"Se non mettiamo la
Libertà delle
Cure mediche nella
Costituzione, verrà il tempo in cui la
medicina si organizzerà, piano piano e
senza farsene accorgere, in
una
Dittatura
nascosta.
E il tentativo di limitare l'arte della
medicina solo ad una classe di persone,
e
la negazione di uguali privilegi alle altre “arti”, rappresenterà la
Bastiglia della scienza medica".
(By
Benjamin Rush, firmatario della
Dichiarazione d'Indipendenza USA - 17 Sett 1787)
Continua
in:
Pericolo
farmaci - 2
I dittatori nascosti
(clandestini) della medicina, d’altra parte li
conosciamo molto bene…..; che vestano gli abiti dei
“baroni” e degli “scienziati”, che si mimetizzano nelle
“lobbies
accademiche” od operino nelle
multinazionali del farmaci,
sono loro quelli che “contano” e “governano”
la medicina ufficiale.
- vedi:
I
Padroni della Sanita'
Alle menti aperte e liberali il compito di reagire a
questa marea montante di intolleranza anti-scientifica,
prima che questi nuovi tiranni arrivino ad
insegnarci perfino cosa e’ giusto e non e’ giusto
pensare…! 220 anni dopo, questa situazione di
dittatura
sanitaria si e'
realizzata e TU caro lettore cosa fai per
contrastarla ??
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
La maggior parte delle
case farmaceutiche è
stata fondata a
meta-fine ottocento o
primi del novecento.
Inizialmente le nazioni
trainanti in questo
settore furono Svizzera,
Germania ed Italia.
Nel novecento il
concetto di scoperta
scientifica si è fuso
con quello di bene di
consumo di massa, per
cui la aziende
farmaceutiche hanno
imposto un nuovo modo di
fare medicina pratica.
RICERCA DEVIATA ai MEDICINALI che MANTENGONO la MALATTIA
CRONICA.
INTERVISTA al PREMIO NOBEL per la MEDICINA: RICHARD J.
ROBERTS. - MEDITATE e CONDIVIDETE !
Il vincitore del Premio Nobel per la Medicina, Richard
J.Roberts, denuncia il modo in cui operano le grandi
industrie farmaceutiche
nel sistema capitalistico, anteponendo i benefici
economici alla salute e rallentando lo sviluppo
scientifico nella cura delle malattie perché guarire non
è fruttuoso come la cronicità.
Informatore dei
CDC
CONFESSA la FRODE e le FALSIFICAZIONI sugli
studi della correlazione VACCINO=AUTISMO
CONFESSIONI
di un
Informatore farmaceutico
....dal marketing, unica regola regina
nella distribuzione dei farmaci e/o
Vaccini, agli
accordi tra governi e multinazionali per la
“gestione” delle malattie, dalle confessioni di
anonimi informatori farmaceutici, allo strano
ruolo chiave dei medici di base: cosa si
nasconde dietro un farmaco e cosa ci viene
prescritto realmente ? - video da vedere:
http://vimeo.com/52822936#at=0
E’ ormai noto che
la maggior parte dei farmaci prescritti dai
medici
allopati, non curano
in modo definitivo le
malattie,
ma sono solo dei palliativi che, alle volte,
alleviano i sintomi od il dolore che spesso
provocano esse stesse. Ma chi veramente si risanano sono i
fatturati delle multinazionali dei Farmaci e
Vaccini, i
quali servendosi di medici che ignorano tutte le
possibili terapie naturali alternative per ogni
malattia, divengono di fatto i rappresentanti di
BIG PHARMA.
Sindrome
infiammatoria chiamata "Asia" scatenata dai
vaccini !
ASIA_Sindrome
infiammatoria-dai-vaccini-Riassunto.pdf
Tratto da: http://www.assis.it/wp-content/uploads/2014/12/ASIARiassunto.pdf
... ed e' noto che... le
infiammazioni sono foriere di qualsiasi tipo
di sintomi, che i
medici impreparati
allopati chiamano erroneamente "malattie"....
Ormoni, pressioni sui medici per
venderli...anche per i bambini
Recentemente Philip
Lymbery, Direttore di CIWF International, ha pubblicato
il suo libro,
Farmaggedon, frutto di ricerche sui disastri che
l’allevamento intensivo ha provocato e continua a
provocare agli ecosistemi del nostro pianeta.
Concordiamo con quanto scrive il quotidiano L’Indipendent
su
Famageddon:
“Da molto tempo conviviamo con i disastri causati dall’allevamento
intensivo e crediamo di aver già toccato il fondo.
In realtà se non facciamo nulla, le cose continueranno a
peggiorare.”
Farmageddon fa vedere con semplicità come
inquinamento delle acque, perdita di biodiversità,
disuguaglianza alimentare e spreco di risorse siano
tutte problematiche legate intrinsecamente alla
sofferenza di miliardi di animali allevati in modo
intensivo per produrre un cibo per i paesi “ricchi”,
spesso malsano.
Gli
esperti di
Vaccini del
CDC, hanno spesso
conflitti di interesse
- 18/03/2010
vedi anche :
Big Pharma 1
+
Big Pharma 2
+
Sindacato Rockefeller +
Rapporto Flexner e
Dichiarazione di Alma Ata +
Danni dei
Farmaci +
Comparaggio farmaceutico
+
Conflitto
di interesse +
Conflitti di
interesse PDF - 1
+
Conflitti
di interesse PDF
- 2 +
Conflitti di Interesse, denuncia del Governo Ii
- PDF
+
CDC - 1
+
CDC - 2
+
FDA
+
Conflitti di Interesse,
business farmaci e vaccini
+
Conflitti
di interesse dell'AIFA
+
ISS
+
Ministero
della salute
+
EMA
+ CNR e Corruzione
+
Consenso Informato
+
Le case
farmaceutiche ingannano i medici e
questi danneggiano i malati
CDC e Conflitti di interesse - 1 +
CDC e Conflitti
di interesse - 2
+
CDC e Conflitti
di interesse - 3
+
Corruzione
+
Malattie inventate
CDC conflitti di interesse
anche per i vaccini
http://healthimpactnews.com/2014/cdcs-purchase-of-4-billion-of-vaccines-a-conflict-of-interest-in-overseeing-vaccine-safety/
Qui trovate tutte le resistenze del
produttore (Glaxo),
ad esempio del Tamiflu, alla pubblicazione al pubblico
dei trials del farmaco:
http://www.bmj.com/tamiflu
Possiamo ancora fidarci
di chi dovrebbe controllare l'efficacia e la sicurezza
dei farmaci vaccini inclusi ? NO !
Paxil:
.....come la medicina cambia idea dopo aver fatto
danni....
L'antidepressivo, utilizzato in età giovanile, Paxill fu
considerato sicuro ed efficace nei trial fra il
1994-1998
Un recente studio (1,4) ha dimostrato che questo
antidepressivo è assolutamente inutile e pericoloso
perché porterebbe al SUICIDIO.
Certo che questi trial clinici prima della
commercializzazione di un farmaco (vaccini inclusi) sono
proprio una sicurezza per le persone......
Anche
FDA dice
ciò (3)
It reported that paroxetine was safe and effective for
adolescents and was published in the Journal of the
American Academy of Child and Adolescent Psychiatry (JAACAP)
in 2001.
The study was criticised by the Food and Drug
Administration (FDA) in 2002. Yet, that year, over two
million prescriptions were written for children and
adolescents in the United States al seguente link (AIFA)
potete trovare numerosi prodotti con questo deleterio
principio attivo...
PAROXETINA
https://farmaci.agenziafarmaco.gov.it/bancadatifarmaci/cerca-per-principio-attivo?princ_att=Paroxetina
Fonti
1- http://study329.org/wp-content/uploads/2015/09/Study-329-Final.pdf
2- http://bmjcom.c.presscdn.com/company/wp-content/uploads/2015/09/Riat-package.pdf
3- http://www.fda.gov/downloads/Drugs/DrugSafety/ucm088676.pdf
4- http://www.bmj.com/content/351/bmj.h4320
Il 2 luglio 2012 la corte
federale degli usa ha condannato la
GSK al
pagamento di una multa da 3 bilioni di dollari per:
1 - aver commercializzato il paxil in età pediatrica
senza autorizzazione FDA
2 - di aver finanziato studi fraudolenti su paxil
3 - di aver omesso dati nella etichettatura del farmaco
Inoltre questo farmaco aumenta fortemente la pulsione al
suicidio nei depressi.
Fonte:
https://www.justice.gov/opa/pr/glaxosmithkline-plead-guilty-and-pay-3-billion-resolve-fraud-allegations-and-failure-report
Infatti, gli enti a tutela della
salute....si ma di quella dei fatturati di
Big Pharma....prima permettono la commercializzazione
dei farmaci che hanno tutti controindicazioni e
poi alcuni li ritirano perche' pericolosi;
questo per fare la sperimentazione sui malati a
favore di
Big Pharma....
Sarebbe molto piu' importante non immetterli in
commercio ! cosi' si eviterebbe di ammalare i
sudditi...del loro impero CRIMINALE !
FARMACI
PERICOLOSI – ORDINATO il RITIRO URGENTE - ECCO
QUALI SONO:
da GIORNI (Nov. 2013) E’ STATO EMESSO un
COMUNICATO dell’AIFA,
Agenzia Italiana del Farmaco, che ha emanato un
provvedimento cautelativo con il quale vieta
l’utilizzo di nove farmaci prodotti dalla ditta
Geymonat, (la stessa produttrice delle supposte
per neonati) per difetti di qualità. Nello
specifico, è possibile che in questi farmaci ci
sia un quantitativo di principio attivo
inferiore a quello approvato e indicato in
etichetta.
SI TRATTA dei SEGUENTI MEDICINALI
Alvenex 450 mg (indicazioni: sintomi
attribuibili ad insufficienza venosa; stati di
fragilità capillare)
Gastrogel 2g/10ml (indicazioni: ulcera gastrica,
ulcera duodenale; gastrite acuta, gastriti
croniche sintomatiche; gastropatie da FANS,
esofagite da reflusso).
Sucrate 2g gel orale (indicazioni: ulcera
gastrica, ulcera duodenale; gastrite acuta,
gastriti croniche sintomatiche, gastropatie da
FANS, esofagite da reflusso)
Intrafer 50 mg/ml e Intrafer 100mg/5ml
(indicazioni: terapia degli stati latenti o
manifesti da carenza di ferro)
Testo Enant 100 mg e Testo Enant 250 mg/2 ml
(indicazioni: castrazione, eunucoidismo,
ipogenitalismo, criptorchidismo, turbe della
potenza sessuale e oligospermia; metropatie,
fibromiomatosi uterina e talune forme di
carcinoma mammario della donna, come
coadiuvante)
Nabuser 30 (indicazioni: artrite reumatoide,
osteoartrosi, spondilite anchilosante,
artropatia gottosa, reumatismo extraarticolare;
affezioni periarticolari come: borsiti,
tendiniti, sinoviti e tenosinoviti, periartrite
scapolomerale; processi infiammatori acuti
inclusi quelli muscolo-scheletrici, lesioni da
sport)
Citogel 2g/10ml (indicazioni: ulcera gastrica,
ulcera duodenale; gastrite acuta, gastriti
croniche sintomatiche; gastropatie da FANS;
esofagite da reflusso)
Ecomì 1%, Ecomì 150 mg e Ecomì 100 mg
(indicazioni: infezioni dermatologiche di
origine micotica e batterica; infezioni
vulvovaginali di origine micotica e batterica)
Venosmine 4% e Venosmine 450 mg (indicazioni:
coadiuvante nel trattamento delle varici e delle
complicazioni flebitiche, delle emorroidi
interne ed esterne e, in genere, negli stati di
fragilità capillare e nelle loro
manifestazioni).
L’AIFA invita tutti coloro che dovessero avere
in casa confezioni di questi farmaci a non
utilizzarle.
Nelle farmacie e presso i grossisti i medicinali
sono al momento bloccati.
Fonte: ilfattaccio.it
Ed ogni anno le cose si ripetono......
TABELLA (Francese) indicante il tipo
di Farmaci ed i
relativi Nutrimenti che vengono a diminuire
nell'organismo
|
Catégorie de médicaments |
Nutriments diminués |
|
Inhibiteurs de l'ECA (maladies cardiovasculaires) :
Lopirin®, Xanef® |
Zinc,
sodium |
|
Antibiotiques: Pénicilline, érythromycine |
Calcium,
magnésium, potassium, vitamine K, flore
intestinale |
|
Benzodiazépines (contre l'anxiété) : Valium,
Xanax |
Mélatonine |
|
Bêtabloquants (pour les maladies cardiaques) |
Coenzyme
Q10, mélatonine |
|
Pilule
contraceptive |
Acide
folique, vitamines B1, B2, B3, B6, B12, C, zinc,
sélénium, minéraux trace |
|
Bronchodilatateurs (pour l'asthme et les
problèmes respiratoires): Ventoline, Serevent |
Potassium |
|
Inhibiteurs calciques (pour les maladies
cardiaques) |
Potassium |
|
Médicaments contre le diabète : Glucophage®,
Stagid® et leurs génériques |
Vitamines B12 et B6, acide folique, coenzyme
Q10, zinc, magnésium, potassium |
|
Œstrogènes: Premarin, Prempro |
Vitamin B6 |
|
Anti-inflammatoires non stéroïdiens : Ibuprofène,
Naproxène |
Acide
folique, fer, vitamine C |
|
Diurétiques épargneurs de potassium : Aldactone,
Soludactone |
Acide
folique, fer, vitamine C, zinc |
|
Antidépresseurs ISRS: Prozac, paroxétine |
Acide
folique, mélatonine |
|
Statines
(pour diminuer le cholestérol) : Zocor, Lipitor |
Coenzyme
Q10 |
|
Diurétiques thiazides: hydrochlorothiazide (Esidrex) |
Magnésium, coenzyme Q10, potassium, sodium, zinc,
thiamine, vitamines B6 et C |
|
Médicaments anti-ulcéreux (anti-H2) |
Vitamine B12, vitamine D, calcium, fer, zinc,
acide folique. |
Diversi sono i
farmaci in commercio la cui presunta (NdR:
anzi non presunta) tossicità spaventa
molti malati e fa dubitare dell'efficacia dei
trattamenti. Ma in alcuni casi gli effetti
collaterali possono avere tragiche conseguenze
in un numero troppo ampio di pazienti.
Le legislazioni dei vari paesi può essere
notevolmente diversa in ambito farmaceutico e
spesso le differenze vi sono sia a livello di
singoli stati che fra comunità. In commercio ci
sono diversi farmaci i cui effetti collaterali,
a breve o lungo termine si rivelano troppo
spesso essere piuttosto gravi. Chiaramente ogni
farmaco può presentare tali effetti, persino una
semplice aspirina può avere su alcuni soggetti
gravi conseguenze.
Ma la differenza fondamentale fra un farmaco e
l'altro risiede nel numero di ammalati su cui
questi effetti si verificano e il rapporto fra
essi gli effetti positivi.
Un caso cui rivolgere particolare attenzione
riguarda un farmaco utilizzato per la "cura"
dell'artrite reumatoide e psoriasica: l'Arava.
Negli Stati Uniti questo farmaco è vietato per
via dei terribili effetti collaterali,
fra cui la necrosi del fegato. Negli
Stati Uniti anche un altro farmaco molto comune,
l'Aulin,
era stato vietato per via degli stessi effetti.
L'Italia è stato uno degli ultimi paesi
dell'Unione Europea a ritirarlo dal mercato.
Arava presenta come principio attivo il
leflunomide, un immunosoppressore necessario a
tenere basso il numero di globuli bianchi nei
malati di artrite reumatoide attiva e psoriasica
attiva, due malattie autoimmune attiva che
portano la prima infiammazioni delle
articolazioni e la seconda in aggiunta la
comparsa di chiazze rosse di desquamazione sulla
pelle.
I malati di tali malattie già sono impegnati in
una battaglia contro il governo che avrebbe
tagliato i fondi al sistema sanitario nazionale
per l'acquisto di farmaci biologici (la loro
campagna si definisce "curati a metà). Ma ora
devono affrontare anche il rischio tossicità
delle cure. Trattandosi purtroppo di malattie
cui non vi è una cura certa e univoca per tutti
i pazienti (NdR: per la
medicina ufficiale, non per la
medicina naturale), e trattandosi di una
malattia che può colpire indistintamente
giovanissimi e anziani, le cure si diversificano
notevolmente fra gli ammalati.
Anche la riposta ai farmaci si diversifica,
tuttavia sembra che i trattamenti per ridurla si
rivelino nella maggior parte dei casi tutti
piuttosto pesanti.
Basti pensare che viene utilizzato fra gli altri
un chemioterapico, il
metotressato, per far regredire la malattia.
Ad alcuni, soprattutto ai più giovani viene
sempre più frequentemente assegnata la cura
sperimentale col farmaco biologico, definita
devastante da molti che l'hanno provata. Ma uno
dei rimedi peggiori sembra proprio l'Arava.
Viene erroneamente confuso con il farmaco
biologico ma si tratta in realtà di un farmaco
di supporto a esso o da utilizzare come farmaco
curante.
Tratto da: agoravox.it
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EPATITE C: La FONDAZIONE
GIMBE
SVELA TUTTI i FALSI MITI del FARMACO "SOFOSBUVIR"
- 25/05/2015
In un momento particolarmente critico per la
sostenibilità della sanità pubblica, la Fondazione GIMBE
invita tutti gli stakeholders (le parti interessate) a
valutare con sano scetticismo e adeguato rigore
metodologico tutte le innovazioni farmacologiche e
tecnologiche evitando, sull’onda di un contagioso
entusiasmo, di enfatizzare i benefici e minimizzare i
rischi degli interventi sanitari.
Al fine di informare correttamente politiche sanitarie,
professionisti e pazienti la Fondazione GIMBE ha
pubblicato il Position Statement “Efficacia e
costo-efficacia del Sofosbuvir nel trattamento
dell’epatite C” da cui emergono alcune criticità
metodologiche relative alla robustezza delle prove di
efficacia, oltre che all’entità e alla precisione dei
benefici del farmaco.
NON ESISTONO STUDI INDIPENDENTI
Quello che emerge fa riflettere molto su come un
prodotto farmaceutico pubblicizzato miracoloso nasconda
in realtà poca trasparenza sulla sua efficacia. Per
questo GIMBE conferma come tutti gli studi che hanno
valutato l’efficacia del Sofosbuvir sono stati
finanziati, progettati e realizzati dall’azienda
produttrice Gilead Science e, al momento, non esiste
alcuno studio indipendente. Non solo ma dichiarano ci
non conoscere il reale valore aggiunto del farmaco
rispetto a un confronto appropriato, sia perché mancano
trial di efficacia comparativa del Sofosbuvir con altri
agenti antivirali ad azione diretta, sia perché tutti
gli studi prevedono l’associazione del Sofosbuvir con
ribavirina ± peginterferon-alfa, mentre alcuni studi
presentano limiti metodologici rilevanti (controlli
storici, assenza di blinding).
FARMACO SOFOSBUVIR: QUELLO CHE NON VIENE DETTO
Ed ecco che la Fondazione GIME elenca i vari punti
critici su questo farmaco diventato miracoloso:
. Tutti gli studi hanno utilizzato come misura di esito
un end-point surrogato, ovvero la risposta virologica
sostenuta al di sotto della soglia minima identificabile
a 24 o a 12 settimane dalla sospensione del farmaco.
. La risposta virologica sostenuta non garantisce
l’eradicazione del virus dal sangue (che resta solo al
di sotto della soglia minima identificabile), né
permette di identificare la persistenza del virus nei
tessuti.
. Per alcuni sottogruppi di pazienti la stima
dell’effetto del trattamento è incerta a causa della
loro limitata numerosità campionaria.
. Non esistono prove di efficacia dirette su outcome
clinicamente rilevanti: evoluzione dell’epatite in
cirrosi, scompenso della cirrosi, insorgenza di
epatocarcinoma, mortalità.
. Non è nota la probabilità di re-infezione nei pazienti
che hanno ottenuto una risposta virologica sostenuta.
. Non conosciamo gli effetti avversi, oltre che la
compliance, nel mondo reale.
ASSENZA PROVE di EFFICACIA NON GIUSTIFICANO il
TRATTAMENTO di PREVENZIONE
A seguito di queste valutazioni la Fondazione GIMBE
conclude che il Sofosbuvir costituisce una rilevante
innovazione terapeutica, ma le evidenze disponibili
documentano solo che il farmaco è efficace nel
determinare una risposta virologica sostenuta in una
percentuale che raggiunge il 90% in alcuni (ma non in
tutti) sottogruppi di pazienti.
La storia naturale dell’epatite C e le prove di
efficacia disponibili non giustificano in nessun
contesto sanitario, indipendentemente dalla
disponibilità di risorse, una policy che preveda il
trattamento di tutti i pazienti con epatite C con
l’obiettivo di prevenire l’evoluzione dell’epatite
cronica in cirrosi, lo scompenso della cirrosi, lo
sviluppo dell’epatocarcinoma, i trapianti di fegato e la
mortalità.
Ma non solo, Gime sottolinea come in assenza di prove di
efficacia dirette sulla capacità del Sofosbuvir di
rallentare l’evoluzione dell’epatite C verso forme
avanzate di malattia scommettere sui potenziali risparmi
per l’assistenza sanitaria è puramente speculativo e non
supportato da alcun dato scientifico.
SOFUSBIR NON PUO’ ESSERE ETICHETTATO FARMACO
SALVAVITA
“Assimilare la risposta virologica sostenuta nel singolo
paziente alla eradicazione del virus C dalla popolazione
è una suggestiva, spiega GIME -ma inverosimile,
strategia di sanità pubblica. Considerato che la
mortalità nei pazienti con epatite C è molto bassa e che
nessuno studio ha dimostrato che il Sofosbuvir riduce la
mortalità , il termine ‘farmaco salvavita’ è improprio e
non dovrebbe più essere utilizzato”.
Definire le priorità di trattamento in relazione alla
costo-efficacia del Sofosbuvir nei vari sottogruppi di
pazienti rappresenta, - la Fondazione GIME ricorda -
oggi l’unica soluzione accettabile dal punto di vista
clinico, etico ed economico, e i dati relativi a tutti i
pazienti trattati dovrebbero essere raccolti in maniera
sistematica al fine di documentare l’efficacia e la
sicurezza del farmaco nel mondo reale.
By Cinzia Marchegiani - Tratto da:
http://www.osservatoreitalia.it/index.asp?art=4482&red=5&arg=21
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Danni dei farmaci: in Italia, 400 ricoveri al giorno
per i farmaci di sintesi - 06/12/2012
Ed uno studio recente avverte: le
multinazionali
testano molti prodotti sui poveri con procedure dubbie.…
Ci sono diverse buone ragioni per assumere il minor
numero possibile di medicinali. Si chiama iatrogenesi la
terza causa di morte negli Stati Uniti, dopo l’infarto
ed il cancro, e sono morti causate dalle medicine, dai
loro effetti collaterali, da cure sbagliate e così via.
Negli Usa il problema è molto sentito e il
monitoraggio accurato. In Italia non ci sono dati
certi, ma, ha detto Silvio Garattini, direttore
dell’Istituto Mario Negri di Milano e guru nazionale in
fatto di ricerca farmacologica: “400 italiani sono
ricoverati ogni giorno per effetti collaterali dei
farmaci”, ovvero per improvvisi sanguinamenti, macchie,
rossori o altri danni cutanei, ipotensione o
ipoglicemia.
“Quando prescrivono un farmaco, i medici spesso non
sanno esattamente che effetto avrà sul paziente, perché
la legge consente alle case farmaceutiche di pubblicare
solo i risultati positivi dei test condotti sui
medicinali”, ha scritto il medico britannico Ben
Goldacre sul
Guardian. Goldacre è autore di
Bad Pharma, in arrivo in Italia per
Mondadori, ma già anticipato sul numero di
Internazionale della scorsa settimana.
“È una situazione così vergognosa, che può essere
pericoloso perfino parlarne”, dice in riferimento a una
serie di “ritorsioni” che alcune industrie del farmaco
avrebbero intrapreso contro medici o ricercatori un pò
troppo scrupolosi nei loro confronti.
Ma c’è un altro, ottimo, motivo per limitare al massimo
l’assunzione di farmaci.
Si tratta delle “serie preoccupazioni” espresse da un
recente studio indipendente sull’etica applicata dalle
case farmaceutiche ai test clinici condotti su persone
povere, nei paesi in via di sviluppo. Sono poche infatti
le aziende che controllano i loro test clinici in questi
Paesi, e che certificano la sicurezza e l’etica delle
loro operazioni. Il
report pubblicato dalla Bbc è l’”
Access to Medicine Index” – curato nei Paesi Bassi e
finanziato da organizzazioni quali la
Bill and Melinda Gates Foundation e il
Dipartimento per lo sviluppo internazionale del Regno
Unito – e pubblica ogni due anni informazioni sulle
20 principali case farmaceutiche del mondo.
-
vedi:
Contro immunizzazione +
I medici sono una minaccia
Diciamo subito quanto di
buono è stato fatto. Negli ultimi 3 anni, quando uscì il
primo di questi report, è costantemente aumentato
l’accesso ai farmaci, grazie all’impegno garantito in
questo senso da più o meno tutte le
case
farmaceutiche nel mantenere i prezzi
bassi. La GlaxoSmithKline è al
vertice in questo senso, seguita da Johnson & Johnson e
Sanofi, mentre traZeneca è scivolata in fondo alla
graduatoria. Si stima che un miliardo di persone nel
mondo non abbia accesso alle cure farmacologiche e
queste aziende si impegnano a non ampliare questo
numero, anche, perché altrimenti venderebbero meno.
I prezzi “scontati” sono applicati infatti solo nei
Paesi più poveri, dove altrimenti è logico ipotizzare
che le vendite calerebbero.
Ma perché si fanno
test nei
Paesi in via di sviluppo ?
Uno degli autori dello studio, David Sampson, ha
risposto: ” Le leggi che regolano queste pratiche sono
più variabili in questi Paesi. Ma è chiaro che tutto ciò
che mette a rischio il paziente è una pratica
inaccettabile e un problema significativo“. Eppure, “ la
tendenza ad esternalizzare gli studi clinici è in
costante crescita” continua, mentre invece non fa passi
avanti quel che sarebbe essenziale, ovvero che “ il
rapporto tra le due parti sia estremamente ben definito
e gestito con attenzione”.
Un esempio ? ” Mentre la maggior parte delle aziende fa
un gran parlare di codici di condotta etica, revisioni e
verifiche – conclude lo studioso -, nei fatti poi solo 4
aziende su 20 hanno rivelato i dettagli di azioni
disciplinari intraprese contro condotte scorrette”.
Per il resto, nulla è dato sapere. - Fonte: wired.it
By Michela dell'Amico - Tratto da: uomoplanetario.org
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300 Farmaci Pericolosi...con
permesso di vendita da parte degli "enti
a tutela della salute"....collusi
con Big
Pharma
300 i farmaci giudicati pericolosi per la salute
dell'uomo e 310 i medicinali in circolazione,
regolarmente prescritti dai medici, che possono
danneggiare i polmoni. Oltre 50 le malattie respiratorie
o polmonari che sarebbero dovute all'assunzione di
farmaci.
Questa una delle ultime denunce dell'Organizzazione
Mondiale della Sanità sul problema dei farmaci
pericolosi.
Un altro studio condotto in Gran Bretagna ha rivelato
che un'assunzione settimanale di alcune sostanze a base
di
paracetamolo(medicinale usato per le patologie
dell'infanzia, in Italia si chiama tachipirina,
efferalgan, ecc.), aumenta dell'80% le probabilità di
attacchi asmatici rispetto a chi non ne ha fatto mai
uso.
E non sono mancate le sorprese: alcuni principi attivi
di uso estremamente ampio compaiono nella lista, come l'acido
acetilsalicilico - la comunissima aspirina.
Inoltre l'FDA (Food and Drug
Administration), nel mese di novembre 2000, ha preso
la decisione di non autorizzare la vendita di prodotti
contenenti
Fenilpropanolamina. Nel 98% dei casi, la quasi
totalità, la sostanza è presente in decongestionanti da
raffreddore e in appena il 2 % in prodotti
anoressizzanti, ossia medicine che fanno passare
l'appetito.
Secondo uno studio condotto dalla
Yale University School of Medicine è emerso che
alcune donne, dopo 3 giorni di assunzione dei prodotti
contenenti Fenilpropanolamina, erano state colpite da
ictus emorragico. Anche gli uomini sono a rischio,
ma l'incidenza è inferiore rispetto alle donne. Già da
qualche tempo si discute dell'opportunità di sostituire
la PPA (fenilpropanolamina) con la pseudoefedrina,
considerata sicura (l'ipertensione
rappresenta uno dei suoi principali effetti collaterali;
dosi eccessive od una spiccata sensibilità individuale
possono determinare anche
tachicardia, nervosismo, agitazione,
insonnia ed
ansietà .
L'utilizzo di pseudoefedrina
è controindicato in presenza di
diabete,
patologie cardiovascolari,
ipertensione,
ipertrofia prostatica,
ipertiroidismo, gravidanza (donna incita) e
glaucoma ad angolo chiuso,
anche se con qualche controindicazione per chi ha la
pressione alta.
Ma non è solo l'elenco della FDA che desta
preoccupazione. Infatti
esistono in commercio una serie di farmaci con pesanti
effetti collaterali.
Per esempio alcuni farmaci utilizzati per la lotta
contro il cancro, come il
nolvadex, curano il tumore alla mammella, ma
provocano il cancro all'utero e al fegato.
E
ancora farmaci come la
ciclofisfamide, utilizzata nella
chemioterapia
per i tumori, provoca infertilità tra i pazienti
a cui è stata somministrata.
Gli effetti avversi più comuni associati con l'impiego
di ciclofosfamide sono:
-
Mielodepressione (pancitopenia) che deve essere
controllata attraverso
esami emocromocitometrici e farmaci mielostimolanti
-
Nausea e
vomito (compaiono dopo 30-60 minuti dall'infusione),
spesso controllabili con agenti
antiemetici come l’ondansetron,
il
granisetron o altri antagonisti del recettore
serotoninergico 5-HT3
-
Alopecia
-
Cistite emorragica, associata inoltre con il rischio
di sviluppo di
carcinoma della vescica e che spesso può essere
prevenuta da un'adeguata idratazione
- Tossicità cardiaca
- Disordini dell'equilibrio idro-elettrolitico ...ecc.
Ma la lista è destinata ad allungarsi, se si passano in
rassegna farmaci, che vengono ritenuti di "uso comune".
Alcuni antiasmatici, per esempio, provocano
tachicardia e in alcuni casi angina pectoris,
gli antiartrosici, possono provocare dolori di
stomaco e talora delle emorragie mortali, gli
anticoagulanti, possono far sanguinare qualsiasi
organo e gli antiipertensivi, provocano tosse
e talora un'insufficienza renale che rende
necessaria la dialisi. Insomma farmaci comuni che
potremmo avere nel cassetto della cucina di casa nostra
e che magari utilizziamo quotidianamente.
L'elenco potrebbe continuare all'infinito, se si
riuscissero a passare in rassegna tutti i farmaci del
prontuario. Infine, un dato curioso che emerge dalla
lettura attenta del foglio illustrativo dell'Aulin,
l'anti-infiammatorio più venduto: "può causare
epatiti fulminanti che in alcuni casi possono
risultare fatali".
Naturalmente la preoccupazione maggiore per gli
scienziati è costituita dall'abuso di queste sostanze,
che potrebbero causare effetti "devastanti" al nostro
organismo. Preoccupazione ampiamente giustificata dal
fatto che buona parte di questi farmaci, ritenuti
pericolosi, o sono regolarmente prescritti dai
medici di base,
o sono "farmaci da banco". Ossia farmaci che vengono
venduti senza la ricetta del medico.
Questa situazione, quindi, svela i retroscena di un
fenomeno originale e preoccupante
che negli ultimi anni è in forte crescita:
la voglia di curarsi da soli e scegliere, seguendo i
consigli di amici o parenti, i farmaci che si pensa
facciano al caso proprio con l'aggiunta di qualche
informazione in più. Attenzione però. Il pericolo è
dietro l'angolo. O meglio nelle medicine che si sono
comprate.
È necessario, quindi, leggere attentamente le
"istruzioni" alla voce "effetti collaterali o
indesiderati". Infatti "una volta acquistato il farmaco
da banco, dice il prof. Michele Carruba, ordinario di
farmacologia all'università di Milano, "è importante
leggere attentamente il foglietto illustrativo".
Comunque è opinione diffusa, oramai, che i farmaci di
oggi siano i veleni di domani.
Nel caso di
questi farmaci il
domani è già arrivato.
E tra i farmaci pericolosi messi in commercio c'è il
tamoxifen o nolvadex. Gli effetti collaterali sono
tantissimi e vanno dal sanguinamento vaginale al
cancro al fegato o all'utero, dai polipi alle
cisti ovariche, per non parlare della riduzione o
alterazione della vista e di alcune malattie collegate
alla retina.
Ma l'elenco è lungo e comprende tra gli altri anche i
fibromi che provocano un ingrossamento dell'utero.
Questi sono solo alcuni degli effetti collaterali del
tamoxifen (nome commerciale nolvadex), farmaco
utilizzato per la cura del cancro alla mammella da oltre
30 anni.
Milioni di donne in tutto il mondo hanno fatto uso di
questo medicinale. Alcune di queste donne sono guarite
dal cancro alla mammella, ma si sono ammalate di
altri tipi di tumore, altrettanto pericolosi e
aggressivi.
Scoperto alla fine degli anni sessanta da alcuni
ricercatori dell'azienda britannica ICI (Imperia
chemical industries), una della maggiori
multinazionali chimiche
del mondo, il nolvadex è stato subito proclamato una
stella splendente nella battaglia contro il cancro alla
mammella. Peccato che la Zeneca
però, succursale dell'ICI, da un lato produca farmaci
contro il cancro, dall'altro, le divisioni agrochimiche
di queste imprese, producono clorurati e altri
componenti chimici industriali compresi gli erbicidi.
Sono tutti VELENOSI e molti di
loro sono conosciuti come distruttori endocrini accusati
di provocare il cancro al seno.
I profitti dell'ICI, quindi, aumentano fabbricando
prodotti chimici, che da una parte causano il cancro al
seno e dall'altra si reputa che lo curino.
Pierre Blais, ricercatore farmaceutico, attuale chief
justice della Corte Federale del Canada, allontanato
dall'ambiente sanitario canadese, per aver affermato,
che "gli impianti di silicone al seno si sarebbero
rivelati estremamente pericolosi", descrive la storia
del tamoxifen come "la storia della
progettazione farmaceutica moderna, che produce farmaci
spazzatura". "Il tamoxifen infatti",
conclude Blais, "è un farmaco che si pone ai vertici
del mucchio di immondizia". Un giudizio durissimo
che ha diviso la comunità scientifica tra coloro che
difendono a spada tratta il farmaco e altri che
affermano apertamente la pericolosità del farmaco,
perché altamente tossico e nocivo per l'organismo umano.
Ma quali sono le caratteristiche principali di questo
farmaco ?
"Il tamoxifen è un anti-estrogeno". Che "impedisce agli
estrogeni, che sono il legame comune tra molti fattori
di rischio del cancro al seno", afferma il prof. Richard
Peto, capo dell'unità di ricerca alla Oxford University,
"di saldarsi ai siti recettori sulle cellule dei tessuti
mammari. In altre parole stimola la divisione delle
cellule mammarie e inibisce l'attività degli estrogeni
regolari".
Insomma impedisce la crescita delle cellule cancerose.
"Ma se funziona come bloccante di estrogeni e riduce le
probabilità di estensione di cancro al seno", si legge
in uno studio pubblicato dalla rivista Lancet, allo
stesso tempo agisce come estrogeno nell'utero e, in
misura minore, in cuore, vasi sanguigni e ossa. Così, se
da una parte combatte il cancro al seno, dall'altra si è
ben presto rivelato come promotore di cancri
particolarmente aggressivi all'utero e al fegato.
Inoltre il tamoxifen si fissa saldamente e
irreversibilmente al DNA,
provocando una mutazione cancerosa. Perfino il
conservatore
National Health and Medicale Research Council
(NHMRC) australiano mise in guardia sul fatto che non
c'è quantità sicura di tamoxifen quando si arriva ad
un effetto cancerogeno.
Già dal 1967, comunque, gli scienziati dell'ICI,
l'azienda produttrice del farmaco, "notarono come il
tamoxifen persista per alcuni giorni nell'utero".
Inoltre l'ICI ha descritto nel Physicians Desk reference,
anche l'attività cancerogena del tamoxifen sul fegato. E
uno studio, condotto da scienziati svedesi, che
collegava il tamoxifen al cancro all'utero, costrinse la
Zeneca, l'azienda, succursale dell'ICI, attuale
produttrice del farmaco e la più grande azienda
produttrice al mondo di farmaci per il cancro, a
inviare, nell'aprile 1994, una lettera a 380.000 medici
americani, per difendere il tamoxifen.
La ricerca svedese aveva studiato 1371 pazienti con il
cancro al seno che avevano assunto 40mg al giorno di
tamoxifen per periodi dai 2 ai 5 anni e aveva scoperto
che vi era un aumento di 6 volte dei tumori all'utero.
Inoltre un secondo studio che coinvolgeva pazienti che
avevano assunto 20mg al giorno(la dose raccomandata)
mostrava un significativo aumento di cancri uterini.
E ancora i ricercatori dell'Anderson
Cancer Center di Houston e quelli della
Yale University School of Medicine scoprirono che le
pazienti con il tumore al seno che sviluppano cancro
all'utero durante la cura con il tamoxifen, possono
subire una forma letale di neoplasia dal rapido
sviluppo.
Infine nonostante decine di studi provino che il
tamoxifen abbia pesanti effetti collaterali, il
National Cancer Institute qualche anno fa ha
lanciato una campagna di prevenzione del cancro al seno
da 60 milioni di dollari, puntando a reclutare 16.000
donne sane in Stati Uniti, Europa, Canada, Australia e
Nuova Zelanda.
Ancora in corso, la sperimentazione coinvolge 13.000
donne sane di età superiore ai 35 anni che vengono
considerate ad alto rischio.
L'Australia ha reclutato 1350 donne con l'obiettivo di
arrivare a 2500. Per cinque anni, metà delle donne
riceveranno il tamoxifen e metà il placebo. Il farmaco
viene fornito gratuitamente dalla Zeneca.
Il dr. Samuel Epstein, professore emerito di Medicina
Occupazionale e Ambientale alla Scuola di Salute
Pubblica dell'Università dell'Illinois a Chicago e
autore nel 1997 del Breast Cancer Prevention Program
(Programma di Prevenzione del Cancro al Seno), solleva
gravi preoccupazioni: "Sfortunatamente, questo
approccio, fuorviato e pericoloso alla prevenzione,
deriva dalla radicata fissazione dell'NCI sull'utilizzo
dei farmaci chimici per prevenire il cancro che potrebbe
principalmente essere stato indotto da inquinanti
chimici, tecnologie medicali (come le radiazioni dai
raggi-X) e farmaci cancerogeni/estrogenaci.
Invece di cercare di ridurre il carico di composti
chimici cancerogeni con i quali combattiamo per
mantenere la nostra salute, l'NCI crede che la soluzione
sia quella di aggiungere ulteriori composti chimici alla
mistura".
Una battaglia, comunque, quella sugli effetti
cancerogeni del tamoxifen, che ha portato dei risultati
soddisfacenti: lo stato della California all'unanimità
ha votato una legge chiamata "Proposition 65" che
richiede la pubblicazione e il mantenimento di un elenco
di tutti i cancerogeni conosciuti.
Nel maggio 1995, il Comitato d'Identificazione
Cancerogeni dello stato ha votato in modo unanime
l'aggiunta del tamoxifen a questo elenco. In seguito,
nel 1996 l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha
formalmente designato il tamoxifen un cancerogeno umano,
accorpandolo ad altri 70 composti chimici - di cui un
quarto farmaceutici - che avevano ricevuto questa
equivoca distinzione. Comunque, il nolvadex, ancora
oggi, risulta il farmaco più prescritto al mondo con un
volume d'affari che supera i 400 milioni di dollari.
In Italia il giro d'affari è cospicuo se è vero che sono
35.000 le donne che ogni anno vengono colpite dal cancro
al seno che secondo alcuni dati sarebbe la prima causa
di morte delle donne nella fascia di età compresa tra i
35 e i 44 anni, e in molte zone rappresenta circa un
quarto di tutti i tumori di cui soffre il gentil sesso.
Allarmanti anche i dati europei sulla diffusione della
malattia.
Questo tumore colpisce ogni anno 200.000 donne nell'UE e
rappresenta il 20-25% dei carcinomi. Alle soglie del
terzo millennio, quindi, il cancro continua a mietere le
sue vittime. È come la colata lavica, paragonabile solo
alle epidemie che colpivano intere popolazioni. Ma
barlumi di speranza arrivano dal mondo scientifico e
accademico. "I progressi scientifici degli ultimi anni",
afferma il prof. Giampietro Gasparini, primario del
reparto di oncologia del S. Filippo Neri di Roma, "sono
stati molto significativi e ci hanno permesso di
approfondire le conoscenze sui meccanismi che sono
coinvolti nello, sviluppo e nella progressione dei
tumori".
"Grazie alla diagnosi precoce", dice Umberto Veronesi,
ex ministro della sanità e oncologo di fama
internazionale, siamo riusciti a bloccare il tumore
della mammella allo stadio iniziale. Infatti quando il
tumore viene operato al di sotto del centimetro di
diametro, continua Veronesi, la guarigione è sicura nel
98 per cento dei casi, ma se la massa supera i 3
centimetri di diametro, le possibilità di
sopravvivenza scendono al 35 per cento. In questo caso
bisogna affrontare le cure necessarie per cercare di
ritardare il più possibile l'estendersi della malattia.
Però mentre il baronato della lotta al cancro continua a
investire enormi quantità di denaro nella ricerca, nella
produzione e nella sperimentazione di farmaci, che
successivamente potrebbero risultare dannosi, per la
prevenzione e la cura del cancro al seno esistono già
alternative sicure ed efficaci.
Si tratta di farmaci non tossici che evitano di
attaccare il sistema endocrino o di danneggiare
l'organismo."Per esempio l'estriolo,
uno degli estrogeni prodotti dalle ovaie", dice il dott.
Henry Lemon, ricercatore scientifico, "è considerato un
estrogeno sicuro per le caratteristiche che ha
dimostrato nell'inibizione del cancro al seno".
Il dott. Lemon, insieme ad altri ricercatori, ha
condotto uno studio su donne già malate di cancro al
seno, con metastasi in altre aree del corpo. Ad un
gruppo è stato somministrato estriolo, ad un altro no.
Al termine dell'esperimento, il 37% delle donne che
avevano assunto estriolo presentavano una remissione o
un arresto dei loro tumori.
Forse l'estriolo, un ormone naturale, sicuro e quasi
senza effetti collaterali, è capace di compiere quello
che fa il tamoxifen con i suoi effetti tossici. Anche
lo stile di vita gioca un ruolo significativo. In uno
studio su 25.624 donne norvegesi dai 20 ai 54 anni, dopo
circa 14 anni di osservazioni i ricercatori hanno
trovato forti evidenze del fatto che esercizi fisici
quotidiani, sia per lavoro che per svago, riducevano del
37 per cento il rischio di cancro al seno.
Si è scoperto, inoltre, che le donne che si allenavano
almeno quattro ore la settimana durante il tempo libero,
avevano una riduzione di rischio di cancro al seno del
37 per cento, se comparate con donne dalla vita
sedentaria. Lo studio ha scoperto che più tempo si
spende in attività fisica, più basso è il rischio di
cancro al seno. Oltre allo stile di vita, anche una
corretta alimentazione può prevenire la malattia.
Infatti gli esperti consigliano di "consumare frutta e
verdura fresca e cibi ricchi di fito-estrogeni, quali
soia, legumi, frutti di bosco, noci e frutta secca". "I
loro benefici sono simili a quelli del tamoxifen(senza i
pericolosi effetti collaterali)" afferma il dr. John R.
Lee, nel suo libro, What Doctors May Not Tell You About
Menopause (Quello che i medici non ti dicono sulla
menopausa), "nel senso che i fito-estrogeni occupano i
recettori di estrogeni e sono meno estrogenici di quelli
prodotti dal corpo.
Dato che ora si sa che la riduzione dell'apporto
calorico riduce i livelli di estrogeno, e studi recenti
hanno dimostrato che il 46 per cento in meno dei tumori
al seno viene riscontrato tra le donne che consumano più
frutta e vegetali, sembrerebbe che le donne interessate
a prevenire il cancro al seno potrebbero fare modesti
cambiamenti nell'alimentazione ricavandone risultati
migliori e certamente più sicuri.
Altro farmaco che sta facendo nuovamente capolino nel
mondo della farmacologia ufficiale come trattamento
contro il mieloma multiplo, una forma letale di cancro
al midollo osseo è il
Talidomide. "Uno studio condotto su 84 pazienti",
scrive sulla rivista "New England Journal of Medicine"
Bart Barlogic, della University of Arkansas, "ha fatto
rilevare come la somministrazione di talidomide abbia
curato i sintomi del male in due persone, e li abbia
alleviati in altri 28". Il farmaco, recentemente, è
stato reintrodotto anche come rimedio contro il
cancro al seno e l'aids,
e approvato come terapia per la lebbra.
Peccato però, che quarant'anni fa tutto il mondo
rimaneva scioccato nell'apprendere che per effetto del
talidomide circa 10.000 bambini erano stati colpiti
da mancato sviluppo degli arti e da altre gravissime
deformazioni.
Inventato alla fine degli anni '50 dagli scienziati
della Chemie GrÜnenthal di Stolberg, in Germania, il
talidomide è stato subito commercializzato con il nome
di Contergan. "La campagna pubblicitaria di questo
farmaco nel 1958", spiegano H. SjÖstrÖm e R. Nilsson,
autori del libro Il talidomide e il potere dell'industria
farmaceutica, ha assunto proporzioni gigantesche: 50
inserzioni sulle riviste mediche, 200.000 lettere e
50.000 "circolari terapeutiche" inviate a medici e
farmacisti. Inizia così, con una grossa operazione di
"marketing", la campagna pubblicitaria che ha permesso
al talidomide di essere utilizzato in ogni categoria e
gruppo di età immaginabile. Non solo.
L'industria farmaceutica tedesca, per aumentare i
propri guadagni, combina il talidomide con altri
prodotti come l'aspirina, la fenacetina, il chinino;
così milioni di tedeschi, tra la fine degli anni '50 e
l'inizio degli anni '60, hanno assunto farmaci al
talidomide per curare raffreddore, tosse, influenza,
nervosismo, nevralgie, emicrania e asma. Un successo che
porta l'azienda a organizzare il lancio a livello
internazionale.
Detto, fatto. Il farmaco alla fine del 1958 si trova sui
banchi delle farmacie di 11 paesi europei, tra cui
l'Italia, 7 paesi africani, 17 paesi asiatici e 11
dell'emisfero australe. Nella pubblicità del talidomide
si sottolineava "la completa atossicità" e si affermava,
da parte dell'azienda produttrice, "che il talidomide
non danneggia né la madre né il bambino, quindi può
essere somministrato alle gestanti e alle madri che
allattano".
Con l'aumento delle vendite di contergan nel 1959,
aumentano, però, i rapporti critici sugli effetti del
farmaco. Medici e farmacisti iniziarono a inviare schede
in cui venivano descritti gli effetti collaterali:
vertigini, malessere, perdita della memoria, diminuzione
della pressione arteriosa e altri sintomi. Gli
ospedali rilevavano, dopo l'assunzione di talidomide, "emorragie
cutanee locali e casi di neurite multipla".
L'azienda, per evitare perdite economiche, tace. Intanto
le vendite continuano ad aumentare, e gli effetti
collaterali anche. E
l'azienda continua colpevolmente a TACERE.
Anzi, fa in modo che i rapporti dettagliati degli
effetti indesiderati, non vengano resi noti.
Nel 1960, dopo alcuni anni che veniva utilizzato in
Europa come tranquillante, il talidomide si rilevò
essere causa, se preso in un certo periodo della
gravidanza, di orrende malformazioni. Così, dopo aver
fatto venire alla luce circa 10.000 bambini malformati,
il contergan su richiesta del ministero degli interni
del Nordrhein-Westfalen è stato ritirato.
Ma la storia del talidomide, non è l'unica. Agli inizi
degli anni '70, si chiuse un vergognoso capitolo
riguardante l'impiego di un medicinale conosciuto come
cancerogeno e distruttivo del sistema endocrino,
chiamato DES (dietilstilbestrolo). "Contro i consigli
del suo inventore, sir Charles Dodd", scrive Sherrill
Sellmann, "da 4 a 6 milioni di donne in Europa e
Australia, hanno utilizzato il DES per prevenire
problemi di aborto e complicazioni durante la
gravidanza".
Inoltre, il DES diventò un medicinale popolare, sebbene
non sperimentato, per una varietà di altre patologie:
per la soppressione della lattazione, per il trattamento
dell'acne, di certi tipi di cancro al seno e di quelli
prostatici, come inibitore della crescita nelle
adolescenti, come sostituto di estrogeni durante la
menopausa e come pillola "del giorno dopo".
Saranno necessari 30 anni per accettare quello che i
test di laboratorio avevano indicato fin dal 1938 - che
il DES era un medicinale
altamente pericoloso e NOCIVO.
Veniva riportato che, 20 anni dopo aver assunto il DES,
le madri avevano tra il 40 e il 50 per cento di
probabilità in più di rischio di tumori al seno di
quelle che non lo avevano utilizzato. Inoltre, i figli
delle "mamme DES" mostravano una maggior incidenza di
deformità riproduttive, aborti, tumori vaginali, cancri
testicolari, sterilità e disfunzioni immunitarie.
L'ironia di questo totale fallimento è che il sistema
medico ha infine riconosciuto che il DES era inutile
nella prevenzione degli aborti. Questi i fatti che
mettono in luce come le aziende farmaceutiche,
ossessionate "dall'odore dei soldi", passino sopra ogni
segnalazione di rischi, connessi all'assunzione di
farmaci ritenuti pericolosi e nocivi per la salute
dell'uomo.
Tratto da: laleva.org
Commento NdR:
questi i MISFATTI
dell’industria farmaceutica, ed e’ solo la punta
dell’iceberg, ma nell’articolo non vengono tenuti in
nessuna considerazione i GRAVISSIMI MISFATTI
degli enti
governativi Italiani ed esteri, a “Tutela della Salute”;
dove sono stati, e dove sono
ancora oggi questi
enti che dovrebbero controllare con i loro laboratori,
i farmaci ed anche i
vaccini…..forse al
bar a prendersi un caffe’….? ..e
chiudendo tutti i due occhi su queste azioni
Criminali, cio’ significa che sono collusi
con i produttori di farmaci
e
vaccini, ma
significa anche che le
case farmaceutiche hanno corrotto e/o immesso nei
posti di potere di questi enti, i “loro”
uomini affinche’
nascondessero e chiudessero i due occhi su questi
CRIMINI contro l’Umanita’
…altro che
HITLER….quello ERA un BRAVO RAGAZZO in CONFRONTO
a QUESTI CRIMINALI di OGGI
!
2.000.000 di reazioni gravi ai farmaci ogni anno !
"Recentemente in Italia,
con l’introduzione del
D.L. n. 95/03 si è provveduto ad
ABOLIRE l’obbligo
(diventa spontanea) di segnalazione di tutte
le A.D.R. con le correlative sanzioni, ma rimane
tuttavia obbligatoria la segnalazione delle A.D.R. gravi
o inattese, di tutte le A.D.R. che riguardino i vaccini
e quelle per quei farmaci che vengano inseriti in
speciali elenchi, periodicamente pubblicati dal
Ministero della Salute, riguardanti essenzialmente
farmaci immessi di recente in commercio."
Tratto da:
http://www.altalex.com/index.php?idnot=10104
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Farmaci Pericolosi: Attenti a Bisolvon,
Zerinol e altri 5 noti. L’Aifa:
“Attenzione a questi sintomi” - 2015
Il Comitato di valutazione dei
rischi per la farmacovigilanza dell’EMA (PRAC) ha
concluso la rivalutazione dei medicinali contenenti
ambroxol o bromexina.
Questo a seguito di preoccupazioni per il rischio di
reazioni allergiche con questi farmaci, che sono
ampiamente usati come espettoranti.
Il PRAC ritiene che il rischio di reazioni allergiche
sia basso, ma ha raccomandato che le informazioni di
sicurezza di questi medicinali siano aggiornate con
ulteriori informazioni sulle reazioni allergiche gravi,
e che le reazioni cutanee gravi (SCARs) devono essere
aggiunte come effetti indesiderati. Le SCARs includono
reazioni quali eritema multiforme e sindrome di
Stevens-Johnson.
La revisione di ambroxol e bromexina è stata effettuata
su richiesta dell’Agenzia Belga del farmaco (AFMPS) a
seguito di segnalazioni di reazioni allergiche e SCARs
con ambroxol.
ADVERTISEMENT - AVVERTIMENTO
La rivalutazione di ambroxol e bromexina è stato avviata
il 4 aprile 2014 su richiesta del Belgio, ai
sensi dell’Articolo 31 della Direttiva 2001/83 / CE.
Alcuni casi di SCARs, possibilmente correlati ad
ambroxol, sono stati riportati in letteratura medica. La
revisione ha riguardato anche i medicinali contenenti
bromexina, poiché bromexina viene convertita
principalmente in ambroxolo nell’organismo. Inoltre, ci
sono state alcune segnalazioni che collegano l’uso di
bromexina a reazioni allergiche.
Il PRAC ha valutato i dati disponibili e tutte le
segnalazioni di reazioni allergiche gravi e SCARs con
ambroxol e bromexina. Il PRAC ha confermato che il
rischio già noto di reazioni allergiche, rimane basso.
Il Comitato ha inoltre individuato un basso rischio di
SCARs associato all’uso di questi medicinali.
Sulla base di queste conclusioni, il PRAC ha
raccomandato di aggiungere il rischio di SCARs alle
informazioni di sicurezza dei medicinali, insieme
all’avvertenza di interrompere immediatamente il
trattamento se si presentano sintomi di SCARs.
La raccomandazione del PRAC sarà ora trasmessa al Gruppo
di Coordinamento per le procedure di Mutuo
Riconoscimento e Decentrate per i medicinali ad uso
Umano (CMDh), che adotterà una posizione finale.
Ecco l’elenco dei medicinali
che contengono i due principi attivi venduti in Italia:
BISOLVON LINCTUS*SCIR FL 250ML
BISOLVON*16CPR SOLUB 8MG
BISOLVON*20CPR 8MG
BISOLVON*BLIST 20CPR SOLUB 8MG
BISOLVON*INIET 5F 2ML 4MG/2ML
BISOLVON*OS SOL FL 40ML 2MG/ML
BISOLVON*OS SOL FL 40ML 2MG/ML
BISOLVON*SCIR FL 200ML FRAGOLA
FLUTOXIL*SCIR FL 250ML 4MG/5ML
NIROLEX TOS CATAR*SCIR 250ML
TAUGLICOLO*AD 12SUPP
TAUGLICOLO*BB 12SUPP
TAUGLICOLO*IM 12F 2ML
AMBROMUCIL*GRAT 30BUST 100MG
AMBROMUCIL*SCIR 200ML 10MG/ML
AMBROTUS*NEBUL 10F 15MG 2ML
AMBROTUS*SCIR FL 200ML
AMBROXOL DOROM*NEB 10F 2ML15MG
AMBROXOL TECNIG*SCIR FL 200ML
AMBROXOL UNION*NEBUL 40ML0,75%
AMBROXOL UNION*SCIR 15MG/5ML
AMBROXOLO ABC*OS 20BUST 30MG
AMBROXOLO ALM*NEB 10F 15MG 2ML
AMBROXOLO ALMUS*SCIR FL 200ML
AMBROXOL UNION*NEBUL 40ML0,75%
AMBROXOL UNION*SCIR 15MG/5ML
AMBROXOLO ABC*OS 20BUST 30MG
AZIMIL*OS NEBUL 15FL 15MG 2ML
AZIMIL*OS NEBUL 30FL 15MG 2ML
AZIMIL*SCIR 20FL 5ML 15MG/5ML
BRONCOMNES*GRAT 30BUST 100MG
BRONCOMNES*SCIR 200ML 10MG/ML
BROXOL*AD OS 30BUST 30MG
BROXOL*NEBUL FL 40ML 0,75%
BROXOL*SCIR 150ML 0,3%
BRUFIX*NEBUL 20FL 15MG/2ML
FLUIBRON*30CPR 30MG
FLUIBRON*AD GRAT 30BUST 30MG
FLUIBRON*AER 20FL 15MG 2ML
FLUIBRON*AER 6F 15MG 2ML
FLUIBRON*OS NEBUL FL40ML 0,75%
FLUIBRON*SCIR 200ML 15MG/5ML
MUCOSOLVAN*20CPR 30MG
MUCOSOLVAN*20CPS 75MG RP
MUCOSOLVAN*20PASTL 15MG
VICKS TOSSE MUCOL*20CPR EFFERV
VISCOMUCIL*SCIR 200ML 3MG/ML
ZERINOL GOLA LIMO*18PAST 20MG
ZERINOL GOLA MENTA*18PAST 20MG
ZERINOL GOLA MENTA*20PAST 20MG
ZERINOL GOLA RIBES*18PAST 20MG
Fonte:
http://www.retenews24.it/rtn24/archivio/farmaci-pericolosi-attenti-bisolvon-zerinol-e-altri-5-noti-laifa-attenzione-questi-sintomi/
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I MISFATTI delle
multinazionali dei
farmaci e
Vaccini
“Richard Gonzalez of
AbbVie, and Daniel Welch of
InterMune: Drop your legal action blocking access to
EMA clinical trial data ” è il titolo, assai
esplicito, della nuova importante petizione lanciata da
David Healy.
Possiamo riassumere il motto su cui si fonda in poche
parole: “mostrateci tutti i dati! I pericoli legati ai
farmaci in uso non possono essere considerati un segreto
commerciale ”.
Brevemente, le
aziende
farmaceutiche per massimizzare le vendite dei nuovi
farmaci pubblicizzano i benefici, minimizzando i rischi
significativi. L’EMA,
a partire dal 2010, ha cominciato a rilasciare dati di
studi clinici usati per approvare nuovi
farmaci. Un’evoluzione importante verso la sicurezza dei
farmaci, ben accolta dai ricercatori di tutto il mondo.
Il processo intrapreso dall’EMA
verso la trasparenza è stato BLOCCATO dalle iniziative legali intraprese
da AbbVie e InterMune contro l’Agenzia. Ora milioni di
pazienti e i loro medici rischiano di restare al buio.
L’EMA
è finita in tribunale con il pretesto che i dati sui
benefici e i rischi di questi farmaci vanno considerati
in realtà come “segreti commerciali”.
La trasparenza dei dati avrebbe
danneggiato i profitti di queste aziende.
Dell’azione legale di
AbbVie e InterMune per bloccare
le iniziative EMA abbiamo già parlato.
Ritorneremo a breve sull’argomento, ma nell’attesa…
Firma la petizione: Richard
Gonzalez of AbbVie, and Daniel Welch of InterMune: Drop
your legal action blocking access to EMA clinical trial
data
Il razionale della
petizione: Fateci vedere i dati
!
I pericoli legati all’uso di farmaci NON possono
essere considerati SEGRETI commerciali !
Le
aziende farmaceutiche massimizzano le vendite dei
nuovi farmaci, promuovendone i benefici e minimizzandone
i rischi anche se significativi.
Nel 2010 l’Agenzia Europea del Farmaco (EMA) ha
cominciato a rilasciare dati sui pazienti provenienti da
studi clinici utilizzati per l’approvazione di nuovi
farmaci in Europa. Un’evoluzione accolta dai ricercatori
di tutto il mondo come un importante passo verso la
sicurezza dei farmaci. Un’evoluzione interrotta
dall’azione legale intrapresa da due società americane –
la AbbVie, che produce Humira, il farmaco più venduto al
mondo, con proiezioni di vendita di 10 miliardi dollari
nel 2013; e la InterMune, il cui Esbriet, per la fibrosi
polmonare, è stato recentemente approvato in Europa ad
un costo di 40,000 dollari annui.
AbbVie e InterMune hanno denunciato l’EMA per negare
l’accesso ai dati dei loro studi clinici sui benefici e
i rischi di questi farmaci, sostenendo che questi dati
rappresentano “segreti commerciali”, il cui rilascio
avrebbe danneggiato i loro profitti.
La loro manovra ha portato all’interruzione dell’intero
programma di accesso pubblico, lasciando milioni di
pazienti nel mondo, e i loro medici, nel buio.
Chiediamo che AbbVie e InterMune ritirino la causa e
rilascino tutti i dati che riguardano i pazienti
trattati con Humira, Esbriet e gli altri loro prodotti.
Dati fondamentali sulla sicurezza dei farmaci non
possono essere nascosti perché segreti commerciali.
Inviando questa petizione al presidente Barack Obama e
ai membri del suo gabinetto chiediamo loro di garantire
che un sostanziale accesso pubblico ai dati degli studi
clinici diventi una policy della
FDA ed sia incluso in tutti gli accordi commerciali
internazionali che disciplinano la vendita di farmaci e
dispositivi medici.
By Sun Zu - Tratto da: attentiallebufale.it
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Le medicine o farmaci di sintesi, di fatto sono
INIBITORI chimici. Mentre da un lato "addormentano"
il problema, da un altro inibiscono altri processi
naturali del corpo umano, mai eliminando le origini
della causa, di fatto quindi, sono DROGHE.
Leggere il libro di Bruce Lipton, insegnante di medicina
per 20 anni, "La Biologia delle Credenze".
A scatenare la TBC
nella popolazione,
possono essere i vaccini, ma anche le terapie per la
cura di altre malattie: '
'Un nostro paziente che era risultato positivo alla
Tubercolina, ma senza alcuna lesione polmonare alla
lastra del torace all'ingresso in carcere - spiega
ancora il dott. Babudieri, Associato di Malattie
Infettive all'Universita' di Sassari e
presidente SIMSPe - ha iniziato la terapia per
l'epatite C con Interferone e, dopo 8 mesi, ha
sviluppato una TBC polmonare''.
Il caso e' stato cosi' rilevante che la
prestigiosa rivista scientifica ''Emerging
Infectious Diseases'', organo ufficiale del
Centers for Diseases Control di Atlanta (U.S.A.)
ha pubblicato la segnalazione dell'equipe di
Babudieri sul rischio di Tubercolosi polmonare
durante la terapia con peginterferon-alfa per la
cura dell'epatite C.
Conclusione: l'utilizzo di farmaci di sintesi per
tentare di curare una "malattia"
puo' provocarne altre !
Antidolorifici. Allarme dagli Usa: nel 2008 hanno
ucciso 15.000 persone. Più della droga -
02/11/2011
La denuncia arriva dal
CDC
statunitense che, in un
rapporto, rileva come l’overdose di
antidolorifici oppiacei abbia ucciso nel solo 2008
quasi 15 mila americani contro i 4 mila del 1999. E
475.000 sono state, nel 2009, le richieste di
soccorso di emergenza per abuso di questi farmaci.
USA - È triplicata la vendita di oppioidi e
narcotici negli Stati Uniti dal 1999 ad oggi e più
che triplicati sono i decessi legati all’overdose da
questi farmaci, tanto da arrivare a 40 morti al
giorno.
Nel solo 2008, infatti, sono decedute
14.800 persone per abuso di
antidolorifici, contro i 4.000 del 1999.
Numeri allarmanti, che
arrivano da un rapporto del
Centro per il Controllo e la Prevenzione delle
Malattie (CDC) statunitense, che nell'ambito di
uno studio sull'abuso di prescrizione dei farmaci,
accende in particolare io riflettori sull'abuso di
antidolorifici oppiacei definendolo una vera e
propria "epidemia".
Queste sostanze, secondo gli esperti americani,
provocherebbero ormai più morti dell’eroina
e della
cocaina.
E proprio come l’eroina e la cocaina, possono creare
una forte dipendenza.
Già da una survey dello scorso anno sull’uso dei
farmaci, ricorda il rapporto, era emerso che un
americano su 20 di età superiore ai 12 anni usa
antidolorifici pur non avendo motivi medici per
farlo. E il numero di accessi al Pronto soccorso
legato all’abuso di questi farmaci, aggiunge il CDC,
è raddoppiato in 5 anni raggiungendo quota 475.000
nel 2009.
Un fenomeno in continua crescita. Ogni giorno,
secondo il rapporto, sono circa 5.500 le persone che
iniziano a fare un uso improprio di antidolorifici.
La vendita di questi farmaci, come detto, è
aumentata del 300% dal 1999 secondo i dati della
Drug Enforcement Administration citati dalla Cdc.
Il modo per ottenerli è per lo più il passaggio da
amici e conoscenti, cioè utilizzando i farmaci
prescritti per qualcun altro. Ma, secondo il
rapporto, anche le prescrizioni hanno subito una
forte impennata. Gli oppiacei, dunque, sono sempre
più a portata di mano.
Tratto da quotidianosanita.it
L'F.D.A.
(USA) ha TENUTO NASCOSTE le PROVE della PERICOLOSITÀ dei
CIBI TRANSGENICI
e di molti Farmaci e Vaccini
(vedi la trasmissione Report -Rai3 del
20704/08)
vedi anche:
Danni dei
Vaccini +
Contro Immunizzazione +
Pericoli dei farmaci - 2
+
Terrorismo
dei e con i Farmaci e Vaccini
+
Controindicazioni recenti ed info sui
farmaci
+
Farmaci (s)caduti
nel mercato nero
+
11
morti da farmaci
(Mag.
2008)
Anche il Belgio
ritira la
Numesulide:
www.rivistedigitali.com/Notiziario_chimico_farmaceutico/2008/3/037/scaricaPdf
EMEA = Ente Europeo Per i farmaci
(non
effettua controlli sui Vaccini)
DECRETO LEGISLATIVO 24/04/2006 n 219
(attuazione Direttiva EU 2001/83/CE
Corruzione e sistemi sanitari nel mondo:
vedi
http://www.epicentro.iss.it/focus/globale/globalcorrupt.asp
Visionare questi
link:
http://www.informatori.it/informatori/filepdf/sperimentazioni.pdf
video:
http://www.youtube.com/watch?v=DoS02m0OevM
Malattie e MORTE
da farmaci e
VACCINI
(4° causa di morte negli USA) - vedi:
i GRAVI DANNI dei VACCINI
http://www.fda.gov/Drugs/DevelopmentApprovalProcess/DevelopmentResources/DrugInteractionsLabeling/ucm110632.htm
http://jama.ama-assn.org/content/279/15/1200.full.pdf
http://www.nejm.org/doi/pdf/10.1056/NEJM199102073240605
La tossicità dei
farmaci rimane una delle cause più frequenti
d'interruzione di terapia e dell’ulteriore
aggravamento del malato.
Alcune tossicità si sono rivelate più frequenti
ed invasive del previsto e rappresentano un
grave potenziale di rischio nel paziente che
invecchia precocemente o muore.
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
PERICOLI dei FARMACI
FDA ( Stati Uniti ): l'antibiotico Azitromicina
associato a gravi rischi cardiaci, talora ad esito
fatale
In Italia, l’antibiotico Azitromicina è venduto con
diversi marchi, tra cui Ribotrex, Trozocina, Zitromax, e
anche come farmaco generico. Non tutti i pazienti sono a
rischio di eventi potenzialmente letali. L’FDA segnala
che uno dei fattori di rischio è rappresentato dai bassi
di livelli di potassio e di magnesio nel sangue.
In Italia, l’Azitromicina trova largo impiego; le
indicazioni approvate sono le seguenti: trattamento
delle infezioni causate da germi sensibili all'Azitromicina,
infezioni delle alte vie respiratorie ( incluse otiti
medie, sinusiti, tonsilliti e faringiti ); infezioni
delle basse vie respiratorie ( incluse bronchiti e
polmoniti ); infezioni odontostomatologiche; infezioni
della cute e dei tessuti molli; uretriti
non-gonococciche ( da Chlamydia trachomatis ); ulcera
molle ( da Haemophilus ducreyi ).
Per un costante aggiornamento sulle Reazioni Avverse da
Farmaci ( ADR, Adverse Drug Reactions ) consultare:
www.farmacovigilanza.net
Farmaci antibatterici: rischio di aritmie potenzialmente
fatali con Azitromicina
La FDA ( Food and Drug Administration ) ha avvertito gli
operatori sanitari e il pubblico che il farmaco
antibiotico Azitromicina ( Zithromax o Zmax; in Italia:
Ribotrex, Trozocina, Zitromax et altri ...
APPROFONDIMENTO
Allungamento del intervallo QT associato a
fluorochinoloni e macrolidi
Tra i farmaci non-cardiovascolari che possono causare un
allungamento del tratto QT all’elettrocardiogramma, gli
antibiotici ricoprono un ruolo rilevante visto il loro
ampio uso.Capire quali molecole abbiano un maggior
rischio e quanto vengano ...
Leggi
I macrolidi e i fluorochinoloni sono associati a
insorgenza di aritmie ventricolari e arresto cardiaco
Uno studio, coordinato da Ricercatori dell’Università di
Milano-Bicocca, ha confrontato l’effetto degli
antibatterici macrolidi e i fluorochinoni
nell’insorgenza di aritmia ventricolare e arresto
cardiaco.Lo studio ...
Leggi
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per uso topico e rischio di reazioni di
fotosensibilizzazione
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nel trattamento dell'angioedema ereditario
Trattamento
dei coaguli ematici: Xarelto raccomandato dal NICE
Omega
3 non associati a beneficio nella prevenzione
dell'infarto miocardico e dell'ictus nel post-IMA
Il
rischio cardiovascolare dei farmaci antinfiammatori
permane per molti anni nel post-IMA
Le
statine associate a un aumento del rischio di diabete
mellito nelle donne in postmenopausa
Farmaci
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tra Calcitonina e cancro: nuove restrizioni d'uso
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di Tarceva nella maggioranza dei pazienti con tumore al
polmone non a piccole cellule
Benessere & Salute
Attività fisica e funzione cognitiva nelle donne con
problemi vascolari
I soggetti con malattie vascolari o fattori di rischio
hanno tassi notevolmente più elevati di declino
cognitivo, ma poco si conosce riguardo ai mezzi per
conservare la funzione cognitiva in qu ...
Esposizione all’Arsenico dall’acqua potabile e mortalità
per malattia cardiovascolare
Uno studio ha valutato l’associazione tra esposizione ad
Arsenico e mortalità per malattia
cardiovascolare.Inoltre è stato esaminato se il fumo di
sigaretta possa influenzare l’associazione. È stato co
...
La Vitamina-E può aumentare il rischio di tumore alla
prostata
Si è notato in un ampio studio randomizzato che gli
uomini che ricevono supplementi di Vitamina-E hanno
mostrato un leggero aumento, ma statisticamente
significativo, nella diagnosi di cancro a ...
Il consumo di carne rossa e grasso associato a malattia
epatica e carcinoma epatocellulare
Diversi possibili meccanismi come grasso, ferro, amine
eterocicliche e composti N-nitrosi legano il consumo di
carne alla malattia epatica cronica e al carcinoma
epatocellulare, ma pochi studi hanno verificato ...
Caffè, caffeina e rischio di depressione tra le donne
La Caffeina è il più diffuso stimolante del sistema
nervoso centrale, con circa l’80% consumato in forma di
caffè. Tuttavia, gli studi che analizzano in modo
prospettico la relazione tra consumo di caffeina ...
Fumatori di sigarette al Mentolo e rischio di carcinoma
polmonare
Sono disponibili solo dati limitati che mostrano
un’associazione tra fumo di sigarette al Mentolo e
aumento del rischio di carcinoma polmonare rispetto al
fumo di sigarette non al Mentolo....
Vitamina-D con o senza supplementazione di Calcio per la
prevenzione del cancro e delle fratture
Gli studi suggeriscono che la supplementazione di
Vitamina-D può ridurre il rischio di cancro e di
frattura. Per esaminare i benefici e i danni della
Vitamina D con o senza supplementazione di Calcio ...
Consumo di cioccolato e disturbi cardiometabolici
E' stata valutata l'associazione tra consumo di
cioccolato e il rischio di sviluppare disturbi
cardiometabolici.E' stata compiuta una revisione
sistematica e una meta-analisi di studi randomizzati con
...
Rischio di tumore del colon e assunzione di caffè, tè e
bevande dolcificate con lo zucchero
La relazione tra consumo di caffè, tè e bevande gasate e
dolcificate con lo zucchero e rischio di tumore del
colon non è del tutto nota.Uno studio ha valutato in
maniera prospettica l’associazione tra ...
La sola Vitamina-D al dosaggio di 10-20 microgrammi non
è efficace nella prevenzione delle fratture
È stato compiuto uno studio per identificare le
caratteristiche dei pazienti che influenzano l'efficacia
anti-frattura della Vitamina-D o di Calcio più
Vitamina-D rispetto a qualsiasi frattura ...
L’alta assunzione di Fruttosio può aumentare la
pressione sanguigna
L’assunzione di alte quantità di Fruttosio con la dieta
può aumentare il rischio di sviluppare ipertensione.
Queste le conclusione di uno studio su 4.528 adulti
statunitensi....
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Il trattamento con inibitori del TNF-alfa
associato a infezioni da
Mycobacterium Avium - Giovedì 9 Dicembre
2010
I pazienti trattati con anti-TNF-alfa, hanno un
rischio maggiore per la tubercolosi e per altre
malattie granulomatose, ma poco si sa sulle
malattie causate da micobatteri non-tubercolari.
Sono stati analizzati i database MedWatch dell’FDA
( Food and Drug Administration ) che hanno
riportato i casi di malattie causate da
micobatteri non-tubercolari, in pazienti
sottoposti a terapia anti-TNF-alfa.
L’FDA ( Food and Drug Administration ) ha
completato la sua analisi riguardante gli
antagonisti del TNF-alfa, e ha concluso che
esiste un aumentato rischio di linfoma e di
altri tumori, gli antagonisti del TNF-alfa
associati anche a rischio di scompenso cardiaco
nei pazienti anziani e sono associati con l’uso
di questi farmaci nei bambini e negli
adolescenti.
Questa nuova informazione sulla sicurezza dei
bloccanti il TNF-alfa verrà aggiunta al Boxed
Warning di questi farmaci.
Inoltre, è stato osservato il possibile
presentarsi di leucemia e psoriasi di nuova
insorgenza nei pazienti trattati con bloccanti
il TNF.
L’attuale scheda tecnica degli antagonisti del
TNF-alfa contiene già un warning (avvertenza)
riguardo all’insorgenza dei tumori, ma non
menziona in modo specifico la leucemia.
Pertanto, l’FDA sta richiedendo che questa
informazione sia inclusa nella scheda tecnica
dei bloccanti il TNF.
Gli antagonisti del TNF-alfa sono stati
approvati nel trattamento di una o più malattie
del sistema immunitario, tra cui: artrite
giovanile idiopatica, artrite reumatoide,
artrite psoriasica, psoriasi a placche, malattia
di Crohn, e spondilite anchilosante.
Tra le 239 segnalazioni raccolte, 105 ( 44% )
soddisfacevano i criteri di malattia causate da
micobatteri non-tubercolari.
L'età mediana dei pazienti era di 62 anni, la
maggior parte ( 66.65% ) era di sesso femminile,
e il 73.70% soffriva di artrite reumatoide.
Le infezioni da malattie causate da micobatteri
non-tubercolari erano associate a Infliximab (
n=73; Remicade ), Etanercept ( n=25; Enbrel ) e
Adalimumab ( n=7; Humira ).
La maggior parte dei pazienti stava assumendo,
contemporaneamente, Prednisone ( n= 68,65% ) o
Metotrexato ( n= 58,55% ).
Il batterio maggiormente coinvolto era il
Mycobacterium Avium ( n=52, 50% ).
Nove pazienti ( 9% ) sono morti al momento della
loro infezione. È stato anche riportato un alto
tasso di manifestazioni extrapolmonari ( n=46;
44% ). - By Xagena Medicina
Tratto da: Emerg Infect Dis, 2009
Fonte:
http://wwwnc.cdc.gov/eid/article/15/10/pdfs/09-0310.pdf
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Si segnala un articolo che ha tutto il
sapore di opera di convincimento - vogliono a tutti
costi farci pensare e richiedere che va bene e è utile
un chip inserito nei farmaci da ingerire, si comincia
cosi’, poi si arriva ad inserirlo nel
braccio, poi nella
testa ?
siete d’accordo ? IO NO !
Meglio non utilizzare i farmaci
di sintesi, la
Medicina Naturale
insegna come fare senza di essi, alla faccia di
Big Pharma…
Pillola con microchip dice quando assumere la prossima
dose....
Prossimamente in Gran Bretagna saranno messi in
commercio dei farmaci sotto forma di pillole che, grazie
ad un microchip integrato, comunicano con i pazienti e i
medici curanti, fornendo loro una serie di utili
informazioni.
I pazienti assumono il farmaco insieme ad una sottile
tavoletta in cui è integrato un sensore commestibile,
della grandezza di un chicco di riso, che interagendo
con i liquidi dello stomaco emette un segnale digitale
per circa cinque minuti, inviando informazioni ad un
ricevitore in forma di patch applicabile sulla spalla o
sul braccio.
Il sensore monitora tempi e dosi dei farmaci assunti,
avvisando l’utente sulla prossima pillola da assumere,
sui parametri corporei come temperatura e battito
cardiaco e controlla se il paziente ha un sonno regolare
o se fa attività fisica a sufficienza. Le informazioni
vengono poi scaricate su un computer o uno smartphone e
diventano così accessibili al paziente o al medico.
Questo dispositivo potrebbe tornare utile agli anziani,
che per problemi come malattie cardiache e diabete,
devono ricordarsi di prendere cinque o più pillole
diverse alla volta, tre volte al giorno, così come a
tutti quei pazienti sottoposti a regimi farmacologici
complessi.
Si chiama sistema Helius ed è stato brevettato
dall’azienda americana
Proteus Biomedical e sarà disponibile nel Paese di
Sua Maestà a partire da settembre ad un costo di 50
sterline al mese.
Si stima che in Gran Bretagna il costo dei farmaci
acquistati e poi non utilizzati sia per il Servizio
Sanitario Nazionale di 400 milioni di sterline l’anno,
probabile dunque che il governo decida di investire
risorse nel dispositivo, distribuendolo ad un prezzo
irrisorio.
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Farmaci, nel 2010
cresciute ancora le segnalazioni di reazioni avverse
- 21/11/2011
I pazienti possono cominciare a dormire sonni più
tranquilli. I controlli sulle reazioni avverse dei
medicinali sono cresciuti. E l’agognato «gold standard»
- una sorta di indice per segnalare se la
farmacovigilanza funziona - che l’Organizzazione
mondiale della Sanità ha fissato ad almeno 300
segnalazioni per milione di abitanti è stato addirittura
superato:
l’anno scorso la media italiana ha raggiunto quota 335
per 20.191 segnalazioni di «reazioni avverse» dei
farmaci (vaccini compresi) in tutto, segnando una
crescita di circa il 40 per cento. Un bel balzo in
avanti che segue la crescita inarrestabile degli ultimi
anni: nel 2009 erano già aumentate del 27% per un totale
di 14.586 “denunce”, nel 2008 erano 11.489, mentre nel
2007 se ne registravano 9.740 e solo 6.548 nel 2006. In
quattro anni, insomma, sono più che triplicate.
Ad aggiornare gli ultimi dati sulla
farmacovigilanza in Italia è la relazione annuale appena
inviata al Parlamento «sulla vigilanza post-marketing
per l’anno 2010» predisposta dall’Agenzia
italiana del farmaco (i cui dati sono stati
anticipati a febbraio da «Il Sole 24 Ore Sanità» n.
7/2011).
Come già detto la relazione inviata al Parlamento
segnala con evidenza come l’anno scorso sia stato
«superato, in media nazionale il valore di 300
segnalazioni per milione di abitanti che rappresenta il
gold standard fissato dall’Oms». Va detto comunque
(anche se la relazione non lo registra) che le
segnalazioni da anni si concentrano in buona parte in un
drappello di Regioni quasi tutte del Nord (in
particolare Lombardia, Veneto e Toscana).
A migliorare i dati sui controlli dei medicinali è stata
sicuramente la raccolta e gestione informatizzata delle
segnalazioni spontanee in arrivo dalla «rete nazionale
di farmacovigilanza, attiva dal 2001, che collega tra
loro - spiega la relazione - l’Aifa, le strutture
sanitarie, le Regioni e le aziende farmaceutiche». Ma a
pesare è anche l’accresciuta formazione e cultura della
farmacovigilanza tra gli operatori che sembrano negli
ultimi anni anche aver imparato di più.
Secondo la relazione dell’Aifa il «costante»
monitoraggio delle segnalazioni spontanee ha consentito
anche di «evidenziare alcuni segnali di allarme relativi
a medicinali somministrati in età pediatrica e agli
anziani; dopo i necessari approfondimenti - scrive l’Aifa
- sono state adottate misure regolatorie a tutela dei
pazienti». È stata anche effettuata l’attività di
valutazione dei rinnovi dell’autorizzazione
all’immissione in commercio di 2.515 medicinali
registrati da più di cinque anni.
Nel 2010 sono stati valutati, inoltre, 97 progetti di
farmacovigilanza attiva regionali e 3 multiregionali:
dei progetti regionali 8 si sono conclusi, 63 hanno
presentato degli “interim report” che hanno dimostrato
«un adeguato grado di avanzamento» e 24 sono partiti
molto in ritardo rispetto alle previsioni iniziali.
Insomma, secondo la relazione «gli obiettivi posti nelle
linee di indirizzo del 2007 sono stati essenzialmente
raggiunti».
Intanto però l’Aifa guarda al futuro ricordando che il
programma nelle nuove linee di indirizzo approvate a
fine ottobre 2010 dovrà puntare all’istituzione e alla
manutenzione dei centri regionali di farmacovigilanza,
allo studio delle reazioni avverse ai farmaci (Adr) «in
articolare riguardanti la popolazione pediatrica», agli
anziani con polipatologie e ai pazienti
istituzionalizzati.
E
infine all’informazione e alla formazione degli
operatori sanitari e dei «cittadinipazienti».
By Marzio Bartoloni - Fonte: Il Sole 24 Ore - Tratto da:
informasalus.it
I VERI PADRONI della
SANITA' nel MONDO
La descrizione del
meccanismo che nel secolo scorso permise
ai grossi capitali
finanziari di IMPADRONIRSI dell’intero sistema medico
americano e non solo, attraverso il
controllo dell’insegnamento
universitario, i
Rockefeller amavano chiamarla “filantropia
efficiente”,
e' qui ben descritto.
Purtroppo il
medico che volesse domandarsi oggi da dove
nascano tante di quelle “certezze” che gli
vengono contestate .... da chi non si fida più
della
medicina ufficiale, dovrà risalire di
quasi un secolo per trovarne l’origine.
D’altronde, è lui stesso ad insegnare che il
miglior rimedio contro una
malattia
non sia la semplice rimozione del
sintomo, ma quella della causa stessa.
vedi anche:
http://www.youtube.com/results?search_type=&search_query=cancro+ieri+ed+oggi&aq=f
http://www.youtube.com/results?search_type=&search_query=cancro+e+medicina+naturale&aq=f
Per info sui
farmaci vedi anche:
Informatori.info
FORUM sul pericolo
dei Farmaci e delle Case Farmaceutiche
Corruzione nella Sanita' italiana = Aifa
+
Riviste mediche
+ Ricerche nelle mani
di Big Pharma
+
Pericolo grave dei Farmaci
+
Astenersi dai
farmaci diventera' un crimine
+
Conflitti di
Interesse in Medicina
Farmaci: risultati non pubblicati se
test negativi - Fonte: Il
Sole 24 Ore (Ce.Do.)
Ecco un'esempio della forza
di
Big Pharma
nel costringere i governi del mondo
ai suoi interessi....Gen. 2011
Forse
a breve si perderà
Therapeutics Initiative, un sito
promosso dall'università della
British Columbia (Vancouver,
Canada) in cui vengono valutate in
modo rigoroso, basato sull'evidenza
scientifica e indipendente
dall'influenza dell'industria
farmaceutica, le
informazioni sui trattamenti
farmacologici così da bilanciare le
fonti di informazione sponsorizzate
dalle
aziende farmaceutiche.
Dopo le
PRESSIONI da parte dell'industria
farmaceutica, il governo
della provincia della British Columbia
ha deciso infatti di non rinnovare il
contratto all'iniziativa di
revisione di farmaci.....Big
Pharma ringrazia...
Eppure è la revisione di Therapeutics
Iniziative che ha lanciato l'allarme sul
profilo di rischio cardiovascolare
dovuto al rofecoxib e al rosiglitazone.
Grazie a questo studio il governo ha
ristretto l'uso di questi farmaci nella
British Columbia molto prima che questi
fossero ritirati dal commercio, evitando
oltre 500 decessi (1). Inoltre è a
Therapeutics Iniziative, che per 14 anni
ha garantito al Ministero della Salute
della BC le informazioni su cui basare
il rimborso dei farmaci, che andrebbe il
merito del risparmio sulla spesa
farmaceutica della provincia canadese
per cui per ogni $ investito
nell'organizzazione indipendente se ne
sarebbero risparmiati 70. Perché non
supportare qualcosa che sembra
funzionare così bene ?
vedi:
www.vancouversun.com/opinion/drug+assessments+taking+wrong+path/3979298/story.html
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Corruzione nella Sanita' italiana = Aifa
=
Agenzia Italiana del Farmaco = AIFA
L'Agenzia
Italiana del Farmaco (AIFA) è
un organismo sanitario preposto a
promuovere le conoscenze dei
farmaci, inclusi i
vaccini,
i
farmaci biotecnologici ed i
medicinali a base di erbe. L'agenzia
garantisce l'attività di coordinamento,
valutazione, della sola documentazione
inviata dalle
case farmaceutiche (senza
nessun controllo di laboratorio) e
monitoraggio dei prodotti autorizzati,
mettendo a punto linee guida tecniche e
fornendo supporto scientifico ai suoi
sponsor.
Produzione e controllo:
Al
fine di garantire la qualità dei
farmaci, l’AIFA
svolge attività di autorizzazione e
controllo sulle officine farmaceutiche e
attività ispettive per la verifica
della qualità presso i siti di
produzione di materie prime
farmaceutiche, di gas medicali, di
medicinali, di prodotti
omeopatici e presso i siti coinvolti
nella sperimentazione clinica dei
farmaci.
Viene svolta, inoltre, attività
di vigilanza post-marketing nel settore
della qualità dei medicinali e di
gestione delle carenze, sulla carta e'
scritto, ma in pratica sui
Vaccini
non
fanno nessun controllo.
Qualche esempio: La
Simvastatina
(Zocor,
Sinvacor,
Sivastin) farmaco che abbassa i
livelli del colesterolo ? ma genera GRAVI problemi... -
6 ottobre 2010
la FARMACOPEA CHE FA ?
Il nostro interesse punta su coloro che hanno una
antipatia contro la nostra professione di Fitoterapeuti
e le erbe (oppure droghe quel che si voglia).
Noi che puntiamo prettamente sul benessere della persona
e di noi stessi, visto che queste pratiche, tecniche,
stregonerie ed altro ancora (come le vogliono chiamare)
le utilizziamo da anni sia sulla nostra persona che sui
nostri parenti.
Non si è mai sentito dire che un’”erba” e/o una pianta
abbia creato MORTI oppure danni anche irreparabili.
Per contro chi ci accusa di stregoneria: la “SCIENZA
medica allopatica
con i suoi padroni,
Big Pharma”, metta
in circolazione farmaci non con eccipienti naturali ma
di sintesi, che COPRONO I SINTOMI e non curano la
patologia, e non solo, innescano altre situazione
creando ALTRE PATOLOGIE .
Quelle più eclatanti ?:
MALOOX,
VIOXX,
NOVALGINA,
ASPIRINA,
VOLTAREN…
Dopo anni di somministrazione la Simvastatina, un
farmaco che abbassa i livelli del colesterolo,
ovviamente eccipiente di sintesi,
scoprono che questo crea altre patologie secondarie....
continua su:
http://centrobenesserekundalini.blogfree.net/?t=2955882
La
TACHIPIRINA
E' SICURA ?" NO ! NON è sicura ! - 7 ottobre 2010
Bustine: ogni bustina contiene: Principio
attivo:Paracetamolo mg 500 o mg 125noto anche come
acetaminofene, che possono danneggiare in modo
irreparabile il fegato se assunto in dosi elevate. Ciò
accade perché il paracetamolo è ripartito per il corpo
in vari metaboliti, di cui uno NAPQI. Ciò è dannoso per
il fegato, ma viene normalmente inattivato dal glutatione.
Eccipienti:
- maltitolo, ha proprietà lassative, come tutti gli
alcoli degli zuccheri, per il lento assorbimento. Il
maltitolo ha una cattiva fama per i suoi effetti
gastrici, in quanto pur essendo meno dannoso se
comparato ad altri polialcoli, è usato in grosse
quantità dall'industria del cibo grazie alla sua
somiglianza al saccarosio, il che induce a un consumo
eccedente le quantità raccomandate.
- mannitolo,(tossico) comporta gli stessi inconvenienti
dello zucchero bianco. Ormoni, estrogeni, antibiotici,
vitamine sintetiche, tranquillanti sono contenuti nelle
carni e sono cancerogeni e provocano nei bambini
fenomeni di iperattivismo, aggressività, dovuti appunto
da una dieta carente in nutrienti, raffinata, tossica,
provocano anche occhiaie scure, orecchie rosse, sguardo
vitreo, disturbi addominali, mal di testa, dolori alle
gambe, se si eliminano gli alimenti che contengono
additivi si assiste alla scomparsa dei sintomi.(ZESTRIL)
- sodio bicarbonato, industrialmente il bicarbonato si
produce tramite il metodo Solvay. Esso consiste nel far
passare ammoniaca e anidride carbonica in una soluzione
di cloruro di sodio, la reazione che avviene produce
cloruro di ammonio e bicarbonato di sodio.
- acido citrico si trova normalmente in natura (agrumi )
limone per essere più precisi, ma in fase di lavorazione
lo si ricavava attraverso un complesso processo con
soluzione di ammoniaca, cloruro di calcio e acido
solforico, usi vari dai prodotti farmaceutici a prodotti
per disincrostanti per la casa.
- sodio docusato: Denominazione commerciale: Sodio
diottilsolfosuccinato, Nocivo per ingestione. Irritante
per gli occhi.
- aroma agrumi
- aspartame. Per oltre otto anni la
FDA (Food and Drug
Administration - Amministrazione degli Alimenti e dei
Medicinali) ha rifiutato di approvare l'uso
dell'aspartame a causa delle convulsioni e dei tumori al
cervello che questa sostanza ha provocato negli animali
da laboratorio. Poco tempo dopo aver approvato
l'utilizzo dell'aspartame anche nelle bevande gassate,
il commissario Arthur Hull Hayes, firmò un contratto di
collaborazione con l'agenzia delle pubbliche relazioni
della G.D. Searle. L'aspartame causa danni "lenti e
silenziosi" in tutte quelle persone che sono cos“
sfortunate da non avere reazioni immediate e che non
hanno quindi un motivo per evitarlo. Potrebbero volerci
uno, cinque, dieci, quarant'anni, ma alla lunga si
manifesteranno gravi problemi (alcuni reversibili e
altri no) per tutte quelle persone che ne fanno uso
abituale.
Sciroppo: 100 ml di sciroppo contengono:
Principio attivo: Paracetamolo g 2,4noto anche come
acetaminofene, che possono danneggiare in modo
irreparabile il fegato se assunto in dosi elevate. Ciò
accade perché il paracetamolo è ripartito per il corpo
in vari metaboliti, di cui uno NAPQI. Ciò è dannoso per
il fegato, ma viene normalmente inattivato dalle
glutatione.
Eccipienti:
- saccarosio semplice zucchero
- saccarina, (1,2-benzenisotiazolin-3-one-1,1-diossido)
è stato il primo dolcificante artificiale,potere
dolcificante circa 300 (secondo altre fonti: 500) volte
superiore a quello del saccarosio,interferisce con
alcune proprietà enzimatiche( chiediamoci poi perchè ci
sono sempre più bambini che sono intolleranzi ad alcuni
alimenti, che tendenzialmente sono portati al diabete
- sodio citrato Sostanza non pericolosa secondo la
Direttiva 67/548/CEE.In caso di perdita di conoscenza
non dare da bere né provocare il vomito. Provocare il
vomito.
- metile p-idrossibenzoato,Come parte del bene e del
personale di igiene industriale e procedura di
sicurezza, evitare l'esposizione inutile alla sostanza
chimica ed accertarsi della rimozione rapida da pelle,
occhi e indumenti. può causare mal di gola, tosse e
difficoltà respiratorie.(BACTRIM)
- potassio di sorbato <span><span> E 202</span></span> <span>E'
un derivato dell'acido ascorbico e viene usato dalle
industrie alimentari come conservante, antibatterico e
antimicotico.</span>livemente tossico per ingestione,
porta cambiamenti di mutazione
- polietilenglicole preparato per polimerizzazione
dell'ossido di etilene; è il polietere che riveste la
maggiore importanza commerciale per volumi di produzione
e applicazioni. Recentemente è stato scoperto che
miscelando questo prodotto a molecole di biossido di
silicio si ottiene una sostanza che viene impiegata
nella fabbricazione di giubbotti anti-proiettile,
- acido citrico si trova normalmente in natura (agrumi )
limone per essere più precisi, ma in fase di lavorazione
lo si ricavava attraverso un complesso processo con
soluzione di ammoniaca, cloruro di calcio e acido
solforico, usi vari dai prodotti farmaceutici a prodotti
per disincrostanti per la casa.
- aroma fragola, aroma mandarino, acqua depurata. (
forse è l'unica cosa pura)
By Renato Ventura - Bioterapeuta
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L'Institute for Safe Medication Practices (Istituto per
le pratiche sicure del farmaco; abbreviato in ISMP) ha
recentemente pubblicato sulla rivista PLoS One, uno
studio dove sono evidenziati i
farmaci con obbligo di ricetta, che inducono i
consumatori a compiere atti di VIOLENZA.
Nella top-ten dei medicinali più pericolosi, vi sono gli
antidepressivi Pristiq (desvenlafaxine), Paxil (paroxetine)
e Prozac (fluoxetine).
Questa ricerca mette in luce gli effetti negativi di
alcuni antidepressivi e di antipsicotici popolari, che
non solo provocano problemi di salute, ma rappresentano
anche una minaccia per la società.
L'ISMP dopo aver analizzato le informazioni del database
del FDA Adverse Event
Reporting System (sistema di rapporto degli eventi
avversi, abbreviato in AERS), giunge alla conclusione
che molti farmaci noti, sono perfino collegabili ad
omicidi.
La maggior parte di quelli presenti nella top ten sono
detti "antidepressivi", ma possiamo individuare anche
uno per il trattamento contro l'insonnia, uno contro la
malaria e un ultimo per smettere di fumare.
Come riporta il "Time", la top ten è la seguente:
1. Desvenlafaxine (Pristiq) - Un antidepressivo che
agisce sulla serotonina e la noradrenalina. Il farmaco e
7.9 volte più propenso, rispetto altri, ad esser
associabile con episodi di violenza.
2. Venlafaxine (Effexor) - Un antidepressivo che tratta
i disordini di ansia. É 8.3 volte più propenso, rispetto
altri farmaci, ad essere associabile ad episodi di
violenza.
3. Fluvoxamine (Luvox) - Appartiene al gruppo degli
inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina
(SSRI), 8.4 volte più propenso, rispetto altri farmaci,
ad essere associabile ad episodi di violenza.
4. Triazolom (Halcion) - Appartenente alla classe delle
benzodiazepine usato per il trattamento dell'insonnia,
8.7 volte più propenso, rispetto altri farmaci, ad
essere associabile ad episodi di violenza,
5. Atomoxetine (Strattera) - Usato nei casi di
ADHD,
disturbo da deficit di attenzione e iperattività, 9
volte più propenso, rispetto altri farmaci, ad essere
associabile ad episodi di violenza.
6. Mefoquine (Lariam) Utilizzato per curare la malaria,
9.5 volte, rispetto altri farmaci, ad essere associabile
ad episodi di violenza,
7. Anfetamine - Classe di farmaci usati in casi di ADHD,
9.6 volte più propensi, rispetto altri, ad essere
associabili ad episodi di violenza.
8. Paroxetine: (Paxil) - Appartenente al gruppo degli
inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina,
(SSRI),10.3 volte più propenso, rispetto altri farmaci,
ad essere associabile ad episodi di violenza. Crea molto
dipendenza e problemi nello sviluppo fetale durante la
gravidanza.
9. Fluxetine (Prozac) - Un diffuso antidepressivo della
classe degli inibitori selettivi della ricaptazione
della serotonina, (SSRI), 10.9 volte più propenso,
rispetto altri farmaci, ad essere associabile
10. Varenicline (Chantix) . Utilizzato per smettere di
fumare; scioccante il fatto che sia 18 volte più
propenso, rispetto altri farmaci, ad essere associabile
ad episodi di violenza.
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La multinazionale Pfizer ha ritirato farmaco per
ipertensione polmonare potenzialmente FATALE
La casa farmaceutica
Pfizer
ha annunciato un richiamo volontario del farmaco
Thelin venduto per ipertensione polmonare, in tutti
gli stati in cui è commercializzato, USA, Europa, Canada
e Australia, dopo aver osservato che esso può causare
danni al fegato potenzialmente letali.
"Anche se il rischio di tossicità epatica è una
complicanza tipica di tali farmaci, c'è stato un nuovo
pericolo di lesioni al fegato in pericolo", ha detto la
società in un comunicato.
Il gigante farmaceutico ha anche annunciato la
sospensione di tutti gli studi clinici di questo farmaco
in tutto il mondo e ha raccomandato che questo farmaco
non è da prescrivere per ogni paziente.
Per quelli già in trattamento, ha raccomandato che "il
cambiamento in terapie alternative più rapidamente
possibile", dopo consultazione con i loro medici.
"Pfizer ha concluso che i benefici di Thelin e non,
superano i rischi per i pazienti con ipertensione
arteriosa polmonare", ha detto il gigante farmaceutico.
Il Vice Presidente per lo sviluppo e la clinica Medical
Affairs per Pfizer Lung, Cara Cassino, ha anche riferito
che il farmaco "è importante comunicare quanto prima
tale informazione, per i medici e le autorità competenti
in tutte le nazioni in cui è commercializzato."
Il farmaco, venduto in Europa e in Australia e Canada,
e’ commercializzato per la “cura” dell'ipertensione
arteriosa polmonare, una malattia che può causare
arresto cardiaco.
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13 donne incinte
uccise dal farmaco che doveva
curarle - India:25 febbraio 2011
Almeno 13 donne incinte sono morte e quattro sono in
gravi condizioni a Jaipur, nello Stato di Rajasthan. Le
puerpere, ricoverate nell’ospedale Umaid, erano state
curate con un farmaco prodotto dalla Parental Surgical
India Pvt Ltd (Indore) e distribuito da un’altra
società, la Anshul Pharma. Si tratta di di una cura che
si somministra per via endovenosa.
Secondo le prime analisi
della polizia il fluido è risultato positivo
all’infezione batterica. Ora ulteriori indagini,
stabilite dal governo con un team di medici tra cui un
microbiologo e un ginecologo, dovranno stabilire gli
esatti agenti della contaminazione. Anche per capire
come curare le altre quattro donne (quelle di cui si sa)
curate con il farmaco intossicato e che ancora lottano
tra la vita e la morte. Gli “assassinii” delle gravide
continuano perpetuarsi in India dove, ogni anno decine
di migliaia di donne incinte muoiono durante la
gravidanza o il parto per l’accesso limitato alle cure
di emergenza.
Tratto da: blizquotidiano.it
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Informazione,
Sperimentazione clinica, Ricerca e Sviluppo
Attraverso
differenti programmi, infatti, l'AIFA effettua non solo
il monitoraggio e la verifica sulla correttezza della
sperimentazione clinica
pubblica e privata e sull'attività di promozione sui
farmaci svolta dalle aziende farmaceutiche (NdR:
quindi non effettua nessun controllo indipendente,... si
"fida" di cio' che riceve dalle
case
farmaceutiche), coordina
e supporta con proprie risorse sia progetti di ricerca
utili al Servizio Sanitario Nazionale sia programmi di
(in)formazione per gli operatori sanitari e i Comitati
Etici locali. Tali attività sono caratterizzate da un
elevato rigore metodologico e dalla necessità di
trasparenza di processo nei confronti di tutti i
cittadini, e sono finalizzate ad accertare che i
prodotti medicinali in fase di sviluppo siano sicuri per
la popolazione ed efficaci nei confronti delle patologie
che devono contrastare.
Tratto dal sito: dell'AIFA + wikipedia.org, con note NdR)
Stiamo chiedendo al
Ministero della Salute + all'AIFA
+
Emea (richieste
il 09/01/2008) come si controlla la
NON tossicita' dei
Vaccini
e le loro conseguenze a breve e lunga durata...
documentazione delle lettere intercorse; FINO ad OGGI
Gen. 2010 NON hanno ancora
risposto...
Le
case farmaceutiche
non sono obbligate a pubblicare TUTTI i risultati delle
loro ricerche....-
Gen. 2009
«Dalle sperimentazioni risulta che il risultato
complessivo della nuova generazione di antidepressivi è
sotto la soglia consigliata dei criteri clinicamente
significativi», scrivono gli scienziati. Kirsch
sottolinea, inoltre, la necessità di cambiare il sistema
attuale, che permette alle case farmaceutiche di non
pubblicare una parte dei dati delle loro
sperimentazioni:
«La frustrazione sta in questo - dice Kirsch -, rende
difficile determinare se i farmaci funzionino. Le case
farmaceutiche dovrebbero essere obbligate, quando
commercializzano un nuovo prodotto, a pubblicare
tutti i dati».
Stavolta, per accedere alle informazioni,
gli scienziati si sono avvalsi del Freedom of
Information Act, la legge sulla trasparenza.
http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/scienza/grubrica.aspID_blog=38&ID_articolo=607&ID_sezione=243&sezione=News
Ecco cosa afferma
il dott. F. Franchi:
"Il più grande ostacolo al progresso
della scienza è il monopolio che ne fanno gli esperti, tra i quali
si crea una rete (il cosiddetto establishment) che controlla i fondi
per la ricerca, le pubblicazioni, gli incarichi accademici, le
royalities per i test ed i farmaci, e mira a mantenere la sua
posizione dominante di successo evitando per quanto possibile che
altre idee, altre soluzioni, altre teorie possano filtrare scalzando
le loro.
La censura c’è, e mentre una volta i "dissidenti" venivano
fisicamente eliminati, oggigiorno lo stesso effetto viene ottenuto
escludendoli dal circuito scientifico e mediatico che conta. Viene
incoraggiata la raccolta di dati, una massa di dati sempre
crescente, mentre scoraggiata è la loro elaborazione critica".
Tratto da:
http://www.dissensomedico.it
EMEA ha LEGAMI
con l'Industria
Farmaceutica
Roma, 09 giu 2006
- "Nessuno ha ricordato una cosa: l'Emea,
l'agenzia europea del farmaco, non dipende
dall'amministrazione comunitaria della sanità ma
da quella dell'industria. Un distinzione che
dovrebbe far riflettere. A Bruxelles la forza
delle lobby è grandissima". L'osservazione è di
Luca Poma, portavoce di "Giu'
le mani dai bambini", Comitato sui disagi
dell'infanzia che raggruppa quasi cento
associazioni di volontariato e promozione
sociale. "Continuano a trattare i bambini come
fossero, dal punto di vista metabolico, degli
adulti", protesta Poma: è "assurdo somministrare
ai bambini
farmaci
pensati per gli adulti.
Soprattutto il Prozac, psicofarmaco molto forte,
che richiede prudenza nella somministrazione
anche negli adulti". Prudenza che "sarebbe stato
naturale attendersi, soprattutto dopo drammatici
fatti di cronaca avvenuti negli Stati uniti -
come le stragi nelle scuole causate da
ragazzi in cura
antidepressiva - ma che non è stata
usata".
Fonte: DIRE
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FARMACI che
AMMALANO
PARIGI - 4 giugno 2009 - Farmaci per
dimagrire che causano depressione, calmanti che
provocano allucinazioni, bambini trattati con
antidepressivi per adulti, miscele esplosive:
un'inchiesta shock, dati alla mano, di prossima
uscita in Francia, denuncia gli effetti
collaterali gravissimi di alcune medicine, anche
comunissime. Il libro si chiama "Quelle
medicine che ci fanno
ammalare", del
dottor Sauveur Boukris.
Oggi il settimanale L'Express ne pubblica in
anticipo alcuni passaggi. In Francia tra gli
8.000 ed i 13.000 decessi sono dovuti ai farmaci
e sempre i farmaci
sono all'origine di 130.000
ricoveri in
ospedale all'anno, soprattutto tra le
persone di più di 65 anni.
Fra i 30.000 ed i 40.000 bambini e adolescenti
vengono trattati ogni anno con
antidepressivi strettamente riservati agli
adulti.
Alcuni farmaci per curare malattie lievi
possono avere effetti GRAVISSIMI: come i trattamenti per
l'acne a base di isotretinoina che possono
provocare disturbi psichici o quelli per banali
mal di gola, venduti anche senza ricetta, che
possono provocare disturbi cardiovascolari e
neurologici importanti.
Ma la denuncia del dottor Boukris colpisce anche
le istituzioni francesi e europee «poco
trasparenti» in materia e tutta la "florida
industria farmaceutica" che "privilegia
i profitti immediati" e che in Francia
investe il 12-13% di fatturato annuo in
pubblicità (3 miliardi di euro). Boukris ricorda
anche un'inchiesta della rivista Prescrire che
si chiede senza mezzi termini:
"l'Agenzia
francese di sicurezza sanitaria
è prima di tutto al servizio
del paziente o delle
marche farmaceutiche ?".
vedi anche:
l'Agenzia del Farmaco Italiana
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Le vitamine da
frutta e verdura,
sono naturali ? Sicuramente. Quelle di sintesi NO !
Domanda:
è più pratico frullare 100 kiwy o masticare una caramella al kiwy al
giorno ?
Sicuramente è più pratico masticare la caramella.
Le case farmaceutiche utilizzano composti di sintesi per i principi
attivi dei farmaci, semplicemente per il fatto che il prodotto
sintetico detto di "sintesi" è brevettabile e non lo fanno per
praticità, ma per guadagnare di piu’…; ma inoltre vi è una
differenza sostanziale tra il principio attivo estratto dalla natura
e quello ricreato in sintesi, infatti:
1- La prima differenza consiste nelle "impurezze" dovute al metodo
di sintesi delle molecole che rimangono nel prodotto finito e sono
quasi sempre sostanze altamente pericolose.
Le impurezze che si assumono con un singolo farmaco, possono
apparire insignificanti e rispondono a precisi criteri di legge
sulle quantità ammissibili perché il prodotto possa essere
commercializzato, ma vi è una cosa della quale potete essere sicuri:
l'intossicazione e' assicurata e con essa, le
irritazioni-infiammazioni che determinano, con tutte le conseguenze
del caso.
Pensate a quali gravi danni si fanno con l'assunzione di piu'
farmaci.... Meno farmaci assumete in
vita, migliori saranno le vostre condizioni di salute, ma
la cosa e' ancora peggiore con i
Vaccini
2 - La seconda differenza
e' la chiralita' del prodotto (molecola) di sintesi rispetto a
quelle naturali, quello di sintesi e' chiaramente e SEMPRE
contrario-opposto a quello naturale e quindi l'organismo, quando si
introduce il prodotto di sintesi, si attiva contro di esso perche'
riconosciuto come antiVita, generando l'iperattivazione del sistema
immunitario, che determina per es. le cosiddette
allergie.
Alcuni farmaci, in casi rari, salvano in condizioni estreme, la vita
(ma questi si contano sulle dita di una mano), quindi prenderne in
continuazione, con il consenso o meno del medico e/o con leggerezza,
nel fai da te, pensando siano "innocui" o che facciano bene, è un
grave errore che produce sicuramente altri e tanti tipi di
sintomi gravi (malattie).
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I Farmacisti, allarme per gli eventi avversi dei
farmaci anche in Italia:
L'ordine professionale di Roma commenta
una ricerca statunitense. vedi:
Farmaco, cosa e' ?
+
Antibiotico
resistenze
Non sono cosi' lontani i dati della
FDA, oggetto di uno studio pubblicato su "Archives of Internal
Medicine", secondo cui in 7 anni gli eventi avversi legati all'assunzione
dei farmaci ed anche il numero delle morti e' cresciuto di
quasi quasi 3 volte ( 300 % ) !
La notizia e' gravissima, ma purtroppo tra l'altro
"inattesa" (NdR: dai medici ufficiali della
medicina farmacologia
ufficiale), commenta E. Croce presidente dell'Ordine dei
farmacisti di Roma. "a quanto fossero tentati di minizzare la
portata, pensando che si tratti di fenomeni che non ci
riguardano, vorrei ricordare che non piu' di un'anno fa, il
direttore dell'Ist. farmacologico Mario Negri S. Garattini,
riferi che gli
effetti collaterali dei
farmaci spingono circa 400 italiani
al giorno, in
ospedale.
Sono convinto che ne nel nostro paese conducessimo studi come
quello americano, i risultati non sarebbero troppo dissimili"
Per comprendere appieno le
gravissime dimensioni del fenomeno, sottolinea l'Ordine
capitolino dei farmacisti, bisogna anche considerare che lo
studio e' stato condotto analizzando le segnalazioni VOLONTARIE
arrivate alla FDA ed inserite nel data bade Aers. E' quindi
ragionevole ritenere che questi
danni iatrogeni siano esponenzialmente molto piu' gravi di
quanto evidenziati nello studio.
Giovera' ricordare al riguardo, conclude, che la
ricerca del 1998 pubblicata da Jama ha stimato in almeno 100.000
all'anno, le MORTI legate ai farmaci" -
By I. Sciarra -
Tratto da:
Informazione scientifica sul farmaco
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INVIATA richiesta di trasparenza su farmaco Meropur
all'AIFA
Le
associazioni 'Amica Cicogna ONLUS', 'L'altra Cicogna ONLUS',
'Cerco un bimbo', 'Luca Coscioni per la liberta' di ricerca
scientifica', 'Aduc - Associazione per i diritti degli utenti e
consumatori' e 'Cittadinanzattiva' hanno inviato una lettera
aperta all'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA).
Al Direttore
Generale e al Presidente dell'Aifa, le associazioni chiedono che
il foglio illustrativo del farmaco Meropur, che da recenti studi
scientifici presenta 39 elementi impuri nella sua formulazione,
informi anche sulla remota possibilita' di contrarre patologie
virali, come previsto su tutti i farmaci di derivazione umana.
Il problema e' insito nel fatto che il farmaco Meropur
appartiene alla categoria gonadotropine urinarie che, nelle
avvertenze, prevede la dicitura "Pur non essendo stato riportato
alcun caso di contaminazione virale associato alla somministrazione
di gonadotropine estratte umane, il rischio di trasmissione di
agenti patogeni conosciuti o sconosciuti non puo' essere totalmente
escluso". Nelle confezioni commercializzate in Italia tali
avvertenze non vengono riportate e il paziente che lo assume e'
indotto in errore poiche' pensa che sia un farmaco senza un simile
rischio.
Il
Meropur e' in vendita in Italia con procedura di mutuo
riconoscimento
che non consente all'Aifa di far aggiornarne il
foglio illustrativo, compito che spetta invece alla Danimarca o alla
casa farmaceutica produttrice. Avvertenze che invece ci sono nel
medesimo farmaco commercializzato in Francia.
Fino ad oggi la casa farmaceutica Ferring ha sostenuto che il
farmaco e' estremamente puro,
e quindi anche se tratto da urine di donne in menopausa non presenta
elementi contaminanti; pertanto sarebbe diverso da altri farmaci
della medesima categoria.
Cosa che invece oggi non corrisponde a realta':
uno studio condotto dall'Universita' di Strasburgo ha dimostrato che
gli elementi impuri nel Meropur, ad oggi, risultano 39.
Su
tali evidenze scientifiche le associazioni hanno scritto
al
direttore generale dell'Aifa, prof. G. Rasi, e al Presidente Prof.
S. Percorelli, chiedendo che in assenza di aggiornamento del foglio
illustrativo, sia azionata la procedura di sospensione della vendita
del farmaco come previsto dalle norme comunitarie e nazionali
vigenti.
La
corretta comunicazione ai pazienti non e',
infatti, una questione indifferente, ma parte integrante di
cio' che trasforma una semplice terapia in una cura ed e', inoltre,
una questione intimamente connessa all'aumento della consapevolezza
dei pazienti, della loro maggiore autonomia e percio' del rispetto
dei suoi diritti fondamentali.
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FARMACOLOGIA CLINICA - TOSSICITÀ dei FARMACI - VALUTAZIONE
Negli USA, la ricerca in ambito farmacologico è regolata dalla
Food and Drug Administration (FDA).
(NdR: come l'OMS ed il
CDC ed altri "enti". anche la
FDA e' "SPONSORIZZARA
finanziariamente" anche da
Big Pharma....)
I dati farmacologici e tossicologici relativi agli studi sugli
animali (preclinici) vengono sottoposti alla
FDA come parte di una
richiesta di approvazione per un nuovo farmaco sperimentale (Investigational
New Drug, IND). Se questi dati dimostrano che il farmaco è
sufficientemente sicuro ed efficace, vengono intrapresi gli studi
sull'uomo (clinici), suddivisi in tre fasi; i dati relativi a questi
studi vengono sottoposti alla FDA come parte di una richiesta di
autorizzazione di un nuovo farmaco (New Drug Application, NDA).
Sebbene la FDA sia tenuta a prendere posizione riguardo a una NDA
entro 6 mesi, l'effettiva approvazione di quest'ultima richiede
solitamente da 2 a 3 anni. Il tempo complessivo necessario per lo
sviluppo di un farmaco, dalla presentazione della IND
all'approvazione finale della NDA, si aggira in media tra gli 8 e i
9 anni.
STUDI sugli ANIMALI
Prima di poter passare alla sperimentazione sull'uomo, la
farmacocinetica, la farmacodinamica e le proprietà tossicologiche di
un farmaco devono essere valutate e documentate negli
animali in ottemperanza alle norme
stabilite dalla FDA (Good Laboratory Practices). A questo proposito
sono stati stabiliti due principi fondamentali: gli effetti delle
sostanze chimiche sugli animali di laboratorio adeguatamente
selezionati sono applicabili all'uomo; e la somministrazione di alte
dosi di tali sostanze a questi animali è un metodo necessario ed
efficace per individuare una loro possibile tossicità nell'uomo.
Le alte dosi sono necessarie a causa del numero relativamente
ridotto di animali utilizzati e della necessità di identificare
anche le risposte tossiche che hanno una bassa incidenza.
La sicurezza di un farmaco viene determinata valutandone la
tossicità acuta, subcronica e cronica in diverse specie di animali.
(NdR: ma qualsiasi dato sui farmaci reperito sugli animali NON e' possibile riportarlo per
gli umani, anzi e' anche PERICOLOSO
per l'uomo !)
Tossicità acuta
Gli studi iniziali di tossicità acuta vengono effettuati per
determinare la dose letale (DL50 o DL90, cioè la dose richiesta per
uccidere rispettivamente il 50% o il 90% degli animali di
laboratorio), i sintomi indicativi di tossicità e il tempo
necessario per la loro comparsa. Di solito, vengono impiegate almeno
tre specie di animali (compresa una specie di un animale non
roditore) e la tossicità acuta viene determinata con l'utilizzo di
più di una via di somministrazione.
Negli ultimi anni, per determinare la letalità è stato impiegato un
numero minore di animali, con una corrispondente riduzione della
precisione dei risultati. Per la valutazione della tossicità
complessiva nell'uomo non è necessaria una precisione maggiore,
perché la DL50 o la DL90 hanno un modesto valore predittivo se non
sono accompagnate dai dati provenienti da studi a lungo termine nei
quali siano state impiegate misure della tossicità diverse dalla
morte dell'individuo.
(NdR: ma qualsiasi dato sui farmaci reperito sugli animali NON e' possibile riportarlo per
gli umani, anzi e' anche PERICOLOSO
per l'uomo !)
Tossicità subcronica
Gli studi di tossicità subcronica, condotti su almeno due specie di
animali, consistono di solito nella somministrazione giornaliera del
farmaco per un periodo che può arrivare fino a 90 gg. In ciascuna
specie vengono utilizzati almeno tre dosaggi diversi, variabili tra
i livelli terapeutici previsti e livelli sufficientemente elevati da
provocare tossicità. Idealmente, il farmaco viene somministrato
all'animale attraverso la stessa via d'ingresso che verrà usata
nelle sperimentazioni sull'uomo. Durante tutto il periodo dello
studio vengono eseguiti esami fisici e indagini di laboratorio. Al
termine dello studio, gli animali vengono sacrificati e si eseguono
esami anatomopatologici per identificare gli organi colpiti.
(NdR: ma qualsiasi dato sui farmaci reperito sugli animali NON e' possibile riportarlo per
gli umani, anzi e' anche PERICOLOSO
per l'uomo !)
Tossicità cronica
Gli studi di tossicità cronica, condotti in almeno due specie
(compresa una specie di un animale non roditore), durano solitamente
per tutta la vita dell'animale (fino a 2 anni nei roditori o più a
lungo nei non roditori), ma la loro durata può dipendere dalla
durata di somministrazione del farmaco prevista per l'uomo. Vengono
usati tre livelli di dosaggio, variabili da una bassa dose non
tossica a una dose superiore al dosaggio terapeutico previsto, la
quale sia tossica quando viene somministrata a lungo termine.
Durante tutto il periodo della somministrazione del farmaco vengono
eseguiti esami fisici e indagini di laboratorio a intervalli
prefissati. Periodicamente vengono sacrificati alcuni animali per
effettuare esami macroscopici e istologici. Sulla base di questi
risultati, i ricercatori stabiliscono quali organi vengono colpiti e
se il farmaco è potenzialmente cancerogeno.
In
aggiunta, vengono effettuati test riproduttivi estensivi nei ratti e
nei conigli allo scopo di identificare alterazioni del ciclo
riproduttivo ed effetti teratogeni. Questi test e gli studi di
tossicità cronica possono essere condotti contemporaneamente agli
studi iniziali sull'uomo, particolarmente quando il farmaco è
destinato unicamente all'impiego a breve termine nella nostra
specie.
(NdR: ma qualsiasi dato sui farmaci reperito sugli animali NON e' possibile riportarlo per
gli umani, anzi e' anche PERICOLOSO
per l'uomo !)
STUDI in VITRO
L'interesse per gli studi di tossicità in vitro, che forniscono
risultati più rapidi rispetto agli studi sugli animali e sono più
economici, sta crescendo progressivamente. L'attenzione è
focalizzata sulla mutagenicità e il test più diffuso è la bioanalisi
di Ames. Una sostanza chimica che si dimostra mutagena per i batteri
può essere cancerogena per i mammiferi.
I test di tossicità in vitro non possono sostituire gli studi sugli
animali e forniscono esclusivamente informazioni di supporto nel
processo di analisi; le
industrie
farmaceutiche li utilizzano per focalizzare
l'attenzione su specifiche sostanze chimiche per studi aggiuntivi in
vivo e per lo sviluppo farmacologico.
Comunque sia, il ruolo di questi studi nello sviluppo dei farmaci è andato
aumentando. Gli studi in vitro vengono usati per prevedere le vie di
metabolizzazione dei farmaci nell'uomo, le quali possono essere
diverse da quelle degli animali di laboratorio. L'utilizzo in vitro
di linee cellulari che esprimono i principali enzimi umani deputati
al metabolismo dei farmaci può aiutare a prevedere la formazione
nell'uomo di nuovi metaboliti che gli studi sugli animali non
riuscirebbero a identificare. I dati degli studi in vitro possono
essere presentati a corredo degli studi convenzionali di
assorbimento, distribuzione, metabolismo ed escrezione.
(NdR: ma qualsiasi dato sui farmaci reperito con questi sistemi NON e' possibile riportarlo per
gli umani, anzi e' anche PERICOLOSO
per l'uomo, infatti successivamente si deve sperimentare in vivo
sull'uomo !)
STUDI sull’UOMO (NdR: meglio dire sperimentazioni sull'uomo)
Gli studi sull'uomo devono procedere attraverso tre fasi prima che
la FDA approvi un nuovo farmaco per l'introduzione in commercio.
(Gli studi sull'impiego generale del farmaco eseguiti dopo la sua
approvazione e la farmacosorveglianza successiva all'entrata in
commercio possono essere considerati come una quarta fase.)
Gli studi sull'uomo sono necessari perché una quota ritenuta 50%
dei più comuni effetti indesiderati (p. es., la depressione, la
pirosi, la cefalea, i ronzii auricolari) non può essere identificata
negli studi sugli animali.
Poiché gli effetti tossici dei farmaci e l'aumento della gravità
della sintomatologia dovuto alla loro inefficacia sono rischi
presenti in tutti gli studi condotti sull'uomo, per tutelare chi
partecipa allo studio (NdR: meglio dire
Cavie umane) sono necessarie alcune
misure di garanzia, come le commissioni di controllo istituzionali (Institutional
Review Boards, IRB) e il consenso informato.
Fase 1
Negli studi di fase 1, un nuovo farmaco viene somministrato per la
prima volta all'uomo, solitamente a un piccolo numero (da 20 a 80)
di volontari sani di sesso maschile di età compresa tra i 18 e i
45 anni. Lo scopo è quello di identificare il livello di dosaggio al
quale i segni di tossicità fanno la loro prima comparsa nell'uomo e
quindi di determinare una dose sicura ben tollerata. Poiché l'end-point
di questi studi è la tossicità, il consenso informato è un requisito
imprescindibile e i partecipanti devono essere attentamente seguiti
da personale medico con possibilità di accesso a strutture di
emergenza.
Prima che la fase 1 possa cominciare, viene sottoposto alla FDA un
protocollo che descrive le condizioni sperimentali e il personale
coinvolto nello studio clinico, protocollo che viene approvato dalla
IRB; se la FDA approva il protocollo, essa emette un'autorizzazione
di esenzione IND.
Inizialmente, ogni partecipante riceve una dose singola del farmaco
e viene controllato attentamente per identificare la comparsa di
eventuali reazioni avverse. Se non ne compare alcuna, la dose del
farmaco viene progressivamente aumentata fino a che non vengono
raggiunti una dose o un livello sierico prestabiliti, oppure finché
non compare tossicità. Possono essere misurati anche l'assorbimento,
il metabolismo e l'escrezione.
Fase 2
Gli studi di fase 2 cominciano dopo che sono state ottenute prove
preliminari soddisfacenti della sicurezza del farmaco.
Essi comprendono la somministrazione controllata del farmaco a circa
80-100 pazienti, per il trattamento o la profilassi della malattia
alla quale il farmaco è rivolto. Idealmente, i pazienti non devono
avere problemi di salute diversi dalla patologia cui si riferisce lo
studio. Di solito gli studi di fase 2 sono randomizzati e mettono a
confronto il nuovo farmaco con il farmaco prototipico per la
patologia in questione, se ne esiste uno. Spesso questi studi
rappresentano la prima opportunità per osservare l'effetto della
somministrazione prolungata del farmaco nell'uomo.
Lo scopo della fase 2 è quello di stabilire un intervallo
dose-risposta ottimale per il nuovo farmaco e di verificare la sua
efficacia per la malattia alla quale è destinato. I partecipanti
vengono inoltre controllati per la comparsa di effetti indesiderati;
poiché la popolazione di questi studi è più numerosa, è possibile
che ne vengano identificati di nuovi. Questa fase è la più critica,
perché i suoi risultati vengono utilizzati per determinare se sia il
caso di procedere o meno a studi estesi su popolazioni ampie.
Fase 3
Dopo che le fasi 1 e 2 hanno fornito prove ragionevoli della
sicurezza e dell'efficacia del farmaco, cominciano gli studi di
fase 3; essi continuano fino a quando il composto non viene
approvato per l'uso generale. Essi possono coinvolgere molti medici,
che possono seguire da diverse centinaia a diverse migliaia di
pazienti. Lo scopo è quello di verificare l'efficacia del farmaco e
di individuare gli effetti che possono non essersi presentati
durante le fasi 1 e 2, in modo che lo sponsor e la
FDA possano
stabilire che il farmaco è sicuro ed efficace per l'uso per il quale
è stato concepito.
Non esistono regole definitive per stabilire in cosa consistano
realmente la sicurezza e l'efficacia, le quali devono essere
giudicate in relazione alla patologia da trattare e alle terapie
alternative esistenti. Quando sono stati raccolti dati sufficienti a
giustificare l'uso continuativo del farmaco, viene presentata una
NDA.
Solitamente, (meglio dire "raramente", specie per i
Vaccini...)
a questo punto sono trascorsi 4 anni o più da quando il farmaco, (la
realta' supera la fantasia...vedi:
Influenza suina....) sulla
base della selezione farmacologica originale, era stato scelto per
la sperimentazione.
Fase 4
Gli studi di fase 4 vengono condotti dopo che il farmaco è stato
approvato (NdR: ..sulla pelle dei cittadini che li
utilizzano spinti dai medici
rappresentanti di Big Pharma...);
essi sono studi in progressione effettuati su grandi popolazioni.
Spesso vi vengono comprese sottopopolazioni particolari, come le
donne in gravidanza, i bambini o gli anziani; l'inserimento di tali
sottopopolazioni negli studi sperimentali prima che il farmaco venga
approvato potrebbe essere discutibile sia dal punto di vista etico
(p. es., perché espone i feti a determinati rischi) sia da quello
scientifico (p. es., perché introduce variabili sconosciute).
Gli
studi di fase 4 sono in grado di individuare gli effetti
indesiderati caratterizzati da una bassa incidenza.
Gli studi preclinici e clinici sono relativamente poco sensibili,
essendo in grado di evidenziare le reazioni farmacologiche avverse
che si verificano con una frequenza > 1 su 1000 somministrazioni.
Per molti farmaci, una frequenza di 1 su 10000 o 1 su 50000 può
essere rilevante dal punto di vista clinico e può essere determinata
soltanto con la sorveglianza successiva
alla commercializzazione DOPO
l'approvazione della NDA.
Essa permette di individuare nuovi effetti terapeutici o tossici,
compresi quelli rari o a lungo termine non identificabili in un
piccolo numero di pazienti.
Le
affermazioni dello sponsor
riguardo alla sicurezza e all'efficacia del farmaco, che compaiono
sugli opuscoli e sui foglietti illustrativi, vengono recensite e
approvate dalla FDA. Relazioni sullo stato degli studi di fase 4 in
corso devono essere inviate alla FDA ogni 3 mesi durante il primo
anno, ogni 6 mesi durante il secondo e annualmente in seguito. Le
relazioni devono comprendere informazioni circa la quantità di
farmaco distribuito e una copia del materiale pubblicitario, delle
etichette e dei foglietti illustrativi.
Lo sponsor deve notificare alla FDA il verificarsi di qualsiasi
effetto indesiderato, danno e reazione allergica o tossica che
non siano stati previsti inizialmente. In questo modo, la FDA
continua a controllare e a garantire la sicurezza e l'efficacia dei
farmaci anche dopo la loro commercializzazione.
Tratto da: msd-italia.it
(NdR: ...infatti dopo anni di servizio "onorato" ed aver ucciso e/o
ammalato milioni di persone, quei farmaci rimangono, salvo rari
casi, in commercio per la delizia e la $alute di
Big Pharma...)
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LE REAZIONI AVVERSE AI
FARMACI RAPPRESENTANO UNA GRAVE EMERGENZA SANITARIA -
L'allarme è stato lanciato dall'AIFA
Le reazioni avverse da farmaci rappresentano una emergenza
sanitaria mondiale, di cui in Italia non vi e' ancora
sufficiente coscienza.
L'allarme è stato lanciato da Maria Luisa Casini, dirigente
dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa), nel corso del convegno
su 'Farmaco: bene di progresso e civilta' organizzato
nell'ambito di Cosmofarma, la rassegna sui servizi legati alle
farmacie tenutasi a Bologna. Secondo Casini, i risultati degli
studi scientifici evidenziano l'importanza del problema delle
reazioni avverse da farmaci, dimostrando la necessita' di
migliorare i sistemi con cui gestire il rischio associato alla
prescrizione.
La dirigente AIFA ha rilevato come numerose
analisi di letteratura e casistiche cliniche indicano che le
reazioni avverse ai farmaci richiedono per una quota superiore
al 5% il ricovero ospedaliero, e negli Stati Uniti costituiscono
la quarta-sesta causa di morte. A ciò si aggiunge che con
l'aumento della popolazione anziana, l'impatto sociale di questi
effetti provocati dai farmaci e' destinato a salire. Di qui la
necessita' di potenziare la farmacovigilanza.
Per questo nel
2003 Casini l'AIFA ha creato un nuovo modello per la
segnalazione di reazioni avverse a farmaci e vaccini, che deve
essere compilato da tutti gli operatori sanitari, farmacisti
compresi, e che si basa sulla rete nazionale di
farmacovigilanza, creata nel 2001. In questo ambito il ruolo dei
farmacisti e' in continua crescita tanto che le loro
segnalazioni sono quintuplicate dal 2006 al 2008 e hanno quasi
raggiunto il livello di quelle provenienti dai medici di
medicina generale.
Tratto da: sanitanews.it
Nota Bene: Le reazioni avverse ai farmaci
rappresentano complicazioni importanti e frequenti nella pratica
clinico-terapeutica.
E’ stato valutato che dal 5 al 15% dei pazienti possono incorrere in
reazioni avverse ai farmaci e che fino al 30% dei pazienti
ospedalizzati sviluppa almeno una reazione avversa a farmaci.
COME si POSSONO CLASSIFICARE
le REAZIONI AVVERSE ai FARMACI ?
Le reazioni avverse ai farmaci sono divisibili in due gruppi
principali (A e B) :
- le reazioni abnormi, quelle piu' gravi, (di tipo A)
prevedibili, dose-dipendenti.
Sono principalmente correlate all’azione farmacologica e possono
verificarsi anche in soggetti normali.
Esempi sono:
- Errori Iatrogeni (errore medico nel tipo di indicazione del tipo
farmaco da assumere e/o errore di somministrazione)
- Sovradosaggio
- Effetti collaterali
- Effetti secondari o indiretti
- Interazioni farmacologiche
- le reazioni bizzarre (di tipo B) imprevedibili, sono
correlate all’azione farmacologica ma in rapporto con la risposta
individuale dei soggetti che li assumono.
Esempi sono:
- Intolleranza
- Idiosincrasia
- Reazioni Allergiche
- Reazioni Pseudoallergiche
La
grande maggioranza (80%) delle reazioni avverse ai farmaci
appartengono al gruppo A. Tuttavia quelle di maggiore interesse per
la loro pericolosità sono le
reazioni del gruppo B, perche' possono indurre GRAVI malattie e /o la morte del soggetto
prematura che li assume.
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Studi "scientifici" sui farmaci in commercio:
Questa e' la realta'....gestita da
BIG
PHARMA
Purtroppo sono
TUTTI
studi alle
volte inesistenti, oppure se
esistono, sono estremamente parziali,
incoerenti e
privi di alcuna validita'
scientifica.
Per essere scientifici occorre effettuare con ogni farmaco
commercializzato, degli studi e ricerche in doppio o triplo
cieco e assolutamente un numero sufficiente di pazienti per
poter avere analisi statistiche significative perche'
altrimenti puoi dimostrare indifferentemente tutto e il
contrario di tutto.
Ma comunque sono stati autorizzati dalla
FDA e consorelle nei vari paesi
del mondo...per le pressioni delle varie
Lobbies...
Il
Viagra potrebbe
mettere a rischio la fertilità maschile
- Londra, Gran Bretagna Mar. 2008
E' l'allarme lanciato da alcuni ricercatori
sulle pagine del domenicale britannico The
Observer. Secondo un'altra ricerca, condotta da
David Glee della Queen’s University Belfast, il
farmaco-anti-impotenza danneggerebbe lo sperma.
L'esperto, ginecologo e specialista
all'università inglese, ha pubblicato il suo
studio sulla rivista Fertility and Sterility, in
cui sostiene non solo che il Viagra altererebbe lo sperma,
ma anche che impedirebbe agli uomini di mettere
al mondo dei figli.
Glenn ha effettuato un esperimento su alcuni
volontari a cui sono stati prelevati campioni di
sperma....
Tratto da:
http://www.scienze.tv/node/2965
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Vitamine sintetiche
Gli affannosi tentativi di conquistare i benefici effetti
antiossidanti delle vitamine
non sembrano avere fine e nemmeno soluzione.
I preparati di sintesi, infatti, NON si dimostrano altrettanto attivi delle
molecole presenti naturalmente nei cibi.
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Un farmaco anti-fumo
puo' portare al suicidio e il Gran Bretagna gia' dieci persone
dall'inizio dell'anno hanno messo fine alla propria vita dopo averlo
utiizzato. L'allarme, lanciato all'inizio dell'anno dalla
Food and Drug Administration, e' stato
rilanciato dal Daily Mail che cita uno studio del
Medicines
and Healthcare products Regulatory Agency, MHRA).
La Fda, dopo aver autorizzato nel 2006 la commercializzazione del
Champix (Vareniclina) della Pfizer, un
farmaco che agisce a livello cerebrale sostituendosi alla nicotina
nei "recettori dopaminergici" (in cui si inserisce la nicotina
creando dipendenza), aveva diffuso all'inizio di quest'anno un "alert"
riguardo "seri sintomi neuropsichiatrici tra cui ideazione suicidaria e
SUICIDIO tentato o completo".
Un allarme cui ha fatto eco l'European
Medicines Agency che ha imposto alla casa farmaceutica di
mettere in evidenza i gravi effetti collaterali nel foglietto
illustrativo: "Sono stati segnalati episodi di attacchi di cuore,
depressione e rari casi di pensieri suicidari in pazienti che hanno
cercato di smettere di fumare con Champix", si legge nel foglietto.
In Italia dal giugno del 2007 e' stato inserito dall'Agenzia del
Farmaco tra quelli a "monitoraggio intensivo".
In un rapporto l'Mhra britannica, ha sottolineato come continuino ad
arrivare segnalazioni di "effetti collaterali collegati alla
vareniclina, soprattutto disturbi psichiatrici".
Secondo un tossicologo, sentito dal Daily Mail, il suicidio dello
scorso aprile di un produttore televisivo britannico, Omer Jama,
"potrebbe essere stato una conseguenza del farmaco antifumo".
Secondo la Mhra, le persone che in Gran Bretagna hanno riportato
effetti collaterali del farmaco sono raddoppiati negli ultimi sette
mesi: 1.811 a febbraio di quest'anno contro i 3.541 di settembre. 10
casi presi in esame dall'Mhra in Gran Bretagna potrebbero essere
stati conseguenza del Champix.
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Non solo
vivisezione, ma anche un vero e
proprio uso di sostanze ricavate dagli animali (vivi e morti) e'
ancora diffuso nell'industria
farmaceutica.
Alcune notizie recenti ci fanno capire come questa pratica sia
pericolosa anche per gli esseri umani, non solo mortale per gli
animali usati...
Angier N.C. (USA), 21 dicembre 2007: a seguito di 21 casi di
infezione e altri 20 in Texas, vengono ritirati lotti di sirighe di
eparina contaminate con Serratia marcescens [1]; il 18 gennaio 2008
il richiamo del prodotto riguarda tutto il territorio statunitense.
"Questo tipo di infezione batterica puo' provocare serie conseguenze alla salute che possono condurre a danni
con rischi per la vita e/o morte" [2].
Ottawa (Canada), 11 marzo 2008: sono stati trovati dei contaminanti
(oversulphated condroitin sulphate) in partite di eparina del
produttore B. Braun Medical Inc. E' stato richiesto il richiamo di
questo prodotto.
Washington (USA), 19 marzo 2008: funzionari del dipartimento della
Salute hanno identificato il contaminante dell'eparina associabile
con 19 morti e centinaia di reazioni allergiche. Il prodotto,
commercializzato da Baxter era prodotto in Cina [3].
L'eparina viene ricavata dall'intestino dei maiali e la Cina e' un
fornitore leader a livello mondiale.
La diffusione degli ingredienti animali nell'industria farmaceutica.
Notizie come queste raramente compaiono sulle prime pagine dei
giornali, ma NON sono affatto dei casi eccezionali.
E' noto che la medicina tradizionale cinese, come moltissime altre
medicine tradizionali, oltre a fare un largo uso di piante e
principi attivi di origine vegetale e minerale, utilizza anche molte
sostanze tratte dagli animali (da circa 1500 specie[4]), e il
tristemente noto caso della bile ricavata dagli orsi e' solo un
esempio eclatante.
Ma anche la nostra tecnologica industria farmaceutica utilizza
diversi componenti di origine animale. La "materia prima" puo'
provenire da diverse fonti come:
- scarti di macellazione
- animali provenienti dagli allevamenti intensivi per
l'alimentazione umana
- animali prelevati dai loro ambienti naturali
- animali creati tramite manipolazione genetica in laboratorio
Secondo il World Healt Organization, tra i 252 principi attivi
essenziali l'8.7% arriva dagli animali, e il commercio mondiale di
parti di animali per uso farmaceutico ammonta a miliardi di dollari
[4].
Alcuni esempi. Oltre all'eparina, dai bovini e dai maiali
vengono estratti i surfactanti, che sono alla base di farmaci per
diversi tipi di sindromi respiratorie; dal pancreas dei maiali,
oltre l'insulina estensivamente usata per i diabetici, si estraggono
anche degli enzimi usati nella cura dei pazienti con fibrosi
cistica; gli anticorpi monoclonali provengono in gran parte da
ascite indotta in topi, conigli e altri animali .
In molti casi, anche quando esistono alternative di sintesi (e' il
caso dell'insulina, e degli anticorpi monoclonali, per esempio), si
continua ad usare, seppure in misura ridotta, l'analoga sostanza di
origine animale [5].
Ma se l'insulina umana e gli anticorpi monoclonali non ottenuti da
animali costituiscono esempi positivi, e in tanti altri casi
esistono o sono in corso ricerche di alternative non animali, ci
sono altre ricerche che invece investigano sugli animali di ogni
specie (rettili, lucertole, ragni, rane, pesci, ecc) per individuare
nuove sostanze farmacologiche [6].
Una pratica pericolosa anche per la salute umana.
La pratica di utilizzare sostanze di origine animale come base per
farmaci ad uso umano non ha solo ovvie implicazioni di natura etica,
ma presenta anche dei fattori di rischio importanti.
Per il tipo di processo produttivo e la variabilita' della materia
organica di base, questi farmaci possono presentare delle variazioni
in termini di efficacia e sicurezza. Le contaminazioni possono
essere le piu' varie e non sempre riscontrabili in base ai
protocolli vigenti. L'utilizzo di componenti animali, e il discorso
vale a maggior ragione per l'utilizzo di interi organi (xenotrapianti),
e' comunque sempre foriero di incognite non predeterminabili.
"Ogni volta che preleviamo un tessuto o
un estratto di tessuto da una specie e lo portiamo in un'altra
corriamo il rischio di introdurre patogeni che non conoscevamo e che
possono causare dei problemi anche a distanza di tempo"
e' quanto afferma il Dr. Paul Brown, ricercatore del U.S. National
Institutes of Healts.
Ma perche' allora si continua a ignorare un elementare principio di
precauzione ?
Perche' la ricerca non punta decisamente al raffinamento delle
attuali tecniche e all'individuazione di tecniche nuove, per la
produzione di composti alternativi di sintesi ?
Perche' gli organi normativi, pure consci dei rischi per la salute
pubblica, non favoriscono queste innovazioni ?
Forse le risposte sono le solite... (BUSINESS).
Fonti:
[1] MedPage, Contaminated Heparin Syringes Recalled, 21 dicembre
2007
[2] MedDesktop AM2 PAT, Inc. Issues Nationwide Recall of All Lots
and All
Sizes of Pre-Filled Heparin and Normal Saline Flushes, 23 gennaio
2008
[3] C-Health, FDA identified contaminant suspect in heparin, 19
marzo 2008
[4] J Ethnobiol Ethnomed, Why study the use of animal products in
traditional medicines?, 30 agosto 2005
[5] Health Canada, Insulin Products, dicembre 2006
[6] MedicineNet, Wonder Drugs Using Pharmazooticals, gennaio 2005
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Improvvisi sanguinamenti, macchie,
rossori o altri danni cutanei, ipotensione o ipoglicemia.
"Questi i piu' comuni effetti collaterali dei farmaci, che
spingono circa 400 italiani al giorno al ricovero in ospedale".
Lo spiega Silvio Garattini, direttore dell'Istituto Mario Negri di
Milano, che proprio di questi argomenti ha parlato al Forum 'In
salute oggi' tenutosi all'Università' Statale, nel capoluogo
lombardo.
“Tanti sono, secondo dati del ministero della Salute, i ricoveri
legati all'uso dei medicinali nel nostro Paese. Problemi, pero', che
il semplice buon uso dei farmaci non puo' evitare", ha detto
l'esperto.
La categoria più a rischio di incappare in effetti indesiderati e'
composta dagli anziani, prosegue il farmacologo, "perchè
prendono piu' medicinali. C'e' poi chi vi incappa per 'colpa' di un
peculiare corredo genetico".
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Prodotto in una fabbrica
cinese MAI controllata, l'anticoagulante sospeso negli Usa
Eparina di Baxter International: centinaia di reazioni
allergiche, quattro morti sospette, istituzioni latitanti.
Una settimana fa, la casa farmaceutica Baxter International
aveva deciso il blocco della produzione delle fialette multi
dose di eparina negli Stati Uniti, dopo che dalla fine del 2007
la Food and Drug Administration (FDA) aveva ricevuto 350
segnalazioni di reazioni allergiche, il 40% delle quali serie,
e di quattro morti sospette, verificatesi soprattutto tra
pazienti sottoposti a dialisi o a operazioni cardiache.
Usa, ombre cinesi sulla pillola abortiva
RU 486
Produttore di antimurali contaminati esporta la pillola in
America
Circa 200 malati di cancro sono rimasti paralizzati o vittime
di dolori alle gambe, dopo iniezioni di un farmaco contro la
leucemia, il metotrexate, prodotto in un laboratorio
contaminato.
E' successo lo scorso agosto in Cina e l'allarme si è diffuso
ora negli Stati Uniti, perché la casa farmaceutica responsabile,
Shanghai Hualian, è l'unica fornitrice, negli Usa, della pillola
abortiva RU 486.
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Malati
di farmaci. Come difendere la propria salute dalle medicine inutili
e PERICOLOSE
Siamo sicuri che i benefici di
quella pasticca antiipertensiva che prendiamo tutte le mattine
valgano i suoi fastidiosi effetti collaterali ? Perché il medico
prima di prescrivermi l'antibiotico non mi ha chiesto se stavo
assumendo altre medicine ?
Perché quel nuovo farmaco antiallergico costa più di quell'altro
che ha lo stesso principio attivo ?
I farmaci generici sono sicuri quanto i farmaci di marca ?
La mia leggera patologia necessita di una terapia farmacologica
?
Perché ci dobbiamo curare con farmaci sempre più costosi quando
esistono alternative altrettanto efficaci a un costo molto più
basso ?
A queste e a molte altre domande sulla salute prova a rispondere
questo manuale. Dallo strapotere dell'industria
farmaceutica all'uso strumentale delle ricerche sui nuovi
farmaci, dall'abilità degli informatori alla "complicità"
di medici, dalle carenze legislative alla timida soggezione dei
pazienti davanti al medico, nessun momento della "filiera del
farmaco" è trascurato dalla critica documentata dell'autore
del libro, il quale contiene inoltre un aggiornato elenco dei
farmaci che non danno alcun beneficio o che sono addirittura
dannosi.
By Mauro Di Leo - Editori Riuniti
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È molto istruttiva la debacle che le
case
farmaceutiche hanno dovuto subire con gli antinfiammatori di seconda
generazione (rofecoxib, colecoxib,
etoricoxib, parecoxib, valdecoxib).
- Scoperta dei due tipi di cicloossigenasi.
- Tentativo di sfruttare le proprietà del secondo tipo per immettere
sul mercato farmaci che non avessero problemi di gastrolesività.
- Sponsorizzazione di ricerche in tutto il mondo per promuovere i farmaci.
- Le ricerche, stiracchiando i dati, mostrano che i nuovi farmaci
sono sì un po' meno potenti, ma danneggiano un po' meno lo stomaco.
- Il 30 settembre 2004 la Merck Sharp & Dohme ritira volontariamente
dal mercato mondiale i medicinali a base di rofecoxib (in Italia
Vioxx, Arofexx, Coxxil, Dolcoxx, Dolostop e Miraxx) a causa di un
aumento del rischio di eventi cardiovascolari gravi, osservato nel
corso di una sperimentazione clinica condotta per una indicazione
terapeutica (poliposi recidivante in pazienti con storia di adenoma
del colon-retto) diversa da quelle approvate a livello
internazionale.
- Nel 2005 la Pfizer ritira dal mercato europeo il Bextra (valdecoxib),
sempre per gravi effetti collaterali.
- L'Agenzia italiana del Farmaco rinnova l'invito a non usare
farmaci antinfiammatori di seconda generazione ancora in commercio (Artilog,
Celebrex, Solexa, Algix, Arcoxia, Tauxibin, Dynastat) in chi ha
problemi cardiovascolari (infarto, ictus), è obeso, ha il
colesterolo alto, è un forte fumatore, ha problemi alle arterie o
alle vene delle gambe.
La speranza di avere farmaci potenti e senza effetti collaterali
sembra dunque svanita. I coxib saranno comunque impiegati in
particolari importanti patologie, ma non potranno diventare un punto
di riferimento per la terapia antinfiammatoria generica.
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A chi sta a cuore davvero la sicurezza dei medicinali
? - 26 Giugno 2007
E’ sempre più difficile, per la ricerca clinica, dimostrare
l’efficacia di nuovi farmaci; molto più spesso, gli studi
evidenziano pericoli inattesi o sospettati dei medicinali. Forse
anche per questo, l’industria è più prudente nell’avviare ricerche
post marketing: lo sottolinea un Editoriale del Bollettino di
informazione sui farmaci (1)
che, a sua volta, riprende i dati pubblicati da Jeffrey Avorn sul
New England Journal of Medicine (2).
Allo stesso tempo, le ricerche cliniche intraprese sono interrotte
sempre più spesso: non appena si siano manifestati effetti positivi
su end point troppe volte di importanza secondaria o irrilevanti per
la salute del malato. Si chiude lo studio e si dà il via a una
campagna mediatica rivolta sia ai prescrittori, sia ai cittadini,
con la compiacenza della grande stampa.
Stiamo vivendo un momento molto delicato:
da alcuni segnali, sembra che una parte dell’industria punti a
delegittimare le autorità regolatorie (3)
la cui organizzazione non sempre è preparata a gestire la
farmacovigilanza
(“Per ogni sette dipendenti dell’FDA impiegati nell’attività di
approvazione dei farmaci, ce n’è uno che lavora alla sicurezza post
marketing”) (4).
Anche l’editoria medica più qualificata adotta una prudenza
sospetta: mentre gli Annals of Internal Medicine disinnescano con un
articolo di Steven N Goodman (5)
una nuova, motivata critica di autori prestigiosi alla cattiva
abitudine del “trial interruptus” (6),
Lancet disapprova la metanalisi di Nissen e Wolsky sul rosiglitazone,
uscita sul NEJM (7),
suggerendo “un approccio più calmo e ponderato” al problema (8).
Che il sito della GlaxoSmithKline sostenga che la metanalisi “non è
il modo più rigoroso per raggiungere conclusioni certe sugli effetti
indesiderati dei farmaci” può far sorridere (quale altro dovrebbe
essere: guardare nella palla di vetro?), se non ci fossero di mezzo
le vite di milioni di pazienti; lascia sconcertati, invece, che la
più antica rivista inglese di medicina scriva che una metanalisi
curata da un’indiscussa firma indipendente della Medicina
internazionale è un metodo precipitoso ed imprudente per affrontare
la questione.
Steve Nissen viene accusato di “fare politica” oggi, così come la
faceva negli anni Sessanta da studente della University of Michigan
da giovanissimo leader del movimento pacifista (9).
“Apparentemente, la ricerca medica seria non dovrebbe essere
sottoposta alla peer review da parte della maggioranza parlamentare
Democratica”, ha osservato con malignità il Wall Street Journal in
un Editoriale intitolato “Political Peer Review” (10).
“E’ in corsa per la direzione della Food and Drug Administration”,
sostiene il Boston Globe. Chi se lo augurerebbe deve però rinunciare
all’idea: “Non sono in corsa per nulla, risponde Nissen, e sono
molto contento di dirigere la divisione di Medicina cardiovascolare
della Cleveland Clinic” (11).
A proposito di Cleveland Clinic, c’è anche chi accusa Nissen di
sollevare polveroni sui farmaci solo per fare pubblicità alla sua
Istituzione: “è apparsa decine di volte sulle televisioni di tutto
il mondo”, anche grazie ad un set televisivo approntato sullo stesso
piano dello studio del cardiologo (12).
La storia non è destinata ad esaurirsi in breve; certamente, è
necessaria più ricerca indipendente, anche perché l’industria ne
promuoverà sempre meno con l’aumentare dei controlli e con il
crescere della consapevolezza da parte dei medici delle sempre più
gravi distorsioni che condizionano gli studi da lei finanziati.
By Carlo Fudei
Bibliografia
1. Editoriale. C’è bisogno di un nuovo modello regolatorio ? Bif
2007; 2: 49-50.
2. Avorn J. Paying for drug approval. Who’s using whom ? NEJM 2007;
356: 1697-700.
3. Epstein RA. Overdose: How excessive government regulations
stifles pharmaceutical innovation. New Haven: Yale University Press,
2006.
4. Surowiecki J. A drug on the market. The New Yorker 2007; June 25.
5. Goodman SN. Stopping at nothing? Some dilemmas of data monitoring
in clinical trials. Ann Intern Med 2007;146:882-7.
6. Mueller PS, et al. Ethical issues in stopping randomized trials
early because of apparent benefit. Ann Intern Med 2007;146:878-881.
7. Nissen SE, Wolsky K. Effect of Rosiglitazone on the risk of
myocardial infarction and death from cardiovascular causes. NEJM
2007;356:2457-71.
8. Editorial. Rosiglitazone: seeking a balanced perspective. Lancet
2007;369:1834.
9. Peck P. At the center of rosiglitazone storm, Steven Nissen, MD,
focuses on safety. MedPageToday.com, May 25,2007. Disponibile a:
http://www.medpagetoday.com/Cardiology/CoronaryArteryDisease/tb/5776
10. Editoriale. Political peer review. Wall Street Journal, June 18,
2007.
11. The media, the man, and his message: Nissen seeks to refocus
scrutiny on rosiglitazone. June 21, 2007. Disponibile a:
www.theheart.org
12. Cortez MF. Nissen, king of hearts, finds Glaxo, Merck sdrug
risks. Bloomberg News, May 24, 2007. Disponibile a:
http://www.bloomberg.com/apps/news?pid=newsarchive&sid=aFiT9xyeuXJ8
Tratto da:
http://www.pensiero.it/news/news.asp?IDNews=441
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
La
notizia proviene dal secondo congresso mondiale su “Vaccini e
anticorpi (farmaci) prodotti in pianta”, che ha visto riuniti nei giorni
scorsi a Verona 150 studiosi provenienti tutto il mondo per fare il
punto sulle nuove prospettive di terapie offerte dalle recenti
scoperte del cosiddetto Molecolar Farming, il metodo di ricerca
biotecnologica che utilizza sistemi vegetali per la produzione di
molecole farmaceutiche.
Commento NdR: questa puo’
essere una strada da percorrere, in quanto porterebbe alla
produzione di vaccini e farmaci non di sintesi. Ma quello che questi
medici e ricercatori allopati NON
sanno o NON vogliono capire e’ che TUTTE le malattie partono
e nascono dagli ERRATI stili di Vita e
non nascono per la mancanza o
l’eccedenza di una sostanza…o
per un virus od un batterio
....!
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In Italia la spesa sanitaria (nel 2004) e' ormai fuori controllo ed e'
aumentata dal 1999 del 65% + quella privata che e' arrivata al
20%
di aumento.
Le cifre sono da
capogiro e vanno in tasca al 60% alle case farmaceutiche, il resto
alle
varie strutture
che lavorano
con la sanita' pubblica....
ed intanto gli
Stati si
indebitano oltre modo....... i
cittadini pagano tasse elevate
e si ammalano
per le malattie INDOTTE dai farmaci utilizzati !
Un rapporto della Federal Trade
Commission (FTC) statunitense denuncia che negli ultimi due anni è
ripresa la pratica, da parte delle
case farmaceutiche produttrici di
medicine coperte da brevetti in scadenza, di stringere accordi con i
produttori di farmaci generici, al fine di ritardare la messa sul
mercato, in cambio di pagamenti per milioni di dollari,
della versione generica dei farmaci originali, contenenti lo stesso
principio attivo.
Fonte:
http://www.rsinews.it
Legami segreti tra
organizzazioni di pazienti e
compagnie farmaceutiche:
Fonte: Inchiesta del Philadelphia Inquirer, il quotidiano
statunitense The Philadelphia Inquirer ha pubblicato
un'inchiesta sui legami quasi mai dichiarati di sei
organizzazioni non-profit, che affermano di agire
nell'interesse dei pazienti di altrettante malattie, e delle
compagnie farmaceutiche.
Le sei organizzazioni, lo scorso anno hanno ricevuto
complessivamente 29 milioni di dollari in donazioni dalle
industrie farmaceutiche.
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Italy: Farmatrame e farmaci
generici !!!
Altro che libri gialli di fantapolitica industriale; se vi
piacciono i libri di tensione, intricati ed intriganti,
prima di addormentarvi leggetevi questa relazione
dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM)
sulle azioni di controllo e repressione del malcostume nel
mercato farmaceutico.
Neanche Farmindustria si è salvata, a dimostrazione che la
deontologia è una virtù strettamente legata al grado di
elasticità che gli si vuole attribuire.
Secondo l'Autorità, Farmindustria avrebbe tramato per
bloccare la diffusione dei farmaci generici in Italia...ed
altro ancora.
Per fortuna su questi documenti non sono
ancora riusciti a porre il...segreto di Stato.
Segue articolo :
www.informatori.it/informatori/farmatrame.htm
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In DRASTICO
AUMENTO i DECESSI da FARMACI su RICETTA MEDICA
Secondo i Cenlers for Disease Control and Prevention (CDC), negli
USA l'avvelenamento da farmaci su ricetta
è diventato la seconda principale causa di
morte preterintenzionale.
Secondo il Morbidily and Mortality Weekly/tepori (9 febbraio 2007)
dei CDC, i ricercatori hanno rilevato che i decessi da farmaci su
ricetta sono salili dal 4,4 per 100.000 persone del 1999 al 7,1 per
100.000 del 2004.
Tale incremento rappresenta un'escalation da 11.000 a quasi 20.000
individui nell'arco di un quinquennio.
Dei 20.000 deceduti, più di 8.500 - il doppio dei corrispettivi del
1999 - sono morti a causa di "farmaci
diversi e non specificati", I decessi dovuti a farmaci
psicoterapeutici, quali antidepressivi e sedativi, sono pressoché
raddoppiati, da 67] a 1.300.
Mike Adams, difensore del diritto alla salute del consumatore nonché
esplicito critico delle
aziende farmaceutiche, ha
dichiarato che l'industria farmaceutica
sta impunemente uccidendo cittadini
statunitensi.
Secondo le sue parole: "L'industria farmaceutica nel suo
complesso, comprendente i colossi farmaceutici monopolistici
e la
FDA [Food and Drug Administration), loro collegata nella
cospirazione, è palesemente diventata la singola principale minaccia
per la salute e la sicurezza della popolazione statunitense.
Tuttavia la FDA continua ad imporre come non mai sempre
più farmaci ad un numero sempre più consistente di cittadini,
con la concomitante presunzione che questi farmaci siano sicuri ed
efficaci quando, in realtà, non sono né l'una né l'altra cosa.
L'industria farmaceutica odierna
costituisce una imponente frode perpetrata a danno del
popolo degli Stati Uniti, sorretta da procedure commerciali
illegali, operato monopolistico ed una vera e propria
condotta criminale da parte della
FDA."
Fonte: NewsTarget, 22 febbraio 2007,
http://www.newstarget.com
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Quanti morti ci
vogliono, perché un farmaco venga ritirato dal mercato ?
C'è da fidarsi del foglietto illustrativo - chiama a
proposito "bugiardino" ?
Swissmedic, l'autorità svizzera che vigila sui farmaci, è
indipendente dall'industria
farmaceutica ?
Siamo in Svizzera, la patria di molti colossi farmaceutici,
da Roche a Novartis.
L'inchiesta documenta, attraverso quattro storie di farmaci
scomodi, i meccanismi del mercato farmaceutico, le modalità
della sorveglianza e dell'informazione al paziente.
Nel servizio anche le testimonianze delle vittime di farmaci
regolarmente omologati dagli organi preposti, il loro
calvario legale contro i colossi dell'industria farmaceutica
e il parere di medici e ricercatori sulla credibilità di un
mercato sul quale pesano crescenti interrogativi.
Un'inchiesta scomoda, che nelle televisioni italiane
probabilmente non vedremo mai.
Guarda il video [durata: min. 47.44]
http://tinyurl.com/ybtrq2
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Il
ROSIGLITAZIONE, USATO per il DIABETE DANNEGGIA le OSSA -
Associato ad aumentato
rischio osteoporosi, oltre al rischio cardiovascolare.
Roma, 2 dic. (Apcom) - Un medicinale comunemente usato per il
diabete può avere effetti negativi sulle ossa.
La forza che caratterizza le ossa è data dal mantenimento di un
equilibrio dinamico tra processi di formazione e demolizione e cioè
tra l'attività delle cellule che disgregano la sostanza
intercellulare calcificata dell'osso, osteoclasti, e le cellule
coinvolte nella produzione della matrice ossea, gli osteoblasti Ora,
secondo una ricerca di Ron Evans e colleghi, Salk Institute for
Biological Studies, La Jolla, CA, Usa, che sarà pubblicata domani su
Nature Medicine, un medicinale a base del principio attivo
rosiglitazone, indicato per migliorare la risposta all'insulina di
pazienti con diabete mellito di tipo II, mette in pericolo questo
equilibrio in quanto sarebbe associato ad un aumentato rischio di
frattura delle ossa a causa della sua azione inibitoria sugli
osteoblasti.
Su
topolini di laboratorio i ricercatori avevano visto che
somministrando agli animali il medicinale si provocava una
maturazione esagerata degli osteoclasti, a riprova che l'assunzione
dei tiazolidindioni, tutti quei farmaci ai quali appartiene anche il
rosiglitazone, possono causare fratture alle ossa.
Per
verificare l'azione della molecola, Evans e colleghi hanno inibito
l'azione di un gene che codifica il bersaglio molecolare del
rosiglitazone, la proteina PPAR-gamma, proprio nelle cellule nelle
quali maturano gli osteoclasti ed hanno scoperto che senza la
proteina si danneggia la loro differenziazione e si provoca un
ispessimento della massa ossea.
Se al contrario, veniva somministrato il farmaco per attivare la
proteina PPAR-gamma, si induceva un'attività maggiore degli
osteoclasti e, quindi, un assottigliamento dell'osso. Questo vuol
dire, dicono gli scienziati, che usare per lungo tempo rosiglitazone
può portare all'osteoporosi.
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Zombi tra di noi - Attenzione all'Aulin e farmaci simili
-
Due pesi ....due misure !
Era il settembre di un anno fa
(1) quando, il ministero della Salute disponeva il
sequestro della sostanza "cimicifuga
racemosa", perche' sospettata di poter provocare
lesioni epatiche, sotto forma di gravi epatiti,
anche se tali non erano mai state ravvisate, ne'
esisteva una -seppur minima- prova di tale, quale
effetto diretto. Non seguirono barricate, da nessuna
parte, ancor di meno tra quei medici che tale
sostanza la usavano da sempre, contrariamente con
grandi benefici per i loro pazienti. Il sospetto,
era sempre lo stesso, quella dell'invenzione -tante
purtroppo- contro quel mondo ritenuto alieno,
perche' non conforme e conformato, sottomesso dalla
medicina ufficiale.
Quello che fu incredibile e' che non si fecero
ulteriori verifiche e quella preziosa sostanza,
usata da chissa' quanti e quanti decenni con
successo, doveva scomparire, addossandole fantasmi
di cui i medici descrittori di fitoterapia non
ebbero mai a credere, e mai crederanno.
La supponenza nei confronti della Cimicifuga ha
indirettamente assunto volti piu' delineati proprio
in queste ore.
Si e' riportato in vita (ma non era morto, camminava
nelle citta' come uno zombi) un semi-cadavere
chimico, dal nome "nimesulide",
farmaco anti-infiammatorio di sintesi, sicuramente
il piu' diffuso e conosciuto al mondo.
Nel 2006, in Finlandia era stata sospesa la
commercializzazione perche' -e qui con prove
dirette- aveva procurato
gravissime epatiti.
Fu cosi' necessario l'intervento delle autorita' di
controllo, una di queste, la piu' importante,
l'Agenzia Europea del Farmaco.
In Italia, a differenza della pericolosissima "cimicifuga
racemosa", la buona
nimesulide
non fu mai, anche a scopo cautelare, bloccata
nella sua commercializzazione.
L'Agenzia europea, valutando "globalmente" ogni
aspetto della faccenda, ha concluso proprio in
queste ore: "il profilo rischio/beneficio della
nimesulide e' ancora favorevole (a chi ?) ravvisando pero' la necessita' di introdurre delle cautele e
limitazioni d'uso del farmaco, e informare medici e
pazienti del rischio di possibili
eventi avversi a carico del
fegato".
Da ora il vostro medico non potra' prescrivervi tale
farmaco per piu' di 15 giorni. Inoltre, le
confezioni dovranno essere modulate nel numero di
compresse e bustine. Non ci si potra' recare
spontaneamente in farmacia per acquistare il famoso
farmaco, ma si dovra’ esibire la ricetta medica.
L'Aifa (l'Agenzia italiana del farmaco) informera'
ogni medico dei possibili rischi del farmaco. Non
v'e' dubbio, quindi, che le suddette agenzie di
verifica e controllo del farmaco, ritengano la "cimicifuga
racemosa" una sostanza molto piu' pericolosa della
nimesulide.
Anche noi lo crediamo. Resta fermo il fatto che per
la cimicifuga questo non si e' appurato.
La nimesulide corre su
una Ferrari, la cimicifuga si muove con un mulo,
anzi non si muove, e' ferma, e' gia' andata.
Dal lontanissimo 2006, quando la
nimesulide fu sospesa
in Finlandia, al 2007, quando lo scorso maggio in
Irlanda ha cagionato gravissime epatiti, come mai i cittadini sono
stati abbandonati –soprattutto in Italia-, ignari,
soli ed indifesi ?
La cimicifuga racemosa era usata soprattutto in
produzione di preparati fitoterapici, in estratto di
macerati glicerinati. Era
preziosa nel contrasto dei fenomeni legati
alla menopausa ed alla senilita' femminile, molto
contrastata, insieme ai fito-estrogeni, dalle varie
associazioni americane di ginecologia, le stesse che
le abnegano, in nome delle
terapie sostitutive ormonali chimiche,
malgrado queste ultime abbiano dato prova di essere incongrue e pericolose.
By dott. Giuseppe Parisi (medico)
Chi desidera informazioni maggiori, mi puo' scrivere
direttamente:
g.parisi@aduc.it
(1)
http://www.aduc.it/dyn/medicare/art/singolo.php?id=154619
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
I Farmaci contro i
bruciori di stomaco bruciano il cervello ?
I farmaci contro i bruciori di stomaco bruciano il
cervello ?
Secondo uno studio americano, le facoltà cognitive
degli anziani sarebbero danneggiate dall'assunzione
abituale di medicinali contro la pirosi gastrica.
Chi soffre di acidità, di reflusso gastroesofageo o
di pirosi gastrica (bruciore allo stomaco) farebbe
bene a ricorrere a rimedi naturali o, ancor meglio,
a modificare le proprie abitudini alimentari
piuttosto che farsi prescrivere farmaci che possono,
nel lungo periodo, produrre effetti indesiderati
sulla prontezza del suo pensiero e sulla qualità
delle sue facoltà cognitive.
E' questo l'allarmante sospetto avanzato da un
gruppo di studiosi dell'Università dell'Indiana a
Indianapolis, che hanno pubblicato i risultati di
una loro ricerca sull'ultimo numero del Journal of
the American Geriatrics Society (M Boustani et al, J
Am Ger Soc 2007 August, 55(8):1248-1253).
I farmaci incriminati sono i cosiddetti H2As, cioè
gli antagonisti del recettore H2 dell'istamina, e
comprendono prodotti piuttosto diffusi e popolari
come lo Zantac e il Ranidil.
Gli studiosi hanno seguito per cinque anni una
popolazione di oltre 1500 afroamericani di età
superiore ai 65 anni, che avevano capacità
intellettive normali all'inizio della ricerca, e ne
hanno valutato le facoltà cognitive a regolari
intervalli.
I pazienti che avevano subìto lunghi trattamenti dei
loro problemi gastrici con i farmaci Anti H2 hanno
rivelato una probabilità doppia degli altri di veder
deteriorate le proprie facoltà cognitive nel corso
dello studio.
La correlazione è oltremodo significativa e molto
allarmante, considerando l'enorme diffusione di
questi farmaci. Nel 2005 si sono avute 16 milioni
di prescrizioni di farmaci anti H2 nei soli Stati
Uniti, e qui in Italia, è ormai invalso l'uso del
termine "l'esercito dei reflussisti" per indicare la
vastità di persone che ricercano questo tipo di
prodotti anziche’ le cause del loro malessere.
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MEDICINA - ALCUNI FARMACI DIABETE
CAUSANO
ARRESTO CARDIACO -
Accuse scienziati (UK) ad
Avandia e
Actos dopo avvio indagini Usa
Roma, 27 Lug. 2007 (Apcom) - Alcuni diffusi farmaci per la cura del
diabete
aumentano il rischio di arresto cardiaco.
Lo sostiene un
gruppo di scienziati britannici, in un articolo pubblicato oggi.
Nel mirino degli studiosi - si legge sul sito online del
quotidiano The Guardian - sono finiti Avadia e Actos: due
farmaci assunti lo scorso anno da centinaia di migliaia di
pazienti, per lo più sovrappeso.
Un malato su 50 tra quelli che assumono i medicinali
'incriminati' - si legge nell'articolo, pubblicato sulla rivista
Diabetes Care - è ricoverato per arresto cardiaco nel giro di 26
mesi a partire dall'inizio della cura.
Ieri un agenzia del governo americano garante della sicurezza
dei medicinali ha incaricato una commissione di esperti di
valutare un eventuale divieto di vendita per Avandia, un farmaco
prodotto dalla società britannica GlaxoSmithKline a base di
rosiglitazone.
Prodotto dalla giapponese Takeda Pharmaceuthical, Actos è invece
a base di pioglitazone.
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Farmaci a base di Pergolide ritirati negli USA, in Italia NO !!!
In Italia restano in commercio - L'AIFA sa dei danni dal 2004.
Negli Stati Uniti, l'FDA ( Food and Drug Administration ) ha
informato del ritiro, deciso dai produttori, dei farmaci a base
di Pergolide a causa dell'elevato rischio di gravi danni
valvolari.
I prodotti che stanno per essere ritirati sono Permax (in
Italia la Pergolide è venduta con il nome di Nopar) e due
versioni generiche.
La Pergolide è un agonista della domanina, impiegata assieme
alla Levodopa e alla Carbidopa per il trattamento dei sintomi (tremori e lentezza dei movimenti) della malattia di Parkinson.
Nel 2006 negli Stati Uniti 12000 pazienti hanno assunto farmaci
a base di Pergolide.
Due recenti studi clinici, pubblicati sul
The New England
Journal of Medicine, hanno confermato precedenti scoperte
associate all'uso della Pergolide, con un'aumentata incidenza di
rigurgito della mitrale, della tricuspide e delle valvole
aortiche cardiache.
Il rigurgito valvolare si manifesta con brevità del respiro,
fatica e palpitazioni cardiache.
Fonte: FDA, 2007Neuro2007 Cardio2007 Farma2007
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Accutane, farmaco anti-acne di
Hoffman-La Roche: prima condanna a
2,6 milioni di dollari.
Gravi danni intestinali per un 36enne. La multinazionale ricorre in
appello
Un tribunale statunitense del New Jersey ha condannato la casa
farmaceutica Hoffman-La Roche a risarcire 2,5 milioni di dollari,
oltre al rimborso di 119.000 dollari di spese mediche, ad un uomo di
36 anni, che un anno dopo aver iniziato ad utilizzare il farmaco
anti-acne Accutane nel 1995, si ammalò di gravi disturbi
intestinali, che hanno reso necessaria l'asportazione completa del
colon, e conseguente diarrea cronica.
Nella diffusa convinzione sulla sua innocuità, il farmaco anti-acne
è stato prescritto con leggerezza.
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Bayer "ha venduto farmaci a rischio
Aids"
In Giappone, a Hong Kong, in Argentina e a Taiwan centinaia di persone
sono morte di Aids - gli ultimi nel '96 - per aver assunto farmaci che
li avrebbero dovuti aiutare a curare l'emofilia. Questa la denuncia
del «New York Times», che nell'edizione di ieri accusa senza mezzi
termini l'azienda farmaceutica Cutter Biological, segmento del gruppo
tedesco Bayer, di non aver ritirato dai mercati asiatici e
latinoamericani il «Factor VIII Concentrate».
Negli
anni 1980 negli USA uno scrittore (A. Hailey) commercializzo' un libro che
denunciava il modo di funzionare della sanita' e delle
industrie
farmaceutiche americane: dal conflitto di interessi fra medicina ed
industria farmaceutica, le pressioni delle Lobbies di quelle industrie, i
mancati controlli sui farmaci e
vaccini che
sono divenuti strumenti di
morte, gli studi sui farmaci falsificati e controllati dalle stesse
industrie, la collusione fra FDA e Lobbies farmaceutiche.. ecc.
Da quegli anni NULLA e' cambiato, anzi tutto sta peggiorando non solo
negli USA, ma anche in tutte le nazioni del mondo che stanno legiferando
solo per favorire le multinazionali.....la dittatura sanitaria ed
alimentare (OGM) avanza sempre piu' ....e
TU
cosa fai per contrastare questi
CRIMINALI ben organizzati ? se non li ostacoli, vuol dire che
sei consenziente, quindi NON ti lamentare !, ma se ti opponi, forse
qualche cosa puoi far cambiare per invertire la rotta...
Ogni mese molti farmaci vengono ritirati dal commercio nel mondo, pur
essendo stati precedentemente controllati dagli "organi
preposti" (FDA in testa), che pero' sono sempre piu' attente ed al
servizio delle multinazionali dei farmaci piuttosto che ai benefici dei
consumatori......
FIDATI ! .....Gli esperti
siamo noi - Shelton Rampton e John Stauber,
pagine 290
"Questo libro sconvolgente ci mostra le tecniche più nascoste
utilizzate dai PR delle multinazionali, per cui esperti e ricercatori
di ogni livello e categoria vengono comprati nei modi più diversi.
Illuminante"
By Jeremy Rifkin
Ogni giorno ci
affidiamo agli "esperti" per decidere chi votare, come allevare
i nostri figli, cosa mangiare.
Li guardiamo in tv, li ascoltiamo alla radio, leggiamo le loro
opinioni sulle riviste e giornali. Ci fidiamo di loro: li
riteniamo autorevoli.
Ma questi esperti sono stati selezionati e meticolosamente
addestrati per sembrarci tali....da chi ? ma dalle
imprese
farmaceutiche che controllano e
sponsorizzano, nei vari
stati del mondo: Ministeri
della sanita', Istituti sup. di sanita',
Universita', Ordini dei medici,
Baroni della medicina, ed
infine i medici....indottrinati
!
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PRODUTTORI
di VACCINI
e FARMACI:
Ecco come ci ingannano e cosa possiamo fare per
contrastarli:
http://tinyurl.com/45ocy
http://www.nybooks.com/articles/17244
Il libro di Marcia Angell; non e’ una qualunque... e’ il direttore
capo del New England Journal of Medicine !!!
http://www.nybooks.com/authors/10553
http://www.hms.harvard.edu/dsm/WorkFiles/html/people/faculty/MarciaAngel.html
(cit.) "There is
no question in my mind that medical researchers, educators,
and clinicians
have been corrupted by their close and lucrative ties to industry"
http://www.nybooks.com/articles/17649
"We certainly are in a health care crisis"
http://www.pbs.org/healthcarecrisis/Exprts_intrvw/m_angell.htm
http://www.giulemanidaibambini.org/ricercascientifica.html
-
http://www.soschild.org/
Data Base Europeo, sui danni degli PsicoFarmaci sui giovani
http://www.malasanita.it/
Dove rivolgersi per la malaSanita’
Chi
continua a negare l'evidenza
a questo punto non può che essere un complice delle
ditte farmaceutiche
!
vedi:
Influenza Suina
Curiosità
sulla
NESTLE'
Come ripetutamente segnalato dall'UNICEF la Nestlé viola il
codice internazionale redatto dall'Organizzazione Mondiale
della Sanita che proibisce la promozione dell'uso di latte in
polvere per I'alimentazione dei neonati...
Bisogna sapere che nelle società povere e malnutrite, con
scarsa igiene, i bambini allattati
artificialmente sono 25 volte più esposti alla morte di
quelli allattati al seno.
Il
Premio Nobel DARIO FO ha sparato a zero contro la Nestlé,
responsabile di aver diffuso in Africa il latte in polvere:
"Hanno compiuto una strage infame dicendo che andavano
a salvare l'umanitàˆ. Ma sono andati solo per interesse di
mercato".
Padre PIER MARIA MAZZOLI (direttore del mensile Nigrizia) ha
presentato il punto di vista dei missionari che esprimono
forti perplessità e disaccordo sulla politica delle
multinazionali:
Dal Monte: frutta, De Beers: diamanti
Shell: petrolio, ma Nestlé in particolare perché è
una delle più potenti con una affermata presenza in Africa.
BEPPE GRILLO ha attaccato le multinazionali della chimica e i
brevetti di tutte le nuove forme di vita. Sapete cos' e la Novartis
? E un'azienda nata dalla fusione di Ciba e Sandoz.
La Ciba ha prodotto in Giappone un farmaco che nel
primo mese ha fatto 30 morti e tremila un anno dopo.
La Sandoz ha invece il premio per i pesticidi: ha
gettato tonnellate di rifiuti tossici nel Reno, dandoci i
“pesci-diesel".
Ciba e Sandoz insieme ? E come se Toto Riina e Pacciani si
fossero associati per creare un asilo per bambini".
ed INOLTRE una delle ultime azioni contro tutti noi e
stato quello di far passare la possibilita' di etichettare
come cioccolato, prodotti fatti anche senza il cacao, pensate
un po'...! .. e d'altra parte, cosi facendo si abbassano ancor
più i prezzi pagati ai contadini del sud del mondo produttori
del vero cacao.
Buon boicottaggio... a tutte queste multinazionali !
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Pazienti trattati con Avandia
(rosiglitazone maleato) un diffuso farmaco per il diabete, secondo una metanalisi statistica condotta su 42 studi clinici, sarebbero soggetti a un significativo
aumento di rischio di infarto, e a un aumento di rilevanza statistica "borderline" del
rischio di morte per altre malattie cardiovascolari.
Fonte giornalistica: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=179875
Studio originale: http://content.nejm.org/cgi/content/full/NEJMoa072761v1
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ASTENERSI dai MEDICINALI DIVENTERA' un
CRIMINE
By Samuel Walker - Pubblicato dal Detroit News, 11 Gennaio 2001 -
Titolo originale: "Drug Evasion"
Nel 1971, George Lucas produsse il suo primo film, un capolavoro
anti-utopistico intitolato "THX-1138".
Una caratteristica particolarmente interessante di THX (che era il
nome del protagonista del film) è quella che, nella società
concepita da Lucas, "non assumere farmaci è
un crimine".
"L'umore
placido" di questa società, essenziale al suo funzionamento, è
indotto dai farmaci. Chi si rifiuta di assumere la dose quotidiana,
viene visitato da robot-poliziotti che danno un nuovo significato al
termine Agenzia per la Diffusione delle Medicine. Ricordo di esser stato
particolarmente colpito da una fila di bambini dagli occhi inespressivi,
in grembiuli bianchi, che venivano condotti attraverso un atrio da un
poliziotto-robot con la faccia cromata, nel quale sembrava essi
riponessero la massima fiducia. Tutti avevano una flebo conficcata nelle
loro esili braccia.
Gli
ammonimenti sui pericoli dell'uso della scienza, quando tale uso è
mirato al controllo del comportamento dell'umanità, non sono nuovi;
compaiono anche nel "Brave New World" di Aldous Huxley, nel
"1984" di George Orwell, e nel "This Perfect Day" di
Ira Levin. Ciò che invece è nuovo è che il futuro è già qui, e che
gli ammonimenti sembrano essere stati ignorati.
Dai
quattro milioni ai sei milioni di bambini americani ricevono, a scuola,
dosi quotidiane di un potente farmaco chiamato Ritalin.
A questi vivaci
ragazzini, soprattutto maschietti, è stata diagnosticato l'ADHD (Attention
Deficit Hyperactive Disorder, N.d.T.), cioè una malattia che provoca
disturbi dell'attenzione e iperattività; una serie di
"sintomi" che vengono sempre più attaccati dalla scienza
onesta per la loro vaghezza, e per il pericolo di giustificare con essi
l'abuso degli interventi sul controllo dei comportamenti.
Il farmaco non favorisce l'apprendimento.
La dottoressa Rosemary Tannock,
dell'Ospedale pediatrico di Toronto, afferma che il Ritalin non ha né
effetto sulla memoria a breve termine dei bambini, né sui processi
fonologici necessari per leggere.
Quest'anno, sia l'Archivio di
Psichiatria Generale, sia gli Istituti Nazionali di Sanità hanno
condotto studi che mettono fortemente in dubbio l'efficacia del Ritalin
quale cura del benché minimo "disturbo" infantile; esso serve
soltanto a tenere i bambini in silenzio, e fermi sulle loro sedie.
Altri
numerosi studi affermano che il Ritalin è notevolmente efficace per
realizzare solo quello che una buona maestra di vecchio stampo
otterrebbe con una semplice occhiata.
Secondo
Steven Ingersoll, presidente dello Smart Schools Inc. di Brighton, che
dirige quattro scuole private, "L'effetto è che il bambino si
muove di meno, ed è meno incline a stimoli competitivi".
Ingersoll
afferma che il 22 percento degli studenti erano trattati con il Ritalin
quando egli assunse la presidenza di una scuola nel 1996. Quello stesso
anno, gli studenti della quarta classe risultarono tra gli ultimi agli
esami distrettuali. Tre anni più tardi, meno dell'uno percento dei
bambini veniva trattato con il Ritalin, e il 100 percento degli studenti
di settimo grado (gli stessi studenti della quarta di tre anni prima) si
classificarono ai primi posti degli esami statali in lettura e
matematica. Sebbene Ingersoll creda che sia piuttosto la televisione che
abbia giocato un ruolo importante nei casi di deficit di attenzione, è
convinto che non sono certo le droghe ciò di cui i bambini abbiano
bisogno.
Secondo
l'Agenzia sulla Diffusione delle Medicine statunitense, il Ritalin è un
potente eccitante che presenta molti degli effetti farmacologici delle
amfetamine, delle metamfetamine e della cocaina.
Come ci si poteva
aspettare, il Ritalin viene ora rubato agli infermieri, e dalle
infermerie scolastiche, e venduto nelle strade per gli effetti che
provoca.
Ciò
che è più allarmante sono recenti rapporti provenienti da New York e
da altre città, nei quali appaiono casi di bambini trattati con Ritalin
nei quali, quando i genitori mettono in discussione la terapia, le
autorità intervengono per risolverli.
In
una recente testimonianza al Congresso, il Dott. Peter Breggin, autore
di: "Ritalin: ciò che i dottori non dicono sugli eccitanti
pediatrici", afferma bruscamente:
"I genitori... subiscono
pressioni e vengono costretti dalle autorità scolastiche a
somministrare medicine psichiatriche ai loro bambini, insegnanti,
psicologi e amministratori scolastici frequentemente minacciano di non
voler più insegnare a quei bambini che non siano sottoposti ai
trattamenti, e nello stesso tempo fanno intervenire i Servizi (Sociali
N.d.T.) di Protezione dell'Infanzia affinché svolgano indagini sui
genitori, accusati di negligenza per il proprio bambino !"
Questo
non è un film. In tutto il Michigan, dice Ingersoll, molti genitori
lottano per opporsi alla somministrazione del Ritalin ai loro bambini,
ma molti di loro si non espongono per timore di rappresaglie. Nel 1998,
lo Stato del Michigan era al terzo posto nel consumo nazionale di
Ritalin.
Il
consumo di Ritalin è altissimo. Le sue vendite superano di gran lunga
quelle di Valium, Viagra o Prozac e la casa produttrice, la Novartis -
una multinazionale farmaceutica - è sotto accusa per collusione, per
aver fatto pressioni per promuovere diagnosi di ADD (Attention Deficit
Disorder, N.d.T.) e di ADHD, uno sforzo promozionale di grande successo,
volto ad incrementare il mercato del suo prodotto: il Ritalin.
Ovviamente, la Novartis nega l'accusa.
Se
pensate che non si tratti di una normale malattia e della sua cura, ma
piuttosto di un piano di sinistro marketing le cui vittime sono i
bambini, non siete il solo.
Per maggiori informazioni, cercate "Ritalin"
sull'Internet (scegliere ricerca in lingua inglese, N.d.T.) e
preparatevi
a restarne sbalorditi.
Samuel
Walker è uno specialista delle comunicazioni per il Mackinac Center per
le Politiche Pubbliche, un istituto per la ricerca e istruzione delle
politiche pubbliche del Midland.
Per contatti, scrivete a: Samuel
Walker, 615 W. Lafayette, Detroit, oppure posta elettronica a: letters@detnews.com.
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Bambini
geneticamente modificati.....
Sono
finiti sotto accusa gli scienziati americani che hanno messo a rumore
tutto il mondo con il "metodo a tre" per la infertilità;
hanno creato diciassette feti con il DNA di 2 madri ed 1 padre biologico,
1 è abortivo, l'altro non è arrivato a termine perché entrambi affetti da grave e
misterioso disordine genetico (sindrome di Turner) malattia nella quale un
intero cromosoma è del tutto mancante.
A furia di forzare la natura.........si ottengono questi risultati !
Ed in agricoltura..........NON se ne deve parlare !
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La Biogen & Elan ha RITIRATO dal mercato il Tysabri (natalizumab),
un anticorpo monoclonale per la cura della SM e del morbo di Crohn; cosi' riferisce il New York Times.
2 pazienti, durante un test di fase III, in terapia con Tysabri + Avonex
(beta interferone 1a) hanno sviluppato una grave malattia neurologica, la PLM (progressive multifocal leukoencephalopathy), in un
caso con esiti fatali. Lo Tysabri era stato appena autorizzato dalla U.S. FDA…….
Commento NdR:….tanto per cambiare; ogni anno nel mondo,16.000 farmaci vengono ritirati dal commercio, nel mondo. Ed tutti gli “accurati” controlli prima dell’immissione nel mercato a cosa servono ?
Evidentemente le varie commissioni di autorizzazione dei farmaci dei vari ministeri della sanita’ nel mondo intero,…..sono al servizio delle aziende farmaceutiche……anche in questo caso la FDA e’ sempre piu’ al servizio delle
multinazionali…e non ai benefici ed alla salute dei consumatori !
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Cisplatino (Pharmacia Italia;
Faulding Farmaceutica; Gnr; Baker Italia);
Il cisplatino è un complesso del platino con due gruppi di cloro in
posizione cis. Nel carboplatino, sviluppato per cercare di ridurre la
marcata tossicità del cisplatino, il metallo è incorporato in una
molecola organica più complessa. Per diversi aspetti essi sono simili
mentre per altri si differenziano:
- reagiscono con il DNA formando legami crociati intracatena e
intercatena, inibendo la replicazione e la trascrizione del DNA;
- sono attivati mediante idrolisi in vivo ma questa reazione è più lenta
per il carboplatino. Il cisplatino possiede una maggiore affinità per le
proteine plasmatiche e viene escreto lentamente per via renale. Entrambi
sono somministrati per via parenterale e si distribuiscono in tutti i
tessuti eccetto il sistema nervoso centrale.
Entrambi vengono escreti in parte in forma immodificata;
- i composti del platino possiedono un profilo tossicologico simile anche
se il carboplatino è generalmente meglio tollerato.
La soppressione
midollare è minore rispetto alle mostarde, mentre nausea e vomito sono
forti e sempre presenti. Caratteristica è la grave nefrotossicità
(prevenibile mediante abbondante idratazione) con ipomagnesia che può
provocare episodi convulsivi nei bambini. Possono provocare ototossicità
sino alla perdita dell'udito e neuropatie periferiche. Si può presentare
anche mielodepressione, con leucopenia, trombocitopenia e anemia
transitoria;
- il cisplatino e il carboplatino sono mutageni,
teratogeni e cancerogeni.
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Gemcitabina - Gemzar (Ely Lilly) - vedi
Big Farma
La gemcitabina è un analogo del nucleoside desossicitidina. Il farmaco
viene attivato dalla desossicitidina chinasi e inibisce la sintesi del DNA
essendo incorporato al posto della citosina nel filamento in crescita di
DNA. La gemcitabina viene somministrata per via endovenosa.
Dosi terapeutiche di gemcitabina possono determinare depressione midollare
grave, nausea,vomito, eruzioni cutanee e alopecia.
Antipsicotico Zyprexa, Eli Lilly pagherà 690 mln $ per chiudere migliaia di cause, Elli Lilly ha nascosto per 10 anni gli effetti negativi del farmaco.
Annunciato ieri un accordo preliminare con gli avvocati. Interessate circa 8.000 persone.
La casa farmaceutica Eli Lilly, produttrice dell'antipsicotico Zyprexa, ha annunciato ieri l'accantonamento di 690 milioni di dollari, per chiudere con un patteggiamento la maggior parte delle cause riguardanti il farmaco.
Un accordo di principio è stato raggiunto con gli avvocati che rappresentano circa il 75% dei denuncianti, per un totale di circa 8.000 persone interessate dal patteggiamento.
Le cause contestano alla casa farmaceutica di non aver adeguatamente informato i pazienti sul rischio di iperglicemia e di diabete, legato all'assunzione del Zyprexa.
Nel settembre 2004, la
Food and Drug Administration (FDA) decise che tale rischio dovesse essere evidenziato nei foglietti informativi di tutti gli antipsicotici atipici. Le avvertenze d'uso dello Zyprexa sono state cambiate nel marzo 2004.
Lo Zyprexa, che è stato utilizzato da oltre 17 milioni di persone nel mondo, è il farmaco più venduto da Eli Lilly, di cui, nel 2004, ha rappresentato il 32% delle entrate, con vendite mondiali pari a 4,42 miliardi di dollari, di cui 2,42 negli Usa.
Tuttavia, nel 2004 le vendite di Zyprexa negli Stati Uniti sono diminuite dell'8%, a causa, secondo la compagnia, di "questioni su possibili effetti collaterali come l'aumento di peso e l'iperglicemia, amplificate da un'intensa pubblicità da parte degli studi legali interessati a cause giudiziarie di questo genere, alla ricerca di clienti trattati con Zyprexa". Nel resto del mondo le vendite sono aumentate del 13%.
FONTE : New York Times.
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Taxotere (Aventis Pharma)
Principali effetti tossici : mielodepressione, alopecia, rush cutanei,
ritenzione idrica.
Il rapporto completo lo puoi scaricare dal sito di questo Istituto: www.iss.it/pubblicazioni.
Pubblicazioni - Rapporti ISTISAN : Anno 2002 -
Files - 02/16 -
Esposizione professionale a chemioterapici antiblastici:
rischi per la riproduzione e strategie per la prevenzione. By Grazia Petrelli e Silvana Palmi
2002, 108 p
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Sorvegliati speciali - By Gianna Milano e Chiara Palmerini - 25/2/2005 -
Panorama, Scienza e Salute
Medicinali di nuova generazione che invece di essere migliori dei vecchi
si rivelano potenziali killer. Come si è arrivati a questo punto ? Il caso
Vioxx non è unico, ha svelato retroscena di negligenze, controlli
insufficienti e colpevoli silenzi.
Audrey Eisen, newyorkese di 64 anni malata di artrite, era appena
ritornata dalla farmacia con una confezione di Aleve lo scorso dicembre
quando, accendendo il computer, lesse la notizia che il farmaco provocava
infarti. In quattro mesi, da quando il Vioxx è stato ritirato dal
commercio dalla stessa industria produttrice, la Merck, sempre perché
ritenuto rischioso per il cuore, Eisen aveva già cambiato tre medicine. E
anche sulla seconda, il Celebrex, si sono abbattuti i sospetti che possa
avere gravi effetti collaterali. La signora Eisen, professoressa in
pensione, ha riportato in farmacia l'ultima confezione acquistata. Le
altre erano già finite nel gabinetto.
Come Audrey Eisen, fotografata nella sua bella casa sul New York Times
sotto un titolo che recita «Vioxx. Celebrex. Ora Aleve. Che cosa deve
pensare un paziente ?», si saranno sentite migliaia di altre persone, in
tutto il mondo, che da mesi o da anni si affidano ad antidolorifici
ritenuti migliori di quelli di vecchia generazione come l'aspirina perché
fanno lo stesso lavoro, senza però causare mal di stomaco e ulcere.
O
quelli che, nell'estate di quattro anni fa, hanno sentito delle morti
attribuite al Lipobay, nuova statina anticolesterolo ?
O quelli che leggono
degli antidepressivi che invece di far uscire dal tunnel dell'angoscia
favoriscono comportamenti suicidi ?
Già, che cosa deve pensare un paziente, convinto di prendere le medicine
per stare meglio, cui viene detto che quelle stesse medicine sono invece
potenziali killer ?
"Che il caso Vioxx ha fatto esplodere una serie di
problemi che erano già stati sollevati sulla sicurezza dei farmaci»
risponde Silvio Garattini, direttore dell'Istituto di ricerche
farmacologiche Mario Negri di Milano. «Si ha la netta impressione che
siano un po' troppi quelli che arrivano sul mercato come medicine
innovative, ottimamente tollerate, di cui nel giro di pochi anni o
addirittura mesi si scoprono controindicazioni, e che subiscono
restrizioni, fino alla sospensione".
Il caso del Vioxx ha messo in luce verità nascoste del mondo dei farmaci,
legami pressoché inestricabili tra chi produce le medicine, chi dovrebbe
valutarne l'efficacia e i rischi, chi regolamenta la loro
commercializzazione e chi li prescrive. Al processo a porte aperte che si
è svolto la scorsa settimana nella sala da ballo di un albergo di
Washington sono state messe sotto accusa carenze e negligenze da parte
della Food and drug administration, l'ente americano che regolamenta e
controlla i farmaci.
Tra gli accusatori più accaniti c'era David Graham,
scienziato, che lavora alla stessa Fda, secondo il quale né l'agenzia
pubblica né l'azienda produttrice del Vioxx, la Merck, hanno fatto nulla
per allertare sui rischi legati all'uso del farmaco, noti già dal 2000.
Un comitato di esperti dell'Fda ha votato con uno stretto margine, 17 voti
contro 15, per il ritorno sul mercato del medicinale, con l'aggiunta però
di nuove restrizioni su dosi e durata della terapia, e ha sollecitato
cautele aggiuntive e limiti alla pubblicità per farmaci analoghi come
Celebrex e Bextra della Pfizer. Ora si attende di vedere se la Fda avallerà
queste raccomandazioni.
In Europa, l'Agenzia del farmaco (Emea), dopo due anni di discussioni
iniziate quando comparvero i primi studi allarmanti su questi
antinfiammatori chiamati Coxib, all'inizio del 2004 decise di inserire nei
foglietti illustrativi precauzioni che più di recente sono diventate
chiare controindicazioni per chi è a rischio di infarto e ictus.
L'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha accolto questa decisione. «La
vera domanda che non si è fatta in questi giorni è come mai è
l'industria che ritira il farmaco, come è accaduto anche per la
cerivastatina della Bayer, e non le agenzie regolatorie. Una distrazione
oppure è il sistema che non funziona ?» si chiede Garattini, che ha fatto
parte dell'Emea per sette anni. «Chi approva i farmaci non è nelle
migliori condizioni per decidere di ritirarli. È una specie di conflitto
di interessi psicologico: si cerca sempre di trovare una soluzione che non
sia estrema, come correggere i foglietti illustrativi».
Alla fine, queste
restano iniziative formali, una specie di alibi: noi ve l'abbiamo detto,
se poi voi non leggete...
Secondo Garattini, è necessario creare un organismo di controllo sui
farmaci super partes, più attento ai danni, che vigili e che quando
cominciano ad accumularsi dati preoccupanti ne dia informazione ai medici
e al pubblico.
Un organismo analogo a quello che, dopo gli ultimi
scandali, si vuole organizzare negli Stati Uniti, il Drug safety oversight
board. Questa mossa servirebbe anche a correggere un'altra anomalia: l'Emea, che deve tutelare la salute di milioni di persone in Europa, dipende dalla direzione Industria e non da quella della Sanità.
"Il sospetto è che prevalgano i desiderata dell'industria nelle decisioni prese sui farmaci. Che tra l'altro non devono essere neppure motivate pubblicamente. Le ragioni di chi vota restano SEGRETE".
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CRONACA di UN DISASTRO
2000
Uno studio registra un incremento di 5 volte di incidenza di infarto nei
pazienti trattati con rofecoxib (Vioxx) rispetto al gruppo trattato con
naprossene.
2001
In una metanalisi che valuta il rischio di eventi cardiovascolari con i
Coxib, gli autori concludono: «Prescriverli con cautela a pazienti a
rischio cardiovascolare».
2002
Le autorità sanitarie francesi chiedono all'Emea di riconsiderare il
profilo rischio/beneficio dei Coxib per sicurezza cardiovascolare,
gastrointestinale, reazioni cutanee e ipersensibilità gravi.
2003
L'Emea riconosce l'efficacia ma chiede modifiche sostanziali al foglietto
illustrativo di tutti i Coxib.
2004
Uno studio mostra che, alla dose di 25 mg/giorno di rofecoxib (Vioxx),
raddoppiano infarti e ictus. A settembre, la Merck ritira il Vioxx dal
commercio. Si stima che i decessi siano stati tra 88 mila e 140 mila.
La domanda da cui partire è: come si è arrivati al punto in cui è
difficile anche solo riuscire a districare gli interessi dei pazienti da
quelli dell'industria farmaceutica ? Un'accusa esplicita è formulata da
Marcia Angell, medico, a lungo direttore del New England Journal of
Medicine, la più autorevole rivista al mondo di medicina, che dopo aver
dato l'addio a quel mondo ha vuotato il sacco sui cambiamenti cui ha
assistito nel corso degli anni: l'industria farmaceutica «negli ultimi
due decenni si è allontanata di molto dal suo scopo nobile originario di
scoprire e produrre nuovi farmaci utili» e si è invece trasformata «in
una macchina di marketing per vendere farmaci di dubbia efficacia».
Parole dure. Ma Angell va avanti.
Dr. Graham, associate director for the Office of Drug Safety and a 20-year FDA veteran, launched a study of Vioxx® in 2001. His team included researchers from California-based Kaiser Permanente and the Vanderbilt University School of Medicine in Nashville, TN. They analyzed data from 1.4 million people in California who had taken Vioxx® between 1999 and 2004.
At a Senate Finance Committee on Nov. 18, government drug reviewer Dr. David Graham said FDA's handling of Merck & Co Inc.'s withdrawn painkiller Vioxx, is a 'profound regulatory failure' by an agency 'incapable of protecting America' from another dangerous drug. Kevin Lamarque / Reuters
Graham told the committee that research indicated that Vioxx caused up to 160,000 heart attacks and strokes. It was responsible for an additional 27,785 deaths from heart ailments from 1999 to 2003, he concluded.
VIOXX POTREBBE AVER CAUSATO 27.000 CASI di INFARTO - Cardiologia
http://italiasalute.leonardo.it/News.asp?ID=6445
Uno studio condotto dalla Food and Drug Administration statunitense ha portato alla conclusione che il Vioxx, il farmaco antinfiammatorio di cui l'azienda produttrice Merck ha chiesto il ritiro, potrebbe aver favorito circa 27.000 casi di infarto e morte cardiaca improvvisa. Lo studio, a cui hanno partecipato studiosi della Vanderbilt University (Tennessee) e di Kaiser Permanente, una grande organizzazione americana per la tutela della salute, è stato coordinato da David Graham, dell'Ufficio per la sicurezza dei farmaci della Fda.
Si tratta di un duro colpo per la multinazionale farmaceutica, anche perché nel frattempo noti studi legali americani già promuovono, a suon di banner su internet, la causa legale e non si tratta di un caso che a diffondere le stime dell'autorità di controllo americana sia stato il Wall Street Journal e non una rivista medica.
Al di là della retorica che vuole i colossi dell'industria dei farmaci
impegnati in ricerche innovative per portare a milioni di pazienti cure
sempre più efficaci, i numeri dicono altro: gli investimenti in ricerca e
sviluppo rappresentano una voce piccola nel fatturato delle imprese, mai
più del 20 per cento, spesso assai meno, anche se le cifre esatte non
vengono di solito rivelate. Le spese per la promozione dei farmaci variano
invece tra il 20 e il 40 per cento del fatturato annuo delle industrie.
Quello dell'industria farmaceutica è un settore in cui bisogna inventare
di continuo e, secondo Philippe Pignard, che ha lavorato per 17 anni nei
laboratori farmaceutici in Francia, il ritmo di innovazione è rallentato.
La maggioranza delle medicine immesse sul mercato sono cosiddette «me too»,
cioè farmaci fotocopia prodotti dalle varie industrie che introducono
solo piccole variazioni.
Le grandi fusioni degli ultimi tempi tra gruppi
sono una risposta alla crisi. Secondo Garattini hanno influito
sull'originalità della ricerca: «Viene fatta solo in pochi centri, si
concentra su poche aree con grande mercato da cui ci si aspetta un forte
ritorno».
Malattie rare o comuni che riguardano i paesi poveri sono a
questo punto escluse.
Si difende dalle critiche («Anche se non mi sento un imputato» precisa)
il presidente della Farmindustria Federico Nazzari: «La ricerca nel
nostro settore è costosa, rischiosa, e ha tempi molto lunghi. E faccio
notare che è per il 90 per cento finanziata dalle vendite». Solo una
molecola su 10 mila di quelle ritenute potenzialmente utili arriva sul
mercato.
Per portarcela, servono in genere una decina d'anni e 800 milioni di
dollari di investimento. Angell sottolinea però che gli investimenti
dell'industria, negli Usa, riguardano in genere le fasi finali della
sperimentazione: spesso la ricerca sui farmaci veramente innovativi è
finanziata quasi per intero con fondi pubblici.
In mancanza di scoperte rivoluzionarie in laboratorio, le multinazionali
finiscono per cercare profitti sicuri in aree di mercato collaudate. Una
strategia resa possibile dalle regole in vigore per l'approvazione dei
farmaci.
«Nella maggior parte dei paesi, per entrare in commercio una
medicina deve dimostrare non di essere migliore delle vecchie, ma di non
essere peggiore» spiega Nicola Magrini, direttore del Ceveas, il Centro
per la valutazione dell'efficacia dell'assistenza sanitaria. Molti dei
nuovi antibiotici messi in commercio non si sono dovuti dimostrare
superiori ma semplicemente pari o non inferiori ai vecchi.
Lo stesso è
stato per i Coxib ora sotto accusa: «Non si era neppure certi della loro
minore gastrolesività e c'erano dubbi sui rischi d'infarto» sottolinea
l'epidemiologo Maurizio Bonati.
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