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Psicofarmaci
psico-pillole, medicinali, medicine
Continua da:
Pericoli dei farmaci - 1
+
Astenersi dai
farmaci diventera' un crimine
+
Comparaggio farmaceutico
La maggior
parte delle
case farmaceutiche è stata fondata a
meta-fine ottocento o primi del
novecento. Inizialmente le nazioni
trainanti in questo settore furono
Svizzera, Germania ed Italia.
Nel novecento il concetto di scoperta
scientifica si è fuso con quello di bene
di consumo di massa, per cui la aziende
farmaceutiche hanno imposto un nuovo
modo di fare medicina pratica.
RICERCA DEVIATA ai MEDICINALI che
MANTENGONO la MALATTIA CRONICA.
INTERVISTA al PREMIO NOBEL per la
MEDICINA: RICHARD J. ROBERTS. -
MEDITATE e CONDIVIDETE !
Il vincitore del Premio Nobel per la
Medicina, Richard J.Roberts, denuncia il
modo in cui operano le grandi
industrie farmaceutiche
nel sistema capitalistico, anteponendo i
benefici economici alla salute e
rallentando lo sviluppo scientifico
nella cura delle malattie perché guarire
non è fruttuoso come la cronicità.
Confessioni di un
Informatore farmaceutico
....dal marketing, unica regola regina
nella distribuzione dei farmaci e/o
Vaccini, agli
accordi tra governi e multinazionali per la
“gestione” delle malattie, dalle confessioni di
anonimi informatori farmaceutici, allo strano
ruolo chiave dei medici di base: cosa si
nasconde dietro un farmaco e cosa ci viene
prescritto realmente ? - video da vedere:
http://vimeo.com/52822936#at=0
E’ ormai noto che
la maggior parte dei farmaci prescritti dai
medici
allopati, non curano
in modo definitivo le
malattie,
ma sono solo dei palliativi che, alle volte,
alleviano i sintomi od il dolore che spesso
provocano esse stesse. Ma chi veramente si risanano sono i
fatturati delle multinazionali dei Farmaci e
Vaccini, i
quali servendosi di medici che ignorano tutte le
possibili terapie naturali alternative per ogni
malattia, divengono di fatto i rappresentanti di
BIG PHARMA.
Sindrome
infiammatoria chiamata "Asia" scatenata dai
vaccini !
ASIA_Sindrome
infiammatoria-dai-vaccini-Riassunto.pdf
Tratto da: http://www.assis.it/wp-content/uploads/2014/12/ASIARiassunto.pdf
... ed e' noto che... le
infiammazioni sono foriere di qualsiasi tipo
di sintomi, che i
medici impreparati
allopati chiamano erroneamente "malattie"....
Ormoni, pressioni sui medici per
venderli...anche per i bambini
I FARMACI RITIRATI e QUELLI a RISCHIO
Cerivastatina (Lipobay/Baycol)
Appartiene alla classe degli
anticolesterolo (statine) usati per
prevenire eventi coronarici in pazienti
con cardiopatie. Fu ritirato nel 2001
con l'accusa di aver causato numerosi
decessi. Specie se associato ai fibrati
provoca danni muscolari, fino a
rabdomiolisi, con gravi conseguenze a
livello renale e cardiaco.
Antidepressivi (Prozac, Zoloft, Paxil,
Effexor)
Gli antidepressivi di nuova generazione,
gli Ssri, che inibiscono la ricaptazione
della serotina, erano considerati
efficaci anche negli adolescenti. Nel
2004 la Fda e l'Emea hanno stabilito che
non solo gli Ssri ma l'intera categoria
degli antidepressivi aumenta il rischio
di comportamenti suicidi nei pazienti
pediatrici e negli adolescenti.
Cisapride (Cipril/Alimix)
Farmaco usato anche nei bambini contro
il reflusso gastroesofageo: ritirato dal
commercio nel 2000 dopo che Vanessa
Young, una 15enne con lievi disturbi
gastrici, morì di infarto a causa del
farmaco. Negli Usa viene ancora
prescritto, in casi particolari e sotto
stretta sorveglianza del medico.
Sibutramina (Meridia/Reductil)
Sviluppata inizialmente come
antidepressivo, si scoprì che poteva
servire a perdere peso, facendo crescre
i livelli di serotonina e noradrenalina.
Fa aumentare la pressione arteriosa ed
espone a rischio cardiovascolare anche
fatale. Nel marzo 2002 il ministero
della Salute sospende cautelativamente
la vendita del farmaco e richiede all'Emea
una rivalutazione del profilo
rischio/beneficio. La sospensione della
sibutramina è annullata nell'agosto 2002
ed è riammessa in commerco con precise
controindicazioni e a uso specialistico.
Terapia sostitutiva ormonale
Nel 2002 uno studio su 16 mila donne, il
Women's health initiative (Whi), che
prendevano ormoni (estro-progestinici)
in menopausa è stato interrotto prima
della data prevista, il 2005, dopo 5
anni e due mesi: l'assunzione in dosi
fisse di questa combinazione di ormoni
ha evidenziato che i rischi erano
superiori ai benefici: aumento di ictus,
trombosi venosa, embolia polmonare e
tumore al seno.
Rosuvastatina (Crestor)
Introdotta sul mercato nel 2003 è
anch'essa sotto stretta sorveglianza,
come tutte le altre statine. David
Graham, dell'Fda, in contrasto con la
sua Agenzia per la sicurezza sui farmaci
sostiene sia necessario sottoporre a
revisione il Crestor per gli alti rischi
cui è associato: danni muscolari, come
la rabdomiolisi, e insufficienza renale.
Valdecoxib (Bextra), Parecoxib (Dynastat),
Celecoxib (Celebrex/Artilog/Solexa),
Eterocoxib (Arcoxia, Algix, Tauxib),
Lumiracoxib (Prestige, registrato in
Europa, sospeso temporaneamente il
lancio)
Appartengono alla classe dei nuovi
antinfiammatori, i Coxib, inibitori
selettivi della cox-2.
Il
rofecoxib (Vioxx) è stato ritirato, ma
tutti i Coxib sono sottoposti a
revisione da parte di Fda ed Emea: per
valutare l'opportunità di mantenerli in
commercio. L'Emea ha indicato forti
limitazioni d'impiego, controindicazioni
nei pazienti con malattia cardiaca o
ictus, e ulteriori controindicazioni nei
pazienti con ipertensione, precauzione
nei pazienti a rischio cardiovascolare e
utilizzo alla dose più bassa per un
trattamento il più breve possibile.
Sartani Candersartan (Blopress, Ratacand)
Eprosartan (Tevetenz), Irbersartan (Aprovel,
Karvea) Losartan (Loortan, Losaprex,
Neolotan), Telmisartan (Micardis, Pritor)
Valsartan (Tareg, Valpression)
Sono antagonisti dei recettori
dell'angiotensina-2, efficaci come
antipertensivi, nell'insufficienza
cardiaca e come nefroprotettori. Negli
ultimi tempi hanno registrato una
crescita vertiginosa di prescrizioni
sostituendosi agli Ace-inibitori. In
realtà, studi concludono che i sartani
espongono a maggior rischio di infarto.
In questo contesto, non stupiscono più
di tanto episodi come quelli del Vioxx e
degli altri Coxib. «Usati per breve
tempo, probabilmente non darebbero
problemi diversi da quelli degli altri
analgesici. Il fatto è che sono
diventati un farmaco per tutta la vita»
dice Magrini.
In questa direzione ha spinto il
marketing. «C'è stata un'avidità di
mercato che ha spinto a usi eticamente
non condivisibili». La stessa accusa è
stata fatta agli antidepressivi Ssri: se
ne è spinto l'uso addirittura per
bambini e adolescenti, trascurando (o
nascondendo) i gravi rischi che
comportavano.
Le insidie sono nascoste anche nel modo
stesso in cui viene condotta la
sperimentazione sui farmaci.
«Per
quanto ampia e ben fatta, è comunque su
un numero limitato di pazienti» dice
Nazzari. «Gli eventi gravi emergono sui
larghi numeri, nel lungo periodo, una
volta che il farmaco è in commercio»
prosegue Marco Bobbio, cardiologo.
«All'esigenza della sicurezza si
contrappone quella di introdurre il
prima possibile sul mercato farmaci che
magari possono curare dei pazienti».
In un contesto sperimentale è anche
molto difficile studiare le interazioni
tra farmaci, che invece capitano nel
mondo reale. «Una soluzione è» dice
Garattini «un monitoraggio attivo, un
sistema di farmacovigilanza che non si
basi come ora sulla segnalazione
spontanea dei medici. Se ci fosse stato,
il caso Lipobay, provocato
dall'interazione tra cerivastatina e
fibrati, non si sarebbe verificato».
Sembra che la storia sia destinata a
ripetersi, se nel frattempo qualcosa non
cambierà. Nel mirino c'è un'altra classe
di farmaci, i sartani, antipertensiivi,
sei molecole simili commercializzate
sotto 12 etichette diverse. L'industria
li sta spingendo perché sul mercato
sostituiscano i vecchi Ace-inibitori
prossimi alla scadenza del loro
brevetto: avrebbero un miglior profilo
rischio-beneficio.
Uno
studio apparso pochi mesi fa sul British
medical Journal ha messo in discussione
questa tesi affermando che,
paradossalmente, pur abbassando la
pressione, potrebbero esporre a maggior
rischio di infarto. Conclude la rivista:
"Ai pazienti
andrebbe detto".
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ADVIL, MOTRIN E ALEVE SOTTO ACCUSA IN USA PER DANNI AL
CUORE
New York, 19 apr. (Apcom) - Tre nuovi farmaci antidolorifici sono finiti sotto
accusa per gli effetti dannosi che hanno sull'apparato cardio-circolatorio:
Advil, Motrin e Aleve tutti venduti senza ricetta sul mercato statunitense.
Stando ad uno studio condotto dal dottor Jon Sudbo del Radium Ospital di Oslo, in Norvegia, questi antidolorifici riducono del 50% le possibilità di ammalarsi di cancro alla gola, ma aumentano con la stessa percentuale le chances di patire un attacco di cuore. Lo studio, condotto tra 908 fumatori norvegesi, è stato presentato ieri durante la conferenza dell'American Association for Cancer Reserch, tenutasi ad Anaheim, in California.
Il team di Sudbo, indagando gli effetti benefici di queste medicine sui pazienti ammalati di tumore alla gola, ha scoperto che Advil, Motrin e Aleve incidono pesantemente sulla circolazione sanguigna, almeno quanto i farmaci recentemente banditi dalla Food and Drug Administration: Vioxx e Bextra.
Diversamente da queste medicine dette inibitori cox-2, però, Advil, Motrin e Aleve fanno parte di una famiglia più grande di preparati, quella degli anti-infiammatori non a base di steroidi (Nsaid), in cui rientrano anche naproxen, ibuprofen e praticamente tutti gli antidolorifici che si possono acquistare senza ricetta, tranne il Tylenol. La ricerca di Sudbo ha tenuto sotto controllo per 20 anni 3000 pazienti ad alto rischio di contrarre il tumore alla gola. I 454 che si sono ammalati, sono stati messi a confronto con altri 454 pazienti nelle stesse condizioni, che però non hanno contratto il tumore. Di queste 908 persone, le 277 che avevano fatto uso di farmaci Nsaid negli ultimi sei mesi avevano un rischio minore di ammalarsi, eppure stavano morendo con il doppio della frequenza degli altri, a causa di problemi cardiaci. Stando alla ricerca, il rischio è più alto tra i fruitori dell'ibuprofen, che hanno tre volte più possibilità di avere problemi cardiaci rispetto ai non utilizzatori di farmaci Nsaid. Lo studio, condotto su una scala relativamente piccola, necessita ora di approfondimenti scientifici che appurino se le quantità di antidolorifici assunti incidano o meno sulla probabilità di sviluppare problemi cardio-circolatori.
http://www.apcom.it/popup.php?cnt=../../../news/home/20050419_173306_02A3021F.php
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Ecco uno dei TANTISSIMI farmaci ritirati dal
commercio....Fonte Nadir Notizie:
Ritirato dal commercio il farmaco Viracept (nelfinavir) - Redazione
in Attualità - 07.06.2007
Sulla base di una disposizione dell'Emea (Agenzia europea dei
medicinali) con una procedura specifica di allerta rapido è stato
disposto il ritiro in tutti i Paesi europei del medicinale Viracept
(nelfinavir) indicato per la terapia dell'HIV/AIDS.
Il ritiro immediato del farmaco, in tutte le confezioni e lotti, si
è reso necessario a seguito dell'identificazione, da parte della
casa farmaceutica produttrice Roche, della presenza di un agente
inquinante inatteso, il mesilato etilico (anche conosciuto come il
etilestere dell'acido metansolfonico) in alcuni lotti di Viracept.
Il mesilato etilico è risultato genotossico (nocivo per il DNA) su
studi su animali a dosi molto superiori a quelle riscontrate nel
Viracept; l'effetto sull'uomo non è conosciuto e tuttavia, a
scopo precauzionale, l'EMEA ha proceduto al ritiro di tutti i
lotti e di tutte le confezioni.
A seguito della decisione europea, l'Agenzia Italiana del Farmaco ha
disposto il ritiro dal commercio del farmaco. In Italia, il Viracept
viene distribuito esclusivamente dai Centri di Infettivologia
e comunque nei day hospital specializzati nella cura
dell'HIV/AIDS.
COSA FARE ?
I pazienti in terapia con questo farmaco sono invitati a contattare
il proprio Centro di riferimento per concordare, tra le
diverse alternative terapeutiche disponibili, quella più
adatta al proprio caso e per restituire il medicinale
ritirato. Tutti i medici prescrittori di farmaci
antiretrovirali sono invitati a contattare i pazienti in terapia con
Viracept, convocarli immediatamente presso il centro clinico
chiedendo la restituzione del medicinale e cambiare la terapia
al paziente.
ATTENZIONE: Particolare allerta va rivolta alle donne in gravidanza
che assumono Viracept, visto le sostanze genotossiche
imputate. Il rischio in tutti i pazienti che sono stati
esposti a mesilato etilico è ignoto.
Fonte: AIFA -
http://www.agenziafarmaco.it/
Fonte: EMEA -
http://www.emea.europa.eu/pdfs/general/direct/pr/25128307en.pdf
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Farmaci
per fibromialgia:
Cochrane li mette in discussione - Feb. 2013
Benefici o
dannosi ? Ancora non è dato saperlo, almeno secondo le ambigue
conclusioni di una recente revisione pubblicata sulla Cochrane
Library: due tra i farmaci più comuni contro il dolore da
fibromialgia reumatica sono risultati efficaci nel 22 per cento dei
casi, mentre il 21 per cento dei pazienti ha addirittura dovuto
sospenderli per la comparsa di spiacevoli effetti collaterali.
«I soggetti colpiti da fibromialgia, l'80 per cento dei quali sono
donne, superano i cinque milioni solo negli Stati Uniti» esordisce
Winfried Häuser, internista alla Technische Universita' di
Monaco, in Germania e primo autore dello studio, spiegando che i
sintomi principali della malattia sono dolori diffusi e persistenti,
sonnolenza e stanchezza
cronica.
La causa resta per ora sconosciuta (NdR: alla
medicina ufficiale) e non
esiste una cura specifica. «Due farmaci spesso prescritti per il
trattamento di fibromalgia sono il milnacipran e la duloxetina,
entrambi appartenenti alla classe degli inibitori della ricaptazione
della serotonina e della noradrenalina» riprende il ricercatore
tedesco che assieme ai suoi coautori ha esaminato dieci studi di
alta qualità svolti su oltre seimila adulti trattati con duloxetina,
milnacipran, o placebo per un massimo di sei mesi, scoprendo non
senza sorpresa che i due farmaci hanno effetti benefici o dannosi
all'incirca nelle stesse percentuali di pazienti, in prevalenza
donne bianche di mezz'età.
«Alla luce di questi risultati è necessaria una franca discussione
tra medico e paziente circa i potenziali rischi e benefici di
entrambi i farmaci» osserva Häuser. E aggiunge: «C'è in giro
una grande quantità di pubblicità che sbandiera gli effetti benefici
di queste medicine, mentre i dati di questa ricerca mostrano un
miglioramento davvero minimo. Ne consegue che il trattamento con i
farmaci da soli dovrebbe essere scoraggiato».
La cosa giusta da fare invece, almeno secondo Brian Walitt,
coautore della revisione ed esperto di terapia del dolore al
Washington Hospital Center, è un approccio multidisciplinare che
combina i farmaci quando efficaci, l'esercizio fisico per favorire
la mobilità e la consulenza psicologica per migliorare la capacità
di convivere con la malattia.
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CONSIGLI a coloro che vogliono
utilizzare i Farmaci di sintesi.
Farmaci
in
Microdosi:
somministrare un farmaco al minimo dosaggio efficace evitando
effetti collaterali
Si
definisce dose minima efficace la dose di farmaco che produce
un livello ematico al di sotto del quale il farmaco non ha effetto.
Analogamente, si definisce dose subtossica quella che produce una
concentrazione ematica al di sopra della quale si manifestano
effetti secondari e/o tossici.
In
base a questo principio è nata la teoria delle microdosi che
fornisce all'organismo il "minimo dosaggio efficace"; secondo questa
teoria infatti utilizzare dosi maggiori di farmaco non
sarebbero utili dal punto di vista terapeutico, risultando superflue
e quindi potenzialmente solo tossiche. La tecnica delle
microdosi si applica a sostanze di tipo vegetale, quali tinture
madri e oli essenziali, e di tipo chimico come le sostanze chimiche
ed i farmaci. Se si considerano le spese sempre maggiori nel campo
sanitario e la percentuale altissima delle sindromi iatrogene (danni
da uso dei farmaci), con la diluizione del rimedio si dà una
risposta a vari problemi della cura quotidiana del paziente.
Ad
esempio, utilizzare i farmaci evitando gli effetti collaterali e
ottenendo gli stessi risultati con un tempo d'azione molto più
rapido, ma con l'impiego di quantità di gran lunga ridotte, tra le 2
mila e le 15 mila dosi in meno rispetto alle attuali
somministrazioni: è una tecnica usata in Messico e a Cuba e
praticamente sconosciuta in Italia.
Questa pratica terapeutica è stata scoperta nel 1980 dal
medico messicano Eugenio Martinez Bravo, dell'università
autonoma di Zacatecas (ormai scomparso).
Con
le microdosi i farmaci si assumono per via sopralinguale, da lì
giungono all'ipotalamo, alla corteccia celebrale e quindi ai
recettori degli organi bersaglio evitando il lungo processo
metabolico di assorbimento.
A
differenza dell'omeopatia, che segue la legge dei simili curando una
malattia con una sostanza che riproduce la stessa malattia, il
metodo delle microdosi adotta la legge dei contrari, come avviene
nella medicina tradizionale. Qui, inoltre, il farmaco è presente,
come testimonia il fatto che non si possono dare microdosi di quel
farmaco alle persone allergiche.
La
preparazione delle microdosi non richiede una tecnologia
sofisticata: la dose giornaliera del farmaco va sciolta nel veicolo
1 (20ml), che e' costituito dal 66% di alcool (a 95/96 gradi) e dal
33% di acqua, ottenendo così la base. Quindi c'e' una seconda
diluizione: in una bottiglietta da 20 millilitri costituita al
contrario (66% di acqua e 33% di alcool) e si inseriscono le gocce
della base. La posologia e' di 2 gocce quattro volte al giorno.
Vediamo
ad esempio il caso di una ricetta medica così scritta: microdose
paracetamolo 1 grammo, 15 gocce in 20ml.
Il
farmacista preparerà la soluzione base (1g di paracetamolo nel
solvente alcool:acqua=66:33) da cui preleverà le 15 gtt da diluire
nei successivi 20ml. Sulla ricetta il medico indicherà anche la
posologia giornaliera che generalmente è di 2gtt sublinguali
4 volte al giorno lontano dai pasti, talvolta il primo giorno si
consiglia una dose più intensa cioè 2gtt ogni 10 minuti per la
prima ora e poi ogni ora per il resto della giornata. Nella
cura dei bambini si utilizzano quantità minori di alcool.
E'
stato elaborato un protocollo di ricerca con 40 persone, divise in
quattro gruppi, a ciascuno dei quali sono state somministrate 2
gocce di quattro diverse soluzioni: acqua; un veicolo idro-alcolico
(acqua ed alcool); fenobarbitale (un farmaco ipnotico ed
antiepilettico); microdose di fenobarbitale.
Stando
ai rilievi encefalografici, nel primo gruppo non ci sono stati
effetti placebo, nel secondo sono state registrate leggerissime
variazioni, nel terzo gruppo si sono avuti i segnali corrispondenti
agli effetti del farmaco. Nel quarto gruppo, quello curato con la
microdose, si sono rilevate variazioni identiche a quelle del terzo
gruppo, ma con l'apparire della sonnolenza (considerato un sintomo
favorevole) nel giro di 4/5 minuti.
Ma esiste un altro aspetto interessantissimo in tutta questa
ricerca che non possiamo tralasciare e che per fortuna qui in Italia
sta trovando un'applicazione molto estesa: l'uso delle microdosi con
gli oli essenziali. Se con le piante la diluizione apporta vantaggi
relativi, con l'aromaterapia la microdose favorisce finalmente un
uso per via orale che, con gli oli, è sempre stato visto con
molta prudenza. La distillazione di una pianta aromatica fa ottenere
rimedi con una intensa concentrazione di principi attivi, tossici ad
alte dosi e a volte anche un po' irritanti per le mucose.
E
così, ad esempio, l'utilizzo in terapia dell'olio essenziale di
origano, uno degli antibiotici più potenti in natura, con un ampio
spettro d'azione, viene limitato a causa dei suoi effetti irritativi
locali. La microdose degli oli ci fa superare completamente questi
problemi e utilizzare delle diluizioni che possono essere date
tranquillamente per via orale, con effetti clinici peraltro molto
interessanti. 15/01/2008 - Bibliografia: Il farmacista 16/03/07
"Terapia a piccole dosi"
http://www.farmaciadimuria.it/3livello_dettaglio_new.asp?id=2730
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900 Studies Show
Statin Drugs are Dangerous -
900 Studi illustrano che le
Statine sono pericolose
A new paper cites nearly 900 studies on the adverse effects of
HMG-CoA reductase inhibitors, also called statins, which are a class
of drugs widely used to treat high cholesterol. The review provides
the most complete picture to date of reported side effects of
statins.
Muscle problems are the
best known of statin drugs' adverse side effects, but cognitive
problems and pain or numbness in the extremities are also widely
reported. A spectrum of other problems, ranging from blood glucose
elevations to tendon problems, can also occur as side effects.
The paper summarizes powerful evidence
that statin-induced injury to the function of the body's
energy-producing cells, called mitochondria, underlies many of the
adverse effects that occur to patients taking statin drugs. Statins
lower levels of coenzyme Q10, a compound central to the processes of
making energy within mitochondria and eliminating dangerous
compounds called free radicals.
Higher statin doses and more powerful statins are linked to greater
risk of developing side effects.
Sources:
Eurekalert January 26, 2009 +
American Journal of Cardiovascular Drugs 2008;8(6):373-418
Altri farmaci
dannosi:
STRATTERA (ATOMOXETINA)
Possibili danni epatici con Strattera,
un farmaco per il trattamento del disturbo da deficit di
attenzione e di iperattività Eli Lilly ha comunicato che i pazienti
che stanno assumendo Strattera ( Atomoxetina ) dovrebbero
dismettere il farmaco qualora compaiano segni di danno
epatico, tra cui ittero.
Lilly è a conoscenza di due casi di
gravi danni epatici dopo assunzione di Strattera.
Questa reazione avversa è tuttavia
considerata rara.
Strattera trova indicazioni nel
trattamento del disturbo da deficit di attenzione e di
iperattività ( ADHD ).
XagenaHeadlines2004
MHRA: rari ma gravi disturbi epatici con
Atomoxetina, un farmaco per il trattamento dell’ADHD
L’inglese MHRA (Medicines and Healthcare
products Regulatory Agency ) ha emesso un warning ( avvertenza )
riguardo al rischio di rari ma gravi disturbi epatici con
Atomoxetina ( Strattera ), un farmaco per il trattamento del
disordine da deficit di attenzione ed iperattività ( ADHD ).
Il rischio è stimato essere al di sotto
di 1:50.000 pazienti trattati.
Strattera è stata commercializzata in
Gran Bretagna dal luglio 2004, ed è stata autorizzata nel novembre
2002 negli Stati Uniti.
Il farmaco viene impiegato nei bambini
di 6 anni e più, e negli adolescenti come parte di un
programma di trattamento dell’ADHD.
A livello internazionale sono stati
segnalati 41 casi di disturbi epatici, tra cui 2 casi di grave
epatite, forma acuta, con significativo aumento dei livelli degli
enzimi epatici ( fino a 40 volte il limite normale superiore ) e di
bilirubina ( fino a 12 volte ).
In alcuni casi si osserva un
peggioramento della funzionalità epatica, anche dopo sospensione del
farmaco.
Non sembra che alla base della tossicità
del farmaco ci sia una relazione dose-effetto.
Non è stata neppure osservata una
relazione temporale.
La grave reazione avversa si può anche
presentare dopo alcuni mesi di trattamento.
In Gran Bretagna sono stati segnalati 67
casi di reazioni avverse dovute all’Atomoxetina, comprendenti 3 casi
epatici ( 1 caso di epatite, ittero, ed elevati livelli di
bilirubina ). L’MHRA raccomanda di:
-
monitorare la funzionalità epatica nei soggetti trattati con il
farmaco
-
sospendere il farmaco in presenza di ittero o di dati di laboratorio
indicanti danno epatico.
Fonte: MHRA, 2005 -
www.xagena.it
|
La
Merck ammette l'inoculazione
del virus del cancro
- La divisione vaccini della
farmaceutica Merck, ammette
l'inoculazione del virus del cancro
per mezzo dei
vaccini.
La sconvolgente intervista
censurata, condotta dallo studioso
di storia medica Edward Shorter per
la televisione pubblica di Boston
WGBH e la Blackwell Science, è stata
tagliata dal libro "The Health
Century" a causa dei sui
contenuti - l'ammissione che la
Merck ha tradizionalmente iniettato
il virus (SV40
ed altri) nella popolazione di tutto
il mondo.
Questo filmato contenuto nel
documentario "In Lies We Trust:
The CIA, Hollywood & Bioterrorism",
prodotto e creato liberamente dalle
associazioni di tutela dei
consumatori e dall'esperto di salute
pubblica, Dr. Leonard Horowitz,
caratterizza l'intervista ad uno dei maggiori esperti di
vaccini del mondo, il
Dott. Maurice Hilleman, che spiega
perché la Merck ha diffuso l'AIDS,
la
leucemia e altre orribili piaghe
nel
mondo :
http://www.youtube.com/watch?v=edikv0zbAlU
Nei vaccini
ceduti, regalati e/o venduti al terzo mondo si é
scoperto che molti di questi
contenevano l'ormone B-hCG un
anti fertile se immesso in un
vaccino.
La corte Suprema delle Filippine ha
scoperto che oltre 3 milioni di
ragazze e donne hanno assunto questi
vaccini contaminati, cosí come in
Nigeria, Tailandia ecc...
Per chi non abbia ancora visto
questi video-documenti scioccanti:
http://uk.youtube.com/watch?v=edikv0zbAlU
http://it.youtube.com/watch?v=wg-52mHIjhs&feature=related
Sembrerebbe che oltre al profitto a
tutti i costi, ci sia dietro
qualcosa d'altro....impedire
alle donne dei paesi del
terzo mondo... di avere figli....
I
Vaccini
creano
Mutazioni Genetiche
nei
Mitocondri delle
cellule, mutazioni che
sono trasmissibili alla prole,
dalla via materna. Nelle cellule
infettate da virus si
risvegliano
i retrovirus piu’ vecchi.
Dei ricercatori hanno osservato che
quando il metabolismo della cellula
infettata da un virus (NdR: che puo’
essere anche
vaccinale) essa viene
ingannata al fine di riprodurre il
virus che la infetta, pero’ in essa decade
la funzionalità di alcune
reazioni biochimiche di contenimento
e di funzione cellulare:
sintesi e specializzazione delle
proteine,
specializzazione degli
enzimi e
duplicazione del
DNA.
Quindi anche l'infezione
da
virus
vaccinale e’ in grado
quindi di riattivare genomi di
precedenti
virus, o di quelli iniettati
con i vaccini ai genitori,
nonni, avi del vaccinato, virus, che
erano divenuti parte del genoma
delle cellule dei genitori, nonni,
avi, generando anticipatamente
qualsiasi tipo di patologia; il
meccanismo si chiama
slatentizzazione = liberare
anticipatamente patologie.
Di fatto i
Vaccini sono un
cocktail di Tossine
altamente
pericolose che possono
rimanere inerti per anni e
riesplodere come
bombe a
tempo anche dopo 30-40
anni o piu’, in uno stato febbrile…
che alterano il
Terreno in modo
importante, specie negli organismi
non perfettamente sani, per problemi
ereditari e/o di alimentazione
inadatta alla Perfetta Salute.
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TERAPIA
ORMONALE SOSTITUTIVA
La terapia ormonale sostitutiva è
associata ad insorgenza di ictus
Una meta-analisi ha valutato il rischio
di ictus, susseguente alla terapia di
sostituzione ormonale.
Sono stati individuati 28 studi clinici
che hanno coinvolto 39.769 soggetti.
La terapia ormonale sostitutiva è
risultata associata ad un significativo
aumento del rischio di ictus totale (
odds ratio, OR: 1,29), ictus non fatale
( OR = 1,23 ), ictus fatale o ictus
associato a disabilità ( OR = 1,56 ),
ictus ischemico ( OR = 1,29 ).
Non è stata invece osservata una
correlazione tra terapia ormonale
sostitutiva ed ictus emorragico o TIA (
attacco ischemico transitorio ).
Gli Autori della meta-analisi hanno
concluso che la terapia di sostituzione
ormonale è associata ad un aumentato
rischio di ictus, particolarmente di
tipo ischemico.
Nelle donne già colpite da ictus,
l’assunzione della terapia sostitutiva
sembra peggiorare l’outcome ( prognosi
).
La terapia di sostituzione ormonale non
può essere raccomandata nella
prevenzione primaria o secondaria
dell’ictus.
Fonte: British Medical Journal, 2005 -
XagenaHeadlines2005
CELEBREX (INIBITORE COX-2)
Aumento del rischio di infarto
miocardico con Celebrex
Uno studio clinico, sponsorizzato dal
National Cancer Institute, è stato
interrotto dopo che i pazienti che
stavano assumendo Celecoxib (Celebrex)
hanno presentato un rischio 2 volte
maggiore di infarto miocardico, rispetto
a coloro che assumevano placebo.
Il Celebrex è un inibitore COX-2, che
presenta un meccanismo d’azione simile a
quello del Vioxx (Rofecoxib).
Lo studio clinico stava valutando il
Celecoxib nella prevenzione degli
adenomi del colon-retto.
L’antinfiammatorio era somministrato ai
dosaggi di 400-800 mg.
Questi risultati sembrano confermare
l’ipotesi che il rischio cardiovascolare
sia un effetto di classe, cioè sia
dovuto al meccanismo d’azione di questi
farmaci.
Sarebbero, pertanto, coinvolti tutti gli
inibitori COX-2: Etoricoxib (Arcoxia),
Valdecoxib (Bextra), Celecoxib (Celebrex),
Rofecoxib (Vioxx).
Il 30 settembre Merck & Co ha ritirato
dal commercio il Vioxx, a causa dei
gravi effetti indesiderati
cardiovascolari.
Recentemente Pfizer ha comunicato che il
proprio antinfiammatorio Valdecoxib (
Bextra ) è associato ad un aumento del
rischio di coaguli ematici, infarto
miocardico, ed ictus, nei pazienti
sottoposti ad intervento di bypass
coronarico.
www.xagena.it
VIRAMUNE (anti-AIDS)
NIH ha nascosto la tossicità del farmaco
anti-AIDS
I Responsabili del National Institute of
Allergy and Infectious Diseases ( NIAID
) erano a conoscenza della tossicità del
Viramune ( Nevirapina ) ma avrebbero
nascosto i dati al Governo USA.
Il Viramune è un farmaco impiegato nel
trattamento dell'AIDS, commercializzato
dalla società tedesca Boehringer
Ingelheim.
Negli studi eseguiti in Uganda 14 donne
a cui era stato dato il farmaco
sarebbero morte, e sarebbero stati
osservati in gran numero effetti
indesiderati.
Ma questi dati sarebbero stati tenuti
nascosti.
Il Responsabile del Senate Finance
Committee ha chiesto al Dipartimento
della Giustizia americano di indagare
sul comportamento dei National
Institutes of Health.
www.xagena.it
ERITROPOIETINA (anti-anemico)
Ortho BIotech società del Gruppo Johnson
& Johnson ha dovuto interrompere diversi
studi clinici che vedevano l'impiego
dell'Eritropoietina (Epoetina alfa) nel
trattamento dell'anemia nei pazienti con
tumore. Ci sono state diverse reazioni
collaterali gravi a tal punto che la
società farmaceutica ha deciso di
interrompere gli studi.
ALERT - Sospesi gli studi clinici che
valutavano l’Eritropoietina nel
trattamento dell’anemia nei pazienti con
tumore , sottoposti a chemioterapia o a
radioterapia. Johnson & Johnson ha
sospeso gli studi clinici che stavano
valutando l’impiego dell’Eritropietina (Procrit)
nel trattamento dell’anemia dei pazienti
con tumore , sottoposti a chemioterapia
o a radioterapia.
E’ stato osservato nei pazienti trattati
con Eritropoietina un’alta incidenza di
formazione di trombi. (Xagena 2003)
Fonte: "The New York Times", November 27
2003 - Link :
www.xagena.it
NEVIRAPINA (anti-virale)
La Nevirapina ( Viramune ) è un NNRTI (
non-nucleoside reverse transcriptase
inhibitor ) , che trova impiego nel
ridurre il carico virale nell'infezione
da HIV. I principali effetti
indesiderati prodotti dalla Nevirapina
sono : epatotossicità , sintomi
gastrointestinali e reazioni
dermatologiche.
Ricercatori dell'Hammersmith Hospital e
del Paterson Centre for Mental Health di
Londra hanno riferito di 3 casi di
pazienti con infezione da HIV, senza
storia di malattia mentale, che dopo
aver assunto Nevirapina
hanno manifestato complicanze
neuropsichiatriche.
Un uomo di 35 anni, dopo una terapia di
2 settimane con Nevirapina, ha
manifestato uno stato depressivo ed ha
interrotto l'attività lavorativa a causa
di disturbi cognitivi e perdita di
coscienza. Ricoverato in ospedale per
un'overdose di Nevirapina , il
trattamento con l'antivirale è stato
sospeso. Cinque giorni più tardi l'uomo
ha tentato il suicidio.
Poiché ciò, in un primo tempo, non è
stato correlato all'impiego della
Nevirapina, il trattamento farmacologico
è stato ripristinato. Dopo un periodo di
2 settimane in cui il paziente risultava
lucido, sono comparse allucinazioni
visive ed altri disturbi
neuropsichiatrici. La Nevirapina è stata
sospesa e nell'arco di 3 settimane il
paziente è diventato asintomatico.
Una donna di 36 anni, dopo aver assunto
per 2 settimane la Nevirapina, ha
manifestato idee persecutorie e
ideazioni suicidarie.
Una donna di 42 anni ha sviluppato
anch'essa idee persecutorie e
depressione dopo 10 giorni di terapia
con Nevirapina.
(Xagena) Wise MEJ et al , BMJ 2002 ;
324: 879
Aggiornamento sulla Neviparina:
IDS : l’MCC ha messo in discussione
l’efficacia della Nevirapina nel ridurre
la trasmissione verticale (da madre a
figlio) dell’infezione da HIV-1
Il South African Medicines Control
Council ( MCC ) ha messo in dubbio le
conclusioni dello studio HIVNET 012.
Questo studio clinico (Lancet 1999)
aveva confrontato la sicurezza e
l’efficacia di un breve ciclo di
trattamento con Nevirapina (Viramune) e
con Zidovudina (Retrovir) durante il
parto e nelle prime settimane di vita
del neonato.
La Nevirapina aveva mostrato di ridurre
il rischio di trasmissione
dell’infezione da HIV-1 di circa il 50%.
L’MCC ha invitato la società produttrice
del Viramune, Boehringer Ingelheim a
fornire entro 90 giorni altri dati di
efficacia e sicurezza, pena il ritiro
dell’autorizzazione alla vendita del
prodotto.
Il provvedimento del South African
Medicines Control Council ha preso avvio
dal riesame dello studio HIVNET 012,
promosso negli Stati Uniti dai National
Institutes of Health, dopo che l’FDA
aveva respinto la nuova indicazione per
la Nevirapina: “trasmissione verticale
dell’infezione da HIV-1. ( Xagena 2003 )
Fonte : Lancet , 9 August 2003
www.xagena.it
VERAPAMIL (calcioantagonista)
Il dibattito riguardo alla possibile
relazione tra assunzione di farmaci
calcioantagonisti ed insorgenza di
cancro, è ancora aperto.
I Ricercatori del Department of
Pharmacoepidemiology & Pharmacotherapy
dell’Utrecht Institute for
Pharmaceutical Sciences in Olanda hanno
analizzato i dati dello Studio Rotterdam
, uno studio prospettico di coorte.
Allo studio avevano preso parte 3.204
persone anziane ,di 71 anni ed oltre.
Il rischio relativo di insorgenza di
tumore nei pazienti che facevano uso di
calcioantagonisti è stato di 1,4 ( 1,2
dopo aggiustamento ).
Il Verapamil è risultato
significativamente associato allo
sviluppo di cancro con un rischio
relativo di 2,1 ( 2,0 dopo aggiustamento
) , mentre nessuna associazione è stata
trovata con altri calcio antagonisti
(Diltiazem , Nifedipina).
Altri farmaci antipertensivi (
beta-bloccanti , diuretici , ACE
inibitori ) non sono risultati associati
a neoplasie.
Sulla base di questi dati , il Verapamil
sembra associato ad un aumento del
rischio di tumore. ( Xagena 2003
)Beiderbeck-Noll AB et al , Eur J Cancer
2003; 39: 98-105 -
www.cardiologia.net
ISOTRETINOINA
L'Isotretinoina ( Accutane, Roaccutan )
può causare depressione, psicosi e
raramente ideazione suicidaria,
tentativi di suicidio e suicidio.
Nessun meccanismo è stato finora
individuato per spiegare l'insorgenza di
disturbi psichiatrici con
l'Isotretinoina.
Inoltre l'Isotretinoina può essere
associata alla comparsa di pseudotumor
cerebri (ipertensione intracranica
benigna). In alcuni casi la comparsa di
psudotumor cerebri è stata osservata
quando l'Isotretinoina era associata
alla tetracicline.
I segni ed i sintomi precoci di
insorgenza di pseudotumor cerebri
comprendono: papilledema, cefalea,
nausea, vomito e disturbi visivi.
La somministrazione di Isotretinoina al
comparire di questi effetti indesiderati
dovrebbe essere sospesa immediatamente.
( Xagena ) Fonte FDA 2002
www.xagena.it
LIPOBAY (anti-colesterolo)
Complotto internazionale
Il caso Lipobay, il farmaco della Bayer
contro il colesterolo ritirato dal
commercio perché sospettato di aver
causato la morte di più di 50 persone in
tutto il mondo (ma il bilancio potrebbe
essere ancora più drammatico) ha
innescato una vera e propria psicosi,
condita dalla comprensibile apprensione
di chi ne ha fatto uso (almeno 400mila
persone in Italia e da una informazione
ancora molto insufficiente e
frammentaria tanto da suscitare un
allarmismo che le autorità sanitarie
invano si affannano a definire
eccessivo.
Le statine
Le statine, sul mercato da dieci anni,
sono commercializzate dall’inizio degli
anni ’90 e la cerivastatina, in
particolare, dal 1997.
Quest’ultima è venduta con i nomi
commerciali di Lipobay, Cervasta e
Stativa.
Qual è il loro meccanismo di azione ?
Inibiscono la produzione di colesterolo
da parte del fegato. Sono farmaci utili
per la prevenzione delle malattie
vascolari (riducono del 30% la mortalità
fra i cardiopatici). Le affezioni
vascolari sono la causa del 43% dei
decessi nei paesi industrializzati. Il
loro trattamento non va sospeso se non
provoca disturbi.
Quali sono questi sintomi ?
In media entro 15-30 giorni dall’inizio
della terapia (ma l’intervallo di tempo
è assai variabile) possono provocare
danni al fegato e al sistema muscolare.
Nel primo caso sono in grado di mimare i
sintomi di una influenza e di alterare
gli enzimi epatici (SGOT, SGPT, Gamma
GT).
Nel secondo caso provocano dolore e
debolezze muscolare con incremento dei
valori del CPK, l'enzina dell'attività
muscolare.
Le associazioni da evitare
Controlli ancora più severi vanno
effettuati in caso di eventuale
associazione delle statine con i fibrati
(gemfibrozil). Si tratta di farmaci
usati contro le dislipidemie
(alterazione di tutti i grassi del
sangue), di cui le alterazioni del
colesterolo fanno parte.
Si basano su un diverso meccanismo
d’azione e controllano la produzione
delle apoproteine A1 e C, costituenti
del colesterolo “buono” e dei
trigliceridi. L'associazione con le
statine è quella sospettata di aver
causato i danni più gravi.
Quali i controlli ?
Per le statine è bene valutare i livelli
nel sangue delle SGOT, SGPT, Gamma GT e
CPK ogni quindici giorni per i primi tre
mesi e poi ogni sei mesi.
Tratto da
http://www.kwsalute.kataweb.it/Notizia/0,1044,2559,00.html
LONDRA (CNN) -- Sono 52, nel mondo, le
persone morte dopo aver preso il farmaco
anti-colestereolo Lipobay. Il bilancio è
stato fornito dalla casa farmaceutica
produttrice, il colosso tedesco Bayer,
che nei giorni scorsi aveva ordinato il
ritiro dal mercato del preparato.
Finora il conto delle persone decedute
in seguito all'assunzione del Lipobay
sembrava essere più basso: secondo
quanto denunciato da fonti sanitarie i
morti erano 31 negli Stati Uniti, tre in
Spagna, sei in Germania e uno in
Francia. In tutto 41.
Nonostante le gravi difficoltà legate al
ritiro del medicinale, commercializzato
anche con il nome di Baycol,
l'amministratore delegato Manfred
Schneider ha negato che la casa
farmaceutica abbia bisogno "di un
salvataggio".
Schneider ha detto che due grandi gruppi
hanno già mostrato interessa
nell'acquisto della divisione
farmaceutica. La vendita, ha aggiunto, è
un'opzione possibile, ma non quella
preferita dall'azienda.
Il farmaco anti-colesterolo a base di
cerivastatin era stato ritirato dal
mercato mercoledì scorso quando erano
emerse prove che il medicinale provocava
il deterioramento dei tessuti muscolari,
una condizione nota come rabdomiolisi,
che causa forti dolori e può provocare
blocchi renali e che aveva già provocato
la morte di 40 persone.
La decisione aveva provocato un crollo
delle azioni della Bayer che, in un solo
giorno, avevano perso il 18 per cento
del loro valore.
"Il responsabile della divisione farmaci
della Bayer, David Ebsworth, ha però
sottolineato che è difficile, in questo
momento, avere certezze sul rapporto di
causalità tra l'assunzione del farmaco e
i decessi. "Non è facile - ha detto -
trovare un legame causa-effetto certo".
In seguito al ritiro Lipobay, la casa
farmaceutica tedesca prevede una
riduzione dell'utile di esercizio a tre
miliardi di euro, l'equivalente di poco
meno di 6.000 miliardi di lire
(inizialmente la previsione per il 2001
era di 3,4 miliardi di euro).
L'amministratore delegato ha comunque
precisato che in qualsiasi caso
"l'esistenza della Bayer" non è in
discussione"."Le nostre vendite di
quest'anno aumenteranno anche senza il
Baycol" ha aggiunto, avvertendo comunque
gli azionisti che la società quest'anno
sarà costretta a ridurre i dividendi.
C'è una forte pressione sulla società
perché separi le attività nel settore
chimico da quelle nel settore
farmaceutico, o perché trovi un partner
per quest'ultimo, in modo da riuscire a
competere con colossi del calibro della
britannica
GlaxoSmithKline o della statunitense
Pfizer.
Tratto da
http://www.cnnitalia.it/2001/ECONOMIA/08/13/bayer/index.html
Accusa dalla Gemania: è un complotto
internazionale
Lo scandalo del farmaco anticolesterolo
della Bayer, il Lipobay, imputato della
morte di 52 persone in tutto il mondo,
sembra assumere anche i contorni di un
giallo finanziario internazionale con
tanto di complotto da parte delle
multinazionali concorrenti ai danni del
colosso tedesco di Leverkusen, con
l'obiettivo segreto di acquistarlo a
poco prezzo. Questa la tesi sostenuta
ieri dal quotidiano tedesco Frankfurter
Allgemeine Zeitung. L'inchiesta, redatta
dal giornalista Udo Ulfkotte, suggerisce
un intrigo industriale con al centro la
Pfizer americana (uno dei tre potenziali
acquirenti della Bayer, insieme alla
britannica GlaxoSmithKline e
all'anglo-svedese Astra-Zeneca) che
produce il farmaco leader al mondo nella
cura del colesterolo, il Lipitor che
fattura 5 miliardi di dollari contro i
570 milioni di Lipobay.
Sempre la Pfizer è produttrice del
Viagra, la famosa pillola contro
l'impotenza dalle molte
controindicazioni. Ebbene, proprio la
Bayer contava di lanciare a breve sul
mercato una pillola concorrente del
Viagra, la Vardenafil, che promette di
avere molti meno effetti collaterali
della rivale Usa.
Il giornale tedesco richiama
l'attenzione sul fatto che la Pfizer sia
riuscita finora, nonostante le centinaia
di morti (sarebbero 983), a impedire il
ritiro dal mercato del Viagra e che
nessun avvocato di fama internazionale
le abbia intentato cause collettive per
risarcimenti.
Contro la Bayer, a seguito dello
scandalo Lipobay ritirato dal mercato
dalla casa l'8 agosto, è in arrivo
invece una pioggia di denunce. E i
legali che seguiranno le cause sono il
top del mercato: l'americano Edward
Fagan e il tedesco Michael Witti, che si
sono guadagnati fama e onore seguendo le
cause collettive degli ex lavoratori
forzati durante il nazismo.
Tratto da
http://www.quibrescia.it/cronaca.htm
TAMOXIFEN (anti-cancro)
Nei primi anni '70, si chiuse un
vergognoso capitolo riguardante l'esteso
impiego di un medicinale conosciuto come
cancerogeno e distruttivo per il sistema
endocrino, chiamato DES
(Dietilstilbesterolo), il primo
medicinale estrogeno sintetico,
non-steroideo. Contro i consigli del suo
inventore, Sir Charles Dodd, da quattro
a sei milioni di donne in Europa e USA
usarono inconsapevolmente il DES per
prevenire problemi di aborto e
complicazioni durante la gravidanza.
Inoltre tale medicinale venne usato per
la soppressione della lattazione, per il
trattamento dell'acne, di certi tipi di
cancro al seno e di quelli prostatici,
come inibitore della crescita nelle
adolescenti, come sostituto di estrogeni
durante la menopausa e come "pillola del
mattino dopo".
Saranno necessari 30 anni per accettare
quello che i test di laboratorio avevano
indicato fin dal 1938 - che il DES era
un medicinale altamente pericoloso e
nocivo.
Comparve all'orizzonte un nuovo farmaco
che sarebbe presto stato proclamato una
stella splendente nella guerra contro la
dilagante epidemia di cancro al seno.
Alla fine degli anni '60 l'industria
farmaceutica sviluppò un farmaco
chiamato Tamoxifen. Come complesso
steroideo, non-steroidale con effetti
ormonali, il Tamoxifen ha una struttura
simile al DES. Infatti provoca gli
stessi anormali cambiamenti osservati
nelle cellule delle donne che assumevano
estradiolo e DES.
Il Tamoxifen venne dapprima approvato
dalla FDA per essere usato come pillola
per il controllo delle nascite;
comunque, si dimostrò di indurre
l'ovulazione piuttosto che inibirla.
Nonostante non funzionasse come
contraccettivo, si scoprì che diminuiva
il tasso di cancro alle mammelle negli
animali. Gli studi sugli animali
mostravano che il neo-farmaco
impediva agli estrogeni di saldarsi ai
siti recettori sulle cellule dei tessuti
mammari. Inoltre riduceva anche
l'incidenza di cancro alla mammella nei
roditori.
L'estrogeno è il legame comune tra molti
fattori di rischio del cancro al seno,
cioè genetico, riproduttivo, alimentare,
ambientale e stile di vita. Stimola le
divisioni delle cellule mammarie. Così
si pensava che farmaci come il
Tamoxifen, che bloccano gli effetti
degli estrogeni nel seno, potessero
ridurre il rischio della ricorrenza di
cancro al seno nelle donne in
trattamento per quest'ultimo.
Il Tamoxifen agisce come un debole
estrogeno mettendosi in competizione per
i recettori di estrogeni più come fanno
i fitoestrogeni. Come quest'ultimi, il
Tamoxifen ha proprietà estrogeniche
medie, ma viene considerato un
anti-estrogeno dato che inibisce
l'attività degli estrogeni regolari. Più
precisamente è un bloccante di
estrogeni.
Esso combatte il cancro al seno
mettendosi in competizione con
l'estrogeno per lo spazio sui recettori
del tessuto tumorale. Ogni molecola di
Tamoxifen che si aggancia ad un
recettore impedisce ad una molecola di
estrogeno di agganciarsi allo stesso
posto. Senza un continuo
rifornimento di estrogeno, le cellule
tumorali non si sviluppano e la capacità
del tumore di estendersi viene ridotta.
Comunque il Tamoxifen mostrava due
caratteristiche contraddittorie. Esso
poteva agire come un anti-estrogeno che
come estrogeno. Pertanto, mentre è un
anti-estrogeno per il seno, allo stesso
tempo agisce come estrogeno nell'utero
e, in misura minore, in cuore, vasi
sanguigni e ossa. Così, nonostante
inizialmente mostrasse la tendenza a
combattere la ricorrenza di cancro al
seno, si sarebbe presto rivelato come
promotore di cancri particolarmente
aggressivi all'utero e al fegato. Come
poi per il DES, i benefici del Tamoxifen
vennero estesi al suo utilizzo come
preventivo contro l'osteoporosi e i
problemi cardiaci. Ora viene
raccomandato a tutte le donne in
pre-menopausa con ormoni tumorali
positivi, così come a molte donne in
pre-menopausa con cancro al seno e/o un
numero sempre maggiore di donne con
ormoni tumorali negativi.
Il Tamoxifen (nome commerciale Nolvadex)
è attualmente il più prescritto farmaco
per il cancro al mondo. Venne sviluppato
dall'azienda britannica Imperial
Chemical Industries (ICI), una delle
maggiori aziende chimiche multinazionali
al mondo.
La Zeneca, una sussidiaria della ICI, è
responsabile della produzione e
commercializzazione dell'ormone ed è
attualmente la maggior azienda al mondo
di farmaci per il cancro. La divisione
agrochimica dell'ICI, che include la
Zeneca, produce clorurati e altri
componenti chimici industriali compresi
erbicidi. Sono tutti velenosi, e molti
sono conosciuti come distruttori
endocrini che sono stati accusati di
provocare il cancro al seno.
Controindicazioni del Tamoxifen:
- Sintomi della Menopausa: il Tamoxifen
induce spesso sintomi di menopausa in
donne nel periodo mestruale. Circa la
metà delle donne provano caldane.
Ritenzioni di liquidi e aumento di peso
in circa il 25 per cento. Secrezioni e
atrofie vaginali.
- Danni alla vista: secondo uno studio
del 1978 su Cancer Treatment Reports e
un'altro pubblicato su Cancer nel 1992,
circa il 6 per cento delle donne
soffrono di danni alla retina, opacità
della cornea e
diminuzione della acutezza visiva.
- Coaguli di sangue: irrita le pareti
delle vene, e ne conseguono
infiammazioni. Questo indebolisce le
vene, causando perdite, coaguli,
tromboflebiti, e nei casi peggiori
ostruzioni.
-Sintomi psicologici: la depressione è
stata rivelata come importante effetto
collaterale del Tamoxifen nel 30 per
cento delle donne.
-Altri effetti: può innescare attacchi
d'asma e indebolimento delle corde
vocali.
- Effetti cancerogeni: si è trovato che
il Tamoxifen, si fissa saldamente e
irreversibilmente al DNA provocando una
mutazione cancerosa. E' tossico per il
fegato, e l'ultimo studio mostra un
aumento di sei volte del cancro al
fegato in donne che assumono Tamoxifen
per più di due anni. Non solo ma si
rilevò la crescita di polipi, tumori,
ispessimenti endometriali e cancri
all'utero.
- Osteoporosi: Diverse sperimentazioni
non riuscirono a dimostrare alcun
effetto sulla densità delle ossa e
pertanto sulla prevenzione
dell'osteoporosi.
-Alternative al Tamoxifen: L'estriolo,
uno degli estrogeni prodotti dalle
ovaie, è considerato un estrogeno
sicuro. Vi è anche una convincente
evidenza che il progesterone naturale
abbia un importante ruolo nel
trattamento e nella prevenzione del
cancro al seno. Nel 1995, in uno studio
pubblicato sul Journal of Fertility and
Sterility, i ricercatori scoprirono che
le donne che usavano localmente crema al
progesterone avevano drammaticamente
ridotto il tasso di moltiplicazione
delle cellule del seno. Anche lo stile
di vita gioca un ruolo significativo. Si
scoprì che le donne che si allenavano
almeno quattro ore la settimana durante
il tempo libero, avevano una riduzione
di rischio di cancro al seno del 37 per
cento, se comparate con donne dalla vita
sedentaria.
Oltre al fallimento del DES, i disastri
del Talidomide, degli impianti al
silicone per il seno, della terapia di
sostituzione degli estrogeni e ora del
Tamoxifen continuano a dimostrare quanto
prontamente sia stata sacrificata
la vita delle donne per il conseguimento
dei profitti.
Comunque si potranno trovare soluzioni
ricorrendo a cambiamenti nello stile di
vita, nella dieta e nello stress, e
riducendo o eliminando l'esposizione ai
molti composti chimici conosciuti,
tossici e cancerogeni, che inquinano
l'ambiente, piuttosto che con la
scoperta di alcuni miracolosi farmaci.
Articolo tratto da NEXUS NEW TIMES
edizione italiana n°19 1999
PROZAC (anti-depressivo)
La FDA americana, ha ricevuto più
rapporti di reazioni avverse per il
Prozac, che per qualsiasi altro prodotto
negli ultimi 24 anni. Sino al Settembre
1993 erano pervenuti 28623 rapporti di
reazioni serie al medicinale; cioè dieci
volte il numero di quelli per Halcion.
Tali reazioni includono: convulsioni,
allucinazioni, aggressioni, deliri,
ostilità violenta e psicosi. Aggiungete
a questo i rapporti di 1885 tentati
suicidi e 1734 morti, e la vera storia
del Prozac salta fuori.
Fonte: Perceptions, 1994
Il Prozac, il Paxil, il Luvox e lo
Zoloft sono farmaci etichettati come
SSRI (inibitori selettivi risollevamento
della serotonina) e che cercano di
alleviare la depressione modificando i
livelli cerebrali di una sostanza
naturale, la serotonina. Il Prozac è
l'arcinoto depressivo della Eli Lilly
che è stato messo in relazione ad azioni
di suicidio e omicidio.
Il Dott. Joseph Tarantolo, psichiatra
che esercita nel settore privato a
Washington DC, e presidente della
sezione della American Society of
Psychoanalytic Psysicians di quella
città, afferma: "... tutti gli SSRI
inibiscono le sensazioni del paziente.
Costui viene meno empatico, del tipo
"non m'importa granché", il che
significa "per me è più facile farti del
male"..
Il Dott. Peter Breggin, eminente
psichiatra e divulgatore, nella rubrica
del giornale di Arianna Huffington del 9
luglio 1998, afferma: "non ho dubbi che
il Prozac possa causare o contribuire a
violenza e suicidi, casi di cui sono
stato testimone più volte; in una
recente sperimentazione clinica, il 6%
dei bambini sono diventati psicotici a
causa del Prozac, e la psicosi maniacale
può condurre a comportamenti maniacali".
Dal libro Prozac and Other Psychiatric
Drugs di Lewis A. Opler: Quelli che
seguono sono elencati come effetti
collaterali del Prozac: apatia,
allucinazioni, ostilità, idee
irrazionali, reazioni paranoiche,
comportamento antisociale, isteria e
pensieri suicidi.
L'effetto di questi farmaci - che
alterano l'afflusso del
neurotrasmettitore del cervello, la
serotonina - viene spacciato da alcuni
come una potenziale cura per
comportamenti violenti. L'unico problema
è che non esiste alcuna prova
riconosciuta che la serotonina sia un
fattore che scatena la violenza.
Il Prozac ebbe vita dura sulla stampa;
il 7 febbraio 1991, un articolo di Amy
Marcus apparso sul Wall Street Journal
aveva come titolo "processi per omicidio
introducono la difesa del Prozac".
Marcus ha scritto: "una valanga di
processi per omicidio in cui gli
imputati affermano di esseri diventati
violenti quando assumevano
l'antidepressivo Prozac stanno ora
presentando una serie di problemi alla
casa produttrice, la Eli Lilly & Co".
Nel libro Toxic Psychiatry, pietra
miliare del genere, il Dott. Breggin
menziona che The Donahue Show (28
febbraio 1991) "riunì un gruppo di
persone le quali erano diventate
incontrollabilmente autolesioniste e
omicide dopo aver assunto il Prozac, e
la clamorosa risposta di audience e di
telefonate confermò il problema".
Non solo ma Breggin cita un inquietante
studio di Teicher tratto dal American
Journal of Psychiatry (147:207-210), che
riferisce di "..sei pazienti depressi,
precedentemente liberi da qualsiasi
recente progetto suicida, i quali hanno
sviluppato ossessioni suicide intense e
violente dopo 2-7 settimane di
trattamento con fluoxetina (Prozac). Le
ossessioni suicide sono durate da tre
settimane a tre mesi dopo il termine del
trattamento.
Tratto da Nexus New Times ed. italiana
n°26 anno 2000
Il Prozac viene accusato di trasformare
gente sana e tranquilla in persone
violente. Nella prima sperimentazione il
dr. David Healy Direttore del
Dipartimento di Medicina Psicologica del
Galles del Nord ha somministrato il
Prozac ad un gruppo di volontari adulti
e mentalmente sani, trovando che persino
il loro comportamento è stato
influenzato. "Possiamo trasformare dei
volontari sani in persone bellicose,
paurose, tendenti al suicidio e persino
pericolose per gli altri", ha detto.
Negli Stati Uniti le sparatorie nelle
scuole sono state collegate al numero di
bambini cui è stato somministrato il
Prozac ed altri antidepressivi. I medici
qui stanno prescrivendo Prozac e Ritalin
ad un numero sempre maggiore di bambini.
Nel 1995, oltre 150.000 bambini -
proprio nella fascia d'età tra i due e i
quattro anni - sono stati trattati con
farmaci simili al Prozac.
Tratto da Guardian Weekly 2-8 MARZO
2000, e The Observer 12 marzo 2000
PROZAC NELL'ACQUA DI RUBINETTO A LONDRA
La notizia ha veramente
dell’incredibile: a Londra, dai
rubinetti scende acqua al Prozac !».
Questa denuncia, pubblicata dal giornale
«The Observer», parte dall’agenzia che
si occupa della protezione ambientale:
nel corso di normali ispezioni, il
«Drinking Water Inspectorate» (Dwi) ha
infatti inaspettatamente trovato
tracce
di Prozac nell’acqua potabile.
INFLIXIMAB (artrite e morbo di Crohn)
Infliximab è un nuovo farmaco indicato
per il trattamento dell'artrite
reumatoide e della malattia di Crohn,
che non rispondono alla terapia
tradizionale.
In alcuni pazienti trattati con
Infliximab è insorta tubercolosi, in una
forma grave, minacciante la vita.
In molti casi questi report sono
pervenuti da Paesi che hanno un'alta
incidenza di tubercolosi ed anche nei
pazienti che sono stati precedentemente
trattati con immunosoppressori e/0
corticosteroidi.
In un numero significativo di casi,
l'inizio della tubercolosi in forma
attiva è avvenuto dopo 3 infusioni o
anche meno.
Tuttavia l'impiego di Infliximab è
ancora agli inizi e non si può ancora
delineare l'esatto profilo di sicurezza
del farmaco.
È però opportuno segnalare la comparsa
dei primi segni di infezione.
Nel caso in cui sia sospettato l'inizio
della infezione (tosse persistente,
variazione di peso, febbre lieve) è
necessario sospendere il trattamento con
Infliximab, finchè l'infezione non sia
stata controllata.Infliximab rimane un
utile farmaco per il trattamento della
malattia di Crohn e dell'artrite
reumatoide nei pazienti che non hanno
risposto ad altre terapie.
(Fonte EMEA, 2000) (Xagena 2001)
Consultare:
www.farmacovigilanza.net
Tratto da Yahoo notizie
www.yahoo.it sabato 20 Gennaio 2001
SIBUTRAMINA (perdita di peso)
La Sibutramina, nota anche con i nomi
commerciali di Meridia e Reductil, è un
inibitore del reuptake della serotonina
e della norepinefrina.
Trova indicazione nel trattamento dei
pazienti con iniziali indici di massa
corporea superiore o uguale a 30 kg/m2 e
superiore o uguale a 27 kg/m2 in
presenza di altri fattori di rischio,
come il diabete, dislipidemia.
La Sibutramina permette di ridurre il
peso corporeo del 5-10% dopo 1 anno di
terapia.
Tuttavia il farmaco non è privo di
effetti indesiderati. Dopo impiego della
Sibutramina sono stati segnalati:
disturbi ansiosi, costipazione,
vertigini, secchezza delle fauci,
insonnia , irritabilità, rinite,
cefalea.
Lo studio multicentrico STROM (
Sibutramine Trial of Obesity Reduction
and Maintanance) ha dimostrato che il
mantenimento della riduzione di peso (
superiore al 5%) dopo somministrazione
di Sibutramina si ha in circa il 43% dei
pazienti trattati.
Nello studio STROM , pubblicato su The
Lancet ( James WP et al, Lancet 2000;
356: 2119-2125), 605 pazienti con indice
di peso corporeo ( BMI) compreso tra i
30 ed i 45 kg/m2 sono stati trattati con
Sibutramina (10 mg/die) e dieta
ipocalorica per un periodo di 6 mesi. I
pazienti obesi che riuscivano a perdere
il 5% o più del loro peso venivano
randomizzati a ricevere per 18 mesi
Sibutramina ( 10 mg/die, aumentabile
fino a 20 mg/die) o placebo.
Il principale effetto indesiderato, che
ha provocato la maggior parte delle
interruzioni dello studio, nei pazienti
con Sibutramina è stato l’ipertensione.
La Sibutramina non deve essere
somministrata nelle donne in gravidanza
o che allattano.
Il farmaco non deve essere usato nei
soggetti con anoressia nervosa, aritmie
cardiache, insufficienza cardiaca
congestizia, storia di coronaropatia,
storia di ipertensione polmonare, storia
di ictus.
Le controindicazioni sono estese anche
storia di malattia della colecisti,
ipertensione. disfunzione epatica,
glaucoma ad angolo stretto, storia di
convulsioni.
La Sibutramina non può inoltre essere
somministrata contemporaneamente al
Litio, agli Inibitori della MAO, agli
Inibitori del reuptake della serotonina
( SSRI), al Triptofano.
La Sibutramina può scatenare la
sindrome della serotonina, che può
risultare anche fatale.
I sintomi della sindrome della
serotonina sono: eccitamento, ipomania,
perdita della coscienza, confusione,
disorientamento, ansietà, disartria,
ipertermia, dilatazione pupilare,
diaforesi.
Tratto da:
www.farmaci.net aggiornamento
2002
ROFECOXIB (anti-infiammatorio)
Rofecoxib ( Vioxx) è un farmaco
anti-infiammatorio non-steroideo che
agisce selettivamente sull’enzima Cox-2.
Fino a luglio 2000 l’Agenzia di
Controllo sui Farmaci inglese ha
ricevuto un totale di 1120 report di
effetti indesiderati attribuiti al
Rofecoxib.
Gli effetti a livello gastroenterico
rappresentano circa la metà di questi (
554), dei quali la maggioranza ( 84%)
era nausea, dispepsia, diarrea, e dolori
addominali.
Inoltre ci sono stati 68 report ( 12%)
di perforazioni, ulcerazioni, emorragie
del tratto gastrointestinale superiore e
si sono avuti 5 morti.
La maggioranza dei pazienti che hanno
presentato gravi effetti gastroenterici
avevano un’età uguale o superiore a 65
anni.
Il Rofecoxib è controindicato nei
pazienti con ulcera peptica attiva a
sanguinamento gastroenterico.
Sono giunti 177 report di sospette
reazioni avverse a livello
cardiovascolare.
I principali effetti sono stati: edema (
101 report), ipertensione ( 31 report) e
palpitazione ( 19 report).Ci sono stati
15 report di insufficienza cardiaca, o
insufficienza cardiaca aggravata, 3 di
quali hanno avuto esito fatale.
L’infarto miocardico si è presentato in
9 pazienti, di cui 3 mortali.
Nella maggioranza dei casi segnalati, il
paziente presentava fattori di rischio
per malattia cardiovascolare.
Il Rofecoxib è controindicato nei
pazienti con insufficienza cardiaca
congestizia grave e particolare
attenzione deve essere posta ai pazienti
con storia di insufficienza cardiaca,
disfunzione ventricolare sinistra, o
ipertensione ed in pre-esistenza di
edema.
Sono state riportate anche reazioni
psichiatriche: depressione ( 28 report),
confusione ( 14 report) ed allucinazioni
( 11 report).
Altri report riguardano: angioedemi ( 35
report), broncospamo o esacebazione
d’asma ( 25 report), insufficienza
renale ( 16 report), alterata
funzionalità epatica ( 12 report) e
rash.
Committee on Safety Medicines /
Medicines Control Agency ( MCA), UK
Tratto da :
www.farmaci.net
L’FDA ha ricevuto la segnalazione di 7
casi di meningite asettica dopo
trattamento con Rofecoxib ( Vioxx ).
In 5 casi l’infezione si è sviluppata
dopo pochi giorni dall’assunzione del
farmaco e si è presentata con: febbre,
cefalea, stato confusionale, rigidità
nucale, fotosensibilità.
I sintomi sono cessati all’interruzione
del trattamento.
I pazienti d’età compresa tra i 16 ed i
67 anni, stavano assumendo dosaggi di
Rofecoxib che variavano da 12,5 mg a 50
mg.
Il Rofecoxib ( Vioxx , Arofexx , Coxx )
è un farmaco anti-infiammatorio,
inibitore selettivo della
cicloossigenasi 2 ( Cox-2), indicato
nell’osteoartrite, ed ora approvato in
Usa anche per l’artrite reumatoide.
La meningite asettica dopo Rofecoxib
sarebbe da ascrivere ad
un’ipersensibilità nei confronti del
prodotto.
Bonnel RA et al, Arch Intern Med 2002;
162: 713-715
Tratto da
www.farmaci.net
PAROXETINA (antidepressivo SSRI)
Gli inibitori del reuptake delal
serotonina ( SSRI) sono un gruppo di
farmaci antidepressivi.
Al Committee on Safety of Medicines
( CSM) inglese sono giunti 1625 report
attraverso la Yellow Card i report di
effetti indesiderati da
sospensione degli SSRI.
Già dal 1993 l’Autorità Sanitaria
inglese aveva messo in guardia dagli
effetti indesiderati provocati dalla
sospensione della Paroxetina, un SSRI.
La Paroxetina è stata associata al più
ampio numero di report spontanei di
reazioni avverse.
Nella maggioranza dei casi i sintomi si
presentano entro 3 giorni
dall’interruzione della terapia.
I più comuni sintomi: vertigini,
cefalea, nausea, e parestesia.
Inoltre il CSM inglese ha ripreso in
considerazione la possibile associazione
tra SSRI e comportamento suicida, anche
se finora non risultano studi che hanno
dimostrato questa correlazione.
Committee on Safety Medicines /
Medicines Control Agency ( MCA), UK
Keywords: SSRI, inibitori selettivi del
reuptake della serotonina, Paroxetina
Tratto da :
www.farmaci.net
PAROXETINA VIETATA AI MINORI DI 18 ANNI
Gran Bretagna: l’MHRA ha raccomandato ai
medici di non prescrivere
l’antidepressivo Paroxetina ai pazienti
pediatrici di età inferiore ai 18 anni
L’MHRA (Medicines and Healthcare
products Regulatory Agency) ha
raccomandato ai medici di non
prescrivere l’antidepressivo Paroxetina
(Paxil, Seroxat) ai pazienti con
depressione maggiore e con età
inferiore ai 18 anni.
La decisione è stata presa dopo le
segnalazioni di un aumento del
comportamento suicidarlo dopo assunzione
della Paroxetina.
Attualmente in Gran Bretagna circa 7.000
pazienti in età pediatrica stanno
assumendo la Paroxetina.
Erano diversi mesi che la
GlaxoSmithKline, società farmaceutica
che ha sviluppato la Paroxetina, ha
cercato di difendere il proprio farmaco
dalle accuse lanciate da alcuni gruppi
di pazienti, che avevano chiesto il
ritiro dal commercio della Paroxetina a
causa dei gravi effetti indesiderati.
La GlaxoSmithKline ha comunicato che
negli studi clinici eseguiti su più di
1.000 pazienti pediatrici , e trattati
con la Paroxetina , nessun caso di
suicidio è stato riscontrato. E’ stata
invece osservata nei pazienti trattati
con Paroxetina una maggiore ideazione
suicidaria, e tentativi di suicidio tra
gli adolescenti.
La GlaxoSmithKline ha anche fatto
osservare che in Gran Bretagna nessun
farmaco antidepressivo è stato
autorizzato nel trattamento della
depressione maggiore nei pazienti in età
pediatrica , e la stessa azienda non ha
mai raccomandato l’uso di Seroxat nei
bambini e negli adolescenti.
Fonte : MHRA / GSK.com (Xagena 2003)
CLOPIDOGREL (antiaggregante piastrinico)
Il Clopidogrel, un antiaggregante
piastrinico, meglio conosciuto con il
nome commerciale di Plavix, è un
derivato della Ticlopidina.
Il meccanismo d’azione delle due
tienopiridine ( Clopidogrel e
Ticlopidina) è lo stesso. Agiscono
bloccando i recettori ADP, prevenendo il
legame del fibrinogeno al sito
recettoriale. Il Clopidogrel era stato
presentato come un superamento della
Ticlopidina, soprattutto sotto l’aspetto
della sicurezza e della tollerabilità.
In realtà ben presto sono comparsi
gravi effetti indesiderati con questo
nuovo farmaco.
Sulla prestigiosa rivista ,The New
England Journal Medicine ( Bennet CL et
al, N Engl J Med 2000; 342: 1773-1777),
è comparso un allarmante report su un
grave , anche se raro , effetto
indesiderato causato dal
Clopidogrel : insorgenza di porpora
trombotica trombocitopenica dopo solo 14
giorni dall’assunzione del farmaco.
Gli 11 soggetti che hanno manifestato
questa grave reazione avverse sono stati
sottoposti a plasmaferesi, ma un
paziente è morto.
Negli studi di fase III,
preliminari all’entrata in commercio del
Clopidogrel, non erano mai stati
segnalati effetti indesiderati
gravi con questo antiaggregante
piastrinico.
Dopo il report del New England Journal
Medicine sono emersi altri casi di
porpora trombotica trombocitopenica.
Inoltre sono stati segnalati casi
di anemia aplastica ( Meyer B et al,
Lancet 2001: 357: 1446-1447) e di anemia
aplastica con esito fatale ( Trivier JM
et al, Lancet 2001; 357: 446) e di
pancitopenia ( Andres E et al, Arch
Intern Med 2001; 161: 125).
Questi report contrastano anche con le
conclusioni dello studio CAPRIE (
Clopidogrel versus Aspirin in Patients
at Risk of Ischaemic Events), che hanno
mostrato un buon profilo di sicurezza
del Clopidogrel.
Lo studio CAPRIE ha confrontato il
Clopidogrel ( 75 m/die) con l’Aspirina (
325 mg/die) in 19.185 pazienti con
aterosclerosi sintomatica.
La trombocitopenia è risultata identica
nei due gruppi di trattamento. ( Hearker
LA et al, Drug Saf 1999; 21: 325-335).
E’ stato recentemente segnalato un caso
di emorragia alveolare in un paziente di
56 anni, che assumeva il Clopidogrel,
nel corso di un intervento di
sostituzione di uno stent coronarico ( J
Invasive Cardiol 2001 ;13 : 535-537).
Sulla base di queste segnalazioni si
potrebbe ipotizzare che alcuni pazienti
, che assumono il Clopidogrel,
potrebbero essere a maggior rischio di
gravi eventi avversi rispetto ad altri,
ma ad oggi non è possibile identificare
questi pazienti.
Carlo Franzini - Medicina-Online.net
www.medicina-online.net -
Farmacologia.net
www.farmacologia.net
Tratto da :
www.farmaci.net
Maggiore incidenza di mortalità con il
Clopidogrel rispetto alla Ticlopidina
nei pazienti sottoposti ad impianto di
stent coronarico
I Ricercatori dell’ Herz-Zentrum di Bad
Krozingen in Germania e dell’University
Hospital di Basilea in Svizzera hanno
confrontato il trattamento con
Clopidogrel ( Iscover , Plavix )
rispetto al trattamento con Ticlopidina
dopo un impianto di stent, relativamente
all’incidenza di mortalità
cardiovascolare.
Dopo un impianto di stent coronarico,
eseguito con successo, 700 pazienti con
899 lesioni, sono stati assegnati in
modo random a ricevere un ciclo di 4
settimane di Ticlopidina 500mg ( n=345 )
o di Clopidogrel 75mg ( n=355 ), oltre
all’Aspirina ( 100mg ).
Il periodo di osservazione ( follow-up )
è stato di 28 mesi.
L’end point primario era rappresentato
dalla morte cardiovascolare.
Otto pazienti trattati con Ticlopidina e
26 con Clopidogrel sono morti per cause
cardiache ( hazard ratio 0,30; p=0.003
).
La Ticlopidina ha ridotto il rischio di
morte cardiovascolare del 63% rispetto
al Clopidogrel.
L’end point combinato ( morte
cardiovascolare o infarto miocardico non
fatale ) è stato raggiunto in 19
pazienti trattati con la Ticlopidina
contro i 40 pazienti trattati con
Clopidogrel ( hazard radio: 0,45;
p=0.005 ).
I pazienti sottoposti ad impianto di
stent coronarico, e trattati con il
Clopidogrel hanno presentato una
maggiore mortalità rispetto a quelli
trattati con la Ticlopidina.
Secondo gli Autori, i dati di questo
studio dovrebbero far riflettere
sull’attuale pratica di sostituire la
Ticlopidina con il Clopidogrel. ( Xagena
2003 ) Mueller C et al, J Am Coll
Cardiol 2003; 41:969-973
Tratto da :
www.cardiologia.net
www.cuore.net
CICLOFOSFAMIDE (chemioterapia)
La Ciclofosfamide è un farmaco
alchilante utilizzato nella chemioteapia
antitumorale.
Uno studio pubblicato su Cancer ha
dimostrato che la Ciclofosfamide,
soprattutto ad alto dosaggio, produce
infertilità tra i pazienti a cui è stata
somministrata. Infertilità che si
protrae nel tempo.
Nello studio sono stati analizzati 17
uomini di età compresa tra i 16 ed i 34
anni che da bambini erano stati affetti
da diversi tipi di sarcoma ed erano
stati trattati con farmaci alchilanti.
Il 60% di queste persone presentava a
distanza una mancata produzione di
spermatozoi; il 29% presentava una
produzione ridotta. ( Xagena
2001)Keywords: Ciclofosfamide,
chemioterapia antitumorale, farmaci
alchilanti, infertilità
Tratto da :
www.farmaci.net
AMIODARONE
Studi clinici hanno dimostrato
un’incidenza di tossicità polmonare del
5-10% con alti dosaggi di Amiodarone
(superiori a 400 mg/die).
Un’incidenza minore ( 1,6%) è stata
riportata in uno studio che ha coinvolto
3.439 pazienti, che ricevevano dosi di
Amiodarone di 400 mg o meno.
Prima di iniziare ad assumere
l’Amiodarone dovrebbe essere eseguito un
test di funzionalità polmonare ed una
radiografia del torace. Le anomalie
radiografiche della tossicità polmonare
può anche precedere la tossicità
clinica. ( Xagena 2001)
Sunderji R et al, Can J Cardiol
2000; 16: 1435-1440 Keywords:
Amiodarone, tossicità polmonare,
radiografia al torace, test di
funzionalità polmonare
Tratto da:
www.farmaci.net
AMIODARONE E TOSSICITA' POLMONARE
L’ADRAC, l’Agenzia di Farmacovigilanza
australiana, ha ricevuto diversi report
di sospette reazioni avverse associate
all’impiego dell’ Amiodarone ( in Italia
: Cordarone , Amiodar ).
Nel 2000 sono pervenute all’Agenzia 61
segnalazioni, e nel 2001 74, con 5
eventi fatali.
A partire dal 1981 l’ADRAC ha ricevuto
31 report di eventi fatali associati
all’Amiodarone, 17 morti avevano una
causa polmonare : 8 fibrosi polmonari, 5
infiltrazioni polmonari, 2 polmoniti , 1
effusione pleurica ed 1 insufficienza
respiratoria.
Un caso esemplificativo di tossicità
polmonare da Amiodarone è quello di un
uomo di 84 anni con storia di
cardiopatia ischemica, e stenosi aortica
e mitralica, a cui era stato impiantato
un pacemaker, e che assumeva da 6 mesi
Amiodarone, per controllare una
tachiaritmia.
L’uomo ha presentato una progressiva
dispnea. L’analisi alla tomografia
computerizzata ha evidenziato una
fibrosi polmonare.
L’Amiodarone è stato sospeso, ma
nonostante il trattamento con
corticosteroidi il paziente è morto.
La tossicità polmonare con l’Amiodarone
può presentarsi rapidamente.
Qualora si dovesse instaurare una
terapia con Amiodarone, sarebbe utile
utilizzare i dosaggi minimi efficaci.
I pazienti dovrebbero comunicare al
proprio medico la comparsa di dispnea e
di tosse non produttiva.
L’Amiodarone può inoltre causare altri
effetti tossici, tra cui l’epatossicità
(cirrosi, insufficienza epatica),
effetti a livello cardiovascolari
(bradicardia), reazioni cutanee
(fotosensibilità), neurotossicità
(atassia, neuropatia periferica), così
come depositi corneali, ipertiroidismo
ed ipotiroidismo.
L’Amiodarone non dovrebbe essere
impiegato nei soggetti ad alto rischio
di sviluppare tossicità polmonare e la
comparsa di dispnea e tosse dovrebbe
richiedere un attento esame.
Fonte : ADRAC – Australian Drug
Reactions Bulletin , vol 21 ,
Number 1, 2002 - Tratto da:
www.farmaci.net
FENILPROPANOLAMINA (perdita di peso e/o
raffreddamento)
L’FDA , nel mese di novembre 2000, ha
preso la decisione di non autorizzare la
vendita di prodotti contenenti
Fenilpropanolamina.
La sostanza era presente nei prodotti
contro il raffreddamento e per la
perdita di peso.
In uno studio condotto dal Yale
University School of Medicine è emerso
che alcune donne, dopo 3 giorni si
assunzione dei prodotti contenenti
Fenilpropanolamina, erano state colpite
da ictus emorragico.
Anche gli uomini sono a rischio, ma
l’incidenza è inferiore rispetto alle
donne.
Fonte: FDA
www.fda.gov - Keywords:
Fenilpropanolamina, ictus emorragico -
Tratto da :
www.farmaci.net
LEVORMELOXIFENE (contro l'osteoporosi)
La Novo Nordisk nel 1998 ha bloccato lo
sviluppo del proprio farmaco
Levormeloxifene, nell’osteoporosi.
Lo studio di fase III è stato interrotto
prima del tempo.
Il 22,6% delle donne trattate con questo
farmaco ha dovuto infatti interrompere
lo studio.
E’ stato osservato un aumento dello
spessore dell’endometrioDodici persone
hanno presentato prolasso
utero-vaginale. Fonte : Novo Nordisk -
Keywords: Levormeloxifene, osteporosi,
interruzione dello studio
Tratto da:
www.farmaci.net
BUPROPIONE (farmaco per smettere di
fumare)
L'Agenzia di Farmacosorveglianza inglese
ha ricevuto 18 report di morti di
persone che assumevano Bupropione, un
farmaco per la cessazione del fumo di
sigaretta.
A livello cardiovascolare il Bupropione
può causare tachicardia, aumento
pressorio talvolta grave. Non si deve
superare la dose raccomandata di
Bupropione poiché l'uso del farmaco è
associato ad un rischio di convulsioni .
A dosi fino alla dose massima
giornaliera raccomandata (300 mg di
Bupropione al giorno), l'incidenza di
convulsioni è di circa lo 0,1% (1/1000).
Il rischio del verificarsi di
convulsioni collegate all'impiego di
Bupropione è fortemente associato con la
presenza di fattori predisponenti.
Pertanto il Bupropione deve essere
somministrato con estrema cautela a
pazienti che presentino una o più
condizioni predisponenti
all'abbassamento della soglia per la
comparsa di convulsioni. Esse includono:
1. precedente trauma cranico
2. tumore del sistema nervoso centrale
(SNC)
3. somministrazione concomitante di
altri farmaci noti per abbassare la
soglia della comparsa di convulsioni (ad
esempio: antipsicotici, antidepressivi,
teofillina, corticosteroidi sistemici).
Inoltre, deve essere adottata cautela in
quelle circostanze cliniche che sono
associate con un aumento del rischio di
convulsioni. Esse includono abuso di
alcool, interruzione brusca dell'uso di
alcool o benzodiazepine, diabete
trattato con ipoglicemizzanti o insulina
e uso di farmaci stimolanti o
anoressizzanti.
(Fonte: Rai Tg1 del 19 febbraio 2001 ore
13.30, scheda tecnica di Zyban) (Xagena
2001)
Tratto da:
www.farmaci.net
MELOXICAM (anti-infiammatorio)
Una donna di 49 anni è stata ricoverata
in Ospedale per diarrea ematica con
dolore addominale.
La donna stava assumendo da due
settimane Meloxicam, un
anti-infiammatorio, al dosaggio di 15
mg/die, a causa di una osteoartrite.
All’esame colonscopico si è osservata
mucosa infiammata con sanguinamento.
Alla biopsia risultava necrosi a tutto
spessore.
I sintomi sono regrediti dopo una
settimana dalla sospensione del
Meloxicam.
Il Meloxicam a dosaggi inferiori ( 7,5
mg/die) presenta meno effetti
indesiderati. Garcia Bet al, Lancet
2001; 357: 1690
Tratto da:
www.farmaci.net
CELEBREX – VIOXX (contro l'artrite)
Uno studio svolto da un gruppo di
scienziati di Cleveland dimostra che
l'utilizzo dei farmaci Vioxx (Merck) e
Celebrex (Pharmacia e Pfizer), le cui
previsioni di vendita si attestano per
quest'anno intorno ai 3 miliardi di
dollari, causerebbe un aumento di
attacchi di cuore e di problemi
cardiovascolari.
Tratto da
www.aboutpharma.it
RALOXIFENE (anti-osteoporosi)
Secondo uno studio condotto in vitro da
ricercatori americani, il farmaco
anti-osteoporosi raloxifene (Lilly)
stimola la crescita delle cellule di
carcinoma ovarico. Il farmaco e' dotato
di effetti favorevoli anche sui
marcatori del rischio cardiovascolare e
non stimola la proliferazione
dell'endometrio delle donne in
menopausa.
Tratto da
www.aboutpharma.it
LOTRONEX (intestino irritabile)
Il farmaco Lotronex (Alosetron) indicato
nel trattamento della sindrome
dell'intestino irritabile è stato
ritirato dal commercio negli Usa.
L'FDA ha ricevuto 49 report di colite
ischemica e 21 report di grave
costipazione nelle donne che assumevano
il farmaco. Cinque donne sono morte.
La sindrome dell'intestino (colon)
irritabile colpisce maggiormente le
donne con un rapporto uomo/donna di 1:2
(Fonte: FDA
www.fda.gov) - Tratto da:
www.farmaci.net
ZANAMIVIR (influenza tipo A e B)
Zanamivir (Relenza) è un farmaco
indicato nel trattamento dell'influenza
prodotta dai virus di tipo A e B. Il
Canadian Adverse Drug Center, cioè il
Centro di farmacosorveglianza canadese
ha ricevuto nell'arco di 1 anno 16
segnalazioni di reazioni avverse dopo
assunzione di Zanamivir.
Una segnalazione si riferisce ad un
paziente che è successivamente deceduto
per insufficienza renale. Tuttavia non è
certo il coinvolgimento dello Zanamivir.
Il paziente era affetto da insufficienza
cardiaca ed è stata accertata la
presenza di un'infezione staflococcica.
I più comuni effetti indesiderati dello
Zanamivir sono a livello respiratorio:
broncospasmo ed alterazione della
funzione respiratoria. (Fonte: Canadian
Adverse Drug Reaction Newsletter 2000;
10)
(Xagena 2001) Tratto da:
www.farmaci.net
PROPAFENONE (anti-aritmico)
I più frequenti effetti indesiderati del
Propafenone ( Rytmonorm) sono a livello
gastrointestinale ( nausea, vomito,
costipazione), e cerebrale ( cefalea,
visione offuscata, vertigini),
cardiologiche ( bradicardia,
palpitazioni, blocco atrio-ventricolare
di primo grado, rallentamento della
conduzione intravenricolare).
Il Propafenone, come gli altri farmaci
antiaritmici, può dar origine ad
effetti paradossi, chiamati
pro-aritmici, di aggravamento di
un’aritmia già esistente, o di induzione
di nuove aritmie.
In letteratura l’effetto proaritmico del
Propefenone è dell’ordine del 4,7%, ma
la sua incidenza e gravità dipendono dal
tipo di aritmia e dalla cardiopatia
sottostante.
Ci sono state segnalazioni di rari
effetti indesiderati dopo
somministrazione del Propafenone:
agranulocitosi, anemia,
granulocitopenie, prolungamento del
tempo di sanguinamento, leucopenia,
porpora, trombocitopenica.
Keywords: Propafenone, Rytmonorm,
bradicardia, effetto proaritmico,
proaritmia
Tratto da :
www.farmaci.net
Pochi studi clinici per Rytmonorm
a rilascio prolungato
Il Propafenone ( Rytmonorm) è uno dei
più impiegati farmaci antiaritmici,
particolarmente nel trattamento delle
aritmie sopraventricolari.
Il farmaco presenta una farmacocinetica
complessa con rilevante effetto di primo
passaggio epatico, che rende difficile
prevedere l’efficacia terapeutica. Nel
2001 sono state introdotte in commercio
in Italia due formulazioni di
Propafenone a rilascio prolungato .
Tuttavia a differenza di quanto atteso
queste forme retard producono solo un
marginale miglioramento della
compliance, poiché richiedono 2
somministrazioni al giorno anzichè 3.
Non esistono ad oggi studi clinici di
comparazione tra Rytmonorm a rilascio
prolungato e gli altri farmaci
antiaritmici ,soprattutto nella
prevenzione degli episodi di
fibrillazione atriale.
Pertanto risulta difficile trarre
conclusioni sulla reale efficacia
antiaritmica di queste formulazioni e
sorprende non poco la decisione dell’
Autorità Sanitaria di approvare il
Rytmonorm retard in mancanza di studi
clinici di confronto con altri farmaci
antiaritmici e per periodi prolungati.
L’unico studio clinico presente nella
banca dati Medline è un lavoro di
Mastropasqua F et al di alcuni anni fa (
Cardiologia 1998; 43: 617-623).
In questo studio sono stati valutati gli
effetti di due formulazioni a rilascio
ritardato rispetto al Propafenone a
rilascio immediato nel trattamento delle
extrasistoli ventricolari sintomatiche.
Lo studio, eseguito in diversi Centri
aritmologici italiani, ha coinvolto 83
pazienti, con un’età media di 57,9 +/-
12,2 anni.
Dallo studio è emerso che
l’efficacia del Rytmonorm 325 a rilascio
prolungato x 2 /die, è paragonabile a
quella del dosaggio più basso del
Rytmonorm a rilascio immediato , 150 mg
x 3/die.Mentre la formulazione 225 mg x
2/die è scarsamente efficace.
Nel corso dello studio si sono
verificate reazioni avverse non gravi
in 30 pazienti ( 35%), tra cui in ordine
di frequenza: stipsi, palpitazioni,
arrossamento del volto, disturbi di
visione, dolori addominali o pirosi
gastrica, dispepsia, parestesie,
insonnia, dolore toracico, alterazione
degli indici epatici.
In 10 pazienti il trattamento con il
Propafenone è stato sospeso a causa
degli effetti indesiderati: 5 assumevano
Rytmonorm 150 mg x 3 /die, mentre 4 il
Rytmonorm 225 mg x 2/die , ed 1
Rytmonorm 325 mg x 2 /die.
Non sono stati osservati effetti
proaritmici gravi quali: aumento degli
episodi di tachicardia ventricolare non
sostenuta ( TVNS) , o insorgenza di
tachicardia ventricolare sostenuta (
TVS).
Sotto l’aspetto farmacocinetico il
Propafenone a rilascio prolungato
raggiunge il massimo della sua azione
dopo 3-6 ore dall’assunzione e l’effetto
perdura per più di 12 ore.
La biodiponibilità di queste
formulazioni ritardo è attorno al 32%,
inferiore rispetto alla biodisponibilità
dei preparati a rilascio istantaneo (
49%).
www.aritmologia.it
Tratto da:
www.disinformazione.it
Eli Lilly/ Luce verde dalla FDA a
farmaco antidepressivo a spese delle
cavie suicide
La ditta distribuisce: Byetta, Zyprexa,
Humalog, Cymbalta, Humalog Mix,
Fluctine, Huminsulin, Permax, Humatrope,
Forsteo, Humapen, Alimta, Cialis,
Gemzar, ReoPro, Xigris
I medicinali citati della lista dubbiosa
non necessariamente si lasciano
classificare come psico-pillole ma anche
comune medicine appena apparse sul
mercato o gia ritirate dal mercato come:
Strattera, Zoloft, Prozac, Ritalin,
Celebrex, Viramune, Isotretinoina,
Zyprexa, Infliximab, Meridia, Reductil,
PAROXETINA, PAROXETINA, CLOPIDOGREL,
Plavix, è un derivato della Ticlopidina,
Fluoxetina (Prozac), Sertralina
(Zoloft), Paroxetina (Paxil),
Fluvoxamina (Luvox), Citalopram
(Celexa), Escitalopram (Lexapro),
Bupropione (Wellbutrin), Venlafaxina
(Effexor), Nefazodone (Serzone),
Mirtazapina (Remeron), giornalmente
arrivano nuovi nomi, prima di ingerire
alla cieca qualsiasi medicinale si
consiglia vivamente di cercarlo in rete.
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Mentre
continua ad emergere la
verita' sugli estremi
pericoli dei vaccini
e dei
prodotti farmaceutici,
la
Big
Pharma e'
sempre piu' disperata,
non sapendo piu' come
costringere il pubblico a
fidarsi dei suoi prodotti.
Ora sta
lavorando in stretta
collaborazione con le
autorita' politiche
(inclusi i governatori di
diversi stati)
per
rendere coercitive le
vaccinazioni sui
bambini.
Cio' contempla la
criminalizzazione dei
genitori che rifiutino di
esporre i propri figli ai
pericoli derivanti da queste
sostanze chimiche.
In sostanza, la
Big
Pharma
spera
di trasformare in
criminali i seguaci
della
medicina naturale.
La
FDA ha
gia'
criminalizzato le
compagnie produttrici di
supplementi nutrizionali che
osino dire la Verita'
sui benefici alla salute
derivanti dai loro prodotti.
Inoltre, i genitori che
rifiutano di iniettare ai
propri figli i prodotti
farmaceutici imposti da
Big
Pharma,
verranno
criminalizzati,
radunati e incarcerati
per "rifiuto di
accondiscendere alle
politiche sanitarie".
Tutto cio' viene perpetrato
dallo Stato col pretesto di
"proteggere i bambini"
dai genitori che credono
nella medicina naturale (e'
folle, vero, pensare che
proteggere i propri figli da
sostanze chimiche tossiche
e' oggi un crimine negli
Stati Uniti ?).
Il fine ultimo di tutto
questo e' l'applicazione
delle tattiche di
Medicina a Mano Armata
a tutti noi. Compresi gli
adulti e gli anziani.
Chiunque soffra, per
esempio, di colesterolo alto
e non si assoggetti ai
farmaci statinici della
Big
Pharma, potra'
essere arrestato, legato a
un tavolo e curato contro la
sua volonta'. Chi e' affetto
da cancro, potra' essere
arrestato per aver scelto di
curarlo con medicine
botaniche sicure ed
efficaci, anziche' con
farmaci brevettati e fonti
di alti profitti per la
Big
Pharma.
Se pensate che gia' oggi le
prigioni siano strapiene a
causa degli arresti per
possesso di marijuana e per
altri crimini di nessun
rilievo, aspettate che lo
Stato inizi ad arrestare
tutte le mamme e i papa' del
paese che rifiutano di
partecipare al pazzesco e
dannosissimo sistema
farmacologico
che domina oggi la sanita'
americana e mondiale.
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QUANDO LA
CURA E ' PEGGIO DEL MALE - By Sergio
Cima
Lipobay
Alcune decine di morti nel 2001 hanno
segnato la vicenda dei Lipobay
(cerivastatina). Il farmaco appartiene
alla classe delle statine ed è usato per
abbassare i livelli di colesterolo nel
sangue, e ridurre il rischio di disturbi
al
cuore.
Ma se associato con il gemfibrozil, può
provocare la rabdomiolisi: un danno
grave ai muscoli a cui segue il rilascio
di una sostanza tossica per il rene.
Oggi negli stati Uniti l'associazione
Public Citizen punta il dito contro una
nuova statina: la rosuvastatina, che
risulta essere l'unica della famiglia
(ce ne sono in uso sei) che provoca
danni diretti ai reni, oltre alla
possibilità di rabdomiolisi. Quanto
basta, secondo l'associazione dei
consumatori, per considerare un suo
ritiro dal commercio.
Antidepressivi
Giovani suicidi dopo la cura con
antidepressivi: il rimedio del male che
si trasforma in effetto. Entrati in
commercio nel 1990 gli antidepressivi
erano considerati efficaci e sicuri,
tanto da essere usati negli adolescenti.
Fino al 2003, quando la Food and Drug
Administration (Fda) ne ha sconsigliato
l'uso nei ragazzi. E' successo che le
case produttrici che hanno anche
promosso gli studi clinici sui loro
stessi farmaci, ne hanno impropriamente
esaltato l'efficacia e nascosto gli
effetti collaterali. La reazione dei
genitori dei ragazzi morti a causa di
questi farmaci è stata furibonda e le
maggiori riviste scientifiche hanno
deciso che renderanno noti solo gli
studi in cui tutti i risultati sono
pubblici e trasparenti. Una svolta
epocale sulla pelle di pazienti ignari.
Alosetron
Nel 2000, dopo aver causato cinque
morti, 49 casi di colite ischemica e 21
casi di grave costipazione, l'alosetron,
che prometteva di curare la sindrome del
colon irritabile, è stato ritirato dal
commercio. Nel 2002 la Fda lo ha
reintrodotto con forti restrizioni,
impegnando medico e paziente a firmare
dichiarazioni di conoscenza dei
potenziali pericoli e di assunzione di
responsabilità. Paul Stolley ha
denunciato la collusione dell'Fda, di
cui è stato consulente, con le case
farmaceutiche: a suo parere il rientro
dell'alosetron, per quanto strettamente
regimentato, non trova alcuna
giustificazione clinica. «
La Fda è finanziata dalle aziende
produttrici di farmaci» ha accusato
Stolley.
Cisapride
La Jansen Pharmaceutica nel 2000 ha
ritirato dal commercio la cisapride, un
farmaco usato contro il reflusso
gastroesofageo, anche nei bambini. La
vicenda è iniziata quando Vanessa Young,
15 anni, vita normale ma con qualche
disturbo gastrico, morì di infarto
davanti a suo padre. Si stava curando
con la cisapride. Questo farmaco era in
commercio nell'America dei nord, ma solo
negli Usa il "bugiardino"recitava: "La
cisapride può causare gravi irregolarità
del ritmo cardiaco che possono provocare
la morte". Vanessa era canadese. In
seguito le autorità regolatore
internazionali imposero tali e tante
restrizioni d'uso, che la casa
farmaceutica stessa preferì abbandonare
il prodotto.
Sibutramina
Perdere peso senza rischi: la
sibutramina prometteva questo.
Sviluppata inizialmente come
antidepressivo, durante la
sperimentazione ha mostrato la non
trascurabile capacità di ridurre il peso
corporeo. Un effetto collaterale che
deve essere piaciuto ai produttori,
tanto che lo hanno abbandonato come
antidepressivo e lo hanno sviluppato per
il trattamento degli obesi. Unico neo:
faceva schizzare in alto la pressione
arteriosa, aumentando in modo
considerevole il rischio di accidenti
cardiovascolari. Nel marzo 2002 è
arrivata la sospensione dei farmaco da
parte del ministero della Salute, poi
revocata nell'agosto successivo ma con
rigidi paletti e avvertenze.
Terapia ormonale sostitutiva
Nel luglio 2002 un grande studio sulla
terapia ormonale sostitutiva, un
cocktail di estrogeni e progestinici che
attenua i sintomi della menopausa
(vampate e umore depresso), è stato
interrotto a causa dei danni che
provocava sulle donne trattate: aumento
dei rischio di ictus, di trombosi
venosa, di embolia polmonare, di tumore
al seno.
Rischi che le donne sembrano aver messo
in secondo piano rispetto ai benefici:
attualmente la ricerca sta cercando di
accelerare i tempi sul progestinico
titolone che, però, deve ancora essere
ulteriormente testato e sottoposto a
nuovi studi controllati per poter
garantire la sua sicurezza di impiego.
L'Espresso, 28-10-2004
E dire che la chiamavano super-aspirina
Il brusco ritiro dal commercio dei Vioxx
(Merck)
e degli altri prodotti antinfiammatori a
base di rofecoxib, non ha suscitato
nell'opinione pubblica un'ondata emotiva
che si possa anche lontanamente
paragonare al terremoto provocato
nell'agosto di tre anni fa dal Lipobay
(cerivastatina). Eppure il Vioxx era un
farmaco miracolo, osannato dai media con
il titolo improprio di super-aspirina,
insieme al suo confratello Celebrex,
appartenenti entrambi alla stessa classe
dei cosiddetti anti Cox2. Il loro lancio
nel 2000 era stato salutato da Wall
Street come il più clamoroso successo di
marketing nella storia dell'industria
farmaceutica.
Lo scorso anno Vioxx aveva fatturato
l'astronomica cifra di 2,5 miliardi di
dollari nel mondo e di 124 milioni di
euro solo in Italia. Di miracoloso in
realtà c'era ben poco, come già
denunciato da "L'Espresso" lo scorso 12
agosto ("Occhio al farmaco, il prezzo
non è giusto"). I nuovi costosissimi
prodotti non davano un maggior sollievo
dal dolore rispetto ai vecchi ed
economici Fans. L'unico vantaggio
avrebbe dovuto essere una minore
propensione a far male allo stomaco,
cosa che resta tuttora in dubbio in
molti casi. In compenso, sin dal 2001 è
sorto il sospetto che il Vioxx favorisse
la formazioni di trombi, aumentando così
il rischio di infarti e ictus Ora questi
nodi sono venuti al pettine con i
risultati di nuovi studi, e bisogna dare
atto alla casa produttrice di averne
tirato le estreme conseguenze con
coraggio e decisione.
Anche se non mancano le dietrologie: la
Merck ha già un altro Cox2 in corsa, e
può avere valutato più conveniente
abbattere un cavallo ormai azzoppato.
Meglio affrontare una perdita secca, ma
contenuta, che trascinare un declino,
punteggiato magari da onerose cause di
risarcimento. Tratto da: L'Espresso",
28-10-2004
|
TROVATO il
meccanismo di azione delle tossine dei
VACCINI
anche sul cervello
!
ANSA, Roma, 22 Mar. 2009 - Esiste un
passaggio segreto che permette alle
cellule immunitarie di penetrare nel
cervello e di aprire la strada ad una
seconda ondata di cellule pericolose,
capaci di scatenare malattie
autoimmunitarie, come la sclerosi
multipla, nelle quali il sistema
immunitario aggredisce l’organismo al
quale appartiene.
La scoperta della nuova porta,
pubblicata sulla rivista
Nature Immunology, potrebbe
portare in futuro a nuove armi per
contro la
sclerosi multipla, "ma non
solo: lo stesso meccanismo potrebbe
essere coinvolto in altre malattie
autoimmuni", osserva la
coordinatrice della ricerca, l’italiana
Federica Sallusto, dell’Istituto
svizzero per la Ricerca in Biomedicina
(Irb) di Bellinzona, diretto da Antonio
Lanzavecchia.
Oltre che con Lanzavecchia, il lavoro è
stato condotto in collaborazione con
Andrea Reboldi, dell’Irb, e da Antonio
Uccelli, dell’università di Genova. Il
passaggio segreto che permette di
entrare nel cervello alle cellule
apripista è il plesso coroideo, una vera
e propria matassa di vasi sanguigni
nella quale viene prodotto il liquido
spinale. È una via d’ingresso
alternativa a quella che da tempo è
considerata il «portone principale»,
ossia la barriera emato-encefalica.
Che ci fosse un’altra entrata era noto,
spiegano i ricercatori, ma questa era
considerata una sorta di "porta di
servizio", di importanza secondaria.
Adesso, osserva Lanzavecchia,
"conosciamo la funzione di questa porta
segreta e si può pensare a future
strategie terapeutiche in grado di
bloccare questo ingresso".
|
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MARKETING
IN PILLOLE - 12/01/05
Dal Lipobay ai nuovi anfinfiammatori. E
oggi il Prozac.
Troppi i farmaci
sotto accusa dopo aver provocato gravi
danni.
L'ultimo a finire nel mirino è il
celeberrimo Prozac: stando a un dossier
pubblicato dal prestigioso "British
Medical Journal", l'azienda che lo
produce, la Eli
Lilly, ha
impedito ai tecnici della
Fda (L'ente federale americano che
controlla la sicurezza dei farmaci)
l'accesso a un fascicolo che sin dal
1984 documenta quanto spesso
l'antidepressivo scateni nei pazienti
aggressività incontrollabili fino a
poter provocare gesti drammatici. Il
dossier esisteva, se ne sapeva
l'esistenza, accusa il Bmj, ma la
Lilly
lo celava e, sottintende, nessuno lo
cercava più di tanto. Così, il Prozac
diventa la ciliegina sulla torta di una
catastrofe, iniziata col ritiro
dei Lipobay e dei Vioxx e continuata con
le
continue accuse che
comproverebbero la
dannosità di molti
farmaci in commercio.
Il 30 settembre scorso (2004), la
Merck
ha ritirato il Vioxx dai 46 paesi nei
quali lo aveva introdotto e la stima dei
decessi per infarti e ictus solo negli
Stati Uniti è di circa 30 mila, ma gli
eventi sarebbero tra gli 88 e i 140
mila. A dicembre anche il Bextra (un
altro anti Cox 2
Pfizer)
e il Celecoxib, tuttora in commercio,
sono stati accusati di essere pericolosi
per il cuore.
Un pezzo grosso come David Graham, ex
direttore associato dell'ufficio sulla
sicurezza dei farmaci della Fda, si è
polemicamente dimesso e ha denunciato in
diverse sedi, compreso il Senato
americano, di aver ricevuto pressioni e
minacce di ogni tipo per tenere nel
cassetto i dati a disposizione fino dal
2000 sulla pericolosità dei Vioxx e ha
dichiarato che diversi altri farmaci
(tra cui l'isotretinoina, il salmeterolo
e la rosuvastatina e la sibutramina,
sono a rischio).
Secondo Marcia Angeli, per vent'anni
direttrice dei "New
Engiand Journal of Medicine", ora
docente alla Harvard Medical School di
Boston e autrice di un libro-denuncia
intitolato "La
verità sulle case farmaceutiche": la
Fda è sul
libro paga dell'industria
che deve regolamentare, ha approvato
nuovi farmaci in fretta e ha agito con
lentezza maggiore nei casi di emergenza.
Anche Richard Horton, direttore di
"Lancet", la pensa allo stesso modo: "il
fatto che la Fda guardi alle
aziende
come al proprio datore di lavoro è
lampante".
Non solo, scrive ancora Horton, le
conseguenze di scandali come quello dei
Vioxx hanno pesanti ricadute: "la
continua erosione della fiducia dei
cittadino nei confronti di
un'istituzione che egli stesso paga può
portare a eccessi nello scetticismo con
il quale vengono accolti i farmaci e
anche i semplici consigli della autorità
sanitarie".
By Agnese Codignola - Tratto da:
L'Espresso
vedi anche:
Conflitto
di interesse
+
Conflitti di
interesse PDF - 1
+
Conflitti
di interesse PDF
- 2 +
Conflitti di Interesse, denuncia del
Governo Ii - PDF
+
CDC - 1
+
CDC - 2
+
FDA
+
Conflitti di Interesse,
business farmaci e vaccini
+
Conflitti
di interesse dell'AIFA
vedi anche:
ISS
+
Ministero
della salute
+
EMA
+ CNR e
Corruzione
+
Consenso Informato +
Le case
farmaceutiche ingannano i medici e
questi danneggiano i malati
+
I medici
sono una minaccia
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