FARMACI e PROTOCOLLI per Bambini
SOLO il 2 % degli
studi clinici per testare i farmaci a scopo
pediatrico, si basa su Comitati di Controllo
Indipendenti (non legati ad
industrie farmaceutiche), per valutare
l’eventuale presenza di reazioni avverse.
Questo e’ quanto emerge da un’analisi,
effettuata dall’Universita’ di Nottingham (UK)
ed apparsa sulla rivista Acta Pediatrica
di 739 trial internazionali effettuati fra il
1996 ed il 2002, ed alcuni test comprendevano
anche adulti assieme ai bambini…
Mentre il 74 % degli studi pubblicati descriveva
il modo in cui era stato condotto il
monitoraggio sulla sicurezza, solo 13 su 739
avevano comitati composti da membri NON
arruolati dalle
aziende farmaceutiche !
Reazioni avverse ai medicinali (fra cui
l’ipertensione, emorragie, insufficienza renale,
psicosi, ecc.) sono state segnalate in circa 37
% dei trial; nell’11 % le reazioni erano da
moderate a serie, e 6 studi clinici sono stati
interrotti precocemente a causa della
grave tossicita’
del
farmaco; non a caso erano anche quelli con
comitati di controllo indipendenti !
Tratto da Panorama di Apr. 2008
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Cosa vorremmo
chiedere al nostro Pediatra
Spesso i pediatri
non chiariscono bene
che sono solo quattro (
4 ) le vaccinazioni obbligatorie,
(NdR: eccetto che nella Regione
Veneto ove esse sono facoltative – NON tutti i
cittadini di questo paese sono uguali davanti alla legge
!), mentre alle altre si può benissimo dire no.
Come mai ?
Perché l’Usl spedisce ai genitori solleciti anche per
le vaccinazioni non obbligatorie a volte tralasciando di
dire che sono facoltative ?
Ai genitori viene spiegato
che il siero antitetanico, che si somministra nei Pronto
Soccorsi in caso di incidente, è ricavato dal plasma
umano e quindi può essere a rischio come qualsiasi altro
emoderivato ?
Il personale sanitario in questo caso dovrebbe far
firmare ai genitori un modulo dove si spiegano
chiaramente questi rischi e che prevede l’assunzione di
responsabilità da parte del paziente.
Il vaccino
antitetanico somministrato negli Uffici Vaccinazione
non è invece plasma-derivato; contiene il tossoide
tetanico adsorbito con
idrossido di alluminio.
Come mai le segnalazioni da parte di
medici di danni da vaccino sono pochissime mentre
associazioni come il
Condav affermano che i casi di danno da vaccino
siano in numero molto alto ?
Come mai esistono così pochi studi
sugli effetti e le conseguenze delle vaccinazioni
eseguiti in comparazioni tra bambini vaccinati e non
vaccinati ?
Parlando di rosolia;
mentre la malattia, che è
innocua (ad eccezione di quando viene
contratta nei primi tre mesi di gravidanza), lascia una
immunità permanente, il vaccino spesso dà immunità solo
temporanea. Perchè allora questa vaccinazione viene
fatta in massa nelle scuole ?
Come mai non vengono eseguiti test di compatibilità
prima dell’inoculazione ?
Mentre fino a poco tempo fa ai bambini
non vaccinati non era permesso frequentare la scuola ora,
con il nuovo DPR 355 del 26/01/99 (vedi tra le novità
sulla scuola) è fatta salva la frequenza scolastica e
l’ammissione agli esami. In fondo, se le vaccinazioni
garantiscono immunità, i bambini vaccinati possono stare
tranquilli. Se invece non la garantiscono, allora non
avrebbe senso proporla in massa.
Attualmente, a nostro parere, non
esiste un’informazione corretta e completa sugli effetti
negativi dei vaccini e sull’esistenza di altri possibili
interventi alternativi di profilassi. Come mai
?
Dai dati di altri Paesi si evince che gran parte delle
malattie per cui ci si vaccina erano già diminuite prima
dell’introduzione di massa dei vaccini grazie anche al
miglioramento delle condizioni di vita, igieniche e di
alimentazione. Per non parlare della peste, che è
scomparsa praticamente in tutto il mondo senza un
vaccino.
Alcuni vaccini vengono stabilizzati
con sostanze (vedi
Contenuto dei vaccini)
che possono dimostrarsi
pericolose come la formaldeide e contengono,
come eccipienti o adiuvanti, idrossido di alluminio e
sali di
mercurio.
Si ritiene veramente che queste sostanze non abbiano
alcun effetto dannoso sull’organismo dei bambini ?
I medici sono in grado di spiegare
come è cambiata la memoria genetica di queste ultime
generazioni di persone vaccinate
?
L’ex ministro De Lorenzo ha
ottenuto una condanna per avere percepito denaro dalle
case farmaceutiche (300.000 euri); nel 1991 proprio lui
ha voluto all’approvazione delle legge che sanciva
l’obbligatorietà della vaccinazione antiepatite B.
E’ certo che l’introduzione di questa vaccinazione
sia stata animata e giustificata solo da buoni propositi
a garanzia della salute?
Fino a 6 mesi di vita del
bambino non è formata la barriera ematoencefalica e
quindi le sostanze tossiche somministrate potrebbero
arrivano più facilmente al cervello e nei primi mesi di
vita il sistema immunitario pare sia ancora assai
immaturo e influenzabile.
Perchè allora le vaccinazioni vengono solitamente
effettuate prestissimo dopo la nascita e per di più a
distanza molto ravvicinata ?
Che garanzie ci sono affinché questo non sia dannoso
sulla salute dei bambini ?
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British Medical Journal
(BMJ):
1. Per rendere più trasparenti i
rapporti, fra i pediatri che ne fanno parte e le ditte farmaceutiche, da DUE anni, lAssociazione
Culturale dei Pediatri Italiani ha stabilito un proprio codice di
regolamentazione.
2. Questo codice stabilisce
diversi principi, fra i quali: "Support for participation in congresses and training
courses should not include any direct or indirect payments, gifts, or travel expenses for
accompanying people".
3. Questa iniziativa è
sicuramente lodevole, ma ha prodotto qualche effetto inatteso: il numero dei pediatri
iscritti allassociazione che si recano alle iniziative dellassociazione è
diminuito.
4. Notare che il codice di
regolamentazione, afferma solamente che laccompagnatore \accompagnatrice del
pediatra NON può essere pagato dalla ditta farmaceutica: si deduce da esso, che il
pediatra può tranquillamente ricevere il pagamento del rimborso delle spese sostenute per
la partecipazione al congresso, cene di lavoro, doni, ecc. dalle ditte che lo
sponsorizzano.
5. La Società Italiana di
Pediatria, è stata invitata ad adottare un codice simile, ma per ora non è
stata presa nessuna decisione in merito da questa associazione.
"Although
the association has tried to limit costs and consistently reduced registration
fees, fewer
members have attended some of its more recent events; the same seems to be happening for
the next national congress"
Un recente
articolo apparso su Jama ha dimostrato che la prescrizione
dei farmaci è influenzata dai "regali" (gifts) e promozioni che le ditte
farmaceutiche fanno ai medici stessi. Lo studio ha dimostrato che le ditte farmaceutiche
spendono (in lire) dai 16 ai 26 milioni\anno per medico in marketing ed attività
promozionali.
Per quanto
riguarda i convegni, lo studio sostiene che "la partecipazione a convegni con
rappresentanti delle ditte farmaceutiche è accompagnata dalla richiesta (ai medici) di
cambiare le loro modalità nella prescrizione dei farmaci".
Legittima la domanda:
la prescrizione ai loro pazienti, da parte dei pediatri italiani,
è influenzata dalla partecipazione a questi convegni sponsorizzati ?
Come si evince
dallarticolo qui sotto riportato e tratto dal BMJ (British Medical Journal), vi sono
numerosi legami fra le ditte farmaceutiche ed i pediatri;
unesempio:
i congressi nazionali sono nella totalità sponsorizzati dalle ditte farmaceutiche.
(1) Physicians and
the Pharmaceutical Industry: Is a Gift Ever Just a Gift ?
A. Wazana -
http://jama.ama-assn.org/issues/v283n3/full/jrv90028.html
Riportiamo la
notizia apparsa sul BMJ :
BMJ 2000;320:382 (5
February)
Letters
Italian
paediatric association has launched code on competing interests
EDITORThe
BMJ's policy of promoting the declaration of competing interests by authors is
praiseworthy and should concern more people than the journal's contributors.1 Transparency
should be requested of lecturers as well as organisers of and delegates to workshops and
congresses. Bero's editorial shows how things are changing with publication of the Royal
College of Paediatrics and Child Health's report.2 This idea is also taking hold in
Italy.
In
1998 our association, whose main aims are providing continuing medical
education,
promoting primary care research, and protecting children, launched an initiative to
develop a code on competing interests. This was based on the principles of the code of the
International Pharmaceutical Manufacturers' Association and the international code for the
marketing of breast milk substitutes. The code was intended as a list of recommendations
for members without any intention to punish violations. Its main principles are:
Sponsorship
is acceptable if it originates from any industry complying with the international codes
Sponsorship
for individual people and groups must be declared to the local health authority and
customers
Support
for participation in congresses and training courses should not include any direct or
indirect payments, gifts, or travel expenses for accompanying people
Research
proposals supported by industry must be submitted to an independent ethics
committee, with
researchers being fully responsible for publishing the results
Paediatricians
should watch over advertising by the industry and reject any claimed benefit of drugs and
baby food that contrasts with the codes or current scientific evidence.
A
draft of the document was submitted to all 2700 members of the association, who are mainly
family paediatricians, and fierce debate ensued. Despite its non-compulsory nature, a few
members suggested modifying some sentences to make them more lenient; others opposed the
initiative because doctors should respond to their own conscience rather than
codes. Most
members started to regard sponsorship differently. Some initial outcomes have already been
measured.
Although
the association has tried to limit costs and consistently reduced registration
fees, fewer
members have attended some of its more recent events; the same seems to be happening for
the next national congress. The Italian Society of Paediatrics was invited to join the
code initiative, but more time seems to be needed for a similar code to be adopted
formally. The relationship with manufacturers must obviously continue, but it must be
based on the ethical principles of transparency and independence, keeping in mind that the
most important beneficiary is the patient.
Giorgio
Tamburlini, president. -
tamburli@burlo.trieste.it
- Luisa Marolla,
executive committee member.
Maurizio
Bonati, consultant. - Working Group on
Relationship with Industry, Associazione Culturale Pediatri, 34144 Trieste, Italy
1.
Editor's choice.
Interpreting competing interests. BMJ 1999;319 (7211). (11 September.)
2. Bero LA.
Accepting commercial sponsorship. BMJ 1999; 319: 653-654[Full Text]. (11
September.)
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Quando il pediatra sbaglia....
[19.01.2006] -
Pediatria - Sezione di Farmacovigilanza per il
Pediatra
A cura di Adriana Ceci (Dipartimento di
Farmacologia e Fisiologia Umana, Bari)
L'Errore Terapeutico in Pediatria
Prof.ssa Adriana Ceci, Dipartimento Di
Farmacologia e Fisiologia Umana, Università di
Bari
Definizione: Si definisce 'errore
terapeutico' l'evento derivante da un errore
nelle diverse fasi della preparazione,
prescrizione, distribuzione, somministrazione o
monitoraggio di un medicamento.
Estensione del fenomeno:
* dopo aver calcolato che l'errore terapeutico
'uccide ogni anno da 44.000 a 98000 Americani (BMJ
1999, 319:1519) l'FDA ha dedicato a questo
problema un pubblico dibattito e avviato una
seria riflessione; (1)
* un rapporto dell'Institute of Medicine, USA
nel 1999 ha stimato che muoiono più persone a
causa di errori terapeutici che a causa di
incidenti stradali, AIDS, tumori della mammella
o incidenti sul lavoro; (2)
* l'MCA, dopo aver calcolato che circa un terzo
dei letti ospedalieri viene occupato a causa di
un errore terapeutico, ha avviato un'azione per
aumentare la segnalazione di tali eventi e
imparare a prevenirli.
Errore Terapeutico in Pediatria
Una recente review, condotta in USA,
comprendente 16 aree di specialità mediche, ha
dimostrato che la pediatria pur essendo al sesto
posto come numerosità degli specialisti
considerati è al secondo come incidenza di
'errori terapeutici' evidenziati.
Un errore compare in pratica 12 volte più spesso
che per ogni altra branca specialistica. (3)
Inoltre una ricerca svolta in ambito ospedaliero
ha dimostrato che l'errore terapeutico avviene
in ambito pediatrico 3 volte più frequentemente
che per l'adulto (4)
Causalità dell'errore terapeutico
Esistono diverse tipologie di errore. Già le
modalità in cui un prodotto terapeutico è
etichettato e le modalità di compilazione del
foglio illustrativo possono facilitare una
cattiva interpretazione delle modalità di uso (o
conservazione, interazioni, dosaggi, ecc.)
Nel bambino, ovviamente, la mancanza di a)
indicazioni riconosciute per l'uso pediatrico,
b) dosaggi stabiliti sulla base di dati di
farmacocinetica specifici per l'età pediatrica,
c) mancanza di formulazioni pediatriche spesso
comportanti l'utilizzo di forme non adatte e non
biodisponibili, sono fattori di aggravamento di
questa tipologia di errore.
Sul piano più propriamente medico si possono
distinguere:
- l'errore di pianificazione di una terapia, e
- l'errore di esecuzione della stessa.
Errore prescrittivo
La popolazione pediatrica comprende gruppi molto
eterogenei che vanno dal neonato
all'adolescente. Di conseguenza le dosi di uno
stesso farmaco possono variare fino a dieci
volte. Se il dosaggio è calcolato per unità di
peso corporeo esiste un forte rischio di un
semplice errore matematico. Tale errore di
dosaggio interessa il bambino fino a 4.94 volte
più che l'adulto e per il 56% dei casi si
traduce in un sovradosaggio.
In pratica:
- nel 27,9% dei casi si tratta di un errato
posizionamento del decimale;
- nel 16,3% non viene suddivisa la dose
giornaliera nelle singole dosi di assunzione.
In tal modo 3, 25 mg/kg di acetaminofene sono
diventate 32,5 mg/kg (Rowe, Koren, 1998) o 1.0
mg è stato interpretato come 10 mg.
In ambito ospedaliero (5) è stato calcolato che
l'errore di dosaggio incide per il 34% dei casi
e nel 54% dei casi è legato ad infusioni
endovenose.
Errore di preparazione o di somministrazione
In alcuni casi la prescrizione è corretta ma al
paziente vengono consegnati prodotti 'errati'.
Ciò è stato dimostrato ad esempio con la
Diossina o la fenitoina presenti sul mercato sia
come 'gocce o soluzioni pediatriche' che come
gocce o soluzioni per l'adulto a più ampia
diffusione.
Un'altra fonte frequente di errore, specie in
ambito ospedaliero, deriva dall'utilizzo di
formulazioni ad alta concentrazione che vengono
'diluite' per adattarle ad un uso intravenoso,
spesso in concentrazioni non corrette.
A domicilio le cause più frequenti di errore
derivano dalla 'frettolosità' di alcune
prescrizioni (i medici sono dei cattivi
scrivani!) per cui possono risultare incomplete
le istruzioni sulle dosi, i tempi e le
precauzioni o interazioni.
Nella tabella 1 viene riportato un breve
decalogo di quanto viene suggerito al pediatra
da un programma di riduzione del rischio di
errore terapeutico avviato in USA presso
l'Università della Virgina (3).
Come prevenire l'errore terapeutico in Pediatria
Le raccomandazioni emesse dall'American Academy
of Pediatrics e dal Pediatric Pharmacy Advocacy
Group consistono nei seguenti punti fondamentali
(5, 6, 7):
1. Educazione alla prescrizione corretta
2. Uso di tecnologie avanzate per ridurre
l'errore
3. Politiche attive per migliorare la
preparazione la prescrizione e somministrazione
dei farmaci
4. Sviluppo di programmi di Quality Assurance.
1. Molti studi hanno già dimostrato che una
corretta educazione riduce l'incidenza di errori
di prescrizione.
E' bene che i programmi educativi non siano
limitati ai pediatri ma coinvolgano i medici di
medicina generale, i farmacisti, il personale
infermieristico e i genitori.
2. La computerizzazione viene suggerita almeno
per evitare la trascrizione manuale delle
informazioni più importanti quali nome del
farmaco, dosaggi giornalieri e singoli,
interazioni, allergie, precauzioni.
Contestualmente i pediatri dovrebbero disporre
di informazioni on-line sui prodotti che
utilizzano.
3. L'esigenza legislativa prioritaria riguarda
la necessità di disporre sempre di formulazioni
e preparazioni specifiche per il bambino oltre
che di farmaci autorizzati all'uso pediatrico in
modo da ridurre l'impiego off-label.
4. La revisione periodica delle pratiche
prescrittive e di eventuali errori dovrebbe far
parte di piani di assicurazione della qualità di
ogni struttura sanitaria comprendente anche
informazioni su come reagire ad un errore
terapeutico e, quindi, prevenirne di successivi.
Conclusioni
L'unica esperienza organica volta alla raccolta
e quindi alla prevenzione di 'errori
terapeutici' è quella svolta negli Stati Uniti
dove, dal 1986, esiste una Banca Dati' a cui
Ospedali e altre strutture sanitarie devono far
pervenire tutte le segnalazioni di eventi legati
ad errori terapeutici (non solo attribuibili ai
medici). Questa esperienza si è rivelata
totalmente fallimentare con più dell'80% degli
Ospedali ed il 75% delle altre strutture che non
segnalano alcun evento (8).
D'altro canto, anche se solo l'1% degli errori
prescrittivi o di somministrazione si traduce in
un Evento Avverso (ADR), occorre tener presente
che non mancano tra questi gli Eventi Gravi o
Mortali e che ben il 50% delle ADRs gravi o
mortali potrebbe essere evitata con una buona
azione di prevenzione.
Non c'è dubbio che tale prevenzione rappresenti
una priorità per il Pediatra che dovrebbe
aumentare la propria attenzione verso 'gli
errori che si possono evitare' tenendo presente
che occorre comunque:
* Abituarsi a non considerare il rilievo di un
'errore' come un elemento che può indurre un
evento punitivo e che quindi deve essere il più
possibile evitato. La cultura della 'raccolta'
di dati di outcome, siano essi legati al
risultato (efficacia) che al rischio (eventi
avversi) fa parte integrante di un approccio
'basato sull'evidenza' ma prima ancora 'sulla
scienza e coscienza del medico curante'.
* Essere consapevoli che, in molti paesi,
l'Italia è tra questi, non esistono
facilitazioni per i medici che intendono
intraprendere una raccolta esaustiva di eventi
legati alla propria diretta pratica clinica e
soprattutto tale attività non è gratificata
sotto il profilo clinico o scientifico.
* Il rilievo e la prevenzione di eventi
negativi, legati alle terapie mediche o ad
errori terapeutici, richiede un ampio
coinvolgimento di esperienze e di
professionalità non solo mediche e rappresenta
un buon terreno per rivitalizzare un corretto
rapporto medico/paziente al di là delle
burocrazie e dei loro limiti.
Tabella 1: Suggerimenti per ridurre l'errore di
prescrizione e/o di somministrazione
* Scrivere il peso del paziente sulla ricetta
* Utilizzare il nome generico del farmaco
(insieme a quello della specialità)
* Non abbreviare il nome del farmaco
* Fare attenzione a nomi simili tra loro (es.
CEREBREX e CEREBRYX)
* Controllare le dosi sul Prontuario
* Arrotondare le dosi ad un numero intero, se
possibile
* Calcolare sempre due volte la dose
* Non utilizzare abbreviazioni
* Non utilizzare istruzioni orali
* Ridurre la durata della prescrizione al minimo
indispensabile
Bibliografia
1.
Cabinet Secretaries Urge Plan to
Improve Patient Safety WASHINGTON (Reuters
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2. To err is human: building a safer health
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3. Preventing Medication Errors in Children
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4. Medication Errors and Adverse Drug Events in
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Bates, Christopher Landrigan, Kathryn J.
McKenna, Margaret D. Clapp, Frank Federico,
Donald A. Goldmann JAMA. 2001;285:2114-2120,
5. New perspectives on preventing medication
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6. Prevention of medication errors in the
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7. Draft guidelines for preventing medication
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8. Few incompetent doctors are reported to US
national data bank Fred Charatan, Florida
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vedi: Pericoli
dei Farmaci
e Vaccini
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Pediatri, NO ad
abolizione obbligo in Veneto (per forza
essi...sono molto legati ideologicamente....ai
produttori dei
vaccini)
Roma, 14 gen. (Adnkronos
Salute) - I pediatri di libera scelta aderenti alla
Federazione italiana medici pediatri (Fimp) guardano con
"viva preoccupazione" al provvedimento legislativo del
Veneto, entrato in vigore in questi giorni in regione,
che annulla l'obbligo vaccinale. E si dichiarano
allarmati per "la possibilità di ricomparsa di alcune
malattie delle quali i genitori hanno perso memoria
perché, grazie alle vaccinazioni, non ne hanno loro
stessi avuto esperienza, come il morbillo e la
pertosse". "Il provvedimento - afferma in una nota
Giuseppe Mele, presidente della Fimp - pur ricalcando le
legislazioni di altre Nazioni, non tiene conto della
realtà del nostro Paese, del suo attuale stato sociale,
ma neppure degli effetti prodotti da tali legislazioni
in alcuni Paesi (copertura vaccinale insufficiente,
accesso alla informazione e alle vaccinazioni difficile
e costoso per le classi più disagiate e meno acculturate
o non alfabetizzate)".
"I pediatri sono concordi quindi con il ministro della
Salute Livia Turco, che ha sottolineato - ricordano i
camici bianchi aderenti alla Fimp - la necessità di un
Piano nazionale vaccini condiviso poiché i bisogni di
salute dei cittadini sono gli stessi ovunque". "Le
dichiarazioni di coloro che esultano - sostiene Mele -
appaiono quanto mai superficiali: innanzitutto ormai in
Italia sono stati aboliti da tempo i vincoli legislativi
e i provvedimenti contro coloro che non ottemperavano
l'obbligo vaccinale per i propri figli, e la
vaccinazione è legata all'espressione del consenso
informato da parte dei genitori". "La promozione delle
vaccinazioni - prosegue Mele - passa attraverso
l'offerta attiva, la presenza di un calendario vaccinale
con chiamata e attraverso un sistema di visite
programmate ai piccoli utenti. Tutti sappiamo che questo
sistema è legato al modello sanitario, ma anche al
livello culturale".
"Tutti i provvedimenti di tutela della salute - prosegue
il presidente della Fimp - sono proporzionali alla
situazione economica e culturale della popolazione, come
ci mostrano la bassa copertura vaccinale di alcune
Regioni e le conseguenti epidemie di malattie
prevenibili con vaccino che hanno portato a decessi e a
conseguenze pesanti per molti bambini. Abolire quindi
alcune modalità organizzative significa abolire molte
tutele per la popolazione più fragile, che si
ripercuoteranno poi su tutta la popolazione in generale.
In momenti come questo di abbassamento delle tutele, di
grossi movimenti migratori da zone in cui alcune
malattie come la difterite sono ancora endemiche,
abbandonare un sistema vaccinale collaudato ci sembra un
rischio per la comunità e una grossa responsabilità
politica. A meno che non si pensi, come alcuni brillanti
sindaci hanno proposto proprio mentre veniva elaborato
il provvedimento, a un obbligo per fasce di popolazione,
per esempio per gli immigrati. La tutela della salute di
tutti – conclude Mele - è un concetto alla base del
nostro Paese. Ognuno è responsabile non solo della
tutela della propria salute, ma della salute di tutti,
per cui le nostre scelte e quelle degli altri hanno un
impatto su tutta la popolazione''.
La Fimp si augura perciò che le Regioni ''riflettano sul
fatto che nessuna realtà può considerarsi un'isola
slegata dal mondo".
Commento NdR: ....ma malgrado le loro
resistenze.....la
Regione Veneto
ha abolito dal 01/01/2008 l'obbligo
vaccinale !
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