tra l'Università di Padova e le multinazionali farmaceutiche (fonte Biopolis, Sole24 Ore,12/03/2002) ! Così tra dieci anni, secondo loro si potrà comprare in farmacia pillole di aloe-emodina sintetizzata chimicamente a prezzi stratosferici, quando si può avere subito e gratis non una sola molecola, e per giunta sintetica e prodotta in laboratorio, ma tutte le centinaia di principi attivi contenuti nell'aloe  arborescens genuina fresca preparata in casa ?
Ecco quindi che abbiamo perfino le prove scientifiche ormai inconfutabili che l'aloe ha un effetto sul cancro.

L'Aloe arborescens - Studio del dott. Giuseppe Nacci

Fra tutti i farmaci, fito-farmaci e principi attivi menzionati in questo capitolo, è di rilievo sottolineare l'impiego recente in Medicina di una particolare pianta, nota fin dall'antichità per le sue virtù terapeutiche: l'Aloe (146, 149, 164, 179, 189, 211, 225, 267, 273, 314, 333, 372, 387, 388, 392, 393, 465, 487, 499).

Delle circa 250 varietà note, particolare interesse scientifico ha di recente rivestito l'Aloe arborescens, ritenuta migliore rispetto alle altre varietà di pianta, fra cui l'Aloe vera.
Rispetto a quest'ultima, infatti, l'Aloe arborescens presenta una concentrazione di principi attivi più elevata, pari ad almeno tre volte, e risulta inoltre più resistente ai nostri climi.

I principi attivi contenuti sono circa un centinaio. Delle sostanze note, accanto a quasi tutti gli aminoacidi essenziali, a molte vitamine, all'acido acetilsalicilico, alla Colina, e a diverse forme di lipidi, l' Aloe contiene anche dei rari sali minerali: lo Zinco, il Manganese, il Ferro, il Germanio, il Cromo, il Magnesio, il Boro, il Selenio, con implicazioni importanti, quindi, per diverse patologie umane: tra queste, gran parte delle patologie degenerative, del ricambio, o da cause carenziali. L'Aloe arborescens tende così a rinormalizzazione i parametri biochimici e funzionali dell'organismo in un tempo-finestra variabile da 2 a 6 mesi:

1) Regolarizzazione della pressione parziale di anidride carbonica nel sangue.
2) Regolarizzazione dei valori del Glucosio ematico, soprattutto in pazienti diabetici
3) Diminuzione dei Trigliceridi.
4) Regolarizzazione del Colesterolo totale con aumento del rapporto HDL/LDL.
5) Normalizzazione della Bilirubina.
6) Normalizzazione dell'acido urico.
7) Regolarizzazione Na / K, Ca / Mg.
8) Aumento dell'Emoglobina.
9) Protezione gastro-enterica, epatica, pancreatica e renale.
10) Attivazione delle difese immunitarie per infezioni acute.
11) Riequilibrio linfocitario in malattie infettive croniche (epatite C, HIV / AIDS).
12) Protezione anti-ossidativa del DNA dagli effetti delle radiazioni ionizzanti.

In particolare, acquistano particolarmente valore alcune sostanze efficaci nella cura dei tumori (146, 161-163, 179, 211, 314, 333, 372, 387-389, 442, 487, 499), come gli Antrachinoni Aloina A, Aloina B, ed Emodina; i Polisaccaridi, fra cui l'Aloe-mannano; le lecitine ATF1011 e Alexin B.

Queste sostanze possono essere sostanzialmente suddivise in 2 gruppi di azione anti-tumorale:

1) Stimolazione immunitaria (argomento specifico di questo paragrafo ( cap.4.b)
2) Induzione di Apoptosi (Emodina-Aloe: vedi cap.5.e).

Stimolazione immunitaria

1). gli Antrachinoni Aloina A ( Aloctin A, Alo-A) e Aloina B (altrimenti chiamata Barbaloina), sono contenuti nella parte esterna della foglia, e sono caratterizzati dalle note proprietà lassative, battericide e anti-infiammatorie, in ogni caso con dose massima tollerabile di tutta sicurezza, poiché pari a di circa 10 mg / kg, senza quindi rischio di danno reale per il paziente. La loro importanza riposa sul fatto che essi inducono elevata attività replicativa nei linfociti T citotossici e sui Natural Killer, in maniera paragonabile ad altri fattori attivi già noti. In particolare, l' Aloctin A, (Alo-A) induce attivazione di IL-2, IL-3 e IFN-gamma alle concentrazioni minime di 10 microgrammi / mL (211). Avrebbe inoltre la caratteristica di attivare il Complemento lungo la Via Alternativa (389,162);

2). I Polisaccaridi, di particolare struttura biochimica, sono caratterizzati da un'estrema facilità di assorbimento da parte dei villi intestinali del paziente (se non chemio-trattato).
Non sono mucopolisaccaridi, poiché non contengono gruppi azoto;fra essi, particolare valore riveste l'Aloe-mannano, che agisce in funzione antigenica, ricordando almeno in parte l'azione del beta-Glucano (cap.4.d): strutturalmente, è una lunga catena acetilata e idrosolubile formata da Mannosio e Glucosio in un rapporto stechiometrico di circa 6 a 1. Come molecola estranea antigenicamente all'organismo, e poiché dotata, a causa della sua particolare conformazione polisaccaridica, di elevata capacità di assimilazione da parte dei villi intestinali, essa spiega, pur in considerazione della sua relativamente scarsa concentrazione, la sua buona capacità d'induzione di risposta immunitaria da parte dei linfociti T gamma-delta ben presenti nelle circa 150 stazioni linfonodali dell'intestino, con successiva induzione di Cascata Immunitaria (linfociti T sensibilizzati ad azione citotossica diretta [Tc], linfociti Killer [azione citotossica cellulo-mediata anticorpo-dipendente], linfociti Natural Killer [azione citotossica cellulo-mediata non anticorpo-dipendente], o da monociti-macrofagi…): una Cascata Immunitaria che sembrerebbe caratterizzata, a distanza di 1-2 mesi dall'inizio delle somministrazioni orali del composto di Aloe arborescens (rapporto 1 a 2 fra tritturato fresco di Aloe e Miele, vedi cap. 21) da un quadro di Peritonismo diffuso a partenza gastrica, ileo-cecale o epatica, della durata di quasi una settimana, seguito da successivo picco ematico di linfociti in assenza di incremento di altri sotto-gruppi di globuli bianchi (osservazioni personali dell'autore del presente lavoro).

3) ATF1011
E' una lectina che si lega alla superficie di cellule tumorali, inducendo poi l'attivazione di Linfociti citotossici contro di esse (499).

4) Alexin B
La lecitina Alexin B è stata testata con esito positivo sulla leucemia linfocitica (442).

Nella terapia anti-neoplastica, è di vitale importanza scegliere preparati fito-terapici a base di Aloe che corrispondano ai seguenti 10 requisiti (stimati dall'autore del presente lavoro), pena il fallimento della terapia, almeno come viene intesa per gli scopi di questo lavoro.

1). Il preparato dev'essere fatto con Miele biologico di elevatissima qualità, evitando quindi nella maniera più assoluta il Miele "millefiori": prodotto di scarto degli altri Mieli. Il Miele riveste importanza primaria poiché veicolante sui delicatissimi linfociti T gamma-delta le diverse sostanze immuno-modulanti dell'Aloe (Aloina, Aloe-mannano, Zinco), in considerazione quindi dell'estrema vulnerabilità di queste delicatissime cellule immunitarie, e da cui dipende, in sostanza, l'intera Cascata Immunitaria di risposta al tumore (linfociti T citotossici, Killer, Natural Killer, macrofagi, granulociti, etcc..). Lo stesso Miele, se di scarsa qualità, può veicolare ai delicatissimi linfociti T pericolose sostanze chemio-tossiche di scarto (es.. pesticidi).
Inoltre, il Miele veicola l'Emodina, le vitamine e i sali minerali, facilmente inattivabili anche da poche tracce di sostanze tossiche come soprattutto Cloro, Fluoro, Ferro, Rame e Allume (contenuto spesso in prodotti farmaceutici), ma anche: Cadmio, pesticidi, fertilizzanti, conservanti, additivi chimici).

2). Il preparato dev'essere costituito da foglie intere di Aloe, e non dal solo gel, poiché la morfologia della foglia consta di tre ben diversi tessuti, tutti farmacologicamente utili: la cuticola esterna, di colore verde appuntita sui bordi laterali, formata da fibre di cellulosa, lo strato intermedio periciclico, sede della linfa giallastra e amara (da cui derivano gli Antrachinoni Aloina A e B e la stessa Emodina, anch'essa un Antrachinone), e infine il tessuto spugnoso interno costituito dal vero e proprio gel (da cui derivano i polisaccaridi, fra cui l'Aloe-mannano).

3). Le foglie devono essere tolte da piante di almeno 3-4 anni di vita, escludendo accuratamente le foglie centrali, cioè quelle formate con maculature chiare, e anche le foglie più vecchie se troppo ingiallite, rinsecchite o guaste.
Non devono essere utilizzate quindi piante giovani con foglie con maculature chiare.

4). Le foglie devono essere tagliate alla base, eliminando la punta, la stessa base e le spine laterali, compreso il bordo longitudinale di 4-5 millimetri.
Ogni foglia così preparata dev'essere tagliata trasversalmente in fette di 2 centimetri.

5). I pezzi di foglia devono essere frullati con Miele biologico e liquore (secco, distillato, non fermentato, di buona qualità, senza additivi, come ad esempio: Grappa, Acquavite, Cognac, Whishy) in apparecchio costituito di materiale adatto, privo di Alluminio o Ferro (poiché inattivano la vitamina E e altre sostanze contenute): il frullatore potrebbe essere costituito forse da Acciaio inox (studi attualmente in corso); dev'essere sterilizzato al calore, senza impiego di disinfettanti chimici o altro, fra cui ad esempio il Cloro (quest'ultimo disattiva, anche se presente in tracce, diversi composti attivi dell'Aloe).

6). Il rapporto in peso fra foglia e Miele dev'essere di 1:2 nel caso di Aloe arborescens; invece, il rapporto fra foglia e Miele dev'essere di 3:2 nel caso di Aloe vera, poiché quest'ultima è 3 volte meno ricca di principi attivi rispetto all'Aloe arborescens. Così, ad esempio, con 50-60 grammi di foglia di Aloe arborescens si aggiunge Miele puro (da 100-120 grammi circa, fino ad un massimo di 150-200 grammi circa).

Viceversa, con l'Aloe vera (di cui comunque se ne sconsiglia l'uso), bisognerà raccogliere almeno 150-180 grammi di foglie di Aloe prima di aggiungere Miele puro (da 100-120 grammi circa a 150-200 grammi circa).
In entrambi i casi, si aggiungerà quindi il liquore, pari a 5-12 cc, fino ad ottenere una crema omogenea.

7). Si ritiene corretto aggiungere alla mistura, già preparata in crema, Bis-carbossietile Germanio sesquiossido (Germanio organico) oppure aggiungere Germanio inorganico direttamente nel terreno sabbioso, essendo comunque noto che l'arricchimento con Germanio aumenta le capacità terapeutiche della pianta, dati i vantaggi riconosciuti di questo elemento.
Nota: il Germanio inorganico è tossico. Se assimilato dalla piante diventa organico (non più tossico).

8). Versare il prodotto in contenitore di vetro, tapparlo accuratamente, scrivere la data di preparazione e riporlo a circa 4 gradi centigradi (temperatura standard di un frigorifero), coperto dalla luce (i fattori attivi vengono disattivati rapidamente alla luce e alla temperatura normale).

9). Anche se tenuto al buio e al freddo, decade in poche settimane dei suoi principi attivi.
Pertanto se ne consiglia il consumo entro 1-2 mesi al massimo dalla preparazione.

10). L'Aloe arborescens contiene i principi attivi in percentuale più elevata rispetto all'Aloe vera. Pertanto si consiglia la coltivazione dell'Aloe arborescens (fiore arancione), rispetto all'Aloe vera. Possibilmente su terreno mischiato con sabbia.

Secondo l'autore del presente lavoro, i diversi cucchiai di Aloe arborescens con Miele biologico dovranno essere presi nei tre soliti orari consigliati (mezz'ora prima di colazione, mezz'ora prima di pranzo, mezz'ora prima di cena).
L'Aloe arborescens è stata anche sperimentata al dosaggio di 2 cucchiai grandi ogni 2-3 ore, per un totale di 18-20 dosi giornaliere, per i casi più gravi.
Nel “Protocollo NACCI”, l'Aloe arborescens dovrà comunque essere integrata con 10-15 portate di Frutta fresca e di Verdure fresche crude, 1-2 grammi di Ganoderma lucidum, 1-2 grammi di gambo di Ananas sativus (Bromelina) con 5-6 semini (vitamina B 17) amari (< 3 se bambini) di Prunus armeniaca (o spinosa, o avium, o domestica), pasta biologica e, possibilmente, 250 milligrammi almeno di Germanio organico.

Nota: per tutte le forme di Aloe coltivate, foglie e derivati, bisogna prestare attenzione ai diversi tipi di pianta, ricordando che l 'Aloe vera contiene principi attivi ridotti di circa 1/3 rispetto all'Aloe arborescens. In particolare, bisogna prestare attenzione a partite di foglie derivate da piante non idonee, come la ben nota "Aloe del Natal", una sofisticazione grave del prodotto, poiché contenente Omonataloina: C10-glucosidi del 1,7-diidrossi-8-metossi-3-metilantrone (580).

l'Emodina-Aloe

L’Aloe arborescens contiene quindi circa un centinaio di principi attivi, comprendendo fra essi aminoacidi essenziali, vitamine, sali minerali e altri oligo-alimenti. Ma contiene, soprattutto, sostanze particolarmente efficaci nella cura dei tumori, in particolare l'Emodina-Aloe un antrachinone fluorescente induttore di Apoptosi selettiva verso le sole cellule tumorali.

'Emodina induce l’Apoptosi nella cellula neoplastica, mediante l’attivazione di enzimi proteolitici intracellulari, denominati caspasi 3, 8 e 9, che provocano degradazione per proteolisi di un fattore della trascrizione, denominato Sp1 (247). Alterando questa trascrizione basale cellulare, si provoca la morte della cellula tumorale per Apoptosi.
Tale azione (333), avviene per diversi tipi di tumore, già a concentrazioni minime pari a 1-13 micromoli/litro (1-13 nanomoli/mL); (vedi tabella 4). Più precisamente, la dose letale nel 50% è di 1 nanomole / mL nel caso del Neuroblastoma, e di 13 nanomoli/ mL nel caso del sarcoma di Ewing.
Sembrerebbero invece refrattati all'induzione di Apoptosi: i tumori epiteliali, il carcinoma della cervice, il colon carcinoma, la leucemia a cellule T.
Da fonti bliografiche non disponibili sembrerebbero invece rispondere bene il melanoma, il mieloma multiplo, il glioma, e alcuni tipi di carcinomi e di sarcomi. Efficace su epatocarcinoma (715)

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Azienda agricola GHIGNONE (Aloe Arborescens ed Aloe Vera - Brasiliana)

     ALTEA    (Althaea officinalis) Radice, fiori e foglie
Per il catarro delle vie respiratorie ed intestinali; per le infiammazioni della bocca e del suo interno.
Esercita una azione rinfrescante ed emolliente.

     ALVEARE Prodotti del  - Vedi Prodotti dell'ALVEARE

     AMARI o LIQUORI    Vedi Vini

     ANANAS    (Ananas Sativus, Comusus) Frutto e gambo
Buon digestivo. Maturo è ricco di vitamina C e K ma contiene anche A e B; minerali iodio, manganese, potassio, calcio, fosforo, ferro, zolfo;, utile nelle digestioni per un lievito ed un fermento digestivo (bromalina) simile alla papaina ed alla pepsina; cura tutti gli stati infiammatori in genere, nutritivo, disintossicante, diuretico, anti cellulite, contusioni, ematomi, emorroidi, anemia, artrite, angina, flogosi varie, obesità; in certi casi può dare problemi a coloro che soffrono di ulcere o forti gastriti.

     ANGELICA     (Angelica Arcangelica L.) Radice
Pianta erbacea della famiglia delle Ombrellifere, della stessa famiglia delle carote; è conosciuta dalla medicina tradizionale cinese come tonificante del sangue e della circolazione. Si trova in tutta Italia specialmente nei luoghi freschi ed ombrosi. Le foglie sono molto simili a quelle della velenosissima cicuta. Contiene acidi fenolici, un flavone e un beta-sitosterolo, olio essenziale, cumarine e cromoni. Le specie asiatiche (Angelica sinensis e Angelica acutiloba), sono molto apprezzate dalla medicina cinese, contengono anche ftalidi, polisaccaridi solubili e polienine. Rivitalizzante per tutto l'organismo, aumenta la resistenza fisica e psichica, combatte crampi, flaccidità e previene le depressioni. 
E’ un potente tonico nervino, ridona elasticità alle arterie, migliora la circolazione sanguigna con effetti localizzati anche sull'apparato genitale; tonificante, rinvigorente, aperitivo, stomachico, carminativo, anticonvulsivante, stimola la produzione di interferone, antianemico e mitogeno sui linfociti B, stimolando la produzione di interferone e macrofagi.

     ANGURIA  o anguria (dal greco angourion), indica il frutto e la pianta della specie rampicante della famiglia delle Cucurbitaceae, originariamente proveniente dall'Africa tropicale; il frutto ha un interno rosso, ricco d'acqua, dolce, ed è molto zuccherino. Notevole apporto di liquidi e di sali minerali è un poli vitaminico; azione diuretica.

      ANICE dolce (vedi Finocchio)
ANICE STELLATO  
(Illicium Stellatum L.) Frutti
La Medicina Popolare lo usa come galattogolo e correttivo del sapore. Per gli asmatici è utile respirare il fumo proveniente dalla lenta combustione dei semi. Stimola la peristalsi intestinale, è utile come stomachico, anti spasmodico nelle gastralgie e nelle enteralgie.
ANICE VERDE   
(Pimpinella Anisum) Semi
Stesse proprietà dell’Anice Stellato. Sedativo nelle contrazioni gastriche ed intestinali dolorose.
Utile in: Aerofagia, vomiti nervosi, emicranie, palpitazioni, capogiri, vertigini, coliche infantili, asma, tosse, spasmi bronchiali, mestrui dolorosi, insufficienza lattea. 

      ANNATO (Bixa orellana L.)

L'annatto è una pianta, appartenente alla famiglia delle Bixacee, originaria del tropico americano a cui i diversi popoli indigeni hanno dato nomi differenti: bixa è il suo nome nelle grandi Antille, achiotl è quello azteco, onoto (da cui annatto) nel nord dei Caraibi e urucu in Amazzonia.

Dopo la scoperta dell'America, la sua coltivazione si è estesa in altri continenti.

Già il padre Cobo, cronista coloniale spagnolo, raccomandava di ingerirne l'estratto per curare le emorragie, come diuretico e per mitigare la sete, oltre che di spalmarlo sulla pelle per difendersi dai raggi del sole e dagli insetti

Questa pianta cresce dal livello del mare fino a 1 200 metri di altezza, preferisce temperature di 20°-30° C, non sopporta le gelate, si adatta a tutti i suoli e resiste alla siccità.

La propagazione avviene per seme, per talea e per innesto a gemma, le piantine vengono trapiantate a una distanza d'impianto di 4-7 metri.

La produzione inizia il primo anno ma raggiunge il massimo a partire dal 4°-5°, per mantenersi costante durante numerose stagioni.

Da ogni pianta si raccolgono kg 4-7 di semi; l'epoca balsamica corrisponde con l'indurimento della capsula e la maturazione dei frutti: si taglia il racemo e si eseguono 2-3 raccolti all'anno.

1.1 Descrizione botanica

E' un grande arbusto, che cresce rapidamente fino a 5 metri, a volte 10, ha un diametro di cm 30 e presenta una radice fittonante.

La sua corteccia è bruno verdastra, il fogliame denso e poco ramificato, la linfa arancione e amarognola.

Le foglie sono alterne, a forma di cuore, appuntite; raggiungono una lunghezza di cm 20 e una larghezza di cm 10, il peziolo è lungo, le superfici fogliari sono lisce a maturità, verdi, a volte il rovescio delle nervature è rosa.

I fiori, di colore rosa o bianchi, si raggruppano in pannocchie, con un diametro di cm 6; sono ermafroditi e hanno un calice con 5 sepali verdi e una corolla con 5 petali rotondeggianti; numerosi stami circondano il pistillo rosato, con stigma bilobato e ovario composto da 2-3 celle.

Il frutto è una capsula ovoidale, appuntita o a forma di cuore, con un diametro di cm 3-5, riuniti in racemi di 6-12 unità; la sua superficie è coperta di spine e di una peluria.

Il frutto è rosa, rosso o marrone e a maturità si apre mostrando 30-50 semi piramidali ricoperti da una membrana polposa, appiccicosa, resinosa e rossastra, che costituisce la materia prima per preparare i medicamenti, condimenti e coloranti a base di annatto. Il frutto matura in estate, 6-8 mesi dopo la fecondazione del fiore.

1.2 Composizione chimica

Una volta raccolti, i racemi sono fatti seccare al sole, fino al momenti in cui inizia la deiscenza dei semi; a questo punto si raccolgono le capsule, si scuotono in modo da fare uscire i semi che vengono separati e ripuliti dalle scorie ed essiccati al sole.

I semi e la polpa sono frantumati e miscelati con acqua, fatti fermentare per 1-2 settimane, quindi si decanta il liquido e si raccoglie la pasta risultante che è fatta seccare definitivamente.

Il suo contenuto di acidi grassi è assai elevato (principalmente gli acidi palmitico, stearico, arachidico, oleico), ma il prodotto principale dell'annatto sono le sostanze coloranti presenti nella polpa (arillo) e nel seme, che commercialmente sono raggruppate in due categorie, la bixina e l'orellina, inodori, insapori e inerti biologicamente.

1. Bixina, complesso di carotenoidi liposolubil