La notizia proviene dal secondo
congresso mondiale su “Vaccini e anticorpi prodotti in pianta”, che
ha visto riuniti nei giorni scorsi a Verona 150 studiosi provenienti
tutto il mondo per fare il punto sulle nuove prospettive di terapie
offerte dalle recenti scoperte del cosiddetto Molecolar Farming, il
metodo di ricerca biotecnologica che utilizza sistemi vegetali per
la produzione di molecole farmaceutiche.
Qui trovate tutte le resistenze del
produttore (Glaxo),
ad esempio del Tamiflu, alla pubblicazione al
pubblico dei trials del farmaco:
http://www.bmj.com/tamiflu
Commento NdR: questa puo’
essere una strada da percorrere, in quanto porterebbe alla
produzione di farmaci non di sintesi.
Ma quello che questi
medici e ricercatori allopati non
sanno o non vogliono capire e’ che TUTTE le malattie partono
e nascono dagli ERRATI stili di Vita e non nascono per la mancanza o
l’eccedenza di una sostanza…!
Effetti
collaterali dei Farmaci nell’ambiente
Evidenziato un nuovo e insidioso
rischio ecologico: eliminati con le urine, i farmaci persistono attivi
per anni nell'ambiente
Ogni
giorno milioni di persone prendono almeno uno fra le migliaia di
medicinali in commercio; farmaci che, dopo aver svolto la loro azione
curativa, vengono eliminati, per lo più con le urine. A questo punto ci
dimentichiamo di loro. In realtà i principi attivi, più o meno
metabolizzati dall’organismo, finiscono nell'ambiente e vanno ad
inquinare acque di scarico, fiumi e suolo, dove restano per anni.
Non è
il delirio di un ambientalista esagitato, ma l'argomento di una
disciplina, l'ecofarmacologia, nata appena un paio di anni fa, già tema
della conferenza d'apertura del congresso della Società internazionale
di Farmacovigilanza, che si terrà a Manila a metà ottobre. Un settore
nuovo fin dal nome, coniato per indicare lo studio dei rischi ambientali
(di conseguenza, per gli animali e l'uomo) connessi all'impiego dei
medicinali su larga scala. Perché il loro utilizzo è massiccio e in
continua crescita: ogni anno nel mondo vengono consumate ben centomila
tonnellate di antibiotici. «Nuotiamo in un mondo di cui sappiamo ben
poco» ironizza Giampaolo Velo, direttore della Farmacologia Clinica
dell'università di Verona e del centro di riferimento
dell'Organizzazione Mondiale della Sanità per la comunicazione sulla
sicurezza dei farmaci, oltre che pioniere fra gli ecofarmacologi.
ANALISI
DELLE ACQUE - Specialisti che, per
cominciare a capirci qualcosa, hanno provato a dosare antibiotici,
analgesici, sedativi, antiipertensivi e altri farmaci di largo consumo
in acque reflue, fiumi e falde acquifere. I risultati lasciano poco
spazio ai dubbi: una ricerca apparsa qualche tempo fa sulla rivista «Lancet»
dimostra che tutti i medicinali usati in abbondanza, specialmente quelli
per terapie croniche, sono presenti nell'ambiente in quantità
misurabile.
L'autore è Roberto Fanelli, responsabile del Dipartimento Ambiente e
Salute dell'Istituto Negri di Milano, che precisa:
«Si tratta di
concentrazioni basse, dell'ordine dei nanogrammi per litro (miliardesimi
di grammo). Anche per questo non è facile identificare uno per uno i
farmaci presenti nell'ambiente; come se non bastasse, il numero di
molecole riscontrabili in un campione di acqua o suolo è elevatissimo e
i metodi di rilevazione, basati sulla spettrometria di massa, sono
complessi».
Nonostante queste difficoltà, studiosi italiani, inglesi, francesi e
tedeschi, negli ultimi tre anni hanno dimostrato che i corsi d'acqua
europei portano in mare medicinali come diclofenac, ibuprofen (anti-infiammatori),
propanololo (abbassa la pressione), antidepressivi e antibiotici. «Oggi
le ricerche si stanno concentrando sui medicinali che, non degradati,
possono accumularsi con maggior facilità» aggiunge Fanelli.
CIRCUITO
CHIUSO - Il nostro organismo
metabolizza dal 30 al 70% dei farmaci che ingeriamo, trasformandoli in
composti il più delle volte innocui; il resto della dose somministrata
però finisce nelle orine intatta e ancora in grado di agire. Da qui i
medicinali proseguono il loro viaggio verso i depuratori delle acque
reflue e poi in fiumi, laghi e mari, ma durante il percorso le occasioni
per inquinare un po' dappertutto si sprecano: i fanghi derivati dagli
impianti di depurazione vengono spesso riciclati come concimi agricoli e
le acque fluviali sono utilizzate per l'irrigazione dei campi.
E non c’è solo l’impiego umano dei farmaci: in agricoltura e
nell'allevamento degli animali si utilizzano antibiotici, ormoni,
antiparassitari che finiscono nel terreno e da qui filtrano nelle falde
acquifere.
Ma l'ecosistema non è a compartimenti stagni: i farmaci rientrano nella
catena alimentare perché passano dal suolo nell'erba mangiata dagli
animali o alla frutta e alla verdura che arriva sulle nostre
tavole.
Oppure, più semplicemente, li beviamo perché fiumi e falde acquifere
sotterranee servono ad alimentare gli acquedotti cittadini e le riserve
di acqua potabile.
I RISCHI
- Farmaci e droghe che ingeriamo così, del tutto inconsapevolmente,
possono essere pericolosi? «I medicinali o i loro prodotti di scarto
dispersi nell'ambiente possono avere un effetto perché, per loro
natura, sono attivi anche a dosi molto basse - risponde Fanelli - .
Bisogna capire se come e dove questo effetto si manifesta: non possiamo
permetterci di ripetere gli errori commessi in passato».
Il riferimento è alla disinvoltura con cui, soprattutto negli anni '60
e '70, sono stati messi in commercio prodotti chimici d'ogni sorta,
salvo poi accorgersi che erano dannosi per l'ambiente e persistenti:
ancora oggi nel latte materno o nel nostro sangue possono essere dosate
tracce di contaminanti messi al bando trent'anni fa. «Non è semplice
capire se i farmaci dispersi nell'ambiente esercitano un'azione
biologica sull'uomo: dovremmo, innanzitutto, riuscire a dosare i
medicinali di più largo impiego nel sangue di persone che non li hanno
mai presi - spiega Velo - -. Inoltre gli effetti derivano da un cocktail
di sostanze cui si è esposti involontariamente, per periodi lunghi e
senza che ve ne sia bisogno, ma i metodi d'indagine impiegati in
tossicologia non bastano a prevedere le conseguenze a lungo termine».
I
SORVEGLIATI «SPECIALI» - Fra i
farmaci, quali sono più insidiosi ? I "sorvegliati speciali"
sono gli antibiotici e gli ormoni. I primi perché si consumano a
tonnellate e una volta dispersi nell'ambiente possono far comparire
ceppi di batteri resistenti, pericolosi per uomo e animali. Gli ormoni,
dal canto loro, sono molto attivi a concentrazioni minime e stabili nel
tempo: anche in piccola quantità possono provocar danni, almeno sul
metabolismo degli animali. Gli studi che lo segnalano sono ormai
numerosi: si è visto, ad esempio, che miliardesimi di grammo di
estrogeni alterano lo sviluppo sessuale di alcune specie di pesci con
esiti disastrosi sulla loro possibilità di riprodursi. §Thomas Moon,
biologo dell'università di Ottawa in Canada, ha segnalato che
pesciolini rossi esposti a residui ambientali di gemfibrozil, medicinale
abbassa-colesterolo, smettono di produrre testosterone. Resta da capire
che cosa può accadere all'uomo che mangi pesci o altri animali
"imbottiti" di farmaci o beva acque inquinate da medicinali.
«Verosimilmente non dobbiamo temere l'acqua del rubinetto, date le dosi
minime ingerite di volta in volta. Non si può escludere, però, un
effetto nocivo a lungo termine» ammette Velo. Il cocktail di principi
attivi cui siamo involontariamente esposti potrebbe alterare la nostra
capacità di risposta alle medicine o mandare in tilt il metabolismo:
con l'andare degli anni, ad esempio, potrebbe accadere ciò che si è
verificato ai tempi delle bistecche agli ormoni, quando la carne
gonfiata dagli steroidi provocò casi di ginecomastia (la comparsa del
seno negli uomini). Del resto c'è chi imputa il progressivo
abbassamento dell'età dello sviluppo nelle bimbe all'esposizione
minima, ma continua agli estrogeni ambientali.
Fra qualche tempo potremo forse saperne di più: nel dicembre 2002 il
governo svedese ha chiesto alla Swedish Medical Products Agency, il
corrispettivo della nostra Agenzia del Farmaco, di stilare un documento
ufficiale circa il rischio ambientale posto dai farmaci di maggior
utilizzo.
«In attesa che questo e altri studi facciano luce sui reali effetti
biologici dei medicinali dispersi nell'ambiente è prudente usare i
farmaci meno e meglio - raccomanda Velo -, l'inquinamento
ambientale da farmaci oggi può sembrare un problema irrisorio, ma col
tempo le quantità presenti in fiumi, laghi e falde acquifere
aumenteranno a dismisura e potranno superare la soglia di pericolo, provocando
danni che ignoriamo e che oggi non siamo in grado di immaginare".
By
Elena Meli – 13/10/2005 -
Tratto da:
www.corriere.it
Commento NdR:
Oggi sono ben noti i misfatti
dell’industria farmaceutica, e
sono solo la punta dell’iceberg, ma nell’articolo non
vengono tenuti in nessuna considerazione i GRAVISSIMI MISFATTI
degli enti governativi Italiani
ed esteri, a “Tutela della Salute”; dove sono stati, e
dove sono ancora oggi questi enti
che dovrebbero controllare con i loro laboratori, i farmaci
ed anche i
vaccini…..forse al bar a
prendersi un caffe’….? ..e chiudendo tutti
i due occhi su queste azioni Criminali, cio’ significa
che sono collusi con i produttori di
farmaci e
vaccini, ma significa anche che
le case farmaceutiche hanno
corrotto e/o immesso nei posti di potere di questi enti, i “loro”
uomini affinche’ nascondessero e
chiudessero i due occhi su questi
CRIMINI contro l’Umanita’....
…altro che
HITLER….quello ERA un BRAVO RAGAZZO in
CONFRONTO a QUESTI
CRIMINALI di OGGI !
La maggior parte delle case
farmaceutiche è stata fondata a meta-fine ottocento o primi del
novecento. Inizialmente le nazioni trainanti in questo settore
furono Svizzera, Germania ed Italia.
Nel novecento il concetto di scoperta scientifica si è fuso con
quello di bene di consumo di massa, per cui la aziende farmaceutiche
hanno imposto un nuovo modo di fare medicina pratica.
RICERCA DEVIATA
ai MEDICINALI che MANTENGONO la MALATTIA CRONICA.
INTERVISTA al PREMIO NOBEL per la MEDICINA: RICHARD J. ROBERTS. -
MEDITATE e CONDIVIDETE !
Il vincitore del Premio Nobel per la Medicina, Richard J.Roberts,
denuncia il modo in cui operano le grandi
industrie farmaceutiche
nel sistema capitalistico, anteponendo i benefici economici alla
salute e rallentando lo sviluppo scientifico nella cura delle
malattie perché guarire non è fruttuoso come la cronicità.
Sindrome
infiammatoria chiamata "Asia" scatenata dai
vaccini !
ASIA_Sindrome
infiammatoria-dai-vaccini-Riassunto.pdf
Tratto da: http://www.assis.it/wp-content/uploads/2014/12/ASIARiassunto.pdf
... ed e' noto che... le
infiammazioni sono foriere di qualsiasi tipo
di sintomi, che i
medici impreparati
allopati chiamano erroneamente "malattie"....
Confessioni di un
Informatore farmaceutico
....dal marketing, unica regola regina
nella distribuzione dei farmaci e/o
Vaccini, agli
accordi tra governi e multinazionali per la
“gestione” delle malattie, dalle confessioni di
anonimi informatori farmaceutici, allo strano
ruolo chiave dei medici di base: cosa si
nasconde dietro un farmaco e cosa ci viene
prescritto realmente ? - video da vedere:
http://vimeo.com/52822936#at=0
E’ ormai noto che
la maggior parte dei farmaci prescritti dai
medici
allopati, non curano
in modo definitivo le
malattie,
ma sono solo dei palliativi che, alle volte,
alleviano i sintomi od il dolore che spesso
provocano esse stesse. Ma chi veramente si risanano sono i
fatturati delle multinazionali dei Farmaci e
Vaccini, i
quali servendosi di medici che ignorano tutte le
possibili terapie naturali alternative per ogni
malattia, divengono di fatto i rappresentanti di
BIG PHARMA.
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Cocktail di farmaci, un
rischio per la natura - 22 Ottobre 2010
Residui di medicinali e prodotti per l'igiene personale si
riversano nell'ambiente attraverso le fognature, con pesanti
conseguenze sulle comunità microbiche e sui sistemi acquatici. E
non ci sono adeguate strategie per stimare i rischi ambientali
causati da questi mix di sostanze. A rivelarlo è una
ricerca condotta dall'Università
di Göteborg, in Svezia.
“Bisogna cominciare a studiare gli effetti non solo delle
singole sostanze, ma anche delle loro combinazioni”, ha spiegato
Sara Brosché, autrice dello studio e ricercatrice presso il
Dipartimento di Scienza ambientale e delle piante. La
medicina moderna si affida
ai prodotti farmaceutici per
ogni tipo di trattamento.
Le sostanze attive nei farmaci di cui facciamo uso vengono
gradualmente espulse attraverso le urine e le feci per poi
finire nelle fognature; così piccole quantità di medicinali
vengono ritrovate nella maggior parte degli ambienti acquatici,
dai corsi sotterranei ai mari. Le più alte concentrazioni si
trovano in corrispondenza della fuoriuscita delle acque degli
impianti di depurazione, spesso nella forma di un cocktail di
differenti medicinali. Una volta dispersi in natura, questi
residui - soprattutto gli agenti antimicrobici come gli
antibiotici e gli antifungini - continuano
a influenzare l’ambiente.
Nella sua ricerca, la
studiosa svedese ha osservato l'effetto di miscele di farmaci su
alcune popolazioni di microalghe.
E ha mostrato che, sebbene i livelli di farmaci normalmente
osservati nell’ambiente siano bassi, i
cocktail di sostanze tossiche hanno generalmente un
effetto maggiore della somma delle singole parti.
“Quando abbiamo mescolato cinque medicinali e prodotti per
l’igiene personale (fluoxetina, propanololo, zinco piritione,
clotrimazolo e triclosano) a concentrazioni che non avrebbero
avuto alcun effetto significativo individualmente, la miscela ha
avuto effetto su quasi il 30 per cento delle microalghe”, ha
concluso la ricercatrice - Rifermenti:
Università di Göteborg
By Monica Di Dionisio - Tratto da. galileonet.it