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IL
PARTO; vari EVENTI:
Tutti
i segreti delle 4 fasi
Una corretta informazione sull’andamento del
parto può aiutare le future mamme a sentirsi più
serene e consapevoli. Ecco come si svolge il
parto nelle sue quattro fasi.
La prima fase è il
pretravaglio caratterizzato dalle prime contrazioni,
irregolari, poco dolorose, a volte accompagnate dalla
perdita del tappo mucoso (che però può anche avvenire
molti giorni prima), di consistenza gelatinosa striata
di rosso, causata dalla rottura dei capillari.
La seconda fase è il vero e proprio travaglio
riconoscibile dalle contrazioni che si fanno sempre più
intense e regolari, fino a dilatare completamente il
collo dell’utero per permettere la fuoriuscita del
bambino.
La terza fase è quella espulsiva che può durare
un’ora, ma anche molto meno dopo il primo figlio. La
mamma sente la necessità di spingere mentre il feto
continua a scendere, la testa ruota internamente, per
poi estendersi e comparire a livello vulvare. Una volta
uscita, la testa tende a ruotare esternamente ed a ciò
segue una rotazione opposta del tronco. In questo modo,
lentamente, compariranno le spalle, uscite le quali il
corpo del feto arriva facilmente all’esterno.
Infine, quarta fase, vi è il secondamento, ovvero
l’espulsione della placenta, fino a 40 minuti dopo il
neonato.
Il
primo sintomo dell'inizio del
travaglio è un aumento dell'intensità
dolorosa delle contrazioni, che si susseguono ad intervalli
regolari di tempo, all'inizio una ogni mezz'ora e poi con una frequenza
sempre più ravvicinata.
In questa fase il collo dell'utero inizia ad accorciarsi, poi si appiana
ed infine inizia a dilatarsi.
A questo punto la futura mamma è ancora a casa e ha tutto il tempo per
prepararsi e raggiungere con calma l'ospedale.
È
possibile inoltre che venga espulso il cosiddetto "tappo di
muco" che, fino allora, chiudeva l'imboccatura del collo
dell'utero, isolandolo dall'ambiente esterno. Qualche volta si può
invece verificare la rottura delle acque: in tal caso la fuoriuscita del
liquido amniotico, assolutamente indolore, bagna la futura mamma di un
liquido caldo, limpido e trasparente come acqua, talvolta contenente
delle particelle bianche, simili al latte cagliato, che altro non sono
che fiocchi di vernice caseosa.
Nel
caso di rottura delle acque è però opportuno affrettarsi a
raggiungere la sede del parto.
Una
volta ricoverate in ospedale la donna viene visitata dal ginecologo o
dall'ostetrica, che verificano di quanti centimetri si è dilatato il
collo dell'utero. Successivamente si viene condotte in sala travaglio,
dove si effettua il "monitoraggio", cioè la
registrazione della frequenza cardiaca del bambino al fine di
controllarne la regolarità.
Nel frattempo il collo dell'utero continua ad allargarsi e le
contrazioni si fanno più intense, lunghe e ravvicinate: possono durare
50-60 secondi o più e susseguirsi a distanza di 2-3 minuti l'una
dall'altra.
Quando
il collo dell'utero è così dilatato da permettere il passaggio della
testa del bambino, inizia la fase di espulsione: la futura mamma
prova un irresistibile bisogno di spingere. Viene allora condotta in
sala parto, fatta sdraiare su un lettino e invitata a contrarre i
muscoli addominali con uno sforzo simile a quello richiesto durante la
defecazione. Ogni singola spinta deve essere protratta il più a lungo
possibile e in modo continuativo, non a scatti. Nel frattempo il piccolo
scende compiendo alcuni movimenti e rotazioni che gli permettono di far
comparire la testa all'imboccatura della vagina. Il ginecologo o
l'ostetrica aiutano le spalle a scivolare fuori e poi, con un movimento
a spirale, fanno uscire il resto del corpo.
Il
cordone ombelicale viene stretto tra due pinze, in modo da arrestare il
passaggio del sangue, e tagliato con una forbice nel punto intermedio.
Dopo circa 5-10 minuti (ma qualche volta anche dopo mezz'ora) l'utero si
contrae nuovamente per espellere la placenta e le membrane che formavano
il sacco amniotico: è il "secondamento", la fase
conclusiva del parto.
La
placenta è l'organo di scambio fra la mamma e il bambino durante
la gravidanza: trasporta al bambino il nutrimento e l'ossigeno,
allontana i suoi prodotti di rifiuto e assicura, a partire dalla 12°
settimana di gestazione, la produzione degli ormoni necessari per il
corretto proseguimento della gravidanza.
Si
posiziona in genere nella parte superiore o centrale dell'utero, nel
punto in cui lo zigote (la cellula che si crea dall'unione dello
spermatozoo con la cellula uovo materna) si annida nella parete.
Può
anche accadere, raramente, che la placenta sia bassa (in termini medici
di dice "previa"): ciò può costituire un problema, in quanto
una placenta bassa ostacola il passaggio del bambino attraverso il
canale cervicale (la parte inferiore dell'utero che sbocca poi in
vagina), rendendo praticamente impossibile il parto per via vaginale.
Come
è fatta la placenta ?
La placenta ha una consistenza spugnosa e presenta una forma
tondeggiante, simile a quella di una focaccia: il lato che guarda verso
il feto è levigato, piatto, di colore bianco-bluastro ed ha, innestato
nel centro, il cordone ombelicale, mentre il lato opposto, dall'aspetto
di un irregolare acciottolato rosso scuro, è costituito da una parte
della mucosa (il tessuto di rivestimento interno) dell'utero. Al termine
della gravidanza la placenta può arrivare a pesare 500-600 grammi, ad
avere uno spessore 2-4 centimetri e a raggiungere un diametro di 20 cm o
poco più.
Come
funziona ? La placenta
è costituita, al suo interno, da tante ramificazioni, dette "villi
coriali".
Questi
villi si addentrano e si ramificano nella mucosa uterina, formando come
degli alberelli con una chioma folta, che si immergono in laghetti
sanguigni formati da sangue materno proveniente dalle arterie uterine.
All'interno di ogni villo circola il sangue del bambino e la parete del
villo si comporta come un filtro che consente il passaggio solo di
alcune sostanze: l'ossigeno e l'anidride carbonica, le sostanze
nutritive, alcuni ormoni, le scorie prodotte dal metabolismo del feto,
numerosi farmaci, alcuni batteri e virus (anche potenzialmente
pericolosi per il prodotto del concepimento), anticorpi materni. In
questo processo di scambio, però, il sangue della mamma e quello del
bambino non si mischiano mai. Ecco spiegato il motivo per cui un bambino
con un gruppo sanguigno diverso da quello materno può crescere nel
grembo materno senza alcun problema.
Dopo
la nascita, in quello stadio del parto che, in termini medici, viene
chiamato "secondamento", la placenta si stacca dalla
parete dell'utero e viene espulsa con una spinta o estratta manualmente
dal ginecologo.
Tratto
da
www.mammaepapa.it/salute
Per visionare le varie fasi della crescita di un
feto umano:
http://www.visembryo.com/baby/index.html
vedi:
Concepire Naturalmente
+
Nascere nel modo Naturale
+ Parto
+
Parti Cesarei +
Nascite programmate
+
Alimentazione del bambino + Nascite programmate + I MEDICI,
una MINACCIA per la SALUTE
?
+
Falsita' della medicina
ufficiale
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NASCE la RETE “TUTELIAMOCI il PARTO”
- In difesa di una nascita sicura, naturale e
non medicalizzata
Per chiedere al Parlamento
la modifica della legge “Norme per la tutela dei diritti
della partoriente, la promozione del parto fisiologico e
la salvaguardia della salute del neonato” già approvata
dalla Commissione Affari Sociali della Camera
Si chiama “Tuteliamoci il
parto” ed è una Rete che riunisce ostetriche, medici,
psicologici, educatrici, associazioni, mamme, papà,
uniti dalla volontà di salvaguardare la gravidanza e la
nascita dagli eccessi della medicalizzazione e chiedere
alcune essenziali modifiche al disegno di legge “Norme
per la tutela dei diritti della partoriente, la
promozione del parto fisiologico e la salvaguardia della
salute del neonato” già approvato dalla XII Commissione
della Camera dei deputati il 17 maggio 2007 e che
presto sarà discusso in Parlamento.
Secondo la Rete “Tuteliamoci
il parto”, infatti, nella versione attuale, il testo di
legge ignorando i diritti della partoriente subordina i
suoi bisogni durante il travaglio e il parto “alle
esigenze di reparto” (articolo 11, comma 3) e non
garantisce a tute le donne di :
-poter essere accompagnate dal padre del nascituro o da
una persona di fiducia;
-scegliere in libertà le posizioni di travaglio e di
parto che, come riconosciuto da evidenze scientifiche,
favorisce il decorso fisiologico e riducono il dolore;
- tenere il proprio bambino sempre con sé.
- non essere sottoposte a procedure “dannose in
condizioni di normalità e fisiologia” come il
monitoraggio elettronico continuo, induzione e
accelerazione del travaglio, episiotomia (Organizzazione
Mondiale della Sanità).
Poiché il disegno di legge non differenzia l’assistenza
al parto fisiologico, che riguarda la maggior parte
delle donne, da quella al parto in condizioni di
patologia, assegna ai medici “la responsabilità”
dell’intero percorso della gravidanza e della nascita
(articolo 8), escludendo le ostetriche da un ruolo
autonomo e attivo sul parto, come accade da sempre e
come previsto peraltro da altre leggi.
La Rete “Tuteliamoci il
parto” infine non è contraria alla gratuità
dell’anestesia epidurale né al suo uso, ma ritiene
necessario che le partorienti siano bene informate sui
rischi e sui benefici. E avanza un dubbio: sarà forse
più semplice e redditizio per le strutture ospedaliere
fare l’epidurale anestetizzando le partorienti, anziché
circondarle di attenzione, assistenza continua e
personalizzata?
La Rete “Tuteliamoci il parto”
Indirizzo del gruppo
http://it.groups.yahoo.com/group/tuteliamocilparto
e.mail:
tuteliamocilparto@libero.it
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Le
associazioni di genitori e professionisti della salute,
così come i singoli genitori ed i cittadini, riuniti
nella Rete Italiana Tuteliamoci il Parto
CHIEDONO
- che nel disegno di legge (DDL) intitolato “Norme per
la tutela dei diritti della partoriente, la promozione
del parto fisiologico e la salvaguardia della salute del
neonato” che sarà discusso al Parlamento nei prossimi
mesi
Si GARANTISCA alle donne,
durante il travaglio, il parto e la degenza ospedaliera:
che i loro bisogni non siano subordinati a esigenze di
reparto.
La LIBERTA’
- di essere accompagnate dal proprio compagno o da una o
più persone di fiducia,
- di soddisfare le proprie esigenze rispetto a movimenti
e posizioni poiché è dimostrato che ciò favorisce il
decorso fisiologico del travaglio e del parto,
- di tenere il proprio bambino sempre con sé,
La SICUREZZA di evitare
l’eccessivo ricorso a procedure classificate dannose da
organismi internazionali quali l’OMS (Organizzazione
Mondiale della Sanità).
Il RISPETTO DELLA PRIVACY E
DEI TEMPI DELLA PARTORIENTE
SI GARANTISCA alle donne,
durante la gravidanza:
Il DIRITTO
- all’accesso ad informazioni complete, imparziali e
sostenute da evidenze scientifiche sui rischi e benefici
di:
- esami in gravidanza, terapie, interventi e procedure
mediche in gravidanza, travaglio e parto, metodi
farmacologici (ad esempio anestesia epidurale) e non
farmacologici di contenimento del dolore del parto,
- alla scelta della modalità e dei luoghi del parto con
particolare riferimento alla scelta informata e completa
tra le varie strutture ospedaliere, case maternità o
domicilio,
- all’accesso a pubblicazioni di dati e protocolli
raccolti con cura e forniti dalle strutture per una
scelta informata sul dove andare a partorire,
- alla continuità dell’assistenza dell’ostetrica dalla
gravidanza al dopo parto assicurata dai servizi pubblici
(consultori, ospedali, ambulatori).
La PROMOZIONE
dell’allattamento materno a partire da:
- una corretta informazione prima del parto,
- il sostegno fin dai primi istanti di vita del neonato,
- il riferimento agli operatori e ai gruppi di auto-aiuto
presenti sul territorio.
Il DDL nella sua stesura
attuale mira soltanto a definire gli ambiti di azione di
una parte dei professionisti sanitari e nei fatti non
contiene nulla circa la tutela dei diritti della mamma e
del bambino.
Vogliono oltretutto denunciare l’eccessiva medicalizzazione attuale della
nascita, di cui i primi a farne le spese sono proprio le
donne e i bambini.
Vogliono ricordare che la
vigente legge italiana prevede che le donne siano
seguite gratuitamente dallo stesso professionista o
gruppo di professionisti durante la gravidanza il parto
ed il puerperio e che l’ostetrica può fornire questa
assistenza continuativa, nel rispetto della naturalità
dell’evento.
Il ddl invece consolida la pratica delle prestazioni
private in gravidanza, a spese delle donne e delle
famiglie, con il conseguente e già documentato abuso di
interventi medici inappropriati.
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