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GUIDA alla SALUTE NATURALE 

Manuale di MEDICINE ALTERNATIVE BIOLOGICO NATURALI  -  Manual of ALTERNATIVE MEDICINES

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Corruzione e sistemi sanitari nel mondo: vedi http://www.epicentro.iss.it/focus/globale/globalcorrupt.asp

BARONIE, Universita' e MEDICI  +  FARMACI e CONTROINDICAZIONI
FILM interessantissimo da visionare:  http://video.google.it/videoplay?docid=4684006660448941414

FARMACI e PROTOCOLLI per Bambini (da Panorama di Apr. 2008)
SOLO il 2 % degli studi clinici per testare i farmaci a scopo pediatrico, si basa su Comitati di Controllo Indipendenti (non legati ad industrie farmaceutiche), per valutare l’eventuale presenza di reazioni avverse.
Questo e’ quanto emerge da un’analisi, effettuata dall’Universita’ di Nottingham (UK) ed apparsa sulla rivista Acta Pediatrica di 739 trial internazionali  effettuati fra il 1996 ed il 2002, ed alcuni test comprendevano anche adulti assieme ai bambini…
Mentre il 74 % degli studi pubblicati descriveva il modo in cui era stato condotto il monitoraggio sulla sicurezza, solo 13 su 739 avevano comitati composti da membri NON arruolati dalle aziende farmaceutiche !
Reazioni avverse ai medicinali (fra cui l’ipertensione, emorragie, insufficienza renale, psicosi, ecc.) sono state segnalate in circa 37 % dei trial; nell’11 % le reazioni erano da moderate a serie, e 6 studi clinici sono stati interrotti precocemente a causa della grave tossicita’ del farmaco; non a caso erano anche quelli con comitati di controllo indipendenti !


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Se ripensate ai vostri rapporti con i medici
, scoprirete con sorpresa che non somigliano a nessun’ altra relazione tra chi offre e chi usufruisce del servizio.
Il tipico rapporto medico paziente si rivela in una frase che è diventata parte del linguaggio comune: me l’ ha ordinato il dottore, i medici danno ordini ai loro pazienti, mentre gli avvocati o i commercialisti si limitano a dare consigli. In generale la fiducia data ai pediatri è spesso mal riposta
Il loro comportamento affabile, che ispira fiducia, è volto semplicemente a mascherare gli elementi dello pratica pediatrica che spaventano il bambino.
E qui voglio elencarvi alcune delle ragioni per cui sto affermando questo. 
È il pediatra che recluta nuovi clienti per la medicina, è lui che induce fin dalla nascita quella dipendenza alle cure mediche, che si protrarrà per tutta la vita. Questo reclutamènto inizia attraverso tutta una serie di controlli e vaccinazioni dei primi mesi di vita e prosegue con le visite annuali e di routine e le interminabili terapie per le malattie che passerebbero spontaneamente se non si intervenisse.
Il pediatra, tra tutti gli specialisti, è quello che con minor probabilità informerà i genitori dei possibili effetti collaterali dei farmaci e delle cure che prescrive.
Quale pediatra ha mai parlato alle madri dell’evidenza che lega un alto livello di piombo (NdR:  e mercurio) nel sangue del lattante e la Sindrome da Morte Improvvisa (S.I.D.S).
Quale pediatra, se non dietro pressione degli organi d’informazione, ha mai informato i genitori dei rischi di epilessia e di ritardi mentali connessi ai vaccini che inocula
Quale pediatra spiega ai genitori che l’uso degli antibiotici dovrebbe limitarsi ai casi in cui non esistono alternative accettabili e che un’assunzione frequente ed indiscriminata può avere in futuro conseguenze negative sul bambino ?
L’ingiustificata somministrazione di potenti farmaci insegna ai bambini, fin dalla nascita, la filosofia, della pastiglia per ogni male. Ciò può indurre il bimbo, più tardi, a credere che esista un farmaco come rimedio e che le droghe siano una risposta adeguata e giusta alle normali sensazioni di frustrazioni, depressioni, ansia, insicurezza ecc.. 
I pediatri sono direttamente responsabili per milioni di persone che devono ricorrere alle droghe prescrivibili e sono indirettamente responsabili della condizione di tutti coloro che si volgono verso le droghe illegali perché, fin dalla più tenera età, sono stati abituati a pensare che un farmaco possa curare qualsiasi male li affligga, comprese le condizioni psicologiche ed emotive. Hanno troppi clienti e poco tempo. 
Tra le corporazioni mediche, quella dei pediatri è tra le più attive nel promuovere e difendere leggi che obbligano ad usufruire delle sue prestazioni.
(NdR: specie per le Vaccinazioni  - i pediatri fanno terrorismo psicologico sui genitori per costringerli con la paura, a vaccinare i figli....)

Sono i pediatri, non i politici, i responsabili dell’obbligo di istillare gocce di nitrato d’argento o di antibiotico negli occhi dei neonati, di visite mediche scolastiche obbligatorie e che favoriscono l’opportunità di effettuare diagnosi creative e test psicologici su bambini sani. Sono i pediatri, ancora più degli ostetrici, i responsabili del parto ospedalizzato obbligatorio e dell’uso di controversi trattamenti cui genitori sempre più si oppongono. 
Scoraggiano le madri ad allattare ai seno materno, sono i principali nemici dell’allattamento al seno, nonostante sia un’evidenza incontrovertibile che è uno dei modi più efficaci di assicurare la salute futura del vostro bimbo. Sebbene alcune organizzazioni stiano iniziando a contrastare l’influenza che i produttori di latti artificiali esercitano da molto tempo sui pediatri, molti medici evitano di incoraggiare o addirittura scoraggiano attivamente, l’allattamento al seno.
Basta dire che, lo sviluppo della pediatria in tutto il mondo può venire attribuito in larga parta al supporto finanziario delle multinazionali che producono lotti artificiali e che utilizzano da un lungo periodo i pediatri stessi come venditori non stipendiati. 
Il miglior modo di crescere un bambino in buona salute è quello di tenerlo lontano dai medici salvo peri casi di emergenza, incidenti o malattia di sicura gravità. 
Se vostro figlio mostra sintomi di indisposizione, controllatene attentamente le condizioni, ma non cercate l’aiuto del medico prima che compaiono chiari sintomi di malattia. La prima coso importante che dobbiamo fare è prendere in braccio il nostro bimbo, dagli tanto amore e comunicare con lui. Dovremmo metterlo nella condizione ideale per far si che si possa esprimere. 
Facciamolo parlare su come è andata la giornata, ha avuto difficoltà a scuola ? La maestro si è rivolta a lui con dei toni invalidanti ? Qualche sua brillante idea è stata soppressa da qualcuno ? C’è stato qualcuno che gli ha impedito di fare qualche cosa ? Un suo compagno ha alzato le mani su di lui ? Lui ha alzato la mano su un compagno e adesso si sente pentito ? Come sono andati i compiti del giorno precedente, erano tutti giusti ? C’è qualche difficoltà nel modo in cui sta studiando ? Il suo abbigliamento è corretto per andare a scuola ? Sta mangiando correttamente ? Forse ha bisogno di un po’ di vitamine per tirarsi su ? Di notte quando dorme è tranquillo, ha degli incubi, si agita ? Al mattino quando si sveglia è tutto sudato ? 

Comunichiamo, comunichiamo, vediamo di metterlo a suo agio, magari siamo proprio noi che non andiamo bene, siamo noi che non gli stiamo dando attenzioni, siamo noi che gli stiamo mettendo troppi obblighi, lo stiamo tartassando con troppo lavoro, vogliamo assolutamente che sia il primo della classe, vogliamo che da grande sia un avvocato, un dottore, vogliamo che sia più bravo del nostro vicino di casa, lo sgridiamo perché non tiene in ordine la sua stanza, continuiamo a digli di non fare questo, di non fare quest’altro, che non si può, che non si deve, mio Dio forse siamo noi che dobbiamo cambiare. Lasciamo che sia lui a gestirsi la sua camera, è il suo spazio. 
Se da grande vogliamo che gestisca un’azienda con 500 operai, lasciamo che gestisca la sua camera, i suoi giocattoli, il suo letto, i suoi mobili, il suo PC, le sue pareti, i suoi poster, lasciamolo in pace, è il suo spazio e li non dovete entrare. 
Se vogliamo avere miei figli che diventino abili e che vogliano lavorare da grandi, dobbiamo permettere loro di poter lavorare da piccoli, quindi diamogli una responsabilità, loro la vogliono, è molto semplice. 
È più semplice di quanto si pensi. Avere un figlio intelligente, che non fa i capricci e che tiene in ordine la sua camera e che vada bene a scuola, è più semplice di quanto noi pensiamo, dobbiamo semplicemente, per un solo istante, metterci nei suoi panni. A voi piacerebbe fare quello che voi vorreste che lui faccia ?
Trattatelo da adulto, a vostro pari e avrete un bimbo adulto ai vostro pari. Ci dimentichiamo che quando abbiamo deciso di avere un figlio, avevamo anche un lavoro, degli impegni, una casa, una famiglia, degli amici, degli hobby e quindi se abbiamo preso una decisione in quel momento avremmo anche dovuto organizzare la nostra vita per dedicare il giusto tempo ai nostri figli, in fondo l’educazione non è altro che comunicazione. Se voi siete in grado di comunicare, che è diverso che parlare, e quando dico comunicare intendo capire esattamente quello che una persona pensa voglia esprimere, ed essere in grado di accettare qualsiasi suo pensiero senza commentario o senza nessun tipo di reazione, ma semplicemente e con responsabilità essere in grado di aiutare questa persona a farsi sentire bene.. 
Oggi tutti danno i consigli, andate dal panettiere vi dà un consiglio, andate dal meccanico, vi dà un consiglio, fate benzina e vi consigliano I’additivo, a parte il medico che vi ordina, che è diverso dal consiglio. 
Tutti, dal vostro amico a vostra madre, hanno un consiglio per voi. Diffidate dei consigli, non abbiamo bisogno di consigli, abbiamo bisogno di comunicare senza consigli, abbiamo bisogno, di trovare qualche persona che sia in grado di ascoltarci e di guardarci serenamente senza darci nessun consiglio, ma semplicemente che ci ascolti e, così facendo, possiamo scaricare il nostro turbamento ed alla fine, quando abbiamo espresso le nostre esternazioni, dovremmo semplicemente sentirci bene, compresi, capiti, senza aver ricevuto nessuna valutazione, nessuna indicazione, nessuna invalidazione, senza aver preso nessun consiglio e sentirci semplicemente noi stessi. 
Quindi, quando vostro figlio ha mal di gola, gli fanno male le orecchie o ha qualche lineetta di febbre, la prima cosa che noi dovremmo fare è quella di comunicare. E’ solo così che potremmo aiutare il nostro bimbo a superare quel momento critico, diamogli subito della vitamina-C (NdR: succhi di arance spremute e/o del kiwi ma e soprattutto polvere micronizzata di  Rosa Canina + Echinacea + frizioni fredde), diamogli dei Minerali Colloidali, un buon bicchiere di latte di riso con un bel cucchiaio da minestra di miele, bello caldo. 
Facciamogli un dolce massaggio su tutto il corpo ed intanto lo facciamo parlare, sicuramente il 99,9% delle volte non si evolverà in nessun sintomo di malattia. 
La maggior parte dei medici sembra ignorare che il corpo umanò è una macchina meravigliosa, dotata di una strabiliante capacità di autoriparazione. 
Se portate il vostro bimbo ammalato dal medico, con ogni probabilità questo naturale processo sarà impedito dalla somministrazione di farmaci di cui non ha bisogno e che non dovrebbe assumere, con conseguenti effetti collaterali che il corpo non è in grado di controllare. Le visite di controllo sono inutili e rischiose. 
Se vi convincerete della sensatezza del mio consiglio, evitando di consultare il medico ogni qualvolta il buon senso ve lo suggerirà, scamperete alle trappole che la pediatria ha teso a vostro figlio. 
La prima di queste trappole è costituita dalla visita di controllo al nuovo nato, dopo la dimissione dall’ospedale, rituale stabilito dai pediatri, che contribuisce ad allargare le loro entrate ma non rappresenta niente di costruttivo per vostro figlio. Il rischio di queste visite risiede nella tendenza dei medici a scoprire malattie dove non ci sono, la diagnosi porta ovviamente ad una cura con conseguenze che possono far realmente ammalare il bambino. 
Il momento opportuno per consultare un medico è quando vostro figlio è ammalato, non quando sta bene. 
Se il vostro pediatra chiede di portare il bambino per visite di controllo periodiche a scadenze regolari mensili, bimestrali o altro, chiedetegli perché lo ritiene necessario. Domandategli se esiste un qualsiasi studio obbiettivo che dimostri l’efficacia di questa consuetudine nel migliorare la salute dei bambini. 
Personalmente non ne ho mai visti, e credo che neppure lui saprà indicarvene uno.

Si chiama S.I.D.S. il male oscuro dei piccoli in culla
Tre bambini al giorno muoiono di S.I.D.S. Più di mille in un anno. Muoiono più bambini di S.I.D.S. che per cancro, meningite e incidenti sommati insieme. Eppure, quasi nessuno sa cosa sia la S.l.D.S. 
E in Italia, unico paese europeo con la Grecia, i! registro lstat delle cause di morte non lo prevede neppure. 
La sigla sta per Subden lnfant Death Syndrome, sindrome di morte infantile improvvisa, conosciuta anche come morte in culla o morte improvvisa del lattante. 
Non ne sanno niente i profani ma anche i medici la conoscono poco. Se il più delle volte le autopsie parlano di soffocamento o di rigurgito. Invece poi si scopre che si trattava di S.I.D.S. 
E la prima causa di morte nei paesi industrializzati, colpisce i bambini tra un mese ed un anno di vita, con un picco massimo d’incidenza tra il secondo ed il quarto mese. Bambini sanissimi, che durante il sonno smettono di respirare e muoiono. (NdR: alcune autopsie hanno evidenziato un alto tenore di metalli tossici - che sono anche contenuti nei vaccini - nel cervelletto).
Jean Pierre Cereghetti - Presidente

In Giappone, da quando hanno eliminato le vaccinazioni obbligatorie (1993), la SIDS (morte nella culla) e' diminuita del 90% !!
La Regione Veneto ha abolito dal 01/01/2008 l'obbligo vaccinale !

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QUANDO il PEDIATRA SBAGLIA – 19.01.2006

Pediatria - Sezione di Farmacovigilanza per il Pediatra
By Adriana Ceci (Dipartimento di Farmacologia e Fisiologia Umana, Bari)

L'Errore Terapeutico in Pediatria
Prof.ssa Adriana Ceci, Dipartimento Di Farmacologia e Fisiologia Umana, Universita’ di Bari

Definizione: Si definisce 'errore terapeutico' l'evento derivante da un errore nelle diverse fasi della preparazione, prescrizione, distribuzione, somministrazione o monitoraggio di un medicamento.

Estensione del fenomeno:
* dopo aver calcolato che l'errore terapeutico 'uccide ogni anno da 44.000 a 98000 Americani (BMJ 1999, 319:1519) l'FDA ha dedicato a questo problema un pubblico dibattito e avviato una seria riflessione; (1)
* un rapporto dell'Institute of Medicine, USA nel 1999 ha stimato che muoiono piu’ persone a causa di errori terapeutici che a causa di incidenti stradali, AIDS, tumori della mammella o incidenti sul lavoro; (2)
* l'MCA, dopo aver calcolato che circa un terzo dei letti ospedalieri viene occupato a causa di un errore terapeutico, ha avviato un'azione per aumentare la segnalazione di tali eventi e imparare a prevenirli.

Errore Terapeutico in Pediatria
Una recente review, condotta in USA, comprendente 16 aree di specialita’ mediche, ha dimostrato che la pediatria pur essendo al sesto posto come numerosita’ degli specialisti considerati e’ al secondo come incidenza di 'errori terapeutici' evidenziati. Un errore compare in pratica 12 volte piu’ spesso che per ogni altra branca specialistica. (3)
Inoltre una ricerca svolta in ambito ospedaliero ha dimostrato che l'errore terapeutico avviene in ambito pediatrico 3 volte piu’ frequentemente che per l'adulto (4)

Causalita’ dell'errore terapeutico
Esistono diverse tipologie di errore. Gia’ le modalita’ in cui un prodotto terapeutico e’ etichettato e le modalita’ di compilazione del foglio illustrativo possono facilitare una cattiva interpretazione delle modalita’ di uso (o conservazione, interazioni, dosaggi, ecc.)
Nel bambino, ovviamente, la mancanza di a) indicazioni riconosciute per l'uso pediatrico, b) dosaggi stabiliti sulla base di dati di farmacocinetica specifici per l'eta’ pediatrica, c) mancanza di formulazioni pediatriche spesso comportanti l'utilizzo di forme non adatte e non biodisponibili, sono fattori di aggravamento di questa tipologia di errore.
Sul piano piu’ propriamente medico si possono distinguere:
- l'errore di pianificazione di una terapia, e
- l'errore di esecuzione della stessa.

Errore prescrittivo
La popolazione pediatrica comprende gruppi molto eterogenei che vanno dal neonato all'adolescente. Di conseguenza le dosi di uno stesso farmaco possono variare fino a dieci volte. Se il dosaggio e’ calcolato per unita’ di peso corporeo esiste un forte rischio di un semplice errore matematico. Tale errore di dosaggio interessa il bambino fino a 4.94 volte piu’ che l'adulto e per il 56% dei casi si traduce in un sovradosaggio. In pratica:
- nel 27,9% dei casi si tratta di un errato posizionamento del decimale;
- nel 16,3% non viene suddivisa la dose giornaliera nelle singole dosi di assunzione.
In tal modo 3, 25 mg/kg di acetaminofene sono diventate 32,5 mg/kg (Rowe, Koren, 1998) o 1.0 mg e’ stato interpretato come 10 mg.
In ambito ospedaliero (5) e’ stato calcolato che l'errore di dosaggio incide per il 34% dei casi e nel 54% dei casi e’ legato ad infusioni endovenose.

Errore di preparazione o di somministrazione
In alcuni casi la prescrizione e’ corretta ma al paziente vengono consegnati prodotti 'errati'. Ci e’  stato dimostrato ad esempio con la Diossina o la fenitoina presenti sul mercato sia come 'gocce o soluzioni pediatriche' che come gocce o soluzioni per l'adulto a piu’ ampia diffusione.
Un'altra fonte frequente di errore, specie in ambito ospedaliero, deriva dall'utilizzo di formulazioni ad alta concentrazione che vengono 'diluite' per adattarle ad un uso intravenoso, spesso in concentrazioni non corrette.
A domicilio le cause piu’ frequenti di errore derivano dalla 'frettolosita’' di alcune prescrizioni (i medici sono dei cattivi scrivani!) per cui possono risultare incomplete le istruzioni sulle dosi, i tempi e le precauzioni o interazioni.
Nella tabella 1 viene riportato un breve decalogo di quanto viene suggerito al pediatra da un programma di riduzione del rischio di errore terapeutico avviato in USA presso l'Universita’ della Virgina (3).

Come prevenire l'errore terapeutico in Pediatria
Le raccomandazioni emesse dall'American Academy of Pediatrics e dal Pediatric Pharmacy Advocacy Group consistono nei seguenti punti fondamentali (5, 6, 7):

1. Educazione alla prescrizione corretta
2. Uso di tecnologie avanzate per ridurre l'errore
3. Politiche attive per migliorare la preparazione la prescrizione e somministrazione dei farmaci
4. Sviluppo di programmi di Quality Assurance.

1. Molti studi hanno gia’ dimostrato che una corretta educazione riduce l'incidenza di errori di prescrizione. E' bene che i programmi educativi non siano limitati ai pediatri ma coinvolgano i medici di medicina generale, i farmacisti, il personale infermieristico e i genitori.
2. La computerizzazione viene suggerita almeno per evitare la trascrizione manuale delle informazioni piu’ importanti quali nome del farmaco, dosaggi giornalieri e singoli, interazioni, allergie, precauzioni. Contestualmente i pediatri dovrebbero disporre di informazioni on-line sui prodotti che utilizzano.
3. L'esigenza legislativa prioritaria riguarda la necessita’ di disporre sempre di formulazioni e preparazioni specifiche per il bambino oltre che di farmaci autorizzati all'uso pediatrico in modo da ridurre l'impiego off-label.
4. La revisione periodica delle pratiche prescrittive e di eventuali errori dovrebbe far parte di piani di assicurazione della qualita’ di ogni struttura sanitaria comprendente anche informazioni su come reagire ad un errore terapeutico e, quindi, prevenirne di successivi.

Conclusioni
L'unica esperienza organica volta alla raccolta e quindi alla prevenzione di 'errori terapeutici' e’ quella svolta negli Stati Uniti dove, dal 1986, esiste una Banca Dati' a cui Ospedali e altre strutture sanitarie devono far pervenire tutte le segnalazioni di eventi legati ad errori terapeutici (non solo attribuibili ai medici). Questa esperienza si e’ rivelata totalmente fallimentare con piu’ dell'80% degli Ospedali ed il 75% delle altre strutture che non segnalano alcun evento (8).
D'altro canto, anche se solo l'1% degli errori prescrittivi o di somministrazione si traduce in un Evento Avverso (ADR), occorre tener presente che non mancano tra questi gli Eventi Gravi o Mortali e che ben il 50% delle ADRs gravi o mortali potrebbe essere evitata con una buona azione di prevenzione.
Non c'e’ dubbio che tale prevenzione rappresenti una priorita’ per il Pediatra che dovrebbe aumentare la propria attenzione verso 'gli errori che si possono evitare' tenendo presente che occorre comunque:

* Abituarsi a non considerare il rilievo di un 'errore' come un elemento che puo’ indurre un evento punitivo e che quindi deve essere il piu’ possibile evitato. La cultura della 'raccolta' di dati di outcome, siano essi legati al risultato (efficacia) che al rischio (eventi avversi) fa parte integrante di un approccio 'basato sull'evidenza' ma prima ancora 'sulla scienza e coscienza del medico curante'.
* Essere consapevoli che, in molti paesi, l'Italia e’ tra questi, non esistono facilitazioni per i medici che intendono intraprendere una raccolta esaustiva di eventi legati alla propria diretta pratica clinica e soprattutto tale attivita’ non e’ gratificata sotto il profilo clinico o scientifico.
* Il rilievo e la prevenzione di eventi negativi, legati alle terapie mediche o ad errori terapeutici, richiede un ampio coinvolgimento di esperienze e di professionalita’ non solo mediche e rappresenta un buon terreno per rivitalizzare un corretto rapporto medico/paziente al di la’ delle burocrazie e dei loro limiti.

Tabella 1: Suggerimenti per ridurre l'errore di prescrizione e/o di somministrazione

* Scrivere il peso del paziente sulla ricetta
* Utilizzare il nome generico del farmaco (insieme a quello della specialita’)
* Non abbreviare il nome del farmaco
* Fare attenzione a nomi simili tra loro (es. CEREBREX e CEREBRYX)
* Controllare le dosi sul Prontuario
* Arrotondare le dosi ad un numero intero, se possibile
* Calcolare sempre due volte la dose
* Non utilizzare abbreviazioni
* Non utilizzare istruzioni orali
* Ridurre la durata della prescrizione al minimo indispensabile

Bibliografia

1. Cabinet Secretaries Urge Plan to Improve Patient Safety
WASHINGTON (Reuters Health) May 24, 2001
2. To err is human: building a safer health system
Kohn L.T., Corrigan JM
Washington DC : National Accademy Press, 1999
3. Preventing Medication Errors in Children
Marcia L Buck,
Pediatric Pharmacotherapy 5 (10), 1999
4. Medication Errors and Adverse Drug Events in Pediatric Inpatients
Rainu Kaushal, David W. Bates, Christopher Landrigan, Kathryn J. McKenna, Margaret D. Clapp, Frank Federico, Donald A. Goldmann
JAMA. 2001;285:2114-2120,
5. New perspectives on preventing medication errors and adverse drug events
Vicki S. Crane,
Am J. Health Syst. Pharm, vol 57, April 1, 2000
6. Prevention of medication errors in the pediatric inpatient setting.
Committee on Drugs and Committee on Hospital Care, American Academy of Pediatrics. Pediatrics 1998;102:428-30.
7. Draft guidelines for preventing medication errors in pediatrics.
Institute for Safe Medication Practices and Pediatric Pharmacy Advocacy Group. J Pediatr Pharm Pract 1998;3:189-202.
8. Few incompetent doctors are reported to US national data bank
Fred Charatan, Florida
BMJ 2001;322:1383 (9 June)


La Regione Veneto ha abolito dal 01/01/2008 l'obbligo vaccinale !

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